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1 marzo 2026: Parrocchia di Sardigliano. II Domenica di Quaresima. Omelia di mons. Guido Marini
A Breganze l'arte incontra la solidarietà: nasce “INCONTR-ARTI: io sono l'Altro”Uno spettacolo musico-teatrale promosso dalla Parrocchia di Breganze per educare all'incontro e al contempo sostenere l'emergenza umanitaria a GazaLa comunità di Breganze presenta “INCONTR-ARTI: io sono l'Altro”, uno spettacolo musico-teatrale che unisce musica, teatro, danza e disegno dal vivo e videomaking nato dall'impegno volontario di circa 40 persone tra artisti, tecnici e collaboratori. Il progetto è promosso dalla Parrocchia Santa Maria Assunta di Breganze e si configura come un'iniziativa culturale, educativa e solidale, aperta a tutta la cittadinanza, in particolare ad un pubblico di giovani e adulti.
VIDEO: La vita di Santa Clelia ➜ https://www.youtube.com/watch?v=8Tmsf_VqiqI&list=PLolpIV2TSebUYAolUy8XGKkkSVK1dUyXFTESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8448SANTA CLELIA BARBIERI: DAL SERVIZIO IN PARROCCHIA ALLA FONDAZIONE DI UN ISTITUTO di Gianpiero Pettiti Quella di papà e mamma è una contrastata storia d'amore che fa scandalo. Lei, della famiglia più benestante del paese e nipote del medico condotto, va ad innamorarsi di un servo di campagna, di sette anni più giovane di lei. Lo sposa contro la volontà dei suoi e facendosi cacciare di casa, e va a vivere nella catapecchia dei suoceri.L'anno dopo, nel 1847, in contrada Le Budrie di San Giovanni in Persiceto le nasce la prima bimba, Clelia, e tre anni dopo la seconda, Ernestina. Il suo non è stato un capriccio o una semplice infatuazione, ma l'inizio di una famiglia unita, saldamente fondata sul Vangelo. E' grazie a lei e ai suoi insegnamenti che le bimbe crescono, innamorate di Gesù.Dopo appena nove anni di matrimonio papà muore, portato via dal colera, e allora la famiglia di lei si ammorbidisce nei confronti della vedova e delle piccole orfane. Clelia, soprattutto, si dimostra straordinariamente matura, a 11 anni riceve la prima comunione e da quel giorno la sua vita assume un'impronta marcatamente eucaristica. Ha la fortuna di trovare una guida impareggiabile nel giovane parroco, che le fa sentire l'importanza della catechesi, soprattutto verso le persone più semplici e meno acculturate.Nella diocesi di Bologna vengono chiamati "operai della dottrina cristiana" quanti si impegnano con stabilità e continuità a fare catechismo e Clelia, a 14 anni, entra a far parte del gruppo parrocchiale. Sa leggere e scrivere a malapena e quindi viene collocata all'ultimo posto della lista, catechista "di riserva" che dovrà fare un lungo tirocinio prima di essere all'altezza della situazione. Ma Clelia brucia le tappe e diventa presto l'anima del gruppo, che proprio grazie a lei riprende vitalità.Soprattutto con tre "operaie" si stabilisce un'amicizia e una comunità di intenti che le spinge a sostenersi a vicenda nel cammino della perfezione, a istruirsi ed a lavorare insieme. Le quattro amiche cominciano a pensare di vivere insieme, in una piccola comunità che si inserisca come lievito nella vita parrocchiale.Nasce così la "famiglia di Clelia", perseguitata dalle autorità e dalle malelingue, che vive in povertà estrema affidandosi alla Provvidenza, che misuratamente ma costantemente non le fa mancare il necessario per la vita di ogni giorno. In parrocchia comincia a crescere l'ammirazione e la stima per Clelia, che spontaneamente viene chiamata "Madre" a dispetto dei suoi 22 anni: è un implicito riconoscimento del fascino che esercita e dell'autorità che le è riconosciuta.Mentre la "famiglia" cresce, comincia a declinare la salute di Clelia, in preda alla tubercolosi. Muore il 13 luglio 1870, promettendo di essere sempre presente tra le sue "sorelle" alle quali neppure ha dato un nome. Ha 23 anni appena, è la più giovane fondatrice della Chiesa, ma "vede" e "sente" l'espandersi di quella sua piccola comunità, alla quale verrà poi dato il nome di Minime dell'Addolorata.Nel primo anniversario della morte, le "sorelle" riunite nella camera in cui è spirata sentono per la prima volta la voce di Clelia che prega insieme a loro. Un fenomeno che, da allora in poi, si è ripetuto ed è stato documentato più di 150 volte, segno meraviglioso della comunione dei santi che lega quelli che sono quaggiù a quelli che già sono lassù.Clelia Barbieri è stata proclamata beata da Paolo VI nel 1968 e canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1989.Nota di BastaBugie: per approfondire la vita di Santa Clelia leggiamo la sua biografia dal sito del Dicastero delle Cause dei Santi.Clelia Barbieri nacque il 13 febbraio 1847 nella contrada volgarmente chiamata le "Budrie", appartenente civilmente al comune di S. Giovanni in Persiceto (BO), ecclesiasticamente alla Archidiocesi di Bologna, da Giuseppe Barbieri e Giacinta Nannetti.I genitori erano di censo diverso: Giuseppe Barbieri proveniva dalla famiglia quasi più povera delle "Budrie", mentre Giacinta dalla famiglia più in vista; lui garzone dello zio di Giacinta, medico condotto del luogo, lei la figlia di Pietro Nannetti benestante.Per il matrimonio contro corrente, Giacinta benestante sposò la povertà di un bracciante e da una casa agiata passò ad abitare nella umilissima casetta di Sante Barbieri, papà