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#adv Migliora la tua attività e usa lo stesso checkout che viene usato da brand di successo. Iscriviti al periodo di prova a solo un euro al mese: clicca qui! --- Grazie Ilaria Giubbilo per la lettura del testo di Cristina Scuderi 23 dicembre 1978. Un volo straordinario, allestito all'ultimo per riportare a casa centinaia di persone alla vigilia di Natale, parte da Roma diretto a Palermo. A bordo ci sono emigrati, famiglie, un autore televisivo molto noto, un giovane studente di medicina. La meta è Punta Raisi: uno degli aeroporti più discussi d'Italia, incastrato tra il mare e le montagne. Ma questa non è solo la storia di una notte sul Tirreno. È anche la storia di come quell'aeroporto sia finito proprio lì: costruito contro il parere dei tecnici, su terreni che facevano gola a Cosa Nostra, lungo una strada che attraversa nomi come Peppino Impastato, Pio La Torre e Boris Giuliano. Una puntata in due parti, costruita su rapporti ufficiali, atti parlamentari, cronache dell'epoca, testimonianze dei sopravvissuti e il lavoro di memoria dei familiari delle vittime e dell'associazione Libera. --- Supporta Ultimi Attimi, unisciti al Patreon! CLICCA QUI - DA OGGI avrai anche la puntata senza pubblicità! Tutti i link della community: linktr.ee/ultimiattimi (compresi i link ai libri!) ---- I Patreon che producono questa puntata: CAPITANI: MATTIA ZAMBON PRIMO UFFICIALE: Matteo Errera Andrea Erba MEMBRI DELL'EQUIPAGGIO: Simona Sbardella Daniele Cavallaro CPT_Koenig Ilag78 Anche al tier più basso, cioè "Passeggeri", si ha accesso a tutti gli elementi esclusivi - ATTENZIONE: ultimi posti disponibili ad un euro al mese!
#adv Migliora la tua attività e usa lo stesso checkout che viene usato da brand di successo. Iscriviti al periodo di prova a solo un euro al mese: clicca qui! --- EPISODIO RISCRITTO INTERAMENTE! 23 dicembre 1978. Un volo straordinario, allestito all'ultimo per riportare a casa centinaia di persone alla vigilia di Natale, parte da Roma diretto a Palermo. A bordo ci sono emigrati, famiglie, un autore televisivo molto noto, un giovane studente di medicina. La meta è Punta Raisi: uno degli aeroporti più discussi d'Italia, incastrato tra il mare e le montagne. Ma questa non è solo la storia di una notte sul Tirreno. È anche la storia di come quell'aeroporto sia finito proprio lì: costruito contro il parere dei tecnici, su terreni che facevano gola a Cosa Nostra, lungo una strada che attraversa nomi come Peppino Impastato, Pio La Torre e Boris Giuliano. Una puntata in due parti, costruita su rapporti ufficiali, atti parlamentari, cronache dell'epoca, testimonianze dei sopravvissuti e il lavoro di memoria dei familiari delle vittime e dell'associazione Libera. --- Supporta Ultimi Attimi, unisciti al Patreon! CLICCA QUI - DA OGGI avrai anche la puntata senza pubblicità! Tutti i link della community: linktr.ee/ultimiattimi (compresi i link ai libri!) ---- I Patreon che producono questa puntata: CAPITANI: MATTIA ZAMBON PRIMO UFFICIALE: Matteo Errera Andrea Erba MEMBRI DELL'EQUIPAGGIO: Simona Sbardella Daniele Cavallaro CPT_Koenig Ilag78 Anche al tier più basso, cioè "Passeggeri", si ha accesso a tutti gli elementi esclusivi - ATTENZIONE: ultimi posti disponibili ad un euro al mese!
