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Rassegna stampa economico-finanziaria del 20 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Intelligenza artificiale, produttività e competizione tecnologicaTestate: L'Economia del Corriere della Sera / Repubblica Affari&Finanza / La StampaLa competizione sull'Intelligenza Artificiale è ormai una partita industriale e geopolitica tra Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti mantengono il vantaggio nei modelli di frontiera, nelle infrastrutture cloud, nei semiconduttori avanzati e nella raccolta di venture capital, mentre la Cina punta su soluzioni più economiche, integrate nei processi produttivi e pensate per una diffusione su larga scala.La differenza riguarda sempre più il costo di utilizzo: i modelli statunitensi più avanzati possono arrivare a circa 25-29 dollari per milione di token, mentre alcune soluzioni cinesi operano a meno di 1 dollaro. Per le imprese la scelta diventa quindi strategica e può orientarsi verso massime prestazioni, maggiore efficienza economica oppure architetture ibride.L'Europa rischia invece una dipendenza tecnologica strutturale, penalizzata da frammentazione del mercato, minore disponibilità di capitali e assenza di grandi piattaforme continentali. La possibilità di recuperare terreno passa dallo sviluppo di modelli verticali nei settori in cui l'Europa conserva competenze industriali e dati di qualità, come manifattura, farmaceutica, automotive, energia, finanza e servizi professionali.Adozione dell'AI, capitale umano e governance aziendaleTestate: Repubblica Affari&Finanza / La StampaIl vero valore dell'Intelligenza Artificiale non deriva dal semplice acquisto di nuovi strumenti, ma dall'integrazione tra tecnologia, persone e processi. Il 77% delle imprese considera l'innovazione una fonte importante di vantaggio competitivo, ma soltanto l'11% dichiara di utilizzare già oggi strumenti di AI generativa.Il capitale umano resta il principale collo di bottiglia. Le carenze più rilevanti riguardano tecnologia, operations, marketing, finanza, competenze legali e gestione delle risorse umane. Senza investimenti nella formazione, l'AI rischia di trasformarsi in software poco utilizzato, duplicazione dei costi e mancata revisione dei processi aziendali.Le imprese italiane stanno aumentando gli investimenti, ma molte iniziative restano ancora sperimentali. La quota di aziende impegnate nella pianificazione strategica passa dal 21% al 26%, mentre quelle che hanno avviato i primi progetti implementativi crescono dal 13% al 22%. Rimane però limitata, intorno all'8%, la quota di organizzazioni che dichiara risultati economici già consolidati.AI Act, dati e proprietà intellettualeTestate: La Stampa / L'Economia del Corriere della SeraLa diffusione dei sistemi generativi rende sempre più importante la protezione dei dati aziendali e della proprietà intellettuale. Il rischio non deriva soltanto dall'algoritmo, ma dall'inserimento di informazioni riservate all'interno di piattaforme esterne, spesso in assenza di procedure formalizzate.Le aziende dovranno predisporre clausole contrattuali chiare sulla conservazione dei dati, sul loro eventuale riutilizzo per l'addestramento dei modelli e sulla responsabilità relativa agli output generati.Dal 2 agosto entrano inoltre in applicazione nuove disposizioni dell'AI Act europeo. Le imprese che utilizzano sistemi generativi dovranno dichiarare quando testi, immagini, audio o video sono prodotti artificialmente. Le sanzioni potranno raggiungere 15 milioni di euro o il 3% del fatturato annuo mondiale.Supercalcolo, data center ed energia digitaleTestate: Repubblica Affari&FinanzaL'Italia occupa la quarta posizione mondiale per capacità di supercalcolo e dispone di infrastrutture strategiche come Leonardo, installato presso il Tecnopolo di Bologna. La capacità italiana rappresenta circa il 17% della potenza europea, offrendo applicazioni nella farmaceutica, nella meteorologia, nell'energia, nella progettazione industriale e nell'Intelligenza Artificiale.Il mercato globale dell'High Performance Computing vale circa 58 miliardi di euro ed è destinato a crescere ulteriormente grazie all'espansione dell'AI. Lo sviluppo dipenderà però non soltanto dalla potenza di calcolo, ma anche dalla disponibilità di semiconduttori, energia, reti, sistemi di raffreddamento e competenze scientifiche.La corsa ai data center aumenta rapidamente la domanda energetica. Le emissioni di Microsoft risultano cresciute del 25%, mentre i consumi collegati alle infrastrutture di Google sono aumentati di circa 1,6 volte. Per evitare che regolamentazioni indiscriminate blocchino investimenti e occupazione, sarà necessario valutare i progetti sulla base dell'efficienza energetica, della provenienza dell'energia e delle ricadute industriali sul territorio.Cina, commercio globale e sovracapacità produttivaTestate: L'Economia del Corriere della SeraLa Cina continua a guadagnare quote sui mercati internazionali nonostante il rallentamento dell'economia interna. Nel secondo trimestre il PIL cresce del 4,3%, mentre le esportazioni aumentano del 6,7% e il surplus commerciale è proiettato oltre i 1.000 miliardi di dollari.Il principale squilibrio resta la debolezza dei consumi interni, che rappresentano circa il 40% del PIL, contro il 60-70% delle economie occidentali. La produzione industriale cresce del 5,3%, mentre le vendite al dettaglio avanzano soltanto dell'1,8%, spingendo Pechino a trasferire sui mercati esteri la capacità produttiva non assorbita internamente.La manifattura cinese compete ormai in settori avanzati come auto elettriche, batterie, pannelli solari, robotica, droni, elettronica e Intelligenza Artificiale. Per le imprese italiane la risposta non può basarsi soltanto sul prezzo, ma su design, personalizzazione, automazione, assistenza e qualità certificata.Energia, petrolio, gas e inflazioneTestate: L'Economia del Corriere della Sera / La Stampa / Il Fatto QuotidianoLa crisi in Medio Oriente riporta al centro il rischio di un'interruzione nello Stretto di Hormuz. Un blocco prolungato avrebbe effetti immediati su petrolio, gas naturale liquefatto, trasporti, bollette e aspettative d'inflazione, comprimendo contemporaneamente il reddito delle famiglie e i margini delle imprese.Il prezzo del petrolio dipende sempre più dalle decisioni di Cina e Arabia Saudita. Riad dispone di una capacità produttiva inutilizzata stimata intorno a 4 milioni di barili al giorno, mentre Pechino importa circa il 40% del petrolio iraniano, incidendo sulla capacità di Teheran di continuare a esportare nonostante le sanzioni.Le bollette industriali italiane restano strutturalmente più elevate rispetto a quelle di Francia e Germania. Il gas pesa ancora per circa il 35% del mix elettrico nazionale, mentre le rinnovabili coprono mediamente il 33% della produzione. Reti, accumuli, nuova capacità rinnovabile e fonti programmabili restano quindi indispensabili per ridurre la vulnerabilità energetica del Paese.BCE, inflazione e mercati finanziariTestate: La Stampa / L'Economia del Corriere della SeraLa BCE si prepara a una pausa sui tassi, con il tasso sui depositi fermo al 2,25%. Lo scenario di base prevede stabilità, ma una nuova escalation geopolitica potrebbe riaccendere l'inflazione attraverso petrolio, gas e trasporti.La politica monetaria resta condizionata da due forze opposte: da una parte la debole crescita suggerisce una linea meno restrittiva, dall'altra un nuovo shock energetico potrebbe rinviare ulteriori tagli.La frammentazione della vigilanza finanziaria europea continua inoltre a ostacolare la nascita di grandi operatori continentali. Un mercato unico dei capitali più integrato potrebbe facilitare la raccolta di risorse per imprese, innovazione e infrastrutture.Risparmio, depositi bancari e potere d'acquistoTestate: Il Sole 24 OreSui conti correnti delle famiglie italiane restano depositati circa 1.162,8 miliardi di euro. Il valore nominale è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni, ma l'inflazione ha eroso circa l'11,6% del valore reale delle somme.La liquidità è rimasta sui conti per prudenza, incertezza e scarsa educazione finanziaria, ma la stabilità nominale nasconde una perdita significativa di potere d'acquisto.Il conto corrente dovrebbe quindi conservare una funzione di liquidità operativa e riserva di emergenza, mentre le somme eccedenti potrebbero essere investite in strumenti coerenti con durata, rischio, fiscalità e obiettivi patrimoniali.Imprese, investimenti e Transizione 4.0-5.0Testate: L'Economia del Corriere della SeraLe misure Transizione 4.0 e 5.0 hanno sostenuto investimenti in automazione, software, macchinari ed efficienza energetica, attraverso incentivi per circa 16,5 miliardi di euro.Le imprese chiedono però maggiore continuità normativa. Le frequenti modifiche a crediti d'imposta, aliquote e procedure rendono più difficile programmare gli investimenti e rischiano di rallentare progetti industriali validi.La politica industriale dovrebbe quindi evolvere da misure episodiche a programmi pluriennali, collegando incentivi, formazione, credito, infrastrutture digitali, energia e aggregazione delle PMI.
Dans le cadre de notre partenariat avec RomainVie, le média qui raconte Romainville et ceux qui font la ville. Ici retrouvez leur interview de Riad de la Cyclofficine de Romainville.Instagram de RomainVie : https://www.instagram.com/romainvie.media/Hébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Für diese Folge war ich nicht im Homeoffice vor dem Mikrofon, sondern direkt vor Ort: bei Alpitronic in Bozen, mitten in der Produktion. Mein Gesprächspartner ist Philipp Senoner, Mitgründer und CEO des Südtiroler Schnellladeherstellers, dessen Name spätestens seit dem Laderekord mit Mercedes-AMG in der Branche bekannt ist. Im Gespräch nehmen wir uns Zeit für die großen Fragen, die den europäischen Lademarkt gerade bewegen. Wo steht Alpitronic nach dem Launch des HYC 1000? Was bedeutet die wachsende Konkurrenz aus China für einen europäischen Hersteller? Und warum ist regulatorische Unsicherheit nach wie vor das dringendste Problem - nicht nur für Ladesäulenhersteller, sondern für die gesamte Ladebranche? Ein Thema nimmt im Gespräch besonders viel Raum ein, das in der öffentlichen Diskussion bislang kaum vorkommt: Cybersecurity. Alpitronic verarbeitet täglich rund 320.000 Ladesessions - jede davon ein potenzieller Angriffspunkt über Schnittstellen zum Fahrzeug, zum Backend oder zum Netzbetreiber. Philipp beschreibt offen, was in dem eigens aufgebauten Cybersecurity-Labor passiert, warum Whitehat-Hacker gemeinsam mit Automobilherstellern eingeladen werden, um Lücken zu finden - und warum dieses Thema bisher noch nicht auf dem Radar der Öffentlichkeit ist, aber kommen wird. Daneben sprechen wir über Alpitronics internationale Expansion: 2024 der Eintritt in den US-Markt, inklusive lokaler Produktion. Eine Niederlassung in Riad für Saudi-Arabien und die Region. Und Indien als aktueller Pilotmarkt, wo erste Ladestationen stehen und Marktfeedback gesammelt wird. Philipp erklärt, warum lokale Wertschöpfung für ihn kein Risiko ist, sondern ein Prinzip - und was Europa in dieser Frage von anderen Märkten lernen könnte. Außerdem: Was bedeutet der wachsende E-Truck-Markt für das Geschäft? Wann macht Ladeinfrastruktur wirtschaftlich wirklich Sinn? Und wie setzt Alpitronic KI ein, um aus hunderttausenden Ladevorgängen Muster zu erkennen, die kein Mensch alleine lesen könnte? Eine Folge, die zeigt, wie vielschichtig das Geschäft mit Ladeinfrastruktur geworden ist - technisch, politisch und geografisch.
Spain, Italy and Morocco Travels; Swimming Pools, Pee & Data Breaches; I’m Pwned Again https://www.troyhunt.com/weekly-update-511/See omnystudio.com/listener for privacy information.
In a wide-ranging conversation this week, Ben and Jason cover the case of Riad Bouchaker, the Minister for Housing's belief that he has no say over the demand side of the housing crisis and two movies that have generated a lot of conversation recently: Citizen Vigilante and Obsession.
This week on Opinions Matter, Adrian and Jeremy tackle the huge verdict in the Parnell Square case: Riyadh Bouchaker has been found guilty of the attempted murder of three children.With the comments section exploding, the question is simple — should he serve his sentence in an Irish prison, or should his Irish citizenship be revoked and he be deported to Algeria?Live callers don't hold back: outrage, talk of the death penalty, the cost to the taxpayer, and fears about “out of sight, out of mind” if he's sent abroad.
Riad Bouchaker has been found guilty by unanimous jury verdict at the Central Criminal Court of the attempted murder of three young children at Dublin's Parnell Square in November 2023. Joining Jonathan for a recap on the trial was Newstalk Reporter Emily Keegan.
Riad Bouchaker has been found guilty by unanimous jury verdict at the Central Criminal Court of the attempted murder of three young children at Dublin's Parnell Square in November 2023. Joining Jonathan for a recap on the trial was Newstalk Reporter Emily Keegan.
Mick and Paul discuss the guilty verdict in the trial of Riad Bouchaker, who stabbed children and a care worker in a terrifying incident in Dublin's Parnell Square in 2023. Today a jury found him guilty on all eight counts. Mick was in court for the verdict and tells Paul of the moment it was read out and of the reaction of Bouchaker. They also discuss what couldn't be said during the trial and the first photograph of Bouchaker, who now faces up to life in prison. Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
Riad Bouchaker has been found guilty of all eight counts against him, including the attempted murder of three children on Parnell Square East in 2023. The attacks sparked riots across Dublin city and left one girl with a devastating, life-long brain injury. The jury spent about five hours over two days considering their verdicts, which were unanimous in relation to each count. Bouchaker, of no fixed address, had denied the attempted murder of two girls and one boy, and assault causing serious harm to creche worker Leanne Flynn, at Parnell Square East in Dublin City on November 23rd, 2023.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Riad Bouchaker (52), an Algerian native, has been found guilty of the attempted murder of two girls and a boy, as well as a further charge of assault causing serious harm to a childcare worker and three charges of assault causing harm. During the trial Eoin Reynolds talked to Bernice Harrison about evidence the jury heard.Presented by Bernice Harrison. Produced by Declan Conlon and Andrew McNair. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
52-year-old Riad Bouchaker has been found guilty of the attempted murder of three children at Parnell Square in Dublin in November 2023.Mr. Bouchaker was also found guilty of stabbing Leanne Flynn, a childcare worker who was trying to protect the children, and of assaulting two other children and a teenager who intervened in the incident.Frank Greaney, Today FM's Courts Correspondent, speaks to Matt about the verdict, which was reached after almost five hours of deliberations.Hit the ‘Play' button on this page to hear the piece.
Riad Bouchaker has been found guilty of eight charges in relation to the knife attack in Parnell Square in November 2023…Joining Ciara with the latest updates is Newstalk Reporter Emily Keegan.
Piera Ficili"Scenari Festival"www.scenarifestival.itFestival di Cultura e TerritorioNei piccoli centri la cultura non deve essere un'eccezione. Scenari nasce per portare senso, dialogo e bellezza dove spesso mancano spazi e occasioni. Un festival che unisce persone, idee, parole e futuro. Uno spazio aperto, dove chi partecipa è anche protagonista. Incontri, dibattiti, autori, intellettuali. Cultura come strumento di coesione, identità e promozione del territorio.Dal 25 giugno al 26 luglio, per cinque weekend consecutivi, gli scorci più suggestivi della città diventeranno il palcoscenico di incontri pubblici e interessanti dibattiti a carattere letterario e culturale, mirando unire la narrazione alla bellezza dei luoghi modicani. Nei piccoli centri la cultura non deve essere un'eccezione.La manifestazione è organizzata dal Mondadori Bookstore di Modica e dalla Fondazione Teatro Garibaldi, insieme a Babel Agency.Torna Scenari il festival letterario della città di Modica (Ragusa), giunto quest'anno alla sua V edizione. La manifestazione è organizzata dalle librerie Mondadori BookStore con la Fondazione Garibaldi, Babel Agency sotto la direzione artistica di Piera Ficili.Da giovedì 25 giugno a domenica 26 luglio, per cinque fine settimana consecutivi, le piazze più affascinanti della città, insieme a palazzi storici, vicoli e angoli particolarmente suggestivi, ospiteranno incontri aperti al pubblico e momenti di confronto dedicati alla letteratura e alla cultura. Anche quest'anno, Scenari coinvolgerà i luoghi più suggestivi di Modica, città patrimonio Unesco: l'atrio di Palazzo San Domenico, le scalinate di San Pietro e San Giorgio, chiese riconosciute da 24 anni patrimonio dell'Umanità, il sagrato della Madonna delle Grazie e la bellissima scalinata di San Giovanni, la cui croce è il punto più alto della città.Il primo weekend prosegue poi venerdì 26 giugno con Valeria Bruni Tedeschi, ospite dell' incontro “Dalla pagina allo schermo” dedicato al suo percorso artistico tra cinema, teatro e scrittura, mentre sabato 27 giugno salirà sul palco Sigfrido Ranucci con “Diario di un trapezista", spettacolo teatrale che attraversa il dietro le quinte del giornalismo d'inchiesta attraverso racconti personali, pressioni, rischi e grandi inchieste che hanno segnato la sua carriera alla guida di “Report”.La settimana successiva si aprirà venerdì 3 luglio con Serena Bortone, che presenterà “Le dirimpettaie” (Rizzoli), il suo nuovo romanzo corale ambientato tra gli anni Sessanta e il nuovo millennio. Sabato 4 luglio sarà invece la volta di Vincenzo Schettini, il professore e divulgatore noto per “La fisica che ci piace”, che presenterà “La vita che ci piace. Come la fisica può spiegarci la vita” (Mondadori Electa), un viaggio profondo e accessibile insieme che trasforma la fisica in uno strumento per comprendere meglio sé stessi e il mondo che ci circonda. Domenica 5 luglio arriverà Alessia Gazzola, amata autrice della serie de “L'Allieva”, che presenterà “Il giardino avvelenato” (Longanesi) il nuovo capitolo delle indagini di Miss Bee. Ambientato nella Londra del 1925, il romanzo segue la giovane Beatrice Bernabò alle prese con un mistero che si intreccia a passioni, segreti e irrisolti del passato. Venerdì 10 luglio sarà ospite Csaba dalla Zorza, che presenterà “Io sono Adele” (Marsilio), un romanzo intimo e delicato che racconta la storia di una donna che, a sessant'anni, lascia Milano per trasferirsi in Provenza e ricominciare da sé stessa. Sabato 11 luglio torna “Scenari Talk” con Paolo Gentiloni e Paolo Magri, protagonisti di un dialogo dedicato ai nuovi equilibri internazionali, all'Europa e alle grandi trasformazioni geopolitiche del presente. Domenica 12 luglio salirà sul palco Enzo Iacchetti, che presenterà “25 minuti di felicità". Senza mai perdere la malinconia” (Bompiani), un'autobiografia ironica e sincera che ripercorre la sua vita tra musica, cabaret, televisione e ricordi personali.Il festival proseguirà venerdì 17 luglio con Davide Banzato, sacerdote, scrittore e volto televisivo, che presenterà “Il coraggio di scegliere” (Piemme) e “Come una stella nel cielo” (ElectaKids), due libri dedicati ai temi della spiritualità, della crescita personale e della ricerca della felicità. Sabato 18 luglio sarà ospite Romina Power, che presenterà “Pensieri profondamente semplici. L'abbecedario della mia vita” (Rizzoli), un libro intimo e originale in cui sceglie la forma del lemmario personale per raccontarsi attraverso parole, ricordi e riflessioni. Domenica 19 luglio arriverà Stefano Mancuso con la lectio "L'intelligenza delle piante" dedicata al suo ultimo libro “Il Cantico della Terra” (Laterza), una riflessione che intreccia scienza, ecologia e poesia a partire dal “Cantico delle creature” di San Francesco, invitando a ripensare il rapporto tra esseri umani e natura.Venerdì 24 luglio sarà la volta di Mario Calabresi, che presenterà il suo ultimo libro “Alzarsi all'alba” (Mondadori), un racconto dedicato alle persone che scelgono di cambiare, ripartire e rimettersi in gioco. Sabato 25 luglio il festival accoglierà Franco Arminio con una lectio a partire dal suo ultimo libro “L'incredibile non si può dire a tutti” (Rizzoli). A chiudere il festival, domenica 26 luglio alla Scalinata di San Giorgio andrà in scena il concerto di Dimartino, realizzato in collaborazione con RIAD: uno dei cantautori più raffinati della scena italiana contemporanea, capace di unire introspezione, ironia e sensibilità letteraria.Accanto al programma principale torna anche “Scenari al Tramonto”, la rassegna di incontri ospitata al Belvedere Pizzo di Modica e al Belvedere dell'Itria, per quattro giovedì sempre alle ore 19.00. Il calendario vedrà protagonisti Lorenza Spampinato il 2 luglio, Iaia Forte il 9 luglio, Franco Currò il 16 luglio e l'incontro con Carlo Cottarelli e Paolo Magri il 23 luglio.Tutti gli incontri, salvo note specifiche, si svolgeranno alle 21:00, con ingresso libero fino a esaurimento posti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
What happens when you bring your husband on the podcast mid-NYC trip? An unfiltered conversation about careers, real estate, relationships, and the honest math behind building a life together. This week, I sit down with my husband — a structural engineer turned entrepreneur — to talk about accidentally having lunch with Warren Buffett, leaving a six-figure salary at Kiewit for a massive pay cut that turned out to be the best move he ever made, and how we navigated starting a business, buying investment properties, and building a marriage all at once. Plus: prenups, the 50/50 myth, and why "love is like a fart — if you force it, it went to sh*t." Follow us on socials: https://www.instagram.com/carinebadran/ https://www.instagram.com/taketheleadpodcast/ Subscribe to our newsletter: https://www.carine-badran.kit.com/b8b87327db/
The trial has continued of 52-year-old Riad Bouchaker, of no fixed abode, at the Central Criminal Court, relating to the alleged incident at Parnell Square on the 23rd of November 2023. Bringing us the latest from the trial was Newstalk Reporter Emily Keegan.If you want to get more detail on the proceedings at the Central Criminal Court today, be sure to listen to Frank Greaney's podcast All Rise: The Riad Bouchaker Trial, released every evening on the GoLoud app or wherever you get your podcasts
The trial has continued of 52-year-old Riad Bouchaker, of no fixed abode, at the Central Criminal Court, relating to the alleged incident at Parnell Square on the 23rd of November 2023. Bringing us the latest from the trial was Newstalk Reporter Emily Keegan.If you want to get more detail on the proceedings at the Central Criminal Court today, be sure to listen to Frank Greaney's podcast All Rise: The Riad Bouchaker Trial, released every evening on the GoLoud app or wherever you get your podcasts
Affaire de drogue présumée : L'ambassadeur Riad Hullemuth suit le cas d'un Mauricien arrêté en Arabie saoudite by TOPFM MAURITIUS
Pour fêter le début de l'été, re-découvrez cet épisode du Chantier que j'ai sélectionné pour vous !****************************Rediffusion de l'épisode 80
In November 2023, a group of primary schoolchildren were lined up by the railings outside their school in Dublin city centre, ready to be brought to after-school care. As their minder bent down to close the coat of one of the children, a man launched a vicious knife attack on the children.The alleged assailant was arrested at the scene and the trial of Riad Bouchaker (52), an Algerian native, is now under way.He is charged with attempted murder of two girls and a boy, as well as a further charge of assault causing serious harm to a childcare worker and three charges of assault causing harm. He denies all charges.Eoin Reynolds reports from the court, where the jury has heard harrowing testimony from the parents of some of the victims, witnesses and those who attempted to stop the knife attack.Presented by Bernice Harrison. Produced by Declan Conlon and Andrew McNair. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
The trial of Riad Bouchaker continued today at the Central Criminal Court - he is on trial charged with the attempted murder of two girls and one boy, and assault causing serious harm to a childcare worker.The jurors heard from some first responders today who outlined what they did to assist one of Riad Bouchaker's alleged victims - A 5 year old girl.Frank Greaney, Newstalk's Court Correspondent, joined us with the latest
The trial has continued of 52-year-old Riad Bouchaker, of no fixed abode, at the Central Criminal Court, relating to the alleged incident at Parnell Square on the 23rd of November 2023. Joining Anton with the latest from the trial was Newstalk Reporter Emily Keegan. if you want to get more detail on the proceedings at the Central Criminal Court today, be sure to listen to Frank Greaney's podcast All Rise: The Riad Bouchaker Trial, released every evening on the GoLoud app or wherever you get your podcasts.
The trial has continued of 52-year-old Riad Bouchaker, of no fixed abode, at the Central Criminal Court, relating to the alleged incident at Parnell Square on the 23rd of November 2023. Joining Anton with the latest from the trial was Newstalk Reporter Emily Keegan. if you want to get more detail on the proceedings at the Central Criminal Court today, be sure to listen to Frank Greaney's podcast All Rise: The Riad Bouchaker Trial, released every evening on the GoLoud app or wherever you get your podcasts.
Today FM reporter Emily Keegan joins The Last Word to outline what was heard on the fourth day of the trial of Riad Bouchaker who is accused of the attempted murder of three children on Dublin's Parnell Square in November 2023. Bouchaker has pleaded not guilty to eight charges including assaulting two other children, a passerby and a crèche worker. He also denies being in possession of a knife.Hear the full report by pressing the 'Play' button on this page.
Elon Musk mindent egybevont és hivatalosan is trilliárdos lett – de vajon mennyi tiszta vízbe kerül nekünk az Optimus robotok tömeggyártása? A Zártosztály Podcast 244. adásában Isty és Charles górcső alá veszik a tech-világ legújabb piramisjátékait és megváltó ígéreteit. Miután a Patreonunk betelt (mert nekünk – Ellonnal ellentétben – a kevesebb is elég) , megnézzük, hogyan puffasztotta fel Musk a SpaceX, az X és az xAI hármasát egy laza 2,1 trillió dolláros behemóttá. És miközben a tech-milliárdosok 18 évesek vérével kísérleteznek az örök életért , mi feltesszük a valódi kérdést: miért áldoz valaki tízezer dollárt egy humanoid robotra, ha az egyetlen létező funkciója egy mehanikus feedbackes autószimulátor rázása? Beszélünk még a nagy nyelvi modellek korlátairól, a token-krízisről, a GitHub Copilot fizetős korlátozásairól és arról a bizonyos 170 eurós gyári robotról, amit három hónap után inkább lekapcsoltak, mert olcsóbb és jobb volt helyette a hús-vér operátor. Zárásként pedig Jeff Bezos Prometheus projektjét is kivesézzük, ami talán végre automatizálja a gömbölyített borotvák és a kanyarfúrók piacát. 00:00 Intro02:47 SpaceX IPO18:31 Tiszta vizet az űrhajóba22:18 Megráz a robot26:39 Általános robotmérnök30:50 Tokenomia39:34 Fable 5 - Meseszerű44:40 New Glen: Nagy durranás47:53 Riadó az űrállomáson52:43 Gagarin Pradat visel55:45 Waymo a menekülőautó59:09 Ne szívjál füvet! Nem kapsz Bitcoint
Today was the third day of the trial of 52-year-old Riad Bouchaker, of no fixed address, at the Central Criminal Court in Dublin.Bouchaker appeared before the Central Criminal Court charged with the attempted murder of two girls and one boy, and assault causing serious harm to a care worker, at Parnell Square East in Dublin City on November 23rd, 2023.He has pleaded not guilty to 8 charges in total.Newstalk Reporter Alex Rowley joins Ciara to give the latest updates.
Yesterday the trial of fifty-two-year-old Riad Bouchaker, of no fixed abode, for the attempted murder of three children at Parnell Square East on 23rd November 2023, got underway following jury selection on Monday. Our reporter Emily Keegan was at the Central Criminal Court and joined Anton to bring us up to date on day one of proceedings
Yesterday the trial of fifty-two-year-old Riad Bouchaker, of no fixed abode, for the attempted murder of three children at Parnell Square East on 23rd November 2023, got underway following jury selection on Monday. Our reporter Emily Keegan was at the Central Criminal Court and joined Anton to bring us up to date on day one of proceedings
Paul and Mick discuss the first day of the trial of Riad Bouchaker. Mr Bouchaker (52) of no fixed abode has pleaded not guilty to the attempted murder of two girls and one boy, and assault causing serious harm to a care worker, at Parnell Square East in Dublin City on November 23 2023. He also pleaded not guilty to three counts of assault causing harm to two other young children and a passerby, as well as one count of the production of a knife. Stay connected with the Irish Mirror for the latest Irish news, crime, politics, sport, entertainment and real-life stories. Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
The Central Criminal Court has heard that a 52-year-old man intended to murder three young children when he stabbed them near a creche on Parnell Square in Dublin in 2023. Riad Bouchaker, of no fixed abode, has pleaded not guilty for the details our Legal Affairs Correspondent Orla O'Donnell.
