Podcasts about Parti

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T24 Podcast
Özgür Özel, yeni parti kuracaklarını ilan etti: Partinin adı ne olacak? | Neden?

T24 Podcast

Play Episode Listen Later Jul 21, 2026 57:27


Medyascope.tv Podcast
Marmara depremine 3 yıl mı kaldı? | CHP, mutlak butlan kararı, Yeni Parti | Irak tazminatı | 8.Gün

Medyascope.tv Podcast

Play Episode Listen Later Jul 20, 2026 48:39


CHP'deki mutlak butlan tartışmaları, yeni parti hazırlıkları, Ahbap soruşturması, emekli maaşları, Türkiye'nin Irak'a ödeyeceği milyarlarca dolarlık tazminat ve Prof. Dr. Naci Görür'ün Marmara depremi uyarısı... Sorel Dağıstanlı, haftanın en önemli siyasi ve toplumsal gelişmelerini 8.Gün'de değerlendiriyor. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Quante volte si sente qualcuno dire «se verrei» o «se avevo»? È uno degli errori più diffusi nell'italiano parlato — e non lo fanno solo gli stranieri: molti italiani cadono nella stessa trappola. Dopo il SE in italiano ci vuole sempre il congiuntivo? Ho un trucchetto che può aiutarvi a fare chiarezza una volta per tutte. Trucco per Non Sbagliare il Congiuntivo Il Problema: Dove Va il Congiuntivo? Osserva queste tre frasi e prova a individuare quale è corretta: A) «Se avrei più soldi, viaggerei di più.» B) «Se avessi più soldi, viaggerei di più.» C) «Se avessi più soldi, viaggiassi di più.» La risposta corretta è la B. Ma perché le altre due sono sbagliate? La A è sbagliata perché dopo «se» non si usa mai il condizionale — in nessun caso, anche quando può sembrare logico. È uno degli errori più comuni in assoluto, ma in italiano corretto è assolutamente da evitare. La C è sbagliata perché usa il congiuntivo in entrambe le parti della frase: il secondo verbo non segue «se», quindi non deve essere al congiuntivo. Il problema di fondo è sempre lo stesso: non sapere dove mettere cosa. Ed è esattamente quello che questo articolo chiarisce. Il Secondo Periodo Ipotetico La frase «Se avessi più soldi, viaggerei di più» è un esempio di secondo periodo ipotetico: descrive una situazione ipotetica e poco probabile, ma non impossibile. Non si hanno molti soldi in questo momento, ma la situazione potrebbe cambiare in futuro. Questo tipo di frase segue una regola fissa, senza eccezioni: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Il problema è che molti conoscono questa regola a memoria, ma nel momento in cui devono applicarla arriva il dubbio: «Quale dei due va dopo 'se'? E quale va nell'altra parte?» Ed è qui che entra in gioco il trucco. Il Trucco: "SE Vuole SS" Il trucco è questo: "SE vuole SS". La parola «se» vuole sempre vicino a sé il verbo con la doppia S — cioè il congiuntivo imperfetto. La S di «se» richiama le due S del congiuntivo. È quasi un gioco di parole, ma funziona sempre. Ogni volta che si costruisce una frase ipotetica, basta seguire tre passi: Individuare il «se». Mettere subito dopo il verbo con la doppia S (congiuntivo imperfetto). Nell'altra parte della frase mettere il condizionale presente. Le Coniugazioni da Conoscere Il Congiuntivo Imperfetto Il congiuntivo imperfetto ha sempre la doppia S — con una sola eccezione, come si vedrà a breve. PersonaAMARELEGGERECAPIREioamassileggessicapissituamassileggessicapissilui/leiamasseleggessecapissenoiamassimoleggessimocapissimovoiamasteleggestecapisteloroamasseroleggesserocapissero Attenzione alla forma "voi": amaste, leggeste, capiste — non ha la doppia S. È l'unica eccezione alla regola. Quando si incontra una frase con «se» seguito da un verbo alla seconda persona plurale senza doppia S, si tratta comunque di congiuntivo imperfetto. I verbi irregolari più importanti da ricordare sono i seguenti: ESSERE → fossi, fosse, fossimo, fossero AVERE → avessi, avesse, avessimo, avessero FARE → facessi, facesse, facessimo, facessero STARE → stessi, stesse, stessimo, stessero VOLERE → volessi, volesse, volessimo, volessero. Vale la pena notare che tutti i verbi irregolari all'imperfetto indicativo mantengono la stessa radice irregolare anche al congiuntivo imperfetto: conoscere già l'imperfetto significa essere già a metà strada. Il Condizionale Presente PersonaPARLAREPRENDERESENTIREioparlereiprendereisentireituparlerestiprenderestisentirestilui/leiparlerebbeprenderebbesentirebbenoiparleremmoprenderemmosentiremmovoiparleresteprenderestesentiresteloroparlerebberoprenderebberosentirebbero Attenzione alla forma "noi": il condizionale presente vuole la doppia M — parleremmo. Il futuro invece ha una M sola: parleremo. Sembrano identici nel parlato veloce, ma nello scritto quella M in più cambia completamente il significato. Il Trucco in Azione: Esempi Pratici In ciascuno degli esempi seguenti, il «se» è sempre affiancato dal verbo con la doppia S — il congiuntivo imperfetto — mentre l'altra parte della frase porta il condizionale presente. «Se cambiassi città, troverei nuove opportunità di lavoro.» «Se non fossero così timidi, farebbero nuove amicizie facilmente.» «Se dessimo più attenzione ai dettagli, commetteremmo meno errori.» «Se tu traducessi questo testo, aiuteresti molte persone.» «Se non facesse così tardi, uscireste ancora un po'?» Il trucco funziona anche quando la frase è invertita — cioè quando il condizionale viene prima. Il congiuntivo rimane sempre vicino al «se», indipendentemente dall'ordine: «Mangereste meglio se sceglieste ingredienti più freschi.» «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» «Sarebbe tutto più semplice se le persone ascoltassero di più.» Gli Errori Più Comuni da Evitare Errore 1: Il Condizionale Dopo "Se" «Se avrei più tempo, studierei di più.» «Se avessi più tempo, studierei di più.» Dopo «se» il condizionale non si usa mai — anche quando sembra logico, anche quando lo si sente nell'italiano parlato informale. In italiano corretto è sempre sbagliato. Il trucco "SE vuole SS" è proprio il modo più efficace per non dimenticarlo. Errore 2: Il Congiuntivo in Entrambe le Parti della Frase «Se parlassi meglio l'italiano, trovassi più facilmente lavoro.» «Se parlassi meglio l'italiano, troveresti più facilmente lavoro.» Il congiuntivo appartiene esclusivamente alla parte della frase introdotta da «se». Nell'altra parte ci vuole sempre il condizionale presente. Errore 3: Confondere Secondo e Terzo Periodo Ipotetico Questo è un errore più sottile, ma importante. Considera queste due frasi: «Se studiassi di più, prenderesti voti migliori.» → secondo periodo ipotetico: la situazione è improbabile ma ancora possibile. «Se avessi studiato di più, avresti preso voti migliori.» → terzo periodo ipotetico: la situazione appartiene al passato e non può più cambiare. La differenza è fondamentale: nel secondo periodo ipotetico la situazione può ancora cambiare; nel terzo si parla di qualcosa di definitivamente passato. I tempi verbali cambiano di conseguenza: Secondo: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Terzo: congiuntivo trapassato + condizionale passato Domande Frequenti Come Faccio a Ricordare Quale Tempo Va Dove? Con il trucco "SE vuole SS": la parola «se» vuole sempre accanto a sé il verbo con la doppia S, cioè il congiuntivo imperfetto. Nell'altra parte della frase va il condizionale presente. L'ordine delle due parti può variare, ma questa distribuzione rimane sempre invariata. Cosa Succede Se la Frase È Invertita? Il trucco funziona lo stesso. Anche quando il condizionale compare nella prima parte della frase, il congiuntivo rimane sempre vicino al «se». Per esempio: «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» Qual È la Differenza tra Secondo e Terzo Periodo Ipotetico? Il secondo periodo ipotetico descrive una situazione improbabile ma ancora possibile nel presente o nel futuro, e usa congiuntivo imperfetto + condizionale presente. Il terzo periodo ipotetico si riferisce invece a una situazione passata e irreversibile, e usa congiuntivo trapassato + condizionale passato. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo!  Il trucco ti ha aiutato, ma vuoi capire davvero quando usarlo? L'articolo dedicato a quando usare e quando non usare il congiuntivo fa proprio al caso tuo. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Secondo Periodo Ipotetico", "description": "Quiz interattivo sul secondo periodo ipotetico in italiano: congiuntivo imperfetto e condizionale presente nelle frasi con 'se'.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale tempo verbale si usa dopo 'se' nel secondo periodo ipotetico?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il congiuntivo imperfetto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste frasi è corretta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se avessi più tempo, studierei di più." } }, { "@type": "Question", "name": "Nel secondo periodo ipotetico, dopo 'se' si può usare il condizionale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la forma corretta del congiuntivo imperfetto di 'essere' per 'loro'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "fossero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è quella giusta: 'Se parlaste' o 'Se parlasste'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se parlaste" } }, { "@type": "Question", "name": "Nella frase 'Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente', qual è il condizionale?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Capirei" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la differenza tra 'parleremmo' e 'parleremo'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "parleremmo è condizionale presente, parleremo è futuro semplice" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale periodo ipotetico si usa per situazioni passate e irreversibili?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il terzo periodo ipotetico" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è il congiuntivo imperfetto di 'fare' per 'noi'? (scrivi solo la forma verbale)", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "facessimo" } }, { "@type": "Question", "name": "Il congiuntivo imperfetto alla seconda persona plurale (voi) ha sempre la doppia S.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } } ] } Caricamento quiz in corso... ...

Du grain à moudre
Andy Burnham peut-il relancer le Royaume-Uni ?

Du grain à moudre

Play Episode Listen Later Jul 20, 2026 43:10


durée : 00:43:10 - Questions du soir : le débat - par : Antoine Dhulster - Du changement au Royaume Uni ! Après le départ de Keir Starmer, Andy Burnham a été nommé Premier ministre ce lundi 20 juillet. Travailliste, élu de Manchester, il promet de faire de la justice sociale sa priorité. Quelle sera sa marge de manœuvre dans un pays décrit comme de plus en plus fracturé ? - équipe : Aloïs Guérin, Juliette Mouëllic, Tom Umbdenstock, Léa Racine, Adèle Triol, Coline Guillot - invités : Thibaud Harrois Maître de conférences en civilisation britannique contemporaine à l'université Sorbonne-Nouvelle, Nicolas Jara-Joly doctorant en science politique et en études anglophones à Pantheon-Sorbonne et Paris-Nanterre, spécialiste du Parti travailliste britannique Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France

Le Paddock RMC
GP de Belgique – Antonelli nargue Leclerc et largue Russell !

Le Paddock RMC

Play Episode Listen Later Jul 20, 2026 61:55


Après 3 Grands Prix sans victoire, Kimi Antonelli a été unanimement couronné Roi de Belgique. 6e sacre déjà pour le jeune prodige Italien ! Incontestablement le pilote le plus rapide, le plus solide et le plus fort du plateau, il assomme à nouveau la concurrence au classement des pilotes. Et par “concurrence”, comprenez un certain George Russell… 7e virage et puis s'en va, le Britannique a été envoyé dans les graviers. Tête-à-queue incontrôlée, monoplace enlisée, course terminée… et rêves envolés. Antonelli a-t-il remis les pendules à l'heure ? Russell est-il maudit ? Les problèmes de fiabilité vont-ils mener Mercedes à sa perte ?  Derrière, Ferrari confirme son retour en forme. Charles Leclerc est-il redevenu numéro 1 ? Hamilton résiste à un week-end compliqué, ça confirme le nouveau Lewis ? Nouveau podium pour Max Verstappen, mais est-il réellement capable d'aller chercher plus haut ? Et puis le meilleur pilote de cette course, c'est Isack Hadjar. Parti de la P21 pour finir P6, est-ce sa meilleure course avec RedBull ? Son sixième top 6 de suite, du jamais vu depuis Alain Prost en 1993, une statistique qui a du sens ?  Le Paddock RMC décrypte et analyse ce Grand Prix de Belgique. Avec Killian Verove, Jean-Luc Roy et Thomas Bordenave Lagau.