di Giuseppe; tuttavia si costituì una famiglia cementata sulla roccia della fede e della pratica cristiana.Al battesimo amministratole lo stesso giorno della nascita, per espresso volere della mamma, la neonata ricevette i nomi di Clelia, Rachele, Maria.La mamma insegnò precocemente alla piccola Clelia ad amare Dio fino a farle desiderare di essere santa. Un giorno Clelia le domandò: "Mamma, come posso essere santa?" Per tempo la Clelia imparò pure l'arte del cucire, di filare e tessere la canapa, il prodotto caratteristico della campagna persicetese.All'età di 8 anni, durante l'epidemia colerica del 1855 Clelia perdette il babbo. Con la morte del babbo, per generosità dello zio medico, la mamma, Clelia e la piccola sorellina Ernestina passarono ad abitare in una casa più accogliente vicino alla chiesa parrocchiale.Per Clelia le giornate divennero più santificate. Chiunque avesse voluto incontrarla poteva trovarla immancabilmente o a casa, a filare o cucire, o in chiesa a pregare.Sebbene era nell'uso del tempo accostarsi per la prima volta alla Comunione quasi adulti, Clelia per la sua precoce preparazione catechistica e spirituale vi fu ammessa il 17 giugno 1858, a soli undici anni.Fu un giorno decisivo per il suo futuro, perché visse la sua prima esperienza mistica: contrizione eccezionale dei peccati propri e altrui.Premette su di lei l'angoscia del peccato che crocifigge Gesù e addolora la Madonna.Dal giorno della prima Comunione, il Crocifisso e la Madonna Addolorata ispireranno la sua spiritualità.In pari tempo ebbe una intuizione interiore del suo futuro nella duplice linea contemplativa e attiva.In adorazione dinanzi al Tabernacolo appariva come una statua immobile, assorta in preghiera; a casa era la compagna maggiore delle ragazze costrette al lavoro. Con maturità precoce all'età trovava nel lavoro il suo primo modo di rapporto con le ragazze, poiché alle "Budrie" il lavorare, specialmente la canapa, era l'unica fonte per tirare avanti la vita.Ma Clelia vi aggiungeva qualcosa che nell'ambiente era particolarmente suo: lavorare con gioia, con amore, pregando, pensando a Dio e addirittura parlando di Dio.Clelia non è Marta che si affaccenda tutta presa dal servizio per le cose del mondo, tuttavia si prodiga compiutamente, appassionatamente al servizio delle creature più amate da Gesù, i poveri, tanto che le sue tenere mani portano i segni della più dura fatica.Clelia non è Maria che tutto lascia, esclude e abbandona per immobilizzarsi estatica nel gesto di devozione e di amore. Eppure non ha altro pensiero, non ha altri affetti e si muove e cammina immersa in Lui, come una sonnambula.Cammina nell'amore, si dà tutta all'Amore, senza risparmio. Dimentica il suo corpo, anzi lo ignora. È felice di appartenere al Signore e la sua felicità sta appunto nel non avere altro pensiero che Lui. Qualcosa però la spinge ad andare verso gli uomini, quelli più miseri e bisognosi, che aspettano una testimonianza di carità.Una fede ardente la consuma e sente che "deve andare" dividere e distribuire se stessa alle creature del suo Signore. Adora la solitudine che le consente di concentrarsi alla ricerca del pieno possesso di Dio, ma esce dalla sua casa, si lancia nel mondo, forzata dalla carità.Nella Chiesa bolognese, per combattere la noncuranza religiosa, specialmente degli uomini, vi erano gli "Operai della dottrina cristiana". Alle "Budrie" il gruppo era animato da un maestro molto anziano.Clelia volle essere e fu Operaia della dottrina cristiana. Alle "Budrie" la catechesi si rinnovò col suo inserimento che trascinò pure altre compagne di uguali sentimenti.Al principio Clelia fu ammessa come sottomaestra e era l'ultima ruota del carro, ma ben presto rivelò insospettate capacità tanto che gli stessi anziani si facevano suoi discepoli.Respinte non poche lusinghiere proposte di matrimonio, la comitiva di ragazze che facevano capo a Clelia concepì la prima idea di un nucleo di giovinette votate alla vita contemplativa e apostolica; un servizio che doveva scaturire dall'Eucarestia, doveva consumarsi nella Comunione quotidiana e sublimarsi nella istruzione dei contadini e dei braccianti del luogo.L'idea non poté realizzarsi subito per le vicende politiche dopo l'unità d'Italia del 1866-67.Si poté attuare il 1° maggio 1868 allorché, sopite le questioni ambientali e burocratiche, Clelia con le sue amiche poterono ritirarsi nella casa cosiddetta del maestro, ove cioè fino allora si erano radunati gli Operai della dottrina cristiana.Fu l'inizio umile della famiglia religiosa di Clelia Barbieri che i superiori in seguito chiameranno "Suore Minime dell'Addolorata".Minime per la grande devozione che la Beata Clelia ebbe al santo Minimo Romito di Paola, S. Francesco, patrono e provvido protettore della nascente comunità; dell'Addolorata, perché la Madonna Addolorata era veneratissima alle "Budrie" e perché era il titolo della Madonna preferito dalla
UNIO e WebSiDi raccontano l'evoluzione dei servizi gestionali per la parrocchia, sempre più integrati con il sistema informativo diocesano. Un tutorial che spiega come la gestione di anagrafiche, sacramenti, contabilità e documenti possa diventare più semplice, uniforme e trasparente, grazie a piattaforme web condivise. Uno sguardo anche al futuro prossimo, verso l'ambiente di lavoro unificato UNISIDI.
