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Se había ganado el título de “porteño inspector honorario de las emociones de Buenos Aires”, sus tangos, -siempre adelantados a su época-, son hoy el reflejo de un compositor inmortal que supo interpretar el sentir de la gente, de un país que lo admiraba y sigue cantando las letras que este genio escribió alguna vez, con la vehemencia tanguera y el dramatismo de altísimo nivel que lo identificaba. Fue músico, actor, dramaturgo, compositor y cineasta, en cada una de sus actividades siempre destacó por su inteligencia y sentido agudo para manifestar verdades de la vida a partir de relatos y vivencias que supo transformar en exquisita poesía cotidiana, en encuentros de cafetines donde sabios y suicidas alternaban los sueños con la realidad -a veces cruda- que los acompañaba. Uno sabe que la lucha es cruel y es mucha, a pesar de nuestro sueño de juventud, que el yira yira nos lleva siempre hasta un Cafetín de Buenos Aires y que igual que la vidriera escandalosa de un Cambalache se ha mezcla'o la vida, gritando una Canción Desesperada o manteniendo viva Tres Esperanzas que a veces nos dejan Sin Palabras atados a un Desencanto porque alguna Chorra nos afanó hasta el color. Tango Sensei se viste de gala para recibir a un personaje genial y hombre excepcional al que ‘le dolían como propias las cicatrices ajenas', nos ponemos de pie para recibir a Don Enrique Santos Discépolo -Discepolín para los amigos-.
Fue invitado especial de Tango Sensei en un par de ocasiones. El oyente tanguero siempre lo pide y nosotros cumplimos, aprovechando que hace poco hubiera cumplido años, para volver a homenajear a este uruguayo que nos dejó prematuramente. Pero en los pocos años que le tocó brillar lo hizo con luz propia, regalándonos una poderosa voz varonil y una presencia que le ganó el mote merecido de El Varón del Tango. Considerado por los expertos como uno de los cantores más importantes de la segunda mitad del siglo veinte, nuestro visitante de hoy reunió todas las condiciones para ganarse el apoyo popular, justamente cuando el tango empezaba a flaquear invadido por otros ritmos que aquella juventud había elegido. Su aporte a nuestra música ríoplatense fue invaluable. En su apogeo vendía más discos que nadie en Buenos Aires, ni siquiera los cantantes de moda y rockeros lo pudieron superar.
Questo episodio è dedicato a come riconoscere la modalità minore.Ascoltiamo subito Bella ciao. E' l'esempio migliore in assoluto della modalità minore perché è una canzone famosissima, conosciuta internazionalmente, ed essendo anche cantata è più facile da ricordare. La conosce anche chi non la ascolta attivamente, cioè anche chi non sceglie di ascoltarla, chi non ha studi musicali, ed è un tema transgenerazionale, che conoscono tutti a prescindere dall'età che hanno. E' un canto chiaramente in minore: non espande, non addolcisce, guarda in faccia alla realtà nella sua crudità e proprio per questo non consola, non è depressivo né lamentoso. E' seria. E' una dichiarazione di ciò che la realtà è. Giusto una curiosità di tipo culturale: Bella ciao deriva da un canto popolare di lavoro delle mondine nelle risaie italiane, con testi sulla fatica e lo sfruttamento, e solo dopo la Seconda Guerra mondiale è diventato l'inno simbolico della Resistenza partigiana contro fascismo e nazismo. Ti faccio sentire un brano di questo canto nella versione di una cantante, Milva, appassionata cultrice di canti popolari! Milva ha amato, interpretato e valorizzato canti popolari e “impegnati”, portandoli anche nei palcoscenici principali e incidendoli nei suoi album. Quella che nasce dalla fatica e dalla durezza del lavoro delle mondine, e che negli anni è stata poi trasformata in un canto di lotta politica e simbolo di libertà. Oggi, è diventata un inno cantato in tutto il mondo, oltre che per questioni politiche e sociali anche grazie alla serie “La casa de Papel”. In questo episodio del podcast ti faccio ascoltare brani che sono già nella tua memoria sonora e ti aiuto a creare una categoria identificativa della modalità minore. Sono tutti brani tratti di una selezione sonora intuitiva, immediatamente riconoscibile e internazionale, tutta roba che “suona minore” anche a chi non sa cosa sia una scala.Non sono musicista, non ho intenzione di usare tecnicismi che non padroneggio neppure io. Il mio mantra resta lo stesso: zero tecnicismi, sentire prima di sapere e sfruttare competenze e conoscenze che hai già, in modo da organizzarle.Ascoltiamo Greensleeves. E' una delle melodie più antiche e riconoscibili della tradizione europea. Famosa anche per essere stata affiancata alle melodie natalizie.Intima, narrativa, essenziale. Il minore qui non è drammatico, non è teatrale: è raccolto, ti accompagna dentro una storia, non ti spinge chissà dove nella fantasia. Altro esempio famosissimo, di cui forse non conosci il titolo ma di certo conosci il tema musicale: Sonata al chiaro di luna – primo movimento, di Ludwig van Beethoven. E' probabilmente uno dei brani in minore più conosciuti al mondo. Lento, ipnotico, sospeso. Il minore qui non chiede azione, non chiede energia: chiede ascolto interno, presenza, silenzio. Continuiamo con un esempio pop internazionale: Eleanor Rigby dei Beatles. Il minore, in questo brano racconta un clima sobrio, reale, quotidiano. Enuncia semplicemente le cose come un dato di fatto: è spoglio, umano, diretto, non cerca commozione facile, niente di melodrammatico. Proseguiamo con una sigla che conosciamo da sempre: Heidi Una sigla per bambini, eppure chiaramente in minore. Esprime una atmosfera nostalgica, tenera, intima. Il minore qui racconta di una realtà, non spaventa, non opprime, è quindi accessibile anche all'infanzia. Parla di casa, memoria, legame. Non c'è tristezza o clima “pesante” ma solo calma e fotografia di una realtà. Ascoltiamo una ninnananna che definirei universale, forse la più cantata. Forse ce l'hai in mente così: suonata con il carillon. E' la ninnananna di Brahms. Originariamente cantata (ti faccio sentire un brano), viene tradott ain altre lingue e cantata ovunque, riconosciuta da chiunque. Il minore qui è avvolgente, rassicurante, non stimola ma calma. Il minore non è tristezza obbligatoria. Così come il maggiore non è “allegria obbligatoria”! È interiorità, è densità emotiva, è uno spazio più raccolto. Se il maggiore è piena luce in un giorno di sole con il cielo azzurro, il minore è come stare in una stanza con una luce più morbida. Non stai peggio. Respiri diversamente. Se facciamo un'analisi percettiva, possiamo dire che il minore ha alcune caratteristiche molto chiare: lo spazio sonoro si contrae e diventa intimo, privato, quindi l'attenzione si sposta verso l'interno, non genera una spinta immediata all'azione, e porta invece alla presenza. Gli esempi che ho usato appartengono a un repertorio occidentale, non sono universali in senso assoluto. Ma la sensazione che producono, di raccoglimento, presenza, descrizione di una immagine reale, è riconosciuta da moltissimi esseri umani, anche in culture musicali molto diverse. Cambiano i sistemi musicali. Cambiano i nomi. Ma corpo ed emozioni no. Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, a Il Mosaico Danza, e un lavoro sull'espressione delle emozioni che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Vediamo come si utilizza il minore nel flamenco. Dato che il flamenco non nasce per rassicurare, ma per raccontare l'esperienza umana per come è, il minore si adatta perfettamente, descrivendo la presenza nell'esperienza. Pochissimi palos vivono stabilmente nel minore molti lo attraversano, lo evocano. I palos che si svolgono su modalità minore: Farruca, Tango de Malaga, lo stile di Fandango de Huelva di Cabezas Rubias, tango de Triana o del Titi, Milonga, Vidalita. La petenera gioca sulla modalità minore, ma non è solo in modalità minore: utilizza un linguaggio tonale instabile in area minore. Vai ad ascoltare i podcast sulla Petenera, se hai la curiosità. Ci sarà un podcast dedicato a chiarire il concetto di tonale e di modale, queste parolacce che fanno impazzire noi che abbiamo la formazione di teoria musicale che si limita alla teoria musicale delle medie con il flauto dolce. Ossia: zero.Molti palos utilizzano in parte il linguaggio minore: Mariana, Granaina, Media granaina, Mirabrás (attraversa maggiore, minore e modalità flamenca), Alegrías de Córdoba, alcuni Fandangos personales, Fandango de Huelva (molte strofe in area minore, con remate in modalità flamenca). Come sempre, ti invito a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuto a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa
El tango, en su larga historia, tuvo cantantes que quizás no estuvieron expuestos a la fama, y sus nombres lo recuerdan solo aquellos seguidores de ley en nuestra música porteña. Es el caso de este excepcional intérprete que presentamos por primera vez en este espacio-, por recomendación expresa y valiosa de un oyente de nuestro podcast-. Una voz bien timbrada y cálida de barítono, con matices y dinámicos fraseos que le dieron renombre allá por los años treinta y cuarenta. Fue cantor emblema en la orquesta de Francisco Lomuto, donde ofició como estribillista, a excepción de sus últimas grabaciones. Su vocación musical nace de oír tocar piano a su madre cuando niño y que su padre lo llevara a las presentaciones con cantores de tango y también payadores de la época. La música ríoplatense siempre supo reconocer a sus valores de calidad innegable, éste es el caso de nuestro artista de hoy que dejó plasmada parte de su exitosa trayectoria en las grabaciones que ‘lo traen de nuevo' para poder disfrutar su calidad innegable; un cantorazo muy aplaudido y quizás injustamente olvidado.
Porteña de pura cepa, heredera directa de payadores, cantores y guitarreros. Podemos decir que fue la primera voz femenina y arrabalera del Tango. Grabó su primer disco allá por 1923. Creció en el barrio de la boca y utilizaba el lunfardo con singular simpatía en casi todas sus interpretaciones. Tocaba muy bien la guitarra su maestro fue nada menos que Juan de Dios Filiberto-, ese hecho la diferenciaba positivamente de las demás cancionistas de entonces. Tuvo que sortear dificultades al ser perseguida política y exilarse en Paraguay. Viajó a Osaka, Japón aceptando una invitación de una peña tanguera que llevaba su nombre. Fue un símbolo de la mujer liberada de su época, tuvo una larga vida al servicio de nuestra música ciudadana. Igual de querida que respetada por sus facultades artísticas.
Cuando un poeta de fina sensibilidad popular se dedica a componer tangos, las cosas suelen salir bien porque en esas piezas dejan toda su inspiración al servicio de nuestra música río platense. Si a este hecho le agregamos que el letrista en cuestión es uruguayo, leal representante de la escuela romántica, encontramos como resultado la mejor combinación para que lo escrito por esta talentosa pluma se transforme rápidamente en éxito y sea grabado por la mejores voces y orquestas famosas del firmamento porteño. Este montevideano que nos acompaña hoy en nuestro merecido homenaje a su figura, destacó en la industria tanguera con temas de gran arraigo en la gente que tarareaba sus letras maravillosas y compraban discos con sus cantantes favoritos que interpretaban sus canciones cuando todavía el Tango tallaba con fuerzas renovadas.
Lo distinguió un estilo inconfundible, aunque los entendidos decían que tenía algo de Osvaldo Fresedo y Carlos Di Sarli, él supo diferenciarse y ensamblar una orquesta que logró pasear por algunos países Latinoamericanos, además de actuar por varios escenarios de Japón con un éxito rotundo. Músico de gran inspiración, violinista excepcional, compositor, profesor y director respetado. Por su gran orquesta pasaron cantantes de la talla de Roberto Chanel, Ángel ‘paya' Díaz, Mario Bustos y Jorge Casal entre otros. Hubo una época en su carrera donde utilizaba con gran acierto instrumentos de percusión en su orquesta, más dulces arpegios de arpa, hechos que le imprimían un sello distintivo e innovador a su reconocida personalidad tanguera. Fue autor de varios temas de éxitos que llevaron al disco muchos intérpretes notables de nuestra música ciudadana.
Se llamó Raúl, pero su nombre pudo haber sido el de ‘mago, artista con arista, expresión porteña, Buenos Aires sensible, bandoneón omnipresente, maestro, genio, estudioso' y cualquier otro inventado al azar, porque todos le caerían bien a este músico que lo dejó todo por el Tango. Reunía talento, personalidad y un sentido afinado para interpretar nuestra música río platense. Extraordinario arreglista que supo rescatar piezas empolvadas y darles brillo moderno para volver a hacerlas queridas y admiradas. Las composiciones de su inspiración reúnen frescura y sabor del bueno, su ‘Margarita de agosto' o ‘Muñeca de marzo', son piezas únicas que, con el aditamento de un sonido espectacular, hacen vibrar al más ‘tapia' y conmover hasta el más indiferente. Nació para engalanar al tango con su presencia e inspiración sin igual. Nació a 200 kilómetros de la capital y sin embargo pintaba las piezas musicales como el más porteño de los porteños, sino oigan ‘Buenos Aires conoce' y después conversamos. Dirigía su orquesta con una maestría envidiable. Para arrancar el año… presentamos a esta figura de enero y fino artista tanguero.
