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Non si tratta di pattern minimalisti in senso stretto: "Qui parliamo proprio di temi. La lunghezza è spesso equivalente a quello che può essere un tema in una struttura ABA". Le scale utilizzate combinano elementi riconducibili all'area mediterranea e a influenze della musica tradizionale sarda, "completamente trasfigurate". Qualcuno ha usato la parola "falsoetnico" per descrivere il risultato. Dove ascoltare il Clavius Per chi vuole farsi un'idea prima dei concerti, Ledda indica una fonte precisa: "il canale più ricco e documentato" è Clavius TV su YouTube, dove sono disponibili brani e registrazioni di concerti, inclusa una performance al Conservatorio di Cagliari. © Riproduzione riservata Per altri articoli: https://www.unicaradio.it/blog/author/simone-serra/ Per aggiungere unicaradio.it alle fonti preferite leggi Fonti preferite Google: come scegliere i tuoi siti di notizie
Il talentuoso artista sardo Niccolò Porcedda conquista il pubblico di Cagliari con un innovativo spettacolo di poesia performativa, unendo magistralmente la potenza della parola recitata alla suggestione del teatro. Riascolta la performance del 24 maggio 2026 al Cornetto Acustico di Cagliari. La scena culturale contemporanea assiste a una potente rinascita della parola parlata. A Cagliari l'artista Niccolò Porcedda ha dimostrato come i versi possano abbandonare le pagine stampate per trasformarsi in pura azione. Il suo ultimo progetto, intitolato significativamente "Io sono un poeta – e altre opinabili affermazioni", ha registrato un grande interesse di pubblico. Non si tratta di un semplice reading, ma di un vero e proprio spettacolo teatrale. L'esibizione unisce fili narrativi differenti, alternando con eccezionale fluidità la prosa e il componimento in versi. Il pubblico viene guidato dentro un'esperienza dinamica, lontana dagli schemi tradizionali della lettura accademica. Un percorso artistico tra musica e parole La formazione del protagonista è ricca e variegata. Niccolò Porcedda nasce infatti come musicista e cantante baritono, avendo studiato violoncello e canto rinascimentale al Conservatorio. Questa profonda sensibilità musicale emerge con chiarezza nella gestione dei ritmi sul palco e nella sonorità stessa delle parole scelte per i testi. Dopo il trasferimento a Milano, l'autore si è avvicinato al circuito nazionale del Poetry Slam. Questa particolare forma di competizione si basa proprio sul voto del pubblico. Da quella stimolante esperienza sul campo è nata l'ispirazione per strutturare un monologo autonomo. Lo show ridefinisce il legame tra artista e spettatore. La risposta del pubblico all'evento di Cagliari Il ritorno nell'isola ha confermato la bontà di una scelta stilistica innovativa. Niccolò Porcedda ha catalizzato l'attenzione della platea cagliaritana riunita per l'occasione al Cornetto Acustico, nel cuore dello storico quartiere di Villanova. Durante la serata, le riflessioni sul ruolo sociale dello scrittore si sono intrecciate a momenti di profonda ironia e lirismo. L'uso moderato della tecnologia e la centralità della voce nuda hanno creato una connessione intima con i presenti. Il successo dell'evento dimostra una forte fame di cultura dal vivo, espressa anche attraverso le interazioni digitali che l'artista cura regolarmente sui propri canali social ufficiali.
Eugenio Radin"La caffettiera di Kant"Pensieri e parole del più grande filosofo modernoPonte alle Graziewww.ponteallegrazie.itQuesto libro nasce da un'insufficienza in filosofia presa in quarta liceo, dopo una notte passata su un materasso improvvisato, circondato da libri con termini incomprensibili: giudizi sintetici a priori, categorie trascendentali, noumeni… In altre parole, Kant.La Critica della ragion pura è lo scoglio contro cui si infrangono generazioni di studenti, convinti che il problema sia la difficoltà del testo, il linguaggio oscuro o semplicemente la loro incapacità. E se invece il motivo fosse un altro? Eugenio Radin parte da un sospetto semplice ma sovversivo: forse ci vengono date le risposte senza le domande, le soluzioni senza il problema, le istruzioni senza il mobile da montare. E così la filosofia diventa un esercizio di memorizzazione sterile, invece che un'indagine viva che ci riguarda. È allora necessario cambiare prospettiva. Il risultato è un'introduzione a Kant capace di parlare davvero a tutti: a chi lo ha sempre temuto, a chi non lo ha mai incontrato tra i banchi di scuola, a chi pensa di averlo già capito e anche a chi, semplicemente, non ha mai provato a leggerlo. E forse, alla fine, pure quella insufficienza al liceo smetterà di sembrare una sconfitta, e apparirà per quello che era davvero: l'inizio di una lunga, accidentata e sorprendentemente divertente storia d'amore con la filosofia.Eugenio RadinVicentino, diplomato in violino al Conservatorio di Vicenza, laurea magistrale in Filosofia, lavora nella comunicazione, dove si occupa di social network e strategie digital. Dal 2022 ha aperto Whitewhalecafe, un profilo Instagram dove parla di filosofia e letteratura. Nel 2024 esce per Ponte alle Grazie, Argomentare, WatDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
AAD PARTE 1: Hoy comenzamos el programa hablando de la imputación de Rodríguez Zapatero. La primera vez en democracia que un expresidente de Gobierno es imputado por la justicia. Participan en el programa: Carmen Moreno, abogada; Silvia Cosío, columnista; Diego Valiño, periodista y Enrique del Teso, profesor Uniovi. AAD PARTE 2: “El Salón de las Sombras” es la nueva producción original del Conservatorio Profesional de Música “Mancomunidad Valle del Nalón” hablamos con Amparo Antuña (directora del Conservatorio), Rocío Llames (autora del libreto) y Julia Torre (alumna). AAD PARTE 3: Cerramos el programa charlando con el promotor musical Beznar Arias sobre la XIX edición de ‘Avilés Ciudad Dylanita’ para conmemorar el 85 cumpleaños de Bob Dylan y el 50 aniversario del disco ‘Desire’, uno de los más icónicos del músico y Nobel de Literatura.
