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Hai studiato italiano per mesi, forse anni, ma quando parli con un italiano vero ti senti perso? Il problema spesso non è la grammatica, ma quelle piccole parole che gli italiani infilano ovunque e che nei libri di testo non si trovano mai. Se vuoi capire l'italiano vero, quello parlato per strada, queste cinque parole sono assolutamente fondamentali! 5 Parole Italiane che DEVI Conoscere per Parlare come un Madrelingua 1. Mica Cominciamo con una parola che gli stranieri quasi mai conoscono, ma che gli italiani usano in continuazione: "mica". Definizione e Origine "Mica" è un avverbio che deriva dal latino "mica", che significava "briciola" — quindi originariamente indicava qualcosa di molto piccolo, quasi niente. Oggi si usa principalmente per rafforzare una negazione, per negare qualcosa da sola, o nelle domande con il significato di "per caso". È una parola tipica del registro informale e colloquiale, quindi la sentirai soprattutto nel parlato quotidiano. A seconda del contesto, può essere sostituita da sinonimi come "per niente", "affatto" o "per caso". A) Rafforzare una Negazione Quando vuoi dare più forza a una frase negativa, usa la struttura "non + verbo + mica". In questo caso, "mica" significa "per niente", "assolutamente". EsempioSignificatoQuesto esercizio non è mica difficile!Non è per niente difficile, è facilissimo!Marco non è mica stupido, sa quello che fa.Marco non è assolutamente stupido.Non ho mica tempo per queste sciocchezze!Non ho assolutamente tempo. B) Sostituire la Negazione "non" A volte "mica" può stare da solo, senza "non", e funziona come una negazione completa, davanti alla parola da negare. EsempioSignificatoTi è piaciuto il film? — Mica tanto.Non tanto, non molto.Com'è il nuovo ristorante? — Mica male!Non male, abbastanza buono!Mica ho capito cosa vuoi dire.Non ho capito. C) Nelle Domande con Significato di "Per Caso" Quando usi "mica" in una domanda, stai chiedendo qualcosa in modo gentile, come dire "per caso". EsempioSignificatoNon avresti mica un caricatore per il telefono?Per caso hai un caricatore?Hai mica sentito che ore sono?Per caso sai che ore sono? 2. Addirittura Passiamo alla seconda parola, una delle più espressive della lingua italiana: "addirittura". Definizione e Caratteristiche "Addirittura" è un avverbio che serve a sottolineare qualcosa di sorprendente, inaspettato o estremo. Quando lo usi, vuoi comunicare che l'informazione che stai dando va oltre le aspettative normali. Può essere usato all'interno di una frase o da solo come esclamazione di stupore. È un avverbio di registro neutro, quindi puoi usarlo tranquillamente sia nel parlato che nello scritto. Presenta alcuni sinonimi utili da conoscere, come "perfino", "persino" o "nientemeno". A) Per Introdurre Informazioni Straordinarie EsempioSignificatoLaura ha studiato tanto e ha addirittura preso 30 e lode all'esame!Non solo ha passato l'esame, ma ha preso il voto massimo! Incredibile!Ieri ho cucinato per la prima volta e mia madre ha addirittura chiesto il bis!Mia madre ha chiesto di mangiare ancora! Pazzesco!Il mio gatto ha addirittura imparato ad aprire le porte.Perfino questo ha imparato! B) Come Esclamazione (da Sola) Puoi usare "addirittura!" da sola per esprimere sorpresa e stupore. Funziona sia in contesti positivi che negativi. ContestoEsempioSorpresa positivaHo vinto 1000 euro alla lotteria! — Addirittura! Che fortuna!Sorpresa negativaIl volo è stato cancellato e dovrò aspettare 8 ore. — Addirittura! Che sfortuna! 3. Ormai Terza parola: "ormai". Preparati, perché questa la sentirai almeno dieci volte al giorno in Italia! Definizione e Caratteristiche "Ormai" è un avverbio di tempo che indica un punto di non ritorno, un momento in cui le cose sono cambiate in modo definitivo. Esprime l'idea che siamo arrivati a una certa situazione e non possiamo (o non ha senso) tornare indietro. Spesso porta con sé una sfumatura di rassegnazione o accettazione, ma non sempre è negativo. È un avverbio di registro neutro, molto comune sia nel parlato che nello scritto. Esiste anche una forma alternativa, "oramai", che significa esattamente la stessa cosa. A seconda del contesto, può essere sostituito da espressioni come "a questo punto", "già" o "quasi". A) Per Indicare che È Troppo Tardi per Cambiare Qualcosa Spesso "ormai" esprime una certa rassegnazione, l'idea che non possiamo più fare nulla. EsempioSignificatoVolevo comprare i biglietti per il concerto, ma ormai sono finiti.È troppo tardi, non posso più comprarli.Avrei voluto studiare medicina, ma ormai ho 50 anni.A questo punto della mia vita, è tardi per ricominciare.Il treno parte tra 2 minuti, ormai non ce la faccio.È inutile correre, non arrivo in tempo. B) Senza Connotazione Negativa Non sempre "ormai" è negativo! Può semplicemente indicare che siamo arrivati a un certo punto di evoluzione o cambiamento. EsempioSignificatoAll'inizio il caffè italiano mi sembrava troppo forte, ma ormai mi piace tantissimo!Adesso, a questo punto, mi sono abituato/a.Ormai conosco Roma come le mie tasche.A questo punto, dopo tanto tempo, la conosco benissimo. C) Con il Significato di "Già" EsempioSignificatoSono ormai tre mesi che studio italiano.Sono già passati tre mesi.È ormai un anno che non vedo i miei genitori.È già passato un anno. D) Con il Significato di "Quasi" EsempioSignificatoLa cena è ormai pronta, mancano solo cinque minuti.La cena è quasi pronta. 