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Filippo Busin, imprenditore thienese ed ex parlamentare della Lega, parla del Carroccio oggi, del ruolo del parlamentare, e dell'ex governatore del veneto Luca Zaia, che Busin definisce "la sua più grande delusione".
La Lega non ha ancora trovato un modo per resistere ai prossimi intensi mesi di campagna elettorale. Il generale Roberto Vannacci insidia l'elettorato del Carroccio. L'altra sera in tv a Otto e Mezzo ha pure detto di essere stato usato da Matteo Salvini.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8490IL LASCITO DI UMBERTO BOSSI E LA PROMESSA INCOMPIUTA DEL FEDERALISMOdi Ruben Razzante La morte di Umberto Bossi segna la fine di una stagione politica che ha inciso profondamente nella storia della Seconda Repubblica e lascia aperta una riflessione complessa sul suo lascito, fatto di intuizioni potenti, battaglie identitarie e scelte controverse. Bossi è stato, prima di tutto, un animale politico nel senso più pieno del termine, capace di intercettare un sentimento diffuso nelle regioni del Nord e di trasformarlo in una forza organizzata, identitaria e duratura.La nascita della Lega rappresentò una rottura radicale con i partiti tradizionali: non solo una protesta contro Roma e il centralismo, ma una narrazione alternativa del Paese, fondata sulla contrapposizione tra produttività settentrionale e inefficienza statale. Tuttavia, il percorso di Bossi non fu lineare e uno dei momenti più controversi resta il 1994, quando contribuì alla caduta del primo governo guidato da Silvio Berlusconi dopo appena sette mesi, finendo - secondo molti osservatori - nella trappola istituzionale del presidente Oscar Luigi Scalfaro. Quel ribaltone aprì la strada al governo tecnico di Lamberto Dini e successivamente alla vittoria del centrosinistra nel 1996, segnando una frattura profonda nei rapporti tra Lega e centrodestra. Eppure, proprio la capacità di ricucire strappi apparentemente insanabili rappresenta un altro tratto distintivo della leadership bossiana: dopo anni di tensioni e divisioni, la riappacificazione con Berlusconi portò alla nascita di una coalizione più solida, culminata nella vittoria del 2001 e in una legislatura che, fino al 2006, fu tra le più stabili della storia recente, caratterizzata da riforme e da un consolidamento dell'asse tra Lega e Forza Italia.IL FEDERALISMO NON SI È MAI REALIZZATOL'ictus che colpì Bossi nel 2004 segnò un punto di svolta personale e politico, riducendo progressivamente la presenza pubblica del leader della Lega, ma non cancellandone l'influenza simbolica, che rimase forte soprattutto tra gli iscritti e nella base militante. Il cuore del suo lascito risiede nella centralità attribuita agli interessi del Nord, un'intuizione che ha ridefinito il dibattito politico italiano per decenni: dalla secessione, inizialmente evocata come obiettivo radicale, al più pragmatico federalismo, Bossi seppe adattare la sua strategia alle condizioni reali del sistema, riconoscendo i limiti di un progetto indipendentista in un contesto istituzionale fortemente vincolato.Tuttavia, il federalismo spinto che immaginava non si è mai pienamente realizzato, rimanendo una promessa incompiuta della sua parabola politica. Negli ultimi anni, ormai figura più simbolica che operativa, Bossi non ha rinunciato a esprimere critiche anche dure nei confronti della trasformazione della Lega sotto la guida di Matteo Salvini, accusato di aver snaturato il partito, spostandone il baricentro verso una dimensione nazionale e verso il consenso nel Sud, a scapito della storica base settentrionale. La scelta di dichiarare il voto per Forza Italia e la nascita del Comitato per il Nord insieme a figure a lui vicine rappresentano il segnale di una frattura mai ricomposta, che riflette due visioni diverse del ruolo e dell'identità del Carroccio.LA DECADENZA E IL CALO DI CONSENSOIn questo contesto, la morte di Bossi potrebbe riaprire un dibattito interno profondo: da un lato la tentazione di recuperare le radici padane e rilanciare una politica fortemente ancorata agli interessi economici e produttivi del Nord, dall'altro la prosecuzione della linea nazional-populista che ha garantito alla Lega successi significativi negli anni recenti ma che oggi mostra segni di affaticamento proprio nelle sue roccaforti storiche.Il calo di consenso nelle regioni settentrionali, a fronte di una maggiore attenzione a temi come il ponte sullo Stretto, evidenzia una tensione strategica non ancora risolta. La domanda che si apre è se il "culto padano", mai del tutto scomparso, possa tornare a essere un elemento mobilitante oppure se appartenga definitivamente a una fase storica irripetibile. In ogni caso, il lascito di Bossi resta quello di aver imposto una questione territoriale che continua a condizionare la politica italiana, costringendo alleanze e governi a confrontarsi con le istanze di autonomia, efficienza e rappresentanza provenienti dal Nord, anche quando queste non trovano piena traduzione istituzionale, come nel governo Meloni, fortemente sbilanciato in favore degli interessi del sud a scapito della valorizzazione delle eccellenze economiche e produttive settentrionali.Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Bossi, buone intuizioni ma senza una visione culturale" analizza l'azione politica dello storico segretario della Lega Nord.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 marzo 2026: Ad uno sguardo retrospettivo sintetico sulla sua vita politica risulta che Umberto Bossi ha espresso intuizioni di potenziale interesse, ma né lui né la Lega sono riusciti a configurarle in una visione culturale chiara. Gli spunti legati alla situazione di un momento possono dare ossigeno immediato e fare da propulsore per uno sviluppo politico anche significativo, ma hanno bisogno di essere sostenuti da una coerenza di quadro che in questo caso non c'è stata. I bisogni e le richieste di un momento, fosse anche per una intera macroregione come il Nord d'Italia, sono fondamentali perché la gente si mobiliti all'inizio e per un periodo, ma non riescono a mobilitarla a lungo. Per questo servono principi chiaramente coagulati in una consistente cultura politica.Le intuizioni politiche di Bossi avevano una dimensione legata al suo tempo, ma contenevano anche valori solidi e potenzialmente duraturi, se coltivati con consapevolezza. Quelle del primo tipo riguardavano l'insoddisfazione e il fastidio delle categorie produttive del Settentrione davanti al centralismo statalista, alla burocrazia partitica e sindacale, ad una "casta", come si diceva allora, che si autoalimentava e che faceva pagare i costi del sistema alle regioni del Nord.Quelle del secondo tipo riguardavano la famiglia, la terra, la comunità locale, il