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El cuarteto Assai versiona a Viva Suecia así de bien en #TardeAbierta pic.twitter.com/nAGW37kRGe— Onda Regional (@ORMurcia) January 16, 2026Alejandro Olmos de Pascual, viola; María Avilés, violín e Irene Carpio, violonchelo, nos traen hasta nuestro estudio tres versiones muy conocidas de piezas musicales que oscilan desde Händel, hasta el musical Greasse con una sorpresa final. Nos cuentan que la música es suvocación y que deberían adaptarse los curriculums academícos a las personas que llevan a cabo una formación musical para 'que nadie se quede en el camino'.
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El compañero Víctor Manuel Moreno nos trae en una nueva entrega de 'Victorias musicales' al Caurteto de cuerda Assai, formado por Agustín Martínez García, violín, María Avilés Bolea, violín, Alejandro Olmos de Pascual, viola, Irene Carpio Hernández, violonchelo. La agrupación nace en octubre de 2023 impulsada por la pasión compartida por la música y el deseo de ofrecer una propuesta original que combine distintos estilos, poniendo en valor la riqueza cultural de la Región de Murcia.Su propuesta musical fusiona el repertorio clásico con versiones de música pop, incorporando matices y guiños a la tradición regional murciana. El resultado es un sonido fresco, versátil y cercano, que conecta con públicos muy diversos.
Un'orchidea straordinaria di H. G. Wells tempo di lettura: 12 minuti Se volete acquistare un'orchidea correte il rischio di un giuoco di borsa, fate come si dice volgarmente una speculazione. Avete innanzi agli occhi un pezzettino di velluto raggrinzito, di colore scuro, pel rimanente dovete rimettervi allo stimatore, al vostro gusto od alla fortuna. Può accadere che la pianta sia moribonda o morta, oppure che, dato il prezzo d'acquisto, abbiate fatto un buon affare. Può anche succedere, e questo caso è avvenuto molte volte, che a poco a poco, giorno per giorno, si sviluppi sotto gli occhi del fortunato compratore, qualche nuova varietà, qualche tesoro sconosciuto, qualche strano ravvolgimento del «labellum,»nota 1 oppure una delicata sfumatura od una smorfia inaspettata. Sopra un tenero e verde stelo sboccerà forse un fiore che sarà per voi orgoglio e profitto e che vi procurerà forse l'immortalità, perchè in tal caso sarà necessario indicare il nuovo miracolo della natura, con un nome nuovo. E questo nome non potrebbe essere forse quello dello scopritore? Era certamente la speranza di qualche scoperta fortunata che faceva assiduo frequentatore di vendite d'orchidee il signor Winter-Wedderburn. Egli però non aveva altre occupazioni. Era, timido e viveva appartato, era un essere completamente inutile; possessore di un reddito che gli bastava appena appena per sbarcarsela, e mancante di quell'energia necessaria a procurarsi un lavoro regolare. Egli avrebbe potuto benissimo collezionare francobolli o monete antiche o tradurre Orazio od anche rilegare libri; ma il caso volle che coltivasse orchidee, e che avesse un piccolo tepidario. — Ho in mente, – diss'egli un giorno sorbendo una tazza di caffè, – ho in mente che oggi mi accadrà qualcosa! Il suo parlare era lento come lenti erano i suoi movimenti ed i suoi pensieri. — Oh non dite ciò! – esclamò la governante che era una lontana cugina di Wedderburn. Quel: «mi accadrà qualcosa» voleva dire per lei una catastrofe imminente. — Voi mi capite male. Io non prevedo nulla di grave, benchè, in verità, io non sappia precisamente dirvi che cosa succederà. — Oggi; – seguitò a dire dopo una pausa, – Peters deve vendere uno stock di piante delle isole Andamannota 2 e delle Indie. Voglio vedere di che si tratta e potrebbe benissimo darsi il caso che io acquistassi qualche cosa di buono. – E così dicendo porse la tazza vuota alla cugina. — Si tratta forse di quella specie raccolta da quel povero giovane del quale mi parlaste l'altro giorno? – diss'ella colmando la tazza. — Sì, – rispose Winter, e guardando con aria medita bonda una fetta di pane e come parlando a sè stesso soggiunse: – Nulla succede a me! E perchè? Eppure molte cose succedono agli altri! Per esempio, Havery, non più tardi della settimana scorsa, il lunedì ha trovato dieci soldi, mercoledì tutti i suoi polli sono caduti ammalati, venerdì un suo cugino è tornato dall'Australia, sabato si è buscato una storta! Quale serie di emozioni mentre io…. — Preferirei, ne' vostri panni, non averne tante; è molto meglio. — Sì, avete ragione, tutto ciò deve essere noioso. Ma a me non succede mai nulla! Quando ero fanciullo non ho mai avuto disgrazie. Adulto, non ebbi mai folli passioni. Non mi sono mai ammogliato. Davvero che non so definire l'effetto che si deve provare quando vi succede qualcosa, qualcosa di veramente speciale. Quel raccoglitore d'orchidee non aveva che trentasei anni, venti anni meno di me, quando morì. Ed egli sì era ammogliato due volte, aveva divorziato una volta, quattro volte si era buscato le febbri di malaria, e si era rotta una gamba una volta! Un giorno uccise un Malese, ed un altro giorno fu ferito da una freccia avvelenata. Finalmente morì nella jungla succhiato dalle sanguisughe. Tutto ciò deve essere stato assai sgradevole, ma anche molto interessante, non è vero? fatta forse la debita eccezione per le sanguisughe…. Wedderburn meditò ancora, e guardando l'orologio: — Otto e ventitrè, – disse – Piglierò il treno delle undici e tre quarti, ho dunque più tempo del necessario. Metterò la giacca di alpacanota 3, il cappello a cencio grigio e lo scarpe gialle. Credo che…. S'interruppe; osservò dalla finestra il cielo sereno ed illuminato da un bel sole, parve incerto, e guardò sua cugina quasi volesse interrogarla. — Fareste meglio, credo, a portare l'ombrello se andate a Londra, – diss'ella con un tono che non ammetteva replica. – Il tempo può cambiare prima del vostro ritorno…. Quando tornò, egli era in uno stato di dolce agitazione: aveva fatto un acquisto. Raramente riusciva ad offrire in tempo un prezzo nelle vendite all'incanto, ma questa, volta l'aveva spuntata. — Sono delle «Vandas», – esclamò, – poi vi è un «Dendrobium», e qualche «Palaenophis». E mangiando la minestra osservava con dolce soddisfazione i suoi acquisti. Aveva posto i fiori sulla candida tovaglia, e narrava la loro istoria alla cugina, divagandosi e dimenticando il rimanente del pranzo. Era la sua abitudine, la sera, quando ritornava da Londra, di narrare minutamente tutto quello che gli era successo perdendosi nei particolari, e parlava per divertire la cugina e anche un po' sè stesso. — Lo dicevo che mi sarebbe successo qualcosa oggi! Ecco: ho comperato tutta questa roba! Fra questi fiori ve ne saranno, voi mi capite, ve ne saranno degli straordinari, ne sono certo. Ignoro come ciò possa essere, ma ne sono certo come se qualcuno me lo avesse detto; ve ne saranno degli straordinari! Questo qui, – ed indicava un «rizoma»nota 4 completamente rugoso, – non è classificato. Può essere un «Palaenophis», od altra cosa. È possibile che sia una nuova specie, od anche un nuovo generenota 5. È l'ultimo fiore che il povero Batten ha raccolto. — Non mi garba il suo aspetto, – disse la governante, – ha una forma ripugnante. — Per conto mio non ha neppure forma! — Osservate quei cordoncini, quelle zampe ripiegate che si distaccano da quel corpo! — Domani lo metterò in un vaso. — Ha l'aspetto d'un ragno che fa il morto. Wedderburn sorrise, ed incominciò ad esaminare la radice. — Non è certamente un bel campione: ma non si può mai fare un giudizio su questi fiori quando sono secchi. Può diventare un'orchidea bellissima. Domani sarò occupatissimo. Questa notte rifletterò; e domattina mi metterò