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Apple soffre la carenza di chip, ultimo trimestre con Tim Cook; Amazon spenderà più del previsto in AI ma sale in borsa; Torna il rally del tech ma si chiude un mese da dimenticare per i chip; Leonardo, Brunello Cucinelli ed Enel al test dopo i conti; Incidente per Anthropic, Claude sfugge e viola i sistemi informatici di tre aziende. Puntata a cura di Elisa Piazza - Class CNBC Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Hai mai provato a riportare le parole di qualcun altro e non sapevi quale tempo verbale usare? Non eri sicuro se servisse il congiuntivo o l'indicativo? Il discorso indiretto è uno degli argomenti più insidiosi della grammatica italiana e anche gli studenti avanzati commettono errori. In questo articolo scoprirai come riportare correttamente quello che qualcuno ha detto, ha chiesto o ha ordinato. 5 Errori da Evitare con il Discorso Indiretto Errore 1: Usare il Tempo Sbagliato per Riportare Notizie (al Passato) Partiamo dalle basi. Che cos'è il discorso indiretto? In pratica, è quando riporti le parole di qualcun altro senza citarle direttamente, cioè senza usare le virgolette. Per esempio: Discorso diretto: «Marco dice: "Ho fame."»Discorso indiretto: «Marco dice che ha fame.» Come puoi notare, abbiamo tolto le virgolette e abbiamo aggiunto che. Fin qui semplice. Il problema nasce quando il verbo introduttore – cioè il verbo che introduce le parole dell'altra persona – è al passato. Molti studenti fanno così: «Marco ha detto che ha fame.» «Marco ha detto che aveva fame.» Perché è sbagliato il primo? Perché quando il verbo introduttore è al passato (ha detto, disse, diceva...), bisogna fare la cosiddetta «trasformazione dei tempi». È come se tutto «scivolasse indietro nel tempo»: il presente diventa imperfetto, il passato prossimo diventa trapassato prossimo, e così via. Tabella: Trasformazione dei Tempi Verbali Discorso DirettoD. Indiretto (verbo al presente)D. Indiretto (verbo al passato)Presente«Studio italiano.»«Dice che studia italiano.»→ Imperfetto«Ha detto che studiava italiano.»Passato prossimo«Ho studiato.»«Dice che ha studiato.»→ Trapassato prossimo«Ha detto che aveva studiato.»Futuro semplice«Studierò domani.»«Dice che studierà domani.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato il giorno dopo.»Futuro anteriore«Avrò finito per le 3.»«Dice che avrà finito per le 3.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe finito per le 3.»Imperfetto«Studiavo ogni sera.»«Dice che studiava ogni sera.»→ Imperfetto (non cambia!)«Ha detto che studiava ogni sera.»Condizionale presente«Studierei di più.»«Dice che studierebbe di più.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato di più.»Congiuntivo presente«Credo che studi.»«Dice che crede che studi.»→ Congiuntivo imperfetto«Ha detto che credeva che studiasse.»Congiuntivo passato«Credo che abbia studiato.»«Dice che crede che abbia studiato.»→ Congiuntivo trapassato«Ha detto che credeva che avesse studiato.» Nota una cosa molto importante: l'imperfetto è l'unico tempo che non cambia. Resta uguale sia con il verbo introduttore al presente sia al passato. È una delle poche eccezioni che semplificano le cose. E nota anche un'altra cosa fondamentale: quando il verbo introduttore è al presente (dice che, racconta che...), non devi fare nessuna trasformazione dei tempi. La trasformazione si applica solo quando il verbo è al passato. Curiosità sull'Italiano Parlato Nell'italiano parlato, soprattutto nel linguaggio informale, molti italiani non rispettano sempre queste regole. Capita spesso di sentire «Ha detto che viene domani» al posto di «Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.» Tuttavia, se vuoi parlare un italiano corretto, è consigliabile seguire la tabella. Errore 2: Non Usare DI + Infinito Un altro errore frequente riguarda la struttura della frase. Osserva queste due versioni di «Marco dice: "Vado al cinema."»: «Marco dice che lui va al cinema.» — grammaticalmente corretto, ma pesante «Marco dice di andare al cinema.» — molto più naturale! Quando il soggetto della frase principale è lo stesso della frase secondaria, in italiano si preferisce usare la struttura DI + infinito. Il motivo è che suona molto più naturale e meno ripetitivo. Anziché dire «Marco dice che lui va al cinema» ripetendo il soggetto, è più elegante e scorrevole dire «Marco dice di andare al cinema». Tabella: CHE + Indicativo vs DI + Infinito Soggetto diverso → CHE + verbo coniugatoStesso soggetto → DI + infinito«Marco dice che Maria va al cinema.»«Marco dice di andare al cinema.»«Luca ha detto che Giulia era stanca.»«Luca ha detto di essere stanco.»«Anna dice che Paolo ha ragione.»«Anna dice di avere ragione.»«Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.»«Il prof ha detto di dover studiare.» (ambiguo!) Osserva l'ultimo esempio: «Il prof ha detto di dover studiare» è un po' ambiguo, perché potrebbe sembrare che sia il professore a dover studiare. In casi come questo, dove il significato potrebbe non essere chiaro, è meglio usare la forma completa con CHE: «Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.» Attenzione: Infinito Presente e Passato Quando usi DI + infinito con il verbo introduttore al passato, l'infinito può essere presente o passato. Se l'azione riportata è anteriore rispetto al momento in cui è stata detta, usa l'infinito passato: «Marco ha detto di aver studiato tutta la notte.» Curiosità sull'Uso di DI + Infinito In realtà, l'uso di DI + infinito non è obbligatorio, ma è fortemente preferito dai madrelingua. Se dici «Marco dice che lui va al cinema», gli italiani ti capiranno, ma la frase risulterà poco naturale. Errore 3: Dimenticare il Congiuntivo per Riportare Domande Questo è un errore molto diffuso, comune anche tra i madrelingua. Quando riporti una domanda in modo indiretto, è necessario usare il congiuntivo. Vediamo perché: Domanda diretta: «Vieni alla festa?» «Mi ha chiesto se vengo alla festa.» «Mi ha chiesto se venissi alla festa.» Dopo espressioni come chiede se / ha chiesto se / voleva sapere se, il verbo che segue deve essere al congiuntivo (quando il verbo introduttore è al passato). Questo vale sia per le domande con risposta sì/no, sia per le domande aperte con parole interrogative come dove, quando, come, perché, eccetera. Un'altra cosa importante da ricordare: nel passaggio dal discorso diretto a quello indiretto, il punto interrogativo sparisce, perché non stai più facendo una domanda, ma stai riferendo che qualcuno ha fatto una domanda. Tabella: Come Riportare le Domande Domanda direttaVerbo al presenteVerbo al passato«Parli italiano?»«Chiede se parlo italiano.»«Ha chiesto se parlassi italiano.»«Sei andato al cinema?»«Chiede se sono andato al cinema.»«Ha chiesto se fossi andato al cinema.»«Dove abiti?»«Chiede dove abito.»«Ha chiesto dove abitassi.»«Quando arriverai?»«Chiede quando arriverò.»«Ha chiesto quando sarei arrivato/a.»«Che cosa hai fatto?»«Chiede che cosa ho fatto.»«Ha chiesto che cosa avessi fatto.» Come vedi, le parole interrogative (dove, quando, che cosa...) si mantengono anche nel discorso indiretto. L'unica differenza è che le domande con risposta sì/no vengono introdotte dalla parola SE: «Vieni alla festa?» → «Ha chiesto se venissi alla festa.» Nota anche che, come per l'Errore 1, quando il verbo introduttore è al presente (chiede se...), non c'è bisogno del congiuntivo: si usa normalmente l'indicativo. Il congiuntivo entra in gioco quando il verbo è al passato (ha chiesto se...). Hai notato la quarta riga della tabella? «Quando arriverai» non diventa congiuntivo, ma condizionale passato (sarei arrivato). Questo perché il futuro segue sempre la stessa regola che abbiamo visto nell'Errore 1: futuro → condizionale passato, sia nelle affermazioni sia nelle domande. Curiosità sull'Italiano Informale Nella lingua parlata informale, molti italiani usano l'indicativo anche dopo «ha chiesto se». Capita spesso di sentire «Mi ha chiesto se venivo». Non è scorretto in senso assoluto, ma il congiuntivo resta la forma più corretta e adatta a un registro curato. Errore 4: Non Usare il Congiuntivo per Riportare Ordini Come si riportano gli ordini o le richieste in modo indiretto? Anche in questo caso entra in gioco il congiuntivo. Ordine diretto: «Studia di più!» «Il professore ha detto che studio di più.» «Il professore ha detto che io studi di più.»; «Il professore mi ha detto di studiare di più.» Come puoi notare, per riportare ordini, richieste o consigli hai due possibilità: puoi usare CHE + congiuntivo oppure DI + infinito. Entrambe le forme sono corrette, ma hanno usi leggermente diversi. Tabella: Come Riportare Ordini e Richieste Ordine direttoCHE + congiuntivoDI + infinito«Studia di più!»«Ha detto che io studiassi di più.»«Mi ha detto di studiare di più.»«Non fumare!»«Ha detto che io non fumassi.»«Mi ha detto di non fumare.»«Venite subito!»«Ha detto che noi andassimo subito.»«Ci ha detto di andare subito.»«Sii gentile!»«Ha detto che io fossi gentile.»«Mi ha detto di essere gentile.» Nota che nella terza riga «venite» è diventato «andassimo» / «andare». Nel discorso indiretto, anche i verbi di movimento cambiano prospettiva: venire (verso chi parla) diventa andare (lontano da chi parla), proprio come «qui» diventa «lì». Si tratta di un cambiamento di punto di vista. DI + Infinito vs CHE + Congiuntivo nella Vita Quotidiana Nella vita di tutti i giorni, la forma con DI + infinito è di gran lunga la più usata perché è più semplice e diretta. La forma con CHE + congiuntivo è più formale e la troverai soprattutto nella lingua scritta o in contesti ufficiali. È comunque importante conoscerle entrambe per scegliere quella giusta a seconda della situazione. Attenzione alla Negazione Con la negazione, fai molta attenzione all'ordine delle parole. Il «non» va dopo «di» e prima dell'infinito: «Mi ha detto di non fumare.» L'errore tipico è dire «Mi ha detto non di fumare», che in italiano suona completamente sbagliato. Errore 5: Non Fare le Altre Trasformazioni A questo punto hai imparato a cambiare i tempi verbali, a usare DI + infinito, il congiuntivo per domande e ordini... ma manca ancora un pezzo importante. Nel discorso indiretto non cambiano solo i verbi: cambiano anche i prono
WS limita le perdite, settimana in calo per S&P e Nasdaq; Settimana da dimenticare per i chip; OpenAI valuta se posticipare l'IPO al 2027; Trump minaccia l'Iran e la UE; Bending Spoons verso il Nasdaq. Puntata a cura di Stefania Spatti - Class CNBC Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A pochi giorni dalla Maturità, mentre oltre 500 mila studenti affrontano gli ultimi ripassi, concentrazione e memoria tornano al centro dell'attenzione. Ma il tema riguarda tutti: in un'epoca dominata da notifiche, messaggi e continui stimoli, mantenere il focus e trattenere le informazioni sembra sempre più difficile. Non a caso, mediamente trascorriamo fino a 50 minuti al giorno a cercare oggetti comuni come chiavi, occhiali e portafoglio. Con il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente dell'Università degli Studi di Milano e presidente di Assomensana, capiremo come funzionano i meccanismi dell'attenzione e della memoria, perché il cervello dimentica alcune informazioni e ne conserva altre, e quali strategie possono aiutarci a migliorare le nostre capacità cognitive, dallo studio per l'esame di Stato alle sfide della vita quotidiana.
Sergio Della Sala"Perché dimentichiamo"Una scienza dell'oblioFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itFestival lungo l'Oglio17 giugno 2026, ore 21:00Sergio Della Sala"Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio"Basilica di San Lorenzo Martire, Verolanuova (Brescia)www.festivallungologlio.itDimentichiamo. Tutti. Sempre. Anche le cose importanti. E il più delle volte ci sentiamo in colpa: come abbiamo potuto smarrire quel ricordo, quella parola, quel nome che era lì – e adesso non c'è più? Ma dimenticare non è una colpa. È un'arte. Anzi, è una necessità biologica, una strategia evolutiva e, se vogliamo, una benedizione.Sergio Della Sala – neuroscienziato tra i più prestigiosi al mondo e autore di raro equilibrio tra rigore scientifico e talento narrativo – ci invita a capovolgere la prospettiva. Non siamo creature difettose che perdono i pezzi: siamo esseri che ricordano proprio perché sanno dimenticare.Questo non è un libro sul miglioramento personale. Non vi insegnerà a “ricordare di più”. Ma vi farà capire, con chiarezza e leggerezza, perché ricordare tutto sarebbe un disastro evolutivo e una tortura quotidiana. E perché, invece, l'oblio – tanto quanto la memoria – è una conquista della mente, un raffinato strumento di sopravvivenza, pensiero e libertà.Con una scrittura luminosa, capace di accostare Pico della Mirandola, Borges, Harry Potter e le cellule neuronali, Della Sala esplora le forme della dimenticanza: quelle fisiologiche e quelle patologiche, quelle comiche, tragiche o involontarie. E ci regala un elogio dell'oblio. Perché dimenticare non è solo umano. È – finalmente – intelligente.“Ciò che sappiamo del mondo è ciò che rimane dopo che abbiamo dimenticato.”Un elogio dell'oblio come funzione nobile, necessaria e creativa. E se fosse proprio questa imperfezione a renderci intelligenti?Sergio Della Sala è medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Edimburgo. Ha lavorato a Milano e Abeerdeen (UK). È stato visiting scientist all'Università di Berkeley, California, all'Applied Psychology Unit, Cambridge (UK), e visiting professor all'University of Perth (Australia). Il suo ambito di ricerca è la relazione tra cervello e comportamento umano. Ha dedicato particolare attenzione ai fenomeni della memoria e della amnesia, ai deficit cognitivi legati a lesioni cerebrali e a malattie come il morbo di Alzheimer, oltre che allo studio dei processi cognitivi attraverso dati sperimentali e clinici. È membro della Royal Society di Edimburgo, della Royal Society of Arts di Londra e dell British Psychological Society, editor-in-chief della rivista di neuroscienze «Cortex», presidente emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e ha ricevuto il primo «Premio Tam Dalyell» per Excellence in Engaging the Public with Science.Ha pubblicato oltre 700 lavori sperimentali in riviste peer-reviewed oltre a numerosi libri specialistici e divulgativi. Per i lettori italiani si ricordano: Il cervello ferito (con N. Beschin), Giunti Editore 2006; Mai fidarsi della mente. N+1 esperimenti per capire come ci inganna e perchè (con M. Dewar), Editori Laterza 2010; Le neuroscienze a scuola, Giunti Editore 2016. È sua la curatela Miti della mente, Monduzzi Editore 2006. Tra le sue più recenti pubblicazioni si segnala: Perché dimentichiamo. Una scienza dell'oblio, Feltrinelli 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il Messaggio di Oggi: "BENEDICI ANIMA MIA IL SIGNORE E NON DIMENTICARE" • Salmo 103: 2 • Atti 3: 19 • Isaia 43 :25 • Isaia 53: 6 • 1 Timoteo 2 :6 • Salmo 103: 1 (2-22) • 1 Giovanni 1: 9 • Giovanni 13: 9 • 1 Pietro 2: 24 • Efesini 2: 13 (14-18) • 1 Corinzi 6 :17 • 2 Pietro 1: 21 • Salmo 103: 5--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Appunti alla guidaLa nuova Mercedes CLA adotta una tecnologia ibrida a 48V nata per eguagliare i bassi consumi dei motori diesel, mantenendo al contempo un'impronta sportiva. Se il design esterno si distingue per la calandra luminosa, l'abitacolo punta tutto su un'intelligenza artificiale che rende i comandi immediati e intuitivi. La meccanica sfrutta un cambio a otto rapporti con motore elettrico integrato, ideale per recuperare energia e viaggiare a zero emissioni nei brevi tratti. Grazie a quattro livelli di allestimento, la vettura si adatta a diversi stili di vita, integrando perfettamente hardware e software di ultima generazione. È un'evoluzione che trasforma la guida quotidiana in un'esperienza fluida, efficiente e digitalizzata.
Dimenticare dove abbiamo messo le chiavi o il nome di un collega è più normale di quanto pensiamo. Il cervello è un organo plastico, capace di cambiare e adattarsi a qualsiasi età. Ne parliamo con la Prof.ssa Federica Agosta, neurologa dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, per scoprire come prenderci cura della nostra memoria e tenerla in forma ogni giorno.
LeoniFiles - Amenta, Sileoni & Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)
Nuova settimana, nuove Cronache Leonifiles! Oggi parliamo dell'indagine conoscitiva AGCM sul quantum computing, dell'attualità dei principi de "La ricchezza delle nazioni" e, soprattutto, del referendum sulla riforma della giustiziaPartiamo dal Quantum Computing: perché l'AGCM ha avviato un'indagine conoscitiva su una tecnologia ancora in fase sperimentale? Esploriamo il confine sottile tra tutela della concorrenza e "demonizzazione" dell'innovazione, citando il caso delle "Doomsday Mergers" americane. Ampio spazio alla referendum sulla giustizia.Andiamo a vedere uno degli aspetti più importanti e forse meno discussi della riforma, cioè il riassetto dei meccanismi disciplinari per i magistrati vs. il bilancio attuale dei procedimenti per malagiustizia. Commentiamo i dati estratti dal libro "Senza Giustizia" di Stefano Zurlo per Baldini e Castoldi: a fronte di quasi 6.000 risarcimenti erogati dallo Stato per ingiusta detenzione, le condanne disciplinari per i magistrati sono _nei fatti_ una rarità statistica. Analizziamo quindi le tossicità bipartisan di una campagna referendaria segnata da numeri distorti e dal ruolo politico dell'ANM. Infine, celebriamo i 250 anni de "La Ricchezza delle Nazioni".Vi raccontiamo perché il pensiero di Adam Smith è ancora fondamentale per comprendere la crescita economica e vi invitiamo all'evento speciale dell'Istituto Bruno Leoni a Torino. EVENTO GRATUITO
Peppe Fiore"La futura classe dirigente"minimum faxwww.minimumfax.comFiglio unico napoletano trapiantato a Roma, megalomane, assediato da una selva di nevrosi erotiche, bipolare come tutte le persone di talento nell'Italia contemporanea, Michele Botta ha la sua prima vera occasione per entrare nel mondo degli adulti: viene assunto da una giovane e dinamica società di produzione televisiva. Sono gli anni Dieci del terzo millennio: gli anni del precariato culturale, della fine della tv generalista e dell'avvento delle piattaforme, gli anni della post-politica e dell'implosione del modello-Roma. Per Michele potrebbe essere il momento della svolta, e invece il suo equilibrio già traballante finisce per sgretolarsi. La ragazza lo molla, il rapporto con i genitori è un ginepraio di ostilità reciproche in cui ogni nodo è ormai arrivato al pettine, e l'emancipazione professionale è una fiction milionaria su un mitologico regista porno degli anni Ottanta, che forse non è mai esistito.Comico, caustico, eccessivo, irresistibile, La futura classe dirigente è l'attraversamento della linea d'ombra nell'era della demenzialità istituzionalizzata e della volgarità al potere. Ma anche l'analisi amara e impietosa di un paese attraverso la messa alla berlina della sua «santa trinità»: la famiglia, il sesso, la televisione.Peppe Fiore è nato a Napoli e vive a Roma. Scrittore e sceneggiatore, dopo l'esordio nel romanzo con La futura classe dirigente ha pubblicato Nessuno è indispensabile (2012), Dimenticare (2017) e Gli innamorati (2023), tutti editi da Einaudi. Ha scritto i film Ultras (Netflix, 2020) e Lovely Boy (Now/Netflix, 2021) con Francesco Lettieri, e numerose serie tv, tra cui Non uccidere (Rai/Netflix, 2015), Il nostro generale (Rai, 2023), Il re (SKY, 2022, Nastro d'Argento 2024). Ha creato la serie Piedone, uno sbirro a Napoli (SKY, 2024). Ha co-sceneggiato la serie-evento Portobello di Marco Bellocchio, (HBO-Max, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il tredicesimo capitolo dell'Esodo introduce il tema della memoria non come un semplice atto mentale, ma come una pratica liturgica e vitale che forma l'identità di un popolo. Questa memoria, radicata nel ricordo che Dio stesso ha della sua alleanza, si manifesta in atti rituali come la consacrazione dei primogeniti e il consumo degli azzimi. Tali riti non sono mere narrazioni storiche, ma strategie pedagogiche volte a educare il popolo alla libertà, contrastando la tentazione di dimenticare i valori fondanti e di ricadere nella schiavitù o, peggio, nella possibilità di diventare a propria volta carnefici, come lo erano stati gli egiziani proprio a causa di una dimenticanza. La trasmissione intergenerazionale di questi valori, stimolata dalle domande dei giovani, avviene attraverso un'esperienza tangibile e corporea, che culmina nella gratitudine e in un continuo movimento verso il futuro, simboleggiato dalla colonna di fuoco che guida il cammino verso la liberazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/bella-prof--4788354/support.
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Ilaria apre la puntata parlando di endometriosi, una patologia infiammatoria cronica che colpisce circa il 10–11% delle donne in età riproduttiva, ma che continua a essere poco compresa e fortemente sottofinanziata. Per anni l'endometriosi è stata considerata quasi esclusivamente una malattia ormono-dipendente; oggi, però, nuovi studi suggeriscono che il sistema immunitario giochi un ruolo chiave fin dalle primissime fasi. In particolare, un modello patogenetico a due fasi mostra come neutrofili e macrofagi possano favorire l'attecchimento delle lesioni prima ancora che entrino in gioco gli estrogeni, aprendo la strada a nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche.Nell'esterna, Giuliana ci porta fuori dallo studio per affrontare una domanda solo apparentemente paradossale: perché dimenticare è importante? A rispondere è Sergio Della Sala, professore di neuroscienze cognitive umane all'Università di Edimburgo, che spiega come l'oblio non sia un difetto del cervello, ma una funzione fondamentale per filtrare le informazioni, ridurre il sovraccarico cognitivo e rendere la memoria davvero efficiente.A chiudere la puntata è Andrea, che ci porta lontano dalla Terra, su Titano, la luna più grande di Saturno. Una nuova rianalisi dei dati della missione Cassini suggerisce che il celebre oceano sotterraneo ipotizzato per anni potrebbe non esistere. Al suo posto, l'energia mareale sembrerebbe dissiparsi in uno strato di ghiaccio ad alta pressione, forse “slushy”, con sacche di acqua liquida. Sarà la futura missione Dragonfly a dirci se Titano ha ancora qualche sorpresa da svelare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Ti è mai capitato di chiederti perché diciamo "imbiancare" e non semplicemente "biancare"? O perché esiste il verbo "allargare" ma non "largare"?I verbi parasintetici sono un argomento che probabilmente non hai mai studiato a scuola, ma che usi tutti i giorni senza saperlo. Imparerai come si formano, come riconoscerli e, soprattutto, perché sono così importanti per arricchire il tuo italiano e parlare in modo più naturale e preciso. I VERBI PARASINTETICI: abbellire, irrobustire, arrossire... Che Cos'è un Verbo Parasintetico? I verbi parasintetici sono verbi che si formano aggiungendo contemporaneamente un prefisso all'inizio e un suffisso alla fine di una parola base, che può essere un nome o un aggettivo. La parola chiave è proprio "contemporaneamente": significa che né la parola con solo il prefisso, né la parola con solo il suffisso esistono in italiano. Entrambi gli elementi devono essere aggiunti insieme perché il verbo abbia senso. Facciamo un esempio pratico con il verbo "imbiancare": Partiamo dall'aggettivo "bianco" Aggiungiamo il prefisso "in-" (che diventa "im-" davanti a B) + il suffisso "-are" Otteniamo: imbiancare Ma attenzione! In italiano non esistono né "biancare" (solo suffisso) né "imbianco" come verbo (solo prefisso). Devono esserci entrambi! Ecco perché si chiama "parasintetico" – dal greco "para" (accanto) e "synthesis" (composizione): gli elementi si aggiungono insieme, accanto! Come Si Formano i Verbi Parasintetici? Pensa ai verbi parasintetici come a un panino completo: hai bisogno del pane sopra, del pane sotto e del ripieno in mezzo. Senza uno di questi elementi, non hai un panino completo! La formula è questa: PREFISSO + PAROLA BASE (nome o aggettivo) + SUFFISSO VERBALE (-are, -ire, -ificare) I Prefissi Più Comuni I prefissi più utilizzati nella formazione dei verbi parasintetici sono: a-: avvicinare, arrossare, abbellire in-/im-/il-/ir-: imbiancare, indebolire, illuminare, irrobustire (questo prefisso cambia forma come un camaleonte davanti a diverse lettere, ma rimane sempre lo stesso!) s-: spaventare, svenare, sbiancare dis-: disgelare ri-: riempire (anche se alcuni linguisti discutono ancora se sia davvero parasintetico) I Suffissi Più Frequenti I suffissi verbali che completano la formazione dei verbi parasintetici sono: -are: imbiancare, allargare, accorciare (il classico della prima coniugazione) -ire: arrossire, indebolire, impazzire (per chi preferisce la terza coniugazione) -ificare: identificare (il suffisso più elaborato della famiglia) Tipi di Verbi Parasintetici con Esempi Pratici I verbi parasintetici si possono classificare in diverse categorie in base al tipo di cambiamento o azione che indicano. Vediamoli in dettaglio con numerosi esempi! Verbi che Indicano un Cambiamento di Colore Questi verbi descrivono tutte le trasformazioni cromatiche possibili e immaginabili. Sono particolarmente utili per descrivere fenomeni naturali e cambiamenti fisici: Imbiancare (in- + bianco + -are) = diventare bianco o rendere qualcosa bianco "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." "Domani devo imbiancare le pareti della cucina." Arrossare/Arrossire (a- + rosso + -are/-ire) = diventare rosso "Maria arrossisce sempre quando le faccio un complimento!" Ingiallire (in- + giallo + -ire) = diventare giallo "Le pagine di questo vecchio libro sono ingiallite con il tempo." Annerire (a-/in- + nero + -ire) = diventare nero "Il fumo ha annerito il soffitto della cucina." Inverdire (in- + verde + -ire) = diventare verde "In primavera i prati inverdiscono rapidamente." Verbi che Indicano un Cambiamento di Dimensione Questi verbi sono utilissimi quando qualcosa è troppo grande, troppo piccolo, troppo lungo o troppo corto. Permettono di esprimere con precisione le modifiche dimensionali: Allargare (a- + largo + -are) = rendere più largo "Devo allargare questi pantaloni, sono troppo stretti!" Accorciare (a- + corto + -are) = rendere più corto "Il sarto ha accorciato la gonna di due centimetri." Allungare (a- + lungo + -are) = rendere più lungo "Puoi allungare il brodo con un po' d'acqua?" Rimpicciolire (ri- + piccolo + -ire) = rendere più piccolo "Questa giacca si è rimpicciolita in lavatrice!" Ingrandire (in- + grande + -ire) = rendere più grande "Potresti ingrandire questa foto? Non si vede bene." Verbi che Indicano un Cambiamento di Qualità o Stato Questa categoria comprende verbi per le trasformazioni più significative che riguardano caratteristiche fisiche, mentali o economiche: Indebolire (in- + debole + -ire) = rendere debole "L'influenza mi ha indebolito molto." Irrobustire (ir- + robusto + -ire) = rendere robusto "L'allenamento in palestra mi ha irrobustito." Abbellire (a- + bello + -ire) = rendere bello "Hanno abbellito la piazza con nuove fontane." Impazzire (in- + pazzo + -ire) = diventare pazzo "Sto impazzendo con tutti questi compiti da fare!" "I tifosi sono impazziti quando la squadra ha segnato!" Arricchire (a- + ricco + -ire) = rendere ricco "Leggere libri arricchisce la mente." "Si è arricchito vendendo immobili." Impoverire (in- + povero + -ire) = rendere povero "La crisi economica ha impoverito molte famiglie." Verbi che Indicano Movimenti o Azioni Specifiche Questi verbi descrivono azioni dinamiche che implicano spostamenti nello spazio o cambiamenti di posizione: Avvicinare (a- + vicino + -are) = rendere vicino, portare vicino "Avvicina la sedia al tavolo, per favore." Allontanare (a- + lontano + -are) = rendere lontano, portare lontano "Il cane ha allontanato il gatto dal giardino." Atterrare (a- + terra + -are) = toccare terra "L'aereo atterrerà tra dieci minuti." Affondare (a- + fondo + -are) = andare a fondo "Il Titanic affondò nell'Oceano Atlantico." Sbarcare (s- + barca + -are) = scendere dalla barca "I turisti sono sbarcati sul molo." Verbi che Indicano Emozioni o Stati Psicologici Questa categoria comprende verbi che esprimono stati emotivi intensi e le loro manifestazioni: Spaventare (s- + pavento [paura] + -are) = causare paura "Non spaventare il bambino con quelle storie!" Rattristare (r- + triste + -are) = rendere triste "Questa notizia mi ha rattristato molto." Inferocire (in- + feroce + -ire) = rendere feroce, arrabbiare molto "Il suo comportamento mi ha inferocito!" Come Riconoscere un Verbo Parasintetico Ecco il metodo infallibile per identificare un verbo parasintetico: togli mentalmente il prefisso o il suffisso dal verbo. Se la parola che rimane non esiste come verbo in italiano, hai trovato un verbo parasintetico! È come un gioco di detective linguistico. Esempio pratico: Imbiancare → Tolgo il prefisso e il suffisso → "biancare"Esiste "biancare"? NO! → È PARASINTETICO! Rileggere → Tolgo il prefisso → "leggere"Esiste "leggere"? SÌ! → NON è parasintetico Vedi? È semplicissimo! Basta applicare questa regola pratica e saprai sempre distinguere i verbi parasintetici dagli altri verbi. Curiosità Linguistiche sui Verbi Parasintetici La Forma Riflessiva Molti verbi parasintetici hanno anche una forma riflessiva. Ad esempio, "arrossare" diventa "arrossarsi", "avvicinare" diventa "avvicinarsi". La differenza è significativa: Forma transitiva: "Ho arrossato le guance del bambino" (io ho fatto diventare rosse le sue guance – quindi io → lui) Forma riflessiva: "Mi sono arrossato per l'imbarazzo" (io stesso sono diventato rosso – quindi io → io) Verbi Parasintetici Nascosti nel Linguaggio Quotidiano Alcuni verbi parasintetici sono così comuni che non ci rendiamo nemmeno conto che lo sono! Pensa a "atterrare" – lo senti ogni volta che prendi l'aereo negli annunci: "Signore e signori, stiamo per atterrare..." Eppure nessuno si è mai fermato a pensare: "Ma come mai non diciamo 'terrare'?" Perché non esiste! È un verbo parasintetico sotto copertura! Variazioni Dialettali In alcuni dialetti italiani esistono verbi parasintetici che non esistono nell'italiano standard. È come se ogni regione avesse i suoi superpoteri linguistici segreti! Questa ricchezza linguistica dimostra la creatività e la vitalità della lingua italiana in tutte le sue varianti regionali. Il Doppio Significato di "Imbiancare" Il verbo "imbiancare" è particolarmente interessante perché ha un doppio significato: Dipingere le pareti di bianco: "Domani devo imbiancare il salone." Diventare bianco (riferito ai capelli): "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." Questo dimostra la versatilità e la ricchezza semantica dei verbi parasintetici! Errori Comuni da Evitare Anche gli studenti avanzati commettono alcuni errori tipici quando usano i verbi parasintetici. Ecco i più comuni e come evitarli: Errore 1: Confondere Verbi Parasintetici con Verbi Prefissati Normali Questo è l'errore più frequente: Sbagliato: Pensare che "rivedere" sia parasintetico Corretto: "Rivedere" NON è parasintetico perché "vedere" esiste già come verbo! È solo un verbo con un prefisso aggiunto. È come pensare che una pizza con ingredienti extra sia un piatto completamente nuovo. No! È sempre una pizza, solo più riempita! Errore 2: Dimenticare che Servono ENTRAMBI gli Elementi Gli studenti spesso cercano di semplificare, ma l'italiano richiede sia il prefisso che il suffisso: Sbagliato: "Io bianco le pareti" Corretto: "Io imbianco le pareti" Ricorda il panino? Non puoi mangiare solo il pane o solo il ripieno! Dovete avere tutto insieme! Errore 3: Usare il Prefisso Sbagliato La creatività è bella, ma con i verbi dobbiamo essere precisi: Sbagliato: "Disbiancare" (quando si intende diventare bianco) Corretto: "Imbiancare"
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Ordine:"Pulisic non verrà rischiato. L'Inter ha un problema di tenuta fisica" Mattei:"Il Milan deve dimenticare il derby. Inter poco aggrappata al risultato" Impallomeni:" Allegri ha riportato la semplicità nel Milan"
La Danimarca prepara una legge senza precedenti: vuole dare ai cittadini diritto d'autore sulla propria identità digitale - immagine, voce e somiglianza - per contrastare la diffusione dei deepfake.Un esperimento normativo che potrebbe riscrivere il concetto stesso di “io digitale”.Nel frattempo, Google integra Gemini Deep Research dentro Gmail, Drive e Chat: l'assistente AI diventa parte del flusso di lavoro, capace di leggere documenti, email e conversazioni per generare insight personalizzati.Un passo avanti verso un'AI immersiva, ma con nuove domande su privacy e controllo.E da Google Research arriva Nested Learning, un nuovo paradigma di machine learning pensato per permettere ai modelli di imparare in modo continuo senza dimenticare.Un'idea che riapre il dibattito sull'evoluzione cognitiva delle AI.Tre notizie, una direzione chiara: stiamo passando da un'AI che “produce” a un'AI che comprende, ricorda e si integra nel mondo reale.Tutti i link agli articoli qui
Nel 1935 un giovane antropologo tedesco parte per l'Amazzonia su ordine di Himmler. Ufficialmente è una missione scientifica… ma dietro la ricerca dell'El Dorado si nasconde un progetto segreto delle SS destinato a cambiare la storia.
Atti 1:1-11Fu elevato e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi.
Dimenticare i nomi delle persone è più comune di quanto pensiamo, la psicologia spiega perché succede e come funziona davvero la nostra memoria.
Il trattamento fiscale dei fringe benefits relativi alle auto aziendali ha subìto nel tempo molti rimaneggiamenti. Come orientarsi tra le tante regole, evitando complicazioni? L'approfondimento di Saverio Cinieri
Guarire significa accettare ed elaborare il passato, trasformando le ferite in risorse senza restarne prigionieri. Come imparare a convivere con il passato.
Come sempre, iniziamo il nostro programma con l'attualità. La prima notizia riguarda il vertice della Shanghai Cooperation Organization, che ha messo in evidenza l'unità tra i leader di Cina, India e Russia. Nella seconda storia parleremo dell'80º anniversario della resa del Giappone, un evento che segnò l'inizio di un'epoca di alleanze e di libero commercio. Ma oggi, con i ricordi della guerra che si affievoliscono, sta svanendo anche il consenso su come evitarne un ritorno. Poi, passeremo a un nuovo studio scientifico che ha trovato prove di incroci tra Homo sapiens e Neanderthal. I risultati ottenuti anticipano la linea temporale accettata di circa 100.000 anni. Infine, parleremo della Beer Mile World Classic, che si è svolta di recente nella capitale del Portogallo. La seconda parte della puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L'argomento grammaticale di oggi è Personal Pronouns: Pronomi personali (oggetto diretto). Ne troverete numerosi esempi nel dialogo che seguirà, ispirato a un fatto curioso e simbolico: la nuova fascia da “capitana” indossata dalle calciatrici italiane. Una singola vocale che dice molto su un cambiamento più grande. Nel finale ci soffermeremo sull'espressione idiomatica di oggi: Stare a cuore. Il dialogo in cui la useremo prende spunto da una notizia molto discussa dai giornali: lo sgombero del Leoncavallo, uno dei centri sociali più noti d'Italia, considerato da molti un punto di riferimento per la musica indipendente e la street art milanese. - Cina, India e Russia sfidano l'Occidente con una dimostrazione di unità - Dimenticare le lezioni delle guerre mondiali porta al crollo dell'ordine internazionale - Una ricerca ribalta la visione consolidata dell'incrocio tra uomo e Neanderthal - Corey Bellemore domina il Beer Mile World Classic per il quinto anno consecutivo - Calcio femminile: una fascia, mille significati - Lo sgombero che divide Milano: il caso Leoncavallo
Marco Galli presenta l'esclusivo podcast di Tutto Esaurito
Il cauto ottimismo dei tifosi interisti prima del calcio d'inizio si è scontrato con la cruda realtà durante la finale di Champions League tra Inter e Pari Saint Germain.
(00:00:00) Un telecomando da cercare, un visore da dimenticare (00:00:15) Introduzione ai Rumor di Apple (00:03:53) Cambiamenti in watchOS e tvOS (00:05:05) Riflessioni sulla WWDC 2025 (00:08:37) Dispositivi Pieghevoli e Domotica (00:15:50) Integrazione di tvOS e Smart Home (00:17:47) Approfondimento su visionOS (00:23:01) Futuro di Apple Vision Pro (00:27:11) Siri e Intelligenza Artificiale Partendo dalla bomba di Mark Gurman sul redesign “Solarium” che coinvolgerà anche watchOS e tvOS, esploro le piattaforme “minori” di Apple: tra integrazione mancante, potenzialità inespresse e la sensazione che tutto possa essere un diversivo per nascondere i ritardi di Apple Intelligence. Da Apple TV che non si integra con le Focus Mode a Vision Pro dimenticato nel cassetto, fino al sogno degli Apple Glass con Find My integrato.Tutte le novità del Google I/OVisita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
Cento giorni che nessuno potrà dimenticare
L'#analisitattica di mister Emanuele Bottoni sull'ultimo #milan di #conceicaoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
A BUON POME con Maxi B, uno studio americano svela il tempo medio con cui le persone dimenticano i propri ex.Buon ascolto.
Ep. 538 - La Roma rischia di buttare via una stagione da dimenticare
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Cucchi:" Pizzul era se stesso. Roma è molto convincente. La Lazio deve dimenticare il girone." Bernabei:" La gara di andata della Roma è fondamentale per costruire il passaggio." Impallomeni:" Dovbyk parte della panchina. La gara di andata determinate."
Scrivere un'e-mail formale in italiano può essere una sfida, soprattutto per chi non è madrelingua! Esistono alcune regole precise che, se non rispettate, possono far sembrare il messaggio poco professionale o addirittura scortese. Scopriamole insieme! E-mail Formali: Come Scriverle Correttamente In questo articolo scoprirai i 5 errori più comuni che gli stranieri (e qualche italiano) commettono quando scrivono un'e-mail formale in italiano. Troverai anche consigli semplici e pratici per evitarli. Iniziamo subito! Errore #1: Saluto iniziale troppo generico o informale Il primo errore riguarda il saluto. In italiano, soprattutto in contesti formali, i saluti devono essere rispettosi e appropriati. - COSA NON SCRIVERE: Ciao o Salve (troppo informale!) A chi di competenza (troppo generico!) - COSA SCRIVERE: Cerca sempre il nome della persona a cui ti stai rivolgendo, se possibile, o almeno il suo titolo: Egregio Signor Rossi, Gentile Dott.ssa Bianchi, Egregio Presidente, Gentile Direttore, Se ti stai rivolgendo a un'azienda, un ente o un'organizzazione di qualsiasi tipo: Spettabile [Nome Azienda], Errore #2: Uso scorretto dei pronomi e della forma di cortesia Nelle e-mail formali in italiano, è meglio usare il Lei con la L maiuscola, così come la S maiuscola per i pronomi e gli aggettivi possessivi (Suo, Sua). Questo dimostra rispetto e professionalità. - COSA NON SCRIVERE: Ti invio i documenti. Ti mando il tuo codice. - COSA SCRIVERE: Le invio i documenti. Le mando il Suo codice. Vorrei ringraziarLa per la Sua disponibilità. Non dimenticare, inoltre, di imparare espressioni formali che vanno sempre bene e danno un tocco più ricercato alla tua e-mail: La ringrazio. Le allego... Desidero informarLa riguardo... Questi dettagli fanno la differenza tra un'e-mail amatoriale e una professionale! Errore #3: Frasi troppo lunghe o poco chiare Scrivere frasi lunghe e complicate può rendere il messaggio difficile da leggere e poco professionale. - COSA NON SCRIVERE: Con la presente volevo informare il gentile destinatario della mia richiesta che riguarda la domanda inoltrata in data 12 gennaio... - COSA SCRIVERE: Desidero informarLa riguardo alla richiesta inoltrata il 12 gennaio. Usa frasi brevi e dirette! Rileggi e controlla sempre che il messaggio sia chiaro e ben organizzato. Errore #4: Dimenticare la chiusura formale Non dimenticare una chiusura adeguata (e non troppo colloquiale) per la tua e-mail formale. - COSA NON SCRIVERE: Grazie, A presto, - COSA SCRIVERE: Cordiali saluti, Distinti saluti, Cordialmente, Con i migliori saluti, Se attendi una risposta, puoi scrivere: Rimango in attesa di un Suo gentile riscontro e Le porgo cordiali saluti. Confidando in una Sua cortese risposta, porgo distinti saluti. In attesa di un Suo riscontro, Le auguro una buona giornata e porgo cordiali saluti. Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le porgo i miei migliori saluti. Se vuoi ringraziare, puoi scrivere: La ringrazio per la cortese attenzione e Le porgo distinti saluti. RingraziandoLa anticipatamente, porgo cordiali saluti. Grazie per la Sua disponibilità. Cordiali saluti. Se il contesto è formale, ma non troppo (ad esempio, tra colleghi) puoi scrivere: Grazie per l'attenzione. Saluti cordiali. Restando a disposizione, porgo un cordiale saluto. In attesa di risentirLa, porgo un cordiale saluto. Errore #5: Errori grammaticali o ortografici L'ultimo errore, ma forse il più comune, riguarda la grammatica e l'ortografia. Come evitarli? Rileggi sempre il testo prima di inviarlo, meglio se a distanza di alcune ore da quando lo hai scritto. Usa strumenti di correzione come i correttori automatici. Chiedi un controllo a un madrelingua se l'e-mail è molto importante.
Le incisioni dei Camuni sono arrivate a noi ancora leggibili dopo millenni. Carta e papiri hanno resistito molti secoli. L’aspettativa di vita di un disco BluRay è di qualche decina di anni. Insomma: delle montagne di dati che produciamo potrebbe non rimanere nulla. Ma agenzie governative, istituti di ricerca e archivi nazionali hanno bisogno di supporti che ne garantiscano l’integrità per moltissimo tempo senza troppa manutenzione. Un gruppo di ricercatori della Università di Scienza e Tecnologia della Cina è riuscita a creare una memoria ad altissima densità basata su un cristallo di diamante: una specie di cristallo dati, come se ne sono visti a decine nei film di fantascienza, capace di metterli al sicuro per milioni di anni. Commentiamo la notizia insieme a Nicole Fabbri, Prima Ricercatrice dell’INO del CNR.
In occasione della giornata della memoria vi parliamo di alcuni film che raccontano l'orrore dell'olocausto. Stivale Italiano è un podcast di lingua italiana per stranieri, esplora e impara la lingua italiana con i nostri episodi di italiano naturale. Vuoi mettere in pratica il tuo italiano? Il nostro corso B2 online sta per partire! Scrivici per maggiori informazioni a info@stivaleitaliano.com
Libere idee per non dimenticare - Ospite in studio: Alessandro Principe. Beyoncé: “Freedom”; Fulminacci: Un fatto tuo personale; Litfiba: Apapaia; Degiheugi, Zackarose: Favelas; Mario Venuti: Bisogna metterci la faccia; Aeroplani Italiani: Zitti zitti (il silenzio è d'oro); ) George Brasséns: Mourir our des idées; Gianfranco Manfredi: Ma chi l'hadetto; Radiohead: Karma Police; Maria Carta (Morricone/ Migliacci): Diglielo al tuo Dio; Vinicio Capossela/Margherita Vicario: La cattiva educazione
Intervistiamo Ruggero Gabbai, regista del documentario "Liliana" che oggi esce in 260 sale in tutta Italia. Un docu-film per ricordare l'atrocità della Shoah nella storia di una ragazzina di 13 anni che pensava di vivere in un paese civile.
Parli l'italiano fluentemente? Non puoi davvero dirlo se non conosci queste espressioni idiomatiche! Scommettiamo che almeno una di queste sarà nuova per te. Scopriamole insieme! Le Espressioni Idiomatiche che Nessuno ti ha Spiegato Prima 1. Rimangiarsi le parole Non mantenere una promessa o non confermare ciò che si è detto.Esempio:"Se ogni volta ti rimangi le parole, nessuno ti prenderà più sul serio." 2. Sotterrare l'ascia di guerra Risolvere pacificamente un litigio.Esempio:"Marco e sua moglie hanno seppellito l'ascia di guerra per il bene dei figli." 3. Andare in rovina Può riferirsi a: Cose: crollare o decadere. Persone o famiglie: subire un crollo finanziario.Esempio:"Erano ricchissimi, ma sono andati in rovina per cattiva gestione." 4. Tenersi fuori dai guai Fare di tutto per evitare situazioni rischiose.Esempio:"Ha capito che quegli amici erano poco raccomandabili e ha deciso di allontanarsi." 5. È davvero troppo! Indica una situazione che supera i limiti.Esempio:"Dimenticare i documenti e la riunione? È davvero troppo! Sono costretta a licenziarti." 6. Sarà per un'altra volta… Si usa per rimandare un evento senza specificare una nuova data.Esempio:"Grazie per l'invito, ma siamo fuori città. Sarà per un'altra volta!" 7. Mantenere un profilo basso Rimanere discreti e riservati per non attirare l'attenzione.Esempio:"Dopo lo scandalo, Paolo ha deciso di tenere un profilo basso." 8. Partire in quarta Agire con impulsività ed entusiasmo.Esempio:"Il tirocinante ha completato il compito rapidamente. Per questo lo abbiamo assunto." 9. Avere la meglio Essere il vincitore in una situazione.Esempio:"Il nuotatore cinese ha avuto la meglio sul suo avversario danese, superando il record!" 10. Andare in fumo Detto di piani o promesse: scomparire o dissolversi.Esempio:"Il piano del truffatore è andato in fumo grazie alla polizia." 11. Tornare utile Essere conveniente o vantaggioso in una determinata situazione.Esempio:"L'inglese di Martina le tornerà utile per lavorare negli USA." 12. Fare il guastafeste Rovinare l'atmosfera con un atteggiamento negativo.Esempio:"Per favore, non fare il guastafeste e lascia che ci divertiamo." 13. Mettere una pezza (a colore) Cercare di rimediare a un errore con soluzioni poco efficaci.Esempio:"Ha provato a metterci una pezza, ma tutti ormai conoscevano la verità." 14. Far scendere dal piedistallo Ridimensionare una persona che si sente superiore.Esempio:"La direttrice ha fatto scendere la segretaria dal piedistallo con una battuta." 15. Gettare benzina sul fuoco Alimentare una discussione o una situazione già tesa.Esempio:"Invece di calmare gli animi, stai solo peggiorando le cose!" 16. Questo matrimonio non s'ha da fare Usata per dire che qualcosa non avrà luogo, nonostante i piani. È una citazione dal capolavoro della letteratura italiana "I Promessi Sposi", di Alessandro Manzoni. L'originale contiene la parola "matrimonio", ma questa può essere sostituita con qualsiasi altra cosa che non accadrà, quando la usiamo nelle conversazioni quotidiane.Esempio:"Con tutti questi ostacoli, questo viaggio non s'ha da fare!" Acquista il nostro nuovo libro: "Parole Di Casa Mia: Un Viaggio Nei Colloquialismi Italiani", e impara tutte le espressioni colloquiali per parlare come un vero madrelingua! Che ne pensi di questa lista? Conosci altre espressioni idiomatiche italiane? Lascia un commento e condividi le tue esperienze! Ma a proposito di "matrimoni che non s'han da fare", ecco a te un approfondimento sul famoso romanzo dei I Promessi Sposi. A presto!
Lo sguardo dell'esperto di arte contemporanea Andrea Candiani sui primi appuntamenti artistici del 2025.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Bonanni:" La Lazio è giovane e può dimenticare il derby perso." Romondini:" La Roma ha sfruttato l'esperienza. Cederei Pellegrini." Garbo:" Capolavoro di Ranieri. La Lazio non disperdere quello che ha fatto." Impallomeni:" Terrei sia Dybala che Pellegrini. Baroni deve trovare un piano diverso."
Puntata ricca di spunti con un grande ospite in studio, l'ex portierone di Inter e Fiorentina Francesco Toldo. Con lui ricordiamo un grande azzurro che ci ha lasciati oggi, Totò Schillaci, il bomber delle Notti magiche di Italia '90. Poi, insieme anche a Carlo Pellegatti, torniamo sulla serata di Champions, amara per il Milan sconfitto dal Liverpool per 3-1 e dolce per la Juventus che si impone con lo stesso risultato sul PSV. Con Angelo Mangiante di Sky, la cronaca dell'altra notizia di giornata: la Roma ha inaspettatamente esonerato l'allenatore Daniele De Rossi.
Ospite: Manuel CODIGNONI
®Sei mesi fa l'esercito dell'Azerbaijan, complice l'immobilismo russo nella regione, attaccò l'Artsakh-Nagorno Karabakh, l'enclave di etnia armena in territorio azero. In pochi giorni la quasi totalità della popolazione lasciò le proprie case, i monumenti, i cimiteri, la storia per cercare rifugio in Armenia.Finiva così una disputa territoriale che dal 1991 – dal momento della dissoluzione dell'Unione Sovietica - aveva portato a tensioni gravissime e conflitti tra Armenia e Azerbaijan. Ma se la popolazione ha abbandonato quel territorio, che fare ora dei monumenti e delle tracce millenarie che ricordano senza ombra di dubbio la presenza armena nella regione? Le ruspe hanno abbattuto in diretta televisiva il parlamento dell'autoproclamata repubblica dell'Artsakh (mai riconosciuta da nessun governo) ma secondo storici, archeologi e ricercatori è già cominciata la cancellazione della cultura armena in territorio azero. Prima emissione: 20 marzo 2024
"Musica mediterranea, senza confini", così il chitarrista e compositore Rosario De Marco, originario di Salerno, definisce il suo stile.
Con il nuovo episodio vi presento Liliana Segre: ascoltare la sua storia significa non dimenticarla. La trascrizione dell'episodio è su Patreon: https://www.patreon.com/italianoconamore.
Kate Golebiowska scopre l'italiano un po' per caso durante le scuole medie. Grazie a due soggiorni studio in Italia, il suo amore per la lingua e la cultura del Bel Paese si sono cementati.
Il 3 febbraio all'Istituto Italiano di Cultura di Sydney si terrà una serata di letture sulla Shoah, con brani e poesie di autori e autrici che hanno vissuto l'orrore dell'Olocausto.