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Nate sotto la forma di moneta digitale senza banche né Stati a sostenerle, le criptovalute sono divenute negli ultimi anni un circuito finanziario parallelo, globale e decentralizzato, in grado di attrarre grandi capitali e ingenti quantità di denaro, fuori dal controllo delle autorità preposte alla vigilanza dei sistemi finanziari. Quella delle criptovalute - si legge nel libro pubblicato da Donzelli dal titolo “L’Anticripto, finanza del futuro, utopia libertaria o truffa del secolo?” - è una storia di figure misteriose, fortune improvvise, crolli spettacolari e insospettabili ritorni. Mentre l’Europa prepara regole più severe, le cripto restano al centro di una partita decisiva: saranno solo una parentesi, o la base della finanza che verrà? A questi interrogativi abbiamo chiamato a rispondere l’autore del libro, Francesco Giordano, saggista e dirigente bancario.
Francesco Erbani"Il mestiere di educare"Voci e storie di periferie, di scuole e di comunitàPrefazione di Giulio CedernaIntroduzione di Marco Rossi-DoriaDonzelli Editorewww.donzelli.itUn mestiere per temerari, quello di educare, fatto per chi quotidianamente si scontra con situazioni complicate, spesso emergenziali, in contesti il più delle volte privi di risorse. Un mestiere per chi ha ancora il coraggio di sperare: «professionisti della speranza», li definisce Marco Rossi-Doria nell'Introduzione. Perché il mestiere di educare è un presidio di civiltà, il fondamento su cui si regge la costruzione di una società più giusta ed equa. Ma cosa significa educare oggi? Cosa fare per «aprire» la scuola al territorio che la circonda – e aprire il territorio alla scuola –, per rendere efficiente quella rete di saperi e pratiche che si chiama «comunità educante»? Quali sono gli ostacoli da superare? Quali le esperienze a cui ispirarsi? A queste e altre domande rispondono i protagonisti del settore intervistati da Francesco Erbani in mesi di ricerca sul campo: dirigenti scolastici, insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti filantropici, accomunati dagli stessi obiettivi – l'attenzione ai bambini e il contrasto alle disuguaglianze – e dalla convinzione che la risposta più efficace alla crisi educativa può essere solo collettiva. Ci sono donne e uomini che ogni giorno – scrive Giulio Cederna nella Prefazione – accettano una «sfida educativa intensa, gravosa, ma a tratti esaltante». E il fatto che non siano sufficientemente ascoltati da amministratori pubblici, da decisori politici o dall'informazione – sottolinea Erbani – è uno spreco intollerabile. Le loro voci dimostrano che la strada è tracciata, che le competenze ci sono, che la volontà non manca. Sono una preziosa testimonianza di ciò che già esiste e di ciò che potrebbe essere se si investisse davvero e meglio in questa direzione. Sono la prova che, come imparato nei momenti più difficili della pandemia, «tutti insieme» è l'unica strada possibile.Francesco Erbani è giornalista e saggista. Ha lavorato per venticinque anni alle pagine culturali de «la Repubblica». Si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano. Tra i suoi libri: Il disastro. L'Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (2010), Roma. Il tramonto della città pubblica (2013), la curatela di La cultura degli italiani (di T. De Mauro, 2004), tutti usciti per Laterza; L'Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi, 2019); Dove ricomincia la città. L'Italia delle periferie (2021) e Lo stato dell'arte. Reportage tra vizi, virtù e gestione politica dei beni culturali (2024), entrambi per Manni. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
“La lamentatio circa lo stato della critica d'arte, che manca, è mediocre o assente, è un sottogenere letterario in voga.” Scrive lo storico dell'arte Michele Dantini “I punti di vista sono molteplici, persino concorrenti. Sembrano tuttavia convergere in un'amnesia. (…)“ In questa puntata di Voci Dipinte interroghiamo la critica d'arte non solo come genere, ma anche come ruolo di responsabilità verso le opere e verso gli artisti. Parliamo di indagine poetica e discorsi retorici, di crisi della figura del critico d'arte ma anche di opportunità da riscoprire. Il tema è complesso e suscita spesso opinioni conflittuali, come dimostra il confronto fra i nostri due ospiti:Angela Vettese, critica e storica dell'arte italiana, fondatrice e coordinatrice del corso magistrale di Arti visive presso l'università di Venezia Iuav, autrice di libri come “Capire l'arte contemporanea” (Allemandi), “Arte contemporanea tra mercato e nuovi linguaggi” (Il Mulino), “La rivolta del corpo - gli artisti che lo hanno usato, spinto al limite, liberato” (Editori Laterza)Michele Dantini, storico e critico d'arte, saggista, Professore ordinario di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università per Stranieri di Perugia e alla IMT Scuola Alti Studi Lucca, autore di libri come e “Arte e sfera pubblica” (Donzelli), “Storia dell'arte e storia civile” (Il Mulino), “Le forme del divino” (Il Mulino).L'inserto della settimana ci porta al Kunsthaus di Zurigo, dove è allestita “The Histories”, la prima grande retrospettiva in area germanofona dedicata all'artista afroamericano Kerry James Marshall: un viaggio fra tele monumentali, riferimenti alla cultura pop e riflessioni su rappresentazione, potere e appartenenza. Marshall mette al centro della propria opera corpi, memorie e identità troppo a lungo esclusi dalla narrazione occidentale. Emanuela Burgazzoli ha incontrato la curatrice Cathérine Hug.