El baterista Guillermo Mc Gill, nacido en Montevideo y afincado en España, miembro fundador junto a Javier Colina del trío de Chano Domínguez, ha tocado con grandes del jazz y del flamenco. Su disco más reciente, 'La danza de un ángel', grabado con el saxofonista Julián Argüelles, el pianista Chiqui Cienfuegos, el contrabajista Gal Maestro y el guitarrista Álvaro del Valle, contiene composiciones suyas como 'Dulce fortaleza', 'La danza de un ángel', 'Sabina' o 'Alguna tarde bella más'. De su disco anterior como líder, 'Es hora de caminar', publicado en 2016 y grabado con músicos como el pianista Marco Mezquida, el contrabajista Javier Colina, el guitarrista Juan Diego Mateos o el saxofonista Perico Sambeat, la pieza que le da título, 'Milonga', 'Olha Maria' de Jobim y 'First song' de Charlie Haden. Cierra 'People from Montevideo', de su disco de 2013 'The art of respect', con Dave Liebman, John Abercrombie y George Mraz. Escuchar audio
Siempre en la búsqueda permanente de valores destacados en nuestra música ciudadana. Es el turno de un merecido homenaje a un gran cantante que supo deleitar auditorios ávidos de voces nuevas o no muy difundidas. Este el caso de hoy, una garganta privilegiada y un estilo que lo hicieron único. Poseedor de un fraseo firme y varonil al estilo de otros cantantes con esos atributos como Alfredo Belusi o Julio Sosa. Tenía una figura elegante y aplomada que impactaba en el escenario, impresionaban por igual su pinta y su humildad. Fue un alma alegre que cantaba en todos lados donde le tocara trabajar, le gustaba y lo hacía muy bien, no siempre los excelentes intérpretes tuvieron la fama que merecían, como fue el caso de nuestra figura de hoy que ponemos a su consideración por ser un cantorazo hecho y derecho.
Entramos al mes de las celebraciones donde Navidad y Año Nuevo se hacen presentes para destapar alegrías y también para darle un rinconcito a la reflexión, recordar tiempos pasados, sonreír rememorando anécdotas de aquellos que ya no están y hacer planes renovados para lo que viene. Abrazos y encuentros con seres queridos, propicios para las reuniones familiares y las comidas de fin de año con amigos y compañeros de laburo. En diciembre, la música río platense acompaña los festejos con música dedicada al momento, animando a bailar y celebrar. Tango Sensei no puede estar ajeno a estas fechas tan caras a nuestros sentimientos y les trae una selección cuidadosa de temas para desearles una Feliz Navidad y un Año Nuevo repleto de cosas buenas para todos ustedes.
El 11 de diciembre estamos de fiesta los amantes del Tango porque es SU día, esta danza que empezó siendo masculina, -en sus principios se bailaba entre hombres-, para luego evolucionar como baile de pareja mujer-hombre, que es como se conoce en casi todo el mundo. Se instituye esta fecha porque dos grandes y definitivas figuras de esta música del Río de la Plata, nacieron en este día: Julio De Caro, un maestro excepcional cuyas composiciones e innovaciones sacudieron el Tango de forma positiva. El otro grande, fue nada menos que Carlos Gardel, el mayor exponente de nuestra música, que después de noventa años de muerto, sigue cantando “cada día mejor”. Su voz y figura fueron transmitidas a través de generaciones, desde nuestros abuelos hasta los nietos de la familia, todos saben quién fue Gardel. Su preeminencia es tal, que hace unos pocos días, en Japón, bajo el marco del primer AI Film festival de este país, fue premiada una película Argentina animada: El día que me quieras. El viaje de Gardel, hecha con inteligencia artificial generativa. La figura icónica de este cantor extraordinario, sigue haciéndose presente en el mundo, después de noventa años de ausencia física. Por estas dos razones ‘de peso' en la música porteña, se celebra este día tan significativo. Tango Sensei dice presente en esta fecha, como siempre y más que nunca, festejando con nuestros amigos, brindándoles un programa especial, para continuar diciendo: ¡Viva el TANGO!
En el ámbito del tango relacionado con las bebidas tradicionales, es frecuente encontrar fotografías de figuras emblemáticas como Pascual Contursi o Carlos Gardel compartiendo un mate. Sin embargo, al referirse a escenarios típicos de barrio, reuniones de amigos, poetas solitarios y recuerdos amorosos, el café adquiere relevancia, acompañado por sus pocillos y ceniceros aromáticos, elementos recurrentes en los encuentros porteños que históricamente han propiciado la conversación y la interacción social de antaño. Amargo, con azúcar, cortado, pero a menudo caliente como para abrigar noches interminables de discusiones apasionadas o tertulias esperadas, el café sirvió de inspiración en músicos talentosos o simplemente para aquellos que nada más intentaban componer algo en un pentagrama imaginario, que quizás a la postre pasara a transformarse en un éxito rotundo. La compañía silenciosa de un feca con luz pálida de ambiente, creaba la magia de una letra conmovedora, un embrión que podría pasar a ser un suceso discográfico y lucidor en una buena voz que lo cantara con ganas de trascender. Café y tangos unidos en largos encuentros nocturnos bañados por la luz de plata, de una luna porteña que tenía de fondo algún tanguito solitario, silbado en una ochava de Buenos Aires, o plantado al rojo vivo en un buzón esquinero sobre una vieja calle empedrada. Muchas piezas tangueras homenajearon al inspirador café y muchos compositores se auxiliaron de él para poder escribir letras inolvidables, tangos extraordinarios. Nuestro programa de hoy -en pleno décimo aniversario-, le rinde merecido culto al café, el aromático y el de los encuentros, el casual y el programado, el que hizo buen maridaje por tantos años con nuestra música ciudadana.
El próximo 2 de diciembre se cumple un año más -120 años para ser exactos-, del nacimiento de uno de los más grades exponentes de nuestra música ciudadana. Un músico porteño de pura cepa nacido en Villa Crespo que desde niño aprendió de sus mayores qué es el Tango, todos en esa familia estaban ligados por notas musicales, desde el padre, Don Adolfo y sus hermanos mayores; Vicente y Alberto, componían un grupo con rasgos de música río platense que dejaron huella en él, hasta encumbrarlo como uno de los más destacados pianistas, compositor y director de orquesta que habían llegado a este mundo para aportar y enriquecer su dosis enorme de talento. Siempre se hizo acompañar por los mejores maestros músicos en su agrupación, todos sus cantantes le dieron un brillo especial de popularidad y finura a cada interpretación. Fue un hombre tan inmenso como la sencillez que proyectaba, aunque él se definía como “un tornillo más de la gigante máquina tanguera”. Nunca tuvo un gesto fuera de la humildad y comprensión para los demás. Fue un auténtico laburante de la música. Vivió momentos difíciles por su genuina postura política, que pagó con cárcel. Luego convirtió su orquesta en una cooperativa donde todos cobraban lo mismo, incluido él, que fue el luchador y creador incansable, artífice de todo. Los temas de su autoría siguen sonando muy fuerte en los palcos tangueros del mundo. Nos heredó una familia de genios musicales consustanciados con el Tango, como su hija y su nieta. El público de todas las épocas lo adoptó en forma definitiva y hasta lo “santificaron” como un ser humano que trae buena suerte, nombrándolo “anti mufa”. De quién podríamos estar hablando que no fuera de Don Osvaldo Pugliese! Adelante maestro, el programa es todo suyo!
