Most prestigious Italian literary award
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Dopo la maturità, trenta ex compagni di liceo stringono un patto: ogni anno verseranno una quota e il montepremi finale sarà destinato ai tre che riusciranno a sopravvivere agli altri. È questa la premessa de I convitati di pietra di Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026, il romanzo di cui abbiamo parlato a Millevoci insieme ad Alessandro Bertellotti, tra opinioni contrastanti, riflessioni sulla vita e sul tempo che passa.Nella seconda ora abbiamo invece esplorato alcune notizie dal mondo: dai giovani che scelgono uno stile di vita lontano dalle aspettative legate alla loro età anagrafica, fino alla siccità che sta facendo riemergere dai fondali del Danubio alcuni relitti risalenti alla Seconda guerra mondiale.
Ippolita Avalli"Il figlio del Papa"Cesare BorgiaMursia Editorewww.mursia.com«Un libro che mi ha affascinato. Si vede che l'autrice ha lavorato su questi personaggi e ne ha ricavato una galleria di figure originali.» Dacia Maraini«Fay ce que dois, avien que pourra.» «Fa' ciò che devi, avvenga ciò che vuole.» Cesare BorgiaCostretto alla tonaca quando avrebbe voluto impugnare una spada, Cesare Borgia non è nato per obbedire, ma per conquistare. Dalle stanze dorate del Vaticano ai campi insanguinati della Romagna, la sua ascesa è fulminea, con l'ambizione di unire l'Italia sotto un'unica corona. Ma il potere ha un prezzo. Mentre la madre Vannozza lo vede consumarsi nella smania e Lucrezia, la sorella adorata, ne condivide splendori e ombre, il sogno di dominio si trasforma in una corsa contro il destino. Un grande romanzo in cui tradimenti, alleanze, passioni brucianti e rovinose cadute scandiscono la vita di un uomo deciso a essere sovrano di sé stesso, anche a costo di perdere tutto.Ippolita Avalli è nata a Milano e vive a Roma. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui La dea dei baci finalista al Premio Strega. Ha scritto per il teatro e per il cinema, collaborando, tra l'altro, alla sceneggiatura de La città delle donne di Federico Fellini e al testo della canzone L'addio di Franco Battiato. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Bob Farotto, coordinatore del bookclub Librinsieme di Sydney, commenta la premiazione raccontandoci i libri della sestina, che il suo gruppo ha letto e per cui ha votato.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata al Premio Strega, 80esima edizione, assegnato l'8 luglio a Roma. Ha vinto il romanzo "I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi) con 190 preferenze. A votare una giuria di 800 persone, di cui 460 Amici della domenica, ossia personalità del mondo della cultura, 245 votanti dall'estero selezionati agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, 30 voti collettivi di scuole, università e circoli di lettura, 65 voti di lettori forti. Al secondo posto, con 38 voti di distanza, "Platone. Una storia d'amore" di Matteo Nucci (Feltrinelli). A seguire "La sonnambula" di Bianca Pitzorno (Bompiani), "Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi (Einaudi), "Donnaregina" di Teresa Ciabatti (Mondadori), infine "Vedove di Camus" di Elena Rui (L'orma editore).
Nell'ultima edizione di Pensavo Peccioli abbiamo registrato una lunga conversazione con l'autore di I convitati di pietra, con molte spiegazioni e curiosità su come è nato, come è stato scritto, che cammino stava per compiere. Fino allo Strega. Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel The Essential di venerdì 10 luglio, Chiara Piotto parla di: 00:00 le ragioni dei ritardi in Italia mentre Eurostar prepara i treni che resistano a 55 gradi; 06:20 la Russia blocca l'export di gasolio per far fronte alle restrizioni dovute agli attacchi ucraini contro le raffinerie; 08:00 Michele Mari ha vinto il premio Strega 2026, nonostante l'odio social. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Davide De Luca"Carte da decifrare"Fondazione Arteawww.fondazioneartea.orgCARTE DA DECIFRARE / Busca,12 e 18 luglio 2026Nona edizione per la rassegna di letteratura e musica Carte da decifrare, che torna a Busca con due appuntamenti inediti, dove parole e note si intrecciano e dialogano sotto forma di reading, esperienze sonore e visite guidate esclusive in due luoghi unici e inestimabili del patrimonio storico-artistico piemontese: la prestigiosa Collezione di arte contemporanea La Gaia e, novità 2026, il Parco Museo dell'Ingenio, un antico Convento dei Frati Cappuccini, oggi centro culturale dedicato alla storia del lavoro, della creatività e dell'ingegno umano.Ospiti di quest'anno: Donatella Di Pietrantonio con Teho Teardo e Nicola Lagioia con Enrico Gabrielli e Alessandro Grazian. Domenica 12 luglio / ore 18.00➝ Busca – Collezione La GaiaDONATELLA DI PIETRANTONIOTEHO TEARDO, elettronicaLE ETÀ FRAGILIReading musicale da L'età fragile (Einaudi) + visita guidataDonatella Di Pietrantonio racconta la storia di Amanda, la quale torna improvvisamente nel paese d'origine, vicino a Pescara, dopo aver lasciato Milano. Sua madre Lucia comprende subito che qualcosa l'ha profondamente segnata e, mentre cerca di proteggerla, riaffiorano i ricordi di un tragico evento avvenuto trent'anni prima ai piedi del Dente del Lupo, dove tre ragazze scomparvero e Lucia si salvò per un caso. In un intreccio di passato e presente, tra segreti familiari, ferite che attraversano le generazioni e il difficile rapporto tra madri e figlie, L'età fragile di Donatella Di Pietrantonio racconta la vulnerabilità che accompagna ogni età della vita e il confronto con un passato che non smette di chiedere ascolto. Un romanzo intenso, sulla paura, sulla memoria e sulla possibilità di ricostruirsi quando si è più esposti al mondo, vincitore del Premio Strega 2024, che prenderà vita in un reading di grande intensità emotiva grazie alle musiche originali di Teho Teardo, compositore, musicista e sound designer tra i più eclettici e visionari della scena musicale contemporanea.Prima e dopo il reading è prevista una visita guidata ad alcune opere della Collezione La Gaia. Durata complessiva dell'attività circa 2,5 ore. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE: Il pubblico è suddiviso in due gruppi con partenza da Piazza Mariano. Gruppo I: partenza ore 16:45Trasporto con navetta a La Gaia ➝ visita guidata alla Collezione ➝ partecipazione al reading musicale (ore 18) ➝ rientro con navetta (ore 19.15 ca)Gruppo II: partenza ore 17.30Trasporto con navetta a La Gaia ➝ partecipazione al reading musicale (ore 18) ➝ visita guidata alla Collezione ➝ rientro con navetta (ore 20 ca)BIGLIETTIIntero: € 18Ridotto under 19 e disabili: € 12Biglietti disponibili su ticket.it (chiusura prevendita sabato 11 luglio, ore 23:59, salvo esaurimento posti).Gratuito: 0 – 10 anni e accompagnatori di persone con disabilitàPrenotazione obbligatoria con disponibilità sino a esaurimento posti, scrivendo a info@fondazioneartea.orgAccesso consentito solo con servizio navetta con partenze da Piazza Fratelli Mariano.Acquista qui:https://www.ticket.it/teatro/evento/le-eta-fragili.aspxSabato 18 luglio / ore 20.30➝ Busca – Parco Museo dell'Ingenio NICOLA LAGIOIAENRICO GABRIELLI, pianoforte, fiatiALESSANDRO GRAZIAN, chitarraCOME SI DIVENTA CIÒ CHE NON SI ÈUna lezione sull'imparare a fare le coseNessuno racconta con facilità come ha imparato a fare ciò di cui è capace. Nasciamo sprovvisti di tutto, l'apprendistato è lungo, pieno di ostacoli, frustrazioni, episodi ridicoli. È difficile capire cosa accade di preciso tra il momento in cui non siamo capaci di fare qualcosa e l'attimo trascorso il quale quella medesima cosa cessa di essere per noi un problema. Si attraversa un confine invisibile, una commessura, oltre il quale non siamo più noi stessi. In certi casi, racconta Nicola Lagioia, l'arte – e persino il mondo che si muove intorno ai libri – in questo processo di trasformazione può svolgere un ruolo davvero imprevisto.Ad accompagnare la lezione d'autore le musiche originali di Enrico Gabrielli, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore discografico, noto soprattutto per essere membro nonché fondatore dei Calibro 35 in duo con Alessandro Grazian.BIGLIETTIIntero: € 18Ridotto under 19 e disabili: € 12Biglietti disponibili su ticket.it (chiusura prevendita sabato 18 luglio, ore 11:00) oppure presso la biglietteria del Parco Museo dell'Ingenio, dalle ore 19:30 del giorno dello spettacolo, salvo esaurimento postiGratuito: 0 – 10 anni e accompagnatori di persone con disabilitàPrenotazione obbligatoria con disponibilità sino a esaurimento posti, scrivendo a info@fondazioneartea.orgAcquista qui:https://www.ticket.it/teatro/evento/come-si-diventa-cio-che-non-si-e.aspxDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ludovica Lugli e Giulia Pilotti hanno guardato in TV la serata finale del Premio Strega di quest'anno, vinto da Michele Mari con I convitati di pietra, e in questa puntata speciale commentano le difficoltà di fare un evento televisivo in cui si parla di libri, l'abbigliamento dello scrittore che ha applicato il method dressing, le aspirazioni professionali di Bianca Pitzorno e l'eccessiva insistenza sull'incapacità di sorridere di Michele Mari, tra le altre cose. Ospite speciale della puntata, con una serie di messaggi vocali, l'editor e scrittore Paolo Valoppi, che era tra il pubblico presente davanti al Campidoglio, a Roma. Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. La classifica finale dello Strega 2026:Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi) - 190 votiMatteo Nucci, Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli) - 152 votiBianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani) - 84 votiAlcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi) - 78 votiTeresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori) - 75 votiElena Rui, Vedove di Camus (L'orma) - 64 voti Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Radio Vaticana è con Voi anche nel palinsesto estivo e come ogni giorno sono protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 In apertura abbiamo parlato del devastante incendio in Spagna, ad Almeria, dove sono almeno 12 i morti e uan decina i feriti. A seguire la rassegna stampa: in primo piano il conflitto tra Stati Uniti ed Iran ed i Mondiali di Calcio Torniamo poi sulla Magnifica Humanitas. Con noi il collega Gigio Rancilio, autore di "Questa ecliclica è una hit! La Magnifica humanitas per i ragazzi", edito da Ancora. Infine il Premio Strega. In diretta a Radio Vaticana con Voi Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci e segretario del comitato direttivo del Premio Strega, autore di "Romanzo privato", edito da Mondadori. Condotto e a cura di Andrea De Angelis Hanno collaborato Marco Guerra, Chiara Armenti, Fabio Colagrande ed Eugenio Murrali Tecnici del suono Luca Rossi e Gabriele Di Domenico
