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Italian Sentence Building Practice – Beginner (A1/A2) | La mia giornataItalian sentence building practice for beginners!In this episode, we practise talking about a typical daily routine.You will start with short, simple sentences and gradually make them longer.Listen, repeat, and build each sentence step by step.SENTENCES FROM THE EPISODE1. GETTING UPMi alzo.Mi alzo alle sette.Mi alzo alle sette ogni mattina.Mi alzo alle sette ogni mattina perché devo andare al lavoro.2. BREAKFASTFaccio colazione.Faccio colazione a casa.Faccio colazione a casa ogni mattina.Faccio colazione a casa ogni mattina con un caffè.Faccio colazione a casa ogni mattina con un caffè e del pane.3. GOING TO WORKVado al lavoro.Vado al lavoro in macchina.Vado al lavoro in macchina alle otto.Vado al lavoro in macchina alle otto perché lavoro in città.4. LUNCHMangio.Mangio a mezzogiorno.Mangio a mezzogiorno con i miei colleghi.Mangio a mezzogiorno con i miei colleghi in un piccolo ristorante.5. GOING HOMETorno a casa.Torno a casa alle cinque.Torno a casa alle cinque dopo il lavoro.Torno a casa alle cinque dopo il lavoro perché sono stanco.6. EVENINGPreparo la cena.Preparo la cena a casa.Preparo la cena a casa con mio marito.La sera preparo la cena a casa con mio marito.7. BEDTIMEVado a letto.Vado a letto alle dieci.Vado a letto alle dieci perché sono stanco.Keep practising and try to say each sentence aloud.Listen again and see if you can build the longer sentences without looking at the text.A presto!
Marta del Vado habla con Anna Terés, más conocida como Anna Recetas Fáciles en redes.
Comentamos la actualidad del momento con Marta Fernández. Marta del Vado nos cuenta cómo Macklemore ha dejado de ser telonero de Ed Sheeran después de manifestar su apoyo a Palestina. Hablamos con Marcela Vélez, directora artística del Festival de las Ideas, sobre el paso atrás que ha dado Allianz como patrocinador del evento. Comentamos con José Carlos Ruiz, doctor en Filosofía, algunas de las cuestiones que se han planteado en torno a "la belleza" en el Festival HAY de Segovia. Jordi Fábrega, director de economía de la SER, y Alberto Gavilán, director de talento del Grupo Adecco, nos revelan qué profesiones pueden verse afectadas por la IA y cuáles están más a salvo. Javier Jané, compañero de SER Teruel, nos pone en contacto con el paleontólogo y director de la Fundación Dinópolis, Alberto Cobos, para hablar de los primeros restos de diplodocus encontrados en Europa.
Conosci queste parole italiane? Quindi, dunque, insomma, allora, infatti: le hai sentite mille volte nei film, nelle canzoni, nelle conversazioni. Ma sai davvero come si usano? Sono parole camaleontiche che cambiano significato a seconda della situazione, e usarle bene fa la differenza tra chi parla "da libro" e chi parla come un madrelingua. Quindi, Dunque, Insomma, Allora, Infatti: Significati, Sfumature e Usi Reali I connettivi sono quelle piccole parole che collegano frasi e idee, dando ritmo e logica al discorso. Gli italiani li usano continuamente, spesso senza nemmeno accorgersene. Se vuoi approfondire l'argomento, puoi consultare la guida completa sui connettivi logici in italiano. Quindi: il Connettivo della Conseguenza Quindi è un connettivo (più precisamente una congiunzione conclusiva) e serve a esprimere la conseguenza di qualcosa. In pratica, significa "perciò", "di conseguenza", "per questo motivo". Primo Uso: Esprimere una Conseguenza Esempio: "Domani ho l'esame di guida, quindi stasera vado a letto presto." Vado a letto presto come conseguenza dell'esame di guida. La causa è l'esame, la conseguenza è andare a letto presto. È la relazione logica più comune di quindi. Secondo Uso: Introdurre una Domanda Quindi ha anche un secondo uso, molto comune nel parlato. Si usa per introdurre una domanda dopo una pausa o un ragionamento: "Quindi, alla fine ci vai a quella festa o no?" Qui quindi non esprime una conseguenza logica vera e propria, ma serve a riprendere il discorso, quasi come dire "allora, dimmi…". È un uso tipico delle conversazioni quotidiane. Dunque: la Versione più Elegante di Quindi La parola dunque è la "cugina raffinata" di quindi. Significa praticamente la stessa cosa, ma è più formale e letteraria. Se quindi lo dice tua nonna al mercato, dunque lo dice il professore di filosofia all'università. Per altre congiunzioni italiane, c'è una guida completa dedicata. La Sottile Differenza con Quindi Mentre quindi esprime una conseguenza generica, dunque è più orientato a esprimere una deduzione logica, una conclusione di un ragionamento. Esempio celeberrimo: "Penso, dunque sono." Questa frase è del filosofo francese Cartesio: l'originale latino è "Cogito ergo sum", e questa è la traduzione italiana più diffusa. Mostra perfettamente l'uso deduttivo di dunque: dal fatto che io penso, deduco che esisto. Per altre citazioni famose in italiano, puoi consultare la guida dedicata. Un esempio più quotidiano: "La macchina di Marco non è in garage, dunque è già uscito." Qui si sta facendo una deduzione logica: macchina assente, di conseguenza Marco è uscito. Dunque per Introdurre il Discorso Come quindi, anche dunque può introdurre un discorso o una domanda, sempre in modo più ricercato: "Dunque, dimmi tutto: com'è andato il colloquio?" Riepilogo: nella vita di tutti i giorni quindi e dunque si possono spesso scambiare. La differenza è soprattutto di registro: dunque suona più colto, quindi è più comune nel parlato quotidiano. ConnettivoRegistroUso principaleQuindiInformale, quotidianoConseguenza genericaDunqueFormale, letterarioDeduzione logica Insomma: la Parola dai Tre Volti Insomma è una delle parole più versatili dell'italiano. Si usa più spesso all'inizio della frase, anche se può comparire alla fine con valore riassuntivo. Per esempio: "Era stanco, affamato, infreddolito, insomma… distrutto!". Ha tre significati principali. Primo Significato: Introdurre una Conclusione o un Riassunto "Insomma, dopo tre ore di discussione, abbiamo deciso di ordinare la pizza." Qui insomma riassume una situazione lunga e arriva al punto. È come dire "per farla breve", "alla fine dei conti". Secondo Significato: Esprimere Irritazione o Fastidio "Insomma, vuoi smetterla di farmi domande?!" In questo caso insomma è un'esclamazione che esprime impazienza. Immagina una mamma che dopo l'ennesima domanda del figlio piccolo perde la pazienza: è il contesto perfetto per questo uso. Terzo Significato: Esprimere Mediocrità "Ti è piaciuta la cena al ristorante? – Mah… insomma…" Quando si risponde insomma con un tono indeciso, si sta dicendo che qualcosa non era un granché. Niente di terribile, ma neanche da consigliare. Una via di mezzo, né bello né brutto, mediocre. Allora: la Parola Jolly dell'Italiano Allora è una parola che gli italiani usano dappertutto. In Italia è praticamente impossibile passare un giorno senza sentirla decine di volte. Per un approfondimento completo, puoi consultare la guida sul significato e gli usi di "allora" in italiano. Primo Uso: Trarre una Conclusione In questo caso allora è simile a quindi: "Non hai studiato per l'esame? Allora è normale che tu sia stato bocciato!" Qui allora introduce una conseguenza logica rispetto a quello che è stato detto prima. Secondo Uso: Introdurre un Discorso o Prendere Tempo Questo è forse l'uso più comune nel parlato: "Allora… cosa volevo dirti? Ah sì, ho prenotato il ristorante per sabato!" In questa funzione allora è un riempitivo: serve a organizzare le idee, a prendere tempo per pensare. È l'equivalente italiano di "so…" o "well…". Per scoprire altri intercalari, puoi leggere la guida sui riempitivi in italiano. Terzo Uso: "A Quel Tempo", "In Quel Periodo" Questo è un uso più letterario e meno conosciuto dagli studenti: "Negli anni '90 non esistevano gli smartphone, e allora ci si dava appuntamento al bar sperando che l'altro arrivasse!" In questa frase allora non significa quindi, ma "in quel momento del passato". È un uso elegante, perfetto per raccontare ricordi e momenti del passato. Infatti: il Connettivo della Conferma Infatti si usa per confermare qualcosa che è stato detto, spesso aggiungendo un'informazione che lo dimostra. È come dire "è proprio così, e te lo dimostro". È una di quelle parole tipiche di chi vuole parlare italiano come un madrelingua. Primo Uso: Confermare con una Prova "Luca è bravissimo in cucina, infatti ha aperto un ristorante l'anno scorso." L'apertura del ristorante è la prova che Luca è bravo in cucina. Infatti collega l'affermazione e la sua dimostrazione. Secondo Uso: Dare Ragione a Qualcuno Infatti può anche essere usato da solo, come risposta in una conversazione: "Questo caffè è davvero buono!" – "Infatti!" In questo caso infatti significa "hai proprio ragione", "sono completamente d'accordo con te". È fondamentale usarlo con il tono giusto: detto con poco entusiasmo sembra che si stia rispondendo per cortesia. Attenzione al Falso Amico: Infatti vs In Realtà Molti studenti, soprattutto inglesi o spagnoli, confondono infatti con "in fact" o "de hecho", che spesso si traducono con "in realtà" in italiano. La differenza è fondamentale: infatti CONFERMA, mentre in realtà CORREGGE. ConnettivoFunzioneEsempioInfattiConfermaÈ francese, infatti parla franceseIn realtàCorreggePensavo fosse francese, in realtà è belga Per altri errori simili, puoi consultare la guida sui falsi amici in italiano. Tabella Riassuntiva dei 5 Connettivi Ecco una tabella riassuntiva con i 5 connettivi e i loro principali usi. Per altre espressioni colloquiali italiane, c'è una guida dedicata. ConnettivoSignificato principaleEsempioQuindiConseguenzaPiove, quindi prendo l'ombrelloDunqueDeduzione logica (formale)Penso, dunque sonoInsomma (1)Riassunto, conclusioneInsomma, abbiamo deciso di partireInsomma (2)Irritazione, fastidioInsomma, basta!Insomma (3)Mediocrità (così così)Com'era? Mah, insomma…Allora (1)ConseguenzaNon studi? Allora sarai bocciatoAllora (2)Introduzione, riempitivoAllora, cosa volevo dirti?Allora (3)"A quel tempo" (letterario)Negli anni '80, allora, non c'era internetInfattiConfermaÈ bravissimo, infatti ha vinto il premio Domande Frequenti Qual è la Differenza tra "Quindi" e "Dunque"? Entrambi esprimono una conseguenza, ma quindi è più informale e usato nel parlato quotidiano, mentre dunque è più formale e indica una deduzione logica. In molti contesti sono intercambiabili. "Insomma" si Mette all'Inizio o alla Fine della Frase? Si usa più spesso all'inizio della frase, ma può comparire anche alla fine con valore riassuntivo, come in "Era stanco, affamato, insomma… distrutto!". Dipende dalla funzione che si vuole dare alla parola. "Allora" e "Quindi" Sono Sinonimi? In alcuni contesti sì, soprattutto quando entrambi introducono una conseguenza. Ma allora ha più significati: può servire come riempitivo per introdurre un discorso o significare "a quel tempo". Quindi è più limitato all'idea di conseguenza. Perché "Infatti" Non Si Traduce con "In Fact"? Perché infatti in italiano serve a confermare qualcosa, mentre "in fact" in inglese (e "de hecho" in spagnolo) spesso introduce una correzione. La traduzione corretta in italiano in quel caso è "in realtà". Si Possono Usare Questi Connettivi nello Scritto Formale? Dipende dal connettivo. Dunque e infatti sono perfettamente adatti anche allo scritto formale. Quindi è accettabile ma più colloquiale. Allora e insomma sono più tipici del parlato e andrebbero usati con cautela in contesti molto formali. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test su Quindi, Dunque, Insomma, Allora, Infatti", "description": "Quiz interattivo sui connettivi italiani quindi, dunque, insomma, allora e infatti con 10 domande sui loro significati, sfumature e usi reali.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale connettivo è più formale e indica una deduzione logica?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Dunque" } }, { "@type": "Question", "name": "Nella frase 'Mah… insomma…' come risposta a una domanda,...
Quando qualcuno ti annuncia una partenza, la risposta automatica è quasi sempre la stessa: "Buon viaggio!" È un'espressione corretta, ma piuttosto generica. In questo articolo trovi una serie di alternative più precise e naturali, organizzate per contesto e registro, per arricchire il tuo italiano in modo concreto. Le Alternative più EFFICACI a "Buon Viaggio" in Italiano 1. Alternative Universali Queste espressioni funzionano in qualsiasi contesto, formale o informale, con chiunque. "Buon Volo!" È la versione più specifica di "buon viaggio". Si usa esclusivamente quando qualcuno viaggia in aereo e dimostra che stai prestando attenzione al tipo di viaggio della persona, senza ricorrere a una formula generica. "Domani parti per Tokyo? Buon volo!" "Buon Rientro!" / "Buon Ritorno!" Attenzione: questa espressione non si usa prima della partenza, ma quando qualcuno torna a casa. È l'augurio per il viaggio di ritorno. "Buon rientro" è più comune nel parlato quotidiano, mentre "buon ritorno" ha un tono leggermente più formale o letterario. "Allora, sei stato bene a Parigi? Buon rientro!" "Vai e Torna!" Un'espressione affettuosa e diffusa in tutta Italia, rivolta a una persona cara. Il senso implicito è: "Vai pure dove devi andare, ma ricordati di tornare." È una formula breve che trasmette molto calore in poche parole. "Marco, domani parti per tre mesi? Vai e torna!" "Stammi Bene!" Un'espressione affettuosa e informale che equivale a "prenditi cura di te mentre sei via." Potresti sentire anche la variante "Statti bene!", molto usata nel parlato colloquiale, ma si tratta di una forma non standard — la versione corretta è "Stammi bene!" Per salutare più persone contemporaneamente si usa la forma plurale: "Statemi bene!" "Allora, domani parti? Stammi bene!" "Ragazzi, ci vediamo al vostro ritorno! Statemi bene!" 2. Espressioni per Contesti Specifici Il tipo di viaggio influenza la scelta dell'espressione. Ecco le principali situazioni e le formule più adatte. Per un Viaggio di Lavoro "In Bocca al Lupo per il Viaggio e per il Lavoro!" È l'espressione italiana per augurare buona fortuna, equivalente all'inglese "good luck!". La risposta corretta è "Crepi il lupo!", spesso abbreviata semplicemente in "Crepi!" Attenzione: rispondere con "grazie" è considerato di cattivo augurio nella tradizione italiana. "Domani ho il colloquio più importante della mia vita" — "In bocca al lupo!" — "Crepi!" "Spero (che) Vada Tutto Liscio!" "Liscio" letteralmente significa smooth, e "andare liscio" è un'espressione idiomatica che indica l'assenza di problemi o imprevisti. Si usa per augurare un viaggio o un impegno lavorativo senza intoppi. "Ho una presentazione importantissima a Milano..." — "Spero vada tutto liscio!" Per una Vacanza "Goditi Ogni Momento!" Un augurio personale e sincero, adatto a chi ha bisogno di staccare dalla routine. Invita la persona a vivere l'esperienza pienamente, senza pensieri. "Finalmente due settimane alle Canarie!" — "Goditi ogni momento!" "Ricarica le Batterie!" Espressione idiomatica molto usata nel parlato contemporaneo. Significa riposarsi e recuperare energia. Si usa in particolare quando la persona è stanca o stressata e ha bisogno di una pausa. "Sei stressato ultimamente..." — "Lo so, ho bisogno di vacanze!" — "Vai, ricarica le batterie!" "Buone Vacanze!" Un'alternativa diretta e universale, adatta quando si sa che la persona sarà via per più giorni. Meno personale delle precedenti, ma naturale e corretta in qualsiasi situazione. "Parto domani per la Grecia, torno tra dieci giorni!" — "Buone vacanze!" Per un Viaggio Lungo o Avventuroso "Buona Avventura!" Un augurio entusiasta, adatto a chi parte per un trekking, un viaggio zaino in spalla o un percorso impegnativo. Comunica che stai riconoscendo il valore di quello che la persona sta per fare. "Parto per sei mesi in Sud America con lo zaino in spalla!" — "Buona avventura!" "Che Sia un Viaggio Indimenticabile!" Un augurio più poetico, adatto a occasioni speciali. Non si augura solo un viaggio senza problemi, ma un'esperienza che resti nel tempo. Nota grammaticale: il verbo "sia" è il congiuntivo presente di "essere", usato qui in una frase esclamativa senza soggetto esplicito. In italiano questo tipo di costruzione è tipica degli auguri: "Che tu possa essere felice!", "Che vada tutto bene!" "Domani parto per il viaggio di nozze in Giappone!" — "Che sia un viaggio indimenticabile!" "Fai Esperienze Bellissime!" Un augurio semplice ma genuino. Sposta l'attenzione non sulla logistica del viaggio, ma sui momenti vissuti, che sono spesso la parte più memorabile. "Parto per un anno in Australia!" — "Fai esperienze bellissime!" Nota: queste espressioni possono essere combinate liberamente a seconda del contesto. Non esiste una regola rigida — più elementi insieme rendono l'augurio più ricco e personalizzato. 3. Formale vs Informale: Come Adattare gli Auguri In italiano il registro linguistico cambia a seconda dell'interlocutore. Ecco come adattare gli auguri di viaggio nelle due situazioni principali. Registro Formale (con il Capo, Clienti, Persone Poco Conosciute) EspressioneQuando usarlaEsempio"Le auguro un felice viaggio."Email formali, superiori, contesti professionali"Professore, Le auguro un felice viaggio per il convegno a Londra.""Spero che il viaggio proceda senza intoppi."Contesto lavorativo, email al capo"Gentile Dottor Rossi, spero che il viaggio proceda senza intoppi.""Le auguro un piacevole soggiorno."Hotel, strutture ricettive, contesti professionali"Benvenuto al nostro hotel, signor Bianchi. Le auguro un piacevole soggiorno." Approfondimento: nelle espressioni formali è fondamentale l'uso del "Lei" di cortesia, che indica rispetto e distanza professionale. Da notare anche il congiuntivo presente ("proceda") in "Spero che il viaggio proceda senza intoppi" — uno dei tempi verbali più caratteristici dell'italiano formale. Curiosità lessicale: "Soggiorno" in italiano ha due significati: 1) il salotto di casa, 2) la permanenza in un luogo. "Le auguro un piacevole soggiorno" fa riferimento al secondo significato e si usa sia in hotel che in contesti professionali più ampi. Registro Informale (con Amici, Familiari, Colleghi Stretti) EspressioneSignificato / UsoEsempio"Divertiti un mondo!"Significa "divertiti moltissimo". Si usa per viaggi in posti divertenti."Vado a Ibiza per una settimana!" — "Divertiti un mondo!""Mandami le foto!"Non è un augurio, ma è una formula tipicamente italiana per dire "mi interessa quello che farai.""Domani parto per New York!" — "Mandami le foto!""Non combinare guai!"Scherzosa e affettuosa, adatta solo con persone molto conosciute. Ha un tono ironico."Parto per Barcellona con gli amici!" — "Va bene, ma non combinare guai!""Fai il bravo / la brava!"Scherzosa e informale. Tra adulti ha un tono ironico e affettuoso."Sarò ad Amsterdam questo weekend!" — "Fai il bravo!""Porta qualcosa di buono da mangiare!"Non è un augurio, ma una formula tipicamente italiana che riflette il legame culturale con il cibo."Andrò in Sicilia a fine mese!" — "Porta qualcosa di buono da mangiare!" 4. Espressioni Legate al Viaggio da Usare in Conversazione Oltre agli auguri, ci sono alcune frasi che gli italiani usano comunemente quando parlano di viaggi — sia prima della partenza che al ritorno. "Hai Fatto Buon Viaggio?" / "Com'è Andato il Viaggio?" "Hai fatto buon viaggio?" è la domanda più comune al rientro di qualcuno: serve a mostrare interesse dopo un lungo tragitto. "Com'è andato il viaggio?" è una variante più aperta e colloquiale, che invita l'interlocutore a raccontare anziché rispondere con un semplice sì o no. "Finalmente sei tornato! Com'è andato il viaggio?" "Sei Arrivato/a Sano/a e Salvo/a?" Un'espressione affettuosa, equivalente all'inglese "safe and sound". Si usa soprattutto dopo un viaggio lungo o faticoso, per accertarsi che la persona sia arrivata senza problemi. Nota grammaticale: gli aggettivi "sano" e "salvo" concordano con il genere della persona — "sano e salvo" al maschile, "sana e salva" al femminile. È un aspetto importante della grammatica italiana che vale la pena ricordare. "Ciao mamma, sono tornata!" — "Meno male! Sei arrivata sana e salva?" "Il Viaggio È Stato un Incubo / un Sogno." Due espressioni figurate per descrivere un viaggio: "un incubo" per qualcosa di molto negativo (ritardi, disorganizzazione, problemi), "un sogno" per qualcosa di particolarmente piacevole e senza intoppi. "Com'è andata?" — "Il viaggio è stato un incubo: tre ore di ritardo e la valigia persa!" "Com'è andata?" — "Un sogno! Mare cristallino, cibo ottimo, nessun problema." "Ho Fatto un Viaggio della Speranza." Questa espressione ha un significato originariamente molto serio: si riferisce alle persone che emigrano in cerca di condizioni di vita migliori, spesso affrontando situazioni di pericolo. È un'espressione culturalmente importante da conoscere, anche se nell'uso quotidiano viene a volte impiegata in modo ironico — ad esempio per descrivere un viaggio particolarmente lungo e difficoltoso. "Ho Girato Mezzo Mondo!" Un'espressione iperbolica per dire che si è viaggiato molto. "Girare" in italiano significa anche visitare posti, spostarsi — e "mezzo mondo" è ovviamente un'esagerazione, usata per enfatizzare. "Quanti paesi hai visitato?" — "Tanti, ho girato mezzo mondo!" Riepilogo: Tutte le Espressioni a Colpo d'Occhio EspressioneContestoRegistroBuon volo!Chi viaggia in aereoUniversaleBuon rientro! / Buon ritorno!Quando qualcuno torna a casaUniversaleVai e torna!Persona cara che parteInformale / affettuosoStammi bene! / Statemi bene!Saluto pre-partenzaInformaleIn bocca al lupo!...