Imaginemos por un momento aquel Buenos Aires de los años cuarenta; ciudad alegre, progresista y tanguera hasta la médula de los barrios, subirnos a un colectivo de la línea 19 que cubría desde Villa Adelina pasando por el barrio de Saavedra donde él nació. En ese trayecto contemplar a un joven chofer rubiecito que de tanto en tanto, entonaba algún Tango para amenizar el viaje. Ese mismo colectivero que por su aspecto se ganó el mote de Polaco y que pasaría a ser, con el correr del tiempo y las milongas, uno de los mejores cantantes de los que tengamos memoria. A los dieciocho se anotó en un concurso, de esos que buscaban nuevas voces para nuestra música ciudadana, lo ganó con justicia y una garganta privilegiada, con registro de barítono y la novedad de un fraseo y rubato que añadían emoción y profundidad a sus interpretaciones. Así empezó a deleitar y meterse en el gusto de la gente. Apenas cumplía sus 18 abriles, con la ‘mayoría de edad', se incorpora a una orquesta en forma; la de Raúl Kaplún, luego pasa por la del eterno maestro Salgán para que un tiempo después llegue su consagración definitiva y de ahí…pa'l real, como dirían los animadores de antaño. El convertirse en uno de los cantores favoritos de Troilo, también grabó con varios connotados maestros y con el gran Astor Piazzola, que le dio un sello inconfundible de reconocimiento mundial. Usted seguramente adivinó de quien estamos hablando y rindiéndole un homenaje más a la presencia siempre viva de Don Roberto Polaco- Goyeneche
Nina und Lotta berichten mal wieder von ihrer Reise nach Lateinamerika. Es geht um Queer Milonga, Schulterblatt Tattoos und den Besuch in einer Schule. Außerdem verkünden euch die Schwestern eine Neuigkeit.
La clarinetista Anat Cohen en los dos únicos discos de su tenteto 'Happy song' de 2017 ('Valsa para Alice', 'Lôro' de Gismonti) y 'Triple helix' de 2019 ('Milonga del ángel' de Piazzolla, 'Footsteps and smiles'); con su Quartetinho, pequeño cuarteto con tres miembros del tenteto -James Shipp, Vitor Gonçalves y Tal Mashiach- en los discos 'Quartetinho' de 2022 ('Frevo' y 'Palhaço' de Gismonti, 'Boa tarde, povo', 'O boto' de Jobim) y 'Bloom' de 2024 ('The night owl') y a dúo con el pianista Fred Hersch en concierto en 2016 ('Jitterbug waltz' de Fats Waller). Escuchar audio
Siempre es grato presentar a músicos talentosos al servicio del Tango. Nuestra música, a través de los años fue fertilizada por gente estudiosa e inspirada que mantuvo el acervo ciudadano en los lugares más altos del mundo en esta expresión popular que envuelven y reviven con permanencia, a las almas tangueras de corazón. Hoy, para remarcar lo dicho, presentamos a dos extraordinarios intérpretes que juntaron sus infinitos talentos para dejarnos una selección cuidadosa de aquellos tangos que siguen sonando fuerte en nuestros oídos y corazones ávidos siempre de buenos ejecutantes. Uno es un delicado guitarrista que interpretó con maestría piezas llenas de buen ritmo y evocaciones perpetuas, acompañando a figuras folklóricas destacables como Mercedes Sosa. También supo ejecutar tangos inolvidables, sobre todo como en este caso, haciendo dúo con otro talento indiscutido del bandoneón que hoy presentamos en nuestro podcast. Ejecutante, docente y compositor ligado a la música río platense que nos une, maestro indiscutido de larga y exitosa trayectoria, que tocó en su carrera con músicos de la talla de Astor Piazzolla y Don Osvaldo Pugliese. Hoy sigue deleitándonos con su fueye evocador. Tango Sensei se pone de pie para presentar a estos dos talentos incomparables reunidos en un manojo de piezas inolvidables: Nicolás ‘Colacho' Brizuela y Don Rodolfo Mederos!
Cuarta y última entrega de esta selección de nuestros tangos preferidos, muchos de los cuales hemos compartido juntos a lo largo de estos diez años al aire. Gracias por acompañarnos hasta aquí, y gracias también por el impulso para seguir por muchos años más haciendo esta entrega tanguera al filo de Latinoamérica.
Tercera entrega de estos programas de colección por nuestro Aniversario de Diez. Otra selección de nuestros tangos y milongas favoritos, uno de José y otro de Marcelo. Por diez años de haber compartido programas y playlists tangueros con ustedes, amigos de todas partes del mundo. ¡Gracias por seguir ahí! ¡Disfrútenlo!
Estamos de fiesta celebrando nuestro décimo aniversario, y ahora traemos el segundo programa que hacemos con muchas ganas de seguir compartiendo el mejor tango, la mejor selección. Vamos a iniciar este programa número 2 e hicimos una cuidadosa selección de nuestros tangos favoritos para que todos nos sigan acompañando en esta celebración.
Con toda la emoción, el nervio y el entusiasmo que pusimos en el primero de nuestros programas, -en aquel recordado 15 de octubre del 2015-, nos abocamos a la tarea de iniciar este segundo ciclo de Tango Sensei comenzando ‘por casa'. Es decir, ofreciéndoles durante todo el mes de aniversario, una selección de los mejores y más trascendentales Tangos de todas las épocas, con intérpretes identificados en el gusto del exigente público, seguidor fiel de esta música que dejó de ser sólo Argentina o uruguaya, pasando al rubro universal. Desde hace muchos años. Varios países de Latinoamérica, algunos de Europa y Japón, que siempre se declaró amante del Tango, participaron del ámbito donde este compás del Río de la Plata está presente. Festivales, presentaciones personales, homenajes o invitados especiales para recordar alguna figura ilustre de nuestro Tango, son testigos del enorme cariño y respeto que le manifiesta el gran público internacional a nuestra, más que centenaria música ciudadana. ¡Bienvenidos todos al nuevo ciclo que iniciamos con nuestro aniversario especial para seguir diciendo que el TANGO es y será siempre de diez!