A Cuba con la Radio Argentina - Aldo Moro e Peppino Impastato - Radio Sardegna - A bordo con noi Anita e Daniel di Oltre il pregiudizioOltre il pregiudizio
A Cuba con la Radio educatrice - Daniel e Anita a bordo con noi per un nuovo podcast - Una canzone per Peppino Impastato di Danilo Sulishttps://www.spreaker.com/podcast/oltre-il-pregiudizio--6822149Oltre il pregiudiziowww.rete100passi.it/peppe-meu-peppino-impastatoPEPPE MEU - Peppino Impastato | rete-100-passi
A Cuba con la attuale situazione Venezuelana - 5 Gennaio per Peppino Impastato e Radio 100 Passi - Un saluto al 2025
Nuova puntata della serie sui corleonesi di Totò Riina, siamo giunti al 1988, anno dell'omicidio di Mauro Rostagno. 1. Il Ruolo di Trapani: Droga e Armi Snodo Cruciale: La Sicilia occidentale (Trapani, Castellammare del Golfo, Alcamo Marina) era uno snodo cruciale per i traffici di droga e armi, attività che ridefinirono gli equilibri di potere con l'ascesa dei Messina Denaro [01:08]. La Raffineria di Alcamo: Nel 1985 viene scoperta ad Alcamo la più grande raffineria d'Europa, che produceva "siciliana" pura al 90% [01:44], gestita dai clan emergenti alleati con i Corleonesi [03:41]. L'Attentato a Carlo Palermo: L'ordine di uccidere il giudice istruttore Carlo Palermo (nell'attentato di Pizzolungo) era venuto da chi controllava l'enorme traffico di eroina e vedeva minacciata l'attività, sebbene l'attentato fallì [02:42]. Fonti di Finanziamento Clandestine: Le "black operation" dei servizi segreti (azioni segrete che implicano illegalità) venivano finanziate tramite fonti non ufficiali come tangenti, traffici illeciti di armi e droga, e malversazione di denaro pubblico [04:50]. 2. Il Ruolo dei Servizi Segreti e Gladio Centro Scorpione (Gladio): A Castelluzzo (Trapani) operava il Centro Scorpione, uno dei centri addestramento speciale (CAS) di Gladio, l'organizzazione stay-behind [07:10]. * Compiti Ufficiali e Depistaggi: Ufficialmente, Gladio a Trapani avrebbe dovuto controllare le mosse della Libia e collaborare con l'Alto Commissariato Antimafia, ma non risulta abbia mai prodotto rapporti in tal senso [07:41]. Il documentario suggerisce che il depistaggio (per coprire omicidi o reati di associazione) è cruciale per proteggere persone che "non possono finire in carcere poiché appartenenti a quell'ingranaggio" [05:42]. L'Incidente di Kinisia: Nell'agosto 1988, presso l'aeroporto abbandonato di Kinisia (Trapani), un aereo militare atterra per un'operazione rapida di scarico e carico di casse [09:14]. Mauro Rostagno, con la sua telecamera, riprende l'operazione e riferisce di aver filmato delle armi [10:05]. 3. L'Omicidio di Mauro Rostagno La Minaccia in TV: Rostagno, ex leader di Lotta Continua e sociologo, dirigeva i servizi giornalistici dell'emittente locale RTC a Trapani. I suoi editoriali di denuncia contro la mafia locale (in particolare il traffico di droga) e la corruttela politica erano diventati una costante "spina nel fianco" [18:16]. Il Movente: L'ordine di ucciderlo fu dato da Cosa Nostra trapanese, che mal sopportava la sua azione di denuncia [20:18]. Rostagno ricordava la lotta antimafia di Peppino Impastato [20:33]. La Cassetta Scomparsa: Dopo l'omicidio, la sua borsa e l'ufficio vennero setacciati [11:42]. Alcuni collaboratori riferirono che la borsa conteneva la videocassetta di Kinisia [11:57], che non fu mai mandata in onda [10:23]. I Mandanti e gli Esecutori: La sentenza sull'omicidio ha scagionato il cofondatore di Saman, Francesco Cardella, e ha ritenuto responsabili: Mandante: Francesco Messina Denaro [21:09] (capo della cosca) Esecutore: Vito Mazzara [31:34] (capo della cosca di Valderice). 4. Il Contesto di Affari e Misteri Il documentario traccia una fitta rete di personaggi coinvolti in misteri italiani: Francesco Cardella: Cofondatore della comunità Saman [10:33], amico di Bettino Craxi [29:46]. Fu accusato dell'omicidio Rostagno, fuggì in Nicaragua e morì nel 2011 [29:26]. Era legato alla vicenda Mino Pecorelli [33:46] (caso Mattei) attraverso il giornalista Franco Simeoni. Vincenzo Licausi: Successore al comando del Centro Scorpione di Gladio [07:56]. Fu inviato in Somalia, ebbe rapporti con la giornalista Ilaria Alpi e morì in un agguato nel 1993, poco prima di testimoniare su Gladio e traffico di armi/scorie nucleari [30:04]. [01:44] Scoperta della raffineria di eroina ad Alcamo (la "siciliana" al 90%). [02:42] L'attentato al giudice Carlo Palermo collegato al controllo della raffineria. [05:21] I finanziamenti illeciti (armi/droga) come fonte delle "black operation" dei servizi segreti. [07:10] Riferimento al Centro Scorpione di Gladio a Trapani. [09:14] L'atterraggio dell'aereo militare sospetto all'aeroporto di Kinisia. [10:05] Rostagno dichiara di aver filmato delle armi nelle casse. [10:23] La cassetta contenente il documento di Kinisia non venne mai mandata in onda. [11:14] Rostagno collega la lotta alla droga alla lotta alla mafia. [20:18] Il movente dell'omicidio: la mafia trapanese mal sopporta le denunce di Rostagno. [31:34] I condannati per l'omicidio: mandante Francesco Messina Denaro, esecutore Vito Mazzara. [33:46] La figura di Franco Cardella collegata al caso Mino Pecorelli (Mattei). [34:35] Il dossier del Colonnello Rocca su traffici illegali di armi e la NATO. #ItaliaMistero #truecrime #storiavera #inchiesta #storia #storiavera #perte #MauroRostagno #CentroScorpione #Gladio #MafiaSiciliana #Trapani #ServiziSegreti #ArmiDroga #MafiaTrapani #TrafficoArmi #OmicidioRostagno #IlariaAlpi #FrancescoMessinaDenaro
Trama, spiegazione e recensione del film I cento passi sulla storia di Peppino Impastato, ucciso su mandato del boss mafioso Gaetano Badalamenti.