Paolo Giordano vinse il premio Strega nel 2008 con la sua opera prima. Nel 2023, durante un tour australiano, lo incontrammo: rieccovi l'intervista, a pochi giorni dall'assegnazione dello Strega 2026.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Lo Strega è arrivato alla sua ottantesima edizione e in attesa della cerimonia di premiazione, che sarà l'8 luglio a Roma, Ludovica Lugli e Giulia Pilotti raccontano come funziona il premio letterario più importante in Italia, cosa fanno i cosiddetti Amici della Domenica, chi sono i libri finalisti di quest'anno e cosa succede quando si mettono sei scrittori – che a volte sono quattro e a volte sette – su un pulmino, per un serratissimo tour di presentazioni. Lugli ha letto Vedove di Camus di Elena Rui, Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (di cui si parlava anche nella puntata di Comodino di agosto 2025) e I convitati di pietra di Michele Mari, mentre Pilotti Donnaregina di Teresa Ciabatti, La sonnambula di Bianca Pitzorno (uno dei libri di Comodino di gennaio 2026) e Platone di Matteo Nucci. Insieme a loro per raccontare e commentare i meccanismi di questo e altri premi letterari ci saranno piccoli camei vocali del direttore editoriale del Post Luca Sofri, di Michele Ruol, che l'anno scorso era in cinquina con il suo romanzo d'esordio Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, e di Gianluigi Simonetti, italianista e critico che da anni si occupa del Premio Strega studiando le tendenze della narrativa letteraria italiana contemporanea a partire dalle selezioni che fa il premio (del suo Caccia allo Strega Comodino si era occupato nel 2023). Sono citati anche La polveriera e Romanzo privato, di Stefano Petrocchi. LEGGI ANCHE:-I libri finalisti del Premio Vero 2026 (e cos'è esattamente il Premio Vero)-L'articolo di Raffaella De Santis sulla lite tra Michele Mari e Teresa Ciabatti (con paywall)-Quanto vendono i libri che vincono lo Strega, stando allo Strega-Le recensioni di Gianluigi Simonetti ai finalisti dello Strega di quest'anno, su Tuttolibri (con paywall): su I convitati di pietra, su Donnaregina, sulla Sonnambula, sullo Sbilico, su Vedove di Camus e Platone Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Non manca molto all'assegnazione del Premio Strega 2026 ed in queste settimane ripeschiamo dagli archivi interviste con premiate e premiati del passato. Nel 2020 registrammo questa conversazione con Mario Desiati, vincitore quell'anno con il suo romanzo "Spatriati".Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Meloni sospetta che a imboccare le parole di Mark Rutte sul coinvolgimento dell'Italia nella guerra in Iran sia stato Donald Trump; L'intelligenza artificiale applicata ormai anche alla psicoterapia: il racconto di Danila De Stefano, founder di Unobravo, a CEO: Next Gen: https://open.spotify.com/show/47bBB74RTKc9lEkCblmCa7; Temptation Island come il Premio Strega secondo la visione di Aldo Grasso Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell'ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso di scuola di crisi autoinflitta: non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione e finisce per peggiorarla.Quindi per esercizio facciamo al solito l'analisi:- il canale scelto (nota fredda, non prima persona)- l'ancoraggio iniziale su “voci incontrollate”- la negazione come scommessa quando ci sono testimoni- e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”.Il comunicato sposta il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall'offesa percepita verso Murgia
Il Premio Strega 2026 verrà assegnato a inizio luglio. In queste settimane vi riproponiamo alcune interviste che abbiamo realizzato negli anni con scrittori e scrittrici finalisti o vincitori del Premio: questa conversazione con Daniele Mencarelli è stata realizzata nel 2020, quando "Tutto chiede salvezza" fu premiato con lo Strega Giovani.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Il Premio Strega 2026 verrà assegnato a inizio luglio. In queste settimane vi riproponiamo alcune interviste che abbiamo realizzato negli anni con scrittori e scrittrici finalisti o vincitori del Premio: questa conversazione con Sandro Veronesi è stata realizzata nel 2020, alla vigilia del suo secondo Premio Strega con il romanzo "Il Colibrì".Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
"Caducità" di Sandro VeronesiTutti i racconti di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega, con "Caos calmo" nel 2006 e con "Il colibrì" nel 2020, sono stati raccolti nel volume "Caducità" (La nave di Teseo). Trentadue racconti, alcuni già pubblicati in altri volumi o apparsi su giornali e riviste. C'è poi il primo racconto scritto da Veronesi, più di quarant'anni fa, rimasto inedito e ritrovato dallo stesso scrittore quasi per caso e anche due cover, ossia rifacimenti di racconti di altri autori, cosa che accade spesso nella musica, meno spesso nell'ambito della letteratura. Nelle raccolte di racconti il titolo spesso indica una traccia interpretativa: in questo caso è lo stesso autore che esplicita il riferimento a un breve testo di Sigmund Freud, "Caducità", che viene riportato all'inizio del volume. È un testo che parla di lutto e di come la caducità delle cose o della bellezza ne aumenti, in un certo senso, il valore. I racconti di Sandro Veronesi spaziano da quelli apertamenti autobiografici, come quelli sulla perdita della madre e poi, a pochi mesi di distanza, del padre, a quelli che narrano di relazioni d'amore, di dolore, di scelte, di rapporti familiari, di passioni sportive, il tennis soprattutto.
"Romanzo privato" di Stefano Petrocchi e "La valigia del ritorno" di Ludovica Elder Maria Bellonci viene ricordata soprattutto per aver creato insieme al marito Goffredo e a Guido Alberti, proprietario dell'azienda che produceva il liquore Strega, il Premio Strega. Ma accanto al ruolo di animatrice culturale (il Premio Strega nacque a casa Bellonci nel dopoguerra come naturale conseguenza delle riunioni che si facevano in quella casa fra scrittori e intellettuali) Maria Bellonci rivestiva anche il ruolo di scrittrice, un'attività spesso sacrificata, ma determinante nella sua vita. Attraverso il libro "Romanzo privato" (Mondadori), Stefano Petrocchi, sulla base dei diari e delle lettere, ci porta alla scoperta di Maria Bellonci scrittrice, della sua capacità di narrare personaggi storici, mettendone in risalto elementi umani e personali, cosa che fece con "Lucrezia Borgia" e poi anche con "Rinascimento privato" nel quale narrava di Isabella d'Este, marchesa di Mantova, a cavallo fra il '400 e il '500. Ritratti di donne del passato, dunque, al di là degli stereotipi, donne di cui Maria Bellonci coglie aspetti insoliti e dettagli, perché la sua opera narrativa gira intorno al concetto del segreto.Nella seconda parte parliamo di "La valigia del ritorno" di Ludovica Elder (Piemme). Siamo nel 1923, Rosalba è una giovane donna che ha prestato servizio presso una famiglia benestante a Trieste. In seguito a una relazione con il padrone di casa, Giacomo Ledri, dirigente fascista in carriera, resta incinta e lui, per non avere problemi, la fa imbarcare su una nave diretta a Montreal in Canada. Qui ci sono degli zii di Rosalba e lei otterrà un impiego come governante a casa di James Phillips, un ex ufficiale della Marina Britannica che gestisce diversi pub e locali dove si ascolta il jazz. Per Rosalba, che tutti in Canada chiameranno Rose, sarà un'occasione di riscatto e di ricerca della propria libertà, anche quando dovrà scontrarsi con il caporalato che gestisce i rapporti di lavoro degli immigrati italiani e chiede una percentuale consistente del suo stipendio.
Lo scorso 3 giugno è stata annunciata la cosiddetta "cinquina" del Premio Strega, che quest'anno è diventata una “sestina”, ovvero sono sei e non cinque libri finalisti che potranno ambire a vincere l'ottantesimo Premio Strega.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Iniziamo la puntata con gli aggiornamenti sulla guerra russa in Ucraina. Con noi Riccardo Alcaro, coordinatore delle ricerche e responsabile del programma "Attori globali" dell'Istituto Affari InternazionaliSecondo l’ultimo Rapporto Agromafie e Caporalato del Cnr-Ismed sarebbero circa 12 mila i lavoratori irregolari nel settore agricolo calabrese. Numeri che arrivano a pochi giorni dalla strage di Amendolara, dove quattro braccianti sono stati chiusi in macchina e bruciati vivi. Ne parliamo con Giovanni Ferrarese, Ricercatore presso l’Istituto di Studi sul Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).Questa sera svelata la Cinquina del Premio Strega. Ci racconta tutto la nostra Alessandra Tedesco.
