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Il fatto risale alle 18:40 di ieri, lunedì 8 giugno. I vigili del fuoco della sede centrale del capoluogo berico sono intervenuti sul posto con un'autopompa e 5 operatori. Le operazioni si sono concluse dopo circa 4 ore.
Negli spazi del Magazzino delle Idee di Trieste è in corso Japan. Corpi, Memorie e Visioni, una mostra che indaga la fotografia giapponese contemporanea attraverso un ampio percorso tra identità, trasformazioni sociali e nuove forme dello sguardo. L'esposizione, curata da Filippo Maggia e Guido Comis, riunisce oltre ottanta opere di sedici artisti e artiste, mettendo in dialogo tradizione e sperimentazione. Il progetto racconta un Giappone lontano dagli stereotipi, dove il corpo diventa spazio di racconto, la memoria personale e collettiva si intreccia con la storia, e la fotografia si conferma linguaggio capace di interpretare i cambiamenti del presente. È un viaggio visivo che attraversa generazioni diverse, poetiche differenti e sensibilità spesso radicali, restituendo la complessità di una delle scene fotografiche più influenti al mondo. Di tutto questo abbiamo parlato con Filippo Maggia, co-curatore della mostra, per entrare nel cuore del progetto espositivo e comprendere meglio come la fotografia giapponese continui ancora oggi a interrogare il nostro tempo. Buon ascolto! Leggi gli articoli del nostro Magazine: https://magazine.discorsifotografici.itSeguici su Facebook: https://www.facebook.com/discorsifotograficiSeguici su Instagram: https://www.instagram.com/discorsifotografici/Scrivici a: info@discorsifotografici.it
Le regole per la riqualificazione della cessione di magazzino in cessione d'azienda ai fini IVA, le condizioni per far scattare il termine breve di impugnazione delle sentenze, l'apertura della compilazione delle domande per il bando ISI 2025, gli effetti sugli acconti 2026 del mancato rinnovo del CPB 2024-2025. A cura di Norberto Villa
Spazio Aperto will host films, talks, relaxation Voices carry in the two main spaces of the Robert Olnick Pavilion at Magazzino Italian Art, especially in Gallery 2, a 1,000-square-foot cube where sound bounces around until it hits the 31-foot ceiling. Entering the newly opened Spazio Aperto (Community Room) on the lower level, however, visitors experience quietude because of a sound treatment that dampens the decibels. Despite the subterranean location, one wall is a window that opens to a courtyard and lets in a surprising amount of light. "It's an adjunct to the store in the cafe upstairs [on the second floor], but there are more books and magazines downstairs, where people can enjoy a moment of relaxation after their visit," says Luciana Fabbri, the museum's communications coordinator. "It's a place to sit, reflect and decompress." Taking advantage of the space, the museum is ramping up its educational outreach and public events. Nicola Lucchi directs the programming, which kicked off in November with a symposium exploring the career of Japanese glass artist Yoichi Ohira, who moved to the island of Murano near Venice and created stunning designs executed by Italian artisans. The current series is Cinema e Cioccolata: movies and hot chocolate. In part, the festival fills a void left by shuttered local movie theaters, particularly in Fishkill, says Andrea Connor, the visitor services coordinator, although the local fare skews toward niche works such as La Chimera, shown last month, a drama about tomb raiders in central Italy during the 1980s. On Feb. 13, Magazzino will screen Habeus Papam (We Have a Pope), a 2011 film about an identity crisis suffered by the Catholic Church's leader that finds him roaming the streets of Rome in disguise. The romantic Hollywood comedy Moonstruck will play on Feb. 27. "It's a fun romantic film that also explores how post-war Italian cultural identity was reshaped through migration to the United States and represented through cinema," says Fabbri. The final showing, on March 13, is Fire of Love, an Academy Award-nominated documentary about scientists who study active volcanoes up close and personal, including Sicily's Mount Etna and the island of Stromboli. A small army of employees deploys chairs for events at Spazio Aperto, but the spot is usually occupied by a sleek bookshelf, a white rectangular table with eight padded chairs, places to repose that resemble small haystacks and an electric-green modular couch whose components can be manipulated into multiple positions, including flat as a bed. The books on the shelves include Italian and American Art: An Interaction 1930-1980s and Italian Futurism: 1909-1944. The museum also sponsors a robust publishing program distinguished by its brown paper dust jackets. Many of its 18 titles accompanied exhibitions and feature artists and topics relevant to its post-World War II focus. Limited-edition prints by prominent Italian artists line the walls and, in a corner, five panels by students from La Scuola d'Italia in Manhattan emulate the style of Piero Manzoni's Achrome series, six of which hang in the gallery above in an exhibit that ends April 13. To enter Spazio Aperto, which is open during museum hours and for events, visitors pass an exhibition featuring Ohira's exceptional glassworks. For anyone interested in the glass-blower's art, this must-see show runs through May 4. Magazzino Italian Art, at 2700 Route 9 in Philipstown, is open from 11 a.m. to 5 p.m. Friday to Monday. Admission is $20 ($10 seniors, students, persons with disabilities, $5 ages 5-10, free for veterans, Philipstown residents and members). See magazzino.art.
Na redni spored Kinodvora prihaja eden najbolj pričakovanih filmov preteklega leta – film Sentimentalna vrednost Joachima Trierja, ki občinstva navdušuje že vse od premiere v Cannesu. Razstavišče Magazzino delle idee/Skladišče idej v Trstu pa še do 25. januarja ponuja razstavo z izborom del tržaškega slikarja slovenskega rodu Bogdana Groma.
Oggi torniamo a parlare di Gaza, poi andiamo ai confini orientali europei e infine c'è una buona notizia sulle fastidiose chiamate dai call center. ... Per iscriverti al canale Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione Qui per provare MF GPT ... Gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ecco un settore, la ristorazione, che non può più permettersi comfort zone: margini compressi, flussi imprevedibili e un consumatore oscillante tra voglia di socialità e praticità del "tap to eat". I numeri citati in puntata parlano chiaro: saldo negativo tra aperture e chiusure nell'ultimo biennio e situazione in deterioramento; non fisiologia, ma trasformazione strutturale. Da cosa nasce? Da un lato la desertificazione delle attività su strada; dall'altro, non tanto la mancanza di denaro quanto l'"effetto incertezza" che frena il consumo fuori casa: crisi internazionali, instabilità geopolitica, messaggi che agitano mercati e famiglie. È davvero solo un tema di scontrino medio o è la percezione di rischio a guidare le scelte? In questo quadro, la digitalizzazione non è un gadget: è architettura operativa. La direzione indicata da iPratico è netta: piattaforma "open" capace di ospitare moduli propri e soluzioni terze, al contrario dei modelli "walled garden" che impongono pacchetti chiusi. Tradotto per un ristoratore o una catena: posso comporre il mio stack - cassa, ordering, pagamenti, logistica, analytics - senza lock-in, e attivare rapidamente ciò che mi serve, quando mi serve. È questa componibilità a liberare efficienza, perché riduce i costi di integrazione e accelera il time-to-value delle iniziative digitali. Perché è cruciale? Perché la competizione oggi non è tra "ristoranti digitali" e "ristoranti analogici", ma tra filiere corte e filiere inefficienti; tra chi governa il dato in tempo quasi reale e chi decide su consuntivi mensili. Qui entra Soplaya: un front-end semplice per l'acquisto che nasconde un back-end industriale. Un unico ordine, un'unica fattura, un unico pagamento e una consegna unificata per fresco, secco e surgelato, con refurbishment automatico sulla base del venduto, tracciato dalla cassa; fino a 20 ore a settimana recuperate nella gestione procurement; riduzione del food cost e, soprattutto, dello spreco grazie a un modello di replenishment più frequente e coerente con la domanda reale. La vera innovazione, però, non è solo nel carrello unico: è nell'orchestrazione di filiera. Pianificazione delle rotte, gestione dei magazzini, integrazione con i produttori e sincronizzazione dei dati con il punto cassa. Il risultato è un ciclo chiuso del dato: lo scontrino alimenta il fabbisogno, il fabbisogno alimenta l'ordine, l'ordine alimenta la consegna, la consegna aggiorna il magazzino, e il magazzino ritorna al menu. È qui che "dati di cassa + distinte base + scorte" promettono, nei prossimi mesi, suggerimenti d'ordine quasi in autopilota. Non è fantascienza: è ciò che da anni fanno retail e GDO; la ristorazione oggi può entrarci con strumenti nati per lei. E la scalabilità? Soplaya dichiara copertura già estesa nel Nord e Centro Italia, con modello "ordini entro mezzanotte, consegna il giorno dopo", e piani di espansione nazionale e internazionale: la geografia segue la domanda delle catene e di community di clienti che si allargano. Significa che un gruppo multi-sede può disegnare processi replicabili e KPI comparabili tra piazze diverse, togliendo variabilità al costo del venduto, alla dispersione di cassa e alla qualità del servizio. Qui la missione di iPratico è chiara: creare una user experience senza frizioni su pagamenti e ordering, dal chiosco al QR al conto "al tavolo", integrando le migliori tecnologie senza chiedere al cliente di capire cos'è "issuing" o "acquiring". Il punto non è la feature, è l'esperienza. Cosa significa, operativamente, per manager e imprenditori del food service? Primo: pensare "platform" e non "progetto". Definire una reference architecture fatta di moduli attivabili via API; fissare standard dati e policy d'integrazione; pretendere SLA misurabili su latenza, uptime e tempi di onboarding. Secondo: connettere front-of-house e back-of-house. Il dato di cassa vale se guida procurement, menu engineering e pricing dinamico. Non basta "vedere" vendite: serve trasformarle in forecast, suggerimenti d'ordine e rotazioni di magazzino. Terzo: misurare il ROI su tre leve dure - tempo, scorte, margini. Ore liberate per settimana (planner e chef), giorni di copertura media per categoria, % di deperibile buttato, food cost per piatto e per canale (sala vs delivery), lead time dall'ordine allo scaffale. Quarto: lavorare sulla governance del cambiamento. La tecnologia fallisce quando è "sovrapposta" al servizio, non quando lo ridisegna. Formazione, incentivi e rituali operativi (daily di 10 minuti su scorte critiche e forecast) trasformano un software in disciplina. Siamo davvero pronti a governare questo passaggio? La vera domanda non è "quale software", ma "quale modello operativo" vogliamo adottare per guadagnare resilienza e margine in un contesto incerto. Le testimonianze di Domenico Palmisani e Mauro Germani in puntata indicano una rotta: piattaforme aperte, integrazione rapida, automazione del procurement, e un'idea di esperienza che mette al centro la semplicità per il cliente e la solidità per il conto economico. La ristorazione non può scegliere tra digitale e relazione: deve ricombinarli. Il tavolo resta il luogo della socialità, il dato il suo sistema nervoso. Chi saprà orchestrare entrambi, non solo resterà in piedi: guiderà il mercato.
Italian artist created wry, but serious, works Piero Manzoni, who became famous in Italy before his death in 1963 at age 29, challenged conceptions of art as Marshall Plan funds flowed in after World War II and his nation shifted from agrarian to industrial. He also lampooned celebrity and consumer culture, worked with non-traditional materials and believed that the creator alone determined what is art. As chronicled in a video on display at a new exhibit, Total Space, at Magazzino Italian Art in Philipstown, Manzoni dipped his thumb in ink, imprinted hard-boiled eggs and placed them in small boxes. He blew up balloons for his Artist's Breath series but really grabbed attention with 90 tins of Artist's Shit. No one knows what's inside the cans; even before Warhol, Manzoni made a bold statement about the art world and its pretenses. "Many a truth is told in jest," says Greg Slick, the museum's chief docent. "He lets us into his art with a smile, but he was dead serious about it." Several examples of Manzoni's iconoclastic approach are on view at Magazzino, which specializes in the Arte Povera movement that emerged in the late 1960s and early 1970s. Manzoni exerted a major influence on the loosely affiliated group of artists who expanded his ideas into new frontiers. In a cavernous gallery with booming echo and the statement "Stand Here You Are Art" in bold black on the back wall, Manzoni's "Magical Base" (a wood pedestal) offers visitors the chance to play statue and get a good photo op. Also included are six works from the artist's Achrome series, a word he concocted that translates to "anti-color." All the work is whiteish, but the focus is on texture. They are differentiated by dates. A folded canvas created in 1958-59 looks like undulating water. Another, made in 1958 from plaster and kaolin on canvas, resembles a slab of stone; a 1960 piece frames a stack of eight polystyrene squares. Two significant works on display are the roughly 10-foot cubic spaces commissioned by the artist's family foundation in conjunction with the gallery Hauser & Wirth, based on a concept briefly mentioned in a letter the artist wrote to a friend in 1961. In the Lower Gallery Three decanters visible as visitors descend the stairs into Magazzino's lower gallery provide a harbinger of the heart-stopping works in the exhibition Yoichi Ohira: Japan in Murano. Ohira studied in Venice and designed elaborate vessels after becoming artistic director of de Majo glassworks on the island of Murano in 1987. Drawings outlining his intentions hang on the wall. Italian craftsmen executed the details with precision, and Ohira credited the glassblowers and the carvers, as well. The work, primarily executed by maestro Livio Serena, evokes a wide range of textures, some of which resemble wood or ceramics. Several vessels present optical illusions: In the Pasta vitrea series, some of the shapes appear to rise from the surface. Others are specked with colorful chips that seem to be recessed, but everything is flat. For fans of the glassblower's art, run, don't walk. The museum owns the rooms, designed by architect Stephanie Goto. During a preview opening, RAI, the Italian public broadcast outlet, interviewed curator Nicola Lucchi, who is the museum's director of research and education. The patterns in "Hairy Room," whose interior consists of faux white fur, are almost psychedelic. In the also-trippy "Phosphorescent Room," the light switches on and off every 30 seconds. In one mode, the walls and ceiling are fluorescent neon green; the other flips the tint to beige-yellow as the light emanates from the floor. Manzoni may have equated art with excrement to pull people in but, for better or worse, his provocations helped push the philosophical boundaries of conceptual creativity to its extremes during his lifetime. Magazzino, at 2700 Route 9, is open Friday to Monday from 11 a.m. to 5 p.m. Admission is $20 ($10 seniors, students, disabled visitors; $5 ages 5 to 10...