Alain Defremont chroniqueur cinématographique de l'UFAL vous présente les films :« La reine des pommes », « La guerre est déclarée », « L'amour et les forêts », « A pied d'œuvre »Hébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
J'ai le plaisir de recevoir Olivia Ronen, avocate pénaliste reconnue pour avoir défendu certaines des affaires les plus complexes et médiatiques de ces dernières années, dont Salah Abdeslam, seul membre encore en vie des attentats du 13 novembre 2015.Comment expliquer qu'1% des viols aboutissent à une condamnation ?Pourquoi défendre un terroriste est-il un acte démocratique ?Et si essayer de comprendre un acte n'était pas le justifier ?Dans cet épisode, on parle de présomption d'innocence, du projet “plaider-coupable criminel”, mais aussi de ce que signifie passer sa vie à écouter des récits de violence.Olivia Ronen revient aussi sur son passage de “avocat” à “avocate”, et sur ce que cela raconte de la place des femmes dans le milieu judiciaire, encore très masculin. Une conversation qui pousse à réfléchir à notre rapport à la justice, à la responsabilité et à la complexité humaine.Je vous souhaite une très bonne écoute !—Recommandations :Pour un prochain épisode : l'actrice, scénariste et réalisatrice française : Valérie DonzelliÀ lire : Le roman “Crime et châtiments” de l'écrivain russe Fiodor Dostoïevski—Pour découvrir les coulisses du podcast : https://www.instagram.com/inpowerpodcast/Pour en savoir plus sur Olivia Ronen : https://www.ronen.fr/Pour suivre mes aventures au quotidien : https://www.instagram.com/louiseaubery/Si cet épisode vous a plu, vous aimerez sûrement celui-ci : https://shows.acast.com/inpower/episodes/albert-moukheiber—Chapitrage :00:01:00 - Défendre même les actes les plus impardonnables00:04:00 - Comprendre les enjeux derrière la présomption d'innocence00:07:30 - Pourquoi 99% des viols restent sans condamnation ?00:11:39 - Questionner le projet plaider-coupable criminel00:15:50 - Comprendre l'épuisement de la justice française00:18:30 - S'imposer dans un milieu judiciaire masculin00:24:37 - Accepter de déplaire pour rester libre00:27:30 - Distinguer comprendre et justifier un acte00:32:30 - Écouter ses convictions face aux dossiers00:36:20 - Accueillir ce que la violence laisse en nous00:38:10 - Repenser le rôle réel de la prison00:43:30 - Comprendre les failles dans la société00:46:55 - Vrai ou Faux : Olivia Ronen remet en question certaines idées reçues00:51:00 - Observer comment la violence nous transforme00:53:00 - Retrouver son équilibre après une audience00:54:00 - Apprendre à se protéger du regard des autres00:56:00 - Traverser le stress sans se laisser submerger00:58:00 - Comprendre ce qui permet de convaincre01:01:00 - Cultiver un esprit plus révolté01:03:00 - Avancer vers plus de sérénité01:06:00 - La question d'une abonnée01:11:00 - Recommendations Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
La discussione tra il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli e un passante. Fonti: video ““Siete degli str**zi”: Donzelli contestato fuori da Montecitorio, interrompe l'intervista e discute con un passante – Video” pubblicato sul sito ilfattoquotidiano.it il 19 maggio 2026; video “Modena, Giovanni Donzelli (FdI) contestato fuori da Montecitorio” pubblicato sul sito ilsole24ore.com il 18 maggio 2026; account Tiktok Italia.news, 1 febbraio 2023; account Tiktok IlFoglio, 18 maggio 2026. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969, provocò 17 morti e 88 feriti. Rappresenta una ferita ancora aperta nella storia del nostro paese, non solo perché inaugurò la cosiddetta strategia della tensione e la stagione degli attentati terroristici di diversa matrice. Scorrendo le pagine del libro di cui parliamo questa sera scopriamo che quella strage è strettamente legata a quello che viene definito "un inquietante dietro le quinte", fatto di manovre politiche ed economico-finanziarie, prima e dopo quella data spartiacque. Se molteplici sono state in questi 57 anni le interpretazioni storiche e giudiziarie su quel che avvenne quel pomeriggio a Milano, non si è posta altrettanta attenzione alla domanda chiave da cui parte il libro: perché proprio la Banca nazionale dell’Agricoltura? Ne parliamo direttamente con l’autore, Emanuele Bernardi, docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento Saras all’Università La Sapienza di Roma. Il libro, pubblicato da Donzelli, ha come titolo “Orrenda strage a Milano, Piazza Fontana, la questione agraria, la finanza globale”.