SIMPLE ITALIAN PODCAST | IL PODCAST IN ITALIANO COMPRENSIBILE | LEARN ITALIAN WITH PODCASTS
Join the Simple Italian Retreat a Montevideo ▶ https://simonepols.com/simple-italian-retreat-montevideo/In questo episodio del Simple Italian Podcast lascio da parte la scaletta e mi lascio trasportare dalla corrente: si parla di mercato di Montevideo, mandarini, "Tano" e tante espressioni italiane che nascono per caso.Un episodio a braccio, come viene viene!Buon ascolto!▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬
The Concert Crew celebrates the life of Aaliyah on the 25th anniversary of her passing. Hear the fellas discuss Aaliyah getting into the music industry at a young age, her helping to create a new sound of music with Timbaland & Missy Elliot, transitioning to acting, being a triple threat, Aaliyah's tragic passing and the impact it left on the entertainment industry, legacy and much more. Also, the Concert Crew reviews new music from Vado, Inspectah Deck, Ravyn Lenae, Dinner Party, Too Short and Pooh Shiesty. Link in bio to Episode 375: Aaliyah… #Aaliyah #BabyGirl #OneInAMillion #AgeAintNothingButANumber #TryAgain #AreYouThatSomebody #MoreThanWoman #RockTheBoat #AtYourBest #IfYourGirlOnlyKnew #4PageLetter #HotLikeFire #Timbaland #MissyElliot #ConcertCrew #Podcast #Pod #RomeoMustDie
Di' la verità: quante volte al giorno dici "anche io"? "Mi piace il caffè." → anche io. "Vado in vacanza ad agosto." → anche io. "Adoro guardare i film la sera." → anche io. Sembra che "anche io" sia la risposta a tutto! Ma c'è un piccolo problema: se rispondi sempre e solo "anche io", il tuo italiano suona un po' piatto e ripetitivo. E in italiano, per dire che sei d'accordo, abbiamo molte più frecce al nostro arco! Smettila di Dire Sempre "Anche Io" In questa guida imparerai a sostituire il solito "anche io" con espressioni più naturali, più varie e più adatte al contesto — proprio come farebbe un madrelingua italiano. Vedremo come esprimere accordo in modo neutro, con entusiasmo, mostrare empatia e perfino essere d'accordo in una mail formale. Per ampliare ulteriormente il tuo vocabolario, puoi consultare la guida sulle espressioni per esprimere accordo e disaccordo in italiano. E ti svelo anche un piccolo trucco per non sbagliare mai più con le frasi negative! Parte 1 — Per Esprimere Accordo in Modo Neutro Quando sei semplicemente d'accordo con qualcuno, senza particolare enfasi, invece del solito "anche io" puoi usare queste quattro alternative quotidiane. 1. Idem Parola che viene dal latino e significa "la stessa cosa". È comodissima, brevissima e va bene quasi sempre nel parlato di tutti i giorni. "Sabato vado in palestra." — "Idem! Ci vediamo lì?" "Adoro il caffè la mattina." — "Idem, non riesco a svegliarmi senza." 2. Pure Io / Anch'io "Pure" è un sinonimo di "anche", molto colloquiale. E attenzione a una piccola trappola: questa risposta vale per le frasi positive. Dopo una frase negativa non si dice "anch'io", ma neanch'io (o nemmeno io). Per approfondire questo argomento, puoi consultare la guida sulla doppia negazione in italiano. "Sto morendo di fame." — "Pure io, mangerei un panino enorme!" "Vado al mare ad agosto." — "Anch'io! Magari ci incontriamo." "Non mangio la carne." — "Neanch'io!" 3. Come Te La usi quando vuoi sottolineare che ti trovi proprio nella stessa identica situazione dell'altra persona. "Studio l'italiano da due anni." — "Come te! Ho cominciato nel 2024 anch'io." "Lavoro da casa il venerdì." — "Come te, è il mio giorno preferito." 4. Lo Stesso / Anche per Me lo Stesso Comodissima quando si parla di scelte concrete, per esempio quando ordini al bar o al ristorante e vuoi la stessa cosa di chi è con te. "Io prendo un cappuccino." — "Per me lo stesso, grazie." "Io ordino la margherita." — "Anche per me lo stesso, ma con doppia mozzarella!" Parte 2 — Per Esprimere Accordo con Entusiasmo Quando non sei solo d'accordo, ma sei completamente d'accordo, magari con un po' di passione, queste sono le espressioni perfette. Per arricchire ulteriormente il tuo italiano, puoi consultare la guida sulle espressioni per esprimere entusiasmo in italiano. 5. Esatto! / Esattamente! Per confermare con decisione che qualcuno ha colto perfettamente nel segno. È come dire "hai centrato il punto!". "Quindi dobbiamo partire prima per evitare il traffico?" — "Esatto! È proprio quello che pensavo." "La riunione è spostata a venerdì, giusto?" — "Esattamente, hai capito bene." 6. Verissimo! / Proprio Così! Per dire che quanto detto è vero al cento per cento e rispecchia esattamente il tuo pensiero. "Il lunedì è la giornata più dura della settimana." — "Verissimo!" "Viaggiare insegna più di tanti libri." — "Proprio così, sono d'accordo." 7. Non Potrei Essere Più d'Accordo! Un po' più intensa: fa capire che il tuo accordo è totale, al massimo grado possibile. Notare l'uso del condizionale presente ("potrei"), che dà alla frase un tono più sofisticato ed elegante. "I libri sono quasi sempre meglio dei film." — "Non potrei essere più d'accordo!" "Bisognerebbe dormire di più e lavorare di meno." — "Non potrei essere più d'accordo!" 8. Sottoscrivo! Letteralmente significa "firmo sotto", come quando firmi un documento in fondo alla pagina. È un modo molto espressivo, e anche un po' scherzoso, per dire "sono così d'accordo che ci metto la firma!". "Le vacanze finiscono sempre troppo presto." — "Sottoscrivo!" "Il gelato si può mangiare in ogni stagione." — "Sottoscrivo in pieno!" Parte 3 — Per Empatizzare con Chi Ti Parla A volte l'altra persona non esprime un gusto, ma si sta sfogando: ti racconta qualcosa di faticoso. Qui "anche io" suona freddo. Meglio mostrare empatia con queste quattro espressioni. 9. Ti Capisco / Ti Capisco Benissimo Comunica direttamente che comprendi come si sente l'altra persona. "Ho mille scadenze questa settimana, sono distrutto." — "Ti capisco benissimo!" "Da quando lavoro di notte non dormo più bene." — "Ti capisco, dev'essere durissima." Attenzione al Falso Amico con l'Inglese Piccolo trucco: non tradurre l'inglese "I hear you" con "ti sento", perché in italiano "ti sento" significa sentire fisicamente la voce! Per esprimere comprensione emotiva, devi usare il verbo capire, non sentire. 10. So Cosa Intendi / So Cosa Vuoi Dire La usi per dire che afferri perfettamente il senso e la sensazione di ciò che ti viene raccontato. "Quando piove non ho voglia di fare niente." — "So cosa intendi, succede anche a me." "A volte studiare da soli è demotivante." — "So cosa vuoi dire, capita a tutti." 11. Ci Sono Passato Anch'io / Ci Sono Passata Anch'io Molto calorosa: la usi per dire che hai vissuto la stessa esperienza in prima persona, quindi capisci davvero. Ricordati che il participio passato ("passato/passata") concorda con il genere di chi parla. "Cambiare città è più difficile del previsto." — "Ci sono passato anch'io, ti capisco." "Il primo mese in un Paese nuovo è dura." — "Ci sono passata anch'io, poi migliora, fidati!" 12. Capisco Perfettamente Una variante un pizzico più marcata, che sottolinea una comprensione piena e totale. "Sono nervoso per l'esame di domani." — "Capisco perfettamente, è normale sentirsi così." "Stasera non me la sento di uscire." — "Capisco perfettamente, riposati pure." Parte 4 — Per Condividere Opinioni e nei Contesti Formali Quando condividi un'opinione, oppure quando scrivi una mail di lavoro e "anche io" suona troppo casuale, queste espressioni eleganti sono la scelta giusta. Per approfondire la differenza tra registri, puoi consultare la guida sull'italiano formale e informale. 13. La Penso Allo Stesso Modo / Sono Della Stessa Idea Per dichiarare apertamente di avere la stessa opinione. Perfette nelle conversazioni un po' più articolate, in cui ci si confronta. "Secondo me questo film è sopravvalutato." — "La penso allo stesso modo, non mi ha convinto." "Credo che si lavori meglio la mattina presto." — "Sono della stessa idea." 14. Condivido / Sono Dello Stesso Avviso Le alternative eleganti per il lavoro e le mail. In una riunione puoi usare anche "mi associo", per allinearti a quanto ha appena detto un collega. Per più informazioni su come scrivere una mail formale in italiano, consulta la guida dedicata. (in una mail) "Ritengo che dovremmo posticipare l'incontro." — "Condivido pienamente." (in riunione) "Propongo di inviare il report entro venerdì." — "Sono dello stesso avviso." Tabella Riassuntiva delle 14 Alternative Ecco una tabella che riassume tutte le 14 alternative ad "anche io" organizzate per categoria. CategoriaEspressioneQuando usarlaAccordo neutroIdemRisposta veloce nel parlato quotidianoAccordo neutroPure io / Anch'ioFrasi positive (mai dopo una negazione!)Accordo neutroCome tePer sottolineare la stessa situazioneAccordo neutroPer me lo stessoPer ordinazioni al bar o al ristoranteEntusiasmoEsatto! / Esattamente!Per confermare con decisioneEntusiasmoVerissimo! / Proprio così!Per concordare al 100%EntusiasmoNon potrei essere più d'accordo!Per un accordo totaleEntusiasmoSottoscrivo!Espressivo e scherzosoEmpatiaTi capisco / Ti capisco benissimoQuando l'altro si sfogaEmpatiaSo cosa intendi / So cosa vuoi direPer mostrare comprensioneEmpatiaCi sono passato/a anch'ioPer condividere un'esperienza vissutaEmpatiaCapisco perfettamenteComprensione piena e totaleOpinioniLa penso allo stesso modo / Sono della stessa ideaConversazioni articolateFormaleCondivido / Sono dello stesso avvisoMail di lavoro e riunioni Domande Frequenti Cosa Si Dice Invece di "Anche Io" Dopo una Frase Negativa? Dopo una frase negativa NON devi mai dire "anche io" o "pure io", ma neanch'io (o le varianti nemmeno io / neppure io). Per esempio: "Non mangio la carne." → "Neanch'io!". Se invece la frase originale è "Non mi piace il pesce", la risposta diventa "Neanche a me". Qual È l'Espressione Più Usata dagli Italiani per Dire "Anche Io"? Nel parlato quotidiano, le espressioni più frequenti sono "idem" (corto e comodo), "pure io" (molto colloquiale) e "anch'io" (più neutra). Per esprimere entusiasmo, gli italiani usano spesso "esatto!" o "verissimo!". La scelta dipende dal contesto e dal grado di accordo che vuoi esprimere. Cosa Significa Esattamente "Sottoscrivo"? "Sottoscrivo" significa letteralmente "firmo sotto", come quando metti la firma in fondo a un documento. Usato come risposta, vuol dire "sono così d'accordo che ci metto la firma!". È un'espressione molto espressiva e leggermente scherzosa, perfetta per il parlato informale tra amici. Quali Espressioni Sono Adatte alle Mail di Lavoro? Per una mail formale o per il contesto professionale, le espressioni più eleganti sono "condivido", "sono dello stesso avviso", "sono della stessa idea" e "mi associo" (quest'ultima molto usata nelle riunioni). Evita assolutamente "anche io", "idem" o "pure io" in contesti formali. Posso Tradurre "I Hear You" con "Ti Sento"? Assolutamente no! È un classico falso amico. In italiano "ti sento" significa solo sentire fisicamente la
"Non ho visto nessuno." Ma come?! Due negazioni nella stessa frase? In matematica meno per meno fa più… ma in italiano funziona così? E soprattutto: è giusto o è un errore? La doppia negazione è uno di quegli argomenti che separano chi "studia" l'italiano da chi lo parla davvero come un madrelingua. Scopriamo insieme le 8 trappole più comuni e come puoi evitarle. Smettila di Dire "NON MAI VADO" In italiano la doppia negazione non è un errore: è correttissima e spesso addirittura obbligatoria. Tra gli errori più comuni in italiano, quelli sulla doppia negazione sono tra i più diffusi. Vediamo prima la regola d'oro e poi gli 8 errori classici che devi assolutamente evitare. Le Parole Negative dell'Italiano In italiano abbiamo un piccolo gruppo di parole negative, che devi tenere sempre a mente: niente, nulla, nessuno, mai, né… né, neanche, nemmeno, neppure, affatto, mica (e anche più, nel senso di "non più", che si comporta in modo un po' speciale). La regola che le governa è una sola e si basa sulla posizione: Se la parola negativa viene dopo il verbo → ti serve anche "non" prima del verbo. Ecco la doppia negazione! → "Non ho visto nessuno." Se la parola negativa viene prima del verbo → "non" sparisce. Negazione singola! → "Nessuno è venuto." Questa regola funziona alla perfezione con nessuno, niente/nulla, mai, né… né, neanche/nemmeno/neppure. Tienila a mente, perché i primi errori che vedremo nascono proprio da qui. Un'unica regola, e già un sacco di modi diversi di sbagliarla. Piccole Eccezioni: "Più" e "Ancora" La parola più (nel senso di "non più") vuole quasi sempre il "non" e non si mette mai prima del verbo per negare: non dici "Più ti amo", ma "Non ti amo più". Fai attenzione anche a ancora: da sola non è una parola negativa (in "ho ancora tempo" è positiva!), ma quando significa "not yet" vuole il "non" anche quando sta prima del verbo → "Ancora non ho finito". Sono le due piccole ribelli che non seguono del tutto la regola dell'anteposizione. Curiosità Linguistica: la Concordanza Negativa Questo fenomeno ha un nome tecnico: si chiama concordanza negativa. Significa che le negazioni, invece di annullarsi a vicenda, "collaborano" e rinforzano insieme il significato negativo. Non è una stranezza solo dell'italiano: anche lo spagnolo ("No vi a nadie") e il francese ("Je ne vois personne") funzionano allo stesso modo. È una caratteristica di famiglia delle lingue romanze. Anzi, per gran parte della storia delle lingue europee questa è stata la norma, e l'idea che "due negazioni si annullano" è un'imposizione relativamente recente della logica e della matematica sulla lingua di tutti i giorni. Errore n°1 — Dimenticare il "Non" È l'errore numero uno degli anglofoni. In inglese si dice "I saw nobody": una sola negazione. Quindi è naturale tradurre parola per parola e dire "Ho visto nessuno". Ma in italiano, se "nessuno" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Da evitareCorretto"Capisco niente""Non capisco niente""Vado mai in palestra""Non vado mai in palestra""Vedo nessuno""Non vedo nessuno" Perché succede? Perché a scuola, agli studenti di lingua inglese, insegnano che "two negatives make a positive", cioè che due negazioni si annullano. Ma rilassati: l'italiano non è una lezione di matematica. Qui le due negazioni non si annullano (vedi? Anche questa è una doppia negazione perfetta!), anzi, più ne metti, più la frase è negativa. Trabocchetto Collegato: "Qualcuno/Qualcosa" al Posto di "Nessuno/Niente" C'è un secondo modo, più nascosto, di cadere in questo errore. Molti studenti, per "salvare" la frase, evitano la parola negativa e usano qualcuno o qualcosa. Per approfondire questo punto, puoi consultare la guida sugli aggettivi indefiniti in italiano. Da evitareCorretto"Non ho visto qualcuno""Non ho visto nessuno""Non ho mangiato qualcosa""Non ho mangiato niente" Nelle frasi negative devi usare nessuno e niente, non qualcuno e qualcosa (che restano per le frasi affermative e per le domande: "Hai visto qualcuno?"). Tienilo a mente, perché è un errore subdolo che fanno anche studenti di livello avanzato. Errore n°2 — Mettere il "Non" quando NON Serve Questo è l'errore opposto, quello dello "studente bravo che ha imparato fin troppo bene la regola precedente". Quando la parola negativa è prima del verbo, il "non" diventa di troppo. Da evitareCorretto"Nessuno non è venuto alla festa""Nessuno è venuto alla festa""Niente non è cambiato""Niente è cambiato" La cosa interessante è che puoi dire la stessa identica cosa in due modi diversi, semplicemente spostando la parola negativa: "Non è venuto nessuno" ("nessuno" dopo il verbo → c'è "non") "Nessuno è venuto" ("nessuno" prima del verbo → niente "non") Stesso significato, due strutture diverse. Regola pratica da ricordare: o "non", o la parola negativa davanti al verbo. Mai tutti e due insieme. Una Differenza di "Sapore" Le due strutture non sono identiche al 100% nell'uso reale. Quando metti la negazione prima del verbo ("Nessuno è venuto", "Niente è cambiato"), la frase suona un po' più solenne, letteraria, da titolo di giornale. Quando invece usi la doppia negazione con "non" ("Non è venuto nessuno"), suona più naturale e quotidiana: è quella che useresti parlando con un amico al bar. Entrambe sono corrette, ma sapere questa sfumatura ti aiuta a scegliere il registro giusto. Errore n°3 — Sbagliare la Posizione di "Mai" con i Tempi Composti Questo è un errore sottile ma frequentissimo. Con i tempi composti, come il passato prossimo, la posizione naturale di mai, più, ancora, nemmeno non è alla fine della frase, ma tra l'ausiliare e il participio. Per ripassare la formazione di questo tempo, puoi consultare la guida sul passato prossimo e il participio passato. Da evitareNaturale"Non ho visto mai un film così bello""Non ho mai visto un film così bello" Altri esempi: "Non ho più avuto sue notizie." "Non è ancora arrivato." "Non ho nemmeno iniziato." Il "non" resta sempre davanti all'ausiliare, mentre la parola negativa si "incastra" prima del participio. Una volta che ci hai fatto l'orecchio, ti verrà automatico. E con i Verbi Modali? Stessa logica: la negazione si infila vicino al verbo coniugato, non all'infinito. "Non voglio più vederti." "Non posso mai uscire la sera." Il "più" e il "mai" si appoggiano al modale (voglio, posso), non all'infinito. Piccolo dettaglio, grande differenza nel suono naturale della frase. Errore n°4 — Confondere "Né… Né" con "O… O" Quando vuoi negare due cose insieme, in italiano devi usare né… né (con l'accento sulla "é"!), non o… o. Per approfondire l'uso, puoi consultare la guida su tutte le congiunzioni italiane. Da evitareCorretto"Non mangio o carne o pesce""Non mangio né carne né pesce""Mangio né carne né pesce""Non mangio né carne né pesce" Vale sempre la regola della posizione: se "né… né" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Ma se "né… né" apre la frase, cioè sta prima del verbo, allora il "non" sparisce di nuovo (esattamente come nell'Errore n°2!): "Né Marco né Luca sono venuti." Dettaglio sull'accordo: quando il soggetto è "né X né Y", il verbo va quasi sempre al plurale ("Né Marco né Luca sono venuti"), anche se in altre lingue ti verrebbe naturale il singolare. Errore n°5 — Rispondere "Anch'io Non…" invece di "Neanch'io" Questo errore è subdolo, perché non è un errore di grammatica: "Anch'io non bevo caffè" è una frase corretta! Il problema è che come risposta di accordo a una frase negativa suona innaturale: nessun madrelingua risponde così. Per approfondire, puoi consultare la guida su come esprimere accordo e disaccordo in italiano. InnaturaleNaturale"Io non bevo caffè. – Anch'io non bevo caffè.""Io non bevo caffè. – Neanch'io!" Ricorda la differenza: anch'io risponde a una frase positiva → "Amo la pizza! – Anch'io!" neanch'io risponde a una frase negativa → "Non amo l'ananas sulla pizza. – Neanch'io!" Lo stesso vale con il complemento: "Non piace a me. – Neanche a me!" Estendiamo a Tutte le Persone Funziona uguale per tutti: "Lui non viene. – Neanche lei." "Non l'ho mai fatto. – Neanche noi." Nel parlato sentirai spessissimo espressioni colorite come "Neanche per sogno!" o "Neanche per idea!", che significano semplicemente "assolutamente no". Usale e suonerai subito più italiano. Errore n°6 — Sbagliare le Parole dopo "Senza" Ecco un errore che pochi insegnano. Dopo senza, in italiano si usano le parole negative niente e nessuno, NON qualcosa e qualcuno. Da evitareCorretto"È uscito senza dire qualcosa""È uscito senza dire niente""È partito senza salutare qualcuno""È partito senza salutare nessuno" E c'è un secondo trabocchetto, ancora più frequente: dopo senza NON devi aggiungere il "non"! Da evitareCorretto"È uscito senza non dire niente""È uscito senza dire niente" Perché? Perché senza è già di per sé una parola negativa: porta dentro di sé il concetto del "non avere / non fare". Per questo non ha bisogno di un altro "non" davanti. È un piccolo gioiello di logica della lingua: una volta che l'hai capito, non lo sbaglierai più. Errore n°7 — Fraintendere le Frasi tipo "Non Posso Non…" Ti ricordi che ti ho detto "in italiano le negazioni non si annullano"? Ebbene, c'è un caso magnifico in cui invece sì — e se non lo conosci, rischi di capire l'esatto contrario di quello che ti viene detto! "Non posso non ringraziarti" → significa "DEVO ringraziarti" (positivo!). "Non potevo non accorgermene" → "per forza me ne sono accorto". L'errore è proprio questo: senti "Non posso non aiutarti" e pensi "quindi non mi aiuta". Sbagliato! Qui le due negazioni cadono su due verbi diversi ("non posso" + "non ringraziare"), quindi seguono la logica matematica e si annullano, dando un senso affermativo. Nella concordanza negativa di prima, invece,...
In questa lezione imparerai le seguenti frasi: Vado a controllare la mia posta elettronica. / Come mi collego a Internet? / Devo caricare il mio telefono. / È il caricabatterie giusto per il mio telefono? / Sto scaricando un'app. / Puoi mostrarmi come usare questa app? / Qual è la password? / Non ricordo la mia password.
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Firenze, 3 settembre 1990. Una ragazza di diciannove anni lascia un biglietto alla sorella: "Vado a Siena, tornerò tardi". Non porta bagagli, né soldi, ha con sé solo le chiavi e il suo orologio. Ventidue ore più tardi, a 970 chilometri di distanza, un intero paese in Spagna alza gli occhi verso una collina. Il corpo appeso a quel pino non ha documenti, denaro, né un nome, e per trentadue anni nessuno riuscirà a dargliene uno. Quando finalmente accadrà, la verità sarà molto peggiore del mistero. Eppure, il giorno dopo il ritrovamento, un giornale locale aveva già stampato la riga che conteneva tutto. Una storia che vi lascerà sgomenti.-------------------------------------------Seguimi anche sul canale Youtube:https://bit.ly/3TXVGEdVisita il sito del podcast:https://scarymonstertruecrime.comInstagram:@scarymonstertruecrimeX/Twitter:@scarycrimeTikTok:@scary_monster_truecrime---------------------------------------------------------Contatti:Antonello Salea.sale@cbsnet.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scary-monster-true-crime-podcast--4789759/support.Visita il sito https://scarymonstertruecrime.com per leggere post esclusivi sui casi criminali, scoprire nuove storie e acquistare ebook dedicati al true crime.
Hai mai provato a riportare le parole di qualcun altro e non sapevi quale tempo verbale usare? Non eri sicuro se servisse il congiuntivo o l'indicativo? Il discorso indiretto è uno degli argomenti più insidiosi della grammatica italiana e anche gli studenti avanzati commettono errori. In questo articolo scoprirai come riportare correttamente quello che qualcuno ha detto, ha chiesto o ha ordinato. 5 Errori da Evitare con il Discorso Indiretto Errore 1: Usare il Tempo Sbagliato per Riportare Notizie (al Passato) Partiamo dalle basi. Che cos'è il discorso indiretto? In pratica, è quando riporti le parole di qualcun altro senza citarle direttamente, cioè senza usare le virgolette. Per esempio: Discorso diretto: «Marco dice: "Ho fame."»Discorso indiretto: «Marco dice che ha fame.» Come puoi notare, abbiamo tolto le virgolette e abbiamo aggiunto che. Fin qui semplice. Il problema nasce quando il verbo introduttore – cioè il verbo che introduce le parole dell'altra persona – è al passato. Molti studenti fanno così: «Marco ha detto che ha fame.» «Marco ha detto che aveva fame.» Perché è sbagliato il primo? Perché quando il verbo introduttore è al passato (ha detto, disse, diceva...), bisogna fare la cosiddetta «trasformazione dei tempi». È come se tutto «scivolasse indietro nel tempo»: il presente diventa imperfetto, il passato prossimo diventa trapassato prossimo, e così via. Tabella: Trasformazione dei Tempi Verbali Discorso DirettoD. Indiretto (verbo al presente)D. Indiretto (verbo al passato)Presente«Studio italiano.»«Dice che studia italiano.»→ Imperfetto«Ha detto che studiava italiano.»Passato prossimo«Ho studiato.»«Dice che ha studiato.»→ Trapassato prossimo«Ha detto che aveva studiato.»Futuro semplice«Studierò domani.»«Dice che studierà domani.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato il giorno dopo.»Futuro anteriore«Avrò finito per le 3.»«Dice che avrà finito per le 3.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe finito per le 3.»Imperfetto«Studiavo ogni sera.»«Dice che studiava ogni sera.»→ Imperfetto (non cambia!)«Ha detto che studiava ogni sera.»Condizionale presente«Studierei di più.»«Dice che studierebbe di più.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato di più.»Congiuntivo presente«Credo che studi.»«Dice che crede che studi.»→ Congiuntivo imperfetto«Ha detto che credeva che studiasse.»Congiuntivo passato«Credo che abbia studiato.»«Dice che crede che abbia studiato.»→ Congiuntivo trapassato«Ha detto che credeva che avesse studiato.» Nota una cosa molto importante: l'imperfetto è l'unico tempo che non cambia. Resta uguale sia con il verbo introduttore al presente sia al passato. È una delle poche eccezioni che semplificano le cose. E nota anche un'altra cosa fondamentale: quando il verbo introduttore è al presente (dice che, racconta che...), non devi fare nessuna trasformazione dei tempi. La trasformazione si applica solo quando il verbo è al passato. Curiosità sull'Italiano Parlato Nell'italiano parlato, soprattutto nel linguaggio informale, molti italiani non rispettano sempre queste regole. Capita spesso di sentire «Ha detto che viene domani» al posto di «Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.» Tuttavia, se vuoi parlare un italiano corretto, è consigliabile seguire la tabella. Errore 2: Non Usare DI + Infinito Un altro errore frequente riguarda la struttura della frase. Osserva queste due versioni di «Marco dice: "Vado al cinema."»: «Marco dice che lui va al cinema.» — grammaticalmente corretto, ma pesante «Marco dice di andare al cinema.» — molto più naturale! Quando il soggetto della frase principale è lo stesso della frase secondaria, in italiano si preferisce usare la struttura DI + infinito. Il motivo è che suona molto più naturale e meno ripetitivo. Anziché dire «Marco dice che lui va al cinema» ripetendo il soggetto, è più elegante e scorrevole dire «Marco dice di andare al cinema». Tabella: CHE + Indicativo vs DI + Infinito Soggetto diverso → CHE + verbo coniugatoStesso soggetto → DI + infinito«Marco dice che Maria va al cinema.»«Marco dice di andare al cinema.»«Luca ha detto che Giulia era stanca.»«Luca ha detto di essere stanco.»«Anna dice che Paolo ha ragione.»«Anna dice di avere ragione.»«Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.»«Il prof ha detto di dover studiare.» (ambiguo!) Osserva l'ultimo esempio: «Il prof ha detto di dover studiare» è un po' ambiguo, perché potrebbe sembrare che sia il professore a dover studiare. In casi come questo, dove il significato potrebbe non essere chiaro, è meglio usare la forma completa con CHE: «Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.» Attenzione: Infinito Presente e Passato Quando usi DI + infinito con il verbo introduttore al passato, l'infinito può essere presente o passato. Se l'azione riportata è anteriore rispetto al momento in cui è stata detta, usa l'infinito passato: «Marco ha detto di aver studiato tutta la notte.» Curiosità sull'Uso di DI + Infinito In realtà, l'uso di DI + infinito non è obbligatorio, ma è fortemente preferito dai madrelingua. Se dici «Marco dice che lui va al cinema», gli italiani ti capiranno, ma la frase risulterà poco naturale. Errore 3: Dimenticare il Congiuntivo per Riportare Domande Questo è un errore molto diffuso, comune anche tra i madrelingua. Quando riporti una domanda in modo indiretto, è necessario usare il congiuntivo. Vediamo perché: Domanda diretta: «Vieni alla festa?» «Mi ha chiesto se vengo alla festa.» «Mi ha chiesto se venissi alla festa.» Dopo espressioni come chiede se / ha chiesto se / voleva sapere se, il verbo che segue deve essere al congiuntivo (quando il verbo introduttore è al passato). Questo vale sia per le domande con risposta sì/no, sia per le domande aperte con parole interrogative come dove, quando, come, perché, eccetera. Un'altra cosa importante da ricordare: nel passaggio dal discorso diretto a quello indiretto, il punto interrogativo sparisce, perché non stai più facendo una domanda, ma stai riferendo che qualcuno ha fatto una domanda. Tabella: Come Riportare le Domande Domanda direttaVerbo al presenteVerbo al passato«Parli italiano?»«Chiede se parlo italiano.»«Ha chiesto se parlassi italiano.»«Sei andato al cinema?»«Chiede se sono andato al cinema.»«Ha chiesto se fossi andato al cinema.»«Dove abiti?»«Chiede dove abito.»«Ha chiesto dove abitassi.»«Quando arriverai?»«Chiede quando arriverò.»«Ha chiesto quando sarei arrivato/a.»«Che cosa hai fatto?»«Chiede che cosa ho fatto.»«Ha chiesto che cosa avessi fatto.» Come vedi, le parole interrogative (dove, quando, che cosa...) si mantengono anche nel discorso indiretto. L'unica differenza è che le domande con risposta sì/no vengono introdotte dalla parola SE: «Vieni alla festa?» → «Ha chiesto se venissi alla festa.» Nota anche che, come per l'Errore 1, quando il verbo introduttore è al presente (chiede se...), non c'è bisogno del congiuntivo: si usa normalmente l'indicativo. Il congiuntivo entra in gioco quando il verbo è al passato (ha chiesto se...). Hai notato la quarta riga della tabella? «Quando arriverai» non diventa congiuntivo, ma condizionale passato (sarei arrivato). Questo perché il futuro segue sempre la stessa regola che abbiamo visto nell'Errore 1: futuro → condizionale passato, sia nelle affermazioni sia nelle domande. Curiosità sull'Italiano Informale Nella lingua parlata informale, molti italiani usano l'indicativo anche dopo «ha chiesto se». Capita spesso di sentire «Mi ha chiesto se venivo». Non è scorretto in senso assoluto, ma il congiuntivo resta la forma più corretta e adatta a un registro curato. Errore 4: Non Usare il Congiuntivo per Riportare Ordini Come si riportano gli ordini o le richieste in modo indiretto? Anche in questo caso entra in gioco il congiuntivo. Ordine diretto: «Studia di più!» «Il professore ha detto che studio di più.» «Il professore ha detto che io studi di più.»; «Il professore mi ha detto di studiare di più.» Come puoi notare, per riportare ordini, richieste o consigli hai due possibilità: puoi usare CHE + congiuntivo oppure DI + infinito. Entrambe le forme sono corrette, ma hanno usi leggermente diversi. Tabella: Come Riportare Ordini e Richieste Ordine direttoCHE + congiuntivoDI + infinito«Studia di più!»«Ha detto che io studiassi di più.»«Mi ha detto di studiare di più.»«Non fumare!»«Ha detto che io non fumassi.»«Mi ha detto di non fumare.»«Venite subito!»«Ha detto che noi andassimo subito.»«Ci ha detto di andare subito.»«Sii gentile!»«Ha detto che io fossi gentile.»«Mi ha detto di essere gentile.» Nota che nella terza riga «venite» è diventato «andassimo» / «andare». Nel discorso indiretto, anche i verbi di movimento cambiano prospettiva: venire (verso chi parla) diventa andare (lontano da chi parla), proprio come «qui» diventa «lì». Si tratta di un cambiamento di punto di vista. DI + Infinito vs CHE + Congiuntivo nella Vita Quotidiana Nella vita di tutti i giorni, la forma con DI + infinito è di gran lunga la più usata perché è più semplice e diretta. La forma con CHE + congiuntivo è più formale e la troverai soprattutto nella lingua scritta o in contesti ufficiali. È comunque importante conoscerle entrambe per scegliere quella giusta a seconda della situazione. Attenzione alla Negazione Con la negazione, fai molta attenzione all'ordine delle parole. Il «non» va dopo «di» e prima dell'infinito: «Mi ha detto di non fumare.» L'errore tipico è dire «Mi ha detto non di fumare», che in italiano suona completamente sbagliato. Errore 5: Non Fare le Altre Trasformazioni A questo punto hai imparato a cambiare i tempi verbali, a usare DI + infinito, il congiuntivo per domande e ordini... ma manca ancora un pezzo importante. Nel discorso indiretto non cambiano solo i verbi: cambiano anche i prono
Humanitāro un sociālo zinātņu pētījumi fundamentālo un lietišķo pētījumu sarakstā aizņem vien ceturto daļu, tomēr tieši tie izpelnījušies Saeimas deputātu uzmanību. Kad politiķu interese par zinātni ir laba un vajadzīga, bet, kad tā ceļ sarkanos brīdinājuma karogus? Par to plašāka saruna Krustpunktā ar Vidzemes Augstskolas vadošo pētnieku un padomes priekšsēdētāju Gati Krūmiņu.