Entrevista con Natalia González (Conservatorio), Miguel Borges (pianista) y José Miguel González (Sociedad Filarmónica)
Basilio Martí cursó estudios de Música en el Conservatorio de Madrid, en paralelo a la carrera de Periodismo y Bellas Artes. Durante casi 20 años acompañó a Antonio Vega en su banda, alternando con giras con artistas como Quique González, David Summers, Vega, Marta Sánchez, Malú, Mercedes Ferrer y colaborando con Estopa, Alejandro Sanz, Pablo Alborán, Plácido Domingo o Maná. En este concierto, jazz, electrónica y música clásica se entrelazan en una propuesta contemporánea que rinde homenaje a la película “Un perro andaluz”. La actuación incluye también temas de su anterior trabajo, “Transylvanian Suite”, con el que ha girado por la Red de Teatros de la Comunidad de Madrid y la de Galicia. Ha participado en festivales como Jazznes, Getafe Negro, Villa de Uclés o el Festival Internacional Gre2Jazz.Escuchar audio
La puntata di Non Stop News si apre con le eccellenze nazionali e con la MotoGP in Spagna, raccontata in diretta da Max Biaggi tra attese di gara, strategie e protagonisti del weekend. Spazio poi al calcio con lo scandalo arbitri che ha travolto Gianluca Rocchi, indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva: il giornalista Enzo Bucchioni aiuta a leggere un caso che rischia di scuotere la Serie A e la Serie B. Si parla anche di salute e cultura con il progetto di musicoterapia voluto da Pierdante Piccioni e dalla famiglia Morricone, in vista della serata “La forza della musica” al Conservatorio di Milano. A seguire, il ricordo dei 40 anni da Chernobyl con la ricercatrice Barbara Caccia dell'Istituto Superiore di Sanità, per riflettere sulle conseguenze del disastro e sulla protezione dalle radiazioni. Il professor Maurizio Pompili, per Telefono Amico Italia, affronta il tema del disagio psicologico e dell'aumento delle richieste di aiuto, alla luce dei recenti fatti di cronaca. In chiusura, attualità con Maurizio Belpietro de La Verità.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Ho (Matteo) un passato da musicista, o meglio, da studente di musica. Ma dove ho studiato, e che strumento ho studiato? Ho studiato a Napoli? Milano? Con Raffaele parliamo del mio passato, ma anche della musica nelle nostre vite quotidiane oggi. E poi... cibo. Ma quale cibo? Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio https://www.youtube.com/watch?v=OteHtoidbHg Does speaking Italian make you more attractive? Conservatorio! Ma cos'è? Cosa significa? Il conservatorio è un istituto di alta formazione musicale (AFAM) dedicato all'insegnamento, allo studio e alla diffusione della musica, del canto e di altre arti correlate. Equiparato a un'università, prepara musicisti, direttori d'orchestra e tecnici del suono, con percorsi accademici strutturati secondo il modello 3+2. Parliamo poi di cibo, di quello che possiamo trovare a Milano e di come alcune ricette della cucina milanese ricordano alcune ricette della tradizione austriaca. Ma perché l'Austria? Perchè per qualche giorno saremo tutti a Vienna per incontrare tutti gli amici della comunità di Easy Languages! E quindi da bravi italiani cercheremo di provare il cibo viennese! Iniziando con la schnitzel, che a quanto pare è molto simile alla cotoletta milanese. E poi la Sacher! Riusciremo a mangiare tutto? Per la risposta a questa importantissima domanda dovrete aspettare il prossimo episodio, quindi mi raccomando, inscrivetevi al podcast! Trascrizione Raffaele: [0:24] (Buongiorno!) Buongiorno Matteo, buongiorno a te e bentornato. Matteo: [0:29] Bentornato anche tu. Com'è stata questa settimana? Raffaele: [0:34] C'è un po' di confusione. Bentornato da dove? Da Vienna? Matteo: [0:39] No, io sono tornato dalla pizzeria qui sotto dove ho appena mangiato una pizza. Raffaele: [0:45] Ok, bene, interessante. No, ma io la battuta la facevo per il bentornato da Vienna. Perché? (Invece no...) Ancora non ci siamo stati a Vienna. (No.) C'è confusione. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Frenan contrabando de armas rumbo a México Lluvias afectan al Conservatorio Nacional de MúsicaMás geoparques: la UNESCO amplía su red globalMás información en neustro podcast#grc
Con Mario Mora | El cuarteto de cuerda es la formación camerística por excelencia, y grandes compositores guardan en ella su mejor repertorio. Pero, ¿cómo es trabajar dentro de un cuarteto de cuerda? ¿Qué es lo mejor y lo peor? ¿Cómo se ensaya, cuál es su mejor repertorio, cuánto de agotador es? De todo ello y de mucho más hablamos con miembros del Cuarteto Quiroga, que visitan Madrid este fin de semana con un concierto en el Círculo de Cámara; y del Cuarteto Seikilos, que están presentando estos días un nuevo proyecto discográfico, "Los Cuartetos del Conservatorio", que ellos mismos nos presentan. Con las voces de Aitor Hevia, Helena Poggio y Lorenzo Meseguer, y la música de Beethoven, Remacha y María de Pablos.
Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l'incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all'indirizzo della Santa Sede, una cattedra all'Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L'originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell'arte della scena. Perciò questo Orfeo è un'opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest'opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l'ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l'équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull'interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l'intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall'Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all'allestimento scenico.
Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l'incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all'indirizzo della Santa Sede, una cattedra all'Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L'originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell'arte della scena. Perciò questo Orfeo è un'opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest'opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l'ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l'équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull'interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l'intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall'Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all'allestimento scenico.
Hoy en Orígenes hemos tenido el placer de conversar con Luisa Machado, y nos invita al concierto de Mambisa. Además, hablamos con este Esther Rivero, para conocer el trabajo cultural creado, bajo el nombre Raíces de Abona. Por otro lado, Juan Pedro Rodríguez junto al Colectivo Aguere, nos invitan a unas jornadas de Salto del Pastor en Teno. Y hablamos con Ana Villodres y desde el Conservatorio nos invitan al Concierto de la Orquesta de Cuerda Pulsada, qué se va a celebrar en el Auditorio de Tenerife uniendo alumnos del conservatorio y diferentes escuelas de música. Y Juan Agustín Pérez, el gran Tingo, nos habla de "La albarda al barquero" tradiciones de Granadila de Abona y como cada semana nos vamos a escena con Zálatta Espacio Escénico y en esta oportunidad conversamos con Rui Pires desde Portugal que traen la obra Paradjanov. Todo en La Diez Capital Radio con Joam Walo Mendoza "poniendo lo canario más de moda que nunca y apostando por lo nuestro" #programaorigenes #origenes #ladiezradio #joamwalo
Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l'incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all'indirizzo della Santa Sede, una cattedra all'Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L'originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell'arte della scena. Perciò questo Orfeo è un'opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest'opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l'ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l'équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull'interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l'intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall'Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all'allestimento scenico.
Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l'incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all'indirizzo della Santa Sede, una cattedra all'Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L'originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell'arte della scena. Perciò questo Orfeo è un'opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest'opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l'ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l'équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull'interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l'intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall'Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all'allestimento scenico.
