POPULARITY
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8572I TRE MOTIVI PER CUI I SACERDOTI LASCIANO IL MINISTEROdi Giuseppe Forlai Da sempre i preti abbandonano il ministero, i coniugi si separano, le monache lasciano la clausura, i frati il convento. I motivi sono i più diversi, le cause profonde che portano a determinate scelte spesso insondabili. Sembra assurdo dirlo, ma tant'è: non tutti sanno precisamente perché cambiano vita; più che altro "sentono" che qualcosa si è rotto dentro, mettendo tutto in discussione. Quando un prete abbandona non bisogna scandalizzarsi, piuttosto chiedersi con molta umiltà e sapienza: «Perché io rimango?». Si narra che dei monaci egiziani incontrarono lungo il sentiero un anziano abbà rannicchiato con la testa tra le mani che versava lacrime abbondanti. Domandarono: «Padre, perché piangi? Cosa ti è mai successo?». Egli rispose: «Ho visto pocanzi un monaco cadere in un grande peccato». Stupefatti i giovani esclamarono: «E dunque, perché questa spropositata disperazione?». E l'anziano: «Oggi lui, domani io». Attenzione a puntare il dito. Senza fare le pulci a chi lascia, è utile condurre una disamina delle varie storie di vita, almeno nel tentativo di rimanere lucidi e farsi un esame di coscienza. Giudicare no, vigilare sì. Le cause degli abbandoni si rimpallano da anni, e le più "quotate" sono conosciute. C'è chi parla di crisi del celibato, di una formazione seminaristica lontana dalla realtà (questa motivazione va sempre molto di moda, soprattutto in chi non ha mai fatto il formatore); c'è poi chi denuncia la solitudine del prete o il logoramento pastorale, oppure la scarsa cura di taluni vescovi verso sacerdoti. In questi ultimi anni è poi aumentato il fenomeno dei preti adulti che lasciano, e l'abbandono non sembra più essere appannaggio dei giovani o della famigerata crisi del settimo anno. Si lascia il ministero anche a sessant'anni (come d'altra parte si divorzia perfino in età matura). Comunque i dati sociologici esistono e non vale la pena riproporli. Chi scrive fa l'eremita, non l'esperto, quindi non azzardo analisi. Posso però condividere alcune costanti che ho registrato accompagnando i consacrati.ALCUNE COSTANTILa prima cosa che mi colpisce è come nei preti in crisi l'emozione del momento abbia la forza di cancellare un'intera biografia: esperienze, scelte, valori, convinzioni di fede vengono quasi azzerate da un fallimento, un innamoramento, una delusione. Come se l'identità personale non si distendesse più sul corso del tempo vissuto, ma si contraesse improvvisamente, appiattendosi sul disagio dell'oggi; non esiste più nulla al di fuori del sentirsi male, e il rinchiudersi interamente nel disagio - cassando la memoria - sembra essere l'unica maniera per sentirsi liberi. Avviene come se di un romanzo di mille pagine ne restassero solo dieci, e da queste si pretendesse di conoscere tutta la trama.La seconda cosa che mi colpisce - e che segue sovente la scomparsa della biografia personale - è che nelle storie di abbandono il senso della comunità e la responsabilità verso il prossimo decadono rapidamente. I volti delle persone che hanno accompagnato il cammino sbiadiscono, le persone affidate, il popolo di Dio - che sembrava prima la ragione precipua di ogni dedizione - improvvisamente non hanno più alcun posto nella coscienza di sé. Dopo anni di discernimento comunitario fatto per diventare prete, coinvolgendo superiori, formatori, parroci di pastorale e popolo di Dio, per scegliere di lasciare non serve più nessuno... se non lo psicologo, che finalmente «mi fa sentire me stesso». Questo, devo dire, mi ha fatto sempre molto pensare.La terza cosa che constato è la discriminante del fattore fede. Ossia il prete che entra in una crisi destabilizzante con una lettura provvidenziale della sua storia, vive il tempo della prova non come una messa in discussione di tutto, ma come un'occasione. Posso essere interiormente lacerato e per lungo tempo, ma a seconda del fatto che io abbia o meno un'esperienza viva di Cristo e dei sacramenti la crisi sboccherà in esiti sensibilmente diversi. La maggior parte dei preti che ho conosciuto e che per motivi personali hanno lasciato il ministero, si sono anche allontanati del tutto o in parte dal credo della Chiesa, a favore di una religiosità cucita addosso in maniera individualistica. In questo caso si comprende come le crisi vocazionali - specie nei giovani preti che hanno ricevuto da ragazzi una formazione cristiana meramente aggregativa sentimentale - possano essere interpretate come crisi di fede.Le cause remote degli abbandoni non tocca a me stabilirle, ma gli stessi preti che incontro ogni tanto ne elencano qualcuna, che riporto di seguito.TRE CAUSE RICORRENTI1) La fatica a essere onestiEssere sinceri ed essere autentici sono due cose molto diverse. I formatori non sempre sanno operare tale distinzione nei seminaristi: un candidato che tutto racconta non significa che sia autentico. Si è sinceri quando si manifesta ciò che si sente, si è autentici quando si rivela ciò che si è e si desidera davvero. Non è la stessa cosa. Si può essere gravemente narcisisti e contemporaneamente sinceri, solo per fare un esempio.2) Il mito dell'infaticabilità senza equilibrioIl bravo prete/seminarista - si pensa - è quello che si dà tanto da fare. Anche qui si rischia di confondere il vero lavoro con la dispersione. Un prete che corre dalla mattina alla sera senza rispettare i suoi limiti fisici e spirituali, non è uno che lavora, bensì più semplicemente un uomo disordinato. E questo affannarsi (che è una forma di accidia) è un ottimo alibi per occultare i "draghi": vuoti da non sentire, intemperanze nel celibato da occultare, legami morbosi da non ammettere.3) La fragilità del cammino di fedeCrescere nell'amore del Signore è ciò che di meno scontato si possa registrare nella vita presbiterale. Perdere la fede è un attimo che può scoccare senza avvedersene. Il prete può non accorgersi di rimanere fermo nella sequela: il contatto quotidiano e frequente con "le cose di Dio" può dare l'illusione di essere intimo con il Signore. Errore fatale. Non basta essere stati ordinati per diventare dei credenti. Il grande domenicano francese Henri-Dominique Lacordaire (+ 1861) diceva che se un prete ha la donna, beve, è attaccato ai soldi e non sa perché è prete, prima o poi si perde; se un prete ha la donna, beve, è attaccato al denaro, ma sa perché e per chi è prete, allora tutto cambia, tutto è recuperabile. «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6,68).
