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Parli bene l'italiano ma ti esprimi in modo poco naturale o artificiale? È un problema comune. In questo articolo scoprirai otto trucchi fondamentali che trasformeranno il tuo modo di comunicare in italiano, rendendolo più naturale, idiomatico ed espressivo: esattamente come un vero madrelingua. 8 Trucchi per Parlare Come un Italiano Vero 1) Omissione del Pronome Soggetto Una delle caratteristiche più distintive dell'italiano parlato è che il pronome soggetto generalmente non si dice, ma si omette. Questo accade perché la desinenza del verbo italiano già indica chiaramente chi compie l'azione, rendendo il pronome ridondante nella maggior parte dei casi. Quando Si Usa il Pronome Soggetto Esistono tuttavia delle eccezioni importanti in cui il pronome soggetto viene espresso: Enfatizzare chi compie l'azione: Quando vuoi sottolineare che sei proprio tu (o un'altra persona specifica) a fare qualcosa. Creare un confronto o contrasto: Quando metti in opposizione due soggetti diversi. Esempi Pratici Frase naturale (senza pronome)Contesto"Domani andiamo al cinema."Uso normale, il pronome "noi" è sottinteso"Stasera usciamo con gli amici."Uso normale, il pronome "noi" è sottinteso Frase con pronome (enfasi/contrasto)Contesto"Io resto a casa, sono stanco morto."Contrasto: gli altri escono, ma io no"Tu vai pure, io preferisco rimanere."Confronto tra due scelte diverse 2) Collocazioni: Le Combinazioni di Parole Fisse Le collocazioni sono combinazioni di parole che gli italiani usano abitualmente insieme. Conoscerle è fondamentale per suonare naturale, perché anche se una frase è grammaticalmente corretta, potrebbe risultare strana se non rispetta queste combinazioni tipiche. Collocazioni Verbo + Sostantivo CollocazioneSignificatoErrore comune da evitare"fare colazione"consumare il pasto del mattino"prendere colazione" (calco dall'inglese)"dare un'occhiata"guardare rapidamente"fare un'occhiata""fare un salto"andare brevemente in un posto"prendere un salto""prendere una decisione"decidere"fare una decisione""avere un dubbio"essere incerto"fare un dubbio" Collocazioni Aggettivo + Sostantivo CollocazioneSignificatoEsempio d'uso"silenzio assordante"silenzio totale e impressionante"C'era un silenzio assordante nella stanza""pioggia torrenziale"pioggia molto forte"Non uscire, c'è una pioggia torrenziale""freddo pungente"freddo intenso e penetrante"Stamattina c'è un freddo pungente""fame da lupi"fame molto intensa"Ho una fame da lupi, non mangio da ore!" Collocazioni Verbo + Avverbio CollocazioneSignificatoEsempio d'uso"innamorarsi perdutamente"innamorarsi in modo totale"Si è innamorato perdutamente di lei""credere fermamente"credere con convinzione"Credo fermamente nelle sue capacità""rifiutare categoricamente"rifiutare in modo assoluto"Ha rifiutato categoricamente l'offerta" 3) Segnali Discorsivi: I Riempitivi della Conversazione I segnali discorsivi sono piccole parole o espressioni che aiutano l'ascoltatore a orientarsi nella conversazione. Non hanno un significato preciso, ma svolgono funzioni comunicative importantissime: segnalano esitazione, introducono spiegazioni, cambiano argomento o esprimono accordo/disaccordo. Esempio di Dialogo Naturale Ecco un esempio di conversazione autentica tra due amici italiani, con tutti i segnali discorsivi evidenziati: Paolo: "Ma... hai deciso dove andare in vacanza?"Marco: Dunque, stavo pensando alla Sicilia..."Paolo: "Scusa, ma non ci sei già stato l'anno scorso?"Marco: "Beh... sì, però mi era piaciuta tanto..."Paolo: "Sì, ma non volevi vedere posti nuovi?"Marco: "Mah, insomma... dipende. Nel senso, la Sicilia è grande. Cioè, come dire, ci sono ancora tante cose da vedere."Paolo: "Uhm... capisco. Vabbè, fammi sapere quando decidi." Guida ai Principali Segnali Discorsivi SegnaleFunzioneQuando usarlo"ma"Introduce una domandaAll'inizio di una domanda per renderla più naturale"dunque"Introduce una riflessioneQuando stai pensando a cosa dire"scusa"Interrompe gentilmentePer inserirti educatamente in un discorso"beh" / "mah"Esprime esitazione o disaccordo parzialeQuando non sei del tutto convinto"nel senso" / "cioè"Spiega meglio o dà esempiPer chiarire quello che hai appena detto"vabbè"Conclude o cambia argomentoPer chiudere un discorso o passare oltre"insomma"Riassume o esprime incertezzaPer concludere un ragionamento o mostrare dubbio 4) Frasi Marcate: Cambiare l'Ordine delle Parole Le frasi marcate sono costruzioni in cui l'ordine standard delle parole (soggetto-verbo-oggetto) viene modificato per mettere in evidenza un elemento particolare della frase. Questa tecnica è tipicissima dell'italiano parlato e serve per evidenziare il tema di cui stai parlando. La Dislocazione a Sinistra Consiste nello spostare l'oggetto all'inizio della frase, riprendendolo poi con un pronome: Frase standardFrase marcata (dislocazione