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Ti è mai capitato di avere una voglia matta di insultare qualcuno ma di non poter dire una parolaccia? Perché eri in ufficio, a cena dai suoceri, davanti a un bambino di cinque anni, o semplicemente perché sei una persona educata. Ho una bellissima notizia per te: l'italiano è una lingua ricchissima di insulti che non sono parolacce, che puoi dire davanti a tua nonna, e alcuni sono addirittura affettuosi. Offendere Qualcuno in Modo Cortese in Italiano In questo articolo trovi 16 insulti informali italiani senza parolacce, con significati, esempi e curiosità etimologiche. Ma prima, un avvertimento fondamentale: in italiano, con gli insulti, il tono di voce fa il 90% del lavoro. La stessa identica parola, detta sorridendo a un amico, è una carezza; detta con la faccia seria a uno sconosciuto, è una dichiarazione di guerra. Se vuoi ripassare le frasi utili per la conversazione quotidiana in italiano, puoi consultare la guida dedicata. Ecco un esempio della differenza: "Ma sei un salame!" → affettuoso, quasi tenero "Sei. Un. Salame." → una dichiarazione di guerra E c'è anche una cosa molto italiana che si chiama sfottere (o "prendere in giro"): prendere in giro gli amici è, in Italia, un modo per dire "ti voglio bene". Più siamo in confidenza, più ci insultiamo. Se un italiano non ti prende mai in giro, forse non sei ancora suo amico. Parte 1: Insulti per Chi Non è Proprio una Cima Cominciamo dagli insulti dedicati agli ingenui, agli ignoranti e a chi non capisce le cose. Sono sei parole che sentirai spesso nelle conversazioni quotidiane degli italiani. 1. Pollo Il pollo è la persona ingenua, quella che si fa fregare facilmente, quella che crede a tutto. Esempi: "Ha comprato un iPhone per strada a 50 euro. Dentro la scatola c'era una patata. Che pollo!" "Non fare il pollo, quello ti vuole solo fregare." Curiosità: esiste anche l'espressione "pollo da spennare", cioè la persona a cui togliere i soldi esattamente come si tolgono le piume a un pollo. Se un venditore ti guarda e sorride troppo, meglio fare attenzione. 2. Fesso Il fesso è lo sciocco, l'ingenuo, quello che non capisce come funziona il mondo. È diffusissimo soprattutto al Centro-Sud. L'uso più comune, però, è difensivo: "Mi hai preso per fesso?" = pensi davvero che io sia stupido? "Non fare il fesso e stammi a sentire." Da questa parola nasce l'espressione "fare fesso qualcuno", che significa imbrogliarlo, truffarlo. Per esempio, "mi hanno fatto fesso" significa "mi hanno fregato" ed è un passato prossimo molto comune nel parlato. C'è anche il diminutivo affettuoso fessacchiotto, che è molto più tenero e si usa spesso con i bambini. 3. Testa di Rapa Questo è per chi non capisce niente, anche quando gli spieghi le cose venti volte. Esempio: "Te l'ho spiegato tre volte, testa di rapa!" Varianti utili: Zuccone (da zucca = testa): "Studia, zuccone!" Sei di coccio (il coccio è la terracotta): "Non capisci proprio, sei di coccio!" Testa dura: uguale, ma sottolinea la testardaggine Gli italiani insultano molto con le verdure. Oltre alla rapa, esiste anche broccolo, registrato dai dizionari proprio nel senso di "persona poco sveglia". Se qualcuno ti chiama con il nome di un ortaggio, non ti sta invitando a cena. 4. Bischero Questo è un regalo che ci fa la Toscana. Bischero significa sciocco, ingenuo, credulone, ma in modo bonario. A Firenze è praticamente un intercalare: "O bischero, dove vai?". La Leggenda della Famiglia Bischeri A Firenze tutti raccontano che la parola venga dalla famiglia Bischeri, che possedeva case nella zona dove oggi c'è Piazza del Duomo. Il Comune voleva comprarle per costruire Santa Maria del Fiore, ma i Bischeri tirarono talmente tanto sul prezzo che finirono per perdere tutto (c'è chi dice per esproprio, chi dice per un incendio). Da allora "fare come i Bischeri" significherebbe fare una scelta stupidissima. La famiglia è esistita davvero e l'incrocio si chiama ancora Canto dei Bischeri, ma attenzione: i linguisti considerano questa storia una etimologia popolare. Nei dizionari, infatti, il primo significato di bischero è un altro: il piolo di legno che regola le corde della chitarra e del violino. Per altre curiosità simili, puoi consultare la guida sui proverbi italiani più famosi. 5. Capra Capra non significa esattamente "stupido". I dizionari la definiscono come la persona ignorante e ostinatamente chiusa nella propria ignoranza: non solo non sai le cose, ma non hai nessuna intenzione di impararle. Esempio: "Non sai chi ha scritto la Divina Commedia? Capra!" Curiosità culturale: questo insulto è diventato leggendario grazie al critico d'arte Vittorio Sgarbi, celebre in televisione per la sua aggressività verbale e per aver urlato ai suoi interlocutori "Capra! Capra! Capra!". Ormai è un meme nazionale. 