Sono stati molteplici gli interventi dei vigili del fuoco nel corso del fine settimana, tra cui quello in contrada Rodeghieri che li ha impegnati per oltre 6 ore tra spegnimento e bonifica dell'area. I pompieri giunti dalle caserme di Asiago e Thiene sono riusciti ad evitare che le fiamme danneggiassero anche dei garage vicini, agendo dalle 22 di sabato sera.
Proseguono gli accertamenti sui coltelli ed emerge l'ennesima contraddizione.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Tra marzo e aprile 2025 una redazione composta da ragazze e ragazzi tra gli otto e i dodici anni si è incontrata al Teatro del Lido di Ostia. Ad ogni incontro i giovani giornalisti radiofonici hanno dato vita a una diretta di trenta minuti, ogni volta su un tema diverso.Il programma si intitola Sonodramma Kids ed è un laboratorio in cui ci si allena all'ascolto di ciò che ci circonda, di noi stessi e delle persone vicino a noi. Sonodramma Kids fa parte del progetto più ampio di Sonodramma, che prevede incontri, ascolti e formazioni sulla narrazione sonora contemporanea nel teatro, nel web e nelle arti performative. Il progetto è di Miaohous, con Magazzino dei Semi, Radio Perepepè e Sveja Podcast.Ci sono quelli sul gommone, quelli in barca a vela, quelli in canoa, quelli in traghetto, quelli oceanici e quelli su e giù per il Mediterraneo. I viaggi per mare sono sempre una piccola, o grande, avventura.C'è chi si ricorda le onde alte, chi i delfini visti dal ponte, chi il mal di mare e le sue spiacevoli conseguenze. Ci sono poi le crociere sulle grandi navi, quelle con tanto di piscine, campi da tennis, discoteche e ristoranti nelle loro pance. Ma quanto sono alte queste navi? E quanto sono lunghe? Quale carburante le alimenta? Quanto pesano? Quante persone possono trasportare? E cosa succede se giocando a tennis una pallina casca in mare? E perché ci si fa il bagno in piscina quando tutto intorno c'è il mare? A pochi chilometri dal Teatro, a Fiumicino, sono iniziati i lavori per la costruzione di un porto e il progetto prevede che ospiterà proprio questi giganti del mare. Quali saranno le conseguenze?Ne abbiamo parlato con le persone incontrate per strada e con Emiliano, Silvia e Giordano, che abitano proprio lì dove questo porto dovrebbe sorgere.Questo è un Fuoriporta curato da Marzia Coronati per Sveja, il progetto di comunicazione indipendente supportato da Periferiacapitale, il progetto per la città di Roma della Fondazione Charlemagne.
Una nuova esposizione del Victoria&Albert Museum di Londra apre le porte dei magazzini per mostrare ciò che normalmente il museo non espone. Oltre 250mila oggetti d'arte e oltre 350mila libri: un patrimonio inestimabile che normalmente rimane chiuso nei sotterranei del museo.
Tra marzo e aprile 2025 una redazione composta da ragazze e ragazzi tra gli otto e i dodici anni si è incontrata al Teatro del Lido di Ostia. Ad ogni incontro i giovani giornalisti radiofonici hanno dato vita a una diretta di trenta minuti, ogni volta su un tema diverso.Il programma si intitola Sonodramma Kids ed è un laboratorio in cui ci si allena all'ascolto di ciò che ci circonda, di noi stessi e delle persone vicino a noi. Sonodramma Kids fa parte del progetto più ampio di Sonodramma, che prevede incontri, ascolti e formazioni sulla narrazione sonora contemporanea nel teatro, nel web e nelle arti performative. Il progetto è di Miaohous, con Magazzino dei Semi, Radio Perepepè e Sveja Podcast.Cosa significa giocare? Qual è la differenza tra tempo libero e gioco, tra gioco e divertimento, tra divertimento e passione artistica? Quanto spazio c'è per il gioco in strada oggi? Si giocava più un tempo? Esistono giochi femminili e giochi maschili? Come impieghi il tuo tempo nei minuti della ricreazione? Ci sono giochi che sono scomparsi? Ti piace spiegare i giochi agli altri? Giochi mai con gli adulti? Vedi mai gli adulti giocare da soli? Nel secondo incontro, il 23 marzo, sono state tantissime le domande e i punti di riflessione emersi sul tema proposto: i giochi di ieri e di oggi. Ne abbiamo parlato con Gloria, una storica abitante di Ostia, e con donne e uomini incontrati per strada nel corso di una breve passeggiata vicino al Teatro del Lido: uno spaccato significativo di come Ostia sia cambiata nell'ultimo mezzo secolo.Questo è un Fuoriporta curato da Marzia Coronati per Sveja, il progetto di comunicazione indipendente supportato da Periferiacapitale, il progetto per la città di Roma della Fondazione Charlemagne.
Tra marzo e aprile 2025 una redazione composta da ragazze e ragazzi tra gli otto e i dodici anni si è incontrata al Teatro del Lido di Ostia. Ad ogni incontro i giovani giornalisti radiofonici hanno dato vita a una diretta di trenta minuti, ogni volta su un tema diverso.Il programma si intitola Sonodramma Kids ed è un laboratorio in cui ci si allena all'ascolto di ciò che ci circonda, di noi stessi e delle persone vicino a noi. Sonodramma Kids fa parte del progetto più ampio di Sonodramma, che prevede incontri, ascolti e formazioni sulla narrazione sonora contemporanea nel teatro, nel web e nelle arti performative. Il progetto è di Miaohous, con Magazzino dei Semi, Radio Perepepè e Sveja Podcast.Nel corso del primo incontro, il 16 marzo, abbiamo discusso di balene, pesci e altri animali del mare. Molte sono state le curiosità. La balena ha i peli sulla lingua? Può ingoiare gli esseri umani? Perché le balene cantano? E quanti tipi ce ne sono? E se il pescecane di Pinocchio avesse ingoiato un'intera isola con una piccola abitante che giocava a palla?E se Moby Dick avesse avuto un cappellino a forma di barca a vela? Tutte queste domande (e molte molte altre) le abbiamo rivolte ai passanti incontrati sul lungomare e al nostro ospite in studio, Gian Lorenzo Battaglia, un direttore della fotografia e cine operatore subacqueo, un curiosissimo mestiere che Gian Lorenzo ha fatto per tanti anni. E infatti di storie da raccontare ce ne aveva moltissime. Questo è un Fuoriporta curato da Marzia Coronati per Sveja, il progetto di comunicazione indipendente supportato da Periferiacapitale, il progetto per la città di Roma della Fondazione Charlemagne.
