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Il Messaggio di Oggi: "GIUSEPPE FECE UN SOGNO" • Salmo 9: 1-14 • Genesi 37 :5 • Genesi 37: 36 • Genesi 39: 1 • Genesi 39: 23 • Genesi 39: 2 • Genesi 50: 20 • Efesini 2: 4-8 • Romani 8 :28 • Atti 13: 13-15 • Genesi 37 :5 (6-11) • Luca 9: 23 • Matteo 27 :18 • Giovanni 3: 2 • Matteo 27: 17 • Salmo 37: 7 • Ecclesiaste 3 :7 • Proverbi 25 :11 • Luca 12: 12 • Atti 7: 9 • Atti 7: 12-13 • Genesi 45 :5 • Genesi 45: 7-9 • Geremia 29 :11 • Romani 8: 28 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Fece discutere la sentenza di appello, fanno discutere anche le relative motivazioni della Corte d'Assise d'Appello di Milano in merito al processo di secondo grado a carico di Alessia Pifferi: la mamma che nell'estate del 2022 fece morire di stenti sua figlia Diana di appena 18 mesi, abbandonandola in casa per 6 giorni.
LA BIBLIOTECA SEGRETA DI LEOPOLDO Certa gente è strana,gli piace passare le serate a leggere libri. Altri sono ancora più strani —credono alla magia che si trova tra le pagine,alle avventure fantastiche,alle storie di amori impossibili,ai fantasmi che girano fra i vivie pensano che tutto ciò che non esiste —forse invece sì. In breve, questa storia è per quelli un po' stranicome me e te —insomma, per quelli che. Allora… ascolta bene. Se dal centro del paese prendi la via per il monte,trovi una villa vecchia e nobile,che è lì da tanto tempo.Saranno sì e no 350 anniche sta lì in silenzio,osservando e respirando pianosotto il cielo toscano. Stanze enormi piene di storia,corridoi senza finee finestre grandi come sogni,ma adesso, invece di piatti e statuine di porcellana,sforna storie su carta per chi le vuole leggere. Sì, ora è la biblioteca del paese —un po' fuori mano ma tanto bella.Beh, non si può avere tutto. Insomma, fatto sta che,in una notte d'estate,avvolta da un manto di stellee la luce soffusa di lanterne delicate,la villa si era riempita di voci, musica, sorrisie tante storie raccontate e ascoltate,a voce alta o sussurrate,che si intrecciavano nell'abbraccio della festa. Indubbiamente una serata già speciale,ma fate attenzioneperché qualcosa di ancora più insolito stava per avvenire. Sì, perché anche Elisa era lì.Occhi grandi come il cielo,capelli scuri come la nottee un libro in mano — come sempre. Nonostante tutto quello che le accadeva intorno,Elisa preferiva leggere. Era lì, nel corridoio principale:fra il giardino e la corte interna,a mezza strada fra il sicuro e il forse,seduta su una poltrona un po' troppo grande per lei,immersa in una storia misteriosa e avvincente —in un mondo tutto suo. Gira una pagina, poi un'altra,si accomoda gli occhiali giallie gira un'altra pagina… Quando lentamentel'eco di una musica di pianoforteraggiunse le sue orecchie. Non ci fece tanto attenzione.Credendo che provenisse dal cortilevoltò un'altra pagina — e poi un'altra. Ma in breve tempo si rese contoche le note che sentivanon venivano dal cortile della villama da uno dei suoi corridoi —portate da un vento leggero,da luoghi lontani e senza tempo. Senza pensarci troppo,Elisa si alzò silenziosamente,si mise il libro sotto il braccioe inseguì la musica. Attraversò antichi corridoie stanze con scaffali pieni di volumidi ogni dimensione e colori immaginabili —arcobaleni di pensieri e parole in fila per unoche sembravano non finire mai. Mentre la musica diventava più marcatala luce diminuiva,le stanze che attraversavacominciarono ad apparire dimenticate,le scale di pietra che saliva e scendevaconsumate dal tempo,i corridoi laterali erano ora passaggi scuriilluminati solamente da torce alle pareti,che apparivano e scomparivano nel buiocome respiri. Una scala,una porta di legno socchiusa,un altro passaggio,un'altra scalae ancora stanze e scaffali e libri a non finire. Poi, all'improvviso,una foschia coprì il pavimentocome una marea gentilee davanti a lei una grande tenda pesante —socchiusa. Si intravedeva un po' di lucee poche scalette di legno. Le salì, quelle piccole scale,e la musica la avvolse come un abbraccio. Sul palco, candele fluttuavano nell'ariacome lucciole in una notte senza tempo.E lì, al centro,seduto davanti a un pianoforte piccolo piccolo,c'era un topo. Ma non un topo qualunque. Leopoldo indossava una giacca di tweed verde scuro,pantaloni marroni stirati con cura,e sul musetto, occhiali doratiche brillavano di una saggezza antica e gentile. Le sue dita danzavano sui tasticome se stessero raccontando un segreto. «Benvenuta, Elisa» disse, senza smettere di suonare.«Ti stavo aspettando.» Elisa sbatté gli occhi, incantata.«Come sai il mio nome?» «Ah,» sorrise Leopoldo, lasciando che l'ultima notasi spegnesse dolcemente nell'aria,«chi ama le storie riconosce sempre chi le cerca.» Si alzò, si aggiustò la giacca con un gesto elegante,e la guardò con occhi pieni di stelle. «Sai dove sei?» «Nella biblioteca del paese,» rispose Elisa,ma la sua voce tremava un po',come se sapesse che la risposta era un'altra. «Quella la conoscono tutti,» disse Leopoldo,scendendo piano dal palco.«Ogni paese ne ha una che tutti conoscono.Ma ogni paese ne ha anche un'altra —una che quasi nessuno trova.» Fece una pausa, gli occhi che brillavano. «Tu hai trovato la seconda.» --- Leopoldo la guidò verso una grande porta di legnoche Elisa avrebbe giurato non esserci un attimo prima.Si aprì lentamente, senza rumore,come un sospiro trattenuto troppo a lungo. E quello che vide le tolse il fiato. Scaffali infiniti si arrampicavano verso l'alto,scendevano verso il basso,si estendevano in ogni direzionecome spirali di galassie fatte di carta e sogni.Candele galleggiavano ovunque,illuminando libri che sembravano respirare,pulsare piano,come cuori addormentati. «Che posto è questo?» sussurrò Elisa. «Questa,» disse Leopoldo camminando tra gli scaffali,«è la biblioteca dei libri mai scritti.» Elisa lo seguì, confusa.«Libri mai scritti? Ma come possono esistere?» Leopoldo si fermò, si voltò,e la guardò con dolcezza infinita. «Ogni storia sognata esiste, Elisa.Ogni avventura immaginata prima di dormire.Ogni racconto pensato ma mai messo su carta.Vivono tutti qui,al confine tra il mondo e il sogno,aspettando.» --- Si fermarono davanti a uno scaffale. Leopoldo indicò un libro piccolo,rilegato in blu come un cielo d'estate. «Toccalo,» disse piano. Elisa allungò la mano, esitante,e sfiorò la copertina. Un calore gentile le attraversò le dita.E per un istante — solo un istante —sentì una risata di bambino,vide un drago fatto di nuvole,e un castello costruito con cuscini e coperte. «Questo,» disse Leopoldo,«era il sogno di un bambino di sei anni.Una storia che raccontava ogni sera al suo orsacchiotto.Non l'ha mai scritta.Ma esiste. Vedi? Esiste.» Elisa sorrise, il cuore leggero. --- Camminarono ancora,tra corridoi di storie silenziose,finché Leopoldo si fermò davanti a un altro libro. Questo era diverso.Più grande, rilegato in pelle scura,con lettere dorate che sembravano tremare. «E questo?» chiese Elisa, piano. «Questo,» disse Leopoldo,e la sua voce si fece morbida come una carezza,«apparteneva a una nonna.» Elisa lo toccò. E sentì qualcosa di diverso. Non una risata, questa volta.Ma una voce calda, lontana,che raccontava di una bambina coraggiosache attraversava un bosco incantatoper portare la luce a un villaggio dimenticato. «Era la storia che voleva lasciare ai suoi nipoti,»spiegò Leopoldo.«Ma il tempo... il tempo a volte corre più veloce dei sogni.Non ha fatto in tempo a scriverla.» Elisa sentì gli occhi pizzicare. «Ma è qui,» sussurrò. «È qui,» confermò Leopoldo.«Per sempre.» --- Continuarono a camminare, in silenzio,finché arrivarono a uno scaffale diverso dagli altri. Era quasi vuoto.Solo pochi libri, distanziati,e tanti spazi aperti, in attesa. Al centro, un libro senza titolo. La copertina era bianca, pulita,come neve appena caduta,come una pagina che aspetta il primo segno. «Posso?» chiese Elisa. Leopoldo annuì. Lo toccò. Niente.Nessun calore. Nessuna voce.Solo silenzio.Ma un silenzio pieno,come un respiro trattenuto. «Questo libro è vuoto,» disse Elisa, sorpresa. «Non ancora scritto,» corresse Leopoldo.«Nemmeno sognato. Non ancora.Aspetta qualcuno che trovi il coraggiodi immaginarlo.» Si voltò verso di lei,e i suoi occhi brillaronocome le candele che fluttuavano intorno. «Forse aspetta te.Forse aspetta qualcun altro.Ma aspetta.» --- Elisa rimase ferma,a guardare quel libro bianco. E capì. Capì che ogni storia che aveva immaginato,ogni avventura inventata prima di dormire,ogni sogno che credeva perso al risveglio,esisteva da qualche parte. E capì qualcos'altro. Che non bisogna avere paura di scrivere. Perché le storie esistono già —nel cuore, nella mente, nei sogni.Metterle su cartanon è crearle dal nulla.È solo aprire una portae lasciarle uscire. --- «Devo andare, vero?» disse Elisa, piano. Leopoldo sorrise.