a sinistra)"Hai comprato il pane?""Il pane, l'hai comprato?""Non capisco quella cosa.""Quella cosa non la capisco.""Ho chiamato tua sorella.""Tua sorella, l'ho chiamata." La Dislocazione a Destra L'oggetto viene spostato alla fine della frase, anticipato da un pronome: Frase standardFrase marcata (dislocazione a destra)"Ho chiamato tua sorella.""L'ho chiamata, tua sorella.""Sono stato a Napoli.""Ci sono stato, a Napoli.""Ho comprato il pane.""L'ho comprato, il pane." 5) Espressioni Idiomatiche: Parlare Come un Madrelingua Le espressioni idiomatiche sono frasi il cui significato non si può dedurre dalla somma delle singole parole. Conoscerle e usarle correttamente è fondamentale per parlare come un vero italiano, perché sono usatissime nella conversazione quotidiana. Espressioni Idiomatiche Comuni EspressioneSignificatoEsempio d'uso"dare buca"non presentarsi a un appuntamento"Mi ha dato buca all'ultimo momento!""la frittata è fatta"una situazione non si può più rimediare"Ormai la frittata è fatta, non possiamo tornare indietro""è un gioco da ragazzi"è facilissimo"Montare quel mobile? È un gioco da ragazzi!""costa due lire"è molto economico"Quel ristorante costa due lire ed è buonissimo""avere le mani in pasta"essere coinvolto in qualcosa"Lui ha le mani in pasta in tutti gli affari del quartiere""prendere in giro"scherzare/beffare qualcuno"Non ti arrabbiare, ti sto solo prendendo in giro!" 6) Periodo Ipotetico Informale: L'Imperfetto al Posto del Congiuntivo Nell'italiano parlato informale, è molto comune usare l'imperfetto indicativo al posto del congiuntivo e del condizionale nel periodo ipotetico. Anche se questa costruzione non segue le regole grammaticali tradizionali, è assolutamente normale e diffusissima nel parlato quotidiano di tutti gli italiani. Confronto tra Forma Standard e Informale Forma standard (scritta/formale)Forma informale (parlata)"Se avessi saputo, sarei venuto anch'io alla festa.""Se sapevo, venivo anch'io alla festa.""Se avessi saputo che saresti venuto, avrei preparato qualcosa.""Se sapevo che venivi, preparavo qualcosa.""Se mi avessi chiamato prima, ti sarei venuto a prendere.""Se mi chiamavi prima, ti venivo a prendere." Nota importante: Questa forma è perfettamente accettabile nel parlato informale tra amici e familiari. In contesti formali (lavoro, esami, documenti scritti) è preferibile usare la forma standard con congiuntivo e condizionale. 7) Diminutivi e Accrescitivi Espressivi Gli italiani usano moltissimo i diminutivi e gli accrescitivi per aggiungere sfumature emotive alle parole. Non si tratta solo di indicare dimensioni piccole o grandi, ma di esprimere affetto, ironia, fastidio o altre emozioni. Diminutivi: Esprimere Affetto e Gentilezza I diminutivi (suffissi -ino, -etto, -ello) spesso indicano qualcosa di piccolo e carino, o rendono una richiesta più gentile: EspressioneSfumatura emotivaContesto d'uso"Ci facciamo un caffettino?"Invito amichevole e informaleTra colleghi o amici"Facciamo una pausetta?"Proposta gentile e leggeraDurante il lavoro o lo studio"Mi fai un favorino?"Richiesta gentile, minimizza il disturboQuando chiedi qualcosa a qualcuno Accrescitivi: Esprimere Grandezza, Fastidio o Ironia Gli accrescitivi (suffisso -one) possono indicare qualcosa di grande, ma anche esprimere fastidio o ironia: EspressioneSfumatura emotivaContesto d'uso"Che librone!"Può indicare ammirazione o fastidio per lo spessoreVedendo un libro molto voluminoso"È un pigrone!"Critica affettuosa o scherzosaParlando di qualcuno molto pigro"Che macchinone!"Ammirazione per un'auto grande e potenteVedendo un'auto imponente 8) Il Dativo Etico: Coinvolgimento Emotivo Il dativo etico è l'uso di un pronome personale (mi, ti, ci, vi) che non ha una funzione grammaticale specifica, ma serve per esprimere il coinvolgimento emotivo del parlante o dell'ascoltatore. È una caratteristica tipicissima dell'italiano parlato che aggiunge espressività alla frase. Esempi di Dativo Etico EspressioneSignificato e sfumaturaSenza dativo etico"Che mi combini?""Cosa stai facendo?" (con tono di sorpresa/preoccupazione)"Che combini?""Stammi bene!""Stai bene!" (con affetto e interesse personale)"Stai bene!""Indovina chi ti incontro?""Indovina chi ho incontrato?" (coinvolgendo l'ascoltatore)"Indovina chi incontro?""Mi raccomando!""Ti prego di fare attenzione!" (con coinvolgimento emotivo)"Raccomando!" Il dativo etico rende la comunicazione più calda, coinvolgente e tipicamente italiana. Usarlo correttamente ti farà sembrare molto più naturale nelle conversazioni quotidiane. Domande Frequenti È Sbagliato Usare Sempre il Pronome Soggetto? Non è grammaticalmente sbagliato, ma suona innaturale e "straniero". Gli italiani omettono il pronome nella stragrande maggioranza dei casi e lo usano solo per enfasi o contrasto. Usarlo sempre è uno dei segnali più evidenti che qualcuno non è madrelingua.
