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Giovani, docenti e aspiranti universitari si incontravano il 20 febbraio 2026 nella Cittadella Universitaria di Cagliari per una giornata di orientamento dedicata alla scelta del percorso di studi. Venerdì mattina Unica Radio era presente per raccontare l'atmosfera dell'iniziativa. Studenti delle scuole superiori, accompagnati dai loro docenti, si muovevano nei corridoi della Cittadella, curiosi di conoscere i dettagli dei corsi. Tanti giovani si fermavano ai banchetti informativi per chiedere dettagli su programmi e sbocchi professionali. Quattro aree per esplorare il sapere Nel corso della giornata venivano presentate quattro aree formative principali. La prima era l'Area Medico-Scientifica, con corsi come Medicina, Biologia e Farmacia. Qui i futuri studenti potevano comprendere i percorsi che portano a professioni sanitarie e scientifiche, con spiegazioni sui laboratori e sulle opportunità pratiche durante gli studi. In cima all'interesse restavano le professioni sanitarie perché legate a un forte impatto sociale e a prospettive professionali ampie. L'orientamento mirava non solo a descrivere i contenuti dei corsi ma anche ad aiutare i ragazzi a immaginare come potrebbe trasformarsi la loro carriera personale attraverso quelle scelte. Un'altra area presentata era l'Area Tecnica, con corsi come Ingegneria, Architettura e Informatica. I ragazzi avevano occasione di parlare con studenti più grandi e con tutor, scoprendo esempi concreti di applicazioni pratiche. I docenti illustravano la struttura delle lezioni, i laboratori e alcune applicazioni delle competenze tecniche nella realtà lavorativa. L'informatica e l'ingegneria risultavano particolarmente attraenti per la forte connessione con le tecnologie emergenti. Anche l'architettura suscitava curiosità nei giovani interessati alla progettazione e al design dello spazio costruito. Umanistico, sociale e oltre Le presentazioni proseguivano con l'Area Umanistica, dove venivano discussi corsi come Lettere, Lingue, Beni Culturali e Filosofia. Qui i ragazzi scoprivano l'importanza delle discipline che studiano linguaggi, storie e culture diverse. Docenti e studenti raccontavano esperienze di studio e di ricerca, evidenziando come queste discipline possano aprire a molte carriere professionali, dalla comunicazione all'insegnamento, dalla gestione dei beni culturali alla traduzione. L'orientamento puntava a far capire che anche i percorsi umanistici offrono prospettive significative in un mondo che richiede competenze critiche e comunicative. Infine, nell'Area Sociale e Giuridica venivano presentati corsi come Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche e Psicologia. I futuri studenti ascoltavano le spiegazioni su come queste discipline affrontano temi sociali, economici e giuridici fondamentali. Le testimonianze di giovani studenti già iscritti aiutavano a comprendere la vita quotidiana universitaria e le opportunità di carriera nel campo delle professioni legali, delle scienze sociali e dell'economia. La giornata di orientamento alla Cittadella Universitaria di Cagliari rappresentava così un momento fondamentale per spiegare contenuti e prospettive di studio, offrendo ai ragazzi gli strumenti per una scelta consapevole del loro percorso accademico.
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti. Crescono i dubbi sulla tassa da due euro fissi per ogni spedizione di provenienza extra-UE di valore inferiore ai 150 euro approvata con la manovra di bilancio. Ad oggi soltanto la Romania, oltre all'Italia, ha introdotto questa tassa e c'è il timore è di una consistente diminuzione del traffico con conseguenti perdite di gettito. Ne parliamo con Marco Allena, preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, ordinario di diritto tributario Università Cattolica del Sacro Cuore.
Giorgia Colombrita"A volte i segreti"Scatole Parlantiwww.scatoleparlanti.itAl compimento dei trent'anni, Leonardo riceve l'ultima di una serie di lettere scritte dalla madre Benedetta, morta suicida quando lui era solo un bambino. Un indizio sepolto tra le righe lo spinge a scavare nel passato, risvegliando verità capaci di stravolgere ogni certezza. Tra segreti taciuti, rivelazioni sconvolgenti e una paziente enigmatica che entra nella sua vita, il confine tra passato e presente si dissolve in un gioco oscuro di inganni e vendette.Giorgia Colombrita è nata a Catania nel 1994. È laureata in Giurisprudenza e specializzata nelle professioni legali. Ha iniziato la sua carriera come giurista d'impresa; nel 2022 ha vinto un concorso pubblico come Funzionario presso il Tribunale di Catania e nel 2023 ha scelto di dedicarsi alla formazione e allo sviluppo del capitale umano, conseguendo due master in Gestione e coordinamento delle risorse umane e avviando un percorso di studi in Psicologia del lavoro. Attualmente è HR Training Manager e docente, e guida una comunità professionale di oltre centosessanta persone. Dal 2015, come Presidente dell'ODV “Mettiamoci in Gioco”, promuove l'inclusione, tramite progetti, per giovani con disabilità. A volte i segreti è la sua prima pubblicazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Settimo giorno di angoscia sui Colli Euganei per la scomparsa della studentessa 22enne Annabella Martinelli, della quale non si hanno più notizie dalla sera dell'Epifania. Studentessa di Giurisprudenza a Bologna, è uscita dalla propria abitazione in bici la sera, senza fare più ritorno. La bici è stata ritrovata in zona.
Federico Bini, Giovanni Mazzuca"Giovanni Spadolini"L'ultimo politico risorgimentalePrefazione di Lamberto DiniRubbettino Editorewww.store.rubbettinoeditore.itPrefazione di Lamberto Dini“Era noto ai più come un personaggio aulico, solenne, paludato, pomposo. Ma lo Spadolini privato, Giovannone, era un fuoco di fila di battute, divertente, ridanciano. Anche quando ‘lezionava' (e lo faceva) gli ridevano gli occhi”.Giovanni SartoriUn intellettuale, un giornalista, un uomo di Stato. Giovanni Spadolini ha attraversato il Novecento con il rigore dello storico, la passione del giornalista e la fermezza dello statista. Primo Presidente del Consiglio laico della Repubblica Italiana, direttore del Corriere della Sera, fondatore del Ministero della Cultura e Presidente del Senato, ha incarnato il sogno di un'Italia laica, razionale e riformista. Questo libro ripercorre la sua vita e il suo pensiero, dalle prime collaborazioni con Il Mondo di Pannunzio fino ai vertici delle istituzioni, rivelando un uomo che ha sempre visto nella politica un'arte nobile, nel giornalismo un impegno civile e nella storia una guida per il futuro. Attraverso una narrazione ricca di aneddoti e documenti, gli autori restituiscono il ritratto di un politico fuori dal coro, un ultimo erede del Risorgimento capace di difendere con forza i valori della democrazia, della cultura e delle istituzioni.Federico Bini (Bagni di Lucca 1992) si è laureato in Giurisprudenza a Pisa. Liberale e un po' conservatore, si definisce “straborghese e cultore dell'Italia di provincia”. Collabora con “il Giornale” e “ilGiornale.it”. È stato capo staff dei sindaci di Bagni di Lucca e Lucca e autore di numerosi libri in ambito storico e politico. È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 e dell'Academy Giovanni Spadolini. Nel 2024 ha pubblicato Il Cagnone, che è la biografia di Giancarlo Mazzuca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Luca Maria Pellegrini"Una vita ritrovata"Scatole Parlantiwww.scatoleparlanti.itEstate anni Settanta, la scomparsa della sorella Michela segna l'esistenza dei due fratelli Ettore e Paolo e dei loro relativi figli. Edoardo infatti viene continuamente bullizzato dal cugino Massimo, fino a quando, per sua fortuna, il cugino si trasferisce all'estero. Da quel momento inizia il periodo roseo della vita di Edoardo, fatto di successi lavorativi e amorosi. Tutto però prende una piega inaspettata quando Massimo torna in Italia e Edoardo deve fare i conti con la sua malattia genetica. Così di colpo si riapriranno i vecchi rancori e le fratture della famiglia.Luca Maria Pellegrini è nato a Roma nel 1977. Ha studiato Giurisprudenza e ha conseguito un master in Business & Administration. Attualmente è dirigente in una multinazionale americana. Una vita ritrovata è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giovanni Nistri"Ho servito lo Stato"Una vita nell'arma.Neri Pozzawww.neripozza.itIl racconto intimo di chi ha scelto di essere un uomo dello Stato senza ammantarsi di eroismi ma semplicemente mettendosi al servizio della comunità, dagli anni dell'Accademia fino al punto più alto della carriera, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, conseguendo nel frattempo tre lauree e diversi master. Quando la riqualificazione dell'antica Pompei entrò in crisi, toccò a lui, che aveva diretto per un quadriennio il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, diventarne il responsabile per far rifiorire il sito archeologico, uno dei luoghi più visitati al mondo. Durante il suo mandato, ha dovuto affrontare situazioni di particolare criticità, senza creare scandalo né prendere posizioni estremiste. Ma il racconto più entusiasmante è quello della vita quotidiana di un militare che, di fronte a problemi anche gravi che riguardano la sicurezza dello Stato, si è trovato a cercare soluzioni con l'ausilio della filosofia, della letteratura, della musica e del cinema. In queste pagine appassionate scorrono vite di uomini e donne, verità e apologhi creati ad arte, valori, sentimenti e comportamenti, fallimenti da cui apprendere. Un'esistenza fatta di continui trasferimenti da una parte all'altra della Penisola, a contatto con personaggi in malafede, con santi e assassini. E poi la morte di giovani carabinieri, trucidati nell'esercizio della loro funzione, le lacrime versate con i familiari ai funerali. Sempre con la certezza che del potere mai si deve abusare e che la verità non è mai bianca o nera ma piuttosto un mescolarsi di infinite tonalità.Mi riterrò soddisfatto se, all'ultima parola dell'ultima pagina, sarò riuscito a descrivere senza infingimenti aspetti significativi della mia esperienza e, ancor più, lo spirito con cui ho provato ad affrontare i correlati impegni. Il che non significa averli assolti sempre in modo adeguato, ma racconta dello sforzo costantemente posto nel tentare. Essere al servizio dell'Arma significa essere parte significativa di quella nebulosa valoriale che definiamo Patria, termine troppo spesso negletto, per tutta una serie di motivazioniGiovanni Nistri è Generale di Corpo d'Armata dell'Arma dei Carabinieri, di cui è stato il Comandante Generale dal 2018 al 2021. È laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Ha svolto incarico di docenza in Sicurezza del patrimonio culturale presso la LUMSA di Roma. È stato Direttore Generale del Grande Progetto Pompei dal 2014 al 2016, progetto finanziato dall'Unione Europea per la messa in sicurezza del sito archeologico e per la riqualificazione della circostante Buffer Zone UNESCO. Autore di saggi in tema di comunicazione pubblica, di tutela del patrimonio culturale e sulla guerra cognitiva/disinformazione, è componente del Consiglio di amministrazione dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La giornalista e saggista Claudia Sarritzu parla ai nostri microfoni del suo attivismo e delle sue battaglie nel segno del femminismo Claudia Sarritzu è una giornalista e saggista, in prima linea per quanto riguarda la lotta contro la violenza sulle donne e per la causa palestinese. Di recente, proprio unendo questi temi, ha recitato un monologo, in occasione di un evento che avrebbe dato il via a "Parola, femminile, singolare". La rassegna tiene vivo il sentimento di rivalsa delle donne in una società che spesso le relega ancora ad un ruolo marginale. Non solo: il grande numero di femminicidi, come ribadito dalla Sarritzu, è indice di qualcosa di più radicato e pericoloso. E' proprio la mentalità patriarcale che lei si propone, con il suo contributo, di sradicare. Dalla radio alla stampa, passando per l'attivismo La sua esperienza professionale inizia durante il suo percorso di laurea in Giurisprudenza. Accetta infatti l'offerta di uno stage gratuito presso Radio Press, che si occupava prettamente di informazione, e poi per Radio Golfo degli Angeli. Da lì, la sua competenza e la sua dedizione la portano, in seguito, a dirigere, giovanissima, la redazione sarda di The Globalist, per la quale scrive per dieci anni. Parallelamente, si risveglia in lei la fiamma dell'attivismo femminista: è il 2011, e al grido di "se non ora, quando?", le attiviste iniziarono a scendere nelle piazze, osteggiando la visione della donna proposta dall'allora premier Berlusconi. L'onda arriva anche a bagnare il capoluogo sardo, e così Claudia sente sempre più vicine queste lotte, facendole sue e rendendole parte integrante dei suoi articoli e del resto della sua produzione scritta. Dopo un primo saggio sulla crisi delle aziende sarde, scrive infatti Parole avanti. Femminismo del 3° millennio. Un'analisi puntuale per quanto riguarda il linguaggio della stampa per quanto riguarda il genere femminile, spesso ancora poco attento. Due donne, un monologo Nel corso della sua attività, per la quale ha ricevuto diversi riconoscimenti di respiro nazionale, Claudia Sarritzu è diventata spesso ospite di eventi letterari e culturali. Non solo: di recente, in un evento in apertura di "Parola, femminile, singolare", organizzato dal club Jane Austen, ci ha messo del suo. Un monologo, commovente e struggente, su come, per l'occidentale medio, è più forte la - giusta - empatia nei confronti di una donna ucraina uccisa sotto le bombe, che non verso una donna palestinese nelle stesse condizioni. Il suo è un chiaro invito non a provare più empatia verso una piuttosto che verso l'altra, ma a ritrovare la nostra umanità, stringendoci in lutto intorno a tutte le donne che subiscono la stessa sorte.
