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♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Se l'argomento della “trappola della felicità” ti risuona, puoi approfondire il tema nel mio libro “La cura della felicità” → Acquistalo quiQuesto episodio nasce in una di quelle notti delle ultime settimane in cui il mio terzo figlio ha praticamente smesso di dormire, e io mi sono ritrovata in quella stanchezza che ti fa perdere prospettiva… e ti fa credere che quello che stai vivendo non finirà mai.In quei momenti la tentazione è sempre la stessa: fare di più, reagire, provare qualsiasi cosa pur di uscire dal problema.Ma alcuni problemi (direi la maggior parte) non si risolvono così: più ti muovi in modo frenetico, più resti intrappolata dentro quello che stai vivendo.E da una parola che mi ha suggerito Michael, qualcosa in me si è acceso ed è nata questa riflessione.Molti di noi vivono aspettando che le cose si sistemino per poter finalmente stare bene. Come se esistesse un momento nel futuro in cui i problemi finiranno… e solo allora potremo vivere davvero.Ma la vita non è il momento in cui tutto si risolve. La vita è quello che succede, come noi agiamo mentre le cose sono difficili, sfidanti, imperfette.In questa puntata parliamo proprio di questo: di come affrontare qualsiasi problema senza aspettare che si risolva.Non con soluzioni magiche ma con un cambio di postura interiore molto concreto.In questo episodio riflettiamo su:– perché fermarsi, quando tutto dentro di te urla di reagire, è il primo vero atto di leadership sulla tua vita (e cambia subito come ti senti in relazione al problema)– perché avere una strategia ci aiuta nei momenti in cui non abbiamo certezze a smettere di subire e riprendere il timone– come capire se stai perseverando nella direzione giusta o se stai entrando nell'accanimento, imparando a leggere i segnali che contano davvero.Troverai esempi reali, domande chiave e un passaggio fondamentale: smettere di vivere da protagonista vittima travolta dagli eventi e iniziare a guardare la scena da fuori, con la possibilità di osservare e condurre.Capirai che fermarsi richiede sforzo, molto più sforzo di trovare una soluzione e che, soprattutto, non significa scappare. Fermarsi è il primo imprescindibile passo per riprendere le redini.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyleUnisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannel
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Se l'argomento della “trappola della felicità” ti risuona, puoi approfondire il tema nel mio libro “La cura della felicità” → Acquistalo quiQuesto episodio nasce in una di quelle notti delle ultime settimane in cui il mio terzo figlio ha praticamente smesso di dormire, e io mi sono ritrovata in quella stanchezza che ti fa perdere prospettiva… e ti fa credere che quello che stai vivendo non finirà mai.In quei momenti la tentazione è sempre la stessa: fare di più, reagire, provare qualsiasi cosa pur di uscire dal problema.Ma alcuni problemi (direi la maggior parte) non si risolvono così: più ti muovi in modo frenetico, più resti intrappolata dentro quello che stai vivendo.E da una parola che mi ha suggerito Michael, qualcosa in me si è acceso ed è nata questa riflessione.Molti di noi vivono aspettando che le cose si sistemino per poter finalmente stare bene. Come se esistesse un momento nel futuro in cui i problemi finiranno… e solo allora potremo vivere davvero.Ma la vita non è il momento in cui tutto si risolve. La vita è quello che succede, come noi agiamo mentre le cose sono difficili, sfidanti, imperfette.In questa puntata parliamo proprio di questo: di come affrontare qualsiasi problema senza aspettare che si risolva.Non con soluzioni magiche ma con un cambio di postura interiore molto concreto.In questo episodio riflettiamo su:– perché fermarsi, quando tutto dentro di te urla di reagire, è il primo vero atto di leadership sulla tua vita (e cambia subito come ti senti in relazione al problema)– perché avere una strategia ci aiuta nei momenti in cui non abbiamo certezze a smettere di subire e riprendere il timone– come capire se stai perseverando nella direzione giusta o se stai entrando nell'accanimento, imparando a leggere i segnali che contano davvero.Troverai esempi reali, domande chiave e un passaggio fondamentale: smettere di vivere da protagonista vittima travolta dagli eventi e iniziare a guardare la scena da fuori, con la possibilità di osservare e condurre.Capirai che fermarsi richiede sforzo, molto più sforzo di trovare una soluzione e che, soprattutto, non significa scappare. Fermarsi è il primo imprescindibile passo per riprendere le redini.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyleUnisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannel
Questo episodio è diverso dagli altri, e lo sentirai subito. Siamo arrivati al capitolo diciotto, l'ultimo, quello che chiude il cerchio e che, come spesso accade, non parla di una tecnica in più da imparare, ma di una postura interiore da recuperare. L'umiltà, appunto, dulcis in fundo. Un tema scomodo, frainteso, spesso associato alla sottomissione, alla rinuncia, alla debolezza, quando invece ha molto più a che fare con l'intelligenza relazionale, con l'ascolto autentico e con il rispetto profondo dei limiti, propri e altrui. In questo capitolo ti accompagno a guardare l'umiltà da un'angolazione diversa, lontana dall'idea di farsi piccoli e molto più vicina alla capacità di stare nella relazione senza invaderla, senza colonizzarla, senza dare per scontato di sapere già tutto. È un finale che non chiude, ma apre. Un invito a rallentare, a fare un passo indietro quando serve, e a riscoprire quella curiosità dell'altro che rende le relazioni più sane, più vere, più vivibili. Buon ascolto, e buon ultimo tratto di cammino insieme.
In questo capitolo entriamo in un territorio che diamo tuttiper scontato, ma che scontato non è affatto. L'ascolto. Una parola semplice, quotidiana, apparentemente innocua, che però nasconde una quantità impressionante di fraintendimenti, automatismi e vere e proprie distorsionirelazionali. Partendo da una riflessione che affonda le radici moltolontano, fino ad arrivare alle dinamiche più comuni della vita di oggi, provo a mostrarti come ascoltare non sia una tecnica da imparare a memoria, ma una postura interiore, una scelta di presenza e, prima ancora, una forma di rispetto. In questo capitolo distinguiamo diverse qualità di ascolto,da quello più povero e anestetizzato a quello capace di creare connessione, risonanza emotiva e trasformazione reciproca. Se hai mai avuto la sensazione di parlare senza essere davvero ascoltato, o se ti sei sorpreso ad ascoltarequalcuno solo a metà, questo capitolo è anche per te. Perché il modo in cui ascoltiamo dice molto più di noi di quanto immaginiamo.Buon ascolto!
In questo capitolo entriamo in un territorio apparentementeinnocuo, fatto di parole comuni, di espressioni che usiamo ogni giorno senza pensarci troppo e che proprio per questo diventano pericolose. Perché il problema non è ciò che diciamo quando scegliamo con cura le parole, ma ciò chediciamo in automatico, quando abbassiamo la soglia di attenzione e lasciamo che sia l'abitudine a parlare per noi. Il capitolo 16 è un invito a rallentare, ad ascoltarci mentre parliamo e a renderci conto di quanto alcune formule linguistiche, che consideriamo normali o addirittura educate, lavorino in realtà contro di noi e contro la relazione. Parole che sabotano l'intenzione, che confondono ilmessaggio, che accendono resistenze emotive invece di creare connessione. Se ti è mai capitato di dire una cosa con le miglioriintenzioni e ottenere l'effetto opposto, questo capitolo parla anche di te. E forse, ascoltandolo, inizierai a notare quante volte una singola parola può fare la differenza tra avvicinare e allontanare, tra chiarire e complicare, tra prendersi responsabilità e scaricarla altrove. E come sempre, più che capire, prova a osservarti mentrecomunichi. È lì che succede il vero cambiamento. Buon ascolto.
Ospite in studio della trasmissione Corrado Tinterri, direttore della Breast Unit di Humanitas, con il quale parliamo del campanello d'allarme lanciato da più parti sul futuro cupo che attende la sanità italiana per la carenza di personale medico e infermieristico. Prima però, con Andrew Spannaus, ampio spazio all'attualità internazionale e, in particolare, al trilaterale ospitato negli Emirati tra Usa, Russia e Ucraina per cercare di porre fine al conflitto tra Mosca e Kiev.
In questo capitolo entriamo in uno di quei territori chetutti attraversiamo ogni giorno, ma quasi sempre senza rendercene conto. Lo sguardo. Gli occhi. Quel canale silenzioso e potentissimo attraverso cui comunichiamo desiderio, sfida, presenza, distanza, rispetto, dominio, connessione. Siamo convinti di parlare soprattutto con le parole, e invece spesso è uno sguardo a dire tutto prima ancora che la bocca si apra. Uno sguardo che si dilata, che si restringe, che si abbassa o che regge. Uno sguardo che accoglie o che esclude. Uno sguardo che registra l'altro o che lo ignora, e che per questo può creare armonia oppure attrito, intimità oppure guerra fredda. In questo, che è uno degli ultimi capitoli del libro, ti accompagno dentro i codici oculari più profondi e meno consapevoli: quelli che parlano di attrazione e di conflitto, di coppia e di territorio, di educazione sociale e di potere relazionale. Perché capire cosa diciamo con gli occhi significa diventare molto più responsabili di ciò che comunichiamo, anche quando pensiamo di non stare comunicando affatto.Buon ascolto!