In questo episodio esploriamo il metodo didattico unico di Alessandro Napolitano, capace di trasformare bambini e adolescenti in giovani batteristi completi. Dal primo approccio allo strumento già a 3–5 anni, fino allo sviluppo della coordinazione e dell'indipendenza, Alessandro mostra come il gioco, il coinvolgimento dei genitori e l'utilizzo della tecnica “open” siano fondamentali per costruire una base solida sin dai primi anni.La conversazione prosegue approfondendo esercizi pratici, trucchi di coordinazione e sistemi di studio utilizzati sia con i più piccoli sia con gli allievi avanzati. Si parla di gestione del piede debole, uso creativo del doppio pedale, lettura ritmica ad alta voce, metodi come Stick Control e Wilcoxon reinterpretati in chiave moderna, fino alle tecniche di indipendenza ispirate ai grandi batteristi americani e cubani.Nella parte finale, Alessandro racconta aneddoti della sua formazione tra Berklee, New York e i grandi maestri incontrati lungo il percorso. Condivide anche consigli preziosi per chi vuole crescere come musicista: scegliere l'insegnante in base ai risultati concreti, studiare con equilibrio, approfondire le radici africane dei ritmi e non sottovalutare le difficoltà culturali quando si lavora con artisti internazionali. ► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
L'ospite di questo video è Sergio Bellotti, insegnante al prestigioso Berklee College of Music di Boston, cha fa una panoramica sul mondo della batteria negli USA e sulle differenze con l'Europa.► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
In questo episodio incontro Alessandro Deidda, batterista de Le Vibrazioni, per una lunga chiacchierata a 360° tra musica, batteria e storie di palco.Ripercorriamo gli inizi negli anni '90, le sale prove di Milano, la nascita della band e il successo improvviso dei primi anni 2000, con tutti i retroscena legati a “Dedicato a te”, MTV e al mondo mainstream.Parliamo di tour, pressioni, compromessi, registrazioni in studio, ma anche di approccio da batterista “da band”, ascolto, suono, dinamiche sul palco e strumenti. ► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
Ospite di UniCa Radio, Iosonouncane riflette su nome, percorso artistico, sperimentazione, produzione e colonne sonore, raccontando una visione musicale libera, artigianale e in continua evoluzione. Iosonouncane è stato ospite oggi ai microfoni di UniCa Radio per un'intervista densa e sincera, capace di restituire il percorso umano e artistico di uno dei musicisti più lucidi e radicali della scena italiana contemporanea. Fin dalle prime battute, emerge una riflessione profonda sull'identità, sulla sperimentazione e sul senso stesso del fare musica oggi. Iosonouncane e il peso di un nome Il nome Iosonouncane nasce dall'unione tra il brano Io sono uno di Luigi Tenco e il suo cognome Incani. Una scelta legata a un momento preciso della vita dell'artista. Jacopo Incani racconta come oggi guardi a quel nome con una certa distanza critica. Non lo rinnega, ma lo riconosce come il frutto di un'urgenza giovanile. All'origine c'era l'idea di un disco sociale, ma rivolto verso sé stessi. Non un dito puntato all'esterno, bensì un atto di esposizione. La figura del “cane” diventava così una maschera per stare dentro le contraddizioni raccontate, senza sottrarsi. Dal gruppo al progetto solista Il progetto Iosonouncane prende forma nel 2008, dopo lo scioglimento degli Adharma. La strada solista non nasce da una scelta romantica, ma da una necessità concreta. Incani lavora con ciò che ha a disposizione. Tra questi strumenti c'è una groovebox Roland acquistata quasi per errore. Nei primi anni, la tecnologia influenza il suono. Col tempo, però, l'approccio cambia. Con DIE arriva una consapevolezza diversa. La scrittura non è più legata allo strumento, ma a un'idea musicale più ampia. Un'evoluzione senza rinnegare il passato Dal debutto con La macarena su Roma fino a IRA, il percorso appare frammentato solo in superficie. Iosonouncane rivendica ogni fase del suo lavoro. Anche i brani da cui oggi si sente lontano restano parte della sua storia. L'approccio resta artigianale, ma evolve. Scrivere oggi come nel 2010 sarebbe difficile. Suonare come allora, quasi impossibile. Eppure nulla viene escluso in astratto. Sperimentazione e forma canzone La sperimentazione, per Iosonouncane, non è un'etichetta. È una condizione necessaria dell'arte. Senza ricerca, i linguaggi si fermano. Anche il pop, da sempre, si nutre di esperienze nate ai margini. Dai Beatles ai Radiohead, la forma canzone è stata messa in discussione molte volte. Per questo Incani non vede una frattura netta tra canzone e destrutturazione. Il suo lavoro si colloca dentro un'idea ampia di pop, più vicina a quella degli anni Sessanta che alle definizioni attuali. Produzione e confronto con gli altri Oltre al lavoro solista, Iosonouncane produce altri artisti solo quando nasce un coinvolgimento emotivo totale. Collaborare significa condividere metodo, tempo e intensità. È un'esperienza diversa rispetto ai propri dischi, che restano il luogo di un'espressione totale. Ma è anche una grande occasione di crescita, umana e "artigianale". Musica per immagini e futuro Scrivere colonne sonore cambia radicalmente il processo creativo. La musica non cerca un “bello assoluto”. Deve funzionare sulle immagini. Il giudizio finale non spetta al compositore. È un lavoro di servizio, ma anche di grande arricchimento. Guardando al futuro, Iosonouncane non parla di ripartenze da zero. Non ci crede. Preferisce continuare a scrivere, a cercare, a trasformare ciò che già esiste.