Elisabetta Frau, Sante Bandirali"l'ordine del mondo"Luigi Malerbauovonero edizioniwww.uovonero.comTesto di Luigi Malerba, Illustrato da Elisabetta Frau. Il testo di un grande autore rinasce in forma di albo illustrato grazie al tratto fresco e divertente di una talentuosa illustratrice, per ricordarci ancora una volta che, forse, un pochino di disordine si può anche sopportare...Marione non riesce proprio a sopportare il disordine del mondo. E come dargli torto, del resto.Ma Marione non è tipo da lasciar correre: di giorno riordina gli scaffali del supermercato dove lavora, le lettere del vocabolario, le idee degli amici...di notte, non ancora soddisfatto, sogna di sistemare per bene gli edifici, le città e persino gli elementi chimici!Qualcuno riuscirà mai a placare la sua furia catalogatrice?Elisabetta Frau, nata e cresciuta a Cagliari, ha maturato esperienze professionali e formative nella penisola (Master di illustrazione Ars in Fabula) e all'estero, ma ha deciso di tornare in Sardegna.Vanta oltre dieci anni di esperienza nell'ambito della direzione creativa e della gestione dei progetti.Ha contribuito alla crescita di una piccola agenzia pubblicitaria che si è evoluta nel reparto di design dell'esperienza di una multinazionale.L'ordine del mondo, nato dal racconto di un maestro della letteratura italiana come Luigi Malerba, è il suo primo albo illustrato.Sante Bandirali è editore di uovonero, traduttore e autore. Come traduttore ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020 con il romanzo Una per i Murphy di Lynda Mullaly Hunt. Sue traduzioni hanno vinto il Premio Andersen, il Premio Letteratura Ragazzi della Cassa di Risparmio di Cento, il Premio Orbil, il Premio Asti d'Appello Junior, il Premio Microeditoria di Qualità, il Premio 12 Apostoli / Mont Blanc e ottenuto altri riconoscimenti.Per uovonero è autore degli albi Il signor Erik (illustrato da Francesca Corso), L'uovo nero (illustrato da Alicia Baladan) e Per mano (illustrato da Gloria Tundo). Luigi Malerba (Pietramogolana 1927 - Roma 2008), pseudonimo di Luigi Bonardi, è stato uno dei maggiori e più tradotti scrittori italiani del secondo Novecento e ha fatto parte della neoavanguardia sperimentalista del Gruppo 63.Oltre alle opere di narrativa, romanzi e racconti, ha scritto testi per il cinema e la televisione e numerosi libri per ragazzi. Laureato in giurisprudenza a Roma, lavora come giornalista e collabora alla scrittura di alcune sceneggiature cinematografiche e televisive. A Parma, negli anni Cinquanta, dirige la rivista cinematografica «Sequenze».Le pietre volanti è uno dei suoi romanzi di maggior successo, per il quale vince il Premio Viareggio e il Premio Feronia nel 1992.Dopo la sua morte, dal 2010 si è cominciato il Premio Luigi Malerba di narrativa e cinema, a sua memoria, dedicato a opere inedite e sceneggiature di giovani con meno di 28 anni. Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Prix Médicis per il miglior autore straniero, il Mondello, il Grinzane Cavour e il Viareggio.E' rimasto celebre il suo scontro con Claudio Magris al Premio Strega che gli impedì la conquista del prestigioso alloro.Tra le sue opere ricordiamo: La scoperta dell'alfabeto (Bompiani 1963), Il serpente (Bompiani 1966), Salto mortale (Bompiani 1968), Il protagonista (Bompiani 1973), Le rose imperiali (Bompiani 1974), Il pataffio (Bompiani 1978), Diario di un sognatore (Einaudi 1981), Il pianeta azzurro (Garzanti 1986), Testa d'argento (Mondadori 1988), Il fuoco greco (Mondadori 1991), Le pietre volanti (Rizzoli 1992), Il viaggiatore sedentario (Rizzoli 1993), Storiette e storiette tascabili (Einaudi 1994), Le galline pensierose (Einaudi 1980, Mondadori 1994). Per Mondadori sono usciti i suoi libri più recenti: Le maschere (1995), Che vergogna scrivere (1996), Itaca per sempre (1997), La superficie di Eliane (1999), Il circolo di Granada (Mondadori 2002), Ti saluto filosofia (2004).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Lorenza Ghinelli, Silvia Bottani"La roccia dalle radici di stelle"Aboca Edizioniwww.abocaedizioni.itUn romanzo scritto a quattro mani in cui Lorenza Ghinelli e Silvia Bottani fondono visioni e immaginari a servizio di un'eco-narrazione incalzante e coinvolgente.Nel caos imposto dagli elementi e dalla paura, la speranza resta un sentimento a cui aggrapparsi e la fiducia reciproca l'unica possibilità per il domani.Un'alluvione travolge Valle Fratta, un piccolo paese ai piedi delle colline della Romagna, cancellando il mondo che Nives, Mirco, Elia, Carla e Agata hanno sempre conosciuto. A essere sopravvissuti al disastro, sullo stesso versante della collina e isolati dal mondo, ci sono anche Fiuto, Fulgor, Root, Kamareya e Dibbey, animali cresciuti in cattività, tra case, aziende agricole e all'interno del Bioparco ormai sventrato dalla piena. Là dove il confine tra ciò che è domestico e ciò che è selvaggio svanisce, dal terreno dissodato da una frana spunta una roccia misteriosa, destinata a segnare un nuovo inizio per una comunità smarrita, alla ricerca di un senso in un mondo che all'improvviso appare incomprensibile. Nel caos imposto dagli elementi e dalla paura, la speranza resta un sentimento a cui aggrapparsi e la fiducia reciproca l'unica possibilità per il domani. Con questo romanzo scritto a quattro mani, Lorenza Ghinelli e Silvia Bottani fondono visioni e immaginari a servizio di un'eco-narrazione incalzante e coinvolgente, capace di affrontare tematiche contemporanee irrimandabili: antispecismo, emergenza climatica, la costituzione di comunità solidali resistenti. Nel farlo, omaggiano i generi e le atmosfere che da sempre le ispirano: eerie e weird fiction, gotico rurale, romanzo sociale, sancendo il primo capitolo di un'originale collaborazione letteraria.Lorenza Ghinelli è autrice di racconti e romanzi pubblicati in Italia e all'estero, tra cui Il divoratore, La colpa (in cinquina al Premio Strega), Con i tuoi occhi, Almeno il cane è un tipo a posto (vincitore del Premio Minerva), Bunny Boy (Premio Glauco Felici), La stirpe e il sangue. Da oltre quindici anni insegna alla Scuola Holden di Torino, per cui ha diretto per tre anni il Master biennale in Tecniche della Narrazione.Vive a Rimini dove ha fondato con Silvia Bottani Testarde www.testarde.itSilvia Bottani è nata a Milano. Si occupa di arte contemporanea e scrive per il Corriere della Sera. Ha scritto i romanzi Il giorno mangia la notte (Premio Glauco Felici e Premio Giallo al Centro) e Un altro finale per la nostra storia.Vive a Rimini dove ha fondato con Lorenza Ghinelli Testarde www.testarde.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandra Carati"Atto di famiglia"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itAll'inizio è una famiglia come tante, infelice a modo suo. Un padre accudente e insicuro, una madre distante e istrionica. Tra loro, una bambina contesa. Piccoli gorghi scuri disseminano quest'unione che assomiglia più a un contratto che a una storia d'amore, ma l'abitudine dei gesti, gli spiragli di normalità e la vita che mette in fila i giorni li hanno resi trascurabili. Poi, tutto crolla: ripensandoci non saprebbero collocare nel tempo il momento esatto, la memoria riscrive i fatti – le notti sul divano, le lacrime, la rabbia, i tradimenti, una terapia di coppia in cui nessuno crede. Magari si può ancora salvare qualcosa, per il bene della bambina. Ma il dolore e l'orgoglio rendono ciechi e sordi, e in guerra una cosa sola conta: distruggere il nemico, anche con colpi proibiti, con accuse che sporcano tutto e da cui non si torna indietro.Sotto le macerie, ferita, resta lei, la bambina che tutti volevano per sé e che nessuno ha amato abbastanza; lei, cuore di un corpo che non esiste più, riemergerà in nome di una voglia di vivere più forte.Alessandra Carati racconta, senza paura di dire, la disgregazione di una famiglia che a un certo punto smette di essere ordinaria. È la cronaca abbacinante di una fine, con le sue molte verità in conflitto, tutte plausibili, che attira il nostro sguardo dove non si sarebbe fermato, dà voce a chi non avremmo ascoltato.Alessandra Carati vive a Milano. Ha scritto Bestie da vittoria insieme a Danilo Di Luca (Piemme 2016) e La via perfetta insieme a Daniele Nardi (Einaudi Stile Libero 2019). Con il romanzo E poi saremo salvi (Mondadori 2021) ha vinto il Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima ed è stata finalista al Premio Strega 2022. Con Rosy (Mondadori 2024) ha vinto il Premio Dolores Prato. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Romana Petri"Distanza di sicurezza"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itForse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce.Luciana Albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l'abbandono improvviso di suo marito Vasco. E se di giorno la vita la trascina lontano – la pittura che ormai l'ha resa un'artista conosciuta nel mondo, l'immortale cane Barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a sé stessa che è una vincente –, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perché? Vasco Dos Santos conosce la risposta, ciò che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. Conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare Roma e tornare nella sua Lisbona. In quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all'inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. Conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa. Luciana e Vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare ciò che è stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. Con questo romanzo, Romana Petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessità, e ci restituisce la verità dietro il sogno, la possibilità dietro la fine.Mancavano pochi giorni alla prima udienza. Cosa avrebbero provato rivedendosi? Si sarebbero visti e sconosciuti? A questa ipotesi non poteva nemmeno pensare. Che una separazione si trasformasse anche in sconoscenza. E tutti gli anni trascorsi, che fine facevano? Quante persone siamo se basta poca lontananza per non capirci più?Romana Petri è nata a Roma. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti come il Premio Mondello, il Rapallo Carige, il Grinzane Cavour e il Bottari Lattes. È stata due volte finalista al Premio Strega con Figli dello stesso padre (Longanesi 2013, Mondadori 2023) e Rubare la notte (Mondadori 2023). Traduttrice, editrice e critica letteraria collabora, tra gli altri, con Corriere della Sera e Io Donna. È tradotta in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo. Tra le sue opere nel catalogo Neri Pozza: Ovunque io sia (2012), Le serenate del Ciclone (2015), Alle Case Venie (2017), Il mio cane del Klondike (2017) e Pranzi di famiglia (2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Paola Musa"Il conciaossa"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.itMichele Miluzzi abita in una borgata romana tristemente nota per lo spaccio di droga. Quarantacinque anni, scapolo, ex cameriere, appassionato di radiodrammi, Michele si sostiene con la pensione d'invalidità, ama non corrisposto Matilde, sfoga il suo vuoto cucinando e mangiando. Sentendosi sempre più solo e insignificante, comincia a impegnarsi per operare una svolta nella sua vita. Si reinventa, così, conciaossa e sensitivo, divertendosi tra le altre cose a preannunciare le retate delle forze dell'ordine avvisando i vicini coinvolti nello spaccio, friggendo qualche ora prima del loro arrivo. Non perché coinvolto in attività illegali, ma solo per farsi notare. Queste iniziative insolite innescheranno però una serie di eventi che lo vedranno coinvolto in un gioco più grande di lui. Nel sesto e penultimo capitolo dedicato ai vizi capitali, la gola, Paola Musa costruisce un romanzo corale a tratti duro e drammatico ma anche farsesco e poetico, sulle luci e le ombre dell'anima popolare e sui profondi cambiamenti sociali sopravvenuti nelle periferie. Con uno sguardo inedito e a tratti commovente sulle anonime vite di alcuni dei suoi abitanti, costretti a convivere nei lotti grigi tra emarginazione e desideri, solidarietà e solitudine, illegalità e resilienza.Paola Musa, scrittrice, sceneggiatrice, poetessa. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in ambito poetico. Collabora con numerosi musicisti come paroliere. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, Condominio occidentale (Salerno Editrice), selezionato al Festival du Premier Roman de Chambéry e al Premio Primo Romanzo Città di Cuneo. Con la regista Tiziana Sensi ha scritto anche la versione teatrale del romanzo, lo spettacolo ha ottenuto la medaglia dal Presidente della Repubblica e la menzione speciale per il teatro al Premio Anima. Da Condominio occidentale è stato tratto il tv movie prodotto da Rai 1 Una casa nel cuore, con protagonista Cristiana Capotondi (2015). Ha pubblicato le sillogi poetiche Ore venti e trenta (Albeggi edizioni, 2012) e Anse di memoria (Macabor editore 2017). Nel giugno 2009 è uscito il romanzo Il terzo corpo dell'amore (Salerno Editrice). Con Arkadia ha pubblicato i romanzi Quelli che restano (2014), Go Max Go, romanzo musicale (2016). Dal 2019, sempre per Arkadia Editore, è impegnata nell'eptalogia dedicata ai vizi capitali, iniziata con L'ora Meridiana (Premio della critica all'Etna Book Festival), La figlia di Shakespeare (2020), Nessuno sotto il letto (2021), Umor vitreo (2022, proposto all'edizione del Premio Strega 2024 e Vincitore della Menzione Speciale al Premio Emilio Lussu 2024), La vita in più di Marta S. (2025) e Il conciaossa (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Roberto Maggiani"Un uomo in Argentina"Il ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itQuesto romanzo non ci parla di ciò che sarebbe potuto avvenire ma di ciò che potrebbe essere avvenuto: è una ipotesi plausibile su una certa storia dalla fine della Seconda guerra.*Argentina, 1975. In un paese della provincia di Cordoba, l'ottuagenario Adrian Schneider vive da solo dopo la morte della moglie. È accudito dalla cognata Loida, dal marito di lei e dal nipote. Li aiuta Ania, la badante. Ma un venerdì mattina, sul quotidiano c'è una notizia che suscita scalpore: un giornalista ha identificato a Miramar, nella provincia di Buenos Aires, un efferato nazista che Adrian aveva fatto conoscere alla propria famiglia come un lontano parente e con un nome diverso. Questo genera dei sospetti: ne era a conoscenza? È l'inizio di indagini di famiglia che cercano di fare luce su alcune incongruenze nella vita di Adrian. I rapporti con la badante si fanno tesi. Loida vorrebbe risolvere in famiglia ogni sospetto, contrariamente ad Ania. Tra nervosismi, tentativi di dialogo e l'ostinata chiusura dell'ottuagenario, la vicenda si evolve in un intenso dialogo familiare. Si scaverà nel passato e negli anni della Germania nazista collegando fatti storici noti, per alcuni dei quali l'autore propone una plausibile e avvincente rilettura, ad avvenimenti familiari. Ed è proprio a partire dal passato che i personaggi di questo coinvolgente romanzo si rivelano.*Franco Buffoni ha proposto "Un uomo in Argentina" di Roberto Maggiani al Premio Strega 2026. Questa la motivazione:«Con lucidità, stile e un efficace istinto cinematografico del racconto, l'autore non ci parla di ciò che sarebbe potuto avvenire ma di ciò che potrebbe essere avvenuto. Illumina in sostanza una ipotesi plausibile su una vicenda conseguita alla fine della Seconda guerra mondiale. Alla luce di quanto oggi sappiamo circa la cosiddetta Rat Line, la via dei topi, alias la fuga in America meridionale – grazie alla potente copertura di alcuni apparati vaticani – di molti criminali nazisti, Maggiani riesce a creare un ottimale equilibrio tra storica verosimiglianza e eleganza di scrittura: “Se dovessi fare un film su di lei, lo inizierei con un primo piano sulla sua barba”. La replica giunge immediata, quanto scocciata: “Addirittura, un film… come le viene in mente. Non c'è nulla da raccontare della mia vita. È tra le più insignificanti”. “Lei dice?”.»**Roberto Maggiani è nato a Carrara nel 1968, dal 2001 vive a Roma, dove insegna. Laureato in Fisica all'Università di Pisa, ha conseguito un Master in Scienza e Tecnologia Spaziale all'Università Tor Vergata di Roma; si è occupato di divulgazione scientifica, con articoli pubblicati su rivista, e del rapporto tra poesia e scienza.Tra le sue opere in versi, si segnalano: Sì dopo sì, Edizioni Gazebo, 1998; Forme e informe, Edizioni Gazebo, 2000; L'indicibile, Fermenti Editrice, 2006; Angeli in volo, Edizioni L'Arca Felice, 2010; Scienza aleatoria, LietoColle, 2010; Navigazioni incerte, LaRecherche.it, 2011; Nella frequenza del giallo, LaRecherche.it, 2012; Spazio espanso, LaRecherche.it, 2013; La bellezza non si somma, Italic, 2014; Marmo in guerra, Edizioni la Grafica Pisana, 2014 (con fotografie di Paolo Maggiani); Angoli interni, Passigli, 2018; Poscienza, Il ramo e la foglia edizioni, 2024.In prosa: L'ordine morale del Paradiso, LaRecherche.it, 2015; Affinità divergenti, Italic pequod, 2018; Un uomo in Argentina, Il ramo e la foglia edizioni, 2026.Di saggistica: Poesia e scienza: una relazione necessaria?, Edizioni CFR, 2011.Tra le antologie curate si segnala: Quanti di poesia, Edizioni L'Arca Felice, 2011.Sue poesie, articoli, traduzioni dal portoghese e interventi critici sono stati pubblicati su varie riviste e antologie. In particolare, si segnalano le seguenti traduzioni di poesie dal portoghese, curate per Il ramo e la foglia edizioni: Poco allegretto, Manuel de Freitas, 2021; Il giardino di Sophia, Sophia de Mello Breyner Andresen, 2022.La sua opera poetica ha ricevuto vari riconoscimenti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Qui sotto puoi ascoltare le puntate integrali di FUORI DAL BUIO https://open.spotify.com/show/5L5v3AKzqbRVNZ9iqwDn55?si=5f252edc6a594c60 Oggi faremo un viaggio con Alcide Pierantozzi, scrittore candidato al Premio Strega con il suo romanzo Lo Sbilico , in cui racconta il buio del proprio malessere psicologico, le sue cause profonde, il percorso e le conseguenze della medicalizzazione. In questo episodio, Alcide aprirà per noi una finestra sull’abisso della malattia. Con rara trasparenza ci permetterà di entrare nelle difficoltà di chi vive spesso dissociato dal proprio io, nella quotidianità fatta di diagnosi e di farmaci, nello stigma attorno a questi disturbi. Ci parlerà del suo rapporto difficile con la scuola, dell’autismo, dell’amore per i libri e dell’attenzione meticolosa che dedica alle parole. Ci racconterà del suo amore per la scrittura e la poesia e di come queste gli abbiano spesso donato quiete. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Maria Noemi Grandi, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Emma Marsan. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commercialiSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Vladimir Di Prima"L'incoscienza di Badalà"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.itPinuccio Badalà non demorde. Sogna e vuole diventare un grande scrittore, a prescindere da tutto e da tutti. In questo spassoso romanzo, seguito ideale de Il buio delle tre, Vladimir Di Prima gioca con raffinatezza sulle debolezze e la vanagloria di autori, letterati e mondo dell'editoria.In preda agli altalenanti umori di un'agenzia letteraria del Nord, Pinuccio Badalà, già protagonista de Il buio delle tre, insegue ancora la grande casa editrice che possa consacrarlo nella ristretta cerchia degli scrittori più celebrati della nazione. Fra amori improbabili, notti insonni e rimandi erotici a una fanciullezza segnata dalle disavventure familiari, il protagonista viene convocato misteriosamente a Milano da una donna che dice di agire per conto di un importante gruppo editoriale. Nel mondo, frattanto, si è appena usciti dalla peggiore pandemia degli ultimi cento anni e nulla sembra più come prima. Ignorato il parere del maestro Magazù il quale tenta disperatamente di farlo desistere, Pinuccio decide ugualmente di partire. Nel capoluogo lombardo, dopo una serie di grottesche peripezie in compagnia di un insegnante di musica, scoprirà infine il reale e, per certi aspetti, terrificante motivo di quell'appuntamento.Vladimir Di Prima è nato a Catania nel 1977. Dopo la maturità classica si laurea in Legge e successivamente consegue un Master di secondo livello in Criminologia. Da oltre vent'anni fa parte del comitato organizzativo del Premio Brancati. Film-maker indipendente ha collaborato, fra gli altri, con Lucio Dalla e ha all'attivo diversi riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale. È autore de Le incompiute smorfie (2014), Avaria (2020) e La banda Brancati (2021). Nel 2023 ha realizzato un docufilm con protagonisti Giuseppe Lo Piccolo, Marino Bartoletti e altri importanti attori del palcoscenico nazionale. Con Arkadia ha pubblicato il romanzo Il buio delle tre (2023), selezionato al Premio Strega nel 2024, e L'incoscienza di Badalà (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Caratteristica di Emanuele Trevi, Premio Strega nel 2021 con "Due vite" (Neri Pozza), è quella di mettere insieme memorie personali, fatti realmente accaduti, riflessioni filosofiche, esistenziali e psicoanalitiche. Rientra in queste caratteristiche anche "Mia nonna e il Conte" (Solferino), un libro in cui Trevi ricorda la nonna Peppinella quando, superati gli 80 anni, fece un incontro speciale con un uomo, un conte, appassionato della storia dei Borbone. Due persone molto diverse che entrarono in sintonia profonda e si incontravano quasi ogni giorno nel giardino di casa della nonna, in Calabria. Quello stesso giardino dove Trevi passava molto tempo e scoprì l'amore per la lettura e la scrittura.