popolo, la propria storia, le culture dei cento campanili, la dimensione reale della vita sotto le artificiosità della politica di professione. Questi principi e valori non erano solo legati alle insoddisfazioni espresse sinteticamente nello slogan "Roma ladrona", non esprimevano solo un fastidio per un fisco oppressivo o per politiche che facevano pagare ad una parte dell'Italia l'assistenzialismo dell'altra. Essi avevano una loro consistenza oltre la contingenza.Il punto è proprio questo: quanta chiarezza c'era nelle prospettive di Bossi e della sua Lega su questi valori? Nelle regioni del Nord, dove la Lega si sviluppò, era evidente il nesso tra i valori che abbiamo elencato sopra e lo stesso sviluppo economico. La centralità della famiglia e della religione cattolica come molle di questo sviluppo erano accertati. Ma fino a che punto Bossi e la Lega chiarirono questo rapporto? Puntare su imprese che volevano meno tasse, ipotizzare una qualche identità etnica propria della Padania, inventarsi il "dio Po", recuperare in Alberto da Giussano le proprie origini, rinverdire il giuramento di Pontida... non erano sufficienti, nella loro confusione strumentale, a supportare a lungo un partito che volesse essere anche un movimento culturale.Tornando ai valori citati sopra, essi richiamano un concetto di fondo che avrebbe potuto fare da collante, chiaro e propositivo, della cultura politica della Lega: la sussidiarietà. La famiglia, il municipio, la regione avrebbero potuto venire intese come "società naturali" che, giustamente erano pronte a lottare contro uno Stato accentratore e irrispettoso non delle autonomie in generale, ma delle autonomie delle società naturali appunto. La lotta avrebbe potuto essere tra natura e artificio e allora sì che avrebbe assunto un respiro lungimirante.Come è noto da quando Matteo Salvini ha spinto le cose per trasformare la Lega in un partito nazionale elettoralmente ci fu un momento nel quale l'idea ebbe successo. Da allora nella Lega si sono fronteggiate due linee, nonostante l'apparente unanimismo di convenienza. Ma la linea di chi contestava l'apertura nazionale rimaneva impigliata nei piccoli rapporti di potere locali e non pensava a valorizzare le grandi potenzialità della sussidiarietà correttamente intesa. Le intuizioni di Bossi avevano una potenzialità di cui Bossi non era a conoscenza. Si spiega così anche il difficile rapporto con Gianfranco Miglio, il politologo del federalismo, il quale cercò di rinforzare il quadro culturale della Lega senza riuscirci.Ripartire dal basso, questo era il grande messaggio rivoluzionario della Lega, la rivendicazione di una priorità politica delle società naturali rispetto allo Stato che dovevano riprendersi con la lotta la propria originaria autonomia. Non per fuggire dalle tasse, dalla burocrazia o dell'ipertrofia legislativa, ma per riordinare in modo naturale tutta la politica, liberandola dalle ideologie e riconducendola alla realtà.Una prova piuttosto evidente che questo tipo di chiarezza non c'era o era difettosa è che durante i governi leghisti delle regioni settentrionali quei valori non sono stati promossi. Chi scrive queste righe ha una conoscenza maggiore del Veneto e del Friuli Venezia Giulia più che di Lombardia o Piemonte. Ora, in quelle due regioni, non si riescono a individuare nel governo leghista
Roberto Vannacci ha detto addio alla Lega. "Inseguo un sogno, e vado lontano.
La Lega propone una stretta sulla cittadinanza. Secondo la proposta di legge presentata dal Carroccio alla Camera, lo straniero nato in Italia, per diventare italiano a 18 anni, dovrebbe superare un esame di integrazione, volto a verificare l'effettiva integrazione nonché la conoscenza delle regole sociali e giuridiche minime.
Il rapporto annuale dell'Istat conferma che tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni contrattuali hanno perso il 10,5% del potere d'acquisto, a causa dell'impennata inflazionistica innescata dalla crisi energetica del 2021-2022. Il reddito medio da lavoro per occupato nel 2024 risulta inferiore a quello del 2004, ma il reddito familiare equivalente tiene grazie a famiglie più piccole, maggiore partecipazione al lavoro e diffusione della proprietà immobiliare. Quasi un quarto della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale (23,1%), con picchi al Sud (39,8%). Intanto, secondo la Commissione UE, l'Italia ha raggiunto la Francia nel Pil pro capite a parità di potere d'acquisto e dimezzato il gap con la Germania, anche se resta sotto i livelli pre-crisi debito. Ne parliamo con: Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.Fatturato manifatturiero 2025 stabile a prezzi costanti, in modesta crescita a prezzi correntiIl Centro Studi di Intesa Sanpaolo, con Prometeia, prevede per l'industria manifatturiera italiana un fatturato 2025 di 1.143 miliardi di euro: stabile a prezzi costanti, in crescita dell'1,8% a prezzi correnti. Tra i settori più dinamici: farmaceutico (+2,4%), meccanica (+1,7%) e largo consumo (+1,2%). Fondamentale sarà la ripresa della domanda europea, trainata dal rallentamento dell'inflazione e dalla ripartenza tedesca. Dal 2026 al 2029 la crescita media attesa è dell'1% annuo, spinta da export, Pnrr e investimenti in digitalizzazione e sostenibilità. Le esportazioni resteranno il principale motore, con un saldo commerciale atteso di 1.324 miliardi al 2029. Sul fronte interno, la ripresa del potere d'acquisto e gli incentivi di Transizione 5.0 sosterranno consumi e investimenti. Interviene Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.Via alla prima federazione di Confindustria sui servizi intellettualiNasce Confindustria Professioni e Management, prima federazione confindustriale dedicata ai servizi Head Made, cioè quelli a elevato contenuto intellettuale. Presentata ufficialmente a Roma nella sala del Carroccio in Campidoglio, la nuova realtà aggrega Assoconsult, Oice e Una-Aziende della Comunicazione Unite, rappresentando circa 800 imprese per 150mila lavoratori, in gran parte under 30. Obiettivo: rafforzare il peso del terziario avanzato nel sistema Confindustria, favorire l'integrazione delle competenze e contribuire a un'economia più resiliente. Tra le priorità: diventare interlocutore strategico delle istituzioni, avviare un tavolo per il contratto unico dei servizi e rafforzare l'alleanza con il Centro studi Confindustria. Giorgio Lupoi (OICE) è il presidente della federazione, affiancato da Luigi Riva (Assoconsult) e Davide Arduini (Una). Il commento è di Giorgio Lupoi, presidente OICE e neo presidente di Prom, Confindustria professioni e management
Matteo Salvini eletto segretario della Lega per la terza volta consecutiva. Si chiude così, come previsto, la due giorni del Congresso del Carroccio a Firenze.