Google Trends con Gemini: eliminate 4 funzioni FONDAMENTALI!https://www.youtube.com/watch?v=p5gSM09finIGoogle Trends con Gemini presenta in effetti qualche miglioramento anche interessante, ma quello che perderemmo sarebbe troppo.Sicuri che sia un miglioramento auspicabile?
In questo capitolo ti porto dentro uno di quei temi chesembrano semplici, quasi banali, e invece nascondono una complessità sorprendente. Il sorriso è uno di quei segnali che tutti usiamo, spessosenza pensarci, convinti che sia sempre e comunque una buona idea. Ma non è così scontato. Parleremo di cosa distingue un sorriso autentico da uno dicircostanza, di perché certi sorrisi creano connessione e altri generano diffidenza, e di come il sorriso, se mal dosato, possa perdere valore invece di crearne. Entreremo anche in una piccola parentesi anatomica, perché capire cosa succede nel corpo aiuta a non cadere nelle scorciatoie motivazionali e nelle ricette facili. È un capitolo che mette in discussione l'idea del sorrisocome strumento da usare per piacere, vendere o ottenere consenso, e lo riporta al suo posto naturale: quello di segnale relazionale, potente solo quando è vero, sentito e rispettoso dell'altro. Se hai mai avuto la sensazione che certi sorrisi ti mettanoa disagio, o che il tuo venga frainteso, qui troverai qualche chiave di lettura utile. Buon ascolto.
Onda anomala di 1-0 e 0-1, certo un risultato frequente, certo sono stati oggettivamente troppi ma soprattutto nelle partite “sbagliate”.Avranno fatto festa gli “shortisti” amanti di under e nogol, noi siamo più “bullish” sui gol, che rimane lo scopo del gioco ed il trigger delle emozioni dei tifosi.Gol che sono, come sempre, solo rimandati. Chi gioca con calma, guidato da una strategia solida e non da reazioni dettate dal momento, si potrà sedere con calma e aspettare i gol al prossimo giro, o il successivo, cambia poco, la stagione è ancora molto lunga.Chi è passato per caso per un colpo volante, magari inizierà a comprendere ed a costruire, una mattonella alla volta.È chiaro che, in tutti i 21 campionati attivi, ci sono state anche tante buone opportunità, per questo è importante varcare i confini italiani in cerca dell'ottimizzazione del rischio.Aspettiamo la chiusura della giornata con il Monday Night ancora da giocare, vediamo se torna a vincere almeno il raddoppio quotidiano, entrato sia venerdì che sabato, ma saltato ieri. Per due 1-0, ovviamente.
Questo capitolo è uno di quelli che, se mi segui da un po',sai quanto mi stia a cuore. Perché parlare di assertività non significa imparare qualche tecnica comunicativa da usare all'occorrenza, ma fare un vero e proprio salto di maturità emotiva. Essere assertivi, infatti, ha molto più a che vedere con l'essere adulti che con il saper parlare bene. Qui ti accompagno dentro un tema tanto citato quanto poco compreso, partendo da Dale Carnegie e arrivando alle nostre difficoltà quotidiane nel dire no, nel porre confini, nel non disturbare, nel non sembrare scortesi. Vedremo insieme perché l'assertività non è né passività né aggressività, ma una posizione centrale, scomoda, faticosa e proprio per questo profondamente sana. Se nelle tue relazioni ti capita di ingoiare rospi, oppure di esplodere quando sei già saturo, questo capitolo potrebbe darti qualche chiave di lettura preziosa. Non per diventare perfetto, ma per diventare un po' più adulto, un po' più coerente, un po' più rispettoso di te e degli altri.Buon ascolto!
In questo capitolo entriamo in un territorio che tutticonosciamo fin troppo bene, quello delle lune storte altrui e delle conseguenze che rischiano di avere anche sul nostro equilibrio emotivo. Perché basta incrociare la persona sbagliata nel giorno sbagliato e, senza nemmeno accorgercene, ci ritroviamo risucchiati in dinamiche di difesa, giustificazione e logoramento psicologico. Dinamiche che non nascono da un errore reale, ma da accusevaghe, generalizzanti, spesso pronunciate più per scaricare un malumore che percercare una soluzione. In questo dodicesimo capitolo ti accompagno a riconoscerequeste trappole comunicative, a capire perché difendersi è quasi sempre la mossa peggiore e a scoprire come una semplice domanda, posta nel modo giusto, possa ribaltare completamente il gioco. Parleremo di lavoro, di relazioni, di capi, partner e figure che, nelle loro giornate storte, rischiano di trasformarsi in accusatori seriali. E soprattutto parleremo di come restare centrati, lucidi e padroni del ring, anche quando l'altro prova a trascinarti alle corde.Buon ascolto!
In questo capitolo entriamo in uno dei territori più delicati e scivolosi della vita emotiva: la coppia. Non la coppia idealizzata, raccontata nei film o difesa a colpi di buone intenzioni, ma quella reale, quotidiana, fatta di aspettative, silenzi, ruoli che si cristallizzano e chimiche che cambiano senza chiedere permesso. Parleremo dei giochi vittima e carnefice, di come spesso ci rifugiamo in una posizione apparentemente morale ma emotivamente sterile, e di quanto questa dinamica abbia poco a che vedere con l'amore e molto con l'identità. Vedremo perché aspettarsi che l'altro cambi, capisca da solo o torni com'era è una delle strategie più efficaci per sabotare una relazione. Ti accompagnerò anche dentro le fasi chimiche della coppia, perché sì, per quanto possa essere poco poetico dirlo, dietro ogni grande coinvolgimento emotivo c'è un cocktail di sostanze che governa desiderio, attaccamento e disillusione. Capirle non toglie magia all'amore, ma restituisce lucidità. Questo capitolo è un invito a smettere di guardare la relazione come spettatori indignati e a iniziare a viverla da protagonisti responsabili, capaci di confini, di comunicazione adulta e di rispetto per sé e per il NOI. Se sei pronto a farti qualche domanda scomoda, sei nel posto giusto.Buon ascolto.
Quando arrivo alla parola seduzione, mi accorgo ogni volta di quanto questo tema venga maneggiato come fosse roba da romanzo rosa o da manuale di conquista da quattro soldi. In realtà, la seduzione è molto più antica, più sottile, più biologica di quanto vogliamo ammettere. È una forza che ci accompagna da sempre e che lavora nelle pieghe più intime della comunicazione umana, spesso molto prima che una parola venga pronunciata. In questo capitolo provo a prendere per mano chi ascolta e portarlo dietro le quinte di quel gioco silenzioso fatto di sguardi che durano un attimo di più, piccoli movimenti del corpo, distanze che si accorciano un passo alla volta, sorrisi che parlano una lingua tutta loro. Perché, al di là dei cliché che ci hanno raccontato, la seduzione è soprattutto un dialogo non verbale. Una danza, dove ogni gesto ha un senso e ogni variazione minima può aprire o chiudere una porta. E così scopriremo insieme che la regia, nella maggior parte dei casi, appartiene alla donna, che l'uomo spesso naviga a vista sperando di interpretare correttamente i segnali, e che gran parte degli errori nasce proprio dal non saper leggere questo linguaggio antico come la specie. È un viaggio leggero e ironico, certo, ma anche profondamente umano. Perché capire la seduzione significa capire una parte essenziale delle nostre relazioni. E, in fin dei conti, capire un po' di più anche noi stessi.Buon ascolto!
Il capitolo nove è uno di quei terreni scivolosi in cui ti ritrovi a camminare spesso con le scarpe slacciate senza neanche accorgertene. Perché la questione delle menzogne, nella vita di tutti i giorni, è proprio così. Un'increspatura appena percettibile che però, se non stai attento, rischia di trasformarsi in un'onda lunga capace di sbilanciare anche le relazioni più solide. Me lo senti dire spesso: poche cose fanno nascere più fantasmi del sospetto che l'altro non stia dicendo la verità. E quei fantasmi, quando si mettono in moto, sanno essere implacabili. In questo episodio provo a fare un po' di luce su quel bisogno quasi ancestrale di smascherare chi mente, che spesso ci fa cadere nelle braccia di chi giura di possedere metodi infallibili per leggere il corpo degli altri come fosse un manuale d'istruzioni. Ma davvero esiste un modo certo, verificabile, scientifico per capire se qualcuno sta dicendo una bugia? Oppure quello che cerchiamo è un'illusione rassicurante, capace di lenire le nostre insicurezze ma non di darci risposte reali? Ti accompagno dentro questo viaggio con la stessa schiettezza che uso sempre. Parleremo di emozioni, di segnali ambigui, di guru improvvisati, di innocenti messi sotto torchio come se fossero colpevoli e, naturalmente, di quel desiderio un po' ingenuo che tutti abbiamo avuto almeno una volta: capire la verità a colpo d'occhio. È un terreno minato, ma è anche il luogo in cui impariamo a distinguere l'osservazione attenta dalla paranoia, l'indizio dall'accusa, la relazione viva dal tribunale improvvisato. Se ti interessa davvero capire qualcosa in più delle menzogne, delle nostre interpretazioni spesso sbagliate e delle trappole in cui possiamo cadere quando cerchiamo conferme ai nostri sospetti, questo è il capitolo giusto. Si parte da una domanda semplice, che però semplice non è affatto: e se l'altro mentisse?Buon ascolto.