La figura destacada y recordada de hoy, como buen porteño en el inicio del siglo XX, fue un gran músico, compositor y bandoneonista autodidacta, que inició antes de cumplir 18 años-, nada menos que en la orquesta de Francisco Canaro, aunque nunca disimuló su pasión por el baile, de hecho, fue un gran bailarín profesional que acompañó en una gira por Brasil al maestro Julio De Caro. Como actor, compartió escenario con estrellas como Sofía Bozán y Lolita torres. Tuvo el privilegio de ser el primero que bailó un tango en el Teatro Colón en 1929. Enseñó a bailar nuestra música a figuras reconocidas internacionalmente como el Príncipe de Saboya o Eduardo de Windsor y artistas de la talla de Jorge Negrete, José Mojica y Ramón Novarro. Compuso más de setenta obras entre las que se encuentran Tangos muy famosos que hoy, en pleno 2025, todavía se oyen en los palcos tangueros que parecen renacer en nuestra querida Buenos Aires.
Nació en Buenos Aires en una casa de inquilinato en Balvanera, en la primera década del Siglo XX, hijo de humildes inmigrantes rumanos-judíos, que se abrían paso a base de trabajo duro para mantener una familia. Desde chico tuvo oído y vocación musical, aprendió a tocar el violín a muy corta edad y antes de terminar la escuela primaria, debutó profesionalmente tocando fragmentos de piezas clásicas en los cines que proyectaban películas mudas, lo eligieron a él por su calidad interpretativa, antes que a otros músicos mayores y con mucha experiencia. Cuando cumplió los 18 Don Miguel Caló lo integró a su sexteto, ingresando así al mundo adulto del Tango para no salirse más. En junio del '46 formó su propia orquesta, que contó con varios cantores renombrados y la voz incipiente de un muchacho de apenas 16 abriles, el polaco Goyeneche. Músico excepcional, violinista inspiradísimo, director de orquesta y gran compositor, Tango Sensei, camino a nuestro décimo aniversario, tiene el honor de recibir a Don Raúl Kaplún.
Es un cantor que deja bien representando al Tango en cualquier escenario, genio y figura, además buen compositor y músico destacado que se codeó con figuras estelares de nuestro ritmo río platense. El gran poeta Enrique Cadícamo le escribió una letra especialmente dedicada, que nuestro invitado de hoy, se encargó de grabar y transformarla en éxito. Hombre dedicado al mundo tanguero desde hace muchos años, es ahí donde vuelca su calidad interpretativa y alma de porteño consumado. Su maravillosa voz se pasea y regodea por distintas partes de nuestra América ancha y generosa. Es uno de los buenos cantores con que contamos en este entrado siglo XXI, él representa la presencia viva del Tango que hoy nos sigue deleitando con un repertorio tan variado como actual, porque sigue siendo un estudioso de la música a la que entregó muchos años de su vida. Domina varios géneros musicales en los que participa exitosamente. Hoy lo tenemos con nosotros y celebramos que haya voces como la suya, que mantengan la expresión presente de nuestra música ciudadana.
In this captivating episode, discover how dance serves as a soulful dialogue, inviting exploration and growth in our personal lives. We pirouette into the world of dance with Linda D Sutton, a public health graduate who transitioned into a global dance expert and relationship coach. Linda's journey from health policy to dance is an inspiring tale of how movement can break barriers and foster deep human connections. Linda highlights the rich African influences in global dance forms, urging us to appreciate the historical tapestry that enriches our rhythmic expressions. Our discussion takes a metaphorical turn with tango and the milonga, revealing their roles in fostering resilience and promoting relational growth. Linda challenges the hierarchical perceptions of leadership in dance, offering insights into non-hierarchical dynamics that parallel the partnerships found in life. Join us for this enriching exploration, and be inspired to choose words that foster understanding and growth, as communication is a dance of its own. "In tango, leading and following are not hierarchical. They have equal value, different functions, but are equal in value. This mirrors the dynamics of relationships, where one inspires and the other initiates, and both are essential for the partnership to thrive." - Linda D Sutton Chapters: (00:05) - Dance, Culture, and Global Connections (11:09) - Tango Dynamics in Relationships (27:20) - Transformation Through Relationship Insights Key Topics: Dance, Culture, and Global Connections (0:00:05 - 11:09) Linda's transition from health policy to dance. Dance as a dialogue for personal exploration. The holistic nature of wellness combines movement and nutrition. African roots in global dance forms. Tango Dynamics in Relationships (0:11:09 - 27:21) Milonga as a metaphor for moving on after loss. Tango as a metaphor for relationships, focusing on partnership dynamics. Challenging hierarchical perceptions in leader-follower dynamics. Transformation Through Relationship Insights (0:27:21 - 28:22) The impact of language and communication in fostering growth. Encouragement to embrace the transformative power of words. Connect with Linda D Sutton: Website: www.lindadstutton.com Free Resource: Visit Linda's website and download Linda's free e-book, "So You Think You Can't Dance," to explore the transformative power of joyful movement and overcoming limiting beliefs. If you enjoyed this episode, please like, subscribe, and share it with friends or relatives who might benefit from these insights. Join us next week as we continue to grow and learn together. Subscribe now and let's ignite your personal growth journey together, one empowering conversation at a time! Learn more about Dr. mOe's services and books on her website www.drmOeAnderson.com. Follow on social media! @drmOeanderson Elevate your public speaking skills with 1x1 or online Public Speaking Coaching. Want to feature your business on this podcast or book Dr. mOe for a speaking engagement? Contact her today! info@drmoeanderson.com Please support this indie, woman-owned, small business providing free educational and inspirational content. Use one of these secure, fee-free ways to support the production and distribution of this award-winning show: 1. Buy Me a Coffee: Click Here 2. CashApp: $drmoeanderson 3. Venmo: @drmoeanderson
Como muy saben los oyentes de esta hora musical que llamamos LO MEJOR DE LA VIDA ES GRATIS, hemos dedicado programas monográficos a todos los estilos musicales, sean de música tradicional ,antigua, popular, clásica….a todos los estilos. Y el otro día, un amigo uruguayo me decía que hemos dedicado varios programas al tango, olvidándonos de la MILONGA, estilo musical, padre del tango, cuyo origen comparten tres países: Uruguay, Argentina y Brasil en esa zona geográfica del río de la Plata. Y como en la música todas las historias son apasionantes. Este programa también lo será. Dejaremos el protagonismo a LA MILONGA
Tango Sensei en sus casi diez años de vida en contacto con nuestros queridos, fieles y renovados seguidores, siempre les dedicó programas a los nuevos valores, con el fin de promover nuestra música y mantener viva la llama del sentimiento tanguero. Hoy no es la excepción y presentamos a un gran músico, pianista y director joven que mantiene-a través de su quinteto-, una nueva propuesta que deja en alto el buen nombre de esta música universal que nos reúne cada semana en cualquier punto del planeta Tierra. Este grupo de talentosos e innovadores jóvenes que hacen que el Tango abarque generaciones con el correr del tiempo, nos dejan piezas inolvidables, dedicadas a tangos del inspirado y eterno Mariano Mores, más una joyita piazzoleana…
Tango can sometimes feel like high school all over again. The cliques, the cool kids' tables, the silent rules of who gets invited and who gets ignored — all of these patterns shape our experience at the milonga.But what if we stopped taking them so personally and started seeing them for what they are - systems at play? Seating, body language, and rejection aren't just random; they're forces that structure the social game of tango.In this episode of The Tango Banter, I explore how these patterns show up, why they trigger so much of our teenage baggage, and how we can navigate them with strategy - without losing the joy of the dance.✨ If you've ever felt invisible at the milonga, anxious about where to sit, or stung by rejection that lingers for years, this one's for you.