Oggi si è tenuto a Bruxelles la riunione dei ministri della Difesa della Nato. Sul tavolo inevitabilmente quanto annunciato ieri da Donal Trump in merito all'inizio delle trattative per una pace in Ucraina e la richiesta all'Europa, avanzata dal Segretario americano alla Difesa Pete Hegseth, di farsi carico della maggior parte dei finanziamenti all'Ucraina. Dai 31 membri della Nato Trump continua a pretendere un impegno finanziario maggiore del 2% del loro Pil, mentre complessivamente i Paesi Nato della Ue sono all 1,9%, con l Italia per esempio che non arriva all 1,6%. Nello specifico Cambio in un intervento all'incontro dello Ukraine Defence Contact Group, che riunisce più di 40 paesi alleati dell'Ucraina, tenutosi ieri a Bruxelles, il Segretario americano alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l'Europa dovrà fornire la maggior parte dei finanziamenti all'Ucraina, segnando un cambio di rotta nella politica di Washington. Se tutti i Paesi Ue fossero al 2% del Pil, così come chiede la Nato già ora, ci sarebbero 60 miliardi in più da spendere. I singoli Paesi europei in questi mesi dovranno decidere se mantenere l inefficiente frammentazione e rimpolpare i loro sistemi di difesa, pagando ognuno di tasca propria e portando acqua all industria militare Usa, o accordarsi per una Difesa comune europea. Per finanziarla, sempre nel quadro della Nato, è in discussione la possibilità di emettere debito comune. In questo caso gli scenari sono due: 1) acquisti centralizzati dai miglior offerenti per spendere meno; 2) concentrare le risorse sulla industria europea per uniformare le forniture. A margine della Ministeriale della Nato a Bruxelles si è espresso anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: 'Su obiettivo oltre 3% concordi quasi tutti' L'impegno di spendere per la difesa una somma annua pari ad almeno il 2% del Pil "ormai è ampiamente superato". Il segretario alla Difesa degli Usa Pete Hegseth "ci ha ribadito che la richiesta di Donald Trump sarà al 5%. Noi abbiamo ribadito che per molti Paesi è impossibile pensare di raggiungere un obiettivo di questo tipo". "Probabilmente - ha aggiunto - a fine giugno, quando si riunirà la Nato, ci sarà un'ulteriore proposta" di obiettivo per la spesa per la difesa, "che non sarà più sicuramente il 2%, neanche il 2,5%. Si parla di oltre il 3%", obiettivo che, conclude, "trova concordi quasi tutti i Paesi". Ne parliamo con Adriana Cerretelli, editorialista Il Sole 24 Ore Bruxelles.La Lega insiste sulla pace fiscale ma Giorgetti non si sbilanciaL obiettivo per ora è soprattutto mediatico. Matteo Salvini ha riunito ieri alla Camera il Consiglio federale della Lega per rilanciare la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali che secondo il vicepremier del Carroccio potrebbe arrivare in primavera, anche con un decreto ad hoc. Toccherà ora a Giancarlo Giorgetti mettere in pratica l idea riuscendo a far quadrare i conti di quella che il segretario della Lega ha battezzato pace fiscale . E qui viene il difficile. Lo si capisce dalla risposta sibillina del ministro dell Economia. Ai giornalisti che gli chiedono se sia d accordo con questa nuova rottamazione risponde con un sibillino «non smentisco». A spanne il costo si aggirerebbe attorno ai 5 miliardi di euro. Tanto, troppo per un bilancio in sofferenza. Oggi il ministro dell Economia Giancarlo Giorgetti durante il question time al Senato ha spiegato che lavora sempre sulle coperture di ogni tipo perché purtroppo il lavoro il Mef è su tutte le coperture, rispondendo alla domanda se fosse in corso la ricerca di risorse per la rottamazione delle cartelle fiscali. Intanto ieri è arrivato ieri sera in extremis l emendamento fiscale al Milleproroghe che riapre i termini della rottamazone quater (domande entro il 30 aprile) e corregge la stretta sulle auto aziendali: i contratti firmati nel 2024 eviteranno l aumento di costi. Intanto la Lega insiste sulla sanatoria in 10 anni. Alleati freddi. Ne parliamo con Gianni Trovati, de Il Sole 24 OreTim, ok a Mef-Retelit su Sparkle La firma per il distacco di Sparkle da Telecom Italia è fissata per l 11 aprile, ma la vendita sarà completata «entro il primo trimestre del 2026», una volta ottenute le prescritte autorizzazioni antitrust e golden power. Il cda Tim ha approvato ieri l offerta Mef-Retelit. Della società dei cavi sottomarini il Mef rileverà il 70%, la controllata italiana del fondo Asterion il 30%, finanziando l operazione per circa la metà a debito, con il supporto di un pool di banche (Intesa, Ing, Bpm e Mps). L offerta, che valuta la società dei cavi sottomarini internazionali 700 milioni in termini di enterprise value, era diventata vincolante prima di Natale, ma il termine di validità, inizialmente fissato nel 27 gennaio, era poi slittato al 15 marzo. L offerta è passata al vaglio del Comitato parti correlate per la presenza nel capitale di Cdp (9,8%) e nel board del presidente della Cassa Giovanni Gorno Tempini. Ieri il board ha esaminato anche il preconsuntivo del 2024 che ha riportato risultati anche migliori degli obiettivi aziendali. La nota Tim sottolinea che «sono state centrate tutte le guidance per tre anni consecutivi». I ricavi consolidati sono cresciuti del 3,1% a 14,5 miliardi, con un miglioramento dell 1,5% a 10,2 miliardi sul mercato domestico e un progresso del 6,8% a 4,4 miliardi in Brasile. L Ebitda aumenta dell 8,3% a 4,3 miliardi, con contributo analogo e identica progressione dalle attività in Italia e nel Paese sudamericano. L Ebitda after lease sale del 10,1% a 3,7 miliardi (+8,5% sul mercato domestico a 2 miliardi e +11,9% in Brasile a 1,7 miliardi). Sul mercato domestico Tim consumer ha riportato ricavi per 6,1 miliardi (+0,6%) e Tim enterprise per 3,3 miliardi (+4,1%). Ne parliamo con Antonella Olivieri Il Sole24OreConfindustria: dai dazi effetti profondi sull ItaliaTrump firmerà presto un ordine per imporre dazi a tutti i Paesi che applicano dazi sulle importazioni statunitensi. Il presidente statunitense ha già annunciato dazi su acciaio e alluminio dal 12 marzo, scatenando reazioni negative da Canada, Ue e Messico.In questo contesto secondo il Centro Studi di Confindustria, che oggi ha pubblicato una nota, l export italiano è più esposto della media Ue al mercato Usa. Tra i settori maggiormente esposti: bevande (39%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (30,7% e 34%) e farmaceutica (30,7%). Nel 2024 le vendite di beni italiani negli Usa sono state pari a circa 65 miliardi di euro, generando un surplus vicino a 39 miliardi. "I lavori empirici basati sull esperienza della prima amministrazione Trump - si legge nella nota - mostrano che i dazi si sono scaricati interamente sui prezzi di acquisto, con un impatto finale di minori margini per le imprese e maggiori prezzi per i consumatori. Per Italia ed Europa si prefigurano considerevoli rischi, accanto ad alcune opportunità, in termini di quote di mercato potenzialmente contendibili nel mercato Usa liberate dal decoupling con la Cina". I dazi, spiega il Centro Studi, sono uno strumento "estremamente distorsivo" e nel caso dell'Italia " le connessioni economiche sono estremamente profonde". Il commento è di Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.