Ci sono capitoli che ti accompagnano con passo leggero, quasi sorridendo. E poi ci sono quelli che, appena li inizi, senti che stanno per toccare un nervo scoperto. Questo è uno di quelli. Perché qui non parliamo più soltanto di leggere un gesto fugace o un microsegnale che scappa dal viso dell'altro, ma entriamo in una zona più profonda, quella in cui ognuno di noi si porta dietro la sua intima maniera di desiderare, di legarsi, di farsi catturare. È una sfumatura sottile, di quelle che si vedono meglio che si spiegano, e che spesso mettono a nudo più noi stessi che le persone con cui ci relazioniamo. In questo episodio ti accompagno dentro quella differenza che Benemeglio definisce distonia dell'essere e distonia dell'avere, due tendenze emotive che tutti, nessuno escluso, ci portiamo cucite addosso. Non è un viaggio accademico, non è un trattato di psicologia, è piuttosto una passeggiata un po' scomoda ma illuminante tra i meccanismi che guidano il nostro coinvolgimento, il nostro desiderio e il modo in cui rispondiamo ai gesti e alle parole degli altri. Scoprirai perché alcune persone ci catturano proprio quando si fanno attendere e perché altre, invece, ci parlano dritto al cuore quando si offrono subito, senza giri di parole. Te lo dico già: qui dentro potresti riconoscerti davvero. E se succede, prendila come una piccola occasione per capire meglio non solo chi hai davanti ma anche chi sei tu quando ami, quando comunichi, quando ti avvicini e quando ti allontani. Questa è la porta d'ingresso del capitolo otto: una volta dentro, potresti sorprenderti.Buon ascolto!
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCIniziamo a vedere gli elementi più importanti della mentalità romantica, partendo dal ruolo del sentimento e dell'arte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-filosofia--4778244/support.
In questo nuovo capitolo ti porto dentro uno dei territori più affascinanti e, a volte, più scomodi dell'essere umano. È il luogo in cui le emozioni si muovono davvero, dove l'inconscio si organizza le proprie rotte per andare a caccia di ciò che gli serve per sentirsi vivo, a prescindere dal fatto che per la nostra parte adulta quelle emozioni siano una carezza o una stilettata. Qui capiamo perché spesso ci raccontiamo una storia mentre il corpo, invece, ne racconta un'altra molto più sincera. E soprattutto scopriamo come mai certe dinamiche resistono, si incollano addosso, e ci tengono in equilibrio dentro gabbie che conosciamo fin troppo bene. Se vuoi capire dove si annidano i movimenti emotivi più potenti della tua vita, questo è il punto esatto da cui partire.Buon ascolto!
In questo episodio entro in uno dei territori più affascinanti e sottovalutati della comunicazione umana, quello in cui le parole non bastano più e tutto si gioca nei metamessaggi, nelle sensazioni a pelle, nei piccoli segnali del corpo che parlano prima ancora della nostra voce. È il capitolo in cui ci rendiamo conto che ciò che comunichiamo davvero non è quello che diciamo, ma quello che l'altro comprende, interpreta e sente sulla propria pelle mentre si relaziona con noi. Qui ti accompagno a scoprire quel GPS interiore che tutti possediamo e che spesso ignoriamo, il Sistema Limbico, un apparato meraviglioso che da sempre ci guida nella comprensione delle emozioni altrui, anche quando non ne siamo consapevoli. È lo stesso GPS che ci permette di capire, in tempo reale, se stiamo andando nella direzione giusta nei nostri scambi comunicativi oppure se, senza accorgercene, stiamo facendo deragliare la relazione. Parlo del linguaggio analogico del corpo, di pruriti improvvisi e movimenti minuscoli che sembrano niente ma dicono tutto, di come possiamo usare questi segnali non per manipolare l'altro in modo sporco, ma per creare relazioni sane, nutrienti e davvero rispettose dei bisogni emotivi reciproci. Ti mostro perché l'ascolto, quello vero, resta la prima legge di ogni comunicazione efficace e perché far parlare l'altro è uno dei più potenti gesti d'amore che possiamo compiere. In breve, questo capitolo è un viaggio dentro quel lato nascosto della comunicazione che determina gran parte del nostro benessere nelle relazioni fondamentali. Una lente nuova attraverso cui osservare l'altro, ma soprattutto noi stessi, mentre ci muoviamo nel mondo emotivo che abitiamo ogni giorno.Buon ascolto!
