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con Massimo Di Lecce Denise Cicchitti
In questo episodio di Giardino Futuro parlo con Francesco Fedelfio di progettazione, piante e giardini sostenibili.Partiamo da un punto semplice: per progettare un giardino devi conoscere davvero le piante.Non basta sapere come si chiamano.Devi sapere come crescono, quanto spazio chiedono, come cambiano nel tempo e che tipo di gestione richiedono.Perché un giardino non è un arredamento da esterno.È un organismo vivo.Cresce, evolve, si trasforma.E se lo progetti solo per fare bella figura subito, dopo pochi anni rischi di trovarti con piante soffocate, manutenzione continua e soldi sprecati.Con Francesco parliamo del suo libro Giardini Sostenibili, di dry garden, piante adatte al clima locale, giardini abbandonati come fonte di ispirazione e dell'importanza di osservare la Natura prima di riempire un progetto di idee prese da catalogo.Tocchiamo anche un tema centrale: il clima sta cambiando e molti vecchi modelli di giardinaggio non reggono più.Serve progettare spazi più resilienti, più vivibili e più sensati.Meno pronto effetto, più visione nel tempo.Parliamo di siepi miste, errori di impianto, biopiscine, zone braciere e di come un giardino debba prima di tutto essere vissuto, non solo fotografato.
I fatti risalgono a sabato 16 maggio in via Sedea a Marostica, in valle San Floriano, dove un 35enne residente a Pianezze è rimasto gravemente ferito al torace da un colpo partito accidentalmente da una carabina durante una prova di tiro improvvisata in giardino.
In questo ultimo episodio parlo con Eleonora di una cosa semplice solo in apparenza: coltivare quello che ami davvero, invece di voler fare tutto.Entriamo nel mondo dei fiori da reciso, delle piante che si autodisseminano, delle propagazioni fatte come una volta e di un giardinaggio più attento, più libero e più legato al luogo in cui vivi.Parliamo di cosmee, zinnie, achillee, bulbose, finocchio selvatico, osservazione del paesaggio, giardini storici e futuro del mestiere.Se vuoi un giardino o un orto più sensato, più fertile e meno costruito a tavolino, qui trovi una chiacchierata piena di spunti veri, concreti e anche profondi.
Quanto gas e quanto petrolio abbiamo in Italia? Nelle ultime settimane abbiamo dedicato numerose puntate di Smart City alle varie fonti rinnovabili e a come accelerarne l’installazione a favore di un’energia più economica e più sicura. Ma la situazione geopolitica deve farci guardare anche alle riserve di idrocarburi di casa. Oggi la produzione nazionale è ridotta ai minimi termini, come risultato di precise scelte di non concedere ulteriori permessi di esplorazione e di estrazione. Scelte che lasciano dubbi anche sul piano ambientale. In effetti, localmente si evita l’impatto diretto delle attività estrattive. Ma questo ci sarà comunque altrove, con l’aggravio di ulteriori emissioni dovute al trasporto, a eventuali perdite e a processi energivori come la liquefazione nel caso del GNL. È dunque opportuno porsi la domanda: cosa abbiamo nel giardino di casa? Che ruolo può svolgere nell’accompagnarci nei prossimi anni, mentre facciamo avanzare la transizione energetica? Ne parliamo con Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia.
Lo prometido es deuda. A comienzos de año os adelantábamos que uno de los programas que llevaríamos a cabo impulsado por la sección de europeo sería un especial sobre Vittorio Giardino. Hablar de este autor italiano implica, irremediablemente, profundizar en sus principales trabajos. Así pues, analizaremos, al detalle, obras como Jonas Fink, No pasarán o Max Fridman. No esperéis más y dadle al Play. ¡¡Benvenuti a tutti!! Colaboradores: Alejandro Ugartondo, Diego García Rouco y Tristan Cardona. Edición y publicidad: Sergio Fernández Atienza. Portadas: Igor Álvarez Muñiz Suscríbete a nuestro podcast en... iVoox - https://bit.ly/znpivoox Spotify - https://bit.ly/znpspo Apple Podcasts - http://bit.ly/znpapple Google Podcast - http://bit.ly/znpgoogle Y búscanos en tu app de podcast favorita. Música de entrada y salida: "IkouZe ! - acoustic" de Sumashu - https://bit.ly/ZNPintro Música de intermedio: "¡Qué dolor!" de Raffaella Carrà - https://www.youtube.com/watch?v=iUTf5xWXFYU Para estar al día de todo el mundo del cómic y sus galaxias cercanas, ¡visita Zona Negativa!
Franca Rizzi Martini"Parole d'acqua"Diciotto fontane per TorinoNeos Edizioniwww.neosedizioni.it Diciotto racconti per diciotto fontane di Torino (e dintorni): opere d'arte a cielo aperto che, umili o magnifiche, nascondono un cuore di sapienze. Antiche o contemporanee, in ogni loro zampillo vivono epoche, storie e personaggi colti con talento in queste pagine. Cascate, rivoli, polle, zampilli. Fra i loro giochi si muovono figure come due commissari che cercano la soluzione dei loro casi tra simboli alchemici e chiavette USB. Alcune fontane narrano con aristocratica ironia o toni burberi, vicende di cui sono state testimoni; altre custodiscono destini fragili: il disabile che cerca la libertà perduta, un ingegnere innamorato o un anziano che torna al suo toret per misurare la distanza tra l'infanzia e il presente. Ci sono amori che sul bordo dell'acqua sfidano il tempo, sospesi tra leggenda e realtà, incontri inattesi e colpi di scena. E poi desideri antichi, come quello dell'esule valdese, o battaglie moderne, per riattivare o ripulire fontane trascurate.Ogni autore, con il proprio stile – noir, introspettivo, umoristico, storico – ci conferma che l'acqua delle fontane non è solo un piacevole chiacchiericcio di fondo, ma custodisce storie, emozioni e segreti, restituisce identità e scorre anche quando tutto sembra fermarsi.Le fontane sono simboli viventi della memoria storica e culturale di Torino, uniscono passato e presente, evocano ricordi di persone, eventi e trasformazioni urbane. «Come ogni opera d'arte, anche le fontane sono espressione del loro tempo, per cui possiamo ammirare lo stile medievale della Fontana del Melograno, rifatta, è vero, ma molto evocativa, quello barocco dalle linee sinuose delle fontane di Nereide e dei Tritoni dei Giardini Reali e del Grand Rondeau di Villa della Regina, lo stile razionalista delle fontane ottocentesche di piazza Statuto e dei Giardini Sambuy, o quello Rococò e Liberty della Fontana dei Dodici Mesi, fino alla Fontana Angelica e al Po e alla Dora di epoca fascista, dal classicismo monumentale, mentre gli anni Duemila propongono linee e materiali poveri, come l'Igloo o strutture cinetiche, come il Locus of Rain del Lingotto o la fontana interattiva del Parco Di Vittorio. Oltre a Torino, ci siamo spinti anche nella provincia, dove risaltano la fontana monumentale di Rivoli, il piccolo specchio d'acqua immerso nella simmetria del