La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto. Matteo Salvini convoca il consiglio federale della Lega e al primo punto della discussione mette sul tavolo il terzo mandato per Luca Zaia in Veneto. Così il Carroccio blinda la candidatura di Zaia, contrastata invece in modo pubblico dalla premier Giorgia Meloni, da Fratelli d'Italia e da Forza Italia che vorrebbero spartirsi la poltrona del Governatore veneto. Lo strappo di Zaia di queste ore è servito proprio per ricompattare il suo partito e per rendere alla luce del sole le posizioni delle tante anime che compongono la direzione leghista. Tutto è avvenuto dopo settimane di forti tensioni tra la leadership leghista e il governatore del Veneto, in seguito allo stop di Meloni al terzo mandato e le conseguenti accuse di debolezza al vicepremier Salvini, che secondo i leghisti veneti avrebbe di fatto avallato la fine della stagione di Zaia. Le reazioni. "Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l'intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia", scrive in una nota il vertice della Lega. Ma resta palese lo scontro tra chi, come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, crede che alla fine si potrà trovare una sintesi con gli altri partner di maggioranza, e quelli come il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che ricorda come la Lega vuole tenersi le regioni dove governa. e chiede a Giorgia Meloni di trovare una soluzione soddisfacente. La palla viene dunque rigettata all'avversario interno con la speranza che ci sia un ripensamento. La sensazione è che la Lega, nel caso si andasse all'abolizione del terzo mandato, potrebbe porre un serio problema di permanenza nella maggioranza. Non sarebbe neppure la prima volta. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
La Lega fa quadrato sulla candidatura di Zaia in Veneto. Matteo Salvini convoca il consiglio federale della Lega e al primo punto della discussione mette sul tavolo il terzo mandato per Luca Zaia in Veneto. Così il Carroccio blinda la candidatura di Zaia, contrastata invece in modo pubblico dalla premier Giorgia Meloni, da Fratelli d'Italia e da Forza Italia che vorrebbero spartirsi la poltrona del Governatore veneto. Lo strappo di Zaia di queste ore è servito proprio per ricompattare il suo partito e per rendere alla luce del sole le posizioni delle tante anime che compongono la direzione leghista. Tutto è avvenuto dopo settimane di forti tensioni tra la leadership leghista e il governatore del Veneto, in seguito allo stop di Meloni al terzo mandato e le conseguenti accuse di debolezza al vicepremier Salvini, che secondo i leghisti veneti avrebbe di fatto avallato la fine della stagione di Zaia. Le reazioni. "Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l'intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia", scrive in una nota il vertice della Lega. Ma resta palese lo scontro tra chi, come il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, crede che alla fine si potrà trovare una sintesi con gli altri partner di maggioranza, e quelli come il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo che ricorda come la Lega vuole tenersi le regioni dove governa. e chiede a Giorgia Meloni di trovare una soluzione soddisfacente. La palla viene dunque rigettata all'avversario interno con la speranza che ci sia un ripensamento. La sensazione è che la Lega, nel caso si andasse all'abolizione del terzo mandato, potrebbe porre un serio problema di permanenza nella maggioranza. Non sarebbe neppure la prima volta. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
di Alessandro Luna | Tra gli argomenti di oggi l'accordo sempre più vicino tra Israele e Hamas, il caos treni di Salvini e Musk che potrebbe comprare Tiktok. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
VENEZIA (ITALPRESS) - "La mia priorità sono i veneti e le venete. La Lega viene dopo i cittadini, ma prima del centrodestra. Io sono a disposizione della Lega" Lo ha detto stamani a Venezia il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, in merito a un suo possibile impegno diretto a sostegno del Carroccio nelle prossime elezioni regionali. Zaia ha ribadito la sua contrarietà ad un candidato mandato dall'alto.xa7/tvi/gtr
VENEZIA (ITALPRESS) - "La mia priorità sono i veneti e le venete. La Lega viene dopo i cittadini, ma prima del centrodestra. Io sono a disposizione della Lega" Lo ha detto stamani a Venezia il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, in merito a un suo possibile impegno diretto a sostegno del Carroccio nelle prossime elezioni regionali. Zaia ha ribadito la sua contrarietà ad un candidato mandato dall'alto.xa7/tvi/gtr
This October you can join Brigitte Sylvestre and Moody Radio in Ireland! You can discover the historic city of Dublin, stand on the Spectacular Cliffs of Moher……. And make a special visit to the Clonmacnoise, one of the oldest and most important early Christian settlements in Europe – and even stay overnight in a medieval Castle……On Tuesday’s Mornings with Eric and Brigitte, Station manager, Jesse Carroccio will share more about this opportunity to travel with Moody! Donate to Moody Radio: http://moodyradio.org/donateto/morningshow/wrmbSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Our communities, our country, and our world are in complete turmoil. Worry, anxiety, and uncertainty have left a “God-shaped hole” in the lives of many as truth is desperately sought after. Wednesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio reminds us that our only true foundation is Jesus Christ. His Word is the hope that can provide the answers people earnestly seek day in and day out. The reality is we can’t do this alone and we need your generous support!Donate to Moody Radio: http://moodyradio.org/donateto/morningshow/wrmbSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Manovra economica. In scena l'assalto alla diligenza dei partiti. Diciamolo subito: alla fine del 2024 la manovra economica, cioè la carta d'identità del nostro paese, sarà approvata e lo spettro dell'esercizio provvisorio, evocato dall'opposizione, tornerà in soffitta almeno fino a dicembre 2025. Ma che fatica. Ogni anno assistiamo sempre all'assalto della diligenza, incarnata dalla legge di stabilità, da parte dei partiti di maggioranza. Ci siamo abituati a questa farsa con gli esecutivi di centrodestra e di centrosinistra: è uno spettacolo comunque indecoroso, non degno di una delle nazioni più sviluppate del mondo. Ieri è andato in scena l'ultimo atto di questa commedia. Parla la premier Giorgia Meloni, l'emiciclo di Montecitorio è in parte vuoto. Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli e il vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c'è. E dall'alto dell'emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz'ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. Dove sono? Non sono presenti. "Colpa dei treni", dicono. Lo scontro politico rientra. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier passa con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti. Ci sono anche i leghisti. Lo spauracchio dell'esercizio provvisorio. Nella prima Repubblica, l'esercizio provvisorio è stato utilizzato almeno 33 volte, e anche nella seconda Repubblica è sempre stato agitato come spauracchio per uscire dai pantani delle crisi di governo. Lo spettro è tornato a far parlare di sé in questi giorni, dominati dalla possibilità che non ci siano i tempi per approvare la manovra di fine anno. Del resto l'esercizio provvisorio del bilancio, almeno in teoria, è una misura straordinaria che dovrebbe trovare rara applicazione, anche se, dalla data di entrata in vigore della Costituzione, 42 leggi hanno dato il via libera a questo strumento (33 per l'autorizzazione effettiva e 9 per garantire una proroga). La Costituzione (articolo 81), infatti, prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l'esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all'interno di questo intervallo di tempo). "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Manovra economica. In scena l'assalto alla diligenza dei partiti. Diciamolo subito: alla fine del 2024 la manovra economica, cioè la carta d'identità del nostro paese, sarà approvata e lo spettro dell'esercizio provvisorio, evocato dall'opposizione, tornerà in soffitta almeno fino a dicembre 2025. Ma che fatica. Ogni anno assistiamo sempre all'assalto della diligenza, incarnata dalla legge di stabilità, da parte dei partiti di maggioranza. Ci siamo abituati a questa farsa con gli esecutivi di centrodestra e di centrosinistra: è uno spettacolo comunque indecoroso, non degno di una delle nazioni più sviluppate del mondo. Ieri è andato in scena l'ultimo atto di questa commedia. Parla la premier Giorgia Meloni, l'emiciclo di Montecitorio è in parte vuoto. Forza Italia accorre in massa, col capogruppo Paolo Barelli e il vicepremier Antonio Tajani. Matteo Salvini invece non c'è. E dall'alto dell'emiciclo, mentre la premier interviene per oltre mezz'ora di discorso su Siria, migranti, automotive, pace in Ucraina, si notano appena 5 deputati del Carroccio. 5 su 65. Dove sono? Non sono presenti. "Colpa dei treni", dicono. Lo scontro politico rientra. La risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier passa con 193 voti favorevoli, 118 contrari e 9 astenuti. Ci sono anche i leghisti. Lo spauracchio dell'esercizio provvisorio. Nella prima Repubblica, l'esercizio provvisorio è stato utilizzato almeno 33 volte, e anche nella seconda Repubblica è sempre stato agitato come spauracchio per uscire dai pantani delle crisi di governo. Lo spettro è tornato a far parlare di sé in questi giorni, dominati dalla possibilità che non ci siano i tempi per approvare la manovra di fine anno. Del resto l'esercizio provvisorio del bilancio, almeno in teoria, è una misura straordinaria che dovrebbe trovare rara applicazione, anche se, dalla data di entrata in vigore della Costituzione, 42 leggi hanno dato il via libera a questo strumento (33 per l'autorizzazione effettiva e 9 per garantire una proroga). La Costituzione (articolo 81), infatti, prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l'esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all'interno di questo intervallo di tempo). "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Our communities, our country, and our world are in complete turmoil. Worry, anxiety, and uncertainty have left a “God-shaped hole” in the lives of many as truth is desperately sought after. Tuesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio reminds us that our only true foundation is Jesus Christ. His Word is the hope that can provide the answers people earnestly seek day in and day out. Romans 10:14–15 boldly reminds us, “How can they hear without someone preaching to them? And how can anyone preach unless they are sent?”Donate to Moody Radio: http://moodyradio.org/donateto/morningshow/wrmbSee omnystudio.com/listener for privacy information.
