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Nuova puntata di SPINNEWS, la rubrica settimanale di Spin-Off – Un Podcast di Recenserie dedicata alle notizie più importanti su cinema, serie TV, streaming e industria entertainment. Questa settimana si parte dalla Terra di Mezzo: Anya Taylor-Joy entra nell'universo de Il Signore degli Anelli con The Hunt for Gollum, dove dovrebbe interpretare Seren, una nuova elfa legata al regno di Thranduil. Una scelta che accende subito il dibattito tra entusiasmo, fan service e legittima paura da “ma Tolkien l'avrebbe autorizzato o avrebbe lanciato un Silmaril contro qualcuno?”. Poi spazio all'horror: Curry Barker, regista di Obsession, passa al livello successivo con un nuovo progetto prodotto da Universal e Blumhouse-Atomic Monster. Nel frattempo Netflix fa Netflix: cancella The Boroughs, la nuova serie dei Duffer Brothers, ma rinnova The Four Seasons per una terza stagione. E poi arriva la parte nostalgia, quella pericolosa: Mike Myers dice sì ad Austin Powers 4 e Jim Carrey potrebbe tornare nei panni del Grinch in un nuovo film diretto ancora da Ron Howard. Insomma, Hollywood questa settimana ha deciso che tra elfi, reboot, sequel e franchise del passato non si butta via niente. Nemmeno i traumi del trucco prostetico. Capitoletti: (00:00) Intro: nuova puntata di SPINNEWS(00:26) Anya Taylor-Joy entra in The Hunt for Gollum(01:56) Curry Barker dopo Obsession: Universal e Blumhouse puntano su di lui(03:53) Netflix cancella The Boroughs dei Duffer Brothers ma rinnova The Four Seasons(05:49) Mike Myers dice sì ad Austin Powers 4(07:50) Grinch 2: Jim Carrey e Ron Howard verso il ritorno Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Certi segreti non affogano mai. Nemmeno dopo trent'anni. Martin Mystere 435 "Il richiamo della palude", scritto da Mirko Perniola, disegnato da Michela Da Sacco, edito dalla Sergio Bonelli Editore.
Nessuno può sfuggire all'ombra della Yurei. Nemmeno il Dampyr.Dampyr 314 "La vendetta della Yurei", scritto da Mauro Boselli, disegnato da Giorgio Gualandris , edito dalla Sergio Bonelli Editore.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8530OMELIA ASCENSIONE - ANNO A (Mt 28,16-20)di Don Stefano Bimbi L'Ascensione del Signore potrebbe sembrare, a prima vista, una festa di distacco: Gesù sale al cielo e si allontana dai suoi discepoli. In realtà è il contrario. È la festa della presenza nuova di Cristo, una presenza non più limitata a un luogo o a un tempo, ma capace di raggiungere ogni uomo, in ogni parte del mondo e in ogni epoca. Per questo gli Apostoli, dopo l'Ascensione, non tornano a Gerusalemme disperati, ma pieni di gioia. Hanno capito che Gesù non li ha abbandonati. È entrato nella gloria del Padre per restare con loro in un modo ancora più profondo.L'Ascensione conclude la missione terrena di Cristo e inaugura la missione della Chiesa. Gesù sale al cielo non per disinteressarsi della terra, ma per regnare come Signore della storia. Noi spesso immaginiamo il cielo come un luogo lontano, quasi irraggiungibile. In realtà il cielo è la vita stessa di Dio e Cristo vi entra con la sua umanità glorificata. Questo significa che la nostra natura umana è già entrata nel Paradiso. Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, siede alla destra del Padre. E allora anche tutti noi abbiamo una speranza concreta: non siamo destinati al nulla, ma alla gloria eterna.Questa verità cambia il modo di vivere le cose quotidiane. Quando un cristiano affronta una sofferenza, una malattia, una delusione familiare o un fallimento, non ragiona più pensando soltanto a questa terra, ma ha lo sguardo rivolto al cielo. Certo, il dolore è reale, ma non ha più l'ultima parola. Nemmeno la morte ha l'ultima parola. Oggi invece molti vivono schiacciati da preoccupazioni immediate: il lavoro, i soldi, la salute, il giudizio degli altri. Tutto sembra decisivo, assoluto. Eppure Gesù ci insegna a tenere il cuore rivolto verso l'alto. Questo non vuol dire disprezzare la vita sulla terra, ma vivere senza diventare schiavi delle cose che passano.ANDATE E FATE DISCEPOLI TUTTI I POPOLIGli Apostoli, però, ricevono anche un comando preciso: «Andate e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19). L'Ascensione non è una fuga dal mondo, ma anzi è l'inizio della missione. Il cristiano non può ridurre la fede a qualcosa di privato da vivere solo in casa propria o in chiesa. Se Cristo è veramente risorto ed è il Signore, allora questa verità deve raggiungere tutti. Oggi invece molti cattolici vivono una fede timida, quasi vergognosa. Hanno paura di parlare di Dio, di difendere la verità del Vangelo, di mostrarsi cristiani nell'ambiente di lavoro, a scuola o perfino in famiglia. Si preferisce tacere per non essere giudicati. Ma gli Apostoli, dopo l'Ascensione, fanno esattamente il contrario: escono allo scoperto. Prima erano impauriti, chiusi nel cenacolo; dopo diventano coraggiosi perché hanno fatto esperienza nella loro vita che Cristo è vivo.Anche nella vita quotidiana ci sono tante occasioni semplici per testimoniare la fede. Un genitore che insegna ai figli a pregare e li porta alla Messa domenicale sta già evangelizzando. Un giovane che, quando è con gli amici, non si vergogna di fare il segno della croce al ristorante prima del pasto compie una piccola testimonianza pubblica. Una persona che rifiuta compromessi disonesti sul lavoro per restare fedele alla coscienza annuncia Cristo con i fatti. Spesso pensiamo che evangelizzare significhi fare cose straordinarie, ma il primo apostolato passa dalla coerenza della vita.IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDOGesù promette: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Non dice: "Vi ricorderò", ma "sono con voi". È presente nella sua Chiesa, nel Vangelo, nei sacramenti, specialmente nell'Eucaristia. Quando entriamo in chiesa davanti al tabernacolo non siamo davanti a un simbolo, ma davanti a Cristo vivo. Quante volte però viviamo come se Dio fosse assente. Ci agitiamo, ci scoraggiamo, perdiamo la pace, perché ci dimentichiamo della sua presenza reale.L'Ascensione allora ci invita a vivere con uno sguardo nuovo. I piedi restano sulla terra, ma il cuore deve essere orientato al cielo. Il cristiano non fugge dalle responsabilità quotidiane, anzi le vive meglio, perché sa che ogni gesto può avere un valore eterno. Una ragazza che arriva vergine al matrimonio, una madre che cresce con amore i figli, un anziano che offre con pazienza la propria solitudine, un lavoratore che svolge con onestà il proprio dovere, un malato che unisce le sue sofferenze a quelle di Cristo: tutto può diventare strada verso il Paradiso.San Filippo Neri era un sacerdote allegro, pieno di umanità, capace di scherzare e stare in mezzo alla gente. Dentro il suo cuore ardeva continuamente il desiderio del Paradiso. Ripeteva spesso: "Paradiso, Paradiso!". Non lo diceva per evadere dalla realtà, ma perché aveva capito che tutto passa e che solo Dio resta. Proprio per questo sapeva amare meglio le persone concrete che aveva davanti. Ai giovani insegnava a vivere con gioia, ma senza attaccarsi alle cose del mondo. Diceva: "State buoni, se potete", ricordando che la santità non consiste in cose straordinarie, ma nel vivere ogni giorno con il cuore rivolto a Dio. San Filippo aveva già il cuore in cielo mentre camminava per le strade di Roma. E questo gli dava una libertà interiore impressionante: non cercava successo, approvazione o potere, perché sapeva che la vera patria è lassù.In conclusione la festa dell'Ascensione ci ricorda che il cristianesimo non è soltanto una morale o un insieme di valori, ma un fatto soprannaturale. Cristo è veramente risorto, veramente asceso al cielo e ci sta preparando un posto. Per questo la Chiesa continua a guardare verso l'alto con speranza. In un mondo spesso ripiegato sulle cose materiali e immediate, il cristiano è chiamato a ricordare che siamo fatti per il cielo e che soltanto Dio può colmare il desiderio profondo del cuore umano.
Come evitare il burnout in un cambio radicale di lavoro e di vita, quando vuoi avviare una tua attività?Questa domanda non è facile, ma in questo video cercherò di fornire alcune soluzioni.Il burnout è un nemico subdolo perché si manifesta improvvisamente, spesso anche con sintomi fisici che ci impediscono di proseguire verso i nostri obiettivi.Nemmeno io ne sono stata immune durante la costruzione dei miei progetti, e proprio perché so quanto è nocivo, ti lascio qui 7 consigli che ti eviteranno di caderci durante l'avviamento della tua attività.___Costruisci la tua libertà scrivendo online, vivi e lavora con la scrittura ad alti livelli inizia dalla lezione gratuita qui. Oppure clicca qui, parla in modo diretto e gratuito con un copywriter del team TCG.___Per domande, accesso a materiali e risorse, scrivi alla mail hola@copygateway.com.___Seguimi sui Social: Instagram | YouTube | LinkedIn | TikTok
Nemmeno noi sapevamo cosa fossero, ma ce ne sono molti in questo periodo che svolazzano in aria... Ne parliamo con Gianluca Venditti e Stefania D'Alonzo!
Francesca Parri"Il ricordo è l'unica difesa"Il manoscritto ritrovato di una donna antifascistaEster ParriSolferino Libriwww.solferinolibri.it«Accovacciata sotto cinque coperte fredde, cercavo un conforto nel ricordo di quel mondo che c'era oltre le mura. Non tentavo di dormire, mi sarebbe sembrata una vigliaccheria.» Non ha mai smesso di lottare Ester Parri. Nemmeno quando il regime fascista ha recluso e poi confinato il marito Ferruccio, leader della Resistenza e primo presidente del Consiglio dopo la Liberazione. Nemmeno quando a essere catturata e incarcerata dalla Gestapo a San Vittore è stata anche lei. E nemmeno quando si è trovata a fare i conti con le angosce di madre temendo per il figlio Giorgio, giovane partigiano. In queste memorie inedite, scritte sul retro di fascicoli del Consiglio d'Europa e ritrovate dalla nipote, l'autrice racconta i due mesi più drammatici della sua vita, tra gennaio e marzo 1945, e fa rivivere, attraverso potenti flashback, quasi vent'anni della storia d'Italia, dall'organizzazione dell'espatrio clandestino del leader socialista Turati nel dicembre 1926 fino all'aprile 1945, quando Ester ritrova il marito a Locarno. Uno spaccato della dittatura e della Resistenza ma anche della vita quotidiana e dei suoi personaggi grandi e piccoli, con una particolare attenzione per le donne che incontra: le signore «dalle unghie laccate e dalle bocche dipinte», fiancheggiatrici del regime, le prigioniere politiche, ma anche parrucchiere, portinaie, impiegate, che con le loro vicende contribuiscono all'affresco più ampio di un'epoca. La passione civile è inalterata in ogni pagina, così come la sua fedeltà agli ideali di libertà e giustizia. La sua voce parla direttamente al cuore, emoziona e rende vivo quel nostro passato che rischia di diventare remoto per sempre.Ester Verrua in Parri, nasce a Scurzolengo (Asti) il 4 agosto 1891 da una famiglia della borghesia agraria. Frequenta il liceo classico Cesare Balbo di Casale Monferrato (Alessandria) dove conosce Ferruccio Parri, che sposa il 2 gennaio 1922. Si trasferisce a Milano con il marito e inizia a insegnare. Il 30 giugno 1926 nasceil figlio Giorgio, col quale segue il marito al confino politico nel 1928 a Lipari e nel 1932 a Vallo della Lucania. Nel 1933 la famiglia ritorna a Milano ma, nell'ottobre 1943, sfolla a Voghera per i bombardamenti.Il 2 gennaio 1945, a Milano, Ester viene arrestata con Ferruccio dalla Gestapo e rilasciata a fine mese. Nel giugno 1945, dopo la nascita del Governo Parri, Ester si trasferisce con la famiglia a Roma, dove rimane fino alla scomparsa, avvenuta il 26 gennaio 1980. Osservatrice privilegiata e attenta di stagioni centrali della storia italiana, ha testimoniato con passione e rigore il suo impegno civile in articoli, recensioni e interviste.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
“Sin pedirle permiso al que dirán”, senza chiedere il permesso a ciò che gli altri diranno. È quella vocina che ci fa dire che forse qualcosa non va, che non siamo abbastanza. Succede spesso a chi si occupa di flamenco, ma è normale per tutti nella vita. Il flamenco significa non aver paura di essere ciò che si è, da ogni punto di vista.Se ti filtri attraverso il timore del giudizio altrui (che spesso è il nostro, mascherato perché più facile da accettare), alla persona che ti osserva arriverà una sensazione di “conti che non tornano”: una versione di te purificata e sterilizzata. Il flamenco fa da sempre questo in modo terapeutico, pur senza saperlo.I circuiti cerebrali legati al senso di esclusione sociale e al rilevamento della possibilità di venire esclusi dal gruppo sono gli stessi del dolore fisico. Lo abbiamo sperimentato tutti: l'essere umano è disegnato da Madre Natura per vivere in società. Le zone sollecitate — corteccia cingolata anteriore dorsale, insula, amigdala — elaborano un dolore legato alla nostra stessa sopravvivenza.Il flamenco, nella sua saggezza, sa quanto sia curativo riconoscersi in ciò che si è: sentire che la comunità ci accetta nell'unicità è un vero farmaco neurologico. Nasce storicamente fra persone senza un ruolo sociale da proteggere: gitani, gente di spettacolo, persone che non godevano di buona reputazione. L'urgenza era esprimere ciò che si aveva da dire, senza necessità di compiacere canoni esterni. Fin dall'inizio, ha avuto un ruolo di ribellione e denuncia.Lo scrittore Caballero Bonald definiva la cultura del flamenco come “una protesta senza destinatario”, che esprime il dolore senza chiedere permesso, accettandolo. È un processo che ha profondamente a che fare con l'accettazione e l'integrazione di sé.Il flamenco nasce da una creatività irrefrenabile, ma a un certo punto ha prodotto categorie precise, costituendo una afición. Per garantirne la proliferazione, negli anni 50 Antonio Mairena diede canoni molto rigidi. Mairena influenzò tutti i cantaores a venire, ma alcuni artisti storici dalle voci bellissime si stavano perdendo (grazie alla Sociedad Pizarras per il lavoro di recupero).Nel baile, due figure definirono i canoni: Matilde Coral, che teorizzò per la donna movimenti sinuosi ed eleganti della parte superiore del corpo, e Vicente Escudero, che pubblicò un decalogo per l'uomo (sobrietà, niente fianchi), salvo poi ammettere di non aver mai visto nessuno aderirvi totalmente. Tentarono di salvaguardare una forma d'arte che per natura evolve e si contamina. Questa ricerca di purezza generò però la tendenza a irrigidire: come si fa a “pulire” il flamenco con canoni del balletto classico, che si basa su altro? Il flamenco deve nascere dalle emozioni, non anelare alla perfezione.Queste regole fecero guardare con sospetto innovatori come Paco de Lucía o Camarón, inizialmente considerati traditori. La condanna colpì anche chi rese il flamenco accessibile, come i Ketama, i Pata Negra o oggi Rosalía. In realtà, grazie a loro, il flamenco si è espanso nel mondo.Il flamenco produce appartenenza alla comunità nelle juergas attraverso il jaleo, i segnali di apprezzamento per ciò che è “vero”. Quando non posso essere me stesso ho una zavorra che impedisce di volare: solo quando lo sono mi sento sereno e felice.Sono Sabina Todaro, mi occupo dal 1985 di flamenco e musiche del mondo arabo. Dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance. Mi occupo anche di psicologia, neurologia e neuroscienze, e mi incuriosisce collegare il flamenco a tutto questo. Il concetto del “que dirán” mi accompagna sempre: nata lontano dal suo territorio d'origine, chi mi dà il diritto di insegnarlo? Me ne occupo da 41 anni, non ricordo la mia vita precedente: forse ho guadagnato il diritto di dire che è una seconda natura. Dal 2010 è patrimonio dell'umanità Unesco, che ne salvaguarda lo sviluppo. Nessuno dice che sia lombardo o della Camargue (anche se in minima parte lo è).Il flamenco non ha mai chiesto il permesso di esistere, specialmente di fronte al dolore. È la presenza totale di ciò che si è, sin pedirle permiso al que dirán. Pensarlo aiuta a non occuparsi di quello che la gente potrebbe dire. Sarà, tutto sommato, un problema loro.
L'Asia della mixology non guarda soltanto a Londra, New York o Singapore. Sta costruendo il proprio vocabolario. E lo fa con lime locali, zuccheri scuri, erbe aromatiche, spezie e fame di riconoscimento globale.Lo dico per esperienza diretta: sono andata in India per la Delhi Cocktail Week e la Golden Peacock Cup, presentata come la “India's first international cocktail competition”. E proprio in occasione della gara internazionale ho conosciuto Maran Nadeson, tesoriere della Mixology Alliance of Malaysia, a Gurgaon nei panni di giudice oltre che di responsabile della delegazione di bartender malesi. La sua idea è chiara: il talento non basta. Gli ingredienti non bastano. Nemmeno una buona storia, da sola, basta. Serve una struttura. Serve una comunità. Serve un sistema.
Comprendere l'ironia in una lingua straniera è il livello più avanzato di padronanza. L'umorismo italiano gioca molto sul doppio senso, su parole che suonano in modo simile e su riferimenti culturali precisi — il che non è per niente facile. Vediamo insieme una selezione di battute e barzellette italiane con la spiegazione dell'ironia dietro ognuna. Se Ridi a Queste Battute, il Tuo Livello È Madrelingua Le Battute 1. "La Nave Spiegò le Vele al Vento, ma il Vento Non Capì" L'ironia nasce dal doppio significato del verbo spiegare. Nel senso più comune significa illustrare qualcosa a qualcuno, chiarire, mostrare come funziona una cosa. Nel contesto nautico, però, spiegare le vele significa aprirle al vento. L'ironia sta nel fatto che il vento, pur ricevendo una "spiegazione", non capisce — come a dire che la spiegazione è andata a vuoto. 2. "In Quale Stanza Ci Si Sente più Ottimisti? In Bagno, Perché Ogni Cosa che Farai Sarà un Su-cesso" L'ironia nasce dalla parola scritta volutamente come su-cesso. «Successo» significa trionfo, vittoria, risultato positivo. Ma nella battuta la parola è spezzata per rivelare cesso — termine molto informale e colloquiale che indica il bagno, e in particolare il water. Quindi in bagno si è ottimisti non solo perché ogni cosa sarà un successo, ma perché fisicamente si è sempre sul cesso. 3. "Se una Mucca Si Trova a Bratislava, È una Slovacca" Per capire questa battuta bisogna conoscere un sinonimo di «mucca»: vacca — da cui derivano, ad esempio, «vaccino» e «carne vaccina». «Slovacca» indica una persona proveniente dalla Slovacchia, la cui capitale è Bratislava. Quindi una mucca (ovvero una vacca) che si trova a Bratislava è, a tutti gli effetti, una slo-vacca. 4. "Qual È il Colmo per un Mango? — Non lo So. — Mango Io" Il colmo è il massimo dell'assurdo, la cosa più paradossale che possa capitare — struttura fissa di molte barzellette italiane. Qui chi risponde dice «Mango io», che suona quasi identico a «Manco io». Manco è una parola colloquiale che significa nemmeno, neanche, neppure — usata per rafforzare una negazione: «Manco io lo so» = «Nemmeno io lo so». L'ironia nasce dalla scelta di usare il nome del frutto al posto di «manco». 5. "Come Si Chiama un Cane Husky Non Particolarmente Bello? Una Schifezza" Il gioco è fonico. In italiano la H è muta, e il nome della razza husky viene pronunciato all'inglese: àski. Leggendo velocemente «un àski fezza» si ottiene il suono di «una schifezza» — parola molto colloquiale che significa cosa brutta, disgustosa, di pessima qualità. L'ironia nasce quindi dalla pronuncia, non dal doppio significato di una parola. 6. "Due Mandarini Litigano Furiosamente e Uno Dice all'Altro: Guarda che Ti Spicchio!" Il gioco ruota attorno alla parola spicchio — una delle parti in cui si divide un agrume sbucciato, quella forma a mezza luna. Da qui deriva il verbo spicchiare, che significa aprire un agrume a spicchi. La battuta sostituisce il verbo picchiare — colpire, percuotere violentemente — con spicchiare, che gli somiglia quasi perfettamente. Normalmente durante un litigio si direbbe «Guarda che ti picchio!», ma dal momento che chi litiga sono due mandarini, la minaccia diventa «Guarda che ti spicchio!» 7. "Qual È il Formaggio Servito nei Vagoni Ristorante? La Mozzarella in Carrozza" Per capire questa battuta serve un po' di vocabolario ferroviario. Un vagone è una delle parti che compongono un treno — e carrozza ne è il sinonimo esatto. Quando si acquista un biglietto del treno in Italia, il posto viene indicato con «carrozza numero X, posto Y». Il formaggio servito nei vagoni ristorante è quindi la mozzarella in carrozza — che è anche un piatto reale della cucina napoletana: mozzarella fritta tra due fette di pane. La battuta sfrutta la perfetta coincidenza tra il termine ferroviario e il nome del piatto. 8. "Due Casseforti Si Incontrano per Strada. Che Combinazione!" Il doppio significato riguarda la parola combinazione. L'esclamazione «Che combinazione!» è molto comune nell'italiano parlato e significa che coincidenza! Ma nel contesto delle casseforti, combinazione è anche il codice segreto con cui si apre una cassaforte — senza il quale non è possibile accedere al suo contenuto. Le due casseforti si incontrano ed è davvero una combinazione — nel senso di coincidenza, ma anche perché ognuna di loro ha la propria combinazione. Nota grammaticale: il singolare è la cassaforte; al plurale entrambe le parole prendono il plurale: le casseforti. 9. "Mi Rifiuto", Disse il Netturbino Il netturbino — detto anche spazzino o operatore ecologico — è chi si occupa della raccolta della spazzatura. L'ironia nasce dalla parola rifiuto: come sostantivo significa spazzatura, esattamente il materiale con cui lavora ogni giorno. Come prima persona singolare del verbo rifiutarsi, invece, «mi rifiuto» significa non voglio farlo, dico di no. Il netturbino rifiuta qualcosa — usando involontariamente la stessa parola che definisce il suo lavoro. 10. "Qual È la Pianta più Puzzolente? La Pianta dei Piedi" Il gioco nasce dal doppio significato di pianta: può indicare un vegetale, ma anche la parte inferiore del piede. La domanda chiede quale pianta abbia l'odore più sgradevole — e la risposta non è un vegetale esotico, ma la pianta dei piedi. 11. "Perché il Pomodoro Non Riesce a Dormire? Perché l'Insalata Russa" L'ironia ruota attorno all'aggettivo russa. Nel contesto del dormire, richiama il verbo russare — fare il suono continuo e fastidioso con bocca e naso durante il sonno. Il pomodoro non riesce a dormire perché qualcuno russa. Ma chi russa? L'insalata russa — piatto classico italiano a base di verdure miste e maionese, il cui aggettivo russa indica l'origine dalla Russia. La battuta sfrutta la perfetta coincidenza fonetica tra i due significati. Domande Frequenti Perché Capire le Battute È un Segno di Livello Avanzato? Perché l'umorismo richiede la conoscenza simultanea di più livelli della lingua: i doppi significati delle parole, le somiglianze fonetiche, i riferimenti culturali e le espressioni colloquiali. Non basta conoscere la grammatica — bisogna aver interiorizzato la lingua in modo profondo e naturale. Cosa Significa "Il Colmo" in Italiano? «Il colmo» indica il massimo dell'assurdo, la situazione più paradossale e improbabile che si possa immaginare. È una struttura fissa usata in molte barzellette italiane: «Qual è il colmo per un...» introduce sempre una situazione comica basata sulla professione, il nome o la natura del soggetto. Come Si Chiama Chi Raccoglie la Spazzatura in Italiano? Ci sono tre termini usati in italiano: netturbino (il più tradizionale), spazzino (molto comune nel parlato) e operatore ecologico (la denominazione ufficiale e più formale). Tutti e tre si riferiscono alla stessa figura professionale. La Mozzarella in Carrozza È un Piatto Reale? Sì. La mozzarella in carrozza è un piatto tradizionale della cucina napoletana: mozzarella fritta racchiusa tra due fette di pane. Il nome deriva dal fatto che la mozzarella si trova "in carrozza" — racchiusa nel pane come un passeggero. È anche da qui che nasce la battuta, sfruttando il doppio significato di carrozza come vagone del treno. Qual È il Modo Migliore per Imparare i Giochi di Parole Italiani? Il metodo più efficace è consumare contenuti in italiano autentico: film, serie TV, podcast, canzoni e testi umoristici. I giochi di parole non si imparano studiando le regole — si interiorizzano attraverso l'esposizione ripetuta alla lingua reale, colloquiale e culturalmente radicata. Il modo migliore per entrare nella cultura italiana? Ridere con lei — approfondisci con l'articolo dedicato ad altre 10 barzellette italiane. Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! 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Fabio Guarnaccia"Zen Bang Love"Mondadori Editorewww.mondadori.itCon rara sapienza Fabio Guarnaccia indaga il triangolo amore, inquietudine, consapevolezza in una storia che ci spiazza, e lo fa attraverso uno dei più intensi personaggi femminili della narrativa italiana contemporanea.Attilio non avrebbe mai immaginato di intrecciare la sua vita con quella di un monastero buddista, e non è un caso che il Maestro che lo guida l'abbia chiamato per produrre una video-testimonianza. Documentarista prestato alla moda, nel mezzo di una profonda crisi esistenziale, Attilio è conquistato dall'atmosfera fuori dal tempo che pervade il luogo, dall'assenza di ieratica solennità, dalla frugalità di regole, di parole, di gesti.La comunità è su una collina della Bassa che guarda verso la pianura segnata dalla pensosa pace del grande fiume, lontana dalla sin troppo motivata nevrosi di Milano. Ed è lì che Attilio incontra Sandra, enigmatica, sbilenca, sensuale, con l'aria di non poter appartenere a niente e nessuno. Nemmeno a quel posto che le ha offerto un rifugio. Sandra segue Attilio, desidera stargli accanto, avvicinarsi a suo figlio. Ma quando prende parte alle inevitabili occasioni mondane legate al suo lavoro, appare drammaticamente esposta ad azzardi, eccessi, deliri. L'attrazione è forte e reciproca, ma non vincola e non sutura le ferite ancora vive di entrambi. In una sintesi imprevedibile tra lo Zen e l'amour fou, Zen Bang Love mette in scena una sequenza di fughe on the road lungo il Po fatte di assenze, apparizioni, rotture, paesaggi che si aprono e chiudono, a disegnare un moto che non si consuma, un groviglio di ribellione e sentimento che rilancia di continuo il desiderio di affidarsi l'uno all'altra.Fabio Guarnaccia è direttore del magazine di studi sui media “Link. Idee per la televisione” e condirettore della collana “Super Tele”, edita da minimum fax. Ha scritto i romanzi Più leggero dell'aria (Transeuropa, 2010), Una specie di paradiso (Laurana, 2015) e Mentre tutto cambia (Manni, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il Regno Unito e la Germania hanno respinto l'eventualità di una missione della Nato per scortare le imbarcazioni in transito nello stretto di Hormuz, in risposta alle pressioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha chiesto aiuto anche ad altri alleati e alla Cina. Nemmeno l'Italia ha ceduto sulla missione Aspides. "La missione - ha dichiarato il ministro Tajani - resta difensiva e non può essere dirottata nello Stretto". Ne parliamo con Alessio Patalano, professore di War & Strategy al King's College di Londra, Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa, e con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.
Washington va alla guerra e non ne parla con l'Europa, nessun passaggio all'Onu, nessuna comunicazione agli alleati della Nato. Nemmeno la tradizione regge e Londra è all'angolo dell'Atlantico. Trump colpisce, e sugli effetti poi si vedrà. Per gli europei solo un misto di disinteresse e disappunto soprattutto se, come capita alla Spagna di Sanchez, il silenzio si trasforma in aperta contrarietà dell'azione unilaterale. La Spagna nel mirino degli Stati Uniti? Non esageriamo, ma certo gli effetti potrebbero vedersi già nei prossimi giorni, se gli Usa davvero decideranno di alzare i dazi globali al 15%, come anticipato dalla Casa Bianca. In Italia il ministro della Difesa Crosetto descrive in aula lo stato dei rapporti transatlantici, quando dice "non ne sapevamo nulla". Ne parliamo a Europa Europa, condotto da Gigi Donelli, in onda domenica alle 11,30. Sentiamo tra gli altri il parere di Kaja Kallas, rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza europea.
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È uno dei rapper più autentici, riconoscibili e liberi della scena italiana. Un artista che ha fatto della parola un'arma, un gioco e una forma di sopravvivenza. Ebbene sì, Clementino è passato dal BSMT. Dalle battle di freestyle all'esordio discografico, dal successo alle grandi collaborazioni, Clementino ha costruito un percorso fuori dagli schemi, portando nel rap italiano la sua lingua, la sua storia e una personalità impossibile da imitare. Un viaggio fatto di energia, identità e verità, capace di parlare a pubblici diversi senza mai perdere autenticità. Al BSMT abbiamo parlato di musica e di parole, di Napoli, di scrittura e di palco. Ma anche del percorso personale dietro l'artista: le cadute, le ripartenze, il rapporto con se stesso, con il successo e con la libertà di essere sempre, fino in fondo, Clementino. Abbiamo attraversato tutte le fasi della sua vita: l'ascesa, il momento più buio, la dipendenza da sostanze, il periodo in comunità e il lungo lavoro di recupero. Fino alla rinascita di oggi: una nuova lucidità, una consapevolezza diversa, una vita ripulita e una musica che nasce da un equilibrio conquistato, non più rincorso. Una chiacchierata intensa, vera e senza filtri, che racconta Clementino oltre il personaggio. Un artista che non ha mai smesso di dire la verità. Nemmeno quando faceva più male. Buona visione! _____________________ 00:00 INTRO 7:25 GLI INIZI NEI VILLAGGI 12:42 IL PRIMO INCONTRO CON LA MUSICA 15:50 LA CULTURA HIP HOP È IMMORTALE 27:04 IL DISCO CON FIBRA 32:27 IL BOOM DI CLEMENTINO 40:15 INCONTRARE PERSONAGGI LEGGENDARI 44:45 USCIRE DALLA DIPENDENZA DALLA DROGA 1:00:27 DIVIDERSI TRA TV E MUSICA 1:03:00 IL RAPPORTO CON SANREMO 1:08:31 VERI AMICI NEL RAP ITALIANO (E NON SOLO) 1:12:22 TATTOO E FAMIGLIA 1:13:07 DA ARTISTA AD ATTORE DI HOLLYWOOD 1:18:34 STEREOTIPI FASTIDIOSI SU NAPOLI 1:22:00 SALUTI FINALI Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Israele ha ammesso, in maniera informale, di confermare le oltre 70mila persone palestinesi uccise negli ultimi 2 anni a Gaza. Intanto però conferma anche il blocco per Medici Senza Frontiere e altre ong nella Striscia.Sabato a Torino c'è stata una grande manifestazione con oltre 50mila persone in solidarietà allo sgombero dello spazio sociale Askatasuna, a dicembre. Ci sono stati anche scontri, con molte violenze anche a polizia, giornalisti e manifestanti.La fontana di Trevi sarà visibile ora dietro pagamento di 2€ - ma rimarrà aperta la mattina presto e la sera tardi. Si tratta di un'altra misura per combattere l'overtourism romano,Il post di Rita Rapisardi: su Facebook e su InstagramA cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it.
Non sappiamo lavorare in squadra, quindi nemmeno con le AINoi italiano sappiamo adattarci e risolvere i problemi che tutti ci mettono davanti.Ma per questo non riusciamo a fare squadra, abbiamo sempre il timore di essere spiati per essere fregati.Un pc lo spegni. Una AI, ti parla pure, figurati cosa puo' dire di te, e cosa possono dire di te quelli che sanno che la usi.Questa e' la nostra pancia.Alla quale possiamo rispondere che abbiamo una intelligenza alienza, un marzianino. E come si lavora con un marzianino ?
LA BIBLIOTECA SEGRETA DI LEOPOLDO Certa gente è strana,gli piace passare le serate a leggere libri. Altri sono ancora più strani —credono alla magia che si trova tra le pagine,alle avventure fantastiche,alle storie di amori impossibili,ai fantasmi che girano fra i vivie pensano che tutto ciò che non esiste —forse invece sì. In breve, questa storia è per quelli un po' stranicome me e te —insomma, per quelli che. Allora… ascolta bene. Se dal centro del paese prendi la via per il monte,trovi una villa vecchia e nobile,che è lì da tanto tempo.Saranno sì e no 350 anniche sta lì in silenzio,osservando e respirando pianosotto il cielo toscano. Stanze enormi piene di storia,corridoi senza finee finestre grandi come sogni,ma adesso, invece di piatti e statuine di porcellana,sforna storie su carta per chi le vuole leggere. Sì, ora è la biblioteca del paese —un po' fuori mano ma tanto bella.Beh, non si può avere tutto. Insomma, fatto sta che,in una notte d'estate,avvolta da un manto di stellee la luce soffusa di lanterne delicate,la villa si era riempita di voci, musica, sorrisie tante storie raccontate e ascoltate,a voce alta o sussurrate,che si intrecciavano nell'abbraccio della festa. Indubbiamente una serata già speciale,ma fate attenzioneperché qualcosa di ancora più insolito stava per avvenire. Sì, perché anche Elisa era lì.Occhi grandi come il cielo,capelli scuri come la nottee un libro in mano — come sempre. Nonostante tutto quello che le accadeva intorno,Elisa preferiva leggere. Era lì, nel corridoio principale:fra il giardino e la corte interna,a mezza strada fra il sicuro e il forse,seduta su una poltrona un po' troppo grande per lei,immersa in una storia misteriosa e avvincente —in un mondo tutto suo. Gira una pagina, poi un'altra,si accomoda gli occhiali giallie gira un'altra pagina… Quando lentamentel'eco di una musica di pianoforteraggiunse le sue orecchie. Non ci fece tanto attenzione.Credendo che provenisse dal cortilevoltò un'altra pagina — e poi un'altra. Ma in breve tempo si rese contoche le note che sentivanon venivano dal cortile della villama da uno dei suoi corridoi —portate da un vento leggero,da luoghi lontani e senza tempo. Senza pensarci troppo,Elisa si alzò silenziosamente,si mise il libro sotto il braccioe inseguì la musica. Attraversò antichi corridoie stanze con scaffali pieni di volumidi ogni dimensione e colori immaginabili —arcobaleni di pensieri e parole in fila per unoche sembravano non finire mai. Mentre la musica diventava più marcatala luce diminuiva,le stanze che attraversavacominciarono ad apparire dimenticate,le scale di pietra che saliva e scendevaconsumate dal tempo,i corridoi laterali erano ora passaggi scuriilluminati solamente da torce alle pareti,che apparivano e scomparivano nel buiocome respiri. Una scala,una porta di legno socchiusa,un altro passaggio,un'altra scalae ancora stanze e scaffali e libri a non finire. Poi, all'improvviso,una foschia coprì il pavimentocome una marea gentilee davanti a lei una grande tenda pesante —socchiusa. Si intravedeva un po' di lucee poche scalette di legno. Le salì, quelle piccole scale,e la musica la avvolse come un abbraccio. Sul palco, candele fluttuavano nell'ariacome lucciole in una notte senza tempo.E lì, al centro,seduto davanti a un pianoforte piccolo piccolo,c'era un topo. Ma non un topo qualunque. Leopoldo indossava una giacca di tweed verde scuro,pantaloni marroni stirati con cura,e sul musetto, occhiali doratiche brillavano di una saggezza antica e gentile. Le sue dita danzavano sui tasticome se stessero raccontando un segreto. «Benvenuta, Elisa» disse, senza smettere di suonare.«Ti stavo aspettando.» Elisa sbatté gli occhi, incantata.«Come sai il mio nome?» «Ah,» sorrise Leopoldo, lasciando che l'ultima notasi spegnesse dolcemente nell'aria,«chi ama le storie riconosce sempre chi le cerca.» Si alzò, si aggiustò la giacca con un gesto elegante,e la guardò con occhi pieni di stelle. «Sai dove sei?» «Nella biblioteca del paese,» rispose Elisa,ma la sua voce tremava un po',come se sapesse che la risposta era un'altra. «Quella la conoscono tutti,» disse Leopoldo,scendendo piano dal palco.«Ogni paese ne ha una che tutti conoscono.Ma ogni paese ne ha anche un'altra —una che quasi nessuno trova.» Fece una pausa, gli occhi che brillavano. «Tu hai trovato la seconda.» --- Leopoldo la guidò verso una grande porta di legnoche Elisa avrebbe giurato non esserci un attimo prima.Si aprì lentamente, senza rumore,come un sospiro trattenuto troppo a lungo. E quello che vide le tolse il fiato. Scaffali infiniti si arrampicavano verso l'alto,scendevano verso il basso,si estendevano in ogni direzionecome spirali di galassie fatte di carta e sogni.Candele galleggiavano ovunque,illuminando libri che sembravano respirare,pulsare piano,come cuori addormentati. «Che posto è questo?» sussurrò Elisa. «Questa,» disse Leopoldo camminando tra gli scaffali,«è la biblioteca dei libri mai scritti.» Elisa lo seguì, confusa.«Libri mai scritti? Ma come possono esistere?» Leopoldo si fermò, si voltò,e la guardò con dolcezza infinita. «Ogni storia sognata esiste, Elisa.Ogni avventura immaginata prima di dormire.Ogni racconto pensato ma mai messo su carta.Vivono tutti qui,al confine tra il mondo e il sogno,aspettando.» --- Si fermarono davanti a uno scaffale. Leopoldo indicò un libro piccolo,rilegato in blu come un cielo d'estate. «Toccalo,» disse piano. Elisa allungò la mano, esitante,e sfiorò la copertina. Un calore gentile le attraversò le dita.E per un istante — solo un istante —sentì una risata di bambino,vide un drago fatto di nuvole,e un castello costruito con cuscini e coperte. «Questo,» disse Leopoldo,«era il sogno di un bambino di sei anni.Una storia che raccontava ogni sera al suo orsacchiotto.Non l'ha mai scritta.Ma esiste. Vedi? Esiste.» Elisa sorrise, il cuore leggero. --- Camminarono ancora,tra corridoi di storie silenziose,finché Leopoldo si fermò davanti a un altro libro. Questo era diverso.Più grande, rilegato in pelle scura,con lettere dorate che sembravano tremare. «E questo?» chiese Elisa, piano. «Questo,» disse Leopoldo,e la sua voce si fece morbida come una carezza,«apparteneva a una nonna.» Elisa lo toccò. E sentì qualcosa di diverso. Non una risata, questa volta.Ma una voce calda, lontana,che raccontava di una bambina coraggiosache attraversava un bosco incantatoper portare la luce a un villaggio dimenticato. «Era la storia che voleva lasciare ai suoi nipoti,»spiegò Leopoldo.«Ma il tempo... il tempo a volte corre più veloce dei sogni.Non ha fatto in tempo a scriverla.» Elisa sentì gli occhi pizzicare. «Ma è qui,» sussurrò. «È qui,» confermò Leopoldo.«Per sempre.» --- Continuarono a camminare, in silenzio,finché arrivarono a uno scaffale diverso dagli altri. Era quasi vuoto.Solo pochi libri, distanziati,e tanti spazi aperti, in attesa. Al centro, un libro senza titolo. La copertina era bianca, pulita,come neve appena caduta,come una pagina che aspetta il primo segno. «Posso?» chiese Elisa. Leopoldo annuì. Lo toccò. Niente.Nessun calore. Nessuna voce.Solo silenzio.Ma un silenzio pieno,come un respiro trattenuto. «Questo libro è vuoto,» disse Elisa, sorpresa. «Non ancora scritto,» corresse Leopoldo.«Nemmeno sognato. Non ancora.Aspetta qualcuno che trovi il coraggiodi immaginarlo.» Si voltò verso di lei,e i suoi occhi brillaronocome le candele che fluttuavano intorno. «Forse aspetta te.Forse aspetta qualcun altro.Ma aspetta.» --- Elisa rimase ferma,a guardare quel libro bianco. E capì. Capì che ogni storia che aveva immaginato,ogni avventura inventata prima di dormire,ogni sogno che credeva perso al risveglio,esisteva da qualche parte. E capì qualcos'altro. Che non bisogna avere paura di scrivere. Perché le storie esistono già —nel cuore, nella mente, nei sogni.Metterle su cartanon è crearle dal nulla.È solo aprire una portae lasciarle uscire. --- «Devo andare, vero?» disse Elisa, piano. Leopoldo sorrise.«Il tuo mondo ti aspetta.Ma ora sai che questo posto esiste.E sai che ogni storia che sogneraiavrà sempre un posto qui,che tu la scriva o no.» Fece una pausa. «Ma se la scrivi,» aggiunse con un sorriso furbo,«potrà vivere anche là fuori.E quella, mia cara, è un'altra magia ancora.» --- Elisa si ritrovò nel corridoio della villa,seduta sulla poltrona un po' troppo grande per lei,il libro ancora sotto il braccio. La festa continuava,voci e musica e risate,come se il tempo non fosse mai passato. Ma qualcosa era cambiato. Lei era cambiata. Aprì il libro che stava leggendo,guardò le pagine,e sorrise. Poi lo chiuse. Perché adesso sapevache le storie più bellenon sono solo quelle che leggiamo. Sono quelle che portiamo dentro,quelle che sogniamo ad occhi aperti,e quelle che un giorno,con un po' di coraggio,osiamo raccontare. --- *— Scritta da Marco Ciappelli* Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
I data center usati per addestrare alcuni dei sistemi di intelligenza artificiale più famosi, come ChatGPT e Gemini, consumano moltissima energia e tanta acqua per raffreddare i loro computer. Secondo alcuni miliardari della Silicon Valley, portare tutto nello Spazio risolverebbe il problema. Ma si possono davvero spostare i data center in orbita? Oltre ai problemi economici, ce ne sono diversi legati alle leggi della fisica, dalle quali non si scappa. Ci occupiamo poi delle diete “detox”, tanto di moda dopo i banchetti delle feste natalizie. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche:– Energia e Intelligenza Artificiale: un'analisi – Gartner afferma che la domanda di elettricità per i data center crescerà del 16% nel 2025 e raddoppierà entro il 2030 – Nemmeno il cielo potrebbe essere il limite per i data center basati sull'intelligenza artificiale – Quanta energia consuma l'intelligenza artificiale? Chi lo sa non lo dice – La Cina alimenta il boom dell'intelligenza artificiale con i data center sottomarini – Che il 2026 sia l'anno in cui il mondo si unisce per la sicurezza delle intelligenze artificiali – La truffa dei cerotti detox – La dieta termodinamica di Dario Bressanini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mentre l'Europa festeggiava il Natale, in Cina Xiaomi ha lanciato i suoi nuovi dispositivi, tutto ciò che bisogna sapere. Honor è pronta a rispondere con un nuovo modello in collaborazione con un marchio prestigioso. Si raffredda il clima tra Stati Uniti e Cina per i Proce processori. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dalla paura della figuraccia al “me ne frego” ragionato: spostare il focus dai giudizi al fatturato. Concetto chiave: se voglio usare i contenuti, devo accettare che una parte del gioco sia uscire allo scoperto senza garanzie sulla mia immagine.Cosa frena davvero professionisti e imprese dal mettersi a produrre contenuti in modo franco?Sono arrivato alla conclusione che il blocco principale non sia la paura delle critiche nel merito.La critica, quando è seria, presuppone che qualcuno legga, ascolti, ragioni e dica “non sono d'accordo per questi motivi”, e questo accade sempre meno in un contesto che consuma tutto in superficie.Il freno è un altro: la paura di fare una figuraccia.Più che essere contestati sul contenuto, molti temono di apparire ridicoli, improvvisati o fuori posto davanti al proprio ambiente di riferimento.Così costruiscono lo scenario di un'entrata in scena perfetta, in cui l'unica opzione ammessa è risultare all'altezza in ogni dettaglio, senza margine per inciampi.Finché l'aspettativa è questa, è inevitabile restare fermi.Questa pretesa di controllo totale non è realistica perché non esiste una zona di sicurezza totale contro la derisione.Nemmeno chi riceve il riconoscimento più alto nel proprio campo è al riparo: ogni Nobel, ogni campione, ogni figura di spicco viene accompagnata da persone che sminuiscono, ridicolizzano, negano il valore.Con i contenuti funziona allo stesso modo: una quota di persone deriderà ciò che facciamo, e non esiste progetto comunicativo in grado di cancellare questo evento.Certo, sono episodi fastidiosi, ma quasi mai determinanti rispetto ai risultati complessivi.La sproporzione sta nel fatto che finiamo per fissarci su quel singolo segnale dimenticando l'insieme di riscontri positivi e di vendite che arrivano nel frattempo.Qui entra in gioco la questione della reputazione: non esiste UNA reputazione oggettiva, esistono tante immagini di noi quante sono le persone che ci osservano.Anche nei casi estremi, in positivo o in negativo, c'è sempre qualcuno che vede l'opposto: un professionista considerato quasi intoccabile da molti ha comunque detrattori accesi, e figure molto discusse hanno sempre sostenitori sinceri.Non se ne esce con una formula che garantisca di essere percepiti in modo univoco.Per questo l'unica zona di relativa sanità mentale è un “me ne frego” ben impostato.Non significa disinteresse verso la qualità del proprio lavoro, ma rinuncia all'illusione di poter controllare ogni percezione esterna.Serve anche a spegnere quella macchina di ipotesi tossiche: “e se poi succede questo”, “e se poi qualcuno dice X”, scenari costruiti senza alcun riscontro reale, che consumano energia e tempo.Chi decide di comunicare non può pretendere i vantaggi dell'esposizione senza accettarne il prezzo minimo.Questo prezzo si gestisce rimettendo al centro il motivo per cui comunico.Non produco contenuti per evitare di essere deriso, li produco per vendere meglio, accorciare le distanze, costruire fiducia e farmi scegliere dalle persone giuste.Le domande diventano allora molto concrete: ciò che sto facendo aiuta ad aumentare il numero dei clienti, la frequenza con cui acquistano, la loro spesa media, la qualità del rapporto?Se la risposta è sì, la direzione è corretta anche se qualcuno commenterà in modo sprezzante.In quest'ottica il perfezionismo è un nemico perché chi aspetta il contenuto perfetto contro qualsiasi fraintendimento finisce per non uscire mai.L'obiettivo va spostato da “evitare di essere derisi" a "costruire un flusso stabile di clienti soddisfatti grazie a ciò che comunico".Accettare questo cambio di prospettiva rende più facile dire un “me ne frego” selettivo a chi deride da bordo campo e concentrare le energie sul lavoro vero.*** *** ***Scarica il corso gratuito sul Content Marketing: https://www.ascoltobeltrami.com/corsoVisita https://www.ascoltobeltrami.com/La voce di Alessio Beltrami viene utilizzata per gentile concessione della Fondazione Alessio Beltrami
www.ilfattoquotidiano.itdi Simone Bauducco
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo, di quasi quattro ore e mezza complessive, proponiamo un approfondito focus sul disastro del Moby Prince, avvenuto il 10 aprile 1991, davanti al porto di Livorno. La prima registrazione, risalente al 25 luglio 2019, Senato della Repubblica, Palazzo della Minerva, documenta la presentazione del volume «Il caso Moby Prince. La strage impunita», di Francesco Sanna e Gabriele Bardazza.La seconda registrazione, risalente al 31 marzo 2016, documenta una seduta della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince e reca l'Audizione di Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume «Moby Prince: un caso ancora aperto». La terza e ultima registrazione, risalente al 24 gennaio 2018, Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, documenta la Presentazione della relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta (2015-2018) sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince. Tra gli altri, segnaliamo gli interventi di Angelo Chessa e Loris Rispoli, in rappresentanza dei parenti delle vittime del disastro.Tra gli argomenti toccati durante la prima registrazione: 1) Il tema delle «cose non vere» dette e scritte sul caso Moby Prince; 2) «Che cosa avvenne di inconfessabile nella rada di Livorno» quel 10 aprile 1991?; 3) Un caso «volutamente nascosto dai più importanti media»; 4) Il lavoro di una Commissione «che ha storicamente ribaltato il caso Moby Prince»; 6) «Non è vero che fu la nebbia la causa della collisione»; 7) «Non è vero che fu colpa dell'equipaggio e del comandante Chessa»; 8) «Non è vero che le persone» all'interno della nave «morirono tutte nell'arco di trenta minuti»; 9) Il tema del disinteresse, anche attuale, mostrato dai grandi media sulla vicenda e i lavori della Commissione; 10) «Perché i soccorsi non partirono per tempo?»; 11) «Lì c'è stata una omissione di soccorso»; 12) «L'equipaggio distratto dalla partita? Una post-verità nazionalpopolare abilmente costruita»; 13) «Arriverà qualche querela? Macché...»; 14) «Com'è possibile che uno Stato abbia abdicato alle sue funzioni di sicurezza e all'accertamento della verità?»; 15) Le parole «tombali» contenute nella richiesta di archiviazione della Procura di Livorno (2010); 16) Il tema delle navi militarizzate americane che «non aiutarono i soccorsi»Tra i temi toccati durante la seconda registrazione: 1) «Nessuno sapeva, quella sera, di essere registrato»; 2) «La nebbia? Non c'era, né prima né dopo» il disastro; 3) «Al momento della collisione la visibilità era perfetta»; 4) Le testimonianze degli ufficiali Thermes e Olivieri; 5) «Non è stato adottato alcun piano di soccorso». Il caso del capitano Roffi; 6) Il «canale riservato»; 7) «La prima cosa che succede» in rada a Livorno «è la fuga dal punto in cui c'è stata la collisione»; 8) La «misteriosa» nave Theresa; 9) «Le registrazioni radar? Nemmeno un banco di triglie sarebbe passato inosservato quella sera»; 10) «Querele? Non ho mai avuto alcun tipo di problema»; 11) «Difficile pensare a errori a catena che vanno tutti in una direzione specifica»; 12) Il «video Canu» e «il taglio-giunzione fatto in modo non professionale»; 13) Il tema dei mancati soccorsi; 14) Sulla «troppa fretta» usata per chiudere la vicendaTra gli argomenti toccati durante la terza registrazione: 1) Un puzzle da scomporre e ricomporre aggiungendo le (tante) tessere mancanti; 2) «La nebbia non c'era. Tutte le persone audite dalla Commissione, presenti prima dell'impatto, sulla costa e in mare, non confermano minimamente la nebbia»; 3) Sulla posizione della petroliera Agip Abruzzo; 4) «Se non è stata la nebbia, cos'è stato a generare l'impatto?»; 5) I video Canu e D'Alesio; 6) «Quella notte potevano esserci delle bettoline in giro»; 7) Il tema del «timone bloccato a 30°»; 8) «Le navi sono rimaste incastrate per più di cinque minuti»; 9) «La petroliera? Ha richiamato su di sé i soccorsi»; 10) L'emergenza a bordo; 11) «La Moby Prince non è stata cercata, è stata trovata casualmente»; 12) Quando la nave è stata trovata «non c'è stata una azione» per tentare «di spegnere il fuoco, si è subito rinunciato»; 13) Il tema della sopravvivenza a bordo. «Non è scientificamente possibile dire che siano morti tutti nel giro di mezz'ora»; 14) «La perizia medico-legale? Fu fatta solo per riconoscere le vittime, non per analizzare le cause della morte»; 15) Il superstite; 16) La provenienza della petroliera; 17) «Il carico della petroliera? L'ispezione non è stata permessa»; 18) Il tema degli accordi assicurativi; 19) Il percorso giudiziario; 20) «Non condividiamo le sentenze»Senato della Repubblica, reperto rilasciato con licenza Creative Commons 3.0
Siamo a riparlare di ChatControl. Nemmeno presentato in Parlamento per non venire bocciato, il Consiglio dell'Unione Europea ne ha approvato una versione modificata per poterla dibattere con Comissione e Parlamento. Perché non vogliono capire. E quindi vanno fatti capire.
Torna a riempirsi il carrello della spesa degli italiani (+3,8% a valore, + 2% a volume le vendite della Gdo nel primo semestre 2025), domina il fresco, frutta e verdura soprattutto, prodotti bio, pane, yogurt, olio, analcolici e sostituti vegetali delle proteine animali, cresciuti dieci volte di più della carne. Calano, invece, oltre alla carne, i carboidrati, il sale, lo zucchero, gli snack e gli alimenti ultraprocessati. Questa la fotografia scattata dal Rapporto Coop 2025 - Consumi e stili di vita degli italiani. Frena la ristorazione, torna protagonista il cibo a casa, con il risparmio come driver d'acquisto per quattro italiani su dieci. Al supermercato, che batte il discount in quanto a crescita, un prodotto su quattro viene acquistato in promozione e per i consumi in generale si acquistano solo le cose indispensabili, si sceglie il second hand e si riparano gli oggetti. Nemmeno lo smartphone ha più il fascino di una volta (meno 2 milioni di pezzi venduti negli ultimi due anni) contro il boom, invece, delle bilance: vedi alla voce salutismo. Del rapporto e delle riflessioni collegate abbiamo parlato con il suo curatore Albino Russo, direttore generale Ancc Coop, Maura Latini, presidente di Coop italia e con il direttore generale di Coop italia Domenico Brisigotti.Focus sui trend dedicato ai nuovi modi di viaggiare e alle nuove formule di ospitalità: dagli ostelli agli hotel culturali fino alle mappe per perdersi e scoprire itinerari insoliti.L'omaggio a Giorgio Armani nella riflessione finale con il sociologo dei consumi Francesco Morace: la rivoluzione del suo capo iconico, la giacca, vero e proprio strumento di empowerment femminile e la sua vicinanza alla vita quotidiana con una moda che tutti potevano immaginare di indossare.
Mara Favro è la cameriera di 51 anni scomparsa nel 2024 e ritrovata senza vita.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Jannik Sinner non fa sconti. Nemmeno a Lorenzo Musetti.
Un giudice USA ha appena messo in crisi la leggendaria Sezione 230 che ha protetto le Big Tech per 30 anni.Fatto: Ora le piattaforme rischiano di essere ritenute responsabili non solo dei contenuti illegali caricati dagli utenti, ma anche dei sistemi mal progettati per segnalare abusi. Se entro 9 giorni non intervieni su contenuti criminali, paghi caro: la sentenza su X (ex Twitter) costringe tutte le big tech a investire su sicurezza e moderazione.Conseguenze: Se il modello di business non cambia subito, le aziende possono perdere l'immunità legale anche negli USA. Precedente devastante per tutte le piattaforme: nel 2024 saranno obbligate a sistemi di segnalazione efficienti o rischiano maxi risarcimenti. Fine della scusa “non è colpa nostra”: ora il rischio è perdere miliardi in tribunale a ogni negligenza.Cosa ne pensi? La negligenza di design merita di costare così tanto? ~~~~~ INGAGGI E SPONSORSHIP ~~~~~ Per contatti commerciali: sales@matteoflora.comPer consulenze legali: info@42LawFirm.it~~~~~ SOSTIENI IL CANALE! ~~~~~Con la Membership PRO puoi supportare il Canale » https://link.mgpf.it/proSe vuoi qui la mia attrezzatura » https://mgpf.it/attrezzatura~~~~~ SEGUIMI ANCHE ONLINE CON LE NOTIFICHE! ~~~~~» CANALE WHATSAPP » https://link.mgpf.it/wa» CANALE TELEGRAM » https://mgpf.it/tg» CORSO (Gratis) IN FUTURO » https://mgpf.it/nl» NEWSLETTER » https://mgpf.it/nl~~~~~ CIAO INTERNET E MATTEO FLORA ~~~~~ Questo è “Ciao Internet!” la prima e più seguita trasmissione di TECH POLICY in lingua italiana, online su YouTube e in Podcast.Io sono MATTEO FLORA e sono:» Professore in Fondamenti di Sicurezza delle AI e delle SuperIntelligenze (ESE)» Professore ac in Corporate Reputation e Crisis Management (Pavia).Sono un Imprenditore Seriale del digitale e ho fondato:» The Fool » https://thefool.it - La società italiana leader di Customer Insight» The Magician » https://themagician.agency - Atelier di Advocacy e Gestione della Crisi» 42 Law Firm » https://42lf.it - Lo Studio Legale per la Trasformazione Digitale » ...e tante altre qui: https://matteoflora.com/#aziendeSono Future Leader (IVLP) del Dipartimento di Stato USA sotto Amministrazione Obama nel programma “Combating Cybercrime (2012)”.Sono Presidente di PermessoNegato, l'associazione italiana che si occupa di Pornografia Non- Consensuale e Revenge Porn.Conduco in TV “Intelligenze Artificiali” su Mediaset/TgCom.
RadioBorsa - La tua guida controcorrente per investire bene nella Borsa e nella Vita
Un modo inaspettato — e un po' da cucina di casa — per spiegare la sorprendente resilienza di mercati ed economia negli ultimi anni di crisi.
Episodio 48 fuori ora su tutte le piattaforme‼️Oggi @danilogallogallinari e @gallofede9 discutono ancora di squash, finali BSN a Porto Rico, novità da Detroit e soprattutto ci danno aggiornamenti sull'incidente successo ad Eleonora. Nemmeno uno squalo ci ferma!
In questa puntata di Sul Divano di Ale spendo qualche parola per le prime immagini di Spider-Man: Brand New Day. Forse abbiamo smesso di vergognarci dei fumetti. Forse.Il palco è tutto di Una pallottola spuntata che ritorna ma non fa quello che si sperava.Patreon
Bologna non dimentica. Nemmeno a 45 anni di distanza.
«Dal momento in cui ha finito il liceo ha fatto solo quello: combattere. Era esausto. Sono tutti esausti. Mentalmente distrutti. Questo deve finire». A dirlo non è un'attivista pacifista né un'opinionista controversa, ma Alexandra Radia, madre di Niv, sergente dell'IDF ucciso a giugno. La sua voce incrinata in diretta nazionale ha aperto una breccia in un muro di silenzio istituzionale che da mesi nasconde la devastazione umana che attraversa l'esercito israeliano impegnato a Gaza. Haaretz ha raccolto testimonianze di soldati attivi: raccontano di una macchina militare che addestra a sparare e non insegna a sopravvivere alla colpa, al trauma, alla nausea che ti coglie davanti a un piatto di pasta perché ti ricorda l'odore della morte. Le parole che Israele non vuole sentire sono quelle che incrinano la retorica dell'eroismo. Si parla di giovani spezzati che non riescono a fare l'amore, che vomitano in bagno durante una cena di famiglia, che hanno smesso di credere che quella guerra serva a qualcosa. Uno su otto, dice uno studio, è mentalmente inadatto a tornare in servizio. Ma il governo stringe i ranghi e prosegue. «Quanti morti servono per dire basta?», chiede Uri, uno dei soldati. Intanto il premier Netanyahu, in un raro momento di irritazione, ha bollato queste testimonianze come “diffamazione contro l'esercito”. Forse perché la verità che rivelano è insostenibile anche per chi ha voluto questa guerra: non ci sono solo i corpi dei civili palestinesi a chiedere conto delle scelte politiche, ma anche le anime devastate dei suoi stessi figli in divisa. Nessuno tornerà com'era. Nemmeno Israele.. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Joanne Dennehy ha un'infanzia felice, dei genitori amorevoli e va bene a scuola. Ma l'adolescenza cambia le carte in tavola: la droga, la ribellione, il bullismo, le fughe verso un buco nero in cui precipita la sua vita. E lei se ne compiace. Nemmeno le sue figlie riescono a raddrizzare ciò che si è stortato e l'ultimo passo è una serie di omicidi folli e senza senso che finiscono nel fosso di Petersborough. --------- Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Instagram: https://www.instagram.com/crimeandcomedy.podcast/ Telegram: https://t.me/crimeandcomedy Sito: https://www.crimeandcomedy.it Instagram: Clara Campi: https://www.instagram.com/claracampicomedy/ Marco Champier: https://www.instagram.com/mrchreddy/ Editing - Ilaria Giangrande: https://www.instagram.com/ilaria.giangrande/ Caricature - Giorgio Brambilla: https://www.instagram.com/giorgio_brambilla_bookscomedy/ Tutti i Podcast: https://link.chtbl.com/CrimeandComedy Capitoli: (00:00:00) | Intro (00:00:36) | Sigla (00:00:49) | Ringraziamenti Patreon (00:03:51) | C&C Tour (00:04:52) | Joanne Dennehy, un'infanzia tranquilla (00:23:42) | Joanne Dennehy diventa un'adulta problematica (00:58:57) | Gli omicidi del Fosso di Petersborough e la fuga di Joanne Dennehy (01:30:28) | La sete di sangue di Joanne Dennehy la fa arrestare (01:56:59) | I nostri Patreon Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In un venerdì strano - libere bagnate al mattino, prequalifiche iniziate con pista bagnata che si è andata via via asciugando nel pomeriggio - Marc Marquez è stato comunque il più veloce. Nemmeno un highside al mattino lo ha disturbato.Ciononostante ci sono diversi altri ducatisti pronti ad insidiarlo nella Sprint di sabato, dalla coppia della VR46, Di Giannantonio e Morbidelli al fratello Alex.Bagnaia è apparentemente più lontano - a stento è entrato nei dieci - ma si dice sicuro di poter migliorare in vista della qualifica e della Sprint. Se sia la verità o un bluff lo scopriremo presto. Per il momento Marc si è dimostrato il solito, magistrale, interprete del Cota e i suoi avversari lo studiano per tentare di carpirne i segreti.
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Sedicesima puntata della settima stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com, dedicata alla vecchia signora bianconera.Focus sulla doppia sfida che ha visto protagonisti i bianconeri di Mister Motta, in campionato il sabato a Torino e in Champions League martedì in terra belga.La Juventus spezza la lunga sequela dei pareggi, batte il Milan, Mbangula e Weah i mattatori della serata.Dopo tre pareggi consecutivi arriva una vittoria importante, e una prova convincente dando continuità a quanto visto in termini di gioco a Bergamo con l'Atalanta e dulcis in fundo vendicando l'immeritata sconfitta a Riyad in Supercoppa.I bianconeri fanno finalmente bottino pieno grazie ai giovani Mbangula e Weah che stendono il Milan nel secondo tempo, due colpi letali e sferrati quasi d'improvviso che danno un pò di ossigeno a Thiago Motta dopo settimane turbolente.In Champions League ritorna la "pareggite".La Juventus fa 0-0 in casa del Brugge.I bianconeri però si qualificano matematicamente ai playoff di Champions League in attesa dell'ultimo turno ma l'ennesimo pareggio della squadra di Thiago Motta fa fare probabilmente un passo indietro nell'atteggiamento e nel gioco rispetto a quanto di buono visto a Bergamo prima e a Torino con il Milan poi.La Vecchia Signora non è riuscita a creare occasioni degne di nota per realizzare la rete del vantaggio rischiando anche di subire gol dalla squadra belga.Nemmeno il ritorno in campo di Conceicao dopo l'infortunio ha dato alla Juve quella scossa in più che serviva.Di questo e altro parleremo in questa puntata! Diteci la vostra!Ecco i link dei nostri social:CANALE TELEGRAM:https://t.me/+TYOn7FZAQwet7MAtINSTAGRAM:https://instagram.com/jtactics_?igshid=YmMyMTA2M2Y=TWITTER:https://twitter.com/RadioMDN?t=woKQltSFRUTw9qibbRZaJA&s=09
Vi siete mai chiesti come esprimere accordo, o disaccordo, in italiano? Cioè, per dire che quello che qualcuno ha detto è vero anche per voi (o no)? Questo articolo vi guiderà attraverso le principali espressioni per rispondere correttamente a frasi affermative e negative, con esempi pratici per chiarire ogni dubbio. Anche io, Anche a me, Neanche io, Neanche a me e simili 1. Concordanza con Frasi Affermative Esistono due espressioni principali per concordare con una frase affermativa: Anche io Anche a me Quando usare "Anche io"? Usiamo "Anche io" quando il soggetto grammaticale coincide con chi compie l'azione. Esempio: Mangio la pasta ogni giorno. Risposta: Anche io. Noi ci alleniamo in palestra ogni giorno. Risposta: Anche io. Se invece non condividi la stessa esperienza, puoi rispondere con Io no. Esempio: Mangio la pasta ogni giorno. Risposta: Io no. Noi ci alleniamo in palestra ogni giorno. Risposta: Io no. Quando usare "Anche a me"? "Anche a me" è adatto quando il soggetto grammaticale non coincide con chi parla e il verbo richiede la preposizione "a" (come con il verbo piacere). Esempio: Mi piace la pizza. Risposta: Anche a me. Ci mancano gli anni della nostra infanzia. Risposta: Anche a me. Se invece vuoi comunicare disaccordo: A me no. Esempio: Mi piace la pizza. Risposta: A me no. Ci mancano gli anni della nostra infanzia. Risposta: A me no. 2. Concordanza con Frasi Negative Per concordare con frasi negative, usiamo: Neanche io Neanche a me Nota Bene: Puoi sostituire "Neanche" con i sinonimi Nemmeno o Neppure. Quando usare "Neanche io"? Neanche io si utilizza quando il soggetto grammaticale coincide con chi parla. Esempio: Non mangio la pasta tutti i giorni. Risposta: Neanche io. Se invece vuoi esprimere una posizione positiva: Io sì. Esempio: Non mangio la pasta tutti i giorni. Risposta: Io sì. Quando usare "Neanche a me"? Neanche a me si usa con verbi che richiedono la preposizione "a", quindi quando il soggetto grammaticale non coincide con chi compie l'azione. Esempio: Non mi piace la pizza. Risposta: Neanche a me. Per comunicare il contrario: A me sì. Esempio: Non mi piace la pizza. Risposta: A me sì. 3. Rispondere alle Formule di Cortesia Come rispondere correttamente a frasi come "Buona giornata!" o "Buona serata!"? Evita il comune errore "Anche tu!" e utilizza queste opzioni: Ripeti la formula stessa: Buona giornata!Risposta: Buona giornata! Usa "Anche a te": Buona giornata!Risposta: Anche a te! Scegli "Altrettanto": Buona serata!Risposta: Altrettanto! Esercizi Pratici Prova a rispondere alle seguenti affermazioni con le formule corrette, in modo che siano vere per te: Amo il gelato al pistacchio. Non dormo mai a pancia in giù. Mi diverte molto ballare. Non sono mai stata a Dubai. Parlo bene due lingue straniere. Non mi piacciono i peperoni Non mi mancano i compiti che ricevevo a casa Mi alleno ogni giorno Mi piacciono i tulipani Ascolto tantissima musica Scrivi le tue risposte nei commenti! Ora che conosci tutte le regole per esprimere accordo e disaccordo in italiano, puoi rispondere in modo naturale e preciso. Pratica queste espressioni e migliora la tua fluidità! Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Commetti anche tu questi Errori con i Pronomi Italiani? Dai un'occhiata a questo articolo per accertartene e, nel caso tu li commetta, imparare a evitarli. Alla prossima!
Andrea Appetito"I Figli della Notte"Lamantica Edizioniwww.lamantica.itLe canoe furono contate e nascoste tra le dune al riparo dal vento e dal mare in tempesta. Ne avevamo perse dieci. Cinque di queste erano tra le più grandi e le più robuste. Per fortuna non c'erano feriti gravi. I fratelli e le sorelle si avviarono in fila indiana verso il villaggio, a piccoli passi. Dalle dune si alzavano nuvole di sabbia che accecavano gli occhi. Rimasi da sola. Li vedevo allontanarsi sul sentiero. Le loro piccole teste sfilavano chine e silenziose. Forse non avevano più fiducia in me. Mi arrampicai su Amaru. Gli uccelli marini volavano sulle creste spumeggianti delle onde e salutavano la tempesta con grida assordanti. Le onde andavano all'assalto della terraferma e la spuma sollevata dalle raffiche di vento giungeva fino alla sommità di Amaru.La tempesta infuriava ma la Nave all'orizzonte rimaneva immobile. Un bagliore metallico su uno sfondo buio. Una fortezza d'acciaio inespugnabile contro cui si accaniva il mare in tempesta. Ogni tanto scompariva avvolta da cortine d'acqua. Il vento di burrasca diradava il velo di vapore e la Nave riappariva e tornava a brillare come prima. I colpi di mare si succedevano senza tregua ma sembrava che la tempesta la cullasse appena. Pensai a mio padre chiuso nella sua cella d'isolamento, sballottato nel ventre della Nave.[…]Dopo il tramonto mi sono seduto sul ponte accanto al cuoco di bordo. Per tutto il tempo siamo rimasti in silenzio, lui fumava e io guardavo la costa. Una striscia confusa di vegetazione, dune, paludi e vecchi alberghi abbandonati da anni. Nemmeno un pescatore. Nessun'anima viva. Anche se sono certo che lì, da qualche parte, si nascondono i pirati. In quella terra di nessuno abitata solo da zanzare e gabbiani.All'orizzonte si irradiava la Città, un enorme fungo di luce simile a un'esplosione atomica che brucia la terra e divora il buio attorno.(Estratto da A.A., I Figli della Notte, pp. 89, 94)Andrea Appetito (Roma, 1971) ha pubblicato Cluster Bomb (Altrastampa edizioni, 2002) e partecipato a un'antologia di racconti sulla città di Roma intitolata Allupa allupa (DeriveApprodi, 2006). Ha scritto L'eredità, un testo teatrale tradotto in portoghese e messo in scena nel 2006 a Rio de Janeiro. Ha realizzato, insieme a Christian Carmosino, alcuni cortometraggi e il film-documentario L'ora d'amore (2008). È autore del romanzo Tomàs (Effigie, 2017) e della raccolta di racconti Vietato calpestare le rovine (Effigie, 2019).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Nora Venturini"Una morte senza peso"Una nuova indagine per Debora CamilliMondadori Editorewww.mondadori.itÈ appena passato Capodanno, e Debora Camilli, la tassista più perspicace e simpatica di Roma, decide eroicamente di salire sulla bilancia - che spietata segna due chili in più. Basta, è giunta l'ora di mettersi a dieta. Nemmeno a farlo apposta, a metà di un turno fiacco e sfibrante sul suo taxi sale la dottoressa Longobardi, medico nutrizionista. Per Debora è la chiamata del destino. Ma c'è appena il tempo di un appuntamento e una visita che la Longobardi viene investita da un'auto fuori dal suo studio. Possibile che sia davvero un incidente? Debora ha più di un dubbio. Avvalendosi delle sue principali doti - grande intuito, spirito di iniziativa e bella faccia tosta - inizia a indagare. Come al solito, questo significa tornare a frequentare il commissario Edoardo Raggio, con tutti i pasticci di cuore del caso, ma anche con tutte le discussioni di lavoro, perché se le indagini ufficiali fin da subito si concentrano su un'unica pista, Debora scopre che un'altra persona avrebbe potuto trarre benefici dalla morte della dottoressa...Nora Venturini è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha esordito nella narrativa con L'ora di punta, prima indagine della tassista Debora Camilli (Mondadori, 2017, ora in Oscar), cui ha fatto seguito Lupo mangia cane (Mondadori, 2018). Nel 2019 è uscita la terza indagine di Debora Camilli, Buio in sala, e nel 2022 Paesaggio con ombre. La serie della tassista detective è stata pubblicata in Germania, in Spagna e in America Latina.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Elisabetta Giromini"Centomila tulipani"Morellini Editorewww.morellinieditore.it«Mi sono già sposata una volta. In una moschea. Un matrimonio finto di quelli fatti per mentire. Non ero felice, neanche un sorriso. Ascoltavo il mullah dire parole che non conoscevo. Guardavo lui, il mio sposo, non capire una parola. Nemmeno lui sorrideva. Bastava pagare, tra il farsi e l'arabo passano secoli. Culture, guerre, religioni. Anche fra me e lui. Culture guerre religioni. Riti. Come quel matrimonio. L'amore dentro a un contratto. Com'è che ci siamo conosciuti? Arrivati a questo punto non me lo ricordo.» Daria è una giovane universitaria incerta sul suo futuro e in perenne conflitto con la madre, anche a causa dell'abbandono del padre quando era solo una bambina. L'archeologia le cambia la vita. Parte per una missione archeologi-ca a Persepoli e lì incontra Payam, con cui il rapporto è da subito intenso. Gli scontri in vista delle elezioni in Iran si inaspriscono e Daria è costretta a tornare in Italia, perdendo ogni traccia di lui. Il rientro è traumatico, Daria non riesce a trovare un equilibrio. Il tempo scorre lento tra relazioni fugaci. Le uniche costanze sono lo smarrimento esistenziale e il vuoto incolmabile dell'assenza di Payam. Quando dopo sei anni Daria torna in Iran lui è lì che la aspetta. Tranquillo, come se niente fosse cambiato. Ma tutto è cambiato. Non c'è più idillio, solo conflitti e divergenze.È possibile dimenticare il passato? Possono due culture così diverse fondersi in un'unione profonda? Centomila tulipani è un romanzo delicato e violento. La voce di Daria esprime l'atavicità e l'universalità della sofferenza umana. Ma affrontare e superare questo dolore è forse possibile. Ognuno è artefice del proprio destino.Elisabetta Giromini (1987) vive tra Cambridge e Bruxelles, dove lavora come Research and Innovation manager e startup mentor presso le istituzioni europee. Laureata in Scienze politiche a Roma, prosegue gli studi in Relazioni internazionali a Bruxelles, con una tesi sulle politiche sanitarie della Repubblica Centrafricana che le ha permesso di viaggiare al seguito di una donna medico. Tra le esperienze di viaggio che l'hanno portata a visitare oltre sessanta paesi, le rotte più significative sono state: il percorso da Ushuaia (Terra del Fuoco) alRio delle Amazzoni, la Transmongolica da San Pietroburgo a Pechino e in particolare l'Iran da Teheran all'isola di Hormuz, un viaggio questo chele ha permesso di conoscere una cultura nascosta e intima ma anche la vera immagine della propaganda. I suoi racconti sono apparsi su Malgrado le mosche, Rivista Blam, Risme e altre riviste.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Per fare un tatuaggio ci vuole poco, ma per toglierne uno serve tempo, soldi e il risultato non è garantito. Ve lo spieghiamo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
OFFERTA ESCLUSIVA NORDVPN Non perderla: https://nordvpn.com/dentrolastoria30 maggior 1924: alla Camera dei Deputati un esponente del PSU prende la parola denunciando i brogli avvenuti nel corso delle recenti elezioni politiche. Dopo l'esposizione, accompagnata da urla e minacce provenienti dai banchi della maggioranza, il deputato si rivolge ai compagni di partito: "Il mio discorso l'ho fatto, ora preparate l'orazione funebre per me". Nemmeno due settimane dopo l'onorevole Giacomo Matteotti verrà rapito, ucciso e sepolto nella campagna romana da una squadra della polizia politica. La sua colpa? L'aver raccolto prove non solo dei brogli ma anche di tangenti petrolifere intascate dal clan Mussolini. Un affronto che il futuro dittatore vuole che venga lavato col sangue. Nel centenario di quel delitto eccellente, il nostro canale ricorda Matteotti, la sua figura, il suo impegno e il suo lascito morale.Il nostro canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC1vziHBEp0gc9gAhR740fCwSostieni DENTRO LA STORIA su Patreon: https://www.patreon.com/dentrolastoriaAbbonati al canale: https://www.youtube.com/channel/UC1vziHBEp0gc9gAhR740fCw/joinSostienici su PayPal: https://paypal.me/infinitybeatDentro La Storia lo trovi anche qui: https://linktr.ee/dentrolastoriaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/racconti-di-storia-podcast--5561307/support.
La scelta di svelare la classifica all'inizio della puntata e il mood dei cantanti. La co-conduzione di Fiorello. Angelina vince Sanremo ma Geolier prende il 60% dei voti del pubblico: la polemica. Il televoto che non funziona. L'ultimo Sanremo di Amadeus? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal 16 gennaio, nel capoluogo emiliano è stato introdotto il nuovo limite di velocità nel 70 per cento delle strade, in particolare quelle del centro storico. Un provvedimento molto poco gradito al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha subito annunciato una direttiva. Nemmeno un successivo colloquio col sindaco Matteo Lepore ha chiuso del tutto la questione. Olivio Romanini, intanto, racconta come sta andando l'esperimento.Per altri approfondimenti:Bologna, in auto col sindaco Lepore a 30 all'ora: “Ho messo anche la terza, i maleducati aspettino”Bologna Città 30, il sindaco: noi in regola, si va avanti. Bignami: “Sbaglia, sarà modificata”Bologna a 30 all'ora, che cosa dice la direttiva del ministero: “Regolare la circolazione strada per strada”
Nella puntata di oggi parliamo di un'inchiesta Altroconsumo sui tempi sempre più lunghi per richiedere o rinnovare il passaporto, dell'accordo in EssilorLuxottica per la settimana corta dei lavoratori e della Russia che mette al bando il movimento Lgbt.
Nella puntata di oggi parliamo di un'inchiesta Altroconsumo sui tempi sempre più lunghi per richiedere o rinnovare il passaporto, dell'accordo in EssilorLuxottica per la settimana corta dei lavoratori e della Russia che mette al bando il movimento Lgbt.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Henry Ford diceva “Chiunque smette di studiare è vecchio, che abbia 20 anni o 80. Chi continua ad imparare rimane giovane”. E non mi riferisco necessariamente ad iscriversi all'università o rimettersi sui libri per conseguire un titolo. Studiare ed apprendere ha più a che fare con il nostro mindset e la nostra attitudine in generale. E' alimentare la nostra curiosità e la nostra capacità di pensiero per aprirci a prospettive nuove, a concetti e strumenti inediti che rendano la nostra vita e quella delle persone intorno a noi più semplice. Io ho deciso di fare dello studio una priorità per accrescere le mie competenze e saziare la mia curiosità e in questo episodio ti spiego perché anche tu dovresti farlo!
Nemmeno due giorni dopo essere stato condannato a tre anni di carcere, l'attivista egiziano Patrick Zaki è stato graziato. Zaki dovrebbe lasciare immediatamente l'Egitto per l'Italia, dove studia.