giardino alla francese della Reggia di Venaria, la fontana del Nettuno nella bella piazza moncalierese e la fontana di Pragelato che ricorda l'antico dominio francese» (Franca Rizzi Martini). A cura di Franca Rizzi MartiniRacconti di: Rinaldo Ambrosia, Giovanni Balcet, Ada Brunazzi, Loredana Cella, Silvana Copercini Cazzaniga, Licia Guiati, Maria Montano, Eva Monti, Patrizia Monzeglio, Francesco Oriolo, Bruna Parodi, Aida Pironti, Giorgio Pogliano, Elisabetta Rava Granozio, Nella Re Rebaudengo, Franca Rizzi Martini, Franca Santagiuliana, Alessandra Zanettini.Copertina di Tina SalvatoI diritti d'autore saranno devoluti a sostegno delle attività umanitarie di International Help onlus. Le fontane che ispirano queste pagine: Fontana di Nereide e dei Tritoni, Fontana di Santa Chiara, Fontana del Grand Rondeau, Fontana del Traforo del Frejus, Fontana Angelica, Fontane Dora e Po, Fontana del Giardino Sambuy, Il Toret fontanella cittadina, L'Igloo, Fontana del Melograno, Fontana dei Dodici Mesi, Fontana del Parco Ruffini, Fontana Locus of Rain, Fontana interattiva del Parco Di Vittorio, Fontana del Giardino a Fiori - Venaria Reale, Fontana del Castello di Rivoli, Fontana di Granges, Fontana del Nettuno, Moncalieri.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Venerdì 27 Marzo 2026 - Lauro Magnani
Io sono Francesco Cecchetti, consulente paesaggistico e agronomico e aiuto le persone a fiorire insieme al proprio giardino. Stai ascoltando Giardino Rivelato, dal 2019 il podcast per chi crede fermamente che tutte le persone hanno bisogno di un giardino. Il legame tra libri e giardini è sempre stato forte. Quale è il tuo? Che libro che hai letto è più legato ai giardini?Sostieni e finanzia Giardino Rivelato: https://www.patreon.com/francescocecchetti Vieni a trovarmi su giardinorivelato.it
Fluent Fiction - Italian: From Picnic Plans to Flower Power: A Surprise Contest Twist Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-04-24-07-38-19-it Story Transcript:It: Era una luminosa mattina di primavera e il Giardino dei Fiori era pieno di vita.En: It was a bright spring morning, and the Giardino dei Fiori was full of life.It: Gli alberi ondeggiavano dolcemente sotto il sole e l'aria era piena di profumo dolce dei fiori appena sbocciati.En: The trees gently swayed under the sun, and the air was filled with the sweet scent of freshly bloomed flowers.It: Luca e Giorgia camminavano mano nella mano, euforici di partecipare al tanto atteso concorso.En: Luca and Giorgia walked hand in hand, excited to participate in the long-awaited contest.It: "Questo picnic sarà memorabile, Giorgia!" esclamò Luca con entusiasmo.En: "This picnic is going to be memorable, Giorgia!" exclaimed Luca enthusiastically.It: Giorgia sorrise, ma alzò un sopracciglio.En: Giorgia smiled but raised an eyebrow.It: "Luca, sei sicuro che fosse un concorso di picnic?" chiese, dubbiosa.En: "Luca, are you sure it was a picnic contest?" she asked, doubtful.It: Lui annuì con sicurezza.En: He nodded confidently.It: "Sì, sì, ho letto bene! È qui al Giardino dei Fiori."En: "Yes, yes, I read it right! It's here at the Giardino dei Fiori."It: Arrivati, furono accolti da una scena inaspettata.En: Upon arrival, they were greeted by an unexpected scene.It: Tavoli coperti di fiori, persone con guanti e cesoie, non un cestino da picnic in vista.En: Tables covered with flowers, people with gloves and pruning shears, not a picnic basket in sight.It: "Luca," disse Giorgia sospirando, "forse non è un concorso di picnic..."En: "Luca," Giorgia said with a sigh, "maybe it's not a picnic contest..."It: Luca guardò intorno, confuso.En: Luca looked around, confused.It: Poi, con un sorriso audace, disse: "Beh, facciamo lo stesso. Useremo quello che abbiamo!"En: Then, with a bold smile, he said, "Well, let's do it anyway. We'll use what we have!"It: Giorgia rise, scuotendo la testa.En: Giorgia laughed, shaking her head.It: "Ok, va bene. Proviamoci!" rispose lei, sollevando la coperta da picnic come se fosse un tappeto magico.En: "Okay, fine. Let's try!" she replied, lifting the picnic blanket as if it were a magic carpet.It: I due misero giù il loro cesto e iniziarono a improvvisare.En: The two laid down their basket and began to improvise.It: Luca srotolò il salame e lo arrotolò in forma di fiore, posizionandolo su una base di foglie di lattuga.En: Luca unrolled the salami and shaped it like a flower, placing it on a base of lettuce leaves.It: Con una mela, creò un centro estroso.En: With an apple, he created an imaginative center.It: Vicino a lui, Giorgia raccoglieva piccoli fiori selvatici, aggiungendo tocchi di colore naturale al loro strano bouquet.En: Next to him, Giorgia gathered small wildflowers, adding touches of natural color to their quirky bouquet.It: La giuria girava tra i tavoli, scrutando le opere.En: The judges wandered among the tables, scrutinizing the works.It: Quando arrivarono da Luca e Giorgia, i giudici non credettero ai loro occhi.En: When they reached Luca and Giorgia, the judges couldn't believe their eyes.It: Alzando un sopracciglio, uno dei giudici chiese: "È... un bouquet di cibo?"En: Raising an eyebrow, one of the judges asked, "Is... this a food bouquet?"It: Luca rise, annuendo.En: Luca laughed, nodding.It: "Sì, è il nostro capolavoro culinario-floreale!" rispose, pieno di orgoglio.En: "Yes, it's our culinary-floral masterpiece!" he replied, full of pride.It: Non vinsero il concorso, come potevano aspettarsi.En: They didn't win the contest, as they might have expected.It: Tuttavia, ricevettero una menzione speciale per la creatività.En: However, they received a special mention for creativity.It: Mentre camminavano fuori dal giardino, mano nella mano, Luca rideva ancora.En: As they walked out of the garden, hand in hand, Luca was still laughing.It: "Vedi, Giorgia? Alla fine ci siamo divertiti."En: "See, Giorgia? In the end, we had fun."It: Giorgia, sebbene esitante all'inizio, si trovò felice di aver vissuto quell'avventura spontanea.En: Giorgia, though hesitant at first, found herself happy to have experienced that spontaneous adventure.It: "Sì, è stato strano, ma divertente. Forse dovrei lasciarmi andare più spesso." ridacchiò.En: "Yes, it was strange but fun. Maybe I should let go more often," she chuckled.It: E così, mentre lasciavano il Giardino dei Fiori sotto il sole di primavera, Luca aveva imparato ad apprezzare l'arte di pianificare un po' meglio, e Giorgia aveva scoperto la gioia della spontaneità.En: And so, as they left the Giardino dei Fiori under the spring sun, Luca learned to appreciate the art of planning a bit better, and Giorgia discovered the joy of spontaneity. Vocabulary Words:the scent: il profumothe blanket: la copertathe adventure: l'avventurathe bouquet: il bouquetthe gloves: i guantithe shears: le cesoiethe lettuce leaves: le foglie di lattugathe judge: il giudicethe masterpiece: il capolavorothe creativity: la creativitàthe doubt: il dubbiothe eyebrow: il sopraccigliothe scene: la scenathe imagination: l'immaginazionethe competition: il concorsothe surprise: la sorpresathe prize: il premiothe gesture: il gestothe laughter: la risatathe spontaneity: la spontaneitàthe confidence: la fiduciathe hesitation: l'esitazionethe opinion: l'opinionethe garden: il giardinothe sun: il solethe judges: i giudicithe mention: la menzionethe spring: la primaverathe path: il sentierothe surprise: la sorpresa