La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. Pd: noi siamo pronti. Solo ieri un vecchio e collaudato democristiano come Maurizio Lupi, avvertiva i leader di maggioranza di restare uniti, in quanto, nel passato, numerosi governi sono caduti per screzi, protagonismi: ciò che parevano normali posizionamenti dei partiti all'interno del peso politico di uno schieramento di maggioranza possono ricadere, in breve tempo, sulle attività di governo portando dritti alla crisi. Il tema vero non è tanto il taglio del canone Rai, sul quale Forza Italia ha votato con l'opposizione. Ma il ruolo degli azzurri nel centrodestra e l'inconciliabile dialogo con la Lega. Forza Italia e Lega ai ferri corti. Su molte questioni, soprattutto sui diritti civili, Forza Italia ha dimostrato di essere più vicina all'opposizione che ai suoi partner di maggioranza. Del resto le interviste a Marina e Piersilvio Berlusconi di questa estate dimostrano un cambio di passo e di linea rispetto al ruolo di subalternità di Tajani rispetto a Meloni e Salvini. Dopo le elezioni politiche del 2022 abbiamo assistito ad un lento ma costante sgretolamento della tradizionale base elettorale leghista che in molte regioni storiche del nord è stata minata dall'avanzata di Fratelli d'Italia e, nel sud, dalla crescita di Forza Italia. Lo spostamento della Lega verso la destra radicale ha marcato determinato un vuoto politico colmato da Giorgia Meloni e Antonio Tajani che ha sorpassato il Carroccio nelle recenti elezioni regionali e nelle europee. Condivisione di un programma di Governo comune. Per Forza Italia non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise. Insomma, i toni sono pesanti, e la sostanza politica resta. Nonostante la mediazione di Giorgia Meloni, le distanze tra Lega e Forza Italia sono ancora ampie e il margine per ricucire lo strappo è sempre più corto. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
La maggioranza traballa e non rientra la frizione tra Forza Italia e Lega. Pd: noi siamo pronti. Solo ieri un vecchio e collaudato democristiano come Maurizio Lupi, avvertiva i leader di maggioranza di restare uniti, in quanto, nel passato, numerosi governi sono caduti per screzi, protagonismi: ciò che parevano normali posizionamenti dei partiti all'interno del peso politico di uno schieramento di maggioranza possono ricadere, in breve tempo, sulle attività di governo portando dritti alla crisi. Il tema vero non è tanto il taglio del canone Rai, sul quale Forza Italia ha votato con l'opposizione. Ma il ruolo degli azzurri nel centrodestra e l'inconciliabile dialogo con la Lega. Forza Italia e Lega ai ferri corti. Su molte questioni, soprattutto sui diritti civili, Forza Italia ha dimostrato di essere più vicina all'opposizione che ai suoi partner di maggioranza. Del resto le interviste a Marina e Piersilvio Berlusconi di questa estate dimostrano un cambio di passo e di linea rispetto al ruolo di subalternità di Tajani rispetto a Meloni e Salvini. Dopo le elezioni politiche del 2022 abbiamo assistito ad un lento ma costante sgretolamento della tradizionale base elettorale leghista che in molte regioni storiche del nord è stata minata dall'avanzata di Fratelli d'Italia e, nel sud, dalla crescita di Forza Italia. Lo spostamento della Lega verso la destra radicale ha marcato determinato un vuoto politico colmato da Giorgia Meloni e Antonio Tajani che ha sorpassato il Carroccio nelle recenti elezioni regionali e nelle europee. Condivisione di un programma di Governo comune. Per Forza Italia non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise. Insomma, i toni sono pesanti, e la sostanza politica resta. Nonostante la mediazione di Giorgia Meloni, le distanze tra Lega e Forza Italia sono ancora ampie e il margine per ricucire lo strappo è sempre più corto. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
A Pontida, nella bergamasca, si sono riuniti gli esponenti della Lega e alcuni ospiti internazionali nel tradizionale raduno dei sostenitori del Carroccio. Particolarmente viva questa edizione, la 36esima, alla quale ha partecipato anche il leader ungherese Viktor Orban.
People need the gospel now, more than ever. In these chaotic times, the message of the gospel offers peace and confidence as they search for stability, hope, and truth. But we can’t continue this critical work alone. Wednesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio reminds us that each and every day, Moody Radio intentionally shares the good news of salvation, forgiveness, and everlasting life through Christ. Specifically, over a million people each week receive hope and inspiration from Bible-centered programs and uplifting worship to help people find and grow in their firm foundation in Jesus. Fall Share 2024 - To Give or For More InfoSee omnystudio.com/listener for privacy information.
People need the gospel now, more than ever. In these chaotic times, the message of the gospel offers peace and confidence as they search for stability, hope, and truth. But we can’t continue this critical work alone. Thursday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio reminds us that each and every day, Moody Radio intentionally shares the good news of salvation, forgiveness, and everlasting life through Christ. Specifically, over a million people each week receive hope and inspiration from Bible-centered programs and uplifting worship to help people find and grow in their firm foundation in Jesus. Fall Share 2024 - To Give or For More InfoSee omnystudio.com/listener for privacy information.