Immaginate di rovinarvi la vita a causa di un gruppo di polli. Sembra assurdo, eh? E invece è letteralmente quello che è accaduto a Publio Claudio Pulcro durante la Prima guerra punica. Certo, se vi dico che i polli erano un oracolo divino e che QUALCUNO ha arrogantemente deciso di prenderli per il collo, forse la storia diventa più comprensibile. Poi oh, se la volete tutta, la trovate nella puntata di oggi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dans le cadre du festival Italissimo Professeur de littérature française, directeur de collection érudit d'I Meridiani – l'équivalent italien de la Pléiade –, romancier célébré (prix Strega avec Inséparables, Liana Lévi, 2012), l'écrivain romain a fait de sa ville natale le décor de son grand œuvre. À son tableau de la bourgeoisie juive, Alessandro Piperno ajoute un nouveau roman tendre et ironique, moderne et mélancolique. En scène, le professeur Sacerdoti, écrivain et universitaire banni pour une citation misogyne de Flaubert. Drapé dans sa misanthropie, il choisit de se retirer dans la solitude, quand il se voit confier le tutorat d'un jeune cousin orphelin. Les deux existences vont basculer. Le comédien Micha Lescot est de retour sur la scène d'Italissimo pour partager un extrait de ce grand roman. À l'occasion des 70 ans du jumelage entre Paris et Rome À lire – Alessandro Piperno, Un air de famille, traduit de l'italien par Jean-Luc Defromont, Liana Lévi, 2025
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8506SAN LORENZO DA BRINDISI, MISSIONARIO FRA GLI ERETICIdi Suor M. Simona Pia Müller Una splendida figura dell'Ordine dei Cappuccini è San Lorenzo da Brindisi, missionario fra gli eretici. La Chiesa universale celebra la sua festa il 23 luglio. Più conosciuto nell'Ordine come Vicario generale, apostolo in Europa e Dottore della Chiesa, l'aspetto missionario di questo grande Santo è poco conosciuto dalla maggioranza delle persone. Esaminiamo più attentamente quest'aspetto nella speranza di essere contagiati anche noi dal suo zelo per la salvezza delle anime.Il Santo nacque a Brindisi il 22 luglio 1559 da genitori di alta cultura: Guglielmo Rossi ed Elisabetta Masella. Prima della nascita del futuro missionario, i genitori si erano trasferiti da Venezia a Brindisi per motivi politici.Iddio aveva benedetto Giulio Cesare (nome di Battesimo del Santo) con tante doti naturali che sotto la guida della pia mamma furono indirizzate verso il Signore. La sua capacità di parlare in pubblico e di entusiasmare le folle fu scoperta quando il bambino aveva solo 6 anni, quando ebbe l'occasione di fare in pubblico un discorso religioso che accattivò l'attenzione di tutti, facendo intravedere in lui un futuro grande predicatore.Il papà di Giulio Cesare morì quando il figlio era ancora giovane. All'età di 12 anni il pio fanciullo avvertì la chiamata di consacrarsi a Dio nella vita religiosa e in modo particolare nell'Ordine francescano. Troppo giovane ancora per essere accettato come novizio tra i Frati Minori Conventuali presenti a Brindisi, venne accolto da loro solo come aspirante, dandogli così la possibilità di indossare l'abitino francescano. Contento e sereno fra le mura del convento, il fratino si dedicò allo studio, alla preghiera e alla penitenza. La pace goduta a Brindisi però era destinata a durare poco. I turchi minacciavano d'invadere le coste dell'Italia e la famiglia Rossi si trasferì di nuovo a Venezia, dove il giovane Giulio Cesare fu affidato alla cura di uno zio Sacerdote diocesano. Dovette quindi spogliarsi dell'abitino francescano per indossare la talare secolare, ma nell'anima del giovane il desiderio di appartenere all'Ordine francescano e di indossare di nuovo l'abito serafico non si spense mai. Giulio Cesare ebbe in seguito la possibilità di visitare spesso il convento de Cappuccini di Giudecca, sull'isola della laguna di Venezia. Innamoratosi sempre più della povertà estrema dei figli di San Francesco, chiese di potersi aggregare alla loro famiglia religiosa. Il 17 febbraio del 1575 entro nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini assumendo il nome di fra Lorenzo da Brindisi.PURIFICARE DAGLI ERETICIFin dall'inizio, fra Lorenzo si dedicò all'osservanza perfetta delle più piccole prescrizioni della vita conventuale, rispettoso e sottomesso ai Superiori e caritatevole verso i confratelli, diventando un modello di perfezione religiosa. Il 24 marzo 1576 si consacrò solennemente a Dio. Dopo l'emissione dei voti, fra Lorenzo andò a Padova dove studiò Filosofia, Teologia e varie lingue, fra le quali il greco, l'ebraico, il caldeo, il siriaco, il tedesco, il francese e lo spagnolo. Sembrava che il futuro apostolo e missionario avesse un dono particolare per l'apprendimento delle lingue straniere; arrivò, infatti, a una conoscenza cosi profonda delle suddette lingue che era capace di predicare in ognuna di esse. Possedeva inoltre una memoria formidabile.Fra Lorenzo fu ordinato Sacerdote a Venezia il 18 dicembre 1582. Iniziò cosi l'apostolato della predicazione in varie città d'Italia, quali Padova, Vicenza, Verona, Pavia, Genova e Napoli. Già durante questo periodo, padre Lorenzo fece vari miracoli di guarigione. I Papa Clemente VIII, avendo sentito le meraviglie operate per mezzo del Santo, lo chiamò a Roma e gli affido l'incarico di predicare e di confutare gli ebrei. Con una bibbia ebraica in mano, padre Lorenzo fece a loro un corso di conferenze che convertirono varie persone alla fede cattolica. Fra il 1587 e il 1598, fu spostato in vari conventi dell'Ordine, coprendo diversi incarichi importanti.Nel frattempo l'imperatore di Germania, Rodolfo II, chiese al Pontefice un gruppo di Cappuccini per purificare la terra tedesca da vari gruppi di eretici, ossia gli ussiti, i picardi, i luterani, i calvinisti, i giudei. In più, la Germania era minacciata dall'invasione dei turchi. Padre Lorenzo partì a capo di un gruppo di undici confratelli Sacerdoti e due confratelli conversi. Innumerevoli furono le fatiche e gli stenti, i pericoli e le persecuzioni sostenuti dagli intrepidi missionari. I nemici della Chiesa Cattolica, allarmati per la loro comparsa in quelle regioni, tentarono in mille modi di frustrare la loro opera. Con il sostegno dell'Imperatore, però, San Lorenzo fondò tre conventi per i suoi religiosi, uno a Praga, uno a Vienna e il terzo a Gratz. Con la loro permanenza in quelle regioni, i santi missionari continuarono a purificare la zona dagli eretici e il bene che facevano era sempre più ostacolato dai nemici del Cattolicesimo.MAMMA, LI TURCHIContemporaneamente Maometto III, figlio di Amurat, invase l'Ungheria, insieme alla sua armata formidabile. L'Imperatore chiese aiuto al Papa che inviò 10.000 uomini. Le truppe Alemanne si unirono a questi uomini, con il Duca di Mercoeur al capo. Al fianco del Duca ci fu padre Lorenzo da Brindisi, che incoraggiò i soldati, tramutandoli in altrettanti eroi. Il Santo precedeva il gruppo con il crocifisso in mano ed eccitava i soldati a non avere paura, a combattere da forti, sicuri della vittoria. La battaglia contro i turchi si svolse ad Alba Reale; il combattimento durò otto giorni durante i quali i turchi perdettero 30.000 soldati, ritirandosi umiliati e vinti. Il santo Cappuccino fu valoroso in questa battaglia: sul dorso di un cavallo, sempre con il crocifisso in mano, fu visto correre da un capo all'altro del campo per incoraggiare i soldati. Dopo la battaglia, il Santo partì per la Germania, e volle portare con sé un'immagine della Madonna, rinchiusa in una cassetta insieme a fiorellini freschi e odorosi. Grazie alla presenza dell'immagine, i fiori, seppure privi di acqua e di luce, miracolosamente rimasero tali quali per vari mesi, segno dell'amore filiale e ardente verso la Mamma celeste e segreto del successo che il Santo aveva nella vita apostolica. La sua devozione alla Madonna cresceva ogni giorno di più e, grazie a uno speciale indulto, poteva celebrare la Santa Messa in suo onore quasi tutti i giorni.All'età di 43 anni padre Lorenzo venne eletto Vicario generale dell'Ordine, per cui si mise a visitare a piedi le province di Milano, la Svizzera, la Germania, la Fiandra e pure la Spagna. Con la sua assenza dalla Germania i turchi molestarono di nuovo quelle regioni, compresa l'Ungheria. L'imperatore Rodolfo chiese di nuovo aiuto a padre Lorenzo per combatterli. L'uomo di Dio fece ritorno in Italia, si presentò al Pontefice Paolo V e gli propose la formazione di una Santa Lega tra il Pontefice, l'imperatore di Germania e il re di Spagna.Sempre più intensa era la sua devozione alla Madonna. Un giorno, il Santo, assorto in preghiera, ebbe l'apparizione della Santa Vergine; egli allora non poté contenere la sua gioia ed esclamò: «O madre mia, o mia santa Madre, beato chi vi loda, beato chi vi porta nel proprio cuore». E il Santo cappuccino, portando la Madonna nel cuore, portò la salvezza a tante anime smarrite. Veramente era "beato" San Lorenzo da Brindisi.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8487LE VITE INTRECCIATE DI GIOVANNI PAOLO II E PADRE PIOdi Reine Akeke Il 25 maggio del 1987 vediamo raccolto in silenziosa preghiera sulla tomba di padre Pio un illustre visitatore. Chi è? Sua Santità Giovanni Paolo II, l'allora Sommo Pontefice della Santa Chiesa. Questo raccoglimento sulla tomba di padre Pio deve essere un momento commovente per il Papa. Aveva conosciuto padre Pio nel lontano aprile 1948, quando era ancora giovane Sacerdote ordinato da meno di un anno; allora non poteva certamente immaginare che sarebbe stato lui a canonizzare l'umile Frate cappuccino. Desiderava incontrare padre Pio per tre motivi: vederlo, partecipare alla sua Messa e confessarsi da lui. Il giovane sacerdote Karol Wojtyla restò molto impressionato da quell'incontro e non dimentica più la figura del Frate cappuccino. Nel 1974, quando da Cardinale tornò a San Giovanni Rotondo, disse infatti di «aver ancora negli occhi, dopo tanti anni, la persona di padre Pio, la sua presenza, la Santa Messa da lui celebrata all'altare laterale, il confessionale e di sentire ancora le sue parole». Disse anche che «era impressionante, profondo, celebrare accanto alla tomba del venerato Padre, perché sempre per tutta la vita, non aveva fatto altro che predicare la passione e la morte e la resurrezione del Cristo». La Passione di Gesù, San Pio non solo la predicava, ma la viveva nel proprio corpo con le sue stimmate sempre sanguinanti. Con-crocifisso con Cristo, era anche lui vittima per i peccatori, che assolveva durante le lunghe ore trascorse nel confessionale per ridonare loro la pace e la grazia di Dio.UNA CONFESSIONE INDIMENTICABILEAnche San Giovanni Paolo Il si confessò da padre Pio e non lo dimenticò mai più. Mons. Paolo Carta, che era stato vescovo di Foggia, durante un incontro con il Papa disse di essere stato testimone della santità di padre Pio, e il Santo Padre rispose: «Ah, Padre Pio, che uomo di Dio. Una volta pure io sono andato da lui e mi sono confessato».Giovanni Paolo II conobbe dunque personalmente padre Pio ed era convinto della sua santità, dell'azione della grazia in quell'anima benedetta. Il Santo cappuccino fu anche suo benefattore quando si trovò in difficoltà a causa della salute di una sua amica, la dottoressa Wanda Poltawska. Quella signora e la sua famiglia per il Papa erano come una seconda famiglia. Nell'ottobre 1962, iniziava il Concilio Vaticano II e Karol Woityla, diventato Arcivescovo di Cracovia, si trovava a Roma per dare il suo contributo al Concilio; fu proprio in quel periodo che venne colto dalla brutta notizia della malattia della sua amica. Senza perdere tempo, scrisse a padre Pio, perché lo sapeva uomo di Dio - ricordiamo che in quel periodo il Sant'Uffizio aveva emanato contro padre Pio provvedimenti molto severi, riservati solo a Sacerdoti ribelli e colpevoli -; voleva chiedere il suo aiuto, la sua preghiera, per «una madre di quattro figlie, di quarant'anni, di Cracovia in Polonia (durante l'ultima guerra fu per cinque anni in campo di concentramento in Germania), ora in pericolo gravissimo di salute e della vita stessa per un cancro, affinché Dio per intercessione della Beatissima Vergine mostri la sua misericordia a lei e alla sua famiglia». A chi gli consegnava questa lettera da parte dell'arcivescovo Wojtyla, padre Pio rispose: «A questo non si può dire di no». Infatti, pochi giorni dopo, il futuro Papa scriveva un'altra lettera a padre Pio per ringraziare Dio e anche lui per la guarigione ottenuta.LA DEVOZIONE A MARIA SANTISSIMADevotissimo della Madonna quanto padre Pio, San Giovanni Paolo II, non poteva non invocare la "Mamma celeste" come Mediatrice della grazia da ottenere. In effetti, la devozione a Maria Santissima è un punto in comune tra queste due vite vissute interamente per Dio e per i fratelli, sotto lo sguardo materno della Madonna. Possiamo dire che tutta la vita di ambedue fu una convivenza con la Madonna. Al card. Andrea Deskur, segretario di Giovanni Paolo II, che al termine di un colloquio chiedeva a suor Lucia di Fatima se doveva «riferire qualcosa al Santo Padre» da parte della Madonna, la Venerabile rispose: «Non è necessario, perché la Madonna gli parla direttamente». Similmente padre Pio, a chi gli chiedeva se la Madonna fosse mai andata nella sua cella, rispondeva: «Di' piuttosto se qualche volta non c'è».L'amore a Gesù Crocifisso e alla Madre Corredentrice unì queste due anime tanto lontane l'una dall'altra secondo la gerarchia, ma così vicine per l'ideale che le animava: la salvezza delle anime.In una lettera che scrisse, in polacco e con la sua firma autografa in calce, al Padre guardiano di San Giovanni Rotondo due mesi prima di elevare all'onore degli altari il Frate tanto amato (5 aprile 2002), ricordò ancora il loro primo incontro, e soprattutto l'impressione provata nel partecipare alla sua Messa. «Ho potuto - scriveva - scambiare qualche parola con Lui, ho partecipato il giorno dopo alla Santa Messa, che è durata a lungo e durante la quale ho potuto vedere sul suo volto la sofferenza che provava. Ho visto le sue mani celebrare l'Eucaristia: i segni delle stimmate. È rimasta per me un'esperienza indimenticabile».Ringraziamo Dio per aver dato alla sua Chiesa e all'umanità questi giganti di santità e chiediamo loro di intercedere ancora per la Santa Chiesa in tempi di "morta fede e di empietà trionfante" come i nostri.
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Just a few days into the war with the Iranian regime, and so much has changed. The Islamic Republic's longtime ayatollah Ali Khamenei is dead, as are apparently thousands of regime officials, Israel says.In response to strikes, the Iranian regime has lashed out, striking countries across the Middle East and beyond, demonstrating in real-time their fanaticism. But where is the war going from here, and is the public being well-informed by our media?In this episode, we are joined by Jonathan Sacerdoti. He is a British journalist and broadcaster who joins us to offer his insights and thoughts on the war with Iran, and what may come next.
Tod Sacerdoti is the CEO and co-founder of Pipedream, which recently sold to Workday. Tod is also a general partner at Flex Capital, where he's invested in over 400 companies including Chime, Vercel, Replit, CodeRabbit, Mercury, and many others. He previously founded BrightRoll, a programmatic video advertising platform that sold to Yahoo for $640 million in 2014. In this episode of Summation, Tod and Auren discuss:Why seed investing has the highest annualized returns of any venture asset classFirst-gen AI companies being the most vulnerable to AI disruptionQSBS and why it's the most important tax benefit nobody talks aboutThe founder code and what happens when people break itYou can find Auren Hoffman on X at @auren and Tod Sacerdoti on X at @tod
Recita con devozione questa potente Preghiera per la Chiesa. Invochiamo l'unità del Corpo di Cristo, la santità dei pastori (Papa, Vescovi e Sacerdoti) e la forza per tutti i fedeli nella loro missione evangelizzatrice. Un momento essenziale di intercessione per la Santa Chiesa e il suo cammino nel mondo.
Dal Vangelo secondo MarcoIn quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.Commento di don Saverio, sacerdote della Diocesi di MondovìPodcast che fa parte dell'aggregatore Bar Abba: www.bar-abba
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8325CINA, CENSURA TOTALE PER I SACERDOTI IN INTERNET di Bernardo Tombari Niente religione su internet, tranne per i siti web autorizzati delle confessioni che accettano i valori socialisti e la sinicizzazione. È il nuovo "Codice di condotta su internet" per preti e ministri di culto in Cina, pubblicato dal Dipartimento per gli Affari religiosi. "Il clero religioso non deve diffondere idee religiose o indurre minorenni alla fede religiosa tramite internet, né organizzare la partecipazione dei minori a formazione religiosa, campi estivi (o invernali), né organizzare o costringere i minori a partecipare ad attività religiose" recita l'articolo 10 del codice. Vietate anche raccolte fondi, predicazioni o celebrazioni religiose online.Non è chiaro quali siano le pene, il codice dichiara solo che il Dipartimento per gli Affari religiosi contatterà il clero che violerà il codice, perché "apporti correzioni entro un limite di tempo", e qualora questo non accada verrà punito "secondo le leggi e i regolamenti amministrativi pertinenti". L'obiettivo è evitare "contenuti che incitano alla sovversione del potere statale" o "attività di infiltrazione religiosa straniera". Un modo per dire che il Partito comunista cinese è disposto ad accettare Dio, se è un dio abbastanza piccolo da poter essere sottoposto allo stato e all'ideologia socialista, da poter stare in un angolo senza dare fastidio. La Santa Sede ha rinnovato l'anno scorso l'Accordo Provvisorio con la Repubblica Popolare Cinese, che sarà quindi attivo fino al 2028 salvo ulteriori rinnovi (l'intesa è arrivata nel 2018 ed è stata poi rinnovata tre volte).L'Accordo riguardava soprattutto le nomine dei vescovi, per mettere fine a decenni di ordinazioni illecite senza il consenso papale. Dagli anni '50 infatti, i vescovi in Cina venivano eletti dall'Associazione patriottica cattolica cinese, quindi sotto il controllo dello stato. Era stato dichiarato però anche l'obiettivo di un "dialogo costruttivo" tra la Chiesa e il governo del Paese. Le restrizioni sempre crescenti e le intrusioni di Pechino, o in alcuni casi addirittura decisione autonome, nelle nomine o nella creazione o rimozioni di diocesi non sembrano però andare in quella direzione.Anche il Segretario di Stato Parolin ha ammesso che l'accordo sta "procedendo lentamente, a volte anche facendo un passo indietro". Le nuove restrizioni per l'attività online non sono esclusivamente per il Cristianesimo, anzi, sono probabilmente più mirate verso sette come il Falun Gong, ma è facile immaginare che ci vadano di mezzo anche quegli influencer cristiani che rifiutano l'idolatria dello Stato e non vogliono un Dio "sinizzato" o socialista, perché sanno che Cristo non è venuto per portare pace, ma spada.Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "Jimmy Lai, ultimo atto. L'editore cattolico dissidente rischia la morte" parla della storia di Jimmy Lai. Il figlio Sebastien Lai sarà ospite della prossima Giornata della Bussola, il 25 ottobre 2025, e ritirerà il premio "Fatti per la Verità" assegnato a suo padre.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 16 agosto 2025:Arrestato nell'agosto del 2020, in carcere dal dicembre successivo, sotto processo dal 2023 per motivi puramente politici. Jimmy Lai, imprenditore ed editore cattolico di Hong Kong, lunedì riceverà la sentenza che deciderà della sua vita. Ha 77 anni, salute malferma e rischia di morire in carcere. Per il figlio, Sebastien*, una condanna a una lunga pena detentiva equivarrebbe a una sentenza di morte. Eppure, fino a cinque anni fa, Jimmy Lai era uno degli uomini più ricchi e rispettati di tutta l'Asia. Personalmente incarna la tragedia di una città che non si arrende mentre finisce sotto il giogo della Cina comunista.L'udienza finale del processo Lai avrebbe dovuto tenersi la settimana scorsa, ma è stata rimandata per due volte. La prima volta a causa del tifone che ha colpito la costa sudorientale cinese. La seconda perché la corte ha accolto la richiesta della difesa di Lai, che chiede assistenza medica per l'imputato. Lunedì un'auto medica sarà pronta a intervenire e il cuore di Jimmy Lai sarà monitorato in diretta. L'anziano imprenditore ha trascorso più di 1700 giorni in isolamento. La sua salute ne ha risentito drammaticamente, nell'ultima udienza, quando è stato accolto il rinvio, è apparso visibilmente dimagrito e sofferente.Intervistato dalla Bbc, Sebastien Lai dichiara che anche se suo padre ricevesse la pena più mite di cinque anni, la sua vita sarebbe a rischio: «Praticamente sarebbe una sentenza di morte. Data la sua età e la sua salute, sì, morirà in prigione», dice alla Tv pubblica britannica, perché «Il suo corpo sta collassando». Sebastien Lai sta chiedendo al premier britannico Keir Starmer e al presidente americano Donald Trump di agire in fretta per la sua salvezza. Trump ha dichiarato, a proposito di Lai, che farà «tutto il possibile» per ottenerne la liberazione. Lai è cittadino britannico dal 1996 e la sua morte in una galera cinese a Hong Kong sarebbe una sconfitta per Londra. «Noi, come nazione (nel Regno Unito, ndr) non ci saremmo battuti per uno dei nostri più coraggiosi cittadini, quando sarebbe stato importante farlo».Jimmy Lai non è nato a Hong Kong, ma nella Cina comunista, a Canton, alla vigilia della presa del potere da parte di Mao Zedong. I suoi genitori, borghesi benestanti, sono stati spogliati di tutto all'epoca delle prime collettivizzazioni. Da bambino, Jimmy Lai doveva sfamarsi con lavoretti, come portatore di bagagli alla stazione di Canton. Fu l'occasione per conoscere gente che proveniva dal "mondo esterno", una rivelazione per chi era nato e cresciuto nella miseria più nera della Cina maoista. E fu in quel periodo che decise di rischiare il tutto e per tutto pur di fuggire, da clandestino, nascosto in un peschereccio diretto a Hong Kong, allora isola britannica.Anche a Hong Kong, ottenuto l'asilo politico, fece lavori umili finché, da operaio tessile che era, non divenne imprenditore tessile. E fondò la sua impresa di moda, la Giordano. Divenuto milionario e uomo d'affari di successo, vendeva i suoi vestiti anche nella Cina continentale, grazie alle prime riforme di mercato di Deng. Ma nel 1989 rimase scottato dalla repressione di Piazza Tienanmen. Fu allora che decise di affiancare, alla sua attività imprenditoriale, anche quella di attivista dei diritti umani, contro il regime comunista cinese. Pechino, da allora, lo ha considerato una spina nel fianco e ha cercato, prima di boicottarlo, poi di ucciderlo, infine di eliminarlo con mezzi giudiziari.L'attività editoriale di Jimmy Lai iniziò nel 1990 con la fondazione della rivista Next, che prendeva apertamente di mira i dirigenti comunisti, sotto la protezione della libertà di stampa garantita dalla legge di Hong Kong. Nel 1993, per rappresaglia, la Cina chiuse tutti i suoi negozi. Ma nel 1995, invece che piegarsi, Lai fondò un secondo giornale anticomunista, il quotidiano Apple Daily, che ben presto divenne uno dei più letti di Hong Kong.Il regime di Pechino prese molto sul serio le critiche e le inchieste di Next e Apple Daily. Tanto che nel 2008 un anonimo milionario cinese, a Hong Kong, pagò l'equivalente di un milione di dollari un sicario per uccidere Jimmy Lai e il deputato Martin Lee. Il complotto per assassinare l'imprenditore dissidente e il politico democratico, fallì con l'arresto del killer e con la sua condanna, quando la giustizia di Hong Kong non era ancora politicizzata. Nel 2013 degli anonimi aggressori sfondarono la porta della casa di Jimmy Lai con un'auto e lasciarono un'ascia e un machete, come segni intimidatori. Nelle manifestazioni del novembre 2014, Lai subì l'aggressione fisica di militanti filo-Pechino. E nel gennaio 2015 sia la casa dell'editore che la sede di Next vennero attaccate con bombe incendiarie.Queste pesanti intimidazioni non fermarono Jimmy Lai che, dal 1997, si era convertito al cattolicesimo. Anzi, ne rafforzarono la determinazione, religiosa e politica, a continuare a lottare. I comunisti cinesi hanno però trovato il modo di silenziarlo, solo quando hanno messo le mani direttamente su Hong Kong, ponendo fine alla sua autonomia. Come risposta alle manifestazioni di massa pro-democrazia dell'estate 2019, approfittando del lockdown dei primi mesi della pandemia di Covid-19, Pechino impose alla città la sua Legge sulla sicurezza nazionale, con cui può arrestare e processare cittadini per reati politici. Jimmy Lai venne arrestato nell'agosto 2020, mentre la polizia irrompeva nella sede di Apple Daily. L'accusa era quella di aver "cospirato con potenze straniere" ai danni degli interessi nazionali cinesi.Dopo aver arrestato Lai, le autorità di Pechino hanno anche spento la voce della sua più importante creatura editoriale. Con un raid in diretta televisiva, 500 poliziotti hanno fatto irruzione nella sede dell'Apple Daily, il 17 giugno 2021, arrestando cinque dirigenti e sequestrando computer e hard disk. Le autorità di Hong Kong, al tempo stesso, sequestravano l'equivalente di 2 milioni e mezzo di dollari alla casa editrice e alle imprese ad essa collegate, rendendo di fatto impossibile la sopravvivenza del quotidiano. Che infatti dovette chiudere i battenti appena una settimana dopo.Jimmy Lai non si è mai arreso, non ha mai scelto la via dell'esilio dorato (anche se ha avuto tutto il modo e il tempo per poterlo fare), si è fatto arrestare, continua a dichiararsi innocente e a battersi nel processo che lo vede imputato. In una delle ultime interviste rilasciate da uomo libero aveva dichiarato, all'agenzia Reuters, «Sono arrivato qui senza n
Giovanni Frausini"Preti usa e getta?"Le comunità e i loro pretiEDB Edizioni Dehoniane Bolognawww.edb.itLa ricerca si colloca pienamente sulla scia del sinodo, entrando nelle maggiori questioni che affronta oggi la chiesa nel mondo. Sono questioni di carattere teologico, come la fondazione del ministero ordinato nella sua tripartizione e nella sua relazione con tutti i battezzati; questioni di carattere spirituale, come lo sviluppo delle tipologie ministeriali nella storia o la relazione tra celibato e presbiterato; questioni di carattere pastorale, come il sovraccarico di compiti sui parroci, la moltiplicazione delle messe e delle celebrazioni «in attesa di presbitero» o le forme di vita comunitaria dei ministri ordinati (preti e vescovi). Con uno stile spigliato e talvolta ironico, senza lesinare aneddoti anche personali, l'autore mette a frutto da una parte la sua personale esperienza di presbitero e di medico psicologo clinico, e dall'altra la sua ormai pluridecennale frequentazione della letteratura teologica e pastorale su tali argomenti. Si rende necessaria a suo dire una revisione strutturale dell'attuale iter di preparazione al ministero presbiterale, che superi la forma del «seminario» e istituisca percorsi che integrano meglio la dimensione teologica, spirituale e «collegiale» con un'esperienza viva di comunità cristiana, missione e servizio.Giovanni Frausini ha conseguito il dottorato all'Istituto di Liturgia pastorale di Santa Giustina a Padova. Insegna all'Istituto Teologico Marchigiano e all'Istituto Teologico di Assisi. Tra le sue pubblicazioni: Il presbiterio. Non è bene che il vescovo sia solo (2007), Il Sacramento dell'ordine. Dacci oggi il nostro pane degli Apostoli (2017), La teologia dei sacramenti dell'ordine nell'iter di revisione postconciliare dei riti di ordinazione (2019) e, per EDB, Contagiare di desiderio. Diaconato e riforma della Chiesa (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dal Vangelo secondo LucaUn sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».Parola del Signore
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8210CACCIATI VIA I SACERDOTI NON IN LINEA CON LO STILE DEL VESCOVO di Andrea Zambrano «Non in linea con lo stile pastorale della diocesi». È con questa risibile motivazione che il vescovo di Torino Roberto Repole ha interrotto la convenzione che la Chiesa di Torino aveva da molti anni con i sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato (IVE). Non ha chiesto alla Congregazione, commissariata per motivi che esulano dal caso in questione, di avere altri sacerdoti, ma ha chiuso sic et simpliciter un'esperienza che a detta dei numerosi fedeli delle parrocchie di Maria Madre della Chiesa e del beato Piergiorgio Frassati, era fruttuosa in termini di vita spirituale. Anzi, più che fruttuosa.«Da quando sono arrivati i Padri dell'IVE - ha spiegato alla Bussola uno dei parrocchiani, Piergiorgio Ferrero - ho visto la mia Parrocchia rinascere. Maggior afflusso alla Messa, asilo con bambini entusiasti, scuola parentale, oratorio, famiglie lontane si sono riavvicinate alla fede, aumento delle confessioni con disponibilità quotidiana, adorazione quotidiana e venerdì tutto il giorno, Rosario quotidiano, formazione alle famiglie, Chiesa sempre aperta, esercizi spirituali di S. Ignazio di Loyola, gruppo pensionati, centro di ascolto, visita settimanale agli ammalati gravi, formazione alla Consacrazione a Maria secondo S. Luigi Grignion de Montfort, formazione settimanale dei giovani adolescenti, universitari e lavoratori, 10 vocazioni più 60 nell'Ordine Terziario. Quante altre Parrocchie hanno dato gli stessi frutti?».Effettivamente è una domanda che non ha nulla di retorico. Il caso di Torino ha dell'eclatante e mostra bene come in nome di una ideologia progressista non ci si faccia scrupolo a distruggere il bello che nasce. Da quanto risulta alla Bussola, infatti, un gruppo di laici iper-progressisti ha cominciato ad attaccare i sacerdoti e l'arcivescovo ha obbedito senza colpo ferire all'ordine di mandarli via impartitogli da qualche monsignore di curia stranamente zelante.LA PROTESTA DEI FEDELIInfatti, quando nei giorni scorsi si è svolta un'affollata e agguerrita assemblea parrocchiale nelle due chiese, i fedeli si sono sentiti rispondere da un emissario di curia queste testuali parole: «Perché non sono in sintonia con il Vescovo. Quando abbiamo chiesto perché non erano in sintonia non ci hanno risposto, facendoci infuriare, ovviamente», ha spiegato Ferrero.La protesta dei fedeli non finisce qui, ma da qualche giorno è attiva su internet, dove è stata aperta una petizione on line volta proprio a chiedere al cardinale Repole di ripensarci. «Al momento siamo già ad un migliaio di firme di parrocchiani. Inoltre, abbiamo inviato molte testimonianze alla mail dell'Arcivescovado».Nel sito c'è la possibilità di firmare a favore dei tre sacerdoti dell'IVE, i quali, hanno incassato obtorto collo la decisione di Repole e si prepareranno dunque a fare le valige. Anche pubblicamente non hanno intenzione di sollevare polveroni, fedeli alla consegna tipica di molte Congregazioni di andarsene in punta di piedi così come si era arrivati. Ma l'amarezza è palpabile, anche perché non ci sono delle accuse specifiche rivolte a loro, ma solo una generica presa di distanza dal loro stile.Lo stile ecclesiale, appunto. Questo misterioso ircocervo capace di polarizzare le comunità e creare delle vere e proprie ferite tra i parrocchiani mentre tutto intorno deve per forza parlare di comunione e di unità. Di solito parla di "stile ecclesiale" chi non ha altri argomenti di fronte all'evidenza.LA SANA DOTTRINA CATTOLICA«I Padri IVE celebrano regolarmente la Messa in Novus Ordo. Mai una parola contro il Papa - conclude Ferrero -. Mai una parola contro Il Concilio Vaticano II. Catechesi senza mai una virgola al di fuori del Catechismo, quello ultimo di Ratzinger. Allora perché non in sintonia? Perché indossano la talare? Perché recitano la preghiera a S. Michele Arcangelo di Leone XIII alla fine della Messa e perché San Michele gli dà così fastidio? Perché predicano i Novissimi (morte, giudizio, inferno e Paradiso) ormai dimenticati nella predicazione? Perché i fedeli chiedono la Comunione nella bocca? Perché sono poco ecologici e si dimenticano di predicare la raccolta differenziata? Perché non mettono la bandiera arcobaleno davanti alla Chiesa? Perché sono poco aperti al dialogo interreligioso e non mandano i bambini a pregare in moschea come è successo a Treviso? Perché sono troppo concentrati nella salvezza eterna delle anime? Non ci è dato di saperlo».Ma è evidente che tutti questi aspetti, che pure fanno parte della sana dottrina cattolica, oggi sono visti con fastidio da certi vescovi, e soprattutto se tutto questo non fa altro che attirare a sé famiglie, giovani e nuove vocazioni.Del resto, non era stato Papa Francesco ad aver più volte espresso i suoi dubbi su tutte quelle realtà che crescevano troppo in devozione, adombrando che avessero qualcosa di sbagliato da nascondere? In fondo Repole non fa altro che adeguarsi a quelle che sono le linee guida del pontificato scorso. C'è solo da sperare che col nuovo pontificato di Leone XIV queste "linee guida ammazza parrocchie" siano presto cancellate.Nota di BastaBugie: Francesco Agnoli nell'articolo seguente dal titolo "Via l'IVE da Torino? Il popolo di Dio non ci sta" racconta che i sacerdoti sono pronti all'obbedienza, ma i fedeli non si rassegnano a una scelta "divisiva" da parte della diocesi. La vicenda potrebbe concludersi ben diversamente, con un messaggio di pacificazione e unità, parole chiave del nuovo pontificato.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 18 giugno 2025:La vicenda che riguarda le due comunità cattoliche di Torino affidate ai sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato (IVE) che dovranno lasciarle - raccontata su questo giornale da Andrea Zambrano - ha fatto giustamente il giro del web, sollevando scoramento, delusione ed anche rabbia. Conoscendo la storia da vicino, mi sento chiamato ad intervenire, non senza provare ad inquadrare questo specifico fatto nella vita generale della Chiesa di oggi.Veniamo da un tempo di grandi tribolazioni e di forti lacerazioni. I signori cardinali, nelle congregazioni generali, hanno ripetuto quasi all'unisono di sentire un'esigenza che papa Leone XIV sta accogliendo con tutto il suo cuore: è il tempo della misericordia, è il momento di ricucire gli innumerevoli strappi che sono stati fatti in questi anni da chi ha applicato l'ideologia all'interno della chiesa: tu sei indietrista, tu sei troppo tradizionale, tu sei pelagiano, tu sei qui, tu sei lì... Anatemi e scomuniche, una dopo l'altra, in mezzo a discorsi sull'inclusione, l'apertura, la sinodalità. Una scissione totale tra realtà e parole, tra azioni e prediche.Quanti sacerdoti, un tempo stimati, e persino quanti ordini religiosi, sono stati perseguitati in questo modo, senza accuse specifiche, senza aver commesso alcuna colpa, ma perché rei di non essere "in sintonia" con questa o quella opinione del loro superiore.Se un tempo vigeva il detto in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas, oggi non si sa più cosa sia l'unità sull'essenziale, non si accettano dubbi di alcun genere, e la carità è calpestata come avviene nella vita politica, dove la contrapposizione e la guerra sono la norma, non solo tra partiti diversi, ma anche tra correnti di uno stesso partito. Ma la Chiesa non è un piccolo partito litigioso, non può essere questo! Parlando alla Curia, ai cardinali, al clero di Roma, Leone XIV invita proprio ad una vera fraternità in Cristo: il suo motto, «In Illo uno unum», significa che «nell'unico Cristo siamo uno». Solo così, come testimoni di una Verità salvifica, nell'amore fraterno, la Chiesa può davvero cambiare il mondo, ed essere "credibile".Personalmente ho conosciuto piuttosto bene i padri che guidano le chiese Maria Madre della Chiesa e Beato Pier Giorgio Frassati e li ho visti in azione con le loro comunità: tanti giovani, tanto entusiasmo, preghiera, giochi, canti, amicizia... Ho visto dei Giovanni Bosco sorridenti e premurosi, attenti alle esigenze spirituali e materiali dei loro parrocchiani. Se l'albero si vede dai frutti, quelle due parrocchie torinesi sono vigne che hanno prodotto e producono frutti abbondanti, oasi di pace e di fraternità nella fede in Cristo, in un tempo di languore e solitudine.«I padri sono pronti all'obbedienza, come sempre, ma siamo noi che non ci rassegniamo», mi ha confidato uno dei fedeli, «per il semplice fatto che si abbandona un gregge, numeroso e motivato, lasciandolo senza pastori. Perché scandalizzare così tanta gente che è tornata alla fede grazie a questi padri, o altri che si sono avvicinati da poco e stanno intraprendendo un percorso che, in questo modo, verrebbe brutalmente troncato? E perché fare una scelta così divisiva e dura, senza neppure ascoltarci, senza dare una sola motivazione vera, grave, oggettiva? Le pseudo-spiegazioni che ci sono state fornite, con imbarazzato, ci hanno indignato».Nel suo racconto, come in quello di molti altri, c'è un senso di scoramento e l'impressione che dietro l'accusa generica (mancanza di sintonia con la diocesi), si celino anche divergenze di opinioni con questo o quel personaggio locale, ma anche, e forse soprattutto, gelosie ed invidie, non rare tra gli stessi pastori, di cui il cardinal Repole potrebbe non essere a conoscenza.«Da quello che ho potuto capire», mi dice un altro fedele, che sta organizzandosi con un gruppo consistente di persone per farne sentire la voce, «il vescovo Repole non è il vero autore di q
Former BBC football presenter Gary Lineker is once again at the centre of controversy — but is he being celebrated for challenging power, or exposed for double standards? Journalist Jonathan Sacerdoti joins me to unpack what's really happening behind the scenes at the BBC. We discuss: • Why Gary Lineker's departure puts the BBC in an awkward position • Claims of crass, ugly behaviour (Peter Bleksley's damning article) • The hypocrisy of BBC alumni like Emily Maitlis, Owen Jones & The News Agents • The quiet integrity of comedians like Jimmy Carr • The strange silence on anti-Semitism and grooming gang scandals • The rise of ideologically driven media figures who once relied on BBC credibility • We also explore the broader issue: Can journalists still have private opinions without backlash? Sponsors: Get discounts at https://www.coupert.com/join-coupert?ref=andrewgoldheretics-1747929600&m=youtube Give online therapy a try at https://betterhelp.com/HERETICS Cut your wireless bill to 15 bucks a month at https://mintmobile.com/heretics Set up your online dream biz on https://shopify.co.uk/glassbox
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
È molto bello e significativo che il giorno della festa di un Apostolo, oggi San Mattia, la liturgia ci faccia riascoltare le parole di Gesù: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore". È l'ennesima dichiarazione esplicita da parte di Gesù per uno dei suoi prediletti. Quell'amore che non ha limiti nè confini, tocca gli accenti più elevati ed intensi quando il Maestro divino si rivolge a coloro che egli stesso ha prescelto e chiamato all'intimità della sua vita. È un amore della stessa natura e della stessa intensità di quello che unisce nella perfezione divina il Padre al Figlio; è un amore che è la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo. I destinatari privilegiati di oggi siamo noi Sacerdoti, noi, in cui Egli ha riposto la sua fiducia per essere i primi testimoni, che debbono doverosamente incarnare in tutta la persona, quella stessa di Cristo. Ha chiesto a Mattia, a tutti i suoi discepoli, a tutti noi, di rimanere nel suo amore; questa è la condizione indispensabile per essere come lui e poter agire fedelmente in sua vece. Ci ha scelti e consacrati per renderci capaci di consacrare, benedire, assolvere, educare e testimoniare la fede. Ci ha chiesto di diventare pane per tutti, di essere disposti a versare il nostro sangue, ad essere disponibili a fare di tutta la nostra vita una sacra celebrazione, una eucaristia continua. Il memoriale di Cristo infatti si perpetua e si attualizza nei suoi sacerdoti e per mezzo loro e con loro in tutti i fedeli. Sono essi perciò che debbono brillare come lampade poste sul lucerniere, sono essi che hanno, per divina disposizione, il compito di guidare, orientare, sostenere, amare tutti incondizionatamente. Per questo il Signore Gesù ha riversato amore particolare su ciascuno di essi, perché a loro volta siano capaci di spargere amore nel mondo, nel cuore di ogni uomo. La sublimità della missione la si comprende solo vivendola giorno dopo giorno, messa dopo messa. Sentirsi come Cristo non è quindi un privilegio di cui vantarsi, ma una missione da compiere in un atteggiamento di profonda umiltà, in una vera prostrazione, sempre pronti a lavare i piedi e a detergere ogni lacrima, ogni miseria, con l'acqua salutare e salvifica che incessantemente sgorga dal costato di Cristo. Rimanere nell'amore di Cristo allora significa comprendere la predilezione di cui indegnamente siamo stati fatto degni, significa sentire l'urgenza della testimonianza, significa soprattutto una intimità indissolubile di comunione con Lui, che ci consenta di somigliargli nel modo migliore possibile. Dobbiamo essere rigenerati dalla Madre di Dio, solo lei, piena di Spirito Santo, può plasmarci ad immagine del suo Figlio. Solo con lei possiamo a nostra volta generare Cristo sui nostri altari. È sempre lei la Madre, è suo per sempre il compito di dare alla luce il suo Figlio per noi. Solo lei può colmare il nostro cuore dai probabili vuoti, derivanti dalla nostra condizione. Sola la Vergine può essere la nostra Madre e la nostra Sposa. Con lei abbiamo la certezza di poter rimanere nell'amore di Cristo e saper spargere amore come Cristo.
Dr. Phil and Jonathan Sacerdoti, broadcaster, journalist, and commentator, thoroughly examine the persistence of anti-Semitism, uncovering its historical roots and modern-day resurgence. Through personal accounts and historical reflections, we explore how this prejudice continues to challenge the core values of Western civilization, emphasizing the urgent need for vigilance and understanding. We also delve into the harrowing realities of the Israeli-Palestinian conflict, offering firsthand insights into the violence and its devastating consequences. By critically analyzing media portrayals, we reveal how propaganda and misinformation shape global perceptions, often perpetuating misconceptions that hinder resolution. Finally, the conversation explores the complexities of peacemaking, the ideological barriers to progress, and the political divides influencing international responses. Advocating for reasoned dialogue, the episode underscores the power of civil discourse in addressing polarizing issues, equipping listeners with nuanced perspectives and actionable insights for one of the most pressing conflicts of our time. Thank you to our sponsors: 120Life: Go to https://120Life.com and use code PHIL to save 15% Preserve Gold: Visit: https://drphilgold.com/ Get a FREE precious metals guide that contains essential information on how to help protect your accounts. Text “DRPHIL” to 50505 to claim this exclusive offer from Preserve Gold today.
Writer and broadcaster Jonathan Sacerdoti is the latest guest on The Brendan O'Neill Show. Jonathan joined Brendan to discuss why the Gaza ceasefire was bound to fail, the horror of 7 October denial, and how anti-Semitism is on the rise across the political spectrum. Celebrate 25 years of spiked. Donate £25 or more to get a year's membership of spiked supporters for half the usual price: https://www.spiked-online.com/donate/ Take your business to the next level with Shopify. Sign up now and get a £1-per-month trial period: https://shopify.co.uk/brendan Order Brendan O'Neill's After the Pogrom now from:
Journalist Jonathan Sacerdoti joins Andrew Gold on Heretics to discuss the anti-Semitic hate he received while speaking at the Oxford Union and why Islamism is a grizzly bear that British politeness cannot outrun. Sign up to Proton.me/heretics Follow Jonathan here: https://x.com/jonsac Support this podcast: https://andrewgoldheretics.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
San Marziano - Meditazione di Mons. Marco Tasca ai sacerdoti by RadioPNR
Paul Calvert, a Christian working in Bethlehem, in a phone interview with Lisa in the UK Flame studio, talks honestly about the current political situation in Palestine. Included is an interview Paul did with a man in Palestine on the subject of antisematism. This programme was broadcast in January 2025 on Flame CCR www.flameradio.org
Join Israeli innovation envoy Fleur Hassan-Nahoum for this exclusive interview with Jonathan Sacerdoti, a journalist and TV producer based in the United Kingdom. Sacerdoti is here to discuss the latest U.K. grooming gang scandal and how it's connected to the internal upheaval happening within British society. Subscribe now to JNS TV:Stay informed about Israel and the Jewish world!Latest news: Get in-depth analysis at https://bit.ly/jewish_news_serviceSubscribe for more: Never miss a story - sign up for our newsletter: https://bit.ly/subscribe_to_JNSSupport our work: Your donation helps JNS fight for accurate headlines: https://bit.ly/Support_JNS
Jonathan Sacerdoti is a British broadcaster, journalist, and TV producer. He covers stories relating to the UK and Europe, as well as terrorism and extremism stories, race relations, and Middle East analysis. He won a 2006 BAFTA for Scotland's Best Factual Program, received the 2010 Herzl Award from the World Zionist Organization, and in 2013 becamse the UK correspondent for i24mews. He is also an avid campaigner against antisemitism and he is one of the most articulate guests we've ever had. Join us. Jonathan's digital signature: W: jonathansacerdoti.com X: @jonsac YT: youtube.com/@mrjonsac Oxford Union Debate: https://youtu.be/Pw736rNEJx4 WHAT IS THEJEWFUNCTION - A 10min EXPLANATION https://youtu.be/5TlUt5FqVgQ LISTEN TO THE MYSTERY BOOK PODCAST SERIES: https://tinyurl.com/y7tmfpes SETH'S BOOK: https://www.antidotetoantisemitism.com/ FREE AUDIOBOOK (With Audible trial) OF THE JEWISH CHOICE - UNITY OR ANTISEMITISM: https://amzn.to/3u40evC LIKE/SHARE/SUBSCRIBE Follow us on Twitter/Facebook/Instagram @thejewfunction IF YU GOT VALUE FROM THIS CONTENT, SUPPORT US ON PATREON patreon.com/thejewfunction
Jonathan Sacerdoti is a British broadcaster and journalist whose incisive commentary spans television, radio, print, and digital platforms across the globe.As a trusted voice on international affairs, Jonathan has been a sought-after commentator for prestigious media outlets, including Fox News, Sky News, Newsmax, CBC, ABC Radio, GB News, Talk TV and Euronews. He serves as the UK and Europe correspondent for i24News, and his writing regularly appears in The Spectator, Daily Mail, and Daily Express. He has also been the Special Correspondent for The Jewish Chronicle, the world's oldest Jewish newspaper.Jonathan's expertise encompasses geopolitics, Middle Eastern affairs, antisemitism, and cultural analysis. His in-depth analysis of British, European, and Israeli politics, alongside his insightful understanding of the British royal family, has earned him a reputation as a balanced and considered commentator on world issues. Whether reporting from conflict zones, including the 2023 Palestinian terror attacks in Israel and the ensuing war, or covering major global events on the ground like the Manchester Arena bombing, Paris Bataclan attack, or Brexit, Jonathan's has been a reliable voice of reason and moral clarity. Get bonus content on Patreon Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
British journalist Jonathan Sacerdoti joins "The Quad" to talk about the aggression and vitriol he experienced at the Nov. 28 Oxford Union debate on whether or not Israel is an apartheid state.Sacerdoti discusses with "The Quad" hosts Fleur Hassan-Nahoum and Shoshanna Keats Jaskoll what this says about academia and the state of public discourse regarding the Jewish state.They moreover discuss recent events in Syria and if the world is waking up to the fact that Israel is not the bad actor in the region.Also, stay tuned for the Scumbags and Heroes of the Week. You don't want to miss this episode!Subscribe now to JNS TV:Stay informed about Israel and the Jewish world!Latest news: Get in-depth analysis at https://bit.ly/jewish_news_serviceSubscribe for more: Never miss a story - sign up for our newsletter: https://bit.ly/subscribe_to_JNSSupport our work: Your donation helps JNS fight for accurate headlines: https://bit.ly/Support_JNS
Join "The Quad" host Fleur Hassan-Nahoum for this exclusive interview with Jonathan Sacerdoti, a journalist and TV producer based in the United Kingdom.Sacerdoti has spent the past year—since Hamas's Oct. 7 attacks—fighting antisemitism and the biased coverage of Israel that's pervaded the British media.He has some choice words and insights for the “intellectual pygmies” in the British government that you don't want to miss!
L'ordinazione domani in Cattedrale. Don Sebastiano Pellizzari, 28 anni, di Arzignano, si è impegnato a lungo nella Comunità Abramo e sta operando nell'unità pastorale Astico, Cimone, Posina. Don Lamberto Menti, 59 anni, di Altavilla, aveva interrotto a 24 anni il seminario e poi ha insegnato religione per 30 anni.
Il professor Sacerdoti, personaggio inventato da Alessandro Piperno, stavolta è alle prese con la cancel culture: l'università e gli studenti lo accusano di sessismo per aver citato una frase di Flaubert. E intanto, mentre la gogna social si abbatte su di lui, accadono nella sua vita altre due cose destinate a sconvolgerla: una sua vecchia compagna di scuola muore, e un lutto familiare lo costringe a doversi occupare di un bambino di otto anni. In “Aria di famiglia” Piperno, che sarà al Festival della Letteratura di Mantova in programma dal 4 all'8 settembre, racconta i cinquantenni di oggi e le loro questioni irrisolte.
Gilberto Sacerdoti"Rifacimenti"Molesini Editore Veneziawww.molesinieditore.itUna personale e arbitraria serie di traduzioni, o meglio, rifacimenti di testi inglesi che vanno da Shakespeare a Philip Larkin. Alcuni sono celebri pezzi da antologia, troppo noti per richiedere un commento, ma che ben possono tollerare un ulteriore ri-rifacimento. Come La tigre di William Blake («Tigre Tigre che fiammeggi / dentro i boschi della notte … Il creatore dell'Agnello / è il creatore anche di te?»). O All'amante ritrosa, dove Andrew Marvell sollecita l'amata a concedersi prima della conversione degli Ebrei, o «saranno i vermi, allora, a disserrare / la vostra tanto a lungo preservata / verginità». O Il tordo nelle tenebre di Thomas Hardy che, nella gelida notte dell'ultimo giorno del secolo XIX, sceglie «di scagliare l'anima /contro la tenebra che si infittiva… in un canto vespertino / pieno di una gioia illimitata». Per tacere della Venere shakespeariana che, nel tentativo di sedurre un Adone ancora più ritroso dell'amante di Marvell, così lo invita: «Io sarò il parco e tu sarai il mio cervo; / bruca ove vuoi, in valle o in collina, / mordimi i labbri, e fosse il colle secco, / scendi ove stanno le soavi fonti».Gilberto Sacerdoti (Padova 1952) ha insegnato letteratura inglese a Roma Tre. Ha studiato quella che John Donne chiama «la nuova filosofia che mette tutto in dubbio», le sue tracce in Shakespeare e le sue radici italiane. Oltre ai Poemetti di Shakespeare ha tradotto poesie di Thomas Hardy e Seamus Heaney.Ha scritto tre libri di poesia acclamati dalla critica: Fabbrica minima e minore (Pratiche 1978), Il fuoco, la paglia (Guanda 1988), Vendo vento (Einaudi 2001).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato». Commento di Don Andrea, sacerdote della Diocesi di AlbaPodcast che fa parte dell'aggregatore Bar Abba: www.bar-abba
Explore the mindset of investors seeking unique business traits, from scalable customer acquisition to community-driven product development, aiming to uncover exceptional investment opportunities beyond conventional strategies. Watch the full episode here
Sono destinate a far discutere le parole pronunciate da Papa Francesco durante l'Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, che si è tenuta a porte chiuse, il 20 maggio scorso, in Vaticano, nella vecchia aula del sinodo.
Durante la AI WEEk 2024 il nostro Nicolas Capasso ha intervistato Ruben Sacerdoti di Discovery Canada Scopriamo insieme le sue emozioni in tempo reale!www.aiweek.it
Join Jeff Kaufman, attorney, radio host, and comic book writer, as he uncovers the untold tales of celebrities, infamous figures, and unsung heroes. From the glamour of Hollywood to the gritty stories of true crime survivors, every episode of "Under Oath" promises a captivating journey into the lives of those who've made a mark.Listen to the show live on Saturdays, at 7:30am EST, on Real Radio 104.1, or catch the stream on your iHeartRadio app (or wherever you get your shows and podcasts). You can also watch the show on YouTube.
Please subscribe! To Di For Daily podcast merch available now! - https://www.bonfire.com/store/to-di-for-daily-podcast-with-kinsey-schofield/ ToDiForDaily.com's Kinsey Schofield talks to journalist and royal commentator Jonathan Sacerdoti about the King's lust for knowledge, how his curiosity sometimes gets him in trouble, and the evolution of Brand Camilla. The pair discuss the King's successful visit to France and dissect some of the criticism the palace received after the trip. Visit ToDiForDaily.com for additional information. Kinsey Schofield is a Los Angeles-based royals expert and the host of the To Di For Daily podcast. The To Di For Daily podcast cover art was designed by famed pop artist, Analy Diego. You can now listen to these interviews wherever you find your favorite podcasts. Search To Di For Daily or Kinsey Schofield. Kinsey on Instagram: @kinseyschofield
This week, we delve into the world of female fitness and nutrition with Rachael Sacerdoti, founder of It's So Simple, a program that helps women transform their lives the simple way through fitness, nutrition and accountability. She shares valuable insights and practical tips on unlocking your full potential through her own personal struggles to get fit and healthy. Rachael debunks myths, shares self-care strategies, and guides you towards sustainable health and wellness. Whether you're a fitness enthusiast or starting a transformative journey, this episode will leave you motivated and equipped to take charge of your well-being. Tune in and discover the empowering synergy of fitness and nutrition for women.Don't forget to follow our podcast for our weekly episodes!LINKS:Candid With Haneen & Zahra - www.instagram.com/candidpodcastofficialHaneen Odeh - www.instagram.com/haneenodehZahra Lyla Khalil - www.instagram.com/zahralylaGUEST:Rachael Sacerdoti - www.instagram.com/itssosimple_rs
TG4 Diario del giorno sabato 1 aprile 2023 --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/vito-rodolfo-albano7/message
La guerra non si combatte solo sul campo ma anche sul sacro altare. Sono numerosissimi, infatti, gli infiltrati tra i religiosi che stanno combattendo la loro battaglia fomentati dall'odio seminato dal patriarca di Mosca Kirill.
Meditazioni anchor.fm/giulio-maspero
Meditazioni anchor.fm/giulio-maspero
Tod Sacerdoti is Founder and CEO at Pipedream, a platform that lets developers connect APIs remarkably fast. Tod and Auren are both serial founder CEOs who dive deep into how go-forward compensation for founder CEOs is way LESS than that of a replacement CEO. They explore ways to solve this problem and tactics founders can employ to restructure their compensation. World of DaaS is brought to you by SafeGraph. For more episodes, visit safegraph.com/podcastsYou can find Auren Hoffman (CEO of SafeGraph) on Twitter at @auren and Tod Sacerdoti at @tod
This episode is also available as a blog post: https://marionmarchetto.wordpress.com/2021/11/30/the-italian-villa-by-daniela-sacerdoti-book-review/