«Il tuo mondo ti aspetta.Ma ora sai che questo posto esiste.E sai che ogni storia che sogneraiavrà sempre un posto qui,che tu la scriva o no.» Fece una pausa. «Ma se la scrivi,» aggiunse con un sorriso furbo,«potrà vivere anche là fuori.E quella, mia cara, è un'altra magia ancora.» --- Elisa si ritrovò nel corridoio della villa,seduta sulla poltrona un po' troppo grande per lei,il libro ancora sotto il braccio. La festa continuava,voci e musica e risate,come se il tempo non fosse mai passato. Ma qualcosa era cambiato. Lei era cambiata. Aprì il libro che stava leggendo,guardò le pagine,e sorrise. Poi lo chiuse. Perché adesso sapevache le storie più bellenon sono solo quelle che leggiamo. Sono quelle che portiamo dentro,quelle che sogniamo ad occhi aperti,e quelle che un giorno,con un po' di coraggio,osiamo raccontare. --- *— Scritta da Marco Ciappelli* Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Dov'è andato Babbo Natale?C'era una volta il Villaggio di Babbo Natale — ma Babbo Natale non c'era. Era ormai sparito da giorni e giorni… anzi da mesi. Chi avrebbe preparato e consegnato i doni ai bambini come ogni anno?Quella parte del Polo Nord che di solito era molto movimentata, era diventata stranamente silenziosa — non si vedeva un Elfo in giro, niente suoni di campanelli, le slitte erano coperte di neve e tutte le renne sonnecchiavano confuse.Se guardavi nella sua casa non vedevi una traccia di vita. Il caminetto spento, la sedia a dondolo con le ragnatele, una tazza vuota sul tavolo di legno e un mozzicone di candela consumato da troppo tempo.Tante erano le voci che si erano sparse riguardo all'assenza di Babbo Natale. C'era chi diceva che si trovasse su un altro pianeta in una galassia lontana lontana, chi sulla Luna, chi sugli oceani immensi — e addirittura qualcuno diceva che aveva aperto una pasticceria a Buenos Aires.Il mistero era fitto. Nessuno se ne faceva una ragione e tutto era silenzioso e immobile.Nel frattempo, a molti chilometri di distanza, nei Mari del Sud, un gruppo di gabbiani che passavano le giornate a svolazzare sopra la baia avvistarono in lontananza un piccolo veliero. C'era solo un marinaio a bordo che stava issando sull'albero maestro scricchiolante la vela principale.Il gabbiano più anziano non poteva credere ai suoi occhi. Fece un paio di acrobazie nell'aria, tirò fuori il suo cannocchiale, guardò meglio e disse: "Ma io quello lo conosco! Quel marinaio viene da terre lontane!"Rivolgendosi agli altri gabbiani raccontò: "Un giorno, durante uno dei miei lunghi viaggi, persi la rotta e mi ritrovai sui tetti ghiacciati di un villaggio al Polo Nord. Atterrai proprio sulla casa di quell'uomo dalla lunga barba che vedete sulla barca. Lui mi sentì chiedere aiuto, venne a prendermi, mi nutrì e mi raccontò del suo lavoro. Secondo me questo incontro ha qualcosa di magico. La nostra prossima avventura sta per cominciare."Planando, si diressero verso la barca e atterrarono tutti sulla prua. Il gabbiano e il marinaio si salutarono come vecchi amici.Poco dopo, un gruppo di delfini arrivò vicino al veliero incuriositi. Nuotavano in cerchio intorno alla barca, saltando fuori dall'acqua.Il più giovane dei delfini notò qualcosa di strano. "Guardate! Dalla stiva escono trucioli di legno che galleggiano! E si vedono delle lucine sotto coperta."Il marinaio dalla lunga barba sorrise. "Venite," disse con voce calda, "vi mostro cosa ho fatto in tutti questi mesi."Aprì il portello della stiva e dentro, alla luce di due lanterne dondolanti, si vedeva un laboratorio galleggiante pieno di meraviglie. Con una pialla ben affilata aveva lavorato pezzi di legno recuperati in mare trasformandoli in giocattoli — e così aveva fatto anche con conchiglie, noci di cocco, tappi di sughero, bottiglie di vetro, stelle marine e fili dorati arrivati da chissà dove."Ho viaggiato per imparare nuovi modi di portare gioia," spiegò il marinaio. "Ma il lavoro è tanto e il Natale si avvicina. Mi aiutereste a finire?"E così tutti insieme si misero all'opera. I delfini portavano dal fondo del mare conchiglie speciali. I gabbiani raccoglievano piume colorate. Gli oggetti trasformati in doni furono messi in grossi sacchi di tela.I giorni passarono veloci.Il primo di Dicembre il capitano, indossato il suo rosso e caldo cappello e con la pipa in bocca, guardò il cielo stellato e disse: "È tempo di partire."I delfini sollevarono il veliero finché si alzò sopra le onde. Le vele si gonfiarono al vento e prese il volo, mentre lo stormo di gabbiani lo guidò tra le nuvole seguendo i sogni. Insieme continuarono il viaggio dirigendosi verso nord, volando nell'azzurro infinito.La notte arrivò veloce e nel cielo pieno di stelle una brillava più di tutte. Era la stella polare che con la sua luce accompagnava la discesa del veliero sulla terra.Per magia, nell'avvicinarsi al villaggio, il veliero si trasformò in una slitta super carica di doni. I regali costruiti nella stiva arrivarono nel laboratorio per essere consegnati insieme a tutti gli altri pacchetti.Quando atterrò sul tetto della sua casa, un tintinnio di campanelli si sentì in lontananza. Gli Elfi si affacciarono sulle porte e gridarono: "È lui! È lui! È Babbo Natale! È tornato!"Le renne dal naso rosso si svegliarono di colpo e cominciarono a lucidare le slitte, addobbandole di fiocchi e pigne colorate.La vita nel villaggio si risvegliò tutta insieme. I rami degli alberi si scuotevano come se avessero il solletico. Un gruppo di pinguini, approdati al Polo Nord per dare una mano, scivolando sulle lastre di ghiaccio a grande velocità, finirono dentro cumuli di neve e uscirono fuori come palle che rimbalzavano.“Che simpatici! Vi attaccheremo all'albero di Natale come decoro!" gridavano gli animali del villaggio.Ma i pinguini, liberandosi dalla neve, corsero verso la casa di Babbo Natale per aiutare nei preparativi.Al villaggio proprio tutti si misero in movimento. Le renne corsero all'Ufficio Postale e riempiti i sacchi di letterine, le portarono nel laboratorio. Gli Elfi con l'aiuto dei pinguini erano pronti per il lavoro.Quella mattina, quando le campane suonarono a festa, volpi, scoiattoli, lepri e orsi accorsero da ogni angolo della foresta per festeggiare il ritorno di Babbo Natale. C'era tanto da fare per la gioia di tutti i bambini del mondo.L'aria profumava d'abete e di dolcetti. Gli alberi di Natale scintillavano di ghiaccioli come stelle. Gli animali si rincorrevano felici con il naso girato verso l'alto.I preparativi cominciarono in grande lena. Per tutto il mese di dicembre lavorarono insieme — seghe che cantavano, martelli che suonavano, carta colorata che volava. Babbo Natale raccontava le storie del suo viaggio mentre inchiodava e levigava.E quando arrivò il 24 dicembre, tutto era pronto. I regali furono caricati sulla slitta e Babbo Natale partì per il suo viaggio più importante.I gabbiani volarono via verso nuovi orizzonti, lasciando le loro impronte sui tetti innevati.Da quel Natale si racconta che Babbo Natale non sia mai più andato via dal Polo Nord."E se fosse stata solo una favola? Sarà vero, o no? A voi la decisione finale!" — Scritta da Lucia & Marco CiappelliPer la versione in inglese e tante altre storie da leggere e ascoltare: https://www.storiesottolestelle.com Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Il Messaggio di Oggi: "AMASIA FECE CIÒ CHE È GIUSTO, MA NON DI TUTTO CUORE" • 2 Cronache 25: 2 • Isaia 26: 3 • Giacomo 1: 6-8 • Matteo 6: 24 • 2 Cronache 25: 2-4 • Giovanni 8: 44 • Matteo 24: 13 • Matteo 10: 22 • 2 Cronache 25: 14-15 • Geremia 10: 5-6 • Giovanni 4: 23-24 • Giovanni 14: 16 • Giovanni 14: 15 • 2 Cronache 25 :16 • 2 Cronache 25: 14 • 2 Cronache 25: 27-28 • 2 Cronache 25: 7-8--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Il Messaggio di Oggi: "QUANDO SAMBALLAT UDÌ SI ADIRÒ, SI FECE BEFFE DI NOI" • Salmo 75 • Neemia 4: 1 (2-12) • Matteo 7: 24-25 • Esodo 5: 20 (21-23) • Neemia 13: 29 • Neemia 13: 28 • Neemia 13: 30 • Matteo 5 :44 • 1 Pietro 3 :9 • Romani 12: 21 • Atti 5: 41 • Luca 10: 21 • Atti 2: 46 • 1 Pietro 4 :14 • Neemia 6: 3-5 • Neemia 6: 10 (11-14) • Neemia 4: 6 • Giacomo 1: 2--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Arzignano e il vicentino piangono la scomparsa di Giovanni “Titta” Fazio, medico, attivista ambientalista, definito “il padre della lotta ai Pfas”. Originario di Catania, dove si era laureato in medicina, è morto a 87 anni ad Arzignano, città dove viveva con la famiglia da oltre 50 anni.
Il mondo del calcio a 5 italiano è in lutto per la scomparsa di Lucio Solazzi, figura storica e carismatica che ha segnato profondamente la disciplina con il pallone a rimbalzo controllato. Solazzi si è spento all'età di 67 anni nella sua abitazione di Verona, lasciando un commosso ricordo tra gli appassionati, gli ex giocatori e le istituzioni sportive.
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Marie Curie è stata una fisica, chimica e matematica polacca, nota per essere stata la prima donna a vincere un premio Nobel. In realtà, grazie ai suoi studi sulle radiazioni, ne vinse ben due: uno per la fisica con il marito Pierre Curie e Antoine Henri Becquerel nel 1903 e uno per la chimica nel 1911. Fu anche la prima donna a diventare professoressa ordinaria all'Università di Sorbona di Parigi e diede un grosso contributo alla Francia durante la Prima Guerra Mondiale, mettendo le sue competenze scientifiche a servizio della nazione. I suoi studi sulle radiazioni le costarono probabilmente la vita nel 1934. In questa nuova puntata della serie “Chi è”, ripercorreremo la vita della scienziata Marie Curie e vedremo cosa ha scoperto di importante. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie su Napoleone : https://www.youtube.com/watch?v=unrf-HbQowQ&list=PLpMrMjMIcOklYaikauNQrTxpwpd8wLtE0&index=1&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Funghi rossi di H. G. Wells tempo di lettura: 13 minuti Il signor Coombes ne aveva abbastanza della vita! Uscì di casa di pessimo umore, infilò il viottolo del gazometro per evitare la città, e per il ponte di legno che attraversa il canale di Starling, s'inoltrò nella pineta, solo, lontano dai rumori, lontano dagli sguardi umani. — Così non la può durare! – esclamò, e giù una filza di bestemmie. Il signor Coombes era un omino pallido, pallido, con occhi e baffi nerissimi, portava un solino sfilacciato e stretto, un logoro soprabito guernito di astrakan, ed un vecchio paio di guanti lucidi lucidi colle dita bucate. Egli aveva un aspetto marziale! così almeno diceva sua moglie ne' giorni felici, cioè prima del matrimonio! Ora invece lo chiamava «tisicuzzo» e non era il solo epiteto che giornalmente gli gratificava. Quel giorno la lite era scoppiata, come al solito, in grazia a quella sciocca di Jenny. Jenny era l'amica della signora Coombes, veniva a pranzo ogni domenica senza essere invitata dal padrone di casa, e per di più faceva un baccano indiavolato. Era una ragazzona volgare, dal riso stridente e sempre vestita con colori vivaci e di pessimo gusto. Per colmo d'indiscrezione quella domenica, aveva condotto seco un giovane volgare e chiassone al pari di lei. Durante il pranzo, il signor Coombes era rimasto muto e rigido nel suo abito da festa, e col solino sfilacciato. Era rimasto silenzioso ed ammusonito, mentre la signora Coombes e gli ospiti suoi discorrevano di cose sciocche e scollacciate facendo le più matte risate. Ma appena terminato il pranzo, quando Jenny si pose al pianoforte ed incominciò a cantare a voce spiegata delle canzoni poco decenti, il signor Coombes non potè rimanere più a lungo nel suo silenzio forzato ed incominciò a brontolare a bassa voce. Infatti come avrebbe egli potuto sopportare un tal modo di agire! Cosa avrebbero detto e pensato i vicini, di quel pandemonio e di quelle canzoni! La famiglia Coombes era dunque una famiglia di libertini? Di scostumati? in tal modo non si poteva andare avanti! Bisognava porvi un rimedio! Ed il pover'uomo impallidì, una mano di ferro gli troncò il respiro; e poichè il nuovo ospite si ora impadronito del suo seggiolone favorito, tremante di rabbia e di emozione, si pose a sedere sopra una seggiola accanto alla finestra e con voce rauca e strozzata, esclamò: — Domenica! È domenica oggi! E questo canto non mi garba! Ma Jenny seguitò a cantare, e la signora Coombes che sfogliava dei quaderni di musica ammucchiati sul pianoforte, guardò suo marito con occhi pieni di meraviglia dicendo: — Ebbene? È proibito divertirsi appunto la domenica? — Non vi è alcun male, se vi divertite a modo; ma certe canzonette…. – rispose Coombes. — Che male c'è! – interruppe Jenny, volgendosi di botto sul sedile del pianoforte. Coombes capì che vi era burrasca per aria; ma non volle ritirarsi, anzi aprì il fuoco con maggior forza, come spesso succede alle persone nervose e timide. — Non sciupate quel sedile! – esclamò con forza, – esso non è fatto pei grossi pesi! — Che c'entra il peso? – rimbeccò Jenny indispettita; – voi facevate la critica al mio canto!… seguitate, seguitate! — Ho paura che vogliate sopprimere la musica alla domenica! – esclamò il nuovo ospite sorridendo beffardamente e affondandosi nel seggiolone. — Non date retta a mio marito, Jenny, seguitate a cantare, – disse la signora Coombes. — Avete indovinato, caro signore, – disse ironicamente Coombes; – voglio sopprimere la musica alla domenica. — E si può sapere il perchè? – chiese ancor più ironicamente il nuovo ospite che provava un gran gusto a stuzzicare il prossimo, colla speranza di far nascere una discussione. — Perchè, – principiò a dire Coombes, – perchè voglio che sia così!… Io sono commerciante e debbo pensare alla mia clientela!… — La sua clientela! – interruppe la signora Coombes con disprezzo; – egli non sa dire altro che: «Noi dobbiamo far questo, far quello, per la nostra clientela!» — Se a voi non garba, o non garbava la mia clientela, non dovevate sposarmi! — Strana osservazione! – esclamò Jenny. — Non ho mai visto un uomo simile! Voi avete completamente cambiato carattere dal giorno del nostro matrimonio, prima eravate…. Ma qui Jenny incominciò di nuovo a suonare ed a cantare, ed allora Coombes furibondo urlò più che non disse: — Basta! basta! Non voglio più sentir nè suoni nè canti! — Non fate scandali, – disse il nuovo ospite. — Ma cosa siete voi qui dentro! – urlò Coombes al colmo della collera, – chi ha chiesto il vostro parere? Ed allora cominciarono a gridare tutti e quattro insieme. Il nuovo ospite dichiarò che Jenny era la sua fidanzata, e che egli aveva il dovere di proteggerla. A ciò Coombes replicò che tale linguaggio lo poteva tener fuori, ma non in casa sua; e la signora Coombes saltò su a dire che suo marito avrebbe dovuto vergognarsi d'insultar in tal modo gli ospiti. Il signor Coombes tagliò corto e pregò tutti di andarsene, ma nessuno si mosse. Il povero diavolo dichiarò allora che se ne sarebbe andato egli stesso, e col viso infuocato, le lagrime agli occhi per la rabbia, entrò nel corridoio, infilò il paletò, afferrò il cappello, e mentre Jenny picchiava sul pianoforte e cantava a squarciagola sbattè la porta con tale forza da far tremare le fondamenta ed uscì nella strada deserta per calmare l'animo in tempesta. Voi capite or dunque, perchè egli era disgustato della vita. Percorrendo il sentiero umido sotto gli abeti (era la fine di ottobre) il disgraziato attraversò il fosso pieno di rami e di foglie secche, pensando alla malinconica storia del suo matrimonio, una storia breve e comune! Egli vedeva chiaramente che sua moglie l'aveva sposato per togliersi alla vita del laboratorio; ma che proprio l'amore non vi era entrato per nulla. E questa donna, come tutte quelle della sua condizione, era troppo ignorante per capire quali fossero il suoi doveri e per aiutare il marito negli affari; era una natura avida di piaceri, chiacchierona, tutto amore per la società, irritata di veder sempre intorno a sè la mancanza di agiatezza; ed il mal umore del marito le stirava i nervi. Al primo tentativo di ridurre quella donna essa si era ribellata energicamente ed aveva incominciato la sua solita litania di epiteti e di rimproveri ingiusti. Coombes era un gran brav'uomo, inoffensivo, abituato a rimaner nel suo cantuccio, e così poco disposto a rimbeccare, che si sentiva subito preso da una grande prostrazione e ingoiava…. Poi arrivava Jenny, mefistofele in gonnella, cronaca vivente del vicinato che chiedeva sempre al signor Coombcs d'andare al teatro, di qua, di là, dappertutto, dove poteva incontrare cugini, parenti; pareva prender gusto nel divorare il danaro del poveretto, a gettargli in viso delle insolenze, e a metter sottosopra la sua sistematica esistenza. Non era la prima volta che il signor Coombes scappava da casa sua cogli occhi fuor del capo, infuriato e spaventato, gridando, bestemmiando che era giunta la fine di quella vitaccia! Mai però era stato così stanco della sua esistenza come questa volta, forse la digestione ed il cupo colore del cielo entravano per qualche cosa nella sua disperazione. Egli presentiva, come conseguenza del suo matrimonio, la rovina del suo commercio, il fallimento ed allora…. Allora sua moglie avrebbe recitato il «mea culpa» ma troppo tardi! Egli non era altro che un piccolo bottegaio, con un meschino capitale tutto impiegato nel commercio, e se sua moglie non cacciava via dal capo tutte le fisime e i capricci, egli correva il rischio di ridursi alla miseria. Non poteva permettersi il lusso del divorzio, era al disopra de' suoi mezzi, così bisognava intisichire accanto a quella donna, che lo dileggiava senza pietà. La cosa volgeva al tragico. I muratori bastonano le loro mogli, gli arciduchi non fanno di meglio, ma al piccolo impiegato, al meschino bottegaio non rimane che segarsi la gola! Non vi è dunque da far meraviglia, se il signor Coombes per un minuto abbia sentito infiltrarsi nel cervello questi cupi pensieri, ventilando la questione fra il rasoio ed il revolver, colla relativa lettera sentimentale al questore per chiedere perdono. Dopo un po' il furore fece posto ai pensieri malinconici. Pensare che egli aveva preso moglie con quel so- prabito, con quell'abito! Rifece la sua storia fino al gior- no in cui si era innamorato, quando gli era venuto in mente di ammogliarsi, l'economia a cui si era assogget- tato per effettuare il suo sogno. E poi a che cosa era riu- scito? Non vi era dunque lassù il buon Dio? E qui le idee di morte fecero ancora ressa nel suo cervello. Pensò al canale, che aveva attraversato, e gli parve di potervisi gettare a capo fitto e finirla così una buona volta; ma, mentre progettava d'annegarsi, ecco che gli cadde sott'occhio un fungo; lo fissò macchinalmente a tutta prima, poi riflette e si chinò per coglierlo, scambiandolo per una borsa di pelle, s'accorse che era la capocchia rossiccia d'un fungo, lucida, bavosa, d'un odore acre. La fatalità aveva fatto nascere sul suo sentiero funghi rossi di ogni grandezza ovunque posava lo sguardo, di qua, di là, dappertutto funghi rossi! L'idea, del veleno gli balenò nella mente. Ne staccò un pezzo. La polpa era biancastra, ma non tardò a cambiarsi in giallo verdognolo. Per meglio persuadersi ne staccò due altri pezzi, ma anch'essi fecero lo stesso cambiamento, erano dunque velenosi; suo padre glie ne aveva spesso parlato, dipingendoli pieni di veleno potente. — Non bisogna mai rimandare al domani una decisione, presa oggi, – pensò tra sè il signor Coombes. – Egli ne assaggiò un piccolo pezzettino, quasi un briciolo. Il gusto era così acre, che fu lì lì per sputarlo, ma si trattenne, egli sentì una sensazione di calore, poi la bocca impastata come se avesse mangiato della senape. Ma il gusto in fondo non era cattivo; ne mangiò un altro pezzo, no, non era cattivo; egli voleva finirla, e inghiottì un altro pezzo ancora. Subito sentì delle punture nelle dita, il polso si mise a battere forte forte, ed incominciarono a ronzargli le orecchie. — Proverò a mangiarne ancora, – mormorò il signor Coombes, si guardò attorno, volle muoversi; ma le gambe mal lo reggevano. Fece uno sforzo per raggiungere un altro bel fungo rosso. — Bello! bello! – borbottò