4. Anzi Quarta parola: "anzi". Questa è fantastica perché ti salva ogni volta che dici qualcosa e poi cambi idea! Definizione e Caratteristiche "Anzi" è una congiunzione avversativa che serve principalmente a contrapporre due idee o a correggere quello che si è appena detto. Il suo significato base è "al contrario", ma può anche significare "o meglio" quando vuoi rettificare o precisare qualcosa. È una parola molto versatile e frequentissima, di registro neutro, quindi la troverai sia nelle conversazioni informali che nei testi scritti. Tra i suoi sinonimi più comuni ci sono "al contrario", "o meglio" e "invece". A) Significa "Al Contrario" (Dopo una Frase Negativa) Usa "anzi" per dire l'opposto di quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto libro non è noioso, anzi, è appassionante!Al contrario, è molto interessante.Non sono arrabbiato con te, anzi, ti ringrazio per la tua sincerità.Al contrario, sono grato.La grammatica italiana non è impossibile, anzi!Al contrario, si può imparare! B) Per Correggersi (Significa "O Meglio") Quando dici qualcosa e vuoi modificarlo, usa "anzi". Spesso si aggiunge "no" (se la frase precedente era affermativa) o "sì" (se era negativa). EsempioSignificatoPrendo un tè, anzi no, preferisco un caffè.Mi correggo, voglio un caffè.Non voglio uscire stasera. Anzi sì, dai, usciamo!Ho cambiato idea, usciamo.Ci vediamo alle 8, anzi, facciamo alle 8 e mezza.Mi correggo, meglio alle 8:30. C) Per Enfatizzare "Anzi" può anche essere usato per rafforzare e intensificare quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto tiramisù è buono, anzi buonissimo!Non è solo buono, è eccezionale!Marco è intelligente, anzi è un genio!Non solo intelligente, molto di più! 5. Piuttosto E arriviamo all'ultima parola: "piuttosto". Questa è la più complicata delle cinque, quindi concentrazione massima! Definizione e Caratteristiche "Piuttosto" è un avverbio molto versatile con diversi significati a seconda del contesto. Può indicare una quantità moderata (come "abbastanza"), può servire per cambiare argomento, può esprimere una preferenza, o può essere usato per correggersi. È una parola di registro neutro, comune sia nel parlato che nello scritto, ma richiede un po' di attenzione perché cambia significato in base a come viene usata nella frase. A seconda del contesto, può essere sostituita da "abbastanza", "parecchio", "invece di", "preferibilmente" o "o meglio". A) Significa "Abbastanza", "Parecchio" Si usa principalmente con aggettivi e avverbi. EsempioSignificatoL'esame di oggi era piuttosto difficile.Era abbastanza difficile.Questa borsa è piuttosto cara.È parecchio costosa.Il film è finito piuttosto tardi.È finito abbastanza tardi. Attenzione! Non si usa con sostantivi o verbi da soli. Non puoi dire "c'è piuttosto gente" ❌, ma "c'è parecchia gente" ✓. Non puoi dire "ho mangiato piuttosto" ❌, ma "ho mangiato abbastanza" ✓. B) Per Cambiare Argomento "Piuttosto" è utilissimo quando vuoi spostare la conversazione su un altro tema. EsempioSignificatoVa bene, ho capito cosa è successo. Piuttosto, hai parlato con Luca?Cambiando discorso...Ok, lasciamo perdere questo argomento. Piuttosto, cosa facciamo stasera?Cambiando argomento... C) "Piuttosto che" = Invece di, Anziché Si usa per indicare l'opzione che NON preferiamo. EsempioSignificatoPiuttosto che prendere l'autobus, preferisco camminare.Invece di prendere l'autobus...Piuttosto che litigare, è meglio parlare con calma.Invece di litigare... D) Per Esprimere una Forte Preferenza In questo caso, "piuttosto" esprime che faresti qualsiasi altra cosa pur di evitare qualcosa. EsempioSignificatoNon sopporto il caldo. Piuttosto vado in vacanza in montagna!Preferisco di gran lunga la montagna.Mangeresti gli insetti? — Piuttosto!Piuttosto che mangiare insetti, farei qualsiasi altra cosa! E) "O Piuttosto" = O Meglio (Per Correggersi) EsempioSignificatoParlo bene l'inglese. O piuttosto, me la cavo.O meglio, non parlo benissimo ma mi arrangio. Tabella Riassuntiva delle 5 Parole ParolaCategoriaSignificati PrincipaliSinonimiMicaAvverbioRafforza negazione; sostituisce "non"; significa "per caso" nelle domandePer niente, affatto, per casoAddiritturaAvverbioEsprime sorpresa, qualcosa di inaspettato o estremoPerfino, persino,
Come si costruisce l'indipendenza quando nasci nelle crepe della dipendenza economica? Anna Romanin è diventata adulta a Latisana, in Friuli Venezia Giulia, dentro una famiglia monoreddito, con una madre senza voce sulle scelte familiari e un padre capace di negare persino un sogno semplice, come rifare una cucina. La sua vita adulta è un lungo tentativo di non ripetere quella storia, anche se le circostanze la mettono continuamente alla prova.Nei primi anni di università - dopo la morte della madre - si trova a sostituirla nelle faccende domestiche, mentre il padre – pur presente – resta emotivamente e finanziariamente distante. Dopo la Magistrale, Anna inizia subito a lavorare nel settore della comunicazione e poco dopo, si sposa. Pur potendo, non cede mai alla lusinga di farsi mantenere dal marito, odontotecnico e proprietario di uno studio dentistico. Ma, come spesso accade a molte donne, Anna concentra la sua battaglia per l'autonomia fuori casa, nel lavoro, lasciando che le dinamiche domestiche seguano ruoli e aspettative interiorizzate: «All'interno della coppia, i sacrifici li ho sempre fatti io, perché lui era quello che guadagnava di più». Lo stesso accade quando nasce loro figlia: «Era quasi scontato che una mamma dovesse fare part time, lavorare poco e occuparsi del figlio. Certo che volevo stare con mia figlia, ma a livello di carriera è stato un intoppo».Quando sua figlia ha cinque anni, Anna e suo marito si separano e quattro mesi dopo, improvvisamente, lei viene licenziata e può contare solo sulla partita Iva. Impara a negoziare compensi, a chiedere il giusto valore del suo lavoro, a tenere insieme le entrate.Intanto, una nuova sfida si prospetta all'orizzonte. Come a sua madre 20 anni prima, le viene diagnosticato un tumore. E quella malattia le mostra, brutalmente, quanto poco siano tutelati i liberi professionisti. «Avrei dovuto avere come un dipendente la libertà di occuparmi di me stessa. Invece ricordo mail da mandare, richieste da gestire…».A questo punto, Anna si pone una domanda fondamentale: come può una donna separata, mamma e libera professionista, gestire da sola tutta la crescita pratica di una figlia? In una società dove il carico mentale e di cura resta fortemente sbilanciato sulle donne, il rischio è che, come dice Anna, potranno separarsi solo le donne economicamente solide o con famiglie solide alle spalle, mentre le altre non potranno permetterselo, perché i costi, in tutti i sensi, sono troppo elevati.
Franco Buffoni"Aureole e tigri dal mondo queer"Racconti di un'altra letteraturail ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itQuesto libro vuole essere anzitutto la testimonianza di un cinquantennale impegno, umile e costante, vòlto a dare dignità letteraria ad alcune istanze provenienti dal mondo queer.Perché, negli anni della mia formazione, quelli come me, a destra venivano considerati degli sporcaccioni, al centro dei peccatori, a sinistra una degenerazione borghese. Non era così, naturalmente: la classe operaia, di quelli come me, ne contava tanti quanti le altre classi sociali, solo che stavano nel closet. Ma, come diceva Mario Mieli, bastava frequentare i vespasiani per rendersi conto di quanti proletari en battuage li frequentassero.La situazione, almeno nel mondo occidentale, cominciò lentamente a cambiare con il Sessantotto, in un crescendo culminato il 17 maggio 1990 con la dichiarazione dell'OMS, che definì l'orientamento sessuale di quelli come me “una variante naturale dell'umana sessualità”. Dunque nessuna malattia, nessuna cura: nessuna terapia riparativa.Questi racconti sono stati scritti nella convinzione che qualche giovane possa trarre motivo di orgoglio e rinnovata dignità.*«A Central Park, senza dirgli nulla in precedenza, Louis gli fa incontrare il figlio di Benny Paret. Emile lo scruta un po', poi avvicina il viso e gli dice: “Non volevo. Assomigli molto a tuo padre”.Nel 2005 partecipa al Gay Pride e in un'intervista su Sports Illustrated fa coming out: “Se uccido un uomo tante persone capiscono e mi perdonano. Se invece amo un uomo, per molti questo resta un crimine imperdonabile. È allora che divento cattivo. Per questo, anche se non sono mai stato fisicamente in prigione, è come se fossi rimasto in cella per quasi tutta la vita”.»*Franco Buffoni ha pubblicato Suora carmelitana (1997), Il profilo del Rosa (2000), Guerra (2005), Noi e loro (2008). L'Oscar Poesie 1975-2012 raccoglie la sua opera poetica. Con Jucci (2014) ha vinto il Premio Viareggio. In seguito sono apparsi Avrei fatto la fine di Turing (2015), l'opera teatrale Personae (2017), La linea del cielo (2018), Betelgeuse e altre poesie scientifiche (2021). È autore dei romanzi Zamel (2009), Il servo di Byron (2012), La casa di via Palestro (2014), Il racconto dello sguardo acceso (2016), Due Pub tre poeti e un desiderio (2019), Silvia è un anagramma (2020), Vite negate (2021), Il Gesuita (2023). Nel 2025 Interlinea ha pubblicato la raccolta di saggi Nel nome del male; Mondadori Poesie 1975-2025 comprensivo del nuovo libro La coda del pavone (2025). Il suo sito è www.francobuffoni.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quante volte ti sei trovata in difficoltà davanti a un parente che interviene con consigli, rimproveri o “aiutini non richiesti” mentre sei con tuo figlio? Magari sorridi, trattenendo la rabbia o il senso di colpa, e torni a casa pensando: “Avrei voluto dire qualcosa, ma non sapevo come…”In questo episodio parliamo di quello che succede quando qualcuno entra nella tua relazione con tuo figlio: di come può creare confusione nei bambini, mettere in discussione la tua autorità, e generare dentro di te tensione e insicurezza. Ti racconto come proteggere il tuo ruolo di genitore senza ferire nessuno, come mantenere coerenza e chiarezza, e perché imparare a comunicare è una competenza che cambia le dinamiche familiari e il modo in cui ti senti ogni giorno.Se anche tu a volte ti senti bloccata davanti a queste situazioni e vorresti avere strumenti concreti per farti ascoltare senza conflitti, puoi scoprire il mio corso Impara a comunicare per farti ascoltare.E se vuoi rimanere aggiornata su tutti i contenuti della mia community e avere accesso a risorse pratiche per la genitorialità, puoi iscriverti alla lista d'attesa de La Dolce Guida.Perché imparare a comunicare davvero, senza arrabbiarsi, senza sentirsi sminuiti e senza perdere la relazione con i figli, è possibile. E il primo passo è proprio ascoltare, capire e scegliere come rispondere con fiducia.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Braglia:"Alla Juve avrei preferito Mancini più che Spalletti" Oppini:" Comolli non vuole un contratto definitivo con Spalletti"
Anna Gregorio è un'imprenditrice e docente dell'Università di Trieste, che coordina missioni spaziali per l'Agenzia Spaziale Europea e, contemporaneamente, ha fondato un'azienda oggi riconosciuta come PMI innovativa dell'anno. La sua storia intreccia scienza, determinazione e la capacità di affrontare sfide straordinarie, spesso senza ricevere il riconoscimento che meritava.Nata e cresciuta a Trieste in una famiglia economicamente stabile, Anna sogna l'indipendenza economica ma ha il mandato di studiare: «Avrei voluto fare qualche attività per essere indipendente, però mi era praticamente vietato, perché dovevo studiare: prima l'università, poi il dottorato, ed è chiaro che è difficile essere indipendenti con la borsa di dottorato».La svolta della sua carriera scientifica arriva con la missione Planck dell'Agenzia Spaziale Europea, in cui le viene dato un ruolo di primo piano. Un'esperienza intensa e globale che le permette di acquisire competenze uniche e riconoscimenti internazionali. Tuttavia, al rientro in Italia, il meritato riconoscimento economico e professionale non arriva: «Sono passati tutti i miei colleghi davanti a me, io proprio in coda ultima». È una delusione che la segna profondamente, ma non la ferma.Da questa frustrazione nasce la decisione di fondare un'azienda nel settore spaziale. Determinata a riconoscersi da sola il merito che l'accademia non le dava, affronta anni iniziali durissimi, ma la sua esperienza e reputazione aprono porte importanti. Dopo la pandemia arrivano i primi finanziamenti, e nel 2021 l'azienda conquista il primo cliente commerciale in Europa, fino ad arrivare a lanciare tre sistemi in orbita, incluso un satellite per il 5G nel luglio 2025.Nonostante il successo imprenditoriale le abbia finalmente permesso di valorizzare il proprio lavoro, l'insoddisfazione in ambito accademico resta. Gestire un'azienda l'ha costretta a lavorare part-time all'università, ma il compromesso non si traduce in più tempo libero: «In realtà lavoro molto più dei miei colleghi e, nonostante questo, vengo pagata solo due terzi del loro stipendio». Una contraddizione che Anna affronta con pragmatismo, ma che racconta quanto spesso il riconoscimento formale non segua il vero valore del lavoro.Accanto a lei c'è suo marito, compagno di vita e di passioni, che la supporta nella gestione economica familiare. Insieme condividono l'amore per la vela e lo sci, e con lui, Anna ha imparato che il denaro non è solo un fine, ma uno strumento per coltivare i propri desideri fuori dalla sfera lavorativa.
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Il 4 settembre è uscito Silksong e s'è fagocitato un po' tutto quello che è uscito non solo lo stesso giorno, ma anche nelle settimane precedenti. Ma non è un unicum, nell'ultimo anno e mezzo ci si è persi — anche noi che nominalmente dobbiamo parlare delle cosine belline che escono, eh — diversa roba che meritava più attenzione. E che purtroppo per come funziona il mondo dei videogiochi difficilmente riuscirà ad averla. Quindi questa settimana ti becchi un po' di pareri non richiesti su giochi non cagati. Avrei voluto scrivere “passati sotto ai radar”, ma il mio avvocato mi ha detto che non se lo accolla. 00:00 Intro & Cazzeggio 03:23 l'argomento: giochini dimenticati 04:01 Hell Is Us 22:01 To a T 28:08 LEGO Bricktales Voyagers 39:46 The Plucky Squire 45:57 UFO 50 47:02 Neva 50:16 Humanity 53:32 Ratatan
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Penna e Calamai di Luca Calamai:" In Gattuso emerge il coraggio, questa sta diventando anche la Nazionale di Buffon. Gattuso non era la prima scelta, avrei voluto Allegri. Nella Juve l'incognita è Tudor."
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Ho individuato 7 verità brutali sul lavoro libero e indipendente, che avrei voluto sapere prima.Prima di diventare freelance e prima di avviare la mia azienda di formazione.Ho analizzato tutti i form di contatto compilati da aspiranti collaboratori per una posizione di Sales Specialist che avevamo aperto tempo fa in azienda. Mi sono soffermata sui lati positivi e su quelli negativi del lavoro autonomo scaturiti dalle loro risposte.In questo episodio ti racconto quali sono le 7 verità scomode sul lavoro autonomo che sono prevalse da questa analisi, che ti saranno molto utili se vuoi avviare anche tu un'attività in proprio.Trasforma le tue abilità di scrittura in una professione redditizia full remote. Inizia qui.Scala al livello successivo la tua attività da Copywriter Freelance. Clicca qui e parla con un consulente The Copy Gateway.Segui Monica sui Social:Instagram | YouTube | LinkedIn | TikTok
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Oggi condivido 5 consigli sui soldi che avrei voluto ricevere quando avevo 20 anni. Si tratta di lezioni apprese leggendo tantissimi libri di finanza personale e sperimentando sul campo le migliori tecniche per gestire e far fruttare i propri soldi.SCOPRI IL MIO LIBRO IN CRESCITALeggi il primo libro che affronta la crescita personale a 360 gradi per un anno e una vita in perenne crescita. Clicca qui per maggiori dettagli: https://lucasadurny.com/libro-podcastSE TI INTERESSA QUESTO ARGOMENTOTi consiglio di ascoltare l'episodio n. 37 dedicato a "La psicologia dei soldi" di Morgan Housel.SOSTIENI IL PODCAST CON LA TUA RECENSIONE
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Sella:" Ranieri ha dato equilibrio. Se devo costruire non prendo Allegri." Braglia:"L'uomo giusto per il futuro è Fabregas." Vespa:" Avrei confermato Ranieri. Inter in finale 70%"
Nella puntata di Degiornalist - Gli spaccanotizie del 6 maggio è stato ospite il grande Raf, pronto per un grande tour in tutta Italia per festeggiare i 40 anni (più uno!) di Self Control, brano che ha fatto la storia della nostra musica. Nelle date portate avanti nel 2024 le cose sono andate talmente bene che Raf non aveva alcuna intenzione di smettere! Il primo concerto sarà il 23 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano, poi Firenze, Torino, Mantova, Brescia, Napoli, Bari e così via. «L'idea era di fare i club, perché Self Control è nata in quegli ambienti, ma abbiamo scelto di dare spazio anche ai brani arrivati dopo per riassumere la carriera, quindi sono stati scelti anche i teatri - ha raccontato l'artista, che poi è tornato agli albori della carriera -. Da bambino avevo visto un film dei Beatles, all'epoca per noi extraterrestri: da quel momento mi sono detto di voler fare musica ed essere uno dei loro. Avrei voluto essere Paul McCartney o John Lennon, i più carismatici. Io ero molto timido, quel film dei Beatles un po' mi ha cambiato anche da quel punto di vista, anche se ancora oggi un po' mostro timidezza».