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) - "Sono stati promessi dei ripensamenti sul fronte del Green Deal, ma visto il ruolo determinante giocato dai Verdi non credo che andremo in questa direzione e temo che per l'economia europea saranno problemi". Lo dice l'eurodeputato della Lega Paolo Borchia, capodelegazione del Carroccio, in merito alla riconferma di Ursula Von der Leyen alla guida della Commissione.xf4/sat/gtr
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) - "Sono stati promessi dei ripensamenti sul fronte del Green Deal, ma visto il ruolo determinante giocato dai Verdi non credo che andremo in questa direzione e temo che per l'economia europea saranno problemi". Lo dice l'eurodeputato della Lega Paolo Borchia, capodelegazione del Carroccio, in merito alla riconferma di Ursula Von der Leyen alla guida della Commissione.xf4/sat/gtr
MILANO (ITALPRESS) - Serve “meno Europa”, i singoli Stati devono recuperare sovranità. Claudio Borghi, senatore della Lega e candidato nella circoscrizione Centro alle Europee, lo spiega intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano - Elezioni Europee” dell'agenzia Italpress. “Per la prima volta le forze eurocritiche possono ottenere la maggioranza. L'altra volta la Lega andò bene, altri meno, ma stavolta sono tutti in salita. Il primo cambiamento è “meno Europa”. Anziché continuare sulla strada dell'integrazione e della cessione della sovranità dobbiamo recuperarla. Senza avere il Macron di turno che decide di fare la guerra e tutti devono seguirlo”, ha affermato l'esponente del Carroccio.gsl/sat/gtr
MILANO (ITALPRESS) - Serve “meno Europa”, i singoli Stati devono recuperare sovranità. Claudio Borghi, senatore della Lega e candidato nella circoscrizione Centro alle Europee, lo spiega intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano - Elezioni Europee” dell'agenzia Italpress. “Per la prima volta le forze eurocritiche possono ottenere la maggioranza. L'altra volta la Lega andò bene, altri meno, ma stavolta sono tutti in salita. Il primo cambiamento è “meno Europa”. Anziché continuare sulla strada dell'integrazione e della cessione della sovranità dobbiamo recuperarla. Senza avere il Macron di turno che decide di fare la guerra e tutti devono seguirlo”, ha affermato l'esponente del Carroccio.gsl/sat/gtr
A cura di Daniele Biacchessi Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo abituato. La tendenza è rilevata anche in gran parte degli altri aderenti alla Ue dove i risultati e le loro implicazioni politiche sono interpretati in chiave nazionale, sovente come resa dei conti all'interno delle maggiori coalizioni. Il caso italiano Le elezioni europee del 2014 furono viste come un plebiscito per l'allora segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che prese il 40,81% dei voti, un traguardo mai raggiunto da un candidato di centrosinistra. Nel 2019, solo cinque anni dopo, il successo della Lega nelle elezioni europee contribuì in buona parte alla caduta del primo governo Conte che si reggeva sull'alleanza tra il Carroccio e il M5s. Le elezioni europee 2024 Le europee 2024 rappresentano in Italia un test elettorale interno, una sorta di midterm alla cacio e pepe. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia sono alla ricerca di una conferma del risultato elettorale politico del 25 settembre 2022, quindi non sotto il 27%. La Lega non intende farsi superare da Forza Italia, perché metterebbe a rischio la stabilità della leadership di Matteo Salvini nel partito, e anche nel Governo. Salvini si presenta con candidati di rottura, mentre Meloni cerca di ‘normalizzare' l'immagine internazionale del suo partito, presentandosi come una alternativa conservatrice di governo europeo. Nel centrosinistra la corsa è tra il Pd di Elly Schlein dato in forte rimonta, e il M5s di Giuseppe Conte in netto calo. I nuovi equilibri europei L'attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è interessata a favorire una collaborazione fra il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Conservatori e Riformisti (di cui è presidente Giorgia Meloni). Il progetto politico potrebbe portare a nuove alleanze fra centro-destra e destra radicale nel corso della prossima legislatura, con la conseguente marginalizzazione del Pse e dei liberali di Renew. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
A cura di Daniele Biacchessi Un dato è ormai certo. In questa fiacca campagna elettorale italiana, tra i temi proposti dai candidati di tutti gli schieramenti l'Unione europea non c'è. Non è solo un paradosso a cui il nostro Paese è da tempo abituato. La tendenza è rilevata anche in gran parte degli altri aderenti alla Ue dove i risultati e le loro implicazioni politiche sono interpretati in chiave nazionale, sovente come resa dei conti all'interno delle maggiori coalizioni. Il caso italiano Le elezioni europee del 2014 furono viste come un plebiscito per l'allora segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che prese il 40,81% dei voti, un traguardo mai raggiunto da un candidato di centrosinistra. Nel 2019, solo cinque anni dopo, il successo della Lega nelle elezioni europee contribuì in buona parte alla caduta del primo governo Conte che si reggeva sull'alleanza tra il Carroccio e il M5s. Le elezioni europee 2024 Le europee 2024 rappresentano in Italia un test elettorale interno, una sorta di midterm alla cacio e pepe. La premier Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia sono alla ricerca di una conferma del risultato elettorale politico del 25 settembre 2022, quindi non sotto il 27%. La Lega non intende farsi superare da Forza Italia, perché metterebbe a rischio la stabilità della leadership di Matteo Salvini nel partito, e anche nel Governo. Salvini si presenta con candidati di rottura, mentre Meloni cerca di ‘normalizzare' l'immagine internazionale del suo partito, presentandosi come una alternativa conservatrice di governo europeo. Nel centrosinistra la corsa è tra il Pd di Elly Schlein dato in forte rimonta, e il M5s di Giuseppe Conte in netto calo. I nuovi equilibri europei L'attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è interessata a favorire una collaborazione fra il Partito Popolare Europeo e il gruppo dei Conservatori e Riformisti (di cui è presidente Giorgia Meloni). Il progetto politico potrebbe portare a nuove alleanze fra centro-destra e destra radicale nel corso della prossima legislatura, con la conseguente marginalizzazione del Pse e dei liberali di Renew. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
(00:47) Federico Fubini racconta dei ricavi record delle banche occidentali che hanno fruttato 800 milioni a Mosca, che intanto nazionalizza la succursale dell'italiana Ariston.(07:48) Cesare Zapperi analizza l'insofferenza con cui parte del Carroccio ha accolto la decisione del segretario Matteo Salvini di candidare il generale alle Europee.(14:07) Stefano Montefiori parla dell'attore francese finito in custodia cautelare per due denunce di violenza sessuale.I link di corriere.it:Ariston, Mosca non cede: nazionalizzate altre 21 aziendeVannacci e le frasi sui disabili. Giorgetti: «Non è della Lega, non condivido»Depardieu in custodia cautelare, due donne lo accusano di violenza sessuale
A cura di Daniele Biacchessi La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo. I due capigruppo in Parlamento Romeo e Molinari hanno sostanzialmente preso le distanze da una candidatura di Vannacci,. Stessa cosa hanno fatto numerosi altri deputati e senatori, mentre altri non hanno voluto commentare : non una nota ufficiale, non una dichiarazione di agenzia. Il gelo assoluto. Ma sottotraccia permangono i mugugni. “A candidarsi in tutti i collegi sono di solito i segretari di partito: questa scelta insulta la classe dirigente della Lega e appalta a Vannacci la leadership del partito”, fa sapere un'alta figura istituzionale del Carroccio. La verità è che, nei sondaggi, la Lega è in forte discesa rispetto alle elezioni europee del 2019. Salvini è in cerca di voti, anche utilizzando il nome dell'autore del discusso e discutibile libro “Il mondo al contrario”. Si, ma quanto è il peso elettorale e politico di Vannacci? Secondo Salvini, vale in misura sufficiente per far restare la Lega sopra l'asticella dell'otto per cento, ritenuta la soglia minima di sopravvivenza per il segretario. L'altro traguardo è il mantenimento del secondo posto nella coalizione: il sorpasso di Forza Italia, alle Europee, avrebbe conseguenze non facilissime da gestire in via Bellerio. Osservando gli ultimi sondaggi diffusi negli ultimi giorni, la Lega è inchiodata all'8,5%, non riesce a crescere da mesi, e il travaso di una parte del suo elettorato va a Forza Italia e Fratelli d'Italia, oppure nel partito dell'astensione. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