Humanitāro un sociālo zinātņu pētījumi fundamentālo un lietišķo pētījumu sarakstā aizņem vien ceturto daļu, tomēr tieši tie izpelnījušies Saeimas deputātu uzmanību. Kad politiķu interese par zinātni ir laba un vajadzīga, bet, kad tā ceļ sarkanos brīdinājuma karogus? Par to plašāka saruna Krustpunktā ar Vidzemes Augstskolas vadošo pētnieku un padomes priekšsēdētāju Gati Krūmiņu.
Ukrainos prezidentas Volodymyras Zelenkis atleido Ukrainos ginkluotųjų pajėgų vyriausiąjį vadą Oleksandrą Syrskį ir į šias pareigas paskyrė Mychailą Drapatą. Politinė krizė šalyje kilo, kai prezidentas atleido populiarų gynybos ministrą Mychailą Fedorovą, kuris su Oleksandru Syrskiu turėjo skirtingas karo vizijas. Zelenskio sprendimu pasipiktinę Ukrainos žmonės išėjo į gatves protestuoti. Kokią tolesnę kariuomenės ir karo vedimo viziją renkasi Ukraina?Laidoje dalyvauja Ukrainos politikos mokslų daktaras Rostislavas Balabanas, buvusi krašto apsaugos ministrė, Seimo narė Dovilė Šakalienė, analitinio centro „Arch Frontline“ vadovas Vytautas Bruveris, Ukrainoje kariavęs lietuvis, instruktorius Rimas Armaitis.Ved. Agnė Skamarakaitė
Elia Fernández y Marta del Vado abordan junto a expertos temas cotidianos, como la pareja, el físico, el orden en casa, y reflexionan sobre ellos y sobre el impacto que tienen sobre nosotros. Este Martes invitan a la sexóloga Mara Mariño y Raquel Mascaraque, autora del libro '¿Me quieres o qué quieres?', para hablar sobre el dilema de la pareja.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Rampulla:"Martinez non ha fatto parate eccezionali. U. Simon il più forte" Mussa:" Ha vinto il gioco e il collettivo della Spagna. Guardiola lo vado a prendere di corsa"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Rampulla:"Martinez non ha fatto parate eccezionali. U. Simon il più forte" Mussa:" Ha vinto il gioco e il collettivo della Spagna. Guardiola lo vado a prendere di corsa"
O plano estratégico acaba de receber luz verde e prevê intervenções em seis municípios . O objetivo é reduzir o risco de incêndio, gerir melhor a paisagem e proteger as populações .Edição Cláudia CostaSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Vārds "radiācija" daudziem saistās ar ko bīstamu, taču medicīnā radiācija sniedz cerību uz izveseļošanos onkoloģijas pacientiem. Kā mums izdevies savaldīt šo unikālo radiācijas procesu un pakļaut to mūsu vēlmēm — medicīnā? Un kā mainījusies staru terapija gadsimta laikā? Par to saruna raidījumā Zināmais Nezināmajā, kurā piedalās Rīgas Austrumu klīniskās universitātes slimnīcas radioloģe-terapeite, Latvijas Terapeitiskās radiololoģijas valdes locekle Zane Ruduša un Paula Stradiņa Klīniskās universitātes slimnīcas Staru terapijas centra vadītājs, Latvijas Universitātes pasniedzējs Gints Rausis. Raidījumā arī par ķirurģijas un ķirurģiskā griezuma pirmsākumiem sarunā ar Paula Stradiņa Klīniskās universitātes slimnīcas Ķirurģijas klīnikas vadītāju un Rīgas Stradiņa universitātes profesoru Jāni Gardovski. Modernā ķirurģija ir jauna nozare, lielākoties par tās attīstību runājam 19. un 20. gadsimta kontekstā, tomēr sapratne par cilvēka ķermeni veidojusies krietni agrāk. Viduslaikos, kas renesanses perioda iespaidā tika apzīmēti kā tumši laiki, ķirurģiskus griezumus veica bārdziņi — bez anestēzijas un instrumentu sterilizācijas. Nākamie gadsimti nesīs padziļinātas zināšanas par anatomiju, idejas par veiksmīgiem griezumiem operāciju laikā un, protams, atsāpināšanu. Šobrīd medicīnā tiek izmantotas arī robotizētas iekārtas. Paļauties tikai uz robotiem nevaram un nevarēsim, bet roboti ir precīzi, tie nenogurst, var strādāt saudzīgi un kvalitatīvi. Vadošā robotizētā ķirurģiskā sistēma pasaulē ir "Da Vinci". Kā stāsta Jānis Gardovskis, “Da Vinci” robotu vēl gaidām, taču Latvijas medicīnā jau krietnu laiku tiek lietotas citas noderīgas tehnoloģijas, un viena no tādām ir lāzeris.
23 Jesus answered, and said to him: If any one love me, he will keep my word, and my Father will love him, and we will come to him, and will make our abode with him.Respondit Jesus, et dixit ei : Si quis diligit me, sermonem meum servabit, et Pater meus diliget eum, et ad eum veniemus, et mansionem apud eum faciemus; 24 He that loveth me not, keepeth not my words. And the word which you have heard, is not mine; but the Father's who sent me.qui non diligit me, sermones meos non servat. Et sermonem, quem audistis, non est meus : sed ejus qui misit me, Patris. 25 These things have I spoken to you, abiding with you.Haec locutus sum vobis apud vos manens. 26 But the Paraclete, the Holy Ghost, whom the Father will send in my name, he will teach you all things, and bring all things to your mind, whatsoever I shall have said to you.Paraclitus autem Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo, ille vos docebit omnia, et suggeret vobis omnia quaecumque dixero vobis. 27 Peace I leave with you, my peace I give unto you: not as the world giveth, do I give unto you. Let not your heart be troubled, nor let it be afraid.Pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis : non quomodo mundus dat, ego do vobis. Non turbetur cor vestrum, neque formidet. 28 You have heard that I said to you: I go away, and I come unto you. If you loved me, you would indeed be glad, because I go to the Father: for the Father is greater than I.Audistis quia ego dixi vobis : Vado, et venio ad vos. Si diligeretis me, gauderetis utique, quia vado ad Patrem : quia Pater major me est. 29 And now I have told you before it comes to pass: that when it shall come to pass, you may believe.Et nunc dixi vobis priusquam fiat : ut cum factum fuerit, credatis. 30 I will not now speak many things with you. For the prince of this world cometh, and in me he hath not any thing.Jam non multa loquar vobiscum : venit enim princeps mundi hujus, et in me non habet quidquam. 31 But that the world may know, that I love the Father: and as the Father hath given me commandment, so do I: Arise, let us go hence.Sed ut cognoscat mundus quia diligo Patrem, et sicut mandatum dedit mihi Pater, sic facio. Surgite, eamus hinc.[26] "Teach you all things": Here the Holy Ghost is promised to the apostles and their successors, particularly, in order to teach them all truth, and to preserve them from error.[28] "For the Father is greater than I": It is evident, that Christ our Lord speaks here of himself as he is made man: for as God he is equal to the Father. (See Phil. 2.) Any difficulty of understanding the meaning of these words will vanish, when the relative circumstances of the text here are considered: for Christ being at this time shortly to suffer death, signified to his apostles his human nature by these very words: for as God he could not die. And therefore as he was both God and man, it must follow that according to his humanity he was to die, which the apostles were soon to see and believe, as he expresses, ver. 29. And now I have told you before it come to pass: that when it shall come to pass, you may believe.
Non sempre è facile valutare con obiettività il proprio livello di italiano. Con questo quiz potrai capire il tuo livello reale — se sei principiante, intermedio o avanzato — testando la tua grammatica, il tuo vocabolario e la naturalezza con cui usi la lingua. Un test rapido ma efficace. Sei Principiante, Intermedio o Avanzato in Italiano? Fai il Quiz Le Regole del Quiz Prima di iniziare, tieni a mente queste semplici indicazioni. Non consultare dizionari o traduttori — affidati solo alle tue conoscenze. Rispondi a ogni domanda nella tua testa, prima di leggere la soluzione. Sii onesto con te stesso: il risultato sarà tanto più utile quanto più è sincero. Per ogni risposta corretta guadagni un punto. Alla fine scoprirai cosa significa il tuo punteggio. Le 5 Domande del Quiz Domanda 1 — Grammatica: Il Periodo Ipotetico Scegli la forma corretta per completare la frase: «Se _____ più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.» A) avessi B) avrò C) ho [...] Risposta Corretta: A) avessi Questa è una frase con il periodo ipotetico della possibilità: si usa il congiuntivo imperfetto nella parte con "se" e il condizionale presente nella parte del risultato. Quindi: «Se avessi più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.» La forma "avrò" è il futuro semplice e "ho" è il presente indicativo — nessuna delle due si usa dopo "se" in questo tipo di frase. È uno degli errori più frequenti tra chi studia italiano. Domanda 2 — Grammatica: Le Preposizioni Quale frase è corretta? «Mi sono innamorato _____ Maria.» A) per B) con C) di [...] Risposta Corretta: C) di In italiano il verbo "innamorarsi" vuole sempre la preposizione "di" — non "per", non "con", non "da". Si dice «mi sono innamorato di Maria», esattamente come si dice «ho bisogno di aiuto» o «sono stanco di aspettare». Le preposizioni in italiano sono una delle difficoltà più grandi per gli stranieri, perché non seguono sempre una logica traducibile da altre lingue. Ad esempio, in inglese si dice «I fell in love with Maria» — con "with" — ma in italiano si usa "di". Vale quindi la pena imparare queste combinazioni senza affidarsi alla traduzione letterale. Domanda 3 — Grammatica: Gli Aggettivi Scegli la parola giusta: «Il film era _____, mi sono addormentata sul divano.» A) noioso B) annoiata C) noiosamente [...] Risposta Corretta: A) noioso In italiano bisogna distinguere tra aggettivi che descrivono la cosa e aggettivi che descrivono come ci si sente: «Il film era noioso» → è la cosa che provoca noia «Io ero annoiata» → è la persona che prova noia Noiosamente è un avverbio — modifica un verbo, non un sostantivo Usare «Il film era annoiato» significherebbe attribuire al film stesso la sensazione di noia, il che non ha senso dal punto di vista semantico. Domanda 4 — Grammatica: Il Congiuntivo o l'Indicativo? Scegli la forma verbale corretta: «Penso che Marco _____ già a casa.» A) è B) sia C) sarà [...] Risposta Corretta: B) sia Dopo il verbo "pensare che" si usa il congiuntivo presente — non l'indicativo, non il futuro. La forma corretta è quindi: «Penso che Marco sia già a casa.» Il congiuntivo in italiano si usa dopo verbi che esprimono opinione, dubbio, emozione o desiderio, come: pensare che, credere che, sperare che, volere che, temere che. La forma "è" (indicativo presente) è grammaticalmente scorretta in questo contesto, anche se diffusa nel parlato informale. La forma "sarà" (futuro) indica invece un'ipotesi futura, non presente. Verbo PrincipaleModo RichiestoEsempioPenso cheCongiuntivoPenso che sia veroCredo cheCongiuntivoCredo che abbiano ragioneSpero cheCongiuntivoSpero che venga prestoSo cheIndicativoSo che è veroVedo cheIndicativoVedo che ha capito Domanda 5 — Naturalezza: L'Ordine delle Parole Quale frase direbbe più naturalmente un italiano? A) Ogni giorno vado al lavoro alle 8.B) Vado al lavoro ogni giorno alle 8.C) Entrambe sono corrette. [...] Risposta Corretta: C) Entrambe Sono Corrette — ma con Sfumature Diverse Quando si mette "ogni giorno" all'inizio, si enfatizza la frequenza — ogni singolo giorno, senza eccezioni. Quando si inizia con "Vado", si enfatizza l'azione — ed è la struttura più neutra e comune nella conversazione quotidiana. L'italiano è flessibile nell'ordine delle parole: è possibile spostare gli elementi della frase per modificarne il focus. Con la pratica, questa sensibilità diventa progressivamente più istintiva. I Risultati del Quiz Conta i tuoi punti e scopri il tuo livello. PunteggioLivelloDescrizione0–1 puntoA1 — PrincipianteNon scoraggiarti: tutti iniziano da qui. Il fatto che tu stia studiando è già un ottimo punto di partenza.2–3 puntiB1 — IntermedioBuon lavoro. Capisci le strutture di base e stai costruendo una solida base grammaticale. Continua su questa strada.4–5 puntiC1 — AvanzatoIl tuo italiano è davvero solido. Potresti valutare di esporti a contenuti autentici, come film o podcast in italiano, senza supporto. Tieni presente che questo è un test orientativo, utile per avere un'idea generale del tuo livello. Domande Frequenti Il Congiuntivo È Davvero Necessario in Italiano? Anche se nel parlato informale molti italiani tendono a evitarlo, il congiuntivo è fondamentale per un italiano corretto e formale. Usarlo in modo appropriato contribuisce in modo significativo alla naturalezza e alla competenza percepita da un madrelingua. Come Posso Migliorare con le Preposizioni Italiane? Il modo più efficace è imparare i verbi insieme alla loro preposizione, come un'unità fissa. Non imparare solo "innamorarsi", ma «innamorarsi di». La lettura e l'ascolto di contenuti autentici aiutano a interiorizzare questi abbinamenti in modo graduale e naturale. Questo Test Determina il Mio Livello Ufficiale? No, si tratta di un test orientativo e rapido. Per un livello ufficiale riconosciuto a livello internazionale, è possibile fare riferimento alle certificazioni come CILS, CELI o PLIDA, che valutano tutte e quattro le abilità linguistiche: lettura, scrittura, ascolto e produzione orale. Un buon test non dà solo risposte, apre nuove domande — trovale con l'articolo dedicato alla guida sui pronomi. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo:“Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Livello di Italiano", "description": "Quiz interattivo per valutare il tuo livello di italiano: grammatica, preposizioni, congiuntivo, aggettivi e naturalezza della lingua.", "educationalLevel": "A1-C1", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale forma verbale completa correttamente la frase: «Se _____ più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avessi" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale preposizione completa correttamente: «Mi sono innamorato _____ Maria.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "di" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale parola completa correttamente: «Il film era _____, mi sono addormentata sul divano.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "noioso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma verbale è corretta dopo «Penso che»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "sia" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, l'ordine delle parole nella frase è sempre fisso e non può cambiare.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il congiuntivo?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Spero che venga presto." } }, { "@type": "Question", "name": "Quale verbo richiede l'indicativo nella frase subordinata?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "So che" } }, { "@type": "Question", "name": "Il periodo ipotetico della possibilità usa il congiuntivo imperfetto nella parte con «se».", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale parola completa correttamente: «Io ero _____ dopo quel film lungo.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "annoiata" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale delle seguenti frasi mette enfasi sulla frequenza dell'azione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ogni giorno vado al lavoro alle 8." } } ] } Caricamento quiz in corso... Esercizio: Grammatica e Naturalezza dell'Italiano Test sul livello di italiano. Metti alla prova la tua grammatica, le preposizioni e il congiuntivo. Scopri se sei principiante, intermedio o avanzato. Domanda 1 di 10 const livelloItalianoQuizData = { id: 'livello-italiano', preguntas: [ { tipo: 'multiple', pregunta: "Quale forma verbale completa correttamente la frase?n«Se _____ più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.»", opciones: ['avessi', 'avrò', 'ho', 'avevo'], correcta: 'avessi', explicacion: {correcta: 'Esatto! Il periodo ipotetico della possibilità vuole il congiuntivo imperfetto dopo «se».', incorrecta: 'La risposta corretta è «avessi». Con «se» nel periodo ipotetico della possibilità si usa il congiuntivo imperfetto.'}}, { tipo: 'multiple', pregunta: "Quale preposizione completa correttamente la frase?n«Mi sono innamorato _____ Maria.»", opciones: ['per', 'con', 'di', 'da'], correcta: 'di', explicacion: {correcta: 'Perfetto! Il verbo «innamorarsi» vuole sempre la preposizione «d
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A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».Parola del Signore.
Ti sei mai chiesto perché in italiano diciamo "vado A Roma" ma "vengo DA Milano"? O perché a volte usiamo "sul tavolo" e altre volte "sopra il tavolo"? Le preposizioni sono uno degli aspetti più importanti e complessi della lingua italiana. In questa guida completa vedrai come usarle correttamente. LE PREPOSIZIONI ITALIANE: Semplici, Articolate, Improprie Cosa Sono le Preposizioni? Le preposizioni sono piccole parole che creano un collegamento tra gli elementi di una frase. Sono come dei "ponti grammaticali" che uniscono parole e danno significato alle relazioni tra di esse. Senza le preposizioni, la comunicazione sarebbe incompleta e poco chiara. Per esempio: "Il libro di Marco è sul tavolo della cucina." Senza le preposizioni "di", "sul" e "della", non capiremmo chi possiede il libro, dove si trova e in quale stanza. Le preposizioni sono quindi essenziali per una comunicazione efficace. Le Preposizioni Semplici In italiano ci sono 9 preposizioni semplici: DI, A, DA, IN, CON, SU, PER, TRA, FRA. Ogni preposizione ha molteplici usi e funzioni. Vediamo insieme i principali significati e utilizzi di ciascuna. 1. La Preposizione DI La preposizione DI è la più versatile di tutte. Vediamo i suoi principali usi: Possesso e Appartenenza Quando qualcosa appartiene a qualcuno: Il telefono di Luca (= il telefono appartiene a Luca) La borsa di mia madre Specificazione Quando specifichiamo qualcosa: Un bicchiere di vino Una tazza di caffè Il professore di matematica Argomento Quando parliamo di qualcosa: Parliamo di politica Discutere di sport Materia Per indicare di cosa è fatto qualcosa: Un tavolo di legno Una collana d'oro Origine e Provenienza Sono di Napoli (= vengo da Napoli) Maria è di origine spagnola Paragone Marco è più alto di Luigi Questo film è meno interessante di quello Tempo In alcune espressioni temporali: Di mattina studio sempre Di notte fa freddo D'estate vado al mare Qualità Prodotti di alta qualità Un uomo di grande cultura Limitazione Campione italiano di nuoto Debole di stomaco Carenza Privo di esperienza Senza di te non posso vivere Quantità Pieno di errori Ricco di vitamine 2. La Preposizione A A è una preposizione molto importante che indica principalmente movimento e tempo. Moto a Luogo Indica dove andiamo (o dove vorremmo andare): Vado a Roma Andiamo a casa Andremo a teatro Stato in Luogo con le Città Abito a Milano Sono a Firenze Tempo e Orario Preciso Parto a gennaio Arrivo a mezzogiorno Età A vent'anni ho iniziato l'università Si è sposato a trent'anni Complemento di Termine Risponde alla domanda: "a chi? a che cosa?" Do il libro a Maria Scrivo a mio padre Telefono a Luca Modo e Maniera Indica "come?" Una camicia a righe Un vestito a fiori Scarpe a punta Con Nomi di Piccole Isole Vado a Capri Sono a Lampedusa Verbi Seguiti da A + Infinito Imparo a guidare Riesco a capire Mi abituo a svegliarmi presto Comincio a studiare Continuo a lavorare Inizio a cucinare Trasformazione in AD Nota importante: La preposizione A diventa AD davanti alla vocale A (obbligatorio) e facoltativamente davanti ad altre vocali: Vado ADAncona (davanti ad A, obbligatorio) Vado AD Empoli / a Empoli (davanti ad altre vocali, facoltativo) 3. La Preposizione DA DA è la preposizione del movimento e dell'origine! Moto da Luogo Indica da dove veniamo: Vengo da Roma Arrivo da scuola Stato in Luogo con le Persone Con le persone, DA indica che ci troviamo a casa loro: Sono da Maria (= sono a casa di Maria) Stasera ceniamo da sua nonna Tempo Continuato Indica da quando e l'azione continua ancora: Studio italiano da tre anni Lavoro al ristorante da quest'estate Complemento d'Agente Con verbi passivi, indica chi fa l'azione: Il libro è stato scritto da Dante La pizza è stata mangiata da Luigi Scopo e Funzione Indica a cosa serve quella cosa: Una macchina da caffè Occhiali da sole Scarpe da ginnastica Separazione e Allontanamento Lontano da casa Diverso da te Valore e Prezzo Un biglietto da 10 euro Una banconota da 50 euro Con Costruzioni Indeterminate Schema: qualcosa/qualcuno/niente + DA + infinito Hai qualcosa da dire? Cerco qualcuno da invitare Non ho niente da fare 4. La Preposizione IN IN indica principalmente dove siamo o dove andiamo. È la preposizione della posizione e dello stato in luogo. Stato in Luogo Sono in Italia Lavoro in ufficio Studio in biblioteca Moto a Luogo Con continenti, nazioni, regioni: Vado in Francia Andiamo in Asia Vado in Toscana Tempo Con mesi, anni, stagioni, epoche: Sono nato in estate In primavera i fiori sbocciano In passato le cose erano diverse Mezzo di Trasporto Viaggio in treno Vado in autobus Andiamo in aereo ATTENZIONE! con la macchina diciamo sia "Vado in macchina" sia "Vado con la macchina"! Entrambe sono corrette! Modo In silenzio In fretta In pace Con Nomi di Strade Abito in via Roma Il negozio è in corso Vittorio Emanuele Con Nomi di Negozi in -IA Vado in libreria Sono in pasticceria Devo andare in lavanderia Eccezioni Importanti Ma attenzione! Ci sono delle ECCEZIONI IMPORTANTI da memorizzare: Vado in vacanza Vado in montagna Vado in campagna Sono in centro Lavoro in ufficio Vado in palestra È in ospedale 5. La Preposizione CON CON è la preposizione che indica principalmente compagnia e strumento. Compagnia Indica con chi siamo: Vado al cinema con Maria Studio con i miei amici Vivo con mia sorella Mezzo e Strumento Indica cosa usiamo: Scrivo con la penna Taglio con le forbici Pago con la carta di credito Modo e Maniera Parla con gentilezza Tratta tutti con rispetto Lavora con passione Qualità e Caratteristiche La ragazza con i capelli lunghi L'uomo con la barba Tempo e Periodo Con l'estate arrivano le vacanze Con il passare del tempo tutto cambia Limitazioni e Campo di Interesse Come va con lo studio? Sono indietro con i compiti 6. La Preposizione SU SU indica principalmente posizione sopra qualcosa. È la preposizione che esprime superiorità spaziale. Posizione Stato in luogo: Il libro è su quel tavolo Il gatto è seduto su quella sedia Argomento Indica su cosa parliamo o scriviamo: Guarda un film su Attila Ha letto un libro su Leonardo da Vinci Distribuzione Significa circa, più o meno: Una macchina su otto è elettrica Nella libreria ci sono solo cinque libri su dodici Espressioni Idiomatiche Su misura (= fatto apposta per te) Su due piedi (= immediatamente, senza pensarci) 7. La Preposizione PER PER è la preposizione che indica causa, scopo e mezzo. Esprime il motivo o il mezzo attraverso il quale si compie l'azione. Causa e Motivo Indica perché succede qualcosa: Piango per la gioia È famoso per la sua gentilezza Trema per il freddo Scopo e Fine Indica a che scopo facciamo qualcosa: Studio per imparare Lavoro per vivere Domani veniamo da te per guardare la serie Moto per Luogo Indica attraverso dove passiamo: Passo per il centro Il treno passa per Bologna Tempo e Durata Indica quanto dura qualcosa: Resto qui per due settimane Studio per un'ora al giorno Mezzo e Strumento Ti chiamo per telefono Spedisco per posta la lettera Ti invio quel file per email Distributivo Uno per uno Due per volta Sostituzione Che sbadato, ho preso Marco per Luca! L'ho scambiato per suo fratello Colpa e Pena Arrestato per rapina Multato per eccesso di velocità Con "Stare Per" Indica azione imminente: Sto per uscire Il concerto sta per iniziare Modo L'ho fatto per sbaglio L'ho incontrato per fortuna 8. Le Preposizioni TRA e FRA TRA e FRA sono due preposizioni identiche. Si usano esattamente allo stesso modo e l'unica differenza è di tipo fonetico. Generalmente usiamo TRA davanti a parole che iniziano con "fra" (per evitare la ripetizione del suono: "tra fratelli" invece di "fra fratelli") e FRA davanti a parole che iniziano con "tra" ("fra tram" invece di "tra tram"). Ma non è una regola rigida! Posizione In mezzo a due cose o persone: Il bar è tra la banca e la farmacia Siedo fra Maria e Luca Relazione Tra amici si dice tutto Il segreto resta fra noi Tempo Futuro Indica quanto tempo manca: Arrivo tra dieci minuti L'esame è fra una settimana Scelta Devi scegliere tra questi due Fra tutti, preferisco questo Moto Attraverso Cammino tra gli alberi Passare fra le macchine Distanza Tra 5 chilometri c'è il paese Fra pochi metri arriviamo Partitivo Indica in che gruppo si trova un elemento: Il più alto tra i miei amici La migliore fra le studentesse Approssimazione e Stima Costa tra i 100 e i 150 euro Ci vogliono fra le 2 e le 3 ore Espressioni Fisse Tra l'altro (= inoltre, per di più): "Devo studiare, tra l'altro domani ho l'esame" Le Preposizioni Articolate E ora passiamo alle preposizioni articolate! Cosa sono? Sono preposizioni che si formano dall'unione tra una preposizione semplice e un articolo determinativo. È come un matrimonio grammaticale: due parole che si uniscono per diventare una sola! Ma attenzione! Non tutte le preposizioni semplici formano preposizioni articolate. Solo 5 lo fanno: DI, A, DA, IN, SU. Queste cinque hanno deciso di collaborare con gli articoli. CON, PER,...
(00:00) Sigla iniziale(00:44) Vado pazzo per i pedaggi ben riusciti(21:19) Trump e lo sbilancio di guerra (al welfare)(37:18) Hyperscalers a tutto gas(43:37) Tokenizzazione, il videogame di borsa(01:00:18) Cina, mutui sott'acqua e sofferenze sotterrate(01:12:51) A cosa servono le elezioni in Italia(01:19:57) Gli extratossici dell'extradeficitI fatti e le notizie che hanno attirato l'attenzione del vostro TitolareDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/phastidio-podcast--4672101/support.Ora disponibile: "Paziente Zero: come la sindrome italiana ha contagiato l'Europa (e l'Occidente)"Volete donare a questo podcast? Ora potete!
Pepe Cuironi y Nacho Taboada, Colectivo Panamera, visitan 'La Ventana de la Música' con Marta del Vado.
Ti sei mai chiesto perché alcuni stranieri parlano italiano in modo così naturale e sofisticato da sembrare quasi madrelingua? Il segreto sta nella padronanza di alcuni argomenti grammaticali avanzati. Questi 10 argomenti ti permetteranno di esprimerti con la precisione e l'eleganza di un vero italiano! I 10 Argomenti C2 che Ti Faranno Parlare Come un Italiano 1. Congiuntivo vs Indicativo: La Scelta che Fa la Differenza Questa è la vera prova del fuoco: saper scegliere tra congiuntivo e indicativo ti farà sembrare un vero esperto della lingua italiana. La distinzione fondamentale sta nel grado di certezza che vuoi esprimere. L'Indicativo: Il Modo della Certezza L'indicativo è il modo della realtà, dei fatti concreti e delle certezze. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di oggettivo e verificabile. Esempi pratici: "So che Marco è a casa" → Ne sono certo! "È vero che piove" → È un fatto verificabile! "Vedo che hai studiato" → È evidente dai risultati! Il Congiuntivo: Il Modo del Dubbio Il congiuntivo è il modo delle opinioni, dei dubbi e delle ipotesi. Si usa quando vuoi esprimere qualcosa di soggettivo o incerto. Esempi pratici: "Penso che Marco sia a casa" → Ma non ne sono sicuro "Credo che piova" → È la mia opinione personale "Suppongo che abbia studiato" → È una supposizione Tabella Riepilogativa: Verbi che Richiedono Indicativo vs Congiuntivo Verbi + INDICATIVOVerbi + CONGIUNTIVOSapere: "So che è vero"Pensare, credere, supporre: "Penso che sia giusto"Essere sicuro: "Sono sicuro che viene"Sembrare, parere: "Sembra che abbia ragione"Vedere: "Vedo che è stanco"Dubitare: "Dubito che venga"È vero/certo/evidente che: "È vero che parla bene"Sperare, desiderare, volere: "Spero che tu stia bene"Ricordare: "Ricordo che era qui"Temere, avere paura: "Temo che sia tardi" Il Trucco per Non Sbagliare Mai Chiediti sempre: "È un fatto o un'opinione?" Se è un fatto verificabile, usa l'indicativo. Se è un'opinione, un dubbio o una speranza, usa il congiuntivo. Congiunzioni che Richiedono Sempre il Congiuntivo CongiunzioneEsempioBenché, sebbene, nonostante"Benché sia stanco, continuo a lavorare"Affinché, perché (scopo)"Studio affinché tu sia orgoglioso di me"Prima che"Esci prima che piova"Senza che"È partito senza che io lo sapessi"A meno che"Vengo a meno che tu non voglia" 2. La Forma di Cortesia: L'Eleganza Italiana In italiano, la cortesia non è solo questione di "per favore" e "grazie", ma è un sistema grammaticale completo che dimostra rispetto ed educazione. Padroneggiare la forma di cortesia ti farà apparire raffinato e rispettoso in qualsiasi contesto formale. Il Lei Formale Usiamo la terza persona singolare femminile per rivolgerci a persone che non conosciamo, anziani, superiori o in contesti formali come uffici, negozi eleganti e università. Trasformazione nei Tempi Verbali Tempo VerbaleInformale (Tu)Formale (Lei)Presente"Tu vai""Lei va"Presente"Tu hai""Lei ha"Presente"Tu sei""Lei è"Passato prossimo"Tu sei andato""Lei è andato/a"Imperfetto"Tu eri""Lei era"Futuro"Tu andrai""Lei andrà" Trasformazione con i Pronomi Tipo di PronomeInformale (Tu)Formale (Lei)Diretto"Ti vedo""La vedo"Indiretto"Ti telefono""Le telefono"Con i verbi"Ti do questo""Le do questo"Riflessivo"Ti siedi""Si siede" L'Imperativo Formale: Un Segreto Importante L'imperativo formale si forma usando il congiuntivo presente! Questo è un dettaglio che molti studenti ignorano. Imperativo Informale (Tu)Imperativo Formale (Lei)"Ascolta!""Ascolti!""Vieni qui!""Venga qui!""Dimmi!""Mi dica!""Siediti!""Si sieda!""Stai attento!""Stia attento!""Fa' presto!""Faccia presto!""Non parlare!""Non parli!""Non andare!""Non vada!" Quando Passare dal Lei al Tu In Italia, il passaggio dal Lei al tu è un momento sociale importante. Di solito la persona più anziana o il superiore propone il passaggio al tu. Puoi dire: "Possiamo darci del tu?" oppure "Diamoci del tu!" Curiosità culturale: In alcune regioni del sud Italia, si usa ancora il "Voi" di cortesia, soprattutto con gli anziani: "Voi come state? Voi avete bisogno di qualcosa?" Questo uso è molto formale e rispettoso, persino più del "Lei"! Errori da Evitare Assolutamente "Lei hai ragione" → Mescolare Lei con la seconda persona "Lei ha ragione" "La chiamo più tardi" → Quando si parla direttamente alla persona (pronome sbagliato) "Le telefono più tardi" 3. Il Si Impersonale: Parlare in Generale Il "si" impersonale è una costruzione tipicamente italiana che non ha un equivalente diretto in molte lingue! Padroneggiarlo rende il tuo italiano molto più naturale e meno "tradotto". Formazione Base SI + verbo alla terza persona singolare (o plurale) Quando Si Usa il Si Impersonale UsoEsempioSignificatoPer generalizzare"In Italia si mangia bene"= La gente mangia benePer dare istruzioni"Si prende il treno e si scende alla seconda fermata"= Tu prendi il treno...Per evitare "io" o "tu""Come si dice in italiano?"= Come dici/diciamo...?Nelle ricette"Si mescolano le uova con lo zucchero"= Mescola le uova...Nei cartelli"Non si fuma", "Si prega di non disturbare"= È vietato fumare La Regola Fondamentale dell'Accordo Tipo di VerboRegolaEsempioTransitivo + oggetto singolareVerbo singolare"Si vende casa"Transitivo + oggetto pluraleVerbo plurale"Si vendono case"IntransitivoSempre singolare"Si va al mare", "Si dorme bene qui" Il Si Impersonale con i Verbi Riflessivi Quando il verbo è già riflessivo, il "si" impersonale diventa "ci si": "Lavarsi" → "Ci si lava" (= la gente si lava) "Divertirsi" → "Ci si diverte" (= la gente si diverte) "Alzarsi" → "Ci si alza presto" (= la gente si alza presto) 4. Il Periodo Ipotetico: Tutte le Possibilità Il periodo ipotetico esprime situazioni ipotetiche, sogni, rimpianti o possibilità. È formato da due parti: la protasi (la condizione, introdotta da "se") e l'apodosi (la conseguenza). Ce ne sono tre tipi principali! I Tre Tipi di Periodo Ipotetico TipoSignificatoStrutturaEsempioPRIMO TIPORealtà (probabile che succeda)SE + indicativo presente → indicativo presente/futuro/imperativo"Se piove, prendo l'ombrello"; "Se studierai, passerai l'esame"SECONDO TIPOPossibilità (poco probabile)SE + congiuntivo imperfetto → condizionale presente"Se fossi ricco, comprerei una Ferrari"; "Se avessi tempo, verrei con te"TERZO TIPOImpossibilità (non è successo)SE + congiuntivo trapassato → condizionale passato"Se avessi studiato, avrei passato l'esame"; "Se fossi venuto, ti saresti divertito" L'Errore Più Comune da Evitare "Se avrei..." → MAI! Dopo SE non si usa mai il condizionale! "Se avessi..." → Sempre congiuntivo dopo SE! Il Periodo Ipotetico Misto Puoi mescolare passato e presente quando la causa è passata ma la conseguenza è presente. Formazione: SE + congiuntivo trapassato → condizionale presente "Se avessi studiato di più (passato), ora sarei più preparato (presente)" 5. Il Discorso Indiretto: Riportare le Parole Altrui Quando riporti quello che qualcuno ha detto, non puoi semplicemente ripetere le sue parole. Devi trasformare la frase seguendo regole precise. Questo si chiama "discorso indiretto" ed è essenziale per raccontare conversazioni, dare notizie o riferire informazioni. Discorso diretto: "Marco dice: 'Vado al cinema'" Discorso indiretto: "Marco dice che va al cinema" Cosa Cambia nel Discorso Indiretto ElementoDiscorso DirettoDiscorso IndirettoPronomi"Io""lui/lei"Possessivi"Mio""suo"Indicatori di tempo"Oggi""quel giorno"Indicatori di tempo"Domani""il giorno dopo"Indicatori di tempo"Ieri""il giorno prima"Indicatori di luogo"Qui""lì"Verbi (imperativo)"Vieni!""di venire" Trasformazione dei Tempi Verbali (con verbo principale al passato) Discorso DirettoDiscorso Indiretto"Marco ha detto: 'Vado al cinema'""Marco ha detto che andava al cinema""Marco ha detto: 'Sono andato'""Marco ha detto che era andato""Marco ha detto: 'Andrò'""Marco ha detto che sarebbe andato" 6. La Consecutio Temporum: La Concordanza dei Tempi La consecutio temporum (letteralmente "successione dei tempi") è l'arte di far concordare i tempi verbali nelle frasi complesse. È fondamentale quando nella frase c'è una proposizione principale e una subordinata, specialmente con il congiuntivo. Quando la Frase Principale è al Presente Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo presente"Penso che sia intelligente"AnterioritàCongiuntivo passato"Penso che sia stato bravo"PosterioritàFuturo o congiuntivo"Penso che sarà/sia bravo" Quando la Frase Principale è al Passato Rapporto TemporaleTempo da UsareEsempioContemporaneitàCongiuntivo imperfetto"Pensavo che fosse intelligente"AnterioritàCongiuntivo trapassato"Pensavo che fosse stato bravo"PosterioritàCondizionale passato"Pensavo che sarebbe stato bravo" Il Trucco per Non Sbagliare Sulla linea del tempo, dove si trova l'azione rispetto alla principale? Prima, contemporaneamente o dopo? La risposta ti guiderà nella scelta del tempo corretto. 7. Il Passato Remoto: Il Tempo dei Narratori Il passato remoto è il tempo della narrazione, della storia e della letteratura. È usato soprattutto nella narrazione scritta (libri, articoli giornalistici) e nel sud Italia anche nel parlato quotidiano. Al nord, invece, è quasi scomparso dalla lingua parlata. Formazione dei Verbi Regolari PersonaPARLARE (-ARE)VENDERE (-ERE)PARTIRE (-IRE)Ioparlaivendei/vendettipartiiTuparlastivendestipartistiLui/Leiparlòvendé/vendettepartìNoiparlammovendemmopartimmoVoiparlastevendestepartisteLoroparlaronovenderono/vendetteropartirono Verbi Irregolari Comuni VerboIoTuLui/LeiNoiVoiLoroESSEREfuifostifufummofostefuronoAVEREebbiavestiebbeavemmoavesteebberoFAREfecifacestifecefacemmofacestefeceroDAREdiedidestidiededemmodestediederoDIREdissidicestidisse
El economista ha explicado por qué puede ocurrir uno de los peores fenómenos de la economía y ha repasado la actualidad del mundo con Marta del Vado y Matías Vallés
Elegir estudios entre los 16 y los 18 años, una decisión que debería formar parte natural del crecimiento, se ha transformado en una fuente de angustia generalizada. Marta del Vado y Elia Fernández hablan con el psicólogo Alfonso Navarro, especialista en adolescencia.
Pablo Anzola, economista de Cadena SER, nos habla del estado de los alquileres en España. En Los Revolucionarios hablamos con Juan Castillo, fundador de Guruwalk. Marta del Vado entrevista a Juan López, el maratoniano de 82 años. El catedrático de estudios norteamericanos y director del Instituto Franklin de la Universidad de Alcalá de Henares, José Antonio Gurpegui, comenta la actualidad de la Guerra en Oriente Medio y sus efectos para Estados Unidos.
El escritor catalán ha presentado 'Reliquia', su nueva novela, en 'La Ventana' junto a Marta del Vado y Laura Ferrero
Wednesday Hour 1: MLB Opening Night, Travis Hines on Iowa State & Aaron Reutzel wins at Vado
Stoking the fireA little weekend recap.NARC lowers the age limit in their seriesOn deck for the week: WOO at US 36, 81 Speedway. High Limit at Vado, Route 66, Dodge City. Lucas Oil late models at Brownstown for the Icebreaker. And more!Social media of the week: Rusty Schlenk gets pulled over. Shock collars. And some more words of wisdom from Flea.The DraftFeature FinishWoO sprint cars @ Lawton and Creek County SpeedwayHigh Limit @ Central Arizona Raceway for the Cactus ClassicWoO late models at The MAG USAC/CRA sprint cars at Perris Auto SpeedwayParagon Speedway - No Way Out 40Port Royal, Williams Grove, Watsonville, Placerville season openersFAST on Dirt at Pittsburgh PA Motor SpeedwaySpring 50 at FlorenceThe SmokeHoliday candy discussion. Which holiday is the best? The guys weigh in. Crab pot pie?A visit to Los Tres Camino's and a new dish to try!Camping and visiting the Smokin' Pig.70 cent shrimp day at Wings Etc.Hornet's Nest for lunch!Another #notmyfishfridayNoble Roman's and Polish sausagesA giant pretzel
Ti sei mai chiesto perché, quando parli italiano, anche se usi la grammatica perfetta, gli italiani ti guardano un po' straniti? Il problema potrebbe essere che stai traducendo letteralmente dalla tua lingua... oppure, che non usi le frasi idiomatiche che i madrelingua usano ogni giorno. Con questa guida imparerai 30 modi di dire italiani che potrai usare nelle conversazioni reali per sembrare più naturale e fluente. 30 Modi di Dire Italiani per Parlare Come un Madrelingua Parte 1: Modi di Dire della Vita Quotidiana 1. Rimangiarsi le Parole / Ingoiare il Rospo "Rimangiarsi le parole" significa dover ritrattare qualcosa che hai detto, ammettere che avevi torto. È un'espressione molto comune quando qualcuno deve fare marcia indietro su un'affermazione fatta in precedenza. Esempio: "Lucia ha dovuto rimangiarsi le parole quando si è resa conto di aver criticato duramente il capo proprio davanti a lui, senza accorgersi che era lì!" "Ingoiare il rospo" è simile, ma significa più accettare qualcosa di spiacevole senza poter protestare. Si usa quando sei costretto ad accettare una situazione ingiusta o sgradevole. Esempio: "Ho dovuto ingoiare il rospo e accettare quella promozione ingiusta del mio collega, anche se non la meritava." 2. Fare Scalpore Quando qualcosa fa scalpore, significa che tutti ne parlano, crea sensazione e attira l'attenzione generale. È un'espressione utile per descrivere notizie, eventi o situazioni che diventano argomento di discussione pubblica. Esempio: "Il nuovo film di quel regista ha fatto molto scalpore al Festival di Venezia - critiche entusiaste e polemiche ovunque!" 3. Andare sul Sicuro Questa espressione significa non rischiare, prendere precauzioni per evitare problemi o situazioni spiacevoli. Esempio: "Ho portato l'ombrello anche se non sembra che pioverà, così vado sul sicuro." Gli italiani vanno sempre sul sicuro, specialmente con il cibo. Se invitano 10 persone a cena, cucinano per 20! 4. Per Quanto Ne So / A Quanto Pare Queste espressioni si usano quando non sei sicuro al 100% ma vuoi comunque dire qualcosa. Sono il modo italiano di comunicare un'informazione senza sembrare arroganti. Esempi: "Per quanto ne so, il negozio è chiuso oggi." "A quanto pare, domani ci sarà il sole." Queste formule ti permettono di esprimere cautela e mostrano che sei consapevole di non avere certezze assolute sull'argomento. 5. Andare in Fumo / Andare a Monte Si usa quando tutto il tuo lavoro, i tuoi sforzi, i tuoi sogni svaniscono come fumo. Indica che qualcosa è stato completamente vanificato o annullato. Esempio: "Tutti i suoi progetti sono andati in fumo quando l'azienda ha chiuso improvvisamente." "Andare a monte" significa la stessa cosa ed è altrettanto comune. 6. Passare alla Storia Quando qualcosa è così importante o così incredibile che sarà ricordato per sempre. Si usa sia in contesti seri che scherzosi tra amici. Esempi: "Quel gol di Totti passerà alla storia del calcio italiano." (contesto serio) "La tua caduta in piazza davanti a tutti ieri sera passerà alla storia del nostro gruppo!" (contesto scherzoso) 7. Avere un Successo Strepitoso / Essere un Trionfo / Fare il Botto Queste espressioni si usano quando qualcosa ha un successo enorme. Sono utili per descrivere eventi, spettacoli, prodotti o iniziative che hanno riscosso un grande consenso. Esempio: "Il concerto è stato un trionfo, il pubblico urlava ancora dopo tre bis!" "Fare il botto" letteralmente significa esplodere ed è particolarmente espressiva. 8. Ad Ogni Morte di Papa Si usa per indicare qualcosa che succede molto raramente, quasi mai. Ha un'origine storica interessante. Esempio: "Vado in palestra ad ogni morte di papa" significa che ci vado pochissimo, quasi mai. Perché proprio la morte di un papa? Perché i papi, storicamente, restavano in carica per molti anni, quindi la loro morte era un evento raro. 9. Questa Batte Tutte / Questa È il Massimo Quando qualcuno fa qualcosa di così assurdo che supera tutto il resto. È utile per esprimere incredulità. Esempio: "Marco ne ha fatte tante di sciocchezze, ma presentarsi al matrimonio in costume da supereroe, questa batte tutte!" 10. Approfittarsi di / Sfruttare Significa trarre vantaggio da una situazione o da qualcuno. Questa espressione può essere negativa o neutra, a seconda del contesto. Il significato cambia completamente in base alla situazione. Uso negativo: "Si approfitta sempre della generosità del capo arrivando tardi ogni giorno." Uso neutro: "Ho approfittato del bel tempo per fare una passeggiata in centro." Nel secondo caso, significa solo "ho colto l'occasione". Il contesto è tutto. Parte 2: Modi di Dire su Relazioni Sociali e Lavoro 11. Annullare / Cancellare / Disdire Questi verbi significano rendere nullo un impegno o un evento programmato, dichiarare che qualcosa non avrà più luogo. Sono fondamentali nella vita quotidiana italiana. Esempio: "Abbiamo dovuto disdire il festival all'aperto quando abbiamo visto le previsioni del tempo." Puoi annullare riunioni, cancellare eventi, disdire prenotazioni. In Italia, "disdire" è una parola che sentirai spesso. 12. I Nodi Vengono al Pettine Significa che i problemi nascosti prima o poi emergono, diventano visibili. È quel momento in cui tutto viene a galla e non puoi più ignorare il problema. Esempio: "I nodi sono venuti al pettine quando lei si è presentata alla festa di famiglia completamente ubriaca." L'origine dell'espressione: I nodi nei capelli si vedono quando li pettini, proprio come i problemi nascosti vengono fuori prima o poi. 13. Puntare Dritto a / Fare a Razzo per Andare direttamente verso qualcosa senza distrazioni. Questa espressione descrive un movimento deciso e determinato verso un obiettivo. Esempio: "Appena è entrato alla festa, ha puntato dritto al tavolo del buffet senza nemmeno salutare!" 14. Avere un Vuoto di Memoria / Non Ricordare Proprio Significa dimenticare temporaneamente qualcosa, non riuscire a ricordare un'informazione in quel momento specifico. Quel momento in cui il tuo cervello decide di non collaborare. Succede spesso nei momenti meno opportuni, tipo durante un esame o quando incontri qualcuno per strada. Esempio: "Mi dispiace, ho un vuoto di memoria totale, come si chiama tua sorella?" 15. A Dir Poco / Per Non Dir di Peggio Il modo italiano di essere diplomatici ma far capire che la situazione è seria. Queste espressioni indicano che la realtà è ancora peggiore di quanto stai dicendo. Esempi: "A dir poco, quella cena non è stata un successo" significa che è stata un disastro totale. "Il capo era arrabbiato, a dir poco!" significa che era furioso. 16. Avere la Meglio / Avere il Coltello dalla Parte del Manico Essere in una posizione di vantaggio. Queste espressioni descrivono chi ha il controllo della situazione o il potere decisionale. Esempio: "Silvia ha il coltello dalla parte del manico in questa trattativa perché ha le informazioni che tutti vogliono." L'origine dell'espressione: Chi tiene il coltello dalla parte del manico ha il controllo dell'arma e quindi della situazione. 17. Mettere i Bastoni tra le Ruote Questa espressione significa ostacolare qualcuno, creare problemi intenzionalmente. L'immagine è chiara: bastoni nelle ruote di un carro lo fermano. Esempio: "I concorrenti hanno cercato di metterci i bastoni tra le ruote, ma siamo riusciti comunque a vincere il contratto." 18. Lavarsene le Mani Questa espressione ha un'origine biblica (Ponzio Pilato) e significa non voler più essere coinvolti in una situazione, rinunciare a ogni responsabilità. Esempio: "Dopo mesi di discussioni inutili, il manager se ne è lavato le mani e ha lasciato la decisione al consiglio." 19. Rigare Dritto / Comportarsi Bene Questa è l'espressione preferita di tutti i genitori e allenatori. Significa comportarsi bene e non combinare guai. Esempio: "Riga dritto con i tuoi genitori, altrimenti niente uscite il sabato notte!" 20. Darsi una Mossa / Svegliarsi / Muoversi Significa sbrigarsi, agire velocemente, smettere di perdere tempo. È l'espressione degli allenatori impazienti e dei genitori la mattina quando i figli non si alzano dal letto. Esprime urgenza e la necessità di fare qualcosa rapidamente. Esempi: "Dai, svegliati! Siamo già in ritardo!" "Datevi una mossa, è il secondo tempo e stiamo perdendo!" Parte 3: Modi di Dire Particolari e Coloriti 21. Esporsi / Sbilanciarsi / Mettersi in Gioco Quando ti metti in una posizione vulnerabile, di solito per una buona causa. Richiede coraggio e comporta un certo rischio personale. Esempio: "Si è esposto quando ha chiesto alla ragazza di sposarlo durante il concerto davanti a 50.000 persone - rischio altissimo ma per fortuna ha detto sì!" 22. Andare a Rotoli / Andare in Malora / Andare a Catafascio Quando qualcosa peggiora drasticamente. Sono espressioni molto usate per descrivere situazioni che vanno male. Esempio: "Questa serie TV è andata in malora dopo la terza stagione!" "Andare a catafascio" è ancora più forte, perfetto per situazioni completamente fuori controllo. 23. Passare Sotto i Ferri / Essere sulla Graticola Subire critiche dure e continue. Sono espressioni molto vivide che evocano immagini di pressione costante. Esempio: "Le celebrità devono passare sotto i ferri della critica ogni giorno." "Essere sulla graticola" è utile quando qualcuno ti fa mille domande scomode, come se fossi carne sulla griglia che viene girata e rigirata continuamente. 24. Stare in Disparte / Tenere un Profilo Basso / Farsi Piccoli Quando vuoi evitare l'attenzione per un po'. Queste espressioni descrivono il desiderio di passare inosservati.
Moksleivių žiemos atostogos – ne tik poilsis, bet ir iššūkiai, lyderystė bei išgyvenimo pamokos. Beveik tūkstantis 11–18 metų jaunuolių šias atostogas leidžia Lietuvos šaulių sąjungos organizuojamose stovyklose Lietuvoje ir Švedijoje. Kuo šios patirtys svarbios jaunam žmogui?Šiandien, minint Tarptautinę gimtosios kalbos dieną, diskutuojama apie lietuvių kalbos kaitą. Apie „blyniotinius“, „ledėdras“, „kibiragalvius“ ir kitus naujadarus kalbamės su bendrinės kalbos normų tyrėja Rita Miliūnaite iš Lietuvių kalbos instituto.Jeigu dar nespėjote pamatyti, kaip Klaipėda nušvinta kitaip – šiandien tam paskutinė proga.
Listen as Spike Lou and Animal Brown are joined by the homie Mxtra for a special J. Cole heavy episode. We break down thoughts on the album, the promotion and the reception from the Game. Also, TI officially calls out 50 Cent and Vado explains why Cam told him to turn down one of the best XXL Freshman Class covers.
Quante volte hai detto "dipende su" o "sono sposato a Maria"? Questi errori sono così subdoli che spesso passano inosservati, eppure per un italiano suonano decisamente sbagliati. In questo articolo scoprirai quegli errori che quasi nessuno menziona, ma che praticamente tutti gli stranieri fanno. 7 Errori COMUNI Che Tradiscono Subito gli Stranieri 1. EFFICACE vs EFFICIENTE: Due Parole Apparentemente Gemelle Iniziamo con due parole che sembrano quasi identiche, ma in realtà hanno significati profondamente diversi. Confonderle è uno degli errori più frequenti tra gli studenti di italiano, indipendentemente dalla loro lingua madre. Il Significato di EFFICACE EFFICACE significa che qualcosa funziona bene, che produce l'effetto desiderato. Quando dici che qualcosa è efficace, stai affermando che raggiunge il suo obiettivo, che ottiene i risultati sperati. Questa medicina è molto efficace contro il mal di testa. (= Funziona, il mal di testa passa.) Il suo discorso è stato efficace: tutti hanno cambiato idea. (= Ha ottenuto il risultato sperato.) Il Significato di EFFICIENTE EFFICIENTE, invece, si riferisce a qualcosa o qualcuno che lavora bene, senza sprechi di tempo, energia o risorse. L'efficienza riguarda il modo in cui si ottiene un risultato, non il risultato stesso. Questa lavatrice è molto efficiente: consuma poca energia. (= Funziona bene e non spreca.) Marco è un impiegato efficiente: finisce sempre tutto in anticipo. (= Lavora in modo produttivo.) Perché È Sbagliato Confonderli? Perché hanno significati diversi e si applicano a contesti differenti. ParolaSignificatoFocusEFFICACEFunziona, produce risultatiSul risultato ottenutoEFFICIENTELavora bene, senza sprechiSul processo e le risorse utilizzate Facciamo un esempio pratico. Una medicina ti guarisce dal mal di testa. Quella medicina è efficace? Sì! Perché ha funzionato, ti ha guarito. È efficiente? La domanda non ha molto senso. Una medicina non "lavora velocemente" o "risparmia energia". Semplicemente funziona o non funziona. Altro esempio. Un impiegato finisce tutto il suo lavoro in metà tempo, senza errori. Quell'impiegato è efficiente? Sì! Lavora bene e non spreca tempo. È efficace? Dipende. Ha ottenuto i risultati che voleva il capo? Se sì, allora è anche efficace! Una cosa può essere efficace ma non efficiente (o viceversa!). Per esempio, andare al lavoro in elicottero è sicuramente efficace (arrivi!), ma non è efficiente (costa troppo!). 2. Sposarsi CON Qualcuno (Non A!) Questo errore è molto comune e si capisce perché: in molte lingue si usa una preposizione simile ad "a". Ma in italiano, ci si sposa CON qualcuno. Sempre. Senza eccezioni nell'italiano moderno standard. Mi sono sposato a Maria.Mi sono sposato con Maria. Vuole sposarsi a un italiano.Vuole sposarsi con un italiano. Lo stesso vale per "essere sposato": Sono sposato a Lucia da 10 anni.Sono sposato con Lucia da 10 anni. Perché È Sbagliato Usare "A"? In italiano, la preposizione "a" indica generalmente una direzione, un movimento verso qualcosa o qualcuno: Vado a Roma. (= mi muovo verso Roma)Do un regalo a Marco. (= il regalo va verso Marco) Ma il matrimonio non è un movimento verso qualcuno! Il matrimonio è un'unione, qualcosa che fai insieme a un'altra persona. Ed è proprio per questo che si usa CON, la preposizione della compagnia e della reciprocità: Vivo con Marco. (= insieme a Marco)Lavoro con Anna. (= insieme ad Anna)Mi sono sposato con Giulia. (= insieme a Giulia) Curiosità Linguistica In italiano antico e in alcuni dialetti del sud Italia, si poteva sentire "sposarsi a". Ma nell'italiano standard moderno? No. È CON. Sempre CON. 3. Penso DI Sì / Penso DI No (Non CHE!) Questo errore è estremamente frequente! Molti studenti dicono: Penso che sì.Credo che no. Penso sì. / Penso no. Ma in italiano si dice: Penso di sì.Credo di no. Perché È Sbagliato Usare "CHE"? Questa è una questione di grammatica italiana. Dopo la congiunzione "che", ci vuole sempre una frase completa, con un soggetto e un verbo: Penso che Marco venga alla festa. (Soggetto: Marco. Verbo: venga. Frase completa!) Credo che pioverà domani. (Soggetto sottinteso. Verbo: pioverà. Frase completa!) Ma "sì" e "no" sono semplici avverbi, non sono frasi! Non hanno un verbo, non hanno un soggetto. Quindi non possono stare dopo "che": Penso che sì. ("Sì" non è una frase! Dov'è il verbo?) La preposizione "di", invece, può introdurre elementi brevi, senza bisogno di una frase completa: Penso di sì. (= Penso che la risposta sia sì)Credo di no. (= Credo che la risposta sia no)Spero di sì! (= Spero che la risposta sia sì) Esempi d'Uso Quotidiano – Verrai alla festa?– Penso di sì! – Pioverà domani?– Credo di no, ma non sono sicuro. – Ti è piaciuto il film?– Direi di sì. (più incerto, meno deciso) 4. Dipende DA (Non SU!) Ecco un altro errore molto frequente, soprattutto tra chi parla inglese ("depends on" → "dipende su"? No!). In italiano, il verbo DIPENDERE vuole la preposizione DA. Dipende su di te.Dipende da te. Il risultato dipende sul tempo.Il risultato dipende dal tempo. Tutto dipende su cosa decidi.Tutto dipende da cosa decidi. Perché È Sbagliato Usare "SU"? In italiano, "su" indica una posizione sopra qualcosa, una superficie: Il libro è sul tavolo. (= sopra il tavolo)Cammino sulla spiaggia. (= sopra la spiaggia) Ma quando qualcosa "dipende" da un'altra cosa, non c'è nessuna superficie, nessun "sopra"! C'è invece un'idea di origine, di causa, di provenienza. E in italiano, per esprimere origine e causa, si usa DA: Vengo da Roma. (= origine)Questo problema deriva da un errore. (= causa)Dipende da te. (= la causa sei tu) Pensa così: da cosa dipende qualcosa? DA un'altra cosa! La preposizione ti dà già la risposta. La mia felicità non dipende dai soldi.Dipende da come ti senti.Dipende dalle circostanze. 5. PERDERE vs PERDERSI vs SPRECARE Questi tre verbi creano molta confusione tra gli studenti di italiano. Vediamo le differenze fondamentali. PERDERE: Non Avere Più Qualcosa PERDERE significa non avere più qualcosa che avevi, non riuscire a trovare qualcosa, o non cogliere un'opportunità: Ho perso le chiavi. (= non le trovo più)Abbiamo perso la partita. (= non abbiamo vinto)Non voglio perdere questa occasione! (= non voglio lasciarmela sfuggire) PERDERSI: Smarrirsi PERDERSI (forma riflessiva) significa smarrirsi, non sapere più dove si è o non riuscire a seguire qualcosa: Mi sono perso nel centro della città. (= non sapevo più dov'ero)Mi sono persa nella spiegazione. (= non riuscivo più a seguire) SPRECARE: Usare Male SPRECARE significa usare male, non valorizzare qualcosa, consumare inutilmente: Non sprecare l'acqua! (= non usarla inutilmente)Hai sprecato un'ottima opportunità. (= non l'hai sfruttata bene)Non voglio sprecare il mio tempo. (= voglio usarlo bene) La Differenza Chiave VerboSignificatoEsempioPERDERENon avere più, smarrireHo perso il portafoglioPERDERSISmarrirsi, non orientarsiMi sono perso in cittàSPRECAREUsare male, non valorizzareNon sprecare il tuo talento Attenzione: "Perdere tempo" e "sprecare tempo" hanno sfumature diverse! Ho perso tempo = il tempo è passato senza che me ne accorgessi o senza risultati.Ho sprecato tempo = ho usato male il mio tempo, avrei potuto fare qualcosa di meglio. 6. Tutto VA Bene (Non "È Bene"!) Questo è un errore interessante e molto comune. Molti studenti dicono: Tutto è bene.Tutto va bene. In italiano, per dire che le cose sono positive, che non ci sono problemi, si usa il verbo ANDARE: Come stai? — Tutto va bene, grazie!Come va il lavoro? — Va tutto bene!Va bene così? — Sì, sì, va benissimo! Perché È Sbagliato Dire "Tutto È Bene"? In italiano, "andare bene" e "essere bene" hanno significati diversi. "Andare bene" descrive come procedono le cose, la situazione generale, il corso degli eventi: Come va? — Va bene! (= Le cose procedono senza problemi)L'esame è andato bene. (= L'esame è stato un successo) "Essere bene" (o meglio, "è bene che...") esprime invece un giudizio morale, un'opinione su cosa sia giusto o opportuno fare: È bene che tu sappia la verità. (= È giusto, è opportuno)È bene arrivare puntuali. (= È una buona cosa)Non è bene parlare così. (= Non è appropriato) Quindi, se qualcuno ti chiede "Come stai?" e tu rispondi "Tutto è bene", stai dicendo qualcosa di filosofico, quasi morale... come se tutto nell'universo fosse giusto e appropriato.Quello che vuoi dire è: "Le cose vanno bene, non ho problemi". E per questo usi ANDARE: Tutto va bene! Curiosità Quando qualcosa va MOLTO bene, cosa si dice? "Tutto va a gonfie vele!" — come una barca spinta dal vento. 7. PARTIRE vs LASCIARE vs ANDARE VIA Arriviamo all'ultima distinzione. Tre verbi che esprimono l'idea di "andarsene", ma con sfumature diverse e, soprattutto, strutture grammaticali diverse. PARTIRE: Iniziare un Viaggio PARTIRE significa iniziare un viaggio, mettersi in movimento verso una destinazione: Domani parto per Parigi.Il treno parte alle 8.Quando parti per le vacanze? È un verbo intransitivo (non ha un oggetto diretto) e si concentra sul momento in cui inizia il viaggio. ANDARE VIA: Allontanarsi ANDARE VIA significa allontanarsi da un luogo, non restare: È tardi, devo andare via.Perché sei andato via dalla festa così presto?Vai via! Non ti voglio vedere! L'enfasi è sul lasciare il posto dove ci si trova, non necessariamente per fare un viaggio. LASCIARE: Abbandonare LASCIARE significa abbandonare, non portare con sé, smettere di stare in un luogo: Ho lasciato le chiavi a casa.Ha lasciato il lavoro il mese scorso.Quando hai lasciato l'Italia?
In this episode of Encounter Culture, community-led archaeology takes center stage as an alternative to extractive excavation practices of the past and a best practice rooted in respect and deeper historical understanding. At the Cañón de Carnué land grant in New Mexico, New Mexico State University has partnered with land grant heirs, as Dr. Kelly Jenks, a historical archaeologist with NMSU, discusses efforts to uncover the layered history of a community first established in 1763, revealing how Indigenous, Genízaro, and colonial peoples together shaped the region's frontier past. Discover more: Archaeology in Cañón de Carnué, New Mexico State University Cañón de Carnué land grant history New Mexico land grant history United States v. Sandoval Supreme Court decision stripping land grant rights Present-day land grant actions San Miguel del Vado land grant recovery efforts Nación Genízara: Ethnogenesis, Place, and Identity in New Mexico, edited by Moises Gonzales and Enrique R. Lamadrid Hear more on Encounter Culture: A History of Genízaro Identity in the Heart of New Mexico with Dr. Gregorio Gonzales, Encounter Culture season 6 Don't miss the upcoming issues of El Palacio - SUBSCRIBE NOW! *** We'd love to hear from you! Let us know what you loved about the episode, share a personal story it made you think of, or ask us a question at elpalacio@dca.nm.gov. OR leave us a review on Apple Podcasts! Visit newmexicoculture.org for info about our museums, historic sites, virtual tours, and more. Our favorite way to fully experience everything they have to offer is with the New Mexico CulturePass. Reserve yours online! *** Encounter Culture is a production of the New Mexico Department of Cultural Affairs, produced and edited by Andrea Klunder at The Creative Impostor Studios. Hosted by Emily Withnall, editor at El Palacio Magazine Executive Producer: Daniel Zillmann Technical Director & Post-Production Audio: Edwin R. Ruiz Recording Engineers: Collin Ungerleider & Kabby at Kabby Sound Studios in Santa Fe Editor & Production Manager: Alex Riegler Associate Producer & Editor: Monica Braine (Assiniboine/Lakota) Theme Music: D'Santi Nava Instagram: @newmexicanculture and @elpalaciomagazine
The stories that made the Ancient Egypt headlines over the fourth week of DecemberKhufu's Second Solar Boat at GEM4th Season for British Mission to AmarnaEgyptian Embassies to Push for Artefact Repatriation Ancient Egypt News - a Weekly Catch-Up is #2 in the Top 5 Egypt History Podcasts according to FeedSpot.comhttps://podcast.feedspot.com/egypt_history_podcasts/These news stories are taken from various public internet sources including:http://english.ahram.org.eg/Portal/9/Heritage.aspxhttps://egyptianstreets.com/tag/cairo/http://www.egyptindependent.com/https://www.facebook.com/moantiquities/https://dailynewsegypt.com/https://see.news/category/antiques/https://khentiamentiu.blogspot.com/https://www.facebook.com/luxortimesmagazine/https://www.facebook.com/pg/CairoScene/posts/https://egymonuments.gov.eg/https://www.heritagedaily.comhttps://www.al-monitor.com/culture-societyhttps://www.asor.org/anetodayhttps://livescience.com https://newsweek.com https://www.archaeology.org https://www.sis.gov.eg/Home/EgyptTodayThese stories may have been edited.With the successful completion of our October 2025 Egypt Experience tour, we are now planning for next year. We have scheduled tours for March/April and September/October 2026. For more info and to prebook visit https://gnttours.co.za The GEM is open for visitors and we have added an extra day to accomodate that. But Egypt is not just museums and there is so much more to see. There are tombs that will blow your mind when you first walk inside. There are temples so magnificent you will be lost for words. It is indeed a magical place!We begin in Cairo with the first pyramids, then fly south to Luxor for 6 days before returning to Cairo for your chance to venture inside the Great Pyramid. Plus a day at the GEM. The tour cost (2,299USD) covers everything from your arrival in Cairo to your departure (Ts&Cs apply) - and if you get on board as a couple or friends sharing; we will give you an extra discount each.It's an adventure you'll never forget! More info and to book: https://www.gnttours.co.za This podcast is bought to you by Ted Loukes and GnT Toursted@tedloukes.comhttps://tedloukes.comFacebookGnTtours (@GnTtours) / X (twitter.com) Music: "Vado...
Alfonso Cardenal y Marta del Vado repasan el calendario de los grandes sucesos del 2006.
Hoy en 'La Ventana' Best Buddies presenta 'El niño invisible', una obra que denuncia la exclusión silenciosa que viven muchos niños en su entorno escolar. Marta del Vado y Carlos Cano hablan con Susana Pérez, conocida como Sra. Webos en redes sociales. Nieves Concostrina da un nuevo paseo por la historia y Rafa Panadero repasa los mejores momentos del día.
Ti è mai capitato di non sapere se usare l'imperfetto o il passato prossimo quando racconti una storia in italiano? In questa guida completa scoprirai gli argomenti grammaticali più importanti per padroneggiare il livello B1-B2, quelli che ti permetteranno di parlare italiano con maggiore precisione e sicurezza, evitando gli errori più comuni. Gli Argomenti Essenziali per il Livello B1-B2 dell'Italiano 1. Imperfetto vs Passato Prossimo: La Battaglia dei Tempi Questa è la domanda da un milione di euro per qualsiasi studente di italiano! La distinzione tra questi due tempi verbali rappresenta uno degli ostacoli più significativi nell'apprendimento della lingua italiana, ma una volta compreso il meccanismo, diventerà naturale scegliere quello corretto. Il Passato Prossimo Il passato prossimo si utilizza per indicare un'azione completata, con un inizio e una fine chiari e definiti. Quando dici "Ieri ho mangiato una pizza", stai comunicando che l'azione è stata portata a termine: la pizza è stata consumata completamente e l'evento è concluso. L'Imperfetto L'imperfetto, invece, descrive un'azione in corso, un'abitudine passata o una descrizione di stati e situazioni. Per esempio: "Da piccolo mangiavo sempre la pizza il venerdì" esprime un'abitudine ripetuta nel tempo, mentre "Mentre mangiavo, è squillato il telefono" presenta un'azione in corso che viene interrotta da un evento specifico. Esempi Pratici di Utilizzo Considera questa frase complessa: "Quando ero piccolo [descrizione dello stato], abitavo a Roma [abitudine]. Un giorno ho deciso [azione specifica e conclusa] di trasferirmi a Milano." In questo esempio, puoi osservare come l'imperfetto crei lo sfondo narrativo mentre il passato prossimo introduce l'azione che spezza questa continuità. Tempo VerbaleFunzioneEsempioPassato ProssimoAzione completata e puntuale"Ieri ho comprato un libro"ImperfettoAzione abituale"Da bambino leggevo ogni sera"ImperfettoDescrizione/stato"La casa era grande e luminosa"ImperfettoAzione in corso (sfondo)"Mentre dormivo, è arrivato Marco" 2. L'Accordo del Participio Passato: Le Regole Fondamentali Questo argomento terrorizza molti studenti, ma è più semplice di quanto tu possa pensare una volta comprese le regole di base. L'accordo del participio passato segue schemi precisi che, una volta interiorizzati, diventeranno automatici. Accordo con l'Ausiliare ESSERE Quando il verbo ausiliare è ESSERE, il participio passato si accorda sempre con il soggetto in genere e numero. Questa regola non ammette eccezioni: "Maria è andata" (femminile singolare) "I ragazzi sono partiti" (maschile plurale) "Le ragazze sono arrivate" (femminile plurale) Accordo con l'Ausiliare AVERE Con l'ausiliare AVERE, di norma il participio passato rimane invariato: "Ho mangiato", "Abbiamo studiato", "Hanno lavorato". Tuttavia, esiste un'eccezione fondamentale che riguarda i pronomi diretti. L'Eccezione con i Pronomi Diretti LO, LA, LI, LE Quando i pronomi diretti LO, LA, LI, LE precedono il verbo, il participio passato deve accordarsi con il pronome: "La pizza? L'ho mangiata!" (accordo con LA pizza, femminile singolare) "I libri? Li ho letti!" (accordo con I libri, maschile plurale) "Le scarpe? Le ho comprate!" (accordo con LE scarpe, femminile plurale) PronomeGenere/NumeroEsempioLOMaschile singolare"Il caffè? Lo ho bevuto" → "L'ho bevuto"LAFemminile singolare"La torta? La ho mangiata" → "L'ho mangiata"LIMaschile plurale"I documenti? Li ho firmati"LEFemminile plurale"Le lettere? Le ho spedite" 3. I Connettivi Complessi: Parlare Come un Madrelingua I connettivi rappresentano il segreto per sembrare fluente in italiano. Abbandonare la ripetizione continua di "e, e, e..." e passare a connettivi più sofisticati trasforma immediatamente la qualità del tuo discorso, rendendolo più elegante e strutturato. Connettivi per Aggiungere Informazioni Quando vuoi aggiungere informazioni a quanto già detto, puoi utilizzare diverse espressioni che arricchiscono il tuo discorso: Inoltre, per di più, oltretutto: "Quel film è noioso. Inoltre, è troppo lungo!" Non solo... ma anche: "Non solo è bella, ma anche intelligente" In aggiunta, peraltro: "Il ristorante ha ottimi piatti. In aggiunta, i prezzi sono ragionevoli" Connettivi per Esprimere Contrasto Per esprimere un'opposizione o contrasto tra due idee, l'italiano offre numerose possibilità: Tuttavia, però, eppure: "Studia molto, tuttavia non prende bei voti" Mentre, invece: "Io amo il caffè, mentre tu preferisci il tè" Al contrario, d'altra parte: "Pensavo fosse facile. Al contrario, si è rivelato molto complesso" Connettivi per Indicare Conseguenza Per collegare una causa al suo effetto, utilizza i connettivi di conseguenza: Perciò, quindi, dunque: "Piove, perciò prendi l'ombrello" Di conseguenza, pertanto: "Non ha studiato, di conseguenza è stato bocciato" Per questo motivo, ecco perché: "Era stanco. Per questo motivo è andato a dormire presto" FunzioneConnettivi FormaliConnettivi InformaliAggiuntaInoltre, per di più, in aggiuntaAnche, e poi, pureContrastoTuttavia, nonostante ciò, eppurePerò, ma, inveceConseguenzaPertanto, di conseguenza, dunqueQuindi, perciò, cosìCausaPoiché, dato che, in quantoPerché, siccome, visto che 4. Le Preposizioni Articolate: Quando le Preposizioni si Uniscono agli Articoli Le preposizioni articolate nascono dalla fusione tra le preposizioni semplici (di, a, da, in, su) e gli articoli determinativi. Questa combinazione è una caratteristica distintiva della lingua italiana e richiede una conoscenza approfondita per essere padroneggiata. Schema Completo delle Preposizioni Articolate +ILLOLAL'IGLILEDIdeldellodelladell'deideglidelleAalalloallaall'aiaglialleDAdaldallodalladall'daidaglidalleINnelnellonellanell'neineglinelleSUsulsullosullasull'suisuglisulle Usi Principali delle Preposizioni Articolate Ogni preposizione articolata mantiene il significato della preposizione semplice da cui deriva: DEL, DELLA, DEGLI, DELLE: esprimono possesso o appartenenza → "Il libro del professore", "La casa della nonna" AL, ALLA, AI, ALLE: indicano direzione o destinazione → "Vado al cinema", "Scrivo alla direttrice" DAL, DALLA, DAI, DALLE: esprimono provenienza o moto da luogo → "Vengo dal medico", "Torno dalla palestra" NEL, NELLA, NEI, NELLE: indicano stato in luogo chiuso → "Il gatto è nel giardino", "Viviamo nella città" SUL, SULLA, SUI, SULLE: esprimono posizione sopra → "Il libro è sul tavolo", "Cammino sulla spiaggia" Casi Particolari con i Nomi di Paesi Con i nomi di nazioni esistono regole specifiche da rispettare: Paesi singolari: "Vado in Italia", "Vivo in Francia" (senza articolo) Paesi plurali: "Vado negli Stati Uniti", "Viaggio nei Paesi Bassi" (con preposizione articolata) Paesi con articolo obbligatorio: "Vado nel Regno Unito", "Viaggio nella Repubblica Ceca" 5. Pronomi Diretti e Indiretti: Comprendere Chi Fa Cosa a Chi I pronomi sostituiscono i nomi per evitare ripetizioni e rendere il discorso più fluido. La distinzione tra pronomi diretti e indiretti è fondamentale per costruire frasi corrette in italiano. I Pronomi Diretti I pronomi diretti rispondono alle domande "che cosa?" o "chi?" e sostituiscono il complemento oggetto diretto: PersonaSingolarePlurale1ª personaMI (me)CI (noi)2ª personaTI (te)VI (voi)3ª persona maschileLO (lui/esso)LI (loro/essi)3ª persona femminileLA (lei/essa)LE (loro/esse) Esempio pratico: "Vedi Marco?" → "Sì, lo vedo" (vedo CHI? Marco = LO) I Pronomi Indiretti I pronomi indiretti rispondono alla domanda "a chi?" e sostituiscono il complemento di termine: PersonaSingolarePlurale1ª personaMI (a me)CI (a noi)2ª personaTI (a te)VI (a voi)3ª persona maschileGLI (a lui)GLI/LORO (a loro)3ª persona femminileLE (a lei)GLI/LORO (a loro) Esempio pratico: "Telefoni a Maria?" → "Sì, le telefono" (telefono A CHI? A Maria = LE) Come Distinguere Quale Pronome Usare Per capire quale pronome utilizzare, formula una domanda sulla frase: "Mangio la mela" → "Mangio che cosa?" → LA mela → "La mangio" (pronome diretto) "Parlo a Giovanni" → "Parlo a chi?" → A Giovanni → "Gli parlo" (pronome indiretto) 6. I Pronomi Combinati: Quando i Pronomi Vanno in Coppia I pronomi combinati rappresentano una delle sfide più impegnative per gli studenti di italiano. Si utilizzano quando nella stessa frase compaiono sia un pronome indiretto ("a chi") sia un pronome diretto ("che cosa"). La Formazione dei Pronomi Combinati Quando i pronomi si combinano, subiscono delle trasformazioni: MI, TI, CI, VI diventano → ME, TE, CE, VE GLI e LE (singolari) diventano entrambi → GLIE- (seguito da LO, LA, LI, LE, NE) Schema Completo dei Pronomi Combinati +LOLALILENEMIme lome lame lime leme neTIte lote late lite lete neGLI/LEglieloglielaglieliglieleglieneCIce loce lace lice lece neVIve love lave live leve ne Esempi Pratici di Utilizzo "Do il libro a Marco" → "Glielo do" (GLI = a Marco, LO = il libro) "Presto la macchina a te" → "Te la presto" "Racconto la storia a loro" → "Gliela racconto" "Compro i fiori per mia madre" → "Glieli compro" "Porto le chiavi a voi" → "Ve le porto" 7. CI e NE: Le Particelle Pronominali Multifunzione Queste due piccole parole possiedono una versatilità straordinaria nella lingua italiana. Comprendere i loro molteplici usi è essenziale per raggiungere un livello avanzato di competenza linguistica. Le Funzioni della Particella CI La particella CI può sostituire diversi elementi nella frase: Un luogo (complemento di stato o moto a luogo): "Vai a Roma?" → "Sì, ci vado domani" Un argomento introdotto da "a": "Credi ai fantasmi?" → "No, non ci credo"
Vi siete mai chiesti perché in italiano esistono due parole diverse per dire "lui"? Perché a volte leggiamo "egli" nei libri classici e altre volte sentiamo "lui" nelle conversazioni quotidiane? Questo articolo esplorerà in profondità la differenza tra queste due forme, la loro evoluzione storica e, soprattutto, quando usare l'una o l'altra nella comunicazione moderna. Come e Quando Usare EGLI, Storia e Significato Cosa Significano "LUI" ed "EGLI"? Sia "lui" che "egli" sono pronomi personali di terza persona singolare maschile. In pratica, entrambi significano la stessa cosa: si riferiscono a una persona di sesso maschile di cui stiamo parlando. Per esempio: Giuseppe è un bravo studente. Lui studia medicina.Giuseppe è un bravo studente. Egli studia medicina. Come si può notare, il significato è identico! Ma allora perché esistono due parole diverse per esprimere lo stesso concetto? La risposta ha a che fare con la funzione grammaticale e con l'evoluzione della lingua italiana nel corso dei secoli. La Differenza Fondamentale: Funzione di SOGGETTO Ecco la prima regola cruciale da comprendere: "egli" può essere usato SOLO come soggetto della frase, mentre "lui" può essere usato sia come soggetto che in altre funzioni grammaticali. Questa è la distinzione più importante tra le due forme. Vediamo degli esempi concreti per chiarire meglio: Come Soggetto (chi compie l'azione) Lui/Egli parla italiano molto bene. ✓Lui/Egli è arrivato in ritardo. ✓ In questi casi, entrambe le forme sono grammaticalmente corrette perché funzionano come soggetto della frase. Come Complemento Oggetto Ho visto lui ieri sera. ✓Ho visto egli ieri sera. ✗ (SBAGLIATO!) Dopo una Preposizione Vado al cinema con lui. ✓Vado al cinema con egli. ✗ (SBAGLIATO!) Dopo il Verbo Essere per Identificare Qualcuno Sei tu? No, sono lui! ✓Sei tu? No, sono egli! ✗ (SBAGLIATO!) In Costruzioni Enfatiche È lui che ha mangiato la torta! ✓È egli che ha mangiato la torta! ✗ (SBAGLIATO!) Quindi, è fondamentale ricordare: "egli" è molto più limitato nell'uso rispetto a "lui" e può apparire esclusivamente nella posizione di soggetto! La Storia di "LUI" ed "EGLI": Un Viaggio nel Tempo Per comprendere appieno l'uso di questi pronomi, è essenziale fare un viaggio nella storia della lingua italiana. Questo percorso storico aiuterà a capire perché esistono queste due forme e come si sono evolute nel tempo. Le Origini Latine EGLI è la forma più antica. Deriva dal latino "ille" (che significava "quello") ed è stata la forma standard per secoli nella lingua italiana scritta e formale. Nel Medioevo e nel Rinascimento, per scrivere in italiano corretto, era necessario usare "egli". I grandi maestri della letteratura italiana come Dante, Boccaccio e Ariosto utilizzavano esclusivamente questa forma nei loro scritti. LUI, invece, ha un'origine interessante: deriva dal latino "illui", che era una forma del dativo (cioè "a quello"). All'inizio, "lui" veniva usato solo dopo le preposizioni, come "con lui", "per lui", eccetera, oppure come complemento oggetto ("Ho visto lui"). Tuttavia, nel linguaggio parlato, la gente ha cominciato a usare "lui" anche come soggetto perché era più semplice e diretto. E quando la lingua parlata cambia, anche quella scritta prima o poi segue. Pietro Bembo e le Sue "Regole" Un personaggio chiave in questa storia è Pietro Bembo, un linguista del Cinquecento che ha scritto un'opera fondamentale chiamata "Prose della volgar lingua" (pubblicata nel 1525). Bembo voleva stabilire quali fossero le regole del "buon italiano" e ha deciso che i pronomi soggetto corretti dovevano essere "egli" ed "ella". L'aspetto più sorprendente? Bembo ha addirittura criticato alcuni usi di Dante e Boccaccio (i più grandi scrittori italiani!) quando loro usavano "lui" come soggetto, sostenendo che lo facevano "per distrazione" o "per inavvertenza". Ci voleva un certo coraggio per affermare che Dante sbagliava! Le prescrizioni di Bembo sono state così influenti che "egli" ed "ella" sono rimasti la forma "ufficiale" per secoli, anche quando la gente comune non li usava più nella vita quotidiana. Ancora negli anni recenti, nelle scuole elementari italiane, si insegnavano i verbi così: io sonotu seiegli è (non "lui è"!)noi siamovoi sieteessi sono (non "loro sono"!) Oggi, quando si insegna italiano agli stranieri, si usano subito "lui", "lei" e "loro", perché sono le forme che si usano realmente nella comunicazione contemporanea! "Egli" nella Letteratura Italiana Nei grandi classici della letteratura italiana, "egli", "ella", "essi" ed "esse" sono onnipresenti. Ecco alcuni esempi significativi: Ludovico Ariosto - Orlando Furioso (1516) "Egli partì pieno d'onore e gloria""Ella piangeva la sorte sua infelice" Ugo Foscolo - Ultime lettere di Jacopo Ortis (1802) "Ella non mi ama e io l'adoro""Egli è troppo grande per questa terra" Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi (prima edizione, 1827) "Egli entrò nella stanza con passo misurato""Ella rimase muta col capo chino" Alessandro Manzoni: Il Rivoluzionario dei Pronomi Manzoni merita un discorso particolare, perché è stato il primo grande scrittore a rendersi conto che "egli" ed "ella" stavano diventando antiquati e artificiali. Ha riscritto il suo capolavoro I Promessi Sposi molte volte proprio per modernizzare la lingua! Osservate questi numeri incredibili che dimostrano la sua evoluzione linguistica: Edizione del 1827: "egli" compare 862 volte, "lui" come soggetto 0 volte Edizione del 1840 (13 anni dopo): "egli" compare solo 64 volte, "lui" come soggetto compare 200 volte! Ma cosa è successo agli altri 600 "egli" circa? Semplice: Manzoni li ha eliminati, lasciando il soggetto implicito (ne parliamo tra poco!). Manzoni è stato un vero innovatore linguistico che ha anticipato i tempi! Le Forme Femminili e Plurali: "ELLA", "ESSI", "ESSE" È importante conoscere anche le altre forme che esistevano nel sistema pronominale tradizionale: ELLA È il femminile di "egli". Oggi è praticamente scomparsa dalla lingua parlata e scritta, completamente sostituita da "lei". ESSO ed ESSA Erano usati principalmente per cose inanimate (oggetti, concetti, idee), non per persone. Oggi sono quasi completamente scomparsi, sostituiti da "questo/a", "quello/a", o semplicemente omessi. Esempio antico: "Il viaggio è stato lungo. Esso mi ha stancato molto."Italiano moderno: "Il viaggio è stato lungo. Mi ha stancato molto." (senza pronome) oppure "Questo mi ha stancato molto." ESSI ed ESSE Erano i plurali di "egli/ella" e "esso/essa". Anche questi oggi sono sostituiti da "loro" quando si parla di persone, o vengono omessi quando si parla di cose. Quando Usare "EGLI" e Quando Usare "LUI": Le Regole Pratiche Ecco la parte più importante per chi studia o usa l'italiano: quando si deve usare una forma o l'altra? Vediamo le regole pratiche con esempi concreti. Usate "LUI" quando: 1. Parlate in situazioni informali o quotidiane "Paolo voleva imparare a parlare italiano come un vero madrelingua. Lui ha quindi acquistato un corso intensivo.""Dove vai?" "Vado da lui." 2. Scrivete testi moderni, email, messaggi, articoli di giornale "Il sindaco ha dichiarato che lui non si dimetterà." 3. Volete dare enfasi al soggetto o creare un contrasto "Lui, a differenza di molti suoi colleghi, non cerca scorciatoie.""Mentre loro celebrano il successo, lui rimane umile." 4. Dovete usare il pronome dopo una preposizione o in qualsiasi posizione che non sia il soggetto "Parlo con lui ogni giorno.""Questo regalo è per lui." 5. In costruzioni enfatiche con il verbo essere "È lui che ha vinto!""Sono proprio loro i responsabili!" Usate "EGLI" quando: 1. Scrivete testi molto formali (documenti ufficiali, atti legali, testi burocratici, scritti scientifici) "Egli dichiara di rinunciare ai propri diritti.""Il professore ha pubblicato una nuova ricerca. Egli sostiene che..." 2. Volete imitare uno stile letterario antico "Egli camminava solo per le vie della città deserta." 3. Fate riferimenti storici o parlate di personaggi del passato in modo formale "Garibaldi sbarcò in Sicilia nel 1860. Egli guidò le sue truppe verso nord." Attenzione! "EGLI" Oggi è Quasi in Via di Estinzione È fondamentale comprendere che nell'italiano contemporaneo, "egli" è usato sempre meno. La maggior parte degli italiani usa quasi esclusivamente "lui", anche quando scrive! "Egli" suona molto formale, letterario, e a volte può sembrare addirittura un po' strano o pomposo se usato in contesti normali. Immaginate di incontrare un amico per strada e di dirgli: "Ho visto Matteo. Egli mi ha detto che domani viene alla festa." Il vostro amico probabilmente vi guarderebbe in modo strano! È troppo formale per una conversazione normale. Il problema è che alcuni italiani pensano che "lui", "lei" e "loro" siano un po' informali per la scrittura formale. Si sentono a disagio a usare "lui" in un testo importante, ma allo stesso tempo "egli" suona troppo antico! Questo crea un certo imbarazzo: da un lato abbiamo forme che sembrano vecchie, dall'altro forme che sembrano troppo casual. Qual è la soluzione? La risposta più comune è: omettere completamente il pronome! E questo ci porta al prossimo punto fondamentale... Il "Soggetto Nullo" o "Soggetto Zero": La Soluzione Italiana Ecco una delle caratteristiche più interessanti dell'italiano: possiamo omettere completamente il pronome soggetto! I linguisti chiamano questo fenomeno "soggetto nullo" o "soggetto zero". L'italiano, come lo spagnolo e il portoghese, è una lingua "pro-drop" (dall'inglese pronoun-dropping). Questo significa che possiamo "lasciar cadere" il pronome. Al contrario, in lingue come l'inglese, il francese o il tedesco,
Hai mai avuto dubbi su quale preposizione usare in italiano? "Vado A Roma o IN Roma?" "Parlo DI te o SU te?" Le preposizioni sono piccole parole che creano grandi problemi! Ma oggi risolveremo insieme tutti i tuoi dubbi con un test completo che copre tutti i livelli, da A1 a C2. Con questo articolo, metterai alla prova la tua conoscenza delle preposizioni italiane attraverso esercizi progressivi che ti permetteranno di scoprire esattamente a che punto sei e quali aspetti devi ancora migliorare. Alla fine di questo percorso, saprai usare le preposizioni come un vero italiano! Le Preposizioni Italiane: Test Completo da A1 a C2 Come Funziona Questo Test Il test è organizzato in livelli progressivi: cominceremo con frasi semplici di livello A1, poi passeremo al livello A2, B1, B2, C1 e infine C2. Per ogni livello, troverai 3 frasi da completare con le preposizioni corrette. Verso la fine, ci sarà un esercizio finale speciale con 10 frasi particolarmente difficili che metteranno alla prova tutte le tue competenze. Infine, avrai tutte le soluzioni con spiegazioni dettagliate per capire ogni singolo utilizzo. Quindi, prepara carta e penna per scrivere le tue risposte e iniziamo questo viaggio attraverso le preposizioni italiane! LIVELLO A1 - Le Basi delle Preposizioni Iniziamo dal livello A1, quello per principianti assoluti. Qui useremo le preposizioni più comuni in contesti molto semplici. Queste sono frasi basilari che ogni studente di italiano deve saper completare. Pronti? 1. Vado ___ scuola ogni giorno. 2. Maria viene ___ Regno Unito. 3. Questo è il telefono ___ mio amico Paolo. Soluzioni Livello A1 1. Vado a scuola ogni giorno. 2. Maria viene dal Regno Unito. 3. Questo è il telefono del mio amico Paolo. LIVELLO A2 - Un Passo Avanti Al livello A2, le cose diventano leggermente più complicate. Qui troveremo preposizioni articolate e alcuni usi un po' più specifici. Nota come qui dobbiamo pensare non solo alla preposizione giusta, ma anche se va combinata con l'articolo. Una bella sfida, no? 1. ___ Natale abbiamo pranzato tutti insieme. 2. Il treno parte ___ 8 ___ sera. 3. Abito ___ un appartamento ___ centro. Soluzioni Livello A2 1. A Natale abbiamo pranzato tutti insieme. 2. Il treno parte alle 8 di sera. 3. Abito in un appartamento in centro. LIVELLO B1 - Si Complica Ora le cose si fanno interessanti! Al livello B1, dovrai conoscere bene gli usi idiomatici e le espressioni fisse. A questo livello, bisogna davvero ragionare! Le preposizioni non seguono sempre la logica, quindi occorre studiare e fare tanta pratica. Attenzione! 1. Ho mal ___ testa ___ due ore. 2. ___ piccola, andavo sempre ___ miei nonni ___ campagna. 3. Durante l'esame non ho risposto ___ nessuna ___ domande. Soluzioni Livello B1 1. Ho mal di testa da due ore. 2. Da piccola, andavo sempre dai miei nonni in campagna. 3. Durante l'esame non ho risposto a nessuna delle domande. LIVELLO B2 - Per Studenti Seri Siamo arrivati al livello B2. Qui parliamo di studenti che hanno già una buona padronanza della lingua. Le frasi saranno più lunghe e complesse. Vedrai come in una singola frase possono esserci anche 5-6 preposizioni diverse! Questo è il vero italiano parlato e scritto. 1. La disoccupazione ___ nostro Paese è aumentata, soprattutto ___ i giovani ___ 18 ___ 30 anni. 2. Il treno ___ Milano passa ___ Bologna prima ___ arrivare ___ destinazione. 3. Non sono riuscito ___ finire il progetto ___ tempo ___ causa di troppi impegni. Soluzioni Livello B2 1. La disoccupazione nel nostro Paese è aumentata, soprattutto tra i giovani dai 18 ai 30 anni. 2. Il treno per Milano passa da Bologna prima di arrivare a destinazione. 3. Non sono riuscito a finire il progetto in tempo a causa di troppi impegni. LIVELLO C1 - Per Esperti Ora entriamo nel territorio degli esperti!