Il periodo della pandemia ci ha costretti a parlare da remoto, in videochiamata, ma per suonare e registrare musica da remoto le soluzioni tradizionali non possono funzionare. Vediamo perché e quali alternative specifiche sono disponibili oggi. Ne parliamo con Riccardo Giampiccolo, post-doc al Politecnico di Milano.
Il periodo della pandemia ci ha costretti a parlare da remoto, in videochiamata, ma per suonare e registrare musica da remoto le soluzioni tradizionali non possono funzionare. Vediamo perché e quali alternative specifiche sono disponibili oggi. Ne parliamo con Riccardo Giampiccolo, post-doc al Politecnico di Milano.
"La musica è per l'anima ciò che l'esercizio è per il corpo." Già Platone, molti secoli fa, aveva intuito quanto la musica potesse influenzare il nostro benessere. Oggi, sempre più ricerche confermano questo legame. L'ultima in ordine di tempo arriva dall'Australia dove su oltre 10.000 persone over 70, si dimostra che ascoltare musica regolarmente riduce del 39% il rischio di demenza. Suonare uno strumento o unire entrambe le attività porta benefici simili, migliorando anche memoria e funzioni cognitive globali. A Obiettivo Salute il commento del dottor Francesco Aquilar, psicologo psicoterapeuta a Napoli, docente di psicoterapia cognitiva presso la Scuola di Specializzazione CRP di Roma.
In questo articolo parliamo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: gli errori più comuni che sento fare spesso da chi studia l'italiano. E sapete una cosa? Anche molti italiani madrelingua cadono in questi tranelli! È arrivato il momento di sistemarli una volta per tutte. Preparate carta e penna per prendere appunti: perché stiamo per analizzare i 5 errori che potrebbero farvi sembrare un po' meno fluenti di quello che siete davvero! Scopriamoli insieme e impariamo come evitarli definitivamente. Non commettere più questi 5 ERRORI IN ITALIANO! Errore #1: "FA SENSO" - L'Influenza dell'Inglese ❌ SBAGLIATO: "Questo fa senso"✅ CORRETTO: "Questo ha senso" Perché è sbagliato? La confusione nasce dall'influenza dell'inglese "it makes sense". Molti studenti traducono letteralmente questa espressione, ma in italiano il verbo corretto è AVERE: "avere senso", che significa essere logico, ragionevole, comprensibile. Esempi corretti nell'uso quotidiano: "La tua spiegazione ha senso, ora capisco meglio" "Non ha senso arrabbiarsi per così poco" "Ha senso partire presto per evitare il traffico" "Il suo discorso non ha alcun senso" Curiosità linguistica importante: "Fare senso" in italiano esiste, ma significa "disgustare", "provocare nausea". Quindi se dite "questo cibo fa senso", state dicendo che vi fa schifo! Non proprio quello che volevate esprimere, vero? Questa differenza è cruciale per evitare malintesi imbarazzanti. Altri esempi con "fare senso" (nel significato corretto): "Quell'odore mi fa senso" (mi disgusta) "Non riesco a guardare quel film dell'horror, mi fa troppo senso" Errore #2: "GUIDO/VOLO/CAMMINO A CASA" - La Questione del Focus ❌ SBAGLIATO: "Guido a casa", "Volo a Roma", "Cammino al lavoro"✅ CORRETTO: "Vado a casa in macchina", "Vado a Roma in aereo", "Vado al lavoro a piedi" Perché è problematico? I verbi GUIDARE, VOLARE e CAMMINARE mettono l'enfasi sull'azione stessa (cosa sto facendo), a differenza di verbi come ANDARE, TORNARE, PARTIRE, che mettono l'enfasi sulla destinazione (quale luogo devo raggiungere). Dal punto di vista grammaticale queste espressioni sono tecnicamente accettabili, ma dal punto di vista semantico e dell'uso naturale della lingua, suonano innaturali agli orecchi di un madrelingua italiano. La regola pratica: Quando il focus è sulla destinazione: "Vado/Torno/Parto + destinazione + mezzo di trasporto" Quando il focus è sull'azione: "Guido/Cammino/Volo + complemento di tempo/modo/compagnia" Esempi corretti con focus sulla destinazione: "Vado a casa in macchina" (invece di "Guido a casa") "Torno in ufficio a piedi" (invece di "Cammino in ufficio") "Parto per Milano in aereo" (invece di "Volo a Milano") Esempi corretti con focus sull'azione: "Guido da tre ore senza sosta" "Cammino ogni mattina per mantenermi in forma" "Volo spesso per lavoro" Errore #3: "FORSE TU ABBIA RAGIONE" - Il Congiuntivo Mal Utilizzato ❌ SBAGLIATO: "Forse tu abbia ragione", "Probabilmente lui sia arrivato"✅ CORRETTO: "Forse tu hai ragione", "Probabilmente lui è arrivato" Perché è sbagliato? "Forse" è un avverbio di dubbio, ma non richiede il congiuntivo perché il congiuntivo si usa solo dopo espressioni che contengono un verbo principale (credo che, penso che, è possibile che, può darsi che...). La regola d'oro per non sbagliare mai: FORSE/PROBABILMENTE/SECONDO ME + INDICATIVO: "Forse piove domani", "Probabilmente arriva tardi" ESPRESSIONI DI DUBBIO (con verbi) + CONGIUNTIVO: "Può darsi che piova", "È possibile che tu abbia ragione", "Credo che sia giusto" Altri esempi corretti con avverbi: "Forse Maria arriva tardi" "Probabilmente hanno sbagliato strada" "Forse è meglio aspettare" "Secondo me dovremmo partire ora" Esempi corretti con espressioni verbali: "È probabile che Maria arrivi tardi" "Può darsi che abbiano sbagliato strada"
Curare con gli ultrasuoni. Non è un novità assoluta bensì qualcosa che già si fa, ma non se il bersaglio da colpire si trova nel cervello, protetto da una barriera quale la scatola cranica. Una barriera che non fa passare in modo controllabile nemmeno le vibrazioni.Superare questa barriera è l'obiettivo di LUMEN, progetto cui è stato assegnato un ERC Grant da circa 1,5 M€ e che mira ad aggirare il problema trasformando la scatola cranica stessa in una sorta di campana la quale, fatta vibrare in modo opportuno, permetterebbe di concentrare l'energia acustica su un bersaglio preciso: un nuovo approccio alla cosiddetta "stimolazione cerebrale transcranica" che potenzialmente potrebbe dare benefici a milioni di persone che soffrono di disturbi quali il Parkinson o di dolore di origine neurologica.Ospite Emanuele Riva, ricercatore del Dip Mecc del Polimi.