Medyascope.tv Podcast
Roj Girasun: Seçmen Özgür Özel'e yeni parti için güçlü bir “kredi” açtı

Medyascope.tv Podcast

Play Episode Listen Later Jul 17, 2026 31:52


Rawest Araştırma, İstanPol Enstitüsü ile Friedrich Ebert Stiftung işbirliğinde hazırlanan "Butlan ve Yeni Parti Algıları, Kanaatler, Tutumlar" başlıklı kamuoyu araştırması, CHP'deki mutlak butlan tartışması ve Özgür Özel liderliğinde kurulabilecek yeni bir partiye ilişkin seçmen eğilimlerini ortaya koydu. Araştırmanın ayrıntılarını Göksel Göksu'ya anlatan Rawest Araştırma Direktörü Roj Girasun, en önemli bulgularından birinin CHP yönetiminde ve parti içindeki farklı gruplarda yoğun biçimde tartışılan "parti logosunun seçmeni elde tutacağı" düşüncesinin toplumda karşılık bulmadığını göstermesi olduğunu söyledi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La Commission Normandeau-Ferrandez
Stade olympique: «C'est une patate chaude depuis au moins 25 ans» -Alexandre Pratt

La Commission Normandeau-Ferrandez

Play Episode Listen Later Jul 17, 2026 40:12


Écoutez l'essentiel de l'émission Le midi du vendredi 17 juillet: Stade olympique: «C'est une patate chaude depuis au moins 25 ans» -Alexandre Pratt; À 23 ans, Éloïse Coulombe a choisi de représenter le Parti conservateur du Québec pour les élections à venir; Le grand déluge du Saguenay, 30 ans plus tard; Le Festival Juste pour rire, le plus grand festival d’humour au monde vous offre une programmation riche et diversifiée. Voir https://www.cogecomedia.com/vie-privee pour notre politique de vie privée

Medyascope.tv Podcast
Yeni Parti: CHP'ye sıkışmadan yeni bir kimlik kurabilir mi? | Açık Oturum

Medyascope.tv Podcast

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 61:10


Açık Oturum'da CHP'de mutlak butlan kararının ardından, Özgür Özel liderliğindeki "seçilmişler" kanadının yeni parti kurma çalışmaları ele alındı. Partinin ismi, programı ve siyasi çizgisinin ne olacağının konuşulduğu programda, yeni oluşumun yalnızca CHP içindeki krize verilmiş geçici bir yanıt mı yoksa Türkiye siyasetinde kalıcı bir alternatif mi olacağı tartışıldı. Göksel Göksu'nun konukları siyaset bilimci Murat Somer, gazeteci Murat Aksoy ve CHP eski Genel Başkan Yardımcısı Bülent Tezcan, yeni parti hazırlıklarının arka planını, hedeflerini ve toplumun yeni partiden beklentilerini tartıştı. Katılımcılar, başarının ancak demokrasi, özgürlük ve adalet ekseninde geniş toplumsal kesimleri kapsayarak, geleceğe dönük güçlü bir siyasal vizyon ortaya konulması halinde mümkün olacağını ifade etti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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Aposto! Altı Otuz
Yeni parti, Tahran'dan uyarı | 16 Temmuz 2026

Aposto! Altı Otuz

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 5:46


Özgür Özel, "CHP'de siyaset yapma imkanı kalmazsa" kuracakları yeni parti için tarih verdi. ABD'nin İran'a yeni saldırı dalgası sonrası Tahran, Ortadoğu'daki enerji ihracat kanallarını kapatma uyarısında bulundu.Bu bölüm Darüşşafaka Cemiyeti hakkında reklam içermektedir. Darüşşafaka'ya yapacağınız aylık düzenli bağışlarla öğrencilerin yanında olabilir, hayatlarına dokunabilirsiniz. Ayrıntılı bilgiye buradan ulaşabilirsiniz.

Les Grandes Gueules
Le témoignage du jour - Nicolas, cadre commercial : "Mon papa avait Charcot, il est parti il y a 2 ans. On ne parle pas des aidants. Ma mère s'est arrêtée de travailler pour l'aider. Voir son père comme ça, c'est une horreur"

Les Grandes Gueules

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 2:51


Aujourd'hui, Flora Ghebali, entrepreneure dans la transition écologique, Barbara Lefebvre, prof d'histoire-géo, et Didier Giraud, éleveur de bovins, débattent de l'actualité autour d'Olivier Truchot.

Daktilo1984
Hürmüz'de Kıvılcım, Yeni Parti, Her Gün Yargı | Aydın Selcen | 2'li Görüş #97

Daktilo1984

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 92:58


İkili Görüş'te İlkan Dalkuç ve Aydın Selcen tekrar alevlenen ABD-İran Savaşı'nı, Yeni Parti'yi, Levent Üzümcü'den Nasuh Mahruki'ye sürekli gündem olan yargı operasyonlarını tartışıyor.00:00 Giriş00:30 Arjantin-İspanya finali üzerinden Dünya Kupası'na dair: Finallerin Finali05:40 Dünya Kupası finalinde 30 dakikalık ara futbol açısından kabul edilemez: ABD, futbolu da Amerikanlaştırmak istiyor07:20 Her Dünya Kupası'nda ilk 4'e sürpriz bir takım girerdi, bu kez neden giremedi14:00 Futbolda altyapı sorununa dair: Lamal'dan ayar yiyen Fransa Başbakanı24:00 ABD ve İran, birbirilerini vurarak "diyalog kuruyor"35:20 Otarşi meselesi, kendi kendine yeterlik, ASELSAN, Blackrock44:00 Doğalgaza talep sürekli artmayacak45:30 JD Vance, İsrail'e cehenneme kadar yolunuz var dedi, ABD'nin İsrail politikası değişir mi?52:10 Sabah kalkınca bugün tutuklanma sırası kimdeymiş diye bakmak59:00 Haluk Levent, AHBAP, Dernekler Masası, MASAK, Kızılay, seküler kesim01:16:30 Özgür Özel'in Yeni Parti'sini bekleyen imkan ve zorluklar01:23:50 Yeni Parti kurulduğunda Kılıçdaroğlu sandık görevlisi bulabilecek mi?01:28:30 Yeni Parti kurulana kadar sizin sorununuz, sonrası Erdoğan'ın, Butlancıların sorunu⌨️━━━━━━━DAKTİLO1984 AİLESİNİN BİR PARÇASI OLUN!━━━━━━━⌨️

À propos
Etats-Unis : les socialistes démocrates ont le vent en poupe après plusieurs victoires aux primaires - « À propos », le podcast du Soir

À propos

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 12:49


À quelques mois des élections américaines de mi-mandat, souvent considérées comme un test pour le président en exercice, une nouvelle génération de candidats progressistes s'impose peu à peu au sein du Parti démocrate. Portée par des figures comme Zohran Mamdani ou Alexandria Ocasio-Cortez, cette gauche entend peser davantage dans le débat politique américain. Mais alors, qui sont ces socialistes démocrates ? Pourquoi la gauche gagne-t-elle du terrain ? Et quelles conséquences cela pourrait-il avoir pour les prochaines élections ? On s'explique avec Bertrand Morain notre correspondant à Washington.« À propos », c'est notre sélection de l'actualité, du lundi au vendredi sur Le Soir et votre plateforme de podcasts préférée. Retrouvez tous les podcasts du journal « Le Soir » sur https://podcasts.lesoir.be

Invité de la mi-journée
Aux États-Unis, «le soutien à Israël, jusque-là bipartisan, s'est désormais délité»

Invité de la mi-journée

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 9:38


Aux États-Unis, le parti démocrate se divise sur le soutien militaire à Israël. En effet, un amendement à une loi de finances du département d'État pour supprimer une aide de plus de trois milliards de dollars à Israël a été rejeté. Cependant, près de la moitié des démocrates ont voté pour cette suppression. Est-ce la première fois que le Parti démocrate apparaît aussi divisé sur le soutien à Israël ? Comment ce changement de paradigme a-t-il pu se produire ? Éléments de réponse avec Françoise Coste, historienne, professeure à l'université de Toulouse Jean Jaurès, spécialiste de la politique intérieure américaine. À lire aussiLes États-Unis deviendraient des «pirates» s'ils taxaient le transit dans le détroit d'Ormuz, estime Lula

L'Edito Politique
Présidentielle 2027 : Raphaël Glucksmann a-t-il des chances de peser ?

L'Edito Politique

Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 2:33


Dans cet épisode de "L'édito politique", Richard Flurin analyse les ambitions de Raphaël Glucksmann pour l'élection présidentielle de 2027. Bien que le député européen n'ait pas encore officiellement annoncé sa candidature, ses récentes déclarations et ses bons résultats dans les sondages laissent peu de doute sur ses intentions. Cependant, le chemin vers l'Élysée sera semé d'embûches pour Raphaël Glucksmann, qui devra notamment faire face à l'organisation d'une primaire par le Parti socialiste et à la possible candidature de l'ancien président François Hollande. L'éditorialiste décrypte les enjeux et les défis qui attendent le potentiel candidat de la gauche dans les mois à venir.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.

Revue de presse Afrique
À la Une: la rencontre attendue entre Macky Sall et Bassirou Diomaye Faye

Revue de presse Afrique

Play Episode Listen Later Jul 15, 2026 4:02


« Vendredi, toutes les caméras seront braquées sur un seul objectif », écrit Seneplus à Dakar, qui parle de l'une des poignées de mains « les plus lourdes de sens de ces dernières années ». Elle « pourrait marquer un tournant important dans notre vie politique » souligne le site, qui poursuit : « Si cette poignée de mains intervient, chacun y trouvera sa propre lecture. Les uns y verront un geste de courtoisie républicaine. Les autres le symbole d'une décrispation entre l'ancien et l'actuel chef de l'État. » Une photo fait déjà le tour de la presse sénégalaise ce mercredi. Une poignée de mains, déjà, mais entre Macky Sall et Karim Wade, le président du Parti démocratique sénégalais. Les deux hommes sont présents à Doha, pour les obsèques de l'ancien émir du Qatar, tout comme Bassirou Diomaye Faye. « La présence simultanée des trois hommes à Doha fait dire à certains qu'un pacte pourrait voir le jour », écrit Walf. En échange du soutien à sa candidature au secrétariat général de l'ONU, poursuit le quotidien, Macky Sall « pourrait apporter son expérience à Bassirou Diomaye Faye qui est à la recherche de bastions politiques [...] Avec pour objectif ultime de triompher de son ennemi juré Ousmane Sonko. » L'épidémie d'Ebola en RDC La presse congolaise se fait le relais de cette déclaration de l'OMS, qui affirme que l'ampleur de l'épidémie pourrait dépasser de deux à quatre fois les estimations officielles. « Une annonce qui transforme une épidémie déjà critique en une catastrophe sanitaire aux contours encore flous » s'inquiète le Journal de Kinshasa. « La prochaine bataille se jouera dans les villages reculés, là où les malades meurent sans être comptés, et où la confiance est un médicament aussi rare que les lits d'hôpital » poursuit le titre. D'autant que le pays est confronté à une grève des médecins. Ils réclament notamment « une dizaine de mois de salaire et primes impayés, ainsi que l'amélioration des conditions de travail », rappelle Actualite.cd, qui s'est rendu aux Cliniques universitaires de Kinshasa. Le site décrit des services déserts, et des patients « visiblement voués à eux-mêmes ». « Néanmoins, précise Actualite.cd, ce mouvement de grève sèche ne concerne pas les provinces de l'Ituri, le Nord-Kivu et le Sud-Kivu, frappés de plein fouet par le résurgence de l'épidémie d'Ebola. » L'UE interdit l'importation d'or du Soudan Une décision qui suscite « un large débat parmi les spécialistes miniers et les économistes quant à sa faisabilité et son efficacité », nous dit Sudan Tribune. Le site a notamment interrogé l'ancien directeur de la Compagnie soudanaise des ressources minérales, qui souligne que la grande majorité des exportations soudanaises d'or partent vers l'Asie, et non vers l'Europe. « Cette mesure risque d'intensifier la contrebande », souffle le chef de la Division des exportateurs d'or dans les colonnes de Sudan Horizon. « Le Soudan n'exerce qu'un contrôle limité sur son secteur aurifère » explique-t-il, assurant que cette mesure « aura un impact négatif sur les recettes, déjà limitées, de l'État ». Le rappeur et réalisateur El Mahdi Lyoubi en garde à vue au Maroc « Son arrestation serait liée à ses prises de positions artistiques et à des publications sur les réseaux sociaux », rapporte Telquel, qui rappelle au passage que l'artiste avait apporté son soutien au mouvement GenZ 212. « Tu ne peux pas faire du rap sans t'engager », expliquait-il au site dans une interview en septembre dernier. En France, Mediapart publie une tribune signée par plus de 500 artistes, musiciens et professionnels du cinéma français comme marocains. Ils écrivent : « Cette arrestation n'est pas un cas isolé. Depuis plusieurs années, et de manière intensifiée depuis le mouvement Gen Z, les autorités marocaines répriment les voix critiques [...] La liberté de créer, de contester et de critiquer est indispensable au rôle social et politique de l'art. »

Estelle Midi
Les vacances du jour - Angélique, auditrice : "Plus jamais ! On est parti à 3 couples et 9 enfants dont 1 couple que je ne connaissais pas... La dame était en surpoids et a décidé de faire un régime donc on a fait 1 semaine de régime" - 1

Estelle Midi

Play Episode Listen Later Jul 15, 2026 2:00


Avec : Jean-Philippe Doux, journaliste et libraire. Frédéric Hermel, journaliste et écrivain. Et Emmanuelle Dancourt, journaliste indépendante. - Accompagnée de Charles Magnien et sa bande, Estelle Denis s'invite à la table des français pour traiter des sujets qui font leur quotidien. Société, conso, actualité, débats, coup de gueule, coups de cœurs… En simultané sur RMC Story.

