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Le ultimissime sulle probabili formazioni di Inter-Bodo Glimt, Champions League, fuga Serie A, conferenza Chivu e non solo.
Basta scorrere qualche pagina social per trovare, ciclicamente, foto, ricordi e ora - grazie all'intelligenza artificiale - anche animazioni che raccontano la bellezza e quasi il lato poetico di tante linee ferroviarie che, all'inizio del secolo scorso, caratterizzavano l'alto vicentino e l'altopiano dei Sette Comuni. Prima di un addio che ancora fa discutere.
Perché soffriamo così tanto nelle relazioni? Perché molte emozioni negative sembrano nascere dal nulla? Perché tutto diventa personale, pesante, carico di significato? Siamo immersi in un'epoca che ci sprona costantemente a "trovare spazio per noi stessi", a rivendicare tempo e attenzioni. È un invito legittimo, persino necessario: prendersi cura del proprio benessere è un atto di responsabilità. Tuttavia, esiste un confine sottile, spesso invisibile, oltre il quale la sana cura di sé scivola in una forma di ipertrofia dell'Ego. Senza accorgercene, finiamo per costruire un mondo in cui ogni pensiero, ogni emozione e ogni evento ruotano attorno a un unico centro gravitazionale: noi stessi. Questa condizione non è una scelta consapevole, ma un meccanismo automatico che si manifesta attraverso tre distorsioni principali:L'Egocentrismo Percettivo: È come guardare il mondo attraverso una lente deformante che riporta tutto al "me". Ogni sguardo altrui, ogni parola non detta, ogni coincidenza viene interpretata come un messaggio diretto alla nostra persona. Iniziamo a vivere la vita come una continua bilancia tra ciò che sentiamo di meritare e ciò che ci viene "tolto".L'Attribuzione di Ipersignificato: Ogni piccolo intoppo o successo diventa una prova schiacciante della nostra identità. Se falliamo in un compito, non è un evento isolato, ma la "conferma" di non valere nulla; se qualcuno ci critica, diventa la "dimostrazione" che il mondo è contro di noi.L'Ipercontrollo Difensivo: Viviamo in uno stato di allerta permanente. Sentiamo il bisogno costante di spiegarci, di vincere ogni confronto, di difendere il nostro territorio emotivo. È l'incapacità di accettare che la vita ha un suo flusso che prescinde dai nostri desideri e che non tutto può (o deve) essere governato.Quando l'Ego diventa rigido e poco flessibile, la sofferenza non è più un evento passeggero, ma una condizione cronica. Questo "mal di vivere" si manifesta con segnali precisi:l'offesa facile: Sentirsi costantemente punti sul vivo, come se ogni interazione fosse un attacco potenziale.rabbia e tristezza: Emozioni che, invece di fluire via, si stratificano e si induriscono, rendendo le nostre relazioni drammatiche e pesanti.la falsa Sensibilità: Spesso confondiamo la nostra sofferenza con l'eccessiva sensibilità. In realtà, non stiamo soffrendo perché siamo "troppo aperti" al mondo, ma perché siamo troppo chiusi in noi stessi.Ridimensionare l'ego non significa annullarsi, ma diventare più flessibili. Significa smettere di personalizzare ogni folata di vento e imparare a respirare insieme alla realtà, invece di lottare costantemente contro di essa per riaffermare la nostra presenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
CANZONI DI PROTESTA Rabbia, alienazione, dissenso. Ma anche speranza, forza, pace. Una selezione di brani formidabili che in fondo dicono la stessa cosa: cambiamo il mondo. 1. Bruce Springsteen - Streets Of Minneapolis 2. Bruce Springsteen - We Shall Overcome 3. Jefferson Airplane - Volunteers 4. Scott McKenzie - San Francisco -Be Sure To Wear Flowers In Your Hair- 5. Bob Dylan - The Times They Are A-Changin` 6. Crosby, Still, Nash and Young - Ohio 7. U2 - Sunday Bloody Sunday 8. The Clash - White Riot 9. Rage Against The Machine - Sleep Now In The Fire 10. Simone Cristicchi - Genova brucia 11. Tom Morello - Marching On Ferguson 12. Billy Bragg - City Of Heroes 13. Downtown Boys - L`Internationale Per diffondere questa puntata: https://www.radiotandem.it/and-the-radio-plays-del-12-febbraio-2026 Tutti i podcast di And the Radio plays: https://www.radiotandem.it/and-the-radio-plays
Crans-Montana, Rabbia in tribunale: coniugi Moretti aggrediti dai familiari delle vittimeSion, tensione davanti al tribunale: i coniugi Moretti contestati dai parenti delle vittime del rogo di Crans-Montana. Ecco cosa è successo e perché il caso scuote la Svizzera.#Moretti #CransMontana #Cronaca #Svizzera
In una enorme villa alle Hawaii, lo scimpanzé domestico Ben viene morso da una mangusta e contrae la rabbia. Saranno guai per Lucy, sua sorella e gli amici che si trovano nell'abitazione per una festa. L'unico riparo sarà tuffarsi in piscina, dove l'animale ormai folle non può arrivare, ma urge chiamare i soccorsi.Horror low budget che ha il sapore degli anni 80 e che vede protagonista la scimmia feroce e assassina, già portata sullo schermo diverse volte, in più salse. Trama non originale quindi, ma il regista costruisce molto bene l'atmosfera e non si perde mai in momenti inutili, portando immediatamente la tensione e condendola con scene splatter artigianali ben eseguite e disturbanti, accompagnando il tutto da una colonna sonora cupa e funzionale.Ben diventa quindi un buon prodotto di intrattenimento, che non deluderà assolutamente gli appassionati di quel tipo di horror fatto con il cuore e anche con mestiere.
Farsi rispettare è importantissimo.Cosa è il rispetto? Come farsi rispettare?Il termine rispetto etimologicamente deriva dal latino 'respicere' e può essere tradotto con guardare indietro. Possiamo dare due interpretazioni a questo “guardare indietro”: per aver rispetto dobbiamo sapere guardarci indietro, ma può voler dire anche sguardo che ci torna dall'altro, ovvero come l'altro mi guarda. Per comprendere cosa sia per noi il rispetto dobbiamo partire dal tipo di linguaggio che associamo al concetto di rispetto, soprattutto ai verbi che usiamo per parlare di rispetto. Esigere rispetto, pretendere, ottenere, guadagnare, dare, concedere il rispetto: questo linguaggio è figlio di una cultura deformata al livello relazionale. Il linguaggio poi diventa un modo di pensare e di agire. Rispetto non è sottomissione, non è paura. Non è un oggetto da scambiare da dare o ricevere.Allora cosa è? Qual è il linguaggio giusto da utilizzare quando parliamo di rispetto?È creare. Creare rispetto. È un valore relazionale che si crea, appunto, in una relazione.Come si crea una relazione di rispetto? 4 modi per farsi rispettare, o meglio, per creare rispetto:1) Costruisco trasparenza: quando sono congruente e trasparente creo rispetto nella relazione: conosco i miei bisogni, ma per conoscerli bisogna che io mi ascolti. 2) Mi rispetto e rispetto l'altro: se non ti rispetti gli altri si sentiranno autorizzati ad avere atteggiamenti poco rispettosi. Come posso rispettarmi? Innanzitutto imparando a conoscermi, imparando ad amarmi, a prendermi cura di me stesso.3) Mostro i miei bisogni all'altro: nella relazione indago i miei bisogni e quelli dell'altro, e non li giudico, li rispetto. Come mostriamo i nostri bisogni? Li mostriamo o li lasciamo intuire? Che linguaggio utilizziamo? Con la pretesa? Con la lamentela? Con l'accusa? Come accogliamo i bisogni dell'altro?4) Stabilisco confini chiari: se un confine non è chiaro, in che modo si può rispettarlo? È impossibile rispettare un confine quando non è ben definito. È necessario, nelle relazioni, chiarire i confini a noi stessi e chiarirli con l'altro. E saperli difendere.Poiché non sappiamo definire in modo chiaro i nostri confini e a volte non sappiamo comunicarli, rischiamo di incorrere in questi due errori:1) Pretendo: accumulo rabbia senza esprimere i miei bisogni o stabilire i miei confini e quindi arrivo al punto di pretendere il rispetto. 2) Mendico: accumulo tristezza, cercando di ottenere il rispetto compiacendo l'altro. Entrambe queste strategie sono fallimentari, poiché essendo il rispetto un bene relazionale, può essere soltanto costruito, non preteso o mendicato.Farsi rispettare è fondamentale ma come farlo è la vera chiave.E tu, quali strategie utilizzi per farti rispettare? In che modo crei il rispetto nelle relazioni?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
E se il problema non fosse solo il tono della voce, ma il modo in cui intendiamo il controllo nelle relazioni?In questo episodio di rabbia, violenza normalizzata e respectful parenting, partendo da ciò che spesso ci spaventa di più quando leggiamo le notizie: la perdita di umanità, il controllo, la paura che degenera in aggressività.E proviamo a costruire un filo logico che collega questi fenomeni anche alla vita quotidiana delle famiglie, senza semplificazioni e senza colpevolizzare.Non è un episodio sulle urla. È un episodio su potere, relazione, controllo e sicurezza emotiva.Su ciò che succede quando non sappiamo tollerare una situazione — nostra e dei nostri figli — e cerchiamo soluzioni rapide per ottenere quello che vogliamo.Parliamo di:rabbia in famiglia e dinamiche relazionalieducazione rispettosa e respectful parentingviolenza sottile e normalizzazione culturalegenitorialità, sistema nervoso e reazioni automaticheperché sapere “cosa fare” spesso non bastaUn episodio per chi si sente impotente davanti alla violenza nel mondo e capisce che cambiare approccio educativo non è solo una questione di tecniche, ma un lavoro profondo che riguarda il modo in cui siamo stati educati, il corpo, la paura e la relazione.Se senti che questo tema ti tocca da vicino, sei nel posto giusto. Ascolta l'episodio e continua il tuo percorso di crescita emotiva con Mamma Superhero.
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
CINEMA! E ANCORA CINEMA!Nuovo appuntamento con la mia rubrica "improvvisata" in cui esprimo opinioni su film visti da pochi minuti al Cinema per ricordarvi che il CINEMA è AL CINEMA!Che cosa fanno le scimmie? Ma io che ne so?!Valle a capire 'ste scimmie, dottò!Ecco "Ben-Rabbia animale".
Hai mai fatto caso a quanto siamo pazienti quando i nostri figli si sentono poco bene?Li coccoliamo, stiamo lì con loro e accettiamo i loro lamenti con calma e dolcezza.Ma se quel malessere diventa emotivo... ecco che spesso cambia tutto.Se urlano perché volevano la nonna all'asilo o perché la pasta non è del tipo “giusto”, entriamo istantaneamente in "modalità attacco" e la pazienza se ne va.Perché il “dolore” emotivo ci spaventa più di quello fisico?Cosa succede nella testa dei bambini quando le cose "non tornano"?Se ci sforziamo di vedere un bambino in difficoltà e non un bambino che ci sta attaccando, riusciamo a cambiare approccio.
Hai mai sentito un italiano arrabbiarsi e pensato: "Ma cosa sta dicendo?!" In questa guida scoprirai le parolacce italiane più comuni, capirai quando vengono usate e imparerai a sostituirle con alternative educate perfette per contesti formali, lavorativi o semplicemente quando vuoi essere più gentile. 5 Espressioni Volgari Italiane Comuni e i loro Eufemismi 1. Cazzo - La Più Versatile Partiamo dalla più versatile di tutte: "cazzo". Questa parola si riferisce letteralmente all'organo sessuale maschile, ma nella pratica quotidiana ha perso quasi completamente questo significato e viene usata come esclamazione universale in moltissime situazioni diverse. Quando Si Usa? Sorpresa: "Cazzo! Non ci credo!" — Esprime stupore di fronte a qualcosa di inaspettato. Dolore: Quando ti fai male al piede → "Cazzo!" — Una reazione istintiva al dolore fisico. Frustrazione: "Ma che cazzo sta succedendo?" — Esprime confusione e irritazione. Ammirazione: "Cazzo, che bella macchina!" — Paradossalmente, può esprimere entusiasmo positivo. Rabbia: "Ma che cazzo vuoi?!" — Usata per respingere qualcuno con irritazione. Come vedi, è un vero e proprio "coltellino svizzero" delle parolacce: si adatta praticamente a ogni emozione! Le Alternative Cortesi AlternativaLivello di FormalitàNoteCavolo!UniversaleLa più comune e sicura in ogni contestoAccidenti!Formale/InformalePerfetta in ogni situazioneAccipicchia!InformaleUn po' antiquata, ma simpaticaCapperi!InformaleUsata soprattutto al Centro-NordPerbacco!FormaleMolto elegante, quasi letterariaMannaggia!InformaleTipica del Sud Italia, molto espressivaCribbio!RegionaleUsata in Emilia-RomagnaCacchio!InformaleVicinissima all'originale, ma meno volgareDiamine!FormaleRaffinata e appropriataUrca!InformaleInformale ma innocuaPorca miseria!UniversaleMolto comune e socialmente accettata Consiglio: "Cavolo" è la tua scelta più sicura. Funziona sempre, ovunque e con chiunque! 2. Vaffanculo - L'Espressione Italiana Più Famosa al Mondo La famosa espressione che tutto il mondo conosce grazie ai film italiani: "Vaffanculo" è una contrazione di "va' a fare in culo", un invito molto esplicito e volgare. Nonostante la sua volgarità, è diventata quasi un simbolo dell'italiano arrabbiato nella cultura popolare internazionale. Quando Si Usa? Per mandare via qualcuno in modo aggressivo: "Vaffanculo, lasciami in pace!" — Esprime il desiderio di allontanare qualcuno in modo deciso. Come risposta a un'offesa: Qualcuno ti insulta → "Ma vaffanculo!" — Una reazione difensiva immediata. Per esprimere totale disprezzo: "Lui e le sue idee possono andare a fanculo" — Manifesta rifiuto totale. Tra amici, scherzosamente: "Ahah, ma vaffanculo!" — Sì, tra amici intimi può essere sorprendentemente affettuoso! Le Alternative Cortesi AlternativaSignificato/UsoNoteVai a quel paese!Allontanati!Il classico sostituto, capito da tuttiVai a farti benedire!Vai via!Ironicamente religiosoVai a quel posto!Allontanati!Versione abbreviata e discretaLevati dai piedi!Togliti di mezzo!Focus sull'allontanamento fisicoSparisci!Vai via!Diretto ma non volgareVai a stendere!Vai a fare altro!Come se dovesse stendere i panniVai a fare un giro!Allontanati!Apparentemente innocuoMa vai via!Lasciami stare!Semplice ed efficaceE togliti di mezzo!Non disturbare!Quando qualcuno dà fastidioVai a dar via i ciclisti!Vai a fare altro!Espressione toscana, colorita ma non volgareVai a farti friggere!Vai via!Divertente e innocua Curiosità: In alcune regioni d'Italia, "vai a quel paese" viene abbreviato in "vattene a..." e basta. Il gesto della mano che indica "via" completa il messaggio! 3. Stronzo/Stronza - L'Insulto Personale "Stronzo" significa letteralmente "escremento", ma viene usato quasi esclusivamente per descrivere una persona cattiva, meschina o che si comporta male. È uno degli insulti personali più comuni in italiano. Quando Si Usa? Per descrivere una persona cattiva o meschina: "Il mio ex è uno stronzo" — Giudizio negativo su una persona. Per qualcuno che si comporta male: "Non fare lo stronzo!" — Un rimprovero per un comportamento scorretto. Come insulto diretto: "Sei proprio uno stronzo!" — Attacco frontale alla persona. Per descrivere un'azione scorretta: "È stata una mossa da stronzo" — Critica a un'azione specifica. Le Alternative Cortesi AlternativaSfumaturaNoteMascalzonePersona disonestaClassico, quasi da film d'avventuraFarabuttoPersona ingannatriceElegante nella sua cattiveriaCafonePersona rozzaSottolinea la mancanza di educazioneMaleducatoSenza maniereNeutro e descrittivoVillanoPersona rozzaUn po' antiquato ma efficaceScreanzatoSenza creanzaPersona senza educazioneZoticoRozzo e sgradevoleForte ma appropriatoPoco di buonoPersona inaffidabileGenerico ma chiaroFetentePersona spregevoleUsato molto al SudCarognaPersona cattivaForte, ma non una parolacciaPersona spregevoleIndividuo deprecabileQuando vuoi essere formale ma durissimo Nota importante: "Stronzo/a" ha una versione femminile regolarmente usata. Anche le alternative seguono lo stesso schema: mascalzone → mascalzona, cafone → cafona, ecc. 4. Merda - L'Esclamazione di Frustrazione "Merda" significa letteralmente "escremento" o "feci", ma il suo uso nella lingua parlata va ben oltre il significato letterale. È una delle esclamazioni più versatili per esprimere frustrazione, disappunto o, sorprendentemente, anche buona fortuna. Quando Si Usa? Quando qualcosa va male: "Che merda!" / "Merda, ho perso il treno!" — Esprime frustrazione immediata. Per descrivere qualcosa di pessima qualità: "Questo film è una merda" — Giudizio molto negativo. Come esclamazione di frustrazione: Rovesci il caffè → "Merda!" — Reazione istintiva a un incidente. Per situazioni sfortunate: "Sono nella merda" (= nei guai) — Descrive una situazione difficile. Per augurare buona fortuna (!): "Merda!" — Soprattutto nel mondo del teatro! Curiosità Teatrale Nel mondo dello spettacolo italiano, dire "merda" prima di uno show porta fortuna! Questa tradizione deriva dalla Francia: più carrozze c'erano fuori dal teatro (e quindi più escrementi di cavallo per strada), più pubblico c'era dentro. Quindi "merda" = tanto pubblico = successo! Le Alternative Cortesi AlternativaContestoNoteAccidenti!UniversaleSempre appropriatoMannaggia!InformaleEsprime frustrazione in modo coloritoPorca miseria!UniversaleMolto comuneChe sfortuna!FormaleNeutro e descrittivoChe disastro!UniversalePer situazioni catastroficheChe rabbia!InformaleEsprime il sentimento direttamenteMa dai!InformaleEsclamazione di incredulitàNon ci posso credere!UniversalePer sorpresa negativaChe disdetta!FormaleUn po' formale ma efficaceMaledizione!DrammaticoDrammatico ma non volgarePer tutti i diavoli!TeatraleTeatrale e divertente Alternative per Descrivere Qualcosa di Pessima Qualità Invece di dire "Questo è una merda", puoi usare: "Questo film è una schifezza" — Esprime disgusto per la qualità. "Questa pizza è orribile" — Giudizio negativo diretto. "Che porcheria!" — Espressione di disapprovazione forte. "È fatto proprio con i piedi" — Espressione idiomatica che significa "fatto malissimo". 5. Coglione - L'Insulto per la Stupidità "Coglione" si riferisce letteralmente ai testicoli, ma viene usato quasi esclusivamente per descrivere una persona stupida o che ha fatto qualcosa di particolarmente sciocco. È uno degli insulti più comuni per criticare l'intelligenza o il giudizio di qualcuno. Quando Si Usa? Per definire qualcuno stupido: "Quello è proprio un coglione" — Giudizio sulla mancanza di intelligenza. Per descrivere un'azione stupida: "Ho fatto una coglionata" — Ammissione di un errore sciocco. Autoironico, per sé stessi: "Sono stato un coglione a fidarmi" — Autocritica per una decisione sbagliata. Per prendere in giro qualcuno: "Non fare il coglione!" — Invito a comportarsi seriamente. Per descrivere qualcuno che si fa ingannare: "Mi hanno preso per il culo come un coglione" — Descrive l'essere stati ingannati. Le Alternative Cortesi AlternativaSfumaturaNoteScioccoPoco intelligenteClassico e innocuoStupidoPoco intelligenteDiretto ma non volgareTontoLento di comprendonioSimpatico, quasi affettuosoFessoIngenuo/stupidoMolto usato, specialmente al SudBabbeoScioccoSuona quasi comicoCitrulloStupidottoBuffo e non offensivoGrulloScioccoTipico toscanoIngenuoTroppo fiduciosoQuando la "stupidità" è più innocenzaGonzoCredulonePersona che si fa facilmente ingannareAlloccoPoco sveglioCome l'uccello notturnoPolloIngenuo/creduloneMolto comune: "Non fare il pollo!" Alternative per "Coglionata" (Azione Stupida) Invece di dire "Ho fatto una coglionata", puoi usare: "Ho fatto una sciocchezza" — Ammissione neutra di un errore. "Ho fatto una stupidaggine" — Simile, leggermente più forte. "Ho fatto una fesseria" — Versione informale ma accettabile. "Ho combinato un pasticcio" — Enfatizza il disordine causato dall'errore. Tabella Riassuntiva: Parolacce e Alternative ParolacciaUso PrincipaleAlternativa MiglioreAlternativa FormaleCazzo!Esclamazione universaleCavolo!Accidenti! / Perbacco!Vaffanculo!Mandare via qualcunoVai a quel paese!Vai a farti benedire!Stronzo/aPersona cattivaCafone/aPersona spregevoleMerda!FrustrazioneMannaggia!Che disdetta!CoglionePersona stupidaFessoSciocco / Ingenuo Domande Frequenti È Importante Conoscere le Parolacce Italiane Anche Se Non le Uso? Assolutamente sì! Conoscere le parolacce è fondamentale per comprendere il vero italiano parlato. Nei film, nelle serie TV, nelle conversazioni quotidiane e persino nei libri contemporanei, queste espressioni sono molto comuni. Capirle ti permetterà di interpretare correttamente il tono e le emozioni di chi parla, anche se scegli di non usarle tu stesso.
Roberta Milanese, Stefano Bartoli"Decision making strategico"La complicata arte della sceltaPonte alle Graziewww.ponteallegrazie.itLe nostre possibilità di scelta sono potenzialmente infinite, e questa molteplicità può darci la sensazione di essere più liberi rispetto al passato. In realtà, l'eccesso di opzioni genera ansia: ci paralizza, ci fa dubitare di noi stessi e può trasformare ogni bivio in un'esperienza drammatica. In preda alla paura di sbagliare e al timore del rimpianto, l'uomo del nuovo millennio annaspa e temporeggia di fronte alle decisioni. L'arte della scelta è complicata e, per dipanare la matassa, è necessario individuare i nodi del processo decisionale. Stefano Bartoli e Roberta Milanese ci guidano oltre le paure che ci bloccano per mostrare, anche attraverso casi reali, quali sono gli efficaci strumenti del decision making strategico. Tenendo insieme lucidità e intuizione, emotività e ragione, possiamo assumerci la responsabilità di scegliere anche quando non ci sono garanzie: rimanere immobili, in attesa che la soluzione perfetta appaia, è un'illusione pericolosa. Il processo decisionale strategico permette di navigare la complessità della vita con consapevolezza e lungimiranza, generando scelte efficaci in tutti gli ambiti: dal contesto lavorativo a quello familiare, abbracciando le sfide di ogni fase della vita, dalla giovinezza alla maturità.Roberta Milanese, psicologa e psicoterapeuta, da trent'anni collabora con Giorgio Nardone, contribuendo all'evoluzione del modello di Terapia Breve Strategica. È docente della Scuola di specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica di Arezzo e della Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha pubblicato quindici libri sull'approccio strategico tradotti in varie lingue tra cui, con Ponte alle Grazie: Coaching strategico; Cambiare il passato; Il tocco, il rimedio, la parola; Psicopillole; Il cambiamento strategico; La mente ferita; L'ingannevole paura di non essere all'altezza; Rabbia.Stefano Bartoli è psicologo, psicoterapeuta e trainer internazionale del modello strategico, specializzato nella formazione clinica, manageriale e nella consulenza per aziende e organizzazioni. È direttore operativo del Centro di Terapia Strategica e docente universitario in ‘tecniche di colloquio clinico'. Autore di saggi e articoli tradotti in diverse lingue, tiene conferenze in tutto il mondo, portando la Terapia Breve Strategica in contesti internazionali di alto profilo. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato, insieme a Giorgio Nardone, Oltre sé stessi; Pragmatica della comunicazione digitale; Il peso delle apparenze e L'arte della negoziazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ti riprometti che non urlerai più… e poi alla prima difficoltà scoppi di nuovo?E dopo ti senti uno schifo, come se fosse la prova che “non sei capace”.In questa puntata parliamo di quel circolo vizioso (promessa → scoppio → colpa) e di cosa sta davvero comunicando la tua esplosione.Non è solo “mancanza di tecniche”: a volte sei già a temperatura di bollitura.Ascolta l'episodio 219 e scopri da dove iniziare per abbassare quei gradi, concretamente.***Iscriviti al corso gratuito su Come Farsi Ascoltare dai Figli: https://giovanniarico.it/come-farsi-ascoltare-dai-figli-corso-gratuito/Visita giovanniarico.it
Se urlo mi ascolta.O almeno così sembra, per qualche minuto.Poi il giorno dopo ci ricaschi, e sei punto e a capo.In questa puntata parliamo dell'illusione dell'urlo e del perché non funziona davvero.Non per trovare l'alternativa “giusta”, ma per fare finalmente la domanda giusta.Ascolta l'episodio 218 di Crescere con tuo figlio.***Iscriviti al corso gratuito su Come Farsi Ascoltare dai Figli: https://giovanniarico.it/come-farsi-ascoltare-dai-figli-corso-gratuito/Visita giovanniarico.it
Cosa sta succedendo in Iran? Perché decine di migliaia di persone stanno protestando, in tutte le province del paese, e perché il regime risponde con una repressione violentissima? E cosa c'entrano Reza Pahlavi, Trump e Israele? Intanto in Siria la situazione resta complessa: ad Aleppo si è appena concluso un accordo di cessate il fuoco tra curdi e governo centrale, mentre gli Stati Uniti tornano a bombardare l'ISIS. E poi: proteste negli USA contro l'ICE, blocco di Grok in Indonesia e Malesia, trattori in piazza contro l'accordo UE‑Mercosur, e nuovi incendi in Patagonia, la liberazione di Alberto Trentini e altro ancora.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:56 - Le nuove proteste in Iran00:12:49 - Che succede in Siria00:16:08 - Alcune notizie velociFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/iran-proteste/Vuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Come gestisci le difficoltà? Come gestire i momenti difficile della vita? Quali sono le emozioni che ti accompagnano nei momenti difficili? Qual è il tuo atteggiamento quando vivi situazioni difficili? Capita ad ognuno di noi di vivere delle difficoltà ed ognuno ha un proprio modo di provare a superarle; ognuno di noi cerca di reagire come può e come sa per poter superare i momenti difficili nel miglior modo possibile. Cosa possiamo fare per gestire al meglio questi momenti? Vi sono quattro passi che possono aiutarci a vivere il momento della difficoltà in modo costruttivo ed evolutivo. Il primo passo è costituito dall'esame di realtà: quando stiamo vivendo un'esperienza dolorosa e difficile possiamo ritornare ai dati di realtà, a ciò che sta accadendo davvero, non alla percezione che abbiamo noi di ciò che sta accadendo. Questo consente di avere la lucidità per affrontare al meglio le nostre difficoltà. Il secondo passo è l'acquisizione di padronanza emotiva: avere padronanza emotiva vuol dire evitare il pendolo tra negare le emozioni oppure controllarle. La padronanza è diversa dal controllo. Vuol dire sentire l'emozione, riconoscerla, accoglierla, padroneggiarla, saperla gestire, ma solo dopo averla riconosciuta e accolta. In questa fase è importante imparare a distinguere tra emozioni di primo livello ed emozioni di secondo livello. Il terzo passaggio è trovare la centratura: come facciamo a capire che non siamo centrati? Quando viviamo solo emozioni negative e basta. In questo caso siamo totalmente in balia della nostra mente. Cosa possiamo fare? Respirazione controllata-meditazione-preghiera-relazioni...ci prendiamo la responsabilità di occuparci della nostra centratura. La centratura è essere presenti a se stessi, stare nel momento con l'emozione che c'è. Non avere la pretesa di controllare tutto e di cacciare via le emozioni spiacevoli. Il quarto passo consiste nel dirigere con padronanza il condominio interno: dentro di noi ci sono tante parti, ognuna con le proprie esigenze, con le proprie emozioni, con le proprie ragioni; ci sono le parti giudicanti, la parte spaventata, la parte arrabbiata, la parte pessimista…possiamo ascoltarle ma non andargli dietro. Infine, il passo più difficile, ma allo stesso tempo necessario è l' affidamento, il mollare il controllo, accogliere ed accettare la realtà per quella che è. Qual è il passo per te più difficile da concretizzare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Finlandia, 1899. Alle 4 del mattino il bracciante che lavora e abita nella torpa di Simola insieme alla famiglia Aspelin prende una decisione terribile: impugna una grossa ascia e dà inizio alla sua vendetta.Buon ascolto del primo episodio della nuova stagione, Rabbia selvaggia... e buon anno!
Ti senti chiamata ad andare più in profondità?
La controversa e sfortunata carriera di Loris Stecca, dal tetto del mondo a soli 23 anni ad un incidente sfortunato che pregiudica il proseguimento di una grande e promettente carriera fino ad arrivare ai guai con la giustizia e la redenzione.Seguici sui nostri social per restare sempre aggiornato sulle ultime novità:https://www.instagram.com/boxenationpodcast/https://www.instagram.com/effe_alessandro/@boxenationpodcast@effe_alessandro
Prima Genova, poi Taranto. Negli ultimi giorni due città si sono fermate per protestare contro il piano del governo sull'ex Ilva. Ma cosa sta succedendo - davvero - attorno a uno dei simboli più controversi dell'industria italiana? Parliamo anche della crisi del riciclo della plastica — con impianti che chiudono in Sardegna e Sicilia, raccolte sospese, rischio esplosioni e un intero settore sull'orlo del collasso e diamo uno sguardo alla COP30, con alcune novità interessanti.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:43 - Genova e Taranto bloccate dalle proteste per l'ex Ilva00:17:08 - Il collasso della filiera europea del riciclo della plastica00:22:49 - Aggiornamenti da COP30Fonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/ex-ilva-genova-taranto-bloccate/Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/3ZcEwVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Proseguiamo la miniserie di 5 puntate (una al mese) con Giorgia Cozza. Prendiamo spunto dal suo libro EDUCARE CON RISPETTO (Newton Compton, 2024) per parlare crisi emotive di bambini e bambine, i cosiddetti capricci. Vediamo insieme come re-inquadrare questi comportamenti e come accompagnare i bambini in questi episodi. Per approfondire, qui trovi il libro di Giorgia. PER CONTINUARE A SEGUIRE PF06SITO www.percorsiformativi06.it INSTAGRAM https://www.instagram.com/percorsiformativi06/ YOUTUBE https://www.youtube.com/c/SilviaIaccarinoPercorsiformativi06/videos FB https://www.facebook.com/percorsiformativi06 GRUPPO FB https://www.facebook.com/groups/177748889440303/ TELEGRAM https://t.me/percorsiformativi06 NEWSLETTER https://percorsiformativi06.it/iscrizione-alla-newsletter/ RIEPILOGO DEI NOSTRI CONTENUTI https://linktr.ee/pf06DISCLAIMERI contenuti dei podcast sono forniti a solo scopo educativo e informativo. Questi non intendono in alcun modo sostituire consulenze, diagnosi o trattamenti forniti da professionisti del settore medico, psicologico o di altre discipline specialistiche.I contenuti proposti non costituiscono consigli professionali personalizzati né possono essere considerati esaustivi o adattabili a specifiche esigenze individuali. Nulla di quanto offerto qui è inteso per essere utilizzato come strumento diagnostico o terapeutico.Percorsi Formativi 0-6 e i suoi formatori non si assumono alcuna responsabilità per l'uso improprio delle informazioni contenute in questo podcast. Ogni utente è invitato a rivolgersi a professionisti qualificati per consulenze mirate riguardanti la propria salute fisica o mentale. In caso di dubbi su eventuali diagnosi o trattamenti per problemi di salute, raccomandiamo di consultare sempre un medico, uno psicologo o altro operatore sanitario qualificato.
Scarica la mia guida che ti aiuterà a gestire i capricci senza perdere la calma
Perché gli italiani dicono "avere i cinque minuti" quando si arrabbiano? Scopri l'origine affascinante di questa espressione italiana tra neuroscienza, teatro e linguistica cognitiva. Un viaggio nella perdita di controllo misura in 5 minuti precisi, dalle pause teatrali tradizionali ai neuroni della rabbia che esplodono nel nostro cervello. Ascolta come la lingua italiana trasforma le emozioni più caotiche in strutture linguistiche precise e meravigliosamente umane. #cinqueminuti #idiomiitaliani #linguaitaliana #rabbia #emozioni #neuroscienze #podcast #cosemoltoumane #culturaitaliana #etimologia #teatro #linguistica #psicologia #controllo #italiano #divulgazione #metafore #tempoemotivo #comunicazione #linguacognitivia Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ti è mai capitato di temere la crisi dopo un tuo no? Magari spieghi, argomenti, cerchi l'accordo… e invece esplode la rabbia. In questa puntata andiamo “sotto” le parole e vediamo cosa ci spaventa davvero quando i figli non ascoltano. Perché il punto non è evitare la crisi, ma cosa succede dopo. Ascolta l'episodio e prova a cambiare prospettiva.Leggi l'articolo correlato: https://giovanniarico.it/bambini-che-si-arrabbiano-cosa-fare-quando-dici-no/Iscriviti al corso gratuito in 7 lezioni su Come Farsi Ascoltare dai Figli: https://giovanniarico.it/come-farsi-ascoltare-dai-figli-corso-gratuito/Scopri come lavorare con me sul mio sito: giovanniarico.itScopri il Percorso "Dalle Urla Agli Abbracci": prenota qui la chiamata conoscitivaPer supportare il mio lavoro e diffondere questo podcast lascia una recensione su Apple Podcasts o le stelline su Spotify, grazie!Non amo i social, ma amo creare relazioni. Ecco come puoi entrare in contatto con me:Canale Telegram: @crescerecontuofiglioConfrontati con me e altri genitori come te nel Villaggio,la nostra "community rispettosa" su TelegramEmail: giovanni@giovanniarico.it---Country Cue 1 di Audionautix è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribuzione 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Artista: http://audionautix.com/
La rabbia è un'emozione che va ascoltata.Ce ne parla la lifecoach Carmen Naclerio, che ha risposto a tutti i vostri messaggi in diretta.Ascolta il podcast.
Iniziamo la puntata con il piatto principale: nel pomeriggio di ieri il Napoli ha battuto l'Inter 3-1 al Maradona e si è preso la vetta della classifica. Grandi polemiche nel post gara per il rigore dell'1-0 concesso agli Azzurri e botta e risposta in sala stampa tra Marotta e Conte. Con Gianpaolo Calvarese andiamo ad analizzare l'episodio in questione.Il resto del weekend ha detto però molto altro: l'Atalanta fermata a Cremona, prima ancora il Milan bloccato dal Pisa a San Siro, e poi la Roma capolista (insieme al Napoli) dopo la vittoria in casa del Sassuolo. Noi ne parliamo con Sandro Sabatini.A seguire, antipasto di motori con la MotoGP e con Carlo Pernat che ci racconta cosa è successo nella gara di Sepang: vince Alex Marquez, foratura a 3 giri dalla fine per uno sfortunato Pecco Bagnaia.Torniamo al calcio con il big match di giornata in programma stasera, alle 20,45, all'Olimpico. La Lazio va a caccia di un successo per risalire la classifica, la Juve ha bisogno di tre punti che mancano da più di un mese. Sentiamo cosa ne pensano Guido Vaciago e Stefano Pantano.Con Stefano Pescosolido ci trasferiamo poi a Vienna per parlare di tennis e della finale dell'ATP 500, vinta da Sinner contro Zverev.In coda la Formula 1: Umberto Zapelloni ci spiega cosa aspettarci dal GP del Messico di stasera, con la pole di Norris e un ottimo piazzamento per Leclerc e Hamilton, rispettivamente secondo e terzo.
Nel settembre 2003, in Idaho, due genitori vengono trovati morti. Qualcuno li ha uccisi a colpi di fucile. Unica sopravvissuta: la figlia adolescente.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/true-crime-mistery--5398711/support.
Nel settembre 2003, in Idaho, due genitori vengono trovati morti. Qualcuno li ha uccisi a colpi di fucile. Unica sopravvissuta: la figlia adolescente.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/true-crime-mistery--5398711/support.
Massimiliano Allegri è tornato allo Stadium da ex per la prima volta. Tantiapplausi, ma anche il rammarico di non aver vinto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Partecipa al nostro CLUB del LIBRO! https://italianoavanzato.com/club-del-libro-di-italiano-avanzato/Contenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Ripassa l'italiano con 50 settimane di italiano avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
*Iscrizioni aperte fino al 30 settembre: https://corsi.mammasuperhero.com/cresciLa rabbia non è un difetto da eliminare, ma un segnale che ci avvisa di un bisogno insoddisfatto.Il problema non è l'emozione, ma il comportamento che mettiamo in atto quando esplodiamo.In questo episodio rispondo ai dubbi più comuni dei genitori: come trovare la calma in un corpo che conosce solo rabbia, come riparare quando abbiamo paura di aver fatto danni e come dare un senso alle sfide quotidiane.Se non vuoi ritrovarti fra 6 mesi esattamente nel punto in cui sei oggi con la rabbia, puoi iniziare a viverla come una bussola che ti guida a capire meglio te stessa e i tuoi figli. In questo episodio troverai spunti concreti e tanta motivazione.*Cresci con il RP: https://corsi.mammasuperhero.com/cresci
Per circa cinquant'anni Stefano Benni, morto il 9 settembre, ha scritto libri e spettacoli unendo il fantastico e il comico, la leggerezza e la furia. Il RomaEuropa festival quest'anno festeggia il quarantesimo anniversario. Vittime perfette di Mohammed el Kurd indaga le ragioni della rabbia dei palestinesi. Il podcast Il rumore dell'India aiuta a conoscere meglio il paese asiatico oggi.CONAlberto Rollo, scrittore e direttore letterarioFabrizio Grifasi, direttore della fondazione RomaEuropaCatherine Cornet, giornalista e arabistaStefano Catucci, filosofo e musicologoSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Produzione di Claudio Balboni e Vincenzo De Simone.Musiche di Carlo Madaghiele, Raffaele Scogna, Jonathan Zenti e Giacomo Zorzi.Direzione creativa di Jonathan Zenti.Benni: https://www.youtube.com/watch?v=nYdAAogMVKoRomaEuropa: https://www.youtube.com/watch?v=TUNmFWTuErYMohammed El Kurd: https://www.youtube.com/watch?v=nKpIr91MytAIl rumore dell'India: https://www.raiplaysound.it/audio/2025/06/Il-rumore-dellIndia-del-28062025-e13c1fee-994a-4f81-bd50-52859aa6e758.htmlCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Puntata essenziale se stai vivendo un momento difficile o ti senti confuso e non sai più da dove ripartire.
Allenare la gestione delle emozioni ogni giorno aiuta a rafforzare le relazioni, a migliorare la mente e a raggiungere un equilibrio autentico.
La rabbia e l’orgoglio di Sala - Il concerto di Gergiev non si farà! Nessuna censura
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In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una bellissima pratica di journaling che la nostra Valeria Da Pozzo ha offerto in diretta alla comunità La Tela.È stata una pratica intensa e siamo rimaste così tanto stupite dalle riflessioni e dal feedback delle persone che hanno participato che ho deciso di portarvene alcune in questo episodio, perché possiate beneficiarne tutti e tutte.
Se ti senti bloccato, svuotato o semplicemente fuori rotta ecco 4 verità scomode sull'infelicità – quelle che nessuno ti dice, ma che potrebbero aiutarti a ritrovare una felicità più autentica.
E dopo il punto sull'Ucraina e Zelensky, oggi il commento di Mario Ajello è sull'incontro tra Saviano e Salvini e l'impuntatura del primo, dei risultati al vertice della Nato ci parla Andrea Bulleri nella sua analisi, per la cronaca l'inviata Claudia Guasco ci porta al processo contro l'assassino Alessandro Impagnatiello, quindi lo spettacolo con l'esperta di cinema Gloria Satta e un film dedicato alla vita esagerata di Vittorio Cecchi Gori, oggi con il Messaggero c'è l'inserto gratuito MoltoDonna da Alessandra Camilletti le anticipazioni.
Dietro un grande ritorno, quello con Piangere a 90, ci sono grandi responsabilità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Terre rare: "possibile accordo con Usa entro 24 ore” - Affari con la Turchia: la rabbia della sinistra
In questo episodio di Educare con Calma parliamo di rabbia attraverso una piccola selezione di episodi passati che trattano il tema, in senso ampio. Nell'episodio menziono anche il pacchetto editoriale di marzo 2025 «Rosso e Rabbia» in cui proviamo a riscrivere una nuova narrativa su questa emozione. Vi ricordo che con l'abbonamento a Tutta La Tela, fino a fine mese, riceverete gratuitamente il pacchetto editoriale con tutti i suoi contenuti. Da aprile 2025 invece, sarà disponibile nello Shop.I link e i contenuti relazionati a questo episodio li trovate nella pagina del podcast su latela.com/podcast (cercate il numero 210).Gli episodi presenti nella playlist sono:Montessori in 5': il segreto per educare alle emozioniRagnatela in 5': Come ho imparato a gestire la mia rabbiaLa rabbia, le urla dei genitori e una storia tibetanaTi odio! (Perché i bambini lo dicono e che cosa significa davvero)Mi urla «Vai via!» quando si arrabbia (3 anni)Mi parla male a 5 anni! È normale?Montessori in 5': Mio figlio mordeMio figlio spinge (5 anni)Se non urlo non mi ascoltano! (ragnatela in 5')Solo se ti prendi cura di te, puoi prenderti cura degli altriSii un GPS e ricalcola il percorso
Le ingiustizie suscitano domande. Ma non farti consumare dalla rabbia! Dio accoglie le tue grida e ti invita a fare passi costruttivi per affrontarla.
Perché urli davvero? Non è (solo) colpa della stanchezza o dei "capricci" di tuo figlio. La rabbia ha radici più profonde, e finché continui a guardare fuori, continuerà a esplodere. In questo episodio ti accompagno a scoprire i 3 livelli della rabbia genitoriale, per capire da dove nasce davvero e come spezzare il ciclo.
In questo episodio di Educare con Calma vi condivido l'idea di un genitore della Comunità La Tela per riflettere su quanto sia importante rendere partecipi nostrə figlə del nostro percorso di crescita personale e genitoriale.Spesso pensiamo che come genitori dobbiamo avere tutte le risposte, che dobbiamo essere quelli che sanno sempre cosa fare, ma in realtà, la vulnerabilità di ammettere che anche noi stiamo imparando e che siamo disposti a crescere insieme a nostrə figlə è un messaggio molto più potente. Mostrare loro che anche noi siamo «in formazione», che stiamo facendo il nostro percorso, che anche noi stiamo imparando a gestire le emozioni come la rabbia, significa dare loro una lezione di autenticità, apertura e sincerità. :: Nell'episodio menzionoIl Forum della ComunitàIl pacchetto editoriale di marzo 2025 «Rosso e Rabbia» gratuito per le famiglie abbonate a Tutta La Tela e disponibile anche nello shop dal mese di aprile.I link e i contenuti relazionati a questo episodio li trovate nella pagina del podcast su latela.com/podcast (cercate il numero 209).
Weekly meditation led by Rabbi Angela BuchdahlMarch 11, 2025
**Per info sui percorsi di coaching, scrivi a silvia@mammasuperhero.comSe sei un genitore su questo pianeta Terra, ti sarà capitato di reagire con rabbia o frustrazione quando tuo figlio piange a lungo o per motivi apparentemente inesistenti.In questo episodio, ascolterai la testimonianza di una mamma che, prima di iniziare il mio percorso, lottava con esplosioni di rabbia e reattività impulsiva di fronte al pianto della figlia. La sua però è una storia di incoraggiamento, perché nel giro di poche settimane ha vissuto una trasformazione straordinaria: riesce a fermarsi, respirare, tollerare meglio il pianto e applicare strumenti efficaci per mantenere la calma. E non solo! Ha imparato a riconoscere i suoi progressi, celebrare le sue vittorie e perdonarsi quando reagisce in modo immaturo.Spesso siamo convinti di essere bloccati nei nostri modi di fare, ma non è così.La trasformazione verso un genitore calmo, competente e sicuro di sé è possibile per tutti! Se anche tu vuoi smettere di urlare, gestire meglio le tue emozioni e creare una relazione più serena con i tuoi figli, questo episodio fa per te.Metti play e gioisci insieme a me di questo cambiamento.Novità! Il mio libro L'arte del Respectful Parenting è ora disponibile! Un saggio imperdibile per genitori che desiderano crescere figli sicuri, rispettati e autonomi. Ordinalo qui: https://amzn.to/4h2gMKaLascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito che diffonde il respectful parenting e supporta la genitorialità.*** Seguimi sui social Instagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/ Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Is Judaism itself an anti-Zionist religion?According to Rabbi and organiser Alissa Wise, it's precisely the teachings of her faith that informs her stance against Israel, and her advocacy for a free Palestine.Rabbi Wise is a former organiser with Jewish Voice for Peace, and in December 2023 founded the group Rabbis for Ceasefire, calling for an end to Israel's genocide in Gaza.The group now has more than 200 members, all of them teachers of the Jewish faith. They're a part of a growing movement of dissenting voices within Jewish communities challenging ideas that were taboo for decades.Back in November, shortly after the re-election of Donald Trump, The Big Picture Podcast travelled to Philadelphia to meet with Rabbi Alissa Wise to talk about the history of Judaism and the Jewish people.And why standing against Zionism is the most Jewish thing she can do.We'd love to hear your thoughts on this episode, and any guests you'd like us to have on our show. Reach us by email at mh@middleeasteye.org or find us on instagram @BigPictureMee.You can also watch all our episodes on our YouTube channel here: https://www.youtube.com/playlist?list=PLMyaP73Ho1ySj3cO0OSOHZAOgD1WTDixG
Scarica subito il PDF regalo: https://bit.ly/3UT2G4GOggi vediamo insieme 5 modi alternativi e davvero espressivi per esprimere la rabbia in italiano.Imparerai espressioni colloquiali, modi di dire e alcune curiosità linguistiche che ti aiuteranno a comunicare le tue emozioni come un vero italiano! Ecco le 5 alternative che scoprirai in questo podcast:1- Essere Fuori Di Sé2- Andare Su Tutte Le Furie3- Essere Nero/a4- Avere Il Dente Avvelenato5- Dare Di MattoCapitoli del podcast:0:00 Introduzione0:40 Essere Fuori Di Sé1:21 Andare Su Tutte Le Furie3:22 Essere Nero/a4:53 Avere Il Dente Avvelenato5:51 Dare Di Matto6:41 Conclusione