A Cuba con José Martí alla Radio - Radio Londra - Pellicole su Guglielmo Marconi Episodio in memoria di Salvo Vitale noto per il suo impegno nella lotta contro la mafia e per la creazione di Radio Aut assieme all'amico Peppino Impastato.
A Cuba con Radio Vitral - La Svizzera e il sistema di emergenza via radio - Gli eventi dedicati a Peppino Impastato in Podcast - La mafia in un Podcast
A Cuba con Radio Amanecer - 5 Gennaio il compleanno di Peppino Impastato - Riviviamo il 2024 prima parte
durée : 00:05:28 - Un ghjornu, una canzona : Doria - 100 Passi - "Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda. Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi, prima di non accorgerci più di niente!" I 100 passi di Peppino Impastato
durée : 00:05:28 - Un ghjornu, una canzona - I "100 passi" di Peppino Impastato cuntati dà Doria
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Dieci pannelli dedicati ai cronisti uccisi da Cosa Nostra: sono loro i protagonisti di una mostra curata dall'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, in collaborazione con l'Unione Siciliana Emigrati e Famiglie, che ha fatto tappa a New York. Da Cosimo Cristina a Mauro De Mauro, da Giovanni Spampinato a Mario Francese. E ancora Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Maria Grazia Cutuli. A loro è stata dedicata “Testimoni della verità”, che arriva all'Istituto Italiano di Cultura dopo una tappa al Parlamento Europeo di Strasburgo. All'inaugurazione hanno partecipato tra gli altri il console generale Fabrizio Di Michele, il presidente della Commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, il presidente dell'USEF Angelo Lauricella, il deputato del PD eletto nel Collegio Nord e Centro America, Christian Di Sanzo, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Roberto Gueli, e il vicepresidente Salvatore Li Castri, il curatore della mostra Franco Nicastro.xo9/abr/gtr (Interviste di Stefano Vaccara)
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Dieci pannelli dedicati ai cronisti uccisi da Cosa Nostra: sono loro i protagonisti di una mostra curata dall'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, in collaborazione con l'Unione Siciliana Emigrati e Famiglie, che ha fatto tappa a New York. Da Cosimo Cristina a Mauro De Mauro, da Giovanni Spampinato a Mario Francese. E ancora Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Maria Grazia Cutuli. A loro è stata dedicata “Testimoni della verità”, che arriva all'Istituto Italiano di Cultura dopo una tappa al Parlamento Europeo di Strasburgo. All'inaugurazione hanno partecipato tra gli altri il console generale Fabrizio Di Michele, il presidente della Commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, il presidente dell'USEF Angelo Lauricella, il deputato del PD eletto nel Collegio Nord e Centro America, Christian Di Sanzo, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Roberto Gueli, e il vicepresidente Salvatore Li Castri, il curatore della mostra Franco Nicastro.xo9/abr/gtr (Interviste di Stefano Vaccara)
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Dieci pannelli dedicati ai cronisti uccisi da Cosa Nostra: sono loro i protagonisti di una mostra curata dall'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, in collaborazione con l'Unione Siciliana Emigrati e Famiglie, che ha fatto tappa a New York. Da Cosimo Cristina a Mauro De Mauro, da Giovanni Spampinato a Mario Francese. E ancora Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Maria Grazia Cutuli. A loro è stata dedicata “Testimoni della verità”, che arriva all'Istituto Italiano di Cultura dopo una tappa al Parlamento Europeo di Strasburgo. All'inaugurazione hanno partecipato tra gli altri il console generale Fabrizio Di Michele, il presidente della Commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, il presidente dell'USEF Angelo Lauricella, il deputato del PD eletto nel Collegio Nord e Centro America, Christian Di Sanzo, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Roberto Gueli, e il vicepresidente Salvatore Li Castri, il curatore della mostra Franco Nicastro.xo9/abr/gtr (Interviste di Stefano Vaccara)
Felicia Impastato (di Sofia, Jasmine, Arianna, Francesca e Gabriel) Benvenuti a Sassinellaradio, la web radio dell'Istituto Comprensivo di Soliera. Noi siamo cinque ragazzi/e della 1 C della scuola secondaria di primo grado “Angelo Sassi”, e oggi vogliamo intrattenervi con un podcast. Lo abbiamo realizzato nell'ambito del progetto didattico “Antenne di Legalità 2”, sostenuto dal Comune di Soliera in collaborazione con Fondazione Campori con Claudio Scarabelli e prodotto da Libera Radio e Open Group di Bologna con Federico Lacche. Questa è una storia vera, la storia di una donna che ha detto “no!” alla mafia. Una storia che ha ispirato e commosso adulti e ragazzi. Una storia che ha affascinato e che ha aiutato a capire meglio l'orribile fenomeno criminale della mafia. Siamo appassionati di storie, specie di quelle che hanno un significato profondo. Oggi vi racconteremo di Felicia Impastato, una donna ribelle e piena di coraggio, accaduta in un periodo dove la mafia imponeva il massimo della sua capacità di prepotenza e violenza, condizionando la vita quotidiana delle persone e mettendole in forte di difficoltà. Il nostro podcast è rivolto ai ragazzi della scuola Sassi, ma anche a chi vuole conoscere la storia di Felicia. Ringraziamo i docenti coordinatori del progetto, la prof.ssa Giorgia Malagoli per la produzione dei contenuti e il prof. Massimo Picardi per il montaggio e la pubblicazione del podcast. Le fonti: Da Youtube Autobiografia Felicia Impastato Da Youtube Felicia Bartolotta-Mamma di Peppino Impastato - (sottotitoli italiano) --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/sassinellaradio-webradio/message
A Cuba con La Voz del Bayatabo - Gli anniversari di Guglielmo Marconi Peppino Impastato e della legge Basaglia in podcast --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiopirata/message
Giorgia Meloni parla addirittura di libertà. Ricordando l'anniversario della morte di Peppino Impastato e di Aldo Moro, oltre alla beatificazione del giudice Rosario Livatino, la presidente del Consiglio dedica un pensiero “a chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà”. “Lo dobbiamo all'Italia e ai valori che amiamo”, scrive sui suoi social con linguaggio da Istituto Luce. Peppino Impastato di questi tempi sarebbe ritenuto un “professorone” nel calderone degli “intellettuali di sinistra” che non avrebbe spazio sulla stampa e sulla televisione pubblica nemmeno per qualche secondo della sua trasmissione Onda pazza con cui sbeffeggiava il boss Gaetano Badalamenti. Troverebbe qualche esponente del governo che lo inviterebbe a “mettere le canzoni in radio” senza parlare di politica. O che lo accuserebbe di volersi arricchire con la mafia invece di combatterla davvero. Rosario Livatino di questi tempi verrebbe buono per parlare di giustizia a orologeria. Lui che aveva avuto l'intuizione dell'imprenditoria catanese legata alla mafia e che aveva scardinato i rapporti tra politici e mafiosi nell'agrigentino oggi sarebbe accusato di teoremi giudiziari a scopo politico oppure sarebbe additato come un nemico del Paese per il sabotaggio alla parte produttiva della nazione. Aldo Moro di questi tempi invece torna utile, eccome, per soffiare sul brigatismo come se fosse la radice del centrosinistra in Italia. Quell'Aldo Moro che aveva aperto un dialogo con quella stessa sinistra che oggi qualcuno vorrebbe equiparare ai peggiori gerarchi del Paese. Che tristezza un Paese ridotto così. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
PALERMO (ITALPRESS) - "Questo casolare è stato ristrutturato con fondi della Regione. Sono contento di dare questa ottima e lieta notizia che è in sintonia con l'impegno della Regione e dell'Amministrazione regionale, non solo nel contrasto ad ogni forma di criminalità ma anche nel ricordo di chi ha perso la vita nell''azione quotidiana che ha svolto contro la mafia". Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia, a Cinisi, nel Palermitano, per la riconsegna alla collettività del casolare in cui venne trovato il cadavere di Peppino Impastato."Siamo qui per onorare e ricordare questa figura e per dare un messaggio alla mafia. Questo Governo la contrasterà senza se e senza ma", aggiunge il Governatore. (ITALPRESS).vbo/abr/gtr/com
PALERMO (ITALPRESS) - "Il contrasto alla mafia è diventato ormai un fatto culturale e sociale. Vado in tante scuole e ho assistito a tanti interventi di bambini formati alla legalità dai loro docenti. Abbiamo pagato un grande prezzo ma questo viene oggi compensato da una grande cultura della legalità che comincia dalle famiglie e dai giovani". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia per la riconsegna alla collettività, a Cinisi, nel Palermitano, del casolare in cui venne ritrovato il cadavere di Peppino Impastato,abr/gtr/com