Lo scorso 11 marzo, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, nel parco del Monte Stella, sono stati onorati cinque nuovi Giusti che appartengono al passato e al presente. Il termine Giusto è tratto dal passo del Talmud che afferma che “chi salva una vita salva il mondo intero”, questo concetto è stato applicato per la prima volta allo Yad Vashem , il Museo della Shoah di Gerusalemme in riferimento a coloro che hanno salvato degli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa. Della giornata dei Giusti, che ricorre il 6 marzo e dei Giusti ce ne parla Gabriele Nissim, presidente della Fondazione “Foresta dei Giusti”, Gariwo. Quest'anno i Giusti onorati sono stati cinque e il tema per l'onorificenza è stato: “I Giusti per la democrazia. Dialogo e non violenza per costruire la pace”, sono stati onorati il giurista Pietro Calamandrei, il pastore protestante, Martin Luther King, Vivian Silver, attivista israeliana, Reem Al Hajajreh, attivista palestinese e Aleksandra Skochilenko, dissidente russa. Ne parliamo, oltre che con il presidente di Gariwo, anche con Francesca Cenni, direttrice della biblioteca “Pietro Calamandrei” di Montepulciano e con Gianluca Briguglia, professore in Storia del pensiero politico alla Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Lo scorso 11 marzo, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, nel parco del Monte Stella, sono stati onorati cinque nuovi Giusti che appartengono al passato e al presente. Il termine Giusto è tratto dal passo del Talmud che afferma che “chi salva una vita salva il mondo intero”, questo concetto è stato applicato per la prima volta allo Yad Vashem , il Museo della Shoah di Gerusalemme in riferimento a coloro che hanno salvato degli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa. Della giornata dei Giusti, che ricorre il 6 marzo e dei Giusti ce ne parla Gabriele Nissim, presidente della Fondazione “Foresta dei Giusti”, Gariwo. Quest'anno i Giusti onorati sono stati cinque e il tema per l'onorificenza è stato: “I Giusti per la democrazia. Dialogo e non violenza per costruire la pace”, sono stati onorati il giurista Pietro Calamandrei, il pastore protestante, Martin Luther King, Vivian Silver, attivista israeliana, Reem Al Hajajreh, attivista palestinese e Aleksandra Skochilenko, dissidente russa. Ne parliamo, oltre che con il presidente di Gariwo, anche con Francesca Cenni, direttrice della biblioteca “Pietro Calamandrei” di Montepulciano e con Gianluca Briguglia, professore in Storia del pensiero politico alla Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Il caso della “Famiglia nel bosco” riaccende il dibattito sul rifiuto del progresso. Matteo Saudino analizza questa scelta radicale attraverso il Giardino di Epicuro, la pedagogia naturale di Rousseau e l’isolamento politico di Thoreau. Tra riflessioni sull'Homeschooling e diritti dei minori, la puntata esplora la possibilità di un equilibrio critico tra la modernità iperconnessa e il richiamo dell'essenziale, invitando a riscoprire la libertà senza cedere a fanatismi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Ti è mai capitato di guardare un giardino “perfetto” e pensare: sì, bello… poi chi lo regge?In questo episodio ti porto dentro un'idea semplice che cambia tutto: un giardino può sembrare naturale e restare curato, senza diventare una schiavitù.Io sono Roberto e oggi parliamo di Dan Pearson.Non per fare il fan club.Per rubare idee utili e portarle nel tuo spazio, anche se fai da te.Ti racconto tre parole chiave che puoi usare subito: luogo, tempo, margine.Cosa regge davvero con sole vero, vento vero e acqua che hai davvero?Se vuoi un giardino che sta in piedi senza ansia, questo episodio ti fa vedere dove mettere energia e dove lasciar lavorare le piante.
Siamo all'ultimo episodio della lunga chiacchierata con Andrea Castagnaro e oggi alzo lo sguardo: dal suolo al sistema.Perché un giardino non vive di tecnica e basta.Vive di scelte coerenti tra progetto, gestione, biodiversità e vita di chi lo abita.Se manca un pezzo, magari viene bene in foto, poi nel tempo cede.Parliamo della paura del “naturalistico” che sembra disordine, del mito del prato all'inglese che ci trasciniamo da anni, e del ruolo del progettista: stare in cantiere, seguire, mettere le mani nella realtà, non spedire solo una piantina con la legenda.Il punto che mi porto a casa è questo: il giardino va abitato, non esibito.E funziona quando lo tratti come qualcosa di vivo, con un piano chiaro e una rete di persone che collabora.Se vuoi trasformare il tuo spazio verde in un luogo che regge nel tempo, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.it e raccontami che giardino hai e dove senti che si inceppa.
Bentornati Orsette e Orsetti dai mille coloriOggi, mentre stavo sistemando il giardino come avevo promesso a Volpe e Marmotta, mi sono venute in mente 2 storie molto belle che parlano delle creature che popolano il verde intorno a casa nostra...E quindi ho deciso di farvele sentireBuon ascoltoCon le voci di:Sofia con: 'Il pettigiallo'Marco con: 'Il piccolo giardiniere'Progetto grafico di SAS e immagine di Bianca
In questo episodio di Giardino Futuro ti porto dentro una domanda che cambia tutto: che differenza c'è tra “progettare” un giardino e farlo vivere davvero, con le mani nella terra?Ti presento Andrea Castagnaro e insieme parliamo di giardini mediterranei e sostenibili sul serio.Niente soluzioni da catalogo.Ragioniamo su comunità vegetali, piante abituate allo stress, irrigazione fatta con criterio e scelte che reggono quando arrivano vento, sole forte e mesi asciutti.Qui il punto è semplice: un bel render serve a poco se non ascolti il luogo, il suolo e i suoi tempi.Ti porto anche su un tema che spesso si evita: la relazione tra progettista, giardiniere e proprietario.Se sono allineati, il giardino scorre.Se ognuno va per conto suo, prima o poi si inceppa.Se vuoi capire come dare una direzione chiara al tuo spazio verde, o se lavori nel settore e vuoi alzare l'asticella, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.itRaccontami il tuo caso, dubbi inclusi.