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CREATING A CULTURAL HUB. Nancy Olnick and Giorgio Spanu are the co-founders of Magazzino Italian Art, a museum and research center dedicated to postwar and contemporary Italian art that is located in Cold Spring, New York. Magazzino opened in 2017 at the former manufacturing site of Cyberchron rugged military computer systems. The name Magazzino translates as "warehouse". “Magazzino made the step that has made Arte Povera better known today.” “Magazzino will never stop displaying the 13 heroes that we have in the group of Arte Povera, so the original ‘main building' will always remain a museum dedicated to Arte Povera.” “The donkeys in Sardinia were on the verge of extinction and were under very strict protection with laws that would not allow their export outside Sardinia.”
Magazzino hosts first U.S. retrospective for Maria Lai Like many female artists living in Italy after World War II, Maria Lai masked her gender by signing paintings with an initial instead of her first name. At a 2004 lecture, she recalled one influential teacher provoking her by saying, "The world of art is a great loom, and women make the warp, but the weaver is man." Yet he knew talent when he saw it and kept Lai as his only female student. Then, she became renowned. In 2011, officials at the national Parliament installed one of her works to commemorate the 150th anniversary of the country's unification. In Sardinia, her birthplace, Lai is a superstar who in 1981 tethered every dwelling in her hometown of Ulassai to the nearby mountain with a 16-mile blue denim ribbon. (The initial commission solicited a war memorial.) A looping film and wall of photos documenting this large-scale community project are included in Maria Lai: A Journey to America, which opened Nov. 15 in the Robert Olnick Pavilion at Magazzino Italian Art in Philipstown. Curated by Paola Mura, it is the first retrospective of Lai's work to be mounted in the U.S. and includes pieces from private collections exhibited for the first time. Lai kept creating until her death in 2013 at age 93. Her focus seemed to shift about every 10 years, from paintings, sculptures, sewn books, loom-based wall art and slogans scrawled on 8-foot-high canvases for a participatory event in the Sardinian village of Aggius. She exhibited her talent for drawing and sculpture at a young age, moved to Rome in 1956 and enjoyed success with landscape paintings. Two of these pieces, included in the show, capture the directive of her misogynist mentor, Arturo Martini, to turn away from living things and "build stones." In "Ovile" (1959), a whitish mass on the crest of a hill in the distance could be a herd of sheep or a stone wall. "Gregge di pecore" (1959) executes the concept with an arc of grazing sheep heads set against a dark background that morph into rocks as the viewer's eye sweeps to the right. Then, Lai began experimenting with abstracts and brought along several examples during a pivotal visit to Montreal and New York City in 1968, where she gained an appreciation for Native American art, but met with little success launching a stateside career. Culled from a private collection, several works from this period are on display. Two include chunks of cork embedded in the paint. Another looks like Lai sculpted the surface with a trowel. After returning to Italy, Lai stopped painting and started sewing. Drawing inspiration from her native island's folkways, she made wall art with looms, situated photos of bread against aluminum foil and sewed books with knots of yarn that look legible from afar. Her new vocabulary mashed myriad materials: "Senza titolo, Telaio" (1971-75) consists of wool, wood, acrylic, leather, fur and cloth on canvas. Tidy loom works reflect Native American color patterns dominated by reds, oranges and yellows. Plastic spoons become ersatz flowers or feathers and dozens of popsicle sticks are included. Other creations in the informal series resemble the result of an autoharp or piano innards being dropped from 10,000 feet. Like Mario Schifano, the subject of the last exhibition to occupy this space (who also made a pivotal journey to the U.S. in the 1960s), it's hard to believe that one artist produced such a diverse body of work, although Lai's through-line is more cohesive. One interesting creation is a collection of hand-drawn cards that grapple with the philosophical underpinnings of creativity and maintain a dialogue between statements like "A child could do this" or "I don't understand art" with simple yet profound responses on a level that anyone who reads Italian can comprehend. "What does art represent?" asks one. "Art does not represent, it builds interpretations" is the response. Lai emerged from humble roots to lecture in universities and contemplate p...
La scadenza per la regolarizzazione del magazzino, la trasmissione dei dati delle spese sanitarie, il termine per l'esercizio della detrazione IVA. A cura di Cecilia Pasquale
Ogni mese ha le sue, luglio particolarmente ricco...
La legge di Bilancio 2024 ha introdotto una sanatoria ai fini IVA e delle imposte sui redditi per l'eliminazione dei valori di esistenze iniziali delle rimanenze di magazzino rispetto ai valori effettivi. L'approfondimento di Mario Ravaccia
Il consueto caffè con le novità per imprese e professionisti.
Thu, 27 Jun 2024 10:25:15 +0000 https://podcast.fiscoetasse.com/287-adeguamento-magazzino-in-scadenza-il-30-giugno-sgravio-assunzioni-di-donne-vittime-di-violenza de979e79d9d71b07b15ad1b2dae63780 287 full no FISCOe
Rigoni di Asiago ha scelto Stesi Srl per la gestione del nuovo magazzino automatico. Una realtà di rilievo che va ad ampliare ancor più la già vasta clientela di Stesi nel segmento alimentare composta da marchi come Alce Nero, Valcolatte, Roberto Industria Alimentare, Babbi, Sutto Wine, Cantine Capetta, Casa Sant'Orsola e Santero. Tutte aziende affermate, che propongono prodotti selezionati, spesso biologici e sempre di fascia medio-alta a scaffale. A questi si aggiunge ora Rigoni di Asiago.
Consueto caffè (con gelato?) per un ripasso delle novità normative e di prassi per imprese e professionisti.
Una quarantina i vigili del fuoco all'opera, arrivati da Vicenza, Arzignano, Lonigo, Thiene, Verona e Rovigo Dopo tre ore sono riuscito a circoscrivere l'incendio, riuscendo a contenere le fiamme ad una porzione di capannone di oltre 4000 metri quadrati. Il magazzino di prodotto non finito interessata dal rogo è collassata, tra cui diversi silos vuoti. Salvaguardato dalle fiamme dalle squadre dei vigili del fuoco, invece, un silos di acido d'ipoclorito di sodio.