Oggi si parla di cosa servirebbe a Tonno per la casa, di crossfit, di cosa c'è nel nostro frigo e tante altre cose prese dai vostri messaggi vocali.Sostieni questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/space-valley-live--5686515/support.Live su Youtube: https://youtu.be/-H5fKO7kJjYSegui le LIVE su Twitch: https://www.twitch.tv/spacevalleyDal Lunedì al Giovedì alle ore 9:00!Shop Ufficiale Space Valley: https://spacevalley.shop/Canale Yakety-Yak: https://www.youtube.com/@YaketyYakSpace Valley: https://www.youtube.com/@vallespazialeInstagram: https://www.instagram.com/vallespazialeTelegram: https://t.me/vallespazialeAround the Valley: https://www.youtube.com/AroundtheValley
Ci sono autori che restano nell'ombra delle loro stesse teorie, travolti da citazioni che li semplificano fino a snaturarli. Albert Mehrabian è uno di questi. In questo capitolo lo tiro fuori da quella nebbia, per restituirgli dignità e per capire davvero cosa aveva scoperto sul linguaggio umano. Prima, però, passo da Palo Alto, dove Paul Watzlawick ci ricorda che non si può non comunicare, nemmeno nel silenzio. Da lì si apre un viaggio nel cuore del “come” comunichiamo: tra sguardi, toni, gesti, persino nelle e-mail fredde e burocratiche che ogni giorno attraversano le nostre relazioni. Un capitolo che non parla solo di teoria, ma di presenza. Di quell'alchimia invisibile che trasforma ogni parola in relazione, e ogni gesto in messaggio.Buon ascolto!
È passato poco più di un anno dall'arrivo in Italia di Dojo, paytech britannica attiva indiversi Paesi. Dojo è una delle tante realtà che puntano a intercettare la crescente digitalizzazione deipagamenti nel mercato italiano Al Salone dei Pagamenti di fine ottobre abbiamo incontrato il GeneralManager Italia, Antonio Di Berardino, e ci siamo fatti raccontare come è andato questo primo anno.
Cosa cerchiamo davvero nelle relazioni? Dietro parole come empatia, rispetto o condivisione si nasconde un bisogno più profondo, che attraversa culture, età e storie personali: il bisogno di riconoscimento. In questo capitolo rifletto su ciò che muove ognuno di noi nel rapporto con gli altri, partendo da una semplice domanda fatta sui social e arrivando agli studi di grandi maestri come Spitz, Berne, Benemeglio, Goleman e Stern. Un viaggio che ci porta a capire perché desideriamo essere visti, ascoltati e compresi, e come l'empatia, più che una qualità innata, sia un dono che si impara - spesso già nei primi sguardi della nostra vita.Buon ascolto!
In questo terzo capitolo, entro nel cuore di un tema che attraversa ogni relazione autentica: la coerenza. Parlo di cosa significa davvero “camminare le proprie parole”, ovvero far sì che ciò che diciamo trovi riscontro nei nostri gesti, nelle nostre scelte, nei nostri silenzi. Racconto quanto sia facile definirsi attraverso ruoli e titoli, e quanto invece sia più profondo riconoscere che siamo anche – e forse soprattutto – il modo in cui gli altri ci percepiscono. Perché in fondo, non basta sapere chi siamo: serve anche accorgerci di come ci muoviamo nel mondo. Un viaggio tra identità, relazioni e verità personale, per imparare a camminare sopra le nostre stesse parole, passo dopo passo.Buon ascolto.
Predicazione espositiva del Pastore Jonathan Whitman di Matteo capitolo 8 versetti da 28 a 34. Registrata presso il Centro Evangelico Battista di Perugia il 12 ottobre 2025.Titolo del messaggio: "Che uomo è mai questo? Tre riconoscimenti fondamentali sul Re Messia"MATTEO 8 V28-3428 Quando fu giunto all'altra riva, nel paese dei Gadareni, gli vennero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così furiosi che nessuno poteva passare per quella via. 29 Ed ecco si misero a gridare: «Che c'è fra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?» 30 Lontano da loro c'era un grande branco di porci al pascolo. 31 E i demòni lo pregavano dicendo: «Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci». 32 Egli disse loro: «Andate». Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; e tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare e morirono nell'acqua. 33 Quelli che li custodivano fuggirono e, andati nella città, raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. 34 Tutta la città uscì incontro a Gesù e, come lo videro, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.