all'opera. Figuratevi, – continuò a dire, – che hanno trovato il povero Batten, morto o moribondo, in una palude, non ne ricordo il nome, e precisamente con una di queste orchidee sotto il corpo. Egli era sofferente da parecchi giorni per febbre di malaria, e per la grande debolezza svenne. Quelle paludi sono assai malsane! Tutto il sangue di quel disgraziato fu succhiato fino all'ultima goccia dalle sanguisughe. Forse è stata la ricerca di questa pianta che gli costò la vita. Non posso pronosticarne niente di meglio! – In fine de' conti, gli uomini devono lavorare, anche quando le donne piangono, – sentenziò Wedderbrun. – È assai bizzarro andare a cercare la morte in una palude pestilenziale, lontano da tutte le comodità della vita! Assai bizzarro l'essere ammalato di febbre senza poter mangiare altro che del chinino, senz'altra compagnia che quella di orribili selvaggi. Dicono che gli indigeni delle isole Andaman sono esseri ributtanti, in ogni caso non avendo essi ricevuto educazione alcuna, difficilmente possono fare da infermieri! E tutto ciò per fornire l'Inghilterra d'orchidee! Non credo che la cosa riesca facile e comoda; ma vi sono degli uomini che ci prendono gusto al pericolo! Però bisogna convenire che quei selvaggi furono abbastanza civili per prendere cura delle collezioni di quel disgraziato, e rimetterle nelle mani di un suo collega, un ornitologo che faceva ritorno, poco dopo l'accaduto, dall'interno dell'isola. Ma non seppero dire il nome dell'orchidea, ed il peggio si è che l'avevano lasciata appassire. Ecco quello che reca a questa pianta un particolare e strano interesse. — Vale a dire che ciò la rende ributtante! Io avrei paura che queste piante portino la malaria! Ricordatevi che vi era un cadavere su questa brutta cosa! Io non ci avevo pensato ancora! Ed ora mi è impossibile d'ingoiare un boccone! — Ebbene, se volete, toglierò questi fiori di qui e li porrò nel vano della finestra. Li vedrò benissimo anche là…. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I giorni seguenti Winter li passò quasi interamente nel nel piccolo tepidario saturo di denso vapore. Tutta la sua attenzione fu concentrata sul carbone, sulla borraccina, infine su tutte le misteriose cure d'un allevatore di orchidee. Egli credevasi sempre alla vigilia di un giorno fecondo di avvenimenti meravigliosi. Ed allora ne avrebbe parlato, agli amici suoi, di questa nuova specie di orchidee! Malgrado le cure assidue e minuziose, molte «Vandas» e «Dendrobium» morirono; ma, la strana orchidea invece cominciò a dare segni di vita. Allora Wedderburn andò in estasi e distolse la governante dalla fabbricazione di frutta in conserva, per obbligarla ad osservare la strana pianta. — Questa è la gemma, – diss'egli, – e fra poco nasceranno delle foglioline. Queste piccole cosine che crescono qui, saranno radici aeree od avventizie. — Mi paiono delle piccole dita bianche, e non mi garbano affatto affatto! — E perchè non vi piacciono? — Non lo so spiegare. Ma paiono proprio delle dita che vogliano afferrarmi. Non si possono spiegare certe simpatie od antipatie. — Non posso affermarlo, ma non credo che vi sia altra specie d'orchidee che abbia radici aeree come questa. Può essere un'idea mia; ma osservate queste radici, esse hanno le estremità piatte, anzichè rotonde. — Non mi garbano affatto affatto, – ripose la governante rabbrividendo e volgendo altrove lo sguardo. – Sarà ridicolo da parte mia; ma davvero sono crucciata di vedervi intestato in quella cosaccia! Non posso fare a meno di pensare al cadavere! — Ma nessuno mi ha accertato che proprio questa pianta fosse rimasta sotto il cadavere! Era una semplice mia supposizione. La governante fece una spallucciata. — In ogni caso, – ripetè ancora, – a me non garba affatto affatto! Wedderburn parve un po' offeso per tale e tanta ripugnanza. Ma ciò non gli impedì di parlare a sua cugina delle orchidee in generale, e di questa e di quella in particolare, tutte le volte che gli capitò l'occasione o che ne ebbe il desiderio…. — Vi sono nelle orchidee delle cose assai strane, – incominciò egli a dire un giorno. – vi possono capitare delle improvvisate, alle quali siete lungi dal pensare. Voi sapete benissimo che Darwin studiò la loro riproduzione e che ha dimostrato essere la struttura del fiore ordinario atta a permettere alle farfalle il trasporto del polline da una pianta all'altra. Ebbene, io credo che vi sono delle specie che non si prestano a tale modo di fecondazione. Per esempio, alcune «Cypripediums» non possono essere fecondate da nessun insetto, e molte di esse furono trovate prive di seme. — Ma allora donde provengono le pianticelle? — Dai germogli e dai tubercoli, e da questi piccoli rampolli. Ciò si spiega facilmente. L'enigma sta nel sapere a che serve il fiore. Ora, molto probabilmente, la «mia orchidea» desta per tal cagione un interesse straordinario. Ho spesso avuto in mente di rinnovare le ricerche di Darwin; ma fino ad ora non ne ho avuto il tempo. Le foglie incominciano a svilupparsi. Ve ne prego, venite a vederle! Ma la governante dichiarò che il tepidario aveva una temperatura che le avrebbe cagionato dolori di capo. D'altronde aveva visto la pianta da poco tempo; e le radici avventizie, alcune delle quali avevano la lunghezza d'un piede, le incutevano terrore. Le parevano dei tentacoli avidi di afferrare la gente! E vedeva questi tentacoli crescere verso di lei con una rapidità prodigiosa. Ed aveva giurato a sè stessa di non mai più rivedere quella brutta pianta. Andasse Wedderburn ad ammirarne le foglie. E queste foglie erano di grossezza comune, ma di colore verde brillante, macchiate da puntolini rossi. Egli non aveva sentito parlare di foglie simili. La pianta dell'orchidea era stata collocata sopra una panca piuttosto bassa, fra il termometro ed il serbatoio dell'acqua calda, dal quale serbatoio sfuggiva, per una cannella, l'acqua goccia a goccia per impregnare d'umidità l'atmosfera del tepidario. E Wedderburn passava regolarmente ed interamente le sue giornate ad osservare i progressi della fioritura di quella strana pianta. Finalmente giunse il gran giorno. Appena Wedderburn entrò nel tepidario, si accorse che il fiore era sbocciato, benchè il grande «Palaenophis Lown» nascondesse colle sue foglie il nuovo favorito. Ed era perchè un odore nuovo, un soave profumo, penetrante, inebbriante, dominante tutti gli altri profumi, imbalsamava l'atmosfera di quella piccola casa di vetro ingombra di piante. Wedderburn rimase in estasi innanzi al nuovo prestigio: al posto dei bottoni verdi che quasi toccavano terra, vi erano tre grandi fiori, dai quali si sprigionava quel profumo così intenso. I fiori erano bianchi con strie di color rancio dorato sui petali; il pesante «labellum» era arrotolato in modo assai strano, e meravigliose tinte celesti e porporine si intrecciavano coll'oro. Wedderburn si accorse subito che tal genere di fiore era assolutamente nuovo. E quel profumo! Quel profumo insopportabile…. e quell'ambiente caldo! I fiori gli si sviluppavano sotto gli occhi! Egli volle osservare la temperatura, fece per avvicinarsi al termometro; ma improvvisamente vide vacillare gli oggetti circostanti. I mattoni del pavimento ballavano in tutte le direzioni, i fiori bianchi, le foglie verdi, il tepidario stesso, parevano fuggire, descrivendo una curva verso il cielo…. Alle quattro e mezzo, la cugina apparecchio il tè, secondo il solito; ma Wedderburn non si fece vedere. — È ancora in adorazione della sua orribile pianta, – pensò ella, ed aspettò qualche minuto… – Forse avrà l'orologio fermo, andrò a cercarlo. Si recò direttamente al tepidario, ed aprendo la porta lo chiamò. Non ebbe risposta, però s'accorse che l'atmosfera era pesante e satura d'un odore fortissimo; e vide per terra, fra i tubi dell'acqua calda, un corpo disteso. Rimase immobile e stupefatta: doveva essere lui certamente, disteso supino a terra, vicino alla strana orchidea. Le radici avventizie non si dondolavano più liberamente nell'aria a somiglianza di tentacoli; si erano intrecciate, e le loro estremità erano strettamente applicate al mento, al collo ed alle mani di Wedderburn. La governante in sulle prime non capì bene di che si trattasse: ma avvicinandosi tremante si accorse che al disotto dei tentacoli appoggiati alla guancia sgorgava un sottile filo di sangue. Diè un urlo e si precipitò su Wedderburn; provò a liberarlo da quelle strane e terribili sanguisughe; spezzando subito due tentacoli dai quali sgocciolò un succo rosso. L'odore opprimente del fiore incominciò a farle girare la testa, cercò di strappare le radici che ancora si avviticchiavano con forza alle carni del disgraziato; ma sentendosi venir meno, aprì precipitosamente la porta più vicina, e fuggì all'aperto. L'aria fresca la rianimò, e senza por tempo in mezzo afferrò un vaso di fiori e lo lanciò contro i vetri, all'estremità opposta del tepidario per provocare un riscontro. Rientrò quindi nel tepidario, presso Wedderburn che giaceva ancora avviticchiato da quelle strane e pur terribili ridici. Con uno sforzo disperato la povera donna trascinò fuori corpo e pianta insieme, e quando fu all'aria libera, in breve tempo potè liberare il disgraziato da quelle sanguisughe vegetali e gettare quella malaugurata pianta nel tepidario. Wedderburn era livido, ed aveva sul viso e sulle mani numerose e sanguinolenti piaghe di forma circolare. Il rumore dei vetri spezzati aveva fatto accorrere nel giardino un domestico, il quale, vedendo la governante colle mani macchiate di sangue vicino al corpo del padrone non poteva davvero credere ai suoi occhi, e gli balenò uno strano e terribile sospetto. — Portate subito dell'acqua, – gridò la donna, e queste parole rassicurarono totalmente il buon domestico. Quando tornò con l'acqua, la governante, colle lagrime agli occhi, asciugava il viso insanguinato del povero Wedderburn. — Che cos'è successo? – domandò quest'ultimo aprendo un po' gli occhi e richiudendoli subito. — Chiamate Anna, andate dal dottore Haddon, e ditegli di recarsi subito qui, – ordinò la governante al domestico. – In quanto a voi, – soggiunse, rivolgendosi a Wedderburn, – narrerò tutto, appena potrete udirmi. Dopo qualche minuto, Wedderburn aprì nuovamente gli occhi, ma pareva assai turbato e non poteva capire quello che gli era successo, e come mai fosse lì disteso in terra. — Siete svenuto nel tepidario! – gli disse allora sua cugina vedendo il turbamento del pover'uomo. — E la mia orchidea? — A quella ci penserò io! Wedderburn aveva perso gran copia di sangue; ma fortunatamente per lui, non aveva riportato altro malanno da quella strana avventura. Una tazza di brodo con un po' di «brandy» valsero a ristorarlo. Il dottore appena giunto ordinò che lo si trasportasse nel letto per maggior precauzione. Allora la governante narrò alla meglio al dottore Haddon quella incredibile storia. — Venite nel tepidario e vedrete, – diss'ella. L'aria fresca era penetrata dalla porta spalancata, e l'odore malsano era quasi scomparso. Molte delle radici aeree giacevano appassite sui mattoni chiazzati qua e là da goccie di sangue. Il fusto della pianta si era spezzato nella caduta, ed i fiori erano diventati scuri e molli sull'orlo dei petali. Il dottore si chinò; ma vide che una di quelle radici si muoveva debolmente e stimò più prudente l'uscire dal tepidario. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . All'indomani, la strana orchidea giaceva sempre al medesimo posto; ma era diventata nera e quasi in decomposizione. Il vento del mattino sbatteva di tanto in tanto le porte del tepidario, e tutta la collezione di Orchidee di Wedderburn era oramai sciupata, raggrinzita, gelata; ma Wedderburn era in piedi; guarito, raggiante, loquace e desideroso di narrare la sua strana avventura. Fine. nota 1 – Labellum, formazione labbriforme. Il petalo mediano diviso in tre lobi, che forma il labbro inferiore della corolla dell'orchidea. [Torna] nota 2 – Isole Andamane nel golfo del Bengala. [Torna] nota 3 – Alpaca. Stoffa dì lana leggera e liscia che si tesse col pelo dell'Auchenia, che è un mammifero affine al cammello, proprio dell'America meridionale. (*Nota del Trad.*). [Torna] nota 4 – Rizoma. Fusto sotterraneo legnoso. (*Nota del Trad.*). [Torna] nota 5 – La famiglia delle orchidee, la più numerosa dei Monocotiledoni, comprende 334 generi, e circa 5000 specie. [Torna] Troverai tanti altri racconti da leggere nella Mediateca di Pagina Tre (clicca qui!) Scopri sul sito Internet di Liber Liber ciò che stiamo realizzando: migliaia di ebook gratuiti in edizione integrale, audiolibri, brani musicali con licenza libera, video e tanto altro: https://liberliber.it/. Se questo libro ti è piaciuto, aiutaci a realizzarne altri. Fai una donazione: https://liberliber.it/aiuta/. LIBRO PARLATO: VOCE: Fiorenza Auriemma DATA: 03/10/2025 QUESTO E-BOOK: TITOLO: Un'orchidea straordinaria AUTORE: Wells, Herbert George DIRITTI D'AUTORE: no LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: https://liberliber.it/opere/libri/licenze/ TRATTO DA: Novelle straordinarie / H. G. Wells ; [illustrazioni di Celso Ondano]. - Milano : Fratelli Treves, 1905. - 211 p., [10] c. di tav. : ill. ; 27 cm. SOGGETTO: FIC029000 FICTION / Brevi Racconti (autori singoli) FIC028040 FICTION / Fantascienza / Brevi Racconti
Fri, 22 Aug 2025 03:45:00 +0000 https://jungeanleger.podigee.io/2514-borsepeople-im-podcast-s20-14-caterina-vizzardelli 6134672e85d6bd1245b269d3b2d4f706 Caterina Vizzardelli ist Co-Founderin und Präsidentin von Assai, der noch relativ jungen Vereinigung für den wissenschaftlichen Austausch Österreich-Italien. Die gebürtige Mailänderin bekommt natürlich die "Inter oder AC Milan"-Frage, wir sprechen über den ersten Job in Österreich bei der damals noch nicht börsenotierten Marinomed in der vetmeduni. Heute ist Caterina Senior Scientist an der MedUni Vienna. Assai wiederum ist gerade mal ein Jahr alt, man kennt den Begriff aus der Musik mit „allegro assai“ für lebhafte Entwicklungen, Caterina leitet aber freilich richtig her. Assai ist in der Italienischen Botschaft im Palais Metternich angesiedelt, hat ein F&E- und Startup-Faible, denkt auch die Börsen mit (in Wien gibt es ja viel Italien-Fokus im Vienna MTF). Finally reden wir noch über Jannik Sinner und Pizza zum Dinner. https://www.linkedin.com/company/assai-at/ About: Die Serie Börsepeople des Podcasters Christian Drastil, der im Q4/24 in Frankfurt als "Finfluencer & Finanznetworker #1 Austria" ausgezeichnet wurde, findet im Rahmen von http://www.audio-cd.at und dem Podcast "Audio-CD.at Indie Podcasts" statt. Es handelt sich dabei um typische Personality- und Werdegang-Gespräche. Die Season 20 umfasst unter dem Motto „25 Börsepeople“ 25 Talks. Presenter der Season 20 ist Steiermärkische Sparkasse Private Banking https://www.sparkasse.at/steiermaerkische/privatkunden zum 200. Geburtstag des Instituts. Welcher der meistgehörte Börsepeople Podcast ist, sieht man unter http://www.audio-cd.at/people. Der Zwischenstand des laufenden Rankings ist tagesaktuell um 12 Uhr aktualisiert. Bewertungen bei Apple (oder auch Spotify) machen mir Freude: http://www.audio-cd.at/spotify , http://www.audio-cd.at/apple . 2514 full no Christian Drastil Comm. (Agentur für Investor Relations und Podcasts) 1333
Gli Assai presentano "Quando viene" negli studi di Radio Delta 1 con Daniele Di Ianni nel giorno di Ferragosto.
This was an impressive debut crossword by Ingrid Steffensen. The theme definitely and deservedly takes center stage, and the rest of the clues were at exactly the right level of difficulty for a Tuesday. We approve!In other news, Jean's in the very hot hot seat for our Triplet Tuesday™️ segment, so have a listen, and, as always, let us know what you think!Show note imagery: The world's largest I LIKE IKE button, in Abilene, KSWe love feedback! Send us a text...Contact Info:We love listener mail! Drop us a line, crosswordpodcast@icloud.com.Also, we're on FaceBook, so feel free to drop by there and strike up a conversation!
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) - Quartetto per archi in la minore, op. 1321. Assai sostenuto – Allegro2. Allegro ma non tanto3. Molto Adagio – Andante Andante – Molto adagio – Andante–Molto adagio. 4. Alla Marcia, assai vivace5. Allegro appassionato – Presto Ariel Quartet
Robert Schumann (1810 - 1856) - Quartetto per archi n. 3 in la maggiore, op. 41 n. 31. Andante espressivo - Allegro molto moderato2. Assai agitato - L'istesso tempo [08:30]3. Adagio molto [15:36]4. Finale: Allegro molto vivace - Quasi Trio [24:24] Quartetto Italiano
itim Group PLC chief financial officer Ian Hayes takes Proactive's Stephen Gunnion through the company's performance in 2024, which marked a key turning point as itim moved from loss to profit. Hayes explained how the business reached a profit before tax of £0.2 million, improving from a £1.1 million loss in 2023. According to Hayes, “Our whole focus for 2024 was to break even. So the fact that we just made a small profit is a major turning point for us.” He credited this progress to a deliberate pivot towards profitability, focusing on smaller, short-term service projects with existing customers instead of chasing larger, long-term transformations. The company, which provides a unified platform for retail transformation, has a strong customer base that includes major names such as Tesco, JCPenney, Walmart and McDonald's. Hayes highlighted four pillars of the platform—sales, pricing and promotions, supply, and optimisation—tailored to different tiers of retailers. Key contract wins for 2024 included the renewal of five-year agreements with The Entertainer and Majestic, as well as a significant new deal with Brazilian wholesaler Assai Atacadista. Hayes noted the competitiveness of the Assai deal, stating itim had beaten ten other suppliers to secure the contract. Looking ahead to 2025, Hayes described a robust pipeline, despite wider industry headwinds. Cost pressures on retailers are prompting more companies to seek out itim's solutions to improve profitability. “Retailers are now coming to us and saying, how can we transform our business?” Hayes said. Watch the full interview for insights into itim Group PLC's performance, platform strategy, and future opportunities. For more interviews and updates, visit Proactive's YouTube channel. Don't forget to like the video, subscribe to the channel, and enable notifications for future content. #itimGroup #RetailTechnology #IanHayes #RetailProfitability #FinancialResults2024 #RetailTransformation #SubscriptionRevenue #UKStocks #TechForRetail #ProactiveInvestors
Maurizio Crozza è Antonio Razzi in occasione di una puntata di Fratelli di Crozza. Guarda Fratelli di Crozza senzapubblicità qui: https://bit.ly/3gS5JXwNon perderti i migliori contenuti di Fratelli di Crozza qui su YouTube https://www.youtube.com/playlist?list=PLBIuaYmaOyi2J2hwhbgkkk8L29xdAdY1A Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
La presa di coscienza della gravità dei peccati di lingua, in particolare il giudizio, la critica, la diffamazione e la calunnia. Gloria rivede (in Dio) il contadino che pregò per lei e vede come andranno ascritti anche a suo merito le conversioni scaturite dalla testimonianza di Gloria. Conclusioni. Ciclo di catechesi “Alle porte degli inferi e dell'inferno: la sconvolgente testimonianza di Gloria Polo”, diciottesima ed ultima puntata, Mercoledì 3 Gennaio 2024. Libro letto e commentato: Flaviano Patrizi (a cura di), Sono stata alle porte del cielo e dell'inferno. Nuova testimonianza della dott.sa Gloria Polo, Seconda Edizione, Himmel, 2021. Link: https://www.himmeledizioni.com/prodotto/sono-stata-alle-porte-del-cielo-e-dellinferno-nuoa/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/alle-porte-degli-inferi-e-dell-inferno--5944228/support.
SOMM Recordings announces Cascade, the exhilarating new recital by pianist Cordelia Williams featuring music by Beethoven, Schumann, and Prokofiev.TracksLudwig van Beethoven Bagatelle in C Major, WoO 56 (2:13)Sergei ProkofievVisions fugitives, Op. 22 (23:25) Lentamente (1:20) Andante (1:27) Allegretto (0:58) Animato (0:59) Molto giocoso (0:26) Con eleganza (0:28) Pittoresco (2:14) Comodo (1:15) Allegretto tranquillo (1:20) Ridicolosamente (0:52) Con vivacità (1:12) Assai moderato (0:57) Allegretto (0:52) Feroce (1:08) Inquieto (0:51) Dolente (1:56) Poetico (1:00) Con una dolce lentezza (1:19) Presto agitatissimo e molto accentuato (0:46) Lento (1:57) Robert SchumannWaldszenen, Op. 82 (21:54) Eintritt (2:05) Jäger auf der Lauer (1:36) Einsame Blumen (1:48) Verrufene Stelle (3:19) Freundliche Landschaft (1:15) Herberge (2:00) Vogel als Prophet (3:02) Jagdlied (2:48) Abschied (3:57) Ludwig van BeethovenSix Bagatelles, Op. 126 (17:37) I. Andante con moto, Cantabile e compiacevole (2:38) II. Allegro (1:49) III. Andante, Cantabile e grazioso (2:34) IV. Presto (3:57) V. Quasi allegretto (2:09) VI. Presto (4:26) Help support our show by purchasing this album at:Downloads (classicalmusicdiscoveries.store) Classical Music Discoveries is sponsored by Uber and Apple Classical. @CMDHedgecock#ClassicalMusicDiscoveries #KeepClassicalMusicAlive#CMDGrandOperaCompanyofVenice #CMDParisPhilharmonicinOrléans#CMDGermanOperaCompanyofBerlin#CMDGrandOperaCompanyofBarcelonaSpain#ClassicalMusicLivesOn#Uber#AppleClassical Please consider supporting our show, thank you!Donate (classicalmusicdiscoveries.store) staff@classicalmusicdiscoveries.com This album is broadcast with the permission of Sean Dacy from Rosebrook Media.
Le groupe Casino en grande difficulté. Surendetté, avec une action au plus bas, l'enseigne de supermarchés va pouvoir renégocier sa dette avec certains de ses créanciers. Une procédure de conciliation s'est ouverte. Opération sauvetage pour Casino, distributeur fondé en 1898 et dont le grand patron est aujourd'hui sous le feu des critiques. Jean-Charles Naouri, est un financier qui a investi dans la grande distribution tout en se faisant très discret. Le mystère, Jean-Charles Naouri le cultive sciemment depuis plus de 30 ans. On le dit froid, calculateur, terriblement ingénieux et redoutable en affaires. Philippe Terrien, aujourd'hui retraité, a fait une bonne partie de sa carrière chez Casino. Sa première rencontre avec Naouri c'est en 1992, lorsque celui-ci devient actionnaire majoritaire : « C'était un personnage extrêmement charismatique, se souvient-il, on avait envie d'écouter ce qu'il dit, et il le disait avec une très grande clarté. Ça redonnait une vision pour le groupe, ce dont on avait énormément besoin à l'époque. »Début de carrière dans les ministèresUn homme brillant, mais déconnecté du terrain. Alors que Philippe Terrien est - excusez du peu - directeur exécutif de la branche agro-alimentaire du groupe entre 2015 et 2020, il ne rencontrera jamais le grand patron Jean-Charles Naouri. « J'ai ressenti un très grand éloignement entre Jean-Charles Naouri et les problématiques de terrain. Son visage était totalement inconnu des collaborateurs de groupe. Je rigolais en interne quand j'étais chez Casino, je disais aux énarques avec qui je travaillais : "C'est quand même fou. Vous croyez plus au tableau Excel que vos collaborateurs ont fait qu'à ce que vous voyez". Il y a une espèce de déconnexion complète ».C'est dans les cabinets ministériels que l'énarque Jean-Charles Naouri a débuté dans les années 80. Il s'y forge un réseau, notamment auprès de Pierre Bérégovoy, ministre de l'Économie et des finances. Il participe activement à la réforme de la libéralisation des marchés financiers avant de partir dans le privé et de se lancer dans les affaires.Des erreurs stratégiquesFils d'un pédiatre, et d'une professeure d'anglais, Jean-Charles Naouri n'a, au départ, pas de grande fortune personnelle. C'est son réseau, son intelligence en affaire qui le propulse à la tête d'un empire. Avec sa holding Rallye, tel un maitre de l'investissement, il rafle les grandes marques : Monoprix, Spar, Naturalia, Cdiscount... Avant de faire plusieurs erreurs stratégiques et d'accumuler les dettes. Le patron de Casino a parfois manqué de flair. « Depuis très longtemps, Jean-Charles Naouri ne croit pas à l'avenir des hypermarchés en France. Je pense qu'il a tort, explique Frank Rosenthal, expert de la grande distribution. Il n'a pas investi dans ses magasins et quand vous avez autour de vous des Leclerc qui investissent très fortement, des Carrefours, ça se voit ! En plus, quand vous avez un positionnement qui n'est pas très lisible sur le marché, que vous avez fait du yoyo sur les prix et que vous avez une mauvaise image prix, vous comprenez pourquoi Casino perd des parts de marché en France ».Vers une perte de contrôle du groupe ?Des mauvais résultats qui ne l'ont pas empêché de doubler son salaire en octobre dernier. Aujourd'hui, le groupe endetté à hauteur de 6,4 milliards d'euros suscite des convoitises. Deux repreneurs sérieux sont sur les rangs et Naouri pourrait bien être forcé de laisser le contrôle de son joyau Casino. « Dire que l'actionnaire majoritaire et le PDG ne sont pas responsables des résultats de son action depuis 20 ans me semblerait totalement déplacé, ajoute Philippe Terrien. À sa décharge, je ne connais pas d'exemple où des financiers ont réussi dans la grande distribution. »Le stratège a récemment dû céder sa filiale GreenYellow spécialisée dans l'énergie solaire ainsi que son enseigne brésilienne Assai. Pas question non plus de jouer Casino à la roulette. Pour éviter la faillite, Naouri négocie. Selon les dernières informations annoncées ce vendredi, les premières cessions de conciliation avec les créanciers « auront lieu d'ici à la fin de cette année ». Casino prévoit également de céder des magasins pesant au total plus d'un milliard d'euros de chiffre d'affaires au groupement Intermarché.
Le groupe Casino en grande difficulté. Surendetté, avec une action au plus bas, l'enseigne de supermarchés va pouvoir renégocier sa dette avec certains de ses créanciers. Une procédure de conciliation s'est ouverte. Opération sauvetage pour Casino, distributeur fondé en 1898 et dont le grand patron est aujourd'hui sous le feu des critiques. Jean-Charles Naouri, est un financier qui a investi dans la grande distribution tout en se faisant très discret. Le mystère, Jean-Charles Naouri le cultive sciemment depuis plus de 30 ans. On le dit froid, calculateur, terriblement ingénieux et redoutable en affaires. Philippe Terrien, aujourd'hui retraité, a fait une bonne partie de sa carrière chez Casino. Sa première rencontre avec Naouri c'est en 1992, lorsque celui-ci devient actionnaire majoritaire : « C'était un personnage extrêmement charismatique, se souvient-il, on avait envie d'écouter ce qu'il dit, et il le disait avec une très grande clarté. Ça redonnait une vision pour le groupe, ce dont on avait énormément besoin à l'époque. »Début de carrière dans les ministèresUn homme brillant, mais déconnecté du terrain. Alors que Philippe Terrien est - excusez du peu - directeur exécutif de la branche agro-alimentaire du groupe entre 2015 et 2020, il ne rencontrera jamais le grand patron Jean-Charles Naouri. « J'ai ressenti un très grand éloignement entre Jean-Charles Naouri et les problématiques de terrain. Son visage était totalement inconnu des collaborateurs de groupe. Je rigolais en interne quand j'étais chez Casino, je disais aux énarques avec qui je travaillais : "C'est quand même fou. Vous croyez plus au tableau Excel que vos collaborateurs ont fait qu'à ce que vous voyez". Il y a une espèce de déconnexion complète ».C'est dans les cabinets ministériels que l'énarque Jean-Charles Naouri a débuté dans les années 80. Il s'y forge un réseau, notamment auprès de Pierre Bérégovoy, ministre de l'Économie et des finances. Il participe activement à la réforme de la libéralisation des marchés financiers avant de partir dans le privé et de se lancer dans les affaires.Des erreurs stratégiquesFils d'un pédiatre, et d'une professeure d'anglais, Jean-Charles Naouri n'a, au départ, pas de grande fortune personnelle. C'est son réseau, son intelligence en affaire qui le propulse à la tête d'un empire. Avec sa holding Rallye, tel un maitre de l'investissement, il rafle les grandes marques : Monoprix, Spar, Naturalia, Cdiscount... Avant de faire plusieurs erreurs stratégiques et d'accumuler les dettes. Le patron de Casino a parfois manqué de flair. « Depuis très longtemps, Jean-Charles Naouri ne croit pas à l'avenir des hypermarchés en France. Je pense qu'il a tort, explique Frank Rosenthal, expert de la grande distribution. Il n'a pas investi dans ses magasins et quand vous avez autour de vous des Leclerc qui investissent très fortement, des Carrefours, ça se voit ! En plus, quand vous avez un positionnement qui n'est pas très lisible sur le marché, que vous avez fait du yoyo sur les prix et que vous avez une mauvaise image prix, vous comprenez pourquoi Casino perd des parts de marché en France ».Vers une perte de contrôle du groupe ?Des mauvais résultats qui ne l'ont pas empêché de doubler son salaire en octobre dernier. Aujourd'hui, le groupe endetté à hauteur de 6,4 milliards d'euros suscite des convoitises. Deux repreneurs sérieux sont sur les rangs et Naouri pourrait bien être forcé de laisser le contrôle de son joyau Casino. « Dire que l'actionnaire majoritaire et le PDG ne sont pas responsables des résultats de son action depuis 20 ans me semblerait totalement déplacé, ajoute Philippe Terrien. À sa décharge, je ne connais pas d'exemple où des financiers ont réussi dans la grande distribution. »Le stratège a récemment dû céder sa filiale GreenYellow spécialisée dans l'énergie solaire ainsi que son enseigne brésilienne Assai. Pas question non plus de jouer Casino à la roulette. Pour éviter la faillite, Naouri négocie. Selon les dernières informations annoncées ce vendredi, les premières cessions de conciliation avec les créanciers « auront lieu d'ici à la fin de cette année ». Casino prévoit également de céder des magasins pesant au total plus d'un milliard d'euros de chiffre d'affaires au groupement Intermarché.
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
Quando viene dicembre...beh, anni fa significava una sola cosa: Disney. Un cartone animato che riuniva tutti quanti in sala per passare un'ora e mezza all'insegna del divertimento e dell'intrattenimento. Ne sono cambiate di cosa da allora e la Disney ha smarrito la retta via ma ho deciso di ripercorrere la mia personale storia con questa casa di produzione che ha fagocitato l'industria hollywoodiana ma che un tempo era capace anche di offrire un po' di arte e passione. La Disney ha vissuto tempi duri. Come tutti noi. Me compreso. Nel 2007 uscì "I Robinson-Una famiglia spaziale" e per molti la Disney era spacciata. Recuperai questo film nel 2008 e, specificatamente, nel dicembre del 2008 durante la settimana più tristemente memorabile della mia vita. Per questo e altri motivi considero questo classico Disney un po' speciale, per quanto non memorabile o davvero degno di nota. Poiché quella di Lewis è una storia che ci ricorda (non sempre senza un po' di goffaggine) come la vita sia una sfida continua e di come dobbiamo andare sempre avanti.
Beethoven – The Late Sonatas Opp. 101 & 106 marks the completion of Maurizio Pollini's survey of the five late piano sonatas. His landmark 1970s recordings of these works were recognized at the time with a Gramophone Award. A few years ago the pianist decided to revisit the five sonatas, and in 2019 made an acclaimed second recording of the final three at the Herkulessaal in Munich. Now he has returned to the same hall to record Opp. 101 and 106 – among the most technically challenging and musically adventurous works in the concert repertoire. Deutsche Grammophon will release his new album today.The quixotic nature of Beethoven's A major Sonata, Op. 101 and the complexities of the “Hammerklavier” Sonata, Op. 106 offers infinite scope for interpretation. “Every Beethoven piano sonata is a different world,” observes Maurizio Pollini. “He finds a different character in each one, from the first to the last. Each is unique.” The A major Sonata, he adds, “is very free”. Drafted in the summer of 1815 and completed the following year, its four movements are markedly different in style and substance from those of the composer's earlier sonatas for piano. “It's a great challenge to understand and play it,” says Pollini.The scale of the challenge, however, pales beside that set by Beethoven in the “Hammerklavier” Sonata. The work was so difficult that it remained unperformed in public following its publication in 1819 until the young Franz Liszt showed the way seventeen years later at Paris's Salle Érard. Pollini describes it as the “greatest Beethoven sonata”. Its slow movement alone is almost as long as all four movements of its companion piece on the album. “You can think also of the funeral march of the ‘Eroica' Symphony – these are perhaps the two greatest movements Beethoven ever composed,” suggests the pianist. The transition into the fourth and final movement's fugue, a sublime Largo, dissolves ordinary perceptions of time and space as if opening the door to an otherwise inaccessible spiritual dimension. It prepares the way for a three-voice fugue sustained and developed over a sequence of contrasting episodes that combine to lift the music out of its historic context and leave it sounding fresh for all time.Track Listing:1 Beethoven: Piano Sonata No. 28 in A Major, Op. 101: I2 II3 III4 iV5 Beethoven: Piano Sonata No. 29 in B-Flat Major, Op. 106 Hammerklavier - I. Allegro6 II. Scherzo. Assai vivace7 III. Adagio sostenuto8 IV. Largo - Allegro risolutoHelp support our show by purchasing this album at:Downloads (classicalmusicdiscoveries.store) Classical Music Discoveries is sponsored by Uber. @CMDHedgecock#ClassicalMusicDiscoveries #KeepClassicalMusicAlive#LaMusicaFestival #CMDGrandOperaCompanyofVenice #CMDParisPhilharmonicinOrléans#CMDGermanOperaCompanyofBerlin#CMDGrandOperaCompanyofBarcelonaSpain#ClassicalMusicLivesOn#Uber Please consider supporting our show, thank you!Donate (classicalmusicdiscoveries.store) staff@classicalmusicdiscoveries.comThis album is broadcasted with the permission of Crossover Media Music Promotion (Zachary Swanson and Amanda Bloom).
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La parola “tanto” è molto frequente in italiano... fin troppo! È giunto il momento di variare un po' e in questo articolo scoprirai tutti i modi per sostituirla, in base al significato che esprime. Alternative a TANTO in italiano Prima di cominciare, facciamo chiarezza: quando si usa la parola "tanto"? E cosa esprime? TANTO si utilizza per: riferirsi a qualcosa (sostantivo) che si presenta in grande quantità (in questo caso, concorda con il sostantivo in genere e in numero); per enfatizzare, rendendolo più intenso, un avverbio o un aggettivo (in questo caso, resta invariato); per riferirsi ad un'azione (verbo), sottolineandone la grande frequenza o intensità (anche in questo caso resta invariato). Esempi:In biblioteca ci sono tanti libri. [sostantivo]Oggi sono tanto nervoso, non me ne va bene una! [aggettivo]Lucia e Marco si amano tanto e presto si sposeranno. [verbo] Per creare ancora più enfasi, “tanto” può essere accompagnato da veramente, davvero, oppure si usa la forma al superlativo tantissimo.Esempi:Ieri mi sono divertita veramente tanto!Sono davvero tanto contenta di averti conosciuto.La lezione di storia non mi è piaciuta: mi sono annoiata tantissimo. Vediamo ora come si potrebbe sostituire TANTO! MOLTO - ASSAI - PARECCHIO Queste alternative hanno la stessa funzione di “tanto” e possono essere utilizzate negli stessi contesti e negli stessi modi. Esempi:Le lezioni di musica mi appassionano assai! [verbo]Il negozio è fornitissimo: ci sono molti capi di abbigliamento tra cui scegliere. [sostantivo]Penso che le tue parole siano parecchio offensive. [aggettivo]Dovete rispondere molto attentamente! [avverbio]È assai difficile riuscire ad avere un appuntamento col direttore! [aggettivo]Luca ha comprato parecchi libri, ma non ne ha letto nessuno. [sostantivo] “Molto” e “parecchio” concordano con il sostantivo se si riferiscono a un sostantivo, proprio come “tanto”. “Assai” invece resta sempre invariato, a prescindere dalla parola che accompagna. UN SACCO - UN BOTTO - UNA MAREA - UN CASINO Queste alternative a “tanto” sono estremamente informali, perciò si usano soprattutto in contesti colloquiali, quando si parla con amici, parenti e persone che si conoscono molto bene. Esempi:Ci siamo divertiti un casino alla festa di Stefano. [verbo]Ho una marea di compiti da finire per domani! [sostantivo]Abbiamo camminato un botto ma ne è valsa la pena! [verbo]Alla protesta sono venute un sacco di persone. [sostantivo] Dagli esempi si possono dedurre alcune cose molto importanti: 1 - Queste alternative (un sacco, un casino, un botto e una marea) si usano sempre in riferimento a un sostantivo o un verbo. Il loro uso in riferimento a un aggettivo o un avverbio è molto, molto raro. 2 - Quando queste alternative si riferiscono a un sostantivo, devono essere seguite dalla preposizione DI (un sacco di persone, una marea di compiti) 3 - Un dubbio molto frequente tra gli studenti di italiano in merito a queste espressioni è: dopo “un sacco di + sostantivo plurale” (es. un sacco di persone) ci vuole il verbo singolare (perché “un sacco” è singolare) o il verbo plurale (perché il sostantivo è plurale)? Qui si fa di solito una CONCORDANZA A SENSO. Cosa significa? Significa che non si rispettano le regole grammaticali di concordanza, ma si segue piuttosto il senso, privilegiando le parole che danno il significato generale alla frase.Perciò, il verbo concorderà con il sostantivo “principale”, quello dopo la preposizione DI. Esempi:Una marea di persone vanno in spiaggia a Ferragosto.Un sacco di studenti hanno scelto di iscriversi al nostro corso. IN ABBONDANZA Questa alternativa si usa solo in riferimento a sostantivi o verbi. Esempi:Puoi cenare da noi: c'è cibo in abbondanza, da sfamare un esercito! [sostantivo]Hai giocato in abbondanza con i tuoi amici. È il momento di tornare a casa e fare i compiti! [verbo]
Carl Philipp Emanuel Bach - Cello Concerto: Allegro assai Andreas Brantelid, cello Concerto Copenhagen Lars Ulrik Mortensen, conductor More info about today's track: Naxos 8.574365 Courtesy of Naxos of America, Inc. Subscribe You can subscribe to this podcast in Apple Podcasts, or by using the Daily Download podcast RSS feed. Purchase this recording Amazon
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Following her win at the Soca Monarch competition and appearance at Capella, local sensation Erica Assai joined Tim and our Miss Cayman Islands Contestant Whitney for an extremely candid interview about personal inspirations, tragedies and goals for her music career.
Mostrando que nosso podcast tem caráter, viemos a público falar dessa empresa também neste momento de mercado, em que o valor da empresa está numa decrescente, despertando, com isso, a desconfiança dos investidores. Nesse momento é sempre bom reunir mais informações para que possamos validar nosso racional de investidor ou, se for o caso, admitir o erro e partir para uma próxima. Mas então, será que Ilson Mateus errou na execução do planejamento? O que está fazendo a rentabilidade da empresa cair? Ela é comparável às outras redes como Carrefour, Pão de Açúcar e Assai? Essas e muitas outras questões são o ponto central deste episódio. E desta vez tem spoiler: para nós, é uma baita oportunidade de compra. Sabe por quê? Ouça agora e descubra!
Solidão. Chegamos na edição 40 do nosso podcast, sem a presença mais uma vez de Kleber Machado. Então tivemos que encarar o monólogo do Leonardo Francischetti, destacando o que de mais relevante aconteceu na rodada de final de semana das principais ligas europeias e também, falando da primeira rodada do nosso tão amado brasileirão ⚽️
Boa noite, seja bem-vindo a mais um Fechamento de Mercado da Levante comigo Flávio Conde e o programa de hoje é dedicado ao JOTA P. Vamos o Ibovespa terminou o dia levemente negativo em -0,29% a 118.738 pontos influenciado negativamente pela queda do petróleo de -9% a US$ 109 (PETR3 -2,6%, PETR4 -2,1%, PRIO3 -0,80% e 3R estável) e projeção mais alta da inflação para 6,86% de 6,54% na semana passada implicando em Selic a 13% e varejistas caindo. Mercado americano ficou perto da estabilidade o dia inteiro e influenciou pouco o Ibovespa. Já o dólar caiu -1,2% a R$ 4,77, mas esteve a R$ 4,79 por um bom tempo do pregão devido a alta do dólar de 0,36% x moedas fortes porque a taxa de 10-anos dos EUA subiu de 2,44% a.a. na sexta para 2,46% a.a. Destaques de alta: MRFG3 +4%, Minerva +3,6%, Ambev +3%, ASSAI +2,5% e BRF +2,3% com as cias. de carnes ajudadas pelo dólar que parou de cair e resolução da eleição de conselheiros da BRF. Destaque de baixa foram de varejistas e construtoras por conta da inflação e juros bem como petrolíferas pelo petróleo -9%: LWSA3 -4,5%, COPEL -3,3%, BANCO PAN -3,3%, EZTEC -2,8% e PETR3 -2,6%. Destaque dos assinantes da Levante foi PETRORIO3 e assista no vídeo a análise do Flávio Conde
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6928LO ''STRANO'' FANATISMO BELLICO DEL CORRIERE DELLA SERA NELLA GUERRA IN UCRAINA di Antonio SocciCome ha scritto Tomaso Montanari, un intellettuale di sinistra, è tragicomico vedere "ex comunisti, operaisti, esponenti di Lotta Continua" che, per far dimenticare il loro passato, oggi sull'Ucraina sono "passati all'occidentalismo fanatico". Sembrano Luttwak.La devozione alla Casa Bianca, per alcuni ex, è granitica come ieri quella del Pci verso il Cremlino rosso.Non pensano all'interesse degli europei (italiani compresi) i quali non vogliono sprofondare in un guerra duratura e nella catastrofe economica. Loro sognano di abbattere Putin (come vorrebbe Biden).Un esempio? Il Corriere della sera. Da un po' è diventato "l'Unità del terzo millennio": vengono infatti dall'Unità sia il direttore, sia i principali editorialisti come Walter Veltroni e Antonio Polito (Paolo Mieli viene addirittura da "Potere operaio"…).L'editoriale di ieri, firmato da Polito, aveva un titolo militaresco: "Il fronte interno". Calzato gagliardamente l'elmetto degli artiglieri da salotto, Polito inizia stentoreo: "Il 'partito della resa' ha gettato la maschera. È ancora minoritario, ma punta ormai al bersaglio grosso: portare l'Italia nel campo di Mosca, confermando così l'antico pregiudizio per cui non finiamo mai una guerra dalla parte in cui l'abbiamo cominciata".Qualcuno dovrebbe informare Polito che l'Italia non è entrata in guerra (un piccolo dettaglio). Ma il virile richiamo politesco fa ricordare un triste passato (che speriamo non torni).Era il giugno 1940 e la prima pagina del "Corriere della sera" quel giorno tuonava: "Popolo italiano corri alle armi! Folgorante annunzio del Duce: la guerra alla Gran Bretagna e alla Francia. Dalle Alpi all'Oceano Indiano un solo grido di fede e di passione: Duce! Vinceremo!".Fu una catastrofe. Si dirà che c'era il fascismo e i giornali dovevano allinearsi. Certo, ma è un'aggravante: quando si beneficia dell'eredità di un'antica testata bisogna anche ricordarne la storia e i drammi (onori e oneri).MANDARE ARMI PER FERMARE ARMI NON HA SENSOE bisogna pensarci quattro volte, oggi che siamo liberi, prima di carezzare di nuovo l'idea della guerra con leggerezza, gettando benzina sulla follia incendiaria di Putin. Invece il Corriere se la prende con i panciafichisti.È grottesco che uno che viene dall'Unità, su un giornale diretto da un collega che viene anch'egli dall'Unità, accusi chi invita Zelensky a trattare e cedere qualcosa, per mettere fine alla strage, di voler "portare l'Italia nel campo di Mosca".Siccome Vittorio Feltri è stato il primo a prospettare (su queste colonne) tale idea, ne deriva che Feltri sarebbe uno che vuol "portare l'Italia nel campo di Mosca".Il concetto fa già ridere così. Ma appare surreale se si pensa che è espresso da un collega che viene dall'Unità, giornale che, per la morte di Stalin, aveva titolato: "Stalin è morto. Gloria eterna all'uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell'umanità".Forse un minimo senso del ridicolo e del tragico aiuterebbe Polito e i colleghi del Corriere a ritrovare quella saggia moderazione che si addice a un giornale liberale e borghese.Ieri anche il premier israeliano Bennet, a quanto pare, ha suggerito al leader ucraino ciò che Feltri ha scritto giorni fa: trattare e cedere qualcosa per salvare la vita della sua gente e risparmiare loro tante sofferenze. Anche il suo è da ritenere un "sostegno esplicito al tiranno"?Sempre sul Corriere della sera, Paolo Mieli se l'è presa con chi dice che non bisogna prolungare la carneficina mandando armi all'Ucraina, ma sarebbe meglio trattare con Putin. Per lui questo è "pacifismo cinico". Però anche una testimone della Shoah come Edith Bruck ha detto: "Mandare armi per fermare armi non ha senso".Mieli e compagni propongono di mandare armi pure in decine di conflitti che ci sono nel mondo? O quei morti valgono meno? Certi bollori umanitari (a intermittenza) indicano nobiltà o fanatismo guerrafondaio? Perché sono cinici quelli che vorrebbero trattare salvando vite?NON È MORALE IL MORALISMO DELL'AVVENTURAC'è una famosa pagina di Joseph Ratzinger che dice il contrario facendo proprio l'elogio del compromesso: "essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l'impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo, limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell'umanità dell'uomo. Non è morale il moralismo dell'avventura… Non l'assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell'attività politica".Gesù stesso nel Vangelo fa un esempio: "quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace" (Lc 14, 31-32).Se il leader ucraino avesse fatto subito così avrebbe scongiurato una tragedia. Ora più passano i giorni (più sono i morti) e più dovrà concedere. Il suo imperativo dovrebbe essere anzitutto salvare vite di ucraini, evitare ulteriori distruzioni e risparmiare sofferenze ad altri popoli, come il nostro. Le ricadute economiche di questo conflitto infatti sono già disastrose e in seguito saranno addirittura catastrofiche.Ma ovviamente colpiscono soprattutto la gente comune già provata da due anni di pandemia. Assai meno gli editorialisti del Corriere che infatti giudicano meschini i media che si concentrano "sulla benzina piuttosto che sull'Ucraina".Loro hanno sublimi ideali. Delle bollette o del prezzo dei generi alimentari che raddoppia se ne fregano e dicono agli italiani, già provatissimi, che devono sacrificarsi ancora di più. Per l'Ucraina.Ma dovrebbero dire: per le idee dei governanti ucraini. Perché l'interesse del popolo ucraino in realtà coincide con quello degli italiani: è far cessare la guerra.Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Le figuracce di Salvini? C'è ben di peggio" commenta la figuraccia rimediata da Salvini in Polonia, ma facendo notare che questo è solo l'ultimo episodio di una perdita totale di credibilità dell'Italia all'estero. Sull'Ucraina Draghi e Di Maio hanno subito di peggio.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 marzo 2022:La pessima figura di Matteo Salvini in Polonia è solo l'ultimo episodio di una saga in cui l'Italia, fuori e dentro i confini nazionali, prende schiaffi da chiunque. Salvini è stato umiliato dal sindaco di una piccola città polacca, ai confini con l'Ucraina, che ha rifiutato di riceverlo sventolandogli sotto il naso la t-shirt con l'immagine di Putin che il leader della Lega aveva indossato un tempo. Certamente quel sindaco sarà stato imbeccato dal solito giornalista o fotografo italiano militante, secondo la squallida tradizione italiana per cui si va all'estero per combattere le battaglia politiche e personali nostrane. Ma ciò non toglie la sprovvedutezza con cui un leader della maggioranza di governo prepara una missione all'estero (anche la scelta di uno staff evidentemente incapace è sua responsabilità), pensando soprattutto alla sua immagine in patria e finendo per danneggiarla insieme a quella dell'Italia tutta.Ma quello di Salvini, come dicevamo, è solo un episodio e certamente non il più grave, visto che la crisi in Ucraina ha fatto emergere con chiarezza lo stato comatoso della nostra credibilità politica all'estero. Ha cominciato colui che da noi è venerato come il Salvatore della Patria, il presidente del Consiglio Mario Draghi, sbertucciato prima da Mosca e poi da Kiev. Il 17 febbraio era stata annunciata con enfasi la sua missione a Mosca per favorire un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Joe Biden; Putin gli aveva fatto credere di essere disposto a riceverlo ma prima che Draghi potesse salire su un aereo alla volta di Mosca, le truppe russe erano già entrate in Ucraina il 24 febbraio. Ma non bastava l'umiliazione subita da Putin, Draghi se l'è cercata poche ore dopo anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: nel suo commosso discorso alla Camera per riferire dell'invasione dell'Ucraina, il presidente del Consiglio ha concluso dicendo che aveva un appuntamento telefonico con Zelensky alle 9.30 ma lui «non era più disponibile»: una frase infelice che sembrava suggerire una mancanza o uno sgarbo del presidente ucraino. Che infatti si è subito reso disponibile su twitter: «Oggi alle 10:30 agli ingressi di Chernihiv, Hostomel e Melitopol ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare l'agenda di guerra per parlare con Mario Draghi ad un'ora precisa».E se Draghi, che pure un curriculum internazionale ce l'ha, viene trattato così, figuriamoci il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che nel suo curriculum può vantare al massimo le trasferte al seguito del Napoli. E infatti si è preso uno schiaffo pubblico dal ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Dopo che, poche ore prima dell'invasione, Di Maio ha avuto la brillante idea di dichiarare che non ci sarebbero stati nuovi incontri con i vertici russi se prima non si fosse abbassata la tensione, Lavrov ha avuto buon gioco a dichiarare che quella di Di Maio è «una strana idea di diplomazia», che «è stata creata per risolvere situazioni di conflitto e alleviare la tensione, e non per viaggi a vuoto in giro per i Paesi e degustare piatti esotici a ricevimenti di gala»
Episode #45: A Beethoven Binge Uploaded: January 1, 2022 Ludwig van Beethoven Piano Sonata No. 29 in B-flat Major, Op. 106 I. Allegro [11:42] II. Scherzo. Assai vivace [3:07] III. Adagio sostenuto – Largo [24:09] IV. Allegro risoluto [10:37] Andrew Rangell, piano DORIAN RECORDINGS DOR-90143 String Quartet in C-sharp Minor, Op. 131 I. Adagio, ma non troppo e molto espressivo [6:58] II. Allegro molto vivace [3:05] III. Allegro moderato [0:56] IV. Andante, ma non troppo e molto cantabile – Andante moderato e lusinghiero – Adagio – Allegretto – Adagio, ma non troppo e semplice – Allegretto [14:17] V. Presto – Molto poco adagio [5:27] VI. Adagio quasi un poco andante [2:04] VII. Allegro Große Fuge in B-flat Major, Op. 133 I. Overtura. Allegro – Fuga: [4:41] II. Meno mosso e moderato [2:54] III. Allegro molto e con brio [3:30] IV. Meno mosso e moderato [1:02] V. Allegro molto e con brio [1:51] VI. Allegro [1:27] Amadeus Quartet: Norbert Brainin, violin Siegmund Nissel, violin Peter Schidlof, viola Martin Lovett, ‘cello DEUTSCHE GRAMMOPHON 423 473-2
12 12 2021 - String Quartet In F Major, Op. 77, No. 2 – IV. Finale. Vivace Assai by Snowmass Chapel
Bernard Clavel est né en 1923 à Lons-le-Saunier, chef-lieu du département du Jura. Il repose désormais Frontenay, qui se trouve aussi dans le Jura. Très connu pour ses romans, Bernard Clavel a aussi écrit des essais, des poèmes et de nombreux contes pour les jeunes lectrices et lecteurs. Né dans une famille modeste, Bernard Clavel débute un apprentissage de pâtissier à quatorze ans et se forme en autodidacte en exerçant différents métiers avant de devenir journaliste dans les années 1950. Pascal Bernheim nous propose une courte nouvelle extraite du recueil "Terres de mémoire" et qui sʹintitule "Les fleurs de ma mère". Références: Bernard Clavel, "Terres de Mémoire", Jʹai lu, 1984, réédition numérique, 2019 Ludwig Van Beethoven, Quatuor à cordes, no 16, en fa majeur, op. 135, 3. Assai lento, cantante e tranquillo par le Cuarteto Casals sur lʹalbum " The Complete String Quartets "Inventions", vol. 1 ", Harmonia Mundi, 2018 Photo: Bernard Clavel
Intro From film RevolverRauf Faik - Detstvo (Real Girl Cover)For cs - Kino (cover of real girl)Assai feat. Ivan Dorn - River (feat. Ivan Dorn)MATRANG Musya Totibadze - Past the WindESTRADARADA - These eyes are like nightESTRADARADA - Men and bootsESTRADARADA - Brown CadillacArtik Asti - Eva (Stas Shik Remix 21)Kino - Watch Yourself (KAPKANO Deep Remix)Alexander Dobrynin - Pink Roses (Ayur Tsyrenov Remix)Shouse - Love Tonight (David Guetta Remix) (David Guetta Remix)Oliver Schories Tube Berger - CapriceMatan Caspi, Weekend Heroes - Control the Budget (Alex Stein Remix)Fake Mood - BreathingBondi Roth - Resize (Alar Korolova Remix)Max Korzh - Not yoursDzharakhov, Mary Gu - I'm in the moment 2Jony Pizza - About Her BootlegHammAli x Navai - At the WindowBasta - You Was Prava (Denis Bravo Remix)Artik Asti - Fury (Vincent Diaz Remix)Jah Khalib feat. Artik x Asti - MamaMia (Leo Burn & DJ TPaul Sax Radio Edit)KARA KROSS Mumiy Troll - Utekay Vremya (Amice Remix)MATRANG - Locked (Leo Burn Remix)Zivert - Del Mar (Winstep Radio Remix)DaBro - She's Not That (Zuffer Remix)Brosso Oppaacha - Strength of MindItgo - On My SideMikhail Shufutinsky - 3rd September (DJ BARS Remix)Hands Up - I won't give you to anyoneMATRANG - With yourselfMATRANG - I won't tell (Remix)Logic - Call MeID - Perebor
This is my all-time favorite of Beethoven's 32 sonatas, the Hammerklavier. This is the second of four movements.