Curare con gli ultrasuoni. Non è un novità assoluta bensì qualcosa che già si fa, ma non se il bersaglio da colpire si trova nel cervello, protetto da una barriera quale la scatola cranica. Una barriera che non fa passare in modo controllabile nemmeno le vibrazioni.Superare questa barriera è l’obiettivo di LUMEN, progetto cui è stato assegnato un ERC Grant da circa 1,5 M€ e che mira ad aggirare il problema trasformando la scatola cranica stessa in una sorta di campana la quale, fatta vibrare in modo opportuno, permetterebbe di concentrare l’energia acustica su un bersaglio preciso: un nuovo approccio alla cosiddetta "stimolazione cerebrale transcranica" che potenzialmente potrebbe dare benefici a milioni di persone che soffrono di disturbi quali il Parkinson o di dolore di origine neurologica.Ospite Emanuele Riva, ricercatore del Dip Mecc del Polimi.
Riccardo Besia racconta il viaggio dei The Colvins tra influenze punk, crescita personale e legami con la scena sarda. Una storia di amicizia, energia e indipendenza musicale. In Sardegna si respira aria di musica autentica, di palco e sudore, di strette di mano e amplificatori che tremano. E tra le band che da oltre un decennio alimentano questa linfa c'è The Colvins, gruppo nato nel 2012 e ormai punto fermo della scena punk-rock indipendente. Ne abbiamo parlato con Riccardo Besia, chitarrista entrato nella band nel 2018, in vista della loro partecipazione al Beach Day Out Volume 19, il 18 e 19 luglio al Poetto di Cagliari. Riccardo ci ha raccontato il suo ingresso nella band come un ritorno a casa: un'amicizia già viva, esperienze condivise e una passione comune per il punk. Ma anche un'evoluzione importante: “I Colvins erano legati al Ramonescore, il culto dei Ramones e delle sonorità più crude. Con il mio arrivo, abbiamo iniziato a esplorare il punk revival degli anni '90, ma anche suoni contemporanei come quelli di The Menzingers”. Una trasformazione naturale, che si è consolidata nel disco Nothing To Write Home About, un lavoro che ha saputo unire melodia e rabbia, introspezione e distorsione. Musica come terapia, testi come confessioni Il cuore pulsante del progetto sono i testi, quasi sempre scritti da Riccardo, veri e propri frammenti di autobiografia. “Scrivo quando ho bisogno di tirar fuori qualcosa, è una specie di terapia. Parlo di me, ma cerco sempre di toccare corde universali: crescita personale, nostalgia, inquietudini condivise”. Un esempio? Bad Girl, brano il cui testo è un regalo di Cristiano Paler, batterista storico degli FN e ora nei Daenerds. La musica dei Colvins non è mai solo un suono: è un racconto in cui ritrovarsi. Suonare in Sardegna, poi, ha un sapore speciale: “Al Beach Day Out ci siamo cresciuti. È uno di quegli eventi che segna un'intera generazione musicale. Salire su quel palco per noi è un'emozione che si rinnova ogni volta, come se fosse la prima”. Il pubblico sardo, spiega Riccardo, non è mai distante: “Il palco ci separa solo fisicamente. Sotto ci sono amici, volti nuovi, persone che vogliono condividere. Dopo i concerti si scherza, si beve insieme: è una comunità vera”. Indipendenza, tour e progetti futuri La solidità dei The Colvins si regge anche su una rete indipendente che ha creduto in loro. “Grazie a etichette come I Buy Records e Mom's Basement Records, la nostra musica è arrivata negli Stati Uniti e perfino in Giappone. È importante avere una rete che non si limiti al digitale, ma ti porti fisicamente in altri luoghi, con distro vere, dischi in mano”. E questa estate, tra le varie date, torneranno anche a San Sperate il 23 agosto, mentre altri appuntamenti sono ancora segreti ma in arrivo. Non mancano i progetti in cantiere: “Stiamo già lavorando su nuovi pezzi. Sperimentare è nel nostro DNA: il nostro sound è in continuo movimento, non ci fermiamo mai”.