PALERMO (ITALPRESS) - "Il contrasto alla mafia è diventato ormai un fatto culturale e sociale. Vado in tante scuole e ho assistito a tanti interventi di bambini formati alla legalità dai loro docenti. Abbiamo pagato un grande prezzo ma questo viene oggi compensato da una grande cultura della legalità che comincia dalle famiglie e dai giovani". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia per la riconsegna alla collettività, a Cinisi, nel Palermitano, del casolare in cui venne ritrovato il cadavere di Peppino Impastato,abr/gtr/com
PALERMO (ITALPRESS) - "Questo casolare è stato ristrutturato con fondi della Regione. Sono contento di dare questa ottima e lieta notizia che è in sintonia con l'impegno della Regione e dell'Amministrazione regionale, non solo nel contrasto ad ogni forma di criminalità ma anche nel ricordo di chi ha perso la vita nell''azione quotidiana che ha svolto contro la mafia". Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia, a Cinisi, nel Palermitano, per la riconsegna alla collettività del casolare in cui venne trovato il cadavere di Peppino Impastato."Siamo qui per onorare e ricordare questa figura e per dare un messaggio alla mafia. Questo Governo la contrasterà senza se e senza ma", aggiunge il Governatore. (ITALPRESS).vbo/abr/gtr/com
PALERMO (ITALPRESS) - "Vigileremo sulle Amministrazioni comunali, faremo di tutto perché il controllo sui Comuni sia sempre più attento. Ci sono stati e ci sono scioglimenti per mafia. Quand'è così ben vengano perché servono a stroncare forme di connivenza anche strisciante che inquinano la pubblica amministrazione". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia per la riconsegna alla collettività, a Cinisi, nel Palermitano, del casolare in cui venne ritrovato il cadavere di Peppino Impastato.abr/gtr/com
PALERMO (ITALPRESS) - "Vigileremo sulle Amministrazioni comunali, faremo di tutto perché il controllo sui Comuni sia sempre più attento. Ci sono stati e ci sono scioglimenti per mafia. Quand'è così ben vengano perché servono a stroncare forme di connivenza anche strisciante che inquinano la pubblica amministrazione". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia per la riconsegna alla collettività, a Cinisi, nel Palermitano, del casolare in cui venne ritrovato il cadavere di Peppino Impastato.abr/gtr/com
Cosa sta succedendo a Bari, tra il rischio di scioglimento del Comune, un omicidio di mafia e un'indagine che coinvolge anche un sindaco della provincia pugliese. La collaborazione con la giustizia di Francesco Schiavone. Il caporalato nelle Langhe. La maxifrode sui fondi del Pnrr tra Veneto, diverse regioni italiane, Austria, Slovacchia e Romania. La condanna della sorella di Matteo Messina Denaro. Gli studenti contro l'intitolazione della scuola a Peppino Impastato. Sono le notizie del 74° episodio di Fresche di Stampa, con le notizie principali tra marzo e aprile 2024, a cura di Giulia Facheris, Marta Malatesta, Marta Mezzadri, Sofia Nardacchione, Viviana Regine e Giovanni Soini.
Nuovo appuntamento con il sabato di «Giorno per giorno»: l'editorialista torna sugli argomenti di cui ha scritto durante la settimana nella sua rubrica «Il Caffè», integrandoli con i commenti nel frattempo ricevuti dai lettori.I link di corriere.it:Il no degli studenti al liceo «Peppino Impastato»: è una figura divisivaPioltello, l'Ufficio scolastico regionale: «Irregolare la chiusura della scuola per la fine del Ramadan»La foto di Giorgia Meloni con la testa nella giacca in prima pagina sul Wall Street Journal
Peppino Impastato sfida il boss Badalamenti denunciando la speculazione edilizia del porto per imbarcazioni di lusso. Totò Riina assume un ruolo sempre più importante tra i vertici di Cosa Nostra, nei quali inizia a muoversi anche Michele “il papa” Greco, noto imprenditore siciliano capace di stringere influenti rapporti e sodalizi con magistrati, politici, e investigatori. Approfittando di uno Stato sempre più concentrato sul fenomeno del terrorismo e grazie all'aiuto di Marino Mannoia, il “Walter White” di Cosa Nostra, la mafia si impone nel traffico internazionale dell'eroina eliminando chiunque provi a fermarla, come il giornalista Mario Francese. See Privacy Policy at https://art19.com/privacy and California Privacy Notice at https://art19.com/privacy#do-not-sell-my-info.
George Brummell i Peppino Impastato, dos personatges de b
George Brummell i Peppino Impastato, dos personatges de b
La storia di Peppino Impastato, martire della lotta contro il crimine organizzato, che si è opposto con tutte le sue forze al sistema mafioso che controllava ogni aspetto della vita di Cinisi, il suo paese natale. Premio per la migliore sceneggiatura nell'edizione 2000 della Mostra di Venezia e cinque David di Donatello e un Nastro d'Argento nel 2001, con un Luigi Lo Cascio perfettamente nei panni del protagonista. La regia non si limita alla ricostruzione storico-ambientale, ma va oltre: ci suggerisce, e ci immerge, in un clima di soggezione psicologica a cui neppure Peppino può sottrarsi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Classe 3B della scuola secondaria di primo grado "Angelo Sassi" dell'Istituto Comprensivo di Soliera. Stagione 4 - Episodio n°12 - "Peppino Impastato" Gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Soliera, hanno fatto parte della redazione giornalistica della web radio "Sassinellaradio" dell'istituto scolastico per l'anno scolastico 2022/2023. I ragazzi, con il supporto del giornalista Federico Lacche di "Libera Radio - Voci contro le mafie" della società cooperativa "Open group" di Bologna, e Claudio Scarabelli, responsabile Area infanzia e adolescenza "Fondazione Campori" di Soliera, hanno realizzato un notevole lavoro sulla legalità, all'interno di un progetto regionale a cui hanno partecipato alcune scuole dell'Emilia Romagna, tra cui, gli studenti dell'Istituto Comprensivo di Soliera. Coordinatore del progetto per la scuola primaria maestro Mario Caccia Coordinatore del progetto per la scuola secondaria di primo grado prof. Massimo Picardi --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/sassinellaradio-webradio/message
L'antimafia è stanca e si vede. Anche ieri la figura di Peppino Impastato è stata vittima dell'iconizzazione utile a tacerne il senso. Sui social dei rappresentanti politici un profluvio di post con immagine annessa hanno dipinto Peppino come uno stralunato artista incappato una una storia più grande di lui. Significativo, come ogni anno l'errore comune di citare tra virgolette frasi mai dette da Impastato, estrapolate dal film che parla di lui. Anche ieri hanno commemorato un film scambiandolo per la storia che avrebbero voluto omaggiare. Così il Peppino Impastato scomodo scompare, ancora una volta. Scompare l'attivista politico, il consigliere comunale di Democrazia Proletaria eletto anche da morto, l'uomo che credeva nella mobilitazione per ottenere salari dignitosi, il cittadino che già sapeva come il cemento fosse una mangiatoia per le mafie e le collusioni. Oggi Peppino Impastato, se fosse oggi qui, sarebbe considerato un un manettaro, un calunniatore. Oggi si sprecherebbero gli articoli contro il suo giustizialismo verso Tano Badalamenti che invece era uomo incensurato e rispettato. #LaSveglia per La Notizia
Oggi a Prisma abbiamo parlato di guerra in Ucraina con il nostro Emanuele Valenti e con l'analista Greta Cristini; dell'annuncio fatto dall'Oms della fine dello stato di emergenza per il Covid con Nicoletta Dentico e Stefania Salmaso e del 45esimo anniversario dell'uccisione di Peppino Impastato con Salvo Vitale, amico e cofondatore di Radio Aut Prisma è stato condotto da Alessandro Braga. In redazione Massimo Alberti
Riforme, al via il confronto tra Governo e opposizioni. Posizioni lontane. Giornata della Memoria delle vittime del terrorismo,il sacrificio di Peppino Impastato ucciso dalla mafia 45 anni fa.
Cosa c'entra è un podcast del Post condotto da Chiara Alessi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
EXTRA - Danilo Sulis autore del libro “Da radio aut a radio 100 passi” (Navarra Editore) incontro pubblico a Bevilacqua (VR) 21 Marzo 2023 Danilo Sulis, storico compagno di Peppino Impastato, ci guida in un viaggio lungo 40 anni tra lotta alla mafia, impegno civile, musica e informazione, da Radio Aut a Radio 100 passi. Con la prefazione di Gian Carlo Caselli, ex Procuratore della Repubblica a Palermo, e la postfazione del pioniere delle radio Red Ronnie. Danilo Sulis, pioniere delle radio libere degli anni '70 nel 2007 fonda Radio 100 passi, mosso dalla volontà di far rinascere Radio Aut. Della radio fondata a Cinisi e del circolo “Musica e cultura” troviamo tracce vivide nelle pagine di questo volume: i testi del programma “Onda pazza”; le locandine originali degli eventi musicali e teatrali; le immagini degli ambienti che li vedevano riuniti. Ispirandosi alla tradizione del cunto e immaginando di trovarsi in uno dei tanti incontri che svolge abitualmente con centinaia di ragazzi presso la radio, nelle scuole, a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, l'Autore ricostruisce oltre quarant'anni di impegno civile, anche grazie a una galleria fotografica che copre l'intero periodo. Una narrazione che, partendo dai trascorsi con Peppino Impastato a Radio aut, attraversa la storia delle radio libere, delle evoluzioni musicali e di costume, arrivando alla nuova esperienza di radio 100 passi. Un libro prezioso e adatto a tutti: per i ragazzi che non conoscono ancora la storia di Impastato, e per tutti quelli che vogliono approfondirla attraverso storie, curiosità, foto e aneddoti inediti legati alla radio. DA RADIO AUT A RADIO 100 PASSI | Danilo Sulis (navarraeshop.it) --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiopirata/message
Mark Twain scriveva che non dobbiamo avere paura di ciò che non conosciamo ma dobbiamo temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Mentre ci innamoravamo dei boss mafiosi le inchieste di questi anni hanno raccontato politici, imprenditori e professionisti al servizio della criminalità organizzata. Mentre guardavamo le fiction sui “cattivi” i presunti buoni hanno nascosto i soldi trasformandoli in case che costruite che non hanno bisogno di essere vendute, ipermercati che non hanno abbastanza clienti. Un riciclaggio che cambia la forma delle nostre città. Allora ridere diventa un'arma bianca per dire l'indicibile e per rivendicare un antiracket culturale. Come ci ha insegnato un altro meraviglioso giullare antimafioso: Peppino Impastato. Ci vediamo in teatro. #LaSveglia per La Notizia
Raccontare il sacrificio di tanti “eroi” della nostra storia, anche molto recente, facendo innamorare di un'arte antica e nobile anche quei giovani che scontano dentro le mura carcerarie le loro fragilità. Grazie ad Angelo Sicilia, ospite di Gilda Sciortino, scopriamo il mondo dei suoi “pupi antimafia”, grazie ai quali parla in tutta Italia di storie di coraggio, come quelle più recenti dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, partendo dall'inizio di questa storia e cioè dalla casa di Peppino Impastato.
Non un semplice invito, ma la volontà di ribadire l'impegno di quanti, sin dal giorno in cui uccisero Peppino Impastato, ma soprattutto attraverso il coraggio e la determinazione della madre Felicia, hanno costruito attorno ai valori da loro trasmessi. A parlarcene, in questa puntata, condotta come sempre da Gilda Sciortino, sono Luisa Impastato, Evelin Costa e gli agronomi Francesco Marino e Ninni Conti, grazie alla cui sinergia il 7 dicembre 2022 il giardino si inaugurerà nel bene confiscato conteso dal figlio di Don Tano Badalamenti al Comune di Cinisi.
Racconto di FEDERICO BETTUZZIGuarda Il Video Su Youtube: https://youtu.be/aLVD6W-YqWkIl Blog di Federico Bettuzzi: https://raccontidistoria.blogspot.com/Sostieni Noir Italiano su Patreon: https://www.patreon.com/noiritalianoIl 9 Maggio 1978 non e' solamente il giorno nel quale venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro, e' anche il giorno della scomparsa di Peppino Impastato, giornalista ed autore, che dalle frequenze di una piccola radio libera Radio Aut, sbeffeggiava e dileggiava i mafiosi della sua piccola citta'. Tra di loro c'era Tano Badalamenti, la cui casa distava solamente 100 passi dall'abitazione di Peppino. Classificato inizialmente come suicidio, in realta' fu una messa in scena per nascondere l'omicidio di un giovane scomodo e libero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/racconti-di-storia-podcast--5561307/support.
CONTENT/TRIGGER WARNING: This episode talks about suicide, violent death and racism. Listener discretion is advised. This episode details the stories of Kevin Carter, Ken Oosterbroeck, Bill Mason, Alan Berg, "Peppino" Impastato, and Phillipa Schuyler. A special thanks to Evelyn (she/her), Macy (they/them) and Kaitlin (she/her) for their commentary. Intro and outro music is Petenera performed by Oscar Cantua (he/him). Don't forget to follow us on Twitter @AZ_Podcast.