Guerre, shock energetico, Ai: Silvia Berzoni ci aiuta a “leggere” il mondo insieme a Guido Maria Brera e Raffaele Coriglione, in diretta dal Conservatorio di Milano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Guido Saracco"Biennale Tecnologia"http://www.biennaletecnologia.itda mercoledì 15 a domenica 19 aprile 2026Oltre 120 appuntamenti con più di 300 ospiti da tutto il mondoTra i tanti ospiti dell'edizione: Stefano Accorsi, Silvia Bencivelli, Paolo Benanti, Mitchell Baker, Dario Bressanini, Maccio Capatonda, Maurizio Cheli, Andrea Colamedici, Michael Crawley,Marcus du Sautoy, Dario Fabbri, Maurizio Ferraris, Karen Hao, Joe R. Lansdale, Riccardo Luna, Linus, Daniel Oberhaus, Marco Paolini, Telmo Pievani, Chen Qiufan, Daniel Susskind, Hito Steyerl, Mariarosaria Taddeo, Giorgio Vallortigara, Jacopo Veneziani, Alessandro Vespignani, Gustavo Zagrebelsky Torna a Torino per la sua quinta edizione Biennale Tecnologia, manifestazione culturale organizzata dal Politecnico di Torino e dedicata a esplorare il rapporto tra tecnologia e società, da mercoledì 15 a domenica 19 aprile. Il titolo scelto per questa edizione è Soluzioni, tema che ruota attorno a un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell'interesse collettivo? Le grandi trasformazioni del presente – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – vengono affrontate non solo per metterne in luce le criticità, ma per individuare risposte reali, applicabili e condivise. Un ricco e articolato programma, quindi, con un obiettivo: colmare il divario tra le scienze tecnologiche e le scienze umane, all'insegna del claim manifestazione: “Tech Cultures”. L'obiettivo della manifestazione è andare oltre l'alternativa tra entusiasmo e pregiudizi, creando uno spazio di confronto aperto tra scienze, saperi umanistici, arti e società civile. In questo dialogo, insieme a oltre 300 ospiti nazionali e internazionali e in oltre 120 appuntamenti, si analizzerà l'impatto delle innovazioni in ambiti come istruzione, lavoro, economia, salute, politica, relazioni e produzione culturale. Il programma di Biennale Tecnologia è curato da Guido Saracco e dai co-curatori Simone Arcagni, il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche (Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro, Beatrice Mautino), Federico Bomba (Sineglossa). Sono quattro i filoni tematici seguiti: Saracco ha coordinato l'intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all'impatto dell'IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l'essere umano; Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche, si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla salute; Bomba (Sineglossa), invece, hanno curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.La V edizione di Biennale Tecnologia si distingue per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: quest'anno infatti la manifestazione non si limita a coinvolgere gli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che rimane la sede centrale, ma si estenderà in maniera capillare nella città. Le sedi che accoglieranno il programma di Biennale Tecnologia saranno: Circolo dei lettori e delle lettrici, Accademia delle Scienze di Torino, Oratorio di San Filippo Neri, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Regio, Piazza San Carlo, Teatro Carignano, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Teatro Vittoria, CAP10100, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Egizio, Palazzo Birago - Camera di commercio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Museo Nazionale dell'Automobile, Gallerie d'Italia – Torino, Area X, XKè? Il laboratorio della curiosità.Anche questa edizione di Biennale Tecnologia propone al suo ampio pubblico non solo incontri e lezioni, ma anche mostre, laboratori, attività per le scuole e iniziative diffuse, trasformando Torino in un laboratorio temporaneo di sperimentazione e confronto.Sarà Alessandro Vespignani, fisico italiano, a tenere la lectio magistralis di inaugurazione della manifestazione. Il titolo dell'incontro è La co-evoluzione di essere umani e intelligenza artificiale: in un circolo continuo in cui dati e decisioni si influenzano reciprocamente, generando effetti sociali complessi, comprendere queste dinamiche è fondamentale per governare l'IA in modo responsabile, sul piano tecnico, etico e politico, e per rafforzare la consapevolezza critica dei cittadini. Inoltre, Biennale Tecnologia inaugura il programma anche con una rappresentazione teatrale, che quest'anno sarà firmata da Marco Paolini: lo spettacolo Dov'è il Po?. In scena, Mirko Artuso, Marta Dalla Via, Ted Keijser raccontano il Po come realtà fisica e politica, mostrando come i fiumi superino i confini nazionali e “ragionino” per bacini idrografici più che per Stati.Saranno diversi i nuclei tematici che verranno affrontati: interfacce cervello-macchina; geopolitica e democrazia della tecnologia; la tecnologia e le scienze umane a confronto; l'IA e il digitale tra lavoro, economia e formazione; uno sguardo verso lo spazio; medicina, matematica e innovazione; sport e benessere e nuove tecnologie; sostenibilità, ambiente e risorse; l'IA tra poesia, robotica ed etica. Quest'anno è stato dato grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi tradizionalmente distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e le mostre. Parte integrante dell'edizione di Biennale Tecnologia sono le due mostre in programma curate da Federico Bomba, presidente di Sineglossa – Framing Problems e Dati sensibili – e l'installazione BLACK-OUT. Energia, interazioni e mitocondri a cura di Vincenzo Guarnieri. Framing Problems, di Biennale Tecnologia e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, co-curata da Bernardo Follini, è una mostra diffusa in sei sedi cittadine che coinvolge otto artisti internazionali e propone un focus sull'uso e sull'impatto delle nuove tecnologie nella società. Il progetto propone l'arte come pratica per indagare i modi in cui questioni cruciali come la guerra, il genocidio, la disinformazione entrano nel discorso pubblico in un presente in cui le crisi ambientali, le trasformazioni sociali e le accelerazioni tecnologiche si intrecciano. Le opere, concepite come dispositivi di attenzione nello spazio pubblico, invitano a rallentare e osservare criticamente le contraddizioni del presente digitale. Dati sensibili, a cura di Federico Bomba e ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento, nasce da una collaborazione con l'Associazione Archivio Storico Olivetti per interrogare il presente attraverso tre temi fondativi: città, tecnologia e lavoro. Il percorso espositivo alterna materiali d'archivio e macchine olivettiane, rendendo tangibile la materialità del sapere e la sua stratificazione nel tempo, restituendo ai dati la loro dimensione originaria di esperienza e di lavoro umano. L'esperienza analogica si conclude nella Sala dei Plebisciti con un incontro di carattere fortemente sperimentale.Come nelle passate edizioni, Biennale Tecnologia incontra il pubblico anche con diversi spettacoli in programma, come Automavie. La vita a rendere, da un soggetto di Luca De Biase, con l'adattamento e regia di Sergio Ferrentino e musiche originali di Gianluigi Carlone. Lo spettacolo è un esperimento radicale che attraversa il pianeta: Automavie promette di liberare l'umanità dal lavoro grazie a robotica avanzata e intelligenza artificiale, garantendo beni e servizi a cinquemila tester distribuiti nei cinque continenti. Prometeo Talks, con la regia di Gabriele Vacis, intreccia il mito eschileo con le visioni contemporanee di Federico Ferrero, Diego Nargiso, Guido Saracco, Angelica Savoini e Virginia Vergero, accompagnati da Vacis e dagli attori di POEM – Potenziali Evocati Multimediali. Lo spettacolo fonde parola accademica e coro scenico, tra intelligenza artificiale, ambiente, lavoro, nel segno del fuoco di Prometeo. Machiavelli Music, invece, presenta due spettacoli: il primo, Tecnomusik. Neurodinamiche dell'esperienza musicale: tra entrainment rimodellamento plastico sarà con Alice Mado Proverbio e con la performance musicale degli allievi del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino. L'incontro affronterà inoltre il tema della neuroplasticità, mostrando come la pratica e l'ascolto della musica possano indurre cambiamenti funzionali e strutturali nel cervello umano. Il secondo spettacolo, invece, Tecnomusik. Il libro del mondo è scritto in musica sarà con Telmo Pievani, le musiche di Giorgio Li Calzi e con la performance musicale di un gruppo Jazz di allievi del Conservatorio di Torino. Lo spettacolo racconta il legame sorprendente tra matematica e natura, mostrando come idee nate per gioco nella mente degli scienziati si rivelino strumenti fondamentali per comprendere il mondo. E ancora: Retrofuturo, per la regia di Antonella Questa, è una commedia brillante che riflette su ciò che cambia, su ciò che resiste e su ciò che vale ancora la pena rivendicare. In scena, Francesca Fiore e Sarah Malnerich rappresentano due donne, due epoche, e, in un appuntamento dal parrucchiere, emergono problemi diversi e la stessa identica domanda: e se la realtà a cui siamo abituate non fosse la migliore possibile? Inoltre, verrà presentato lo spettacolo La sussurratrice – Dialogo con una macchina con Olivia Manescalchi e Guido Saracco, per la regia di François-Xavier Frantz, con i danzatori della Roma City Ballet Company di Fabrizio di Fiore Entertainment e le coreografie di Manuel Paruccini, che racconta la progressione del rapporto tra uno Scienziato, programmatore e creatore di un'Intelligenza Artificiale e la sua Creatura. Socrate 16.22, invece, è uno spettacolo scritto da Filippo Gentili, con la consulenza scientifica del Politecnico Torino, per la regia di Ferdinando Ceriani e le musiche di RobertoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dyango, cuyo nombre real es José Gómez Romero, es un cantante español de música romántica nacido el 5 de marzo de 1940 en Barcelona, España. Es conocido como "La Voz del Amor" y ha vendido más de 20 millones de álbumes en todo el mundo. *Infancia y Carrera* Dyango creció en el barrio de Sant Antoni de Barcelona y se inició en la música a temprana edad, estudiando solfeo, trompeta y violín en el Conservatorio de Barcelona. Comenzó su carrera en 1965, presentándose en el Festival de la Canción del Duero, y lanzó su primer álbum en 1969. *Éxitos y Reconocimientos* Algunos de sus éxitos más destacados incluyen "Si yo fuera él", "Nostalgia", "Corazón mágico" y "La mare". Ha ganado numerosos premios, incluyendo 55 discos de oro y 40 de platino, y ha sido nominado al Grammy Latino en varias ocasiones.
Su director, Iván Sanz, explica lo que han organizado para conmemorar su primer cuarto de siglo de historia
Tintoria è il podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone prodotto da The Comedy Club.Vuoi fare un viaggio di gruppo? Parti con SiVola: c'è pure il codice sconto SIVOLATINTORIA100, tutto attaccato e tutto maiuscolo (solo per i nuovi viaggiatori). Ah, il volo è sempre incluso! Valido fino al 31/03/2026. Vai su https://www.sivola.it/_________________INFO E BIGLIETTI PER LE REGISTRAZIONI LIVE: https://is.gd/tintoriapodcastINFO E BIGLIETTI PER I PROSSIMI LIVE DI TINTI: https://is.gd/DanieleTintiTOURINFO E BIGLIETTI PER I PROSSIMI LIVE DI RAPONE: https://is.gd/RaponeTOUR_________________Ospite di questa puntata di Tintoria Sanremo Edition, con Rolling Stone, Malika Ayane, poche ore prima di salire sul palco per la finale dell'Ariston. La cantante ha raccontato il suo approccio al festival, dove ormai è una veterana, dopo l'esordio insieme a Gino Paoli nel 2009: durante tutta la settimana non usa i social e utilizza le salite della città come workout naturale. Malika ha ripercorso poi i suoi inizi di carriera, da Caterina Caselli, che l'ha scoperta quando cantava jingle pubblicitari, ai lavori nei call center e nei bar, passando per lo studio del violoncello al Conservatorio._________________Tintoria Sanremo Edition: dal 24 al 28 febbraio 2026, in collaborazione con Rolling Stone Italia. Un episodio al giorno per tutta la durata della 76esima edizione del Festival di Sanremo._________________Guarda Tintoria su YouTubePuoi seguire Tintoria su Instagram e su TikTokPuoi seguire Rapone su InstagramPuoi seguire Tinti su InstagramPuoi seguire The Comedy Club su InstagramPuoi seguire Malika Ayane su Instagram_________________Prendi il libro di Rapone: Racconti scritti da Donne NudeGuarda lo special di Tinti: Crossover_________________Regia e Montaggio: Enrico BerardiRiprese: Leonardo PicozziAudio: Antonio ArcieriLa sigla di Tintoria è a opera di Di Gregorio_________________Scopri la selezione di Maisons du Monde dedicata a Sanremo: https://www.maisonsdumonde.com/IT
Les contamos que el Ayuntamiento de Níjar sigue adelante con su plan para erradicar los asentamientos chabolistas en el municipio. Desde el consistorio han informado que desde 2023 han desalojado y reducido a cenizas 14 de estos asentamientos. Habían detectado 33, y ahora esas cifra se ha quedado en 19. Por su parte las asociaciones humanitarias lo único que piden es transparencia, que esos desalojos sean comunicados a sus ocupantes con antelación y se lleven a cabo con seguridad y respetando los derechos de las personas que viven en ellos.- La provincia se ha solidarizado por las últimas víctimas de la violencia machista en nuestro país. En Almería hay 346 pulseras de alejamiento activas.- Hemos hablado con la primera alcaldesa en la historia de Velefique, María del Mar Segura tras sus primero días al frente del consistorio. Dice sentirse muy arropada por sus vecinos.- En los deportes la plantilla y la afición del Almería empiezan a confiar en las posibilidades de ascender a primera tras la buena racha del equipo. Este viernes en Albacete buscará conseguir la quinta victoria consecutiva.- En Cultura mañana en el Maestro Padilla el Conservatorio y la Banda Municipal de Almería ofrecen de manera gratuita el concierto extraordinario por el Día de Andalucía. Escuchar audio
Un percorso tra palcoscenico, studio e insegnamento racconta come l'opera possa ancora parlare al presente, tra disciplina vocale, esperienza corale e una visione contemporanea della formazione artistica Laura Delogu incarna un'idea di canto lirico che supera l'immagine statica dell'opera e la restituisce come esperienza teatrale viva, fatta di studio, corpo, emozione e racconto. Il suo percorso attraversa formazione accademica, palcoscenico e didattica, mantenendo al centro una visione umana e concreta del lavoro artistico. Formazione e consapevolezza stilistica Dopo il diploma in Conservatorio, Laura Delogu ha consolidato la propria identità artistica attraverso l'Accademia Verdiana, corso di avvio alla carriera per giovani cantanti lirici promosso dal Teatro Regio di Parma. Un'esperienza intensa, selettiva e strutturata, che ha unito perfezionamento tecnico e pratica scenica. Il lavoro sul repertorio verdiano ha rafforzato una consapevolezza filologica fondamentale, permettendo di interpretare la musica nel rispetto del contesto storico e delle intenzioni compositive. Questa attenzione allo stile diventa, sul palco, sicurezza interpretativa e precisione narrativa. Opera come teatro totale Nel percorso di Laura Delogu, l'opera non è mai solo canto. È teatro, costruzione del personaggio, analisi del libretto e immersione emotiva. Ogni ruolo richiede uno studio minuzioso che coinvolge musica, parola e gesto scenico. Cambiare registro e adattarsi a linguaggi diversi non è un esercizio di versatilità fine a sé stesso, ma una necessità drammaturgica. L'opera diventa così un “film interiore” che prende forma attraverso la voce e il corpo, sempre in dialogo con la regia e l'ensemble. Il lavoro corale e la dimensione collettiva Accanto all'attività solistica, Laura Delogu ha maturato una lunga esperienza come corista in svariate stagioni liriche. Il coro, spesso percepito come un blocco unico, è in realtà un organismo complesso che richiede ascolto costante, rispetto reciproco e disciplina. Qui si impara il valore del lavoro di squadra e della responsabilità individuale all'interno di un progetto collettivo. Competenze che restano centrali anche nel lavoro solistico, perché l'opera è sempre un'arte condivisa. Dal palcoscenico all'insegnamento L'attività didattica rappresenta per Laura Delogu una naturale estensione del percorso artistico. Insegnare canto significa trasmettere tecnica, ma anche consapevolezza corporea e benessere mentale. Il canto coinvolge l'intero corpo e richiede equilibrio fisico ed emotivo. La lezione diventa uno spazio serio ma non giudicante, dove l'errore è parte del processo e la crescita nasce dalla fiducia. L'obiettivo non è promettere scorciatoie, ma costruire basi solide attraverso lavoro personale e costanza. Opera e presente: un dialogo possibile L'idea che l'opera sia distante dal presente viene spesso smentita dalla sua stessa materia narrativa. Le storie liriche parlano di passioni, conflitti e desideri archetipici, gli stessi che animano cinema e serie contemporanee. Per Laura il nodo non è l'attualità dell'opera, ma l'educazione all'ascolto. Avvicinarsi gradualmente, partendo dai titoli più noti come Turandot di Puccini, aiuta a riconoscere temi e motivi familiari. Una vocazione costruita nel tempo Il percorso di Laura Delogu dimostra come la vocazione artistica possa maturare anche fuori dai tempi canonici. La scelta di dedicarsi pienamente al canto è arrivata dopo altre strade, ma non per questo è stata meno radicale. Tra sacrifici, studio e palco, l'opera resta un luogo di trasformazione, capace di donare emozioni autentiche a chi ascolta. Un'arte viva, che continua a parlare al presente.