Decían los especialistas de nuestra música en tiempos idos, que las voces que no podían cantar y lucirse, acompañado solo de guitarras, sin el fondo y la parafernalia de una gran orquesta detrás, no llegaba a ser un buen cantor. El tiempo parece haberles dado la razón a quienes lo afirmaban, porque las mejores gargantas del Tango, casi sin excepciones, lo hicieron secundados por viejas violas, garuferas y vibradoras, como reza una famosa letra. Hay tanta rica variedad de piezas como de cantores e intérpretes maestros de la guitarra en el archivo sagrado e intacto de nuestra música río platense. A las pruebas nos remitimos. Por eso nuestro programa de hoy fue preparado con el esmero tanguero de siempre, para que ustedes disfruten de una cuidadosa selección de aquellas melodías inolvidables, en una mixtura de valses, tangos, milongas y estilos que tanto admiraron las distintas generaciones fans de esta música acompasada, compañera y dulce, casi eterna.
El invitado de hoy fue un excelente cantor, considerado muy bien por entendidos y estudiosos de nuestra música, no lo reconocieron debidamente o lo premiaron con estruendosos elogios, a pesar de haber sido una de las voces más autorizadas y respetadas del Tango. Tenía registro de barítono, le imprimía fuerza y dramatismo a cada una de sus interpretaciones. Hijo de inmigrantes andaluces, nacido en la provincia de San Juan, desde niño y adolescente, en su colegio ya destacaba por su maravillosa garganta, a tal grado que su profesor de música le recomendó un maestro en Buenos Aires. Sus Amigos en el exilio porteño, Roberto Rufino y Alberto Marino lo animaron para que se lanzara e iniciara su carrera que a la postre, fue coronada por varios éxitos, acompañando diferentes orquestas de primer nivel.
Como la vida misma, la infancia y el tango crecieron juntos. De la mano e inspiración de nuestros mejores compositores, nacieron piezas hermosas dedicadas a este dulce ratito de la vida que pasa pronto, dejando huellas imborrables. El pibe, el purrete y el chiquilín, más las añoranzas de adultos por su infancia, fueron fuente de esos duendes que quedaron plasmados en tantas letras y músicas que los homenajearon. Algunos tristes, otros soñadores o nostálgicos y la mayoría en escenarios reales de un pasado que tuvo de todo, estos tangos inolvidables están grabados para la historia de nuestra música río platense. Hoy, en pleno siglo XXI y en otro contexto de vida, hay todavía muchos niños que no tienen lo bueno que merecen, por el hecho de transitar sus primeros años en injustos desamparos. Para beneplácito de nuestros seguidores, Tango Sensei nos brinda la posibilidad de poner ‘en el aire de este podcast', este programa evocador.
Hay voces en el Tango, que traen un sello inconfundible, un recorrido triunfal y un presente asombroso. Fue figura acompañando a grandes maestros como Don Osvaldo Pugliese, donde todo lo que grababa con él, sonaba a éxito asegurado, garganta y presencia privilegiada que hizo suspirar al público femenino y convencer al exigente tanguero masculino, que a la hora de bailar, tenía desde la cintura de la dama, la conducción y el acompañamiento de esa danza que encanta. En nuestro programa de hoy, homenajeamos la figura y voz de un cantante con registro de barítono, además compositor, que nació en Buenos Aires, pero ‘nos llegó de afuera', portando en su apellido una clara identidad, que resalta en su trayectoria. Hoy, todavía si nos damos una vuelta por Buenos Aires y su ruleta porteña, es posible que lo encontremos en algún rinconcito tanguero y deleitarnos con sus canciones. Estamos hablando de un cantorazo con sello de calidad y garantía de ayer, cuando solo cantaban los buenos; el señor Abel Córdoba.
Dice en su biografía que era un músico innato, intuitivo, gran bandoneonista y compositor de Tango. Pero en honor a la verdad, representó mucho más que eso, porque también fue un consagrado intérprete, artista exclusivo de aquella famosa y prestigiada Radio el Mundo. Formó su propia orquesta. Los cabarés de entonces y salones pitucos… y no tanto, conocieron de cerca su talento de tanguero exitoso. Sus temas, con letras de poetas del ambiente nocturno porteño, se conocieron en grabaciones y bailes de antaño. Era un músico ‘natural' y componía instalado en su inspiración, tuvo el tino de escribir un Tango - F.F.-, dedicado a su amigo, el cantante Francisco Fiorentino, gesto que conmovió a los compañeros y amigos de la familia del famoso Tano. Después de tener orquesta completa, en 1966 armó un extraordinario cuarteto. Siempre pegado a la música y a su Buenos Aires querido. Tango Sensei se propone transitar la bohemia río platense y presenta al gran director ALBERTO MANCIONE.
Maestro indiscutido del Tango. Pianista excepcional, lo apodaban el Chopin tanguero, talentoso como pocos, brilló con luz propia, creó una característica más un estilo único que rápidamente fue reconocido por los expertos. Fino compositor con un amplio sentido de la recordación, sus piezas quedaron grabadas para siempre en el universo tanguero. Se nos fue a muy temprana edad, ese hecho impidió que su fama haya trascendido con más justicia y reconocimiento. Su paso por la orquesta de Miguel Caló, supliendo a Héctor Stamponi, fue memorable, por los cambios que produjo. La creación de su propia orquesta y su debut en el mítico Café Marzotto, marcaron una época pródiga en el Tango. Se destacó como compositor de temas inolvidables, aunque muchos lo recuerdan por su clásico y maravilloso ‘Lluvia de estrellas', quedaron otras piezas que el público sigue recordando con gran aceptación y cariño.
El 4 de julio de 1992 nos dejó un genio de la música del siglo XX: Astor Piazzolla. Escuchamos su música en grabaciones al frente de su Quinteto Nuevo Tango: 'Tanguedia', 'Milonga loca', 'Milonga del ángel', 'Michelangelo 70', 'Soledad', 'Sur: los sueños', 'Sur: regreso al amor', 'Libertango', 'Decarísimo' e 'Invierno porteño'. Y 'Vuelvo al sur', composición a la que puso letra el cieneasta Pino Solanas, en la voz de Roberto Goyeneche y también cantada por Caetano Veloso. Escuchar audio
Muchos son los cantantes y orquestas de primer nivel que homenajearon al Zorzal, interpretando sus canciones, casi al borde de cumplir un siglo, alguna de ellas, que jamás pasan de moda y guardan una sorprendente recordación en el público. Voces y figuras sobresalientes de nuestra música ciudadana dijeron presente a la hora de rendirle culto a la imagen de Gardel. Desde Azucena Maizani, hasta el polaco Goyeneche, pasando por el negro Vidal, Edmundo -el gran- Rivero, hasta los más jóvenes, todos dejaron ese presente grabado en distintas épocas que hoy, Tango Sensei pone a disposicón de nuestros oyentes, este cuarta emisión de nuestro Pod cast, en homenaje luctuoso por el noventa aniversario de la muerte del ídolo de ayer hoy y siempre: Don Carlos Gardel.
En este mes de junio, de triste recuerdo para los tangueros de ley, también se nos produce cierta satisfacción, pensar que en ese fatídico 24 de junio de 1935, muere un ídolo y todos sus compañeros, pero nace una leyenda tan profunda y sabia como nuestra música. La imagen de Carlos Gardel se proyecta de manera definitiva, grabada para muchas generaciones que noventa años después, seguimos oyendo sus tangos y a intérpretes que lo siguen homenajeando de manera tan respetuosa como talentosa. El caso de nuestro programa de hoy, en tributo al zorzal, lo completa Rubén Juárez, el querido negro del blanco bandoneón, que se apresuró muy joven encaminándose para acompañar al morocho del abasto y juntos llenar el cielo de esta maravillosa música rioplatense más que centenaria, eterna. Con todas sus luces encendidas, Rubén le cantó a Gardel dejando en el disco toda su fuerza interpretativa. Nos dejó algunas joyas clásicas de composiciones gardelianas y otras con aires de campo, que nos siguen deleitando con sus letras y giros que evocan tiempos de canciones llenas de verdades y crudas realidades. Tango Sensei, en el tercer programa, se suma al entusiasmo de rendirle culto a nuestro mayor exponente, Don Carlos Gardel, hoy en la voz y presencia incomparable de Rubén Juárez.
Cantar tangos de Gardel no es cualquier cosa, hay que tener buena voz, originalidad y estilo, para no caer en comparaciones. Si hubo alguien que destacó interpretando sus temas fue El Varón del Tango, Julio Sosa, uno de los pocos cantantes de fuerte personalidad que pudo entonar temas del zorzal con calidad y frescura. Tenía una garganta privilegiada y una forma de ‘conversar el tango' que lo diferenciaban del resto, como alguien que sentía la presencia de Gardel en cada tema. Lo hizo con piezas inolvidables del zorzal y hasta se animó a cantar con guitarras, aquellas canciones camperas que estremecen por sus relatos y nos llevan a la cuna de nuestra música Río Platense. Julio se nos fue más joven que Gardel, su corta y exitosa carrera dieron muestra acabada de su calidad a la hora de cantar y actuar en un escenario. Los dos fueron grandes ídolos en distintos momentos del Tango, por eso en esta ocasión, queremos homenajear a nuestro ‘morocho del abasto', con un uruguayo de pura cepa, que supo dejar bien alto el nombre de nuestro inolvidable Carlos Gardel.
En este mes de junio, el día 24 se conmemora un año más de la muerte de nuestro máximo ídolo del Tango de todos los tiempos. Noventa años han pasado desde aquel trágico accidente de Medellín y aún su inspiración, sus cuerdas y su voz maravillosa, siguen tan vigentes como en aquel 1935, para transformarse e instalarse como ‘un clásico'. Son muy pocos cantantes y compositores que puedan soportar el paso de más de un siglo de permanencia. Los temas de su autoría musical y las exquisitas letras de poetas de alta gama que lo acompañaron, siguen sonando fuerte en algún ámbito musical del mundo. Obras de teatro actuales y de éxito, películas quién no recuerda al inmenso Al Pacino bailando ‘por una cabeza'-, más versiones renovadas de sus piezas, hasta en distintos ritmos, suenan con la misma intensidad y recordación maravillosa de antaño. Carlos Gardel representa la imagen viva del Tango, por esa y otras muchas razones que lo atesoran como máximo ídolo, nuestro programa dedicará cuatro emisiones en este ‘mes del Zorzal' para recordarlo como se merece, no sólo repasando su vasta historia musical, sino recreándonos, en distintos programas, con otros grandes cantantes que le grabaron sus exitosas composiciones. Si 20 años no eran nada nada para él, 90 son muy pocos como para olvidarnos de su enorme figura artística y el rico legado que nos dejó.
El director de 'El Larguero' valora la aclaración de la IFAB sobre el penalti de Julián Álvarez en el partido de Champions League ante el Real Madrid.
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La Venganza Será Terrible: todo el año festejando los 40 años Chacarerean Teatre, Palermo Alejandro Dolina, Patricio Barton, Gillespi Introducción • Entrada0:01:38 • Los jugadores de Boca, empanadas, metáforas, etc0:06:02, 0:08:12 "El valor metáforico de, si una empanada está cara es porque el costo de la vida es caro es muy cercano, ¿me entiende? Cuando una metáfora es muy cercana es ineficaz. Si usted dice, "una estrella parece una estrella", que es lo más cercano que puede estar una metáfora, tan cercana que no hay distancia. Bueno: es la más ineficaz de las metáforas. Si vos decís, por ejemplo, "un estrella, parece un diamante, y es un mundo", no sólo hiciste una metáfora, sino que hiciste dos. Y además hay, no sólo una distancia sino una gracia en la expresión." Segmento Inicial • El peligro de los juegos tradicionales para niños sin experiencia0:12:11 Segmento Dispositivo • La reina Isabel I de Inglaterra: costumbres extravagantes y sus dientes podridos0:54:40 • "Sugar Sugar" ♫ (The Archies, Everything's Archie, 1969) Segmento Humorístico • Señales de que estás empezado a salir con un imbécil Sordo Gancé / Trío Sin Nombre • Presentación • "Drive My Car" ♫ (The Beatles) • "Milonga del Peón del Campo" ♫ (Atahualpa Yupanqui) • "Muchacha Ojos de Papel" ♫ (Almendra) • "" ♫ () • "Ropa Sucia" ♫ (Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota) • "Por La Vereda Del Sol (On the Sunny Side of the Street)" ♫ (Jimmy McHugh/Dorothy Fields) • "Walternelson Man" ♫ (Herbie Hancock)
Fue una figura de larga trayectoria artística, que cubrió exitosamente su función como cantante y además brilló en el teatro, cine y televisión. Tenía el carácter de la fuertes, su propia vida plagada de dificultades al principio, resultó su mejor escuela. Se incorporó a labores comunicativas, coronando con éxito sus intervenciones como guía para muchas mujeres argentinas, su nombre lo dice todo; trabajo y dedicación intensa hasta el final de sus días. Alguien que el público nunca abandonó y la sigue recordando con amor como ‘Tita de Buenos Aires'. La gran Tita Merello!
