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"Finita l'ideologia della globalizzazione, siamo nel caos. Tolta la lingua unica, dobbiamo trovare un linguaggio comune. Ci stiamo provando: l'Europa certamente ha un futuro". Così Giulio Tremonti, presidente di Aspen Institute Italia e della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, a margine dell'Aspenia Talk che si è tenuto a Milano lo scorso 2 febbraio. "Non è solo l'America, non è solo la Cina, ma anche l'Europa. Basta che l'Europa faccia l'Europa, ovvero che sia seria, che non si occupi, come fanno a Bruxelles, dei tricicli piuttosto che dei giocattoli, che si occupi del nostro futuro", ha concluso. Approfondiamo questa posizione di Giulio Tremonti, deputato (FDI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, ex ministro dell'Economia governi Berlusconi, Aspen Institute Italia.
Abbiamo invitato di nuovo Paolo Agnoli per raccontarci la storia della startup di successo che lui ha fondato e poi venduto ad una multinazionale della consulenza aziendale. La parabola di Pangea permette di esaminare in dettaglio le molteplici sfaccettature e gli ostacoli che incontra chi vuole dedicarsi all'innovazione in Italia. Un racconto senza fronzoli, asettico da cui trarre lezioni fondamentali per tutti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La brutale e sanguinaria repressione della rivolta in Iran ha causato 30mila morti nelle strade secondo i dati diffusi dal regime. L'aiuto militare promesso da TACO finora non si è materializzato in attesa che arrivi nel Golfo la portaerei Lincoln dall'Asia per fornire copertura aerea in caso di contrattacco iraniano su obiettivi americani o israeliani. Ma quali sono gli scenari ipotizzabili in una situazione così drammatica con un paese collassato economicamente e una popolazione giovane che vuole affrancarsi dal giogo di una tirannia teocratica?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Il Generale Zhang Youxia, membro del Politburo del Partito Comunista Cinese è uno dei “principini” cinesi, come vengono chiamati i figli e nipoti dei capi rivoluzionari nella Guerra Civile e dei vertici maoisti del partito. Il padre di Zhang aveva combattuto al fianco del padre dell'attuale Presidente Xi Jinping fino alla vittoria nel 1949 che ha portato le forze comuniste di Mao a prendere il potere nella Cina Continentale. La notizia che Zhang potentissimo vicepresidente della Commissione Militare Centrale (il vertice militare della Cina) e un suo collaboratore sono stati arrestati inizialmente per presunte “violazioni della disciplina di partito e di leggi statali” è una bomba epocale di quelle che sconvolgono gli equilibri di potere a Pechino.Per di più è trapelato da fonti ufficiose che Zhang è accusato di aver fornito agli USA segreti sul programma nucleare, di aver preso tangenti per favorire promozioni di ufficiali soprattutto nel settore degli appalti anche durante il suo incarico precedente nella regione militare di Shenyang dal 2007 al 2012. Questo è il caso più eclatante dalla rimozione del Ministro della difesa Li Shangfu nel 2023, ma molto più gravido di conseguenze perché segnala spaccature profonde all'interno dei santuari del potere rosso. Inoltre con questa mossa Xi fa capire che la corruzione , il clientelismo e la vendita di informazioni agli USA saranno punite senza pietà per nessuno perché rappresentano minacce esistenziali al suo obiettivo di ottenere il controllo su Taiwan. In questo episodio Alberto e Fabio analizzano gli scenari futuri che si prospettano dopo questa svolta politica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
In questo episodio raccontiamo quando nasce la globalizzazione finanziaria, come si è evoluta grazie a tecnologia e regole, e quanto dipendiamo da flussi di capitali, banche globali e dalla “rete” Un nuovo mondo finanziario globale è nato dal collasso del sistema di Bretton Woods. Michel Chossudovsky Sigla di Eric Buffat Per chi vuole acquistare i libri, il cui ricavato andrà totalmente in beneficenza: https://www.amazon.it/kindle-dbs/entity/author/B08FF1ZFV9 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'uccisione a #minneapolis di Renee Good, una giovane donna bianca, vedova e madre di famiglia, e di Alex Petti un infermiere, da parte di agenti dell'ICE, la milizia anti immigrati clandestini che agisce a volto coperto, è una grana gravissima per Trump. Finora le retate e gli abusi commessi da questi agenti alle dirette dipendenze del Presidente potevano essere considerati dall'americano medio come una questione sgradevole, ma che colpiva altri: minoranze, poveri, immigrati ecc.Adesso invece la maggioranza degli americani si accorge che è stato aperto un vaso di Pandora da cui si alzano venti di tempesta che arrivano ad infuriare anche sulla porta di casa. Avrà un bel da fare Trump a convincere che si trattava di una terrorista, o di un pericolo per gli agenti, dal momento che le immagini dell'uccisione hanno fatto il giro di social e televisioni. La tegola arriva in un momento in cui la strategia per governare il Venezuela del dopo Maduro appare estremamente confusa per essere benevoli. E nel frattempo è scoppiata la rivolta in Iran, che potrebbe dare la spallata al regime teocratico, magari con l'aiuto di Netanyahu.