Magazzino exhibit shares 1960s work by talented, but troubled, artist One takeaway from the exhibit Germinal at Magazzino Italian Art in Philipstown is how often the artist, Mario Schifano, shifted visual and technical gears over just 10 years, from 1960 to 1970. In Italy, the groovy 1960s collided with lingering post-World War II malaise and radical politics. Schifano visited New York City three times during the period, hobnobbing with jazz masters and hanging out with Andy Warhol, Mark Rothko and Robert Rauschenberg. A cheeky account states that "the Rolling Stones stole his girlfriend," Anita Pallenberg (who dated Brian Jones and had three children with Keith Richards). Later in the decade, Marianne Faithfull left Mick Jagger for Schifano. One photo in the exhibit shows Jasper Johns preparing a libation as Schifano relaxes. The Italian's extensive photos and films of old New York are priceless, but he also picked up a heroin habit and did not return to the city after interest in his work waned. He continued to create, but ill-gotten fame grew with successive arrests. After spending time in a mental institution and with a band, he died in 1998 at age 63. He had exhibited all over Europe and around the world, from Tokyo to Los Angeles and South America. This show, curated by Filippo Fossati, reimagines and streamlines the museum's Schifano exhibition from last fall, focusing on the period when his dalliances in New York City and Italian politics informed his work. At first, the artist's textured monochrome paintings attracted the interest of Leo Castelli and Ileana Sonnabend, among the world's most renowned art dealers at the time. In his expansive studio at 791 Broadway, he created many large works, some of which conveyed motion as stencil-like people beat feet, hands extended as if marching down an urban street. One is clearly derivative of Da Vinci. "Elemento per grande paesaggio" (1962) "Compagni compagni" (1968) "La testa della madre 1913" (1965) "Futurismo rivisitato a colori" (1965) "Ultimo autunno" (1964) "Particolare di propaganda" (1962) The works on display at Magazzino are smaller, including an installment of his recurring series Propaganda, which incorporated interpretations of the Coca-Cola and Esso (precursor to Exxon) logos beginning in 1962 and earned inevitable comparisons to Warhol. His handlers wanted Schifano to keep knocking out single-color works, but he rebelled and they dropped him. The show features abstracts, what he called "anemic" landscapes, more realistic landscapes and two loud, strident images of workers holding hammers and sickles. There is also one painting from a series of collaborations with poet and neighbor Frank O'Hara, who wrote on the canvas: "There was a lot of static - Lately deciding to be relatively evil or not I bought a wrist radio." He added: "Images were shy and oblique and I love Federico Fellini more than grass." Schifano overlaid several works with plastic or plexiglass, including an untitled collage with yellow strips of jagged Perspex hanging from the top and "52 Delle Grotte Alley from the Inside in the Early Morning," which depicts a window with an interior perspective but is covered by what resembles the material used to cover fluorescent lights. Recurring motifs include words and slogans splashed across canvasses along with outlines of wood rulers and drafting tools, as if left on the table of a quasi-abstract artist. Many works are embellished with random, geometrically rigid shapes disconnected from the rest of the image, like the red strips punctuating "Anemic Landscape I" and a bright-green rectangle that clashes with the unfinished red, white and brown canvas in "Propaganda Detail." Schifano painted flourishes around a photo of his artistic heroes, the Futurists from the early 1900s, although their faces are blanked out. Pieces from another series were influenced by his infatuation with television. The exhibition's title is drawn from the artist, who claimed t...
Nella chiusura dei bilanci 2023 ci sono almeno tre aspetti che devono essere considerati con particolare attenzione. Quali sono? L'approfondimento di Andrea Bongi
Magazzino café offers a taste of Italy Fast to flash a quicksilver smile, chef Luca Galli is a born schmoozer who enjoys lingering over a well-prepared meal or cup of espresso. But when duty calls in the kitchen, he is serious as a surgeon. Galli is developing the menu at Café Silvia, a restaurant and beverage oasis in the new Robert Olnick Pavilion at Magazzino Italian Art in Philipstown. It is named for Olnick's wife, Silvia, mother of Nancy, who founded the museum along with her husband, Giorgio Spanu. Over the last six months, in-the-know locals consider it to be a best-kept secret - and one open on Mondays. "It's a divine hidden gem that has resonated in the community," says Melissa Meyers, a Garrison resident and neighbor of Spanu and Olnick. "I had heard about this project and never expected it to be this wonderful. You look out and it feels like Tuscany." She refers to the picture window that offers a view of the donkey corral, 20 garden beds for growing ingredients and a ridge in the background. The café doubles as the museum gift shop and the concrete confines are surprisingly cozy. An interior window peeks in on one of the pavilion's galleries. Spanu and Olnick met Galli 20 years ago in Italy. They make him feel at home by providing a culinary playground with two critical Italian imports. Standing in the near-pristine kitchen, Galli beams with pride over his Unox oven and Irinox blast chiller, which execute myriad food preparation techniques at the press of a digital button. Galli, who lives in Garrison, goes for simple, subtle and delicate. "If the waiter has to explain the dish, the flavors are going to be difficult to identify," he says. He started easy, with panini and a frittata of the day made with eggs from Spanu and Olnick's farm. He recently introduced lasagna Bolognese, chickpea and scallop soup and ravioli with spinach and ricotta cheese and a light dusting of Parmesan cheese. Fish and vegetable dishes are in the works. Also a sommelier, Galli will expand the wine list from the current selections of red, white and prosecco. By late spring, when the patio opens, the plan is to transform it into a trattoria apertivo with small plates and boards filled with meat and cheese. "I have a lot of ideas, but I'm not going to rush anything," he says. Galli, who was born near Milan, worked in restaurant kitchens in Italy, London and New York City. He also spent 15 years cooking on yachts that sailed the Mediterranean Sea and beyond. The attention to detail at Café Silvia can be remarkable. Serving trays are lined with sticky rubber, and Galli worked with his coffee consultant in Italy to test the water's pH level to determine the ideal beans to use in the espresso (a blend of Arabica and Robusto to add acidity). He even calibrates the coffee grinder. Only observant visitors will notice the fresh-made jams, soups and sauces packed in sealable jars tucked onto shelves below the main counter. A chest-high window opens into the kitchen, where the chef and his assistants, Jack Cimino and Robert Betterbid, improvise dance moves like the twist or shoulder shimmy to avoid colliding. With 40 indoor seats and 20 more outside, the place can get busy in a hurry. Galli spoke about building bonds with his staff, which is pivotal to delivering on the vision. "My expectations are high, even for myself," he says. Enjoying a dish during downtime, Cimino turns introspective. "When I started here, I was unmotivated, depressed and had no lust for life," he says. "I was this close to firing him," says Galli, almost pinching together his thumb and index finger. "He pushed me in a way that drew me out of my shell and instilled a strong work ethic," says Cimino, who lives in Cold Spring. "I thank him for bringing new value to my life." Then, a group of diners arrived just before closing time. Like athletes called into the game, the men clicked into performance mode. Café Silvia, located at 2700 Route 9 in Philipstown, is open Friday to Mo...