Son dernier film A PIED D'OEUVRE, sorti en février 2026, racontait l'histoire d'un photographe renonçant à sa profession pour se dédier au métier précaire d'écrivain. Pour l'occasion, on a voulu revenir sur la carrière de la réalisatrice Valérie Donzelli, dont le cinéma est traversé par la poésie, la fantaisie, et par une réinvention constante.Chapitrage :03:28 : un parcours atypique de réalisatrice09:51 : définir le style de Donzelli15:44 : l'amour chez Valérie Donzelli, entre ombre et lumière24:54 : le tournant dramatique avec "L'Amour et les Forêts"37:25 : des personnages en réinvention constante46:18 : "A Pied d'Oeuvre" et la critique du "bourgeois gaze"53:12 : des contes contemporains ?58:11 : "Marguerite et Julien" : une représentation rétrograde de l'inceste ?Animation, son : Alicia ArpaïaParticipantes : Enora Abry, Alicia Arpaïa, Victoria Faby, Diane LestageRéalisation, montage : Mariana AgierGénérique : © SorocinéMusique : Antonin Agier et Hugo CardonaHébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Oggi parliamo di quelle parole in grado di descrivere i problemi, dell'ospedale di tutte le guerre e della pellicola“La Mattina Scrivo” di Valérie Donzelli. Per questa settimana le notizie sono scelte e raccontate da Anna Di Rocco. Per iscriverti al canale Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione Prova la nuova app di Milano Finanza - Class CNBC: https://www.milanofinanza.it/app/redirect Gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.come https://elements.envato.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dans le film « À pied d'œuvre », sorti début février et réalisé par Valérie Donzelli, un écrivain tombe dans la pauvreté après avoir quitté son travail de photographe pour se lancer dans la littérature. Ce film est adapté du premier roman de l'écrivain Franck Courtès dans lequel il raconte sa propre expérience.À 45 ans, Franck Courtès arrête la photographie, un secteur dans lequel il gagne bien sa vie, pour se mettre à écrire. Mais les ventes de son premier recueil ne lui rapportent pas assez d'argent. Il voit son niveau de vie dégringoler et se met à faire des petits boulots pour survivre.Franck Courtès témoigne, au micro de Judith Perret.Écoutez Code source sur toutes les plates-formes audio : Apple Podcast (iPhone, iPad), Amazon Music, Podcast Addict ou Castbox, Deezer, Spotify.Crédits. Direction de la rédaction : Pierre Chausse - Rédacteur en chef : Jules Lavie - Reporter : Judith Perret - Production : Clara Garnier-Amouroux et Barbara Gouy - Réalisation et mixage : Julien Montcouquiol - Musiques : François Clos, Audio Network - Crédit photo : LP/Olivier Arandel. Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
Buon Mercoledi, stai ascoltando “RESPIRO”, la striscia quotidiana del podcast “Il Mondo Invisibile”, dedicata ad artisti, creativi e non solo.Facciamo un bel respiro e rilassiamoci un attimo, ricarichiamoci di creatività prima di tornare al mondo la fuori.Il respiro di oggi l'ho trovato in “La fiaba irresistibile” di Jack Zipes, edito da Donzelli. Leggiamone una pagina.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni. Ti auguro una buona giornata.A presto!#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro
Emilio Jona"Quattro donne"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L'ultima, ma non per importanza, è Delfina, l'impiegata dello studio dell'avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all'eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.Solo ora, spinto dalle circostanze, mi decido a scrutare un poco dentro la sua vita, oltre la sua riservatezza, a sottrarla alla fitta rete di dimenticanza o di omissioni che la nascondono. Delfina è stata per venti mesi il cordone ombelicale che ci ha mantenuto in vita; se fosse stata arrestata, se avesse parlato, se fosse morta, noi tutti saremmo scomparsi con lei. Partendo da questa stanza pulita e anonima dove sta naufragando la sua vecchiaia, vorrei allora provare a fare un po' di luce, a sbocconcellare a morsi un poco del suo passato e tradurlo in scrittura, in memoria.Emilio Jona (Biella, 1927) è avvocato, poeta, narratore, librettista, saggista. Tra i suoi libri: di cultura popolare, Cantacronache. Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta (Scriptorium-Paravia 1995, con M.L. Straniero), di cui fu anche uno dei protagonisti, e Senti le rane che cantano. Canzoni e vissuti popolari della risaia (Donzelli 2005, con F. Castelli e A. Lovatto, Premio Nigra 2006); di poesia, La cattura dello splendore (Scheiwiller 1998, finalista al Premio Viareggio, vincitore del Premio Catanzaro 1999); di teatro, Il 29 luglio del 1900. Vita e morte dell'anarchico Gaetano Bresci (Sipario n. 321, 1973, con S. Liberovici, Premio Riccione 1972). Presso Neri Pozza sono usciti Al rombo del cannon. Grande Guerra e canto popolare (Neri Pozza 2018, con F. Castelli e A. Lovatto), i romanzi Il celeste scolaro (finalista al Premio Bottari Lattes 2016) e Il fregio della vita (2018), la raccolta di saggi Essere altrove. Scritti sull'ebraismo (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Aujourd'hui on parle du nouveau film de l'actrice, scénariste et donc réalisatrice Valérie Donzelli. Parmi ses films les plus connus on peut citer notamment la Guerre est déclarée et plus récemment l'Amour et les forêts avec Virginie Efira et Melvid Poupaud. Elle revient aujourd'hui avec le film A pied d'oeuvre, […] The post A pied d'oeuvre ou le récit d'une quête artistique absolue first appeared on Radio Vostok.
Aujourd'hui on parle du nouveau film de l'actrice, scénariste et donc réalisatrice Valérie Donzelli. Parmi ses films les plus connus on peut citer notamment la Guerre est déclarée et plus récemment l'Amour et les forêts avec Virginie Efira et Melvid Poupaud. Elle revient aujourd'hui avec le film A pied d'oeuvre, […] The post A pied d'oeuvre ou le récit d'une quête artistique absolue first appeared on Radio Vostok.