Enrico Macioci"Il grande buio"Neo Edizioniwww.neoedizioni.itMistero, qualcosa di oscuro, inafferrabile eppure tremendamente familiare.Una sensazione che provoca spaesamento, un turbamento dai contorni sfuggenti, il germe dell'arcano che seduce e affascina: questo è il perturbante. Non aggettivo, ma sostantivo, quasi fosse un'entità, una presenza.Dieci storie, ognuna delle quali cerca di afferrarne le possibili forme, prova a raccontarne gli improvvisi svelamenti.Una riunione di condominio è la scena, non di un crimine, ma della fine del mondo; una donna racconta del suo essere madre e il ricordo porta a un omicidio; marito e moglie fanno la solita passeggiata in montagna ma stavolta c'è qualcosa o qualcuno insieme a loro; una coppia di ospiti convive con un odore nauseabondo mentre il padrone di casa che li ospita è partito alla ricerca della propria compagna; un uomo è svegliato nel bel mezzo di una notte estiva, in strada qualcuno sta giocando a tennis, il poc, poc, poc della pallina è il richiamo verso l'ignoto.C'è poi chi dà un nome all'ignoto, è uno dei protagonisti, lo chiama “il grande buio”, dice che avvolge e permea il nostro mondo. E quando affiora, inghiotte.Enrico Macioci è nato a L'Aquila nel 1975. Laureato in Giurisprudenza, poi in Lettere moderne con una tesi su Cuore di tenebra di Joseph Conrad. Da semplice lettore, è diventato un grande conoscitore di Stephen King e della sua produzione letteraria. Dopo la raccolta di racconti Terremoto (Terre di mezzo, 2010), ha pubblicato i romanzi La dissoluzione familiare (Indiana, 2012), Breve storia del talento (Mondadori, 2015) rivisto e ripubblicato in una nuova edizione col titolo L'estate breve (TerraRossa, 2024), Lettera d'amore allo yeti (Mondadori, 2017), Tommaso e l'algebra del destino (Sem, 2020), Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia (TerraRossa, 2022).Il grande buio segna il suo felice ritorno ai racconti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giuseppina Torregrossa"Corta è la memoria del cuore"Mondadori Editorewww.mondadori.itCome succede che i rapporti tra madri e figlie siano simbiotici oppure conflittuali? E perché questi sentimenti estremi fioriscono soprattutto tra femmine? Le storie spesso danno risposte più persuasive della psicoanalisi e Giuseppina Torregrossa ne scrive una lunga cent'anni, quella delle donne della famiglia Accoto, una storia magica di silenzi e parole che si tramandano col sangue, generazione dopo generazione. Tutto comincia con Teresa, nata all'inizio del Secolo breve. È intelligente e tenace, ama leggere, si laurea. Proprio alla facoltà di Giurisprudenza incontra il suo futuro marito, Luigi, che la corteggia con lettere appassionate a cui lei oppone misura e dignità e una certa austera ironia che le apparterrà sempre. Cosa custodisce il silenzio di Teresa? Quale mistero? Sarà forse il suo strano dono, “l'occhio pesante”, capace di scrutare nell'animo altrui e di allungarsi sul futuro? Elena, la figlia maggiore di Teresa e protagonista del romanzo, si arrovella in questo cruccio da sempre. Fin da quando, bambina, si struggeva nel desiderio di una parola dolce o una carezza che puntualmente non arrivavano. Continua a chiederselo quando, divenuta lei stessa madre, cerca di tenersi la figlia più vicina che può e di non farle mancare mai la sua voce. Solo oggi, che Teresa è alla soglia dei cento anni ed Elena si ritrova nonna di due nipotine dalle voci limpide e libere, la protagonista sente che finalmente le madri e le figlie della famiglia Accoto hanno trovato una lingua comune, un filo che può tenerle insieme e forse salvarle. Con la sua scrittura evocativa e sensuale, illuminata dalla grazia dell'ironia, Giuseppina Torregrossa dà vita a una costellazione di personaggi indimenticabili e compone una genealogia femminile che attraversa un secolo di silenzi, conflitti e rinascite.Giuseppina Torregrossa è nata a Palermo. Madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma. Tra i suoi libri: Il conto delle minne (Mondadori, 2009, tradotto in dieci lingue), Manna e miele, ferro e fuoco (Mondadori, 2011), Panza e prisenza (Mondadori, 2012), La miscela segreta di Casa Olivares (Mondadori, 2014), Il figlio maschio (Rizzoli, 2015), Cortile nostalgia (Rizzoli, 2017), Il basilico di Palazzo Galletti (Mondadori, 2018), Il sanguinaccio dell'Immacolata (Mondadori, 2019), Morte accidentale di un amministratore di condominio (Marsilio, 2021), Chiedi al portiere (Marsilio, 2022), Al contrario (Feltrinelli, 2021), La Santuzza è una rosa (Feltrinelli, 2023) e Stivali di velluto (Rizzoli, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Micaela Strippoli"Il vizio del dubbio"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itUn apparente suicidio a Torino e una bancaria atipica appassionata di gialli e di delitti. Ambientato nel cuore di Torino, tra i portici di corso Vinzaglio, corso Matteotti, via Avogadro e via Pietro Micca, “Il vizio del dubbio” vede il ritorno di Giulia Rispoli. «Ma dai, non penserai davvero che si tratti di un altro omicidio: chi sei, la Signora in giallo?». Nonostante si fosse ripromessa di tenersi lontana dai guai, il trasferimento in una banca più piccola e apparentemente più tranquilla non impedisce che qualche cliente di Giulia Rispoli si trasformi in cadavere. Questa volta tocca alla carismatica imprenditrice Lucia de Bernardis, precipitata dalla torretta di un palazzo. Per la polizia si tratta di suicidio ma per Giulia qualcosa non torna. Ad aiutarla ad approfondire la misteriosa vicenda c'è Martin Rodriguez, affascinante collaboratore della vittima. Mentre i sospetti si moltiplicano, Giulia sarà costretta a coinvolgere di nuovo Leonardo Sacchi, vicequestore ed ex compagno d'università, con cui i conti non sono affatto chiusi. Tra intuizioni brillanti, riflessioni disincantate sulla vita e citazioni letterarie, prende forma un'indagine appassionante, ambientata in una Torino elegante e carica di mistero. Con il suo stile ironico e vivace, Micaela Strippoli ci regala nuovo un giallo capace di far sorridere e riflettere. Micaela Strippoli è nata a Torino, dove tuttora vive, è laureata in Giurisprudenza e avrebbe voluto fare il magistrato. Questioni di cuore l'hanno portata a lavorare in banca. Questo libro è il secondo romanzo della serie che vede protagonista Giulia Rispoli, la bancaria che detesta il suo lavoro e ha una passione per i delitti; il primo, “Coincidenze pericolose” è uscito sempre per Neos Edizioni nel 2024. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Biografia, opere e stile di Cino da Pistoia, poeta, giurista e autore della Lectura in Codicem e delle Rime. Testo e spiegazione delle poesie più note.