Un viaggio profondo nella tradizione campanaria di Irgoli, dove i rintocchi non scandiscono solo il tempo, ma raccontano la vita di una comunità intera. Un documentario umano e toccante che nasce da un'eredità familiare e diventa restituzione collettiva. Nel cuore della Sardegna, le campane di Irgoli non si limitano a segnalare l'ora o l'arrivo di una festa. Sono memoria viva, suono collettivo, passaggio tra generazioni. Da questa consapevolezza nasce Mannoi, il documentario di Riccardo Santorsola e Irene Coni, presentato in anteprima nella piazza del paese, come un dono restituito alla comunità da cui ha preso forma. Un progetto realizzato con il contributo del comune di irgoli. L'idea prende vita grazie a Luca Lai, giovane campanaro e amico degli autori, che desiderava conservare le suonate del nonno. Da qui, la trasformazione da semplice registrazione a narrazione cinematografica collettiva. Per Irene Coni, musicologa, è stato naturale esplorare le diversità stilistiche delle suonate, notando come ogni campanaro sviluppi un tocco personale, trasmettendo non solo tecnica ma anche sensibilità. In Mannoi si osserva come bambini di sei o sette anni inizino a suonare, affiancati dagli anziani in un passaggio di saperi che non ha bisogno di parole. È una scuola spontanea, costruita su sguardi, suoni e gesti che resistono al tempo e alle trasformazioni. Suonare per raccontare, tramandare per unire Nel documentario emerge con forza il valore intergenerazionale della pratica campanaria. I giovani si ispirano ai più esperti, li imitano, li affiancano. Sorprende scoprire che in un paese piccolo come Irgoli esistano più scuole di suonata, ciascuna con le sue sfumature. Cinque campane, oggi, ma solo tre vengono suonate a mano: ogni rintocco cambia in base al contesto – lutto, festa, battesimo – come se raccontasse una pagina diversa della vita comunitaria. Le riprese, spesso all'interno del campanile, sono state rese possibili grazie al legame personale con la comunità. Questo ha permesso uno sguardo intimo, autentico, rispettoso. L'unico ostacolo reale è stato lo spazio angusto del campanile, ma anche questo ha restituito forza e ritmo al racconto. Il documentario solleva anche interrogativi sul ruolo delle donne: nessuna ha mai suonato, ma nulla vieta che possa accadere. La forza fisica non è un limite, conta la resistenza e il desiderio di esserci. Un documentario che restituisce emozioni a una comunità Mannoi ha mostrato due Pasque, a distanza di un anno: nella prima, solo Luca e il nonno; nella seconda, il campanile era pieno. Una crescita che dà speranza per il futuro. Riccardo racconta della rotazione spontanea dei suonatori durante le cerimonie, del rispetto delle tempistiche sacre, dell'attesa del canto a concordu. Irene, invece, sottolinea l'importanza della restituzione pubblica, perché chiunque potesse fermarsi a guardare e sentire. Durante la proiezione in piazza, il silenzio collettivo ha detto tutto: attenzione, rispetto, emozione. Un cinema all'aperto che ha unito e commosso. La colonna sonora, curata insieme a musicisti e etnomusicologi, ha arricchito il racconto, dando corpo e profondità al patrimonio sonoro del paese. Mannoi non è solo un documentario: è un atto d'amore per Irgoli, una finestra aperta su una cultura che ancora resiste, vive e si trasmette.
Stefano “Brushman” Bagnoli racconta la sua carriera tra jazz, didattica e aneddoti di vita vissuta. Si parla di come ha iniziato a Milano, della gavetta, dei suoi maestri, della scelta della matched grip e del modo in cui ha imparato a usare le spazzole. Il tutto è intervallato da cinque drum solo esclusivi, che mostrano la sua maestria dietro al kit.Non mancano riflessioni profonde sul ruolo del Conservatorio oggi, su come trasmettere il jazz agli allievi e sugli errori più comuni che vede nei giovani batteristi. Se vuoi ispirarti, migliorare e scoprire la visione di un gigante del jazz italiano, questo video è un concentrato di esperienza, passione e tanto groove.► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
Stai imparando l'italiano e vuoi che il tuo modo di parlare sembri davvero naturale? Allora devi assolutamente evitare quegli errori comuni che tradiscono immediatamente uno straniero. In questo articolo scoprirai i 10 errori più frequenti (+1 bonus) che impediscono a molti stranieri di parlare come dei veri italiani. Una volta che avrai imparato a riconoscerli ed evitarli, il tuo italiano apparirà molto più fluente e autentico! 10 Errori da Evitare per Suonare come i Madrelingua A proposito di errori, in questo articolo ne troverai 10 da evitare per non far arrabbiare una mamma italiana. 1. L'Uso Scorretto di "Bello" e "Quello" Prima dei Sostantivi Uno degli errori più comuni riguarda l'uso di "bello" e "quello" davanti ai sostantivi. Molti studenti dicono erroneamente: ❌ SBAGLIATO: Belli amici Quelli libri ✅ CORRETTO: Begli amici Quei libri La regola fondamentale: "bello" e "quello" usati prima di un sostantivo o un aggettivo funzionano esattamente come gli articoli determinativi. Quindi diremo: Bell'amico (come "l'amico") Begli amici (come "gli amici") Quel libro (come "il libro") Quei libri (come "i libri") Quell'albero (come "l'albero") Quegli alberi (come "gli alberi") Ricorda: "belli" e "quelli" non vanno MAI usati prima di un sostantivo! Sono forme che si usano solo quando l'aggettivo è separato dal nome. 2. Milioni e Miliardi: Una Sola "L" e la Preposizione "Di" Un errore molto comune riguarda la scrittura di "milioni" e "miliardi". Attenzione: in italiano hanno una sola "L"! ✅ CORRETTO: Un milione di euro Un miliardo di persone Regola importante: Dopo "milione" o "miliardo" non dimenticare mai la preposizione "DI"! Eccezioni da ricordare: Se dopo "milione" (o "miliardo") c'è un'altra quantità, non si usa più la preposizione: "Un milione e 520mila persone" La preposizione "DI" ritorna con "e mezzo": "Un milione e mezzo di persone", "Un milione e mezzo di euro" 3. Verbi che Richiedono l'Ausiliare "Essere" Molti studenti pensano che solo i verbi di movimento o i verbi di cambiamento di stato richiedano l'ausiliare "essere" nei tempi composti. Ma attenzione! Ci sono altri verbi importanti che utilizzano "essere": Piacere: "Quel libro non mi è piaciuto per niente" Costare: "Questa casa è costata molto" / "Questo viaggio è costato molto" Durare: "Il film è durato troppo" Mancare: "Voi mi siete mancati" Questi verbi sono spesso dimenticati dagli studenti stranieri, ma sono fondamentali per parlare correttamente l'italiano! 4. Ripetizione: Imperfetto vs Passato Prossimo Molti studenti si confondono quando devono esprimere una ripetizione nel passato. La domanda è: quando usare l'imperfetto e quando il passato prossimo? La regola è semplice ma cruciale: IMPERFETTO = ripetizione non determinata nel numero PASSATO PROSSIMO = ripetizione con un numero determinato Esempi pratici: "Da bambina mangiavo spesso i biscotti" (non sappiamo quante volte) "Da bambina ho mangiato 10 volte i biscotti" (numero preciso) "Ve l'ho ripetuto mille volte!" (numero determinato, anche se esagerato) 5. Andare vs Venire: La Differenza che Fa la Differenza Uno degli errori più difficili da correggere riguarda l'uso di "andare" e "venire". La differenza è fondamentale per suonare naturali: ANDARE = indica allontanamento rispetto a chi parla (o chi ascolta) VENIRE = indica avvicinamento verso chi parla (o chi ascolta) Esempi chiarificatori: "Tu vai a Parigi" (io non sono a Parigi) "Tu vieni a Parigi" (io sono a Parigi) "Io vado a Parigi" (chi ascolta non è a Parigi) "Io vengo a Parigi" (chi ascolta è a Parigi) Caso speciale importante: VENIRE si usa anche quando chi parla e chi ascolta si muovono INSIEME verso la stessa destinazione, anche se nessuno dei due è lì. Esempio: "Stasera vado al cinema." "Vengo anche io!" (con te,
In questa puntata ti porto dentro un'esperienza accaduta pochi giorni fa. Parliamo di ansia da performance, di quella paura che blocca quando sei su un palco – o davanti a una sala piena di persone.Perché tremiamo, perché il cuore esplode, cosa c'entra il sistema nervoso autonomo e perché sapere tutto questo… può cambiarci la vita?
Ecco le 10 cose che devi assolutamente sapere prima di salire su un palco. Dopo anni tra palchi improvvisati, concerti sotto la pioggia e situazioni assurde, ho raccolto i miei consigli salvavita per non farti rovinare la serata.Risorse citate: Dado in tour: https://www.suonarelabatteria.com/eventi
Addio computer, scheda audio, mixerini, cavetti e metronomi esterni: con B.Beat tutto in un unico dispositivo compatto.Ti spiego cos'è il B.Beat, come funziona, perché lo uso nei miei live, e quali problemi ti risolve se suoni con sequenze, click, video, testi o spartiti.PLAYLIST BBEAT: GUARDA I VIDEO TUTORIAL
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Il violoncellista e direttore d'orchestra Umberto Clerici si esibirà in tre concerti a Melbourne, Sydney e Newcastle, trasportando il pubblico in un affascinante viaggio attraverso la storia della musica per violoncello, prendendo una pausa dalla sua attività di direttore d'orchestra.
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Ho incontrato Marco Lancs, batterista, produttore e direttore musicali per tanti artisti della nuova generazione (Achille Lauro, Alfa, Anastasio, Rosa Chemical, X Factor) per farmi raccontare il percorso che l'ha portato sui grandi palchi e nelle produzioni televisive.Inoltre, un tour dettagliato del suo kit per il concerto con Alfa al Forum di Assago.► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
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In questo video ti porto con me in un viaggio attraverso il 2024, tra grandi lezioni e inevitabili fallimenti. Mese per mese, ti racconto cosa ho imparato dagli artisti che mi hanno ispirato, come ho applicato queste lezioni nella mia vita e carriera, e come ho affrontato i momenti di gloria e le sfide più difficili. E adesso? Scopriamolo insieme!Iscriviti alla Newsletter: https://bit.ly/dadonewsletter
Che valore ha imparare a suonare uno strumento musicale al giorno d'oggi, tra intelligenza artificiale e un mercato musicale sempre più complesso? Ne parliamo con Pietro Morello, content creator da 3.7M di follower su TikTok, musicista e operatore umanitario di 26 anni, che usa la musica per portare speranza anche in contesti difficili come le zone di guerra. In questo episodio esploriamo come la musica possa migliorare il nostro benessere, stimolare la creatività e diventare uno strumento di espressione personale. Pietro condivide la sua visione su come la tecnologia, inclusa l'intelligenza artificiale, possa essere una risorsa per i musicisti, semplificando i processi creativi e ampliando i propri orizzonti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ho ospitato la Millennium Drum Corps, una drumline di Bergamo guidata da Nicola Regonesi. Nicola condivide la sua esperienza americana e ci spiega il funzionamento degli strumenti, le tecniche e le difficoltà di una drumline, oltre a mostrare i suoi rudimenti preferiti e un warm-up sul pad. Ospite del video. Matteo Locati, batterista dei Pinguini Tattici Nucleari.► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
La musica di qualità è finita? Come sarà la musica dei prossimi anni? Quali saranno le opportunità e i ruoli di musicisti e produttori? Ne ho parlato con Corrado Rustici, produttore per Andrea Bocelli, Claudio Baglioni, Elisa, Eric Clapton, Luciano Ligabue, Luciano Pavarotti, Negramaro, Zucchero Fornaciari.