durée : 00:47:27 - Le Masque et la Plume - par : Rebecca Manzoni - Cette semaine, les critiques du Masque dissèquent cinq films : l'élégance italienne de "La Grazia", le regard social de Donzelli, l'onirisme troublant de Franco, la précision de Reichardt et le thriller français de Gozlan, "Gourou". - invités : Marie SAUVION, Ariane Allard, Pierre Murat, Nicolas SCHALLER - Marie Sauvion : Journaliste à Télérama, Ariane Allard : Critique française de cinéma, Pierre Murat : Journaliste et auteur, Nicolas Schaller : Journaliste pour L'Obs - réalisé par : Stéphane LE GUENNEC Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
durée : 00:08:12 - Le Masque et la Plume - Quel est le prix à payer pour être artiste ? Incarné par Bastien Bouillon, le personnage principal du film veut être écrivain. Il bascule alors dans la précarité et devient homme à tout faire sur une plateforme de petits boulots... Qu'ont pensé du film les critiques du Masque ? Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
durée : 00:58:34 - Plan large - par : Antoine Guillot - Ce samedi nous recevons les cinéastes Valérie Donzelli et Kelly Reichardt pour la sortie de leurs films "A pied d'oeuvre" et "The Mastermind", et aussi le réalisateur irakien Hasan Hadi, et encore Sophie-Catherine Gallet. - réalisation : Anne-Laure Chanel - invités : Kelly Reichardt Réalisatrice; Valérie Donzelli Actrice, scénariste et réalisatrice française; Hasan Hadi cinéaste irakien; Sophie-Catherine Gallet Collaboratrice à France Culture, critique de cinéma à Revus et corrigés, cinéaste
durée : 00:58:34 - Plan large - par : Antoine Guillot - Ce samedi nous recevons les cinéastes Valérie Donzelli et Kelly Reichardt pour la sortie de leurs films "A pied d'oeuvre" et "The Mastermind", et aussi le réalisateur irakien Hasan Hadi, et encore Sophie-Catherine Gallet. - réalisation : Anne-Laure Chanel, Anne-Vanessa Prévost - invités : Kelly Reichardt Réalisatrice, Valérie Donzelli Actrice, scénariste et réalisatrice française, Hasan Hadi cinéaste irakien, Sophie-Catherine Gallet Collaboratrice à France Culture, critique de cinéma à Revus et corrigés, cinéaste Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France
Dans ce nouvel épisode hors-série, à l'occasion de la sortie du film A pied d'œuvre le 4 février 2026 au cinéma, nous avons le plaisir d'échanger avec Valérie Donzelli, réalisatrice et actrice, et Franck Courtès, auteur du récit A pied d'œuvre dont le film est adapté.Un grand merci à Valérie Donzelli et Franck Courtès d'avoir répondu à nos questions, ainsi qu'à Camille de l'agence Déjà Le Web d'avoir permis cet entretien.Cet épisode hors-série a été réalisé et animé par Pascale Charpenet.
#REDIFFUSIONOn la connaît par cœur, la figure romantique de l'artiste fauché qui écrit à la lueur de sa dernière chandelle. Mais curieusement, on se demande rarement si les écrivains dits « à succès » - ceux qu'on entend sur France Culture ou qu'on voit sur le plateau de La Grande Librairie - arrivent à vivre de leur plume.C'est pourtant ce que racontait Franck Courtès dans À pied d'œuvre, publié en 2023 chez Gallimard. Il y observait sa propre descente, palier après palier, vers une misère bien concrète.Deux ans plus tard, ce livre devient un film réalisé par Valérie Donzelli avec le comédien Bastien Bouillon, qui est sorti en salles hier.L'histoire de Franck Courtès touche désormais un plus large public, mais le fond reste le même : que vaut un métier qui remplit mais ne nourrit pas ?
durée : 00:03:19 - Le Regard culturel - par : Lucile Commeaux - Valérie Donzelli signe le portrait d'un écrivain en plein déclassement social qui ne livre pas de discours sur la précarité, mais n'évite pas le réel non plus. Un film juste, collé à un personnage très bien interprété par le comédien Bastien Bouillon.
Film critic Manon Kerjean speaks to Eve Jackson about the latest French cinema releases, from the modern, socially savvy comedy "LOL 2.0" with Sophie Marceau, to Valérie Donzelli's poignant drama "At Work" and a major retrospective celebrating documentary master Raymond Depardon. They also look at the family-friendly adventure "Marsupilami", highlighting a week of films that mix laughter, reflection and visual spectacle.
durée : 00:03:19 - Le Regard culturel - par : Lucile Commeaux - Valérie Donzelli signe le portrait d'un écrivain en plein déclassement social qui ne livre pas de discours sur la précarité, mais n'évite pas le réel non plus. Un film juste, collé à un personnage très bien interprété par le comédien Bastien Bouillon.
Par Rafael Wolf et Thomas Lecuyer. "Marsupilami" de Philippe Lacheau. "A pied dʹœuvre" de Valérie Donzelli. "Rental Family" de Hiraki. "Hola Frida" film dʹanimation de Karine Vézina et André Kadi.
Photographe à succès, Paul Marquet abandonne tout pour se lancer dans l'écriture. Il enchaîne les livres, publiés, mais peine à gagner correctement sa vie. Son éditrice lui annonce quʹelle refuse son nouveau manuscrit. Commence alors une lente descente vers la précarité sociale et la pauvreté. Un quotidien fait de petits boulots obtenus sur une application mobile qui ne laissent que peu de temps pour lʹécriture. Adaptation du roman autobiographique de Franck Courtès, publié en 2023. Par Rafael Wolf et Thomas Lecuyer.