In questo episodio riflettiamo su come gestire in modo efficace i social media in parrocchia, superando l'improvvisazione e puntando su una vera progettualità condivisa. A partire dal modello del social media manager nel mondo professionale, il tutorial propone di distribuire ruoli e responsabilità all'interno di un'équipe: dalla definizione della strategia al coordinamento operativo, dall'ascolto della comunità alla valorizzazione dei contenuti prodotti da tanti soggetti diversi. Un approccio che aiuta parrocchie e realtà ecclesiali a comunicare meglio, curando relazioni, stile e coerenza, e facendo dei social non solo una vetrina, ma uno spazio di comunità.
Fare un podcast in parrocchia o a scuola è più semplice di quanto sembri. Questo tutorial accompagna passo dopo passo nella scelta degli strumenti essenziali: dal microfono allo smartphone, dai software di montaggio ai servizi di hosting e distribuzione come Spotify o Apple Podcasts. Un'introduzione concreta per iniziare a progettare, registrare e pubblicare contenuti audio, anche con budget ridotti, trasformando la voce in uno strumento di comunicazione e comunità.
Il 20.12.2025 a Tortona, presso la Parrocchia di San Giacomo. Il Vescovo mons. Guido Marini ha celebrato la Santa Messa vigiliare della IV domenica di Avvento. Qui puoi ascoltare l'omelia.
Giovanni Morale"Il polittico di Monte San Martino"Milano, Palazzo MarinoCome ogni anno, la grande mostra di Natale a Palazzo Marino, l'appuntamento ormai tradizionale che regala ai milanesi e ai turisti un'esposizione straordinaria, gratuita, allestita in Sala Alessi, il grande e storico salone di rappresentanza del Comune di Milano. Fino all'11 gennaio 2026, sarà possibile ammirare uno dei più grandi capolavori del Rinascimento italiano: il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, opera del Quattrocento che raramente ha lasciato la sua sede originaria nella chiesa di San Martino Vescovo a Monte San Martino (Macerata).La complessa ‘macchina' pittorica, datata intorno al 1490, è composta da dieci tavole con una predella raffigurante Cristo benedicente tra i dodici apostoli. Al centro, la Vergine con il Bambino evoca il Mistero natalizio, offrendo ai visitatori un'esperienza artistica e spirituale di grande intensità. Nei suoi oltre cinque secoli di storia, il polittico è stato spostato solo tre volte: Ancona 1950, Fermo 1951 e Venezia 1961. L'allestimento a Milano rappresenta dunque un evento di rilievo straordinario, reso possibile grazie a un articolato lavoro di collaborazione istituzionale e culturale tra enti e amministrazioni.L'organizzazione della mostra a Palazzo MarinoProdotta e promossa dal Comune di Milano, Arcidiocesi di Fermo e Intesa Sanpaolo, Il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli è un progetto di Palazzo Reale e Gallerie d'Italia, in collaborazione con il Comune e la Parrocchia di Monte San Martino, realizzato da Civita Mostre e Musei con il sostegno di Rinascente. Curata da Giovanni Morale e Marcello Smarrelli, l'esposizione rientra nel programma dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il catalogo, che include saggi introduttivi e di approfondimento, oltre alle schede delle opere, è edito da Allemandi.Chi erano i fratelli CrivelliI fratelli Crivelli erano originari di Venezia, crocevia commerciale e artistico del Quattrocento insieme a Firenze. I collegamenti tra la Repubblica veneziana, le coste adriatiche e i centri manifatturieri dell'Appennino umbro-marchigiano favorivano gli scambi e il movimento di artisti. Carlo e Vittore Crivelli soggiornarono infatti anche a Zara, una delle principali città della Dalmazia, che in quel periodo era sotto il dominio veneziano, ma operarono prevalentemente nelle Marche. Qui realizzarono, di solito lavorando separatamente, numerosi polittici dorati, in maggioranza conservati oggi in importanti musei nazionali e internazionali.Il polittico della chiesa di Monte San Martino è l'unica opera realizzata insieme dai due fratelli: avviato da Carlo, che interruppe il lavoro per motivi sconosciuti, l'altare fu completato successivamente dal fratello minore. L'esposizione a Milano consente quindi sia di apprezzare la maestria di Carlo, sia di riscoprire la figura meno nota di Vittore, costituendo un'importante occasione di approfondimento per studiosi e pubblico.Le opere dei Crivelli a MilanoMilano è profondamente ‘crivellesca', soprattutto grazie a Napoleone che ordinò il trasferimento dall'Italia centrale di molte tavole di Carlo Crivelli: una quindicina di queste sono custodite alla Pinacoteca di Brera, due si trovano al Castello Sforzesco e altre due al Museo Poldi Pezzoli, testimonianza della lungimiranza collezionistica di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Fu quindi il periodo storico napoleonico a portare a Milano le opere di un autore allora poco conosciuto che oggi è entrato a far parte del patrimonio culturale cittadino, e proprio a questo periodo sono dedicate a Milano due importanti mostre, aperte anche durante le festività natalizie: una monografica a Palazzo Reale su Andrea Appiani, ‘primo pittore' di Napoleone ed epigono del Neoclassicismo a Milano, esponente di rilievo della Pinacoteca proprio quando arrivarono le tavole di Crivelli; una mostra alle Gallerie d'Italia su ‘Milano Capitale', che rievoca il periodo napoleonico in Italia (1796-1815), epoca di profonde trasformazioni