Bruno Quaranta"La vita e l'opera scientifica di Francesco Ruffini"Gioele SolariNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.it“Era nato nel Canavese, a Lessolo, il 10 aprile 1863 da famiglia oriunda da Andrate e discesa a Borgofranco d'Ivrea”. Esordisce così La vita e l'opera scientifica di Francesco Ruffini, il profilo che Gioele Solari compose nell'estate del 1934 per la Rivista internazionale del diritto. Il collega nell'Università torinese, docente di Diritto ecclesiastico, fra i professori che non giurarono fedeltà al fascismo, era da poco scomparso, in marzo. Liberale, senatore del Regno, ministro dell'Istruzione pubblica nel governo Boselli (1916-1917). Tra le sue opere: Diritti di libertà (Gobetti editore), La libertà religiosa (un'edizione sarà curata da Jemolo, l'allievo prediletto), Studi sul giansenismo, La vita religiosa di Alessandro Manzoni, La giovinezza di Cavour. “Storico fu e volle essere il Ruffini – ricordava Gioele Solari – e dello storico ebbe in alto grado la passione, l'insoddisfazione, la pazienza della ricerca, l'ossessione del nuovo, lo scrupolo dell'oggettività, il disinteresse eroico”.Gioele Solari, giurista e filosofo, nacque ad Albino (Bergamo) nel 1872 e morì a Torino nel 1952. Qui conseguì tre lauree: in Giurisprudenza, in Lettere e in Filosofia. Allievo di Giuseppe Carle, fu docente di Filosofia del diritto dal 1918 al 1948. Alla sua scuola, nel segno dell'”idealismo sociale”, si formarono, tra gli altri, Piero Gobetti, Alessandro Passerin d'Entreves, Norberto Bobbio, Luigi Firpo, Renato Treves, Aldo Mautino. Tra le sue opere: La scuola del diritto naturale nelle dottrine etico-giuridiche dei secoli XVII e XVIII, L'idea individuale e l'idea sociale nel diritto privato, Studi storici di filosofia del diritto. “Egli fu – così lo ricordava Bobbio, che ne ereditò la cattedra – un devoto dell'imperativo categorico, che non prescrive altra condotta che quella assunta per libera decisione nel rispetto del dovere morale. In ciò fu kantiano, di un kantismo […] non formale, ma ricco di contenuto metafisico e religioso per cui la moralità è il riflesso del divino in noi”.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Un percorso di 5+1 che permette di avere una doppia laurea in Economia e Giurisprudenza, un perCorso di Laurea innovativo e fortemente improntato alla pratica. Il Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Accounting, Auditing e Controllo presso l'Università degli Studi di Firenze, Francesco Mazzi ci parla di questo ed altro in questo nuovo episodio di Diritto al punto.Come ogni episodio con ospiti, questa puntata è disponibile anche in versione video sul nostro canale YouTube!!!
Attraverso le parole di studenti e Professori del calibro di Remo Caponi, scopriamo il Corso Italo-tedesco che vede come protagoniste le Università di Firenze e Colonia. Siamo andati direttamente in Germania per saperne di più. Consigliamo di vedere questo episodio in versione video sul nostro canale Youtube.
Chiara Correndo"Sul filo della lama"Memorie della disintegrazioneDavid WojnarowiczMiraggi Edizioniwww.miraggiedizioni.itTraduzione di Chiara CorrendoPostfazione di Jonathan BazziIn questo memoir urgente e denso, David Wojnarowicz offre uno spaccato violento e caleidoscopico sulla diffusione dell'Hiv in America e su cosa significhi essere omosessuale in una società, quella bigotta reaganiana degli anni Ottanta, dove domina il modello eteronormato della “ famigliola felice ” e in cui si reprime a colpi di leggi, sentenze, arresti e pestaggi la voce di chi vive ai margini.Sul filo della lama è un trip acido nel dolore, una sbronza in un dive bar sull'Hudson, un roadtrip furioso nella polvere dell'American Dream, raccontato attraverso una costellazione di capitoli dal taglio ora onirico ora fortemente politico, frutto di una vita dedicata a lottare per il diritto alla salute e alla corretta informazione e per il diritto di amare oltre ogni laccio sociale.Un'opera di un'intensità che scorre a fior di pelle.«David fu una vittima – del padre, dell'omofobia, del capitalismo, della sierofobia –, ma decise molto presto di rispondere alle ferite. E non esclusivamente per sé, in forma privata: tutta la sua produzione è una risposta pubblica, e per certi versi corale, alle molte forme dell'abuso di potere, all'ingiustizia quotidiana, ordinaria, affinché nessun altro debba più espiare colpe inesistenti. Leggere Wojnarowicz oggi significa rendersi conto che il dolore personale può trovare nell'azione estetica condivisa un canale per rendere deflagrante e memorabile il proprio messaggio. Molti di noi credo se ne siano dimenticati, travolti come siamo dalla bidimensionalità propagandistica del dibattito mediatico, ma giustizia e bellezza sono sorelle. Dare al dissenso un sigillo formale potente cambia tutto.» Jonathan BazziDavid Wojnarowicz, attivista omosessuale per i diritti delle persone con Hiv/Aids, è una delle voci più potenti e incendiarie della vibrante scena artistica newyorkese degli anni Ottanta. Nato nel 1954 a Red Bank (New Jersey), Wojnarowicz trascorse un'infanzia fatta di abusi ed espedienti. La violenza di questi primi anni e la forte vicinanza, fisica e spirituale, con un intero cosmo di “ emarginati ” gli consentirono tuttavia di sviluppare una riflessione particolarmente viva e intensa sulla solitudine, sull'amore e sulla bellezza della diversità. Fotografo, perfomer, visual artist e autore di diversi cortometraggi e libri, Wojnarowicz è stato un artista prolifico e poliedrico e le sue opere di forte denuncia sociale sono state esposte in contesti prestigiosi e internazionali tra i quali il Museo Reina Sofia di Madrid e il MoMA di New York. Wojnarowicz morì nel 1992 a New York per complicazioni correlate all'Aids a soli 37 anni.Chiara Correndo è nata a Carmagnola nel 1988. È assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Giurisprudenza, dove insegna diritto hindu e lavora su questioni di genere e diritto di famiglia. Membro del comitato editoriale della rivista Daimon (diritto comparato delle religioni), è autrice di un volume su pluralismo giuridico e amministrazione locale della giustizia in India. Grande appassionata di letteratura, ha tradotto saggistica e, per la rivista letteraria Sud, la poesia “The Author” di Roger Salloch. Militante artistica, gattara e femminista, è “Fedele alla linea” da sempre.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
La funzione e l'utilizzo del patto di non concorrenza nei contratti di lavoro è fonte di discussione. L'approfondimento di Francesco Rotondi
Lia Ogno"Seguire una buca"Virginia Aguilar BautistaInterno Poesiawww.internopoesialibri.comDalla prefazione di Lia Ogno che ha curato la traduzione: «La presente silloge segna l'esordio poetico di Virginia Aguilar Bautista (Málaga, 1977), una delle voci – uno degli sguardi – più sensibili e originali della poesia spagnola contemporanea. Di formazione giuridica (laurea in legge presso l'Università di Malaga e master in Urbanistica presso l'Università Rey Juan Carlos di Madrid), nel 2009, dopo differenti contributi su riviste, con la raccolta “Seguir un buzón” vince la decima edizione del prestigioso premio Andalucía Joven de Poesía. Il suo nome compare all'interno di diverse antologie. Di scrittura estremamente parca e misurata, il suo secondo e a oggi ultimo libro, “La escala de Bortle”, è solo del 2021. Avvocata di professione, la sua è una scrittura che si distingue per l'abilità nel cogliere l'essenza e il lato poetico di oggetti e situazioni apparentemente banali che, attraversati dal suo sguardo personalissimo, finiscono per illuminare aspetti insoliti della realtà quotidiana.»Virginia Aguilar Bautista (Málaga, 1977) è una delle voci – uno degli sguardi – più sensibili e originali della poesia spagnola contemporanea. Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Málaga e specializzata in Urbanistica presso l'Università Rey Juan Carlos di Madrid, nel 2009, con la raccolta Seguir un buzón, vince la decima edizione del Premio Andalucía Joven de Poesía, venendo a confermare altri riconoscimenti minori conseguiti. Il suo nome compare all'interno di diverse antologie. Di scrittura estremamente parca e misurata, il suo secondo e a oggi ultimo libro, La escala de Bortle, è del 2021.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Edoardo Zedda, artista sardo e voce attiva sui social per la libertà di espressione, debutta a Milano con Cliché; uno spettacolo che racconta con ironia e profondità i luoghi comuni sulla ricerca dell'identità personale Il 17 e 18 Maggio va in scena al teatro Repower di Milano Cliché, spettacolo organizzato dalla fondazione ItalyBares, che vedrà protagonista il giovane artista sardo Edoardo Zedda, al fianco di noti personaggi dello spettacolo come Katia Follesa, Angelo Pisani e Paolo Camilli. Lo spettacolo è arrivato alla sesta edizione e quest'anno tutto il ricavato verrà devoluto in beneficienza, all'ente Anlaids Lombardia. Edaordo Zedda, originario di Capoterra è un ragazzo transgender, che ha iniziato il percorso di transizione anni fa, riuscendo ad abbattere pregiudizi bigotti e irrazionali. Oggi è un ragazzo che dedica la vita all'arte e alla libertà di esprimersi, e spera che la divulgazione del suo percorso sia una ispirazione per le tante persone che si trovano nella situazione che lui ha già affrontato. L'obbiettivo di Cliché è un po' anche questo, abbattere le barriere del pregiudizio che anche oggi troppo spesso ci impediscono di essere noi stessi. Edoardo Zedda, giovane sardo e voce attiva sui social nella promozione della libertà sessuale e dell'autenticità personale, è tra i protagonisti di Cliché, spettacolo teatrale in scena al teatro Repower di Milano, prodotto dalla fondazione di Italy Bares. Lo show porta sul palco una riflessione profonda sui pregiudizi legati all'identità di genere. Edoardo interpreta la coscienza di una bambina che comunica alla famiglia il desiderio di diventare un ragazzo. Accanto a lui sul palco anche Katia Follesa e Angelo Pisani, in un cast di oltre 350 artisti. L'intero ricavato è destinato ad Anlaids Lombardia, per la lotta all'HIV. Edoardo racconta anche il suo percorso personale, nato sui social. Sul rapporto tra società e identità di genere, dice
Intervista a Marco Gestri, Ordinario di Diritto dell'Unione europea e Direttore del Centro di Documentazione e Ricerche sull'Unione europea dell'Università di Modena e Reggio EmiliaIl 12 maggio, presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, si terrà la conferenza "Proteggere l'ambiente e il clima attraverso i diritti umani e il principio di solidarietà". Un'iniziativa _____________Podcast EUZONE 2025 La nuova rubrica di podcast realizzata da Radio FSC-Unimore in collaborazione con il Centro EUROPE DIRECT di Modena, per approfondire i grandi temi di attualità europea e per conoscere da vicino l'azione dell'Unione europea sul territorio parlando di come le politiche europee influenzano la quotidianità dei cittadini. Cinque puntate nelle quali coinvolgere sia gli esperti delle iniziative che il centro Europe Direct organizza che gli stessi esperti del centro. EUZONE Per approfondire i grandi temi di attualità europea Per capire come le politiche europee influenzano la vita dei cittadini Per conoscere da vicino l'azione dell'Unione europea sul territorio Per sfatare i falsi miti sull'UE ___________Seguici su Instagram! / radiofsc_unimore
Domenico Maffei, professore emerito di Storia del diritto italiano, luminare della Storia del diritto Medievale, ha pronunciato la sua lezione dottorale il 21 giugno 2004 nell'Aula absidale di Santa Lucia in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Giurisprudenza da parte dell'Università di Bologna.