durée : 02:01:31 - Musique matin du mardi 03 février 2026 - par : Jean-Baptiste Urbain - Dans "À pied d'œuvre", Valérie Donzelli suit un photographe à succès qui quitte tout pour écrire et tombe dans la précarité. Un film adapté d'un roman autobiographique sur le dévouement à l'art et le prix de la liberté artistique. Portrait d'une cinéaste qui glisse Bach et Reggiani dans ses films. - réalisé par : Yassine Bouzar Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
durée : 00:26:24 - Valérie Donzelli, réalisatrice - Dans "À pied d'œuvre", Valérie Donzelli suit un photographe à succès qui quitte tout pour écrire et tombe dans la précarité. Un film adapté d'un roman autobiographique sur le dévouement à l'art et le prix de la liberté artistique. Portrait d'une cinéaste qui glisse Bach et Reggiani dans ses films. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
durée : 00:28:54 - Les Midis de Culture - par : Marie Labory - La réalisatrice Valérie Donzelli adapte à l'écran l'histoire de Franck Courtès, auteur d'"À pied d'œuvre", un roman dans lequel il raconte son parcours de photographe reconnu à écrivain précaire, un rôle porté à l'écran par Bastien Bouillon. - réalisation : Laurence Malonda - invités : Valérie Donzelli Actrice, scénariste et réalisatrice française; Bastien Bouillon Comédien
Avec ''À pied d'œuvre'', Valérie Donzelli signe un film profondément humain, porté par l'excellent Bastien Bouillon. Auréolé du prix du meilleur scénario lors de la Mostra de Venise, le film sort au cinéma le 4 février 2026. Cette comédie dramatique est inspirée du roman autobiographique de Franck Courtès. Rencontre avec sa réalisatrice.
durée : 00:45:41 - La 20e heure - par : Eva Bester - Comédienne, scénariste et réalisatrice, Valérie Donzelli nous présente son dernier film "À pied d'œuvre", réalisé d'après le livre de Franck Courtes, avec Bastien Bouillon dans le rôle principal. Le film a reçu le prix du meilleur scénario à la Mostra de Venise. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
durée : 00:55:07 - Certains l'aiment Fip - A l'occasion de la sortie de son film" À pied d'œuvre", la cinéaste évoque son rapport à la musique et à la voix, ses collaborations et ses souvenirs de cinéma. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
La relazione tra arte e politica ha ovviamente assunto nei secoli forme e sfumature diverse. In alcuni casi il legame è stato diretto e ha visto artisti assumere anche un ruolo politico, come per esempio con Jacques Louis David a cui il Louvre di Parigi dedica in queste settimane, in occasione del bicentenario dalla morte, una grande mostra retrospettiva. In altri momenti il potere politico ha cercato un suo stile per promuoversi richiamandosi a capitoli considerati magistrali della storia dell'arte, come è accaduto in Italia durante il ventennio fascista che scelse di ispirarsi a un'arte antica idealizzata. Linguaggi ed estetiche diverse che si accompagnano forse anche a motivazioni diverse, e di conseguenza, per usare un termine più politico che artistico, a strategie diverse adottate sia dagli artisti che da chi li sostiene. Per riflettere su questi temi Voci dipinte ha invitato lo storico dell'arte Michele Dantini autore di numerosi saggi tra i quali figura anche Arte e politica in Italia. Tra fascismo e Repubblica, Donzelli 2018.
La relazione tra arte e politica ha ovviamente assunto nei secoli forme e sfumature diverse. In alcuni casi il legame è stato diretto e ha visto artisti assumere anche un ruolo politico, come per esempio con Jacques Louis David a cui il Louvre di Parigi dedica in queste settimane, in occasione del bicentenario dalla morte, una grande mostra retrospettiva. In altri momenti il potere politico ha cercato un suo stile per promuoversi richiamandosi a capitoli considerati magistrali della storia dell'arte, come è accaduto in Italia durante il ventennio fascista che scelse di ispirarsi a un'arte antica idealizzata. Linguaggi ed estetiche diverse che si accompagnano forse anche a motivazioni diverse, e di conseguenza, per usare un termine più politico che artistico, a strategie diverse adottate sia dagli artisti che da chi li sostiene. Per riflettere su questi temi Voci dipinte ha invitato lo storico dell'arte Michele Dantini autore di numerosi saggi tra i quali figura anche Arte e politica in Italia. Tra fascismo e Repubblica, Donzelli 2018.