6. Non è un'Aquila Ed ecco l'arte dell'insulto elegante: l'understatement. Non dici che qualcuno è stupido, dici solo che non è un genio. Esempio: "È simpaticissimo, eh… però non è un'aquila." Varianti bellissime: Non è una cima: "Come studente non è una cima." Non ha inventato l'acqua calda: "Sarà pure laureato, ma non ha inventato l'acqua calda." Nota importante: questi si usano quasi sempre in terza persona, cioè per parlare male di qualcuno alle sue spalle. Sono gli insulti perfetti per il pettegolezzo. Parte 2: Insulti per Chi è Imbranato, Molle o Inutile La seconda parte è dedicata a chi non reagisce, a chi è goffo, a chi non ha carattere o a chi non ha alcun peso in una situazione. Sono quattro espressioni tra le più usate nella lingua parlata. 7. Salame Il salame è quello un po' tonto, un po' addormentato, che non reagisce. Esempi: "Non stare lì impalato come un salame, aiutami!" "Le piacevi e non le hai detto niente? Sei un salame!" Attenzione: si dice "sei un salame" anche a una donna. Il salame non ha femminile. Il cibo è una miniera di insulti italiani, e i dizionari li registrano tutti. Mozzarella e scamorza per chi è debole, inetto, privo di carattere; pera cotta per chi non ha energia; pesce lesso per chi non ha personalità. Praticamente un menù completo. 8. Imbranato / Imbranata L'imbranato è goffo, impacciato, non sa fare le cose con le mani (né con niente). Esempi: "È così imbranato che è caduto mentre era fermo." "Scusa, sono un po' imbranata con la tecnologia." È utile sapere che questo è uno dei pochi insulti che puoi usare su te stesso senza problemi, come scusa. E ha una variante fantastica: "sei una frana", cioè sei un disastro naturale che cammina. 9. Pappamolla/e Il pappamolla (o pappamolle) è chi non ha tempra, chi non ha carattere, chi non prende mai una decisione e si lascia trascinare dagli altri. Esempi: "Non fare il pappamolla, diglielo che ti piace!" "Sei un pappamolla, non riesci nemmeno a lamentarti al ristorante." Varianti: smidollato (senza midollo, quindi senza spina dorsale), rammollito, posapiano, e per alzare il livello coniglio e fifone, che parlano proprio di paura. Curiosità: la parola nasce da pappa (il cibo dei bambini piccoli) + molle (morbida). Letteralmente: sei una pappetta molle. I dizionari registrano la forma pappamolle, ma nel parlato quotidiano sentirai moltissimo anche "pappamolla". Nota grammaticale: la parola non cambia mai forma, quindi puoi dire sia un pappamolla sia una pappamolla. 10. Contare Quanto il Due di Coppe Ecco l'espressione più italiana di tutte per dire che qualcuno non conta assolutamente niente. Esempi: "Alle riunioni conta quanto il due di coppe." "In quella famiglia il povero Marco vale quanto il due di coppe quando la briscola è bastoni." Curiosità Culturale: la Briscola e le Carte Italiane Nelle carte italiane i quattro semi sono coppe, denari, spade e bastoni. Nel gioco della briscola, all'inizio si sceglie un seme dominante; il due è già la carta con il punteggio più basso, e se in più non è del seme di briscola, allora non vale davvero nulla. Il bello è che il seme cambia da regione a regione: a Messina, per esempio, si dice quando la briscola è spade; altrove bastoni o denari. E in Toscana esiste anche la versione corta: "conta quanto il due di briscola". Parte 3: Insulti per Chi Ha un Carattere Insopportabile Passiamo agli insulti per chi ha comportamenti fastidiosi: i presuntuosi, i maleducati, quelli che rompono e quelli che ti fanno addormentare in dieci minuti. 11. Pallone Gonfiato Il pallone gonfiato è il presuntuoso, quello che si crede molto più importante di quello che è: grande fuori, vuoto dentro. Esempio: "Da quando l'hanno promosso è diventato un pallone gonfiato." Variante modernissima e utilissima: "tirarsela". "Ma quanto se la tira?!" = ma quanto si crede superiore? "È bravo, però se la tira un po' troppo." Se impari una sola espressione da questo articolo, impara "se la tira": gli italiani la usano ogni giorno. Per altre espressioni utili nel parlato quotidiano, puoi consultare la guida sulle espressioni utili per iniziare una conversazione in italiano. 12. Cafone / Cafona Il cafone è il maleducato, quello senza classe, quello che parla ad alta voce al telefono in treno. Esempi: "Ha risposto al telefono al ristorante urlando: che cafone!" "Non salutare quando entri è da cafoni." Curiosità Etimologica: da Contadino a Maleducato Originariamente cafone indicava semplicemente il contadino dell'Italia meridionale, senza intenzione offensiva (lo trovi ancora così nei romanzi di Ignazio Silone). L'etimologia è ufficialmente incerta, ma l'Accademia della Crusca propende per una derivazione dal latino cavare, cioè "scavare, rivoltare la terra": il cafone sarebbe quindi "colui che zappa". Il passaggio a "persona rozza" è documentato dal Settecento, e la parola si è diffusa in tutta Italia dopo l'Unità. ...
Per anni ha accettato il confronto, anche quando assumeva toni accesi. Ha replicato alle critiche con dati, spiegazioni e quella schiettezza che chi lo segue sui social conosce bene. Stavolta, però, Marco Rabito ha deciso di fermarsi e reagire in modo diverso.