Ilaria Palomba"Restituzione"Prefazione di Gianpaolo G. MastropasquaPostfazione di Silvio RaffoInterno Libriwww.internolibri.comTu giocavi con la via della sparizione,dicevi di amare il mio respiro.L'incanto smisurato nella pioggia,non dicevi quando saresti venuto,se saresti partito o tornato,ci saremmo rivisti in altre lune.Lo sai, nella notte, torneremo a essere.Restituzione, Ilaria Palomba dà voce a una soggettività fragile e scorticata, capace di trasformare il trauma in linguaggio e la frattura in poesia. Il libro è un atto lirico e politico insieme: l'autrice restituisce a se stessa – e al lettore – il senso di un'identità smarrita e ritrovata, dopo il crollo psichico e la reclusione ospedaliera. Il corpo, la memoria, il dolore, l'infanzia, l'amore, la scrittura: ogni frammento torna al centro di una narrazione poetica che si fa ricomposizione e sguardo. Il verso è netto, tagliente, a tratti visionario, eppure sempre ancorato alla concretezza del vivere e del sopravvivere. Palomba racconta la soglia tra follia e lucidità, la violenza subita e quella introiettata, ma anche la possibilità di una tregua, di una parola che cura. Restituzione è un'opera senza compiacimenti, senza retorica, ma profondamente necessaria: una discesa nell'abisso che, proprio nella sua oscurità, indica una via per tornare alla luce. Ilaria Palomba, pugliese d'origine, romana d'adozione, classe '87, ha pubblicato i romanzi: Fatti male (Gaffi), Homo homini virus (Meridiano Zero, Premio Carver), Una volta l'estate (Meridiano Zero) scritto a quattro mani con Luigi Annibaldi, Disturbi di luminosità (Gaffi), Brama (Perrone), Vuoto (Les Flâneurs, Premio Oscar del libro, premio speciale romanzo sperimentale al Terre di Puglia, presentato al Premio Strega), Purgatorio (AlterEgo, presentato al Premio Strega); le sillogi poetiche Mancanza (Augh!), Deserto (Fusibilia, Premio Profumi di Poesia), Città metafisiche (Ensemble), Microcosmi (Ensemble, Menzione d'onore al Premio Semeria, Premio Virginia Woolf al Nabokov), Scisma (Les Flâneurs, Premio ASAS, Premio del presidente della giuria al Bologna in Lettere, presentato al Premio Strega Poesia); il saggio Io sono un'opera d'arte, viaggio nel mondo della performance art (Dal Sud). Collabora con La Fionda ed è tra i fondatori di Suite italiana.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Mario Fortunato"Magnolia Quartet"Aboca Edizioniwww.abocaedizioni.itScritto nel tono di una confessione spietata, alternando allegria a cupezza, Magnolia quartet si legge con lo stesso divertimento, con lo stesso allarme con cui si affronta un giro sulle montagne russe.Scandito in quattro movimenti (Allegro, Adagio, Scherzo e Rondò) secondo il più classico dei canoni musicali, Magnolia quartet è il racconto di un'amicizia – ora candida come un fiore di magnolia, ora inebriante e sensuale come il suo profumo – tra un pittore cinquantenne ossessionato dal proprio fallimento e tre giovanissimi chef per i quali fallire non è un'opzione: non a tavola e – santo cielo! – neppure a letto. Da Roma a Londra, da un passato che non passa a un presente più insidioso e labile di un tranello, i quattro protagonisti della storia corrono lungo le pagine di questa commedia, con un'energia e forse una disperazione che talvolta azzera le distanze generazionali e altre volte le moltiplica con chirurgica precisione. Quale è il senso, o il segreto, del loro rapporto? E riusciranno le loro voci a trovare un accordo, una comune melodia? Scritto nel tono di una confessione spietata, alternando allegria a cupezza, Magnolia quartet si legge con lo stesso divertimento, con lo stesso allarme con cui si affronta un giro sulle montagne russe.Mario Fortunato è nato in Calabria e a lungo ha vissuto a Londra, dove è stato direttore dell'Istituto Italiano di Cultura. Ha collaborato con Bbc, “The Guardian”, “Le Monde” e “Süddeutsche Zeitung”. Per molti anni critico letterario del settimanale “L'Espresso”, traduttore di autori come Maupassant, Virginia Woolf, Evelyn Waugh e Francis Scott Fitzgerald, è autore di romanzi, saggi e memoir. Il suo ultimo libro si intitola Il giardino di Bloomsbury (Bompiani, 2024). Tra gli altri ricordiamo anche, editi da Bompiani: Sud, Quelli che ami non muoiono e I giorni innocenti della guerra (nel 2007 secondo classificato al Premio Strega). Con Aboca è già uscito nel 2023 Vita immaginaria di un alloro (di prossima pubblicazione negli Stati Uniti).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Mariapia Veladiano"Dio della polvere"Guanda Editorewww.guanda.itVescovo, c'è un male, come dire, che c'è, ecco. Sempre capiterà che qualcuno faccia cose tremende a un altro o un'altra, questo è l'uomo. Ma c'è qualcosa che dipende da noi, proprio solo da noi, ed è rendere giustizia. Che vuol dire chiamare per nome e riconoscere quello che è capitato. E punire il colpevole. Altrimenti il male diventa un fiume.«Prego, si sieda dove preferisce» dice l'eccellenza monsignore senza alzare la testa dalle carte, senza immaginare che la donna che sta entrando nella stanza è lì per dare battaglia. Si apre così il nuovo romanzo di Mariapia Veladiano che vede Chiara, una donna di fede, professionista della cura, fisioterapista, di fronte a un vescovo, un uomo perbene, ma forse perbene non è abbastanza per un vescovo. Quell'incontro è solo il primo di una schermaglia che metterà in discussione le strutture del potere e l'inerzia che spesso è complice dell'omertà. Perché Chiara ha bussato alla porta del vescovado per una ragione: Luna, una ragazza giovanissima arrivata nel suo studio di fisioterapia, è stata vittima di una violenza, e anche se lei non ne vuole parlare, il suo corpo parla per lei. Né la donna né il vescovo vorrebbero trovarsi lì, in quella posizione scomoda, ma a volte il posto giusto è quello che una grazia del tutta laica, senza patria e appartenenza, ci costringe a occupare.Con la sua scrittura intensa e diretta, Mariapia Veladiano entra nel cuore del tema più scottante per la Chiesa cattolica, quello degli abusi spesso taciuti sui giovani e le donne. Lo fa con un romanzo scandaloso, profondamente umano, che ha il ritmo serrato e feroce di un dialogo in cui entrambi sono determinati a salvare ciò che hanno di più caro: la Chiesa, la vita di una ragazza. E al tempo stesso ci mostra come le lunghe storie di errori e di violenza non hanno necessariamente un finale già scritto; bisogna avere il coraggio di dire basta e di agire.Mariapia Veladiano, laureata in filosofia e teologia, ha lavorato per più di trent'anni nella scuola, prima come insegnante e poi come preside. Il suo primo romanzo, La vita accanto, ha vinto il Premio Calvino ed è arrivato secondo al Premio Strega nel 2011. Guanda ha pubblicato il suo saggio Parole di scuola e i romanzi Una storia quasi perfetta, Lei (su Maria di Nàzaret), Adesso che sei qui (vincitore del Premio Flaiano 2021), Quel che ci tiene vivi e Il tempo è un dio breve. Collabora con la Repubblica, Avvenire, L'Osservatore Romano e con la rivista Il Regno.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elena Mearini"Eri neve e ti sei sciolta"Prefazione di Lello VoceIllustrazione di Laura CarabbaRe Nudowww.renudo.orgQuesto libro non è solo l'epitaffio sgomento di una perdita; esso ci rivela una stupefacente, incomunicabile e terribile uguaglianza tra noi e le bestie, tra chi apparentemente comanda e chi obbedisce. Cambiando il punto di vista, l'autrice smaschera la fragilità di ogni progresso, di ogni civiltà, di ogni cultura e della natura stessa così come la concepiamo: la fragilità di ognuno di noi, di ogni cosa al mondo. Al mio cane Maya,lei che era l'altra parte di me.Quella migliore Il volume è disponibile sul sito dell'editore RE NUDO www.renudo.org In Eri neve e ti sei sciolta, Elena Mearini ci conduce in un viaggio poetico e intimo attraverso il dolore della perdita e la ricerca di un senso nell'assenza. Al centro di questa narrazione struggente c'è Maya, la cagnolina amata, compagna di vita e specchio dell'anima dell'autrice. La perdita di Maya diventa il punto di partenza per una riflessione universale sull'amore incondizionato, sulla memoria e sulla fragilità dell'esistenza. Con una scrittura delicata e ricca di immagini evocative, l'autrice esplora il confine tra l'umano e l'animale, tra chi resta e chi se ne va, tra il visibile e l'invisibile. Ogni pagina è un dialogo con il vuoto, un tentativo di tradurre il silenzio in parole e di dare forma a ciò che è sfuggente e impalpabile. Eri neve e ti sei sciolta è un'opera che invita a riflettere sulla condizione umana, sulla capacità di trasformare il dolore in poesia e sull'amore che sopravvive al tempo, rendendo eterno il ricordo di chi abbiamo amato.-Di cani è piena la storia della poesia. Al punto che si potrebbe dire che il cane non è solo il miglior amico dell'uomo, ma che lo è soprattutto del poeta […] Nulla di strano, dunque che anche oggi si scrivano poesie sui cani, per i cani. Ciò che colpisce in quest'ultima fatica di Elena Mearini è altro. Direi qui, per iniziare a delimitare il campo, la sua capacità di fare del ricordo della sua cagnolina, Maya, il centro motore di una riflessione ben più ampia, al centro della quale sta il linguaggio e in cui la relazione con l'animale è la cartina al tornasole che porta alla luce la fragilità e l'impotenza della cultura umana di fronte all'infinita potenza e imperscrutabilità della natura (dalla prefazione di Lello Voce) Elena Mearini (Milano, 1978) è autrice di narrativa e poesia. Da diversi anni insegna scrittura creativa e ha lavorato sui percorsi di scrittura autobiografica nelle carceri e in istituti di riabilitazione psichiatrica. È fondatrice, direttrice e docente della “Piccola Accademia di Poesia” di Milano. Ha pubblicato le raccolte poetiche Dilemma di una bottiglia (Forme Libere, 2013), Strategia dell'addio (LiberAria, 2017), Eri neve e ti sei sciolta (Re Nudo, 2025), e per le Marco Saya Edizioni Per Silenzio e voce (2014), Separazioni (2019), Aritmia (2021) e A molti giorni da ieri (2024). Ha inoltre pubblicato i romanzi 360º gradi di rabbia (Excelsior 1881, 2010) Undicesimo comandamento (Perdisa Pop, 2011), A testa in giù (Morellini, 2015), Bianca da morire (Cairo, 2016), È stato breve il nostro lungo viaggio (Cairo, 2017), Felice all'infinito (Perrone, 2018), I passi di mia madre (Morellini, 2021) e Corpo a corpo (Arkadia, 2023). Con alcuni dei suoi romanzi ha vinto, tra gli altri, il Premio Gaia Mancini, il Premio Università di Camerino ed è stata finalista al Premio Scerbanenco e candidata al Premio Campiello e per tre volte al Premio Strega.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elisabetta Darida"Malamore"Castelvecchi Editorewww.castelvecchieditore.comLunedì 24 novembre 2025, ore 18:00Libreria Egea – Viale Bligny 22 – Milanopresentazione di “Malamore”con Elisabetta Darida, lo psicoanalista Mario Marinetti e la filosofa Rosella PrezzoMaria Luisa ha sempre pensato di conoscere la vita. Docente universitaria, un marito affettuoso, due figli ormai cresciuti, una routine impeccabile, a cinquantasei anni, vede la passione irrompere nella sua esistenza come un temporale improvviso che spazza via ogni certezza e convenzione. In quel vortice scopre che tutto ciò che era stata fino a quel momento era solo una maschera. Decide di strapparla via. Traccia una linea sul passato e si immerge in una nuova vita, rompendo gli schemi, circondata da sguardi carichi di giudizio e disapprovazione. Eppure, per la prima volta, è viva. Accanto a quel nuovo amore, costruisce una felicità fragile ma intensa, come un castello di vetro sotto un cielo fluttuante. Ma la vita, si sa, non riscrive mai le sue pagine senza qualche strappo. E quando il momento arriva, Maria Luisa si trova di fronte a una nuova scelta, una nuova riga da tracciare. Perché la fine può essere il preludio di un nuovo inizio.Elisabetta DaridaRomana, dopo diversi anni in Rai e in aziende con ruoli importanti nella comunicazione, ha deciso di dedicarsi alla sua passione: scrivere. Il suo primo romanzo, Intolleranze Elementari, è stato tra le opere segnalate al Premio Strega 2022 e ha ricevuto diversi premi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Angela Nanetti"Dietro l'orizzonte un mondo"Vallecchi Editorewww.vallecchi-firenze.it"Scoprii in quei mesi che la sua nostalgia era autentica, simile a quella del naufrago che aspetta su un'isola di vedere qualcosa all'orizzonte, una linea, una forma che assomigli a ciò che conosce e che ha perduto, per potersi ritrovare."Una valigia consunta, sempre pronta. Un padre che parte senza spiegazioni. Una figlia che sogna un destino diverso.Ermelinda cresce in un'Italia che cambia: il paese agricolo che si svuota, le periferie che si riempiono di fabbriche, il rumore incessante delle officine, i sogni di chi vuole un futuro migliore. Ma la sua infanzia è segnata dalle fughe del padre, muratore inquieto e silenzioso, e dall'amarezza della madre, che non smette di rimproverarlo. In mezzo resta lei, costretta a diventare adulta troppo presto, con la sola certezza di non potersi arrendere.Dalla fabbrica dove muove i primi passi, alle scelte difficili di donna e di madre, Ermelinda ci accompagna in una saga che è insieme intima e collettiva, specchio di un Paese intero che conosce la fatica, l'emigrazione, la dignità del lavoro e la forza delle donne.Con la sua scrittura limpida e intensa, Angela Nanetti restituisce emozioni autentiche e personaggi indimenticabili, consegnandoci un romanzo che parla di partenze e ritorni, di ferite e di sogni, ma soprattutto della capacità di reinventarsi sempre.Un libro che ci ricorda che dietro ogni orizzonte c'è un mondo nuovo da scoprire.Angela Nanetti è nata a Budrio (Bologna), si è laureata in storia medievale e ha insegnato nelle scuole medie e superiori di Pescara, dove risiede. Dal 1984 ha pubblicato con Einaudi Ragazzi, EL e Giunti più di venti romanzi per ragazzi, molti dei quali premiati in Italia e all'estero. È tradotta in 27 Paesi. Passata alla narrativa per adulti, ha pubblicato tra gli altri Il bambino di Budrio (Neri Pozza 2014), arrivato finalista alla prima edizione del Premio Neri Pozza e vincitore del Premio Il Terriccio, Il figlio prediletto (Neri Pozza 2017), candidato al Premio Strega e finalista al Premio Letteraria 2018 e la raccolta di racconti Il canto delle rane (Neri Pozza 2023), vincitore della prima edizione del concorso letterario nazionale Premio Novelle.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sandra Petrignani"Carissimo Dottor Jung"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itUn fiume da guardare alla finestra e un romanzo da scrivere è tutto ciò di cui Egle Corsani ha bisogno, da sempre. E ora, seduta nella veranda della sua nuova casa affacciata sul Tevere, è davvero pronta a tornare al libro che ha iniziato su Carl Gustav Jung. La scintilla è scoccata dopo essersi imbattuta nella figura tormentata e conturbante di Christiana Morgan, paziente di Jung degli anni Venti e sua seguace. Così immagina un ritorno di lei, trent'anni dopo la prima terapia, a Küsnacht, alla casa sulla sponda del lago di Zurigo che Jung stesso aveva costruito. Christiana vuole rivedere un'ultima volta l'uomo che aveva spento le sue paure, aiutandola a conoscersi e a perdonarsi. Lady Morgana, così la chiamava lui, lo trova come lo ha lasciato, la pipa fra i denti, lo sguardo arguto sopra gli occhiali cerchiati d'oro, solo la lieve curvatura delle spalle e il bastone a reggere il corpo ancora possente nonostante gli anni inesorabili. Perché, forse, ancora una volta, Jung saprà cambiare il suo destino. Come in uno specchio d'acqua, che culla e annega, che dà vita e la sottrae, Egle si guarda riflessa nelle pagine che si riempiono: nelle domande esistenziali, nella solitudine, negli aneliti di felicità di Christiana; nella pacata sicurezza, nel distacco partecipe di Carl. E in quel passo a due, la scrittrice trova una chiave per affrontare la sciagurata nostalgia per ciò che non ha più. Con il suo inconfondibile tocco narrativo, Sandra Petrignani mette in scena il folgorante incontro finale tra il padre della psicologia del profondo – contraddittorio, paterno, impavido e incosciente dietro il monumento edificato dalla fama – e la donna incurante delle convenzioni borghesi che ne avrebbe seguito le orme.L'aveva fatta sedere sul divanetto e aveva avvicinato la poltrona piegandosi verso di lei e prendendole le mani come una volta, l'immancabile anello copiato a Freud fra le dita invecchiate. Si era proteso verso di lei, mentre lei si protendeva verso di lui.Sandra Petrignani è nata a Piacenza. Ha lavorato al quotidiano «Il Messaggero», e poi al settimanale «Panorama». Tra i suoi numerosi libri: Navigazioni di Circe, La scrittrice abita qui, Dolorose considerazioni del cuore, Marguerite, Addio a Roma e La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, in cinquina al Premio Strega. I suoi libri sono stati tradotti in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Giappone, Polonia, Svezia, Romania, Slovenia e Serbia. Vive a Roma, con lunghi soggiorni in una casa nella campagna umbra, non lontana da Amelia, zona d'origine del padre. Ha quattro cani.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questo episodio ci vengono "i brividi"!
Cristina Comencini"L'epoca felice"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itRosa sa di avere un vuoto nella memoria, un lungo intervallo di tempo che segna con una riga netta la fine della sua adolescenza: la ragazzina vitale, inquieta, fantasiosa è diventata una giovane diligente e fin troppo responsabile. Quei mesi – persi, cancellati – sono gli stessi in cui i genitori, spaventati dalla sua esuberanza e dai cattivi risultati a scuola, l'avevano ricoverata in una clinica del sonno, come usava negli anni settanta.Ora che Rosa è una donna matura, dopo anni trascorsi all'estero in missioni umanitarie, rientra in Italia. Ed ecco che il tempo perduto si riaffaccia da una vecchia fotografia che la ritrae durante una gita in montagna. Da quello scatto, i suoi quindici anni cocciuti e felici la interrogano: dov'è finita la ragazzina che preoccupava tanto i genitori, ormai scomparsi, e che adesso a lei sembra la parte più autentica e vitale di sé? E chi è il ragazzo che ha scattato quella fotografia, perché sente che c'è con lui qualcosa da recuperare, un sentimento da trarre in salvo dall'oblio? Per ricomporre la sua vita spezzata e recuperare il passato, Rosa ha bisogno delle sorelle: Margherita, la maggiore, che quella gita la ricorda bene, e Viola, la più giovane, pronta a scardinare insieme a lei segreti e silenzi di famiglia.È difficile rappresentare il momento fuggevole della felicità, ma Cristina Comencini ci riesce, incastonandola come un prisma nel tempo dell'adolescenza, delle sue turbolenze emotive, dei suoi saliscendi spiazzanti, abbaglianti.L'adolescenza è l'ultima occasione. Se non capiamo cosa ci è successo in quegli anni, rifacciamo continuamente gli stessi errori.Cristina Comencini nasce a Roma nel 1956. Figlia del regista Luigi Comencini e madre di Carlo, Giulia e Luigi, esordisce al cinema come attrice nel 1969, diretta dal padre in Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, accanto a Tina Aumont e Maria Grazia Buccella. Laureata in Economia e Commercio con Federico Caffè, lavora per alcuni anni come giornalista economica e ricercatrice. Inizia la carriera di scrittrice nel cinema sceneggiando insieme al padre il film TV Il matrimonio di Caterina (1982) e il lungometraggio Buon Natale... Buon anno del 1989; è co-sceneggiatrice di Ennio De Concini in Quattro storie di donne (1986) e autrice insieme a Suso Cecchi D'Amico dei televisivi Cuore e La Storia, entrambi diretti dal padre.Nel 1988 esordisce alla regia con una fiaba lieve e aggraziata, Zoo, cui fanno seguito l'ambizioso ed elegante I divertimenti della vita privata (1990), il criptico e sinuoso La fine è nota (1992, tratto dal romanzo omonimo di Geoffrey Holliday Hall), il fortunato Matrimoni (1998) e successivamente Liberate i pesci con Michele Placido e Laura Morante, passando nel 1995 per la trascrizione in immagini del celebrato bestseller di Susanna Tamaro Va' dove ti porta il cuore. Del 2005 è La bestia nel cuore, pellicola nominata all'Oscar come miglior film straniero e premiata al Festival del Cinema di Venezia con la Coppa Volpi per l'interprete femminile protagonista, Giovanna Mezzogiorno. Nel gennaio 2008 Cristina Comencini è tornata al cinema con Bianco e nero, commedia e storia d'amore appassionato tra un giovane uomo italiano senza grandi idee sul tema dell'Africa e una donna senegalese che vive in Italia da dieci anni. Sceneggiatrice de La donna della mia vita, ha partecipato alla 68. edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia con il lungometraggio Quando la Notte. Latin Lover con un cast quasi tutto al femminile del 2015. Qualcosa di nuovo, adattamento cinematografico dello spettacolo teatrale La scena, è il suo penultimo film, uscito nel 2017. Successivamente realizza il documentario Sex Story e il film Tornare, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nel 2019.Cristina Comencini è anche autrice e regista di pièces teatrali (Due Partite, 2006; Est Ovest, 2009; il dialogo Libere, 2010, La scena 2013; Tempi Nuovi 2017) e di numerosi romanzi editi da Einaudi (Essere vivi, 2016, Da soli, 2018, L'altra donna, 2021) e da Feltrinelli (Pagine strappate, 1991; Passione di famiglia, 1994; Matrioska, 2002; La bestia nel cuore, 2004; Due partite, 2006; L'illusione del bene, 2007, finalista al Premio Strega; Quando la Notte, 2009; La nave più bella 2012; Lucy, 2014; Voi non la conoscete, 2014; Flashback, 2022; L'epoca felice, 2025). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
di Matteo B. Bianchi | Questa puntata avremmo voluto registrarla dal vivo, con il pubblico, le luci, l'applausometro e magari anche un brindisi. Ma, come spesso accade nella vita e nei libri, i piani cambiano. E così la puntata 100 di Copertina arriva in versione “domestica”, ma non per questo meno speciale. Accanto alle rubriche classiche, tante amiche e amici del podcast lasciano un saluto, un pensiero, un augurio – e non mancano le sorprese audio da voci illustri, quindi occhio! Un episodio che è un grande abbraccio a chi ha seguito Copertina sin dal 2018 e a chi è salito a bordo strada facendo. Grazie di essere qui! Ospiti della puntata: Vittorio Graziani, libraio della storica libreria milanese Centofiori, Claudio Morici, scrittore, performer e voce fuori dal coro, che ci regala un mini monologo in esclusiva. Il consiglio d'autore arriva invece da Michele Ruol, medico e scrittore, finalista allo scorso Premio Strega. Libri consigliati: NON È COLPA DELLO SPECCHIO SE LE FACCE SONO STORTE di Paolo Nori, UTET L'ULTIMA VOLTA CHE SONO STATA LEI di Silvia Pelizzari, Fandango CRONACHE DALL'ITALIA NASCOSTA di Ivan Carozzi, Blackie edizioni NEMICO, AMICO, AMANTE… di Alice Munro, Einaudi ALBERT SPEER di Gitta Sereny, Adelphi ACQUA DI MARE di Charles Simmons, Sur PENULTIME PAROLE di Cristò, Mondadori Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Adrián N. Bravi"La nuotatrice notturna"Nutrimenti Edizionihttps://www.nutrimenti.net/libro/narrativa/narrativa-greenwich/greenwich-extra/la-nuotatrice-notturna/Festa del Racconto, CarpiDomenica 5 ottobre 2025, ore 17:00Verità nascosteIncontro con Adrián N. Braviin dialogo con Simonetta Bitasiwww.festadelracconto.itUn padre scomparso. Una verità nascosta. Un viaggio di scoperta che cambierà per sempre la vita di Jacopo. Dopo il pluripremiato Adelaida, Adrián N. Bravi firma un romanzo potente sull'identità di genere, l'amore e il coraggio di essere se stessi.Quando riceve una telefonata che lo informa della morte di suo padre Pietro, annegato in un fiume in Portogallo, Jacopo non immagina che questo evento darà inizio a un viaggio che stravolgerà ogni sua certezza. Lui, che lavora in un cimitero ed è un quarantenne goffo e impacciato, parte accompagnato dall'amico Quinto alla ricerca di risposte, portando con sé solo un'armonica e i pochi ricordi sfocati di un padre sempre assente.A Rio Salgueiro, Jacopo scoprirà una verità sorprendente. Tra le strade lastricate della cittadina portoghese, e i ricordi di una madre che ha custodito troppi segreti, dovrà confrontarsi non solo con il proprio dolore, ma anche con una rivelazione capace di mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere sulla sua famiglia e su se stesso. Attraverso una narrazione intima e profonda, con delicatezza e poesia, Bravi esplora temi universali come l'identità di genere, le relazioni familiari e il ruolo delle cose non dette. La nuotatrice notturna è un romanzo intenso e commovente capace di affrontare tematiche complesse intrecciando le vite dei personaggi in un mosaico di emozioni e rivelazioni. Un romanzo sulla ricerca delle proprie radici e sull'accettazione di verità inaspettate che possono cambiare il corso di una vita.Adrián N. BraviÈ nato a Buenos Aires, ha vissuto in Argentina fino all'età di 24 anni, poi si è trasferito in Italia per proseguire i suoi studi di filosofia. Vive a Recanati e fa il bibliotecario all'Università di Macerata. Alcuni dei suoi libri pubblicati: Restituiscimi il cappotto (2004), La pelusa (2007), Sud 1982 (2008), Il riporto (2011), L'albero e la vacca (2013), L'inondazione (2015), La gelosia delle lingue (2017), L'idioma di Casilda Moreira (2019), Il levitatore (2020). Con Nutrimenti ha pubblicato Verde Eldorado (2022) e Adelaida (2024), selezionato nella dozzina del Premio Strega, vincitore del Premio Comisso, del Premio letterario Basilicata, menzione speciale del Premio Napoli, finalista del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante. Nel 2025 l'Universidad Nacional de Villa Maria, in Argentina, lo ha insignito del titolo di Professore onorario.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Piera Ventre"Stella randagia"NNEditorewww.nneditore.itÈ il 1909 ed Esterina lascia il paese natio in Friuli per lavorare presso la famiglia nobile dei Ribas, a Napoli. All'arrivo è sconvolta dal fermento della città e dallo sfarzo della nuova casa. I padroni – la bella Porzia, l'insulso marito Giacomo, la severa cognata Orsola – le dicono che dovrà occuparsi di Malvina, figlia di Porzia e Giacomo, una creatura fragile e deforme che vive da sempre segregata nella sua stanza. La bambina, invece, è vivace e intelligente, e dimostra un carattere singolare: sostiene di avere un'amica invisibile, che le annuncia gioie e disgrazie, e di capire i versi degli uccelli. Ester vorrebbe non crederle, ma nella casa si avvertono sussurri inquietanti e presenze misteriose, e lei stessa è in preda alle visioni del suo tragico passato. Nonostante il turbamento, Ester impara ad amare Malvina; ma un giorno, l'annuncio dell'arrivo della cometa di Halley, presagio della fine del mondo, getta casa Ribas e tutta Napoli nel caos, e mette Ester di fronte a una scelta drammatica e audace. Piera Ventre ci porta nella Napoli sontuosa della belle époque, dove il progresso si fonde con la superstizione e le sedute spiritiche convivono con i salotti letterari. Stella randagia è una storia fiabesca, di riscatto e speranza, in cui la bellezza dell'anima può rovesciare le sorti del mondo e cambiare il destino degli ultimi.Questo libro è per chi ha visto il carro della Sirena Partenope, per chi, ascoltando La sonnambula, prova nostalgia di eventi mai accaduti, per chi legge il futuro nella luce di stelle spente da millenni, e per chi fa spazio nel cuore al ricordo e al sogno, perché illumini la realtà dei colori cangianti di un fuoco d'artificio.Piera Ventre è nata a Napoli e vive e lavora a Livorno. Con Palazzokimbo (Neri Pozza 2016) è stata finalista alla seconda edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Pavoncella. Sette opere di misericordia (Neri Pozza 2020) è stato selezionato al Premio Strega e ha vinto il Premio Procida. Le stanze del tempo (Neri Pozza 2021) è stato finalista al Premio Settembrini e al Premio Letterario Chianti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"Mia nonna e il Conte" di Emanuele Trevi e "Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia" di Michele RuolCaratteristica di Emanuele Trevi, Premio Strega nel 2021 con "Due vite" (Neri Pozza), è quella di mettere insieme memorie personali, fatti realmente accaduti, riflessioni filosofiche, esistenziali e psicoanalitiche. Rientra in queste caratteristiche anche "Mia nonna e il Conte" (Solferino), un libro in cui Trevi ricorda la nonna Peppinella quando, superati gli 80 anni, fece un incontro speciale con un uomo, un conte, appassionato della storia dei Borbone. Due persone molto diverse che entrarono in sintonia profonda e si incontravano quasi ogni giorno nel giardino di casa della nonna, in Calabria. Quello stesso giardino dove Trevi passava molto tempo e scoprì l'amore per la lettura e la scrittura. Nella seconda parte parliamo di "Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia" di Michele Ruol (Terra Rossa) che è stato finalista al Premio Strega 2025. Si narra la storia di Madre e Padre, così vengono chiamati nel romanzo, e di Maggiore e Minore, i due figli che sono morti in un incidente non ben precisato. Questa è la storia dell'attraversamento di quel dolore da parte di Madre che lascia il lavoro, si isola, non vuole sapere nulla del processo, e da parte di Padre che reagisce invece buttandosi nel lavoro. Ma questa è anche la narrazione dei rapporti familiari prima dell'incidente, prima della tragedia, perché in ogni famiglia ci sono "non detti" che pesano.
Scopri La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano: un viaggio tra solitudine, traumi e rapporti umani in un romanzo profondo e toccante.
Vita di Elsa Morante, stile e temi della scrittrice romana e analisi delle opere più importanti come Menzogna e sortilegio, L'isola di Arturo, La storia e Aracoeli.
Madri, padri, relazioni familiari. Elementi spesso al centro dei romanzi in qualunque epoca storica. In questa puntata speciale del Cacciatore di libri Estate, parliamo di romanzi che narrano le complesse geometrie delle famiglie, i legami e i non detti. Interviste a: Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025, Nadia Terranova, con un romanzo che cerca di ricostruire le vicende della bisnonna che aveva passato alcuni giorni in un manicomio, Mario Desiati che torna sul concetto di radici familiari e Chiara Marchelli con un romanzo in cui una donna detesta la figlia del suo compagno. Ospite del Caffè letterario: Davide Mosca, direttore della libreria "Verso" a Milano.
Per molti trovarsi a mangiare da soli in un ristorante è fonte di imbarazzo, una situazione che alcuni evitano del tutto. Per lo scrittore e vincitore del Premio Strega 2025 Andrea Bajani invece no: stare seduto da solo al tavolo di un ristorante è il modo migliore per osservare le altre persone e immaginare vite diverse dalla propria. In questa intervista realizzata durante il Salone del Libro di Torino 2025 l'autore de “L'anniversario” racconta a Silvia Nucini l'umanità che si può osservare dalla prospettiva invisibile di una trattoria.
"Piomba libera tutti" di Marco Malvaldi e "Perduto è questo mare" di Elisabetta RasyTornano i vecchietti del BarLume, personaggi creati da Marco Malvaldi e comparsi per la prima volta nel 2007 nel romanzo "La briscola in cinque" e diventati protagonisti anche di una serie tv. Ora è in libreria "Piomba libera tutti" (Sellerio). Ci sono come sempre Ampelio, Pilade, il Rimediotti, ma, e qui c'è un grande "ma" e anche un piccolo inevitabile spoiler, non c'è più il vecchio Aldo che purtroppo è morto investito da una bicicletta. C'è dunque la questione dell'eredità di Aldo perché eredi universali sono stati nominati nel testamento Massimo, il "barrista", e la sua collega Tiziana. Non manca naturalmente l'indagine che viene portata avanti come sempre dal vicequestore Alice Martelli, spesso e volentieri adiuvata dai vecchietti del Barlume. Questa volta deve indagare sulla morte di una donna detestata da tutti gli altri condomini che viene trovata strangolata nel garage. Si tratta dunque di un'indagine condominiale. Nella seconda parte parliamo di "Perduto è questo mare" di Elisabetta Rasy (Rizzoli), uno dei romanzi finalisti al Premio Strega 2025. L'amicizia profonda con lo scrittore Raffaele La Capria, il rapporto con il padre fatto soprattutto di assenza e il distacco da Napoli, che non è la città pittoresca ma una città che "è l'immagine perfetta delle illusioni perdute, incrocio di rifiuto e rimpianto". L'incontro con La Capria, molto più grande della scrittrice, fa riemergere il ricordo di un padre amato e assente. Elisabetta Rasy ricostruisce la sua infanzia, il rapporto con i genitori, con una madre che la porta via da Napoli e dal padre per andare a Roma. Rivedrà il padre solo alcuni anni dopo, nell'estate del '63, ma lui è un uomo diverso, profondamente malinconico, dorme sempre, affetto molto probabilmente da depressione. E lei, ragazzina, vuole fuggire da quell'atmosfera che è diventata quasi una gabbia.
A Rio de Janeiro è andato in scena il summit 2025 dei BRICS L'Europa fa i conti con il caldo record Andrea Bajani ha vinto il Premio Strega 2025 Fragile: una mostra per raccontare la condizione umana attraverso il vetro Nuove barriere per proteggere i quadri esposti alla Galleria degli Uffizi
Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata al Premio Strega, assegnato giovedì 3 luglio con una cerimonia al Ninfeo di Villa Giulia a Roma. Vincitore dell'edizione numero 79 è stato Andrea Bajani con il romanzo "L'anninversario" pubblicato da Feltrinelli nell'anno in cui celebra i 70 anni. Feltrinelli torna così a vincere lo Strega dopo 20 anni (l'ultimo era stato Maurizio Maggiani nel 2005). Il romanzo di Bajani ha ricevuto 194 voti dalla giuria composta da 400 Amici della domenica, ossia persone del mondo della cultura, e 300 votanti scelti dagli istituti italiani di cultura all'estero e dalle biblioteche. Con 61 voti di distanza, Elisabetta Rasy con "Perduto è questo mare" (Rizzoli), seguita da Nadia Terranova con "Quello che so di te" (Guanda), Paolo Nori con "Chiudo la porta e urlo" (Mondadori) e Michele Ruol con "Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia" (TerraRossa).
Una puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi, in occasione della Bologna Children's Book Fair, la fiera internazionale più importante per i libri per l'infanzia che si terrà dal 31 marzo al 3 aprile. Si tratta di una fiera per addetti ai lavori in cui vengono presentate le novità di mercato e vengono chiusi contratti per la compravendita di diritti. Parliamo di "Lucciole, squaletti e un po' di pastina" (Salani) di Donatella Di Pietrantonio, premio Campiello 2017 con "L'arminuta" e poi Premio Strega 2024 con "L'età fragile". Autrice amata sia dal pubblico che dalla critica, esordisce ora con un libro per bambini (dai 6 anni in su), con le illustrazioni ricche di fantasia e di colore di Andrea Tarella. Debutto nella letteratura per ragazzi anche per un altro scrittore molto amato, Antonio Manzini, autore dei gialli con Rocco Schiavone. Il 1 aprile arriva in libreria per Sellerio "Max e Nigel" con le illustrazioni di Toni Tommasi. Altro libro diretto ai pre-adolescenti è un romanzo dai toni horror, genere che piace molto ai più giovani (basti pensare al successo di "Piccoli Brividi", la serie di libri per ragazzi più venduta della storia). Si intitola "Nessuno verrà a prenderti" di Manlio Castagna, pubblicato da Mondadori nella nuova collana Ossigeno, che comprende romanzi brevi, di facile lettura con storie coinvolgenti. Un modo per avvicinare alla lettura. E poi per i bambini più piccoli "Nel paese dove i maiali volano, i lupi galleggiano" (ElectaKids) di Gianluca Nicoletti (voce nota di Radio 24) con le illustrazioni del figlio Tommy, artista neurodivergente. A partire dai disegni di Tommy, Nicoletti ha costruito un filo narrativo e ha inventato alcune storie piene di fantasia. Infine gli 80 anni di Pippi Calzelunghe celebrati da Salani con il volume "Pippi Calzelunghe" di Astrid Lindgren, 400 pagine con la prefazione di Elisabetta Gnone in cui sono racchiuse le avventure della prima bambina ribelle della letteratura.