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Inauguro la serie "I Problemi dei Miei Allievi" con una storia davvero forte. Oggi ti racconto di Michael Reolon, uno dei miei studenti online più appassionati, che ha affrontato e superato un grosso problema: accordare la batteria.Ti sei mai trovato in difficoltà con l'accordatura della tua batteria? Non sei solo! Michael spiega come è riuscito a trasformare una vera e propria sfida in un successo incredibile, arrivando a stupire un fonico famoso durante una sessione di registrazione.► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
In questo video il fenomenale talento della batteria italiana Roberto Porta, spiega il suo approccio ai chops, al linear drumming e all'applicazione dei rudimenti.Con esempi ed esercizi, dimostra come portare la batteria al next level. Guarda il video precedente con Roberto Porta: https://youtu.be/DAWQipRzs4o► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
Nel video, Emiliano Bassi ci porta dietro le quinte del tour con Ermal Meta, condividendo le sue ultime novità professionali, come il nuovo disco di Cara e la sua etichetta per giovani talenti.Vedrai un tour dettagliato del suo incredibile drum kit, inclusa la batteria Tama Superstar in edizione limitata e i piatti Zildjian.Emiliano svela anche i segreti del suo setup live, spiegando come gestisce gli in-ear monitor e le sequenze per offrire performance impeccabili. Non perderti i suoi trucchi di accordatura e i consigli da vero professionista della batteria.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
Rispondo alle tue domande in diretta con ospite Beppe Basile.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
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Rispondo alle tue domande in diretta con ospite Michele Luppi, cantante e polistrumentista per Whitesnake, Mr.Big, Kee Marcello, Killing Touch.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
Ti rispondo alle domande in diretta, facciamo due chiacchiere sul mondo batteria e ti spiego la mia nuova academy.L'Academy: https://suonarelabatteria.com/p/academy-pop-rock-2024
Rispondo alle tue domande in diretta con ospite Alfredo Golino. Si parla di: il suo set in tour con Gigi D'Alessio, il rapporto basso/batteria, le registrazioni in studio, il lavoro con gli artisti in tour, la scelta del conservatorio, consigli ai giovani batteristi, strumenti con ottima qualità/prezzo, software gratis per batteristi e molto altro.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
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In questa live con Bruno Farinelli abbiamo parlato di: batterie elettroniche, concerto de "Il Volo" su Canale 5, migliori rullanti, Stefano D'Orazio dei Pooh, Eloy Casagrande negli Slipknot, come gestire l'ansia sul palco, migliori pelli per batteria, trigger ed elettronica sul palco, schede audio economiche, novità di Logic X Pro per dividere le tracce mp3.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
Rispondo alle tue domande in diretta insieme a Roberto Gualdi.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
Rispondo alle Tue Domande in Diretta con Phil Mer (Pooh, Zucchero, Pino Daniele, M.Ayane, Ron, F.Renga, E.Ruggeri).Evento a Trento il 10/5 - Prenotati qui► I miei Corsi Online
Il nuovo batterista di Vasco Rossi è Donald Renda, calabrese di Lamezia Terme e con un'esperienza vasta nel pop con artisti come Biagio Antonacci, Patty Pravo, Emma Marrone, Tananai, Gianni Morandi, Annalisa.Donald Renda ha anche inciso in studio il il singolo di Vasco Rossi “Gli Sbagli Che Fai”.Torna finalmente un batterista italiano sul palco di Vasco Rossi. Era dal 1997, anno in cui Daniele Tedeschi lasciò la band per fare spazio a Deen Castronovo, che mancava un batterista nostrano.► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
Rispondo alle Tue Domande in Diretta
In diretta con Corrado Bertonazzi, rispondo alle tue domande su qualsiasi argomento. Ospite di oggi Paolo Uzo Valli.
Diretta con DADO (Rispondo alle Tue Domande)► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
Entriamo nel mondo dei SUBSONICA per svelare i segreti dietro il nuovo abum "Realtà Aumentata". Un episodio esclusivo all'interno del loro studio Andromeda!Enrico Matta (Ninja) ci racconta nel dettaglio il suo kit: batteria, piatti, rullanti, pelli e accordature, oltre al processo per ottenere quel suono unico dei Subsonica, con un sacco di trick e consigli utili.Max Casacci, chitarrista e produttore della band, condivide i segreti di registrazione, inclusi microfoni e tecniche per catturare ogni sfumatura sonora.Non perdere l'opportunità di essere dietro le quinte di uno dei gruppi più iconici della musica italiana.► I miei Corsi Online ► Guide PDF Gratuite► Consigli e Strumenti ► Tutto su di me