Donato Pirovano"Dante e il mare"Donzelli Editorewww.donzelli.itNel viaggio oltremondano raccontato nella Commedia, Dante rasenta una volta sola il mare: sono le acque oceaniche che bagnano l'isola del purgatorio nell'emisfero australe, che il poeta vede dopo essere uscito dall'inferno. In quelle stesse acque, all'inizio della creazione è precipitato Lucifero, e lì è naufragata la nave di Ulisse, dopo che l'eroe greco aveva convinto i suoi compagni a lanciarsi oltre le Colonne d'Ercole. Il Mar Mediterraneo è invece presente nei racconti di personaggi incontrati lungo il cammino, da Francesca a Folchetto di Marsiglia, da Pier da Medicina a Sapia. Il mare nostrum si intravede anche nei miti che interagiscono con la poesia dantesca: Glauco, la Sirena, Ero e Leandro, gli Argonauti. Tuttavia, è nel tessuto metaforico che il mare fa sentire maggiormente il rumore dei suoi flutti, a partire dalla similitudine con cui si apre il poema, quella di un naufrago che scruta le acque alle quali è sopravvissuto, fino all'immagine del canto finale del Paradiso, in cui Nettuno guarda meravigliato l'ombra di Argo, la prima nave che ha solcato il suo regno. C'è poi una metafora antica che Dante rende sua e rinnova, quella della poesia come navigazione, che apre mirabilmente le ultime due cantiche e innerva l'intera struttura del poema. Quello del mare è un tema ricorrente nella Commedia, ma è presente in quasi tutte le opere di Dante; dato curioso, visto che molto probabilmente egli non ebbe mai occasione di solcarlo. Si tratta di un argomento sterminato, ricco di sfaccettature, oltre che di implicazioni letterarie e filosofiche, spesso toccato dalla critica, ma fino a oggi mai affrontato compiutamente in una monografia. Il libro di Pirovano colma questa lacuna offrendo un'analisi completa della presenza del mare, fisico e metaforico, nel corpus dantesco.Donato Pirovano è professore ordinario di filologia e critica dantesca all'Università di Milano. Socio dell'Accademia delle scienze di Torino, ha tenuto pubbliche letture dantesche presso varie istituzioni culturali e università in Italia e all'estero. Nel 2015 ha curato una nuova edizione criticamente rivista e commentata della Vita nuova. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato Amore e colpa. Dante e Francesca (2021) e La nudità di Beatrice. Dante, Giotto, Ambrogio Lorenzetti e l'iconografia della Carità (2023). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Comincia una nuova stagione. Partiamo parlando di Palestina con Cecilia Dalla Negra; il festival Hey man!; Alice Cucchetti in studio con noi per parlare di cinema e questioni di genere. Con Alice abbiamo parlato di questi titoli: FILM DI VENEZIA The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania (in uscita come La voce di Hind Rajab il 25 settembre), Leone d'argento - Gran premio della giuria A House of Dynamite di Kathryn Bigelow (in uscita il 24 ottobre su Netflix) Silent Friend di Ildykó Enyedi The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold À pied d'œuvre di Valérie Donzelli, Leone d'argento per la sceneggiatura Un anno di scuola di Laura Samani Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli GLI ALTRI FILM DI REGISTE ATTESI Wuthering Heights (Cime tempestose) di Emerald Fennell Sense and sensibility (Ragione e sentimento) di Georgia Oakley The Bride! di Maggie Gyllenhaal Hamnet di Chloé Zhao Già in sala Materialists (titolo italiano Material Love) di Celine Song
"À pied d'œuvre" de Valérie Donzelli, en compétition au Festival International du Film de Venise est un film captivant qui explore la precarité artistique avec intensité et authenticité. The post “À pied d’œuvre”, entretien avec la réalisatrice Valérie Donzelli et l’acteur Bastien Bouillon appeared first on Fred Film Radio.
Toni Ricciardi"Morire a Mattmark"L'ultima tragedia dell'emigrazione italianaDonzelli Editorewww.donzelli.itIl 30 agosto 1965 a Mattmark, in Svizzera, un'enorme valanga di ghiaccio travolse il cantiere della diga in costruzione, seppellendo 88 operai, di cui 56 italiani. Fu una delle più gravi tragedie dell'emigrazione del dopoguerra, paragonabile a Marcinelle per portata e impatto simbolico.A sessant'anni di distanza, lo storico Toni Ricciardi dedica una nuova edizione del suo libro Morire a Mattmark. L'ultima tragedia dell'emigrazione italiana, arricchita da un'introduzione che interroga le coscienze: Italia e Svizzera sono state all'altezza della storia?Il volume ricostruisce con precisione e profondità l'intera vicenda: dalle testimonianze dei sopravvissuti alle inchieste e ai processi che si conclusero con l'assoluzione degli imputati e la beffa delle spese processuali a carico dei familiari delle vittime. Una storia che segna il punto di non ritorno nella memoria dell'emigrazione italiana, e che troppo a lungo è rimasta nell'ombra.In occasione dell'anniversario, la Rai trasmetterà sabato 30 agosto, alle 23:35, un documentario ispirato al libro, riportando al centro dell'attenzione pubblica un evento che tocca la dignità del lavoro e il sacrificio di migliaia di emigrati.A Mattmark non ci si fermava mai, si lavorava giorno e notte per costruire un'imponente diga capace di produrre l'energia necessaria a un paese, la Svizzera, che stava vivendo una crescita economica senza precedenti. Nel cantiere lavoravano più di mille persone, in maggioranza straniere e provenienti soprattutto dalla provincia italiana. La «piccola» Svizzera accoglieva da sola quasi il 50 per cento dell'intero flusso migratorio italiano, dando occupazione a operai impegnati in grandi opere, come la diga di Mattmark. Ma il 30 agosto 1965, in pochi secondi, accadde l'irreparabile: «Niente rumore. Solo, un vento terribile e i miei compagni volavano come farfalle. Poi ci fu un gran boato, e la fine. Autocarri e bulldozer scaraventati lontano». A parlare è uno dei sopravvissuti intervistati nel libro, uno dei testimoni della valanga di più di 2 milioni di metri cubi di ghiaccio che seppellì 88 lavoratori. Di questi, 56 erano italiani. Come a Marcinelle, la tragedia rappresentò una cesura nella lunga e travagliata storia dell'emigrazione italiana, segnando un punto di non ritorno. Inoltre, suscitò molto scalpore in tutta Europa: per la prima volta, stranieri e svizzeri morivano l'uno a fianco all'altro. Nei giorni successivi si scavò senza sosta con la speranza di trovare ancora vivi amici, padri, fratelli, figli. Ci vollero quasi due anni per recuperare i resti dell'ultima salma. Questa storia si concluse nel modo peggiore: i tempi dell'inchiesta furono lunghissimi, oltre sei anni, e i diciassette imputati chiamati a rispondere dell'accusa di omicidio colposo furono tutti assolti, nonostante l'instabilità del ghiacciaio fosse nota da secoli. In appello andò anche peggio, con la conferma dell'assoluzione e la condanna dei familiari delle vittime al pagamento delle spese processuali. A sessant'anni di distanza, come scrive Toni Ricciardi nell'introduzione a questa nuova edizione, se Mattmark non è più una «Marcinelle dimenticata», resta ancora un interrogativo: l'Italia e anche la stessa Svizzera sono state all'altezza della storia?Toni Ricciardi è storico delle migrazioni presso l'Università di Ginevra, l'Istituto di Storia dell'Europa mediterranea (Isem-Cnr) e deputato della XIX legislatura. Tra i suoi libri usciti per Donzelli, ricordiamo Marcinelle, 1956 (2016), Breve storia dell'emigrazione italiana in Svizzera (2018), Il Terremoto dell'Irpinia (2020), Dalla valigia di cartone al web (2022). Per i tipi della Donzelli dirige l'opera in quattro volumi Storia dell'emigrazione italiana in Europa.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
ANSA - di Francesco Gallo.Al Lido in concorso il film tratto dal romanzo di Franck Courtes.
Elles et ils révèlent leurs secrets... honteux ou pas !Avec Laëtitia Dosch (comédienne), Léonie Pernet (musicienne), Déborah Saïag (autrice, réalisatrice), Malik Djoudi (musicien), Swann Périssé (humoriste), Alex Beaupain (musicien), Constance Debré (écrivain), Rebecca Zlotowsky (réalisatrice), Mélissa Laveaux (musicienne), Fatima Daas (écrivaine), Valérie Donzelli (réalisatrice) et Pénélope Bagieu (dessinatrice).Les épisodes consacrés à chacun.e des intervenant.e.s sont en écoute sur la chaîne "Et Sinon ?"
Après l'enregistrement avec Mehdi Djaadi, je lui ai proposé de prendre quelques minutes pour qu'on fasse connaissance avec son ami, Samir Melly, jeune comédien inscrit au cours Florent, qui souhaitait assister aux échanges. Ils sont des frères de coeur, ce que les anglophones expriment avec les mots "brother from another mother".Si l'expression existent dans d'autres langues, dites-moi ! Un peu à la manière du film documentaire "Rue du Conservatoire" de Valérie Donzelli, voyons ce qui anime Samir Melly, au point de quitter sa Suisse natale , pour poursuivre son rêve. Retrouvez Samir Melly sur les réseaux sociauxhttps://www.instagram.com/sa.rym96/Et dans le documentaire "Le fils du chasseur" de Juliette Riccaboni https://www.akkafilms.ch/le-fils-du-chasseur/Synopsis"Dans l'espoir de se rapprocher de son père qu'il connaît peu, Samir décide de l'accompagner lors d'une partie de chasse en montagne. La réalisatrice Juliette Riccaboni décide de filmer la complexité d'une relation aux multiples dissensions. Les décors pittoresques valaisans deviennent le théâtre de ces retrouvailles difficiles, ponctuées d'instants d'humour et de tendresse." AVERTISSEMENT IMPORTANT : Ne jamais s'inscrire sur une application ou site de rencontres payant sans 1) lire les avis sur Google (Play store) ou Apple (App store) 2) lire les conditions tarifaires de l'abonnement. Ainsi je vous déconseille fortement le site PARSHIP, qui pratique l'extorsion : on ne peut pas résilier avant 1 an obligatoire, même si on n'utilise plus le service, qui n'est pas satisfaisant, car très peu de personnes dans votre région. Le service clientq n'a que mépris pour les clients et le service communication ne veut rien entendre (un comble), aucun arrangement possible. Donc évitez une dépense inutile. Bonus enregistré en mai 2025, en bas de chez Isabelle, merci à elle et son chat pour leur hospitalitéMontage et mixage : Isabelle FieldMusique : Nouveau générique ! Vous l'avez reconnu ? C'est le générique de la série mythique des années 90 "Code Quantum" avec Scott Bakula
Vittorio Zambardino"Dries"I giorni del pensiero cagnolinoLuca Sossella Editorewww.lucasossellaeditore.itQuasi alla fine di un attraversamento di Roma per motivi banali, mi fermo al semaforo di Santa Croce in Gerusalemme. Nell'aiuola c'è un tubo che innaffia o perde e dal quale esce un getto sottile ma energico d'acqua. Un pastore tedesco ci si avventa sopra, non per bere ma per chiudere la falla, lui mangia l'acqua per fermarla. Si allontana, vede che il getto continua, si avventa di nuovo. Lo fa tre, quattro volte, e io mi commuovo per l'innocenza di questo gioco: è il “pensiero cagnolino”.Vittorio Zambardino (Napoli 1951) ha lavorato nel giornalismo politico, sportivo e digitale. Ha fondato il sito “Repubblica.it” e il portale Kataweb, che ha diretto.Ha pubblicato il fortunato Internet. Avviso ai naviganti (Donzelli editore, 1996), scritto con Alberto Berretti e con Massimo Russo Eretici Digitali (Apogeo, 2009). Cura una rubrica per il mensile “Mind”. È opinionista sportivo per il “Corriere del Mezzogiorno-Corriere della Sera”.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Armando Besio"Il bello dell'orrido"Sabato 26 aprile con Vivian Lamarque, poetessa tra le più amate in Italia: con uno stile caratterizzato da un linguaggio semplice e quotidiano, spesso ispirato al mondo delle fiabe e dell'infanzia, affronta da sempre questioni personali e private con grande delicatezza. Data in adozione a nove mesi in quanto figlia illegittima, i temi dell'abbandono e della ricerca delle origini fanno da sempre parte della produzione poetica di Lamarque. Maestra nel combinare un'apparente leggerezza e semplicità di scrittura con un'intensa profondità emotiva, è stata recentemente celebrata dallo scrittore Aldo Nove, che ha opportunamente definito i suoi versi come caratterizzati da “spietata, inimitabile dolcezza”. Traduttrice di autori come Paul Valéry, Baudelaire e La Fontaine, è anche prolifica scrittrice di fiabe e libri per bambini. Punto centrale del dialogo con Besio è L'amore da vecchia (Mondadori), vincitore del Premio Strega Poesia, del Premio Viareggio-Rèpaci e del Premio Umberto Saba Poesia.Sabato 31 maggio l'appuntamento è con Massimo Castoldi: filologo e critico letterario, studioso di Pascoli e Manzoni, ha dedicato i suoi studi all'approfondimento della cultura e della memoria storica italiana. È professore di filologia italiana presso l'Università degli Studi di Pavia e collabora con istituzioni culturali e accademiche. Curatore di numerosi volumi, oltre alle pubblicazioni in ambito letterario e linguistico si è occupato di storia della Resistenza, della cultura italiana durante il Fascismo, della censura e delle tematiche della memoria. Le origini e il significato autentico dell'inno nazionale italiano sono raccontate in L'Italia s'è desta. L'inno di Mameli, un canto di pace (Donzelli), nel quale analizza il contesto storico in cui nacque e il messaggio di pace e di fratellanza che porta con sé. Un'occasione per riscoprire un simbolo identitario spesso incompreso, mettendo in luce anche la storia tragica del ragazzo Mameli, protagonista di questo momento storico. IL. POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Donzelli insulta Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano - Trump attacca l’Europa, e a noi chi ci difende?
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica“ lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
durée : 01:48:42 - Comme un samedi - par : Arnaud Laporte - Valérie Donzelli est la nouvelle directrice de la Nuit Blanche 2025 : que nous concocte-t-elle, avec à l'affiche la star de l'événement Michel Gondry ? Elle nous le raconte dans cette carte blanche où vous aurez aussi droit à un gros débat : pour ou contre les glaces au cinéma ? - réalisation : Alexandre Fougeron - invités : Valérie Donzelli Actrice, scénariste et réalisatrice française; Virginie Ledoyen Comédienne; Michel Gondry Cinéaste, auteur de bande dessinée, musicien; Franck Courtès Ecrivain; Gilles Marchand Directeur général de la SRG SSR - Société suisse de radiodiffusion et télévision; Biche Groupe de musique pop français
Gli Usa al G7 e all'Onu: l'Ucraina non fu aggredita.
Bienvenue dans un nouvel épisode pétillant de CLAP ! - Les news, votre rendez-vous hebdomadaire pour tout savoir de l'actualité du cinéma. Aujourd'hui, l'animatrice Laurie Cholewa et ses experts Perrine Quenson et Médiaaumaïs vous embarquent pour une heure de découvertes, de rires et de passions.Dès le début de l'émission, l'ambiance est festive avec un extrait du film à sensation Vermine, qui a fait un carton l'année dernière. Puis c'est l'heure des bonnes nouvelles : les nominations aux Golden Globes sont tombées et le film Emilia Pérez de Jacques Audiard truste pas moins de 10 catégories !
durée : 00:28:43 - Les Midis de Culture - par : Marie Labory - Avec “Rue du Conservatoire”, la comédienne et cinéaste Valérie Donzelli livre un documentaire sur la relève du théâtre contemporain. - réalisation : Laurence Malonda - invités : Valérie Donzelli Actrice, scénariste et réalisatrice française
AlloCiné a rencontré la réalisatrice, scénariste et comédienne Valérie Donzelli au Festival du film francophone d'Angoulême, qui vient de se tenir en cette fin août. Le festival accueillait une rétrospective intégrale de ses films en tant que réalisatrice, de La Reine des pommes à L'amour et les forêts.Valérie Donzelli sort le 18 septembre un tout nouveau long métrage, Rue du conservatoire. Un film arrivé un peu comme une surprise !Le pitch : "En 1996 j'ai passé le concours du conservatoire. Je l'ai raté. Il y a un an on m'a demandé d'y faire une masterclass sur le jeu d'acteur au cinéma. J'y suis allée. J'ai rencontré une jeunesse vivante, joyeuse et passionnée. Parmi mes élèves il y avait Clémence. L'année d'après, elle m'a demandé de filmer leur dernier spectacle. J'ai ressenti son urgence et la peur qu'elle avait de quitter ce lieu mythique. Alors j'ai accepté. En filmant cette jeunesse, j'ai revisité la mienne."Rue du conservatoire sort le 18 septembre au cinéma.Crédits :Journaliste : Brigitte BaronnetMontage : Nina LasaucaPropos recueillis au Festival du film francophone d'Angoulême 2024
Al via il Consiglio Ue con le nomine al centro. Andiamo da Beda Romano, corrispondente de Il Sole 24 ORE da Bruxelles. Seconda puntata dell’inchiesta di Fanpage sulla gioventù di Fratelli d’Italia. Donzelli: “Prenderemo provvedimenti”. Ne parliamo con Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.L’Ue contro Microsoft, accusa di posizione dominante. Sentiamo il nostro Enrico Pagliarini.Ci avviciniamo alle elezioni francesi collegandoci con Parigi dove c’è Danilo Ceccarelli.