In questo episodio parliamo di come passare dall'incontro del team, alla formalizzazione del Playbook Collaborativo e come renderlo un documento pronto da vivere e utilizzare.Per materiali e approfondimenti, ecco il link al Gruppo LinkedIn: https://www.linkedin.com/groups/9510042/#TEAMEI
Episodio dopo episodio, questo viaggio continua a esplorare i meccanismi che tengono in vita — o che fanno inciampare — le nostre relazioni. Nel secondo capitolo di MANUALE PER REALZIONI FONDAMENTALI, mi soffermo su un tema che ci riguarda tutti, anche quando non ce ne accorgiamo: il modo in cui giochiamo con gli altri. Non parlo solo di sport o di lavoro, ma del gioco quotidiano delle interazioni umane, dove qualcuno vince e qualcun altro perde. Qui metto in discussione proprio il modello di cui ho parlato nel 1° capitolo, il gioco a somma zero, per aprire la porta a un approccio diverso, più evoluto e più umano: quello a somma diversa da zero. Tra formiche e formicai, squadre e aziende, si fa strada una riflessione sulla vera intelligenza dei gruppi e su quanto il benessere collettivo influenzi il nostro stesso equilibrio emotivo. Un invito a spostare lo sguardo dal cortile personale all'insieme dei cortili, per scoprire che quando vinciamo insieme, stiamo meglio tutti.Buon ascolto.
Il primo capitolo di MANUALE PER REALZIONI FONDAMENTALI si apre con un passo tratto dal libro di Marlo Morgan "... E venne chiamata due cuori".Uno spunto per parlare del cosiddetto "gioco a somma zero", ovvero una dinamica relazionale in cui uno vince e l'altro perde.Buon ascolto.
In questo primo episodio, puoi ascoltare, letta da me, l'introduzione al mio primo saggio MANUALE PER RELAZIONI FONDAMENTALI, pubblicato nel 2020 da EDIBOM Edizioni Letterarie e disponibile su Amazon.Nei prossimi episodi leggerò, uno per uno, tutti i capitoli e avrai a disposizione un audiolibro completo.Puoi creare tu stesso una playlist per raccogliere tutti gli episodi e averli a portata di ascolto quando vuoi.Buon ascolto.
Viviamo nell'era dello scroll infinito, della distrazione e della diffidenza. In questo scenario ipercompetitivo, come può un'azienda attirare davvero l'attenzione e trasformare un lead in cliente?
Tutte le "regole" istituite da Max Allegri nella sua nuova avventura al MilanDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Parla l'esperto di funghi Maurizio Donelli: tra curiosità, consigli utili e regole da non dimenticare quando si raccolgono
Prima partecipazione di Giorgia Meloni da premier al Meeting di Comunione e Liberazione. "Non abbiamo esitato un solo minuto a sostenere il diritto all'autodifesa di Israele dopo l'orrore del 7 ottobre - ha affermato - ma allo stesso tempo non possiamo tacere ora di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità mietendo troppe vittime innocenti arrivando a coinvolgere anche le comunità cristiane".
Non perderti l'evento gratuito dal 7 al 14 settembre, L'ITALIANO NON SI STUDIA, SI RESPIRA. Iscriviti qui alla lista d'attesa: https://eventorespiraitaliano.italianoperlavita.com In questo podcast scoprirai 3 concetti chiave per migliorare la tua vita: 1- Regola 80/20 – Focalizzati su ciò che conta davvero. 2- Costanza – Piccoli passi ogni giorno portano grandi risultati. 3- Semplificare – Elimina il superfluo per vivere meglio.Tre principi semplici ma potenti che possono trasformare il tuo tempo, le tue energie e i tuoi risultati.Capitoli del podcast:0:00 Introduzione2:21 - La Regola 80-207:54 - La Costanza12:48 - Semplificare19:33 - Conclusione
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Paglia:" Alla LAzio mancano i fondamentali della comunicazione" Bezzi:" Lazio club in difficoltà per il blocco del mercato" Tosatti:"Sarri sarà in grado di andare oltre le difficoltà"
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Le iscrizioni a Italiano Per La Vita riaprono il 12 maggio! Iscriviti alla lista d'attesa qui per non perderti l'apertura: https://italianoautomatico.lpages.co/lista-dattesa-italiano-per-la-vita/Vuoi imparare l'italiano in modo naturale, senza stress e con risultati veri? In questo video ti spiego 6 principi fondamentali del Metodo Naturale, un approccio efficace e supportato dalla scienza per apprendere davvero una lingua. È il primo episodio di una miniserie di 3 video in cui vediamo insieme i principi fondamentali del metodo naturale!Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione4:47 - Il Concetto Chiave: “Input Comprensibile”10:33 - Non “Studiare” L'italiano… Vivilo!13:57 - Perché L'output (Parlare E Scrivere) Non Viene Prima20:04 - La Motivazione È Più Importante Della Grammatica24:14 - Come Creare Le Condizioni Perfette Per Imparare L'italiano26:08 - Conclusione
Manifesto di Ventotene: cos'è, spiegazione semplice e punti fondamentali del testo di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni.
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Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ti sei mai chiesta cosa serve DAVVERO per avere successo? Spoiler: non è solo una cosa. Il talento? Non basta. Le competenze? Fondamentali, ma da sole non sono la chiave. Il duro lavoro? Essenziale, ma deve essere strategico. E poi c'è un elemento senza il quale nulla di tutto questo è sostenibile… Viviamo in una società che glorifica il successo come se fosse il risultato di un colpo di fortuna o di un talento innato. Ma la verità è un'altra: il successo è una combinazione di fattori, e il peso di ciascuno di essi può cambiare in base a come scegli di costruire la tua strada. In questo episodio smonto i miti più comuni, ti racconto cosa ha fatto davvero la differenza nel mio percorso e ti lascio con strumenti concreti per capire su cosa focalizzarti per ottenere risultati reali. Sei pronta a cambiare prospettiva e agire con intenzione?
A BUON POME, Maxi B elenca una serie di "ingredienti" che formano la base caratteriale e non solo dei 12 segni zodiacali.Tu di che segno sei? Ti riconosci in questi "ingredienti?"Buon ascolto.
Predicazione espositiva del Pastore Jonathan Whitman di Matteo capitolo 5 versetti da 13 a 16. Registrata presso il Centro Evangelico Battista di Perugia il 26 Gennaio 2025.Titolo del messaggio: "Sei utile o inutile? Tre attributi fondamentali dei veri cittadini del cielo"MATTEO 5 V13-1613 «Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, 15 e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
NEW! MONTY TOUR 2025, QUI I BIGLIETTI https://www.ticketone.it/artist/montemagno/ VUOI SAPERNE DI PIÙ SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE? ISCRIVITI GRATUITAMENTE AL MIO CORSO: https://free.marcomontemagno.com/evento-online-ev/
Affittasi utero è un podcast della bioeticista Chiara Lalli che confuta, uno a uno, gli argomenti più diffusi contro la gestazione per altri. Come liberare lo sport femminile dagli stereotipi patriarcali? Se lo domandano diverse esperte in una raccolta di saggi intitolata Fondamentali. Il cantautore australiano Nick Cave esce con Wild God, un nuovo album pieno di misticismo e rivelazioni. Fotografia e arte sono i due grandi temi intorno a cui ruota il festival PhEST di Monopoli in Puglia.CONChiara Lalli, bioeticista e giornalistaElena Marinelli, scrittriceGiovanni Ansaldo, editor di musica di InternazionaleArianna Rinaldo, curatrice di PhEST, festival di arte e fotografia di MonopoliSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità . Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Produzione di Claudio Balboni e Vincenzo De Simone.Musiche di Carlo Madaghiele, Raffaele Scogna, Jonathan Zenti e Giacomo Zorzi.Direzione creativa di Jonathan Zenti.Affittasi utero: https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/comunicati/e-online-affittasi-utero-il-podcast-di-chiara-lalli-sulla-gravidanza-per-altriFondamentali: https://www.youtube.com/watch?v=BQsLMEA7j2Q&t=35sNick Cave:https://open.spotify.com/intl-it/album/0TRr4JGEPJ4eAb5QKRaunf?si=aEmo8xy6TJyDqpJNZqrIQw&nd=1&dlsi=08f19f19269f4131PhEST:https://www.youtube.com/watch?v=aEaldosICdI
Le nostre parole sono potenti e rivelano a noi stessi quanto temiamo (o non temiamo) il Signore. Predicazione espositiva del Pastore Daniel Ransom di alcuni brani dei Proverbi. Registrata presso il Centro Evangelico Battista di Perugia l'1 Settembre 2024.
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