Revue de presse Afrique
À la Une: la rencontre attendue entre Macky Sall et Bassirou Diomaye Faye

Revue de presse Afrique

Play Episode Listen Later Jul 15, 2026 4:02


« Vendredi, toutes les caméras seront braquées sur un seul objectif », écrit Seneplus à Dakar, qui parle de l'une des poignées de mains « les plus lourdes de sens de ces dernières années ». Elle « pourrait marquer un tournant important dans notre vie politique » souligne le site, qui poursuit : « Si cette poignée de mains intervient, chacun y trouvera sa propre lecture. Les uns y verront un geste de courtoisie républicaine. Les autres le symbole d'une décrispation entre l'ancien et l'actuel chef de l'État. » Une photo fait déjà le tour de la presse sénégalaise ce mercredi. Une poignée de mains, déjà, mais entre Macky Sall et Karim Wade, le président du Parti démocratique sénégalais. Les deux hommes sont présents à Doha, pour les obsèques de l'ancien émir du Qatar, tout comme Bassirou Diomaye Faye. « La présence simultanée des trois hommes à Doha fait dire à certains qu'un pacte pourrait voir le jour », écrit Walf. En échange du soutien à sa candidature au secrétariat général de l'ONU, poursuit le quotidien, Macky Sall « pourrait apporter son expérience à Bassirou Diomaye Faye qui est à la recherche de bastions politiques [...] Avec pour objectif ultime de triompher de son ennemi juré Ousmane Sonko. » L'épidémie d'Ebola en RDC La presse congolaise se fait le relais de cette déclaration de l'OMS, qui affirme que l'ampleur de l'épidémie pourrait dépasser de deux à quatre fois les estimations officielles. « Une annonce qui transforme une épidémie déjà critique en une catastrophe sanitaire aux contours encore flous » s'inquiète le Journal de Kinshasa. « La prochaine bataille se jouera dans les villages reculés, là où les malades meurent sans être comptés, et où la confiance est un médicament aussi rare que les lits d'hôpital » poursuit le titre. D'autant que le pays est confronté à une grève des médecins. Ils réclament notamment « une dizaine de mois de salaire et primes impayés, ainsi que l'amélioration des conditions de travail », rappelle Actualite.cd, qui s'est rendu aux Cliniques universitaires de Kinshasa. Le site décrit des services déserts, et des patients « visiblement voués à eux-mêmes ». « Néanmoins, précise Actualite.cd, ce mouvement de grève sèche ne concerne pas les provinces de l'Ituri, le Nord-Kivu et le Sud-Kivu, frappés de plein fouet par le résurgence de l'épidémie d'Ebola. » L'UE interdit l'importation d'or du Soudan Une décision qui suscite « un large débat parmi les spécialistes miniers et les économistes quant à sa faisabilité et son efficacité », nous dit Sudan Tribune. Le site a notamment interrogé l'ancien directeur de la Compagnie soudanaise des ressources minérales, qui souligne que la grande majorité des exportations soudanaises d'or partent vers l'Asie, et non vers l'Europe. « Cette mesure risque d'intensifier la contrebande », souffle le chef de la Division des exportateurs d'or dans les colonnes de Sudan Horizon. « Le Soudan n'exerce qu'un contrôle limité sur son secteur aurifère » explique-t-il, assurant que cette mesure « aura un impact négatif sur les recettes, déjà limitées, de l'État ». Le rappeur et réalisateur El Mahdi Lyoubi en garde à vue au Maroc « Son arrestation serait liée à ses prises de positions artistiques et à des publications sur les réseaux sociaux », rapporte Telquel, qui rappelle au passage que l'artiste avait apporté son soutien au mouvement GenZ 212. « Tu ne peux pas faire du rap sans t'engager », expliquait-il au site dans une interview en septembre dernier. En France, Mediapart publie une tribune signée par plus de 500 artistes, musiciens et professionnels du cinéma français comme marocains. Ils écrivent : « Cette arrestation n'est pas un cas isolé. Depuis plusieurs années, et de manière intensifiée depuis le mouvement Gen Z, les autorités marocaines répriment les voix critiques [...] La liberté de créer, de contester et de critiquer est indispensable au rôle social et politique de l'art. »

Gość Radia ZET
Ryszard Petru ujawnia w Radiu ZET swój plan na nową partię

Gość Radia ZET

Play Episode Listen Later Jul 14, 2026


Polityk o swoich planach, haśle wyborczym, propozycjach programowych, o trudnych rozmowach z minister klimatu, o tym, dlaczego nie wejdzie do rządu i o ochronie zdrowia

parti petru ryszard polityk radiu radio zet beata lubecka
Les matins
Football : tollé dans la presse espagnole après les propos racistes d'un ancien Premier ministre à l'encontre des Bleus

Les matins

Play Episode Listen Later Jul 13, 2026 5:42


durée : 00:05:42 - Les Matins de France Culture - par : Mélanie Kuszelewicz - L'ancien chef du gouvernement espagnol et ancien dirigeant du Parti populaire (droite) Mariano Rajoy, dont le pays affrontera les Bleus mardi en demi-finale de la Coupe du monde de football, a déclenché un tollé en affirmant qu'ils disposent d'"un effectif de très haut niveau", mais "sans Français". Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France

Reportage Afrique
Campus de légende: Sénégal, à l'université Cheikh Anta Diop la renaissance africaine en débat [2/6]

Reportage Afrique

Play Episode Listen Later Jul 11, 2026 2:39


Dans les années 1970, l'université de Dakar vit un paradoxe : l'un des plus grands intellectuels africains travaille dans ses murs, mais n'a pas le droit d'y enseigner. Son nom : Cheikh Anta Diop. Face au président Léopold Sédar Senghor et à sa négritude, il défend une vision radicalement différente de ce que pourrait être une renaissance africaine. Notre série sur les campus africains de légende se rend aujourd'hui à Dakar, au cœur d'un des grands duels intellectuels du XXᵉ siècle.  De notre correspondante à Dakar, Dans les années 1970 du Sénégal post-indépendance, la pensée senghorienne domine, mais le campus de l'université de Dakar est déjà un lieu de contestation naissante. « Senghor et les étudiants, ce n'était pas facile, se rappelle Buuba Diop, historien, qui y était étudiant. Ceux qui contestaient Senghor en tant qu'étudiants étaient majoritaires. Les étudiants du Parti socialiste étaient minoritaires. C'est ainsi qu'on a dissous des organisations étudiantes. » Face à Senghor et sa négritude, un homme incarne une autre vision. Cheikh Anta Diop. C'est un intellectuel accompli. Son premier grand livre, Nations nègres et culture, est paru en 1955. Sa thèse : la civilisation égyptienne antique était une civilisation noire africaine, et c'est de cette vérité scientifique que doit partir toute renaissance du continent. « Pour Senghor, "l'émotion est nègre comme la raison est hellène". Alors là, Cheikh Anta Diop ne pouvait pas être d'accord », souligne l'historien. « La question essentielle a également été l'Égypte, l'origine de la civilisation africaine à partir de l'Égypte, etc. Ça, Senghor était tout à fait contre, explique Fatou Sow, sociologue, elle était elle aussi à l'université. Je pense que Senghor avait à la fois un respect pour cet homme intelligent et brillant quand même, et puis en même temps, une aversion pour ce qu'il écrivait. Et ils n'ont pas arrêté de se répondre l'un à l'autre. » À lire aussiCampus de légende: au Ghana, l'Institute of African Studies de Legon, lieu de rayonnement du panafricanisme [1/6] Un défenseur du wolof peu entendu Les deux hommes s'opposent aussi sur les langues : Senghor défend le français, Cheikh Anta Diop milite pour les langues africaines. Jusqu'en 1981, Diop n'aura pas le droit d'enseigner l'histoire à l'université. Relégué à l'Institut fondamental d'Afrique noire, il y crée un laboratoire de datation au carbone 14, mariant physique nucléaire et recherche sur les origines africaines. Sur le campus, dans ces années-là, les occasions de l'entendre sont rarissimes. « L'Association des historiens africains a organisé une conférence sur la haute antiquité et la Méditerranée, Cheikh Anta Diop n'était pas prévu au programme. Quelques amis sont allés voir l'association en leur disant : "Mais vous ne pouvez pas faire ce type de réflexion sans inviter Cheikh Anta Diop." Donc, ils sont allés l'inviter, raconte Fatou Sow. J'étais à cette conférence-là. Personne n'a bougé dans la salle. Il a parlé tout seul. Et ça, je pense que ça a été un moment très important parce que c'est la première fois qu'il parlait sur le campus. » Cheikh Anta meurt en 1986, à 62 ans. Un an plus tard, l'université prend son nom. L'Ifan, l'Institut fondamental d'Afrique noire, aussi. Une reconnaissance trop tardive pour Fatou Sow. Et aujourd'hui, le wolof qu'il défendait comme langue d'enseignement n'a toujours pas intégré l'université qui porte son nom. À écouter dans La marche du mondeÀ l'école de Cheikh Anta Diop

Les matins
Inde : le parti des "cafards" toujours dans la rue pour protester contre le gouvernement

Les matins

Play Episode Listen Later Jul 10, 2026 5:45


durée : 00:05:45 - Les Matins de France Culture - par : Mélanie Kuszelewicz - Des milliers d'étudiants, des jeunes professionnels et des militants sont rassemblés depuis près d'un mois à New Delhi. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France

Medyascope.tv Podcast
Butlandan çıkış: Yeni Parti mi kurultay mı? | Gökhan Günaydın | Rivayet Muhtelif

Medyascope.tv Podcast

Play Episode Listen Later Jul 10, 2026 76:51


Butlandan çıkış: Yeni parti mi, kurultay mı? CHP'de yeni yol haritası ne olacak? Hilmi Hacaloğlu'nun sunduğu Rivayet Muhtelif programında CHP'li Gökhan Günaydın, CHP'deki son gelişmeleri, mutlak butlan tartışmalarını, olası kurultay sürecini, yeni parti iddialarını ve muhalefetin yol haritasını tüm yönleriyle değerlendiriyor. CHP'de yaşanan siyasi kriz, mutlak butlan ihtimali, kurultay senaryoları, Ekrem İmamoğlu süreci, Özgür Özel yönetimi, Kemal Kılıçdaroğlu tartışmaları ve Ankara kulislerindeki son gelişmeler bu yayında masaya yatırılıyor. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Du lytter til Politiken
Ida Auken blev dråben. Den indfødte socialdemokrat kan ikke længere genkende sit parti

Du lytter til Politiken

Play Episode Listen Later Jul 10, 2026 26:15


På bagsædet af sin ministerbil laver Ida Auken en lille sejrsdans. Triumferende kaster den socialdemokratiske sundheds- og kirkeminister en knytnæve i vejret med den ene hånd. Med den anden holder hun sin mobil op til øret, mens hun får overbragt den nyhed, der får hende til at juble: Hendes forslag om at få tilknyttet en præst til Folketinget er blevet godkendt. Men der går ikke lang tid, før Instagram-videoen af en storsmilende Ida Auken bliver mødt af kritik. For flere socialdemokrater mener, at en folketingspræst er i direkte modstrid med den socialdemokratiske grundtanke om ikke at blande kristendom og politik sammen. Jan Pierrel-Boas, som er næstformand i Socialdemokratiets Bispebjergkreds, er blandt Ida Aukens største kritikere. For ham var Ida Aukens sejrsdans dråben. Han kan ikke længere genkende det parti, han for årtier siden meldte sig ind i. Det fortæller han om i 'Du lytter til Politiken'. Vært: Johanne Lerhard Producer: Jonas Bach-Madsen Research: Trine Sun Hee Redaktør: Nina Kragh Har du fået downloadet vores nye app Politiken Lyd? Politiken Lyd er vores helt nye abonnement med eksklusive podcasts og artikler i én app. Prøv 3 måneder for 99 kr. her.See omnystudio.com/listener for privacy information.

8.30 franceinfo:
Primaire du PS, présidentielle 2027, canicule... Le "8h30 franceinfo" d'Olivier Faure

8.30 franceinfo:

Play Episode Listen Later Jul 10, 2026 17:56


durée : 00:17:56 - Le premier secrétaire du Parti socialiste et député de Seine-et-Marne était l'invité du "8h30 franceinfo", vendredi 10 juillet. - équipe : Agathe Lambret, Paul Larrouturou Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France

Radio foot internationale
Mondial 2026 : France-Maroc, les quarts c'est parti !

Radio foot internationale

Play Episode Listen Later Jul 9, 2026 48:29


RADIO FOOT COUPE DU MONDE — Jeudi 9 juillet - 16h10 TU & 21h10 TU. Sur RFI, France 24, YouTube & Facebook Live. Au sommaire : les quarts c'est parti ! France-Maroc à Boston, le Maroc a tout d'un grand ! Tic tac... Belgique-Espagne à 24 heures du choc de Los Angeles. France-Maroc : quart sous tension 20h TU / 22h à Paris - Stade de Boston Les Bleus visent le dernier carré, comme une habitude ! Les Lions de l'Atlas veulent confirmer leur nouveau statut, avec leur bloc, leur intensité et leur vitesse en transition. Présentation d'un choc qui pourrait être spectaculaire avec Fred Suteau en direct depuis le Stade de Boston Maroc : changement de dimension Demi-finaliste en 2022, quart de finaliste en 2026 : le Maroc n'est plus une surprise. Formation, diaspora, identité de jeu et ferveur populaire en ont fait une nation majeure. Focus sur un modèle qu'envie l'Afrique ! Belgique-Espagne : J-1 Vendredi 10 juillet, 19h TU / 21h à Paris - Stade de Los Angeles. Derniers réglages avant ce duel 100% européen. La Belgique presque miraculée devra résister à la maîtrise espagnole et trouver la faille dans la meilleure défense du tournoi. La Roja cherchera à imposer son tempo et piquer. État des lieux avec Cédric De Oliveira en direct de Los Angeles. Présentation : Annie Gasnier. Consultants : Jacky Bonnevay, Jean-Philippe Bouchard et Saïd Amdaa. Chef d'édition : David Fintzel — Technique/Réalisation : Laurent Salerno.   ► Le calendrier Coupe du monde ► Notre dossier spécial.