Career Lab: dalla teoria alla pratica per entrare nel mondo del lavoro Il progetto "Career Lab: dall'Università al mondo del lavoro" nasce dalla collaborazione tra i rappresentanti di Next UniCa e l'ufficio UniCa Job Placement, con l'obiettivo di supportare gli studenti e le studentesse della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche nella transizione verso il mercato del lavoro. Attraverso workshop pratici e teorici, i partecipanti potranno sviluppare competenze fondamentali per affrontare con consapevolezza e successo il proprio percorso professionale. Alla domanda: "Perché ritenete che il Career Lab sia un progetto importante per gli studenti universitari, e cosa direste a chi è ancora indeciso se partecipare o meno ai workshop?", Niccolo Dessì, rappresentante degli studenti in CdA UniCa e Anna Cotza dell'ufficio di Unica Job Placement rispondono che questo progetto è molto importante, in quanto permette agli studenti di iniziare ad orientarsi nel mercato del lavoro, mettendo a loro disposizione tanti strumenti utili in questo settore e rendendo meno difficile il futuro passaggio dal mondo universitario al mondo lavorativo. Formazione strategica e contatto diretto con gli esperti Il Career Lab UniCa si distingue per un approccio orientato alla praticità. Gli incontri includeranno esercitazioni, simulazioni, analisi di casi reali e momenti di confronto diretto con esperti del settore, tra cui professionisti di Manpower, Jobiri, dell'Università di Cagliari, e personalità di rilievo come la dott.ssa Lucrezia Pala (WFP) e il dott. Lorenzo Ferrari, esperto di LinkedIn e Personal Branding. Soft skills, intelligenza artificiale e sostenibilità: le competenze del futuro Durante i workshop, verranno affrontati temi chiave come: la costruzione del curriculum vitae e la preparazione al colloquio di lavoro; l'importanza del personal branding e l'uso strategico di LinkedIn; come candidarsi per ruoli nelle organizzazioni internazionali; i green jobs e l'uso dell'intelligenza artificiale nel recruiting. Crediti formativi e calendario degli incontri La partecipazione al progetto prevede il riconoscimento di 3 CFU per gli studenti di Scienze Economiche, Aziendali, Politiche e Sociali, e 2 CFU per quelli di Giurisprudenza, previo superamento di un test finale. Gli incontri si svolgeranno in presenza tra il 6 e il 26 maggio 2025 nelle aule A e B della Facoltà, in viale Sant'Ignazio 76. Le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento posti tramite il form online: https://bit.ly/careerlab_2025. Un'opportunità concreta per costruire il proprio futuro Il Career Lab rappresenta un'occasione unica per trasformare il percorso universitario in un trampolino verso il lavoro, fornendo strumenti concreti, orientamento personalizzato e l'accesso diretto al mondo delle imprese.
Matteo Panelli"Leonero e il barone"Castelvecchi Editorewww.castelvecchieditore.comDi giorno, Jason Pierce è un giovane imprenditore di successo; di notte, un ladro gentiluomo, abile come un'ombra tra le strade di New York. L'unico ricordo della sua infanzia è una cicatrice profonda lungo la schiena, traccia incancellabile di un passato inquieto. Orfano a soli cinque anni, è stato cresciuto da un maestro Shaolin e poi adottato da due professori universitari della Grande Mela. Ma Jason ha un dono misterioso: può percepire il futuro, cogliendo sprazzi di ciò che deve ancora accadere. Questo potere, però, è una benedizione ambigua, che spesso assume i contorni di una maledizione. L'ombra del Barone Otto Carl Fisher, un criminale senza scrupoli, incombe sulla sua vita; il Barone è il padre della sua fidanzata, e la loro diventa una lotta personale. Mentre tenta di difendere i suoi amici e la sua azienda, Jason si trova a fronteggiare un labirinto di dilemmi morali, dove ogni scelta sembra portare verso una trappola, e la via d'uscita si fa sempre più lontana.Matteo PanelliLaureato in Economia e Commercio all'Università degli Studi di Pavia e in Giurisprudenza all'Università degli Studi del Piemonte Orientale, è al suo primo romanzo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
L'adulazione finanziaria è un meccanismo psicologico che porta a mettere le esigenze economiche degli altri prima delle proprie. Non si tratta semplicemente di generosità, ma di una tendenza a prendere decisioni finanziarie a favore degli altri, spesso a discapito del proprio benessere. Francesca Franceschi, 37 anni, è una giornalista di Pisa. Fin da piccola, impara che «le cose si conquistano con sacrificio e che niente è dovuto». Questa esasperazione del sacrificio scatena in lei una reazione particolare quando riceve i suoi primi soldi. «Appena mi arrivavano mance dai parenti, il mio primo pensiero era: “Poverino, se ne sta privando per darli a me, io avrei potuto farne a meno”».A scuola, Francesca sviluppa una passione per la scrittura e sogna di diventare giornalista. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un Master in Giornalismo radio-televisivo, torna in Toscana e lavora per cinque anni come redattrice con contratto a termine per La Nazione. «Mi spostavo tra La Spezia, Massa, Lucca e Viareggio, ovunque ci fosse bisogno di una sostituzione. Quello è stato il periodo in cui ho davvero imparato il mestiere».Francesca impara, ma paga il suo sogno a un prezzo molto alto dal punto di vista personale ed economico. «Entravo alle 10 e uscivo alle 22:30, lavorando dal martedì alla domenica per uno stipendio di 1.450 euro al mese. Quando hai 27 anni, ti rendi conto che ti stai perdendo molte cose». A salvarla, paradossalmente, è il declino della carta stampata. Il giornale in cui lavora dichiara 11 esuberi. Francesca esce e apre la Partita Iva In questa nuova dimensione, fatica a darsi un giusto compenso. «Quando arriva il momento di fare il preventivo è crisi pura. Mi chiedo: "E se chiedo troppo e questa persona poi non mi chiama più? O se sembro presuntuosa e quindi sto peccando di eccessiva vanità?" Quello che è certo è che spesso metto me stessa in secondo piano per far sentire più confortevoli gli altri».Francesca individua in questo comportamento un copione che ha visto agire in famiglia. «Il modus operandi che mia mamma ha sempre seguito e che ha ereditato da mia nonna è prendersi cura degli altri». Nel suo percorso di consapevolezza, Francesca sta cercando di disinnescare questi meccanismi, imparando a valorizzare il suo lavoro, e anche ilo tempo che sceglie di non dedicare a esso. Prendendosi cura di sé senza sacrificarsi continuamente per gli altri.
L'ospite delle Pecore Elettriche di oggi è il professor Pasquale Annicchino del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Foggia e, fra le altre cose, membro del panel di esperti dell'OSCE sulla libertà religiosa e di coscienza
Nicholas Alexandru Petroiu studente magistrale in Giurisprudenza dal 4 dicembre scorso svolge servizio civile digitale all'Urp del Comune di Thiene. L'11 febbraio ha ricevuto alla Camera dei Deputati il premio nazionale America Giovani per il talento universitario
Anna Faiola"(Non) Andrà tutto bene"Scatole Parlantiwww.scatoleparlanti.itCarlo è un trentenne mediocre e felice di esserlo. A rischio licenziamento, la sua vita viene scossa quando, a tre giorni da Capodanno, uno Sconosciuto gli invia un messaggio e delle coordinate da seguire, promettendo una soluzione ai suoi problemi in cambio della dimostrazione di un reale rinnovamento a seguito dei due anni di pandemia. Complici un paio di birre, Carlo accetta. Quello che non sa è che non sarà solo in questo strano viaggio e che, una volta intrapreso, potrebbe non tornare più alla sua vita precedente… (Non) Andrà tutto bene è una storia corale e contemporanea, dove i destini di Carlo, Clelia, Elia e Vic si incrociano, portando a galla verità, dolori ma anche nuove speranze.Anna Faiola è nata a Caivano (NA) nel 1993. È laureata in Giurisprudenza e lavora come direttrice amministrativa all'interno di un istituto comprensivo del territorio campano. Appartenente alla comunità queer, è da sempre in prima linea per la tutela dei diritti umani e la salvaguardia dell'ambiente. Tra le sue pubblicazioni: Ho chiesto rifugio al mondo (Edizioni La Gru), Sono Aisha, e sono nera nera (Racconti Campani, Historica Edizioni), Arriverà anche domani (Eretica Edizioni), Fa caldo (Estate in cento parole, L'Erudita Editore).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Giuseppe Vettori"Persona e Pluralismo"Leo S. Olschki Editorewww.olschki.itNella Chiesa di San Marco a Firenze, sono raccolte le spoglie di alcuni dei più grandi uomini che nel corso di 500 anni hanno dedicato opere e parole decisive sul valore della Persona. Nel testo se ne ricorda due: Pico della Mirandola e Giorgio La Pira. Il primo, nella sua Orazione sulla dignità dell'uomo, esalta la visione di un uomo collocato “al centro del mondo”, “né celeste né terreno, né mortale né immortale”, “investito dell'onore di decidere liberamente”. Nel 1944 il secondo, durante la fuga per sottrarsi a un ordine di cattura della polizia fascista, inizia una riflessione sulla condizione dell'uomo del suo tempo, muovendo da una Weltanschauung capace di dare risposta agli interrogativi sui problemi essenziali della realtà e della Storia. Da quelle radici nasce l'idea di Persona, da affermare, oggi, come fonte e sintesi dei criteri di valutazione dell'umano. Senza alcun rilievo giusnaturalistico e senza alcuna riduzione identitaria, ma con una tecnica basata su un'oggettività ideale e giuridica espressa da due fattori: il Pluralismo, sociale e politico, e un'azione ordinante della dimensione sempre nuova dell'esistenza.Giuseppe Vettori è professore emerito dell'Università di Firenze. Ha fondato nel 1995, la collana “Persona e mercato” ed è direttore dell'omonima rivista. I suoi studi sulla Persona, il Contratto, l'Efficacia, l'Opponibilità, i Rimedi sono confluiti in lavori monografici tra i quali si segnala, da ultimo, Effettività tra legge e diritto (2020). Un'attenzione particolare è stata dedicata al diritto europeo nei volumi Diritto dei contratti e “Costituzione” europea (2005) e Diritto privato e ordinamento comunitario (2009). Tra il 2011 e il 2015 è stato coordinatore del Dottorato di Diritto Privato Europeo promosso dall'Università degli Studi di Firenze e dall'Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM), ora Scuola Normale Superiore. Ha partecipato in qualità di relatore e coordinatore a moltissimi convegni e incontri nazionali e internazionali in Italia, Germania, Francia, Spagna, Argentina, Cuba. - (settembre 2024) -IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Francesco Occhetta"Il vocabolario della fraternità"365 parole per riscrivere la nostra umanitàFondazione Fratelli TuttiPostfazione del cardinale Mauro GambettiRizzoli Editorewww.rizzolilibri.it365 parole “sgorgate dall'intelligenza del cuore”, come le definisce nella postfazione a questo libro il Cardinale Mauro Gambetti, Presidente della Fondazione Fratelli tutti, scelte e riscritte da altrettanti autori, esponenti delle Istituzioni civili ed ecclesiastiche, credenti e