A cura di Daniele Biacchessi La decisione di candidare il generale Roberto Vannacci alle prossime europee, Matteo Salvini l'ha presa da solo, e all'interno della Lega, e della maggioranza di Governo, crescono le perplessità e i distinguo. I due capigruppo in Parlamento Romeo e Molinari hanno sostanzialmente preso le distanze da una candidatura di Vannacci,. Stessa cosa hanno fatto numerosi altri deputati e senatori, mentre altri non hanno voluto commentare : non una nota ufficiale, non una dichiarazione di agenzia. Il gelo assoluto. Ma sottotraccia permangono i mugugni. “A candidarsi in tutti i collegi sono di solito i segretari di partito: questa scelta insulta la classe dirigente della Lega e appalta a Vannacci la leadership del partito”, fa sapere un'alta figura istituzionale del Carroccio. La verità è che, nei sondaggi, la Lega è in forte discesa rispetto alle elezioni europee del 2019. Salvini è in cerca di voti, anche utilizzando il nome dell'autore del discusso e discutibile libro “Il mondo al contrario”. Si, ma quanto è il peso elettorale e politico di Vannacci? Secondo Salvini, vale in misura sufficiente per far restare la Lega sopra l'asticella dell'otto per cento, ritenuta la soglia minima di sopravvivenza per il segretario. L'altro traguardo è il mantenimento del secondo posto nella coalizione: il sorpasso di Forza Italia, alle Europee, avrebbe conseguenze non facilissime da gestire in via Bellerio. Osservando gli ultimi sondaggi diffusi negli ultimi giorni, la Lega è inchiodata all'8,5%, non riesce a crescere da mesi, e il travaso di una parte del suo elettorato va a Forza Italia e Fratelli d'Italia, oppure nel partito dell'astensione. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
A cura di Daniele Biacchessi I numeri parlamentari blindano Matteo Salvini difeso nelle aule parlamentari dalla sua maggioranza: 211 no alla sfiducia su 235 voti della coalizione. Sono 129 i favorevoli. E' una bocciatura scontata: il centrodestra fa quadrato per rispedire al mittente una mozione che contestava al leader della Lega il patto di “partenariato confidenziale” del 2017 tra il Carroccio e Russia Unita, il partito di Putin. Un'intesa tacitamente rinnovata il 6 marzo del 2022, quando c'era già stata l'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca. Il capogruppo leghista Riccardo Molinari, durante le dichiarazioni di voto, sottolinea «che l'ultimo punto dice che l'accordo non è vincolante» e che comunque «presupponeva una cooperazione fra le parti». Ma quell'intesa non è mai stata disdetta. La seduta scivola via tra le accuse dell'opposizione: «Salvini non ha mai interrotto i rapporti con la Russia e non a caso Meloni non ha dato alla Lega ministeri chiave come Esteri e Difesa», attacca la dem Lia Quartapelle. A fine seduta Richetti rimane in posizione di sparo: «La Lega mantiene un'ambiguità che sottopone l'Italia al pubblico ludibrio». Di certo, la strategia della maggioranza è quella di giocare in contropiede, chiedendo un anticipo del voto sia per la sfiducia a Salvini che per quella, più delicata, a carico di Daniela Santanchè, che è stata messa all'ordine del giorno per stamattina. La decisione degli sherpa del centrodestra è stata quella di precorrere i tempi in modo da evitare un dibattito infuocato nelle prossime settimane, in piena campagna elettorale e con un nuovo provvedimento di chiusura delle indagini (quelle per il falso in bilancio di Visibilia) sul capo della ministra del Turismo. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Planning ahead for elder care is a crucial aspect of financial planning that often gets overlooked. Kick off your journey towards securing your financial future with this latest episode - a conversation with seasoned Financial Advisor, Holly Carroccio, CFP. In this riveting discussion, we explored the intricacies of elder care and long-term financial planning. Holly, with over 34 years of experience, divulged invaluable insights into the significance of long-term care insurance, estate planning, and being prepared for life's unexpected twists. Discover how to navigate the challenges of balancing financial responsibilities, caregiving, and planning for your own future. Learn from Holly's wealth of knowledge as we unravel the complexities of insurance, retirement planning, and caring for aging parents. If you find yourself in the midst of deciphering these financial intricacies, this episode is a must-listen. Holly's expertise and practical advice will empower you to make informed decisions and take proactive steps towards securing your financial future. Tune in to gain the insights needed to make wise choices and navigate the path toward a financially stable and fulfilling second season of life. Take charge of your sleep after 40 with my FREE E-BOOK! Learn "The Exact Steps it Takes to Restore Sleep" and start making real changes now! https://bit.ly/4cblYcT Key Takeaways: [00:01:55] Transition to financial planning. [00:03:09] The universal concern of elder care. [00:06:48] Financial planning insights. [00:08:06] The importance of risk management. [00:11:04] Caring for elderly with Medicaid. [00:16:02] Planning for long-term care. [00:20:25] Advocacy in medical care. [00:21:38] Financial challenges in caregiving. [00:28:24] Managing aging parents' finances. [00:31:17] Long-term care insurance options. [00:35:41] Planning for later in life. [00:38:52] Multi-generational living dynamics. [00:42:38] Balancing work and relationships. Memorable Quotes: "We often don't insure some of the bigger risks in life, whether it's life insurance or disability, which is a potential loss of income when you have an accident or illness. Disability insurance is very important." – Holly Carroccio, CFP "We are every day getting closer to a retirement age. And I think sometimes people build up guilt and shame over maybe not having done some things earlier in life, but just start where you are, you know, wherever yards, start there, and something is better than zero planning." – Holly Carroccio, CFP Links Mentioned: FREE Quiz: https://quiz.hormoneshelp.com/ FREE E-Book: https://ed.hormoneshelp.com/ Connect with Holly Carroccio, CFP: LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/hollycarroccio/ Connect with Betty Murray: Living Well Dallas Website: https://www.livingwelldallas.com/ Hormone Reset Website: https://hormonereset.net/ Betty Murray Website: https://www.bettymurray.com/ Facebook: https://www.facebook.com/BettyAMurrayCN/ Instagram: https://www.instagram.com/bettymurray_phd/ References: Working Sandwich Generation Women Utilize Strategies within and between Roles to Achieve Role Balance - PMC - NCBI: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4909236/ The Sandwich Generation | Pew Research Center: https://www.pewresearch.org/social-trends/2013/01/30/the-sandwich-generation/ The Sandwich Generation: A Review of the Literature - UNF Digital Commons: https://digitalcommons.unf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1142&context=fphr Sandwich Generation Caregivers: Ethical Legacies Throughout Generations - USF Scholarship Repository - University of San Francisco: https://repository.usfca.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1047&context=diss
There’s nothing more important than the gospel—because knowing Jesus Christ as our Savior and King changes everything. Tuesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio tells us that Moody Radio’s mission is to proclaim the gospel every day of the year through our app, stations, digital channels, and podcasts. Moody Radio is listener supported. The gospel message presented through Moody Radio is opening doors for Jesus to impact countless hearts and lives. And when God steps in, He changes everything. Spring Share 2024 - The Gospel Changes EverythingSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Wednesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB station manager, Jesse Carroccio will join us LIVE from the National Religious Broadcasters Convention in Nashville, TN to give us an update on this event that brings Christian communicators of all kinds together to exchange ideas and learn from each other. Also Jesse will talk about Moody Radio's Spring Share, March 12-16, and the theme, "The Gospel Changes Everything". Moody Radio’s mission is to proclaim the gospel every day of the year through our app, stations, digital channels, and podcasts. Will you join us in this mission? Moody Radio South Florida Spring Share - Give Now!See omnystudio.com/listener for privacy information.
In apertura il punto di vista di Paolo Mieli sulle principali notizie della giornata.La maggioranza cerca ancora una quadra sulle candidature a presidente della regioni in cui si vota nel 2024. Lo stallo è sulla Sardegna contesa da Lega e Fratelli d'Italia ma sullo sfondo c'è la sfida del Carroccio alla premier sul terzo mandato dei presidenti, la sfida per il Veneto del prossimo anno. Ne parliamo con Luca De Carlo, senatore veneto di Fratelli d’Italia.Poi la crisi nel Mar Rosso e i riflessi sui porti italiani. Ne parliamo con Cesare D’Amico, vicepresidente di Confitarma - Confederazione Italiana Armatori.
At Moody, we believe that our generation is facing a God appointed season for our generation to boldly step out in faith and engage a culture that is desperate for answers. On Thursday's Mornings with Eric and Brigitte, WRMB station manager, Jesse Carroccio shares with us this season's year-end theme verse: "The Light shines in the darkness, and the darkness has not overcome it." Through our media ministries, we're proclaiming the Truth of God's Word to a generation who may never otherwise hear the name of Jesus. The Light Shines - Make a Special Year-End GiftSee omnystudio.com/listener for privacy information.
At Moody, we believe that our generation is facing a God appointed season for our generation to boldly step out in faith and engage a culture that is desperate for answers. On Thursday's Mornings with Eric and Brigitte, WRMB station manager, Jesse Carroccio shares with us this season's year-end theme verse: "The Light shines in the darkness, and the darkness has not overcome it." Through our media ministries, we're proclaiming the Truth of God's Word to a generation who may never otherwise hear the name of Jesus. The Light Shines - Make a Special Year-End GiftSee omnystudio.com/listener for privacy information.
On Tuesday's Mornings with Eric and Brigitte, station manager, Jesse Carroccio will share a Christmas reflection as well as this season's Moody Radio year end theme verse: "The Light shines in the darkness, and the darkness has not overcome it." Through our media ministries, we're proclaiming the Truth of God's Word to a generation who may never otherwise hear the name of Jesus. The Light Shines - Make a Special Year-End GiftSee omnystudio.com/listener for privacy information.
At Moody Radio South Florida, our mission is clear: to boldly share the gospel with the world. Will you join us in this mission? Moody Radio is listener-supported. We need your help to continue sharing the good news of Jesus to those who have never heard it and expanding the reach to even more individuals and communities. Tuesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio tells how you can share the hope found only in Jesus with your support of Moody Radio. Together, let’s be Bold for the Gospel!See omnystudio.com/listener for privacy information.
At Moody Radio South Florida, our mission is clear: to boldly share the gospel with the world. Will you join us in this mission? Moody Radio is listener-supported. We need your help to continue sharing the good news of Jesus to those who have never heard it and expanding the reach to even more individuals and communities. Wednesday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio tells how you can share the hope found only in Jesus with your support of Moody Radio. Together, let’s be Bold for the Gospel!See omnystudio.com/listener for privacy information.
At Moody Radio South Florida, our mission is clear: to boldly share the gospel with the world. Will you join us in this mission? Moody Radio is listener-supported. We need your help to continue sharing the good news of Jesus to those who have never heard it and expanding the reach to even more individuals and communities. Thursday on Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio tells how you can share the hope found only in Jesus with your support of Moody Radio. Together, let’s be Bold for the Gospel!See omnystudio.com/listener for privacy information.
This past week our station manager, Jesse Carroccio attended the National Religious Broadcasters Convention in Orlando and spoke to TWR President and CEO, Lauren Libby regarding the impact that the broadcasting of Bold Steps on TWR outlets has been making throughout Africa and Singapore. This Moody Radio partnership has given these people on the other side of the world the opportunity to hear the good news and we are so thankful that we can spread the gospel and allow others to grow in their faith.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Spring Share 2023: Bold For the Gospel is just around the corner! In our post-Christian world, America has become our newest mission field. The good news of Jesus Christ is being pushed out of our culture and even labeled “extremist,” and biblical literacy is at an all-time low, both inside and outside of the church. On Wednesday's Mornings with Eric and Brigitte, WRMB station manager, Jesse Carroccio joins us to share some FAQs about this upcoming event that our WRMB listeners may have as we get ready for this campaign!See omnystudio.com/listener for privacy information.
On Friday's Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager Jesse Carroccio joins us to share some of the highlights of spreading the gospel and serving in ministry at Moody Radio South Florida in 2022, and he will also focus on some of our key goals for the coming year.See omnystudio.com/listener for privacy information.
What are you grateful for this Thanksgiving? Sometimes we think this world we live in is a crazy place, and we don't fit in, but God has us here right now at this time for a reason. How can we make a difference with the people we love? How can we show the gospel to others who don't know Jesus Christ? On Wednesday's Mornings with Eric and Brigitte, WRMB Station Manager, Jesse Carroccio joins us to share some thoughts about Thanksgiving and how we can be grateful to our God who loves us.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Improviser/performer Jean Carroccio loves the 2001 classic BLOW DRY pretend-starring Heidi Klum but actually starring Alan Rickman, Natasha Richardson, Rachel Griffiths, and your typical Brit, Josh Hartnett (hey, he was doing his best with that accent). Episode Links: Jean's IG: https://www.instagram.com/jean_carroccio/ Joe's Patreon: https://www.patreon.com/joecabello Mr. Owl's Website: https://www.owlroostproductions.com Email us at shutuppod@gmail.comTwitter/Instagram: @shutupiloveit1 Facebook: https://www.facebook.com/shutupiloveit1/
Improviser/performer Jean Carroccio loves the 2001 classic BLOW DRY pretend-starring Heidi Klum but actually starring Alan Rickman, Natasha Richardson, Rachel Griffiths, and your typical Brit, Josh Hartnett (hey, he was doing his best with that accent). Episode Links: Jean's IG: https://www.instagram.com/jean_carroccio/ Joe's Patreon: https://www.patreon.com/joecabello Mr. Owl's Website: https://www.owlroostproductions.com Email us at shutuppod@gmail.comTwitter/Instagram: @shutupiloveit1 Facebook: https://www.facebook.com/shutupiloveit1/
This week we were lucky enough to get long time Portland punk mover-and-shaker, Alex Carroccio to join us to deliberate and discuss our favorite all female bands (bands featuring no cis men). Alex's bar, Blackwater just reopened this week, so if you're in the Portland area, get over there!Spotify playlist for this episode can be found here. https://open.spotify.com/user/fm0qfa19xtht0yb0amoqx1o1f?si=uuo8nIiUS02745zydDYLDgTo help us produce more episodes please consider giving to our Patreon. It can be found at www.patreon.com/Topfivepod