Radio Foot Internationale
Mondial 2026 : France-Maroc, les quarts c'est parti !

Radio Foot Internationale

Play Episode Listen Later Jul 9, 2026 48:29


RADIO FOOT COUPE DU MONDE — Jeudi 9 juillet - 16h10 TU & 21h10 TU. Sur RFI, France 24, YouTube & Facebook Live. Au sommaire : les quarts c'est parti ! France-Maroc à Boston, le Maroc a tout d'un grand ! Tic tac... Belgique-Espagne à 24 heures du choc de Los Angeles. France-Maroc : quart sous tension 20h TU / 22h à Paris - Stade de Boston Les Bleus visent le dernier carré, comme une habitude ! Les Lions de l'Atlas veulent confirmer leur nouveau statut, avec leur bloc, leur intensité et leur vitesse en transition. Présentation d'un choc qui pourrait être spectaculaire avec Fred Suteau en direct depuis le Stade de Boston Maroc : changement de dimension Demi-finaliste en 2022, quart de finaliste en 2026 : le Maroc n'est plus une surprise. Formation, diaspora, identité de jeu et ferveur populaire en ont fait une nation majeure. Focus sur un modèle qu'envie l'Afrique ! Belgique-Espagne : J-1 Vendredi 10 juillet, 19h TU / 21h à Paris - Stade de Los Angeles. Derniers réglages avant ce duel 100% européen. La Belgique presque miraculée devra résister à la maîtrise espagnole et trouver la faille dans la meilleure défense du tournoi. La Roja cherchera à imposer son tempo et piquer. État des lieux avec Cédric De Oliveira en direct de Los Angeles. Présentation : Annie Gasnier. Consultants : Jacky Bonnevay, Jean-Philippe Bouchard et Saïd Amdaa. Chef d'édition : David Fintzel — Technique/Réalisation : Laurent Salerno.   ► Le calendrier Coupe du monde ► Notre dossier spécial.

Les Grandes Gueules
L'émotion du jour - Mylène, aide-soignante, au 3216 : "On a avancé la mort de mon papa avec mon accord. J'ai tenu sa main au moment où il est parti. Donc ça existe déjà" - 09/07

Les Grandes Gueules

Play Episode Listen Later Jul 9, 2026 3:44


Aujourd'hui, Abel Boyi, éducateur, Bérénice Levet, philosophe, et Sandrine Pégand, avocate, débattent de l'actualité autour d'Alain Marschall et Olivier Truchot.

Grand Plateau
Tour de France 2026 - Étape 6 : Pogacar s'est illustré, la Grande Boucle est d'ores et déjà pliée !

Grand Plateau

Play Episode Listen Later Jul 9, 2026 60:17


Pour cette sixième étape du Tour de France entre Pau et Gavernie-Gèdre, l'équipe de l'After Tour revient sur l'écrasante victoire de Tadej Pogacar, qui s'est imposé en patron et assomme déjà la concurrence ! Parti en solitaire après son attaque dans le Tourmalet, le Slovène prend déjà une option sur la victoire finale. Le Tour est-il déjà plié ? C'est en tout cas l'impression que ça donne... De son côté, Paul Seixas a terminé cinquième, avec les autres favoris, juste derrière Pogacar et Vingegaard. Le débrief avec Christophe Cessieux, Richard Virenque, Jérôme Pineau et Jérôme Coppel.

Les Grandes Gueules
La déclaration du jour - François Ruffin : "Le RN est le seul parti qui fait sa primaire au tribunal (...) Qui disait : il faut rendre inéligibles ceux qui ont été condamnés pour emploi fictif ? Marine Le Pen" - 07/07

Les Grandes Gueules

Play Episode Listen Later Jul 7, 2026 3:11


Aujourd'hui, Flora Ghebali, entrepreneure dans la transition écologique, Emmanuel de Villiers, chef d'entreprise, et Zohra Bitan, fonctionnaire, débattent de l'actualité autour d'Alain Marschall et Olivier Truchot.

Les lectures de Mediapart

Cliquez ici pour accéder gratuitement aux articles lus de Mediapart : https://m.audiomeans.fr/s/P-UmoTbNLs La cheffe de file de l'extrême droite saura mardi si elle est condamnée en appel dans l'affaire des assistants parlementaires européens, et si elle peut concourir à l'élection présidentielle de 2027. Le RN et plusieurs élus de premier plan risquent gros eux aussi. Un article de Michel Deléan paru dans Mediapart le lundi 6 juillet 2026, et lu par Christine Pâris. Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.

Mesele Ekonomi
Mehmet Şimşek AKP'ye Seçim Kaybettirir Mi? & Yeni Parti Başarılı Olur Mu? | Özge Öner & Berk Esen

Mesele Ekonomi

Play Episode Listen Later Jul 6, 2026 41:20


Akademisyenler Özge Öner ve Berk Esen, Ekonomi Politik'te ekonominin gidişatını, CHP'deki mutlak butlan sürecini ve yeni parti senaryolarını tartıştı. Semih Sakallı'nın sorularıyla yeni bölüm yayında. Kayıt Deniz Göktaş'ın tutuklanmasından önce yapıldı. İyi seyirler...

Vacarme - La 1ere
Sexe et tourisme (1/5) - L'amour à la plage

Vacarme - La 1ere

Play Episode Listen Later Jul 5, 2026 25:15


Dans son livre "Fils de joie" (éd. Le Pays), le Jurassien Sébastien Jubin raconte son lien avec la Thaïlande, qui a commencé avec l'histoire de son père, décédé il y a dix ans. Parti en vacances à Phuket, ce dernier y a épousé une entraîneuse de bar de dix-neuf ans sa cadette. Sur place, ces couples mixtes sont visibles partout. Qu'est-ce qui retient le cœur de ces hommes blancs hétérosexuels parfois très âgés? Reportages : Raphaële Bouchet Réalisation : David Golan Production : Laurence Difélix Première diffusion le 8 juin 2025.

Invité Afrique
Emmanuel Dongala: «Quand l'imaginaire rencontre la réalité, ça fait vraiment plaisir pour un écrivain»

