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«Se l'Italia avesse rotto il fronte degli alleati anti Putin, si sarebbe disgregato il fronte. Putin avrebbe avuto una forza nella sua propaganda clamorosa. Le due persone Conte e Salvini, che hanno pianificato con minuzia la caduta di Draghi, tra le motivazioni avevano anche la politica sull'Ucraina». Lo ha detto a Metropolis Repubblica il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Hanno mandato a sbattere il paese contro il muro. Oggi, se avessimo un governo nel pieno delle sue funzioni, non solo potremmo sostenere meglio l'Ucraina, ma anche batterci per le bollette. Oggi potevamo fare una manovra economica, e invece faremo un decreto», ha aggiunto.
"Le forze politiche italiane prendano le distanze in maniera netta, senza alcuna timidezza, dalla propaganda russa". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader di Impegno Civico.sat/gsl
"Io non posso stare con quelli che hanno buttato giù Draghi e il governo. Sono quelli che provocheranno l'innalzamento dei costi della benzina e dell'energia nei prossimi mesi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando con i giornalisti a proposito di alleanze.xb1/mgg/gsl
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Le dimissioni di Mario Draghi e la crisi di governo. Più avanti, La Scossa, con Francesco Delzio, che ci ha parlato della La scossa dello spazio tra Stati Uniti e Cina. il commento di Roberto Arditti, direttore editoriale di Formiche.net, sulla crisi di governo e i possibili scenari. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. La lettura della crisi di governo vista da Stefano Folli di Repubblica. L'opinione del senatore Matteo Richetti di Azione sulle dimissioni di Draghi. L'intervento del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla la possibile crisi di governo. All'interno di Non Stop News, con Barbara Sala e Luigi Santarelli.
In questo podcast vi proponiamo gli interventi al convegno “Il conflitto in Ucraina: nuove prospettive e strategie per la politica estera europea” promosso e organizzato dalla “Fondazione Mezzogiorno Europa” a cui hanno partecipato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, Nona Mikhelidze dell'Istituto Affari Internazionali e Umberto Ranieri, Presidente della “Fondazione Mezzogiorno Europa”. Ha moderato il dibattito Francesco De Leo, Responsabile Comunicazione dello IAI e direttore di AffarInternazionali.
A cura di Ferruccio Bovio Si è, quindi, consumata la quasi inevitabile scissione all'interno del Movimento 5 Stelle. Nelle ultime ore è, infatti, avvenuta una raccolta di firme tra i deputati ed i senatori pentastellati per la costituzione di gruppi parlamentari che facciano riferimento al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ormai da tempo in conflitto aperto con la componente grillina che punta, invece, su Giuseppe Conte, contestando all'ex capo politico del Movimento di essersi lasciato del tutto ammaliare dalle sirene politiche del premier Mario Draghi. A Montecitorio risultano disposti a seguire Di Maio nella sua nuova avventura addirittura 60 deputati, mentre al Senato si parla di 11 adesioni ed i nuovi gruppi parlamentari si chiameranno ” Insieme per il futuro”. Il divorzio era nell'aria da diversi giorni e, non a caso, se si visitano le pagine social del trentaseienne titolare della Farnesina, non si può fare a meno di notare come, da esse, sia ormai completamente scomparso ogni riferimento alla sua appartenenza al movimento fondato da Beppe Grillo. Grillo che, almeno per il momento, evita di prendere posizioni chiare in favore dell'uno o dell'altro dei contendenti, limitandosi a scrivere sul suo famosissimo blog “chi non crede nelle regole lo dica”. Parole, queste, che alcuni interpretano come una cauta presa di distanza da Di Maio. Il pirotecnico comico genovese è, comunque, atteso per domani a Roma, forse per tentare un'ultima disperata mediazione tra il suo ex pupillo di Pomigliano e l' “avvocato del popolo”. La probabile scissione rischia, inoltre, di ripercuotersi negativamente anche sulla composizione del Governo, dove a seguire il ministro degli Esteri ci sono il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, la sottosegretaria all'economia, Laura Castelli, il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, quella alla Giustizia, Anna Macina, e la sottosegretaria al Sud Dalila Nesci. Non si può, infatti, escludere che da parte di Conte, giunga adesso la richiesta di un rimpasto di governo che potrebbe, naturalmente, riguardare pure Farnesina, da assegnare magari proprio a se stesso. A questo punto, oltre alle prevedibili difficoltà di navigazione per l'esecutivo Draghi, ci sarà anche da definire un nuovo assetto dei rapporti di forza in Parlamento. Fino a ieri, infatti, tra Montecitorio e palazzo Madama i grillini erano 227, ma avendo seguito Di Maio più di 70 di ribelli, il Movimento 5 Stelle si vede ora costretto a cedere alla Lega il primato di partito maggiormente rappresentato a livello parlamentare.
A cura di Ferruccio Bovio Si è, quindi, consumata la quasi inevitabile scissione all'interno del Movimento 5 Stelle. Nelle ultime ore è, infatti, avvenuta una raccolta di firme tra i deputati ed i senatori pentastellati per la costituzione di gruppi parlamentari che facciano riferimento al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ormai da tempo in conflitto aperto con la componente grillina che punta, invece, su Giuseppe Conte, contestando all'ex capo politico del Movimento di essersi lasciato del tutto ammaliare dalle sirene politiche del premier Mario Draghi. A Montecitorio risultano disposti a seguire Di Maio nella sua nuova avventura addirittura 60 deputati, mentre al Senato si parla di 11 adesioni ed i nuovi gruppi parlamentari si chiameranno ” Insieme per il futuro”. Il divorzio era nell'aria da diversi giorni e, non a caso, se si visitano le pagine social del trentaseienne titolare della Farnesina, non si può fare a meno di notare come, da esse, sia ormai completamente scomparso ogni riferimento alla sua appartenenza al movimento fondato da Beppe Grillo. Grillo che, almeno per il momento, evita di prendere posizioni chiare in favore dell'uno o dell'altro dei contendenti, limitandosi a scrivere sul suo famosissimo blog “chi non crede nelle regole lo dica”. Parole, queste, che alcuni interpretano come una cauta presa di distanza da Di Maio. Il pirotecnico comico genovese è, comunque, atteso per domani a Roma, forse per tentare un'ultima disperata mediazione tra il suo ex pupillo di Pomigliano e l' “avvocato del popolo”. La probabile scissione rischia, inoltre, di ripercuotersi negativamente anche sulla composizione del Governo, dove a seguire il ministro degli Esteri ci sono il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, la sottosegretaria all'economia, Laura Castelli, il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, quella alla Giustizia, Anna Macina, e la sottosegretaria al Sud Dalila Nesci. Non si può, infatti, escludere che da parte di Conte, giunga adesso la richiesta di un rimpasto di governo che potrebbe, naturalmente, riguardare pure Farnesina, da assegnare magari proprio a se stesso. A questo punto, oltre alle prevedibili difficoltà di navigazione per l'esecutivo Draghi, ci sarà anche da definire un nuovo assetto dei rapporti di forza in Parlamento. Fino a ieri, infatti, tra Montecitorio e palazzo Madama i grillini erano 227, ma avendo seguito Di Maio più di 70 di ribelli, il Movimento 5 Stelle si vede ora costretto a cedere alla Lega il primato di partito maggiormente rappresentato a livello parlamentare.
A cura di Ferruccio Bovio Si è, quindi, consumata la quasi inevitabile scissione all'interno del Movimento 5 Stelle. Nelle ultime ore è, infatti, avvenuta una raccolta di firme tra i deputati ed i senatori pentastellati per la costituzione di gruppi parlamentari che facciano riferimento al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ormai da tempo in conflitto aperto con la componente grillina che punta, invece, su Giuseppe Conte, contestando all'ex capo politico del Movimento di essersi lasciato del tutto ammaliare dalle sirene politiche del premier Mario Draghi. A Montecitorio risultano disposti a seguire Di Maio nella sua nuova avventura addirittura 60 deputati, mentre al Senato si parla di 11 adesioni ed i nuovi gruppi parlamentari si chiameranno ” Insieme per il futuro”. Il divorzio era nell'aria da diversi giorni e, non a caso, se si visitano le pagine social del trentaseienne titolare della Farnesina, non si può fare a meno di notare come, da esse, sia ormai completamente scomparso ogni riferimento alla sua appartenenza al movimento fondato da Beppe Grillo. Grillo che, almeno per il momento, evita di prendere posizioni chiare in favore dell'uno o dell'altro dei contendenti, limitandosi a scrivere sul suo famosissimo blog “chi non crede nelle regole lo dica”. Parole, queste, che alcuni interpretano come una cauta presa di distanza da Di Maio. Il pirotecnico comico genovese è, comunque, atteso per domani a Roma, forse per tentare un'ultima disperata mediazione tra il suo ex pupillo di Pomigliano e l' “avvocato del popolo”. La probabile scissione rischia, inoltre, di ripercuotersi negativamente anche sulla composizione del Governo, dove a seguire il ministro degli Esteri ci sono il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, la sottosegretaria all'economia, Laura Castelli, il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, quella alla Giustizia, Anna Macina, e la sottosegretaria al Sud Dalila Nesci. Non si può, infatti, escludere che da parte di Conte, giunga adesso la richiesta di un rimpasto di governo che potrebbe, naturalmente, riguardare pure Farnesina, da assegnare magari proprio a se stesso. A questo punto, oltre alle prevedibili difficoltà di navigazione per l'esecutivo Draghi, ci sarà anche da definire un nuovo assetto dei rapporti di forza in Parlamento. Fino a ieri, infatti, tra Montecitorio e palazzo Madama i grillini erano 227, ma avendo seguito Di Maio più di 70 di ribelli, il Movimento 5 Stelle si vede ora costretto a cedere alla Lega il primato di partito maggiormente rappresentato a livello parlamentare.
Movimento 5 stelle sempre più spaccato tra la corrente dell'ex premier Giuseppe Conte e quella del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è risultato positivo al Covid-19 ed è asintomatico a renderlo noto sono fonti di palazzo Chigi che spiegano inoltre che saranno il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quello della Transizione Ecologica Cingolani a rappresentare il Governo italiano nelle due missioni previste il 20 e il 21 aprile nella Repubblica dell'Angola e nella Repubblica del Congo.
Sono stati individuati i presunti autori dei messaggi minacciosi nei confronti del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. In merito alla vicenda, sono state eseguite 3 perquisizioni a carico di altrettanti internauti ad opera della polizia postale con gli operatori dei compartimenti di Milano, Trieste e Venezia, congiuntamente al personale Digos di Milano, Vicenza e Udine.
Raddoppiare l'import di gas dall'Algeria, aggiungendo circa 9 miliardi di metri cubi all'anno ai 10 forniti all Italia in quota Eni attraverso il gasdotto Transmed nel 2021. Per compiere un altro passo verso la diversificazione delle fonti e liberare progressivamente l'Italia dal giogo energetico russo. Questo l obiettivo della missione che oggi sta conducendo in Algeria il premier Mario Draghi, i ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani e degli Esteri Luigi Di Maio, che aveva aperto il canale diplomatico per rafforzare la cooperazione energetica tra i due paesi con una visita a pochi giorni dallo scoppio della guerra, il 28 febbraio, accompagnato dall'Ad Eni Claudio Descalzi, anch'egli presente in questa occasione. Ne parliamo con Carlo Marroni de Il Sole 24 Ore. Il mercato del vino affronta la guerra russo-ucraina Dopo due anni di stop a causa del Covid, torna Vinitaly, a Veronafiere dal 10 al 13 aprile. (ultima edizione nel 2019). 54° edizione del Salone Internazionale dei vini e dei distillati. Quest'anno: 4.400 aziende da 19 nazioni e più di 700 top buyer da 50 Paesi. Focus Economia e tutta Radio 24 trasmette dallo Stand della Leonardo Da Vinci, padiglione 3, stand d7 per tutta la durata dell'evento. Approfondiamo il tema con Simon Pietro Felice, direttore generale Gruppo Caviro, Giovanni Mantovani, direttore generale di VeronaFiere, e Nadia Zenato, titolare della Zenato Azienda Vitivinicola.
Quella della Russia contro l'Ucraina ''è la guerra di Putin, del governo russo. Noi continueremo a indebolirlo con sempre più sanzioni finché non si sarà fermato, finché non gli ridurremo i soldi che gli servono per finanziare questa guerra''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a 'Che tempo che fa' su Rai Tre. ''Adesso sono 276'' gli italiani presenti in Ucraina e ''stiamo seguendo i casi che ci chiedono aiuto - ha detto il ministro degli Esteri - Stiamo lavorando alacremente alle evacuazioni'' e ''da 400 in una settimana siamo passati a 276, la maggioranza di loro dichiara di voler restare in Ucraina. Ma le cose cambiano di ora in ora''.[…] _______________________________________ Ascolta “Dentro la Notizia”, l'approfondimento sul fatto del giorno di Giornale Radio: uno sguardo da vicino alla principale notizia della giornata. Tutte le news di politica, attualità, cultura ed economia raccontate in 7 minuti in un resoconto quotidiano senza commenti. “Dentro la Notizia” è il podcast per chi vuole conoscere e informarsi sugli eventi più importanti di oggi e sui personaggi di maggiore interesse nazionale e internazionale del giorno. A cura di Alessio Aymone Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6928LO ''STRANO'' FANATISMO BELLICO DEL CORRIERE DELLA SERA NELLA GUERRA IN UCRAINA di Antonio SocciCome ha scritto Tomaso Montanari, un intellettuale di sinistra, è tragicomico vedere "ex comunisti, operaisti, esponenti di Lotta Continua" che, per far dimenticare il loro passato, oggi sull'Ucraina sono "passati all'occidentalismo fanatico". Sembrano Luttwak.La devozione alla Casa Bianca, per alcuni ex, è granitica come ieri quella del Pci verso il Cremlino rosso.Non pensano all'interesse degli europei (italiani compresi) i quali non vogliono sprofondare in un guerra duratura e nella catastrofe economica. Loro sognano di abbattere Putin (come vorrebbe Biden).Un esempio? Il Corriere della sera. Da un po' è diventato "l'Unità del terzo millennio": vengono infatti dall'Unità sia il direttore, sia i principali editorialisti come Walter Veltroni e Antonio Polito (Paolo Mieli viene addirittura da "Potere operaio"…).L'editoriale di ieri, firmato da Polito, aveva un titolo militaresco: "Il fronte interno". Calzato gagliardamente l'elmetto degli artiglieri da salotto, Polito inizia stentoreo: "Il 'partito della resa' ha gettato la maschera. È ancora minoritario, ma punta ormai al bersaglio grosso: portare l'Italia nel campo di Mosca, confermando così l'antico pregiudizio per cui non finiamo mai una guerra dalla parte in cui l'abbiamo cominciata".Qualcuno dovrebbe informare Polito che l'Italia non è entrata in guerra (un piccolo dettaglio). Ma il virile richiamo politesco fa ricordare un triste passato (che speriamo non torni).Era il giugno 1940 e la prima pagina del "Corriere della sera" quel giorno tuonava: "Popolo italiano corri alle armi! Folgorante annunzio del Duce: la guerra alla Gran Bretagna e alla Francia. Dalle Alpi all'Oceano Indiano un solo grido di fede e di passione: Duce! Vinceremo!".Fu una catastrofe. Si dirà che c'era il fascismo e i giornali dovevano allinearsi. Certo, ma è un'aggravante: quando si beneficia dell'eredità di un'antica testata bisogna anche ricordarne la storia e i drammi (onori e oneri).MANDARE ARMI PER FERMARE ARMI NON HA SENSOE bisogna pensarci quattro volte, oggi che siamo liberi, prima di carezzare di nuovo l'idea della guerra con leggerezza, gettando benzina sulla follia incendiaria di Putin. Invece il Corriere se la prende con i panciafichisti.È grottesco che uno che viene dall'Unità, su un giornale diretto da un collega che viene anch'egli dall'Unità, accusi chi invita Zelensky a trattare e cedere qualcosa, per mettere fine alla strage, di voler "portare l'Italia nel campo di Mosca".Siccome Vittorio Feltri è stato il primo a prospettare (su queste colonne) tale idea, ne deriva che Feltri sarebbe uno che vuol "portare l'Italia nel campo di Mosca".Il concetto fa già ridere così. Ma appare surreale se si pensa che è espresso da un collega che viene dall'Unità, giornale che, per la morte di Stalin, aveva titolato: "Stalin è morto. Gloria eterna all'uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell'umanità".Forse un minimo senso del ridicolo e del tragico aiuterebbe Polito e i colleghi del Corriere a ritrovare quella saggia moderazione che si addice a un giornale liberale e borghese.Ieri anche il premier israeliano Bennet, a quanto pare, ha suggerito al leader ucraino ciò che Feltri ha scritto giorni fa: trattare e cedere qualcosa per salvare la vita della sua gente e risparmiare loro tante sofferenze. Anche il suo è da ritenere un "sostegno esplicito al tiranno"?Sempre sul Corriere della sera, Paolo Mieli se l'è presa con chi dice che non bisogna prolungare la carneficina mandando armi all'Ucraina, ma sarebbe meglio trattare con Putin. Per lui questo è "pacifismo cinico". Però anche una testimone della Shoah come Edith Bruck ha detto: "Mandare armi per fermare armi non ha senso".Mieli e compagni propongono di mandare armi pure in decine di conflitti che ci sono nel mondo? O quei morti valgono meno? Certi bollori umanitari (a intermittenza) indicano nobiltà o fanatismo guerrafondaio? Perché sono cinici quelli che vorrebbero trattare salvando vite?NON È MORALE IL MORALISMO DELL'AVVENTURAC'è una famosa pagina di Joseph Ratzinger che dice il contrario facendo proprio l'elogio del compromesso: "essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l'impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo, limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell'umanità dell'uomo. Non è morale il moralismo dell'avventura… Non l'assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell'attività politica".Gesù stesso nel Vangelo fa un esempio: "quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace" (Lc 14, 31-32).Se il leader ucraino avesse fatto subito così avrebbe scongiurato una tragedia. Ora più passano i giorni (più sono i morti) e più dovrà concedere. Il suo imperativo dovrebbe essere anzitutto salvare vite di ucraini, evitare ulteriori distruzioni e risparmiare sofferenze ad altri popoli, come il nostro. Le ricadute economiche di questo conflitto infatti sono già disastrose e in seguito saranno addirittura catastrofiche.Ma ovviamente colpiscono soprattutto la gente comune già provata da due anni di pandemia. Assai meno gli editorialisti del Corriere che infatti giudicano meschini i media che si concentrano "sulla benzina piuttosto che sull'Ucraina".Loro hanno sublimi ideali. Delle bollette o del prezzo dei generi alimentari che raddoppia se ne fregano e dicono agli italiani, già provatissimi, che devono sacrificarsi ancora di più. Per l'Ucraina.Ma dovrebbero dire: per le idee dei governanti ucraini. Perché l'interesse del popolo ucraino in realtà coincide con quello degli italiani: è far cessare la guerra.Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Le figuracce di Salvini? C'è ben di peggio" commenta la figuraccia rimediata da Salvini in Polonia, ma facendo notare che questo è solo l'ultimo episodio di una perdita totale di credibilità dell'Italia all'estero. Sull'Ucraina Draghi e Di Maio hanno subito di peggio.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 marzo 2022:La pessima figura di Matteo Salvini in Polonia è solo l'ultimo episodio di una saga in cui l'Italia, fuori e dentro i confini nazionali, prende schiaffi da chiunque. Salvini è stato umiliato dal sindaco di una piccola città polacca, ai confini con l'Ucraina, che ha rifiutato di riceverlo sventolandogli sotto il naso la t-shirt con l'immagine di Putin che il leader della Lega aveva indossato un tempo. Certamente quel sindaco sarà stato imbeccato dal solito giornalista o fotografo italiano militante, secondo la squallida tradizione italiana per cui si va all'estero per combattere le battaglia politiche e personali nostrane. Ma ciò non toglie la sprovvedutezza con cui un leader della maggioranza di governo prepara una missione all'estero (anche la scelta di uno staff evidentemente incapace è sua responsabilità), pensando soprattutto alla sua immagine in patria e finendo per danneggiarla insieme a quella dell'Italia tutta.Ma quello di Salvini, come dicevamo, è solo un episodio e certamente non il più grave, visto che la crisi in Ucraina ha fatto emergere con chiarezza lo stato comatoso della nostra credibilità politica all'estero. Ha cominciato colui che da noi è venerato come il Salvatore della Patria, il presidente del Consiglio Mario Draghi, sbertucciato prima da Mosca e poi da Kiev. Il 17 febbraio era stata annunciata con enfasi la sua missione a Mosca per favorire un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Joe Biden; Putin gli aveva fatto credere di essere disposto a riceverlo ma prima che Draghi potesse salire su un aereo alla volta di Mosca, le truppe russe erano già entrate in Ucraina il 24 febbraio. Ma non bastava l'umiliazione subita da Putin, Draghi se l'è cercata poche ore dopo anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: nel suo commosso discorso alla Camera per riferire dell'invasione dell'Ucraina, il presidente del Consiglio ha concluso dicendo che aveva un appuntamento telefonico con Zelensky alle 9.30 ma lui «non era più disponibile»: una frase infelice che sembrava suggerire una mancanza o uno sgarbo del presidente ucraino. Che infatti si è subito reso disponibile su twitter: «Oggi alle 10:30 agli ingressi di Chernihiv, Hostomel e Melitopol ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare l'agenda di guerra per parlare con Mario Draghi ad un'ora precisa».E se Draghi, che pure un curriculum internazionale ce l'ha, viene trattato così, figuriamoci il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che nel suo curriculum può vantare al massimo le trasferte al seguito del Napoli. E infatti si è preso uno schiaffo pubblico dal ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Dopo che, poche ore prima dell'invasione, Di Maio ha avuto la brillante idea di dichiarare che non ci sarebbero stati nuovi incontri con i vertici russi se prima non si fosse abbassata la tensione, Lavrov ha avuto buon gioco a dichiarare che quella di Di Maio è «una strana idea di diplomazia», che «è stata creata per risolvere situazioni di conflitto e alleviare la tensione, e non per viaggi a vuoto in giro per i Paesi e degustare piatti esotici a ricevimenti di gala»
Un milione di bambini in fuga dall'Ucraina in meno di due settimane. Questi gli ultimi dati dell'Unicef, che analizza una delle terribili conseguenze del conflitto. "Sono numeri agghiaccianti. Intervenire in questa situazione tragica è urgente e come Italia lo stiamo facendo senza perdere tempo", ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "In queste ore ho sentito il Segretario Generale dell'Onu Guterres e l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi, a entrambi ho assicurato il pieno sostegno dell'Italia alle iniziative dell'Onu", ha aggiunto. "Intanto - ha aggiunto Di Maio - lunedì l'Italia ha fatto partire un trasporto umanitario con circa 20 tonnellate di beni di prima necessità e accoglienza". "Istituire tavolo parallelo per tregua umanitaria"Il ministro degli Esteri, ha quindi affermato: "In Ucraina le bombe dell'esercito russo continuano a esplodere e piombano anche sui corridoi umanitari, che il governo russo continua a non rispettare. Altri civili, altri bambini continuano a rimanere vittima del conflitto. Tutto questo va fermato. È necessario istituire un tavolo parallelo per la tregua umanitaria, coinvolgendo gli attori internazionali a partire dalle Nazioni Unite. Mettere in salvo queste persone innocenti è la nostra priorità e dobbiamo riuscirci nel più breve tempo possibile". Il tweet dell'UnicefIl dato (un milione di bambini in fuga dall'Ucraina in meno di due settimane) è stato reso noto su Twitter da James Elder, portavoce di Unicef. In un'intervista alla Cnn ha sottolineato che si tratta di un evento senza precedenti: "Non avevamo mai affrontato una crisi di rifugiati di questa velocità e di questa portata". Stamani l'Unhcr ha fatto sapere che sono oltre due milioni i rifugiati dal conflitto.[…] _______________________________________ Ascolta “Dentro la Notizia”, l'approfondimento sul fatto del giorno di Giornale Radio: uno sguardo da vicino alla principale notizia della giornata. Tutte le news di politica, attualità, cultura ed economia raccontate in 7 minuti in un resoconto quotidiano senza commenti. “Dentro la Notizia” è il podcast per chi vuole conoscere e informarsi sugli eventi più importanti di oggi e sui personaggi di maggiore interesse nazionale e internazionale del giorno. A cura di Alessio Aymone Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
Vi proponiamo l'ascolto dell'intervista di Giovanni Flori al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in cui si affronta la drammatica situazione in Ucraina. Anche l'Italia è ad un passo dall'entrare in guerra? Ascoltate la risposta del Ministro :"Il popolo ucraino si sta difendendo strenuamente e noi abbiamo il diritto di sostenerlo. Noi pensiamo già a noi stessi quando diamo la possibilità a quel popolo di difendersi"
Mario Draghi: "Attacco ingiustificabile. L'Italia è vicina al popolo ucraino”. Convocato comitato per la sicurezza della Repubblica. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio su twitter : "L'Italia è con l'Ucraina, condanniamo la Russia, l'attacco è una gravissima e ingiustificata aggressione.” Convocato comitato per la sicurezza della Repubblica. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio su twitter : "L'Italia è con l'Ucraina, condanniamo la Russia, l'attacco è una gravissima e ingiustificata aggressione"[…] _______________________________________ Ascolta “Dentro la Notizia”, l'approfondimento sul fatto del giorno di Giornale Radio: uno sguardo da vicino alla principale notizia della giornata. Tutte le news di politica, attualità, cultura ed economia raccontate in 7 minuti in un resoconto quotidiano senza commenti. “Dentro la Notizia” è il podcast per chi vuole conoscere e informarsi sugli eventi più importanti di oggi e sui personaggi di maggiore interesse nazionale e internazionale del giorno. A cura di Alessio Aymone Per i notiziari sempre aggiornati ascoltaci sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornaleradio.tv/?hl=it Twitter: https://twitter.com/giornaleradiofm
"Voglio esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di una inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell'integrità territoriale" dell'Ucraina, ha commentato il presidente del Consiglio Mario Draghi. L'Italia è "assolutamente convita nel procedere sulla strada delle sanzioni", ha aggiunto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio
«Il prossimo Presidente si sceglie con l'obiettivo di eleggere un Presidente che tuteli l'interesse e l'unità nazionale». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un'intervista al Corriere della Sera. Quanto all'ipotesi Mario Draghi al Quirinale, «i partiti non si possono permettere di giocare sul suo nome. Draghi va protetto dai giochi politici, non bisogna tirarlo per la giacca» in un momento così delicato in cui, tra Pnrr e lotta alla pandemia, al governo serve «concentrazione». Dunque, secondo Di Maio, «bisogna smetterla con i rumors» sul suo nome. Capitolo riforma elettorale: Di Maio si è detto favorevole al proporzionale: «In un Paese come il nostro con quattro forze politiche tra il 15-20% credo che l’ideale sia una legge proporzionale con uno sbarramento che eviti il proliferare di tante micro-forze», ha spiegato.
Hai un drago tatuato sul collo e vuoi diventare poliziotto? Reputi giusto che la professione di pizzaiolo sia esercitata solo da professionisti iscritti a un albo? Sbagliato che i trans gareggino con le donne? E se la magistratura dovesse offrire pubbliche scuse agli imputati assolti in appello? In questo episodio vi racconteremo alcune delle proposte di legge più curiose presentate dai parlamentari di Camera e Senato, e vedremo perché molto probabilmente non diventeranno leggi dello Stato. Nella seconda pagina della sezione politica torneremo sulla pandemia di Covid-19 e in particolare su come sta funzionando nel nostro Paese il sequenziamento del virus e il tracciamento dei contagi. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico: dovrebbe tenere a mente questo vecchio detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che commette lo stesso sbaglio per la quinta volta (a nostra memoria almeno) su Pil ed esportazioni.Nella rubrica di debunking ci occuperemo di quei casi in cui la comunità scientifica ha fatto marcia indietro su un argomento riguardante la pandemia da Covid-19, come per esempio l'uso delle mascherine. È vero, la scienza può ricredersi, ma vedremo insieme perché questo non deve minare la nostra fiducia, anzi.Seguiteci sui nostri siti https://pagellapolitica.it/ e https://facta.news/ sui nostri profili Facebook, Instagram e Twitter.Host: Tommaso CanettaEpisodio scritto da Tommaso Canetta, Carlo Canepa, Camilla VagnozziProducer: Jessica Mariana MasucciLINK UTILIAudio Luigi Di Maio https://www.youtube.com/watch?v=hMrqwa6vak8 https://pagellapolitica.it/blog/show/1340/le-proposte-di-legge-pi%C3%B9-strane-e-curiose-del-2021https://pagellapolitica.it/blog/show/1339/litalia-%C3%A8-ancora-impreparata-nel-monitoraggio-dellepidemia https://pagellapolitica.it/dichiarazioni/9011/di-maio-non-sa-ancora-quanto-pesano-export-e-turismo-sul-pilhttps://facta.news/storie/2021/12/09/dietrofront-quando-la-scienza-sulla-pandemia-ha-cambiato-idea/ CREDIT BRANI“Arpent”, “Comic game loop - Mischief”, “Barroom Ballet”, “Fenster's Explanation” di Kevin MacLeod; “Foam rubber” di Alexander Nakarada hanno una licenza Public Domain https://freepd.comCREDIT IMMAGINE: ANSA
«Dopo le immagini di Novara, da ministro degli Esteri posso dire che ci sono città e stati che con pochi vaccini stanno ritornando a un lockdown leggero, al coprifuoco: o abbiamo il green pass o decidiamo di tornare al coprifuoco, chiudere tutto e tornare a una crescita zero. Abbiamo perso un milione di posti di lavoro con la pandemia: non stiamo giocando con il green pass, è l’unica soluzione». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ospite lunedì pomeriggio a ‘Oggi è un altro giorno’ su Rai1. Il titolare della Farnesina ha anche detto che il carisma di Mario Draghi «è stato fondamentale perché la sua leadership aiuta nei negoziati. C’è stato un momento in cui pensavamo di non riuscire a portare a casa il termine del 2050 che sembra lontano ma è dopo domani: aver portato Cina e Russia dalla fine del secolo a intorno alla metà del secolo non è sufficiente, lo so, ma così si guadagnano 40 anni».
Ancora strascichi del voto di eri contro il Ddl Zan per il contrasto all'omofobia. "Una vergogna mondiale" dice il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Mentre tra centrosinistra e Italia Viva si apre un regolamento di conti sul voto. Soddisfatta la Lega che propone di ripartire dal suo testo. Sentiamo Ivan Scalfarotto, deputato di Italia Viva, attivista Lgbtqi+, Sottosegretario all'Interno. Parità Salariale, la Commissione Lavoro del Senato dice sì all'unanimità. Ora è Legge.Con noi la Sen. Susy Matrisciano, (M5S) Presidente Commissione Lavoro pubblico e privato e previdenza sociale del Senato della Repubblica. Ecomondo 2021. L'e-commerce e il food delivery hanno aumentato il consumo di imballaggi e contenitori in carta e cellulosa. Siamo pronti per il giusto riciclo?Lo chiediamo a Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco - Consorzio Nazionale per il Recupero ed il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica.
A cura di Daniele Biacchessi Giornalisti di Rainews 24 e del gruppo Gedi malmenati. Il professor Bassetti minacciato in pubblico a Genova. Messaggi intimidatori e di morte indirizzati al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Manifestazioni terminate facendo a botte con la polizia e distruggendo banchetti del M5s. E oggi sono in programma cortei contro il green pass e blocchi della circolazione ferroviaria in almeno 54 città italiane. Sarà stato il clima estivo e la mancanza di personale perché in ferie, ma qualcosa deve essere proprio sfuggito al Viminale in queste ultime settimane nel controllo delle tante manifestazioni dei no vax e della sicurezza dell'ordine pubblico. Cosa è andato storto? Chi soffia sul fuoco della protesta? Perché non c'è in Parlamento uno schieramento compatto che condanni fermamente ogni tipo di violenza? La sensazione è quella di una sorta di pre guerra civile tra una minoranza di cittadini italiani che non si vogliono vaccinare e 36 milioni 500mila persone, il 60,5% persone che si sono fatti iniettare le due dosi. Il Viminale e il Governo Draghi ha scelto la mano leggera contro i no vax più violenti, strumentalizzati da destre radicali, ultras, e ogni altra opposizione di piazza, ma qualcuno dovrà poi prendersi la responsabilità nel caso proseguisse l'escalation di intimidazioni nel Paese. Ascolta "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi, ogni giorno su www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra app
A cura di Daniele Biacchessi Giornalisti di Rainews 24 e del gruppo Gedi malmenati. Il professor Bassetti minacciato in pubblico a Genova. Messaggi intimidatori e di morte indirizzati al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Manifestazioni terminate facendo a botte con la polizia e distruggendo banchetti del M5s. E oggi sono in programma cortei contro il green pass e blocchi della circolazione ferroviaria in almeno 54 città italiane. Sarà stato il clima estivo e la mancanza di personale perché in ferie, ma qualcosa deve essere proprio sfuggito al Viminale in queste ultime settimane nel controllo delle tante manifestazioni dei no vax e della sicurezza dell'ordine pubblico. Cosa è andato storto? Chi soffia sul fuoco della protesta? Perché non c'è in Parlamento uno schieramento compatto che condanni fermamente ogni tipo di violenza? La sensazione è quella di una sorta di pre guerra civile tra una minoranza di cittadini italiani che non si vogliono vaccinare e 36 milioni 500mila persone, il 60,5% persone che si sono fatti iniettare le due dosi. Il Viminale e il Governo Draghi ha scelto la mano leggera contro i no vax più violenti, strumentalizzati da destre radicali, ultras, e ogni altra opposizione di piazza, ma qualcuno dovrà poi prendersi la responsabilità nel caso proseguisse l'escalation di intimidazioni nel Paese. Ascolta "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi, ogni giorno su www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra app
A cura di Daniele Biacchessi Giornalisti di Rainews 24 e del gruppo Gedi malmenati. Il professor Bassetti minacciato in pubblico a Genova. Messaggi intimidatori e di morte indirizzati al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Manifestazioni terminate facendo a botte con la polizia e distruggendo banchetti del M5s. E oggi sono in programma cortei contro il green pass e blocchi della circolazione ferroviaria in almeno 54 città italiane. Sarà stato il clima estivo e la mancanza di personale perché in ferie, ma qualcosa deve essere proprio sfuggito al Viminale in queste ultime settimane nel controllo delle tante manifestazioni dei no vax e della sicurezza dell'ordine pubblico. Cosa è andato storto? Chi soffia sul fuoco della protesta? Perché non c'è in Parlamento uno schieramento compatto che condanni fermamente ogni tipo di violenza? La sensazione è quella di una sorta di pre guerra civile tra una minoranza di cittadini italiani che non si vogliono vaccinare e 36 milioni 500mila persone, il 60,5% persone che si sono fatti iniettare le due dosi. Il Viminale e il Governo Draghi ha scelto la mano leggera contro i no vax più violenti, strumentalizzati da destre radicali, ultras, e ogni altra opposizione di piazza, ma qualcuno dovrà poi prendersi la responsabilità nel caso proseguisse l'escalation di intimidazioni nel Paese. Ascolta "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi, ogni giorno su www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra app
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha fatto sapere: "tutti gli italiani in Afghanistan che volevano rientrare sono rientrati e circa 4.900 cittadini afghani sono stati evacuati".
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è ospite di Accordi e disaccordi, con la conduzione di Luca Sommi e Andrea Scanzi e la partecipazione di Marco Travaglio. Guarda Accordi e Disaccordi su discovery+ senza pubblicità > https://www.discoveryplus.it/programmi/accordi-e-disaccordi?utm_source=podcast&utm_medium=clip&utm_campaign=accordiedisaccordi Support the show: https://it.dplay.com/nove/accordi-e-disaccordi/?utm_source=podcast&utm_medium=accordiedisaccordi See omnystudio.com/listener for privacy information.
Abbiamo viaggiato in Spagna, dove il governo Sanchez ha concesso la grazia ai parlamentari catalani che avevano proposto un referendum secessionista: ne abbiamo parlato con Dario Menor (corrispondente in Italia per il quotidiano spagnolo "El Correo"). Subito dopo abbiamo provato ad analizzare la telefonata tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo cinese Wang Yi, raccontata con toni diversi dalle diplomazie dei due paesi. Ne abbiamo parlato con Filippo Santelli (giornalista di Repubblica, ex corrispondente di Pechino e autore del libro "La Cina non è una sola", edito da Mondadori). Infine, abbiamo chiesto cosa si aspetta Pechino da Roma e da Bruxelles a Steve Tsang (direttore del China Institute del SOAS di Londra, uno dei massimi esperti di politica cinese al mondo).
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha definito il ritiro delle truppe dall'Afghanistan una «decisione storica». Al termine di una riunione a Bruxelles, il titolare della Farnesina ha dichiarato che «si è appena conclusa una giornata storica per la Nato, dopo 20 anni di presenza in Afghanistan si è raggiunta una decisione storica: dal primo maggio inizierà il ritiro delle truppe della Nato da quel Paese, e quindi anche quelle italiane». Il ritiro dall'Afghanistan «inizierà il primo maggio ed entro settembre, nella data iconica dell'11, vedremo il ritiro totale del contingente della Nato», ha detto ancora Di Maio, ribadendo che ritirarsi «non vuol dire che lasceremo solo il popolo afghano, che continueremo a sostenere: significa cambiare approccio». «Un grande grazie al ministero della Difesa ed al ministro Guerini, che insieme al ministero degli Esteri nei prossimi mesi coordinerò il ritiro delle truppe», ha aggiunto il ministro.
Si è svolto ieri, in video conferenza, un vertice sulla riaperture delle fiere internazionali in Italia. Hanno partecipato i ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del Turismo Massimo Garavaglia, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, della Salute Roberto Speranza e i rappresentanti di AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane). A quanto si apprende dal vertice è emersa la volontà di riaprire le fiere internazionali entro il mese di luglio. Riaperture a Venezia Venezia colpita duramente dall'effetto delle restrizioni causa Covid 19, riapre con i grandi eventi: sarà aperta al pubblico dal 22 maggio al 21 novembre la Biennale Architettura mentre il Salone Nautico nella città lagunare si terrà dal 29 maggio al 6 giugno. Coinbase, quotazione al Nasdaq Debutto in Borsa per Coinbase, la piattaforma di scambio di criptovalute entra in Borsa. L'attesa per questo test importante ha scaldato le quotazioni della principale criptovaluta che è arrivata al record di 64.869 dollari.Uno sbarco che potrebbe essere col botto a una valutazione record fino a 100 miliardi di dollari, più della capitalizzazione del New York Stock Exchange e del Nasdaq insieme. Una cifra stellare per una società che fino a 10 anni fa neanche esisteva. Protezione aziende italiane Iveco sulla Via della Seta: sarebbe in programma quanto prima, secondo indiscrezioni, un vertice tra il presidente di Exor, John Elkann, e il premier Mario Draghi. Al centro dell'incontro, sembra chiesto dall' azionista di Cnh Industrial, gruppo a cui fa capo Iveco, le preoccupazioni del governo condivise dall'opposizione sul passaggio di proprietà dell'azienda italiana produttrice di camion e bus ai cinesi di Faw. In pratica, la volontà dell'esecutivo di ricorrere alla golden power, ovvero a quei poteri speciali atti a salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale, come ribadito nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. OSPITI: Enrico Pazzali, Presidente di Fondazione Fiera Milano, primo azionista di Fiera Milano Spa, Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, Pierluigi Soldavini, Sole 24 Ore, Paolo Bricco, Sole 24 Ore.
Prima visita all'estero del presidente del Consiglio Mario Draghi che è giunto questa mattina a Tripoli accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. L'obiettivo della missione del premier è quella di riaffermare una leadership italiana oscurata negli ultimi mesi dall'egemonia turca in Tripolitania e da quella russa in Cirenaica.
Il nuovo mantra dei partiti che sostengono il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è racchiuso nella dichiarazione del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio del M5s: "o si trova la maggioranza, oppure è meglio il voto". Trovare una nuova maggioranza. Si, ma come? Dopo l'astensione di Italia Viva nel dibattito sulla fiducia, e in seguito all'implosione dell'Udc dovuta alle inchieste giudiziarie calabresi e il coinvolgimento del segretario Lorenzo Cesa, nuove possibili stampelle in appoggio all'Esecutivo non se ne intravedono. Nelle aule parlamentari i numeri sono troppo striminziti per assicurare una governabilità. Dunque non è possibile navigare a vista, c'è di mezzo l'approvazione del Ristori e del Recovery Plan, e il prossimo dibattito sulla riforma della giustizia del ministro Alfonso Bonafede previsto il 27 gennaio e slittato il giorno dopo, rischia di trasformarsi nell'ultimo canto del cigno del "Conte 2", perché i renziani voterebbero contro, come il centrodestra. Le pressioni per riportare nella maggioranza Italia Viva sono molte e tutte qualificate. Già Bruno Tabacci aveva suggerito a Luigi Di Maio la strada del "Conte Ter". Poi ci si è messo Pierferdinando Casini, secondo cui Giuseppe Conte dovrebbe recarsi al Quirinale e rassegnare le dimissioni e, forte di reincarico, recuperare il dialogo con Matteo Renzi. Ma i veti permangono e risultano vincolanti. Renzi in maggioranza non lo vogliono Pd, M5s, Leu e Conte.La sensazione è che Conte prenda ancora tempo in attesa che gli sherpa centristi riescano a mettere in campo un nuovo gruppetto parlamentare. La strada del Governo è tutta in salita e il Quirinale nel frattempo attende risposte certe.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6410PER NATALE LO STATO RACCOMANDA AI CITTADINI DI DENUNCIARE I VICINI DI CASAOgni totalitarismo ha bisogno dei delatori che sporgano migliaia di denunce alle autoritàdi Caterina GiojelliBuon Natale e chiamate la polizia: «Abbiamo personale sufficiente per rispondere a tutte le chiamate nel territorio e abbiamo organizzato un gruppo per rispondere specificamente alle segnalazioni relative a Covid-19. Saremo pronti a intervenire il 24 e 25 dicembre». Lo ha assicurato Sylvain Caron, capo del dipartimento di polizia della città di Montreal, in conferenza stampa con la sindaca Valérie Plante. La quale sindaca ha annuito gravemente rivolgendosi ai cittadini, «se vedete entrare più persone in una casa, è la cosa giusta da fare». Certo, «la polizia interviene con un ordine di priorità e non è detto si abbia la garanzia che immediatamente compaia un poliziotto in casa», ma la città più popolosa della provincia del Quebec «è stata l'epicentro della prima ondata di Covid-19 e centinaia di montrealesi sono morti a causa della pandemia – ha proseguito il sindaco -. Queste tragedie dovrebbero convincere la popolazione a rispettare le regole». Tuttavia se i lutti e la preoccupazione di incorrere in sanzioni non bastassero a dissuadere i vicini di casa, ben vengano le segnalazioni, «scatterà la visita della polizia al momento opportuno», ha assicurato Caron.IL REATO DI CENONE IN BELGIOUn po' abusata ma la neolingua del Covid-1984 è la più parlata da governanti e amministratori sotto le festività. In Belgio una sorta di reato di cenone è stato istituito nientemeno che dalla ministra dell'interno, Annelies Verlinden, annunciando ronde delle pattuglie delle forze dell'ordine per il paese per scoraggiare assembramenti e focolai da salotto: «A Natale sarà la polizia a vigilare sul rispetto delle misure sanitarie. Dove necessario, suonando il campanello, bussando a casa delle persone». Certo, in tempi normali non si potrebbe chiedere agli agenti di fare irruzione senza mandato per sanzionare chiassosi cenoni illegali in luoghi privati, ma come ha chiarito il solerte Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slfp, «se c'è il sospetto di un reato, e con le misure speciali anti-Covid l'assembramento lo è, le forze dell'ordine possono intervenire d'ufficio, senza mandato, per inosservanza delle norme sanitarie». Così, per Natale, tutti gli attovagliati riceveranno una multa pari a 250 euro a testa. E se si rifiutano di conciliare, «il caso può passare da amministrativo a penale».L'ARRUOLAMENTO DEI SORVEGLIANTI INGLESIUn inasprimento del cittadino-garante della salute pubblica dopo mesi di allenamento antipandemico: in Gran Bretagna, appena scattata la "Rule of six" (vietati raduni di oltre sei persone sia all'aperto che al chiuso) il "crime minister" Kit Malthouse (sottosegretario in raccordo fra Interni e Giustizia) intervistato dalla Bbc ha esortato i cittadini a chiamare e fare segnalazioni in merito a «qualsiasi sospetta violazione della regole». L'ammenda? Una multa da 100 sterline, soggetta al raddoppio ad ogni infrazione successiva sino ad un massimo di 3.200 sterline. E la rivalsa dei sorveglianti è assicurata nel paese in cui il questore Anthony Stansfeld alle prese con i centralini intasati era stato costretto a supplicare i londinesi di fare la spia solo per i casi «palesi ed eclatanti», limitandosi negli altri casi a esprimere «cortese disapprovazione verbale», e dove il capo della polizia del Northamptonshire segnalava «dozzine e dozzine» di chiamate giornaliere da chi voleva fare arrestare il vicino per una corsa nel quartiere («Temo che il mio vicino stia uscendo per la seconda volta nello stesso giorno, dovete arrestarlo») o per avere acceso un barbecue in giardino. Al contrario, i capi di dodici dipartimenti di polizia, tra gli altri Humberside, West Midlands, Greater Manchester e Avon e Somerset, hanno aperto sezioni apposite sui propri siti invitando i cittadini alla compilazione di moduli online per segnalare raduni di due o più persone.I POLIZIOTTI DA BALCONE E I NIPOTI DELLA STASIAncora: la polizia spagnola alla fine di marzo aveva già assicurato alla giustizia circa 2 mila persone, arrestate grazie ai video e alle foto scattate dai «colleghi di balcone», zelanti cittadini che si sono arrogati il compito di segnalare chiunque violasse la quarantena: oltre 230.000 le multe comminate in un solo mese grazie alla delazione. In Oklahoma la polizia di Tulsa a un mese dal diffondersi del coronavirus ha ammesso che era impossibile stare dietro alle segnalazioni di imprese e vicini di casa dissidenti, da Chicago a Denver migliaia di segnalazioni di "possibili trasgressioni" hanno portato ad altrettante verifiche, multe, ammende a chiunque fosse stato avvistato aprire un negozio, fare yoga, entrare in chiesa o giocare a golf. A Los Angeles, insieme alla richiesta di mettere al gabbio poveri potatori di siepi o dipendenti autorizzati a recarsi al posto di lavoro, alla polizia è stato chiesto di arrestare due persone alla fermata del bus: una aveva tossito. In Nuova Zelanda, il sito web della polizia creato apposta perché i cittadini potessero denunciare i trasgressori è andato in crash dopo che troppe persone hanno tentato di accedervi contemporaneamente per segnalare cose come «partite di frisbee» all'aperto. In Germania la polizia è sbottata e ha cercato di dissuadere i neonipoti della Stasi dall'eccesso di delazione, funzionari disperati dalle troppe chiamate hanno spiegato che la gente «non dovrebbe fare una denuncia ogni volta che vede tre persone sedute su una panchina al parchetto» o continue soffiate «su ristoranti rimasti aperti o su assembramenti di persone che si riuniscono nei parchi».IL FALSO ALLARME TORINESEDifficile non ricollegare il boom di spioni all'allegro clima costruito da governanti e media. Vero, c'è chi ha fatto moltissimo: la Danimarca ha invitato per esempio a una vera e propria "delazione di Stato". L'Autorità sanitaria nazionale si è spinta infatti a chiedere ai cittadini di denunciare con apposito modulo un "sospetto contagiato": «Se sei preoccupato per il comportamento di una persona che sai essere stata contagiata o sospettata di essere infetta dal coronavirus, compila un modulo informativo (vedi il riquadro "Contenuto correlato") e invialo all'Agenzia per la sicurezza del paziente». Ma anche in Italia ci difendiamo. Come dimenticare sotto Pasqua la guida della giunta Raggi? «Ci sono assembramenti di persone che ritieni in contrasto con le regole sull'emergenza sanitaria? Puoi segnalarli direttamente all'Autorità competente con il Sus (sistema unico di segnalazione) attivo sul portale istituzionale di Roma Capitale. È semplice, segui le istruzioni». O l'improvvida uscita del ministro della Salute Roberto Speranza a Che tempo che fa? «Aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni» aveva risposto a Fabio Fazio che gli chiedeva come avrebbe fatto a vigilare sul suo divieto di tutte le feste private. E come dimenticare cosa è successo dopo: a Vinovo, alle porte di Torino, un uomo ha denunciato ai carabinieri lo svolgimento di una festa nell'appartamento accanto al suo. «Venite, il mio vicino ha più di 6 persone in casa». Peccato che una volta suonato i carabinieri si sono trovati davanti a sei persone, tutte dotate di mascherina.PEGGIO DELLE SOFFIATE LE PREDICHE DEI GERARCHI AL GOVERNOPoco male, stando all'ormai famigerato Rapporto Censis «Meglio sudditi che morti» più della Stasi gli italiani sognano il modello cinese tutto sospetto, risentimento, controllo sociale e punizione: il 77,1 per cento dei cittadini chiede pene severissime per chi non indossa mascherine e non rispetta il distanziamento; il 56,6 per cento vuole il carcere per i contagiati che non rispettano quarantena e isolamento, il 31,2 per cento non vuole che vengano curati (o vuole che vengano curati solo dopo, in coda agli altri) coloro che, a causa dei loro comportamenti irresponsabili o irregolari, hanno provocato la propria malattia. In altre parole, arriva il Natale e peggio delle multe e delle ronde della polizia hanno fatto solo le prediche dei gerarchi giallorossi. «Il Natale non è solo fare regali, molto buono per dare impulso all'economia, ma è anche raccoglimento spirituale, e farlo con tantissime persone non viene troppo bene», ha spiegato il premier Conte. «È previsto un incontro sul numero delle persone che potranno riunirsi a tavola per la cena e il pranzo di Natale» ha detto a inizio mese il ministro Roberto Speranza. «Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili. Dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale» ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia dopo lo shopping dell'Immacolata, quello per cui «non è eresia seguire la Messa o far nascere Gesù due ore prima. Eresia è non accorgersi dei malati e dei bisognosi, delle difficoltà dei medici».«Nel periodo natalizio ci saranno 70 mila unità addette al controllo ma con grande senso di equilibrio», ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese annunciando che il Viminale ha messo a disposizione circa 70 mila uomini delle forze dell'ordine coadiuvati dall'esercito e dalla polizia municipale, pattuglie a piedi con i megafoni per invitare la gente al distanziamento, droni e telecamere e multe da 400 a mille euro per chi viola le norme. «A Natale e a Capodanno permettiamo ai cittadini di spostarsi tra i piccoli Comuni», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Io chiuderei tutti in casa per l'intera durata delle festività», è ancora il ministro Speranza. Almeno la Stasi era una cosa seria. Titolo originale: Buon Natale e chiamate la polizia (o la neuro)Fonte: Tempi, 19 dicembre 2020Pubblicato su BastaBugie n. 696