In questo episodio ti porto dentro una svolta che, per me, ha cambiato tutto: l'incontro con Olivier Filippi.Ti è mai capitato di guardare un giardino “perfetto” e pensare che senza acqua, concimi e cure continue crolla come un castello di carte?Ecco, qui facciamo il contrario.Ti racconto perché l'approccio di Filippi funziona quando hai sole duro, vento, terreno magro e acqua da gestire con criterio.Parliamo di una cosa molto concreta: scegliere piante coerenti col posto, invece di inseguire desideri da catalogo.E poi ti spiego i tre pilastri che tornano sempre nel suo lavoro: drenaggio, pacciamatura (spesso minerale) e impianto fatto bene, così il giardino parte forte e poi chiede meno.Non zero, chiaro. Solo meno servitù con la canna in mano.Se vuoi un giardino che regga tra dieci anni, qui trovi idee pratiche e un criterio semplice: pianta giusta, posto giusto.Ricorda che il futuro del tuo giardino dipende anche dalla scelte che fai oggi.
Sono solo due dei temoni che abbiamo affrontato con Michal Naef in studio, dog trainer.Spazio alle vostre domande sul mondo degli amci a 4 zampe!
L'autunno è la stagione ideale per prendersi cura del proprio giardino, spiega il garden designer Carlo Gabriele. Ecco alcuni consigli su come farlo adeguatamente.
In questo episodio ti porto dentro una verità semplice: il verde si fa con il ritmo giusto, non con le scadenze di calendario.Se vuoi un terrazzo che regge, o un giardino che ti dà soddisfazioni, il momento conta quanto le piante.E no, “mi serve per giugno” non è una stagione.Parlo di perché conviene realizzare tra ottobre e dicembre, quando il suolo lavora meglio e le piante hanno tempo di insediarsi.Ti racconto cosa succede quando si rincorrono comunioni, matrimoni e partenze estive: lavori fatti di corsa, piante stressate dal riverbero, parapetti in vetro che scaldano, e poi il classico panico da irrigazione automatica lasciata accesa tutto l'anno.Dentro ci trovi anche un pezzo più personale: come sono passato da vedere le piante “a quintali”, da ex boscaiolo, a vederle come esseri vivi.E da lì si capisce anche perché preferisco siepi miste, un po' rustiche, con frutti e foglie che cadono, con uccelli che arrivano a mangiare.Un giardino che assomiglia al bosco, non a un salotto finto.Chiudiamo con due consigli che ti restano in testa: osserva la Natura e copiala, senza inventarti sistemi strani.E mettici pazienza, che spesso è il concime migliore.Se stai pensando a un terrazzo o a un giardino nuovo, questo episodio ti evita un sacco di errori “standard” travestiti da buon senso.
La vicesindaca Maria Luisa Ricotti nello spazio condotto da Stefano Brocks presenta l'inserimento al Giardino dei Giusti di tre targhe dedicate a persone che si spesero per aiutare i perseguitati durante la guerra e una mostra d'arte contemporanea in apertura sabato
L'uscita di strada martedì sera in via Ghisa: lungo il lavoro dei vigili del fuoco per estrerre l'automobilista, rimasta incastrato sotto il cruscotto nell'auto rovesciata di lavoro, dopo che aveva abbattuto un muretto. Date le condizioni dell'automobilista, è stato portato in codice rosso all'ospedale di Vicenza
The topic of the lights at UMass in OT...
Bob, Adam and Coach Cav on Michael Hrabal stealing the weekend away from UConn
The young defenseman growing up
Final segment with Cav on Tage Thompson wining a gold medal with USA Hockey at the Winter Olympics
Hai mai spruzzato qualcosa “per sicurezza” e dopo poco ti sei ritrovato con più problemi di prima?Ti è mai capitato di pensare: possibile che per tenere in vita due piante serva mezzo armadietto di prodotti?In questo episodio ti porto dentro una scena che vedo spesso, sia nei corsi sia dai clienti: qualcuno fa fuori tutto con lo spray “risolutivo” e, senza volerlo, crea un vuoto biologico.Cioè un posto dove non resta più nessuno a tenere a bada i fastidi.E quando arriva il primo insetto “furbo”, trova il tavolo apparecchiato: niente predatori, niente antagonisti, zero equilibrio.Risultato: ti ritrovi ospiti che prima nemmeno conoscevi… e fanno festa. Poi parliamo di una cosa che pesa davvero sul successo del tuo giardino: il progetto.Se scegli piante giuste per luce, suolo e acqua, ti togli un sacco di lavori e di spese.Se invece compri a caso perché “ti piace”, finisci per collezionare tentativi, delusioni e la solita frase: “Io ho il pollice nero”.Spoiler: spesso è solo un progetto assente.Entriamo anche nel tema terrazzi e vasi “vecchi”, quelli con zolle dure e stanche.Qui ti racconto due mosse concrete che uso spesso: leonardite e micorrize.Non come magia, come aiuto pratico per ridare struttura, aria e vita al substrato.E ti spiego pure perché un terrazzo, se lo imposti bene, può arrivare a un equilibrio vero in circa dieci anni, con manutenzione sensata e poche cure mirate.Chiudiamo con una riflessione schietta: non è lo spruzzo che ti salva, è la gestione.E quando ti viene voglia di “disinfettare” tutto, fermati un secondo.Forse stai solo preparando il terreno al prossimo problema.
Omelia della I domenica di Quaresima A. Adamo nel giardino cade. Gesù nel deserto resta in piedi. Adamo prende il frutto. Gesù si affida alla Parola. Adamo dubita dell'amore di Dio. Gesù si fida fino in fondo. La Quaresima non è il tempo in cui ci sentiamo in colpa perché siamo tentati. È il tempo in cui scopriamo che non siamo soli nella tentazione.