Invité Afrique

Play Episode Listen Later Jul 4, 2026 22:01


Ce mois de juillet 2026, l'une des grandes plumes de la littérature francophone aura 85 ans : l'écrivain congolais Emmanuel Dongala, né en 1941. Son parcours l'a fait traverser toute l'histoire du Congo-Brazzaville, de l'indépendance aux déchirements de la guerre civile, en passant par l'âge d'or de la littérature et du théâtre dans les années 70 à 90. C'est cette histoire qu'il a racontée à RFI, à la première personne. RFI : Vous êtes né en juillet 1941, il y a 85 ans. Est-ce que pendant votre enfance se mettent déjà en place des choses importantes pour votre vie d'écrivain ? Emmanuel Dongala : D'abord, quand j'étais petit, à l'époque, il n'y avait pas de télévision et le soir, en saison sèche, il faisait froid. On était dehors, autour du feu, sous le clair de lune, et notre mère, ma mère, nous racontait des histoires, des contes. Et ça me fascinait. Je me disais : « Il faut qu'un jour moi aussi je me mette à inventer mes propres contes. » Et c'est incroyable comme cette femme analphabète m'a poussé à devenir écrivain. Et mieux encore, mon père était instituteur et il avait des livres à la maison que je feuilletais. Je ne comprenais pas la moitié de ce qu'il y avait dans ces livres-là. Mais l'objet était là et fascinant… … Fascinant. Je lisais, je passais de la littérature aux sciences, vous savez, ces grosses encyclopédies de l'époque, Larousse. Je me souviens très bien. Et être fils d'instituteur a été très important pour moi. C'est ce qui a fait ce que je suis aujourd'hui. … Et être bercé par les contes de votre mère. Oui aussi. Il y a un conte qui vous a marqué ? Oui, plusieurs. Et quelquefois la grand-mère, qui était encore vivante, nous racontait ces contes-là sur les animaux de la brousse, les hommes et les sorciers. C'était vraiment fascinant. À lire aussiL'écrivain congolais Emmanuel Dongala Dans les années 70, vous devenez enseignant-chercheur en chimie à l'université de Brazzaville. Le pays est alors en pleine République populaire, pétri de principes marxistes-léninistes, sous la direction de Marien Ngouabi. Quel souvenir personnel est-ce que vous gardez de cette période révolutionnaire ? Ouh là là ! D'abord tout était caporalisé. Parti unique. « Le pouvoir est au bout du fusil » : c'est le slogan qu'on voyait partout dans les rues. « Le parti dirige l'État ». Même à l'université, au Conseil de l'université, il y avait un représentant du parti qui faisait face au recteur. Il y avait quand même une ferveur révolutionnaire. On croyait vraiment qu'on allait changer le monde. Mais à la fin, c'était beaucoup plus des slogans et de la répression qu'autre chose. Est-ce qu'il y a des anecdotes qui vous ont marqué sur ce quotidien pendant la période révolutionnaire ? Oui. Par exemple, une fois, il y avait un grand meeting du parti et le représentant du parti, habillé en col mao, se lève, crie : « À bas l'impérialisme ! » La foule répond : « À bas ! » « À bas le colonialisme ! » La foule crie : « À bas ! » « À bas le néocolonialisme ! » « À bas ! » « C'est bien, nous sommes maintenant libres », a répondu à la suite le représentant du parti. Voilà, c'était fini pour lui. La parole était performative. C'était marrant ! Et puis il y avait beaucoup de ces slogans-là qui nous font rire aujourd'hui. Par exemple : « Il faut se serrer la ceinture aujourd'hui pour mieux vivre demain. » Parce qu'il y avait la pénurie, il n'y avait rien, il y avait des retards de salaires. Donc pour amadouer la population ou pour expliquer, on disait : « Il faut se serrer la ceinture aujourd'hui pour mieux vivre demain. » À lire aussiRetour au Congo, avec Emmanuel Dongala Et quel était justement votre quotidien d'enseignant-chercheur dans ces années 70 à Brazzaville ? Moi, j'étais assez indépendant parce que j'étais en chimie. Mais mes collègues de philosophie, par exemple, disent que la philosophie marxiste primait sur tout. Les autres philosophes, les Kant, les Sartre, c'était des « philosophes bourgeois », ça ne comptait pas. Et c'était terrible cet encadrement de la pensée à l'époque pour des universitaires. Tout le monde devait être marxiste. Ils parlaient du socialisme scientifique et ils parlaient des lois du mouvement social, je ne sais pas quoi. Moi qui suis chimiste et physicien, je ne connais que les trois lois de Newton. Mais eux, ils avaient une loi du socialisme, etc. Il y avait une contrainte intellectuelle. L'espace intellectuel était assez restreint. Est-ce que c'est le moment où vous entrez en écriture ou est-ce que vous êtes entré en écriture plus tôt ? Ah non, j'ai commencé tout simplement, tout bêtement au lycée, en écrivant des poèmes – des mauvais poèmes. Parce qu'à l'époque on envoyait des poèmes aux filles, vous voyez ? J'ai commencé par ça : imiter les Baudelaire, Rimbaud, etc. Et je lisais beaucoup, énormément. C'est ça qui m'a donné vraiment le goût d'écrire. En 1973, vous publiez Un fusil dans la main, un poème dans la poche qui raconte le parcours d'un jeune révolutionnaire africain, de la lutte anticoloniale à l'exercice du pouvoir. Et vous montrez dans ce livre comment l'idéal de libération se déforme jusqu'à produire de nouvelles formes d'oppression. Comment ce texte a-t-il été accueilli à l'époque par vos lecteurs congolais et par le pouvoir ? Les lecteurs congolais, c'était extraordinaire. Une réception incroyable, parce que le livre a été publié par Albin Michel et après on ne le trouvait plus. J'ai vu des gens qui le faisaient circuler par photocopie. Et autre anecdote que je trouve très intéressante : le livre avait été traduit en portugais et des années plus tard, j'ai retrouvé des combattants du MPLA, le parti angolais, et il y en a un qui m'a dit : « J'ai lu votre livre dans le maquis. C'était vraiment très bien. C'était exactement ce qui se passait. Mais vous, vous étiez dans quel maquis ? » Moi j'ai dit : « Non, je n'ai jamais combattu. Je ne sais même pas par quel bout on tient un fusil ! » Il était étonné que j'aie si bien décrit la réalité du maquis. Quand l'imaginaire rencontre la réalité, ça fait vraiment plaisir pour un écrivain. Au Congo, le livre a été censuré, banni parce qu'il y avait une liste de livres interdits. Je ne sais pas pourquoi, je n'ai jamais compris. Autant je comprenais la censure pour Jazz et vin de palme, mais pour Un fusil dans la main, un poème dans la poche, je n'ai pas compris pourquoi c'était censuré. À lire aussi«Un fusil dans la main, un poème dans la poche», par Emmanuel Dongala De quand date votre engagement dans le théâtre, sur la scène brazzavilloise, et pourquoi le théâtre ? Et bien parce que ça fait partie de la littérature, de tout ce que j'aimais et de toute la vie qui était autour de moi. Parce que c'est très théâtral, la vie congolaise, la vie au Congo. Et c'était vraiment une période bénie, cette époque-là des années 70-90 où le théâtre congolais était vraiment florissant. Je ne prétends pas que c'est nous qui avons créé le théâtre congolais. Non, ça existait bien avant nous. Il y avait beaucoup de petites troupes. Il y avait le théâtre national. Mais vraiment, à cette époque-là, parmi les groupes qui existaient, beaucoup montaient plus des scénettes que du théâtre. Et il y a trois groupes qui ont émergé : la troupe de Sony [Sony Labou Tansi, NdlR]. Sony a fait un travail remarquable pour mettre le théâtre congolais sur la scène internationale. La troupe qui s'appelait Ngunga, de mon ami Matondo aussi, qui était très bien, et la mienne s'appelait l'Éclair. Et ça avait tellement d'impact sur les autres que les jeunes, les autres troupes, nous taquinaient ou se moquaient de nous – ils nous jalousaient un peu d'ailleurs – en nous qualifiant de « So-ma-do », acronyme de Sony, Matondo et Dongala. Et chacun de nos groupes travaillait de façon différente. Matondo était spontané, dur, pour confronter la réalité. Sony jouait ses très beaux textes. Il venait à Limoges tout le temps. Et moi je m'intéressais beaucoup plus au théâtre international. Mais j'ai joué des pièces congolaises de Sylvain Bemba et d'autres. Mais tout de suite, j'ai monté « Sartre ». Et quand un de mes livres, Le Feu des origines, a été traduit au Japon, j'ai été invité au Japon. Je me suis mis à lire la littérature japonaise et j'ai découvert une pièce de Yukio Mishima qui s'appelle « Sotoba Komachi », qui m'a plu. Je l'ai montée à Brazzaville. Donc voilà la différence un peu entre nous trois, mais c'était vraiment vibrant. C'était une rivalité fraternelle. Vous diriez qu'il y a eu un âge d'or du théâtre congolais dans ces années 70, peut-être 80 ? Jusqu'en 90, oui. Le théâtre continue aujourd'hui, je ne vais pas dire que ça n'existe plus, mais cette époque particulière a quand même marqué et a été une période importante parce qu'il n'y avait pas que nous. Je parlais du parti unique, il avait aussi des pièces révolutionnaires, et puis ça passait à la radio, c'était très populaire, très suivi. Il n'y avait pas qu'à Brazzaville, il y avait aussi à Pointe-Noire, à Dolisie et puis il y avait des scènes dans les lycées, il y avait des troupes. Jusqu'à aujourd'hui, le théâtre est très aimé au Congo. Est-ce que vous pouvez nous raconter l'histoire du théâtre de l'Éclair dont vous êtes le principal animateur dans les années 80 ? Comment est-ce qu'il est né ? Il y avait un embryon, une petite troupe qui était là, qui végétait un peu, et on est venu me voir. On m'a demandé de prendre la direction de cette troupe. On a commencé à travailler d'abord sur la gestuelle, parce qu'on a eu la chance d'avoir le mime Marceau qui est passé à Brazzaville et on a fait un petit stage avec lui. Ensuite, on a eu d'autres comédiens, d'autres metteurs en scène français qui sont passés à Brazzaville. Donc le théâtre de L'Éclair, ce qui le caractérisait aussi, c'était beaucoup la gestuelle, surtout quand j'ai monté « Sotoba Komachi » de Yukio Mishima, il y avait beaucoup de ces pas glissés. Je tenais beaucoup à ça. J'ai monté « Sartre », comme je l'ai dit tout à l'heure, ce n'était pas rien : « Les mains sales ». S'il y avait cette scène théâtrale aussi riche, ça veut dire aussi qu'il y avait un vivier d'acteurs importants dans le Brazzaville de l'époque ? Oui, oui. Le grand théâtre, à l'époque, c'était le théâtre national. Il était subventionné par l'État et les acteurs étaient payés, professionnels. Donc c'est pour vous dire que l'État donnait une importance à ça. Nous, on était des théâtres indépendants, des groupes indépendants. Moi, comme j'étais professeur à l'université, j'avais un peu d'argent, je finançais ça moi-même et les prix des billets étaient vraiment modiques, évidemment. À lire aussi2. Emmanuel Dongala Est-ce qu'il y a des anecdotes qui vous ont marqué sur cette période théâtrale ? Oui, absolument, parce qu'à cette époque-là, je vous ai dit, on vivait sous une dictature de parti unique et il y avait des flics partout. Ils venaient écouter ce qu'on disait, etc. Évidemment, ils ont mis quelqu'un pour suivre Sony. « Ce qu'il fait dans son théâtre, c'est suspect », disaient-ils. Et Sony les a repérés tout de suite. Ces gens-là, ils n'étaient pas malins et on les repérait tout de suite. C'est lui qui me raconte : il me dit qu'il a conçu une scène avec un comédien. Il allait parcourir trois mètres sur le plateau, s'arrêter, bailler, puis retourner et un autre refaisait la même chose, et la même chose… et la même chose. Et là, au bout d'une demi-heure, le gars commençait à s'ennuyer. Il a dit : « Mais si c'est ça le théâtre, pourquoi on nous demande d'espionner ? » Puis il n'est plus jamais revenu. Mais moi, mon plus grand coup, ce n'était pas dans le théâtre. C'était quand j'étais professeur de chimie à l'université de Brazzaville, directeur des affaires académiques. J'organisais des conférences académiques. Et à l'époque, il y avait un grand débat dans le parti pour savoir qui était de droite, qui était de gauche. Il y avait un combat idéologique dans le parti. Il se trouve que je suis professeur de chimie et en chimie, il y a des molécules qu'on appelle énantiomères. Ça veut dire tout simplement que les molécules sont exactement les mêmes. La seule chose qui les distingue, c'est que, quand vous faites passer la lumière, l'une dévie la lumière à droite, l'autre dévie la lumière à gauche. Donc ce sont des molécules droites et gauches. Donc je me suis dit : « Ah ah ah ! Je vais faire une conférence académique de chimie organique avec le titre "De la notion de droite et de gauche". » Voilà le titre de ma conférence. Oh là là… alors qu'il y a un débat qui était de droite, de gauche dans le parti, les gens se sont dit : « Ça y est, qu'est-ce qu'il va dire celui-là ? » Je n'ai jamais vu un tel engouement parmi les services de sécurité de Brazzaville, il y avait trois ou quatre agents dans la salle pour voir ce que j'allais dire, sur la notion de droite et de gauche. Je me suis bien amusé. Ils se sont ennuyés à mort. D'ailleurs, ils n'ont rien compris. Est-ce que vous pourriez nous parler de vos relations avec Sony Labou Tansi et Matondo Kubu Turé, qui étaient donc les deux autres grands animateurs de la scène théâtrale de l'époque ? Oui, ce sont des frères. Dans le théâtre, on a combattu ensemble, on a fait des choses ensemble. Et ce qui est remarquable, c'est que nous avions des divergences politiques profondes. Par exemple, Sony était dans un parti politique et moi je ne l'étais pas, etc. Mais ça, ça ne nous divisait absolument pas. On se retrouvait, on discutait quelquefois, on copiait un peu les uns sur les autres… parce que j'ai vu quelquefois que Sony piquait quelque chose chez Matondo par exemple. Donc c'est pour ça que ces trois groupes sont restés si emblématiques pour les jeunes Congolais. Il y avait une forme d'émulation aussi entre vous ? Absolument. Rivalité, jalousie fraternelle. Sony avait un peu plus de succès que nous parce qu'il était connu à l'étranger. Il avait des pièces qui étaient jouées à Paris et chaque année il venait à Limoges. Mais c'est bien, parce que ce succès nous a entraînés aussi, nous a fait travailler plus fort encore. Donc voilà ce que c'était le « So-ma-do ». Qu'est-ce que vous retenez de la scène littéraire de cette époque à Brazzaville ? C'est aussi la grande époque de la littérature congolaise. Il y avait des écrivains avant, je vais citer les Letembet Ambily, les Jean Malonga, etc. Mais là, notre génération, ce groupe d'écrivains, je cite quelques noms : Tati Loutard, Henri Lopez, Sony Labou Tansi, Sylvain Bemba, Tchicaya U Tam'si – Bon, il était un peu plus âgé que nous, il n'était pas tout à fait dans notre groupe – et j'en passe… C'est vraiment à ce moment-là qu'il y a eu un véritable corpus de la littérature congolaise, connu à l'étranger, parce qu'on commençait à gagner des prix à l'étranger, à être traduit. Je suis traduit dans une douzaine de langues, par exemple. Et ce qui est encore une fois très intéressant, c'est qu'on était sous la dictature et on arrivait quand même à produire ces œuvres… qui étaient censurées. Comme je vous ai dit, Jazz et vin de palme a été censuré. Sony Labou Tansi a eu des livres censurés, mais on produisait quand même. Il y avait une forme de tolérance, finalement, du pouvoir. Oui, c'est ça qui est paradoxal. En fait, le pouvoir ne savait pas trop. Comme on disait à l'époque : « Il censurait les livres, mais ne censurait pas les écrivains. » C'était ça la formule qu'on avait trouvée. Il y avait une sorte de tolérance et puis je dois dire, quelqu'un qui était très bien, qui était ministre, membre du parti, mais qui nous protégeait, c'est le poète Jean-Baptiste Tati Loutard. Il nous protégeait vraiment. Il a protégé Sony pendant longtemps. Sony était fonctionnaire. Quelquefois, il partait à Limoges pour le théâtre, il abandonnait son boulot… Mais il nous a protégé, Tati Loutard, et je lui suis très reconnaissant pour ça. Est-ce que vous vous rencontriez entre auteurs ? Est-ce que vous formiez un cercle de gens qui se retrouvaient régulièrement ? Oui, on se retrouvait quand un livre des nôtres paraissait et on en discutait. C'est pour ça que Sylvain Bemba a créé ce mot qu'il appelle « la phratrie », la fraternité des lettres entre nous. Et ça a tenu, malgré les guerres civiles, les répressions politiques. C'est le seul endroit où la politique ne nous a pas divisés. Jusqu'à la guerre civile de 98 où nous sommes partis. Sony était mort. Et puis nous sommes partis, dispersés. Quelles sont les anecdotes dont vous vous souvenez sur cette « phratrie » des lettres ? On faisait lire nos manuscrits, les uns aux autres. On se passait les manuscrits. Il y a un point central autour duquel nous tournions, c'était Sylvain Bemba. C'était lui, vraiment le patriarche, c'est lui qu'on allait voir pour passer nos manuscrits. Et j'avais créé aussi une revue, Les Cahiers de théâtre de L'Éclair, qui n'a produit que trois numéros, malheureusement. Dedans, il y avait les contributions de Sony et des autres intellectuels de la place qui s'intéressaient au théâtre. Voilà encore un lieu d'échanges. C'était ça l'époque. Mais bon, on rencontrait des difficultés quand même pour imprimer. Il fallait taper, dactylographier à la machine. Je ne sais pas si vous savez ce que c'est de taper à la machine avec le papier carbone. Et puis quand on voulait faire des tracts, il fallait ronéotyper avec de l'encre sale. Donc c'était difficile, mais on réussissait quand même à faire circuler nos manuscrits, nos idées, les discussions sur la place. Le parti unique avait ce qu'il appelait l'Union nationale des écrivains et artistes du Congo. Tout le monde devait y être, tous les artistes, les écrivains, etc. Et nous, on ne voulait pas faire partie de cette UNEAC caporalisée par le parti. Nous avons créé à part, de façon tout à fait indépendante, ce que nous appelions l'ANEC, Association nationale des écrivains du Congo. Et tous les bons écrivains y étaient… j'exagère, parce que Tati Loutard est resté à l'UNEAC. Mais tous les autres, les Sony, les Matondo, tous les autres écrivains étaient avec nous dans cette association pour laquelle je dis fièrement que j'étais le président et le cocréateur. Et le pouvoir a laissé faire ? Oui, je pense que c'est arrivé au moment où déjà le parti unique était en fin de course. Les années 90 voient une explosion de violence politique au Congo au travers des milices que vous décrivez dans l'une de vos œuvres majeures, Johnny chien méchant. Quelle expérience personnelle, intime, est-ce que vous avez eue de ces milices, vous, Emmanuel Dongala ? Je les ai vécues… Un beau jour, vous voyez dans la rue des gamins avec des fusils plus hauts qu'eux, qui intimident les adultes, qui les font s'agenouiller dans la rue, dans les barrages. Mais vous vous dites : « Dans quel monde nous vivons ? » C'était terrible. Donc, avec ma famille, nous avons fui pour aller vers Pointe-Noire à pied, à travers la forêt. C'est terrible. C'est ça qui m'a donné l'idée d'écrire Johnny, chien méchant. Des gamins comme ça qui ont terrorisé des adultes, leur première expérience amoureuse est un viol. Mais qu'est-ce qu'on peut faire des gamins comme ça ? Comment les récupérer ? C'était vraiment terrible à vivre. Et c'est là où j'ai vraiment vu la souffrance humaine, la cruauté humaine. En ce sens que, par exemple, j'ai vu à un barrage où, pour passer, il fallait donner une pièce de 100 francs. 100 francs CFA, ce n'est rien. Et il y a un pauvre vieil homme, à l'époque, qui n'avait pas d'argent du tout. Et je vois quelqu'un à côté de lui qui dit : « Il n'a pas d'argent, je vais payer, je paie à sa place. » Et le petit milicien, là, avec son fusil, dit : « Non, ce n'est pas ton argent qu'on veut, c'est SON argent à lui. » Vous vous rendez compte… Ils se sont mis à battre le vieil homme. C'était cruel. C'est quelque chose qui a complètement échappé aux politiciens. En plus de ça, ce qui m'a touché personnellement, c'est qu'il y a eu des pillages partout. Ma bibliothèque a été pillée. J'avais des livres signés d'Aimé Césaire, de Jorge Sabato, le Portugais. Et en plus de ça, j'avais de la correspondance parce que j'ai fait des études aux États-Unis à une époque où il y avait les Civil Rights, donc j'ai eu une correspondance avec Malcolm X. Tout ça, ça a été détruit. Mais dans tous ces trucs-là, il y a toujours des moments cocasses. Un jour, en me promenant dans un grand marché de Brazzaville qu'on appelle le marché Total, je vois par terre mes livres pillés. Je dis : « Ce n'est pas possible, il faut que j'aille appeler la police pour récupérer mes bouquins. » Je vais voir la police. Je dis : « Voilà, j'ai vu à Total par terre mes livres. Je veux que vous veniez avec moi en tant que policier pour récupérer mes livres », l'agent de police appelle son chef. Son chef vient, je répète. Il me dit : « Ah, attendez, précisons : vos livres, ils ont été pillés ou volés ? » Je dis : « Pardon ? ». « Ah oui, parce que si ça a été volé, d'accord. Nous faisons une enquête. Mais si ça a été pillé, c'est la guerre, on ne peut rien faire. » [Il rit] Donc, c'est ça la guerre civile… À lire aussiEmmanuel Dongala, une sonate des Lumières