stupidamente, – bisogna che lo mangi. Fece un passo avanti, barcollò e cadde lungo e disteso col naso contro terra e svenne. Ritornò in sè poco dopo e si rialzò. Il cappello era andato a finire nel fosso. Dapprima i suoi pensieri lentamente si muovevano confusi, intralciati: poco a poco si schiarirono ed una gran gioia gli invase il cuore. Si sentì leggero, gaio; aveva la gola in fuoco; ma il cuore giocondo, scoppiò dal ridere. Era pazzo? neppure lui ce lo avrebbe potuto dire! La memoria gli ritornò, ma non potè ben precisare le sue idee. Si ricordava che egli aveva avuto dei dispiaceri a casa sua, perchè gli altri volevano divertirsi. Ma sì! costoro avevano ragione; ma bisogna farsi del buon sangue quaggiù! Ma egli ritornerebbe a casa, farebbe la pace, e perchè non porterebbe con sè uno di quei funghi per farli assaggiare? Che stupido! Egli si era mostrato sempre imbronciato, brontolone, ah! ne farebbe ammenda! Sarebbe assai comico il rivoltare le maniche del soprabito e infilare un ramo di ginestra dorata nella tasca del panciotto? Sì, egli vi entrerebbe così, e cantando, passerebbe una lieta serata. Dopo la partenza del signor Coombes, Jenny cessò di suonare il pianoforte: — Oh! che scene per una sciocchezza! Oh! signor Clarence, che pazienza mi ci è voluta! Il signor Clarence era il nuovo ospite. — È un po' vivace, – rispose sentenziosamente l'interpellato. — Egli non ha il minimo sentimento della sua posizione; ecco ciò che mi affligge; il suo mondo è quel buco oscuro della sua bottega, – sospirò la signora Coombes. – Se domando qualche cosa per essere vestita decentemente, se oltrepasso le spese fissate per la casa, eccolo alle cattive parole. «Fate economia», grida di giorno e dice sognando alla notte! Una volta gli saltò il capriccio di farci mangiare della margarina, già non sono così matta da fargli vedere i conti. — Avete ragione, – approvò Jenny. — Quando un uomo ama una donna, – continuò il signor Clarence sdraiato nel suo seggiolone, – deve essere pronto a fare dei sacrifici. In quanto a me non prenderò moglie (e fissava Jenny) finchè non potrò fare le cose a modo; sarà egoismo; ma l'uomo non ha il diritto di trascinare una donna nella miseria! — Non sono del vostro parere, – disse Jenny, – una moglie può benissimo venire in aiuto del marito purchè questi non la scambi per una serva. — Sono stata una stupida a sposare quest'uomo; – ribattè la signora Coombes, – figuratevi, che se non c'era mio padre, non avremmo neanche avuto la vettura il giorno delle nozze! — Ma come mai si è piegato a far questa spesa? – domandò il signor Clarence. — Ma…. È stato un vero miracolo! Oh! certo non avrebbe mai preso una serva per aiutarmi una volta alla settimana! Mi mette sempre i suoi conti sotto al naso: teme sempre di non arrivare alla fine dell'anno: ma io glie ne dico di cotte e di crude! Non dovevate sposare una donna come me; per voi, vi ci voleva una schiava. E la signora Coombes, sospirando e invocando il cielo, incominciò a preparare il tè, mentre Jenny si pose a sedere sul bracciale del seggiolone nel quale tranquillamente fumava il signor Clarence. Dopo un po' di tempo parve loro sentire un rumore di passi. — È mio marito! se n'è andato furioso come un leone e torna quieto come un agnello, – esclamò la signora Coombes. S'udì sbattere una sedia in terra, poi un rumore di passi, e finalmente apparve sull'uscio il signor Coombes. Era completamente sfigurato, il colletto della camicia penzolante, il cappello coperto di funghi; l'abito al rovescio; ed un ramo di ginestra al panciotto. Ma ciò era nulla, in confronto della sua fisonomia: aveva gli occhi smisuratamente allargati e le labbra azzurrognole atteggiate in una smorfia lugubre. — Oh!? dell'allegria qui? – fece il signor Coombes. E spiccando un salto salutò, facendo un profondo inchino. La signora Coombes diè un urlo, il signor Clarence rimase pietrificato. — È ubbriaco?! – esclamò Jenny. – Ma gli ubbriachi non hanno una faccia simile, nè simili occhi! Coombes offrì al signor Clarence una manciata di funghi, dicendogli: «Assaggiate e poi vedrete!» Ma vedendo la faccia stupita del nuovo ospite d'un lampo passò dalla gioia più franca al furore più minaccioso. Parve ricordarsi di ciò che era avvenuto e con voce tonante gridò: — Sono il padrone qui dentro, mangiate! – e gli mise i funghi sotto al viso. Clarence ebbe paura, si alzò di botto e si trincerò dietro il seggiolone, ma il signor Coombes più svelto di lui gli si avventò addosso mentre Jenny d'un balzo fu sull'uscio seguita dalla signora Coombes. Clarence tentò allora di svincolarsi, ma invano perchè l'altro lo teneva abbracciato stretto stretto, cercando con una mano di cacciargli i funghi in bocca. Lottarono così per qualche minuto, finalmente Clarence con uno sforzo supremo si svincolò, die' uno spintone al suo avversario, fuggì nel corridoio, e si rifugiò in cucina urlando: — Chiudetelo dentro! Chiudetelo dentro! Tutta tremante, la signora Coombes scappò in camera sua, rinchiudendovisi a chiave, mentre Jenny si nascondeva in bottega. Allora il nuovo apostolo dell'allegria corse nel corridoio sempre coi suoi funghi. Dopo avere alquanto titubato sulla direzione da prendere si decise per la cucina. Clarence che non era riuscito a dare un giro di chiave, scappò nella dispensa. Ora è difficile narrare quanto successe, perchè il signor Clarence è stato molto parco d'informazioni intorno a quest'incidente. Quello che noi sappiamo di certo, è che la collera di Coombes cadde come per incanto; ma a dire il vero vi erano proprio sul tavolo, certi coltellacci che persuasero forse il Clarence a fare quanto l'altro voleva onde evitare un ripiglio di furore che poteva condurre ad una tragedia. Ed infatti egli fu obbligato e svestisi, fu conciato coi funghi nei capelli e nella faccia, e poi cacciato fuori in quello stato dalla porticina nel giardino. Manco a dirlo, la signora Coombes e Jenny non si erano mosse dal loro rispettivo asilo, e tremanti aspettavano forse il loro turno; ma Coombes soddisfatto e calmo ritornò in cucina, dove, quantunque buon cristiano, bevette cinque bottiglie di quella birra forte, che la moglie aveva, col pretesto che erano necessarie alla sua salute, fatto venire per sè sola. Quindi ruppe il collo delle bottiglie, fece volare per aria parecchi piatti, cantò alcune romanze allegre, si tagliò un dito con un pezzo di bottiglia…. e questo fu il solo sangue versato…. poi cadde lungo disteso in terra e si addormentò d'un sonno profondo e riparatore. *** Cinque anni dopo, appunto di domenica, in un bel pomeriggio di ottobre, il signor Coombes passeggiava nella pineta al di là del canale. Era sempre l'uomo che abbiamo dipinto al principio di questa storia, pallido pallido, con occhi e baffi nerissimi, ma aveva un solino nuovo ed il soprabito col bavero di velluto, ed i guanti erano quasi nuovi. Una certa fierezza nelle movenze dimostrava un uomo contento di sè: aveva fatto affari, aveva allora tre impiegati! Gli camminava a fianco un suo fratello Tommaso giunto da poco dall'Australia: parlavano d'affari e il signor Coombes faceva la sua esposizione finanziaria. — Oh! ci sono risorse nel commercio, – diceva Tommaso, – e tu sei ben fortunato di avere una donna che ti aiuta! — Ma non è sempre stato così: oh! le donne sono delle strane creature! Mia moglie una volta era stravagante ed io troppo compiacente, ella credeva di poter fare la gran dama. La mia casa era un albergo. C'era sempre un'amica, il cavalier servente dell'amica, e poi alla domenica baraonda completa: il mio povero commercio andava a rotta di collo e mia moglie faceva l'occhiolino ai giovanotti. Predicavo, ma inutilmente, finalmente le cose giunsero all'estremo: ella mi credeva un buon diavolo, incapace di andare in collera. Vedi, le donne come la mia non rispettano il marito se non quando ne hanno paura. Un giorno viene a casa la sua amica Jenny, il fidanzato l'accompagnava. Scoppiò una questione ed io, per l'amor della pace, via pei campi! Venni qui ruminando ciò che dovevo fare. Ritornai a casa e maltrattai i miei convitati, bastonai mia moglie, feci tutti i diavoli, ruppi quanto mi veniva in mano: cantai, gridai, insomma un finimondo! Mia moglie scappò in camera e rimase là rintanata. L'indomani le dissi: avete visto come sono quando vado sulle furie? Vi ho dato una lezione! — E da quel giorno sei sempre stato felice? – domandò Tommaso. — Sempre! ma se non facevo la sfuriata sarei ora un povero diavolo rovinato da capo a piedi, avrei avuto tutta la famiglia di mia moglie contro di me, invece ora mi fanno il viso dolce e tutto va benone! I due fratelli fecero un pezzo di strada in silenzio. — Le donne sono delle strane creature, – osservò Tommaso. – Sono velenose ed inutili, – continuò a dire osservandolo. — Velenose sì, ma inutili forse no! – rispose Coombes. E questo fu tutto il ringraziamento, che ebbero i funghi!… E pensare che erano stati proprio i funghi che l'avevano reso capace di un'azione decisiva, tale da cambiare tutta la sua esistenza. Fine. Troverai tanti altri racconti da leggere nella Mediateca di Pagina Tre (clicca qui!) Scopri sul sito Internet di Liber Liber ciò che stiamo realizzando: migliaia di ebook gratuiti in edizione integrale, audiolibri, brani musicali con licenza libera, video e tanto altro: https://liberliber.it/. Se questo libro ti è piaciuto, aiutaci a realizzarne altri. Fai una donazione: https://liberliber.it/aiuta/. LIBRO PARLATO: VOCE: Fiorenza Auriemma DATA: 03/10/2025 QUESTO E-BOOK: TITOLO: Funghi rossi AUTORE: Wells, Herbert George DIRITTI D'AUTORE: no LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: https://liberliber.it/opere/libri/licenze/ TRATTO DA: Novelle straordinarie / H. G. Wells ; [illustrazioni di Celso Ondano]. - Milano : Fratelli Treves, 1905. - 211 p., [10] c. di tav. : ill. ; 27 cm. SOGGETTO: FIC029000 FICTION / Brevi Racconti (autori singoli) FIC028040 FICTION / Fantascienza / Brevi Racconti
Il Messaggio di Oggi: “GESÙ FECE MIRACOLI, PER MANIFESTARE LA SUA GLORIA” • Giovanni 2: 11 • Giovanni 1: 14 • Matteo 17 :2 • Romani 12: 2 • 2 Corinzi 3: 18 • Giovanni 14: 12 • Matteo 24: 14 • Giovanni 14: 13-14 • 1 Giovanni 5: 14 • Luca 5: 8 • Luca 5: 5 (6-11) • Giovanni 4: 48 • Giovanni 2: 11 • Giovanni 4 :50 • Giovanni 4 :54 • Giovanni 5 :8-9 • Giovanni 6 :11 • Giovanni 6 :14 • Giovanni 6 :19-20 • Giovanni 9 :7 • Giovanni 9: 33 • Giovanni 11 :43-44 • Giovanni 21 :6 • Giovanni 21: 25 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Per approfondire gli argomenti della puntata: Storia della Medicina : https://www.youtube.com/watch?v=dJ6f-sfParI&list=PLpMrMjMIcOkk1xq8OpOWyLbxJO00AytS2&index=1&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Altre pillole di medicina : https://www.youtube.com/watch?v=kIsBBIgQ1yo&list=PLpMrMjMIcOkns2J6ttZwvwDn2I5Yq3zRx&index=2&t=0s Altre pillole dall'età contemporanea : https://www.youtube.com/watch?v=vfSB5rwk8to&list=PLpMrMjMIcOklAamXwkzlub85zjR3Eh74B&index=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel 1994 nasce LTCM, un hedge fund guidato da una leggenda di Wall Street e due premi Nobel. L'idea è semplice: usare formule matematiche per dominare i mercati. Ma c'è un errore di fondo: pensare che la finanza sia sempre prevedibile. All'inizio funziona e per tre anni macinano profitti, finché nel 1998 accade qualcosa di improbabile: il cigno nero. La Russia va in default e LTCM perde miliardi in venti giorni. Rischiando di trascinare giù l'economia globale, LTCM dimostrò che l'economia moderna non è solo numeri, ma anche psicologia. E che per sopravvivere davvero, i sistemi non devono essere perfetti. Devono essere antifragili. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8190SAN MARTINO NON HA SOLO DATO META' MANTELLO AL POVERO... di Ermes Dovico Tanti conoscono l'episodio del mantello, ma pochi sono consapevoli dell'impronta straordinaria lasciata da san Martino di Tours (316-397) nella storia della Chiesa. Chiamato non a caso «l'Apostolo delle Gallie», il santo è tra i fondatori del monachesimo in Europa, alla cui evangelizzazione ha mirabilmente contribuito. Ha diffuso la parola e l'amore di Cristo per tutti gli uomini e combattuto sia l'eresia ariana che il paganesimo.Nativo della Pannonia, nel territorio dell'odierna Ungheria, lui stesso era cresciuto in una famiglia pagana: il padre, un tribuno militare, lo aveva chiamato Martino proprio in onore del dio Marte. La sua prima conversione maturò grazie all'incontro con una famiglia cristiana, che lo conquistò per il modo in cui viveva. Iniziò il catecumenato, ma a 15 anni fu obbligato da un editto imperiale ad arruolarsi nell'esercito. Fu durante una ronda notturna, nell'inverno del 335, che avvenne il celebre incontro con il mendicante a cui donò metà del suo mantello, tagliandolo con la spada. «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato. Egli mi ha vestito», si sentì dire la notte seguente da Gesù, apparsogli in sogno e circondato dagli angeli. Al risveglio, si ritrovò col mantello miracolosamente intero e di lì a breve si fece battezzare. L'ultima svolta fu il congedo militare, avvenuto intorno ai quarant'anni.Nella seconda fase della sua vita Martino si impegnò nella lotta all'arianesimo, a quel tempo molto diffuso nonostante fosse già stato condannato, nel 325, dal Concilio di Nicea. Aveva trovato una guida sicura nel vescovo Ilario di Poitiers, per alcuni anni esiliato in Frigia a causa della malizia degli ariani che avevano chiesto all'imperatore Costanzo II di intervenire contro di lui. E anche Martino subì persecuzioni per la sua difesa dell'ortodossia. Egli, già dedito alla vita eremitica, raggiunse Ilario - di rientro dall'esilio - a Poitiers. Fu ordinato esorcista (da intendersi come uno degli antichi ordini minori) e per una decina d'anni si ritirò nella vicina Ligugé, dove fondò uno dei primissimi monasteri europei. Condusse con i suoi discepoli una vita in comune, fatta di preghiere e mortificazioni.Nel 371 la sua fama di santità era ormai tale che i cristiani di Tours ricorsero a uno stratagemma pur di averlo come vescovo (lo invitarono ad assistere una donna malata per poi condurlo davanti alla comunità che lo acclamava). Alla fine, senza abbandonare la vita ascetica, accettò ed esercitò il ministero episcopale con grande sollecitudine. Battezzò, liberò gli ossessi, operò miracoli, predicò e si prese cura ovunque di malati, poveri e prigionieri, assistendoli nei bisogni del corpo e dell'anima. Come scrisse Sulpicio Severo (c. 360-420), uno dei suoi discepoli, «colui che tutti già reputavano santo fu così anche reputato uomo potente e veramente degno degli Apostoli».A Tours fondò un altro monastero, poi noto come Marmoutier, in cui preparava i religiosi alla missione. Martino si preoccupò infatti di evangelizzare le campagne. Fece abbattere i templi e gli idoli pagani. Difese i più deboli senza temere di affrontare i potenti. Quando capì che stava per morire si fece stendere su una tavola cosparsa di cenere e attese in preghiera il ritorno alla casa del Padre, già circondato da un culto che si estese presto in tutta Europa
Parliamo del mistero di Hydesville, il caso che fece nascere lo spiritismo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La sera del 22 marzo 2025 ha debuttato allo Spazio Stria di Padova Sonic Suite aka The Gustafsson Files, reading/concerto tratto dal romanzo di Wu Ming 1 Gli uomini pesce, in particolare dai capitoli in cui è in scena il musicista Arne aka Sonic in arte SonicAlly/Fonica Mente. Si tratta di un progetto assemblato dall'attore Marco Manfredi, dallo scrittore e musicista Jadel Andreetto e dai musicisti Stefano D'Arcangelo (ex-Bhutan Clan, ex-Compagnia Fantasma) e Bartolomeo Sailer in arte Wang Inc. La suite dura un'ora, qui proponiamo all'ascolto un brano.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8156PAPA FRANCESCO NON CHIUDERA' IL GIUBILEO (ACCADDE SOLTANTO A INNOCENZO XII) di Cristina Siccardi Papa Francesco ha aperto la porta Santa in San Pietro, dando inizio all'Anno Santo ordinario del 2025, la Vigilia di Natale dello scorso anno. Era in sedia a rotelle e le campane suonavano a festa. Il 21 aprile, il Lunedì dell'Angelo, dopo la Santa Pasqua, le campane di San Pietro, invece, hanno suonato a morto per la sua scomparsa, avvenuta a 88 anni di età. Il giorno prima ha voluto incontrare, a sorpresa, il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance, poi è apparso dal loggione per impartire la benedizione Urbi et Orbi che ha pronunciato con un filo di voce e al termine è sceso in piazza sulla Papa-mobile tra la folla dei fedeli. È stato il suo ultimo saluto: poche ore dopo, alle 7,35, si è spento. Secondo le sue volontà non sarà sepolto in Vaticano, bensì nella basilica di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche Papali di Roma.Papa Francesco, che aveva già indetto il Giubileo straordinario della Misericordia nel 2015, non potrà chiudere l'Anno Santo nella data prevista, il 6 gennaio 2026.UNICO PRECEDENTEA un solo altro Pontefice accadde la stessa sorte: era Innocenzo XII (1615-1700), nato Antonio Francesco Pignatelli, che morì a 85 anni. Durante il suo pontificato la vita dei popoli europei fu spesso funestata dalle guerre. Il Papa indisse il Giubileo il 18 maggio 1699 con la bolla Regi Saeculorum e all'apertura, a causa delle sue precarie condizioni di salute, non poté presiedere personalmente; ma nel giorno di Pasqua di quell'anno, pur essendo ormai gravemente malato, a causa del gran numero di pellegrini venuti da tutte le parti impartì la benedizione solenne dal balcone del Quirinale. Morì il 27 settembre del 1700, quindi l'Anno Santo fu chiuso dal suo successore, Clemente XI (1649-1721), nato Giovanni Francesco Albani.Nonostante l'assenza del Papa, sostituito dal cardinale Emmanuel de Bouillon (1643-1715), la cerimonia di apertura del Giubileo si svolse solennemente alla presenza della regina di Polonia, María Cristina (1641-1716), vedova del sovrano Jan Sobieski, e dal granduca di Toscana, Cosimo III de' Medici (1642-1723). La regina era entrata in San Pietro scalza e vestita da penitente e l'enorme affluenza di fedeli passava in ginocchio attraverso la Porta Santa.Membro di un casato aristocratico, Antonio Pignatelli, nato a Spinazzola in Puglia, trascorse tutto il periodo di formazione a Roma nel Collegio dei Gesuiti, dove prese gli ordini sacri probabilmente nel 1643. Si laureò in utroque iure e papa Urbano VIII lo chiamò a svolgere le sue mansioni nella Curia romana. Fu ordinato vescovo il 27 ottobre 1652. Svolse la carriera diplomatica come nunzio apostolico e per undici anni, dal 1660 al 1671, risiedette all'estero, tra Confederazione polacco-lituana e Impero austriaco. Fu creato cardinale il 1º settembre 1681 da Innocenzo XI. Come porporato partecipò a due conclavi, nel 1689 e nel 1691, quando fu eletto successore di San Pietro.Convinto della necessità che il clero dovesse porsi a modello dei fedeli, il Pontefice fece pubblicare la costituzione apostolica Sanctissimus in Christo Pater (18 luglio 1695), con la quale richiese a ogni ordine religioso una più stretta osservanza delle regole e una più attenta preparazione dei giovani nei noviziati. Attento alla Liturgia, il 20 agosto 1692 emise un decreto sulla musica sacra, in tal modo dissipò la confusione causata dalle diversità di interpretazioni e illuminando tutta la questione.CONTRO IL NEPOTISMO E IL GIANSENISMOInnocenzo XII è passato anche alla storia per aver emanato, il 23 giugno 1692, la bolla Romanum decet pontificem con la quale si eliminava ogni pratica di nepotismo, proibendo di fatto ai pontefici di concedere proprietà, incarichi o rendite a qualsiasi congiunto; inoltre, nessun parente di essi avrebbe più potuto essere innalzato al cardinalato.Sotto il suo pontificato proseguì l'annosa controversia giansenista, che egli condannò fermamente come eresia nel 1699. Cultore mariano, il 15 maggio 1693, stabilì che tutte la chiese celebrassero la festa dell'Immacolata Concezione con un'ottava. Realista e cosciente dei pericoli musulmani che gravitavano sui popoli d'Europa, appoggiò l'Imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo I d'Asburgo (1640-1705), impegnato nella guerra contro l'Impero Ottomano nella Grande guerra turca (1683-1699). Dopo più di un decennio di duro conflitto, Leopoldo uscì vittorioso in Oriente grazie al geniale talento militare del principe Eugenio di Savoia-Soissons (1663-1736). Con il trattato di Karlowitz, l'Imperatore cristiano recuperò quasi tutto il Regno d'Ungheria, che era caduto sotto il potere turco negli anni successivi alla battaglia di Mohács del 1526.Attento non alle demagogie, ma ai concreti bisogni della Chiesa, Innocenzo XII riformò l'apparato giudiziario per rendere efficace ed efficiente l'azione dei tribunali romani, troppo lenti nel garantire la giustizia. Con la bolla Ad radicitus submovendum del 31 agosto 1692 soppresse tutti i tribunali e i giudici particolari e rimise tutte le cause ai giudici ordinari. Fece quindi erigere un palazzo a Montecitorio, dove concentrò tutti i tribunali dell'Urbe, l'attuale Palazzo Montecitorio, inaugurato nel 1696.Uomo di poche parole, ma dai molti fatti, nel 1692 fece realizzare il nuovo acquedotto di Civitavecchia, dichiarò porto franco lo scalo portuale e le conferì il titolo di Città. Ordinò la costruzione del porto di Anzio (soprannominato «di Nettuno»), che portò crescita e sviluppo del luogo. Fece anche aprire due dogane a Roma, una per il traffico di merci via acqua, presso il porto di Ripa Grande, l'altra per le mercanzie via terra, nel tempio di Adriano a piazza di Pietra e, come non bastasse, rafforzò le difese militari sulla linea di costa per contrastare la minaccia dei Corsari barbareschi.Nel 1693 decise di riorganizzare l'assistenza pubblica di Roma e iniziò con il raccogliere l'infanzia abbandonata in un'unica istituzione, progettando di concentrarvi anche le altre categorie di poveri assistiti. Nacque così il nucleo di quello che divenne l'Ospizio apostolico di San Michele a Ripa Grande.Proprio in occasione del Giubileo del 1700, fece aprire un nuovo raccordo viario tra la via Appia antica e la via Campana, oggi via Appia Nuova, nota ancora oggi come Appia Pignatelli.Patrono delle Arti e delle Scienze, dopo la sua morte, il suo amico e conterraneo, il cardinale don Vincenzo Petra (1662-1747) dei duchi di Vastogirardi, commissionò all'architetto Ferdinando Fuga un monumento funebre in suo onore in San Pietro, presidiato da due statue, opera dello scultore Filippo Valle, che rappresentano la Giustizia e la Carità.
La tua crush è una modella? Prima di tutto, ma a chi vuoi darla a bere? Poi, buona fortuna! Quest'età dell'oro dell'apparenza può trasformare le più innocue pulzelle in malesseri senz'anima. Se questo è il suo caso, inizia a picconare il suo ego ipertrofico raccontandole l'ascesa (e la caduta) della celebre influencer fotomodella che fece letteralmente l'Unità d'Italia: Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nel 1932 l'Australia fu teatro di una sanguinosa guerra contro l'invasione degli emù, degli uccellacci simili agli struzzi. 20000 esemplari distrussero ettari e ettari di piatnagioni e scese in campo l'esercito. Che perse miseramente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Oggi ci sono moltissimi avvocati che si battono per difendere i diritti degli animali, ma se qualcuno 500 anni fa avesse fatto causa a dei topi? E la città in questione non è Topolinia (che sarebbe anche la cosa più sensata), ma invece si tratta di una storia VERA accaduta molto tempo fa e purtroppo ormai dimenticata. Ma il nostro mestiere è proprio di quello di riportare queste storie alla vostra attenzione.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Immaginate per un attimo di trovarvi immersi nell'oscurità di un teatro vuoto. Solo una figura emerge dalla nebbia: un violinista avvolto da strane ombre. Le sue dita danzano sulle corde con una grazia quasi soprannaturale. Il suono che emana dal suo strumento è così potente da sembrare incantato, come se provenisse da un altro mondo. Questa è l'immagine che ci resta di alcuni dei musicisti più leggendari della storia. Talenti dotati di abilità straordinarie, ma anche al centro di leggende inquietanti. Storie di patti segreti e incontri misteriosi con forze oscure. E c'è un artista che emerge su tutti: Niccolò Paganini, il violinista che incantava le folle con la sua musica. Non solo per la sua tecnica senza pari, ma anche per i sospetti che aleggiavano sulla sua figura. La sua abilità straordinaria sembrava quasi una maledizione, come se fosse posseduto da qualcosa di più grande di lui mentre suonava il suo strumento. Qualcosa di più oscuro e terrificante. Ma chi era davvero Paganini? Un genio musicale o un semplice mortale che aveva fatto un patto con il diavolo? L'Inspiegabile Podcast è una serie originale ideata, scritta e condotta da Luca Parrella. Produzione e Sound Design di Matteo D'Alessandro https://www.matteodalessandro.com Ascoltala su YouTube o su tutte le principali piattaforme di musica e Podcast Seguimi anche sui social
Mario Fantin si dedicò all'esplorazione del pianeta e dei suoi luoghi più ostili. Fondò il CISDAE, si barricò in uno studio, catalogò e iniziò quello che definì “alpinismo da scrivania”. Fece di tutto per la memoria rimanendo nell'ombra fin quando, ad uno dei ritrovi con i compagni del K2, alcuni notarono un atteggiamento diverso dal solito. Era spento, taciturno, silenzioso, immerso nei pensieri e in un male che lo aveva cominciato a divorare dall'interno. La depressione lo aveva preso in ostaggio e, a causa di un furto subito tra le mura del suo studio, precipitò sempre più a fondo. Nel 1980 decise di mettere fine alla sua esistenza. Se ne andò in silenzio. Aveva fatto il lavoro sporco, dedicando il suo presente al passato di altri. Come un fantasma non fece rumore. Come un fantasma era e rimase per anni un invisibile. Scritto e registrato da Sebastiao Frollo e Saverio MarianiIl libro di Saverio Mariani - "La spedizione italiana al K2. Italia-Karakorum 1954"Contatti: andataeritorno.podcast@gmail.com Iscriviti alla newsletterLa nostra pagina InstagramIl nostro profilo LinkedInMusic by Epidemic Sound
Per approfondire gli argomenti della puntata: Pillola sulla crisi dei missili cubani : https://www.youtube.com/watch?v=QZOMPUrSiZw&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Altre pillole dal 45 a oggi : https://www.youtube.com/watch?v=gNGzCF04vi4&list=PLpMrMjMIcOkkDwQQVtLtYa1BczFWc-R5f&index=1&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A dieci anni dalla scomparsa di Guerrina Piscaglia, il marito lancia un appello al prete.Support this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Il Messaggio di Oggi: "MANASSE RE DI ISRAELE FECE CIO' CHE E' MALE" • 2 Cronache 33: 2 • 2 Cronache 33: 1 • 2 Cronache 33: 7 • 2 Cronache 33: 1 (2-9) • Giona 1: 6 • Giona 1: 10 • Luca 15: 14 • 2 Cronache 33: 10-11 • Ester 4 :14 (15-17) • 2 Cronache 7: 14 • Romani 15: 4 • 1 Corinzi 10: 11 • 2 Cronache 33: 12-13 • Giacomo 4: 6 • 2 Cronache 14: 14 (15-19)--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
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Daniela Collu è autrice, podcaster, influencer. Nata in una famiglia in cui non c'erano soldi, ha iniziato a lavorare quando aveva 15 anni e ha capito fin da subito che “il salario” era la sua libertà. Nonostante ciò, ha faticato come tutti a darsi un valore. Trovato un posto fisso ai Musei del Comune di Roma, se l'è tenuto stretto finché l'attività di autrice è diventata così intensa da poter osare le dimissioni. Per spingerla al grande passo c'è voluta una psicanalista che le ha detto: «Stampa i tuoi estratti conto e renditi conto che quei soldi li hai guadagnati tu». E per imparare a farsi pagare il giusto, c'è voluta un'agente che sapeva dare un valore alle sue competenze. «Questo valore io l'ho capito nel tempo anche vedendo quanto venivano pagati quelli che erano peggio di me. E non ho usato il maschile a caso». Oggi che è seguita da centinaia di migliaia di follower, Daniela Collu si è resa conto di essere finita al centro di una curiosità morbosa sulla sua ricchezza. Le domande su quanto guadagna o sulla casa in cui vive trasudano invidia sociale, invece che sana curiosità verso un certo mercato del lavoro o immobiliare, perciò ha deciso di proteggere la sua privacy. A proposito di case, cresciuta in una famiglia che aveva come motto “E se poi ti penti?” oggi Daniela ha un gruzzoletto fermo in banca e non riesce a decidersi a comprarne una. Dovesse mai pentirsene...
La nostra serie Imperatores, sugli imperatori romani : https://youtube.com/playlist?list=PLpMrMjMIcOkkIDocjNI3Q7gCk-4bOiVVO
In this episode, the winner of August's “Dece or Fece” contest at the Forever Midnight Film Series at the Landmark Opera Plaza Cinema was “Neon Maniacs” (1986)! The FM3 were very excited to check out this crazy ass movie featuring a laundry list of “maniacs” coming at ya with everything but the kitchen sink! What do the maniacs want? Why are the maniacs? What could it all mean?! Checking off so many of the boxes the Forever Midnight crew loves in a horror flick, this had to be a winner?! Right?! Well grab some snacks and sit back cause Jef, Josh and Brian are hopping in the inter-dimensional van with a dozen maniacs that are ready to party in the city by the bay!
Recently your friends at Forever Midnight have been behind in recording new episodes because of covid and bands touring. So the FM3 offers you a special treat today! An episode from the Patreon exclusive archive. The crew is talking about the 2022 film Talk To Me. There are a ton of exclusive episodes and shenanigans over at Patreon.com/Forevermidnight, So if you like the regular episodes you will love the Patreon ones and there are a bunch!! Join Jef, Josh and Brian over there for exclusive content and goodies each month! Thank you all for listening and get ready for new episodes next week right here and everywhere you listen to podcasts, the guys are recording episodes as we sit here about Maxxxine, Longlegs as well as another Dece or Fece winner from the Forever Midnight Film series in SF!
Konstantinos Petrou Kavafis, known, especially in English, as Constantine P. Cavafy and often published as C. P. Cavafy, was a Greek poet, journalist, and civil servant from Alexandria. A major figure of modern Greek literature, he is sometimes considered the most distinguished Greek poet of the 20th century.-bio via Wikipedia Get full access to The Daily Poem Podcast at dailypoempod.substack.com/subscribe
In this episode the crew celebrates another winner of the infamous "Dece or Fece" movie trailer contest at the Forever Midnight Film Series! This new film series is on the First Friday of each month at the Landmark Opera Plaza Cinema in San Francisco! This month's winner was chosen by FM's very own Jef Overn and boy oh boy does it deliver! Let's run down the list of goodies! There is an eclipse, graveyard sex, a glory hole, boobies, murder, boobies, murder, birthday cake, murder and of course three psychopath 10 year olds. It is truly one of those movies that delivers most of the things that Jef, Josh and Brian collectively love in a horror film! If you have not seen it yet check it out for free on TUBI and then tune in to hear the FM3 decide whether or not this one is DECE or FECE! Be sure to join the guys every first Friday for the Forever Midnight Film series at the Landmark Opera Plaza Cinema in San Francisco California!
In this episode the FM3 talk about their first ever winner of the Forever Midnight Film series "Dece or Fece" audience choice award! The First Friday of each month the Forever Midnight crew gets together at the Landmark opera Plaza Theater in San Francisco with their friend Trixxie Carr to host a fun new horror film series! As part of the show before the movie Jef, Josh and Brian each pick a trailer for a movie they have not seen, and only each of them has seen their trailer pick, so they watch the trailers with the audience, talk about their predictions and let the audience pick the movie that will be an episode before the next First Friday. The winner this time around was "Microwave Massacre" and holy crab sandwiches, this movie is bonkers! Hahaha! You can watch Microwave Massacre now on TUBI, Night Flight, Arrow Streaming and for rent on Youtube, AppleTV! If you wanna come out and support your dudes, The first Friday of each month they will be at the Landmark Opera Plaza Theater San Francisco showing some of their favorite horror movies! They hope to see ya there!
Zuppa di Porro 15 aprile 2024: rassegna stampa quotidiana
OFFERTA ESCLUSIVA NORDVPN Non perderla: https://nordvpn.com/dentrolastoria1934: l'erede al trono dell'Impero Britannico, il Principe di Galles, incontra per la prima volta una donna americana dal passato abbastanza burrascoso. Ne nasce una passione dirompente che rischia di far saltare in aria la monarchia inglese e la società londinese. Perché quella donna, Wallis Warfield in Simpson, porta con sé amicizie pericolose, rapporti tormentati, un aborto dopo un rapporto col conte Galeazzo Ciano e simpatie per le dittature che stanno dominando l'Europa. Ne scaturirà una crisi istituzionale tale da sfociare in un'abdicazione, seguita da un ulteriore periodo di piccoli scandali, di dichiarazioni infelici, di frequentazioni sbagliate.Il nostro canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC1vziHBEp0gc9gAhR740fCwSostieni DENTRO LA STORIA su Patreon: https://www.patreon.com/dentrolastoriaAbbonati al canale: https://www.youtube.com/channel/UC1vziHBEp0gc9gAhR740fCw/joinSostienici su PayPal: https://paypal.me/infinitybeatDentro La Storia lo trovi anche qui: https://linktr.ee/dentrolastoriaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/racconti-di-storia-podcast--5561307/support.
IL BUCO NEL TETTO C'era una volta, un ingegnere, non di oggi ma del domani. Era un bambino che tutte le mattine andava a scuola, ma il pomeriggio, dopo aver fatto i compiti, scappava dietro il giardino di casa, dove c'era un magazzino pieno di attrezzi da lavoro e non solo. Un alone di magia e una luce brillante illuminavano la sua mente di inventore.Era lì che, nascosto da tutti, liberava la sua fantasia e la passione di progettare e costruire oggetti meccanici.Era da qualche giorno che aveva notato un orsetto che gironzolava sempre nei paraggi del suo laboratorio segreto e magico, così un pomeriggio lo invitò a entrare. Aveva bisogno di un aiutante e questo orsetto sembrava essere adatto al ruolo.“Bene, mi piacerebbe lavorare con te. Mi sembra che tu sia proprio un bravo inventore,” disse l'orsetto Scintilla. “E tu come ti chiami?” chiese sorridendo, rivolgendosi al bambino.“Io mi chiamo Gabriele e sogno di fare l'ingegnere.”Da quel momento, felici come non mai, fecero il patto di condividere tutti i loro segreti e fantastiche avventure. Immaginarono di essere inventori di tecnologie sconosciute e piloti coraggiosi alla scoperta di posti mai visitati. Così iniziarono a costruire una macchinina che andava senza benzina! L'orsetto Scintilla passava gli attrezzi a Gabriele e nel frattempo imparava il mestiere. Unirono un pezzo dopo l'altro e, una volta finita, dipinsero la vettura del futuro di un giallo brillante e la misero in giardino, pronta per la partenza.Nei pomeriggi seguenti, con la loro ingegnosità, fabbricarono un camion dei pompieri che aveva le ruote, la scaletta e il lampeggiante, ma era senza sirena e senza pompa per l'acqua. L'orsetto lo dipinse di un rosso scintillante e pareva proprio funzionante; ma mai fu usato, perché non capitò nessun incendio da spengere.“Oggi costruiremo un trenino,” disse Gabriele.In due e due quattro, il trenino era pronto per la partenza: i vagoni erano di legno e panoramici, andava con trazione a molla caricata da una manovella. Una tecnologia mai vista prima! Una volta finito, lo posizionarono in giardino e lo misero in movimento. “Choo! Choooo!” Faceva un passo avanti e uno indietro e per la matematica di uno meno uno fa zero, non si muoveva di lì. Gli alberi del giardino, che non ne potevano più dal ridere, decisero di collaborare e unendo i loro rami, si misero a spingere facendolo girare 3 o 4 volte intorno alla casa.L'orsetto Scintilla, felice per l'invenzione che avevano collaudato con successo, canticchiava allegramente e fischiettando diceva: “Finalmente ora ci possiamo riposare!”“Neanche per idea! Dobbiamo costruire la cosa più importante,” si pronunciò Gabriele.“E che sarebbe?” domandò Scintilla.“Un aereo! Vroom Vroom, Zoom Zoom… non senti il rumore già nell'aria?”, rispose l'ingegnere del domani.Scintilla si addormentò comunque, sotto un albero del giardino e Gabriele gli si avvicinò per riposarsi un po' anche lui. Appisolatosi accanto al suo amico, insieme sognarono sogni fantastici, spazi infiniti da sorvolare e un cielo intero da esplorare.Una volta svegli e riposati, tornarono nel magazzino e, preparati gli attrezzi, si misero all'opera per costruire un aereo un po' fantasioso: tre eliche davanti e una dietro, due ali che si piegavano e si allargavano come quelle delle aquile, una cabina di pilotaggio con due posti di seduta con bottoni, pulsanti e leve di ogni genere. Ovviamente c'era anche un motore costruito con vecchi pezzi di ricambio trovati qua e là e appariva molto potente. C'era pure il carrello d'atterraggio con le ruote gonfiate.Gabriele e Scintilla erano soddisfattissimi del loro lavoro, ma si resero conto che non sarebbe stato facile dare inizio al volo, anche perché lo avevano costruito nel magazzino e sopra di loro c'era il soffitto!Provarono comunque a mettere in movimento l'aereo spingendolo in circolo, ma niente da fare. Posizionarono l'aereo davanti a un ventilatore per farlo alzare con la corrente d'aria, ma niente da fare. Pensa e ripensa, quale magia poteva intervenire per risolvere la situazione?Allora un pomeriggio decisero di fare un buco nel tetto. In quattro e quattr'otto, inventarono una carrucola e issarono l'aereo fino sul tetto e forse da quell'altezza, avrebbe preso il volo! Magari con un piccolo aiuto dagli abitanti dell'Universo.Rimasero lassù fino a quando fece buio e con il naso all'insù guardarono la luna e le stelle fare capolino fra le nuvole.La mattina seguente, tornarono sul tetto di buon'ora, era domenica e non c'era da andare a scuola.Il sole, sorprendentemente, sembrava essersi fermato sopra di loro.“Che magica coincidenza!” I due inventori si sbracciarono a più non posso, urlando a squarciagola per farsi notare.Il sole li notò e si avvicinò tanto da sentire la loro voce. Così Gabriele e Scintilla, con tutto il loro coraggio dissero: “Tu che sei la stella più importante, ci potresti portare in giro per il cielo, nell'aereo che abbiamo appena finito di costruire. Saresti così gentile da aiutarci a prendere il volo dal tetto???” Il sole diventò per un attimo pensieroso, ma sorrise e rispose: “Procuratevi una corda e giratela bene intorno all'aereo. Sarà una bella avventura anche per me.” Fece scendere due raggi di sole, dei più resistenti e calati fino al loro tetto, i due inventori li legarono saldamente alla corda. L'ingegnere del domani e l'orsetto salirono come due razzi sul loro aereo, il sole lo tirò verso l'alto a più non posso, e via nello spazio contenti come due grandi piloti coraggiosi!Sotto di loro la terra appariva come un pallone gigante in movimento e sospeso nell'universo. Quasi non ci credevano, era bellissima colorata e magica per tutti i suoi abitanti: le piante, gli animali e tutte le persone! Improvvisamente, una nube scura che volava vicino, urtandoli, un colpo, un botto, Bang…Bang…Bang, dondolarono in aria, per poco l'aereo non andò sottosopra. Ma i due bravi piloti ripresero il controllo dell'aereo e videro la nuvola che, a dir poco distratta, cambiò direzione e scusandosi con un inchino, si allontanò per la sua strada.Nello scontro, l'aereo non aveva mantenuto l'altitudine e si era abbassato abbastanza da vedere un'immensa pianura ed al centro una base spaziale! Gabriele e Scintilla, con meraviglia e stupore, poterono osservare ingegneri, scienziati, e perfino astronauti con le loro futuristiche tute astrali, che andavano avanti e indietro intorno a missili, apparentemente pronti per il lancio. Si stavano sicuramente preparando per una grande missione nello spazio!!!Sembrava proprio un posto incredibile e affascinante. C'era anche una gigantesca insegna, che catturò la loro attenzione perché diceva: “Scuola per ingegneri con specializzazione in astronomia, scienze spaziali e vita nello spazio.” Gabriele rimase stupito, sorpreso, emozionato e fu in quel preciso momento che pensò che forse un giorno il suo sogno si sarebbe trasformato in realtà.Gabriele e Scintilla erano immersi nei loro fantastici sogni, che li accompagnarono per tutto il viaggio di ritorno. Durante l'incredibile avventura anche il sole si divertiva ma avvicinandosi l'ora del tramonto, mentre la terra girava, riconobbe in lontananza la casa col buco nel tetto ed il giardino pieno di invenzioni. Così giunto in posizione staccò i raggi luminosi dalle corde di sostegno e l'aereo, accompagnato da un vento gentile, planò dolcemente sul prato con i due viaggiatori, e radioso scomparve all'orizzonte.Nel frattempo, i genitori di Gabriele erano preoccupati, non lo vedevano da un intero giorno, era sparito, ed anche l'orsetto Scintilla, che ormai tutti conoscevano, non si trovava più. Quando atterrarono tutti volevano sapere dove fossero stati e cosa avessero fatto tutto il giorno, ma l'avventura era stata così magicamente fantastica che, come un grande sogno, per ora doveva rimanere segreta. Forse un giorno, si sarebbe sentito parlare di un grande ingegnere astronauta e del suo orsetto assistente.Gli anni passarono e la loro macchinina servì alla mamma per i vasi di fiori, mentre le coccinelle e altri insetti ci saltellavano felici sopra, il camion dei pompieri diventò la casa degli scoiattoli che si divertivano a scendere e salire la scaletta. Nel trenino abitarono le lucertole che uscivano quando c'era il sole, e di sera usavano i seggiolini come comodi lettini. L'aereo fu usato per anni come una preziosa scatola di sogni segreti da realizzare. Gabriele nello spazio e sulla luna ci è andato per davvero e l'orsetto Scintilla lo ha visto andare in volo nell'universo — la notte con il naso all'insù a guardare il cielo pieno di stelle, dal buco nel tetto.
Produzione, Editing e Sound Design - UncleMatt: https://www.instagram.com/unclemattprod/Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC-Idufifk1hamoBzkZngr1wGruppo Facebook : https://www.facebook.com/groups/624562554783646/Gruppo Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029VaD1eQk8vd1WyYUzH01cIl nostro Instagram: https://www.instagram.com/bibliotecadialessandria/?hl=itGruppo Telegram : https://t.me/joinchat/Flt9O0AWYfCUVsqrTAzVcg
(01:31) Ranucci-Gasparri, uno spettacolo che abbiamo ascoltato, così non dovete farlo voi (06:09) Dice che l'esercito di Israele telefona ai palestinesi che sta per bombardare (09:29) Riccardo, il giornalista che «fece cadere» il muro di Berlino Closer è un podcast di Will che dal 4 Dicembre sarà disponibile solo per chi ha sottoscritto la membership. Trovi tutte le informazioni su come sostenere Will tramite il programma di membership cliccando qui.
Roberto Galimberti"Irma Blank. Tra segno e silenzio"Castello di Miradolo Fondazione Cossowww.fondazionecosso.comLa mostra Irma Blank.Tra segno e silenzio, in programma al Castello di Miradolo dal 14 ottobre al 26 novembre 2023, è dedicata all'artista, a lungo dimenticata e scomparsa da pochi mesi, che ha trasformato la scrittura in segno. Il progetto espositivo si articola attorno a tre nuclei tematici in dialogo tra loro: le opere, a tracciare autenticamente le declinazioni offerte al segno, i libri d'artista e la documentazione fotografica e video. La mostra intende costruire un dialogo con le sale storiche del Castello di Miradolo, per creare un ideale controcanto tra il segno e il tempo delle opere e la storia e l'architettura degli spazi. Quella di Irma Blank è una scrittura come narrazione e come tempo, un segno come silenzio e respiro, la possibilità offerta al particolare di essere letto come universale. Il percorso prevede inoltre un'installazione sonora dedicata, a cura di Avant-dernière pensée, e il progetto didattico Da un metro in giù, con giochi e approfondimenti distribuiti lungo la mostra. atempo, un nuovo format espositivoCon Irma Blank. Tra segno e silenzio, in occasione dei suoi quindici anni di attività, la Fondazione Cosso inaugura atempo, un nuovo format espositivo in cui incontrare, per un breve periodo di tempo e in alcune sale del Castello di Miradolo, piccoli ma significativi omaggi ad artisti o a momenti della storia dell'arte che, per le loro peculiarità, ricerche o poetiche, si legano all'identità del luogo e alle sue differenti anime. atempo intende indagare le possibilità dell'osservare e del leggere un'opera non soltanto come oggetto visivo in dialogo con lo spazio, ma come strumento di scoperta e di riflessione del proprio tempo e, insieme, del tempo, personale e privato, di coloro che si pongono in relazione con l'opera stessa. Nel linguaggio musicale, a tempo è un'indicazione che, nel corso di una composizione, riporta l'esecutore al regolare movimento dopo una variazione di tempo; a tempo suggerisce la temporalità di un evento, l'approssimarsi rapido della sua conclusione e, insieme, la sospensione del tempo stesso. Chi è Irma Blank?Irma Blank nasce nel 1934 a Celle, nel nord della Germania, dove vive fino al 1955 quando, con il marito italiano, si trasferisce in Sicilia. Questa esperienza di sradicamento costituisce l'origine del suo lavoro. La riflessione sul concetto che “non esiste la parola giusta” la porta a lavorare alla sua prima serie astratta Eigenschriften (1968-1973), simile a scritti o diari illeggibili.Nel 1973 si trasferisce a Milano, dove diventa insegnante d'arte al liceo artistico. Questo nuovo trasferimento segna il passaggio alla serie Trascrizioni (1973-1979), avviando un processo di lavoro ciclico che risponde a esplorazioni interiori e ad accadimenti esterni. In questi anni inizia a partecipare a mostre personali e collettive in Italia e in Germania e, da scrittrice prolifica, pubblica i suoi testi su libri e riviste. Fece parte di gruppi di poesia italiana d'avanguardia, come lo spazio sperimentale Mercato del Sale, fondato a Milano da Ugo Carrega. Dopo la partecipazione a Documenta 6 a Kassel nel 1977, entra a far parte della scena internazionale. Sempre nel 1977, effettua la prima registrazione sonora della sua scrittura e compie le sue prime azioni in uno spazio pubblico, applicando abusivamente i suoi fogli di Trascrizioni sui muri della metropolitana di Milano. Un anno dopo la morte del marito, nel 1983, Irma decide di trascorrere una parte dell'anno a Düsseldorf, dove lavora in uno studio che terrà fino al 1993 e dove riscopre il colore blu del cielo della sua terra natale, che ritorna nelle successive opere Radical Writings (1983-1996). Alla fine degli anni Novanta torna definitivamente a Milano dove, in modo disciplinato e ascetico, continua a lavorare alle serie simultanee Hyper-Text (1998-2002), Avant-Testo (1998-2006) e Global Writings (2000-2016). Dopo un problema di salute nel 2016 che le ha immobilizzato la parte destra del corpo, Irma ha dovuto imparare a disegnare con la mano sinistra e questo l'ha portata a lavorare alla serie Gehen, Second life (iniziata nel 2017). “Gehen” in tedesco significa “andare avanti”. Sempre nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia, Viva arte viva, che quell'anno vede come curatrice Christine Macel. Muore nel 2023, a Milano. VISITESabato, domenica, lunedì: ore 10/18,30Sabato 14 ottobre apertura al pubblico ore 15Biglietti: 15 euro intero, 12 euro ridotto (gruppi, over 65, convenzioni), 10 euro ridotto 15-26 anni, 8 euro ridotto 6-14 anni, gratuito (0-5 anni, Abbonati Musei e Torino+Piemonte Card, Passaporto culturale, disabilità e accompagnatori), 5 euro Carta Giovani Città di Pinerolo, 4 euro ridotto scuole.Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.itIL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarewww.ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
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Siamo nel 1958 in Vaticano, Papa Pio XII è in fin di vita. Vicino a lui, però, ha il suo archiatra, ovvero il suo medico personale, un ruolo storicamente prestigioso e riservato ai massimi luminari della scienza e della medicina. In questo caso, però, a prendersi cura della salute del Papa sarà un oculista al centro di uno degli scandali più macabri della storia vaticana. Seguici su Instagram per video esclusivi e molto altro: @nonapritequellapodcast Per sponsor, collaborazioni o semplici mail: nonapritequellapodcast@gmail.com Segui Matteo su Instagram: @matteo.lenardon Segui Pedar su Instagram: @iosonopedar Segui J-Ax su Instagram: @j.axofficial Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 21 febbraio 2001 una ragazza a piedi nudi, sporca di sangue, fermò un'auto che passava vicino a casa sua, nel quartiere Lodolino, a Novi Ligure. Disse che due persone, un giovane e uno più anziano, erano entrate in casa: avevano ucciso sua madre e suo fratello di 12 anni. Disse che erano stranieri, albanesi. Fece gli identikit, riconobbe anche una fotografia che i carabinieri le mostrarono: era quella di un ragazzo di origine albanese. I militari lo andarono a prendere ma lui aveva un alibi, venne rilasciato.Il procuratore capo di Alessandria, che entrò nella casa, dove erano avvenuti i due omicidi, si sentì male. Disse che non aveva mai visto nulla di simile. Intervistato dal telegiornale di Raiuno disse: «C'è gente feroce».Ci furono proteste e fiaccolate contro i migranti, molti politici soffiarono sul fuoco. I giornali nei titoli parlarono di una banda di slavi. Poi, dopo due giorni, si scoprì che la verità era molto più banale e la ferocia molto più vicina.La ragazza che cercava aiuto sporca di sangue venne arrestata con l'accusa di aver ucciso la madre, Susy Cassini, e il fratello Gianluca. Con lei venne arrestato il suo fidanzato, Mauro Favaro, che tutti chiamavano Omar.La storia di ciò che accadde, del processo che seguì a quelli avvenimenti, di come la giustizia minorile si trovò ad affrontare un delitto feroce, “da adulti” commesso però da due poco più che bambini, è una di quelle che più hanno segnato la storia d'Italia degli ultimi vent'anni.Indagini è un podcast del Post, scritto e raccontato da Stefano Nazzi.
Il 21 febbraio 2001 una ragazza a piedi nudi, sporca di sangue, fermò un'auto che passava vicino a casa sua, nel quartiere Lodolino, a Novi Ligure. Disse che due persone, un giovane e uno più anziano, erano entrate in casa: avevano ucciso sua madre e suo fratello di 12 anni. Disse che erano stranieri, albanesi. Fece gli identikit, riconobbe anche una fotografia che i carabinieri le mostrarono: era quella di un ragazzo di origine albanese. I militari lo andarono a prendere ma lui aveva un alibi, venne rilasciato.Il procuratore capo di Alessandria, che entrò nella casa, dove erano avvenuti i due omicidi, si sentì male. Disse che non aveva mai visto nulla di simile. Intervistato dal telegiornale di Raiuno disse: «C'è gente feroce».Ci furono proteste e fiaccolate contro i migranti, molti politici soffiarono sul fuoco. I giornali nei titoli parlarono di una banda di slavi. Poi, dopo due giorni, si scoprì che la verità era molto più banale e la ferocia molto più vicina.La ragazza che cercava aiuto sporca di sangue venne arrestata con l'accusa di aver ucciso la madre, Susy Cassini, e il fratello Gianluca. Con lei venne arrestato il suo fidanzato, Mauro Favaro, che tutti chiamavano Omar.La storia di ciò che accadde, del processo che seguì a quelli avvenimenti, di come la giustizia minorile si trovò ad affrontare un delitto feroce, “da adulti” commesso però da due poco più che bambini, è una di quelle che più hanno segnato la storia d'Italia degli ultimi vent'anni.Indagini è un podcast del Post, scritto e raccontato da Stefano Nazzi.
Analizamos el estado de las salas de cine ante la inflación y la situación post pandémica, los cambios en las plataformas y si es sano el aluvión de estrenos en los cines. Lo hacemos con Luis Gil, director general de FECE, la federación de exhibidores, con Enrique Costa, presidente de ADICINE, la Asociación de Distribuidores Independientes de España, y con numerosas voces autorizadas de la industria
Analizamos el estado de las salas de cine ante la inflación y la situación post pandémica, los cambios en las plataformas y si es sano el aluvión de estrenos en los cines. Lo hacemos con Luis Gil, director general de FECE, la federación de exhibidores, con Enrique Costa, presidente de ADICINE, la Asociación de Distribuidores Independientes de España, y con numerosas voces autorizadas de la industria
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