Dal suo coming out sul Corriere della Sera in un video di 8 minuti, agli insulti ricevuti, vi propongo questo estratto dall'intervista a Stefano Ferri (puntata integrale n.94), che con la sua autenticità e generosità ci racconta che cosa ha significato e significa per lui la visibilità, il presentarsi al mondo così com'è, senza filtri.Non immagino neanche quello che la sua scelta quotidiana possa significare per lui, il coraggio che rappresenti, la forza di reagire ( o cancellare!) gli assalti di hater e leoni da tastiera. Eppure lui ci parla di un momento drammatico come dell'inizio della sua 'vaccinazione emotiva'. Un estratto sull'importanza dell'igiene mentale, e sul coraggio di essere se stessi.-----------------------------------------------Per non perderti le novità segui il nuovo profilo IG: mammeincarriera_podcastPer entrare in contatto con me, prenotare un percorso di coaching 1:1, sostenere il nostro lavoro o scambiare due chiacchiere scrivi a info@elisabettapesenti.com _____Mamme in Carriera è un podcast di Elisabetta Pesenti. La quarta stagione è ideata scritta e prodotta da Elisabetta Pesenti e Dimitrij ZanussoSound design e post-produzione sono di Elisabetta Pesenti e Dimitrij Zanusso.Le sigle sono originali... nel senso che le abbiamo fatte noi...Altre musiche no. Sono su licenza Epidemic Sound ____È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente podcast "Mamme in Carriera", ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque modalità off-line o piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Elisabetta Pesenti, che ha ideato e scritto i testi e detiene tutti i diritti. Le riproduzioni di brani di opere effettuate nel presente podcast hanno esclusivo scopo di critica, discussione e ricerca nei limiti stabiliti dall'art. 70 della Legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Insulti, contestazioni, pressioni. Essere uno degli sportivi più esposti della pallavolo italiana significa convivere anche con il lato peggiore del tifo. E ci sono state volte in cui qualcuno è andato decisamente oltre. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/7Ko7KonDZVKJK25M9mkwVe?si=sLOL8WkHTzumQAqrb6UmwQ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
E' scontro ci sono due consiglieri regionali vicentini, rispettivamente di Resistere Veneto e di Verdi Sinistra sui toni della discussione sulla legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita, riproposta in aula ora dopo la bocciatura di due anni fa.
Dal manifesto di Palantir alla lettura della Bibbia nello studio ovale. L'inedita commistione di sacro, profano e Tech tutta americana. Dino Amenduni, esperto in comunicazione politica e socio di Proforma; Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.Meloni insultata dal presentatore russo Vladimir Solovyov. Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".
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Monica Guerzoni racconta la nuova giornata complicata per la presidente del Consiglio, con gli attacchi della tv russa e le polemiche dopo i rilievi di Mattarella sul dl Sicurezza. Greta Privitera parla delle (poche) novità sul fronte diplomatico della guerra fra Stati Uniti-Israele e l'Iran. Michela Rovelli spiega come cambierà l'azienda di Cupertino con l'avvicendamento che dopo 15 anni riporta un tecnico al verticeLa premier Meloni attaccata dalla tv russa. Gli insulti durissimi di Solovyev (in lingua italiana)Meloni e il dl sicurezza: «Nessun pasticcio, la norma sui rimpatri resta. Decreto ad hoc per i rilievi del Colle»Apple, così Cook ha deciso di far largo a Ternus: il ritorno del tecnico per affrontare al meglio la sfida dell'Ai
Nel The Essential di mercoledì 22 aprile, Chiara Piotto parla di: 00:00 Meloni insultata dalla TV russa: scontro tra Roma e Mosca; 04:50 lo scontro tra Governo Meloni e Quirinale sul bonus agli avvocati per i rimpatri dei migranti; 07:30 Tim Cook non sarà più CEO di Apple, al suo posto l'ingegnere John Ternus. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ieri Vladimir Solovyev, propagandista russo al soldo di Vladimir Putin, ha attaccato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Gli insulti sono stati pronunciati dal soave Solovyev durante il suo programma di marchette putiniane. Se non fosse tutto così maledettamente grave da essere serio, anzi serissimo, verrebbe da ridere tanto è ridicolo e sgangherato l'attacco del distinto signore in questione. Insomma, dopo Donald Trump è il turno degli oligarchi russi. Meloni può andarne fiera. Riuscire a far incazzare così tanta gente, soprattutto questa gente, in un colpo solo deve essere motivo di orgoglio
Violentissimi insulti rivolti alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da Vladimir Solovyov, il giornalista e conduttore televisivo russo considerato una delle voci più vicine al Cremlino. Il conduttore ha accusato la premier di essere una "creatura fascista" che ha tradito il proprio mandato elettorale e i suoi alleati, citando esplicitamente Donald Trump.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riporta sui social un appuntamento per mercoledi mattina (ora australiana), in quello che appare un ennesimo ultimatum a Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Giorgia Meloni sta dalla parte della riforma della giustizia - non poteva essere altrimenti - e lo fa capire ancora una volta partecipando all'evento "Sì. Una riforma che fa giustizia", a Milano, in vista del referendum del 22 e 23 marzo.