atei, Premi Nobel, artisti, giornalisti, scrittori di spicco, rappresentanti delle imprese e del mondo del lavoro e giovani missionari digitali. Questo libro è stato curato dalla Fondazione, che ha preso vita dalla enciclica omonima di Papa Francesco, la Fratelli tutti appunto, ed è stata istituita in seno alla Fabbrica di San Pietro. Come simboleggia il suo logo, composto da persone in movimento che formano l'abbraccio del colonnato del Bernini, la Fondazione si pone sulla “soglia” tra la Basilica di San Pietro e la città per promuovere fraternità e amicizia sociale. Il vocabolario della fraternità, dunque, aspira a operare in questo orizzonte: come nelle parole del Segretario generale della Fondazione Francesco Occhetta, si pone “il compito di ispirare i lettori a un percorso di crescita interiore e a un'apertura verso la fraternità e tutto ciò che di buono e di umano esiste”. Una parola al giorno, per accompagnare un anno di riflessioni e riscoprire il valore di far parte di una comunità e la necessità di “essere umani” oggi. Insieme.Fondazione Fratelli Tutti, è stata istituita da Papa Francesco l'8 dicembre 2021. Promuovendo diverse attività, quali percorsi tra arte e fede, seminari, eventi di formazione ed esercizi spirituali, momenti di dialogo tra le culture e le religioni e l'annuale World Meeting on Human Fraternity, la Fondazione agisce come un "enzima" impegnato a mantenere in salute il corpo sociale. La sua mission si propone di trasformare la fraternità e l'amicizia sociale in una cultura condivisa, capace di ispirare scelte personali e sociali, antidoti alla violenza e alla guerra. Il sito della Fondazione è www.fondazionefratellitutti.orgFrancesco Occhetta, gesuita dal 1996, insegna alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Milano, ha conseguito la licenza in teologia morale a Madrid e il dottorato in teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana. È specializzato in diritti umani all'Università degli studi di Padova. Ha completato la sua formazione a Santiago del Cile. Giornalista professionista dal 2010 ha ideato «Comunità di Connessioni», un percorso di formazione per giovani all'impegno sociale e politico e fondato una testata editoriale www.comunitadiconnessioni.orgIL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Gino Bedeschi"Il Polesine del primo dopoguerra"Le lotte contadine del biennio rosso e l'avvento del fascismoRemWeb / Apogeo Editorewww.remweb.itFino al periodo della Grande Guerra il Polesine era stato caratterizzato dal predominio quasi incontrastato degli agrari, all'interno di un territorio prettamente rurale, con una struttura socio-economica fondata sulla presenza di un vasto bracciantato. Se, da un lato, il conflitto mondiale scuote profondamente il paese, e il mondo contadino rimane perlopiù neutralista, nelle campagne ci si rassegna ben presto alla guerra, senza riuscire a creare le basi per una vera opposizione di massa. I sacrifici sopportati dai combattenti al fronte, e più in generale dall'intera popolazione nelle retrovie, nonché le promesse di un profondo rinnovamento sociale, avanzate dalla classe dirigente liberale, con l'obiettivo di tenere unito il paese nell'ultima fase dello sforzo bellico, saranno all'origine delle inquietudini e delle aspirazioni che segnano il dopoguerra. I contadini polesani, diventati in gran parte socialisti, chiedono radicali cambiamenti, mentre l'Agraria pensa di poter continuare a esercitare il proprio dominio come nel passato. In mezzo, specialmente nei centri principali, si colloca un ceto medio che guarda con sempre maggiore ostilità ai primi e teme il diffondersi della sovversione “rossa”. In questo travagliato scenario, lo stato liberale – e la società italiana nel suo complesso – sembrano incapaci di promuovere soluzioni politiche all'altezza dei tempi, lasciando così campo aperto prima alle illusioni e ai timori della minaccia rivoluzionaria, poi al dilagare del fascismo e al colpo di Stato.Gino Bedeschi, laureato in Giurisprudenza e in Storia Contemporanea, collabora come ricercatore con l'IstPolRec (Istituto polesano per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea). Coltiva da sempre lo studio della storia della sua terra, in particolare degli anni cruciali del fascismo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Il secondo classificato al Premio Italia 2024 racconta la nascita del suo amore per l'italiano e di come, a distanza di anni, sia ancora forte mentre costruisce una carriera nella Giurisprudenza.
L’Università Luiss Guido Carli inserisce un corso sull’intelligenza artificiale nei curriculum di tutti gli studenti. Rifiutare l’AI non ha più senso, bisogna conoscerla e imparare a sfruttarne le potenzialità.Gli ospiti di oggi:Paolo Boccardelli, Rettore università Luiss Guido Carli.Emanuela Girardi, Founder POP AI and Chairman of The AI, Data and Robotics Association (ADRA).Federico Cabitza, Professore presso il Dipartimento di Informatica dell'Università di Milano-Bicocca, dove insegna interazione uomo-macchina.Andrea Di Nicola, Criminologo e scrittore, professore di Criminologia alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento.Si può fare - Storie dal socialeQuando le imprese accolgonoSi chiama "Impresa accogliente" ed è il progetto che a Torino è portato avanti dall'associazione "La goccia di Lube" e che prevede l'inserimento lavorativo per le persone che stanno terminando di scontare la pena. Un progetto che sta crescendo e sta contribuendo ad abbattere i rischi di recidiva.
Marco si è trasferito dalla Calabria a Siena per studiare Giurisprudenza all'Università, ma a due esami dalla laurea si blocca. Comincia così una discesa agli inferi fatta di bugie, alcol e tantissime sigarette. Marco prova di indagare le cause di questo blocco, ricercate tra le aspettative della famiglia e le tappe di vita imposte dalla società. Con il suo libro “La coscienza delle piante” Nikolai Prestia dà voce al disagio generazionale degli studenti universitari, le cui storie troppo spesso finiscono nelle pagine di cronaca.
Giorgio Vitari"Il Procuratore e l'Isotta Fraschini"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itUn omicidio, due testimoni oculari e un colpevole reo confesso. Torino 1995.In una bella mattinata di fine estate, nella signorile piazza Maria Teresa, viene assassinato Silvio Sacco, commerciante di oggetti artistici messicani in odor di usura. Due donne, sedute al tavolino di un caffè, hanno assistito all'aggressione e visto fuggire l'assassino; il sostituto procuratore Francesco Ròtari in meno di quarantotto ore riesce a far arrestare il colpevole e a ottenere una confessione. Un'indagine lampo, dove tutto sembrerebbe semplice e scontato. “Sembrerebbe”, non fosse per l'intervento dell'avvocato della difesa, la giovane Isotta Fraschini, capelli neri tagliati a caschetto, occhi blu, fisico longilineo e atletico, elegante, volitiva e spavalda come l'omonima autovettura storica. Sarà con lei che Ròtari condividerà il ruolo di protagonista in questa avventura letteraria, costruita attorno alla dialettica processuale che si genera tra l'esperto pubblico ministero e la giovane professionista, che si appresta al suo primo processo importante e che, seminando dubbi, riuscirà a smontare le prove dell'accusa (“Vedere problemi ovunque induce alla prudenza”). Accusa e difesa si scontreranno duramente, ma su una cosa sono d'accordo: il vero imputato di questa vicenda è il processo penale, strumento imperfetto dal quale non sempre emerge la verità. Giorgio Vitari, torinese, nato nel 1948, si è laureato in Giurisprudenza dopo gli studi classici al temibile liceo “Cavour” di Torino. Assistente universitario, ha poi superato l'esame di Stato per svolgere la professione di avvocato; nel 1977 ha vinto il concorso ed è entrato in magistratura. In oltre quarant'anni, sempre nel ramo penale, ne ha viste tante e tante ne ha fatte: come pretore penale e sostituto procuratore a Torino e poi procuratore della Repubblica a Ivrea, Vercelli e Asti. Infine, ha lavorato come avvocato generale presso la procura generale di Torino. Sposato, una figlia, è in pensione dal 2018. Con Morrone editore ha pubblicato Il procuratore e la casa del pavone, 2021. Con Neos edizioni ha pubblicato il suo romanzo d'esordio, “Il vestito nuovo del procuratore”, 2019, ambientato a Torino all'inizio degli anni '80, in parte ispirato alle vicende del cosiddetto ‘caso Zampini' che precorse Tangentopoli, primo appuntamento con le indagini del procuratore Francesco Ròtari, cui sono seguiti “Il procuratore e la bella dormiente”, 2020, ambientato a Ivrea durante il carnevale, “Il procuratore e il diavolo di Lucedio”, 2022, che vede Ròtari indagare nel Vercellese, e “Il procuratore, la caccia e la preda”, 2023.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Liana Doro è un'avvocata esperta di diritto di famiglia. Oggi sa che forse non avrebbe preso quella specializzazione se non fosse nata in una famiglia patriarcale. Nella sua giovinezza, tutte le risorse economiche e "di libertà" sono destinate al fratello maggiore. A lei non è consentito uscire, comprare cose che non siano indispensabili e nemmeno frequentare un'attività sportiva. Persino la scuola viene scelta dal padre: l'istituto magistrale. Ma è proprio quella formazione, così lontana da lei, a permetterle una prima forma di autonomia. Liana inizia subito a insegnare. E con i primi soldi guadagnati decide di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. In quegli anni, Liana conosce uno studente che sposa giovanissima e di cui, poco dopo, resta incinta. Mentre frequenta i corsi, Liana fa 3 figli, e nonostante si ritrovi da sola a gestirli, mai per un attimo pensa di abbandonare gli studi. A 29 anni, quando riesce a laurearsi, inizia per lei il secondo tempo della vita: quello in cui può fare il lavoro che sogna. Ma non è facile come dirlo. Le porte non sono aperte per un'avvocata che è anche madre. Nonostante i tanti ostacoli superati, Liana ha un momento di crollo. «Non mi sentivo né una brava madre, né una brava moglie, né una brava lavoratrice. Ma è proprio quando ti senti un fallimento in ogni attività che stai svolgendo, che bisogna tenere duro, perché altrimenti, la prima cosa che molli è il lavoro». Liana lo vede succedere tra le sue prime clienti e così, quasi per caso, si ritrova a occuparsi di diritto di famiglia, accanto a donne che cercano di dare una svolta alla loro vita. A un certo punto toccherà a lei stessa attraversare l'esperienza vissuta tante volte attraverso le storie delle sue clienti: dopo 25 anni di matrimonio Liana e suo marito decidono di divorziare. E lei si pone l'obiettivo di ottenere il riconoscimento economico del lavoro di cura svolto durante gli anni precedenti: «Ho scritto un ricorso esemplare, in cui ho raccontato tutta la mia storia e in maniera provocatoria ho fatto una richiesta economicamente assurda». Quello che ottiene Liana, oltre a 3mila euro al mese, è l'affermazione di un principio. E cioè che non basta che la donna lavori perché i conti siano pari al momento della separazione.