Can the right dosimetry approach turn palliative Y90 into a curative therapy? In this episode of the BackTable 2026 HCC Creator Weekend™, Interventional oncologists Dr. Riad Salem, Dr. Nima Kokabi, and Dr. Zach Berman examine modern Y90 dosimetry, from the decline of body-surface-area calculations to newer strategies that tailor treatment intensity to tumor burden, liver reserve, and clinical intent. --- Get the BackTable apphttps://www.backtable.com/app --- This podcast is supported by an educational grant from Sirtex and Boston Scientific. --- Timestamps 00:00 - Introduction03:16 - MIRD and Dosing Considerations06:20 - BSA Is Dead09:26 - Early Stage Segmentectomy13:04 - Sphere Density Questions18:12 - CPN as the Goal18:41 - BCLC B Multifocal Strategy22:56 - Radiation Lobectomy Explained25:49 - Surgery and Adhesions28:59 - Advanced PVT Patients30:22 - Dosisphere and Biomarkers34:29 - Wrap Up --- More about this episode The doctors discuss how to choose how much radiation treatment to give and why “activity” (what you order) is different from “dose” (what tissue receives). The episode goes on to compare one-area calculations with more nuanced methods that distinguish tumor from healthy tissue, and explains why advanced 3D planning is often simpler after treatment than before. The discussion also covers treatment goals for various clinical scenarios, such as when to aim for complete ablation versus palliation, managing radiation lobectomy, and tailoring therapy in cases with portal vein tumor thrombus. The episode concludes with insights on how imaging informs treatment intensity and how local and systemic therapies work together in the latest Y90 approaches. --- Resources Combination treatment with transarterial chemoembolization, radiotherapy, and hyperthermia (CERT) for hepatocellular carcinoma with portal vein tumor thrombosis: Final results of a prospective phase II trialhttps://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5581058/ A global evaluation of advanced dosimetry in transarterial radioembolization of hepatocellular carcinoma with Yttrium-90: the TARGET studyhttps://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35394152/ Y90 Radioembolization Significantly Prolongs Time to Progression Compared With Chemoembolization in Patients With Hepatocellular Carcinomahttps://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27575820/ Long-Term Overall Survival After Selective Internal Radiation Therapy for Locally Advanced Hepatocellular Carcinomas: Updated Analysis of DOSISPHERE-01 Trialhttps://jnm.snmjournals.org/content/early/2024/01/10/jnumed.123.266211 --- BackTable Vascular & Interventional (VI) is the go-to podcast for interventional radiologists, vascular surgeons, and interventional cardiologists. Download the free BackTable app to get early access to new episodes, cases, and courses curated by physicians in your specialty. ► https://www.backtable.com/app
Der wöchentliche Podcast [NZZ Geopolitik](https://www.nzz.ch/podcast/geopolitik) ist diesen Sonntag zu Gast hier bei NZZ Akzent. Wenn dir das Format gefällt: Eine neue Folge von NZZ Geopolitik erscheint immer mittwochs auf deiner Lieblingsplattform. Abonnier uns gerne. Und darum geht es diesmal: Der brüchige Waffenstillstand im Krieg gegen den Iran zwingt die Golfstaaten zu einer radikalen Neuausrichtung ihrer Aussen- und Sicherheitspolitik. Nach den iranischen Angriffen auf den strategisch wichtigen Hafen von Fujairah in den Vereinigten Arabischen Emiraten wird deutlich, dass die traditionelle Pendelpolitik der Golfmonarchien an ihre Grenzen stösst. Das historische Novum, dass das israelische Iron-Dome-System erstmals in einem arabischen Staat zum Einsatz kommt, signalisiert eine tiefgreifende Veränderung der regionalen Dynamiken. Gleichzeitig wächst am Golf die Frustration über den langjährigen Sicherheitsgaranten USA. Die Herrscherhäuser stehen vor der Herausforderung, ihre ambitionierten wirtschaftlichen Modelle und die gesellschaftliche Resilienz in Zeiten kriegerischer Konflikte aufrechterhalten zu müssen. Welche Rolle die Rivalitäten zwischen Abu Dhabi und Riad spielen und warum der opportunistische Pragmatismus der Region dennoch bestehen bleibt, analysiert diese Episode Heutiger Gast: [Dr. Sebastian Sons ](https://carpo-bonn.org/uber-uns/team/team/dr-sebastian-sons) Host: David Vogel Du hast schon ein NZZ-Abo und willst NZZ Pro zusätzlich bekommen. Das Angebot dafür findest du [hier](https://abo.nzz.ch/23055512-2/). Du hast noch kein NZZ-Abo und willst Premium-Abonnent werden? Dann [hier ](https://abo.nzz.ch/23055513-2/)entlang. Übrigens: Alle NZZ-Podcast und Artikel kannst du jetzt auch unterwegs im Auto hören – mit Apple CarPlay oder Android Auto. Wie's funktioniert, erfährst du [hier](https://go.nzz.ch/carplay). Fragen? Feedback? Das NZZ Geopolitik-Team erreichst du unter geopolitik@nzz.ch.
** VIDEO EN NUESTRO CANAL DE YOUTUBE **** https://youtube.com/live/9Hz8ZcB9qoA +++++ Hazte con nuestras camisetas en https://www.bhmshop.app +++ En un 2026 marcado por la guerra en Oriente Medio y el caos en Asia Central, Pakistán se ha convertido en el malabarista más peligroso del tablero mundial: media directamente entre Irán y Estados Unidos, despliega fuerzas para proteger a su aliado Arabia Saudí y, al mismo tiempo, libra una guerra abierta contra los talibanes afganos en la Línea Durand. ¿Cómo es posible este triple juego? ¿Hasta cuándo podrá sostenerlo? ¿Qué significa para el equilibrio de poder en Asia y para Occidente? Mariano López de Miguel, uno de los mayores expertos españoles en talibanes, Afganistán y Pakistán, y autor del libro “La Oración y el Rifle” ** https://amzn.to/496ORqA **, nos desmonta con rigor histórico y sin filtros la estrategia de supervivencia de Islamabad: desde su nacimiento en 1947, pasando por su papel en la Guerra Fría, hasta el doble (y triple) juego actual con China, Arabia Saudí, Irán y los talibanes. En este episodio analizamos: El pacto de defensa con Riad y el despliegue militar pakistaní en el Golfo Las conversaciones secretas en Islamabad entre EE.UU. e Irán La escalada bélica con el régimen talibán afgano y el TTP Raíces históricas del “Gran Juego” pakistaní y sus riesgos nucleares Implicaciones para Occidente y la estabilidad global ¿Creéis que Pakistán conseguirá mantener el equilibrio o terminará cayendo en uno de sus frentes? SUSCRÍBETE a @BELLUMARTISHISTORIAMILITAR y @BELLUMARTISACTUALIDADMILITAR para no perderte ningún programa y únete a nuestra comunidad de apasionados por la historia militar, la geopolítica y los conflictos del mundo. Apóyanos para seguir creando contenido riguroso e independiente: Patreon: https://www.patreon.com/bellumartis PayPal: https://www.paypal.me/bellumartis Bizum: 656 778 825 Síguenos también en redes: Instagram: https://www.instagram.com/bellumartis_historia_militar Twitter / X: https://twitter.com/Bellumartis Dejad vuestra opinión abajo, que Mariano leerá los comentarios. #Pakistan #Iran #ArabiaSaudita #Talibanes #Geopolitica2026 #MarianoLopezDeMiguel
Merci à Gilles Galloux d'être venu sur Legend. Ancien enquêteur à la police judiciaire de Nanterre, il a enquêté sur Xavier Dupont de Ligonnès dès le 1er jour de l'affaire. Aujourd'hui retraité, il a décidé de rouvrir le dossier il y a deux ans. En exclusivité sur Legend, il révèle des éléments troublants et totalement inédits qui pourraient tout remettre en question…Merci également à Anne Tuffigo, médium, d'avoir partagé ses intimes convictions sur Legend.Retrouvez les informations sur Gilles Galloux :Son livre : ”Xavier Dupont de Ligonnès - Un flic au coeur de l'affaire: Enquête et documents inédits” ➡️ https://amzn.to/4uQ9aRz Son compte Instagram : https://www.instagram.com/gilles_galloux/ Retrouvez les réseaux sociaux d'Anne Tuffigo par ici :Son compte Instagram ➡️ https://www.instagram.com/annemedium/ Son compte Tiktok ➡️ https://www.tiktok.com/@annemedium Son compte Facebook ➡️ https://www.facebook.com/profile.php?id=61557873953569 Son site Internet ➡️ https://www.anne-medium.com/ Retrouvez les émissions suivantes :MÉDIUM : ELLE PARLE AUX MORTS DEPUIS SES 8 ANS ET PRÉDIT L'AVENIR ! (De Ligonnès, visions…) ➡️ https://youtu.be/akrkPntnw5U XAVIER DUPONT DE LIGONNÈS : SECTE, FUITE AUX USA, CAVALE… LES RÉVÉLATIONS DE SON MEILLEUR AMI ➡️ https://youtu.be/RHxku3l8DwE COMMENT DEVENIR PROPRIÉTAIRE D'UN PALAIS MAROCAIN POUR 20 000 € ? (Riad, résidence secondaire…) ➡️ https://youtu.be/ex6rZUB_DPg PHILIPPE BOXHO : LES PIRES HORREURS QU'IL AIT VUES DANS TOUTE SA CARRIÈRE (+ TEST D'ARMES EN VRAI) ➡️ https://youtu.be/VCTl3D9wa20 Toutes les références de la tenue de Guillaume par ici :PULL BLEU MARINE FURSAC ➡️ https://link.influxcrew.com/fursacbluecrewPANTALON DE COSTUME NOIR FURSAC ➡️ https://link.influxcrew.com/fursacblacksuit CHAUSSURES WESTON ➡️ https://link.influxcrew.com/jmwestonblackboot Pour prendre vos billets pour le LEGEND TOUR c'est par ici ➡️ https://www.legend-tour.fr/ Retrouvez la boutique LEGEND ➡️ https://shop.legend-group.fr/Retrouvez l'interview complète sur YouTube ➡️ Pour toutes demandes de partenariats : legend@influxcrew.com Retrouvez-nous sur tous les réseaux LEGEND !Facebook : https://www.facebook.com/legendmediafrInstagram : https://www.instagram.com/legendmedia/TikTok : https://www.tiktok.com/@legendTwitter : https://twitter.com/legendmediafrSnapchat : https://www.snapchat.com/@legendcm75017 Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
Ha pasado ya más de un mes desde que Irán y Estados Unidos acordasen, por mediación pakistaní, un alto el fuego que en principio iba a durar quince días y que posteriormente se prorrogó de forma indefinida. Las negociaciones apenas avanzan y la tregua ya casi iguala en duración a los cuarenta días de bombardeos que la precedieron. Trump ha descrito la situación con una metáfora un tanto inquietante, ha dicho que esta tregua es como un paciente conectado a un respirador con un 1% de posibilidades de sobrevivir. La campaña conjunta de Estados Unidos e Israel fue un éxito táctico indiscutible. Destruyeron bases de misiles, fábricas de cohetes, defensas antiaéreas e instalaciones nucleares, eliminaron también al líder supremo junto con toda la cúpula del régimen. Netanyahu habló de romper la barrera del miedo, aunque reconoció que la tarea estaba lejos de rematarse. La barrera parece que se ha roto, pero romperla no equivale a vencer. La contrapropuesta iraní entregada este fin de semana la han desechado ya en Washington. Los iraníes exigen el levantamiento total de sanciones, rechazan desmantelar sus instalaciones nucleares, quieren conservar sus reservas de uranio enriquecido y pretenden vincular el acuerdo a un alto el fuego en el Líbano. La oferta es tan ambiciosa porque el régimen está convencido de que Trump quiere salir del embrollo cuanto antes. Esto es algo que el propio Trump ha admitido. Ahí tenemos su intención de eliminar temporalmente el impuesto federal sobre la gasolina, una demostración de que está sufriendo muchas presiones internas. El centro de gravedad del conflicto está en el doble bloqueo. Estados Unidos asfixia los puertos iraníes mientras Irán mantiene cerrado el estrecho de Ormuz. La operación de escolta naval, bautizada como Project Freedom, parece calcada de otra que Ronald Reagan puso en marcha en los años 80, pero hoy EEUU tiene menos efectivos en el golfo y el enemigo dispone hoy de drones, misiles antibuque y minas que han hecho del tránsito por Ormuz un riesgo que ningún naviero quiere correr. La escala máxima de presión militar ya se ha empleado sin éxito. A Trump le queda volver a bombardear, esperar o firmar un acuerdo de mínimos que sus enemigos presentarán sin duda como una humillante capitulación. Ninguno de los objetivos estratégicos iniciales se ha cumplido. Ni han renunciado al programa nuclear, ni al desmantelamiento de su arsenal balístico, ni han abandonado a su suerte a Hezbolá y a los hutíes. Los aliados están perdiendo la paciencia y la confianza en EEUU. Los Emiratos han recibido casi tres mil ataques, incluso durante el alto el fuego, estos últimos la Casa Blanca los ha calificado como menores. En Abu Dabi, Riad y Doha están empezando a acordarse de Hosni Mubarak, que fue aliado de EEUU hasta que decidieron prescindir de él. La misma duda asalta a los europeos y los japoneses. Trump viaja esta semana a China buscando que Xi Jinping presione a los ayatolás, pero ese favor tendrá seguramente un precio muy elevado. Se perfilan tres escenarios. El primero un acuerdo cosmético que Trump venda como victoria, el segundo una reanudación de los bombardeos con imprevisibles consecuencias, y el tercero la prolongación indefinida del limbo en el que nos encontramos ahora mismo. Esta es la opción que más conviene a Irán ya que piensan en el largo plazo. Lo que se dirime no es solo la voluntad de Trump ni la resistencia del régimen, sino la credibilidad de EEUU como aliado, algo que durante 80 años fue la divisa más sólida del sistema internacional. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:54 Punto muerto en el golfo 34:58 El abandono de Jon González 39:14 Efectos del 15-M 48:14 La vida privada de los políticos · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #iran #ormuz Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals
With recent updates to the Barcelona Clinic Liver Classification (BCLC), how should multidisciplinary teams adapt their treatment strategies to accommodate the newest evidence? In this episode of the BackTable Podcast 2026 HCC Creator Weekend™, Dr. Neil Mehta of UCSF and Dr. Riad Salem of Northwestern Medicine join host Dr. Tyler Sandow to explore the complexities of hepatocellular carcinoma (HCC) therapies and the practical application of the latest global algorithms in balancing standardized therapeutic algorithms with individual patient factors. --- Get the BackTable apphttps://www.backtable.com/app --- Timestamps 00:00 - Introduction01:54 - HCC Case Discussion08:05 - Guest Introductions10:37 - BCLC Committee and 2025 Update15:54 - CUSE and Tumor Board Goals17:46 - Bridging vs Curative Y9022:37 - Patient Factors in Treatment Algorithms26:41 - Liver Function and Hyperbilirubinemia Trends30:25 - HCC Treatment Decision Ownership34:36 - Radiation Segmentectomy vs Surgical Resection37:35 - BCLC B Heterogeneity41:51 - Improving HCC Risk Stratification43:48 - Final Thoughts and Closing Remarks --- More about this episode The discussion begins with an inside look at the consensus process behind the 2025 BCLC updates, highlighting the official inclusion of Y90 radioembolization as a recognized therapeutic option. The experts introduce the "CUSE" (Complexity, Uncertainty, Subjectivity, and Emotion) framework to provide a structured approach to the subjective considerations that modulate purely data-based algorithms in multidisciplinary decision-making. Dr. Salem and Dr. Mehta speak on the nuances of surgical resection versus radiation segmentectomy in a case-based discussion, highlighting how factors such as portal hypertension, patient age, and etiology of cirrhosis should influence treatment pathways. Finally, they underscore the paradigm shift toward pursuing complete pathonecrosis (CPN) as a primary curative goal, regardless of bridging status, and reiterate that success in HCC care is driven by continuous communication and collaboration between physicians and patients. --- Resources BCLC 2026 Updatehttps://doi.org/10.1016/j.jhep.2025.10.020 ---BackTable Vascular & Interventional (VI) is the go-to podcast for interventional radiologists, vascular surgeons, and interventional cardiologists. Download the free BackTable app to get early access to new episodes, cases, and courses curated by physicians in your specialty. ► https://www.backtable.com/app
A partir del próximo viernes 1° de mayo, Emiratos Árabes Unidos no formará parte de la OPEP - la Organización de Países Exportadores de Petróleo-, una decisión que tendrá consecuencias no solo regionales, sino también para América Latina, según Jorge León, jefe de análisis geopolítico en la consultora Rystad Energy. En medio de la crisis en el Golfo y de la parálisis del estratégico estrecho de Ormuz, Emiratos Árabes Unidos sorprendió al anunciar este martes su retirada de la OPEP y de su extensión OPEP+. La decisión se produjo en un contexto de crecientes tensiones regionales y de bloqueo de una de las vías marítimas más importantes para el tránsito de petróleo mundial. Según Jorge León, jefe de análisis geopolítico en la consultora Rystad Energy, las razones de este giro se venían gestando desde hace años. En el plano geopolítico, se ha observado una creciente división entre Arabia Saudita y Emiratos Árabes Unidos. "Hemos visto en los últimos años discrepancias sobre la guerra de Yemen y sobre la reciente guerra en Oriente Medio", apunta León. Mientras Abu Dabi se ha alineado de forma más clara con Israel y Estados Unidos, Riad ha adoptado una postura más distante respecto a esa alianza, lo que ha acentuado la brecha entre los dos socios clave del Golfo. A ello se suma un componente económico relevante. Emiratos Árabes Unidos está detrás de una capacidad productiva de petróleo muy superior a la que le permitían las cuotas fijadas por la OPEP. "Antes de la guerra, la cuota emiratí rondaba los 3,5 millones de barriles diarios, nivel que coincidía con su producción efectiva. Sin embargo, el país dispone de una capacidad cercana a los 5 millones de barriles diarios", explica el experto. Impacto a largo plazo Emiratos cuenta con un volumen considerable de capacidad ociosa, fruto de fuertes inversiones realizadas para aumentar su potencial de bombeo. Desde la óptica de Abu Dabi, esta capacidad infrautilizada representa un coste elevado sin perspectivas claras de ser aprovechada en el marco de las restricciones del cártel. Ese pais es el tercer mayor productor de la OPEP y aporta alrededor del 10% del crudo. A pesar de la magnitud de la decisión, los mercados reaccionaron con calma: no se registró una caída drástica en los precios. "El impacto inmediato ha sido prácticamente nulo porque el estrecho de Ormuz está cerrado. El precio del petróleo prácticamente ni se movió con el anuncio", dice Jorge León. En estas condiciones, aunque Abu Dabi abandone este viernes la OPEP, no puede materializar de forma rápida un aumento de producción, ya que no tiene la posibilidad física de exportar esos volúmenes adicionales debido al bloqueo del paso marítimo. "No puede sacar esas exportaciones", subraya León. Mayor competencia para Latinoamérica El escenario cambiará cuando se reabra el estrecho. En ese momento se podrá medir el impacto real de la decisión, ya que Emiratos Árabes Unidos tendrá margen para elevar su producción y colocar más crudo en el mercado internacional. Jorge León considera que, una vez restablecido el tránsito por Ormuz, "sí que vamos a ver el impacto real de la decisión de Emiratos Árabes Unidos, que podrá aumentar su producción", lo que derivaría en precios del petróleo algo más bajos que en el caso de que hubiera permanecido dentro de la OPEP. Este efecto de presión a la baja no será favorable para los países productores, especialmente en América Latina. "Para Estados cuya producción está creciendo rápidamente —como Guyana, Argentina o Brasil—, habrá un aumento de la competencia por la llegada de mayores volúmenes de crudo desde Oriente Medio". Esto supone un desafío para los ingresos de las economías exportadoras emergentes de la región.
L'interview d'Aymeric – Regelegorila est l'un des créateurs de contenu du moment. Avec ses critiques - parfois assassines, toujours franches - des films et séries qui font l'actualité, Riad s'est fait un nom sur les différents réseaux. Beaucoup regardent ses vidéos. Beaucoup s'en agacent. Mais discuter avec lui pendant près de 2 heures suffit à s'apercevoir qu'il est un passionné, sympathique, travailleur, qui publie sur YouTube depuis qu'il a 12-13 ans (il en a aujourd'hui 29).Cette longue conversation offrira l'occasion, je l'espère, à ceux qui ne le connaissent pas de le découvrir. Et à ceux qui le connaissent déjà de mieux le cerner. Dites-moi ce que vous avez pensé de nos échanges et n'hésitez pas non plus à commenter les tops 5 des films dont nous parlons en fin de vidéo Aymeric"L'interview Brut. des gens connus" est un podcast produit par Brut.Journaliste : Aymeric GoetschyCoordination éditoriale : Annabel MoraDirection éditoriale : Maxime Darquier Hébergé par Audion. Visitez https://www.audion.fm/fr/privacy-policy pour plus d'informations.
Os países dispostos a avançar rumo a um mundo com menos petróleo encontram-se a partir da próxima semana na cidade de Santa Marta, no Caribe colombiano. Será a primeira vez que eles se reúnem desde o lançamento de um debate internacional sobre o afastamento dos combustíveis fósseis na COP30, em Belém. Lúcia Müzell, da RFI em Paris Há quase três anos, os 195 participantes da COP28, em Dubai, chegaram a um acordo histórico sobre a necessidade de uma transição “para longe” dos fósseis, principais causadores das mudanças climáticas. Mas desde então, na prática, o assunto desapareceu dos principais fóruns internacionais que poderiam encaminhar alternativas para esse tema complexo. A iniciativa do Brasil em abrir esta conversa em Belém acabou bloqueando a última Conferência do Clima das Nações Unidas. Menos da metade dos países queria ver avanços, e um número semelhante forçava no sentido contrário. A Colômbia, então, anunciou a intenção de promover uma reunião internacional, com o apoio da Holanda. Todas as economias dependem, em maior ou menor medida, do petróleo, do carvão e do gás. As guerras na Ucrânia e, mais ainda, no Oriente Médio, evidenciam os riscos estruturais dessa dependência – e tornam a transição ainda mais urgente, inclusive do ponto de vista econômico. “O fato de a gente ter essa dificuldade multilateral neste momento dá mais peso a tentativas de começar com os dispostos. A ideia de Santa Marta é começar com aquela coalizão de 24 países que assinaram a Declaração da Colômbia em Belém, e 84 países se disseram dispostos a debater um mapa do caminho, e envolver esses países em compromissos de descarbonização, traçar os seus mapas do caminho nacionais”, explica Claudio Angelo, coordenador de Política Internacional do Observatório do Clima (OC). “A ideia é tentar crescer esse círculo de países até que o barulho feito em torno dessa agenda se torne incontornável e o ruído cresça tanto que não deixe ninguém dormir nem em Moscou, nem em Riad, nem em Washington”, complementa. Em busca de um caminho sem fósseis Até agora, 50 países confirmaram presença, entre eles Brasil, México, França, Noruega, Reino Unido e Angola, além da Comissão Europeia e centenas de organizações da sociedade civil e organismos de governo. Em recente coletiva de imprensa, a ministra do Meio Ambiente da Colômbia, Irene Vélez Torres, disse que o encontro de 24 a 29 de abril quer abordar os caminhos para os países buscarem soberania energética, ao mesmo tempo em que se afastam do petróleo, do carvão e do gás. “Como podemos balancear a dependência de petróleo nas nossas matrizes energéticas, incluindo o consumo, para que elas sejam mais limpas e que possamos organizar a eliminação das fontes fósseis?”, afirmou a ministra. “Outro ponto é sobre o multilateralismo e como vamos criar novas cooperações para essa agenda.” A produção e o consumo das fontes fósseis são responsáveis por mais de 70% das emissões globais de gases de efeito estufa, que causam o aquecimento global. Países como Tuvalu, arquipélago do Pacífico, esperam que o encontro na Colômbia seja um primeiro passo para que as nações “possam escolher as pessoas em vez dos recursos do petróleo”. “Nós não temos mais tempo para os debates abstratos que acabam apenas em palavras. Em Tuvalu, o oceano está na nossa porta. Já estamos adaptando as nossas zonas costeiras e realocando comunidades mais para dentro, em terra”, declarou Maina Talia, ministro do Meio Ambiente de Tuvalu. “Acho que já tentamos os processos da ONU há tantas COPs: foram 30, que para nós, sempre falharam. A Conferência de Santa Marta, ao afrontar essa questão, traz muita esperança para os países mais impactados pelo aquecimento global.” Presidência da COP30 promete apresentar proposta A presidência brasileira da COP30 – que exerce o mandato até a realização do próximo evento, em novembro, na Turquia – vai participar da reunião em Santa Marta. O embaixador André Corrêa do Lago assumiu o compromisso de apresentar um mapa do caminho global para a transição longe dos fósseis ao longo deste ano. Os brasileiros têm realizado uma série de consultas com países e organismos internacionais para consolidar a proposta. “Brasil e Colômbia estão liderando do ponto de vista político, e a China liderando do ponto de vista tecnológico e econômico. O Sul Global cansou de esperar as soluções que nunca vieram do Norte e está tomando a iniciativa de liderar esse processo, embora alguns dos principais bloqueadores de ambição climática estejam no Sul Global”, salientou Angelo, do OC. A maioria dos participantes da reunião em Santa Marta ainda não definiu os seus mapas do caminho nacionais para sair dos fósseis, a começar pelo Brasil. Em dezembro, o presidente Luiz Inácio Lula da Silva deu 60 dias para quatro ministérios – Fazenda, Meio Ambiente, Minas e Energia e Casa Civil – chegarem a um projeto, que até agora não apareceu.
In this podcast episode, Dr. Jonathan H. Westover talks with Irene Riad about conscious leadership and resilience.Irene Riad is an ICF PCC Executive Coach and Organizational Culture Coach who specializes in success mindset, complex trauma recovery, and Jungian depth psychology. She is the founder of SightCET, The Institute of Authentic Leadership Culture, a keynote speaker, and bestselling author. Her coaching, coach education, mentor coaching, and coaching supervision align professional and personal growth with the wisdom of the mind-body-soul interaction through different modalities that enable her clients to go through a deep transformation of their whole human system as leader, team, and organization. The outcome of her work is experienced as a renewal of identity. There is renewed sight to the energetic power we hold within ourselves, and we hold collectively to live our purpose and create legacy through our work or business. She is deeply fulfilled by empowering others to shine their light and claim their unique magnificence in the world.See Privacy Policy at https://art19.com/privacy and California Privacy Notice at https://art19.com/privacy#do-not-sell-my-info.
Pocas cosas retratan mejor el caos de la guerra de Irán que la secuencia de los últimos días. El sábado, Donald Trump amenazaba con destruir las centrales eléctricas iraníes desde su club de golf en Florida, el lunes abrazaba la vía diplomática, el martes aseguraba que en Teherán quieren un acuerdo. Todo en 72 horas y con los iraníes negando la mayor y asegurando que Trump está negociando consigo mismo. El conflicto arrancó a finales de febrero, cuando EEUU acusó a Irán de negociar de mala fe sobre su programa nuclear. Desde entonces no ha dejado de escalar. La semana pasada Egipto, Turquía, Arabia Saudí y Pakistán intentaron abrir una vía de diálogo reuniéndose discretamente en Riad, pero se toparon con un obstáculo importante. Israel había eliminado días antes a Ali Larijani, el interlocutor iraní con quien Occidente podía entenderse. Una jugada táctica brillante que ha creado un vacío estratégico. El plan estadounidense que ha anunciado Trump consiste en quince puntos que exigen a Irán desmantelar sus instalaciones nucleares, entregar su uranio enriquecido, frenar su programa de misiles y reabrir el estrecho de Ormuz. A cambio, se levantarían sanciones y EEUU supervisaría el programa civil iraní. Suena razonable, pero es esencialmente lo mismo que se pedía antes de los bombardeos. Para los ayatolás aceptarlo ahora equivaldría a una capitulación en toda regla. Y ahí entra en juego Ormuz, la gran baza iraní. Por ese estrecho transita una parte sustancial del petróleo mundial, y lo han bloqueado con minas, drones y la amenaza constante de hundir cualquier buque que lo cruce. Es guerra asimétrica pura. Irán no puede ganar una guerra convencional contra Estados Unidos e Israel juntos. Su ejército está diezmado y su cúpula dirigente prácticamente eliminada, pero no necesita ganar. Le basta con sobrevivir y mantener al enemigo en tensión permanente. Del lado estadounidense el desgaste no tanto militar como político y económico. La gasolina roza los cuatro dólares el galón, los tipos de interés han subido y las encuestas son demoledoras para los republicanos. El apoyo a la guerra ha caído al 39%, dos tercios de los ciudadanos la consideran innecesaria y solo un 7% apoyaría una invasión terrestre. Trump, que construyó su carrera criticando las guerras de Irak y Afganistán, descubre ahora que la opinión pública se niega a repetir aquella experiencia. Su índice de aprobación ha tocado el mínimo del segundo mandato. Jóvenes, hispanos e independientes, precisamente quienes le dieron la victoria en 2024, le están dando la espalda. La vía diplomática no aparece por convicción sino por necesidad. Trump necesita calmar al mercado y a las encuestas. El régimen iraní necesita demostrar que ha resistido al coloso americano. El interlocutor elegido, Mohammad-Bagher Ghalibaf, es una figura controvertida cuya capacidad real para hablar en nombre del régimen resulta dudosa. Las posiciones siguen muy alejadas. En Washington mantiene sus exigencias previas a la guerra y, de llevarse a cabo las negociaciones, los iraníes añadirán demandas inaceptables como reparaciones de guerra. El desenlace más probable es poco alentador. Un régimen dañado pero en pie, una amenaza latente en Oriente Medio y la credibilidad estadounidense por los suelos. Porque en esta guerra, como en tantas otras, la asimetría más cruel es que para Irán no perder basta, mientras que para Estados Unidos no perder equivale a una derrota. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 4:14 La tregua improbable 33:38 “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R 35:37 Iraníes a favor del régimen 43:38 El origen de los archivos Epstein 46:24 La cofradía de Sagunto · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. 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Confira os destaques do Jornal da Manhã desta sexta-feira (20): Chanceleres de 12 países árabes e islâmicos se reuniram em Riad para condenar os ataques retaliatórios do Irã contra alvos na região, classificando as ações como violação da soberania. Na declaração conjunta, nações como Arábia Saudita e Emirados Árabes Unidos exigiram o fim imediato das agressões, que atingiram bases energéticas e infraestrutura após ofensivas envolvendo Estados Unidos e Israel. O ministro Flávio Dino, do Supremo Tribunal Federal, determinou que o Senado e o senador Carlos Viana apresentem esclarecimentos em até cinco dias sobre suspeitas de irregularidades no repasse de R$ 3,6 milhões em emendas parlamentares. Os recursos teriam sido destinados a uma fundação ligada à Igreja Batista da Lagoinha, com sede em Belo Horizonte. A federação formada por PSOL e Rede Sustentabilidade acionou o Conselho de Ética da Câmara dos Deputados contra Josimar Maranhãozinho e Pastor Gil. Os parlamentares foram condenados por unanimidade pelo Supremo Tribunal Federal por desvio de emendas parlamentares. O porta-voz da Guarda Revolucionária Islâmica do Irã, Ali Mohammad Naini, foi morto em ataques atribuídos aos Estados Unidos e a Israel na madrugada desta sexta-feira (20), segundo a mídia estatal iraniana. O presidente dos Estados Unidos, Donald Trump, afirmou que não pretende enviar tropas ao Oriente Médio em meio à escalada de tensões com o Irã. Durante o mesmo período, a primeira-ministra do Japão, Sanae Takaichi, declarou acreditar que apenas Trump pode alcançar a paz global, durante encontro na Casa Branca. A CPMI do INSS aprovou a realização de audiências para ouvir o atual presidente do Banco Central do Brasil, Gabriel Galípolo, e seu antecessor, Roberto Campos Neto. Como se tratam de convites, e não convocações, ambos não são obrigados a comparecer à comissão. As datas das oitivas ainda não foram definidas. O Ministério Público do Rio de Janeiro (MPRJ) denunciou à Justiça estadual Raimunda Veras Magalhães, mãe do miliciano Adriano Magalhães da Nóbrega e ex-assessora do senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) na Assembleia Legislativa do Rio de Janeiro (Alerj). Ela e outras 18 pessoas foram denunciadas por integrarem um esquema de lavagem de dinheiro ligado a Adriano da Nóbrega. Uma nova pesquisa divulgada nos Estados Unidos reposiciona o debate político em Washington e levanta um alerta claro para a Casa Branca: até a Flórida, um dos principais pilares eleitorais de Donald Trump, já não oferece a mesma margem de segurança de antes. O levantamento mais recente da Florida Atlantic University em parceria com a Mainstreet Research mostra um cenário de empate técnico. Trump aparece com 48% de aprovação contra 49% de desaprovação no estado. Uma diferença dentro da margem de erro, mas politicamente relevante. Essas e outras notícias você acompanha no Jornal da Manhã. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Riad Kassis joins Mark Labberton from Beirut as airstrikes continue, 700,000 people have been displaced across Lebanon, and children's toys are visible in the rubble. He leads Langham Partnership and has spent decades serving the church across one of the world's most contested regions. He names the spiritual danger of sanctifying power with religious narrative while insisting peace cannot be forced by violence. "Peace does not come by power. It comes by genuine love and concern. It comes when you invest in the education of new generations." In this episode, Kassis reflects on war, displacement, pastoral witness, and hope in God's sovereignty from the middle of Lebanon's crisis. Together they discuss the civilian toll of the war, how religious fundamentalism operates across traditions, the Psalms and Habakkuk as tools for lament, and what American Christians can actually do. Together they ask what it means for the church to hold protest and hope together when cycles of war feel endless and religiously justified. Episode Highlights "It is not an operation. It is a war on Lebanon." "When power—whether political, military, financial, or technological—is sanctified by religious narratives that justify everything, that is what really bothers me." "No one cures and destroys with more passion than someone who believes that God is on their side." "When I think that these 85 children were killed mainly by American ammunition and weapons, I cannot comprehend this—even as a Christian and as a theologian." "Peace does not come by power. It comes by genuine love and concern. It comes when you invest in the education of new generations." About Riad Kassis Riad Kassis is a Langham Scholar from Lebanon and is deeply committed to global theological education. He has served as International Director of the International Council for Evangelical Theological Education (ICETE), Regional Director for Overseas Council, as well as visiting professor of Old Testament at The Arab Baptist Theological Seminary and Near East School of Theology in Beirut, and the Dean of the Program for Theological Education by Extension in Syria and Lebanon. Riad obtained his Bachelor of Arts in Economics in Damascus, Syria. He went on to obtain his Master of Divinity from Alliance Biblical Seminary, Manila, Philippines and Master of Theology from Regent College, Canada. Riad received his Doctor of Philosophy in Old Testament as a Langham scholar from The University of Nottingham, UK and his Master of Nonprofit Management from Regis University in Denver, Colorado. Helpful Links and Resources Riad Kassis, Frustrated with God: A Syrian Theologian's Reflections on Habakkuk https://www.amazon.com/Frustrated-God-Theologians-Reflections-Habakkuk/dp/1533513171 Langham Partnership https://us.langham.org/ Show Notes Kassis speaking live from Beirut as war unfolds around him Home in Bika Valley, Mount Hermon visible each morning—Syria, Lebanon, Israel, Palestine converging "It is not an operation. It is a war on Lebanon." 150 airstrikes in 24 hours; 550+ killed, 1,500+ injured, including 85 children 700,000 displaced; 200,000 children; many still on the streets of Beirut Schoolbooks and children's toys found in the rubble Christian village of Alma ordered to evacuate; mayor on television in tears A Catholic priest who stayed to help an injured family was killed in a second strike His wife Izdihar's center for Syrian refugee women and girls shut down; staff now distributing meals, mattresses, medical care in shelters Hoped the war could be avoided—feared it could not "When power—political, military, technological—is sanctified by religious narratives that justify everything, that is what really bothers me." Iranian author Shiha Dejani, herself a survivor of the Iranian regime: if your vision of liberation comes through destroying innocent lives, it is not freedom you are after Grew up admiring America as a beacon of democracy and discovery; that view has changed "When I think these 85 children were killed mainly by American ammunition, I cannot comprehend this—even as a Christian and as a theologian." "No one cures and destroys with more passion than someone who believes that God is on their side." Walter Wink: the dominant religion on the planet is not Christianity, Islam, or Judaism—it is the pervasive faith in violence Preaching Habakkuk two days before this conversation; the cry "how long, O Lord?" as pastoral anchor Psalms of disorientation as communal tools for protest, lament, and stubborn hope Lent and Ramadan overlapping: identifying suffering with Christ's suffering; "after Friday, we will experience an amazing Sunday" 2,000 years of Arab Christian presence in this region—not just survival, but witness and contribution "Peace does not come by power. It comes by genuine love and concern. It comes when you invest in the education of new generations." Asks for prayer for the war's end, for political wisdom, for his canceled flight—he is trying to reach his first grandson's dedication Labberton closes in prayer: for restraint of ego-driven leaders, for human dignity, for a peace that is both merciful and just #ConversingWithMarkLabberton #RiadKassis #Lebanon #MiddleEast #Peacebuilding #ChristianWitness #Theology #Habakkuk #LanghamPartnership #WarAndFaith Production Credits Conversing is produced and distributed in partnership with Comment Magazine and Fuller Seminary.
Gabor Steingart präsentiert das Pioneer Briefing.
El conflicto entre Israel/EEUU e Irán, iniciado el 28 de febrero, entra en su segunda semana sin signos de resolución. Israel ha atacado depósitos de combustible en Teherán, mientras Irán ha respondido con drones y misiles contra infraestructuras del Golfo: yacimientos saudíes, una planta desalinizadora en Bahréin y objetivos en Kuwait, Dubai y Riad. Ninguna de las dos estrategias iniciales ha funcionado. Trump esperaba una rendición rápida de Irán; el régimen iraní confiaba en fracturar la alianza entre EEUU y las monarquías del Golfo. Ambas apuestas han fallado. El conflicto se ha convertido en una guerra de desgaste económico e infraestructural. Irán ha lanzado más de 2.000 proyectiles, causando cierres de refinerías, cancelaciones masivas de vuelos y paralización de ciudades. Los precios del petróleo superaron los 100 dólares por barril, con Goldman Sachs advirtiendo de posibles máximos históricos en 150 dólares. Las declaraciones conciliadoras del presidente iraní Pezeshkian fueron ignoradas, y los bombardeos continuaron. La pregunta central es quién cederá primero: una guerra prolongada genera presión política en EEUU y malestar económico en el Golfo, pero una escalada mayor podría ser devastadora para un Irán ya debilitado internamente. · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #iran #israel Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals
US-Präsident Donald Trump will offenbar kurdische Separatisten gegen das iranische Regime in Stellung bringen. Die Folgen könnten katastrophal sein. Seit gut einer Woche greifen das israelische und das US-amerikanische Militär Ziele in Iran an. Schätzungen zufolge sollen dabei Hunderte Zivilisten ums Leben gekommen sein. Zugleich ist von mehr als tausend zerstörten militärischen Einrichtungen die Rede. Auch jenseits der unmittelbaren Frontlinien ist der Krieg längst angekommen: Dubai, Doha und Riad leiden unter iranischem Beschuss. In dieser ohnehin brandgefährlichen Situation platzt nun eine neue Wendung, die alles noch unberechenbarer macht. US-Präsident Donald Trump soll den Kurden im Irak angeboten haben, sie zu bewaffnen. Das Ziel? Einen Aufstand in Iran entfachen. In dieser Ausgabe von »Acht Milliarden« spricht Host Juan Moreno mit Maximilian Popp, stellvertretender Leiter des SPIEGEL-Auslandsressorts. Allein die Andeutung, man könne eine innere Destabilisierung als Kriegsinstrument nutzen, wirft eine zentrale Frage auf: Wie gefährlich wäre es, einen Bürgerkrieg in Iran bewusst zu befeuern? Mehr zum Thema: (S+) Der Ajatollah ist tot, sein Regime macht weiter https://www.spiegel.de/ausland/iran-der-ajatollah-ist-tot-sein-regime-macht-weiter-a-20db82b2-5dcc-4346-b44c-4d991269aa09 (S+) Das weiße Haus inszeniert den Krieg gegen Iran als Computerspiel https://www.spiegel.de/netzwelt/iran-das-weisse-haus-inszeniert-kriegsszenen-als-computerspiel-a-ed59fedd-ca3e-429e-a485-895aa34ea337+++ Alle Infos zu unseren Werbepartnern finden Sie hier. Die SPIEGEL-Gruppe ist nicht für den Inhalt dieser Seite verantwortlich. +++ Den SPIEGEL-WhatsApp-Kanal finden Sie hier. Alle SPIEGEL Podcasts finden Sie hier. Mehr Hintergründe zum Thema erhalten Sie mit SPIEGEL+. Entdecken Sie die digitale Welt des SPIEGEL, unter spiegel.de/abonnieren finden Sie das passende Angebot. Informationen zu unserer Datenschutzerklärung.
En el episodio de hoy de VG Daily, Andre Dos Santos y Juan Manuel de los Reyes navegan un mercado que ya no sabe si huir o cubrirse. La guerra dejó de ser una noticia y se convirtió en variable de mercado. Juan Manuel y Andre repasan la escalada, del golpe quirúrgico al consulado en Dubai y la embajada en Riad, y explican qué implica para los activos de riesgo, el petróleo y las expectativas de la Fed. Luego viene ADP: el sector privado creó mas empleo del que el mercado esperaba, y la revisión de enero borra casi todo lo que se había reportado. No es una señal de colapso, pero sí la confirmación de que el ciclo laboral lleva tiempo enfriándose. Finalmente, CrowdStrike reportó sólido, batió en ingresos recurrentes, en flujo de caja, logró su primer trimestre con ganancia neta y aun así cayó en el "afterhours". El clásico "sell the news" de este ciclo, amplificado por un entorno donde el mercado exige más que un beat para sostener cualquier posición.
Donald Trump llegó a la Casa Blanca por primera vez con la promesa de acabar con las "guerras eternas" de Estados Unidos en Oriente Medio. Su ascenso político se alimentó del hartazgo de los estadounidenses tras casi dos décadas de intervenciones militares fallidas en Afganistán, Irak y Siria. De hecho, solo nueve meses antes de la operación Furia Épica, declaraba en Riad ante líderes árabes que la época de los cambios de régimen promovidos por EEUU había terminado. Pues bien, acaba de poner en marcha la mayor operación militar en Oriente Medio de los últimos veinte años. ¿Qué explica este giro tan radical? La frustración ante el fracaso de las negociaciones nucleares con Teherán, agravios personales acumulados durante años —Trump recuerda bien crisis de los rehenes de 1979— y el convencimiento de que este cambio de régimen no tiene por qué repetir los errores de Irak. A esto se suma el éxito de la operación Resolución Absoluta en enero, cuando capturaron a Nicolás Maduro con un coste mínimo y el aplauso generalizado. Aquella victoria convenció a Trump de que había encontrado una nueva doctrina: golpe quirúrgico, eliminación rápida del líder y colaboración de sus sucesores. Todo sin comprometer la vida de un solo soldado sobre el terreno ni asumir el coste de la reconstrucción. Pero Irán no es Venezuela. El ataque aéreo y naval que acabó con el ayatolá Alí Jamenei y parte de la cúpula dirigente ha desencadenado una respuesta iraní que amenaza a Israel, a los intereses estadounidenses en el golfo Pérsico y a los países vecinos. El ejército de Estados Unidos está agotando sus interceptores de defensa aérea más rápido de lo que puede reemplazarlos. El propio John Bolton, que durante años presionó a Trump para actuar contra Irán y fue despedido por ello, reconoce que cambiar un régimen desde el aire es extraordinariamente difícil en un país tan extenso y de 92 millones de habitantes. La operación también podría provocar fracturas internas. Importantes figuras del gabinete como JD Vance, Pete Hegseth y Tulsi Gabbard construyeron su carrera política sobre el escepticismo ante este tipo de intervenciones ya que los tres estaban en las fuerzas armadas durante las guerras de Irak y Afganistán. El propio Hegseth afirmó en diciembre que el Pentágono no se distraería con el intervencionismo en el exterior ni cambios de régimen. Dentro del movimiento MAGA y entre congresistas republicanos han surgido voces exigiendo objetivos claros y, sobre todo, la autorización del Congreso que exige la Constitución para declarar la guerra. El escenario posterior a la guerra es muy incierto. La CIA maneja varios desenlaces posibles: una transición pactada, el ascenso del ala dura de la Guardia Revolucionaria o la fragmentación de Irán en facciones enfrentadas que conviertan el país en un Estado fallido. Trump quiere pasar a la historia como el presidente que doblegó a Venezuela, Cuba e Irán en un solo mandato. Pero con las elecciones de medio mandato a nueve meses vista y una mayoría de votantes que prefiere que se concentre en la economía, la gran apuesta de su segundo mandato podría convertirse en una maldición. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 3:51 Trump y los cambios de régimen 33:25 “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R 35:24 La democracia en Irán 40:03 El mal estado de las carreteras 44:35 El racismo en los campos de fútbol · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #iran #trump Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals
En '¡Buenos días, Javi y Mar!', un robot en el Mobile World Congress detecta estados de ánimo. En noticias, Irán ataca la embajada de EE.UU. en Riad; Francia amplía su arsenal nuclear; España niega bases a EE.UU. contra Irán. La Fontana di Trevi cobra dos euros de entrada, recaudando 430.000 euros/mes para museos y Cáritas. Rihanna insinúa su regreso musical. Ximeno propone "Jeroglíficos Auditivos" para que Javi y Mar adivinen obras literarias. Suena "PokerFace" de Lady Gaga. Javi y Mar comentan sobre fondos de pantalla de móviles, incluyendo el de Mar con genealogía. Marc Anthony responde a un espectador en español, antes de sonar "La Gozadera". Rosario debate la "economía circular" al regalar un objeto no deseado. Suena "Olvidé Olvidarte" de Marlon y Álvaro de Luna. Oyentes comparten audios virales con anécdotas cómicas. Daddy Yankee suena en CADENA 100, celebrando el éxito de "Gasolina". Siete amigas jubiladas de Filipinas compran una mansión para vivir juntas. Leire Martínez ...