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Trump alza il livello degli insulti ai suoi concittadini
Ampio spazio alla vicenda della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo alla quale sono stati sottratti i figli dal Tribunale dei minori dell'Aquila. L'opinione pubblica e la politica si stanno dividendo con strascichi di polemiche, insulti ai giudici e ispezioni ministeriali. Ne parliamo nella prima parte di programma. A seguire un commento di Maurizio Bianconi sugli esiti delle elezioni regionali in Puglia, Veneto e Campania.
Marco Galli presenta l'esclusivo podcast di Tutto Esaurito
Insulti, diffamazioni, minacce anche di morte, attacchi verbali ma pure fisici, vandalismi. Manifestazioni di ostilità - se non di odio - che per quasi tutti i parlamentari attivi a livello federale e per tre quarti dei membri dei legislativi cantonali sono ormai la quotidianità. Uno studio realizzato dall'Università di Zurigo, su mandato del Dipartimento federale di giustizia e polizia, mette per la prima volta in evidenza tutta l'ampiezza del fenomeno e le conseguenze. Ad essere presi di mira in particolare sono gli esponenti dei Verdi e dell'UDC. A livello comunale invece i bersagli sono più spesso le donne, i politici di sinistra e le minoranze sociali, religiose, etniche o sessuali. Categorie, queste ultime, che tendono poi ad evitare l'esposizione mediatica, a limitare la loro visibilità e i loro interventi, con ripercussioni sulla partecipazione e la loro rappresentatività politica.E' un “rischio del mestiere” che bisogna mettere in conto? Oppure vanno messi dei limiti? E quali? Ne discuteremo conNara Valsangiacomo, granconsigliera dei Verdi Diego Baratti, vicepresidente UDC TI, vicesindaco di Ponte Capriasca Nenad Stojanovic, politologo dell'Università di Ginevra Con un'intervista registrata all'autrice dello studio Lea Stahel.
Sei un Narcisista! Come rispondere agli insulti Ti sei mai ritrovato in una situazione in cui qualcuno ti accusava pesantemente o ti ha insultato? Ecco come ho reagito ad un insulto…Dimmi se secondo è corretto rispondere così. E tu cosa dici di solito quando ti insultano e come vorresti rispondere? Sei un Narcisista!!
L’attivista MAGA Charlie Kirk rimasto ucciso in una sparatoria in Utah. Sentiamo Mattia Diletti, professore di scienza politica e public policy alla Sapienza Università di Roma esperto di politica americana, autore di “Divisi. Politica, società e conflitti nell’America del XXI secolo” (Treccani Libri). La Polonia limita il suo spazio aereo. Intanto ci si interroga ancora sulla questione dei droni russi rinvenuti. Con noi Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa. Torino, no al carcere per l’uomo che ha sfigurato la moglie: “Insulti e minacce comprensibili”, si legge nelle motivazioni della sentenza. Il commento di Francesco Menditto, procuratore a Tivoli. Primo incontro in 19 mesi tra Harry e Re Carlo. Ne parliamo con Enrica Roddolo, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, esperta di reali.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8214COSA E' SUCCESSO NEI GAY PRIDE DI GIUGNO (E PERCHE' SONO DA VIETATARE) di Luca Marcolivio Chi ancora ritenesse i Gay Pride manifestazioni pittoresche ma, tutto sommato, pacifiche e a difesa della libertà di espressione, è stato smentito per l'ennesima volta. Per l'ennesimo anno. Gli eventi che si sono svolti in diverse città d'Italia nel corso di questo giugno - ormai da anni "elevato" a cosiddetto mese dell'orgoglio - hanno confermato i reali contenuti dei Pride: irrisioni gratuite, gesti offensivi verso il comune senso del pudore, blasfemia, violenze verbali verso politica e mondo pro life. Ma anche e soprattutto alcune aggravanti: migliaia di soldi pubblici stanziati e, in alcuni casi, dei patrocini politici da chi non ti aspetti...La pericolosità dei Pride è in primo luogo nelle esplicite richieste per un cambiamento antropologico, politico e legislativo. Questo aspetto è rintracciabile nei vari manifesti presentati in occasione di tutti i cortei che hanno sfilato nel nostro Paese, a partire dall'identità di genere, passando per la transizione di genere per i minori, per i bagni "neutral gender" e per le competizioni sportive aperte alle persone transessuali, fino ad arrivare a una delle aberrazioni più grandi: l'utero in affitto. Ma non solo, anche istanze come il matrimonio egualitario, l'adozione per coppie dello stesso sesso, perfino la poligamia, il poliamore e la cosiddetta "anarchia relazionale".MIGLIAIA DI EURO DEI CONTRIBUENTILa macchina organizzativa dei Pride è alimentata tanto dal denaro delle lobby quanto dal finanziamento pubblico che, in primis, arriva dalle amministrazioni comunali di sinistra. Prima tra tutti, il Comune di Roma: per il Pride della Capitale, infatti, la giunta Gualtieri ha stanziato almeno 80.000 euro, violando così il principio per cui le pubbliche istituzioni dovrebbero finanziare soltanto le iniziative di «pubblico interesse» e non quelle politiche. Roberto Gualtieri, oltretutto, è uno dei sindaci italiani più apertamente favorevoli alle lobby Lgbt+, sia sul piano simbolico (è stato in prima fila con tanto di fascia tricolore durante il Pride romano dello scorso 14 giugno), sia sul piano politico amministrativo (si pensi alla trascrizione anagrafica di bambini come "figli di due mamme", ai progetti gender nelle scuole finanziati con ben 420.000 euro e all'ormai, ahinoi, famoso Ufficio per i diritti Lgbt+ del Comune).Anche in Calabria, a Catanzaro - giusto per citare un altro dei moltissimi esempi che si potrebbero fare - il Comune ha concesso il patrocinio al Pride locale ma ha anche finanziato il progetto Road to Pride 2026, promosso da Arciequa Catanzaro Aps, con 2.000 euro precedentemente destinati alle manifestazioni scolastiche, per foraggiare esplicitamente un'iniziativa di questi giorni in vista del Pride dell'anno prossimo.Spostandoci in Toscana, invece, in preparazione al Pride di Prato, che si è svolto il 21 giugno, in un evento collaterale a Pontedera, in provincia di Pisa, del 14 giugno, sono stati coinvolti «bambinə» dai 6 anni in su, sdoganando l'idea che i minori possano essere «senza genere» o «non binari». Più in generale, inoltre, il Manifesto politico del Toscana Pride ha promosso l'utero in affitto, la poligamia, l'«anarchia relazionale», la carriera alias e i «centri specializzati per percorsi di affermazione di genere» per gli «adolescenti ancora minorenni», in barba ai tanti dubbi e problemi emersi all'Ospedale Careggi di Firenze proprio sull'uso e sulla somministrazione del farmaco bloccante della pubertà Triptorelina.CENTRODESTRA E ORDINI PROFESSIONALI: I PATROCINI DELLA DISCORDIAAltro punto di forza dei Pride è l'appoggio, forse inaspettato ma sicuramente incoerente e vergognoso, di alcuni ordini professionali. In particolare, il Torino Pride che si è celebrato lo scorso 7 giugno, ha ottenuto il patrocinio dell'ordine provinciale dei Medici e dell'ordine regionale piemontese degli Psicologi. A riguardo, entrambe le categorie professionali affermano di battersi per la non discriminazione e per la tutela dell'identità psicofisica dei minori, salvo poi avallare una manifestazione - appunto il Pride - che spinge per mettere in atto protocolli di cura particolarmente invasivi sul corpo degli adolescenti e sul loro equilibrio ormonale.Il sostegno ai Pride, come accennato, arriva in prevalenza dalle amministrazioni comunali di centrosinistra, ma quest'anno hanno fatto capolino alcune giunte di centrodestra, in netto contrasto alle politiche nazionali dei propri partiti e dunque tradendo palesemente i propri elettori. Stiamo parlando di Alessandro Tomasi (di Fratelli d'Italia), che, in qualità di sindaco di Pistoia, ha concesso il patrocinio (sia pure gratuito) al Pride, mettendo fortemente a rischio il sostegno del proprio elettorato in vista di una sua possibile candidatura a presidente della Regione Toscana alle elezioni del prossimo autunno. A seguire il - cattivo - esempio del suo collega anche il sindaco di Piombino, sempre in Toscana e sempre di Fratelli d'Italia, Francesco Ferrari, che per il secondo anno di fila ha patrocinato il Rainbow Pride Fest 2025 - che si terrà dal 3 al 6 luglio - a Riotorto e che prevede tra l'altro anche una "area Kids" per i bambini.L'istituzionalizzazione dei Pride, in definitiva, è uno degli strumenti più pericolosi e subdoli a beneficio dell'ideologia Lgbt+. Sarà quindi molto difficile che la deriva gender possa arrestarsi finché potrà godere di un così continuativo flusso di cassa di denaro pubblico e di una propaganda martellante che piove dall'alto, cioè da quella politica che, invece, dovrebbe rappresentare le vere istanze della società civile, a partire dalla famiglia naturale e dalla difesa dei bambini. Sono proprio le famiglie a non digerire più questa visione faziosa e artificiosa dell'essere umano. Tra la gente comune, non viziata da fumisterie ideologiche, si percepisce ormai un'esasperazione latente e una pazienza ormai agli sgoccioli. Verrà il momento in cui, tirata troppo, la corda si spezzerà e la maggioranza silenziosa dei "non ideologici" inizierà a fare molto più rumore di prima: resta soltanto il dubbio se la politica rimarrà sorda e ottusa o, al contrario, finalmente, anche nei "piani alti", inizierà una doverosa e salutare inversione di rotta.Nota di BastaBugie: Stefano Fontana nell'articolo seguente dal titolo "Vietare i gay pride è doveroso" spiega il criterio indisponibile che l'autorità politica ha l'obbligo di rispettare, cioè la legge naturale. I gay pride vi si oppongono frontalmente. Ecco perché è doveroso vietare queste manifestazioni.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1° luglio 2025:Cosa direbbe la Dottrina sociale della Chiesa a proposito delle scelte di un'autorità politica legittima di permettere o vietare il gay pride come quello di sabato scorso a Budapest, ma anche come tanti altri cui abbiamo assistito in questi anni? È lecito il divieto? È addirittura doveroso? Oppure è un sopruso e un'ingiustizia?La risposta dipende da cosa si intende per comunità politica e, quindi, per autorità politica. Se la prima è intesa come una pluralità di individui "moderatori di sé stessi", come scriveva Leone XIII, ossia liberi di esprimere qualsiasi opinione e realizzare ogni desiderio a cui l'autorità politica dovrebbe riconoscere una valenza pubblica, allora vietare il pride è un'ingiusta imposizione, un vilipendio ai diritti dell'uomo intesi come scelte di vita individuali. Sarebbe anche un impedimento alla libertà di espressione perché vieterebbe di dire il proprio pensiero collettivamente in piazza per condizionare l'opinione pubblica.I politici, anche italiani, che sono andati a sostenere il pride di Budapest e a sfidare le leggi di un'autorità politica legittima hanno questa idea di democrazia: prima dell'espressione della volontà di un individuo non c'è niente, essa non richiede nessuna giustificazione nemmeno razionale, ad essa è sempre dovuto un riconoscimento pubblico. È la democrazia nuda del puro volontarismo.A questa democrazia fondata sul nulla della volontà ingiustificata, si oppone l'altra visione della Dottrina sociale della Chiesa, secondo la quale prima dell'espressione della volontà individuale c'è qualcosa che funge da criterio per tutti e per l'autorità politica in particolare. L'autorità politica ha l'obbligo morale di ascoltare questo criterio ragionevole e deve liberare la volontà dalla propria schiavitù: una volontà senza criteri è infatti prigioniera di sé stessa, "delle proprie voglie", aveva detto Benedetto XVI. Questo criterio previo - un criterio indisponibile perché non fatto da uomini, essendo il motivo per cui si è uomini ossia persone ragionevoli e non solo istinti volontaristici - è la legge naturale. Il primo compito dell'autorità politica è di difenderla e impedire che atteggiamenti contrari ad essa superino il livello privato e accedano ad una forma di riconoscimento politico pubblico. Ora, il gay pride è proprio questo: atteggiamenti e stili di vita contrari alla legge naturale non solo vengono praticati nel privato ma proposti e imposti nel pubblico, come se fossero un valore per il bene comune, mentre niente che vada contro la legge naturale può essere un bene comune. Il pride è scandaloso anche se gli atteggiamenti dei suoi protagonisti fossero meno sconci o se addirittura fossero compassati: è scandaloso per il suo contenuto e non solo per la sua forma.Secondo la Dottrina sociale della Chiesa il pride va vietato, non c'è dubbio.
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Garlasco, spuntano i messaggi della cugina di Chiara: “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”.
Ingiurie ed offese a Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, per la sua partecipazione alle manifestazioni del 25 aprile. La senatrice a vita inoltre, per le minacce subìte, si trova a vivere sotto scorta dal 2019. Ne parliamo con Vincenzo Saponara, avvocato di Liliana Segre e Stefano Pasta, autore di Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell’odio online (Scholé editore), ricercatore presso il Dipartimento di Pedagogia e il Centro di ricerca sull’educazione media, all’innovazione alla tecnologia (Cremit) Università Cattolica.
La Zanzara Al Centro Della Bufera: Maxi Multa Per Cruciani E Parenzo!Un episodio particolare ha scosso gli ascoltatori del podcast "La Zanzara": Vittorio Feltri ha rivolto delle gravissime accuse. Ecco che cosa è accaduto!#breakingnews #ultimenotizie #notiziedelgiorno #notizie #cronaca #accuse #davidparenzo #giuseppecruciani #insulti #lazanzara #minoranze #multa #offese #podcast #polemiche #programma #salata #scandalo #vittoriofeltri #agcom
Non si è ancora capito come finirà la vicenda dei dazi, intanto Donald Trump ha annunciato un parziale dietrofront sospendendoli – ancorché non tutti - per 90 giorni. Qualche ora prima della sospensione però Trump dal palco di una cena di raccolta fondi per il Partito repubblicano se n'era uscito così, parlando di tutti quei Paesi che si sono detti disposti a scendere a compromessi con l'amministrazione americana pur di ridurre l'impatto delle tariffe: “Mi chiamano, mi baciano il culo, stanno morendo dal desiderio di fare un accordo”
Del Debbio Senza Filtri: Insulti A Luca Bottura E Massimo Giannini!Critiche, insulti e una reazione che fa discutere. Paolo Del Debbio lancia strali in diretta. Ecco che cosa è successo!#breakingnews #ultimenotizie #notiziedelgiorno #notizie #cronaca #accuse #attacco #diretta #drittoerovescio #insulti #lucabottura #massimogiannini #paolodeldebbio #polemiche #programma #retequattrismo #giornalismo #risponde #social #studio #tv
Zakharova Attacca (Ancora) L'Italia: Per Mattarella È Inaccettabile!Le tensioni tra Italia e Russia si infiammano: Maria Zakharova critica ancora Mattarella e minaccia possibili conseguenze. Il caso diventa sempre più delicato. Ecco che cosa è successo!#breakingnews #ultimenotizie #notiziedelgiorno #notizie #cronaca #accuse #ancora #antoniotajani #dichiarazioni #esteri #insulti #italia #mariazakharova #ministro #putin #russia #russo #sergiomattarella #social #stato #tensioni #x
A BUON POME con Maxi B gli studi più particolari trovano terreno fertile.Una ricerca pubblicata pochi mesi fa ha evidenziato che se ricoprite di "insulti" bonari i vostri amici, siete persone davvero...Buon ascolto.
Elon Musk Contro Andreas Mogensen: Ecco Perchè I Due Stanno Litigando!Scontro epocale tra Elon Musk e l'astronauta Andreas Mogensen dell'ESA. Insulti, accuse e polemiche sulla gestione della NASA. Ecco che cosa sta accadendo!#breakingnews #ultimenotizie #notiziedelgiorno #notizie #cronaca #astronauti #accuse #offese #andreasmorgensen #astronauta #bloccati #crew10 #crew9 #critiche #elonmusk #esa #forti #iss #nasa #parole #polemica #social #spacex #spazio #x
Gli insulti tra Trump e Zelensky e lo spostamento dell'ordine mondiale. Questo podcast e gli altri nostri contenuti sono gratuiti anche grazie a chi ci sostiene con la membership. Per sostenere il nostro lavoro e ricevere contenuti esclusivi iscriviti alla membership su membership.willmedia.it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Tre sono le ore del vertice di Parigi dedicato ai negoziati per la pace in Ucraina che in questo momento vede l'Europa ai margini del tavolo della trattativa cui siedono solo Russia e America. Tre ore praticamente inutili. I capi dei governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Polonia e Olanda si sono trovati solo sui principi generali, ovvero sulla necessità di condividere le scelte con gli Stati Uniti, l'esigenza di garantire una pace giusta e di proteggere l'Ucraina. Poco o nulla di nuovo, quindi. Inutile anche la telefonata di Macron a Trump prima del vertice. Decisa e netta la posizione dell'Italia con Giorgia Meloni: non si possono apparecchiare caminetti "anti-Trump", né scegliere una linea in contrasto con gli Stati Uniti meglio "esplorare altre strade" – sostiene Meloni - e soprattutto a coinvolgere e farsi coinvolgere da Washington. Russia e America intanto oggi si vedranno a Riad in Arabia Saudita per un vertice che è molto di più di una risposta al summit europeo. Perchè viene annunciato come il primo vero confronto per dare pace all'Ucraina. Un confronto che, al momento in cui scriviamo, vede l'Europa ancor meno che in panchina.
Nuovo appuntamento con il sabato di «Giorno per giorno»: l'editorialista torna sugli argomenti di cui ha scritto durante la settimana nella sua rubrica «Il Caffè», integrandoli con i commenti nel frattempo ricevuti dai lettori.I link di corriere.it:Aosta, radiologo opera la sua gatta in ospedale. La Usl apre un'indagineEleonora Giorgi: «Ho una metastasi al cervello, mi abbandono al fato e all'amore dei miei figli»«Insulti a Salvini nella chat di FdI»
Trump non rinuncia ai colpi bassi e agli insulti
Ripercorriamo oggi la storia del turpiloquio in politica, con riferimento ai leader politici che hanno sdoganato le parolacce e l'insulto all'avversario. Interviene Benedetta Cicognani, esperta in comunicazione pubblica.
Razzismo in Cadore: famiglia israeliana respinta con insultiFrancia: and the winner is…
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica“ lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Giulia Salemi incontra Giuseppe Cruciani, che parla di sesso, politicamente corretto e società. “il sesso è vita, è gioia”. “la masturbazione è un antistress”, dice Cruciani. “L'insulto fortifica". "Ognuno di noi è in qualche modo esibizionista”. Queste e altre rivelazioni in questa intervista dove intervistatore e intervistato si mettono a nudo. Distribuito da Warner Music Italy.
Un nuovo, inquietante episodio si aggiunge ai tanti misteriSeguimi su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UClkB_8jqDS7SWoltMjIu-3Q/Supporta il progetto qui: https://www.paypal.com/paypalme/pierjcSupport this podcast at — https://redcircle.com/storia/donationsAdvertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
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A Singapore, su una popolazione totale di 5 milioni di persone, ci sono circa 260mila “collaboratrici domestiche”. Arrivano dall'Indonesia, dalle Filippine e dal Myanmar: sono invisibili, ma fondamentali, perché lavorano sempre, tantissimo e vivono 24 ore su 24 nel loro posto di lavoro, cioè la casa della famiglia che devono accudire. E nelle case di Singapore, lontano da occhi indiscreti, succede di tutto. Insulti, botte, privazione del cibo e del sonno, torture. A volte, nelle case di Singapore, qualcuno ci muore. Gli inserti audio di questa puntata sono tratti da: Maid in Singapore, Al Jazeera English, 30 settembre 2016; Sad case of Ms Piang – Myanmarese FDW killed in a Spore home, pagina Facebook Shanmugam, 25 febbraio 2021 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le inesattezze scientifiche e le ipocrisie del discorso di Giorgia Meloni sulle droghe.Insulti a Carola Rakete, il Senato salva Salvini dal processo.Le nuove (dure) norme varate dal governo per la sicurezza stradale.Sarà Figliuolo il commissario per la Ricostruzione in Romagna.Mes, Meloni ha deciso: non decidiamo.Ucraina: un missile russo uccide 10 persone tra cui due gemelle di 14 anni.Per scriverci: dailyfive@cncmedia.itSeguici su Instagram:@emiliomola1@cnc_mediaDaily Five, ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00 con Emilio Mola.Una produzione CNC MediaDirezione creativa e post produzione Likeabee Creative CompanyMusica Giovanni Ursoleo
Sicuramente conoscete molti stereotipi sugli italiani, per esempio che sono sempre in ritardo, gesticolano mentre parlano o che sono molto rumorosi. E queste cose, in parte, sono vere. Ma questo è un po' come all'estero vedono gli italiani. Però…sapete cosa pensano gli italiani stessi degli altri italiani? No? Bene, state per scoprirlo qui! Gli STEREOTIPI più frequenti tra gli ITALIANI La maggior parte degli stereotipi “tra gli italiani” riguardano gli abitanti di una città o addirittura di un'intera regione e a volte possono essere un po' offensivi. Innanzitutto, molti italiani vedono ancora molto accentuata la differenza tra il Nord e Sud del Paese. Tanto che gli abitanti del Nord a volte chiamano (con connotazione negativa) quelli del Sud terroni, che deriva dalla visione del Sud come terra arretrata in cui si viveva soprattutto di agricoltura e coltivazione della terra. Gli abitanti del Sud, a loro volta, chiamano quelli del Nord polentoni, siccome la polenta in passato era l'alimento base della dieta delle persone che vivevano al Nord. Fatta questa divisione introduttiva, vediamo appunto come gli italiani vedono gli altri italiani, città per città. 1 - MILANO Partiamo da una delle città italiane più conosciute, Milano. Diciamo che questa non ha una buona fama nel resto dell'Italia: i milanesi sono spesso visti come persone fredde, sempre di corsa e arroganti. Però ci sono anche alcuni stereotipi positivi su di loro, per esempio il fatto che sono persone di parola: se promettono o dicono una cosa, la faranno. 2 - ROMA Passiamo poi alla bellissima capitale italiana, Roma. In generale gli italiani non hanno stereotipi forti sui romani, ma i romani hanno stereotipi tra loro, in particolare è sentita, soprattutto tra i giovani, la differenza tra i “pariolini” di Roma Nord e i “bori” di Roma Sud. In poche parole, si dice che i pariolini siano più ricchi e sfoggino la loro ricchezza con vestiti, auto e accessori costosi, oltre ad essere un po' arroganti. I bori, invece, vestono marche meno costose, sono costretti ad usare il trasporto pubblico e parlano spesso in dialetto romanesco. 3 - BOLOGNA Per quanto riguarda Bologna, spesso le vengono assegnati tre nomignoli: la Dotta, la Grassa, la Rossa. Da questi nomignoli potete dedurre gli stereotipi legati ai bolognesi: sono persone di cultura (Bologna ospita la più antica università del mondo occidentale, che risale al 1088); mangiano molto bene (tortellini, tigelle, mortadella, ragù, piadina, per citarne alcuni); sono comunisti (il rosso è il colore generalmente associato al Partito Comunista). 4 - VENETO Passiamo poi al Veneto, inteso appunto come regione. Normalmente la prima cosa che viene in mente pensando al Veneto è l'alcol (Prosecco e Spritz, per citarne alcuni). Nel resto d'Italia, di conseguenza, si dice che i veneti sono ubriaconi e alcolizzati. Eppure attenzione: secondo i dati del Ministero della Salute, i veneti non sono al primo posto come “bevitori” in Italia, questo primato spetta agli abitanti del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto-Adige. Si dice anche che i veneti bestemmino tanto, cioè usano imprecazioni e parolacce che riguardano divinità e altri aspetti religiosi. Molti veneti, infatti, hanno la tendenza di usare le bestemmie in mezzo alla frase, a modo di intercalare, senza l'intenzione di offendere. È anche comune sentire dire che i veneti sono razzisti, dovuto al fatto che in Veneto è nata la Lega, un partito politico di estrema destra. 5 - NAPOLI Passiamo poi a Napoli, forse la città che è più spesso oggetto di battute e tanti luoghi comuni. Lo stereotipo che si sente più spesso è che a Napoli è pieno di ladri che ti derubano a ogni angolo, ma la verità è che una cosa del genere può succedere in qualsiasi grande città, un po' di cautela ci vuole sempre. Non a caso, nell'indice mondiale del crimine del 2020, la città è stata classificata addirittura più sicura rispetto a Roma.
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1-Spagna, è in corso uno scontro istituzionale senza precedenti in Europa. La consulta controllata dalla destra sta paralizzando l'attività parlamentare per impedire il rinnovo del Csm e della Consulta stessa. Secondo il premier socialista Pedro Sanchez il paese è di fronte a una situazione in cui è stato violato un principio basilare della sovranità popolare, quello della rappresentatività, del dibattito e della possibilità di legiferare. 2- Donald Trump deferito per insurrezione e frode. La commissione parlamentare che indaga sull'assalto al campidoglio chiude i suoi lavori con una decisione storica. 3-Guerra in Ucraina. Vladimir Putin riconsoce che la situazione nelle zone annesse è estremamente difficile. Domani riunirà il consiglio della difesa per fissare gli obiettivi dell'esercito russo per il 2023. 4- Argentina, un popolo unito dietro messi e i campioni del mondo. Francia. Insulti razzisti contro i giocatori che hanno sbagliato i rigori durante la finale.