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Rafah riapre. Così dicono le agenzie. Poi si leggono le righe sotto il titolo e il quadro si restringe. Il valico funziona a intermittenza, con numeri ridotti e criteri selettivi. Rientrano donne, bambini, anziani. I malati gravi, quelli con i nomi già trasmessi all'OMS per evacuazioni urgenti, passano da un altro varco, Kerem Shalom. La “riapertura” esiste, ma resta controllata, fragile, facilmente reversibile. Più utile alla narrazione che alla sopravvivenza quotidiana. Nello stesso giorno, un'altra porta si chiude del tutto. Medici Senza Frontiere viene costretta a lasciare Gaza. Israele parla di requisiti amministrativi e di elenchi del personale locale non consegnati. MSF risponde definendo la misura un pretesto e denunciando l'assenza di garanzie di sicurezza per il proprio staff. L'effetto pratico è immediato: meno medici, meno cure, meno presenza internazionale nei luoghi dove si muore di più. La contraddizione è evidente. Si annuncia un corridoio umanitario e si stringe il rubinetto dell'assistenza. Si invoca la sicurezza e si colpiscono le organizzazioni che tengono in piedi ospedali di fortuna e cliniche improvvisate. I valichi diventano strumenti politici: liste, autorizzazioni, attese che decidono chi passa e chi resta. Fuori dal linguaggio ovattato delle diplomazie, le parole sono più nette. Francesca Albanese ricorda che Israele non ha alcuna autorità legale per bloccare l'ingresso nel territorio che occupa e richiama il rispetto delle decisioni della Corte internazionale di giustizia. Qualcuno osserva che è forse la prima volta che MSF viene espulsa con l'accusa di essere una “infrastruttura militare”, lo stesso schema usato per colpire l'intero sistema sanitario di Gaza. Intanto gli inviati americani incontrano Netanyahu e parlano di tregua. Sul terreno resta una costante: una porta socchiusa, molte sprangate. E un'assistenza umanitaria trattata come concessione, non come obbligo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Israele ha ammesso, in maniera informale, di confermare le oltre 70mila persone palestinesi uccise negli ultimi 2 anni a Gaza. Intanto però conferma anche il blocco per Medici Senza Frontiere e altre ong nella Striscia.Sabato a Torino c'è stata una grande manifestazione con oltre 50mila persone in solidarietà allo sgombero dello spazio sociale Askatasuna, a dicembre. Ci sono stati anche scontri, con molte violenze anche a polizia, giornalisti e manifestanti.La fontana di Trevi sarà visibile ora dietro pagamento di 2€ - ma rimarrà aperta la mattina presto e la sera tardi. Si tratta di un'altra misura per combattere l'overtourism romano,Il post di Rita Rapisardi: su Facebook e su InstagramA cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it.
Adriana Parrella"Dal punto in cui il sentiero scompare"Baldini + Castoldiwww.baldinicastoldi.itAmaranta è una giovane donna animata da grandi slanci ideali e inquieti moti interiori. Nata e cresciuta in Campania, sin da piccola ha voluto pensarsi libera di andare, di fuggire dai percorsi obbligati di una vita scritta per lei dalla premura e dall'affetto di una famiglia presente, intelligente, ma nondimeno famiglia: fatta di aspettative, bisogni, mancanze. Ora si occupa di Risorse umane per un'organizzazione umanitaria e, dopo la tragica perdita della madre, decide di partire di nuovo, per una nuova missione nella Repubblica Democratica del Congo. Parte con la forza di chi ha scelto convintamente questa strada, e con la fragilità di un dolore immenso che l'accompagna e la trasforma, rendendola al contempo più inaccessibile e più esposta al mondo. Nel corso di questo viaggio, dei tanti incontri tra il magico e il miracoloso, nello scandire dei giorni dedicati al portare avanti le attività mediche tra le enormi difficoltà di un paese magnifico, seppur stordito dalla violenza, dalla povertà, dalle epidemie, seguiremo Amaranta sulle tracce di un sentiero personale che credeva scomparso, perché, nelle parole di Levine, «guarire è toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura». Ispirato all'esperienza dell'autrice come operatrice umanitaria per Medici Senza Frontiere, Dal punto in cui il sentiero scompare compone in un'unica immagine, vivida e poetica, mondi geografici e interiori che spesso percepiamo ineluttabilmente distanti, raccontando il momento in cui, nostro malgrado, l'età adulta ci chiama in causa. Ma, se siamo bravi ad ascoltare, questo potrà essere anche il momento in cui intrecciare da capo il nostro destino con quello degli altri esseri umani, perché il mondo comincerà a parlarci in una lingua che riusciremo, finalmente, a decifrare.https://www.amazon.it/dp/B0F7ZTLZX3?ref=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_JAHK8NT5CNEZRGBH3909&ref_=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_JAHK8NT5CNEZRGBH3909&social_share=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_JAHK8NT5CNEZRGBH3909&bestFormat=trueAdriana Parrella lavora in ambito umanitario per Medici Senza Frontiere ed è specializzata nella gestione delle Risorse umane. Ha provato a imparare circa undici lingue, ma ne parla correntemente quattro. Ha vissuto in Norvegia, India e Spagna e ha lavorato in Repubblica Centrafricana, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Siria, Libano, Territori Palestinesi Occupati e Nigeria. Attualmente vive a Roma con il suo compagno e suo figlio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Rafah resta chiuso. Un valico trasformato in leva politica: se una salma non viene restituita, il confine non si apre. Il messaggio passa dai canali ufficiali israeliani e diventa subito pressione negoziale. Nel frattempo, sul terreno, la vita continua a cedere per dettagli che dettagli non sono. A ovest di Gaza City una tenda crolla, un muro improvvisato cede, una donna muore tre giorni dopo il matrimonio. Un incidente, dicono. In realtà è la misura di cosa significhi vivere appesi a ripari che riparo non sono. Anche l'ONU lo scrive senza retorica: le tende offrono protezione temporanea. Qui il tempo è finito da mesi. La tregua raccontata come tregua convive con l'incendio come normalità. Un quadcopter colpisce un generatore su un tetto, un edificio residenziale prende fuoco nel quartiere di Al-Tuffah. Un generatore: elettricità, acqua, sopravvivenza minima. Il bersaglio è tecnico, l'effetto resta civile. La stessa logica attraversa i luoghi del sapere. A Birzeit, in Cisgiordania, le forze israeliane entrano nel campus universitario durante le lezioni. Gas, proiettili, arresti. A Gaza le università sono macerie, in Cisgiordania diventano obiettivi. L'istruzione trattata come una minaccia da contenere. Poi c'è il fronte dei testimoni. A Medici Senza Frontiere viene imposto di fermare le attività a Gaza. La motivazione ufficiale parla di “neutralità”, di un report che accusa l'organizzazione di usare parole considerate politiche: genocidio, apartheid, fame come arma. Il linguaggio diventa prova d'accusa. Lo stesso schema vale per i giornalisti. La stampa internazionale resta fuori da Gaza per “ragioni di sicurezza”, mentre i reporter palestinesi continuano a morire uno dopo l'altro. Valichi chiusi, tende che crollano, università invase, ONG fermate, giornalisti respinti. L'assedio funziona anche così: restringendo lo spazio, il tempo e le parole. Finché raccontare diventa un atto da autorizzare. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Stanotte a Gaza si muore di freddo. Una madre e suo figlio sono morti a Gaza City nell'incendio di una tenda, acceso da una candela usata per scaldarsi durante un blackout. A Nuseirat una neonata è morta per ipotermia. La tregua promette quiete, produce combustione domestica. È la morte minuta che accompagna ogni cessate il fuoco raccontato come normalità ritrovata. Nello stesso tempo Israele ha notificato la revoca delle licenze a 37 organizzazioni non governative operative nella Striscia. Dal primo gennaio le autorizzazioni decadono, dal primo marzo le attività dovranno cessare. Medici Senza Frontiere parla di criteri opachi e assenza di garanzie. Oxfam valuta ricorsi. Caritas richiama gli accordi internazionali che tutelano la presenza umanitaria. L'ONU avverte che l'impatto sarà immediato su acqua, elettricità, assistenza sanitaria di base. La macchina dell'aiuto viene ridotta per atto amministrativo, mentre le tende bruciano. Dieci Paesi occidentali hanno firmato un appello congiunto per chiedere a Israele di garantire l'operatività delle ONG a Gaza. L'Italia non ha aderito. L'assenza pesa perché arriva mentre il governo rivendica centralità diplomatica e rispetto del diritto internazionale. Qui il diritto resta evocato, mai praticato. Poi c'è il cielo. Mentre a terra si chiudono le ONG e si muore per il freddo, l'aereo di Benjamin Netanyahu ha attraversato lo spazio aereo italiano senza ostacoli, con l'assenso del nostro governo. Non è un dettaglio logistico. È una scelta politica. La stessa Italia che resta fuori dall'appello umanitario apre i propri cieli al primo ministro accusato di crimini internazionali. Netanyahu non passa: viene lasciato passare. Intanto la cronaca continua. A Jabalia al Nazla un minore è stato ucciso dalle forze israeliane. Dall'11 ottobre, secondo fonti palestinesi, i morti “durante la tregua” sono 417, i feriti 1.153. È un bilancio che racconta attrito, non pace. La tregua assume così una forma precisa: meno bombe, più burocrazia; meno rumore, più freddo. Le candele restano accese. Le ONG vengono spente. I cieli restano aperti. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
A Gerusalemme Est la polvere arriva prima delle parole. A Silwan un edificio residenziale viene abbattuto, decine di persone costrette a lasciare casa, ruspe e agenti a fare da cornice. È una scena che sembra periferica rispetto a Gaza e invece la spiega. L'assedio esce dalla Striscia e diventa metodo: demolire, spostare, registrare, revocare. Tutto con moduli, ordinanze, comunicati. Nelle stesse ore, a Gaza, l'emergenza umanitaria viene ricondotta a una questione amministrativa. Medici Senza Frontiere avverte che le nuove regole di registrazione imposte da Israele mettono a rischio la presenza delle ONG dal primo gennaio. Senza licenza, senza accesso. Senza accesso, senza cure. Sembra un dettaglio tecnico, produce amputazioni, infezioni, reparti chiusi. Intanto le agenzie ONU rilanciano un dato che pesa come una sentenza: oltre centomila bambini rischiano la malnutrizione acuta nei prossimi mesi. La fame come effetto collaterale di una firma. Il controllo passa anche dai corpi. Dal carcere di Damon arrivano denunce sulle detenute palestinesi: perquisizioni violente, umiliazioni, rimozione forzata dell'hijab. La disciplina si fa gesto fisico, esposizione pubblica, punizione simbolica. Casa e corpo, la stessa grammatica. A Silwan si rade al suolo un edificio, a Damon si spezza una persona. Cambia il luogo, resta il dispositivo. Sul fondo, la regione trattiene il respiro. Israele informa Washington di possibili mosse iraniane mascherate da esercitazioni militari. La tensione sale, i vertici parlano di deterrenza, di scenari. È il rumore geopolitico che copre tutto il resto e rende normale l'anomalia: mentre si invocano equilibri regionali, l'assedio quotidiano procede senza ostacoli. Si continua a discutere di fasi, di tregue, di calendari. Sulla carta. Sul terreno avanza un'altra fase, già operativa: demolizioni, permessi revocati, aiuti condizionati, carceri come laboratori di controllo. Oggi la notizia sta qui. La tregua resta una bozza, l'assedio resta un sistema. E la polvere di Silwan arriva prima delle spiegazioni. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il caso Askatasuna e la possibile fine dell'esperienza del centro sociale torinese. Ne discutiamo con uno dei leader del movimento e con Maurizio Marrone, assessore alle politiche sociali della Regione Piemonte.Il punto sul delitto di Garlasco alla luce dell'ultimo atto dell'incidente probatorio con l'analisi giornalistica di Umberto Brindani, direttore del settimanale Gente ospite in studio.A seguire un aggiornamento dal fronte umanitario: gli ospedali ucraini sono senza corrente elettrica, ci racconta la situazione Enrico Vallaperta, responsabile medico di Medici Senza Frontiere in Ucraina.Infine il dibattito intorno al matrimonio-evento dei Me contro Te con biglietti da 250 euro
Basta, davvero. A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare come un anestetico. L'Unicef conta almeno 67 bambini uccisi dall'inizio del cessate il fuoco, quasi due al giorno. Medici Senza Frontiere racconta un raid del 19 novembre: sei feriti, una bambina di nove anni colpita al volto, un quindicenne, un uomo di 71 anni. Nei comunicati ufficiali tutto questo diventa “incidente”, come se bastasse un sinonimo gentile per cancellare la scena. Intanto la mappa della Striscia viene riscritta. L'area gialla controllata dall'esercito supera metà del territorio. A Gaza City i militari avanzano verso Shujaiya, spingendo le famiglie più a ovest dentro quella che le fonti locali chiamano «gabbia». Un uomo sfollato è stato ucciso fuori dalla zona militare, nel punto che l'accordo indicava come relativamente sicuro. Anche questo, nel linguaggio diplomatico, rientra nella “tregua”. In Cisgiordania due ragazzi di 18 e 16 anni sono morti dopo un'incursione a Kafr Aqab. A Nablus e Ramallah gruppi di coloni hanno incendiato magazzini e serre, spesso coperti dall'esercito. La guerra non è ferma: è solo descritta come se lo fosse. Sul piano politico Israele prepara la “seconda fase” dell'accordo con una task force che include ministri contrari alla tregua stessa. Netanyahu lega la riapertura di Rafah alla restituzione dei corpi degli ostaggi e aggiunge che sarebbe «felice» se l'Egitto permettesse agli abitanti di Gaza di andarsene. Ecco perché serve restituire senso alle parole. Se chiamiamo “tregua” giorni in cui si muore, se chiamiamo “pace” un dispositivo di controllo territoriale, allora non stiamo raccontando i fatti: li stiamo coprendo. A Gaza oggi non c'è tregua. C'è una guerra che si prende la libertà di farsi chiamare diversamente. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il genocidio non va in tregua. Mentre qualcuno celebra una pace che non esiste, i numeri raccolti da Medici Senza Frontiere cancellano ogni illusione: almeno 740 pazienti, tra cui 137 bambini, sono morti tra luglio 2024 e agosto 2025 in attesa di evacuazione; oltre 15.600 persone restano intrappolate in liste per trattamenti salvavita, un quarto sono minori. Solo 14 ospedali su 36 sopravvivono a regime ridotto, certifica l'OMS. Questa non è una tregua: è una sospensione amministrativa della morte, con il flusso di sangue regolato da chi tiene in mano la valvola. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele è obbligato a consentire e facilitare gli aiuti umanitari, incluso l'accesso di UNRWA. Ventiquattr'ore dopo, un funzionario israeliano risponde che «UNRWA non metterà più piede a Gaza». Un no secco alla legalità internazionale, quasi rivendicato. Nel frattempo, i carri armati sparano ancora a Khan Yunis e Sheikh Nasser, mentre ufficialmente la tregua resta in vigore. Anche la verità continua a essere sequestrata: la Corte Suprema israeliana ha rinviato ancora di trenta giorni la decisione sull'accesso dei giornalisti a Gaza, lasciando sul tavolo la petizione della Foreign Press Association. Nel frattempo, le autorità israeliane liquidano un collaboratore della ZDF ucciso come «terrorista travestito da giornalista». Dentro questo palco di devastazione, la nuova relazione di Francesca Albanese, Relatrice speciale ONU, pronuncia parole definitive: il genocidio è un «crimine collettivo», reso possibile dalla complicità degli Stati che sostengono politicamente, militarmente e diplomaticamente Israele. Chi continua a parlare di pace copre il rumore dei carri che non si sono mai fermati. Chi continua a stringere mani sporche di embargo e veto, ne condivide il crimine. Per questo tutti gli occhi devono rimanere su Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Gaza, 21 ottobre. La tregua ha i numeri della carestia: su 6.600 camion di aiuti promessi ne sono entrati appena 986, in media 89 al giorno. Il World Food Programme denuncia che con due soli valichi aperti – Kerem Shalom e Kissufim – può garantire cibo a non più di mezzo milione di persone per due settimane. Il nord, dove la carestia è già cronica, resta irraggiungibile. Intanto la tregua si conta in morti. Il ministero della Sanità di Gaza calcola 87 vittime dall'annuncio del cessate il fuoco, altre fonti parlano di 97. Netanyahu ha rivendicato in Knesset di aver sganciato 153 tonnellate di ordigni solo domenica. Il linguaggio diplomatico dice fine della guerra, i dati raccontano la prosecuzione dell'assedio per altre vie. Sul terreno, Israele pianta pali alti 3,5 metri e blocchi di cemento ogni 200 metri per delimitare la cosiddetta “Linea Gialla”, un confine interno che separa i civili come in un campo a zone. Chi vi si avvicina rischia di essere “neutralizzato”. Mentre la Croce Rossa conferma la restituzione di 15 corpi palestinesi – 165 in tutto – con famiglie costrette a riconoscere resti spesso segnati da giorni di trattenimento, l'Europa mostra la sua gerarchia del dolore: la Germania nega l'ingresso ai bambini feriti, Trump minaccia un ritorno della forza “veloce, furiosa e brutale” se Hamas viola l'accordo. Medici Senza Frontiere apre una clinica a Gaza City e distribuisce acqua, ma è un cerino acceso dentro un tunnel di fame. La violenza è stata soltanto ridisegnata, non fermata. La tregua come finzione giuridica serve a lavare le mani del mondo, non a salvare vite. Il concime delle bombe, dell'affamare e del genocidio a bassa intensità portato avanti da Israele è il nostro silenzio, il nostro credere alla bugia criminale della pace. Per questo tutti gli occhi devono rimanere su Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
A Gaza la tregua ha la forma di un lager circondato da blocchi di cemento alti tre metri, come confermato dall'esercito israeliano. L'Onu ha avuto il pudore di dire che questa “pace” non regge, mentre la politica occidentale e i quotidiani italiani continuano a venderla come un successo. Ma in questo recinto si continua a morire: nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Sanità di Gaza, altri 45 palestinesi sono stati uccisi, tra cui il giornalista Ahmad Asaad Abu Mutair, colpito mentre faceva il suo lavoro. A Gaza l'umanità è talmente capovolta che si muore anche in tempo di pace. I valichi che la propaganda annuncia “riaperti” restano un imbuto controllato da chi decide chi può sopravvivere. Nove Paesi europei hanno chiesto l'apertura reale di passaggi sicuri, ma Netanyahu festeggia con Trump e Kushner, mentre Meloni applaude a un modello di pace che tiene perfino i chirurghi in catene: Medici Senza Frontiere chiede il rilascio immediato del dottor Khaled Obeid, detenuto da Israele. In questo tempo sospeso, perfino chi dovrebbe curare è ostaggio di una tregua bavosa, costruita per compiacere i vincitori del racconto. Intanto una supporter Maga di Trump si gode i popcorn aspettando le bombe su Gaza come fosse una serie tv. E Paolo Mieli, dopo aver definito «sovrappeso» una candidata italo-palestinese in Campania, lancia un razzo verbale contro lo slogan «dal fiume al mare», fingendo di ignorare che la piattaforma del Likud rivendica che solo gli ebrei hanno diritto all'autodeterminazione “tra il fiume e il mare”. Qui si rovesciano le parole per assolvere i colpevoli. Non c'è niente di più pericoloso di una guerra che chiamano pace. Per questo dobbiamo tenere gli occhi su Gaza. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Reduci dal concerto SOS Palestina! per sostenere le attività di Medici Senza Frontiere in aiuto della popolazione di Gaza, Manuel e Piero Pelù parlano di rumore all'interno ("Rumore dentro" è il titolo del racconto intimo diretto dal regista Francesco Fei su un capitolo cruciale nella vita del rocker fiorentino, ossia l'incidente che gli ha provocato l'acufene) e al di fuori di sé. In chiusura di puntata ascoltiamo un brano di una delle band protagoniste della rassegna Carne Fresca: "Stress Level" dei Cruz Luma.Playlist:Piero Pelù - "Bomba Boomerang" (Version 2013)Piero Pelù - "Maledetto Cuore"Cruz Luma - "Stress Level"
Gaza non è più solo una strage. Gaza è uno specchio. E quello che ci rimanda è insopportabile. Non ci dice solo che stanno morendo dei bambini, ci dice che siamo il tipo di civiltà che guarda un bambino morire di fame e gira la faccia dall'altra parte. Ci dice che siamo capaci di imbastire vertici e risoluzioni, ma non di far passare un camion con sacchi di riso. Non è più il genocidio di Gaza. È il nostro suicidio morale. Le statistiche sono un pugno in pieno volto: almeno 115 morti di fame, secondo le autorità sanitarie locali. L'UNICEF denuncia che l'80% delle vittime da malnutrizione sono bambini. Medici Senza Frontiere ha contato un quarto di bambini e donne incinte malnutriti nelle sue strutture. La stampa internazionale – AP, BBC, AFP, Reuters – ha lanciato un appello congiunto: “fate passare gli aiuti”. E intanto, mentre Gaza agonizza, il governo israeliano si barrica in dichiarazioni ambigue. Un ministro parla di “Gaza tutta ebraica”, Netanyahu finge sconcerto.Macron annuncia che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina, Israele lo accusa di premiare Hamas. E noi? Dov'eravamo, quando i bambini morivano? Dov'eravamo mentre si discuteva di "cessate il fuoco" come fosse un'opzione diplomatica, non un'urgenza umana? La verità è che Gaza morirà anche per colpa nostra. Perché l'unica arma che avremmo avuto era lo scandalo, e l'abbiamo messo via. Gaza morirà e noi resteremo qui, con i nostri silenzi, i nostri distinguo, le nostre frasi passive. Indifendibili. E per la prima volta, avremo ciò che ci meritiamo: il disprezzo dei vivi. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Nella mattinata di lunedì 14 luglio, in Degiornalist - Gli Spaccanotizie, è stato ospite Gianfrancesco Cutelli, il fondatore dell'iniziativa "Un Gelato per la Pace". Si tratta di un progetto di raccolta fondi a favore di Medici Senza Frontiere per sostenere le vittime civili a Gaza. L'iniziativa, già attuata in passato per l'Ucraina, prevede che il 19 luglio numerose gelaterie in Italia e all'estero offrano gelato o granita all'anguria a chi farà una donazione libera. «È un'iniziativa che coinvolge tantissime gelaterie, non solo in Italia, anche all'estero. Ora siamo a più di 150», ci spiega GianFrancesco. Cutelli, maestro gelatiere di grande successo ha infatti sottolineato l'importanza di iniziative private per contrastare l'assuefazione alle notizie drammatiche e per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla crisi a Gaza: «Pensate che nella clinica di Gaza City, questi ovviamente sono dati di Medici Senza Frontiere, ci sono 400 pazienti al giorno, fra cui sempre più bambini. C'è veramente bisogno di tutto e quindi anche ogni singola iniziativa privata a sostegno di Medici Senza Frontiere diventa veramente importantissima». Sul sito web ungelatoperlapace.it è possibile trovare una mappa con tutte le gelaterie aderenti già localizzate.
Sono Valentina Brinis e questo è El Dorado, la rubrica di Sveja su immigrazione e integrazione, dal mondo a Roma. La Corte costituzionale ha giudicato inammissibili le questioni sui CPR, ma ha indicato un vuoto normativo grave: mancano garanzie per chi è privato della libertà. Intanto, un primo migrante è stato rilasciato.Medici Senza Frontiere denuncia torture sistematiche sulla rotta del Mediterraneo. La causa? L'assenza di vie legali per chiedere asilo.Sul Decreto Piantedosi, la Corte ha ribadito che il soccorso in mare è un dovere. Ne parliamo con Valeria Taurino, direttrice generale di SOS Mediteranee Italia.E infine, un rapporto di Statewatch accende i riflettori su tecnologie predittive e sorveglianza, spesso usate senza trasparenza e con effetti discriminatori.El Dorado è sostenuto da Periferiacapitale e Lush.
I titoli: - Leone XIV: il Concilio di Nicea una bussola verso la piena unità. Ribadita la disponibilità del Pontefice alla celebrazione comune della Pasqua tra cattolici e ortossi - Continua massiccia l'offensiva russa: vittime su Kharkiv e Kherson. Il presidente Trump: spero che il conflitto non diventi nucleare - Bombardamenti senza tregua sulla Striscia di Gaza: 34 morti, recuperato il corpo dell'ostaggio thailandese. Ai nostri microfoni la testimonianza di Medici Senza Frontiere
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. L'assemblea di Confindustria, lo scontro Trump-Putin, il DL sicurezza. #Ilpostinazienda. Oggi con noi Nicola Bernocco, diplomato all'Its Apulia Digital nel 2023 in cybersecurity e oggi lavora come security engineer presso la Eulogic NT spa, che non a caso è stata l'azienda in cui ha sostenuto lo stage curriculare. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. La delicata situazione nella striscia di Gaza. Ci siamo collegati con il dott. Angelo Rusconi, capo progetto di Medici Senza Frontiere a Gaza. Il diario del Giro d'Italia con i nostri inviati Paolo Pacchioni e Valentina Iannicelli. Nelle campagne ferraresi, gli agricoltori stanno fronteggiando un'invasione di fenicotteri che minaccia le risaie. Ci ha raccontato la situazione, Giampaolo Cenacchi, risicoltore, presidente regionale dei risicoltori di Confagricoltura. L'attualità, commentata da Agnese Pini, direttrice del quotidiano Nazionale e dei quotidiani del gruppo Monrif. All'interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Giusi Legrenzi.
Al Telefono da Gaza Martina Marchiò di Medici Senza Frontiere. Macron riceve uno schiaffo dalla moglie Brigitte, motivi di litigio tra coniugi.
Calcio, il punto sulla Serie A con Paolo Pacchioni. MotoGP ad Austin, in Texas. Stasera la gara, ieri qualifiche e sprint. L'inviato speciale di RTL 102.5, Max Biaggi. Parliamo di salute femminile. Venerdì si è ricordata la Giornata Mondiale dell'Endometriosi. In Italia ne soffrono almeno tre milioni di donne. L'endometriosi può creare un ambiente sfavorevole alla gravidanza, ma non rappresenta necessariamente un ostacolo insormontabile alla maternità, e una diagnosi precoce è fondamentale. Ne parliamo con il prof. Pasquale Bilotta, direttore scientifico del Centro Alma Res, centro di medicina della riproduzione. E torniamo a parlare anche della situazione a Gaza: l'emergenza umanitaria e l'impatto psicologico dopo la ripresa dei bombardamenti. Raccogliamo la testimonianza di Aurelia Barbieri, psicologa di Medici Senza Frontiere, impegnata a fornire assistenza sul posto. Si trova a Khan Younis, a pochi passi dall'ospedale Nasser colpito pochi giorni fa da un raid israeliano. Paolo Ruffini torna a teatro con "Sapore di Mare", il musical, con adattamento di Enrico Vanzina e Fausto Brizzi, in scena a Milano al Teatro Arcimboldi fino al 13 aprile, ma ha già girato tutta Italia. Ancora un commento sull'attualità, dalla politica agli esteri. Ci ha raggiunto il direttore de La Verità, Maurizio Belpietro.
"La minaccia per l'Europa non proviene dalla Russia o dalla Cina ma dal suo interno". Con queste parole il vice presidente JD Vance parla, alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, della perdita dei valori democratici europei, quelli che il vecchio Continente ha da sempre condiviso con gli Stati Uniti. Anche alla Conferenza sulla Sicurezza, quindi, si conferma la percezione trasmessa dalle mosse politiche statunitensi nei giorni scorsi: l'Europa perde la sua posizione di partner privilegiato degli Stati Uniti e la distanza tra le due potenze occidentali è sempre più marcata. Ne parliamo con Riccardo Sessa, presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale, già ambasciatore d'Italia a Belgrado, Teheran, Pechino e alla Nato.Intanto, in Repubblica Democrratica del Congo, le forze ribelli dell'M23 continuano ad avanzare fino a bloccare l'aeroporto che serve Bukavo. Ne parliamo con Marco Doneda, vice capo missione di Medici Senza Frontiere a Goma.
1) Mese dopo mese a Gaza il numero dei morti continua a crescere. Oggi sono più di 46 mila. Alla fame, il freddo e le bombe si aggiunge la mancanza di carburanti che rischia di far chiudere tutti gli ospedali della striscia. (Medici Senza Frontiere) 2) Il Libano ha finalmente un presidente. Dopo due anni di vuoto politico è stato eletto il generale Joseph Aoun, come volevano Stati Uniti e Israele. (Lorenzo Trombetta) 3) Siria un mese dopo. A Damasco oggi si festeggia il primo mese senza Assad, ma la situazione nel nord est del paese è ancora lontana dal pacificarsi. (Serena Tarabini) 4) 5 morti, 180 mila persone evacuate e l'equivalente di 20mila campi da calcio bruciato. Los Angeles continua a lottare contro le fiamme. (Antonello Pasini - CNR) 5) Stati Uniti, le corporation americane si inchinano a Trump. Milioni di dollari versati per partecipare alla cerimonia di insediamento del 20 gennaio. (Roberto Festa) 6) Francia, il 9 gennaio 2015 l'attentato nel supermercato ebraico Hyper Cacher. Dieci anni dopo, l'antisemitismo è ancora d'attualità. (Francesco Giorgini) 7) World Music. Da Capo Verde, Emocionalmente l'ultimo album di Teofilo Chantre. (Marcello Lorrai)
Due testimonianze estratte dal canale Instagram di Medici Senza Frontiere.Sono donatore, e annualmente provvedo.Quest'anno mi sono detto: non basta. Bisogna farli sentire.Non solo tramite i social.Sono testimonianze dure. Valutate se ascoltarle.
Incontro con Gigliola Alvisi e Elda Baggio. Presenta Paola Dalle Molle Le storie raccolte in questo libro raccontano di Paesi lontani e vicini, di guerre dimenticate, di ospedali in prima linea, di accoglienza e sostegno, della complessa macchina organizzativa che garantisce elettricità, acqua potabile, cibo, farmaci e sicurezza a chi ne ha assoluto bisogno. Dietro ogni racconto, il volto di bambini, donne, uomini a cui è stata data la possibilità di una nuova vita. E quello di operatori che sanno esattamente qual è la loro missione: garantire cure e dignità ai propri pazienti. Esseri umani che aiutano altri esseri umani. Insieme all'autrice interviene Elda Baggio, vicepresidente di Medici Senza Frontiere. Edizione 2024 https://www.pordenonelegge.it/
I conflitti generano vittime. C’è chi perde la vita e chi resta, ferito nell’anima e forse anche nel corpo, in città distrutte e ambienti contaminati. La miglior cura sarebbe la prevenzione delle guerre, dopo non c’è che la solidarietà.Gli ospiti di oggi: Federica Iezzi, cardiochirurga pediatrica dell'ospedale di Torrette e chirurga di guerra per Medici Senza Frontiere, Davide Musardo, psicologo di Medici Senza Frontiere, Rita Cantalino, giornalista, Fabrizio Ferrari direttore di RIFF - Rome Independent Film Festival.Si può fare - Storie dal socialeUna Spatolata di solidarietàSi chiama "La spatolata" ed è una gelateria in cui lavorano persone con disabilità. Nel laboratorio assieme al gelato nascono amicizie e crescono competenze, si abbattono tabù e si "insegna" l'inclusione ai clienti.
Chiacchieriamo telefonicamente con Fiorella Mannoia con la quale parliamo del prossimo Tour Teatrale, del live del 23 Ottobre al Forum per la Pace con molti colleghi, il cui ricavato va interamente ad Emergency e a Medici Senza Frontiere, di impegno, di pace, del suo ultimo singolo "DISOBBEDIRE" e dell'importanza di esporsi, ospitiamo Obi che ci racconta il suo ultimo periodo tra la scrittura del disco e la vittoria del premio Amnesty, Ascoltiamo "Ya Zina", brano dei Savana Funk con Willie Peyote dedicato alle donne iraniane, e chiudiamo parlando del tour europeo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e ascoltandone l'ultimo singolo "La Nuova Canzone per Me"
Un'installazione di Alice Pasquini a Ferrara, dal titolo "Not a Target", racconta le storie di civili e personale sanitario colpiti in cinque diverse guerre, dall'Ucraina al Sudan.
L'offensiva israeliana, scatenata dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023, ha causato la morte di oltre 16.000 bambini palestinesi, oltre 25 mila piccoli, piccole, hanno perso un genitore o sono rimasti orfani, in moltissimi hanno perso un arto. Dietro ogni numero c'è una storia, la tragedia di una famiglia. Il costo della guerra, infatti, non è solo quello visibile: la distruzione, le macerie di case e ospedali. Oltre il numero delle vittime, ci sono ferite invisibili destinate a passare tra le generazioni. Quali sono queste ferite e come possono diventare uno strumento per la pace? Abbiamo cercato di capirlo raccogliendo le storie e le testimonianze di Izzeldin Abuelaish, primo medico palestinese a lavorare in un ospedale israeliano che nel 2009 ha perso tre figlie a causa di un bomdardamento israeliano sulla Striscia di Gaza, Davide Musardo, psicologo clinico per Medici Senza Frontiere che ha prestato servizio a Gaza, collegato con noi dalla Giordania, e lo scrittore irlandese Colum McCann che una speranza l'ha vista nella storia, vera, di amicizia tra due padri, un palestinese e un israeliano, Bassam Aramin e Rami Elhanan, che hanno perso entrambi le figlie a causa della violenza e che hanno deciso di fare del loro dolore un ponte di dialogo, per la pace. Una storia che Colum McCann ha raccontanto nel libro “Apeirogon” (Feltrinelli, 2022).
L'apertura di giornata, con le notizie e le voci dei protagonisti. Tutto in meno di 30 minuti.La poliomielite dopo 25 anni è tornata nella striscia di Gaza. È la conseguenza delle pessime condizioni igieniche nelle quali vive la popolazione dopo mesi di guerra. Medici Senza Frontiere è tra le organizzazioni che curano le vaccinazioni che sono appena cominciate. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente MSF Italia.
A Gaza, a causa della guerra con Israele, sta per definirsi una catastrofe sanitaria a causa del ritorno della poliemielite. Ce ne parla Enrico Vallaperta, coordinatore medico di Medici Senza Frontiere a Deir al Balah.Tra gli altri approfondimenti:- La Guerra in Ucraina, con Kiev che continua l'offensiva nei territori russi.Con noi Ugo Poletti, fondatore e direttore di “The Odessa Journal”. - Al via l’America’s Cup.Antonio Vettese, esperto di vela, scrive per Il Sole 24 Ore.
“From the ashes I rose” è il titolo della mostra della fotoreporter egiziana Rehab Eldalil, che racconta un viaggio nell'ospedale di Medici Senza Frontiere in Giordania. La mostra sarà aperta fino al 3 novembre nel Palazzo Baldelli di Cortona, in Toscana.
Davide Musardo, psicologo clinico per Medici Senza Frontiere, assicura la qualità degli interventi di salute mentale in zone di conflitto seguendo le linee guida dell'OMS.
Inoltrarsi nella brutalità delle guerre, fare luce nel buio della sofferenza in ogni angolo del mondo per curare e raccontare. È la missione di Medici Senza Frontiere, di donne e uomini da tempo impegnati in questa prima linea che si allunga tra i continenti insanguinati. Christopher Lockyear, segretario generale di Medici senza frontiere, racconta la sua esperienza partendo dall'ultimo (in ordine di tempo) fronte di guerra: Gaza.
Ad #AriaPulita la testimonianza del Dott. Roberto Scaini, Medici Senza Frontiere.
Offrire un servizio sanitario anche in contesti difficili e di guerra e ciò che fa Medici Senza Frontiere. Sentiamo una testimonianza da un'infermeria che si trova a Gaza e collegandoci con Elena Platani, un'ostetrica che è rientrata recentemente dalla Repubblica Democratica del Congo. Patrizia Bisol, responsabile area cittadini e volontari di CSV - Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato - di Milano, illustra il progetto dell'Università del Volontariato.Italia Non Profit, di cui Luca Cipriani è head of strategy, ha lanciato una mappa dove trovare tutto il non profit italiano e cercare aiuto per sé o per chi ne ha bisogno.Con Marco Brunelli, segretario generale della FIGC, parliamo di alcuni progetti sociali che sono entrati nel Centro Tecnico di Coverciano, luogo in cui si ritrovano le nazionali di calcio.Amedeo Santosuosso, docente alla Scuola IUSS di Pavia, ha inaugurato in questi giorni il nuovo International Center on Law, Science and New Technologies, di cui è stato nominato direttore. Si Può Fare nel SocialeProgetto Diogene, cura psichiatrica in stradaSi chiama progetto Diogene è un progetto di sostegno e psicoterapia per persone senza fissa dimora. Un'esperienza di psichiatria di strada voluta da caritas e da casa della carità e che ha intercettato a milano centinaia di persone. Un lavoro lungo, che prevede uscite serali di operatori (educatori e psichiatri), che avvicinano gli homeless anche su segnalazione da parte di altri enti con l'obiettivo di ridurre la loro sofferenza psichica e "accompagnarli" in un percorso di inclusione sociale.
Sentenza di non luogo a procedere per i componenti dell'equipaggio delle ong Jugend Rettet, Save The Children e Medici Senza Frontiere, le organizzazioni umanitarie accusate, sette anni fa, di aver stretto accordi con i trafficanti di uomini e di non aver prestato soccorso ai migranti. Ne parliamo in apertura di trasmissione. Ci occupiamo poi di diritto all'aborto e dell'opportunità o meno della presenza di associazioni Pro-Vita negli ospedali.
L'anno scorso sono arrivate all’Unione Europea 1,14 milioni di domande di protezione internazionale. 380.000 sono stati gli arrivi irregolari - il numero più alto dal 2016 - la metà dei quali attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Nell'ultimo trimestre del 2023, dei 105.00 cittadini extracomunitari a cui è stato ordinato di lasciare l’Unione Europea, solo 28.900 sono stati rimandati indietro. Potrà il nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo risolvere tutti i problemi derivanti da questi numeri?Ne discutiamo con Beda Romano, corrispondente del Sole24Ore da Bruxelles, Chiara Favilli, docente di diritto dell'Unione Europea all'Università di Firenze, Valentina Brinis, Advocacy Officer di Open Arms Italia, Bianca Benvenuti, responsabile affari umanitari di Medici Senza Frontiere e Tamas Bodoky, direttore di Atlatszo, portale e magazine di inchiesta ungherese.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Gli operatori umanitari uccisi a Damasco, USA e Cina al telefono, la Lega cancella Putin. Anteprima #ilpostinfabbrica, con Gianni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria con delega al Capitale Umano. #ilpostinfabbrica. Sinergo Spa è un'azienda specializzata nella progettazione ingegneristica e architettonica di grandi opere. Leader nel Nord Est del Paese, progettano scuole, ospedali, industrie, infrastrutture stradali, aeroporti, impianti di produzione di energia rinnovabile. In Sinergo lavorano più di 75 persone e cercano subito almeno 10. In diretta con noi, Filippo Bittante, amministratore delegato di Sinergo Spa. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. Ha fatto discutere l'iniziativa dell'Università di Trento di declinare al femminile tutto il nuovo regolamento d'Ateneo. Ne abbiamo parlato con Flavio Deflorian, rettore dell'Università di Trento. Internet, ricerche online e strategie da applicare per aumentare la propria visibilità online. Ne abbiamo parlato con Andrea De Siano, SEO Specialist in Natural Index, una delle 20th “Top Digital Strategy” europea leader in SEO e ottimizzazione per i motori di ricerca. L'attualità, commentata dal direttore del giornale Il Foglio,Claudio Cerasa. Una testimonianza dal campo, all'indomani dell'attacco israeliano a Gaza che ha ucciso gli operatori umanitari occidentali durante la distribuzione di aiuti. Quello che Netanyahu ha definito un errore involontario può mettere a rischio la presenza nella Striscia delle Ong secondo il dottor Roberto Scaini, di Medici Senza Frontiere. All'interno di Non Stop News, con Massimo Lo Nigro, Enrico Galletti e Giusi Legrenzi.
La storica associazione, fondata nel 1971, è attiva in più di 70 Paesi, tra cui anche la Francia, nella cittadina da cui tantissimi migranti cercano di raggiungere l'antistante Inghilterra. Abbiamo parlato con Serena Colagrande, responsabile comunicazione di MSF in Francia.
Virginia Raggi, Enrico Vallaperta e Piero Maranghi sono gli ospiti di questa puntata condotto da Lucia Annunziata, in diretta da Gerusalemme e da Daniele Bellasio in studio a Milano.Enrico Vallaperta, coordinatore medico di Medici Senza Frontiere, ci parla della situazione sanitaria a Gaza, dove Vallaperta è stato di recente in missione.La ex sindaca di Roma Virginia Raggi è con noi per un'intervistata sulla politica interna a partire dibattito nato questa settimana tra i leader del Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Di musica classica e leggera, infine, Annunziata e Bellasio discutono con Piero Maranghi, editore, amministratore delegato e direttore di Classica HD.
Una pratica di contemplazione e journaling per chiudere l'anno e inziare quello nuovo. Crea il tuo spazio sacro e buona immersione. Charity Class: Una classe di Yoga nel periodo natalizio, per praticare insieme e dare il nostro contributo con una donazione a Medici Senza Frontiere per la Palestina. https://yogaacademy.it/diretta-donazione/ Ps. Ecco alcuni link utili: Accedi alla community di Yogi gratuita
La vice presidente di Medici Senza Frontiere in Italia racconta la situazione nella Striscia di Gaza con gli occhi di chi sta sostenendo una popolazione allo stremo.
"Credo che ci sarà il rilascio degli ostaggi" afferma il presidente americano Biden. Nel frattempo oggi un nuovo team di Medici Senza Frontiere è entrato nella Striscia di Gaza attraverso il varco di Rafah. Con noi la Presidente di MSF Italia Monica Minardi.Continuano le ricerche per trovare Giulia e il suo ex fidanzato. Sentiamo Roberto Papetti, direttore de Il Gazzettino.Figli di coppie omogenitoriali, la Procura rimanda alla Consulta. Interviene l'avvocato Vincenzo Miri, Presidente Rete Lenford.Stasera Sinner contro Djokovic. Gli aggiornamenti dal nostro Giovanni Capuano.
Radio Vaticana con Voi! Ogni mattina, dopo il gr delle 8, due ore di diretta con i vostri messaggi di testo e vocali da inviare al numero 335.1243722! Ospiti, rassegna stampa, musica e molto altro ancora per iniziare insieme la giornata! Conduce Luca Collodi Oggi con noi: Marco Guerra, giornalista Radio Vaticana - Vatican News sulla situazione di guerra tra Israele e Hamas; Silvia Guidi, giornalista Osservatore Romano su rubrica culturale giornale; Silvoney Protz, responsabile redazione portoghese per il Brasile di Radio Vaticana - Vatican News su Chiesa in Brasile; Maurizio Debanne, Medici Senza Frontiere sulla situazione umanitaria a Gaza; Pierpaolo Sardi, volontario Cisom su alluvione Toscana; Marco Di Battista, redazione musicale Radio Vaticana - Vatican News,
Siamo stati a Washington per raccontare e commentare la notizia del giorno, la pronuncia della Corte Suprema americana che ribalta la storica sentenza Roe vs. Wade, che garantiva l'aborto a livello federale da 50 anni: ne abbiamo parlato con Stefano Luconi, professore di Storia degli Stati Uniti d'America all'Università di Padova. Siamo andati a Bruxelles, dove si è concluso il Consiglio Europeo: ne abbiamo parlato con Sergio Nava, giornalista di Radio24 che segue gli affari europei. Siamo tornati in Ucraina per raccontare gli effetti della guerra sulla popolazione con Enrico Vallaperta, infermiere sul treno di soccorso di Medici Senza Frontiere. Infine, abbiamo discusso delle sfide della cooperazione con Giampaolo Silvestri, segretario generale di AVSI e con Burghard Schunkert, direttore di Lifegate, ONG tedesca.
Come sta reggendo il sistema ospedaliero in Ucraina? Ne abbiamo parlato con Roberto Scaini, medico e operatore umanitario di Medici Senza Frontiere. Quanto la guerra sta danneggiando psicologicamente le persone in Ucraina? E, soprattutto, i bambini? Ne abbiamo parlato conDamiano Rizzi, Presidente della Fondazione Soleterre. Quali sono le esigenze più importanti in Ucraina in questo momento? Quali sono le malattie che si stanno diffondendo maggiormente? Ne abbiamo parlato con Francesco Moschetta, Senior Advisor di Global Fund
Abbiamo fatto il punto sulla lentezza dell'avanzata russa nel Donbass, sulle incursioni russe nei cieli di Svezia e Danimarca e sulle perdite degli eserciti di Russia e Ucraina con Alessandro Marrone (responsabile del Programma Difesa di Istituto Affari Internazionali - IAI). Abbiamo analizzato la controversia provocata ieri in un talk show italiano dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov con Andrey Kortunov (direttore del Russian Council, think-tank di Mosca). E infine abbiamo raccontato i soccorsi e le politiche di aiuto ai feriti con Roberto Scaini (Medico di Medici Senza Frontiere, impegnato sulle cliniche mediche mobili dell'ONG in Ucraina).
Ucraina e Russia sono tra i principali produttori mondiali di grano e orzo: quale sarà l'impatto del conflitto sui prezzi degli alimenti a livello globale? E cosa succederà in quei paesi del Nordafrica e del Medio Oriente particolarmente dipendenti, come Egitto, Libano e Yemen? Ne abbiamo parlato con Giuliano Noci, prorettore del polo cinese del Politecnico di Milano, docente di Strategia e Marketing e grande conoscitore sia del mondo russo che di quello cinese. Subito dopo siamo tornati sul campo, a Leopoli, dove Medici Senza Frontiere sta attrezzando treni-ospedale: ne abbiamo parlato con Maurizio Debanne (responsabile comunicazione MSF Ucraina basato a Leopoli) e con Avril Benoit (coordinatrice della comunicazione per emergenza Ucraina di MSF da Leopoli). Infine abbiamo provato a ragionare sugli impatti delle sanzioni europee con Antonio Villafranca (Director of Studies e Co-Head dell'Osservatorio Europa e Global Governance ISPI - Istituto per gli studi di politica internazionale).
Abbiamo esplorato di nuovo il diritto internazionale con l'ordine arrivato ieri dalla Corte Penale Internazionale dell'Aia, commentato dalla professoressa Chantal Meloni (Docente di diritto penale internazionale all'Università Statale di Milano) e abbiamo analizzato le presunte bozze di accordi con Eleonora Tafuro (analista di Ispi, esperta di Russia e Caucaso).Abbiamo raccontato la situazione dei civili con la testimonianza di Alex Wade (Coordinatore dell'emergenza di Medici Senza Frontiere in Ucraina, di base a Leopoli) e infine abbiamo provato ad analizzare la fedeltà dell'entourage più stretto di Putin con Mark Galeotti (ricercatore esperto del mondo russo, è docente della Scuola di Studi Slavi e dell'Est Europa dello University College of London e Ricercatore Senior Associato del RUSI)