Due giornate dedicate interamente a commercianti, produttori, retailer, B2C e B2B e a tutti gli operatori del settore agroalimentare, in uno stimolante clima di scambio, opportunità di business e networking oltre che di formazione. Ospite di questa edizione anche Stesi Srl, software house specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative per la gestione dei processi di logistica e di produzione delle imprese. L'intervento del Direttore Commerciale di Stesi Emilio Collot ha portato un esempio concreto dei vantaggi di una gestione software personalizzata illustrando il caso di Alce Nero, esempio virtuoso di trasformazione digitale grazie al supervisore di impianto Silwa (una piattaforma software di proprietà di Stesi e composta da diversi moduli in grado di soddisfare tutte le esigenze del magazzino e di gestione della supply chain, combinando in un unico sistema le funzionalità di un sistema WMS e di un sistema MES). Silwa ha consentito alla nota filiera di agricoltori e trasformatori biologici di raddoppiare in breve tempo il rendimento della gestione degli ordini arrivando a triplicare le vendite ecommerce in circa 4 anni, con un'elevata soddisfazione clienti, un margine di danni da trasporto inferiore all'1% ed errori di preparazione ordini pari a zero.
Come funziona la regolarizzazione del valore delle rimanenze di magazzino? Quanto costa? Come si applica? Quali sono i vantaggi?
ma-gaz-zì-noSIGNIFICATO Locale di deposito; fra Sette e Ottocento, nome di periodico illustratoETIMOLOGIA attraverso il latino volgare magazenum, dall'arabo makhazin, plurale di makhzan, che è dal verbo khazana ‘depositare, immagazzinare'.Voce di Giorgio MorettiMontaggio di Stefano RiggiSigla a cura di Emanuele PaveseTesti di unaparolaalgiorno.itSitoInstagramUna produzione BonfireSito Instagram
Danni alla Cittadella degli Studi a Vicenza, nel magazzino provinciale di via Muggia, sempre in città, e all'ìistituto Scotton di Breganze.
Teneramata continua, con numerosi esempi, a cercare di far comprendere a Ricardo il mistero dell'eternità degli esseri creati. L'eternità creata è il magazzino eterno del tempo trascorso dove tutto sussiste e persiste nei distinti spazi-tempi con i correlativi atti di esistenza degli esseri. Teneramata glorifica, davanti agli occhi di Ricardo, una mosca. L'uomo glorificato è il sacerdote delle creature irrazionali, incaricato di far loro godere, per quanto possibile, un riflesso di beatitudine. Ciclo di catechesi "Il libro di Teneramata. Ciò che ci attende nella vita beata", sedicesima puntata, 16 Dicembre 2022
Durante gli scavi, appena vengono rinvenuti resti umani, l'archeologo lascia il posto all'antropologo. Ma a Pompei, dove la furia del Vesuvio uccise oltre mille persone, questo ruolo è particolare: nel Parco Archeologico il metodo scientifico, unito a cure premurose, consente di adempiere, in un certo senso, al rito funebre che quei corpi attendono da duemila anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Puntata un po' deprimente, spero che me la perdoniate…TechnoPillzFlusso di coscienza digitale.Vieni a chiacchierare sul riot:https://t.me/TechnoPillzRiotAscoltaci live tutti i giorni 24/7 su: http://runtimeradio.itScarica l'app per iOS: https://bit.ly/runtAppContribuisci alla Causa andando su:http://runtimeradio.it/ancheio/
Quante volte al giorno vi capita di chiamare il magazzino perché han sbagliato o non hanno fatto quello che vi aspettavate.. questa volta è toccato a me, ma come al solito c'è l'hanno vinta loro..che poi me la fanno pagare
E' il 14 agosto 1999. Sabato 14 agosto. Di Emanuele Scieri non si hanno notizie da alcune ore. Il giorno prima è arrivato alla Caserma Gamerra di Pisa insieme a tutto il suo scaglione, lo scaglione settimo 99 della Brigata Paracadutisti Folgore. Nel tardo pomeriggio poi la libera uscita, una visita alla torre pendente, la telefonata alla mamma e al fratello, il rientro in Caserma insieme agli altri commilitoni. Da allora sembra scomparso, inghiottito in un buco nero. Non è andato in camerata, non ha risposto al contrappello. Ufficialmente, risulta assente per mancato rientro. Anche se in caserma, è rientrato. E' da qui che iniziano i 3 Giorni: sabato 14, domenica 15, lunedì 16. 3 Giorni di buio completo, fino appunto al 16 agosto, quando Emanuele viene ritrovato a causa dell'odore del cadavere in stato di decomposizione e per la vista di un piede che era poggiato sul piano di un tavolo. Ritrovato da quattro suoi compagni di corso, ragazzi come lui, arrivati alla Gamerra 3 giorni prima. Il corpo riverso in mezzo a tavoli in disuso e ad altri oggetti accatastati alla rinfusa sotto la scala esterna della torretta di asciugatura dei paracadute, davanti al magazzino di casermaggio, a pochi metri, ma con un muro nel mezzo, da Via Milano. 3 Giorni è una serie in podcast a cura di Giacomo Locci. Le musiche sono di Marcin Pontoriero. La produzione è del collettivo Cumbre | Altre Frequenze cumbrealtrefrequenze.com Le audizioni della Commissione Parlamentare di Inchiesta sono tratte dalla Web TV della Camera dei Deputati webtv.camera.it/archivio. Il loro montaggio al fine di renderle compatibili con l'opera è responsabilità unica dell'autore. Voci Episodio 3: Francesco Scieri, fratello di Emanuele Sofia Amoddio, avvocato, già presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta per la morte del militare Emanuele Scieri Gabriele Masiero, corrispondente ANSA, all'epoca cronista del quotidiano l'Unità, uno dei primi giornalisti a presentarsi davanti alla Caserma Gamerra il 16 agosto del 1999 Charlie Barnao, professore di Sociologia presso l'Università “Magna Grecia” di Catanzaro autore di “Il Soldato (Im)Perfetto - Addestramento militare, Polizia e Tortura” Carlo Garozzo, amico di Emanuele e presidente dell'associazione "Giustizia per Lele" La lettura finale è tratta da un post di Carlo Garozzo pubblicato sul Gruppo Facebook “Verità e Giustizia per Lele Scieri” https://it-it.facebook.com/groups/274323819406773. La voce è di Stefano Sfondrini https://it.linkedin.com/in/stefano-sfondrini-01 Estratti Audizioni Commissione di Inchiesta Episodio 3: Gen. Calogero Cirneco, https://webtv.camera.it/evento/10514 Militare di Leva addetto al Magazzino di Casermaggio https://webtv.camera.it/evento/10514 Isabella Guarino, mamma di Emanuele https://webtv.camera.it/evento/9261 Gen. Enrico Celentano e On. Massimo Enrico Baroni https://webtv.camera.it/evento/10514 Gen. Calogero Cirneco e On. Stefania Prestigiacomo, https://webtv.camera.it/evento/10514 Militare di Leva addetto al Magazzino di Casermaggio https://webtv.camera.it/evento/10514 Gen. Enrico Celentano https://webtv.camera.it/evento/10514 Militare di Leva addetto al Magazzino di Casermaggio https://webtv.camera.it/evento/10514 Info, foto e contenuti extra su: cumbrealtrefrequenze.com/3giorni
Tutte le novità sugli incentivi per le micro piccole e medie imprese più colpite dalle conseguenze dell'emergenza epidemiologica. Per tutti i dettagli vai su www.goldengroup.biz/podcast.