Il figlio di un mafioso che si ribella al suo destino e combatte la mafia a viso aperto. Il ritratto della Sicilia migliore. Peppino Impastato.Per ricevere la trascrizione dell'episodio: http://eepurl.com/hrMwC1Testo e voce di Salvatore GrecoSullo sfondo:West Lake – Oak Studios – Licenza Creative Commons Attribution ND 4.0Every little thing – Oak Studios - Licenza Creative Commons Attribution ND 4.0Run – Oak Studios – Licenza Creative Commons CC BY 4.0Into the light – Oak Studios – Licenza Creative Commons CC BY 4.0Emotional sad guitar – Chalashvili MusicSad emotional guitar – Edwardo Christian
We are going to take a look at some of the brave men and women who have given their lives to fight organised crime in Italy. known as "Le Mafie", the mafias, which include Cosa Nostra, the 'Ndrangheta, the Stidda, the Sacra Corona Unita and the Camorra. On the anniversary of their deaths, we will look at the lives and struggle of people such as General Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Pio La Torre, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino and Don Pino Puglisi just to nae a few.
We are going to take a look at some of the brave men and women who have given their lives to fight organised crime in Italy. known as "Le Mafie", the mafias, which include Cosa Nostra, the 'Ndrangheta, the Stidda, the Sacra Corona Unita and the Camorra. On the anniversary of their deaths, we will look at the lives and struggle of people such as General Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Pio La Torre, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino and Don Pino Puglisi just to nae a few.
Franca Imbergamo, magistrata, fa parte della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. A Memos racconta i compiti della procura nazionale, parla del progetto originario di Giovanni Falcone, un progetto in parte ancora da realizzare: «la procura antimafia, ad esempio, non può ancora svolgere indagini autonome», dice la magistrata. Franca Imbergamo, da pubblico ministero, ha svolto un ruolo determinante nell'affermazione della verità giudiziaria sull'omicidio mafioso di Peppino Impastato. Prima di arrivare alla DNAA, Imbergamo ha svolto indagini sulla criminalità economica mafiosa. La puntata di oggi si chiude con il messaggio della sociologa Giovanna Procacci, tra le fondatrici del Comitato 11 giugno di Milano a sostegno dell'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano.
Peppino Impastato, la ribellione contro il potere mafioso. 40 anni fa l'omicidio voluto da cosa nostra. Attivista politico di Democrazia proletaria, cronista antimafioso attraverso la sua Radio Aut, demolitore della cultura mafiosa e dei suoi falsi miti attraverso la satira, Peppino Impastato aveva trent'anni quando è stato ucciso dai sicari del boss Gaetano Badalamenti, condannato poi nel 2002. Memos ha ospitato Umberto Santino, presidente e fondatore del Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo. Santino, insieme alla famiglia di Peppino (la madre Felicia e il fratello Giovanni), è stato tra i protagonisti delle denunce che hanno svelato i depistaggi sull'omicidio Impastato. Depistaggi, compiuti da pezzi della magistratura e dei carabinieri, che erano iniziati subito dopo la morte di Peppino per oscurare le responsabilità mafiose. Il Centro Siciliano di Documentazione (http://www.centroimpastato.com/) è un centro di ricerca sulla mafia, e un archivio di materiali e documenti, fondato nel 1977 da Umberto Santino e Anna Puglisi.
Umberto Santino, storico, fondatore insieme alla moglie Anna Puglisi del Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”, è stato l'ospite di oggi a Memos. Il Centro palermitano è un punto di riferimento, anche a livello internazionale, sugli studi storici e sull'attualità della mafia siciliana. In queste settimane il Centro “Impastato” ha compiuto 40 anni dalla fondazione nel maggio del 1977. Umberto Santino ha appena pubblicato un libro che raccoglie anni di ricerche e di studi sulle origini della mafia siciliana. “La mafia dimenticata. La criminalità organizzata in Sicilia dall'Unità d'Italia al Novecento. Le prime inchieste. I processi. Un documento storico” (Melampo, 2017). A Memos Santino ha raccontato la storia del Centro di Documentazione, il suo legame con Peppino Impastato a cui il centro viene intitolato nel 1980, due anni dopo l'uccisione dell'attivista antimafia di Cinisi da parte di Cosa Nostra. ..Nel libro “La mafia dimenticata” Umberto Santino ricorda come il carattere essenziale della mafia siciliana, quello di essere una organizzazione di potere, sia stato descritto già a partire dalla fine dell'Ottocento, anche se per decenni è stato negato non solo dai mafiosi (“la mafia non esiste”), ma anche da alcuni studiosi della criminalità organizzata. Santino a Memos ricorda le “sviste” del sociologo tedesco Henner Hess e l'”infortunio” di Leonardo Sciascia all'inizio degli anni Settanta. L'intervento di Umberto Santino a Memos si apre con un ricordo di Giovanni Falcone, a 25 anni dalla strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui furono uccisi anche la moglie del giudice e magistrata Francesca Morvillo e tre agenti di scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.