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Trump's supporters hail the bonanza that the US will get from the gargantuan Venezuela's oil reserves.Unfortunately the extraction of oil from underground deposits is not necessarily profitable, so even if the reserves are huge does not mean that they will be exploited. It depends on several factors, namely the investments, the oil price, the quality, the propety rights, the long term outlook. So what are the real opportunities for US oil companies in Venezuela?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Un'eccezionale puntata con Gianni Vernetti (ex Sottosegretario agli Ester)i sui fronti caldi del momento: Venezuela, Groenlandia, Iran e Somaliland. Il suo ultimo libro si intitola il NUOVO GRANDE GIOCO, Solferino Editore. Quali sono i legami tra queste crisi? Quale ruolo ha Israele? In quale chiave vanno lette le giravolte di Trump? Quali sono gli interessi europei in gioco?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La Presidenza Trump ha azzerato 80 anni di rapporti transatlantici cementati dalla #nato e più di un secolo di speciale relazione con il Regno Unito e le democrazie europee.I motivi che hanno determinato questa rottura verranno esaminati dagli storici, ma nel presente gli Europei saranno costretti a rivedere le fondamenta del loro modello di sicurezza dando l'addio alla cooperazione con l'America. Utilizzare tecnologie americane espone al ricatto di una potenza non più amica, anzi dichiaratamente ostile. Ne parliamo nell'ultima puntata dell'anno con Marco Bussi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Fabrizio Maronta spiega cosa sia la globalizzazione, quali sfide ha superato e quali la attendono. Cosa ha provocato per noi?Da cosa è retta?Estratto dal canale di Palazzo Ducale.Video originale: https://www.youtube.com/watch?v=U3g8Do5MEyULink a Imperium Podcast - Geopolitica: https://open.spotify.com/show/0PY9nEbUWfye0XEw1cDKIC?si=010af7dc72c44ac2
Le scelte collettive devono focalizzarsi su bisogni collettivi e sulla fornitura di servizi pubblici. Lo stato moderno nasce dall'esigenza di sottrarre al sovrano il potere di tassare e quindi di appropriarsi di risorse private per i propri capricci o i propri interessi o le proprie manie di grandezza. In questo quadro il suffragio universale e la democrazia erano uno strumento per limitare i poteri arbitrari e decidere in modo ordinato come allocare le risorse comuni. Oggi però dagli sprechi vergognosi delle corti settecentesche si è passati agli sprechi ignobili alimentati dal voto dei parassiti. Ne parliamo con Roberto Festa nella seconda parte della puntata dedicata alla democrazia e al suffragio universale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La politica è un gioco crudele. Quando sei sulla cresta dell'onda sono tutti ai tuoi piedi. La pletora di questuanti e di leccapiedi salta agilmente sul carro del vincitore. Quando però il vento del consenso si affloscia o addirittura infuria in direzione contraria, gli amici veri e presunti di un tempo prima si defilano, poi fanno finta di non riconoscerti., infine ti danno addosso Il capitale in politica si misura in consenso nei sondaggi e in risultati elettorali.Gli indici di gradimento di TACO battono tutti i record negativi e le urne di novembre hanno decretato la disfatta. Trump cerca di ricompattare le truppe MAGA con la retorica da baraccone di cui è il campione assoluto, con attacchi ingiuriosi verso avversari veri o presunti e con patetiche recriminazioni contro Biden. Ma la base che gli ha tirato la volata per la Casa Bianca è frantumata. Gli isolazionisti di America First tipo Marjorie Taylor Greene gli si sono rivoltati contro, i latinos lo odiano per gli arresti le deportazioni degli immigrati, i complottisti MAGA sono allibiti dall'insabbiamento degli Epstein files. E nel Congresso i deputati e senatori repubblicani non temono più le sue ire e le sue intemerate. Per cui il voto sui provvedimenti chiave non è più sicuro come era stato fino all'autunno. Alla perdita di consensi si aggiunge un declino fisico sempre più evidente, che ha stuzzicato le ambizioni di JD Vance, e dei suoi referenti in quella Silicon Valley dove si coltivano le trame del tecno-fascismo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La Presidenza Trump ha azzerato 80 anni di rapporti transatlantici cementati dalla #nato e più di un secolo di speciale relazione con il Regno Unito e le democrazie europee. I motivi che hanno determinato questa rottura verranno esaminati dagli storici, ma nel presente gli Europei saranno costretti a rivedere le fondamenta del loro modello di sicurezza dando l'addio alla cooperazione con l'America. Utilizzare tecnologie americane espone al ricatto di una potenza non più amica anzi dichiaratamente ostile. Ne parliamo nell'ultima puntata dell'anno con Marco Bussi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
L'esercito ucraino non ha bisogno di uomini, ma soprattutto di munizioni e sistemi di armamento. Se venissero riforniti adeguatamente per contrastare la preponderante capacità bellica russa la guerra prenderebbe un'altra piega. Ma gli EU-nuchi europei fanno a gara tra chi mostra maggiore viltà. Giorgio Provinciali, che scrive per LaRagione.eu, in collegamento dal fronte ucraino ci rivela le criticità di questo conflitto. Innanzitutto il regime mafioso non sta vincendo, anzi è in irreversibile affanno. Il suo blog su Medium lo trovate a questo link https://medium.com/@giorgioprovinciali/sumy-residents-taken-hostage-by-russians-and-deported-966897533883?sk=16da7e06f9d34b34d2c8d02407332b32 La campagna di donazioni a questo link https://www.paypal.com/pools/c/9kY6JJqKxy?source=post_page-----966897533883--------------------------------------- Il comandante in capo delle forze armate ucraine, generale Oleksandr Syrskyj, ha infatti annunciato che la Russia ha concentrato in Ucraina circa 710mila soldati ma, nonostante le perdite, senza raggiungere alcun risultato di rilievo. Syrskyj ha inoltre confermato che le Forze di difesa ucraine hanno respinto il nemico da Kupyansk e controllano quasi il 90% della città e che in direzione di Pokrovsk hanno riconquistato 16 km² nella parte settentrionale della città e altri 56 km² a Ovest. La vecchia strategia sovietica sta fallendo: le perdite non sono sostenibili e se l'Ucraina continuerà a resistere, la Russia arriverà al punto di rottura. Perché ciò accada è fondamentale che i Volenterosi – comprendano due aspetti cruciali: quel momento arriverà prima se la smetteranno di foraggiare la macchina bellica russa più della difesa ucraina (come hanno ammesso il ministro degli Esteri della Svezia e il primo ministro della Lituania) e se slegheranno le mani a Kyiv, fornendole ciò che serve per difendersi. La superiorità russa risiede ormai quasi esclusivamente in un soverchiante volume di fuoco fatto di missili prodotti con denaro e tecnologie anche occidentali, equipaggiamento e droni forniti dalla Cina o costruiti grazie al suo materiale ‘dual use' e artiglieria, mezzi e ancora missili nordcoreani.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La decisone della UE di emettere debito per 90 miliardi di euro a sostegno dello sforzo bellico in Ucraina, invece di espropriare le riserve della banca centrale russa, è stata presa dopo 16 ore di infuocate discussioni. L'impegno finanziario per l'Ucraina arriva in un momento in cui l'Europa cerca di affermare il proprio diritto di influenzare i colloqui di pace imposti da Trump sotto pressioni del Cremlino. Il presidente del Consiglio d'Europa António Costa ha twittato: “Abbiamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto”. Ma i fondi proverranno dal bilancio generale dell'Unione Europea perché diversi governi temevano ripercussioni di varia natura e si dichiaravano sensibili alle conseguenze legali e reputazionali di tale atto. I beni russi “rimarranno congelati fino a quando la Russia non pagherà un risarcimento all'Ucraina” secondo il cancelliere tedesco Merz. I leader dell'UE hanno anche prorogato tutte le sanzioni contro la Russia per altri sei mesi. Come giudicare questo esito? Ne discutiamo con Roberto Bolzan che lo approva in base ad un ragionamento in punta di diritto. Secondo il cancelliere Friedrich Merz. In questo modo, l'UE sta inviando un “segnale chiaro” a Putin, ha affermato Merz. Beffardamente, Merz ha ringraziato i “sostenitori dell'Ucraina” Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per aver protetto gli interessi delle loro aziende in Russia e per aver utilizzato il denaro dei contribuenti europei per finanziare l'Ucraina. Almeno il finanziamento è salvo. L'onore no.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La decisione di finanziare il sostegno economico all'Ucraina attraverso l'emissione di #bond comunitari garantiti dalla #unioneeuropea, invece che confiscando le riserve della #banca centrale russa rappresenta l'ennesima sconfitta per la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen. La cocca della Merkel si rivela sempre più manifestamente inadeguata al ruolo e non riesce a comprendere che un sussulto di dignità dovrebbe imporle di dimettersi. Personaggio di raro squallore si è rivelato ancora una volta Macron.La posizione ambigua della Francia è stata fondamentale per far fallire il piano di utilizzare gli asset ex russi congelati permanentemente in Europa per supportare l'Ucraina. E per di più si è opposto stolidamente al trattato commerciale con il Mercosur. L'unico lato positivo di questo indegno spettacolo di viltà, di insipienza e di soggezione verso il regime di Putin è il fatto che comunque i fondi per finanziare la difesa dell'Ucraina saranno disponibili per almeno un altro anno.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
"La democrazia è la patetica fiducia nella possibilità che la saggezza collettiva possa venir fuori dall'ignoranza individuale". Questa frase di Henry Louis Mencken racchiude il nocciolo della questione. E' possibile trovare delle regole per le scelte collettive che siano meno rozze del suffragio universale? Ne parliamo con Roberto Festa in una puntata che affronta un aspetto cruciale delle decisioni collettive.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La Bulgaria sta per entrare nell'euro e la propaganda del KGB sobilla la popolazione diffondendo menzogne plateali confezionate per il cervello degli sciroccati semianalfabeti. Ma la guerra ibrida del regime mafioso russo ha scarsi effetti pratici in un paese dove il malcontento trova sfogo nelle piazze, ma si esaurisce in sterili proteste. Abbiamo chiesto a Giambattista Tagliani, che vive a Sofia da diversi anni, di fornirci un'analisi lucida della situazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Un'altra puntata in inglese con due ospiti eccezionali: John Cochrane e Hanno Lustig. Parliamo del libro "Crisis Cycle: Challenges, Evolution, and Future of the Euro" di John Cochrane, Luis Garicano e Klaus Masuch, Princeton University Press.Un'unione monetaria senza unione fiscale induce gli Stati membri ad indebitarsi per poi chiedere alla banca centrale un salvataggio stampando moneta. I padri dell'euro pertanto concepirono una Banca centrale europea indipendente, il cui mandato è esclusivamente la stabilità dei prezzi e soggetta al divieto di monetizzare i debiti pubblici.Ma i fondatori trascurarono il fatto che un'unione monetaria senza unione fiscale implica che in circostanze estreme, gli stati membri vanno in default proprio come le aziende. I fondatori dell'euro non potevano dirlo apertamente e quindi non ipotizzarono alcuna disposizione per il default sovrano, né alcun meccanismo di crisi per aiutare i paesi sovrani a scongiurare il default. Alle banche era e continua ad essere consentito trattare il debito sovrano come privo di rischio, incoraggiandone il possesso, ma ciò significa che il default sovrano mette in pericolo le banche. Questo è comprensibile. Nessuno negli anni '90 aveva previsto i problemi del debito pubblico dei paesi avanzati o una crisi finanziaria. Ma oggi il mondo è cambiato. E quindi bisogna fissare nuove regole per rendere l'euro più forte e resiliente. The art work behind Fabio was painted by Antonio AgrestiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Il risveglio dall'illusione che la Cina potesse diventare un partner affidabile e un garante dell'ordine basato sul diritto internazionale è stato brusco. Ma mentre gli Usa cercano confusamente di reagire arrancando, l'Europa affonda avviluppata in una corazza di mediocrità e ignavia. Ne parliamo con Marco Bussi partendo da un aggiornamento sulla competizione per la supremazia nei microchip.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La nuova National Security Strategy 2025 presentata dall'Amministrazione Trump al Congresso è una rancida minestra ribollita di banalità MAGA priva di visione e di indicazioni operative. In sostanza è il frutto di farneticazioni ideologiche partorite da menti puerili, aliene da qualsiasi barlume di razionalità. Si tratta dell'ultima conferma di una deriva che sta trascinando il Partito Repubblicano verso una cocente sconfitta elettorale, come confermano i recenti umilianti risultati elettorali a New York, in New Jersey e in Virginia. Per questo nel Partito Repubblicano cresce il disagio per un Presidente fuori controllo, con evidenti segni di demenza incipiente, che oscilla tra continui cambi di umori mentre l'economia ristagna e le famiglie medie sono furibonde per la perdita di potere d'acquisto. E' l'affordability, bellezza!Leggi anche il blog Immoderati. info https://immoderati.info/home-page?blog=yDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Federico Mello ha scritto un libro dal titolo urticante e provocatorio "La merdificazione ci sta facendo arretrare nel futuro", usando la traduzione italiana di “Enshittification”, l'ormai celebre espressione coniata dal giornalista e studioso canadese Cory Doctorow, nominata parola dell'anno nel 2023 dall'American Dialect Society. Nel momento in cuilla NATO esorta a prendere sul serio la guerra ibrida della Russia contro l'Occidente, dobbiamo renderci conto che le autocrazie utilizzano i social media in modo massiccio per imbinire gli sciroccati e gli analfabeti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Monetary and fiscal policy are strictly related. But within the euro area monetarypolicy has unexpectedly led to huge and surreptitious fiscal trasfers via Target 2 and the commercial bank reserves. Professor Hanno Lusting from Stanford University with a team of economists has highlighted and calculated the magnitude of these transfers. In this episode we discuss with him the economic and political implications.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La separazione delle carriere in magistratura verrà posta al vaglio degli elettori nel referendum confermativo di primavera. Una vittoria preponderante dei SI offrirebbe il carburante politico per affrontare di petto una vera riforma della giustizia in Italia che renda il sistema rapido e giusto. Mentre si prepara la sessione di bilancio in Parlamento, la sinistra a trazione Landini riscopre il vecchio e mai sopito amore per l'esproprio dl risparmio degli italiani, fraudolentemente definito "tassa patrimoniale". Infine la pochade della relazione tra l'ex ministro Sangiuliano e la sua assistente Boccia è tornata ad essere il tormentone del dibattito (si fa per dire) politico dopo la multa inflitta dal Garante della Privacy a Report. La commedia all'italiana ormai non è più fiction, ma pecoreccia realtà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Abbiamo di nuovo l'onore di portare su questo canale la testimonianza di Giorgio Provinciali, che abbiamo raggiunto oggi a Zaporizhzhia dove sta svolgendo la sua preziosissima attività di reporter dal fronte ucraino per il quotidiano La Ragione (www.laragione.eu). Giorgio è uno dei pochissimi giornalisti italiani che si reca sul serio nelle zone di guerra rischiando la vita e conosce la situazione per esperienza diretta. I governi in Europa e negli Usa continuano a manifestare tutta la loro codardia mentre Putin intensifica la guerra in Ucraina. Che Trump sia un sodale di fatto del regime mafioso dovrebbe spingere gli europei a impegnarsi maggiormente. Mentre i vari Merz, Macron, Starmer, per non parlare di Meloni e Sanchez dimostrano di essere totalmente inadeguati a fronteggiare la gravità della situazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Si è tenuta la prima udienza alla Corte Suprema degli Stati Uniti per decidere sulle sentenze di primo e secondo grado che hanno dichiarato illegali i dazi imposti da Trump. I giudici costituzionali hanno incalzato il Solicitor General (l'Avvocato dello Stato) John Sauer con domande che rivelavano una netta ostilità alle argomentazioni dell'Amministrazione. Il destino dei dazi introdotti con la giustificazione dell'emergenza nazionale sembra segnato. Ma non è detto che una sentenza sfavorevole a Trump chiuda per sempre la questione. In questo video che vede il ritorno di Alberto parliamo anche dell'elezione di Mamdani e delle paturnie scombiccherate che hanno abbindolato l'elettorato della Grande Mela.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Gianni Vernetti è stato deputato, senatore e Sottosegretario agli Affari Esteri nel secondo governo Prodi.Ha scritto per Solferino un libro uscito il 7 novembre intitolato il Nuovo Grande Gioco, sugli scossoni a cui è soggetto l'ordine mondiale creato dopo la Seconda Guerra Mondiale e rafforzato con la fine dell'Urss.Oggi siamo nel pieno di un ridisegno della governance globale e dei possibili esiti parliamo in questa puntata.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
L'umiliazione inflitta in diretta da Carlo Calenda a Jeffrey Sachs quando ne ha messo in risalto le menzogne ha avuto un'eco mondiale. Dell'episodio colpiscono due elementi: 1) la sfrontatezza con cui il propagandista di Putin contraddice quello che lui stesso aveva affermato appena dopo la rivolta di Piazza Maidan a Kiev 2) l'acquiescenza di Formigli di fronte a tali vergognose menzogne, spacciata per equidistanza. Il fiasco planetario ha puntato i riflettori ancora una volta sulla faziosità dei #media italiani dove la propaganda del Cremlino ha messo solide radici, dai tempi di Stalin. La maggioranza degli attivisti comunisti, spacciati inopinatamente per giornalisti, ancora rimpiange l'URSSDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Catene del valore, dazi, triangolazioni commerciali, sanzioni finanziarie, multinazionali, infrastrutture digitali, dati: tutto si muove oggi sullo scenario globale in uno scacchiere composito, percorso da linee invisibili. Confini normativi che attraversano gli spazi della globalizzazione delimitando gli ambiti di ciò che è o non è lecito. Di questi confini si occupa il libro pubblicato da Egea dal titolo "Linee invisibili, geografie del potere tra confini e mercati". Un libro che - come scrive Giampiero Massolo nella prefazione- indaga proprio sul mondo delle regole nel quale è quanto mai necessario sapersi orientare proprio in un momento storico come l'attuale nel quale il diritto internazionale non appare in grado di contrastare efficacemente la tendenza prevaricatrice degli interessi dei singoli Stati. La puntata ospita l'autore Luca Picotti, giurista, avvocato e saggista, membro dell'Osservatorio Golden Power.
LeoniFiles - Amenta, Sileoni & Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)
Nuova settimana, nuove Cronache. In questa puntata:l'AGCOM istituisce l'albo degli influencer (e la libertà d'espressione va a farsi benedire)il governo ferma Transizione 5.0 e dirotta i fondi del PNRRe persino Lula scopre che la globalizzazione… funziona.La tua mezz'ora d'aria liberale per commentare le notizie della settimana - e la capacità dell'Italia di regolamentare qualsiasi cosa si muova.Ascolta l'episodio completo e unisciti alla conversazione: #LeoniFiles – Le Cronache, il podcast che difende la libertà (anche quella di ridere).Preferisci seguire su YouTube?
In questa puntata Gigi Beltrame ha messo in luce quanto sia pervasiva l'influenza dell'Intelligenza Artificiale, toccando argomenti che vanno dalla creatività alla sicurezza, fino ai dispositivi che usiamo quotidianamente.
La provocazione di Putin ha lasciato sgomenti i leader europei, ma ha anche costretto gli struzzi a sollevare la testa dal cumulo di sabbia impastata con sudore freddo. Le sdronzate disperate del regime mafioso finiranno per ritorcerglisi contro? Putin è alla frutta? Ne parliamo con Peter Kruger, sempre lucido e brillante.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
L'idea che il diritto di voto sia un pilastro della democrazia è talmente radicata da essere considerata alla stregua di un dogma. In realtà è un tema controverso sin dagli albori dei sommovimenti contro l'assolutismo.Ne parliamo con Paolo Agnoli in una puntata sconsigliata alle anime semplici, imbottite di luoghi comunisti, chiedendoci se sia giusto sottoporre l'elettorato attivo e passivo ad un esame.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
La deglobalizzazione non è solo un parolone da economisti: è il ritorno del “fatto in casa”, ma su scala planetaria. Se negli ultimi decenni il mondo correva verso una cucina condivisa dove ognuno portava un piatto, oggi sembra che ognuno voglia tornare a mangiare da solo nella propria stanza. In questo contenuto scopriremo come siamo passati dal sushi al supermercato sotto casa al revival del pane fatto in casa (economico e geopolitico), tra guerre commerciali, supply chain capricciose e nuove mode “local”. Perché il futuro del mondo potrebbe essere meno “globale village” e più “condominio litigioso”.
Da diversi decenni i nemici delle società aperte hanno scatenato una guerra culturale contro i fondamenti della democrazia, del libero mercato e delle società aperte.Una canea di odiatori decisi a sovvertire le libertà civili ed economiche garantite dai sistemi costituzionali occidentali ha diffuso menzogne plateali con l'intento di aizzare una masnada di menti labili. Con il Prof. Vincenzo Vespri spieghiamo perché la cultura occidentale partendo dalla democrazia ateniese e dalla geometria euclidea è stata il motore del progresso nel mondo.
Con Vincenzo Vespri torniamo ad analizzare i temi illustrati nella prima parte rispondendo alle obiezioni sulla superiorità della cultura occidentale che sono state formulate nei commenti.
I semiconduttori furono determinanti per assicurare la vittoria della NATO nella Guerra Fredda. Con il ritorno alla politica di potenza intrecciato al decollo vertiginoso dell'Intelligenza artificiale, il ruolo strategico dei microchips negli equilibri globali ha assunto un'importanza ancora più cruciale.Ne parliamo con Marco Bussi in una stupefacente puntata che segna il ritorno di Alberto sul canale dopo la pausa estiva.
L'oscena farsa a cui si sono prestati una pletora di vigliacchi non porterà né pace in Ucraina né onore per l'Unione Europea. Solo vergogna.
Gli effetti del protezionismo becero e sconsiderato, perseguito da Trump, iniziano a colpire l'economia.Il Pil americano nel secondo trimestre del 2025 è cresciuto, ma solo per un fenomeno distorsivo legato alle importazioni. Invece gli investimenti sono diminuiti e il mercato del lavoro nel settore privato è praticamente bloccato da tre mesi. L'industria manifatturiera americna in particolare, ha perso a luglio 11mila posti di lavoro. L'#inflazione, che sembrava sotto controllo dopo la stretta monetaria della Federal Reserve, ha ripreso a salire. Nel frattempo, la guerra in Ucraina sta diventando sempre più una corsa allo sviluppo di tecnologie avanzate. Dopo i droni, saranno i robot il prossimo terreno dello scontro tra capacità di innovazione.
Si infittisce il mistero sull'accordo commerciale siglato da Trump e von der leyen in Scozia. Ognuno lo presenta a modo suo, ma alla realtà non si sfugge: i miliardi di investimenti e acquisti di materie prime energetiche sono una bufala come le terre rare in Ucraina.Nel frattempo l'Europa è stretta tra America e Cina, senza riuscire a trovare una strategia intelligente per perseguire i propri interessi.Una splendida puntata a tutto campo con Marco Bussi e Roberto Donà
Un filo rosso lega il caso del propagandista putiniano Gergiev invitato ad esibirsi alla Reggia di Caserta allo scandalo Epstein in America, in questi tempi grami di guerra ibrida e complottismi in salsa #maga. Un guazzabuglio di informazioni manipolate e confezionate per un pubblico di scarso intelletto e mediocre istruzione diventa l'arma più subdola nell'arena politica
Le grandi menti dell'Amministrazione Trump stanno per infliggere all'economia americana l'equivalente commerciale di una Pearl Harbour. Ma invece dell'aviazione giapponese a provocare i danni sono dementi MAGA o MAMA (Make America Moron Always).Nel frattempo una parte del Belpaese mostra il suo spiccato genio artistico presentando al mondo il logo della campagna elettorale per la Presidenza della Campania: due cerchi sormontati da un'ogiva a formare la il cognome FICO.Vette di creatività che rimarranno negli annali della comunicazione politica de' sinistra.
A distanza di 24 anni dalla violentissima repressione delle manifestazioni al G8 di Genova del 2001, molte di quelle domande di giustizia sociale e economica rimangono valide. Secondo un'analisi di Forensic architecture, Israele sta usando gli aiuti umanitari per perpretrare il genocidio nella Striscia di Gaza. Il premier Netanyahu è di nuovo convocato ai processi per corruzione, ma di nuovo non si presenterà. Dopo il caso della coppia di amanti inquadrata al concerto dei Coldplay, spuntano molti interrogativi, tra cui: ma esiste ancora l'anonimato nel 2025? Lucia Bellinello, esperta di geopolitica russa, ci racconta della sempre maggior censura che in Russia colpisce scrittori e artisti. E se ne parla anche in Italia per il concerto che si terrà a Caserta con Valery Gergiev, direttore d'orchestra vicino alle posizioni di Putin Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it. Puntata speciale News dal pianeta Terra: Ma l'intelligenza artificiale ha anche un passato? Con Teresa Potenza, giornalista, e Davide Moroni (CNR) Rassegna stampa: Israele usa gli aiuti umanitari per portare avanti il genocidio a Gaza. L'analisi di Forensic Architecture, Luigi Mastrodonato
Alessandro Colombo"Il suicidio della pace"Perché l'ordine internazionale liberale ha fallito (1989 - 2024)Raffaello Cortina Editorewww.raffaellocortina.itDopo quasi quarant'anni dalla fine della Guerra fredda, la guerra è tornata dalla periferia al centro del sistema internazionale, costringendo l'Europa e il mondo a confrontarsi persino con il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze. Questo disincanto e il segno per eccellenza del collasso dell'ordine internazionale: un collasso che investe i rapporti diplomatici, le istituzioni internazionali, la globalizzazione economica e le norme fondamentali della convivenza internazionale - a cominciare da quelle sull'uso e sui limiti dell'uso della forza. Da qui, allora, l'urgenza di chiedersi come sia stato possibile ricadere in questa condizione, dopo le illusioni e l'euforia di soli trent'anni fa. Rinunciando come prima cosa a contrapporre una presunta età dell'oro dell'apertura e dell'ottimismo a una regressione nella chiusura e nel risentimento. E riconoscendo come, in realtà, la condizione attuale sia in larga parte figlia delle forzature, delle amnesie e dei veri e propri errori che l'ordine internazionale liberale ha accumulato già a partire dalla sua fondazione.Alessandro Colombo insegna Relazioni internazionali nel dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici dell'Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni, La disunità del mondo (Feltrinelli 2010), Tempi decisivi (Feltrinelli 2014), Guerra civile e ordine politico (Laterza 2021). Nelle nostre edizioni ha pubblicato Il governo mondiale dell'emergenza (2022) e Il suicidio della pace (2025).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Per decenni, la globalizzazione è stata vista come un processo irreversibile, capace di connettere economie, culture e società in un'unica rete interdipendente. Tuttavia, negli ultimi anni, guerre commerciali, pandemia, crisi energetiche e tensioni geopolitiche hanno messo in discussione questa narrazione. Sempre più paesi stanno riscoprendo il protezionismo, le catene di approvvigionamento si accorciano e le grandi potenze sembrano orientarsi verso il decoupling economico. Negli Stati Uniti, il governo ha iniziato a ridurre drasticamente i fondi destinati agli aiuti internazionali, segnando un ulteriore passo verso una politica più isolazionista. Ma stiamo davvero assistendo alla fine della globalizzazione? E quali potrebbero essere le conseguenze per il futuro dell'economia mondiale? Ne parliamo con Lucia Ferrone, detentrice di un dottorato di ricerca in Economia dello Sviluppo e ricercatrice in geografia economico-politica al dipartimento di economia dell'Università di Firenze. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
In un discorso andato virale, Mario Draghi ha rimproverato l'Europa per essere "paralizzata". Nel frattempo DOGE sta passando attraverso qualche difficoltà. Infine, Nikola ha dichiarato bancarotta. Nella Big Story, insieme a Rana Foroohar, parliamo del suo nuovo libro "la globalizzazione è finita" e di passato, presente e futuro. Ascolta la storia di Nikola su Mele Marce Questo podcast e gli altri nostri contenuti sono gratuiti anche grazie a chi ci sostiene con la membership. Per sostenere il nostro lavoro e ricevere contenuti esclusivi iscriviti alla membership su membership.willmedia.it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Come sono collegati la globalizzazione e Donald Trump? Con Rana Foroohar, opinionista e associated editor del Financial Times e autrice di “La globalizzazione è finita”, Fazi Editore. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'economia mondiale è sempre più controllata dai grandi fondi d'investimento, che negli ultimi anni hanno speso centinaia di miliardi per rilevare attività o comprare quote di aziende in tutto il pianeta. Con Marco D'Eramo, giornalista e scrittore.Il 26 gennaio in Bielorussia si terranno le elezioni presidenziali, destinate a consegnare al dittatore Aleksandr Lukashenko il suo settimo mandato consecutivo. Con Andrea Pipino, editor di Europa di InternazionaleOggi parliamo anche di:Film • Il mio giardino persiano di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha.Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
L'antifragilità è una caratteristica che dovremmo riscoprire, a livello non solo personale, ma anche politico. È la caratteristica per cui un sistema complesso come l'economia a fronte di squilibri inattesi, caotici, tipici di quando «si perde la bussola» riesce ad apportare adattamenti, a individuare le cause delle crisi e a volgere in positivo ciò che sta accadendo. Un sistema antifragile migliora quando è esposto a sfide: è la scommessa del nostro mondo postglobale. In un mondo alla ricerca di nuove rotte, una direzione possibile è tracciata dall'Agenda 2030. L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d'azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile Sustainable Development Goals, SDGs in un grande programma d'azione per un totale di 169 target o traguardi. L'avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. L'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) tiene sotto controllo l'avanzamento del nostro Paese per raggiungere i target dell'Agenda. Da uno degli ultimi report che hanno stilato emerge come l'Italia avrebbe tutte le ragioni per accelerare sulla sostenibilità ambientale. Inoltre il terzo obiettivo delle Nazioni Unite punta ad assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. Un aspetto tutt'altro che scontato nel nostro Paese. Infine nel 2023 il Pil del Mezzogiorno è aumentato dell 1,3% contro una media nazionale del +0,9% secondo le stime della Svimez. Non accadeva dal 2015. Altrettanto favorevole al Sud è la dinamica occupazionale. Gli occupati nel Mezzogiorno sono aumentati del +2,6% su base annua, più che nelle altre macro-aree e a fronte di una media nazionale del +1,8%.Ne abbiamo parlato con:Mario Deaglio, docente Economia Internazionale Università di TorinoEnrico Giovannini, direttore scientifico dell'ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), ex ministro (Infrastrutture governo Draghi, Ministro del Lavoro governo Letta) e presidente Istat (2009-13)Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBELuca Bianchi, Direttore di Svimez