Decimo di diciassette figli, Benjamin Franklin è un "self made man" ed è un uomo dalla curiosità inesauribile. Nel 1752 compie l'esperimento più pericoloso: fa volare un aquilone durante un temporale e dimostra che i fulmini sono elettricità. Nel 1776 è tra i padri fondatori degli Stati Uniti. Nel 1783 l'Accademia delle Scienze di Torino lo elegge tra i suoi primi soci stranieri, definendolo "il più grande filosofo del secolo".Franklin ama l'Italia, corrisponde con gli studiosi della penisola italiana in italiano e scambia idee sull'elettricità. Ecco la storia dell'uomo che ha strappato il fulmine al cielo e lo scettro ai tiranni.NOTA: il brano eseguito con la glass-armonica è l'Adagio in Do Minore K.617a di Wolfgang Amadeus Mozart, registrato dal vivo al Conservatorio di Ginevra il 28/1/2022. Esecutore: Matthias Würsch.Estratto da YouTube - Swiss Chamber Concert Geneva
FALLA: Noches en los jardines de España. Impresiones sinfónicas para piano y orquesta (25.03). G. Soriano (p.), Orq. de la Sociedad de Conciertos del Conservatorio de París. Dir.: R. Frühbeck de Burgos. Dir.: E. Halffter. 7 Canciones populares españolas (selec.) (El paño moruno, Seguidilla murciana, Asturiana, Jota, Nana) (8.02). V. de los Ángeles (sop.), A. de Larrocha (p.).Escuchar audio
Dici Giovanni Acciai e hai detto tutto, o quasi, di oltre 60 anni di impegno musicale e musicologico in Italia e Europa. Personaggio carismatico, poliedrico e dal carattere deciso è stato ed è faro per generazioni di musicisti attivi nel mondo della coralità con particolare riferimento ai repertori rinascimentali. Un modello di riferimento, un autentico pioniere della prima generazione formatasi alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell'Università di Pavia. Professore emerito di Paleografia musicale nel Corso di Musicologia presso il Conservatorio di Milano. Già direttore della rivista di musica vocale La Cartellina e de L'Offerta Musicale, ha al suo attivo numerose revisioni di musiche antiche, saggi musicologici, traduzioni, registrazioni discografiche di opere inedite. È direttore artistico dei Concorsi di canto corale di Riva del Garda, Grado, Torre del Lago, Assisi e Quartiano. È regolarmente invitato nella giuria dei più importanti concorsi nazionali e internazionali di canto e di composizione corale; a tenere relazioni in convegni musicologici e stage di perfezionamento in direzione di coro presso associazioni corali italiane e straniere. Membro attivo e rappresentante ufficiale per l'Italia del Choir Olympic Council, sotto l'egida dell'UNESCO. È fra i fondatori dell'Accademia di Musica Antica di Milano e membro del Réseau Européen de Musique Ancienne. Già direttore del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera della Rai di Roma è attualmente direttore artistico e musicale del Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, alla guida del quale svolge una intensa attività concertistica e discografica. Quest'ultima pluripremiata e della quale Giovanni Conti ha avuto occasione di parlarne con il maestro Acciai nel corso di due puntate di “Quilisma” che per l'occasione riproponiamo. Che dire di più?
Dici Giovanni Acciai e hai detto tutto, o quasi, di oltre 60 anni di impegno musicale e musicologico in Italia e Europa. Personaggio carismatico, poliedrico e dal carattere deciso è stato ed è faro per generazioni di musicisti attivi nel mondo della coralità con particolare riferimento ai repertori rinascimentali. Un modello di riferimento, un autentico pioniere della prima generazione formatasi alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell'Università di Pavia. Professore emerito di Paleografia musicale nel Corso di Musicologia presso il Conservatorio di Milano. Già direttore della rivista di musica vocale La Cartellina e de L'Offerta Musicale, ha al suo attivo numerose revisioni di musiche antiche, saggi musicologici, traduzioni, registrazioni discografiche di opere inedite. È direttore artistico dei Concorsi di canto corale di Riva del Garda, Grado, Torre del Lago, Assisi e Quartiano. È regolarmente invitato nella giuria dei più importanti concorsi nazionali e internazionali di canto e di composizione corale; a tenere relazioni in convegni musicologici e stage di perfezionamento in direzione di coro presso associazioni corali italiane e straniere. Membro attivo e rappresentante ufficiale per l'Italia del Choir Olympic Council, sotto l'egida dell'UNESCO. È fra i fondatori dell'Accademia di Musica Antica di Milano e membro del Réseau Européen de Musique Ancienne. Già direttore del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera della Rai di Roma è attualmente direttore artistico e musicale del Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, alla guida del quale svolge una intensa attività concertistica e discografica. Quest'ultima pluripremiata e della quale Giovanni Conti ha avuto occasione di parlarne con il maestro Acciai nel corso di due puntate di “Quilisma” che per l'occasione riproponiamo. Che dire di più?undefined
Dici Giovanni Acciai e hai detto tutto, o quasi, di oltre 60 anni di impegno musicale e musicologico in Italia e Europa. Personaggio carismatico, poliedrico e dal carattere deciso è stato ed è faro per generazioni di musicisti attivi nel mondo della coralità con particolare riferimento ai repertori rinascimentali. Un modello di riferimento, un autentico pioniere della prima generazione formatasi alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell'Università di Pavia. Professore emerito di Paleografia musicale nel Corso di Musicologia presso il Conservatorio di Milano. Già direttore della rivista di musica vocale La Cartellina e de L'Offerta Musicale, ha al suo attivo numerose revisioni di musiche antiche, saggi musicologici, traduzioni, registrazioni discografiche di opere inedite. È direttore artistico dei Concorsi di canto corale di Riva del Garda, Grado, Torre del Lago, Assisi e Quartiano. È regolarmente invitato nella giuria dei più importanti concorsi nazionali e internazionali di canto e di composizione corale; a tenere relazioni in convegni musicologici e stage di perfezionamento in direzione di coro presso associazioni corali italiane e straniere. Membro attivo e rappresentante ufficiale per l'Italia del Choir Olympic Council, sotto l'egida dell'UNESCO. È fra i fondatori dell'Accademia di Musica Antica di Milano e membro del Réseau Européen de Musique Ancienne. Già direttore del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera della Rai di Roma è attualmente direttore artistico e musicale del Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, alla guida del quale svolge una intensa attività concertistica e discografica. Quest'ultima pluripremiata e della quale Giovanni Conti ha avuto occasione di parlarne con il maestro Acciai nel corso di due puntate di “Quilisma” che per l'occasione riproponiamo. Che dire di più?
Dici Giovanni Acciai e hai detto tutto, o quasi, di oltre 60 anni di impegno musicale e musicologico in Italia e Europa. Personaggio carismatico, poliedrico e dal carattere deciso è stato ed è faro per generazioni di musicisti attivi nel mondo della coralità con particolare riferimento ai repertori rinascimentali. Un modello di riferimento, un autentico pioniere della prima generazione formatasi alla Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell'Università di Pavia. Professore emerito di Paleografia musicale nel Corso di Musicologia presso il Conservatorio di Milano. Già direttore della rivista di musica vocale La Cartellina e de L'Offerta Musicale, ha al suo attivo numerose revisioni di musiche antiche, saggi musicologici, traduzioni, registrazioni discografiche di opere inedite. È direttore artistico dei Concorsi di canto corale di Riva del Garda, Grado, Torre del Lago, Assisi e Quartiano. È regolarmente invitato nella giuria dei più importanti concorsi nazionali e internazionali di canto e di composizione corale; a tenere relazioni in convegni musicologici e stage di perfezionamento in direzione di coro presso associazioni corali italiane e straniere. Membro attivo e rappresentante ufficiale per l'Italia del Choir Olympic Council, sotto l'egida dell'UNESCO. È fra i fondatori dell'Accademia di Musica Antica di Milano e membro del Réseau Européen de Musique Ancienne. Già direttore del Coro del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera della Rai di Roma è attualmente direttore artistico e musicale del Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, alla guida del quale svolge una intensa attività concertistica e discografica. Quest'ultima pluripremiata e della quale Giovanni Conti ha avuto occasione di parlarne con il maestro Acciai nel corso di due puntate di “Quilisma” che per l'occasione riproponiamo. Che dire di più?undefined
Dirigido y moderado por José Luis Arranz. En este episodio 'Especial Creación Colectiva' nos acompañan Clara Belén Gómez, Pilar Esteban, Sandra Pedraja y María José Molina. Opinión, debate y entretenimiento. Buena compañía y buena conversación. Episodio callejero desde... Ateneo de Málaga · Calle Compañía, 2 · 29008 MálagaEn directo el... 16 de enero de 2026'Podcasteando con amigos' en... WhatsApp: https://www.podcasteando.es/avisosInstagram: https://www.instagram.com/podcasteandoconamigos Conócenos mejor... CLARA BELÉN GÓMEZ CODINA es una artista plástica y digital, malagueña. Licenciada en Historia del Arte, trabaja combinando técnicas analógicas y digitales. Su obra se mueve entre lo simbólico y lo emocional, explorando cuestiones de identidad y experiencia personal. Actualmente forma parte del Movimiento Hyde y participa activamente en iniciativas culturales de su ciudad.PILAR ESTEBAN CALLE (Marbella, Málaga 1983), estudia desde muy temprana edad en el Conservatorio de Música. Es Licenciada en la escuela superior de arte dramático de Málaga. Del 2006 al 2010 trabaja como actriz y cantante en la compañía Acuario. A partir del 2012 comienza en la reconocida compañía El Espejo Negro, con los espectáculos: “La Cabra” y “Oscar, el niño dormido”, uno de sus últimos espectáculos, con el que logran varias candidaturas a los Premios Max a las Artes Escénicas 2017, entre ellos el de mejor actriz protagonista para LaPili. En 2014 LaPili, forma su propia compañía y entre sus últimos trabajos como productora, directora y actriz se encuentra su espectáculo "CHAMANA", con el cual consigue el premio a mejor espectáculo musical en los premios Ateneo 2019 y en 2022. Premio Ateneo a mejor espectáculo musical por “Solita, Mujer estrella”. En este mismo año LaPili es reconocida con el Premio por la defensa de los valores feministas a través del área de igualdad del Ayuntamiento de Málaga. JOSÉ LUIS ARRANZ SALAS (Málaga, 1968) es Informático y Comunicador. Cuenta con más de 30 años de experiencia profesional en los diferentes sectores de las Tecnologías de la Información, la comunicación y la docencia. Docente vocacional ha impartido cursos en distintos centros y universidades. Es emprendedor en Celinet Soluciones Informáticas. Entrevistador en Entrevistas a Personas Interesantes (Mejor Blog de Actualidad en los Premios 20 Blogs de 20 Minutos). Instagramer y YouTuber en En directo con amigos. Podcaster en Podcasteando con amigos. Articulista en Mentes Inquietas y otros medios físicos y digitales. SANDRA PEDRAJA CALDERÓN es malagueña. Escribe para el Diario Sur desde hace una década, componiendo, con una visión profunda y una perspectiva única, un mapa actualizado de la geografía artística que nos rodea. Pedraja es una voz experta, dedicada a la crítica escénica musical y es una presencia habitual entre los principales exponentes de la producción artística contemporánea en el ámbito andaluz. Trasciende este aspecto, desempeñando una labor de difusión y de gestión cultural con carácter internacional.MARÍA JOSÉ MOLINA GUTIÉRREZ es Abogada ejerciente del Ilustre Colegio de Abogados de Málaga desde 1992. Esta especializada en derecho de familia y penal. Docente de legislación turística y Formación y Orientación Laboral, actualmente en Escuela Superior de Turismo Costa del Sol y anteriormente, personal laboral experta docente en legislación turística del antiguo Hotel Escuela Bellamar del desaparecido INEM, en Marbella.Disclaimer: Las opiniones vertidas en este podcast las realiza cada contertulio a título personal. La responsabilidad, a todos los efectos, de todo lo dicho es exclusiva de esa persona.
Localizan con vida a niña de 3 años en Cuautitlán, EdomexEl Conservatorio Nacional de Música cumple 160 años2025 fue el tercer año más cálido a nivel mundial: ECMWFMás Información en nuestro podcast
RAVEL: Rapsodia española (15.29). Orq. de la Suisse Romande. Dir.: E. Ansermet. Concierto para piano y orquesta en Sol mayor (20.25). S. François (p.), Orq. de la Sociedad de Conciertos del Conservatorio de París. Dir.: A. Cluytens. Chanson des cueilleuses de lentisques (5 Mélodies populaires grecques) (3.03). E. Ameling (sop.), R. Jansen (p.).Escuchar audio
Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time a TEATRO https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Oggi faremo un viaggio con Enzo Iacchetti, uno dei volti più noti della televisione italiana. Dopo gli inizi nel mondo del cabaret al Derby di Milano e dopo una lunga collaborazione col Maurizio Costanzo Show, è diventato uno dei conduttori più importanti di Striscia la Notizia. In questa puntata ci racconterà del suo talento inespresso per la musica, scoperto per caso, e di un padre che non ha mai visto di buon occhio il Conservatorio. Ci dirà di essersi dato tutte le colpe per la morte del padre, anche quelle che non aveva, e di come tutt’oggi, ancora, gli parli. Ci racconterà di una malinconia che non lo abbandona mai, e della sensazione che questa venga dalle ore che ha passato da solo, in fondo al letto, appena nato. Scopriremo quanto sia importante, per lui, rimanere fedele ai propri ideali, e come abbia guadagnato fiducia nelle nuove generazioni, vedendole combattere per i più deboli. Ci dirà che è anche in chi lo incoraggia, che trova la forza per andare avanti. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Giulia Palamidessi, Giovanni Zaccaria. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Hoy quiero presentarles al bandoneonista y profesor de bandoneón Julio Pane. Conocí a Julio Pane hace 30 años, en diciembre de 1995. Por aquel entonces yo estudiaba bandoneón en la sección de tango del Conservatorio de Rotterdam. Cada año, en diciembre, viajaba a Buenos Aires para seguir aprendiendo con importantes maestros del bandoneón. Además, necesitaba ese ambiente tan especial, hospitalario y emotivo de Buenos Aires, sin el cual ya no podía vivir. A Julio Pane lo llamaban El loco. Pero en cuanto me sentaba a su lado en su estudio, con el bandoneón en las rodillas, todo su nerviosismo y locura desaparecían. Lo que me enseñó es inolvidable: que el sonido se origina en la cabeza de cada uno y que el mismo bandoneón suena diferente según quién lo toque, porque cada uno tiene y realiza una idea diferente del sonido. Que nuestro mejor maestro es Johan Sebastian Bach y que, por eso, cada día hay que estudiar primero preludios y fugas de Bach antes de ponerse a tocar cualquier tango. Julio Pane nació el 29 de noviembre de 1947 en Buenos Aires. Su padre y su tío eran bandoneonistas y le enseñaron a tocar. A los 13 años actuó por primera vez al lado de su padre en las fiestas de Carnaval de Buenos Aires. Luego continuó sus estudios con el legendario Julio Ahumada, en cuya orquesta tocó entre 1965 y 1969. El cantor Edmundo Rivero lo incorporó en 1969 a la orquesta del Viejo Almacén. En los años siguientes tocó con todos los músicos famosos de la época dorada del tango: con Enrique Francini, Miguel Caló, Horacio Salgán, Osvaldo Tarantino y muchos otros. En 1983 está contratado como bandoneonista solista en la Orquesta del Tango de la ciudad de Buenos Aires bajo la dirección de Carlos Garcia y Raul Garelo. 1989 realizó una gira por Canadá y Estados Unidos con el último sexteto de Piazzolla. En 1997 actuó con Gary Burton y Chick Corea en el programa Astortango en memoria de este gran bandoneonista y compositor.. Entrevisté a mi admirado profesor de bandoneón en junio de 2003 en el Theatre Chaillot, cuando Julio Pane estaba de gira por París. Me habló de sus inicios, de Pedro Maffia, su bandoneonista modelo y de su profesor, Julio Ahumada. De su visión sobre cómo debía seguir desarrollándose el bandoneón. Y de cómo la escena de tango, entonces muy tranquila, se transformaría en una nueva ola de entusiasmo. Todas estas visiones se han hecho realidad. Escuchen ustedes mismos todo lo que me contó ese supuesto loco, extraordinario bandoneonista y profesor Julio Pane, fallecido en junio de 2024, aquella maravillosa tarde de verano en el vestíbulo del Theatre Chaillot.
Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: Candida Felici è fra gli organizzatori della due giorni dedicata a Lucoiano Berio dal Conservatorio di Milano; al Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro Grassi si presenta il libro "La bella Resistenza" dedicato alle bambine e ai bambini, a cura di ANPI Scala; al Teatro Fontana di Milano è in scena "La città dei vivi", ispirato al libro di Nicola Lagioia, per la regia di Ivonne Capece; la rubrica di lirica a cura di Giovanni Chiodi...
En este nuevo episodio, les comparto una amena entrevista con la versatil cantante, Camila Isabel. Hablamos sobre como entrelaza varios estilos musicales, sobre su sencillo musical y su concierto el 27 de septiembre en el Conservatorio de Música.Síganme en las redes sociales. Facebook: Aleyda María Oficial. Instagram y X: aleyda_oficial. No olviden buscar el podcast en su plataforma favorita y suscribirse. También pueden enviarme un correo electrónico con cualquier sugerencia, pregunta o comentario a rompiendolarutinapodcast@gmail.com
Esta semana tenemos con nosotros a la soprano Camila Isabel. Venimos hablando de sus estudios en Penn State, de su versatilidad musical, de su camino musical desde el coro de niño hasta debutar en una ópera 'Tosca', entre otras cosas. Camila tiene un concierto pronto en Puerto Rico, el próximo 27 de septiembre en el Conservatorio de Música de Puerto Rico. Link para boletos https://www.ticketera.com/events/detail/broadway-meets-hollywood-w1w0p9?fbclid=PARlRTSAMmDiZleHRuA2FlbQIxMQABpxBz8f0oQpEJDgInwzrJq4idl7z09gJdfuLXGjEKXUQCgK8a8jAXvCLazy2o_aem_wnfrQEcHw6CHgUEZmNAcrw#tickets?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAacQc_H9KEKRCQ4CJ8M6yauInZe89PYCXX7i1xoxCl1EAoCvGvIwF7wi2s8tqA_aem_wnfrQEcHw6CHgUEZmNAcrw REDES Camila Isabel https://www.instagram.com/camilaisabelmusic?igsh=NTJ2ZGYxbXZtNWps Desde La Línea Podcast https://linkbio.co/Desdelalineapodcast
In this episode, we discuss recordings of “Nicola Vicentino, Madrigali a cinque voci libro quinto, Milano 1572 and other Harpsichord Works” (Dynamic) by Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Vicenza / Stefano Lorenzetti, “P. Godfrey; I. Hodgson; R. Walthew; J. McCabe: Piano Quintets” (Somm) by Peter Donohoe & I Musicanti / Leon Bosch, “Four Spirits” (Warner Classics) by Abel Selaocoe, Bernhard Schimpelsberger & Aurora Orchestra / Nicholas Collon, “Very Early: Remembering Bill Evans” (Joplin Sweeney Music Company) by the Jim Witzel Quartet, “For the Record” (SteepleChase) by Craig Brann, and “Still We Dream” (Posi-Tone) by Josh Lawrence. The Adult Music Podcast is featured in: Feedspot's 100 Best Jazz Podcasts Episode 225 Deezer Playlist Fair use disclaimer: Music sample clips are for commentary and educational purposes. We recommend that listeners listen to the complete recordings, all of which are available on streaming services in the links provided. We also suggest that if you enjoy the music, you consider purchasing the CDs or high-quality downloads to support the artists. “Nicola Vicentino, Madrigali a cinque voci libro quinto, Milano 1572 and other Harpsichord Works” (Dynamic) Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Vicenza / Stefano Lorenzetti https://open.spotify.com/album/7bR26JEpk6xqbduWfmL6u8 https://music.apple.com/us/album/madrigali-a-5-voci-book-v-no-1-donna-sio-miro/1827337905?i=1827338008 https://music.amazon.com/albums/B0F5XB7MZR “P. Godfrey; I. Hodgson; R. Walthew; J. McCabe: Piano Quintets” (Somm) Peter Donohoe, I Musicanti / Leon Bosch https://open.spotify.com/album/5Q7gdtjrYpdTVP7bbS5WCc https://music.apple.com/us/album/godfrey-ivor-hodgson-others-piano-quintets/1821559263 https://music.amazon.com/albums/B0FBH2K8FY “Four Spirits” (Warner Classics) Abel Selaocoe, Bernhard Schimpelsberger, Aurora Orchestra / Nicholas Collon https://open.spotify.com/album/2A9Ml22rs4BSPWyD49yPfP https://music.apple.com/us/album/abel-selaocoes-four-spirits-live/1822836773 https://music.amazon.com/albums/B0FFHJZBPJ “Very Early: Remembering Bill Evans” (Joplin Sweeney Music Company) Jim Witzel Quartet https://open.spotify.com/album/2t9KjD8Dp8dYFGxOfuxwrF https://music.apple.com/us/album/very-early-remembering-bill-evans/1832976332 https://music.amazon.com/albums/B0FLRGHS1B “For the Record” (SteepleChase) Craig Brann https://open.spotify.com/album/3GfS4Znvor6XFeQJs0QKSu No Apple Music https://music.amazon.com/albums/B0FL5B644K “Still We Dream” (Posi-Tone) Josh Lawrence https://open.spotify.com/album/3Rybpa0B2Xs4hrB8JBG4yP https://music.apple.com/us/album/still-we-dream/1821713242 https://music.amazon.com/albums/B0FGZMSQDS
Desaparece hijo de líder del PAN en Veracruz Conservatorio del Edomex recibe reconocimiento oficial para sus licenciaturasEspaña sufre ola de calor más intensa en 16 añosMás información en nuestro podcast
Javier Gastón cierra la temporada radiofónica con un repaso a la huella de la música clásica en éxitos del pop y rock.
Stefano “Brushman” Bagnoli racconta la sua carriera tra jazz, didattica e aneddoti di vita vissuta. Si parla di come ha iniziato a Milano, della gavetta, dei suoi maestri, della scelta della matched grip e del modo in cui ha imparato a usare le spazzole. Il tutto è intervallato da cinque drum solo esclusivi, che mostrano la sua maestria dietro al kit.Non mancano riflessioni profonde sul ruolo del Conservatorio oggi, su come trasmettere il jazz agli allievi e sugli errori più comuni che vede nei giovani batteristi. Se vuoi ispirarti, migliorare e scoprire la visione di un gigante del jazz italiano, questo video è un concentrato di esperienza, passione e tanto groove.► I miei Corsi Online https://suonarelabatteria.com
Este chico español ha estado ligado a la música desde muy temprana edad. Perteneció a la Escolanía de Covadonga, donde aprendió solfeo y violín para más adelante convertirse en profesor de violin en esa misma institución. Estudió en Conservatorio de Música de Oviedo. Formó parte del Coro InPradisum y ha sido Organista Titular de la Basílica de San Juan el Real, Oviedo. Actualmente es el Director de la Coral Polifónica de Arriondas, Asturias y el Director de la Filarmónica del Norte de España el Real en Oviedo.
En el siglo XX la lucha de la mujer por su incorporación a la vida pública contó con destacadas figuras en nuestro país: Documentos RNE se acerca a dos de ellas, las hermanas María y Mercedes Rodrigo Bellido. Unidas en su periplo vital, ambas destacaron en sus respectivos campos profesionales: la música y la psicología.María, la mayor, acabó brillantemente su formación musical en el Conservatorio de Madrid, y con 24 años obtuvo una beca de la Junta de Ampliación de Estudios para estudiar composición en Múnich, donde tomó contacto con Richard Strauss. Ya en España, en 1915, presentó con gran expectación su ópera Becqueriana, sobre libreto de los hermanos Álvarez Quintero. Además, María participó en proyectos de asociacionismo femenino como el Lyceum Club y la Cívica, junto a María Lejárraga, con quien mantuvo colaboración personal y artística.Mientras, Mercedes había finalizado sus estudios de magisterio y también obtiene una beca para ir a Ginebra y formarse en psicología, periodo en el conoció a Freud. Tras su regreso a España en 1923 comenzó a trabajar en el Instituto Nacional de Psicotecnia. Durante la guerra civil, Mercedes se hizo cargo de la evacuación infantil en 1936.Las hermanas Rodrigo inician su exilio en 1938, primero en Colombia y después a Puerto Rico, en donde fallecerán. Allí dejaron una importante huella, destacando el impulso dado por Mercedes a los estudios de psicología.Este documental sonoro, firmado por Ana Vega Toscano, cuenta con la participación de la psicóloga colombiana Olga Umaña Amaya y del doctor en psicología Germán de la Riva Colina, autores de la monografía Mercedes Rodrigo, una vida para la psicología; de la musicóloga y documentalista Mariluz González Peña, directora del Centro de Documentación y Archivo de la SGAE; y de Noelia Lorenta Monzón, doctora en Musicología por la UCM con la tesis La compositora María Rodrigo, una mujer entre maestros.Escuchar audio
Javier Gastón explora los sonidos de la Semana Santa en la música clásica. Suenan Liszt, Haydn, Miklós Rózsa, Vivaldi o Pergolesi, entre otros.
Federico comenta la declaración de los exdirectores de dos conservatorios de Badajoz que intercambiaron mails con el asunto de "hermanísimo".
Con Javier Gastón repasamos piezas clásicas incompletas como el Requiem de Mozart, la sonata de piano nº15 de Shubert o 'Navarra' de Isaac Albéniz.
Ciao Italiani Veri,Come state? Ci auguriamo sempre bene. Questo episodio non lo potete proprio perdere. Quando vi ricapiterà l’occasione di scoprire come si diventa dei veri musicisti se non in presenza di Corrado?