Monologhi al Telefono di Donatella Giordano. L'artista si rapporta con un ipotetico ascoltatore raccontando gli aspetti più intimi della sua ricerca. Un sistema che supera il concetto dell'intervista classica - precedentemente pianificata - a favore di un approccio libero, dove l'artista simula una conversazione e l'utente diventa l'interlocutore. In occasione della mostra alla galleria Magazzino di Roma, il duo Vedovamazzei, composto da Simeone Crispino (Napoli, 1962) e Stella Scala (Napoli, 1964), simula una conversazione al telefono che li porta a ripercorrere una scelta fatta in passato: quella di fidanzarsi in tenera età. Mentre Simeone intona con la sua chitarra acustica "Too Youg" di John Lee Hooker, dall'altra parte dell'apparecchio Stella pare compiacersi nel fornirgli l'occasione di ironizzare su alcune parole del testo, come quella che declama: ";La gente ha detto che siamo troppo giovani per innamorarci". Gli artisti sembrano prendersi gioco del proprio destino che li vede da diverso tempo complici nella scelta di separarsi restando comunque uniti in un progetto artistico di grande portata, iniziato già dagli anni Novanta.
Carole Silverstein is a Los Angeles based artist who has exhibited in galleries and alternative venues throughout the US, including New York City, Los Angeles, Chicago, Portland, and San Francisco. In 2015 she showed at the 56th Venice Biennale in an exhibit entitled “We Must Risk Delight: 20 Artists from Los Angeles” at the Magazzino del Sale, Venice Italy. Additionally, her work was featured in an exhibit which traveled to London, Paris, Berlin, Manila, Capetown, and Johannesburg. She received her MFA from Queens College, CUNY and her BFA from The School of The Art Institute of Chicago, with additional study at the International School of Art in Montecastello di Vibio, Italy. In 2000, a book collaboration of her collages and the poetry of Jim Henderson was published entitled “Clearly These Clouds”. Her artworks are in the permanent collections of the Los Angeles County Museum of Art, Citibank, Art in US Embassies (US Embassy Djibouti), Art for Healing, The Salser Collection, and numerous private collections. She lives with her husband and son in Los Angeles. Books mentioned in the interview are Rebecca Solnit's Orwell's Roses and Eckhart Tolle's The Power of Now. Solo show at Nancy Toomey Fine Art, Minnesota Street Project, San Francisco. Includes installation elements of silver tape floor drawings and satin & sequin fabrics running along the borders of the gallery floor. touching the constellations, 40” x 36”, Acrylic Ink on Mylar she wears her potency as ornaments, 58” x 42 1/2”, Acrylic Ink on Mylar
"INTERSTELLAR - le Voyager oltre i confini del nostro tempo" scritto e presentato dai membri del progetto "Chi ha paura del buio?", gli astrofisici e divulgatori Filippo Bonaventura, Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio. L'evento si terrà sabato 27 novembre prossimo presso la sala Luttazzi del Magazzino 26 del porto vecchio (ingresso da 30 minuti prima dell'inizio). Domenica 28 alle ore 11.00 seguirà la presentazione del più recente libro degli stessi autori "L'universo su misura" presso l'Antico Caffè San Marco di via Battisti 18. Le prenotazioni per questo secondo evento vanno indirizzate alla signora Loriana al numero telefonico 040/2035357 oppure via mail: libreriacaffesanmarco.ts@gmail.com
L'allarme è scattato ieri alle 20.30 in via Camisana, con i pompieri a dirigersi nel retro di uno stabile al civico 90, di proprietà di Gianni Tecchio. Grazie al loro intervento sono stati salvaguardati l'appartamento soprastante e la rivendita al pubblico, mentre i danni più importanti riguardano la marce e le pareti del locale di deposito.
Al Magazzino delle Idee da inizio ottobre oltre 130 fotografie testimoniano il precoce talento di Stanley Kubrick, il genio del cinema che a soli 17 anni lavorò come fotoreporter per Look Magazine, celebre rivista di New York, documentando tra il 1945 e il 1950, i diversi aspetti della società newyorchese e americana, manifestando una straordinaria sensibilità fotografica e capacità narrativa attraverso le immagini. Fino al 30 gennaio 2022, l'Ente regionale per il patrimonio culturale propone al Magazzino delle Idee la mostra, dedicata alla eccezionale carriera da fotoreporter di Kubrick prima che divenisse il celebre regista che tutti conosciamo. In esposizione a Trieste oltre alle fotografie circa quaranta numeri Look, in cui compaiono molte delle immagini scattate dal giovane artista. Le immagini testimoniano lo straordinario talento per le storie e le inquadrature di uno dei geni cinematografici del dopoguerra, regista di capolavori come Orizzonti di Gloria, Lolita, 2001 Odissea nello spazio, Il Dottor Stranamore, Arancia Meccanica, Barry Lyndon, Shining, Full Metal Jacket e Eyes Wide Shut. Il primo scatto di Kubrick pubblicato da Look è datato 26 giugno 1945. Si tratta del ritratto di un edicolante affranto per la morte di Roosevelt. Un'immagine che affascinò a tal punto gli editors di Look da indurre la rivista ad offrire al fotografo dilettante la possibilità di entrare nello staff come fotoreporter. Nel 1950 lascia il suo lavoro Look per dedicarsi ai cortometraggi e al film Paura e desiderio (1953), primo di una straordinaria avventura da regista. Oltre alle immagini scattate nei vicoli di New York, così come nei luoghi dell'alta società, nei night club e negli stadi, negli studi televisivi e radiofonici, in mostra si possono ammirare i servizi fotografici dedicati a una serie personalità del mondo del cinema, dello sport, della cultura: il giovane attore Montgomery Clift, ripreso nell'appartamento nel quale conduce una vita del tutto ordinaria nonostante la fama ormai raggiunta, e ancora il campione di boxe italo-americano Rocky Graziano, uomo dall'infanzia difficile, colto da Kubrick lontano dai riflettori; Peter Arno, fumettista bohémien nel suo appartamento di Park Avenue; Betsy Furstenberg, simbolo della vita mondana newyorkese contrapposta all'esistenza precaria dei piccoli lustrascarpe che si aggirano agli angoli delle strade di New York con il loro sguardo rivolto alla speranza di una vita diversa e dei giovani ritratti nelle diverse fasi dell'amore adolescenziale. Kubrick punta la macchina fotografica anche sugli artisti del circo, fotografati durante le prove, mentre negli scatti della Columbia University, il giovane reporter osserva da dietro l'obiettivo il luogo d'élite per eccellenza dove l'America forma la classe dirigente del futuro. A rendere particolarmente interessante la mostra al Magazzino delle Idee, è la presenza, accanto alle fotografie sviluppate in grande formato, dei numeri di Look in cui le immagini apparvero per la prima volta. È così possibile cogliere il contesto giornalistico per cui furono concepite e metterle in relazione agli articoli o ai testi che le accompagnarono. L'esposizione non si limita tuttavia a proporre il materiale edito da Look. Molti degli scatti di Kubrick non trovarono spazio nelle pagine della rivista, per lo stile eccentrico, per il carattere anticonvenzionale per i tempi o rispetto alla linea editoriale del giornale. Si tratta tuttavia di immagini straordinarie che documentano l'evoluzione dell'estetica del grande regista e ci permettono oggi di coglierne appieno il precoce talento. Nella sezione finale della mostra sarà proiettato un cortometraggio di Stanley Kubrick, il documentario incentrato sul pugile e attore Walter Cartier, Day of the Fight (1951). Il lavoro fotografico su questa personalità del Bronx divenne lo storyboard del film e consentì a Kubrick di elaborare le scene, gli angoli di ripresa, le inquadrature e le luci.
Ancora quattro giorni a disposizione per iscriversi alla 53esima edizione della regata più grande del mondo: le iscrizioni a Barcolana chiudono infatti giovedì 30 settembre. Durante il processo di iscrizione, gli armatori che vengono da lontano possono richiedere un ormeggio gratuito per la propria imbarcazione a Trieste: le richieste sono gestite dalla Società Velica di Barcola e Grignano fino a esaurimento dei posti disponibili. ROUNDITALY Si è conclusa in 7 gg 14 h 41 m 20 s di navigazione la RoundItaly la più lunga regata non-stop del Mediterraneo: 1.130 miglia di navigazione lungo le coste italiane, con un unico e spettacolare passaggio obbligato nello Stretto di Messina, è arrivato a Barcola il primo dei Class40, Karnak, con a bordo Stefano Raspadori, Andrea Caracci e Alberto Bona. Un'ultima notte impegnativa tra le termiche e i refoli del Golfo di Trieste, ma grandi sorrisi e soddisfazione per il secondo arrivo importante di questa regata. Un dato inedito è quello che Karnak è arrivato prima della flotta degli e-sailor impegnati nella E-RoundItaly, partiti anche loro in contemporanea alla regata vera e attualmente impegnati nelle ultime miglia della nuova rotta. Per l'edizione 2021 sono stati più di 30.000 gli iscritti, che hanno superato così la già considerevole quota 21.000 raggiunta l'anno scorso per la prima edizione. GLI EVENTI IN MARE L'edizione lascia grande spazio all'innovazione con l'inserimento nel calendario Barcolana della Portopiccolo Maxi Race, con tre giorni di regate dedicate agli scafi “di taglia maxi” in programma dall'1 al 3 ottobre, e alla tradizione, con le classiche regate del periodo Barcolana al via sabato 2 ottobre: spetta ai giovani della Barcolana Young il 2-3 ottobre, contemporaneamente agli agonisti della classe Melges 24, aprire il calendario eventi in mare. Si regaterà in Barcolana per il Sociale martedì 5 ottobre, mentre per tutto il periodo di Barcolana, tra il 2 e l'8 ottobre scenderanno in acqua i velocissimi kitesurf e wasp - due categorie energy - nel decimo anno della Barcolana FUN Siram Veolia, mentre venerdì 8 ottobre si disputeranno il trofeo della Lega Navale Italiana e la Fine Art Sails per la classe Star. La vigilia di Barcolana scenderanno in acqua i monotipi della Barcolana By Night Snam Cup, gli scafi della Barcolana Classic by SIAD (quest'anno aperta anche agli scafi della classe IOR) e gli scafi monotipo nella regata One Design. Nei giorni della vigilia arriveranno a Trieste anche gli scafi che partecipano alle regate adriatiche di avvicinamento: la Go to Barcolana from Slovenia, che torna dopo un anno di stop e la Go to Barcolana da Ravenna Trofeo Hera. Sempre sul fronte mare, torna, estremamente attesa, la Barcolana Nuota, in programma con 300 atleti domenica 3 ottobre nel Bacino San Giusto. GLI EVENTI A TERRA Sono 54 gli eventi in programma a Terra, molti dei quali localizzati negli spazi del Porto Vecchio, il Magazzino 26 e l'Auditorium Generali del Trieste Convention Center. Accanto al Barcolana Sea Summit (6-9 ottobre) il grande evento dedicato alla sostenibilità e alla salute del Mare Mediterraneo, torna “Barcolana - Un mare di racconti”, il festival letterario dedicato ai temi del mare, e un'ampia serie di appuntamenti molto attesi: Barcolana Job organizzato dalla Regione, le mostre nel Magazzino 26, le attività divulgative dell'Immaginario Scientifico, le conferenze di Barcolana Digitale organizzate dalla Polizia di Stato. Torna anche il Villaggio Barcolana: piazza dell'Unità ospiterà le istituzioni e i Gold Sponsor di Barcolana, lungo le Rive saranno localizzati i temporary store e gli spazi dedicati agli equipaggi. Il Villaggio aprirà il primo ottobre in piazza Unità e nella parte centrale delle Rive, e giovedì 6 ottobre si completerà con le altre aree. L'accesso al Villaggio è regolato dalle normative Covid in merito alla sicurezza e alla prevenzione, pertanto sarà necessario essere in possesso di Green Pass.