Il 9 maggio 1997 poco dopo le 11:40 Marta Russo, studentessa ventiduenne, venne colpita alla testa da un proiettile mentre camminava all'interno dell'università La Sapienza, di Roma, dove studiava Giurisprudenza. Morì cinque giorni dopo. Le due nuove puntate di Indagini raccontano che cosa avvenne nei giorni e nelle settimane successive a quel delitto: la ricerca di chi aveva sparato, da dove e perché. L'arma del delitto non venne trovata e non fu individuato il movente. La ricostruzione della traiettoria del proiettile fu estremamente complessa: era impossibile stabilire l'esatta posizione della testa della ragazza quando fu colpita. Si ricorse a una ricostruzione in 3D realizzata nei laboratori della polizia scientifica. La perizia chiamata Stub individuò particelle apparentemente riconducibili agli elementi di innesco di uno sparo sul davanzale di una finestra dell'istituto di Filosofia del Diritto. Quelle perizie furono però di fatto cancellate dal processo per decisione della Corte di Cassazione. Ma soprattutto Indagini racconta il percorso cronologico delle testimonianze mutevoli che portarono all'arresto di due assistenti dell'istituto, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Quelle testimonianze, di tre persone, furono molto contestate durante il processo e suscitarono forti polemiche per i metodi usati durante gli interrogatori. Scattone e Ferraro, che si sono sempre dichiarati innocenti, furono condannati per omicidio colposo e per favoreggiamento. L'arma del delitto non è mai stata trovata, il movente mai individuato. Ogni due mesi c'è Altre Indagini: altre storie di Stefano Nazzi per le persone abbonate al Post. Per ascoltare Altre Indagini, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 9 maggio 1997 poco dopo le 11:40 Marta Russo, studentessa ventiduenne, venne colpita alla testa da un proiettile mentre camminava all'interno dell'università La Sapienza, di Roma, dove studiava Giurisprudenza. Morì cinque giorni dopo. Le due nuove puntate di Indagini raccontano che cosa avvenne nei giorni e nelle settimane successive a quel delitto: la ricerca di chi aveva sparato, da dove e perché. L'arma del delitto non venne trovata e non fu individuato il movente. La ricostruzione della traiettoria del proiettile fu estremamente complessa: era impossibile stabilire l'esatta posizione della testa della ragazza quando fu colpita. Si ricorse a una ricostruzione in 3D realizzata nei laboratori della polizia scientifica. La perizia chiamata Stub individuò particelle apparentemente riconducibili agli elementi di innesco di uno sparo sul davanzale di una finestra dell'istituto di Filosofia del Diritto. Quelle perizie furono però di fatto cancellate dal processo per decisione della Corte di Cassazione. Ma soprattutto Indagini racconta il percorso cronologico delle testimonianze mutevoli che portarono all'arresto di due assistenti dell'istituto, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Quelle testimonianze, di tre persone, furono molto contestate durante il processo e suscitarono forti polemiche per i metodi usati durante gli interrogatori. Scattone e Ferraro, che si sono sempre dichiarati innocenti, furono condannati per omicidio colposo e per favoreggiamento. L'arma del delitto non è mai stata trovata, il movente mai individuato. Ogni due mesi c'è Altre Indagini: altre storie di Stefano Nazzi per le persone abbonate al Post. Per ascoltare Altre Indagini, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Annalena Benini"Carte da decifrare"Sabato 13 luglio 2024, ore 16.30Carte da decifrare, Busca (Cuneo)Collezione La GaiaAnnalena Benini, con Anaïs Drago al violinoReading musicalein collaborazione con Giulio Einaudi EditoreAnnalena Tonelli, capelli al vento, sfreccia in bicicletta all'alba per le strade di Forlí: corre dai bisognosi, dagli ultimi. Lo farà per tutta la vita. Fino a fondare una missione in Africa, a rinunciare a tutto, fino a venire uccisa perché donna, bianca, senza un uomo a fianco, e senza paura. Annalena Benini la conosce da sempre questa storia, fa parte della sua famiglia. Ma adesso qualcosa è successo e quel nome identico al suo la insegue come una domanda, come un pungolo: può arrivare a capire tutto di quella donna così estrema, libera, coraggiosa? C'è un mistero che resta. Ad accompagnare un racconto così intimo e toccante il violino di Anaïs Drago, una tra le più talentuose musiciste del panorama italiano moderno, capace di restituire al pubblico la complessità di ogni singola emozione in nota. All'esperienza è abbinata una breve visita guidata ad alcune opere della Collezione La Gaia.Annalena Benini"Annalena"Einaudi Editorewww.einaudi.itDue donne con lo stesso nome, due vite lontanissime. Annalena Tonelli aspira all'assoluto, Annalena Benini davanti all'assoluto vacilla. Come tutti noi. Ma con sguardo disincantato, estremamente contemporaneo, si confronta con quella figura magnetica e schiva che incarna la fragilità e la potenza di tutte le donne, e che di continuo le dice: e tu? Da una polmonite anche un po' comica fino alla scelta piú estrema: in entrambi i casi si tratta di scosse. Annalena Tonelli è una ragazza degli anni Sessanta col futuro in mano: bella, il pensiero affilato e veloce, la prima fra gli amici a ballare il twist, borse di studio a Boston e New York, poi la laurea in Giurisprudenza. Ma a diciannove anni ha già incontrato la sua vocazione, «perché non è possibile amare i poveri, senza desiderare di essere come loro». Cosí allena il suo corpo a dormire quattro ore per notte, a vivere di pochissimo, elimina per sempre la vanità dalla sua vita. Non vuole che nessuno si innamori di lei, perché lei arde già di amore per gli ultimi della Terra. E questo sentimento bruciante la spinge lontano da Forlí, a coltivare il fiore dell'umanità nei deserti piú aridi. Illuminata dall'amore per Dio e dall'umanesimo di Simone Weil, Etty Hillesum, Virginia Woolf: esprime il massimo della libertà nel massimo dell'umiltà. Annalena Tonelli ha esercitato, con la vita e con gli scritti, un pensiero altissimo e dirompente, con il quale Annalena Benini si confronta e si scontra. Questo libro è un viaggio moderno e accidentato, ricco di domande e confessioni, nel tentativo di guardare, dal basso, con piena coscienza dei propri limiti, e non senza autoironia, la scala che sale fino all'assoluto. Arrivando alla scoperta entusiasmante e complessa che il pensiero piú libero e coraggioso del Novecento è un pensiero femminile.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Marco Revelli"Questa sinistra inspiegabile a mia figlia"Dialogo immaginario con un'adolescenteEinaudi Editorewww.einaudi.itUn dialogo immaginario con una figlia ipotetica. Trovarsi a discutere con un adolescente e provare a disinnescare un ordigno esplosivo sono esperienze non del tutto prive di affinità. Può quindi sembrare curioso che Marco Revelli scelga di svolgere questa sua riflessione sulla Sinistra in una forma tanto anomala, tra la conversazione pedagogica e il duello con un'interlocutrice agguerritissima che non fa sconti… In realtà, l'espediente si rivela efficace. Permette di intrecciare concetti generali ed esperienze di vita vissuta, gli ideali e i valori che hanno infiammato il secolo scorso e il romanzo di formazione della generazione che ha fatto il '68 con tutto ciò che ne è seguito: il coacervo di impegno e musica, di libri e scioperi, di sogni di pace e di derive sanguinose. Quella stessa generazione di padri che per la Grande Delusione dell'esito attuale è oggi sotto accusa da parte dei propri figli. Infatti, nel ricordare quel periodo si presta subito il fianco a ritorsioni scomode (bene, bravo, ma quanto è durato?) e ad ancor piú scomodi rimproveri basati sulle evidenze dello sciagurato panorama odierno. Dalle lotte sindacali di ieri, al fianco degli operai, ecco che oggi bisogna fare i conti con forme di lavoro flessibili… quanto un cappio; dall'attesa del Sol dell'avvenire, si è passati ai cieli da incubo delle «ecoansie» (ma come avete osato?); dalla ricerca della propria strada in un coinvolgimento politico sentito come necessario, ci si ritrova davanti al sospettoso disinteresse per quella stessa politica ormai diffuso tra i giovani. Tutto vero. Ma è corretto sconfessarsi di fronte a una fi glia, oppure c'è una distinzione identitaria connessa alla Sinistra ancora e sempre valida che può (deve) esserle consegnata come un lascito? Reduce dall'estenuante e talora doloroso testa a testa, Revelli risponde con fierezza e speranza di sí: «Nonostante tutto… resta comunque, indelebile, ben piantata nella quotidianità caotica che viviamo, una differenza di fondo tra chi, fra noi, continua a soffrire e indignarsi alla vista delle diseguaglianze vecchie e nuove, e chi, dall'altra parte, vi convive distratto, o ne teorizza la naturale necessità. Chi le considera un'ingiustizia da rimuovere, e chi uno stato di fatto da conservare ». Non ci è dato sapere il nome della metaforica ragazzina che abita queste pagine, ma se anche fosse Coscienza Critica, su questa eredità avrebbe poco da obiettare.Marco Revelli è nato a Cuneo nel 1947. Laureato in Giurisprudenza, ha insegnato Scienza della politica all'Università del Piemonte orientale. Fra le sue numerose pubblicazioni si ricordano, per Einaudi: Oltre il Novecento (2001), La politica perduta (2003), Poveri, noi (2010), Finale di partito (2013), Non ti riconosco (2016), Populismo 2.0 (2017), La politica senza politica (2019), Umano Inumano Postumano (2020), Questa Sinistra inspiegabile a mia figlia. Dialogo immaginario con un'adolescente (2024).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Paolo Romano"I rebbi molli"Ricettario musicale per l'ApocalisseScatole parlantiwww.scatoleparlanti.it“Le storie di queste persone sono lievi e intense, leggere e pesanti, lunghe e corte, snodate e fisse, articolate e disarticolate, e chi le scrive, che ha lo stesso nome di quello che appare in copertina, lo fa con la noncuranza di chi domina una materia complessa, che sarebbe la vita degli altri, con la meticolosa, sorvegliata attenzione di un entomologo che vede cose che altri non vedono. […] e quando c'è il sole lo racconta senza particolare ritegno”.(Igor Ebuli Poletti)Paolo Romano è nato a Roma nel 1974. Ha studiato Giurisprudenza e chitarra jazz. È responsabile del patrimonio artistico della Camera dei Deputati e scrive su “Musica Jazz”. Il suo sogno è – ancora – allestire una comune con Stanley Kubrick, Ludovico Ariosto, Charles Mingus e David Foster Wallace. Per Scatole Parlanti ha pubblicato La formica sghemba (2019) e Quando cavalcavo i Mammut (2021).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Enrico Macioci"L'estate breve"Terrarossa Edizioniwww.terrarossaedizioni.itIl giovane protagonista è impacciato con le sue coetanee e disorientato dalla passione per la scrittura, ma ha una dote che coltiva con costanza e determinazione: sa giocare molto bene a calcio. Quando però nel suo quartiere arriva Michele, dovrà ridimensionare le ambizioni e ammettere che “il talento, come la vita, può sembrare un magnifico, drammatico capriccio. E forse lo è”. In questo romanzo di formazione malinconico e sincero, Macioci ci regala alcune pagine luminose sull'età di passaggio dall'infanzia all'adolescenza, sull'ascendente dei desideri sulle nostre esistenze, sulla suggestione dei ricordi.Enrico Macioci è nato a L'Aquila nel 1975. Si è laureato prima in Giurisprudenza e poi in Lettere moderne. Ha esordito con Terremoto (Terre di mezzo, 2010), a cui sono seguiti La dissoluzione familiare (Indiana, 2012), Lettera d'amore allo yeti (Mondadori, 2017), Tommaso e l'algebra del destino (SEM, 2020), Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia (TerraRossa, 2022). L'estate breve nasce da una riscrittura di Breve storia del talento, pubblicato da Mondadori nel 2015.Lettore ideale: chi non ha smesso di credere nei propri sogni di gioventù o chi invece li ha rinnegati; chi aspetta l'estate come la più crudele e dolce delle stagioni; chi è rimasto folgorato dal Soccombente di Thomas Bernhard, ma predilige scritture più concise.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Micaela Strippoli"Coincidenze pericolose"Neos EdizioniUn misterioso omicidio a Torino. Una bancaria che ama i gialli. Una serie di coincidenze pericolose che sembra non finire mai. Giulia Rispoli è una bancaria atipica che detesta il suo lavoro e ha una passione per i delitti, perlopiù quelli raccontati nei libri gialli che legge avidamente. Nel suo ufficio a Torino si barcamena tra un direttore incapace e una pletora di clienti che sembra una corte dei miracoli. Quando uno di loro viene ucciso in circostanze poco chiare, Giulia non potrà fare a meno di cercare di scoprire cosa sia successo. Inizia così, quasi per gioco, un'indagine che la porterà a incontrare e frequentare mafiosi e spogliarelliste, usurai e altere aristocratiche, commissariati di polizia e night club. A Giulia passerà però ogni voglia di giocare quando le cose si complicheranno e la sua stessa vita verrà messa in pericolo. Dovrà tirare fuori tutto il suo intuito e la sua logica per venirne a capo, contando per fortuna sull'aiuto di un ritrovato compagno di scuola. Una serie di coincidenze pericolose che dà vita a un giallo brioso e divertente, dallo stile fresco e leggero. Micaela Strippoli è nata a Torino, dove tuttora vive con il marito e il cane, anche se, da qualche anno, è diventata un'assidua frequentatrice di Parigi e New York, dove abitano i due figli. Si è laureata in Giurisprudenza e avrebbe voluto fare il magistrato; questioni di cuore l'hanno portata a lavorare in banca, per ora. “Coincidenze pericolose” è il suo primo romanzo che vede come protagonista la bancaria Giulia Rispoli. Il suo racconto, La vigna magica, che è stato pubblicato nell'antologia Natale a Parigi, Neos Edizioni.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Loredana Cella"Le torinesi ribelli"Diciannove storie per ricordarleNeos EdizioniDiciannove racconti che danno voce ad una galleria di torinesi “ribelli”: protagoniste più o meno conosciute che hanno superato convenzioni, luoghi comuni e discriminazioni per affermare la loro autonomia di pensiero e di azione. Un libro che è al tempo stesso antologia e romanzo, reale e immaginifico. Ritratti di donne capaci e caparbie, che apparentemente nulla hanno da condividere se non il fatto di essere libere nel bene e nel male, nel giusto e nell'errore. Troviamo le storie delle Tabacchine della Manifattura Tabacchi, che con le loro battaglie hanno segnato una nuova cultura del lavoro, e delle Caterinette, le giovani sartine o modiste, molto numerose quando Torino era la capitale della moda italiana e chiamate così perché in Francia le apprendiste sarte avevano scelto come patrona santa Caterina di Alessandria (il racconto trae spunto dalla triste vicenda di Mariuccia Ferrero, morta a 16 anni dopo essere rimasta ustionata nell'incendio dell'atelier in cui lavorava: possedeva un canarino di nome Ciribiribin, che divenne una canzone che fece il giro del mondo)Nobildonne come la regina senza corona Adelaide di Susa, che ebbe un ruolo fondamentale in una delle vicende della Lotta per le Investiture, accompagnando Enrico IV dal Moncenisio a Canossa (era il gennaio del 1077), e la madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, denigrata come donna ambiziosa e amante del potere, madre senza amore, spendacciona e scialacquatrice amante lasciva, ma che in realtà seppe preservare il regno da guerre sanguinose. Donne che sono state pioniere nei loro campi, come Maria Velleda Farnè, la prima donna a laurearsi in medicina all'Università di Torino e la seconda in Italia (era il 1878), unica donna presente con un suo ritratto marmoreo nel palazzo del rettorato dell'Università di Torino.Alessandra Re Boarelli, detta Nina, nobildonna borghese che nella seconda metà dell'Ottocento sfidò convenzioni e pregiudizi e scalò il Monviso nell'agosto del 1864, prima alpinista italiana; la “signora al volante” Ernestina Prola Macchia, prima donna a prendere la “licenza per guidare” nel 1907.Ada “Sayonara” Pace, unica donna a correre in macchina negli anni Cinquanta, vincendo e infischiandosene delle invidie (vinse, tra le altre corse, la Torino-Sanremo nel 1951, il Rally di Sestriere nel '59, la Targa Florio nel '60. Nello stesso anno vinse la Coppa d'Oro Aci Modena e il secondo e terzo classificato disertarono la premiazione per non salire sul podio dietro a una donna).Lidia Poët, che si laureò nel 1881 in Giurisprudenza a pieni voti e che nel 1883 divenne la prima donna italiana “ammessa all'avvocatura.Camilla Ravera, prima donna a diventare segretaria di un partito politico (il PCdI nel 1927) e donna nominata senatrice a vita nel 1982.Artiste come la pittrice Evangelina Gemma Alciati, prima donna ammessa all'Accademia Albertina, una vita passata a rompere catene.La scandalosa Carol Rama, Leone d'oro alla carriera a Venezia nel 2003; la traduttrice e talent scout Fernanda Pivano, che ebbe un ruolofondamentale nel far conoscere la letteratura d'oltreoceano (nel libro si raccontano i suoi difficili esordi durante il fascismo a causa delle traduzioni di autori considerati scomodi).Il Trio Lescano (le tre sorelle Alexandrina, Judith e Katharina Leschan), i cui scanzonati motivetti segnarono un'epoca della canzone italiana rimanendo nell'immaginario collettivo nonostante una carriera molto breve; la soubrette Isa Bluette, al secolo Teresa Ferrero, star dell'operetta e della rivista negli anni Venti e Trenta. E poi il Premio Nobel Rita Levi Montalcini; Ada Prospero, staffetta partigiana, medaglia d'argento al Valor Militare, vicesindaco di Torino, cofondatrice dell'Anpi e moglie di Piero Gobetti.Helen Konig Scavini, soprannominata Lencina, fondatrice nel 1919 della prestigiosa fabbrica Lenci. Il volume si chiude con una ribelle dei nostri giorni, la “ragazza del fiume” Elisabetta Brugo, campionessa di canottaggio, insegnante e allenatrice. Sono molte le donne che hanno contribuito a costruire la Storia di Torino.Alcune si sono trovate eccezionalmente in posizioni di potere e hanno saputo determinando il futuro della loro città. Ma tante battaglie sono state condotte in famiglia o in società, per difendere le proprie scelte personali contro il pregiudizio o un ordine costituito, per uscire dai ruoli attribuiti dalla tradizione, per essere libere di seguire la propria vocazione, per affermare se stesse, aprendo la strada che altre donne hanno percorso dopo di loro. È così che hanno dato una svolta non solo alla loro vita, ma alla storia. Gli autori e le autrici di queste pagine ne restituiscono, ciascuno con il proprio stile, la vitalità, il coraggio, la determinazione che ha permesso loro di affermare diritti e desideri oltre ogni difficoltà, e di diventare oggi un esempio da non dimenticare.A cura di Loredana CellaRacconti di: Athena Barbera, Bruna Bertolo, Graziella Bonansea, Loredana Cella, Monica Cerutti, Graziella Costanzo, Silvia De Francia, Aurora Frola, Dario Lessa, Antonella Manduca, Ezio Marinoni, Eva Monti, Patrizia Monzeglio, Eros Pessina, Laura Pompeo, Franca Rizzi Martini, Elena Rossi, Caterina Schiavon, Alessandra Zanettini. Schede biografiche delle protagoniste a cura di Cinzia Ballesio.Prefazioni di Silvia Garbarino, giornalista e Segretaria dell'Associazione Stampa Subalpina, e di Ornella Toselli, Presidente della Consulta Femminile della Regione Piemonte.Copertina di Giovanna BinelloI diritti d'autore saranno devoluti a International Help onlus a sostegno delle sue attività. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Gianluca Lopresti"Arte sacra e teologia"Una finestra su arte, storia e chiesaEDBwww.dehoniane.itAttraverso le sue rappresentazioni, l'arte sacra ci proietta in alcuni momenti della vita di Gesù, di Maria e dei santi, aiutandoci a trovare e a mantenere il giusto raccoglimento. Guardando un'opera d'arte abbiamo la possibilità di superare le barriere del tempo e dello spazio ed essere presenti lì, con Cristo, nei luoghi della sua passione; lì, con Maria e Giovanni, sotto la croce; lì, con la Maddalena, a piangere di gioia davanti al sepolcro vuoto. Grazie all'arte sacra abbiamo la possibilità non tanto di guardare quello che è avvenuto in un tempo lontano, ma di rivivere oggi, di partecipare ora, in prima persona, agli eventi che le scene rappresentano. Secondo sant'Ignazio di Loyola, nella preghiera è necessario immaginare le scene evangeliche oggetto di meditazione, facendosi aiutare dalle immagini dei testi biblici, per poi entrarvi a far parte e divenire contemporanei al mistero.Gianluca Lopresti ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e in Scienze religiose, approfondendo gli studi nell'ambito della storia e dell'arte cristiana; è stato docente di Diritto ecclesiastico, con particolare riferimento al Diritto dei beni culturali, presso l'ISSR San Pietro di Caserta e attualmente insegna Religione cattolica presso le scuole superiori di II grado. È autore di saggi e di pubblicazioni scientifiche relative ad argomenti storici, giuridici e teologici.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Morgana Chittari ha 37 anni e abita in Sicilia. I suoi genitori si separano quando è molto piccola e lei cresce in una sorta di bipolarismo finanziario, associando la scarsità alla vita con sua madre e l'abbondanza alla vita con suo padre. Lo scoprirà solo da adulta, ma dietro l'instabilità economica di sua madre, oltre a un famiglia che non l'aveva mai ritenuta in grado di occuparsi di soldi, c'è anche una patologia, l'Adhd, disturbo da deficit di attenzione, che verrà diagnosticata a Morgana stessa: «La società non ti aiuta se sei neurodivergente. Io per tutta la vita ho visto mia madre tentare di incastrarsi nella vita familiare, sociale, lavorativa e non riuscirci. Come un pezzo del puzzle che non trova mai posto». Per uscire dalla condizione di precarietà economica, la madre di Morgana decide di trasferirsi con la figlia a Milano. Nel frattempo, Morgana inizia Giurisprudenza e fa molti lavori contemporaneamente, mossa dalla motivazione di vivere una vita diversa rispetto a quella di sua madre. Poco dopo aver iniziato gli studi però, ha il primo crollo, e inizia a soffrire di depressione. Eppure la psicoterapia, nella cultura da cui proviene la sua famiglia, rappresenta ancora un grosso tabù. Troverà il coraggio di farla solo dopo un ulteriore crollo, nel 2019, quando lascia il lavoro a Milano e torna in Sicilia. La psicoterapia la aiuta ad andare al fondo dei suoi problemi e le permette di rivoluzionare la sua gestione del denaro, dando finalmente il giusto valore alle sue capacità. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/rame-platform/message
Pierpaolo Berardi"Operazione Barbarossa"Una tattica bellica di natura coloniale in EuropaPrefazione di Domenico QuiricoEdizioni Sanpinowww.edizionisanpino.itLa terribile attualità di “un'altra guerra” che oggi si replica negli stessi luoghi.Operazione Barbarossa: Una tattica bellica di natura coloniale in Europa.Con l'introduzione di Domenico Quirico.«Se si ritiene l'avversario non un essere umano, ma un essere inferiore, quasi un animale, la violenza più estrema non provoca alcun rimorso…» (dalla prefazione dell'autore). Un testo che analizza, in modo originale e nuovo, il fenomeno nazista di una guerra di tipo coloniale nell'est europeo. Il progetto si realizza con l'appoggio dei medici (come sarà documentato a Norimberga). A loro vengono affidati i programmi di eutanasia, l'eliminazione di malati mentali o con problemi fisici, gli pseudo esperimenti scientifici su cavie umane nei campi di concentramento. L'autore si espone in merito all'atrocità del progetto ideologico politico economico del Führer. Indica anche le complicità di altri soggetti che avrebbero influenzato la vita politica successiva alla seconda guerra mondiale. Pierpaolo BerardiHa conseguito la laurea in Giurisprudenza, la laurea Magistrale in Lettere e la laurea Magistrale in Scienze Storiche e Documentarie presso l'Università degli Studi di Torino. Nel 2008, nel volume Tra Scienza e Società, di Cosimo Lorè, pubblica il capitolo “Il processo penale come funzione politica” (Ed. Giuffrè). Nello stesso volume insieme a Cosimo Lorè e Leonardo Bosi, il capitolo “Otorinolaringoiatria: Legibus Soluta?”. Nel 2012, nel volume Scienze Medico-Legali Sociali e Forensi, di Cosimo Lorè, Giuffrè Editore, pubblica il capitolo “L'affiliazione dei magistrati ordinari alla loggia massonica Propaganda 2”. Nel 2017 pubblica “Tipologie di linguaggio politico nel ‘900”, in Società, diritto, crimine, di Cosimo Lorè (ed. Giuffrè). Ha insegnato diritto penale presso la Scuola Allievi di Polizia di Alessandria “A. Cardile”. Ha tenuto varie relazioni in convegni e riunioni di studio in particolare sul rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, i movimenti terroristici di destra e di sinistra nell'Italia degli anni '70. Svolge la professione di avvocato.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
9 maggio 1997, Roma - Sono da poco passate le 11:30 quando, mentre due studentesse camminano tra gli edifici dell'università La Sapienza, nel vialetto tra le facoltà di Statistica e Giurisprudenza, un rumore insolito sconvolge la normale route-in della vita accademica. Un rumore sordo, quasi attutito… Si tratta di un colpo di pistola. Una delle due ragazze si gira per finire una frase ma non trova più l'amica perché Marta Russo, questo è il suo nome, è già caduta. Il proiettile è penetrato sotto l'orecchio sinistro della ragazza perforando l'encefalo. Marta viene trasportata d'urgenza al vicino Policlinico Umberto I ma, dopo cinque giorni di coma, si spegnerà per sempre. Un delitto che sin dall'inizio apparve senza movente, senza spiegazione, insensato. Marta Russo era una tra le migliaia di studenti della Sapienza. Non c'era nessun collegamento con gruppi terroristici o criminali. Le indagini furono complesse, la vicenda giudiziaria lunga, dibattuta e attraversata da polemiche. Ancora oggi, la domanda che tutti si pongono è: chi ha ucciso davvero Marta Russo? Proviamo a scoprirlo insieme a Sonia Filippi, autrice di genere noir per le case editrici Placebook Publishing and Writer Agency, con all'attivo una produzione di 5 romanzi gialli. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
Aldo Schiavone"Cleopatra"Una donnaEinaudi Editorewww.einaudi.itLa vita di Cleopatra attraverso sette momenti cruciali, illuminati in presa diretta. La storia antica come non è stata mai proposta: forza interpretativa e gioia del racconto.Nella storia che qui si presenta, a concepire l'idea di conquistare il potere sul mondo è stata una donna. Una regina che avrebbe lottato sino alla fine, mettendo tutto in gioco, per portare a compimento il suo progetto. Un piano che se si fosse realizzato avrebbe spostato definitivamente a Oriente l'asse politico e culturale dell'impero romano. Cleopatra sarebbe diventata cosí la garante di questo nuovo equilibrio, mettendo l'Egitto alla guida di un sistema di dominio organicamente integrato in quello romano. Il tentativo si concluderà con una rovinosa sconfitta, ma l'intelligenza, l'ambizione e la libertà di cui la protagonista aveva dato prova erano uno scandalo indicibile per il suo tempo, assolutamente da rimuovere e da trasformare in qualcosa di meno sconvolgente e di piú comprensibile e familiare: non altro che in una dismisura sfrenata – e tuttavia non eversiva – di sesso, di seduzione e di tradimenti.Cleopatra ha dedicato la sua intera vita alla realizzazione di un progetto di straordinaria ambizione: spostare a Oriente l'asse politico e culturale dell'impero romano, e diventare ella stessa la garante di questo nuovo equilibrio, mettendo l'Egitto alla guida di un sistema di dominio organicamente integrato in quello romano, che sarebbe dovuto arrivare dal Nilo al regno dei Parti e oltre. Se un simile disegno fosse stato realizzato, la storia di Roma avrebbe preso un'altra direzione, e con essa, probabilmente, la storia d'Europa. L'aver concepito questa visione è la chiave del rapporto della regina con Cesare, e poi con Antonio: in apparenza subalterno nel primo caso; da leader incontrastata nel secondo. La vicenda di Cleopatra viene ricostruita illuminandone in presa diretta sette momenti cruciali, intorno ai quali è eseguito il montaggio dell'intero racconto: la notte prima della battaglia di Azio; l'incontro con Cesare, ad Alessandria, nell'autunno del 48; il giorno della morte di Cesare, trascorso dalla regina nella sua villa romana di Trastevere; il primo incontro con Antonio, a Tarso, in Cilicia, sulle rive del Cidno, in un giorno d'estate del 41; la ripresa dei rapporti con lui, nell'estate del 37, ad Antiochia; la giornata di Azio, il 2 settembre del 31; il colloquio con Ottaviano (Augusto) e il suicidio ad Alessandria, nel Palazzo dei Tolomei, fra l'8 e il 10 agosto del 30.Aldo Schiavone è uno degli storici italiani piú tradotti nel mondo: in inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese, portoghese. Ha insegnato nell'Università di Firenze, dove è stato preside della Facoltà di Giurisprudenza; nell'Istituto Italiano di Scienze Umane, di cui è stato fondatore e direttore; nella Scuola Normale Superiore. È membro dell'Institute for Advanced Study di Princeton e dell'American Academy of Arts and Sciences. Tra i suoi libri pubblicati per Einaudi: Italiani senza Italia (1998), Ius. L'invenzione del diritto in Occidente (2005, 2017), Storia e destino (2007), Spartaco. Le armi e l'uomo (2011, 2016), Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria (2016, 2017), Eguaglianza (2019), La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno (2020), Sinistra! Un manifesto (2023) e Cleopatra. Una donna (2023). Ha diretto la Storia di Roma (Einaudi 1989-1993).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/show/tracce-di-il-posto-delle-parole_1/support.Questo show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement