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Le ultime sulla trattativa legata a Tommaso Baldanzi e sui rinnovi di Messias e Leali. Intanto, Vasquez fa il suo esordio al Mondiale. Buoncalcioatutti!
durée : 00:29:06 - Nouveau visage féminin de la politique insulaire après les dernières élections, la représentante Core in Fronte au conseil municipal bastiais, Hélène Beretti est ce mardi l'invitée de votre rendez-vous hebdomadaire. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France
Nuovo fronte USA-Cuba - In 6 Milioni al voto in Italia, oggi lo scrutinio
Il vertice a Palazzo Chigi tra il Governo e le associazioni dell'autotrasporto ha scongiurato il fermo nazionale previsto dal 25 al 29 maggio. La protesta è sospesa, ma le categorie restano in attesa dell'attuazione concreta di quanto promesso dall'Esecutivo. Ne parliamo con Alessandro Peron, segretario generale di FIAP.Il 30 maggio il Brennero è al centro di una protesta: sul versante austriaco i movimenti ambientalisti annunciano il blocco dell'autostrada A13, chiedendo la riduzione del traffico pesante attraverso le Alpi e il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Ne parliamo con Andrea Pellegrini, presidente di FAI-Conftrasporto Trentino-Alto Adige.
Pasak Jono Ohmano, fronte rusai traukiasi, dėl to kyla papildoma grėsmė mūsų regionui. Organizacijos „Blue/Yellow“ įkūrėjas sako, kad Lietuvoje galiojanti tvarka trukdo susitelkti visuomenei. Viena priežasčių – valdžios požiūris į visuomenę ir vis dar nepasikeitęs suvokimas apie modernų karą.Ved. Deividas Jursevičius.
La pace in Ucraina è ancora lontana. Finita la tregua per la parata della vittoria a Mosca sono ricominciati i bombardamenti.Ne parliamo con Gigi Donelli, inviato a Kherson.Sabato sera la finale dell’Eurovision song contest. Edizione segnata dall’assenza di alcuni Paesi per la presenza di Israele. Per la gara invece, ottima l’accoglienza del brano di Sal da Vinci.Ne parliamo con Marta Cagnola, inviata a Vienna.
Andrea Rompianesi"Arcaismo a fronte"Transeuropa Edizioniwww.transeuropaedizioni.it“Arcaismo a fronte” è un viaggio poetico che lavora sulla materia stessa della lingua come su un corpo da smontare,tradurre, ricreare. In questa raccolta Andrea Rompianesi mette in scena un doppio livello testuale: da un lato l'invenzione lessicale arcaizzante, dall'altro la sua “traduzione” in un italiano odierno, anch'esso denso e poetico. Il risultato è un'opera ibrida, dove il passato e il presente della lingua si rincorrono e si rifrangono l'uno nell'altro come in uno specchio deformante. Non è puro esercizio formale, ma un'operazione che interroga il senso stesso del dire poetico: il significato come effetto mobile, franto, evocativo. Con una musicalità che vibra fra il detrito e il canto, Arcaismo a fronte è una prova di forza e precisione, un'architettura lessicale che si fa labirinto, sismografo, atto di resistenza linguistica e conoscitiva.Andrea Rompianesi (Modena, 1963) ha compiuto gli studi presso l'Università di Bologna. Già nel settembre del 1979 ha avuto inizio la sua attività letteraria. È del 1986 il suo primo edito, con l'avvio così di un percorso che incontra negli anni l'apprezzamento di molti addetti ai lavori, in Italia e all'estero. È stato operatore culturale ed editore. Realizza interventi di critica letteraria. Suoi libri sono ospitati presso numerose biblioteche nazionali, internazionali, dipartimenti d'italianistica, istituti italiani di cultura nel mondo. Ha pubblicato molti titoli tra poesia, prosa e saggistica. Per Transeuropa: “La donna grassa” (2021). Risiede attualmente in provincia di Novara.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ons kry koud en dit gaan vir die volgende paar dae voortgaan met ‘n rits koue stelsels wat oor die land in beweeg en teen môreoggend, kan Windhoek ryp verwag. Weerkenner George van der Merwe.
Kry die nuus soos dit breek.
Le scuole italiane stanno diventando luoghi pericolosi? Tra aggressioni ai docenti e criminalità tra i corridoi, il confine tra educazione e cronaca nera si fa sempre più sottile.In questa puntata di True Crime Diaries, i conduttori mettono a disposizione la loro esperienza personale per decodificare il fenomeno:Jacopo Pezzan attinge ai suoi 20 anni di vita in California, analizzando i punti di contatto tra la realtà italiana e le drammatiche derive del sistema scolastico americano che ha osservato da vicino per due decenni.Giacomo Brunoro, nel suo ruolo di docente di italiano nelle scuole superiori, ci porta dentro la classe, offrendo una testimonianza diretta.Un dialogo necessario per capire se l'Italia è ancora in tempo per evitare il baratro della violenza scolastica strutturale.True Crime Diaries è un podcast prodotto da LA CASE Books.--Qui trovi i nostri libri!
Che valore può avere un gol, nella storia di un intero Paese? Anzi di due, col secondo che dal colonia del primo diviene uno Stato libero e indipendente? La parabola umana e calcistica di Rachid Mekhloufi - che vi raccontiamo oggi a Olympia, prima unisce, poi divide, poi riunisce ancora Algeria (terra d'origine della stella del Saint Etienne degli anni Cinquanta e Sessanta) e Francia (sua patria d'adozione). Alla vigilia dei Mondiali del 1958 (poi dominati dal 17enne brasiliano Pelé), Mekhloufi sceglie di lasciare la nazionale francese per unirsi alla squadra del Fronte di Liberazione algerino, braccio sportivo del movimento che in quegli anni combatte per l'indipendenza di Algeri da Parigi. Una volta ottenuta l'indipendenza stessa, Mekhloufi tornerà a giocare, da algerino, nel Saint Etienne, contribuendo ai successi di quella che vent'anni dopo sarà la squadra di un certo Michel Platini... Furio Zara, volto de La Domenica Sportiva e penna de La Gazzetta dello Sport, ci guida alla scoperta di vita e carriera di Rachid Mekhloufi, mentre nella seconda parte della puntata il collega Alex Cizmic ci aiuta a scoprire ambizioni e potenzialità dell'Africa del calcio (forte di ben dieci squadre qualificate!) verso i Mondiali 2026olympia@radio24.itLa regia della puntata è a cura di Martin Garramone
Per adesso le minacce sembrano sventate. Il primo Ministro pakistano Sharif ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare «un cessate il fuoco di due settimane». Il Governo sta studiando misure per far fronte alla crisi energetica. I super ricchi scappano da Dubai e arrivano a Milano e la visita di JD Vance a Orban prima delle elezioni per rimarcare l'appoggio americano Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ospite: Luca Puddu - professore associato di Storia e istituzioni dell'Africa all'Università di PalermoOnu: Giustizia riparativa per la schiavitùIntervista a Uoldelul Chelati Dirar, storico dell'Africa e docente all'Università di MacerataSomalia: un paese che si sfalda. Su Nigrizia di aprile il dossier che spiega le dinamiche di uno stato di carta. A cura del direttore, Giuseppe Cavallini.Mondiali di calcio 2026. La Rd Congo torna a sognare. Il racconto di Brando Ricci
In questa guerra in Medio Oriente l'Italia, e l'Europa, sono rimaste un po' nel mezzo. Quali sono le preoccupazioni, quali sono le esigenze, quali sono le strategie davanti alla guerra? E alla fine, riusciremo davvero a starne fuori? Con l'ambasciatore Giampiero Massolo. Segui il liveblog del Post con tutti gli aggiornamenti I consigli di Giampiero Massolo– La newsletter di Ian Bremmer – Un grande quotidiano italiano– Studiare la storia Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La guerra con l'Iran ha un nuovo fronte in Yemen. Gli Houthi si attivano.A cura di Domenico Frascà di Frascà & Partners, Analisi geopolitica e politico-istituzionale.
L'esercito Usa avrebbe usato un missile di nuova generazione su un'area civile nel primo giorno di guerra in Iran, colpendo una scuola e una palestra. Intanto Trump manda segnali opposti, fra aperture negoziali e minacce devastanti, mentre sullo sfondo si muovono petroliere, stretto di Hormuz e soldati. Come avrete intuito torniamo a fare il punto sulla situazione in Iran, Libano e dintorni. E poi ci spostiamo sui social network, che forse stanno facendo la fine delle sigarette, almeno in tribunale.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:55 - Le novità dall'Iran00:10:48 - I social network faranno la fine del tabacco?00:18:36 - Dal TedX di Giarre al tg costruttivoFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/novita-da-fronte-iraniano/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Vuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Sabato 14 Febbraio - Daniel Foubert - Paolo Peluffo - Wolfgang Streeck - Agnese Rossi
Il miglior reporter di guerra in Ucraina ci raggiunge dal Donbas per spiegare come evolve la situazione al fronte. Vi ricordiamo il link per sostenere Giorgio. E' importante!!!! https://www.paypal.com/pools/c/9mFvpzKUrU?source=post_page-----45592f928ff2---------------------------------------Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/inglorious-globastards-podcast--4600745/support.
Nicholas Carr, Daniel Kahneman e il Fedro di Platone: tre letture utili per approfondire il rapporto fra Intelligenza Umana e tecnologia.
Dall'economia alla geopolitica, passando per le questioni interne – e da un voto del parlamento e subordinatamente dal popolo su un potenziale accordo doganale – le politiche di Trump e l'atteggiamento della Svizzera sono da tempo al centro del dibattito. Alla luce della recente decisione della Corte Suprema americana di annullare i Dazi imposti a livello globale dal presidente americano Donald Trump e dopo l'entrata in vigore, il 24 febbraio, di nuovi dazi del 10% per tutti i paesi (poi risaliti al 15%) per 150 giorni, la Svizzera si trova in una posizione negoziale più forte? In un contesto globale così instabile è più importante rafforzare il pragmatismo economico con gli Stati Uniti andrebbe presa una posizione più marcata? La Svizzera sta sacrificando i propri valori, la neutralità, il rispetto del diritto internazionale ma anche la fiducia nella cooperazione multilaterale, per non inimicarsi il Presidente Statunitense e rischiare il boomerang a colpi di dazi?Ne parliamo, dal Centro Media di Palazzo federale, con Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati TI/Centro e presidente dell'Unione Svizzera delle Arti e dei MestieriGreta Gysin, Consigliera nazionale TI/Verdi
Dall'economia alla geopolitica, passando per le questioni interne – e da un voto del parlamento e subordinatamente dal popolo su un potenziale accordo doganale – le politiche di Trump e l'atteggiamento della Svizzera sono da tempo al centro del dibattito. Alla luce della recente decisione della Corte Suprema americana di annullare i Dazi imposti a livello globale dal presidente americano Donald Trump e dopo l'entrata in vigore, il 24 febbraio, di nuovi dazi del 10% per tutti i paesi (poi risaliti al 15%) per 150 giorni, la Svizzera si trova in una posizione negoziale più forte? In un contesto globale così instabile è più importante rafforzare il pragmatismo economico con gli Stati Uniti andrebbe presa una posizione più marcata? La Svizzera sta sacrificando i propri valori, la neutralità, il rispetto del diritto internazionale ma anche la fiducia nella cooperazione multilaterale, per non inimicarsi il Presidente Statunitense e rischiare il boomerang a colpi di dazi?Ne parliamo, dal Centro Media di Palazzo federale, con Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati TI/Centro e presidente dell'Unione Svizzera delle Arti e dei MestieriGreta Gysin, Consigliera nazionale TI/Verdi
(4:08) Pódese manter o exercicio físico en episodios de menorrea? Laura Veiga é xornalista e sexóloga, responsable do proxecto Pingando.gal. (17:46) Tes que decidir unha liberdade condicional e unha máquina xa che ofreceu a súa valoración: canto pode influír iso no teu criterio? Conversamos con Ujué Agudo, investigadora no laboratorio de psicoloxía experimental da Universidade de Deusto. A psicoloxía está dando os primeiros pasos para entender como condicionan os algoritmos os nosos comportamentos máis alá do evidente. (43:37) Efeméride do 3 de xaneiro do Calendario da Historia da Ciencia de Moncho Núñez (44:47) David Cabo, cofundador de CIVIO, explícanos como conseguiron que o Supremo obligase ao goberno a entregar o código fonte de BOSCO - que decide quen ten acceso ao bono social eléctrico - en prol da transparencia algorítmica. A nosa web oficial www.efervesciencia.org En Bluesky @efervesciencia.org Canle en Telegram de amigos e colaboradores en https://t.me/efervescentes
E dopo Il caso del Louvre e le dimissioni della direttrice di cui troverete altri dettagli nel servizio di Laura Larcan, andiamo in America con Anna Guaita e il discorso di Trump all'Unione che non interessa solo gli americani, quindi ci spostiamo nei Balcani con l'inviato Nicola Pinna e il suo reportage dalla base americana più vicina al fronte russo, poi cambiamo argomento e andiamo sul palco dell'Ariston con la prima serata del festival di San Remo con le bravissime inviate Ilaria Ravarino per l'editoriale e Valentina Panetta per le polemiche sempre immancabili, e chiudiamo con lo sport e la giornata di Massimo Boccucci che ci racconta di un'uscita di scena davvero clamorosa.
Dana Sinkeviča ir žurnāliste, žurnāla „Lauku Māja” galvenā redaktore un brīvprātīgā Ukrainas armijas atbalstītāja. Savu voluntiera darbu Dana sāka kopā ar draugiem un kolēģiem, tagad darbojas Ganta fondā, gādā karotājiem nepieciešamo palīdzību un pati regulāri dodas uz Ukrainu. Nesen Dana apbalvota ar Ukrainas Bruņoto spēku „Voluntiera krustu” un ļoti lepojas ar šo atzinību. Savukārt, Eleonora Troja ir divu autoru – Ingas Gorbunovas un Danas Sinkevičas – literārais pseidonīms. Ar pseidonīmu publicēti trīs romāni – „Amazones neraud”, „Savu komētu nedzird” un „Krīzes menedžere”. Un pati Dana atzīst, ka vērtīgākā lieta, ko viņai ir iemācījuši vecāki, – spēja meklēt risinājumu, nevis vaidēt, ka viss ir slikti. Raidījumā skan: Nirvana – "Smells Like Teen Spirit" Okean Elzi – "Bez Boyu" Imagine Dragons – "Demons" (Live In Vegas) Līvi – "Deviņvīru spēks"
L'Alto Vicentino, almeno stando alle minoranze, non ha dubbi: la Valdastico Nord s'ha da fare. Il dossier del prolungamento a nord torna ancora una volta ad occupare il centro della scena politica locale. La recente decisione del Consiglio provinciale di Trento, che ha approvato la cosiddetta soluzione a sud, ha rimesso infatti in moto un confronto che per anni era rimasto sospeso tra divergenze e continui rinvii.
Sette nuove varietà di vite resistenti, tutte derivate dalla Glera, sono state recentemente presentate al settore vitivinicolo italiano, un passaggio che ha riportato il tema dei vitigni Piwi al centro del dibattito non solo tecnico ma anche normativo e strategico, soprattutto in relazione al futuro del Prosecco.
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In Iran, almeno 2.000 morti per le proteste: ospitiamo Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Trump tra Groenlandia, Venezuela e Cina: il punto economico con Giuliano Noci, Prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano.Verso l'incontro Danimarca, Groenlandia e Nato a Bruxelles, con noi il nostro Sergio Nava.
Le Dolomiti che oggi conosciamo come luogo di bellezza e tutela sono state, poco più di un secolo fa, una delle linee del fronte più dure e drammatiche della Prima Guerra Mondiale. Tra gallerie scavate nella roccia, mine sotterranee e postazioni sospese nel vuoto, queste montagne sono state teatro di una guerra estrema, combattuta in condizioni disumane. Franz Brunner Pozzi, guida alpina storica, accompagna Diego Clara lungo i luoghi simbolo del fronte dolomitico, dal Lagazuoi al Col di Lana, raccontando una storia fatta di uomini in divisa, spesso contadini e pastori, catapultati in un ambiente ostile e sconosciuto. Attraverso testimonianze, memorie di famiglia e un'esperienza vissuta in prima persona, emerge il racconto di una guerra che ha segnato profondamente il territorio e chi lo abitava. Un viaggio nella memoria che invita a guardare le Dolomiti non solo come patrimonio naturale, ma come luogo di sacrificio, rispetto e pace.
Étienne Balibar, Luca Salza"La filosofia di fronte al genocidio"Conversazione su Gaza con Étienne BalibarEdizioni Cronopiowww.shopcronopio.it“Mi definisco ‘ebreo' perché sono sconvolto dall'idea che i significati morali e persino religiosi, e per via di conseguenza filosofici, portati nella storia dall'ebraismo – dalla parola dei Profeti di Israele fino al discorso di quei rinnegati o eretici che hanno alimentato la mia formazione intellettuale (Montaigne, Spinoza, Marx, Rosa Luxemburg, Freud, Kafka, Benjamin, Arendt, Simone Weil, Derrida, che è stato mio professore) – potrebbero d'ora in poi essere associati, per molto tempo e persino per sempre, non più alla resistenza alle persecuzioni e alla ricerca dell'autonomia intellettuale, all'imperativo della moralità e della giustizia e alla discussione sui suoi mezzi (tra cui la rivoluzione), ma all'oppressione e allo sterminio di un altro popolo sotto il patrocinio di questo ‘nome'. Penso che l'onore del ‘nome ebraico' debba essere difeso da questa infamia e che sia necessario esprimere una rivolta”.Étienne Balibar è tra i più importanti filosofi contemporanei della politica. Membro del Tribunale Russell sulla Palestina, è da anni un sostenitore della causa palestinese. Ha scritto numerose opere, tra cui disponibili in italiano: Crisi e fine dell'Europa? (2016); Razza, nazione, classe (con Immanuel Wallerstein, 2020); Spinoza e la politica (2024)Luca Salza insegna letteratura italiana e storia delle idee all'Università di Lille. Dirige, con Pierandrea Amato, la rivista K.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La guerra in Sudan è una delle più gravi crisi umanitarie in atto. Il 15 aprile 2023 sono scoppiati intensi combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi e le Forze di Supporto Rapido (RSF) a Khartoum e in gran parte del Paese. Da allora, il conflitto ha ucciso e ferito migliaia di persone. Ne parliamo con Marco Trovato, direttore di Africa Rivista appena rientrato dal Kordofan.
Stati Uniti, Ucraina ed Europa hanno discusso la proposta di pace avanzata da Donald Trump: un piano in 28 punti che prevede concessioni territoriali a Mosca e la neutralità di Kiev. Ma le parti restano distanti da un accordo sul cessate il fuoco.
Dallo Sri Lanka al Nepal, fino al Marocco, una nuova ondata di proteste guidate dalla Generazione Z sta attraversando il mondo. Giovani cresciuti nell'era digitale, armati di TikTok e Discord, contestano corruzione, nepotismo, disuguaglianze e sistemi politici percepiti come bloccati. In Sri Lanka il movimento Aragalaya ha messo in crisi il governo; in Nepal l'indignazione verso l'élite ha portato alla caduta dell'esecutivo e all'emergere di nuove figure politiche sostenute online. In Marocco, invece, la morte di otto donne per malasanità ha acceso la protesta di GenZ 212, soffocata da una dura repressione. A unire queste mobilitazioni, che sventolano la bandiera piratesca di One Piece, è la richiesta comune di un futuro più giusto e di istituzioni finalmente responsabili.
E dopo il paniere dei prezzi in apertura, con Valentina Pigliautile parliamo di referendum e dei nomi eccellenti del “sì”, con Angelo Paura ci spostiamo in America con le nuove accuse a Trump nel caso Epstein e la reazione della Casa Bianca, per la storia di sport oggi Massimo Boccucci ci parla di nazionale di calcio e dell'appuntamento di stasera, quindi i momenti di Gloria di Gloria Satta dedicati al cinema italiano che continua a fiorire, oggi con il Messaggero c'è l'inserto gratuito MoltoSalute da Alessandra Camilletti alcune interessanti anticipazioni.
E dopo il paniere dei prezzi in apertura, con Valentina Pigliautile parliamo di referendum e dei nomi eccellenti del “sì”, con Angelo Paura ci spostiamo in America con le nuove accuse a Trump nel caso Epstein e la reazione della Casa Bianca, per la storia di sport oggi Massimo Boccucci ci parla di nazionale di calcio e dell'appuntamento di stasera, quindi i momenti di Gloria di Gloria Satta dedicati al cinema italiano che continua a fiorire, oggi con il Messaggero c'è l'inserto gratuito MoltoSalute da Alessandra Camilletti alcune interessanti anticipazioni.
Si comincia a intravedere una strategia di ristrutturazione per Ubisoft. Inevitabilmente e sfortunatamente, si passa da tagli di personale e meno libertà creative. Commentiamo anche le parole di Sarah Bond, che ha diffuso qualche informazione sull'approccio con cui Xbox guarderà al futuro.
Trump liquida il fronte interno con un video fatto dall'IA
Dalla salita al potere di Hugo Chávez, e successivamente di Nicolás Maduro, il Venezuela si è progressivamente isolato sul piano internazionale. Oggi, il calo del prezzo del petrolio e la dipartita delle imprese straniere per l'alto tasso di corruzione hanno portato il Paese sull'orlo del baratro. Ma c'è chi progetta una svolta radicale. Ne parliamo con il capitano Javier Nieto Quintero, ex ufficiale della guardia nazionale venezuelana e noto esponente anti madurista.Torniamo poi a Gaza, per capire chi si occuperà di mantenere sicurezza e stabilità in questa delicata fase di transizione. Ne parliamo con l'ambasciatore Stefano Stefanini, senior advisor di ISPI e con Paola Caridi, giornalista, autice di "Il gelso di Gerusalemme" (Feltrinelli).
L'ennesimo sbaglio negli esami del 2007.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Ukrajina napadla ruskú loď s nákladom zbraní. Trump versus Putin - žiadne veľké očakávania.
®L'Occidente ignora la Storia, Putin è pronto a tutto“Perché i russi non si ribellano?” È una domanda che si è sentita spesso fin dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Ma è davvero possibile parlare di una responsabilità collettiva — in questo caso della società russa — di fronte alla guerra in Ucraina e al regime autoritario di Vladimir Putin? Oppure, come accade nel diritto penale, esiste solo una responsabilità individuale? E quanto costa essere liberi in un regime autoritario come quello russo? È questo il tema della puntata di Laser, che parte dalle testimonianze raccolte a Ginevra, a margine dell'ultimo Summit for Human Rights and Democracy, di due tra i maggiori dissidenti russi: Vladimir Kara-Murza e Garri Kasparov. Vladimir Kara-Murza è stato liberato nell'agosto 2024 nell'ambito di uno scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Russia. Era detenuto in isolamento in una colonia penale siberiana, dove stava scontando una condanna a 25 anni per aver criticato il Cremlino e la guerra in Ucraina. Garri Kasparov, uno dei più grandi scacchisti della storia e tra i più noti oppositori di Putin, vive in esilio dal 2013. Secondo Kara-Murza e sua moglie, Evgenia Kara-Murza, attivista per i diritti umani, nonostante la repressione e la propaganda, una parte consistente della società russa condanna la guerra e non si riconosce nel regime. Per Garri Kasparov, invece, la responsabilità della guerra in Ucraina non può ricadere solo su Putin, perché milioni di cittadini contribuiscono, in vari modi, al funzionamento della macchina bellica.Una riflessione sulla società russa di oggi, alla luce della storia, è offerta in questa puntata anche da Giovanni Savino, storico specialista di Russia e Europa orientale, docente all'Università Federico II di Napoli, e Maria Chiara Franceschelli, ricercatrice della Scuola Normale Superiore di Pisa, esperta di società civile e movimenti sociali nella Russia contemporanea.Prima emissione: 23 maggio 2025undefined
Francesco Gallo"L'estate del diorama"Illustrazioni di Alida PintusEdizioni Piumawww.edizionipiuma.com“L'estate del diorama è un libro di altissima qualità letteraria. Tutto quello che un narratore può augurarsi di avere in un suo testo, qui c'è. Cammina sulle sue gambe dentro la letteratura. E non c'è mai l'effetto cartolina: c'è il cinema, semmai. Vediamo le scene, e le rivediamo, per chi di noi certe cose le ricorda sulla propria pelle.”Franco PezziniQuando muore suo fratello Alessandro, nel 1994, la tredicenne Sofia Nobile – esatto: la figlia del grande, misterioso scrittore Furio Nobile – perde ogni punto di riferimento. L'estate seguente, per pochissimi giorni intensi, si aggrapperà disperatamente a Teo, personaggio principale di L'estate del diorama, per colmare lo strazio che prova e rimpiazzare la bussola che ha smarrito. Tuttavia, per nessuno dei due la scelta si rivelerà vantaggiosa: aggirandosi tra i simulacri di legno e le stanze polverose di Villa Roderico, le peggiori paure di entrambi risulteranno amplificate e distorte come in uno specchio deformante. I dolori dei due adolescenti – le ambizioni frustrate di lui, il lutto di lei, il growing pain di entrambi – si rapprendono negli spettri che popolano le mura della casa dei Nobile, spettri antichissimi generati dagli altrettanti dolori di un territorio, quello Flegreo, incapace di fare tesoro dei propri errori e condannato per questo a ripeterne di identici.A nulla varranno gli sforzi del Gruppuscolo, la banda sgangherata di amici di Teo, per salvare almeno uno dei due dalla compagnia dell'altro; Teo si rivelerà cinico ed egoista per ragioni tutte sue, Sof ia disperata e oltre ogni salvezza. Solo uno strappo netto al f ilo spinato che ha cominciato a unirli potrebbe prolungare le loro vite.Francesco GalloHa scritto racconti per Nuovi Argomenti e articoli per ilPost, Rivista Studio e Rivista Undici. Ha pubblicato recensioni e reportage per minima&moralia. Collabora con la rivista L'Indice dei Libri del Mese. Conduce corsi di narrazione, lavora come Writing Coach per la Scuola Holden e, insieme a Domitilla Pirro, cura la didattica di “Fronte del Borgo” e porta in giro per l'Italia le “Merende Selvagge”.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Hon är Italiens första kvinnliga premiärminister, en fantasyälskande populist som har ifrågasatts för sina kopplingar till landets mörka historia. Nya avsnitt från P3 ID hittar du först i Sveriges Radio Play. ”Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre!” – ”Jag är Giorgia, jag är kvinna, jag är mamma, jag är italienare, jag är kristen. Det kan de aldrig ta ifrån mig!”Orden ekar ut över en enorm folkmassa på Piazza San Giovanni i Rom hösten 2019. Vid talarpodiet står en kort kvinna med blont hår, ledigt klädd i mörka byxor och en fladdrig ljusgrå blus.Trots att hon är flankerad av flera politiska tungviktare så är det Giorgia Meloni, partiledare för Italiens bröder, som stjäl showen den här dagen. Hennes eldiga ord blir det politiska manifest som kommer att bära Meloni och hennes parti till valseger några år senare.Giorgia Melonis politiska resa inleds i början på 90-talet, när hon som 15-åring ringer på dörren till Fronte della Gioventù, det politiska partiet Movimento Sociale Italianos ungdomsförbund.Det är ett parti som grundades av den fascistiske diktatorn Benito Mussolinis anhängare, och som vid den tiden befinner sig på utkanten av det italienska etablissemanget på grund av de historiska banden till en tid som präglades av skräck och våld.P3 ID om Giorgia Meloni följer hennes utveckling från blyg tonåring med en gnagande känsla av att något är fel i det italienska samhället, till retorisk pitbull som inte räds någon motståndare på den politiska arenan.I avsnittet medverkar Eskil Fagerström, journalist på Sydsvenskan och författare till flera böcker om det moderna Italien, Giulia Kappelin Cingolani, journalist baserad i Italien, och Filip Jacobson, utrikesreporter på TV4.Klippen i avsnittet är hämtade från Rai, Right Side Broadcasting Network, Giorgia Melonis Facebooksida, Fratelli d'Italias Youtubekanal, Wine News, Diario AS, VOA Africa, Vista Agenzia Televisiva Nazionale, Vita husets Youtubekanal, British Pathé, La7 Attualità.
Leonard Berberi racconta la vicenda del Boeing 787 diretto a Londra e precipitato subito dopo il decollo dall'aeroporto di Ahmedabad: almeno 290 le vittime tra passeggeri e persone a terra. Luigi Ippolito parla dei violenti scontri a Ballymena, dove da lunedì i migranti sono il bersaglio di duri attacchi in seguito a un presunto caso di stupro. Davide Frattini analizza il ritorno delle voci su un possibile attacco di Tel Aviv ai siti nucleari di Teheran.I link di corriere.it:Incidente dell'Air India: cosa non torna della dinamicaIrlanda del Nord, terza notte di attacchi agli stranieriI media Usa: «Israele pronto ad attaccare l'Iran»
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato che la Germania, insieme a Francia, Regno Unito e Stati Uniti, ha rimosso le restrizioni sulla gittata delle armi consegnate all'Ucraina. Con Paolo Soldini, giornalista.In vista dell'effetto devastante che i dazi minacciati da Washington avrebbero sulla regione, i paesi dell'Asean vogliono intensificare la loro integrazione. Con Lorenzo Lamperti, giornalista, da Taipei.Oggi parliamo anche di:Musica • La beleza di Lidi PimientaCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
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