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Reunimos músicas poliédricas y metamórficas, en las cuales también estilos y artistas de diversos orígenes confluyen. Viajamos entre Madagascar, La Reunión, Grecia, Serbia y también con encuentros entre músicos persas, burkineses, franceses y canadienses. Pero previamente habíamos abierto con el recuerdo a los míticos Pata Negra, aunando flamenco y blues, en homenaje al recientemente desaparecido Rafael Amador. We bring together polyhedral and metamorphic music in which styles and artists of diverse origins converge. We travel between Madagascar, La Réunion, Greece and Serbia, and we also bring encounters between Persian, Burkinabé, French and Canadian musicians. But we had previously opened with a remembrance of the legendary Pata Negra, uniting flamenco and blues, in tribute to the recently passed away Rafael Amador. - Pata Negra - Blues de la frontera - Blues de la frontera - Damily - Zipo tralala - Fanjiry - Abraham Réunion - Carnaval - Jaden an nou - Hami Hamoo - Africa - Siya - Mativetsky Amiri Pagé - Maktrismos - Metamorphose - Iakovos Moysiadis - Burning coal / Karvouno anammeno - Lydian stone - Men in Exile: Panos Skouteris, Thodoris Ziarkas, Manousos Klapakis - Sirto fereis - Exile I - Bogdan Nikolić Donja - Gridlock - Mute traffic - Alum Alu - Neizturami - Ederlezi / Neizturami [single] - (Pata Negra - Calle Betis - Blues de la frontera) Rafael Amador
Siamo o diventiamo ciò che siamo? Cosa ci accade se smettiamo di pensarci come identità fisse e statiche e iniziamo a concepirci come continua trasformazione? In questa puntata di Cháos, Alisia e Carlotta mettono in dialogo il pensiero esistenzialista di Simone de Beauvoir con la ricerca artistica di Chiara Capobianco, autrice della mostra personale “Architettura di una metamorfosi”.
Dos caminos musicales, una misma necesidad de transformación. En este nuevo episodio de Tiempos de Radio, viajamos desde la intensidad urbana de Buenos Aires hasta los paisajes introspectivos de la Patagonia para encontrarnos con dos proyectos que atraviesan un momento clave en su evolución artística. Desde la ciudad de Buenos Aires, ENTROPISTAS llega con Metamorfosis, un álbum que reafirma su identidad dentro del nuevo rock argentino, con guitarras poderosas, melodías emotivas y letras que exploran relaciones, quiebres y contradicciones humanas. Un disco pensado para vivirse tanto en la intimidad como en la energía colectiva de sus shows en vivo. Por su parte, Micronautas, el dúo patagónico nacido en Fiske Menuco, provincia de Río Negro, presenta Árboles Crecerán, un EP que invita a bajar el ritmo y sumergirse en atmósferas suaves y envolventes, donde el dream pop y el folk ambient dialogan con una búsqueda espiritual y emocional profundamente conectada con la naturaleza y los ciclos personales. Dos entrevistas, dos nuevos lanzamientos y dos formas distintas de entender la música como refugio, catarsis y renacimiento. Dale play y acompáñanos en este recorrido sonoro que confirma el gran momento creativo de la escena independiente argentina. #TiemposDeRadio #Entropistas #Micronautas 🎶 Suscríbete, comparte y comenta, y recuerda, todo en exceso es malo, excepto el rock 🤘. Si quieres participar en la siguiente edición, apresúrate y contáctanos en 👇 linktr.ee/TiemposdeRadio El único requisito es tu entusiasmo. Tiempos de Radio es un podcast transmitido desde Lima - Perú 🇵🇪 para Hispanoamérica Radio a través de su señal digital www.hispanoamericaradio.com, Metal Rock Station en Puerto Rico 🇵🇷, Radio Dada en Argentina 🇦🇷, Rock Live Radio en Costa Rica 🇨🇷, Perfecta Radio en Cincinnati - Ohio, USA 🇺🇸 y para las principales plataformas de Podcast. Dirección, producción y conducción: Luis Antonio Varela Bohórquez. Copyright de grabación: Todos los derechos de la música utilizada en este podcast pertenecen a los autores, compositores o intérpretes.
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Filippo Ronconi"Alle origini del libro"Metamorfosi di un oggetto dall'antichità al medioevoMarietti1820www.mariettieditore.itSe la tecnologia digitale contribuisce oggi alla dematerializzazione delle pratiche di scrittura e lettura, il libro manoscritto era un oggetto sociale totale. Il coltivatore di papiro sulle rive del Nilo, il pergamenaio nella Roma imperiale, il monaco copista nel suo monastero, il calligrafo professionista al servizio di un mecenate principesco, ma anche i decoratori, i rilegatori e soprattutto gli autori e tutti coloro che hanno potuto leggere o ascoltare le loro opere nel corso del tempo: tanti gli attori che hanno contribuito a plasmare l'ecosistema librario antico e medievale, con i suoi materiali, i suoi usi, le sue continuità e le sue rotture. A partire dallo studio delle fonti letterarie e documentarie greche, latine e arabe, Filippo Ronconi esplora centinaia di manoscritti prodotti tra il V secolo a.C. e il XIII secolo d.C., indagando dai più antichi esemplari etruschi in lino ai polittici in legno greco-romani, dai rotoli di papiro egiziani ai codici in pergamena altomedievali. Egli restituisce, così, una nuova storia del libro, che illumina non solo il passato, ma anche il ruolo che questo oggetto ha avuto e continua ad avere nella costruzione delle società moderne e contemporanee.Filippo Ronconi insegna all'École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi ed è socio straniero dell'Accademia nazionale dei Lincei. La paleografia greca e latina, la letteratura bizantina, la storia della lettura e la trasmissione dei testi antichi e medievali sono fra i suoi maggiori ambiti e temi di ricerca. Tra le sue pubblicazioni si segnalano I manoscritti greci miscellanei. Ricerche su esemplari dei secoli IX-XII (Spoleto 2007) e circa ottanta articoli e voci di enciclopedie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Se sei davanti a una scelta.Se senti che qualcosa sta cambiando.Se il 2026 ti chiede una nuova direzione…Come prendere decisioni nel 2026?⭐️ Vision 2026 in Replay - Il workshop di Isea tutto dedicato al tuo 2026: https://iseaberoggi.com/corsi/vision-2026/I percorsi con Isea, ora aperti:
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Semana a semana se confirman los mejores augurios del Barcelona: son otro equipo, no es un espejismo y empiezan a creerse que este proyecto sea candidato a todo en Euroliga. El efecto Xavi Pascual es una realidad, y cada apuesta parece haber encontrado su sitio exacto en la rotación culé. Las buenas sensaciones también llegaron, hace mucho, a Valencia. Son el equipo más divertido, más estable y más ilusionante, y deben mantener esta racha de confianza plena para no despistarse de cara a conseguir el facto cancha. Esto quizá se le escape al Madrid de Scariolo, que prefiere medir sus fuerzas ahora para llegar en plena forma al final de la temporada. ¿Y si es demasiado tarde? Hay problemas estructurales como la falta de acierto en el tiro de tres que es mejor atajar cuanto antes. Los fichajes están convenciendo, pero quizá no estén siendo suficientes. Mínimo de Euroliga es la sección de Euroliga de Mínimo de Veterano. Se entiende, ¿no? Nuevo episodio los miércoles con Pepe Rodríguez, Juanma Rubio y Ricardo González. Síguenos en todas las plataformas: https://linktr.ee/MinimoDeVeterano.https://linktr.ee/MinimoDeVeterano: https://linktr.ee/MinimoDeVeterano
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Non sempre è il dentro che devi sistemare. A volte tu sei già cresciuto. È semplicemente il fuori che non ti sostiene più.
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Lo sponsor di questo episodio dedicato alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è Sorgenia! Il canto dell'usignolo nasconde una delle storie più potenti della mitologia classica. In questo episodio ti accompagno nel mito di Filomela: una storia che Ovidio ha reso immortale nelle Metamorfosi, ma che affonda le radici nella tragedia greca di Sofocle. È un racconto che parla di linguaggio e potere, di come si possa tentare di negare la voce a qualcuno e di come quella voce trovi sempre un'altra strada per esistere. Non è una storia facile da ascoltare. I miti greci raramente lo sono. Ma è una storia che ci interroga ancora oggi su temi che ci riguardano da vicino. Dal mondo antico al presente, passando attraverso l'arte di Artemisia Gentileschi, questo mito ha continuato a parlare a ogni generazione in modo diverso. Cosa ci dice oggi? Scopriamolo! .-.-. Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sofia VillanoIl "divino" Guido Reni In occasione del 450° anniversario della nascita,l'esposizione presenta un nucleo di opere che documenta l'apprezzamento della corte sabauda, fin dalla nascita delle collezioni ducali e nel corso dei secoli, tra il Seicento e l'Ottocento, per l'arte di Guido Reni. Per la prima volta, dopo un complesso intervento di restauro, viene presentata la pala raffigurante l'Assunzione della Vergine, riscoperta nella chiesa parrocchiale di Abbadia Alpina, frazione di Pinerolo (TO), testimonianza della prima attività romana dell'artista. A cura di Annamaria Bava e Sofia Villano.Fino al 18 gennaio 2026, nello Spazio Scoperte dei Musei Reali di Torino, al secondo piano della Galleria Sabauda, la mostra Il “divino” Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte rende omaggio al pittore emiliano, in occasione dei 450 anni dalla sua nascita. La rassegna, curata da Annamaria Bava e Sofia Villano, presenta oltre venti opere tra dipinti, disegni e incisioni che documentano le diverse fasi della carriera del pittore, dagli anni giovanili alla piena maturità. Al nucleo di opere provenienti dalle collezioni dei Musei Reali, si aggiungono tre significativi prestiti dal territorio piemontese e dal Musée des Augustins di Tolosa.L'esposizione illustra l'apprezzamento della corte sabauda, fin dalla nascita delle collezioni ducali, per la pittura classicista bolognese e nello specifico per l'arte di Guido Reni (1575-1642), che già i suoi contemporanei chiamavano “il divino Guido”. Lo stile di Guido Reni, composto e luminoso, incentrato sull'armonia delle forme e sulla celebrazione di una bellezza ideale desunta dai modelli scultorei dell'antichità e dall'arte sublime dei grandi maestri del Rinascimento, doveva essere particolarmente congeniale alla ricerca di maestosità ed eleganza nella progettazione della decorazione e dell'arredo delle residenze sabaude e degli altari di corte. Il percorso espositivo si apre con le opere del maestro entrate nelle collezioni ducali nel Seicento; tra queste, le due versioni di Marsia scorticato da Apollo: quella originariamente collocata nella “Camera delle Muse” del Palazzo Ducale, successivamente requisita dalle truppe napoleoniche nel 1799 e attualmente al Musée des Augustins di Tolosa, e la sua replica seicentesca conservata nella Galleria Sabauda. L'invenzione si distingue per la forza con cui Guido Reni traduce in immagine un celebre episodio tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, ovvero la punizione inflitta da Apollo al satiro Marsia, colpevole di aver osato sfidarlo in una gara musicale. La composizione è dominata dalla figura idealizzata di Apollo, incarnazione della bellezza classica e della razionalità divina, in netto contrasto con il corpo martoriato e il volto straziato di Marsia, simbolo della tracotanza punita.Oltre che per la sua forza visiva, il dipinto si segnala per il valore simbolico: la vittoria dell'intelletto e dell'armonia apollinea sulla brutalità e sull'eccesso, un tema caro alla cultura dell'epoca e in linea con le riflessioni che dovevano svolgersi nell'Accademia romana dei Desiosi, fondata dal cardinale Maurizio di Savoia, che ricevette in dono l'opera originale dal cardinale Alessandro d'Este per legato testamentario.Appassionato mecenate e raffinato collezionista, il principe cardinale Maurizio di Savoia, soggiornò per lunghi periodi a Roma, dove ebbe modo di frequentare gli ambienti culturali della corte di papa Urbano VIII Barberini. Grande estimatore della pittura classicista, a lui si devono importanti commissioni ad artisti bolognesi, spesso legate a sofisticate e complesse scene allegoriche.Alla committenza del prelato sabaudo si può far risalire la tela con San Maurizio che riceve la palma del martirio, proveniente dal Santuario di Santa Maria dei Laghi di Avigliana (TO), luogo di antica devozione mariana e meta di pellegrinaggi, sostenuto dai Savoia con doni e offerte nel corso del Seicento come strumento di legittimazione religiosa e politica. L'impianto figurativo vede San Maurizio al centro della scena, in uniforme da legionario romano, con il volto circondato da un'aura luminosa che ne sottolinea la santità. Deposta la spada ai suoi piedi, riceve la palma del martirio da un cherubino, mentre sullo sfondo si scorge la drammatica battaglia della legione tebana da lui guidata. Nel percorso artistico di Guido Reni, il San Maurizio si colloca negli anni 1615 - 1618, in un momento di transizione nel linguaggio del maestro, dal rigore classicista del periodo precedente verso una pittura più morbida e pastosa. Un piccolo olio su rame che ritrae un'allegoria della Fama, caratterizzato da una grande raffinatezza cromatica e formale, apparteneva invece agli averi personali della duchessa di Savoia Cristina di Francia, vedova di Vittorio Amedeo I, che forse lo aveva ricevuto in dono alla fine del 1638 dal marchese Filippo San Martino d'Agliè, suo intimo consigliere. Considerata opera autografa di Guido Reni nei primi inventari e cataloghi a stampa della Reale Galleria di Torino, La Fama sembrerebbe piuttosto attribuibile alla mano di Giovanni Giacomo Sementi, collaboratore del maestro bolognese. Altre importanti tele di Guido Reni appartenevano alle raccolte di pittura del principe Eugenio di Savoia Soissons, abilissimo stratega, comandante in capo dell'esercito asburgico, ma anche raffinato bibliofilo e collezionista di opere d'arte, tra cui alte testimonianze della pittura bolognese di gusto classicista, conservate nelle sue dimore viennesi, il Palazzo di Città e la magnifica residenza extraurbana del Belvedere. Tra i dipinti confluiti nelle collezioni reali dopo la sua morte, grazie all'acquisto di re Carlo Emanuele III, e tuttora esposte in Galleria Sabauda, spiccano il San Giovanni Battista, capolavoro della tarda maturità dell'artista, il San Girolamo, collocabile anch'esso all'ultimo periodo della sua produzione e la Morte di Lucrezia, tema particolarmente frequentato dal pittore.Giunge, invece, dalle raccolte del ramo cadetto dei Savoia Carignano e viene trasferito nel Palazzo Reale di Torino nel 1831 per volere del re Carlo Alberto, il quadro raffigurante una Lotta tra amorini e putti baccanti. L'opera è considerata una seconda versione, verosimilmente autografa, della tela di analogo soggetto eseguita da Guido Reni per il marchese Ludovico Facchinetti di Bologna, oggi conservata alla Galleria Doria Pamphilj di Roma. Una parte della rassegna è dedicata a significativi esempi dell'attività incisoria di Guido Reni appartenenti al fondo di grafica della Galleria Sabauda, come una Madonna con Bambino e san Giovannino e una Sacra famiglia con due angeli in volo, composizioni ariose, di grande eleganza formale e dal segno sicuro e leggero, colme di un sentimento di devozione e tenerezza. I legami del maestro con l'editoria sono documentati dai Dissegni degl'apparati fatti in Bologna per la venuta di N.S. Papa Clemente VIII l'anno MDXCVIII intagliati da Guido Reni, pubblicati per la prima volta a Bologna nel 1598 da Vittorio Benacci, e di cui la Galleria Sabauda conserva il frontespizio e nove tavole dell'edizione senza data stampata sempre a Bologna presso Gioseffo Longhi.A questi fogli, si aggiungono due raffinati disegni a carboncino e pietra rossa attribuiti a Guido Reni presenti nelle raccolte della Biblioteca Reale: uno Studio per una testa di frate in estasi e uno Studio di testa di giovane donna avente sul verso Studi di mani, che mostrano la straordinaria maestria e inventiva del pittore per il tratto delicato, attento alla grazia delle espressioni, all'equilibrio delle proporzioni e alla resa morbida e sfumata del chiaroscuro. La mostra si completa con l'esposizione della maestosa pala raffigurante l'Assunzione della Vergine, appena riscoperta nella chiesa parrocchiale di Abbadia Alpina, frazione di Pinerolo (TO). La presenza del dipinto di Guido Reni fin dall'inizio del Seicento nell'antica e ricchissima abbazia benedettina intitolata a Santa Maria, riedificata nel XVIII secolo e oggi chiesa parrocchiale di San Verano, dà conto di un episodio di committenza di grande interesse. La tela giunse in Piemonte grazie al desiderio dell'abate Ruggero Tritonio di omaggiare la chiesa, di cui nel 1589 era divenuto abate commendatario, abbellendola con l'invio da Roma di un'opera appositamente richiesta a Guido Reni e da lui realizzata tra il 1605 e il 1606.Il dipinto viene esposto al pubblico per la prima volta dopo un complesso intervento di restauro, eseguito dal Laboratorio di Cesare Pagliero sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Diocesi di Pinerolo. La tela costituisce un tassello importante della fortuna del maestro emiliano sul territorio piemontese e documenta una preziosa testimonianza della prima attività romana dell'artista, quando il giovane pittore entra in contatto anche con la moderna pittura di Caravaggio. IL “DIVINO” GUIDO RENI NELLE COLLEZIONI SABAUDE E SUGLI ALTARI DEL PIEMONTETorino, Musei Reali, Galleria Sabauda | Spazio Scoperte (Piazzetta Reale, 1)11 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Únete a la METAMORFOSIS ¡reserva ya tu cupo! https://eventos.doctoraflorez.com/pd• Usa el código FLOREZ20 y obtén un 20% en mis scrubs favoritos: https://www.medgear.com/discount/Florez20• Terapias Grupales → https://www.doctoraflorez.com/• Sígueme en Instagram, TikTok y Facebook para más contenido: @doctoraflorezPor qué repetimos el mismo patrón de elegir a quien no nos elige?¿Por qué pareciera que, una y otra vez, buscamos el amor en el lugar equivocado, aun sabiendo que terminaremos heridos?En este episodio quiero hablarte de un tema profundo que afecta directamente tu autoestima y tus relaciones: la herida del rechazo y cómo esta puede convertirse en un patrón psicológico inconsciente que te lleva a conformarte con vínculos donde no eres prioridad.Cuando en la infancia experimentamos rechazo —ya sea real o percibido— se instala dentro de nosotros una narrativa: “no soy suficiente, no valgo lo suficiente para ser elegido, para ser amado tal y como soy”. Esta creencia, aunque no la recordemos de manera consciente, queda grabada en nuestro sistema emocional y, con el tiempo, puede llevarnos a desarrollar un tipo de relación donde buscamos constantemente la validación de otros.Ese deseo de ser aceptados nos convierte en personas complacientes, que dicen que sí a todo, que ponen las necesidades de los demás por encima de las propias, con tal de no ser abandonados o rechazados otra vez. Y, sin darnos cuenta, terminamos eligiendo a personas que no nos eligen, que no nos priorizan, que nos hacen sentir exactamente lo mismo que aprendimos desde pequeños: “no soy suficiente”.Lo más importante que quiero transmitirte hoy es que este patrón no es casualidad. No tiene que ver con mala suerte en el amor ni con que “siempre te toquen personas iguales”. Tiene que ver con una herida no sanada, con un patrón psicológico que se repite hasta que decides detenerlo.La buena noticia es que sí se puede transformar. Sanar la herida del rechazo implica aprender a reconocer dónde se originó, identificar cómo se manifiesta en tu vida adulta y, sobre todo, reconectar con tu amor propio. Porque solo cuando comienzas a elegirte a ti, cuando entiendes que mereces ser amado sin condiciones, logras romper con la repetición.En este video te voy a guiar paso a paso para:Identificar las señales de que estás atrapado en el patrón del rechazo.Reconocer las dinámicas de complacencia y dependencia emocional que te llevan a elegir a quien no te elige.Comprender la raíz psicológica de este comportamiento, desde una perspectiva clínica y emocional.Y lo más importante: darte herramientas para empezar a sanar la herida del rechazo y reconstruir tu amor propio.Recuerda: el amor propio no es un concepto vacío. Es una práctica diaria que transforma la manera en la que eliges, en la que te relacionas y en la que pones límites.Support the show
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Gabriella Belli"Vedova Tintoretto. In dialogo"Palazzo Madama, Torinowww.palazzomadamatorino.itFino al 12 gennaio 2026 Palazzo Madama – Museo Civico d'Arte Antica di Torino e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia presentano la mostra “Vedova Tintoretto. In dialogo” a cura di Gabriella Belli e Giovanni Carlo Federico Villa. Un eccezionale percorso espositivo concepito per accostare l'arte di due grandi pittori veneziani, ciascuno tra i massimi interpreti della propria epoca – Jacomo Robusti detto il Tintoretto (Venezia, 1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006) – letti in parallelo, così da affrontare lo sviluppo dell'opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il maestro d'elezione, indagando similitudini e temi consonanti (o dissonanti) alla base delle singole scelte espressive.Tintoretto è stato fondativo per la formazione artistica di Vedova e la mostra a Palazzo Madama sottolinea l'impeto e la forza dell'articolato rapporto che lega i due artisti attraverso l'accostamento di capolavori del maestro rinascimentale e dell'artista informale. Il progetto dell'esposizione prende avvio dalla straordinaria opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive, e paradigmatiche, della parabola umana e artistica di Tintoretto: l'Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è stata più di un modello iconografico, rappresentando, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manet – che la replica e la considera il più bel quadro al mondo – e dagli scritti di Jean-Paul Sartre, una sorta di identificazione poetica e concettuale per molti artisti. Tintoretto è infatti l'interprete di una narrazione pittorica capace di arrivare al nostro tempo mettendo insieme “Il disegno di Michelangelo, e il colorito di Tiziano”, esaltato nel corso dei secoli dal genio romantico dell'inglese Ruskin (1819-1900) – “non sono mai stato così completamente annichilito di fronte a una mente umana come lo sono stato oggi, di fronte a Tintoretto” – e dalle penne di Goethe, Stendhal o Henry James. Scriveva Emilio Vedova rispetto al suo grande maestro: “Tintoretto è stato una mia identificazione. Quello spazio appunto una sede di accadimenti. Quella regia a ritmi sincopati e cruenti, magmatici di energie di fondi interni di passioni di emotività commossa (…)”E per Vedova Tintoretto è la quotidianità di una consuetudine con Chiese, Scuole e Palazzi di Venezia in cui cercare e trovare il proprio Maestro, l'unico che gli rivela il segreto per trasformare la tecnica da merostrumento espressivo di belle forme in una lama affilata capace di incidere nella storia. Da lui Vedova trae ispirazione per temi e contenuti, ricava basilari insegnamenti per dominare lo spazio della tela, tradurre in colore la luce delle sue composizioni, modellare nel gesto rapido senza esitazioni le forme, che scaturiscono dal suo nuovo segno, che già nel 1948 lascia ogni tentazione figurativa per risolversi nell'astrazione. Giungendo infine alla sequenza indimenticabile dell'opera …in continuum, compenetrazioni/traslati '87/'88 riprova di quanto l'incontro di una vita abbia reso grande anche il discepolo, gli abbia offerto lo slancio necessario per andare oltre. La mostra Vedova Tintoretto. In dialogo, allestita nell'Aula del Senato del Regno d'Italia, presenta una cinquantina di capolavori tra tele di Emilio Vedova e opere di Tintoretto quali le clamorose ancone dei Camerlenghi, straordinario prestito dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia o, ancora, alcune delle opere del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena. Il serrato dialogo tra i due artisti si sviluppa a partire dai disegni giovanili di Vedova del 1936 passando per le tele degli anni Quaranta e Cinquanta dedicate alla riflessione su dipinti di Tintoretto quali la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (da Tintoretto) (1942), La crocifissione (da Tintoretto) (1947), (studio da Sogno di San Marco di Tintoretto) (1956), e a quelle degli anni Ottanta. A completare il dialogo e l'esposizione è Vedova con la monumentale installazione …in continuum, compenetrazione/traslati '87/'88: più di cento grandi tele, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfiderà la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.Catalogo della mostra "Vedova Tintoretto. In dialogo": Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Un incontro con Marco Bizzarri per discutere di creatività, finanza e new talent. Un viaggio fra le maison di moda che diventano case di produzione cinematografica. Un'inchiesta su Hallyu, atto secondo: la nuova Korean Wave. E in questa puntata di Start Weekend andiamo a scoprire una delle più grandi collezioni di gioielli fantasia, dagli anni Venti ad oggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Tras una etapa como oruga radiofónica, el Masaje Cerebral sale de la crisálida para levantar vuelo ahora también en la pantalla. Acompáñenos a despegar nuestro canal de YouTube con un especial de transformaciones (y sígannos por favor @masajecerebral). O, si lo prefieren, pongan oreja en la plataforma de audio de su preferencia.Materia gris en Technicolor...Esto es Masaje Cerebral
Sara Durantini"Questo mio corpo"Dalia Edizionihttps://www.daliaedizioni.it/project/sara-durantini/“Alla fine, ciò che rimane è inciso nel mio corpo.È lui a non dimenticare.”Il corpo, esplorato, interrogato, rivendicato, e la parola, nutrita dalle voci di Ernaux, Yourcenar, Duras, danno forma a una consapevolezza e a una volontà che reclama la sua indipendenza.Un romanzo intenso e necessario sull'identità femminile, il racconto di una formazione silenziosa, di un desiderio che smette di chiedere permesso.Sara Durantini, nata a San Martino dall'Argine (MN) nel 1984, consegue la laurea magistrale in lettere moderne presso l'Università di Parma; vincitrice dell'edizione 2005-2006 del Premio Tondelli per la sezione inediti con il lungo racconto L'odore del fieno, nel 2007 pubblica il primo romanzo, Nel nome del padre, con la casa editrice Fernandel. Nel 2008 pubblica un racconto inserito nell'antologia Quello che c'è tra di noi, a cura di Sergio Rotino (Manni Editore), nel 2009 partecipa al Dizionario affettivo della lingua italiana, a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta (Fandango Libri), nel 2011 pubblica un racconto inserito nell'antologia Orbite vuote (Intermezzi Editore). Nel 2019 partecipa all'edizione aggiornata del Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango Libri) e nello stesso anno partecipa al volume L'unica via è il pensiero (Intermedia Edizioni) a cura del professore Hervé A. Cavallera. Nel 2021 pubblica L'evento della scrittura. Sull'autobiografia in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux per la casa editrice milanese 13lab. Nel 2022 pubblica Annie Ernaux. Ritratto di una vita per la casa editrice deiMerangoli, prima biografia italiana dedicata alla scrittrice francese Premio Nobel per la Letteratura 2022.Per Dalia ha curato il romanzo corale La terra inesplorata delle donne nel 2023 e ha pubblicato Pampaluna nel 2024, libro che ha ricevuto il Premio di scrittura femminile Il Paese delle Donne nello stesso anno. Un breve saggio dedicato alla trasposizione teatrale italiana di Memoria di ragazza di Annie Ernaux è contenuto nel volume curato da Michèle Bacholle e Jacqueline Dougherty edito da Brill Academic Publishers. Negli anni, racconti e articoli sono apparsi in antologie e riviste letterarie. Attualmente collabora con la rivista femminista “Pro.Vocazione” e con la rivista francese “Collateral revue”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Únete a la METAMORFOSIS ¡reserva ya tu cupo! https://eventos.doctoraflorez.com/pd• Usa el código FLOREZ20 y obtén un 20% en mis scrubs favoritos: https://www.medgear.com/discount/Florez20• Terapias Grupales → https://www.doctoraflorez.com/• Sígueme en Instagram, TikTok y Facebook para más contenido: @doctoraflorezHoy quiero guiarte paso a paso para que entiendas qué es el apego ansioso, cómo reconocerlo en tu vida diaria y, sobre todo, qué herramientas psicológicas puedes empezar a aplicar desde ahora para liberarte de esa ansiedad que no te deja vivir el amor en paz. Como psicóloga, me he encontrado con muchísimas personas que, aun queriendo amar de manera sana, terminan atrapadas en dinámicas de control, celos, dependencia o inseguridad. Y el gran problema es que esto no solo desgasta la relación, sino que también te roba tu paz mental y tu autoestima.Piensa en esto: ¿cuántas veces has discutido con tu pareja no por lo que realmente hizo, sino por lo que tú anticipaste que podría pasar? ¿Cuántas veces tu mente te lleva a imaginar escenarios de abandono o traición, incluso cuando no hay evidencia? Eso es justamente lo que hace el apego ansioso: te mantiene en alerta constante, como si amar fuera peligroso. Y lo que quiero mostrarte hoy es que no tiene por qué ser así.En este episodio vamos a profundizar en las señales más evidentes de que tienes un apego ansioso. Hablaremos de conductas como:Revisar constantemente el celular de tu pareja.Sentir pánico cuando no responde de inmediato tus mensajes.La necesidad de controlar su tiempo y sus interacciones.Esa sensación de que no eres suficiente y que en cualquier momento te van a dejar.Si te identificas con esto, no te preocupes: reconocerlo es el primer paso hacia la transformación.Después quiero llevarte hacia lo más importante: cómo sanar el apego ansioso. Porque sí, se puede sanar, y no se trata de que tu pareja cambie o te dé garantías imposibles, sino de aprender a construir seguridad dentro de ti. Vamos a hablar de estrategias psicológicas como:Identificar tus disparadores emocionales: entender qué situaciones te llevan a sentir ese miedo profundo al abandono.Aprender a regular tu ansiedad: técnicas prácticas para calmar tu cuerpo y tu mente en los momentos en que sientes que vas a perder el control.Reforzar tu autoestima: dejar de buscar validación constante en tu pareja y empezar a reconocer tu propio valor.Comunicación consciente: cómo expresar lo que sientes sin caer en reproches, amenazas o chantaje emocional.Sanar el apego ansioso no significa dejar de amar ni volverte frío, al contrario. Significa aprender a amar con libertad, confianza y respeto, tanto hacia ti como hacia la persona con la que eliges compartir tu vida.Quiero que te imagines cómo sería tu relación si pudieras vivirla desde la calma, sin revisar el celular, sin pensar que cada silencio es una amenaza, sin sentir que tienes que luchar todos los días para no perder a la persona que amas. Ese es el objetivo de este trabajo, y quiero mostrarte que es posible.Support the show
“Permítanme revelarles un secreto maravilloso. ¡No todos moriremos, pero todos seremos transformados!” (1 Cor. 15:51, NTV)Metamorfosis ~ Devocional de Jóvenes ~ 24 de septiembre 2025 ~ AD7Devocional----------------------------Code: 68RKR9TVQZKWWOVXBUSCA en Facebook el texto de la matutina:http://www.facebook.com/AD7Devocional/SIGUE en Instagram el post de la matutina y el versículo diario:http://www.instagram.com/AD7Devocional/VISITA nuestra pagina de internet:http://www.ad7devocional.comSUSCRIBE a YouTube, comparte y ve nuestros videos:http://www.youtube.com/AD7DevocionalESCUCHA a traves de Spotify:https://open.spotify.com/show/4VfzQUU2omzsrqITRsL6AhAutor: Jorge L. Rodriguez (Rodriguez, Jorge L.)Titulo: Hoy es Tendencia - Seguir a Jesús nunca pasa de moda(Lecturas devocionales para jóvenes) (Spanish Edition). IADPA. Matutina Para JóvenesDevoción Matutina Para JóvenesGracias a Ti por escucharnos, un abrazo AD7… Hasta la próxima!
I percorsi con Isea, ora aperti:
Fare ordine e ripartire.Settembre mi ha invitata a fermarmi: ho dovuto creare spazio, ribaltare vecchi pensieri, dare forma a nuove abitudini. Ti racconto esattamente cosa ho fatto a settembre creare ordine, chiarezza e nuova visione.I percorsi con Isea, ora aperti:
How a group of 80's Cuban misfits found rock-and-roll and created a revolution within a revolution, going into exile without ever leaving home. Reporter Luis Trelles brings us the story of punk rock's arrival in Cuba and a small band of outsiders who sentenced themselves to death and set themselves free. We originally released this episode back in 2015 in a collaboration with Radio Ambulante, but the story is so fascinating (and, in many ways, still relevant) that we haven't stopped thinking about it. Special thanks to the bands VIH, Eskoria, Metamorfosis and Alio Die & Mariolina Zitta for the use of their music. Radio Ambulante launches their 15th season on September 30th!!Check it out, here!! (https://radioambulante.org/en) EPISODE CITATIONS:Find some of Radio Ambulante's other stories about the Frikis here -The Survivors (https://zpr.io/Kh8KWWi6SqaF)When Havana was Friki (https://zpr.io/HrXsgibzvbJj)Please put any supporting materials you think our audience would find interesting or useful below in the appropriate broad categories.Signup for our newsletter!! It includes short essays, recommendations, and details about other ways to interact with the show. Sign up (https://radiolab.org/newsletter)!Radiolab is supported by listeners like you. Support Radiolab by becoming a member of The Lab (https://members.radiolab.org/) today.Follow our show on Instagram, Twitter and Facebook @radiolab, and share your thoughts with us by emailing radiolab@wnyc.org.Leadership support for Radiolab's science programming is provided by the Simons Foundation and the John Templeton Foundation. Foundational support for Radiolab was provided by the Alfred P. Sloan Foundation.
Ridiffusione di una delle puntate più amate dell'ultimo anno in Trasformati.I percorsi con Isea, ora aperti:
Ridiffusione di una delle puntate più amate dell'ultimo anno in Trasformati.Per ricevere le 6 domande potenti associate alla puntata, iscriviti gratuitamente da qui: https://www.subscribepage.com/6-domande-potentiI percorsi con Isea, ora aperti:
En sus lecciones de historia, David Botella nos habla de bichos que saltaron a la literatura, a la música, al baile... Y al mundo de las leyendas urbanas, como el bicho de Sabadell, un supuesto monstruo que se movía por las cloacas de la ciudad.
Ridiffusione di una delle puntate più amate dell'ultimo anno in Trasformati.I percorsi con Isea, ora aperti:
Ridiffusione di una delle puntate più amate dell'ultimo anno in Trasformati.I percorsi con Isea, ora aperti:
Tenay Rodríguez, emprendedora imparable, coach y autora de “Sin Crédito No Hay Paraíso”, nos demuestra que nada es más fuerte que una mente determinada.
metAMORfosis @sofiaalva_____En este episodio te comparto una de mis más grandes pasiones: el ritual de conecta con las representaciones del Sagrado Femenino a través de los arquetipos de las Diosas y su simbolismo. Las diosas no son figuras externas sino fractales de tu propia alma, y conectar con ellas y encarnar su frecuencia en tu vida abre posibilidad de sanar, crear, encarnar y manifestar desde esa energía sagrada que las habita.Al entender el concepto de un arquetipo podemos elegir conscientemente desde cuál queremos vivir, podemos retomar nuestro poder y conocernos en una profundidad que es transformadora y poderosa sin medida. Acompáñame en este poderoso viaje de conexión con el Sagrado Femenino a través de la conexión con la Diosa y se testigo y parte de la transformación más mágica en tu vida.
metAMORfosis @sofiaalva_____La sombra es todo lo que nuestra psique ha reprimido o exiliado para poder “pertenecer”, y cuando somos capaces de mirarla e integrarla, no volvemos poderosas sin medida. Cuando dejamos de huir de nuestra sombra, se convierte en poder alquímico,en poder de transformación, en libertad.Integrar tu sombra TE LIBERA. En este episodio te comparto mi pasión por el trabajo de la sombra y el papel clave que tiene en el proceso de manifestación.Cuando le perdemos el miedo a mirarnos y tomarnos completas, nuestra vida entera se transforma.