In questo episodio ti racconto fin dove può arrivare la follia in giardino.Prima storia: tra Settecento e Ottocento nei parchi aristocratici andava di moda l'“eremita ornamentale”.Sì, una persona vera, messa a vivere in un eremo scenografico, in silenzio, spettinata, pronta a farsi vedere dai visitatori.Un essere umano usato come arredo.Seconda storia: oggi c'è chi tiene verde il prato facendosi portare acqua ogni giorno con un camion enorme. Per mesi. Soldi, gasolio, pompaggi, giri continui. Tutto pur di dire “io posso”.Il punto è semplice: quando progetti male, paghi due volte.Quando progetti bene, risparmi acqua, tempo e un sacco di euro ogni anno.Se vuoi un giardino sostenibile e furbo, senza scivolare nell'assurdo, scrivimi: trovi tutto su giardinofuturo.it (pagina “come posso aiutarti”) oppure a robertomassai@giardinofuturo.itRicorda che il futuro del tuo giardino dipende anche dalle scelte che fai oggi.
durée : 01:29:06 - Il Giardino Armonico, l'audace et le style - par : Aurélie Moreau - Fondé en 1985 et dirigé par Giovanni Antonini, l'ensemble Il Giardino Armonico est vite devenu une référence dans l'interprétation de la musique baroque, provoquant l'enthousiasme du public et de la critique. Aujourd'hui : Vivaldi, Haydn, Haendel… Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
In questa puntata speciale sono io che dico grazie.Se mi ringrazi per i contenuti che pubblico, ti invito a spostare lo sguardo: il vero grazie va a chi mi sceglie per consulenze e progettazione.Quel lavoro mi sostiene e mi permette di continuare con la divulgazione, con costanza.Ti parlo anche di una cosa che crea incomprensioni: il prezzo della prima consulenza.Lo tengo alto per un motivo semplice.Il mio tempo è limitato e voglio lavorare con chi ha voglia di investire nel proprio giardino, con motivazione e pazienza.Ci metto esperienza sul campo, quasi trent'anni, e ti aiuto a far arrivare le scelte “a terra”, con risultati che durano nel tempo. Ti spiego perché un progetto non è un disegnino e perché spesso il vero risparmio nasce da scelte giuste: meno piante, distanze corrette, specie adatte al tuo terreno e al tuo clima, tempi rispettati.Ti racconto anche un parallelo con una visita medica: paghi per chiarezza, metodo e per evitare errori che poi costano molto di più.Se sei vicino a un nuovo giardino o vuoi rimettere mano a quello che hai, qui trovi un invito semplice: valuta la consulenza come un investimento in consapevolezza, oltre che in piante.E se vuoi un affiancamento più lungo, ti parlo anche dei pacchetti, più convenienti e più solidi.Ricorda sempre che il futuro del tuo giardino dipende anche dalle scelte che fai oggi.
In questa puntata continuo la chiacchierata con Dr. Verde e andiamo dritti su un tema che ti tocca ogni autunno: le foglie.Ti racconto perché, secondo lui, il compromesso è la via più furba: pulisci i passaggi dove cammini e lascia le foglie dove possono lavorare per te.Nel prato e sotto le siepi diventano una coperta che protegge il suolo e, strato dopo strato, si trasforma in nutrimento.Lui le usa persino per creare “aiuole di foglie”, con forme pulite e un colpo d'occhio ordinato, così anche l'estetica resta dalla tua parte.Poi allarghiamo lo sguardo: parliamo di giardino, orto e bosco.Perché ci ostiniamo a trattare il giardino come una cosa da controllare al millimetro, quando la Natura cresce senza manuale e senza stress?Entra anche il confronto con l'agricoltura intensiva e con il vivaio “da grande distribuzione”: tanta standardizzazione, tanta chimica, poca cura vera.Chiudiamo con una parte super pratica: gestione degli scarti, compost, biotrituratore e lombricompost.Se ti chiedi dove mettere sfalci, foglie e potature, qui trovi idee semplici per chiudere il cerchio in giardino, senza spese inutili.E c'è anche un messaggio che mi piace: la sostenibilità passa pure dal portafoglio.Se ti metti le mani nella terra, il giardino pesa meno e lo vivi di più.
In questa prima puntata porto nel podcast un giardiniere che sui social mi ha colpito sul serio: si chiama Valerio, Doctor Verde. Ci faccio una chiacchierata lunga, vera, e per questo l'ho spezzata in due parti.Ti racconto come è iniziato, come ha costruito la sua attività e che idea ha del “curare” il verde: meno rigidità, più rispetto per piante e tempi naturali.Poi entriamo su un tema che conosci bene: il prato.Parliamo di quanto costa, quanta energia si porta via e di come spesso diventa una fissazione che toglie soldi e piacere al giardino.Ti porto anche il suo punto di vista su irrigazione, erbe spontanee, semina contro prato a rotoli e su certe scelte “tutto e subito” che poi chiedono manutenzione continua.Chiudiamo con un assaggio di un'altra parte gustosa: attrezzi a batteria, comfort di lavoro e qualche mito duro a morire tra giardinieri.E sì, si apre anche il capitolo “soffiatore e foglie”… che nella seconda puntata esplode.Se vuoi rendere il tuo giardino più semplice da gestire, più naturale e più tuo, qui trovi parecchi spunti.
In questo episodio ti porto nel mondo di Gilles Clément, il paesaggista che mi ha insegnato una cosa semplice: il giardino vive, si muove, cambia.Ti parlo di giardino in movimento: smetti di trattare il prato come un tappeto e inizi a leggerlo come un racconto.Ti mostro anche il Terzo paesaggio, cioè gli angoli “lasciati stare” che spesso diventano rifugio di vita, e l'idea del giardino planetario: semi e piante viaggiano, quindi tu osservi, valuti, scegli.Poi andiamo sul pratico. Ti propongo piccoli gesti che cambiano tutto:lasci un angolo libero per un po' e lo guardi davverotagli il prato più alto e a zone, in giorni diversiimpari il nome di dieci piante spontanee, così smetti di vedere “erbacce” e inizi a fare scelteSe vuoi un giardino che collabora con te, qui trovi spunti chiari e leggeri.Se ti serve una mano per cambiare passo, scrivimi a robertomassai@giardinofururo.itRicorda che il futuro del tuo giardino dipende anche dalla scelte che fai oggi.
Eccoci qua! Bentornati a Life in the Garden. Questo è un episodio speciale, per agurarvi buon Natale e buone feste. E' un "instant" podcast, un episodio improvvisato, realizzato in poche ore, in cui ho chiesto ad amiche ed amici di fare tre regali agli ascoltatori di Life in the Garden: una pianta che amano, un libro che consigliano di leggere (non necessariamente di giardinaggio) e un giardino che consigliano di visitare.Grazie a Clara Stevanato, Sandro Degni, Alessia Portaccio, Raffaele Niccoli Vallesi, Mara Massa, Nicoletta Caccia, Chiara Giuliacci, Pietro Bruni, Maria Cecilia Giamprini, Bruna Carvalho (anche per aver letto le frasi in apertura e chiusura del podcast!), Silvia Fiorentino, Benedetta Banini, Beatrice Mini, Miriam Sozzi e Melissa Simionato per aver accettato il mio invito e aver costruito insieme a me questo episodio!Per far crescere il podcast condividete l'episodio con gli amici e lasciate cinque stelle di valutazione del podcast su Spotify!Tanti auguri di un sereno Natale e di un luminoso anno nuovo!
La pronuncia italiana rappresenta uno degli aspetti più affascinanti e al tempo stesso una sfida per chi studia la lingua di Dante. Spesso gli studenti si chiedono: "Devo eliminare completamente il mio accento?" La risposta è semplice: gli accenti sono belli e naturali. In questa guida completa, però, scoprirai tecniche pratiche e immediate per perfezionare la tua pronuncia italiana, dalla gestione delle doppie consonanti alle particolarità delle parole straniere adattate alla nostra lingua. Guida Completa alla Pronuncia Italiana: Consigli Pratici per Parlare come un Nativo La Regola d'Oro: Pronunciare Tutte le Lettere Il primo e più importante consiglio per migliorare istantaneamente la tua pronuncia italiana è semplice ma fondamentale: pronuncia tutte le lettere. A differenza di molte lingue, l'italiano non presenta suoni silenziosi (eccetto la H iniziale che è sempre muta). Ogni singola lettera scritta deve essere articolata con chiarezza. Prendiamo alcuni esempi pratici: Giardino: si pronuncia GIAR-DI-NO, con ogni sillaba ben distinta Finestra: FI-NE-STRA, senza mai "mangiare" le lettere finali Ombrello: OM-BREL-LO, prestando particolare attenzione alla parte finale Particolarmente importante è la pronuncia delle vocali consecutive, che rappresentano una sfida per molti studenti. In italiano, anche quando ci sono più vocali di seguito, ognuna mantiene il suo suono distintivo: Paura: PA-U-RA (tre sillabe distinte, non "pàra") Tuoi: TU-O-I (tre sillabe complete) Aiuola: A-IU-O-LA (quattro sillabe ben separate) Questo principio si applica anche alle parole più lunghe e complesse. Per esempio, in "acquario" (AC-QUA-RI-O) ogni lettera deve risuonare chiaramente, creando quella musicalità tipica della lingua italiana. Esercitarsi a scandire lentamente le parole, sillaba per sillaba, aiuta a sviluppare questa consapevolezza articolatoria che poi diventerà naturale anche nel parlato veloce. Le Doppie Consonanti: Il Cuore della Pronuncia Italiana Le doppie consonanti rappresentano probabilmente l'aspetto più caratteristico e distintivo della pronuncia italiana. La loro corretta esecuzione è cruciale perché sbagliare una doppia può cambiare completamente il significato di una parola, creando situazioni imbarazzanti o fraintendimenti. Il segreto tecnico per pronunciare correttamente le doppie è questo: rendi più corta la vocale che precede la doppia consonante. La consonante doppia stessa deve essere "tenuta" più a lungo, creando una breve pausa nella pronuncia. Coppie di Parole che Cambiano Significato Analizziamo alcune coppie di parole dove l'unica differenza sta nella doppia consonante: Consonante SempliceSignificatoConsonante DoppiaSignificatoCaro (cáro - A lunga)Costoso o amatoCarro (càrro - A corta)Veicolo con ruotePala (pála - A lunga)Attrezzo per scavarePalla (pàlla - A corta)Oggetto sfericoPene (péne - E lunga)Dolore, sofferenzaPenne (pènne - E corta)Tipo di pastaPapa (pápa - A lunga)Il padrePappa (pàppa - A corta)Cibo per bambiniSete (séte - E lunga)Bisogno di bereSette (sètte - E corta)Il numero 7Nono (nóno - O lunga)Nono di numeroNonno (nònno - O corta)Padre dei genitori Come potete vedere dalla tabella, un errore di pronuncia può trasformare "Mi piacciono le penne al pomodoro" in una frase piuttosto imbarazzante! Ecco perché prestare attenzione alle doppie è fondamentale non solo per l'accuratezza fonetica, ma anche per evitare malintesi. Le Doppie nei Verbi: Futuro vs Condizionale Le doppie consonanti sono particolarmente importanti nella coniugazione verbale, dove distinguono tempi diversi. Un esempio classico è la differenza tra futuro e condizionale presente della prima persona plurale: Noi partiremo (partirémo - I lunga) = Futuro semplice, indica un'azione che avverrà Noi partiremmo (partirèmmo - I corta) = Condizionale presente, indica un'ipotesi Altri esempi verbali significativi: "Andremo" (futuro) vs "Andremmo" (condizionale) "Vedremo" (futuro) vs "Vedremmo" (condizionale) "Usciremo" (futuro) vs "Usciremmo" (condizionale) Per padroneggiare le doppie, è utile esercitarsi regolarmente con coppie minime (parole che differiscono solo per un suono). Registra te stesso pronunciando queste coppie e confronta con parlanti nativi. Con il tempo e la pratica costante, la corretta esecuzione delle doppie diventerà automatica e naturale. La N Finale di NON, IN, CON: La Regola della Trasformazione Esiste una regola fonetica fondamentale ma spesso trascurata che riguarda le parole NON, IN e CON. Quando queste parole sono seguite da una parola che inizia con B (come Bologna) o P, la N finale si trasforma in M per facilitare la pronuncia e rendere il discorso più fluido. Questa trasformazione, chiamata assimilazione consonantica, avviene perché pronunciare una N seguita immediatamente da una B o P richiede uno sforzo articolatorio innaturale. La bocca, infatti, deve passare rapidamente da una posizione nasale (N) a una posizione bilabiale (B o P), e questo passaggio è molto più facile se anche la consonante nasale diventa bilabiale (M). Esempi Pratici della Trasformazione N → M Scrittura StandardPronuncia CorrettaSpiegazioneIo non parlo moltoIo nom parlo moltoNON + P diventa NOMAbito in periferiaAbito im periferiaIN + P diventa IMVengo con BarbaraVengo com BarbaraCON + B diventa COMNon bevo caffèNom bevo caffèNON + B diventa NOMLavoro in bancaLavoro im bancaIN + B diventa IMStudio con PaoloStudio com PaoloCON + P diventa COM Provate a pronunciare queste frasi ad alta voce: noterete immediatamente che la versione con la M suona molto più naturale e fluida rispetto a quella con la N. Questa è una delle caratteristiche che distingue un parlante nativo da uno studente, perché i nativi applicano questa regola istintivamente, senza pensarci. È importante sottolineare che questa è una regola puramente fonetica: nella scrittura formale si continua a usare la N, ma nella pronuncia effettiva la trasformazione in M è la norma tra i parlanti nativi. Applicare questa regola renderà il vostro italiano più naturale e scorrevole, e soprattutto più facile da pronunciare. I Pronomi Doppi: Dove Cade l'Accento? I pronomi doppi (combinazioni di pronomi come "te lo", "gliela", "ce li", "ve ne") rappresentano una sfida particolare non tanto per la loro pronuncia, quanto per la posizione dell'accento tonico, specialmente quando sono attaccati all'imperativo. Quando i pronomi doppi sono usati con forme verbali normali (indicativo, congiuntivo, ecc.), rimangono separati dal verbo e non creano problemi particolari: "Te lo regalo" - tre parole separate "Gliela mando" - due parole separate "Ce li portano" - tre parole separate Il problema sorge con l'imperativo, perché in questo caso i pronomi si attaccano alla fine del verbo formando un'unica parola. Ed è qui che molti studenti commettono l'errore di spostare l'accento sui pronomi. La Regola dell'Accento Immutabile La regola fondamentale è questa: l'accento rimane sempre sulla stessa sillaba del verbo, indipendentemente da quanti pronomi aggiungiamo alla fine. Non importa se aggiungiamo uno, due o anche tre pronomi: la posizione dell'accento non cambia mai. Imperativo BaseCon PronomiPronuncia CorrettaErrore ComuneDàmmiDàmmeloAccento su DA❌ DamméloRaccontamiRaccontàmeloAccento su TA❌ RaccontaméloCómpraCòmprateloAccento su COM❌ CompratéloScrìviScrìvigliAccento su VI❌ ScrivígliPòrtaPòrtaglieloAccento su POR❌ PortagliéloDìciDìcimeloAccento su DI❌ Dicimélo Un caso particolarmente interessante è il verbo riflessivo "andarsene" con i pronomi: "Vàttene!" (vai via). Anche qui l'accento rimane sul verbo: VÀttene, non Vatténe. E quando aggiungiamo ancora più complessità: "Andàndosene" (gerundio), l'accento resta su ANDAN. Questo principio vale anche per forme più complesse come: "Rèstituiscimelo" (accento su STI, non su CI o ME) "Pòrtagliene" (accento su POR) "Spiègatecela" (accento su GA) Per padroneggiare questa regola, esercitati prima pronunciando il verbo da solo, individuando dove cade l'accento naturalmente. Poi aggiungi i pronomi mantenendo l'accento esattamente nello stesso punto. Con la pratica, questa diventerà un'abitudine naturale e il tuo italiano suonerà immediatamente più autentico. Il Suono Z: Sorda o Sonora? La lettera Z italiana rappresenta una delle sfide più insidiose per gli studenti stranieri perché, a differenza di molte altre lingue, in italiano la Z ha due pronunce completamente diverse: la Z sorda e la Z sonora. E purtroppo non esiste una regola fissa universale per sapere quale usare! La Z Sorda (come TS) La Z sorda si pronuncia come i suoni "T" e "S" pronunciati rapidamente insieme, come se fossero un'unica consonante. È il suono che sentite in parole come "pizza" - che non si pronuncia "piza" ma "pitsa". Esempi di parole con Z sorda: Zucchero (tsucchero) - lo zucchero che metti nel caffè Grazie (gratsie) - la parola di ringraziamento più usata Pazzo (patso) - aggettivo che indica follia Stazione (statsione) - dove arrivano treni e autobus Azione (atsione) - un'attività o un movimento Pezzo (petso) - una parte di qualcosa Piazza (piatsa) - lo spazio pubblico aperto Tazza (tatsa) - il contenitore per il caffè La Z Sonora (come DS) La Z sonora si pronuncia come i suoni "D" e "S" pronunciati insieme velocemente. È il suono di "zero", che non si pronuncia "tsero" ma "dsero". Esempi di parole con Z sonora: Zaino (dsaino) - la borsa per la scuola Romanzo (romandso) - un libro narrativo lungo Mezzo (medso) - metà o veicolo di trasporto Azzurro (adsurro) - il colore blu chiaro Zanzara (dsandsara) - l'insetto fastidioso Zona (dsona) - un'area o territorio Pranzo (prandso) - il pasto di mezzogiorno Linee Guida (Non Regole Assolute) Anche se non esistono regole ferree,
Quando rientri a casa stanco e ti basta guardare una pianta per sentire che dentro di te qualcosa si calma, lì entra in gioco il tema di questa puntata.Quel richiamo ha un nome: biofilia, l'amore per la vita che vibra in piante, alberi, insetti e paesaggi. In questo episodio parto dalla storia di Edward Wilson, il biologo innamorato delle formiche, e da lì ti porto a guardare il tuo giardino con occhi nuovi. Ti invito a vederlo non come un problema da tenere a bada, bensì come un alleato che ti ricarica, ti ascolta e parla di te, anche quando ti senti stanco e in affanno.Ti spiego come anche pochi metri di verde, se vivi e in sintonia con il luogo, cambiano il tuo umore, il respiro, il ritmo delle tue giornate.Parliamo di piante adatte al clima, angoli d'ombra dove sederti, spazi più adatti per insetti, uccelli e piccoli ospiti.Ogni scelta sensata fatta nel tuo giardino manda un messaggio al futuro: meno chimica, più suolo vivo, più biodiversità.Ogni pianta diventa una frase, ogni albero una promessa per chi verrà dopo.E se senti che da solo continui a rimandare, ascolta come posso darti una mano a trasformare il tuo spazio verde in un luogo che ti nutre oggi e lascia un segno buono domani.
Puntata #363 - Venerdì 5 Dicembre 2025 Anche oggi grazie alle vostre domande proseguiamo il nostro viaggio di conoscenza parlando di Aleister Crowley, Aiwass, Magick, Thelema e Corrente 93, la formula di Abrahadabra e Abracadabra, il numero 418, illusione, mondo di maya e realtà: il ruolo dell'esoterismo nella definizione di Reale e nel processo di Realizzazione dell'Individuo e dell'Essere. Per informazioni: www.carlodorofatti.com Foto: un particolare del Sacro Bosco di Bomarzo (Il Parco dei Mostri o Giardino delle Meraviglie).
L'arrivo del caldo richiede una pianificazione attenta e interventi mirati per assicurarsi che le piante restino sane e resilienti.
In questo episodio ti porto dentro a una chiacchiera vera, viva, piena di terra, dubbi e idee forti.Con me c'è Francesco Cecchetti, collega paesaggista e voce del podcast Giardino Rivelato.Parliamo di paradiso, di percezione, di quanto spesso ci sentiamo fuori posto mentre siamo già nel posto giusto.Parliamo di antropocentrismo, di quanto ci siamo messi al centro del mondo fino a sentirci separati da tutto.E parliamo di giardini: reali, imperfetti, vivi.Giardini che curano e che ci chiedono cura, non manutenzione.Giardini che nascono anche dalla “terra cattiva”, da suoli poveri o maltrattati che però possono tornare fertili con tempo, pazienza e rispetto.Con Francesco entro anche nel cuore del nostro lavoro: osservare, capire i cicli naturali, accettare la complessità, fare meno costruzione e più ascolto.Ci confrontiamo su errori comuni, sulla tendenza a forzare la Natura, sulla paura dell'imprevisto e dell'erba “fuori posto”.E su quanto la mentalità conti più della tecnica.Questo episodio è una camminata tra filosofia, pratica, vita vera, micro e macro, dal suolo ai pensieri.Un invito a guardare il giardino con occhi nuovi, a sentirti parte di un sistema più grande, a rivedere le tue abitudini e, magari, a ridarti tempo per sentire la terra sotto i piedi.Se durante l'ascolto senti che è il momento di rivedere il tuo giardino, migliorarlo o progettare uno spazio che ti somigli, puoi chiedermi una consulenza personale dal sito www.giardinofuturo.it.E se vuoi raccontarmi cosa ti ha colpito, quali problemi vivi nel tuo spazio verde o che temi vorresti sentire nelle prossime puntate, scrivimi a robertomassai@giardinofuturo.itMi fa piacere ascoltare la tua esperienza: ogni scambio è un seme nel nostro Giardino Futuro.Ti auguro buon ascolto.E come sempre… ricorda che il futuro del tuo giardino dipende anche dalle scelte che fai oggi.
Quattro anni fa accendevo il microfono con la voce tremante e un dubbio: “Ma chi vuoi che lo ascolti un podcast sul giardinaggio sostenibile?”E invece… eccoci qui.In questo episodio ti porto dietro le quinte di Giardino Futuro: come è nato, cosa ho imparato in questi anni e perché credo che parlare di giardini oggi sia un piccolo atto rivoluzionario.Ti racconto le radici del progetto, le persone che lo hanno fatto crescere e qualche seme che sto per piantare per il futuro — tra nuove puntate, ospiti speciali e un libro che sta prendendo forma.
Eccoci qua! Bentornati a Life in the Garden. Questo è un episodio molto particolare e ci ho messo un po' a sistemarlo e a decidere di pubblicarlo, in quanto si tratta di un'intervista che mi è stata fatta, il 4 luglio di quest'anno, da Marco Violi, conservatore del giardino storico monsignor Giovanni Signani ad Imola, per la rassegna "Sere d'Estate nel Giardino Storico". In questa chiacchierata ho avuto modo di raccontare le mie varie esperienze lavorative, di parlare della figura del giardiniere in Italia, del "Corso Specialistico di Orticoltura e Progettazione di Giardini Sostenibili" ideato e realizzato insieme a Eleonora Giuliodori e Sandro Degni (con il sostegno di AMAP Marche) e infine di questo podcast, di come è nato e si è sviluppato nel tempo.Grazie ancora a Marco Violi per avermi dato l'opportunità di raccontarmi, ma sopratutto di parlare di temi a me cari.Buon ascolto a tutte e tutti!Per qualsiasi curiosità o domanda scrivetemi su enricodella@gmail.com o su instagram @enricodella23.
Lauro Marchetti"Memorie di Ninfa"Allemandi Editorehttps://www.allemandi.com/libro/9788842226321“Credo che sia difficile immaginare un rapporto più illuminante e profondo di quello tra Lauro Marchetti, il Giardino di Ninfa e la nobile famiglia Caetani di Sermoneta. Conosco Lauro da tantissimi anni ma i legami più stretti avvennero quando, il 27 novembre 1976, ebbi l'onore di essere nominato dalla Principessa Lelia, dopo anni di frequentazione di Ninfa e della famiglia Howard Caetani, Consigliere della Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, carica che ancora ricopro come membro onorario”.Comincia così la prefazione di Fulco Pratesi sul volume Memorie di Ninfa, un racconto biografico della vita avvincente di Lauro Marchetti tra viaggi, avventure ed esperienze e la cura amorevole del Giardino di Ninfa che ancora oggi viene considerato universalmente il più romantico giardino del mondo.É nella rosa dei titoli di Allemandi Editore, usciti nel 2025, Memorie di Ninfa di Lauro Marchetti, vincitore della terza edizione del Campiello Natura – Premio Venice Gardens Foundation, il riconoscimento nato dalla sinergia tra la Fondazione Il Campiello di Confindustria Veneto e Venice Gardens Foundation, rivolto alle opere letterarie capaci di interpretare, favorire, guidare un rapporto profondo e armonioso con la natura, in nome dell'equilibrio e del rispetto, contribuendo alla sua salvaguardia, al suo ascolto e alla sua comprensione.La prefazione è a firma di Fulco Pratesi, che scrive: «Credo che sia difficile immaginare un rapporto più illuminante e profondo di quello tra Lauro Marchetti, il Giardino di Ninfa e la nobile famiglia Caetani di Sermoneta. Conosco Lauro da tantissimi anni ma i legami più stretti avvennero quando, il 27 novembre 1976, ebbi l'onore di essere nominato dalla Principessa Lelia, dopo anni di frequentazione di Ninfa e della famiglia Howard Caetani, Consigliere della Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, carica che ancora ricopro come membro onorario».Nella commissione che ha decretato il vincitore: la Presidente Adele Re Rebaudengo (Presidente di Venice Gardens Foundation), insieme a figure di spicco del mondo della cultura e del giornalismo, come Alberta Campitelli (Storica dell'arte e dei giardini, Vicepresidente dell'Associazione Parchi e Giardini Italiani), Emanuela Rosa Clot (Direttore responsabile di Gardenia e Bell'Italia), Maria Pace Ottieri (Scrittrice e giornalista), Valentina Romano (Fondatrice e titolare della Libreria della Natura di Milano) e Anna Zegna (Presidente di Fondazione Zegna).La commissione ha spiegato le ragioni della vittoria di Memorie di Ninfa: «Un libro che racconta dalle origini la vita, l'essenza e l'anima di un giardino straordinario arrivato a noi grazie all'impegno, alla visione e alla lungimiranza della nobile stirpe dei Principi Caetani, signori di Ninfa e Sermoneta; in particolare, delle donne Caetani, Ada, Marguerite e Lelia. Esempio di un mecenatismo intelligente e consapevole, di una gestione esemplare e del riscatto di un territorio, la storia di un giardino che è un esempio di eccellenza, un racconto che è memoria di una vita e di esperienze straordinarie di cui Lauro Marchetti è stato attore, testimone e poi custode. Un libro che rappresenta un faro per tutti coloro che amano la natura e per tutti quelli che dovrebbero iniziare ad amarla, a conoscerla e a rispettarla; per tutti coloro che hanno la fortuna e la capacità di meravigliarsi e di “sentire” in profondità».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quante volte hai pensato: “Con pochi soldi sistemo il giardino e via”?In questo episodio ti racconto perché questa idea è una trappola e come cambiare prospettiva.Il giardino non è un costo da tagliare, ma un investimento che cresce nel tempo, proprio come un albero che diventa più bello ogni anno. Ti spiego perché è meglio procedere a tappe, come affidarti alla natura per ridurre le spese e come trovare soddisfazione nel prenderti cura del verde con le tue mani.Scoprirai che il vero valore del giardino non si misura solo in euro, ma anche nel benessere che ti regala ogni giorno.Alla fine ti lascerò una domanda semplice: quanto vale davvero il tuo giardino?
New York City has endless cuisine options, but possibly the strongest represented category is Italian restaurants. In this episode, we'll cover the 10 best Italian restaurants in NYC, at least according to us.
Il garden designer Carlo Gabriele torna con tanti consigli per chi non dispone di un giardino ma anela un'oasi verde nella propria casa.
Con l'arrivo dell'inverno, orti e giardini richiedono cure specifiche per affrontare il freddo. Tra potature, concimi e colture stagionali, il garden designer Carlo Gabriele condivide consigli pratici e piccoli segreti verdi.
#ITALY: The most popular and effective PM Giorgia Meloni and the rescue of Cecilia Sala.. Lorenzo Fiori, La Società del Giardino https://www.msn.com/en-us/politics/international-relations/nyt-cecilia-sala-freed-with-elon-musk-s-help-contacts-with-iranian-ambassador-to-the-un/ar-AA1xjbkw 1572 MILAN