Le Billet politique
Parti socialiste : où est le problème ?

Le Billet politique

Play Episode Listen Later Jul 1, 2026 3:53


durée : 00:03:53 - Le Billet politique - par : Jean Leymarie - À neuf mois de la Présidentielle, le PS a un projet, des candidats à la candidature. Et il patine toujours. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France

Prima Pagina
1 luglio: Treni e aerei in ritardo, risponde Salvini; Mille parti prematuri per il caldo; Prostituzione, indagato Bastoni;

Prima Pagina

Play Episode Listen Later Jul 1, 2026 26:06 Transcription Available


E dopo il caso Ranucci di cui troverete altri dettagli nel servizio di Valeria di Corrado, oggi il commento di Mario Ajello è sulla risposta di Salvini all'inchiesta del Messaggero sui ritardi di treni e aerei, quindi passiamo al caldo con il servizio particolare di Laura Pace che ci parla di mille parti prematuri in più a causa delle alte temperature, con Anna Guaita ci trasferiamo in Venezuela per il dramma del terremoto,per la cronaca con l'inviata Claudia Guasco andiamo a Monaco per l'attentato all'imprenditore ucraino, quindi ci trasferiamo a Milano per l'inchiesta contro un giocatore dell'Inter, poi cambiamo completamente argomento e per lo spettacolo ci trasferiamo a Spoleto per il Festival dei Due Mondi con Michele Bellucci per il programma, Simona Antonucci per il commento e Antonella Manni per l'intervista, e chiudiamo con lo sport e la giornata di Massimo Boccucci che ci porta oltreoceano ai Mondiali di calcio per una esclusione clamorosa


Kısa Dalga Podcast
Bülten | Deniz Göktaş'a soruşturma - Özgür Özel'den 'yeni parti' mesajı - Avrupa'nın 'sessiz katili'

Kısa Dalga Podcast

Play Episode Listen Later Jun 30, 2026 13:32


'Ölü Deniz' gösterisiyle günlerdir konuşulan komedyen Deniz Göktaş'a soruşturma açıldı. Özgür Özel, İzmir ziyaretinde yeni partiyle ilgili net mesaj verdi... Tamar Tanrıyar adli kontrol kararıyla bırakıldı. DİSK'ten 'Geçim krizi' raporu: Her üç emekliden ikisi geçinmek zorunda. 'Sessiz katil' olarak anılan aşırı sıcak hava Avrupa'da 1300'den fazla kişinin ölümüne neden oldu.

Franck Ferrand raconte...
Yakovlev, homme de l'ombre de Mikhaïl Gorbatchev, l'inconnu qui a travaillé à la chute du régime soviétique

Franck Ferrand raconte...

Play Episode Listen Later Jun 29, 2026 25:14


Derrière Mikhaïl Gorbatchev, un homme a travaillé dans l'ombre à la chute du régime soviétique. Personne ne le connaît : Alexandre Yakovlev.Retour sur l'incroyable ascension de Mikhaïl Gorbatchev au sein du Kremlin, grâce à l'aide d'un allié de poids : Alexandre Yakovlev, surnommé le "Diable boiteux". Ensemble, ils vont mener une révolution progressive pour libéraliser l'Union soviétique, mais leur entreprise ne sera pas sans danger.

Franck Ferrand raconte...
BONUS : Yakovlev, homme de l'ombre de Mikhaïl Gorbatchev, l'inconnu qui a travaillé à la chute du régime soviétique

Franck Ferrand raconte...

Play Episode Listen Later Jun 29, 2026 2:00


Derrière Mikhaïl Gorbatchev, un homme a travaillé dans l'ombre à la chute du régime soviétique. Personne ne le connaît : Alexandre Yakovlev.Retour sur l'incroyable ascension de Mikhaïl Gorbatchev au sein du Kremlin, grâce à l'aide d'un allié de poids : Alexandre Yakovlev, surnommé le "Diable boiteux". Ensemble, ils vont mener une révolution progressive pour libéraliser l'Union soviétique, mais leur entreprise ne sera pas sans danger.

Daktilo1984
Yeni Parti mi Geliyor? | Çavuşesku'nun Termometresi #314

Daktilo1984

Play Episode Listen Later Jun 29, 2026 69:22


Çavuşesku'nun Termometresi'nde, Ekin Keleş moderatörlüğünde Profesör Burak Bilgehan Özpek ve İlkan Dalkuç Özgür Özel'in kuracağı konuşulan yeni partiyi, İyi Parti'nin mitingini, muhalefetin imkân ve kısıtlarını, NATO zirvesi öncesinde Ankara'yı tartışıyor.00:00 Giriş00:45 Yeni partinin çok büyük potansiyeli var ama Özgür Özel'in net bir yol haritası yok04:30 Özgür Bey'in sol fantezilere kaçma (kazanma ama mutlu ol) riski var05:05 Yeni partinin finansmanı nasıl olacak?05:50 Özgür Özel'in CHP içinde kalmak istediğini görüyorum09:00 Kemal Bey henüz CNN Türk'e çıkamadı, TGRT ile devam13:25 Temmuzda parti kurulacağı kesin gibi; Kemal Bey'le anlaşma zamanı geçti17:10 İktidarı haklı olduğunuz için değil çalışırsanız alabilirsiniz20:05 Yeni parti gereklilik değil şart21:30 CHP, kapatılsaydı bile şu andakinden daha kötü durumda olamazdı23:30 Erdoğan-Butlancılar kavgası kaçınılmaz (ama buna bel bağlamayın)25:45 Kılıçdaroğlu şu an inanılmaz bir pazarlık içinde28:05 Kemal Bey ve Butlancı ekibi seçime kadar birbirlerine katlanamaz29:00 NATO Ankara Valiliği ve NATO Ankara Büyükşehir Belediyesine dair35:30 Sadece üç bakan çalışırken bu işler neden düzelmez?42:00 İnsanlar el ele tutuşsa, birlik olsa, her gün NATO Zirvesi olsa...51:30 Türkiye'de askerî olmayan, sivil olmayan sadece devletlûlara has havalimanları var53:40 Kimse, aa Türkiye'de Amerika karşıtı protesto yapılmadı deyip Türkiye'den etkilenmez57:50 NATO Zirvesi ve ülkeyi kanunla değil bireysel duygudurumla yönetmek01:04:30 Dikmen Vadisi'ne bayıldım, hadi ortak SAMP/T üretelim01:08:30 Daktilo1984'e destek olmanıza ihtiyacımız var⌨️━━━━━━━DAKTİLO1984 AİLESİNİN BİR PARÇASI OLUN!━━━━━━━⌨️

Accents d'Europe
La corruption en Ukraine : un front intérieur

Accents d'Europe

Play Episode Listen Later Jun 29, 2026 19:30


Comment l'Ukraine tente de lutter contre la corruption, malgré la guerre. Également au programme : un procès hors norme autour d'un dissident azerbaïdjanais menacé en France. Douze ans après les manifestations de la place Maidan, qui réclamaient non seulement un rapprochement de l'Union européenne, mais la fin d'un système miné par la corruption, les scandales continuent d'éclabousser le gouvernement. Malgré les réformes engagées, les affaires se multiplient, dans des secteurs aussi stratégiques que l'énergie ou la défense... Le dernier grand scandale concerne Energoatom, l'opérateur public du nucléaire ukrainien: selon les enquêteurs anticorruption, près de 100 millions de dollars auraient transité par un circuit de blanchiment, alimenté par des commissions occultes. Des ministres et des proches du président Zelensky sont soupçonnés. Correspondance d'Emmanuelle Chaze. En Espagne, le gouvernement de Pedro Sánchez rattrapé par les affaires Après son frère David, son ancien ministre des Transports José Luis Ábalos, et l'ancien chef du gouvernement José Luis Rodríguez Zapatero, c'est désormais son épouse, Begoña Gómez, poursuivie pour trafic d'influence, qui se voit interdire de quitter le territoire jusqu'à son procès. Pedro Sánchez dément toute « corruption généralisée » au sein de son gouvernement et du Parti socialiste. Mais la droite réclame sa démission et la dissolution du Parlement. Explications, Diane Cambon. En France, retour sur le procès inédit d'un dissident azerbaïdjanais À 32 ans, Mahammad Mirzali, blogueur azéri réfugié en France, a survécu à trois tentatives d'assassinat sur le sol français. Depuis son adolescence, il s'oppose au régime d'Ilham Aliyev, président de l'Azerbaïdjan depuis plus de vingt-deux ans. En mai 2026, devant la cour d'assises spéciale de Rennes, mafieux du Caucase et espions repentis se sont succédé à la barre. Verdict : 30 ans de réclusion criminelle pour le chef du commando qui avait lardé Mahammad Mirzali d'une quinzaine de coups de couteau, en pleine rue, à Nantes en 2021. Mais les commanditaires n'ont jamais été formellement désignés par la justice. La Revue21 a tiré de ces audiences un récit haletant, dont nous parle Guillaume Gendron, le rédacteur en chef. L'élevage turc en grande difficulté La Turquie possède le plus grand cheptel d'Europe. Pourtant, le pays importe toujours plus de bétail vivant pour répondre à sa consommation. Un paradoxe qui résume la crise profonde de l'élevage turc. Étranglés par l'inflation, dépendants des importations de soja et de maïs pour nourrir leurs animaux, les éleveurs s'inquiètent pour l'avenir de la filière. Une crise aiguë, qui pose aussi la question de la souveraineté alimentaire. À Ankara, le reportage d'Anne Andlauer.

Le Nouvel Esprit Public
La canicule, sujet politique ? / Le Brexit 10 ans après

Le Nouvel Esprit Public

Play Episode Listen Later Jun 28, 2026 62:48


Vous aimez notre peau de caste ? Soutenez-nous ! https://www.lenouvelespritpublic.fr/abonnementUne émission de Philippe Meyer, enregistrée au studio l'Arrière-boutique le 26 juin 2026.Avec cette semaine :Antoine Foucher, président de la société de conseil Quintet, spécialiste des questions sociales.Lucile Schmid, présidente de La Fabrique écologique et membre du comité de rédaction de la revue Esprit.Lionel Zinsou, ancien Premier ministre du Bénin et président de la fondation Terra Nova.LA CANICULE, SUJET POLITIQUE ?Le 17 juin, quelques jours avant le nouvel épisode caniculaire, le ministre de la Ville et du Logement, Vincent Jeanbrun, a présenté un plan « endurance » pour l'adaptation à la hausse des températures, alors qu'un tiers des logements est constitué de bouilloires thermiques. Selon lui, « la canicule n'est pas une question météorologique ou climatique, c'est désormais une question de justice sociale ». Intervenant aux côtés du ministre du Logement, la ministre de la Transition écologique, Monique Barbut a reconnu que la France souffre d'un « grand retard collectif » tout mettant en avant trois axes : « Remettre la nature dans les villes pour les rafraîchir » et faire des quartiers prioritaires « des précurseurs de la transformation écologique des territoires » ; « encourager les solutions efficaces pour limiter la surchauffe des bâtiments », comme les volets, en demandant par exemple aux bailleurs sociaux un recensement des bâtiments sans occultation des baies vitrées ; et développer « des solutions performantes pour permettre le rafraîchissement des bâtiments » avec « d'ici à septembre » un tarif réduit de TVA à 5,5 % pour les climatiseurs réversibles, décidé en loi de finances 2026.« Aucune annonce réelle », a cinglé la Fondation pour le logement des défavorisés (ex-fondation Abbé Pierre) qui a annoncé qu'elle s'associait à un recours en justice, lancé en 2025 par des citoyens et les ONG de « L'affaire du siècle » qui accusent l'Etat de manquer à son obligation de protéger la population des impacts du réchauffement climatique. Associations et climatologues déplorent une politique qui met l'accent sur la gestion de crise plutôt que sur une véritable adaptation. Pourtant, en 2023, pour faire face aux canicules répétées, la France s'était dotée d'un plan d'adaptation, une feuille de route censée préparer le pays à un réchauffement de 4 °C d'ici à 2.100, avec une batterie de mesures sur les logements, les exploitations agricoles ou les transports afin de se préparer à une hausse des températures de 4 °C en 2.100. Jugé insuffisant, y compris par le Haut Conseil pour le climat, le plan dispose de peu de moyens financiers. Au cours de ces dernières années, des outils pour s'adapter au changement climatique comme le fonds vert ont été fortement rabotés dans un contexte budgétaire contraint : la dotation de ce dispositif très prisé des élus locaux est passée de 2,4 milliards d'euros en 2024 à près de 840 millions d'euros en 2026.LE BREXIT 10 ANS APRÈSÀ la veille du dixième anniversaire du vote en faveur du Brexit, le premier ministre britannique travailliste, Keir Starmer, a été contraint à la démission, deux ans à peine après une nette victoire électorale. Si la décision prise, le 23 juin 2016, par une majorité (51,9 %) des électeurs britanniques de quitter l'Union européenne n'est pas directement la cause de la disgrâce de M. Starmer, elle a contribué à créer un climat économique et politique dégradé.Les études sur l'impact du Brexit sur l'économie vont toutes dans le même sens. Celle publiée en novembre 2025 par le National Bureau of Economic Research, un groupe de réflexion américain, a estimé « qu'à la date de 2025, le processus du Brexit a réduit le PIB britannique de 6 % à 8 %, l'investissement de 12 % à 18 %, l'emploi de 3 % à 4 % et la productivité de 3 % à 4 % ». D'après un récent sondage du think tank European Council on Foreign Relations, les Britanniques estiment que le Brexit a eu un impact négatif sur presque tous les sujets : le coût de la vie (66 %), l'économie (65 %), les perspectives des jeunes (57 %) ou encore l'immigration clandestine (56 %). Interrogés sur les effets positifs du Brexit, la réponse la plus donnée par les Britanniques est : « je ne sais pas ».Dans ce contexte, les termes de « Breturn » ou « Breunion » ont surgi ces dernières semaines. Une majorité de Britanniques (55 %) se déclarent favorables à un retour de leur pays parmi les membres de l'UE, quand un tiers (34 %) s'y opposent, d'après YouGov. Toutefois, les Britanniques favorables à un retour du Royaume-Uni dans l'UE tomberaint à 35 % si le pays ne pouvait plus bénéficier de ses dérogations antérieures et devait donc adopter la monnaie unique et participer à l'espace Schengen. Un retour à l'Europe des 28 ne semble donc pas se dessiner. Bruxelles et Londres avancent plutôt depuis plusieurs mois vers un rapprochement. Un sommet entre les deux parties doit avoir lieu le 22 juillet prochain dans la capitale européenne. Ce serait le deuxième après un précédent tenu en mai 2025. Reste à savoir si ce rendez-vous, annoncé la semaine dernière, sera maintenu à la suite de la démission de Keir Starmer. Andy Burnham, nouvel élu de la région de Manchester et favori pour le remplacer à la tête du Parti travailliste et du même coup à Downing Street, ne cache pas qu'il considère le Brexit comme une erreur sans prôner un retour dans l'Union.Le flou entretenu par les brexiters concernant le régime qui suivrait la sortie de l'UE a été pour beaucoup dans le chaos de l'après-23 juin, et notamment la succession rapide de six premiers ministres en moins d'une décennie. Surtout, le Brexit a ouvert un boulevard à une extrême droite contre laquelle on avait imaginé le Royaume-Uni vacciné. La figure de proue en est Nigel Farage – chef, avant le référendum de 2016, du Parti pour l'indépendance du Royaume-Uni, et aujourd'hui de Reform UK, parti actuellement en tête des sondages britanniques.Chaque semaine, Philippe Meyer anime une conversation d'analyse politique, argumentée et courtoise, sur des thèmes nationaux et internationaux liés à l'actualité. Pour en savoir plus : www.lenouvelespritpublic.frHébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.

Medyascope.tv Podcast
Tek seçenek yeni parti mi? | Deniz Göktaş | Can Kakışım & Emrah Gülsunar | Konuşmazsak Olmaz

Medyascope.tv Podcast

Play Episode Listen Later Jun 28, 2026 49:10


Konuşmazsak Olmaz programında Ali Deniz Çakır'ın konukları siyaset bilimciler Prof. Dr. Can Kakışım ve Dr. Emrah Gülsunar, CHP'de mutlak butlan kararı sonrası yaşanan süreci tüm yönleriyle değerlendiriyor. Programda Özgür Özel'in izleyeceği yol haritası, Kemal Kılıçdaroğlu'nun yeniden genel başkan olmasıyla oluşan siyasi tablo, Ekrem İmamoğlu süreci ve yeni parti iddiaları kapsamlı şekilde ele alınıyor. Yayında ayrıca komedyen Deniz Göktaş'ın gündem yaratan siyasi mizah gösterisi, ifade özgürlüğü tartışmaları, muhalefetin geleceği, olası erken seçim senaryoları ve Türkiye siyasetindeki son gelişmeler üzerine analizler paylaşılıyor. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Reportage Afrique
Au Sénégal, l'inquiétude des familles de migrants disparus [1/2]

Reportage Afrique

Play Episode Listen Later Jun 28, 2026 2:16


Partis pour regagner l'Europe dans l'espoir d'une vie meilleure, certains migrants disparaissent sans laisser de traces. Derrière eux, des familles vivent pendant des années dans l'attente et l'incertitude. Dans la commune de Vélingara, au sud du Sénégal, ces absences prolongées sont devenues une réalité qui plonge plusieurs foyers dans une résignation totale. Des familles continuent à chercher des nouvelles de leurs proches disparus sur les routes de la migration.  De notre envoyé spécial à Vélingara, Habib Diao À Vélingara, Assane Baldé est sans nouvelles de son frère Ndiaga depuis octobre 2016. Parti pour rejoindre l'Europe, il n'a plus jamais donné signe de vie.  « Le dernier message que j'ai reçu de lui, c'était vers le 24 octobre 2016, pour lui demander ce qui se passait, parce que nous étions tous inquiets. On voulait savoir dans quelles conditions il était. Il ne répondait pas. C'est vers le début du mois de novembre 2016 qu'on nous a fait savoir qu'il était porté disparu. Les gens dont on espérait pouvoir avoir des nouvelles de lui ne l'avaient pas vu », raconte-t-il.  Comme lui, d'autres continuent de chercher des réponses. Dans le village voisin de Kayel Bessel, Gnada Baldé attend le retour de son fils disparu depuis 2006. Une attente qui l'a même conduite à être victime d'une escroquerie après qu'un inconnu lui a promis des informations sur son enfant.  « L'année dernière, quelqu'un m'a appelé pour me dire qu'il savait où se trouvait mon fils disparu. Il m'a demandé le montant de 65 000 francs CFA pour le libérer de la prison dans laquelle il était détenu en Libye. Il disait qu'il était atteint de troubles mentaux. J'ai tout fait pour rassembler la somme et la lui envoyer. Mais depuis, cette personne ne m'a plus jamais donné de nouvelles. C'est comme ça que je me suis fait arnaquer », raconte-t-il. Les épouses des migrants disparus vivent elles aussi avec ce vide. Mariama Sabaly n'a plus reçu de nouvelles de son mari depuis 20 ans. Sans certitude sur son sort, elle poursuit sa vie avec résignation.  Elle expose sa situation et son désarroi : « Cela fait maintenant 20 ans qu'il est parti. La dernière fois que j'ai eu de ses nouvelles, il était encore à Dakar. C'était juste avant qu'il ne parte vers l'Europe. Depuis, personne n'a eu de ses nouvelles. J'ai quitté la maison conjugale pour retourner vivre chez mes parents avec nos deux enfants. On en avait quatre, deux sont décédés. Et, aujourd'hui, les deux qui restent sont au courant de la disparition de leur père. C'est très compliqué, là, je suis totalement perdue. Et rien ne me dit qu'il est toujours en vie ». Depuis 2014, la Croix-Rouge sénégalaise et le Comité international de la Croix-Rouge mettent en place un programme d'accompagnement de ces familles affectées par la disparition de proches sur les routes de la migration. Cela inclut, entre autres, un appui psychosocial, économique et un accompagnement juridique. 

C dans l'air
Trump : une taupe au cœur du pouvoir ? - L'intégrale -

C dans l'air

Play Episode Listen Later Jun 26, 2026 65:31


C dans l'air du 26 juin 2026 - Trump : une taupe au cœur du pouvoir ?C'est le livre qui sème la panique à la Maison-Blanche. Sorti mardi aux États-Unis, Regime Change dévoile les coulisses stupéfiantes du second mandat de Donald Trump. Entre séances de bricolage improvisées à la Super Glue dans le Bureau ovale et comparaisons assumées avec des dictateurs, les journalistes du New York Times dressent un portrait sans filtre du président américain. Un livre qui fait déjà l'effet d'une bombe outre-Atlantique.Car certains dialogues retranscrits sonnent avec un tel réalisme qu'on croirait les conversations enregistrées. Y aurait-il une taupe dans le premier cercle du président ? C'est la question qui agite le camp Trump. Plusieurs passages relatent des échanges dans la Situation Room, la salle de crise la plus sécurisée de la Maison-Blanche. On y évoquerait notamment les moyens d'étouffer l'affaire Jeffrey Epstein ainsi que des documents susceptibles de porter atteinte au président.Les Américains découvrent également, à travers les « bonnes feuilles » publiées par la presse, l'ampleur de l'enrichissement de la famille Trump, qui tirerait profit de son nom en lançant des cryptomonnaies. Le montant atteindrait déjà près de 3 milliards de dollars. Des sénateurs démocrates réclament des auditions sur les 500 millions de dollars investis par un consortium dirigé par un haut dignitaire de la famille royale émiratie dans l'entreprise de cryptomonnaie de la famille Trump. Une transaction révélée en début d'année par le Wall Street Journal.Dans Regime Change, les journalistes, qui se sont appuyés sur plus de 1 000 entretiens, décrivent aussi le délire de puissance du président américain : Donald Trump solliciterait Emmanuel Macron pour obtenir des conseils sur son projet d'arc de triomphe, une construction qui l'obsède ; il se comparerait à Hitler, Mao, Staline, Alexandre le Grand ou Napoléon ; il humilierait ses collaborateurs et évoquerait crûment ceux « qui lui lèchent les fesses », en visant les magnats de la tech californienne ou encore le roi d'Arabie saoudite.Des citations rapportées mot à mot qui font trembler Washington. Entre la gestion explosive de l'affaire Epstein, les critiques visant le protocole d'accord signé avec l'Iran, la polémique autour d'un bassin devant le mémorial Lincoln et la « chasse aux fuites », l'atmosphère serait devenue particulièrement électrique à la Maison-Blanche.Alors pourquoi Regime Change sème-t-il une telle panique à la Maison-Blanche ? Comment les journalistes du Wall Street Journal poursuivent-ils leur enquête sur le dossier Epstein ? La pression exercée sur les médias américains atteint-elle un niveau inédit depuis le retour de Donald Trump à la Maison-Blanche ? Comment travaillent-ils dans un climat aussi tendu ? Enfin, côté démocrate, Zohran Mamdani, le maire de New York, confirme son influence grandissante au sein du parti à l'approche des midterms et de la présidentielle de 2028. Représente-t-il une véritable menace pour Donald Trump et le Parti républicain ?Nos experts :- Alain Bauer - Professeur de Criminologie au Conservatoire national des arts et métiers, auteur de Héros et héroïnes (pas si) ordinaires aux éditions First.- Patricia Allémonière - Grande reporter, ancienne correspondante permanente à Jérusalem et auteure de Au cœur du Chaos, publié aux éditions Arthaud.- Sonia Dridi - Journaliste spécialiste des Etats-Unis et correspondante à Washington LCI et France 24.- Philippe Gelie - Directeur adjoint de la rédaction Le Figaro

Invité Afrique
«La Côte d'Ivoire est en souffrance d'un réel dialogue, d'une vraie culture de la concertation»

Invité Afrique

Play Episode Listen Later Jun 26, 2026 6:32


En Côte d'Ivoire, pour la première fois depuis quatre ans, le pouvoir et l'opposition se sont rencontrés. C'était lundi dernier à la Primature, où le Premier ministre a présenté l'architecture du prochain système électoral, suite à la dissolution le mois dernier de la Commission électorale indépendante (CEI). Mais cette rencontre veut-elle dire que le dialogue est rétabli entre le pouvoir et l'opposition ? Pas si simple, explique Séverin Kouamé, sociologue et enseignant-chercheur à l'Université Alassane Ouattara de Bouaké. RFI : Séverin Kouamé, la réunion du 22 juin 2026 à la Primature, est-ce le début d'un dégel entre le pouvoir et l'opposition en Côte d'Ivoire ? Ou bien, est-ce une rencontre sans lendemain ? Séverin Kouamé : Je pense que c'est une rencontre dont on devra questionner déjà la tenue, dans la mesure où il est vrai que certaines organisations de la société civile, certains partis politiques ont été présents. Mais on note déjà des éléments de couacs puisque le PPA-CI [le Parti des peuples africains – Côte d'Ivoire, la formation de l'ex-président Laurent Gbagbo, NDLR] a fait un communiqué dans lequel il dit n'avoir pas été informé de l'ordre du jour de la réunion et donc ne voyait pas de raison d'y participer. Là-dessus, je crois que les tensions qui subsistent entre l'opposition, notamment certaines composantes de cette opposition portées par le PPA-CI, restent assez manifestes. Est-ce que cela faisait plusieurs années que le pouvoir et l'opposition ne s'étaient pas rencontrés ? Oui, je pense que le dernier cycle de rencontres relativement formelles date de 2021-2022. Depuis lors, on n'a pas eu de vraies rencontres. Quoi que depuis quelques semaines, on voit la première dame [Dominique Ouattara, NDLR] rencontrer certaines figures de l'opposition, notamment madame Simone Gbagbo [Simone Ehivet Gbagbo, présidente du parti Mouvement Générations capables et ex-première dame, NDLR]. Mais, depuis la tenue des dernières élections, il n'y a pas eu de rencontres formelles. De ce point de vue, est-ce un changement ? Un changement peut être pas... Je crois que pour toute personne qui observe le contexte sociopolitique ivoirien, la question électorale reste une question qui crispe les rapports, notamment entre l'opposition et le pouvoir. Et donc, cette rencontre vise justement à adresser cette question de l'organe qui doit être en charge des élections, mais n'épuise pas toute la problématique du dialogue politique. Parce que, de mon point de vue, le vrai problème, c'est de rétablir la confiance entre les acteurs politiques. On est dans un contexte où, depuis près de 30 ans, le constat qui est fait, c'est que, autour des scrutins, il y a un regain de tension qui se transpose même sur le terrain communautaire, parce qu'il y a une crise de confiance profonde entre les acteurs, mais aussi et surtout, de mon point de vue, il y a un consensus politique qui est très faible autour des règles du jeu.  Le Premier ministre Robert Beugré Mambé a expliqué pourquoi il avait dissous la Commission électorale indépendante (CEI) et a présenté la nouvelle architecture du système électoral ivoirien. Il y aura trois piliers : un organe chargé exclusivement de l'organisation matérielle des élections, un organe chargé du recensement des votes pour s'assurer de la qualité et de la sincérité des résultats, et un organe pour superviser et contrôler l'ensemble du processus. À vos yeux, est-ce un vrai changement ou une réforme en trompe l'œil ? Je pense que ce qu'il faut regretter dans cette communication de la Primature, c'est qu'elle n'ait pas véritablement été précédée d'un vrai dialogue sociétal. Je pense que la Côte d'Ivoire aujourd'hui est en souffrance d'un réel dialogue, d'une vraie culture de la concertation, pour s'accorder justement sur ce type de points qui fâchent. Le gros problème en Côte d'Ivoire, c'est moins l'organe en charge du scrutin, l'ingénierie du scrutin, que la confiance et la sincérité des acteurs.  Le PPA-CI de Laurent Gbagbo, qui n'est pas venu à la réunion du 22 juin, pointe le fait que, lors de cette rencontre, il n'y a pas eu de dialogue, que le Premier ministre a parlé, puis il est parti sans donner la parole à ses invités. S'il n'y a aucun dialogue à venir sur le contenu de cette réforme, craignez-vous que les relations ne se crispent à nouveau entre le pouvoir et l'opposition ? C'est ce que je disais dès l'entame de mon propos. Je crois que l'on est dans un processus qui aurait dû démarrer par une vraie consultation, un vrai dialogue. Je pense que l'État a pris la pleine mesure qu'il y a, autour de la chose électorale, un problème. Et ça, c'est déjà bien de le noter, qu'il y a un problème. Et l'État propose sa solution que monsieur le Premier ministre est venu restituer. Maintenant, quand on se retrouve dans ce type d'approche qui peut être considérée presque comme une approche d'imposition, ça peut continuer à générer des crispations et des tensions. Et désormais, tout va se jouer dans le rapport de force. Aujourd'hui, dans le rapport de force qui oppose le gouvernement aux partis d'opposition, c'est clair que ce rapport de force est en faveur du pouvoir. Sur cette réforme électorale, pour l'instant, il n'est pas prévu de table ronde pouvoir/ opposition. Le Premier ministre devrait déposer un projet de loi qui serait examiné par les députés. Dans ce type de processus, c'est clair aussi qu'on a un niveau de représentation politique de l'opposition qui n'est pas suffisant. Je parlais de rapport de force dans l'hémicycle. Les rapports de force sont largement en faveur du pouvoir. Donc, là-dessus, ça va passer comme une lettre à la poste, et on va se retrouver à initier un nouveau cycle de conflits ou de tensions parce que, justement, le consensus politique est faible. Le gros problème qu'on a, c'est la faiblesse du consensus politique en Côte d'Ivoire. Les acteurs politiques ne sont pas suffisamment en accord sur le minimum. Donc, pour vous, un débat sur cette réforme à l'Assemblée nationale ne suffira pas ? Il faut un débat de société. Parce que, quand on regarde depuis 40 ans, on souffre de notre chose électorale et celui qui souffre, c'est l'Ivoirien lambda. Toutes les crises violentes que le pays a connues sont du fait de cette faiblesse, du consensus politique autour de la chose électorale.

Les Grandes Gueules
Le choc du jour - Laurent Jacobelli, député RN : "Le candidat à l'élection présidentielle du premier parti de France, donné vainqueur dans les sondages, va être décidé par des juges. C'est un modèle qui me heurte en tant que répu

Les Grandes Gueules

Play Episode Listen Later Jun 24, 2026 0:35


Aujourd'hui, Zohra Bitan, fonctionnaire, Fatima Aït Bounoua, prof de français, et Didier Giraud, agriculteur en Saône-et-Loire, débattent de l'actualité autour d'Alain Marschall.

Radio foot internationale
Mondial 2026 : qualification assurée pour l'Argentine, Messi entre un peu plus dans la légende

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Play Episode Listen Later Jun 23, 2026 48:28


Radio Foot ce mardi en direct à 16h10 T.U. À suivre sur RFI, YouTube & Facebook Live (Rediffusion radio 21h10 T.U.) : - Mondial 2026, groupe K, la RDC face aux Cafeteros. ; -Mondial 2026, Messi dépasse Klose ! ; - Mondial 2026, groupe I : deux premiers qualifiés. ; - Le « Jefe » revient dans Radio Foot internationale. - Mondial 2026 groupe K, la RDC face aux Cafeteros. Après leur bonne entame face aux Portugais, les attaquants congolais vont-ils s'illustrer contre la Colombie de Luis Diaz ? Les Sud-Américains, qui ont remporté leur 1er match contre l'Ouzbékistan, ont aussi de bons joueurs offensifs, et peuvent se qualifier dès cette 2è journée. Rencontre à 2h T.U. à Guadalajara, où les Léopards avaient remporté leur barrage en mars ! - Groupe L : RDV entre anglophones à Boston. Objectif : qualification pour l'Angleterre comme pour le Ghana, vainqueurs lors de la 1ère journée. Les Black Stars de Carlos Queiroz vont-ils contenir les assauts offensifs des joueurs de Thomas Tuchel ?   - Mondial 2026, Messi dépasse Klose ! La Pulga, qui fêtera ses 39 ans demain, plus fort que le « Stürmer » de la Mannschaft. Parti très fort face à l'Algérie, le N° 10 a raté un penalty, mais inscrit 2 pions supplémentaires face aux « Burschen » autrichiens de Ralf Rangnick. 18 réalisations contre 16 pour Mbappé. Une pièce de plus dans la machine du duel à distance avec le Kyks de Bondy ! La star de l'Albiceleste va-t-il continuer de porter sa sélection ?     - Mondial 2026, groupe I : deux premiers qualifiés. La longue attente due à des risques d'orages à Philadelphie n'a pas nui à la concentration des Bleus. L'équipe de France a battu l'Irak et décroché sa qualification pour le tour suivant. Olise, Mbappé, Dembélé, trident offensif affuté ! - 2è succès aussi pour la Norvège, qui a remporté un duel prolifique contre le Sénégal. Nouveau doublé d'Haaland, doublé d'Ismaïla Sarr. Les Lions de la Teranga ont pourtant rugi jusqu'à la fin, espéraient au moins le point du match nul. Nouvelle désillusion sénégalaise. La sélection ouest-africaine va-t-elle réussir à figurer parmi les meilleurs troisièmes ? Norvégiens et Français joueront la 1ère place vendredi à Toronto.   - Le « Jefe » revient dans Radio Foot. Pour parler de sa sélection de cœur, mais aussi pour évoquer 50 histoires. 5 décennies racontées à travers des récits de salariés de la Radio du monde. Associées à Alejandro Valente, d'autres grandes voix et signatures de RFI, comme Jacqueline Papet, Hervé Guillemot et Jean-Pierre Boris. D'abord portées sur un site internet, ces histoires sont à présent disponibles par écrit ! Pour échanger avec Annie Gasnier : Alejandro Valente, Bruno Constant et Nabil Djellit. Technique/réalisation : Laurent Salerno. Édition : David Fintzel/Pierre Guérin.      ► Le calendrier Coupe du monde ► Notre dossier spécial.

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CHP'de artısıyla eksisiyle yeni parti seçeneği | Açık Oturum

Medyascope.tv Podcast

Play Episode Listen Later Jun 18, 2026 56:07


CHP'de mutlak butlan kararının ardından başlayan yönetim krizi yeni bir parti tartışmasını da beraberinde getirdi. 21 Mayıs sonrası atanmış yönetim ile seçilmiş yönetim arasında yaşanan gerilim, disiplin süreçleri, görevden almalar ve olağanüstü kurultay tartışmaları siyasetin gündemini belirlemeye devam ediyor. Göksel Göksu moderatörlüğündeki Açık Oturum'un 525. bölümünde siyasetbilimci Burak Bilgehan Özpek, siyasal iletişim uzmanı Onur Alp Yılmaz ve siyasetçi Nesrin Nas, CHP'nin içinde bulunduğu krizi, Özgür Özel'in olası yeni parti hamlesini ve muhalefetin geleceğini değerlendirdi. Kemal Kılıçdaroğlu'nun, delegelerin topladığı imzalara rağmen adli tatilin başlayacağı 20 Temmuz'a kadar olağanüstü kurultay kararı almaması halinde nasıl bir yol izlenecek? Özgür Özel yeni bir siyasi hareket başlatabilir mi? CHP'de yaşanan kriz yalnızca bir parti içi mücadele mi, yoksa Türkiye siyasetinin geleceğini etkileyecek daha büyük bir dönüşümün işareti mi? Programda ayrıca yeni parti seçeneğinin avantajları, riskleri, muhalefetin önündeki olası senaryolar, toplumsal muhalefetin geleceği ve Türkiye'de siyasetin yeni dönemi kapsamlı şekilde ele alındı. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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CHP'de zamanın ruhu: Yeni parti mi, yeni hareket mi? | Ali Yaycıoğlu | Rivayet Muhtelif

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Play Episode Listen Later Jun 18, 2026 65:41


CHP'de yaşanan son gelişmeler, Türkiye siyasetinde derinleşen kriz ve liberal demokrasinin dönüşümü Rivayet Muhtelif programında tartışılıyor. Hilmi Hacaloğlu'nun konuğu tarihçi Prof. Dr. Ali Yaycıoğlu, hem Türkiye'de hem dünyada yükselen otoriterleşme eğilimlerini, devlet-siyaset ilişkisini ve parti sisteminin çözülmesini analiz ediyor. CHP'nin iç dinamikleri, yargının siyasetteki rolü ve “yeni parti mi, yeni hareket mi?” tartışması programın merkezinde yer alıyor. Ayrıca Ekrem İmamoğlu, Özgür Özel, Kemal Kılıçdaroğlu ve Türkiye'de muhalefetin geleceği detaylı biçimde değerlendiriliyor. Küresel bağlamda ABD Başkanı Donald Trump, Avrupa'daki aşırı sağ ve liberal demokrasi krizi de ele alınıyor. Türkiye'nin siyasal geleceğini anlamak isteyenler için kapsamlı bir analiz. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices