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È uno dei rapper più autentici, riconoscibili e liberi della scena italiana. Un artista che ha fatto della parola un'arma, un gioco e una forma di sopravvivenza. Ebbene sì, Clementino è passato dal BSMT. Dalle battle di freestyle all'esordio discografico, dal successo alle grandi collaborazioni, Clementino ha costruito un percorso fuori dagli schemi, portando nel rap italiano la sua lingua, la sua storia e una personalità impossibile da imitare. Un viaggio fatto di energia, identità e verità, capace di parlare a pubblici diversi senza mai perdere autenticità. Al BSMT abbiamo parlato di musica e di parole, di Napoli, di scrittura e di palco. Ma anche del percorso personale dietro l'artista: le cadute, le ripartenze, il rapporto con se stesso, con il successo e con la libertà di essere sempre, fino in fondo, Clementino. Abbiamo attraversato tutte le fasi della sua vita: l'ascesa, il momento più buio, la dipendenza da sostanze, il periodo in comunità e il lungo lavoro di recupero. Fino alla rinascita di oggi: una nuova lucidità, una consapevolezza diversa, una vita ripulita e una musica che nasce da un equilibrio conquistato, non più rincorso. Una chiacchierata intensa, vera e senza filtri, che racconta Clementino oltre il personaggio. Un artista che non ha mai smesso di dire la verità. Nemmeno quando faceva più male. Buona visione! _____________________ 00:00 INTRO 7:25 GLI INIZI NEI VILLAGGI 12:42 IL PRIMO INCONTRO CON LA MUSICA 15:50 LA CULTURA HIP HOP È IMMORTALE 27:04 IL DISCO CON FIBRA 32:27 IL BOOM DI CLEMENTINO 40:15 INCONTRARE PERSONAGGI LEGGENDARI 44:45 USCIRE DALLA DIPENDENZA DALLA DROGA 1:00:27 DIVIDERSI TRA TV E MUSICA 1:03:00 IL RAPPORTO CON SANREMO 1:08:31 VERI AMICI NEL RAP ITALIANO (E NON SOLO) 1:12:22 TATTOO E FAMIGLIA 1:13:07 DA ARTISTA AD ATTORE DI HOLLYWOOD 1:18:34 STEREOTIPI FASTIDIOSI SU NAPOLI 1:22:00 SALUTI FINALI Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Israele ha ammesso, in maniera informale, di confermare le oltre 70mila persone palestinesi uccise negli ultimi 2 anni a Gaza. Intanto però conferma anche il blocco per Medici Senza Frontiere e altre ong nella Striscia.Sabato a Torino c'è stata una grande manifestazione con oltre 50mila persone in solidarietà allo sgombero dello spazio sociale Askatasuna, a dicembre. Ci sono stati anche scontri, con molte violenze anche a polizia, giornalisti e manifestanti.La fontana di Trevi sarà visibile ora dietro pagamento di 2€ - ma rimarrà aperta la mattina presto e la sera tardi. Si tratta di un'altra misura per combattere l'overtourism romano,Il post di Rita Rapisardi: su Facebook e su InstagramA cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it.
Non sappiamo lavorare in squadra, quindi nemmeno con le AINoi italiano sappiamo adattarci e risolvere i problemi che tutti ci mettono davanti.Ma per questo non riusciamo a fare squadra, abbiamo sempre il timore di essere spiati per essere fregati.Un pc lo spegni. Una AI, ti parla pure, figurati cosa puo' dire di te, e cosa possono dire di te quelli che sanno che la usi.Questa e' la nostra pancia.Alla quale possiamo rispondere che abbiamo una intelligenza alienza, un marzianino. E come si lavora con un marzianino ?
LA BIBLIOTECA SEGRETA DI LEOPOLDO Certa gente è strana,gli piace passare le serate a leggere libri. Altri sono ancora più strani —credono alla magia che si trova tra le pagine,alle avventure fantastiche,alle storie di amori impossibili,ai fantasmi che girano fra i vivie pensano che tutto ciò che non esiste —forse invece sì. In breve, questa storia è per quelli un po' stranicome me e te —insomma, per quelli che. Allora… ascolta bene. Se dal centro del paese prendi la via per il monte,trovi una villa vecchia e nobile,che è lì da tanto tempo.Saranno sì e no 350 anniche sta lì in silenzio,osservando e respirando pianosotto il cielo toscano. Stanze enormi piene di storia,corridoi senza finee finestre grandi come sogni,ma adesso, invece di piatti e statuine di porcellana,sforna storie su carta per chi le vuole leggere. Sì, ora è la biblioteca del paese —un po' fuori mano ma tanto bella.Beh, non si può avere tutto. Insomma, fatto sta che,in una notte d'estate,avvolta da un manto di stellee la luce soffusa di lanterne delicate,la villa si era riempita di voci, musica, sorrisie tante storie raccontate e ascoltate,a voce alta o sussurrate,che si intrecciavano nell'abbraccio della festa. Indubbiamente una serata già speciale,ma fate attenzioneperché qualcosa di ancora più insolito stava per avvenire. Sì, perché anche Elisa era lì.Occhi grandi come il cielo,capelli scuri come la nottee un libro in mano — come sempre. Nonostante tutto quello che le accadeva intorno,Elisa preferiva leggere. Era lì, nel corridoio principale:fra il giardino e la corte interna,a mezza strada fra il sicuro e il forse,seduta su una poltrona un po' troppo grande per lei,immersa in una storia misteriosa e avvincente —in un mondo tutto suo. Gira una pagina, poi un'altra,si accomoda gli occhiali giallie gira un'altra pagina… Quando lentamentel'eco di una musica di pianoforteraggiunse le sue orecchie. Non ci fece tanto attenzione.Credendo che provenisse dal cortilevoltò un'altra pagina — e poi un'altra. Ma in breve tempo si rese contoche le note che sentivanon venivano dal cortile della villama da uno dei suoi corridoi —portate da un vento leggero,da luoghi lontani e senza tempo. Senza pensarci troppo,Elisa si alzò silenziosamente,si mise il libro sotto il braccioe inseguì la musica. Attraversò antichi corridoie stanze con scaffali pieni di volumidi ogni dimensione e colori immaginabili —arcobaleni di pensieri e parole in fila per unoche sembravano non finire mai. Mentre la musica diventava più marcatala luce diminuiva,le stanze che attraversavacominciarono ad apparire dimenticate,le scale di pietra che saliva e scendevaconsumate dal tempo,i corridoi laterali erano ora passaggi scuriilluminati solamente da torce alle pareti,che apparivano e scomparivano nel buiocome respiri. Una scala,una porta di legno socchiusa,un altro passaggio,un'altra scalae ancora stanze e scaffali e libri a non finire. Poi, all'improvviso,una foschia coprì il pavimentocome una marea gentilee davanti a lei una grande tenda pesante —socchiusa. Si intravedeva un po' di lucee poche scalette di legno. Le salì, quelle piccole scale,e la musica la avvolse come un abbraccio. Sul palco, candele fluttuavano nell'ariacome lucciole in una notte senza tempo.E lì, al centro,seduto davanti a un pianoforte piccolo piccolo,c'era un topo. Ma non un topo qualunque. Leopoldo indossava una giacca di tweed verde scuro,pantaloni marroni stirati con cura,e sul musetto, occhiali doratiche brillavano di una saggezza antica e gentile. Le sue dita danzavano sui tasticome se stessero raccontando un segreto. «Benvenuta, Elisa» disse, senza smettere di suonare.«Ti stavo aspettando.» Elisa sbatté gli occhi, incantata.«Come sai il mio nome?» «Ah,» sorrise Leopoldo, lasciando che l'ultima notasi spegnesse dolcemente nell'aria,«chi ama le storie riconosce sempre chi le cerca.» Si alzò, si aggiustò la giacca con un gesto elegante,e la guardò con occhi pieni di stelle. «Sai dove sei?» «Nella biblioteca del paese,» rispose Elisa,ma la sua voce tremava un po',come se sapesse che la risposta era un'altra. «Quella la conoscono tutti,» disse Leopoldo,scendendo piano dal palco.«Ogni paese ne ha una che tutti conoscono.Ma ogni paese ne ha anche un'altra —una che quasi nessuno trova.» Fece una pausa, gli occhi che brillavano. «Tu hai trovato la seconda.» --- Leopoldo la guidò verso una grande porta di legnoche Elisa avrebbe giurato non esserci un attimo prima.Si aprì lentamente, senza rumore,come un sospiro trattenuto troppo a lungo. E quello che vide le tolse il fiato. Scaffali infiniti si arrampicavano verso l'alto,scendevano verso il basso,si estendevano in ogni direzionecome spirali di galassie fatte di carta e sogni.Candele galleggiavano ovunque,illuminando libri che sembravano respirare,pulsare piano,come cuori addormentati. «Che posto è questo?» sussurrò Elisa. «Questa,» disse Leopoldo camminando tra gli scaffali,«è la biblioteca dei libri mai scritti.» Elisa lo seguì, confusa.«Libri mai scritti? Ma come possono esistere?» Leopoldo si fermò, si voltò,e la guardò con dolcezza infinita. «Ogni storia sognata esiste, Elisa.Ogni avventura immaginata prima di dormire.Ogni racconto pensato ma mai messo su carta.Vivono tutti qui,al confine tra il mondo e il sogno,aspettando.» --- Si fermarono davanti a uno scaffale. Leopoldo indicò un libro piccolo,rilegato in blu come un cielo d'estate. «Toccalo,» disse piano. Elisa allungò la mano, esitante,e sfiorò la copertina. Un calore gentile le attraversò le dita.E per un istante — solo un istante —sentì una risata di bambino,vide un drago fatto di nuvole,e un castello costruito con cuscini e coperte. «Questo,» disse Leopoldo,«era il sogno di un bambino di sei anni.Una storia che raccontava ogni sera al suo orsacchiotto.Non l'ha mai scritta.Ma esiste. Vedi? Esiste.» Elisa sorrise, il cuore leggero. --- Camminarono ancora,tra corridoi di storie silenziose,finché Leopoldo si fermò davanti a un altro libro. Questo era diverso.Più grande, rilegato in pelle scura,con lettere dorate che sembravano tremare. «E questo?» chiese Elisa, piano. «Questo,» disse Leopoldo,e la sua voce si fece morbida come una carezza,«apparteneva a una nonna.» Elisa lo toccò. E sentì qualcosa di diverso. Non una risata, questa volta.Ma una voce calda, lontana,che raccontava di una bambina coraggiosache attraversava un bosco incantatoper portare la luce a un villaggio dimenticato. «Era la storia che voleva lasciare ai suoi nipoti,»spiegò Leopoldo.«Ma il tempo... il tempo a volte corre più veloce dei sogni.Non ha fatto in tempo a scriverla.» Elisa sentì gli occhi pizzicare. «Ma è qui,» sussurrò. «È qui,» confermò Leopoldo.«Per sempre.» --- Continuarono a camminare, in silenzio,finché arrivarono a uno scaffale diverso dagli altri. Era quasi vuoto.Solo pochi libri, distanziati,e tanti spazi aperti, in attesa. Al centro, un libro senza titolo. La copertina era bianca, pulita,come neve appena caduta,come una pagina che aspetta il primo segno. «Posso?» chiese Elisa. Leopoldo annuì. Lo toccò. Niente.Nessun calore. Nessuna voce.Solo silenzio.Ma un silenzio pieno,come un respiro trattenuto. «Questo libro è vuoto,» disse Elisa, sorpresa. «Non ancora scritto,» corresse Leopoldo.«Nemmeno sognato. Non ancora.Aspetta qualcuno che trovi il coraggiodi immaginarlo.» Si voltò verso di lei,e i suoi occhi brillaronocome le candele che fluttuavano intorno. «Forse aspetta te.Forse aspetta qualcun altro.Ma aspetta.» --- Elisa rimase ferma,a guardare quel libro bianco. E capì. Capì che ogni storia che aveva immaginato,ogni avventura inventata prima di dormire,ogni sogno che credeva perso al risveglio,esisteva da qualche parte. E capì qualcos'altro. Che non bisogna avere paura di scrivere. Perché le storie esistono già —nel cuore, nella mente, nei sogni.Metterle su cartanon è crearle dal nulla.È solo aprire una portae lasciarle uscire. --- «Devo andare, vero?» disse Elisa, piano. Leopoldo sorrise.«Il tuo mondo ti aspetta.Ma ora sai che questo posto esiste.E sai che ogni storia che sogneraiavrà sempre un posto qui,che tu la scriva o no.» Fece una pausa. «Ma se la scrivi,» aggiunse con un sorriso furbo,«potrà vivere anche là fuori.E quella, mia cara, è un'altra magia ancora.» --- Elisa si ritrovò nel corridoio della villa,seduta sulla poltrona un po' troppo grande per lei,il libro ancora sotto il braccio. La festa continuava,voci e musica e risate,come se il tempo non fosse mai passato. Ma qualcosa era cambiato. Lei era cambiata. Aprì il libro che stava leggendo,guardò le pagine,e sorrise. Poi lo chiuse. Perché adesso sapevache le storie più bellenon sono solo quelle che leggiamo. Sono quelle che portiamo dentro,quelle che sogniamo ad occhi aperti,e quelle che un giorno,con un po' di coraggio,osiamo raccontare. --- *— Scritta da Marco Ciappelli* Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
I data center usati per addestrare alcuni dei sistemi di intelligenza artificiale più famosi, come ChatGPT e Gemini, consumano moltissima energia e tanta acqua per raffreddare i loro computer. Secondo alcuni miliardari della Silicon Valley, portare tutto nello Spazio risolverebbe il problema. Ma si possono davvero spostare i data center in orbita? Oltre ai problemi economici, ce ne sono diversi legati alle leggi della fisica, dalle quali non si scappa. Ci occupiamo poi delle diete “detox”, tanto di moda dopo i banchetti delle feste natalizie. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche:– Energia e Intelligenza Artificiale: un'analisi – Gartner afferma che la domanda di elettricità per i data center crescerà del 16% nel 2025 e raddoppierà entro il 2030 – Nemmeno il cielo potrebbe essere il limite per i data center basati sull'intelligenza artificiale – Quanta energia consuma l'intelligenza artificiale? Chi lo sa non lo dice – La Cina alimenta il boom dell'intelligenza artificiale con i data center sottomarini – Che il 2026 sia l'anno in cui il mondo si unisce per la sicurezza delle intelligenze artificiali – La truffa dei cerotti detox – La dieta termodinamica di Dario Bressanini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mentre l'Europa festeggiava il Natale, in Cina Xiaomi ha lanciato i suoi nuovi dispositivi, tutto ciò che bisogna sapere. Honor è pronta a rispondere con un nuovo modello in collaborazione con un marchio prestigioso. Si raffredda il clima tra Stati Uniti e Cina per i Proce processori. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dalla paura della figuraccia al “me ne frego” ragionato: spostare il focus dai giudizi al fatturato. Concetto chiave: se voglio usare i contenuti, devo accettare che una parte del gioco sia uscire allo scoperto senza garanzie sulla mia immagine.Cosa frena davvero professionisti e imprese dal mettersi a produrre contenuti in modo franco?Sono arrivato alla conclusione che il blocco principale non sia la paura delle critiche nel merito.La critica, quando è seria, presuppone che qualcuno legga, ascolti, ragioni e dica “non sono d'accordo per questi motivi”, e questo accade sempre meno in un contesto che consuma tutto in superficie.Il freno è un altro: la paura di fare una figuraccia.Più che essere contestati sul contenuto, molti temono di apparire ridicoli, improvvisati o fuori posto davanti al proprio ambiente di riferimento.Così costruiscono lo scenario di un'entrata in scena perfetta, in cui l'unica opzione ammessa è risultare all'altezza in ogni dettaglio, senza margine per inciampi.Finché l'aspettativa è questa, è inevitabile restare fermi.Questa pretesa di controllo totale non è realistica perché non esiste una zona di sicurezza totale contro la derisione.Nemmeno chi riceve il riconoscimento più alto nel proprio campo è al riparo: ogni Nobel, ogni campione, ogni figura di spicco viene accompagnata da persone che sminuiscono, ridicolizzano, negano il valore.Con i contenuti funziona allo stesso modo: una quota di persone deriderà ciò che facciamo, e non esiste progetto comunicativo in grado di cancellare questo evento.Certo, sono episodi fastidiosi, ma quasi mai determinanti rispetto ai risultati complessivi.La sproporzione sta nel fatto che finiamo per fissarci su quel singolo segnale dimenticando l'insieme di riscontri positivi e di vendite che arrivano nel frattempo.Qui entra in gioco la questione della reputazione: non esiste UNA reputazione oggettiva, esistono tante immagini di noi quante sono le persone che ci osservano.Anche nei casi estremi, in positivo o in negativo, c'è sempre qualcuno che vede l'opposto: un professionista considerato quasi intoccabile da molti ha comunque detrattori accesi, e figure molto discusse hanno sempre sostenitori sinceri.Non se ne esce con una formula che garantisca di essere percepiti in modo univoco.Per questo l'unica zona di relativa sanità mentale è un “me ne frego” ben impostato.Non significa disinteresse verso la qualità del proprio lavoro, ma rinuncia all'illusione di poter controllare ogni percezione esterna.Serve anche a spegnere quella macchina di ipotesi tossiche: “e se poi succede questo”, “e se poi qualcuno dice X”, scenari costruiti senza alcun riscontro reale, che consumano energia e tempo.Chi decide di comunicare non può pretendere i vantaggi dell'esposizione senza accettarne il prezzo minimo.Questo prezzo si gestisce rimettendo al centro il motivo per cui comunico.Non produco contenuti per evitare di essere deriso, li produco per vendere meglio, accorciare le distanze, costruire fiducia e farmi scegliere dalle persone giuste.Le domande diventano allora molto concrete: ciò che sto facendo aiuta ad aumentare il numero dei clienti, la frequenza con cui acquistano, la loro spesa media, la qualità del rapporto?Se la risposta è sì, la direzione è corretta anche se qualcuno commenterà in modo sprezzante.In quest'ottica il perfezionismo è un nemico perché chi aspetta il contenuto perfetto contro qualsiasi fraintendimento finisce per non uscire mai.L'obiettivo va spostato da “evitare di essere derisi" a "costruire un flusso stabile di clienti soddisfatti grazie a ciò che comunico".Accettare questo cambio di prospettiva rende più facile dire un “me ne frego” selettivo a chi deride da bordo campo e concentrare le energie sul lavoro vero.*** *** ***Scarica il corso gratuito sul Content Marketing: https://www.ascoltobeltrami.com/corsoVisita https://www.ascoltobeltrami.com/La voce di Alessio Beltrami viene utilizzata per gentile concessione della Fondazione Alessio Beltrami
www.ilfattoquotidiano.itdi Simone Bauducco
Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui.➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca quiCol presente contributo, di quasi quattro ore e mezza complessive, proponiamo un approfondito focus sul disastro del Moby Prince, avvenuto il 10 aprile 1991, davanti al porto di Livorno. La prima registrazione, risalente al 25 luglio 2019, Senato della Repubblica, Palazzo della Minerva, documenta la presentazione del volume «Il caso Moby Prince. La strage impunita», di Francesco Sanna e Gabriele Bardazza.La seconda registrazione, risalente al 31 marzo 2016, documenta una seduta della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince e reca l'Audizione di Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume «Moby Prince: un caso ancora aperto». La terza e ultima registrazione, risalente al 24 gennaio 2018, Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, documenta la Presentazione della relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta (2015-2018) sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince. Tra gli altri, segnaliamo gli interventi di Angelo Chessa e Loris Rispoli, in rappresentanza dei parenti delle vittime del disastro.Tra gli argomenti toccati durante la prima registrazione: 1) Il tema delle «cose non vere» dette e scritte sul caso Moby Prince; 2) «Che cosa avvenne di inconfessabile nella rada di Livorno» quel 10 aprile 1991?; 3) Un caso «volutamente nascosto dai più importanti media»; 4) Il lavoro di una Commissione «che ha storicamente ribaltato il caso Moby Prince»; 6) «Non è vero che fu la nebbia la causa della collisione»; 7) «Non è vero che fu colpa dell'equipaggio e del comandante Chessa»; 8) «Non è vero che le persone» all'interno della nave «morirono tutte nell'arco di trenta minuti»; 9) Il tema del disinteresse, anche attuale, mostrato dai grandi media sulla vicenda e i lavori della Commissione; 10) «Perché i soccorsi non partirono per tempo?»; 11) «Lì c'è stata una omissione di soccorso»; 12) «L'equipaggio distratto dalla partita? Una post-verità nazionalpopolare abilmente costruita»; 13) «Arriverà qualche querela? Macché...»; 14) «Com'è possibile che uno Stato abbia abdicato alle sue funzioni di sicurezza e all'accertamento della verità?»; 15) Le parole «tombali» contenute nella richiesta di archiviazione della Procura di Livorno (2010); 16) Il tema delle navi militarizzate americane che «non aiutarono i soccorsi»Tra i temi toccati durante la seconda registrazione: 1) «Nessuno sapeva, quella sera, di essere registrato»; 2) «La nebbia? Non c'era, né prima né dopo» il disastro; 3) «Al momento della collisione la visibilità era perfetta»; 4) Le testimonianze degli ufficiali Thermes e Olivieri; 5) «Non è stato adottato alcun piano di soccorso». Il caso del capitano Roffi; 6) Il «canale riservato»; 7) «La prima cosa che succede» in rada a Livorno «è la fuga dal punto in cui c'è stata la collisione»; 8) La «misteriosa» nave Theresa; 9) «Le registrazioni radar? Nemmeno un banco di triglie sarebbe passato inosservato quella sera»; 10) «Querele? Non ho mai avuto alcun tipo di problema»; 11) «Difficile pensare a errori a catena che vanno tutti in una direzione specifica»; 12) Il «video Canu» e «il taglio-giunzione fatto in modo non professionale»; 13) Il tema dei mancati soccorsi; 14) Sulla «troppa fretta» usata per chiudere la vicendaTra gli argomenti toccati durante la terza registrazione: 1) Un puzzle da scomporre e ricomporre aggiungendo le (tante) tessere mancanti; 2) «La nebbia non c'era. Tutte le persone audite dalla Commissione, presenti prima dell'impatto, sulla costa e in mare, non confermano minimamente la nebbia»; 3) Sulla posizione della petroliera Agip Abruzzo; 4) «Se non è stata la nebbia, cos'è stato a generare l'impatto?»; 5) I video Canu e D'Alesio; 6) «Quella notte potevano esserci delle bettoline in giro»; 7) Il tema del «timone bloccato a 30°»; 8) «Le navi sono rimaste incastrate per più di cinque minuti»; 9) «La petroliera? Ha richiamato su di sé i soccorsi»; 10) L'emergenza a bordo; 11) «La Moby Prince non è stata cercata, è stata trovata casualmente»; 12) Quando la nave è stata trovata «non c'è stata una azione» per tentare «di spegnere il fuoco, si è subito rinunciato»; 13) Il tema della sopravvivenza a bordo. «Non è scientificamente possibile dire che siano morti tutti nel giro di mezz'ora»; 14) «La perizia medico-legale? Fu fatta solo per riconoscere le vittime, non per analizzare le cause della morte»; 15) Il superstite; 16) La provenienza della petroliera; 17) «Il carico della petroliera? L'ispezione non è stata permessa»; 18) Il tema degli accordi assicurativi; 19) Il percorso giudiziario; 20) «Non condividiamo le sentenze»Senato della Repubblica, reperto rilasciato con licenza Creative Commons 3.0
Siamo a riparlare di ChatControl. Nemmeno presentato in Parlamento per non venire bocciato, il Consiglio dell'Unione Europea ne ha approvato una versione modificata per poterla dibattere con Comissione e Parlamento. Perché non vogliono capire. E quindi vanno fatti capire.
Torna a riempirsi il carrello della spesa degli italiani (+3,8% a valore, + 2% a volume le vendite della Gdo nel primo semestre 2025), domina il fresco, frutta e verdura soprattutto, prodotti bio, pane, yogurt, olio, analcolici e sostituti vegetali delle proteine animali, cresciuti dieci volte di più della carne. Calano, invece, oltre alla carne, i carboidrati, il sale, lo zucchero, gli snack e gli alimenti ultraprocessati. Questa la fotografia scattata dal Rapporto Coop 2025 - Consumi e stili di vita degli italiani. Frena la ristorazione, torna protagonista il cibo a casa, con il risparmio come driver d'acquisto per quattro italiani su dieci. Al supermercato, che batte il discount in quanto a crescita, un prodotto su quattro viene acquistato in promozione e per i consumi in generale si acquistano solo le cose indispensabili, si sceglie il second hand e si riparano gli oggetti. Nemmeno lo smartphone ha più il fascino di una volta (meno 2 milioni di pezzi venduti negli ultimi due anni) contro il boom, invece, delle bilance: vedi alla voce salutismo. Del rapporto e delle riflessioni collegate abbiamo parlato con il suo curatore Albino Russo, direttore generale Ancc Coop, Maura Latini, presidente di Coop italia e con il direttore generale di Coop italia Domenico Brisigotti.Focus sui trend dedicato ai nuovi modi di viaggiare e alle nuove formule di ospitalità: dagli ostelli agli hotel culturali fino alle mappe per perdersi e scoprire itinerari insoliti.L'omaggio a Giorgio Armani nella riflessione finale con il sociologo dei consumi Francesco Morace: la rivoluzione del suo capo iconico, la giacca, vero e proprio strumento di empowerment femminile e la sua vicinanza alla vita quotidiana con una moda che tutti potevano immaginare di indossare.
Mara Favro è la cameriera di 51 anni scomparsa nel 2024 e ritrovata senza vita.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Jannik Sinner non fa sconti. Nemmeno a Lorenzo Musetti.
Un giudice USA ha appena messo in crisi la leggendaria Sezione 230 che ha protetto le Big Tech per 30 anni.Fatto: Ora le piattaforme rischiano di essere ritenute responsabili non solo dei contenuti illegali caricati dagli utenti, ma anche dei sistemi mal progettati per segnalare abusi. Se entro 9 giorni non intervieni su contenuti criminali, paghi caro: la sentenza su X (ex Twitter) costringe tutte le big tech a investire su sicurezza e moderazione.Conseguenze: Se il modello di business non cambia subito, le aziende possono perdere l'immunità legale anche negli USA. Precedente devastante per tutte le piattaforme: nel 2024 saranno obbligate a sistemi di segnalazione efficienti o rischiano maxi risarcimenti. Fine della scusa “non è colpa nostra”: ora il rischio è perdere miliardi in tribunale a ogni negligenza.Cosa ne pensi? La negligenza di design merita di costare così tanto? ~~~~~ INGAGGI E SPONSORSHIP ~~~~~ Per contatti commerciali: sales@matteoflora.comPer consulenze legali: info@42LawFirm.it~~~~~ SOSTIENI IL CANALE! ~~~~~Con la Membership PRO puoi supportare il Canale » https://link.mgpf.it/proSe vuoi qui la mia attrezzatura » https://mgpf.it/attrezzatura~~~~~ SEGUIMI ANCHE ONLINE CON LE NOTIFICHE! ~~~~~» CANALE WHATSAPP » https://link.mgpf.it/wa» CANALE TELEGRAM » https://mgpf.it/tg» CORSO (Gratis) IN FUTURO » https://mgpf.it/nl» NEWSLETTER » https://mgpf.it/nl~~~~~ CIAO INTERNET E MATTEO FLORA ~~~~~ Questo è “Ciao Internet!” la prima e più seguita trasmissione di TECH POLICY in lingua italiana, online su YouTube e in Podcast.Io sono MATTEO FLORA e sono:» Professore in Fondamenti di Sicurezza delle AI e delle SuperIntelligenze (ESE)» Professore ac in Corporate Reputation e Crisis Management (Pavia).Sono un Imprenditore Seriale del digitale e ho fondato:» The Fool » https://thefool.it - La società italiana leader di Customer Insight» The Magician » https://themagician.agency - Atelier di Advocacy e Gestione della Crisi» 42 Law Firm » https://42lf.it - Lo Studio Legale per la Trasformazione Digitale » ...e tante altre qui: https://matteoflora.com/#aziendeSono Future Leader (IVLP) del Dipartimento di Stato USA sotto Amministrazione Obama nel programma “Combating Cybercrime (2012)”.Sono Presidente di PermessoNegato, l'associazione italiana che si occupa di Pornografia Non- Consensuale e Revenge Porn.Conduco in TV “Intelligenze Artificiali” su Mediaset/TgCom.
RadioBorsa - La tua guida controcorrente per investire bene nella Borsa e nella Vita
Un modo inaspettato — e un po' da cucina di casa — per spiegare la sorprendente resilienza di mercati ed economia negli ultimi anni di crisi.
Episodio 48 fuori ora su tutte le piattaforme‼️Oggi @danilogallogallinari e @gallofede9 discutono ancora di squash, finali BSN a Porto Rico, novità da Detroit e soprattutto ci danno aggiornamenti sull'incidente successo ad Eleonora. Nemmeno uno squalo ci ferma!
In questa puntata di Sul Divano di Ale spendo qualche parola per le prime immagini di Spider-Man: Brand New Day. Forse abbiamo smesso di vergognarci dei fumetti. Forse.Il palco è tutto di Una pallottola spuntata che ritorna ma non fa quello che si sperava.Patreon
Bologna non dimentica. Nemmeno a 45 anni di distanza.
«Dal momento in cui ha finito il liceo ha fatto solo quello: combattere. Era esausto. Sono tutti esausti. Mentalmente distrutti. Questo deve finire». A dirlo non è un'attivista pacifista né un'opinionista controversa, ma Alexandra Radia, madre di Niv, sergente dell'IDF ucciso a giugno. La sua voce incrinata in diretta nazionale ha aperto una breccia in un muro di silenzio istituzionale che da mesi nasconde la devastazione umana che attraversa l'esercito israeliano impegnato a Gaza. Haaretz ha raccolto testimonianze di soldati attivi: raccontano di una macchina militare che addestra a sparare e non insegna a sopravvivere alla colpa, al trauma, alla nausea che ti coglie davanti a un piatto di pasta perché ti ricorda l'odore della morte. Le parole che Israele non vuole sentire sono quelle che incrinano la retorica dell'eroismo. Si parla di giovani spezzati che non riescono a fare l'amore, che vomitano in bagno durante una cena di famiglia, che hanno smesso di credere che quella guerra serva a qualcosa. Uno su otto, dice uno studio, è mentalmente inadatto a tornare in servizio. Ma il governo stringe i ranghi e prosegue. «Quanti morti servono per dire basta?», chiede Uri, uno dei soldati. Intanto il premier Netanyahu, in un raro momento di irritazione, ha bollato queste testimonianze come “diffamazione contro l'esercito”. Forse perché la verità che rivelano è insostenibile anche per chi ha voluto questa guerra: non ci sono solo i corpi dei civili palestinesi a chiedere conto delle scelte politiche, ma anche le anime devastate dei suoi stessi figli in divisa. Nessuno tornerà com'era. Nemmeno Israele.. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Joanne Dennehy ha un'infanzia felice, dei genitori amorevoli e va bene a scuola. Ma l'adolescenza cambia le carte in tavola: la droga, la ribellione, il bullismo, le fughe verso un buco nero in cui precipita la sua vita. E lei se ne compiace. Nemmeno le sue figlie riescono a raddrizzare ciò che si è stortato e l'ultimo passo è una serie di omicidi folli e senza senso che finiscono nel fosso di Petersborough. --------- Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Instagram: https://www.instagram.com/crimeandcomedy.podcast/ Telegram: https://t.me/crimeandcomedy Sito: https://www.crimeandcomedy.it Instagram: Clara Campi: https://www.instagram.com/claracampicomedy/ Marco Champier: https://www.instagram.com/mrchreddy/ Editing - Ilaria Giangrande: https://www.instagram.com/ilaria.giangrande/ Caricature - Giorgio Brambilla: https://www.instagram.com/giorgio_brambilla_bookscomedy/ Tutti i Podcast: https://link.chtbl.com/CrimeandComedy Capitoli: (00:00:00) | Intro (00:00:36) | Sigla (00:00:49) | Ringraziamenti Patreon (00:03:51) | C&C Tour (00:04:52) | Joanne Dennehy, un'infanzia tranquilla (00:23:42) | Joanne Dennehy diventa un'adulta problematica (00:58:57) | Gli omicidi del Fosso di Petersborough e la fuga di Joanne Dennehy (01:30:28) | La sete di sangue di Joanne Dennehy la fa arrestare (01:56:59) | I nostri Patreon Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
CINEMA! E ANCORA CINEMA!Nuovo appuntamento con la mia rubrica "improvvisata" in cui esprimo opinioni su film visti da pochi minuti al Cinema per ricordarvi che il CINEMA è AL CINEMA!Vi ricordate quando la Pixar sfornava titoli degni di nota, capaci di emozionarti e di farti apprezzare la bellezza della narrativa cinematografica?Già. Nemmeno io.E quindi "Elio"!
Chi si dispera per il pericolo di una terza guerra mondiale con armi nucleari si rilassi. Nemmeno l'Iraq un paese fili iraniano a maggioranza sciita ha alzato un dito per difendere il regime di Teheran.E a nessuno frulla in testa di organizzare rappresaglie contro Israele o gli Stati Uniti che hanno entrambi arsenali nucleari capaci di colpire eventuali aggressori.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8197CINQUANT'ANNI FA INIZIAVA L'INCUBO DEI KHMER ROSSI IN CAMBOGIA di Stefano Magni Il 17 aprile di 50 anni fa, cadeva Phnom Penh. La capitale della Cambogia finiva nelle mani dei Khmer Rossi, il movimento comunista, maoista, più letale della storia. Nei tre anni successivi, il regime retto con pugno di ferro da Pol Pot, eliminerà un terzo della sua stessa popolazione. Suo obiettivo dichiarato era quello di realizzare l'utopia comunista entro il 1990, non importava con quali metodi e con quanti morti.L'ascesa al potere dei Khmer Rossi avvenne dopo otto anni di guerra civile. A distruggere il già precario equilibrio di quella regione dell'Asia sudorientale, che aveva ottenuto l'indipendenza nel 1953 dalla Francia, fu soprattutto la guerra del Vietnam. Il principe Sihanouk, succeduto pacificamente al dominio francese, si era barcamenato fra il comunismo (in espansione in tutta la regione) e l'alleanza con gli Stati Uniti, protettori del Vietnam del Sud. Quando il Vietnam del Nord, comunista, nel 1959, incominciò a invadere il Vietnam del Sud (nazionalista) infiltrandovi i suoi militari e guerriglieri, Sihanouk non riuscì o non volle opporsi. Nel 1965, primo anno dell'intervento americano in Vietnam, la Cambogia era già diventata il principale terreno di transito dei nordvietnamiti. Essendo un paese neutrale, lì non potevano essere colpiti dagli americani e dai sudvietnamiti. Sihanouk represse violentemente il comunismo all'interno del suo paese. Nella sola rivolta contadina nel distretto di Samlaut (scoppiata a seguito di espropri arbitrari), dal 1967 al 1970, fece uccidere 12mila persone. I militari tagliavano le teste dei contadini e le mandavano a Phnom Penh, come prova del lavoro eseguito. Fu in quel periodo, in opposizione al regime, che crebbe il movimento armato dei Khmer Rossi, ispirato al maoismo più intransigente. Ma in politica estera, lo stesso Sihanouk si avvicinò alla Cina di Mao e all'Urss di Brezhnev e ruppe con gli americani.REPUBBLICA KHMERNel 1970, quando Sihanouk era a Mosca in visita di Stato, i militari presero il potere. Lon Nol, uno dei peggiori macellai della repressione di Samlaut, divenne presidente, di fatto il dittatore, della nuova "Repubblica Khmer". Promise lotta alla corruzione e cacciata dei vietnamiti e chiese subito agli Usa di intervenire in suo aiuto. In meno di un mese, Nixon autorizzò un intervento di terra, segreto, in territorio cambogiano. Militarmente fu un successo: i nordvietnamiti vennero cacciati dalle aree di confine. Politicamente fu un disastro: i comunisti di Ho Chi Minh si dispersero nel paese e insegnarono ai Khmer Rossi come si combatteva contro un esercito regolare. Lon Nol si alienò ulteriormente la popolazione, prima di tutto perché si dimostrò ancora più corrotto del predecessore. Poi perché fu ancora più violento, perseguitò tutti i vietnamiti del paese, i cattolici e le altre minoranze religiose e represse nel sangue ogni manifestazione di dissenso. Contro di lui si allearono monarchici e comunisti: Sihanouk e i Khmer Rossi formarono un Fronte di Unità Nazionale. Nel 1973 controllavano già metà del paese e Lon Nol chiese di nuovo l'aiuto degli americani. Nixon autorizzò una campagna di bombardamenti aerei (anche questa segreta), in cui perirono decine di migliaia di civili, oltre ai guerriglieri. Fu un successo effimero: l'avanzata dei comunisti venne solo temporaneamente arginata, ma come reazione ai bombardamenti le popolazioni contadine si arruolarono in massa nei Khmer Rossi, anche se ormai era chiaro, nelle aree che avevano occupato, che il loro regime fosse molto più letale di quello nazionalista di Lon Nol.LA KAMPUCHEA DEMOCRATICANell'aprile del 1975, quando il Vietnam del Sud era in procinto di essere sopraffatto dal Nord e gli americani se ne erano ormai andati, i Khmer Rossi vinsero la guerra civile. Sihanouk rimase ufficialmente il capo di Stato ancora per un anno, poi venne costretto agli arresti domiciliari. Nasceva la Kampuchea Democratica, Khieu Samphan era il presidente, ma il vero uomo al comando era il primo ministro, leader del movimento armato comunista, Saloth Sar, detto Pol Pot. Educato a Parigi (aveva Jean Paul Sartre quale mentore), volle creare l'utopia comunista dal giorno uno del suo regno. Tutte le città, a partire da Phnom Penh, vennero evacuate con urgenza. Anche i malati e i feriti ricoverati negli ospedali furono gettati in strada. Agli evacuati le nuove autorità dissero che si trattava di una misura temporanea e di portarsi dietro il minimo indispensabile. In realtà erano destinati a partecipare a un gigantesco esperimento sociale: trasformare i cittadini in contadini. Le evacuazioni, effettuate con metodi da deportazione, costarono decine di migliaia di vittime. Ed era solo l'inizio della sofferenza.Tutta la popolazione cambogiana venne riorganizzata in comunità contadine. Non era possibile alcuna libertà di movimento: di fatto erano prigionieri di campi di lavoro. I turni andavano dalle 12 alle 14 ore al giorno, senza pause se non per subire il lavaggio del cervello ideologico nelle sessioni di rieducazione. Tutti i membri del vecchio regime e le loro famiglie vennero sterminati. Tutti i religiosi, a qualunque religione appartenessero, vennero uccisi. Per il resto, ogni comandante e funzionario locale aveva diritto di vita e di morte sui suoi contadini. I più sadici e sospettosi uccidevano anche chi solo portava gli occhiali, simbolo di degenerazione borghese. Poteva essere ucciso anche chi fosse considerato "pigro" nel lavoro dei campi, chi non aveva abbastanza calli sulle mani, chi non rispondeva in modo appropriato nelle sessioni di rieducazione, chi conosceva lingue straniere, chi esercitava professioni liberali prima dell'anno zero della nuova era.GESTI D'AMORE VIETATI E PUNITINon era permesso parlare in prima persona singolare: l'Io era bandito. Non era permesso l'affetto personale: parole dolci e gesti d'amore erano vietati e puniti. Doveva essere amato solo il partito. Dall'inizio del 1977, i matrimoni furono solo combinati dai quadri del partito, fra uomini e donne che fra loro non si conoscevano. I figli furono separati dai genitori, educati dal partito. Tutto era in comune, le coltivazioni destinate al catasto, il cibo razionato e consumato in mense collettive. La morte per fame divenne la regola e i contadini che cercavano di rubare il cibo o di consumarlo mentre lo coltivavano erano condannati a morte.Nemmeno i quadri e i dirigenti dei Khmer erano esenti dalla paura. I tentativi di colpi di Stato furono molto numerosi, almeno nove in tre anni. Pol Pot rispose con purghe periodiche. Le vittime principali erano i comunisti rientrati dall'estero, invogliati dalla propaganda di Phnom Penh. Quasi tutti finirono sotto la scure della repressione. Il carcere di Tuol Sleng, destinato agli epurati, divenne il simbolo dello sterminio cambogiano, l'unico luogo in cui l'identità delle vittime e la data della loro esecuzione venne documentata minuziosamente. La quasi totalità degli internati a Tuol Sleng venne uccisa, dai plotoni d'esecuzione o nelle camere di tortura.Il regime Khmer era anche profondamente razzista. Nonostante l'alleanza con Pechino, sterminò la quasi totalità dei cinesi residenti in Cambogia (circa 200mila perirono in questo genocidio nel genocidio), la minoranza musulmana Cham e decine di migliaia di vietnamiti. E fu proprio per salvare questi ultimi dall'annientamento che, alla fine del 1978, il Vietnam invase la Cambogia. In poco più di un mese spazzò via l'infernale regime. Ma nel paese non tornò la libertà, si instaurò un altro regime comunista, guidato da Samrin (un ex Khmer Rosso fuggito in Vietnam) e solo meno repressivo e letale del precedente. Per questo è così difficile, ancora oggi, fare luce sul crimine immenso dei Khmer Rossi e punire i suoi responsabili. Il colpo di spugna sul passato, comunque, non cancella i due milioni di morti, assassinati in appena tre anni, con un'intensità senza precedenti. Uccisi nel nome di un'utopia, di un paradiso in terra che garantì l'inferno a un popolo intero.
Benvenut* nel Podcast ufficiale di MANIFEST HER, una community sulla legge dell'attrazione e il potere della manifestazione.In questo episodio parleremo di auto sabotaggio nel manifestazione, come riconoscerlo e come combatterlo!Ricordati, se già non lo fai, di seguirmi anche nei social ufficiali della community di MANIFEST HER per rimanere sempre aggiornata, connessa e soprattutto per accedere ad ulteriori contenuti esclusivi per un'esperienza a 360° :COMMUNITY INSTAGRAM : https://instagram.com/manifesther__?igshid=MjAxZDBhZDhINA==COMMUNITY YOUTUBE:https://www.youtube.com/channel/UChgwH-smi8aHix2s-my1apgTIK TOK : https://www.tiktok.com/@eleonorafantini?_t=8dW7zMxli4w&_r=1ACOMMUNITY TELEGRAM: https://t.me/+AcgBQipc7404ZDlkAi tuoi successi, E.
Cenno storico per fare colpo su crush appassionata di viaggi che ti trascinerà in viaggetti costosissimi insieme a cinquemila coppie composte da sventurati come te, ognuno con una crush come la tua. E nessuno di loro, scommetto, ha vinto il biglietto “turista per sempre”. Nemmeno tu. Mica ti chiami Cristoforo Colombo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
“Nemmeno Berlusconi se le sognava, certe riforme”. Nicola Gratteri non usa giri di parole. Ospite della trasmissione In Altre Parole su La7, guarda il video in cui Carlo Nordio accusa i magistrati per l'aumento dei detenuti e chiede: “Ma è vero, o è un montaggio?”. Il ministro sostiene che se le carceri sono piene è colpa di chi manda in prigione le persone che commettono reati. Una logica rovesciata, che Gratteri smonta punto per punto. Nessuna nuova struttura penitenziaria, nessun progetto, solo annunci. Le carceri sono diventate “contenitori” per migliaia di persone dipendenti da sostanze. “Appena escono tornano a rapinare per procurarsi una dose”, dice. Eppure basterebbe un accordo con le Asl per inviarli in comunità terapeutiche. Costerebbe meno – 60 euro al giorno contro i 170 del carcere – e restituirebbe dignità alle famiglie e alla funzione rieducativa della pena. Gratteri propone anche di riconvertire beni confiscati alle mafie per accogliere persone con patologie psichiatriche, spesso incompatibili con la permanenza in carcere. Ma non se ne parla. Come non si parla dei cellulari che circolano nelle celle. “Propongo da anni i jammer, ma dicono che fanno male. Eppure io ne porto uno sulla schiena da due anni. E non ho commesso reati”. Poi c'è il processo telematico, il fiore all'occhiello del ministro. “Ha paralizzato le procure. Hanno speso milioni, e sono riusciti perfino a sbagliare gli articoli del codice penale”. L'unica norma utile? Quella del luglio 2024, che consente indagini nel dark web e sul cybercrime. “Tutto il resto è dannoso”, dice Gratteri. È un atto d'accusa documentato. Serve altro? #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
In un venerdì strano - libere bagnate al mattino, prequalifiche iniziate con pista bagnata che si è andata via via asciugando nel pomeriggio - Marc Marquez è stato comunque il più veloce. Nemmeno un highside al mattino lo ha disturbato.Ciononostante ci sono diversi altri ducatisti pronti ad insidiarlo nella Sprint di sabato, dalla coppia della VR46, Di Giannantonio e Morbidelli al fratello Alex.Bagnaia è apparentemente più lontano - a stento è entrato nei dieci - ma si dice sicuro di poter migliorare in vista della qualifica e della Sprint. Se sia la verità o un bluff lo scopriremo presto. Per il momento Marc si è dimostrato il solito, magistrale, interprete del Cota e i suoi avversari lo studiano per tentare di carpirne i segreti.
Nemmeno a farlo apposta, Cristian Posocco torna ospite a Japan Wildlife vicinissimo a un nuovo giro di boa del podcast. E quale occasione migliore per presentare l'ultimo grande progetto su cui ha lavorato, unendo le forze di ben quattro case editrici europee?Manga ISSHO, già presentato durante Lucca C&G 2024, riunisce autori europei da Italia, Spagna, Francia, Belgio e Germania per proporre le loro opere in tecnica manga.Già disponibile con un prezzo di lancio di 4.90€ per oltre 300 pagine di fumetti, Manga ISSHO è il risultato della sinergia tra Star Comics, Altraverse, Kana e Planeta Cómic, le case editrici che lo producono e distribuiscono in contemporanea nelle rispettive lingue.Insieme, proprio come dice il nome (issho, in giapponese) raccolgono i loro migliori talenti in questo ambiziosissimo progetto che consente a tanti autori meritevoli di raccontare nel linguaggio manga il nostro e tanti altri mondi. E in questa puntata di Japan Wildlife Cristian racconta ad Alessia come è nata l'idea, il suo sviluppo e la realizzazione cui siamo arrivati oggi.Dal 25 marzo è possibile acquistare Manga ISSHO in libreria, fumetteria e dallo store online di Star Comics.Segui Manga ISSHO su Instagram e il sito webSegui Edizioni Star Comics su Instagram e il sito webLink utiliEpisodio 48 con Cristian PosoccoEpisodio 12 su uno dei primi esperimenti italiani di rivista mangaJapan Wildlife è su Substack! Iscriviti alla newsletter per non perderti i prossimi episodi e aggiornamenti.Se vuoi sostenere Japan Wildlife, puoi anche lasciare una donazione su Ko-FiI nostri sponsor:Dirim: https://www.dirim.it/Granduomo: https://www.granduomocatania.it/Sinfonia del Gusto: https://www.sinfoniadelgustoroma.it/ This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit japanwildlife.substack.com
Ci avviciniamo al rush finale del campionato di Serie A ed ormai non si può più sbagliare. Nemmeno al Fantacalcio! Nella puntata di oggi, Daniele Del Basso (Fanta Passion) dispensa i suoi consigli, squadra per squadra, su questo ultimo segmento del campionato. Conduce Andrea Di Giacomo.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale.Su Mola powered by Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2025 potrete seguire in diretta ed in esclusiva le partite della Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Copa de la Liga Profesional Argentina, Brasileirao, Eredivisie, HNL croata, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Super League greca e Coppa di Grecia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
NAPOLI (ITALPRESS) - "Mentre arrivavo qui abbiamo visto le immagini di un altro devastante attacco dell'esercito israeliano a un ospedale di Gaza. Io trovo che sia davvero gravissimo che il cessate il fuoco si sia interrotto e serve un sforzo di tutta la comunità internazionale, dell'Unione Europea e del Governo Italiano. Non abbiamo sentito una parola di Giorgia Meloni su questo". Lo dice la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, parlando con i giornalisti a Napoli a margine del suo intervento nella giornata di apertura del Congresso nazionale del Partito Socialista Italiano. "Il nostro Paese - dice la leader dem - ha una forte tradizione diplomatica e non può restare zitto rispetto al fatto che sta riprendendo la guerra da quando l'esercito israeliano ha ricominciato i raid. Ieri ci sono stati i lanci di missili anche da parte di Hamas, bisogna fermare questo conflitto, far ripartire la tregua, il cessate il fuoco, consolidarlo, liberare tutti gli ostaggi, aiutare i civili e portare tutti gli aiuti umanitari che purtroppo ancora non sono arrivati a Gaza dove la situazione è terrificante. Serve far terminare le violenze nei territori palestinesi occupati perché in Cisgiordania, anche in pendenza della tregua, purtroppo le violenze dei coloni sono continuate" afferma Schlein che sostiene come si debba "riuscire finalmente a costruire le basi della pace verso una soluzione 'due popoli e due stati'".xc9/tvi/mca3/Italpress(ITALPRESS)
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8104L'INUTILITA' DELLA EVANGELIZZAZIONE ''DI STRADA'' di Don Stefano Bimbi Quando si parla di evangelizzazione molti sono convinti che la Chiesa nel passato si sia arroccata troppo nelle sue posizioni e nelle sue strutture mostrando alle persone un volto freddo e distante. Di conseguenza bisognerebbe evangelizzare, ma senza mettersi in contrasto con il mondo. La gente smetterebbe così di considerare la Chiesa come un posto pieno di rigidi moralisti che vogliono insegnarle cosa fare, inizierebbero a vederla come una realtà più vicina alla loro mentalità e la seguirebbero.Ma è così? Ovviamente no. Quando Gesù invia i settantadue discepoli dice riguardo a quelle case dove troveranno accoglienza: «Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra» (Lc 10,5-8).Restate in quella casa, altro che girare per le strade distribuendo volantini e improvvisando prediche! Eppure oggi ci sono sacerdoti ed educatori che coinvolgono giovani per la cosiddetta evangelizzazione di strada. Tempo fa un gruppo cattolico ha organizzato giornate al mare dove i ragazzi e le ragazze invitavano le persone a ballare con loro per cercare in qualche modo di convertirle. Due anni fa è diventato famoso per qualche giorno un sacerdote milanese, don Mattia Bernasconi, che ha celebrato in costume la Santa Messa su un materassino nel mare di Crotone. Sì, è vero che poi il suddetto sacerdote ha chiesto scusa sul sito della parrocchia, ma ci ha tenuto a precisare che «una signora mi ha ringraziato dicendomi che si era sentita raggiunta dalla Chiesa anche in spiaggia». Il bello è che lui ci crede davvero che sia così.Dov'è dunque l'errore di queste esperienze? Il problema è che manca all'evangelizzazione un requisito fondamentale: la stabilità. «Restate in quella casa» ricordava Gesù. Facendo la cosiddetta "pastorale da strada", cioè andando in giro ad attaccare bottone con persone a caso per parlargli di fede al massimo si potrà ottenere qualche domanda di curiosità, forse qualcuno dirà una preghiera, visiterà una chiesa o si confesserà, ma è praticamente impossibile suscitare conversioni profonde e durature.LE SANTE AMICIZIELo stesso errore lo fanno quei cristiani che, dimenticando che la spiritualità cristiana consiglia caldamente le sante amicizie, continuano a frequentare ordinariamente amici non cristiani giustificandolo con il fatto che ogni tanto gli parlano di fede. Quando gli fai notare che tutto questo non ha mai portato a nulla, cioè che nessuno di quegli amici si è mai convertito realmente, questi cristiani non rispondono all'obiezione, ma affermano che è bene rimanere lo stesso in questi gruppi per "dare testimonianza". Se San Benedetto avesse ragionato così, oggi non avremmo l'Europa come la conosciamo. Invece preferì allontanarsi dalla città perché lì gli era difficile cercare Dio. Fu così che fondò i monasteri per coloro che accorrevano a lui. E qual era il voto che richiedeva ai suoi monaci? Il voto di stabilità, cioè restare in quel luogo, come chiedeva Gesù nel brano ricordato all'inizio.Insomma quand'è che si ottengono conversioni, o almeno si ottengono molto più facilmente e in maniera più duratura e profonda? Questo accade quando c'è un gruppo di cristiani ferventi che attirano a sé nuovi membri in quello che è a tutti gli effetti una piccola società. Gesù ha scelto di fondare la Chiesa, cioè una società stabile di credenti. Gli apostoli compresero bene la lezione e infatti dovunque andavano ad annunciare il Vangelo fondavano comunità con a capo un presbitero perché si potesse vivere la fede comunitariamente. Queste comunità erano organizzate in tutti gli aspetti, un po' come dovrebbero essere oggi le parrocchie. Gli uomini hanno bisogno di essere inseriti in una comunità per raggiungere il bene, sia dal punto di vista naturale che soprannaturale. Il metodo della Chiesa per annunciare il Vangelo è sempre stato quello di stabilirsi in un posto raccogliendo tutte le persone di buona volontà e iniziando a fondare un nuovo tipo di società. Il resto è solo una conseguenza. Infatti all'interno delle comunità cristiane nascono amicizie, società lavorative, svaghi, cultura, matrimoni, ecc. Quando nascono i figli ci si pone il problema di come educarli e quindi i genitori, sotto la supervisione della Chiesa, daranno vita a scuole parentali.NON PUÒ RESTARE NASCOSTA UNA CITTÀ COLLOCATA SOPRA UN MONTEA questo punto non ci sarà più bisogno di andare in giro a dialogare con il mondo, ma saranno le stesse comunità cristiane che attireranno a sé tante persone. È il concetto che esprime Gesù quando paragona la Chiesa ad una città sopra un monte: «Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Mt 5,14-16). Sentendo dire che la Chiesa è una città sopra al monte si potrebbe pensare che è chiusa in sé stessa e che quindi non porti davvero il Vangelo a tutte le creature, ma non è così. La città sopra il monte è disposta ad accogliere tutti gli uomini del mondo, purché si sottomettano alle sue regole, abbandonino il mondo e si mettano umilmente fra le sue braccia. Ben venga il malvagio se si converte, altrimenti no perché non è giusto contaminare la comunità. Nemmeno il Padre misericordioso della famosa parabola va dal figlio prodigo, ma attende fino a quando questi non riconosce i suoi errori e solo allora lo riammette nella comunità.Tutto questo non sminuisce l'eccellente dedizione con cui i missionari hanno evangelizzato i cinque continenti in duemila anni di storia cristiana. Ma questi avevano ben chiaro che dovevano fondare comunità stabili, come ad esempio le riduzioni gesuite sviluppate nel Paraguay. Oppure San Damiano De Veuster che andò alle Hawaii nell'isola di Molokai dove avevano ghettizzato i lebbrosi. Rischiava la vita e infatti morì di lebbra con loro. Ma cosa fece nell'isola? Fondò una comunità cristiana strutturandola in tutti i suoi aspetti.In conclusione va detto che la Chiesa non potrà mai e poi mai scendere dal monte per fare un compromesso con la città degli uomini nel vano tentativo di accattivarsi più persone. E questo per un motivo semplice: la Chiesa non ha nessun bisogno del mondo perché il mondo non ha niente da offrire a chi ha Gesù Cristo. Piuttosto è il mondo ad avere un bisogno disperato della Chiesa e del suo divino Redentore. Le comunità cristiane, forti della rassicurazione di Gesù che ha detto «Non abbiate paura, io ho vinto il mondo» (Gv 16,33) non temeranno di testimoniare la loro Fede semplicemente vivendo il Vangelo e accogliendo tutti i figli prodighi che saranno alla ricerca di un po' di verità, di bontà e di bellezza. A chi dicesse che oggi non si trovano comunità cristiane come sono state descritte in questo articolo va ricordato che è tempo di tornare a fondarle. Altro che evangelizzazione di strada!
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Sedicesima puntata della settima stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com, dedicata alla vecchia signora bianconera.Focus sulla doppia sfida che ha visto protagonisti i bianconeri di Mister Motta, in campionato il sabato a Torino e in Champions League martedì in terra belga.La Juventus spezza la lunga sequela dei pareggi, batte il Milan, Mbangula e Weah i mattatori della serata.Dopo tre pareggi consecutivi arriva una vittoria importante, e una prova convincente dando continuità a quanto visto in termini di gioco a Bergamo con l'Atalanta e dulcis in fundo vendicando l'immeritata sconfitta a Riyad in Supercoppa.I bianconeri fanno finalmente bottino pieno grazie ai giovani Mbangula e Weah che stendono il Milan nel secondo tempo, due colpi letali e sferrati quasi d'improvviso che danno un pò di ossigeno a Thiago Motta dopo settimane turbolente.In Champions League ritorna la "pareggite".La Juventus fa 0-0 in casa del Brugge.I bianconeri però si qualificano matematicamente ai playoff di Champions League in attesa dell'ultimo turno ma l'ennesimo pareggio della squadra di Thiago Motta fa fare probabilmente un passo indietro nell'atteggiamento e nel gioco rispetto a quanto di buono visto a Bergamo prima e a Torino con il Milan poi.La Vecchia Signora non è riuscita a creare occasioni degne di nota per realizzare la rete del vantaggio rischiando anche di subire gol dalla squadra belga.Nemmeno il ritorno in campo di Conceicao dopo l'infortunio ha dato alla Juve quella scossa in più che serviva.Di questo e altro parleremo in questa puntata! Diteci la vostra!Ecco i link dei nostri social:CANALE TELEGRAM:https://t.me/+TYOn7FZAQwet7MAtINSTAGRAM:https://instagram.com/jtactics_?igshid=YmMyMTA2M2Y=TWITTER:https://twitter.com/RadioMDN?t=woKQltSFRUTw9qibbRZaJA&s=09
Vi siete mai chiesti come esprimere accordo, o disaccordo, in italiano? Cioè, per dire che quello che qualcuno ha detto è vero anche per voi (o no)? Questo articolo vi guiderà attraverso le principali espressioni per rispondere correttamente a frasi affermative e negative, con esempi pratici per chiarire ogni dubbio. Anche io, Anche a me, Neanche io, Neanche a me e simili 1. Concordanza con Frasi Affermative Esistono due espressioni principali per concordare con una frase affermativa: Anche io Anche a me Quando usare "Anche io"? Usiamo "Anche io" quando il soggetto grammaticale coincide con chi compie l'azione. Esempio: Mangio la pasta ogni giorno. Risposta: Anche io. Noi ci alleniamo in palestra ogni giorno. Risposta: Anche io. Se invece non condividi la stessa esperienza, puoi rispondere con Io no. Esempio: Mangio la pasta ogni giorno. Risposta: Io no. Noi ci alleniamo in palestra ogni giorno. Risposta: Io no. Quando usare "Anche a me"? "Anche a me" è adatto quando il soggetto grammaticale non coincide con chi parla e il verbo richiede la preposizione "a" (come con il verbo piacere). Esempio: Mi piace la pizza. Risposta: Anche a me. Ci mancano gli anni della nostra infanzia. Risposta: Anche a me. Se invece vuoi comunicare disaccordo: A me no. Esempio: Mi piace la pizza. Risposta: A me no. Ci mancano gli anni della nostra infanzia. Risposta: A me no. 2. Concordanza con Frasi Negative Per concordare con frasi negative, usiamo: Neanche io Neanche a me Nota Bene: Puoi sostituire "Neanche" con i sinonimi Nemmeno o Neppure. Quando usare "Neanche io"? Neanche io si utilizza quando il soggetto grammaticale coincide con chi parla. Esempio: Non mangio la pasta tutti i giorni. Risposta: Neanche io. Se invece vuoi esprimere una posizione positiva: Io sì. Esempio: Non mangio la pasta tutti i giorni. Risposta: Io sì. Quando usare "Neanche a me"? Neanche a me si usa con verbi che richiedono la preposizione "a", quindi quando il soggetto grammaticale non coincide con chi compie l'azione. Esempio: Non mi piace la pizza. Risposta: Neanche a me. Per comunicare il contrario: A me sì. Esempio: Non mi piace la pizza. Risposta: A me sì. 3. Rispondere alle Formule di Cortesia Come rispondere correttamente a frasi come "Buona giornata!" o "Buona serata!"? Evita il comune errore "Anche tu!" e utilizza queste opzioni: Ripeti la formula stessa: Buona giornata!Risposta: Buona giornata! Usa "Anche a te": Buona giornata!Risposta: Anche a te! Scegli "Altrettanto": Buona serata!Risposta: Altrettanto! Esercizi Pratici Prova a rispondere alle seguenti affermazioni con le formule corrette, in modo che siano vere per te: Amo il gelato al pistacchio. Non dormo mai a pancia in giù. Mi diverte molto ballare. Non sono mai stata a Dubai. Parlo bene due lingue straniere. Non mi piacciono i peperoni Non mi mancano i compiti che ricevevo a casa Mi alleno ogni giorno Mi piacciono i tulipani Ascolto tantissima musica Scrivi le tue risposte nei commenti! Ora che conosci tutte le regole per esprimere accordo e disaccordo in italiano, puoi rispondere in modo naturale e preciso. Pratica queste espressioni e migliora la tua fluidità! Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Commetti anche tu questi Errori con i Pronomi Italiani? Dai un'occhiata a questo articolo per accertartene e, nel caso tu li commetta, imparare a evitarli. Alla prossima!
Andrea Appetito"I Figli della Notte"Lamantica Edizioniwww.lamantica.itLe canoe furono contate e nascoste tra le dune al riparo dal vento e dal mare in tempesta. Ne avevamo perse dieci. Cinque di queste erano tra le più grandi e le più robuste. Per fortuna non c'erano feriti gravi. I fratelli e le sorelle si avviarono in fila indiana verso il villaggio, a piccoli passi. Dalle dune si alzavano nuvole di sabbia che accecavano gli occhi. Rimasi da sola. Li vedevo allontanarsi sul sentiero. Le loro piccole teste sfilavano chine e silenziose. Forse non avevano più fiducia in me. Mi arrampicai su Amaru. Gli uccelli marini volavano sulle creste spumeggianti delle onde e salutavano la tempesta con grida assordanti. Le onde andavano all'assalto della terraferma e la spuma sollevata dalle raffiche di vento giungeva fino alla sommità di Amaru.La tempesta infuriava ma la Nave all'orizzonte rimaneva immobile. Un bagliore metallico su uno sfondo buio. Una fortezza d'acciaio inespugnabile contro cui si accaniva il mare in tempesta. Ogni tanto scompariva avvolta da cortine d'acqua. Il vento di burrasca diradava il velo di vapore e la Nave riappariva e tornava a brillare come prima. I colpi di mare si succedevano senza tregua ma sembrava che la tempesta la cullasse appena. Pensai a mio padre chiuso nella sua cella d'isolamento, sballottato nel ventre della Nave.[…]Dopo il tramonto mi sono seduto sul ponte accanto al cuoco di bordo. Per tutto il tempo siamo rimasti in silenzio, lui fumava e io guardavo la costa. Una striscia confusa di vegetazione, dune, paludi e vecchi alberghi abbandonati da anni. Nemmeno un pescatore. Nessun'anima viva. Anche se sono certo che lì, da qualche parte, si nascondono i pirati. In quella terra di nessuno abitata solo da zanzare e gabbiani.All'orizzonte si irradiava la Città, un enorme fungo di luce simile a un'esplosione atomica che brucia la terra e divora il buio attorno.(Estratto da A.A., I Figli della Notte, pp. 89, 94)Andrea Appetito (Roma, 1971) ha pubblicato Cluster Bomb (Altrastampa edizioni, 2002) e partecipato a un'antologia di racconti sulla città di Roma intitolata Allupa allupa (DeriveApprodi, 2006). Ha scritto L'eredità, un testo teatrale tradotto in portoghese e messo in scena nel 2006 a Rio de Janeiro. Ha realizzato, insieme a Christian Carmosino, alcuni cortometraggi e il film-documentario L'ora d'amore (2008). È autore del romanzo Tomàs (Effigie, 2017) e della raccolta di racconti Vietato calpestare le rovine (Effigie, 2019).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Nora Venturini"Una morte senza peso"Una nuova indagine per Debora CamilliMondadori Editorewww.mondadori.itÈ appena passato Capodanno, e Debora Camilli, la tassista più perspicace e simpatica di Roma, decide eroicamente di salire sulla bilancia - che spietata segna due chili in più. Basta, è giunta l'ora di mettersi a dieta. Nemmeno a farlo apposta, a metà di un turno fiacco e sfibrante sul suo taxi sale la dottoressa Longobardi, medico nutrizionista. Per Debora è la chiamata del destino. Ma c'è appena il tempo di un appuntamento e una visita che la Longobardi viene investita da un'auto fuori dal suo studio. Possibile che sia davvero un incidente? Debora ha più di un dubbio. Avvalendosi delle sue principali doti - grande intuito, spirito di iniziativa e bella faccia tosta - inizia a indagare. Come al solito, questo significa tornare a frequentare il commissario Edoardo Raggio, con tutti i pasticci di cuore del caso, ma anche con tutte le discussioni di lavoro, perché se le indagini ufficiali fin da subito si concentrano su un'unica pista, Debora scopre che un'altra persona avrebbe potuto trarre benefici dalla morte della dottoressa...Nora Venturini è regista teatrale e sceneggiatrice. Ha esordito nella narrativa con L'ora di punta, prima indagine della tassista Debora Camilli (Mondadori, 2017, ora in Oscar), cui ha fatto seguito Lupo mangia cane (Mondadori, 2018). Nel 2019 è uscita la terza indagine di Debora Camilli, Buio in sala, e nel 2022 Paesaggio con ombre. La serie della tassista detective è stata pubblicata in Germania, in Spagna e in America Latina.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Elisabetta Giromini"Centomila tulipani"Morellini Editorewww.morellinieditore.it«Mi sono già sposata una volta. In una moschea. Un matrimonio finto di quelli fatti per mentire. Non ero felice, neanche un sorriso. Ascoltavo il mullah dire parole che non conoscevo. Guardavo lui, il mio sposo, non capire una parola. Nemmeno lui sorrideva. Bastava pagare, tra il farsi e l'arabo passano secoli. Culture, guerre, religioni. Anche fra me e lui. Culture guerre religioni. Riti. Come quel matrimonio. L'amore dentro a un contratto. Com'è che ci siamo conosciuti? Arrivati a questo punto non me lo ricordo.» Daria è una giovane universitaria incerta sul suo futuro e in perenne conflitto con la madre, anche a causa dell'abbandono del padre quando era solo una bambina. L'archeologia le cambia la vita. Parte per una missione archeologi-ca a Persepoli e lì incontra Payam, con cui il rapporto è da subito intenso. Gli scontri in vista delle elezioni in Iran si inaspriscono e Daria è costretta a tornare in Italia, perdendo ogni traccia di lui. Il rientro è traumatico, Daria non riesce a trovare un equilibrio. Il tempo scorre lento tra relazioni fugaci. Le uniche costanze sono lo smarrimento esistenziale e il vuoto incolmabile dell'assenza di Payam. Quando dopo sei anni Daria torna in Iran lui è lì che la aspetta. Tranquillo, come se niente fosse cambiato. Ma tutto è cambiato. Non c'è più idillio, solo conflitti e divergenze.È possibile dimenticare il passato? Possono due culture così diverse fondersi in un'unione profonda? Centomila tulipani è un romanzo delicato e violento. La voce di Daria esprime l'atavicità e l'universalità della sofferenza umana. Ma affrontare e superare questo dolore è forse possibile. Ognuno è artefice del proprio destino.Elisabetta Giromini (1987) vive tra Cambridge e Bruxelles, dove lavora come Research and Innovation manager e startup mentor presso le istituzioni europee. Laureata in Scienze politiche a Roma, prosegue gli studi in Relazioni internazionali a Bruxelles, con una tesi sulle politiche sanitarie della Repubblica Centrafricana che le ha permesso di viaggiare al seguito di una donna medico. Tra le esperienze di viaggio che l'hanno portata a visitare oltre sessanta paesi, le rotte più significative sono state: il percorso da Ushuaia (Terra del Fuoco) alRio delle Amazzoni, la Transmongolica da San Pietroburgo a Pechino e in particolare l'Iran da Teheran all'isola di Hormuz, un viaggio questo chele ha permesso di conoscere una cultura nascosta e intima ma anche la vera immagine della propaganda. I suoi racconti sono apparsi su Malgrado le mosche, Rivista Blam, Risme e altre riviste.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Per fare un tatuaggio ci vuole poco, ma per toglierne uno serve tempo, soldi e il risultato non è garantito. Ve lo spieghiamo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
OFFERTA ESCLUSIVA NORDVPN Non perderla: https://nordvpn.com/dentrolastoria30 maggior 1924: alla Camera dei Deputati un esponente del PSU prende la parola denunciando i brogli avvenuti nel corso delle recenti elezioni politiche. Dopo l'esposizione, accompagnata da urla e minacce provenienti dai banchi della maggioranza, il deputato si rivolge ai compagni di partito: "Il mio discorso l'ho fatto, ora preparate l'orazione funebre per me". Nemmeno due settimane dopo l'onorevole Giacomo Matteotti verrà rapito, ucciso e sepolto nella campagna romana da una squadra della polizia politica. La sua colpa? L'aver raccolto prove non solo dei brogli ma anche di tangenti petrolifere intascate dal clan Mussolini. Un affronto che il futuro dittatore vuole che venga lavato col sangue. Nel centenario di quel delitto eccellente, il nostro canale ricorda Matteotti, la sua figura, il suo impegno e il suo lascito morale.Il nostro canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC1vziHBEp0gc9gAhR740fCwSostieni DENTRO LA STORIA su Patreon: https://www.patreon.com/dentrolastoriaAbbonati al canale: https://www.youtube.com/channel/UC1vziHBEp0gc9gAhR740fCw/joinSostienici su PayPal: https://paypal.me/infinitybeatDentro La Storia lo trovi anche qui: https://linktr.ee/dentrolastoriaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/racconti-di-storia-podcast--5561307/support.
Alessia Denaro"Il tesoro di Moncalbio"Salani Editorewww.salani.itUn tesoro, un mistero, tante creature incantate.E una bambina, coraggiosa e irriverente, che cambierà tutto.Tu lo sai cos'è uno gnepro? E le fratine, le hai mai sentite sussurrare dal camino? No? Nemmeno i buffardelli, con i campanelli sulle babbucce e i glitter che escono dalla punta del cappello? A dire il vero, prima di trasferirsi a Moncalbio, nemmeno Celia li conosceva! Adesso invece sembra l'unica che riesce a vederli, e questo complica un po' le cose. Non basta aver lasciato Roma e tutte le sue amiche per vivere in un paesino sperduto in mezzo ai boschi, le è capitata pure una casa piena di creature dispettose! E Petra, la nuova compagna del papà, è così stramba… Ben presto, però, Peppo lo gnepro si rivela un perfetto confidente e le fluorescenti ife dei funghi mostrano a Celia le meraviglie della foresta, illuminando la sua nuova vita di una luce inaspettata. E poi, proprio quando Celia si sta ambientando, un'oscura malattia inizia a uccidere gli alberi e lei dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per salvare gli amici magici, legati indissolubilmente al destino del bosco stesso...Nel nuovo romanzo di Alessia Denaro il mondo ordinario e quello fatato si mescolano dando vita a una storia avventurosa, con un immaginario unico nel suo genere, per chi cerca sempre un pizzico di magia e osserva la realtà con occhi incantati.Alessia Denaro è nata a Siracusa, ha studiato all'università a Roma e adesso vive lì con il marito e i loro figli. Ha lavorato come avvocato in uno studio internazionale e si è occupata di finanza in una grande banca destreggiandosi tra contratti e pareri legali per molto tempo. Poi ha deciso che era ora di smettere e di dedicarsi alla sua passione di sempre: la letteratura. Il Castello della felicità è il suo primo romanzo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
La scelta di svelare la classifica all'inizio della puntata e il mood dei cantanti. La co-conduzione di Fiorello. Angelina vince Sanremo ma Geolier prende il 60% dei voti del pubblico: la polemica. Il televoto che non funziona. L'ultimo Sanremo di Amadeus? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal 16 gennaio, nel capoluogo emiliano è stato introdotto il nuovo limite di velocità nel 70 per cento delle strade, in particolare quelle del centro storico. Un provvedimento molto poco gradito al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha subito annunciato una direttiva. Nemmeno un successivo colloquio col sindaco Matteo Lepore ha chiuso del tutto la questione. Olivio Romanini, intanto, racconta come sta andando l'esperimento.Per altri approfondimenti:Bologna, in auto col sindaco Lepore a 30 all'ora: “Ho messo anche la terza, i maleducati aspettino”Bologna Città 30, il sindaco: noi in regola, si va avanti. Bignami: “Sbaglia, sarà modificata”Bologna a 30 all'ora, che cosa dice la direttiva del ministero: “Regolare la circolazione strada per strada”
Nella puntata di oggi parliamo di un'inchiesta Altroconsumo sui tempi sempre più lunghi per richiedere o rinnovare il passaporto, dell'accordo in EssilorLuxottica per la settimana corta dei lavoratori e della Russia che mette al bando il movimento Lgbt.
Nella puntata di oggi parliamo di un'inchiesta Altroconsumo sui tempi sempre più lunghi per richiedere o rinnovare il passaporto, dell'accordo in EssilorLuxottica per la settimana corta dei lavoratori e della Russia che mette al bando il movimento Lgbt.
Il Milan sbanca Marassi tra le polemiche: ma il primo posto non è casuale. La Juve vince il solito derby con i soliti calci piazzati. La Fiorentina incanta a Napoli: lezione di calcio di Italiano a Garcia
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Henry Ford diceva “Chiunque smette di studiare è vecchio, che abbia 20 anni o 80. Chi continua ad imparare rimane giovane”. E non mi riferisco necessariamente ad iscriversi all'università o rimettersi sui libri per conseguire un titolo. Studiare ed apprendere ha più a che fare con il nostro mindset e la nostra attitudine in generale. E' alimentare la nostra curiosità e la nostra capacità di pensiero per aprirci a prospettive nuove, a concetti e strumenti inediti che rendano la nostra vita e quella delle persone intorno a noi più semplice. Io ho deciso di fare dello studio una priorità per accrescere le mie competenze e saziare la mia curiosità e in questo episodio ti spiego perché anche tu dovresti farlo!
Nemmeno due giorni dopo essere stato condannato a tre anni di carcere, l'attivista egiziano Patrick Zaki è stato graziato. Zaki dovrebbe lasciare immediatamente l'Egitto per l'Italia, dove studia.
Gianni Rodari - Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italianoLivello B1In questo episodio vi parlo di uno scrittore, pedagogista e giornalista italiano che ha scritto storie, favole e filastrocche per bambini Tutti gli animaliMi piacerebbe un giornopoter parlarecon tutti gli animali.Che ve ne pare?Chissà che discorsi genialisanno fare i cavalli,che storie divertenticonoscono i pappagalli,i coccodrilli, i serpenti.Una semplice gallinache fa l'uovo ogni mattinachissà cosa ci vuol direcon il suo coccodè.E l'elefante, così grande e grosso,la deve saper lungapiù della sua proboscide:ma chi lo capiscequando barrisce?Nemmeno il gattopuò dirci niente.Domandagli come stanon ti risponde affatto.O – al massimo – fa "miao",che forse vuol dire "ciao". Questa filastrocca (Kinderreim) l'ha scritta Gianni Rodari che è stato un famoso scrittore per bambini, giornalista, pedagogista italiano. La sua idea era quella di insegnare non in modo tradizionale ...The full transcript of this Episode is available via "Luisa's learn Italian Premium" - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unter https://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 25ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumRoyalty free music from https://www.FesliyanStudios.comLicense acquired via Donation Purchase License Code: a5a4df71-1839-4960-b2d2-e27ba1681e77