politiche, economiche e sociali che segnarono anche il mondo dell'arte. Roma, custode del patrimonio antico, rimane la capitale universale delle arti, mentre Milano, cuore politico e culturale del Nord e sede del Regno d'Italia, diventa un vivace centro di innovazione artistica. L'esposizione celebra il dialogo tra queste due città, simboli di una straordinaria stagione creativa, sospesa tra l'eredità del passato e le aspirazioni dell'Europa moderna.La mostra di Palazzo Marino è gratisLa mostra del Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli è a ingresso libero, aperta tutti i giorni dal 3 dicembre all'11 gennaio 2026. I visitatori e le visitatrici saranno accolti da storici dell'arte, coordinati da Civita, che li accompagneranno in visite guidate gratuite.Prodotta e promossa dal Comune di Milano, Arcidiocesi di Fermo e Intesa Sanpaolo, Il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli è un progetto di Palazzo Reale e Gallerie d'Italia, in collaborazione con il Comune e la Parrocchia di Monte San Martino, realizzato da Civita Mostre e Musei con il sostegno di Rinascente. Curata da Giovanni Morale e Marcello Smarrelli, l'esposizione rientra nel programma dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il catalogo, che include saggi introduttivi e di approfondimento, oltre alle schede delle opere, è edito da Allemandi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questa puntata:- Focus: ci facciamo un bel giro tra le parrocchie di Andorra con Claudio Russo
Ripaldina. Parrocchia santa Maria delle Grazie. S. Messa con il Rito di incoronazione della statua della Madonna, in occasione del 350° anniversario del miracolo. Omelia di mons. Guido Marini
20/09/2025. Torrazza Coste. S. Messa per i 400 anni della Parrocchia. Omelia di Mons. Marini
Con una lettera resa pubblica ai parrocchiani, don Lucio Fabbian ha espresso rammarico e disappunto nei confronti di alcuni ragazzi che frequentano le aree sportive intorno alla chiesa incuranti dell'orario consentito e delle regole. Da qui la decisione di installare la recinzione e un cancelletto per impedirne l'accesso e gli schiamazzi
A partire da venerdì 27 giugno con San Pietro Music Fest e la Cena sotto le stelle e fino a domenica saranno decine gli eventi proposti agli scledensi e non, concludendo domenica sera con i fuochi d'artificio. Coinvolte tante associazioni cittadine insieme alla Parrocchia ei San Pietro e al Comune nell'organizzazione.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8210CACCIATI VIA I SACERDOTI NON IN LINEA CON LO STILE DEL VESCOVO di Andrea Zambrano «Non in linea con lo stile pastorale della diocesi». È con questa risibile motivazione che il vescovo di Torino Roberto Repole ha interrotto la convenzione che la Chiesa di Torino aveva da molti anni con i sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato (IVE). Non ha chiesto alla Congregazione, commissariata per motivi che esulano dal caso in questione, di avere altri sacerdoti, ma ha chiuso sic et simpliciter un'esperienza che a detta dei numerosi fedeli delle parrocchie di Maria Madre della Chiesa e del beato Piergiorgio Frassati, era fruttuosa in termini di vita spirituale. Anzi, più che fruttuosa.«Da quando sono arrivati i Padri dell'IVE - ha spiegato alla Bussola uno dei parrocchiani, Piergiorgio Ferrero - ho visto la mia Parrocchia rinascere. Maggior afflusso alla Messa, asilo con bambini entusiasti, scuola parentale, oratorio, famiglie lontane si sono riavvicinate alla fede, aumento delle confessioni con disponibilità quotidiana, adorazione quotidiana e venerdì tutto il giorno, Rosario quotidiano, formazione alle famiglie, Chiesa sempre aperta, esercizi spirituali di S. Ignazio di Loyola, gruppo pensionati, centro di ascolto, visita settimanale agli ammalati gravi, formazione alla Consacrazione a Maria secondo S. Luigi Grignion de Montfort, formazione settimanale dei giovani adolescenti, universitari e lavoratori, 10 vocazioni più 60 nell'Ordine Terziario. Quante altre Parrocchie hanno dato gli stessi frutti?».Effettivamente è una domanda che non ha nulla di retorico. Il caso di Torino ha dell'eclatante e mostra bene come in nome di una ideologia progressista non ci si faccia scrupolo a distruggere il bello che nasce. Da quanto risulta alla Bussola, infatti, un gruppo di laici iper-progressisti ha cominciato ad attaccare i sacerdoti e l'arcivescovo ha obbedito senza colpo ferire all'ordine di mandarli via impartitogli da qualche monsignore di curia stranamente zelante.LA PROTESTA DEI FEDELIInfatti, quando nei giorni scorsi si è svolta un'affollata e agguerrita assemblea parrocchiale nelle due chiese, i fedeli si sono sentiti rispondere da un emissario di curia queste testuali parole: «Perché non sono in sintonia con il Vescovo. Quando abbiamo chiesto perché non erano in sintonia non ci hanno risposto, facendoci infuriare, ovviamente», ha spiegato Ferrero.La protesta dei fedeli non finisce qui, ma da qualche giorno è attiva su internet, dove è stata aperta una petizione on line volta proprio a chiedere al cardinale Repole di ripensarci. «Al momento siamo già ad un migliaio di firme di parrocchiani. Inoltre, abbiamo inviato molte testimonianze alla mail dell'Arcivescovado».Nel sito c'è la possibilità di firmare a favore dei tre sacerdoti dell'IVE, i quali, hanno incassato obtorto collo la decisione di Repole e si prepareranno dunque a fare le valige. Anche pubblicamente non hanno intenzione di sollevare polveroni, fedeli alla consegna tipica di molte Congregazioni di andarsene in punta di piedi così come si era arrivati. Ma l'amarezza è palpabile, anche perché non ci sono delle accuse specifiche rivolte a loro, ma solo una generica presa di distanza dal loro stile.Lo stile ecclesiale, appunto. Questo misterioso ircocervo capace di polarizzare le comunità e creare delle vere e proprie ferite tra i parrocchiani mentre tutto intorno deve per forza parlare di comunione e di unità. Di solito parla di "stile ecclesiale" chi non ha altri argomenti di fronte all'evidenza.LA SANA DOTTRINA CATTOLICA«I Padri IVE celebrano regolarmente la Messa in Novus Ordo. Mai una parola contro il Papa - conclude Ferrero -. Mai una parola contro Il Concilio Vaticano II. Catechesi senza mai una virgola al di fuori del Catechismo, quello ultimo di Ratzinger. Allora perché non in sintonia? Perché indossano la talare? Perché recitano la preghiera a S. Michele Arcangelo di Leone XIII alla fine della Messa e perché San Michele gli dà così fastidio? Perché predicano i Novissimi (morte, giudizio, inferno e Paradiso) ormai dimenticati nella predicazione? Perché i fedeli chiedono la Comunione nella bocca? Perché sono poco ecologici e si dimenticano di predicare la raccolta differenziata? Perché non mettono la bandiera arcobaleno davanti alla Chiesa? Perché sono poco aperti al dialogo interreligioso e non mandano i bambini a pregare in moschea come è successo a Treviso? Perché sono troppo concentrati nella salvezza eterna delle anime? Non ci è dato di saperlo».Ma è evidente che tutti questi aspetti, che pure fanno parte della sana dottrina cattolica, oggi sono visti con fastidio da certi vescovi, e soprattutto se tutto questo non fa altro che attirare a sé famiglie, giovani e nuove vocazioni.Del resto, non era stato Papa Francesco ad aver più volte espresso i suoi dubbi su tutte quelle realtà che crescevano troppo in devozione, adombrando che avessero qualcosa di sbagliato da nascondere? In fondo Repole non fa altro che adeguarsi a quelle che sono le linee guida del pontificato scorso. C'è solo da sperare che col nuovo pontificato di Leone XIV queste "linee guida ammazza parrocchie" siano presto cancellate.Nota di BastaBugie: Francesco Agnoli nell'articolo seguente dal titolo "Via l'IVE da Torino? Il popolo di Dio non ci sta" racconta che i sacerdoti sono pronti all'obbedienza, ma i fedeli non si rassegnano a una scelta "divisiva" da parte della diocesi. La vicenda potrebbe concludersi ben diversamente, con un messaggio di pacificazione e unità, parole chiave del nuovo pontificato.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 giugno 2025:La vicenda che riguarda le due comunità cattoliche di Torino affidate ai sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato (IVE) che dovranno lasciarle - raccontata su questo giornale da Andrea Zambrano - ha fatto giustamente il giro del web, sollevando scoramento, delusione ed anche rabbia. Conoscendo la storia da vicino, mi sento chiamato ad intervenire, non senza provare ad inquadrare questo specifico fatto nella vita generale della Chiesa di oggi.Veniamo da un tempo di grandi tribolazioni e di forti lacerazioni. I signori cardinali, nelle congregazioni generali, hanno ripetuto quasi all'unisono di sentire un'esigenza che papa Leone XIV sta accogliendo con tutto il suo cuore: è il tempo della misericordia, è il momento di ricucire gli innumerevoli strappi che sono stati fatti in questi anni da chi ha applicato l'ideologia all'interno della chiesa: tu sei indietrista, tu sei troppo tradizionale, tu sei pelagiano, tu sei qui, tu sei lì... Anatemi e scomuniche, una dopo l'altra, in mezzo a discorsi sull'inclusione, l'apertura, la sinodalità. Una scissione totale tra realtà e parole, tra azioni e prediche.Quanti sacerdoti, un tempo stimati, e persino quanti ordini religiosi, sono stati perseguitati in questo modo, senza accuse specifiche, senza aver commesso alcuna colpa, ma perché rei di non essere "in sintonia" con questa o quella opinione del loro superiore.Se un tempo vigeva il detto in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas, oggi non si sa più cosa sia l'unità sull'essenziale, non si accettano dubbi di alcun genere, e la carità è calpestata come avviene nella vita politica, dove la contrapposizione e la guerra sono la norma, non solo tra partiti diversi, ma anche tra correnti di uno stesso partito. Ma la Chiesa non è un piccolo partito litigioso, non può essere questo! Parlando alla Curia, ai cardinali, al clero di Roma, Leone XIV invita proprio ad una vera fraternità in Cristo: il suo motto, «In Illo uno unum», significa che «nell'unico Cristo siamo uno». Solo così, come testimoni di una Verità salvifica, nell'amore fraterno, la Chiesa può davvero cambiare il mondo, ed essere "credibile".Personalmente ho conosciuto piuttosto bene i padri che guidano le chiese Maria Madre della Chiesa e Beato Pier Giorgio Frassati e li ho visti in azione con le loro comunità: tanti giovani, tanto entusiasmo, preghiera, giochi, canti, amicizia... Ho visto dei Giovanni Bosco sorridenti e premurosi, attenti alle esigenze spirituali e materiali dei loro parrocchiani. Se l'albero si vede dai frutti, quelle due parrocchie torinesi sono vigne che hanno prodotto e producono frutti abbondanti, oasi di pace e di fraternità nella fede in Cristo, in un tempo di languore e solitudine.«I padri sono pronti all'obbedienza, come sempre, ma siamo noi che non ci rassegniamo», mi ha confidato uno dei fedeli, «per il semplice fatto che si abbandona un gregge, numeroso e motivato, lasciandolo senza pastori. Perché scandalizzare così tanta gente che è tornata alla fede grazie a questi padri, o altri che si sono avvicinati da poco e stanno intraprendendo un percorso che, in questo modo, verrebbe brutalmente troncato? E perché fare una scelta così divisiva e dura, senza neppure ascoltarci, senza dare una sola motivazione vera, grave, oggettiva? Le pseudo-spiegazioni che ci sono state fornite, con imbarazzato, ci hanno indignato».Nel suo racconto, come in quello di molti altri, c'è un senso di scoramento e l'impressione che dietro l'accusa generica (mancanza di sintonia con la diocesi), si celino anche divergenze di opinioni con questo o quel personaggio locale, ma anche, e forse soprattutto, gelosie ed invidie, non rare tra gli stessi pastori, di cui il cardinal Repole potrebbe non essere a conoscenza.«Da quello che ho potuto capire», mi dice un altro fedele, che sta organizzandosi con un gruppo consistente di persone per farne sentire la voce, «il vescovo Repole non è il vero autore di q
L'Associazione degli scout cattolici palestinesi di San Giovanni Battista vede in questi giorni a Roma, presso la Parrocchia di Sant'Ippolito, la viva presenza di una trentina di ragazzi e ragazze capi scout provenienti dalla parroccha cattolica di Zababdeh, in Cisgiordania (West Bank).I capi scout, ospitati dalle famiglie della Parrocchia di Sant'Ippolito e seguiti in questa loro permanenza a Roma dal gruppo scout Agesci Roma 62 e dalla Compagnia di San Giorgio, vivranno domani con gli adulti scout della Compagnia la loro Route Ad Petri Sedem (RAPS) e cioè il loro pellegrinaggio giubilare.Stamattina Andrea Colucci, vicepresidente della Compagnia di San Giorgio, è stato intervistato nel corso del programma Radio Vaticana con Voi (dal minuto 1h 20' 54'') ed ha potuto spiegare il senso della RAPS e, in particolare, della presenza dei capi scout cattolici palestinesi.Buon ascolto! e buona lettura di questo interessante articolo di AGENSIR
Esercizi spirituali Quaresima 2025 - Luca Moscatelli presso la Parrocchia di S. Anselmo da Baggio in Milano - 2 aprile 2025
Esercizi spirituali Quaresima 2025 - Luca Moscatelli presso la Parrocchia di S. Anselmo da Baggio in Milano - 3 aprile 2025
Esercizi spirituali Quaresima 2025 - Luca Moscatelli presso la Parrocchia di S. Anselmo da Baggio in Milano - 1 aprile 2025 - Abramo (e Sara). Portare benedizione
E' un paese pronto a riabbracciare quella socialità e quello spirito di comunità a servizio tanto auspicato quella che stasera, sabato 16 novembre dalle 19.30, celebrerà l'opening del patronato come luogo per giovani e giovanissimi di Cogollo del Cengio.
C'è tanta gioia ed un pizzico di orgoglio nella parole di Don Simone Stocco, il parroco di Villaverla pronto ad inaugurare domani il nuovo bar oratorio completamente ristrutturato e pronto a diventare punto di riferimento per la comunità di fedeli, ma non solo. Spazi che ritornano alla gente, assieme ad una sala per le feste attrezzata di tutto punto.
XXX Domenica del T.O.: omelia della Santa Messa celebrata presso la Parrocchia di Oriolo
XXV Domenica del T.O.: omelia di Mons. Marini presso la Parrocchia di Cambiò (frazione di Gambarana - PV)
Don Letterio Festa parroco della Parrocchia di San Girolamo di Cittanova e autore del libro "La Chiesa , la Confraternita di Maria SS del Rosario in Casalnuovo - Cittanova dalle origini (XVII secolo) al 1953
Nella notte fra il 18 e 19 giugno alcuni vandali hanno aperto il cancello che protegge la scultura mariana al centro della scalinata che porta al Santuario di Santa Libera, distruggendo l'opera donata alla Parrocchia. La polizia locale sta vagliando le telecamere di videosorveglianza
Vediamo insieme gli appuntamenti del 16 - 17 maggio 2024Il teatro, con i debutti nazionali delle nuove produzioni per ragazzi, creatività e arti circensi si uniscono nella programmazione di giovedì 16 e venerdì 17 maggio a Bari, Molfetta, Monopoli e Ruvo per il Maggio all'infanzia, festival di teatro per le nuove generazioni giunto alla sua XXVII edizione.Gli appuntamenti del 16 maggioAl Teatro Kismet di Bari al via gli spettacoli di una delle novità della XXVII edizione del festival di teatro per le nuove generazioni: il Circo Madera, che ‘prende casa' nello chapiteau installato per l'occasione nel piazzale interno dell'Opificio per le arti. Ad aprire gli appuntamenti di teatro circense per tutte le età, che proseguiranno fino al 26 maggio, è lo spettacolo Hesperus. Isaac Valle, Nicola Bertazzoni, Silvia Laniado, Roberto Sblattero, Donatella Zaccagnino e Luca Costanzo, diretti da Silvia Laniado, in un'esplosione di vitalità che unisce musica dal vivo, acrobatica, comicità e non-sense. Repliche il 16 e 17 maggio alle ore 21, il 19 maggio alle ore 18 e 21. Sempre a Bari proseguono anche gli appuntamenti teatrali con il debutto regionale di The Barnard loop, in programma al Kismet alle ore 9. Una traversata onirica di stati fisici e mentali dove ripetizioni, ubiquità e memoria ci conducono un'illusione senza fine. Consigliato a un pubblico a partire da 6 anni. Alle ore 19.30 il debutto nazionale di Ballata per la Kater I Rades, con la regia di Tonio De Nitto: le storie di due “bambini del 1997” si rincorrono e si intrecciano nelle voci di Elvis e Lindita, partiti dal Sud dell'Albania per mettersi in salvo dall'impazzimento di un Paese in preda alla guerra civile e dal rapido precipitare degli eventi.Sempre il 16 maggio a Ruvo sono in programma spettacoli e i Manifestini del maggio. Con un atteso debutto nazionale: alle 11 al Teatro comunale Jack, il ragazzino che sorvolò l'oceano, seconda parte della trilogia de La luna nel letto dedicata al piccolo protagonista del racconto inglese ‘Jack e il fagiolo magico'. Dalle 12 alle 14 nella stessa location gli studenti delle scuole primarie realizzeranno i colorati Manifestini che addobberanno gli spazi del festival, per poi passare alle 12.15 al debutto regionale de L'Europa non cade dal cielo, un racconto a due voci di Teatro delle Albe che ha come nucleo centrale l'Unione Europea a partire proprio dalla sua nascita fino ad arrivare ai giorni nostri. Alle 15 ci spostiamo nell'ex convento dei Domenicani con un manifesto sull'essere se stessi in una società che ci vuole omologare: Freevola, scritto e interpretato da Lucia Raffaella Mariani. Chiude gli appuntamenti di giornata al Teatro Comunale un altro debutto nazionale: Le tragicomiche, vita da eroi, coproduzione Crest e I nuovi scalzi, dove quattro guitti, fliaci, muovono emozioni e buffonerie, ripercorrendo i momenti salienti delle famose gesta eroiche del Pelide Achille e della sua ira funesta, testimone di una storia di guerra e di potere.Gli appuntamenti del 17 maggioIl 17 maggio si inaugura il secondo chapiteau in programma nell'ambito del festival, quello di Circo Paniko, che viene installato nel Parco urbano Baden Powell di Molfetta. Alle ore 20 facciamo la conoscenza di Agostina la pagliaccia, spettacolo gratuito che anticipa i saluti istituzionali con l'amministrazione comunale di Molfetta. Segue alle ore 21 Apocalippo, la performance di circo e musica dal vivo.È Monopoli a ospitare venerdì un ampio panorama di spettacoli, a partire dal debutto nazionale alle ore 9, al Teatro Radar, de L'arrago. Storia di una baby gang, la nuova produzione Teatri di Bari con la regia di Gianpiero Borgia, nella quale si vive, attraverso i racconti dei ragazzi di strada, una Bari cruda, contemporanea, alterata. Una città qualsiasi, che come tante altre, potrebbe facilmente fare da sfondo a episodi come quelli delle tragiche cronache più recenti. Alle 10.15 nella Parrocchia del Sacro cuore il pubblico più giovane scopre invece Il mio giardino di e con Letizia Fata, un luogo dell'anima in cui avviene il miracolo del germoglio della prima fogliolina e della creazione della vita. Altro debutto nazionale di una produzione Teatri di Bari, insieme a Compagnia del Sole, alle 11.15 al Teatro Mariella è Quando le stelle caddero nel fiume. Spettacolo che ripercorre l'episodio avvenuto tra il 21 e il 29 maggio 1937, le truppe coloniali italiane al comando del generale Pietro Maletti, condussero in Etiopia un'azione destinata a divenire una pagina riprovevole della storia d'Italia: il massacro di Debra Libanòs, il più grande eccidio di cristiani copti avvenuto in Africa. Alle 16 uno spettacolo filosofico alla Parrocchia del Sacro cuore: Los Socrates e il mistero della caverna, di e con Ànnika Sctruum Strøhm e Saba Salvemini, mentre alle 17.45 il Teatro Mariella si fa palcoscenico per il debutto nazionale de Nella pancia del lupo, spettacolo di Kuziba che racconta la parte più oscura della favola di Cappuccetto rosso. Alle 19.15 al Teatro Radar entriamo poi nel magico negozio di giocattoli de La burla con i suoi tre anziani proprietari – tra comiche scenette e teatro circense - mentre chiude gli spettacoli a Monopoli alle 20.30 nel Roof garden del Teatro Radar Revolution, di e con Sara Bevilacqua, una miscela di emozioni, ricordi e storie di vita vissuta a Brindisi negli anni del Boom economico.Tornano anche gli eventi in musica realizzati in collaborazione con il Conservatorio Nino Rota di Monopoli: alle 18.45 la piazzetta del Teatro Radar vedrà esibirsi il quintetto d'archi del Conservatorio in Walt Disney Fantasy, concerto gratuito con le sigle dei più bei cartoni animati della nostra infanzia.Il programma completo con il botteghino è disponibile sul sito www.maggioallinfanzia.it Il Festival è organizzato da Fondazione SAT Spettacolo Arte Territorio, con la direzione artistica di Teresa Ludovico, il progetto a cura di Cecilia Cangelli e la consulenza pedagogica di Giorgio Testa. Con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia, dei Comuni di Bari, Martina Franca, Molfetta, Monopoli e Ruvo di Puglia, e della Camera di Commercio Bari, Teatro Pubblico Pugliese, Istituto Culturale Coreano in Italia e Kofice (Fondazione Coreana per lo scambio culturale internazionale). Con il patrocinio e il sostegno del Garante dei diritti del minore e del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia. In collaborazione con il Teatro stabile d'innovazione ragazzi Le Nuvole di Napoli e con Casa dello spettatore di Roma, Casa del contemporaneo, TRIC Teatri di Bari, Cooperativa Kismet, Assitej Italia (Associazione internazionale di teatro per bambini e giovani), TRAC rete delle residenze teatrali pugliesi, ARPA Puglia, Conservatorio di Musica ‘Nino Rota' di Monopoli, Pro loco di Martina Franca. Il festival rientra nella rete di Italiafestival ed EFA European Festivals Association (nell'ambito del progetto Effe Label).
Radio Vaticana con Voi! Ogni mattina, dopo il gr delle 8, due ore di diretta con i vostri messaggi di testo e vocali da inviare al numero 335.1243722! Ospiti, rassegna stampa, musica e molto altro ancora per iniziare insieme la giornata! Conduce Andrea De Angelis con Stefania Ferretti. Oggi con noi: Paolo Di Giannantonio, anche in radiovisione cliccando qui! Giornalista, conduttore, presenta oggi lo spettacolo "Il viaggio dei Bronzi di Riace", in scena al Teatro Manzoni di Roma il prossimo 19 aprile; Maria Pia Bariggi, Assessore alla Cultura del comune di Fidenza e al progetto “Via Francigena", nel giorno in cui ha inizio la quarta edizione del “Francigena Fidenza Festival”, organizzato dal comune di Fidenza in collaborazione con l'Associazione Europea Vie Francigene; Alberto Hermanin, moderatore dell'incontro "Cure palliative, un diritto per tutti compreso da pochi", in programma il prossimo 19 aprile presso la sala teatro della Parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, a Roma; Giorgia Gambini, Presidente di Interlife, presenta il progetto "Una bici per la scuola", con cui verranno donate biciclette alle bambine indiane per garantire loro la possibilità di raggiungere la scuola in sicurezza e in modo più veloce; Gianluca Biccini, collega de L'Osservatore Romano, che presenta l'inserto quotidiano del giornale della Santa Sede; Gianmarco Murroni, collega di Radio Vaticana - Vatican News, inviato a Grado per il 44.mo convegno delle Caritas diocesane; Pierluigi Morelli, collega della redazione Musicali di Radio Vaticana - Vatican News.
Esercizi Spirituali di dom Ildebrando Scicolone, predicati presso la Parrocchia del SS. Crocifisso di Pachino. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/esercizi-spirituali/message
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MILANO (ITALPRESS) - Una competizione per alimentare i sogni dei ragazzi. Tutto tramite il calcio e col motto Keep Racism Out sempre ben in mente. Presentata a Milano, presso la Parrocchia di San Protaso, l'11ª edizione della Junior TIM Cup, il torneo giovanile di calcio a 7 promosso da Lega Serie A, TIM e Centro Sportivo Italiano. La Junior TIM Cup, dalla sua nascita nel 2013 fino al 2023, ha coinvolto oltre 90.000 giovani, più di 6.650 oratori e fatto disputare circa 35.000 partite. Negli ultimi due anni la Junior TIM Cup ha sposato la campagna di Lega Serie A “Keep Racism Out” e anche quest'anno coinvolgerà gli oratori del CSI su tutto il territorio nazionale in incontri di riflessione e attività educative.pia/gm/gtr
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Record di occupati, la lotta all'evasione anche sui social, il caso Ilaria Salis. Nello spazio Donna Moderna, abbiamo parlato di una professione molto particolare: il reputation manager, con Myriam Defilippi, di Donna Moderna. Jannik Sinner: ieri, oggi e domani. In conferenza stampa, ieri a Roma, la conferma che non andrà a Sanremo. Diretta con Stefano Meloccaro, collega di Sky Sport, grande appassionato ed esperto di Tennis. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5 In provincia di Perugia, a Città di Castello, nella parrocchia di Nuvole, c'è un parroco che ha fatto notizia per la scelta di benedire i cellulari dei propri fedeli. Con Don Giorgio Mariotti, sacerdote della Parrocchia di Nuvole. La notizia di un microchip impiantato nel cervello annunciata da Elon Musk nelle scorse ore ha fatto molto discutere. Ne abbiamo parlato con Luca Berdondini, scienziato dell'Istituto Italiano di Tecnologia. L'attualità commentata dal direttore editoriale di Libero, Daniele Capezzone. All'interno di Non Stop News, con Massimo Lo Nigro, Enrico Galletti e Giusi Legrenzi.
Finalmente tutti voi potrete assistere alla lunga “confessione” a cuore aperto di don Salvo Collura rispetto alla sua idea di fede… il piccolo spoiler è che le sue idee “pazzerelle” distanti dalla chiesa ufficiale lo hanno portato ad essere un prete in panchina che non dice messa… Unitevi alla preghiera di EGOriferiti #EGOriferiti #podcast #VassillySortino #DonSalvoCollura --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/giuseppe-cardinale/message
Prosegue sabato 4 novembre alla Parrocchia di San Miche la terza edizione di MusiCanta, a cura dell'associazione di volontariato Vita Buona. Ne abbiamo parlato con la referente Lorella Giordano.
Una parrocchia (o un'associazione, un ordine religioso) può fare una diretta streaming? Certo che sì. Ecco come: dalle soluzioni più semplici alle più avanzate!
Mons. Marini ha presieduto i Vespri presso la Parrocchia di Torriglia. Qui la riflessione dopo la lettura breve.
⛪ Una parrocchia, un'istituzione o un'associazione religiosa può usare le newsletter?
Google Search Console: uno strumento che ci aiuta a migliorare il posizionamento del nostro sito web dentro il più grande motore di ricerca della rete. Ecco perché usarlo.
Perché una parrocchia dovrebbe avere un canale Youtube? Cosa può fare una parrocchia su Youtube? Come si apre un canale Youtube parrocchiale? I consigli del nuovo #tutorialweca
Catechesi tenuta da Don Luigi Maria Epicoco presso la Chiesa Cristo Re in Villa delle Favare (Biancavilla CT)
Le parrocchie e le istituzioni religiose di tutta Italia hanno un bisogno: tornare – seppur nel rispetto delle norme – a vivere anche in presenza la dimensione della comunità. Ecco cinque consigli "social" per promuovere eventi in parrocchia.
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. L'omelia della Messa celebrata da Mons. Guido Marini preso la Parrocchia di Fabbrica Curone.
Oggi mons. Guido Marini ha celebrato l'Eucaristia presso la Parrocchia di Santa Maria della Salute in Voghera, in occasione della Festa di Sant'Antonio Maria Zaccaria. Ecco le immagini.
Catechesi di don Luigi Maria Epicoco per la "Scuola della Parola" presso la Parrocchia di San Giuseppe Artigiano all'Aquila.
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Notizie e appuntamenti della Parrocchia sant'Anselmo da Baggio in Milano
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