Hoy, en nuestro programa, nos dedicamos a resaltar músicos talentosos de nuestra música y es el turno de un gran compositor y director de orquesta, cuya maestría quedó demostrada en su espléndida carrera. Un hombre de éxitos, respetado pero no del todo reconocido por el gran público, quizás porque en ese entonces, las más famosas orquestas brillaban en el universo tanguero. Sin embargo, sí fue ampliamente aceptado por los otros directores reconocidos de aquel Buenos Aires de antaño, a tal grado que sus grabaciones pasaron a la historia con buen nombre, a través de los años. Fue un excelente intérprete, que además paseó el Tango por España, la tierra de sus padres, con un rotundo suceso, sus giras se hicieron famosas en la principales capitales de la madre patria. Las variadas piezas de su autoría superaron con creces el correr de los años y hoy seguimos deleitándonos con ellas, algunas de gran renombre internacional.
Politics and tango might seem like separate worlds—but are they really?In this final episode of the season, I'm diving into the messy, often uncomfortable reality of how political views—whether personal, community-based, or global—can shape who we dance with, who we avoid, and how we feel at the milonga. From awkward cabeceos to full-on community rifts, politics shows up in tango whether we like it or not.This is one of the spiciest episodes I've recorded yet, and I hope it sparks reflection—whether you agree, disagree, or find yourself somewhere in the middle.Tango music can feel overwhelming, but it doesn't have to. IMSO Tango School Online helps you break down the music, understand phrasing, and make clear, musical choices in your dance—without overthinking.
Why do so many tango events fizzle out—even when they seem to be thriving?In this episode, I pull back the curtain on what it really takes to be a tango organizer. From the hidden financial stress to the emotional toll of community dynamics, I explore the real reasons so many events—and organizers—burn out.If you've ever wondered why your favorite milonga vanished, or considered organizing one yourself, this one's for you.Musicality isn't just about stepping on the beat—it's about knowing how to listen and respond. IMSO Tango School Online gives you a clear, structured way to learn phrasing, rhythm, and movement, so you don't have to guess.
A mitad del siglo XIX, en un rincón apartado del litoral uruguayo, nacería lo que para muchos fue la primera empresa alimentaria multinacional del mundo.Durante la Primera y la Segunda Guerra Mundial un producto en particular colocaría el nombre de Fray Bentos en el imaginario de millones de personas: el Corned Beef.***Este es un episodio especial de Gastropolítica en colaboración con el Programa Rutas Culturales y Creativas del Ministerio de Educación y Cultura.También está disponible en la app Rutas Culturales junto a otros recorridos del Patrimonio uruguayo***Narración y edición: Maxi GuerraMúsica original: Maxi MartínezMúsica adicional: Se utilizó música libre de derechos de Dan Lebowitz, NEFFEX, Chris Haugen y un extracto de "Milonga del solitario", de Alfredo Zitarrosa.Bibliografía citada:"Lemco. Un gigante de la industria cárnica en Fray Bentos, Uruguay", Ana Lewowicz"Economía comestible", Ha-Joon Chang"Fray Bentos: cómo una pequeña ciudad de Uruguay revolucionó nuestra forma de comer", artículo de Shafik Meghji para BBC Mundo.La instalación sonora en la Playa de Faena es obra de Ricardo Arbiza y Tae Hong ParkLa transmisión deportiva pertenece a Impacto FM 98.9 de Fray BentosAgradecimientos:Museo de la Revolución IndustrialMauro DelgrossoCamila LiuzziMarfrigLucía AguilarMauricio FernándezEmiliano ZeccaMauricio FonrodonaDaniel Gasaniga
How many brands can you name that secured national distribution at Whole Foods just weeks after launching? In this episode, we dive into one such success story: Yaza, a rapidly emerging brand of Lebanese-style labneh. We also test yet another "pizza wine" and chat about Hailee Steinfeld's angelic take on RTD cocktails. Show notes: 0:25: Call It A Tease. See Y'all Soon. Oh, Yes We Did. Marvelous Miami. We've Had Our Fill. First Look. – Melissa Traverse is buckled in for banter and has a surprise in store for BevNET's community. We're all headed to Anaheim in a couple weeks – reach out beforehand. Domino's collaboration with Yellowtail wine garners mixed reviews. We recap Taste Radio's Miami meetup and spread love to those who attended. Ray casts doubt at the viability of another celebrity-backed beverage alcohol brand, Melissa speaks about digestives and Swedish treats, Jacqui has “blue tea” and John unloads a box filled with early-stage brands. 35:51: Interview: Christian Karim Khalil, Founder & CEO, Yaza - Yaza specializes in Lebanese-style labneh, a creamy, dairy-based spread that has long been a staple in Middle Eastern cuisine. Launched in 2024, Yaza sets itself apart by emphasizing authenticity and health benefits, including high protein and probiotics. In this conversation, Christian shares how Yaza overcame early production challenges, why Whole Foods recognized the brand's potential, and how he is strategically evaluating potential collaborations to fuel further growth and expansion. Brands in this episode: Yaza, Yellowtail, Bang Energy, Milonga, Sky Barn, Fruga, Gorgie, Shōjō's Dojo, Little Saints, Lemonicious, Seasa, Scobucha, Verse, MAA+TE, La Gringuita Cookies, Leisure Hydration, OWYN, Brooklyn's Best, Hummii Snacks, Mela, Big Mama's Foods, Frutero Ice Cream, Coconut Cartel, Casalu, Angel Margarita, Wilderton Apertivio, Chikka Chikka, Kolsvart, Wilderton, Kamana, Blue Durango, Cuddle, Nooish, Grounded, Chubbies, Cedar's