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Sella:" Ranieri ha dato equilibrio. Se devo costruire non prendo Allegri." Braglia:"L'uomo giusto per il futuro è Fabregas." Vespa:" Avrei confermato Ranieri. Inter in finale 70%"
A Unica Radio, Nicola Riva racconta il suo impegno nel preservare l'eredità di Gigi Riva, evidenziando il valore dello sport come strumento per rafforzare l'identità sarda nel mondo. La figura di Gigi Riva non rappresenta solo un campione sportivo, ma anche un simbolo di fedeltà e appartenenza. Nicola, seguendo le orme paterne, promuove la cultura sarda non solo attraverso il calcio, ma anche con iniziative culturali e sociali. E' lui uno tra i nomi premiati dall'Assemblea Natzionale Sarda in occasione de Sa Die De Sa Sardigna. Secondo Nicola, lo sport ha un ruolo chiave nella formazione dell'identità sarda. “Soprattutto per chi vive lontano dall'isola – spiega – il calcio, come il Cagliari Calcio, diventa un modo per mantenere vivo il legame con la terra madre. Ovunque, a ogni evento importante, sventola una bandiera dei Quattro Mori: è il segno di un'appartenenza fortissima”. L'intervista si è poi concentrata sul premio ricevuto da Nicola, conferitogli per il suo impegno nella promozione dei valori e dell'identità sarda. “Quando ho letto che il premio era indirizzato a me personalmente, mi sono emozionato tantissimo – confessa –. Avrei voluto condividere questo momento con mio padre. Questo riconoscimento mi riporta a lui, al suo modo di essere, alla sua coerenza e amore incondizionato per la Sardegna”. Nicola, infatti, ha sempre sottolineato che la vera grandezza di suo padre non era solo nei gol segnati, ma nel suo rifiuto di abbandonare il Cagliari e la Sardegna, anche nei momenti più difficili. A chiusura dell'incontro, Nicola lancia un messaggio forte alle nuove generazioni: “Dobbiamo insegnare ai ragazzi, fin dalle scuole, che giocare per il Cagliari o vivere da sardi è rappresentare un continente intero, non solo una regione. Il mio sogno è vedere una Sardegna unita, come ai tempi dello storico Scudetto”. Con emozione e determinazione, Nicola Riva continua così a onorare la memoria del padre e a tenere viva quella fierezza che ha reso la Sardegna una terra unica.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Bonanni:"Napoli negli undici ha giocatori di alto livello." Montevino:" Buongiorno non è stato gestito bene." Impallomeni:" Il rinnovo di Milik non lo avrei comunicato."
In questo podcast parliamo di una selezione di cantaores che hanno fattola storia del Fandango di Huelva. Ho scelto come criterio di parlare di cantaores che hanno lasciato incisioni della loro musica e che sono di Huelva, e mi sono fatta guidare dal mio gusto e da quello che ho studiato sull'argomento. Moltissimi sono stati i cantaores che hanno contribuito parecchio allo sviluppo del Fandango de Huelva, come ad esempio El Gloria, Manuel Vallejo, Pepe Marchena, Macandé, el Niño de Alora, el Niño de Aznalcollar, la Niña de los Peines, ma non sono di Huelva.La Parrala era una cantaora mitica di fandango ma era del 1845, e non ci ha lasciato nulla di registrato, ovviamente!Iniziamo subito però con una eccezione: José Pérez de Guzman, che era di Jerez de Los Caballeros, provincia di Badajoz, Estremadura. Nacque nel 1891 e si trasferì però a Huelva molto presto. Creò uno stile di fandango de Huelva più simile al cante jondo. Sembra un fandango abandolao, e ha avuto tantissima influenza sui cantaores a seguire. Era benestante, quindi non aveva bisogno di cantare per vivere. Una volta arrivato a Huelva, si appassionò enormemente al cante flamenco e alla chitarra. Creò melodie più emozionanti, personali e non più di tradizione popolare, e questo punto di vista ha generato una nuova maniera di cantare fandango. Perez de Guzman fu anche calciatore semiprofessionale, e proprio per causa di un problema di salute che gli impedì di continuare a giocare, si tolse la vita a soli 39 anni. Non incise nulla, purtroppo (quindi mi sto contraddicendo due volte, parlando di un cantaor che non era di Huelva e che non ha inciso), ma la sua influenza sull'evoluzione del Fandango fu imprescindibile. L'eredità di Perez de Guzman fu fortissima su José Rebollo. Nato a Moguer (la stessa cittadina in cui era nata la Parrala!) nel 1895, cominciò a cantare giovanissimo e a 17 anni si trasferì a Huelva, per lavorare al porto come scaricatore. Si trasferì poi a Siviglia, condividendo il palcoscenico con tutti i maggiori cantaores della sua epoca, collaborò con i chitarristi di punta dell'epoca: Manolo Badajoz, Ramon Montoya, Manolo de Huelva, e visse in quella fucina del cante che fu la zona della Alameda de Hercules della Siviglia di quell'epoca. Cantava incredibilmente bene anche altri palos, ad esempio la Siguiriya.Aveva una voce intonatissima, un grande senso del ritmo e un modo di cantare molto personale. Creò una salida del cante por fandango di tutto rispetto. Era adorato dal pubblico e anche dai colleghi. Pare che nessuno avesse il coraggio di cantare dopo di lui in una riunione. Era talmente pura la sua voce, che fu d'esempio per tanti. Avrei voluto farti sentire un fandango di Perez de Guzman cantato da Rebollo, ma non ce n'è nessuno registrato. Te lo faccio ascoltare più avanti, cantato da Paco Isidro. I brani che ti faccio ascoltare sono quasi tutti frutto della recerche e del lavoro della Sociedad Pizarras, che preserva la musica antica flamenca, quella incisa sugli antichi cilindri di cera e sui dischi di ardesia. Trovi un immenso patrimonio nel loro canale Youtube e tantissime informazioni sul sito flamencopizarra.com Paco Isidro, al secolo Francisco Barrera Garcia era nato a Huelva nel 1896. Prese il nome dal suo patrigno, che si chiamava Isidro ed era famoso perché aveva una fiorente attività di affitto di carrozze, alla quale Paco Isidro collaborava. Essendo ricco, non aveva bisogno di cantare per professione, ma era molto appassionalto al cante e fu bambino prodigio. Incise diversi dischi con successo, poi smise di farlo per anni e quando riprese, ormai all'epoca del vinile, non ebbe più il seguito che aveva avuto, probabilmente non essendosi evoluto nella stessa direzione del flamenco più recente. Ti faccio sentire un fandango di Perez de Guzman cantato da Paco Isidro accompagnato da Manolo de Huelva, molto simile ai fandangos che si possono trovare nella zona più centrale dell'Andalusia, e con la caratteristica scaletta di note a discendere, la cadenza andalusa, alla fine della strofa.Aveva una capacità tecnica incredibile nel quiebro de voz, una tecnica flamenca molto difficile, di spezzare la voce come se si stesse piangendo. Ascoltala con attenzione perché è molto particolare ed espressiva. Una raccomandazione: se lo trovi nominato come El Niño Isidro, non ti confondere: è sempre lui!Era molto fedele alla Madonna del Rocio e che frequentava la Feria di Sevilla e il camino del Rocio. Cantò tantissime strofe dedicate alla Madonna. Si dice che avesse una memoria prodigiosa e che fosse in gradi di cantare più di 200 diverse strofe di fandango senza ripeterne nessuna!Ti consiglio anche di ascoltare Pepe de la Nora, nato a San Juan Del Puerto, sempre in provincia di Huelva nel 1903. Figlio di madre cantaora di El Alosno, registrò qualche disco con il fratello Curro, e qualcosa anche in solitario, accompagnato dalla meravigoliosa chitarra del Niño Ricardo, il simbolo della chitarra flamenca dell'epoca. Avendo una voce bellissima, poté condividere il palco con più grandi cantaores dell'epoca. Aveva una voce molto dolce, super espressiva e molto "pura", sincera. Da ultimo ti parlo di Antonio Rengel, nato a Huelva nel 1903 o 1904. Fu amatissimo proprio perché era molto legato ai cantes di Huelva ed era molto legato alla storia del flamenco e già da bambino crebbe nel flamenco grazie alla passione della madre Rosa. A soli 8 anni cominciò a cantar ein pubblico per animare gli intervalli delle proiezioni dei film muti. Non cercava mai di compiarece il pubblico, ma era onesto rispetto a se stesso. Per questo motivo venne molto apprezzato da Chacon e da Antonio Mairena. Cantava benissimo anche gli altri palos, non solo il fandango. In particolare le Serranas, che probabilmente cantò meglio di altri cantaores. Ti faccio ascoltare una letra sua molto famosa, "olas de la mar en calma", con la chitarra del bravissimo Niño Ricardo. Di seguito ascoltiamo la stessa strofa cantata da Paco Isidro accompagnato da Manolo Badajoz e poi anche, in tempi di oggi, da Mayte Martin accompagnata da Juan Ramon Caro. E' interessante vedere come la storia del flamenco si costruisca sulle proprie origini, e come il cante si evolva rimanendo fedele a se stesso. Il brano cantato da Mayte Martin è molto conosciuto, e magari lo conosci, ma è giusto sapere da dove viene!Ogni cantaor lascia dei semi che germogliano anche a tanti anni di distanza. Antonio Rengel adorava il flamenco e non voleva perderne l'autenticità, non nveniva a compromessi con il pubblico. Aveva una voce grave e la usava con forza, per cui poteva cantare qualunque stile. Era molto riservato nella vita, ma nel cantare era morlo espressivo e coinvolgente.Il sou nome è sinonimo di profondità, serietà e purezza. Ci sarà una successiva puntata per osservare l'evoluzine più recente del cante por fandango de HuelvaSono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano al Mosaico Danza. Sono molto appassionata di tutti gli aspetti del flamenco, da quelli storici a quelli psicologici, musicali, espressivi. Sono una ricercatrice instancabile. L'evoluzione del fandango è affascinante e non si può neanche definirlo un solo palo, ma una famiglia di stili. E' molto interessante vedere da dove viene e come si è evoluto, ed è incredibile verificare come da una origine popolare si sia potuti arrivare ad un livello artistico come quello che ti ho fatto sentire. Alcuni snobbano il fandango perché non è "abbastanza profondo", e lo considerano un po' banale, e invece è molto complesso, vitale, conivolgente e ricco di spunti di riflessione e di apprendimento. La gioia di vivere che porta con sé è molto forte e preziosa.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospite: Klinsmann:" Litigavo con Mattheus. Van Basten lo avrei voluto come compagno. Lo scudetto lo vince l'Inter. Il derby di coppa Italia lo vince l'Inter 2-1. L'Inter può vincere la Champions. Wierchovod il difensore più forte che ho incontrato."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Valentini:" Ora non avrei sostituito Motta." Garbo:" Io vedrei bene Zidane alla Juve. Con Gaps la Roma deve cambiare la rosa." Bonanni:" La Roma farà di tutto per portare Gasp ma Dybala non può starci." Impallomeni:" Gasperini alla Roma scelta presidenziale."
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Valentini:" Ora non avrei sostituito Motta." Garbo:" Io vedrei bene Zidane alla Juve. Con Gaps la Roma deve cambiare la rosa." Bonanni:" La Roma farà di tutto per portare Gasp ma Dybala non può starci." Impallomeni:" Gasperini alla Roma scelta presidenziale."
Spesso leggo nelle interviste degli italiani che vanno a lavorare all'estero ottenendo degli ottimi risultati questa frase : Se fossi rimasto in italia non avrei ottenuto tutto questo . Ecco.....stanotte parto da questa cosa
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Oggi parliamo di una citta' che da sempre e' vista come citta' grigia, ma che nasconde un cuore molto verde. E non perdetevi il finale molto molto goloso! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Italian Months & Dates: Practice Them for Your Plans in Italy! - https://www.youtube.com/watch?v=qk6f0wJaXoo&t=5s Iniziamo a Milano! Conosciuta per le sue settimane, e anche per essere una citta' un po' grigia. Ma e' vero? In realta' Milano e' una citta' molto verde, ma adesso il verde rischia di lasciare spazio alle piste ciclabili. https://www.milanotoday.it/attualita/alberi-abbattuti-vittuone-ciclabile.html Ma quale e' la cosa piu' giusta? Piu' alberi o piu' biciclette? Voi che ne pensate? Passiamo poi a fare "fantapolitica" nel panorama musicale italiano. A quanto pare il vicintore dell'ultimo Sanremo ha riuninciato ad andare all' Eurovision! Ma perche'? Raffaele ci svela i retroscena. https://www.deejay.it/articoli/olly-eurovision-2025/ Ma in compenso, l'Italia potrebbe essere rappresentata da una canzone che potrebbe andare all'Eurovision. La canzone e' la sigla dell'ultimo Sanremo "Tutta l'Italia". Concludiamo con una canzone che parla dell'Italia, che ha fatto arrabbiare tantissimo Raffaele! E non solo, anche alcune associazioni italiane si sono un po' lamentate. Curiosi? Concludiamo con il cibo, con due tipici dolci italiani legati al carnevale: Il sanguinaccio e le chiacchiere! https://it.wikipedia.org/wiki/Sanguinaccio_dolce https://it.wikipedia.org/wiki/Chiacchiere Una delle cose piu' particolari e' che le chiacchiere cambiano nome a seconda delle regioni italiane. Trascrizione Matteo: [0:24] Buongiorno. Raffaele: [0:25] Buongiorno, Matteo, e buon mese di marzo. Matteo: [0:28] Buongiorno, buon mese anche a te. Avrei voluto, anzi stavo per iniziare con un "è arrivata la primavera". Ma poi due cose mi hanno bloccato. Una: la scaramanzia, perché ci sono delle belle giornate più calde, non vorrei che finissero improvvisamente. Due: in realtà stamattina sono sceso di casa, sono uscito di casa con un giubbino più leggero. Perché ho detto "ma sì!". E appena messo fuori il piede, ho detto "ma no! Non ancora! Sembra, ma non lo è..." ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Beppe Galli:" Il Napoli non si può nascondere per lo scudetto. Leao non lo considero un campione che avrei venduto a 70MIlioni. Oggi in Italia non possiamo più permetterci 7-8 milioni di ingaggio.", Niccolò Ceccarini
Ansa - di Giorgiana Cristalli.Una vita fatta di alti straordinariamente alti e di bassi profondi come gli abissi, una carriera luminosa, fatta di musica e parole immortali, collaborazioni e virate dal pop al jazz, un percorso libero in cui le emozioni e i sentimenti sono sempre stati al centro: Gino Paoli, il cantautore per eccellenza, compie 90 anni e, in un'intervista all'ANSA, ammette: "Non ho mai immaginato di poter arrivare a questa età".
Oggi vi porto un episodio sul dimagrimento, sperando di portare un pò di chiarimento tra miti e verità. Come sempre, se vi piace il mio podcast non dimenticatevi di lasciarmi 5 stelle, è un modo bellissimo per supportare il lavoro che faccio❤️ Per rimanere sempre aggiornati con me, seguitemi su instagram (beatrice_leonforte). Se volete iniziare un percorso con me potete •mandarmi una mail a: beatriceleonforte.nutrizionista@gmail.com •scrivermi in DM su Instagram (beatrice_leonforte) • Prenotare attraverso MioDottore (Beatrice Leonforte)
Se qualcuno buttasse un'occhiata alle maggiori voci di spesa dei miei conti negli ultimi 4 anni, avrebbe quasi sicuramente un attimo di mancamento.Come mi è saltato in mente di spendere letteralmente migliaia di euro all'anno in corsi ed esperienze? Non potevo risparmiarli? Avrei potuto tranquillamente pagarmi un master di altissima qualità, forse anche due.Ma la verità è che dal momento in cui ho iniziato a investire in formazione, la mia vita è cambiata. Ho conosciuto persone che mi hanno aperto la mente e mostrato nuovi modi di vivere. Allo stesso tempo, ho imparato cose che mi hanno aiutata moltissimo nella gestione della mia vita e nella crescita in azienda. Se potessi tornare indietro, l'unica cosa che farei è iniziare prima a investire in formazione "non convenzionale". E non parlo solo di soldi, ma anche di tempo – centinaia di ore di studio e pratica – e di energia.In questo episodio, parliamo di quanto siano cruciali gli investimenti per migliorare la nostra situazione e raggiungere il successo che desideriamo, sia in azienda che nella vita.Questo approccio sta funzionando per me, ma sono curiosa di sapere cosa ne pensi e, soprattutto, se c'è qualcosa che ti blocca dall'investire in quel corso che vorresti tanto fare.Ti leggo nei commenti su IG, mi trovi come @stellamarzetta.Bon courage!
Sei in Italia, in una nuova città, non sai come raggiungere la tua destinazione e il tuo telefono è scarico. Che fare? La soluzione più istintiva e più semplice è chiedere aiuto a un passante. Però non è proprio la cosa più semplice da fare! Spesso è difficile capire le indicazioni anche per un madrelingua. Comunque, niente panico! In questo nuovissimo articolo vi indicherò tutte le espressioni per sopravvivere in questa situazione! CHIEDERE INFORMAZIONI STRADALI È bene essere sempre gentili, perciò è sempre meglio cominciare la domanda con formule di saluto e di cortesia come “Buongiorno”, “Salve”, “Mi scusi”, “Scusi il disturbo”… Ecco alcune frasi efficaci: Mi scusi signora/signore. Mi sono perso/a. Mi potrebbe aiutare, per favore? Dov'è… (l'albergo “Tre Nazioni”) ? Salve, mi saprebbe dire dove si trova… (via Vittorio Veneto) ? Scusi, come faccio a raggiungere… (la spiaggia/il supermercato) [da qui]? Per favore, mi sa dire come posso raggiungere… (la stazione ferroviaria) ? Salve, scusi il disturbo: dove si trova… (la stazione della metro) più vicina? Buongiorno. Avrei bisogno di un'informazione. L'autobus… (13) si ferma… (davanti alla stazione dei treni) ? Salve signora/signore, per caso, sa ogni quanti minuti passa… (la navetta per l'aeroporto)? Scusi, a quale fermata devo scendere per raggiungere… (Piazza del Popolo) ? Salve, potrebbe aiutarmi? Dove posso trovare… (la farmacia) più vicina? DARE INDICAZIONI STRADALI Le espressioni più comuni quando si danno indicazioni sono: Vai / Continua / Prosegui dritto Vai / Continua / Prosegui di qua / di là Gira a sinistra / a destra Prendi la prima / seconda / terza… a destra / a sinistra Prendi via… Procedi / Continua / Cammina / Arriva fino a… , poi… È a (due) isolati da qui / un isolato più avanti Torna indietro e… Attraversa la strada / il ponte È troppo lontano per andare a piedi. Ti converrebbe andare… (in metro/in macchina) Prendi l'autobus numero… / la metro… e scendi alla fermata… (X) / alla prima - seconda - terza… fermata Sali / Scendi le scale Dietro l'angolo Dall'altro lato di… / Al lato opposto rispetto a… Supera… Lo trovi alla fine della strada / sulla destra / sulla sinistra Quando si danno indicazioni, è normale utilizzare dei riferimenti facilmente identificabili, come piazze, ponti, stazioni eccetera per far capire dove bisogna fare una determinata azione. In italiano questi riferimenti sono dati con la preposizione “A”: al semaforo… alla piazza… alla fermata della metro/dell'autobus… all'incrocio… alla rotonda… al bar/ristorante… all'angolo… al supermercato… al parcheggio… al parco… alla chiesa… È importante conoscere i nomi delle cose che si possono trovare per strada. Ecco una lista di vocabolario utile: L'autostrada Il corso / Il viale Il vicolo La corsia Il ponte La rotonda / La rotatoria Le strisce pedonali La carreggiata Il parcheggio La fermata I segnali stradali Il vigile urbano Il traffico / L'ora di punta L'area pedonale La tangenziale La via La piazza La riga continua / La riga tratteggiata L'uscita Il marciapiede La multa Il semaforo L'angolo L'incrocio Infine, è importante conoscere avverbi ed espressioni di luogo essenziali: vicino / lontano davanti a / dietro a a fianco di / a lato di / accanto a a destra / a sinistra di dentro / fuori di fronte a tra / fra sopra / sotto lungo verso oltre Ecco alcune frasi unendo tutte le varie alternative appena viste. E dopo vedremo anche un dialogo! Continua dritto fino al semaforo, poi gira a sinistra senza attraversare la strada. Svolta qui a sinistra e prosegui dritto fino al supermercato, poi gira a destra e attraversa il parco. Lo trovi all'uscita del parco sulla sinistra.
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Impallomeni:" Io avrei tenuto Immobile un altro anno." Brambati:"Kvara - Osimhen 200 milioni Conte sarebbe in grado di farsene una ragione." Savoldi." La storia tra Immobile e Lazio era giunta alla fine."
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Fai il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita. Questa frase di Confucio non ti sarà certo nuova, ma che emozioni ti suscita? Io per tanto tempo ho pensato che non potesse essere del tutto vera, perché diciamocelo, il lavoro è lavoro, come fai a non avere mai un momento di down?! In realtà il mio punto di vista è cambiato quando ho iniziato a cogliere i primi segni che il lavoro che avevo, e in cui peraltro ero anche brava, non era il lavoro giusto per me. Navigare attraverso una transizione professionale può essere un viaggio intimidatorio, ma anche incredibilmente arricchente. Se potessi inviare un messaggio alla me stessa nel passato, prima di intraprendere questo percorso, ci sono 5 cose che avrei voluto dirle e che vorrei condividere, sperando che possano ispirare altre donne ad abbracciare il cambiamento e investire nella loro crescita personale e professionale. Ascoltale in questo episodio!
Riapertura Italiano Per La Vita il 12 maggio, Iscriviti alla Lista d'attesa: https://italianoautomatico.lpages.co/lista-dattesa-italiano-per-la-vita/Nel podcast di oggi voglio parlarvi di 4 COSE Che Avrei Voluto Sapere PRIMA Di Trasferirmi a Bucarest. Utilizza questo podcast per approfondire il lessico e i vocaboli della lingua italiana mentre parlo di argomenti personali. Capitoli Del Podcast:0:00 - Introduzione1:30 Quanto è deprimente essere da soli5:07 Il traffico infernale di Bucarest7:43 La maleducazione di molte persone a Bucarest18:48 Le banche per gestire un business online21:45 Conclusione
Sasha Damiani ha 44 anni e, come in certi film, vive una doppia vita: per mantenersi e soddisfare tutti i suoi bisogni materiali è medico anestesista, per incanalare la sua creatività è blogger e podcaster, founder della community Mamme a Nudo. Nata in una famiglia in cui i soldi erano pochi, Sasha cresce con la dedizione al risparmio, in una maniera quasi ossessiva: non si concede il lusso di dedicare tempo a se stessa o di comprare cose che non siano prettamente necessarie. Dopo il diploma mette da parte le sue velleità artistiche e sceglie una facoltà e, successivamente, una specializzazione che le permettano di trovare un lavoro subito dopo la laurea e di rendersi economicamente indipendente. Per molto tempo si sente prigioniera della sua ansia per i soldi, che la costringeva dentro una routine di solo lavoro e che non le permetteva di dare nessuno sfogo alla creatività. Poi, a 40 anni, due eventi cambiano la sua percezione del denaro e del lavoro, e la fanno ritrovare la voglia di scoprire i desideri che negli anni aveva accantonato: la maternità e la diagnosi di Adhd. --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/rame-platform/message
Continuano le mie avventure con l'oca assassina :-) Sfide impreviste, forse legate a un misterioso intruso, hanno portato alla scomparsa delle galline e a una difficile decisione. TRASCRIZIONE [Eng translation below]Uh, la mia oca non c'è più. Va bene, state tranquilli, è viva e vegeta. Non le è successo niente, ma ora non ho più accesso diretto a lei. Perché? Che è successo allora?Per chi non avesse seguito le vicende dell'oca assassina che mi perseguitava, mi aggrediva e mi ha anche ferito facendomi uscire il sangue dal braccio, era alloggiata nella fattoria di mia suocera, a circa quaranta chilometri da Cagliari. Quando si andava a visitare la suocera, la madre di mio marito, passavo naturalmente del tempo con quest'oca fantastica.Però, dopo l'ultima incursione da parte di non sappiamo bene se sia una volpe oppure una volpe a due gambe, come dice mio marito, la scorsa settimana sono scomparse tutte le galline che c'erano lì, e insieme all'oca è rimasta solo lei. Non si sa se sia stata una volpe.Non si pensa sia stata una volpe perché le volpi, e lo sappiamo perché l'abbiamo visto in passato, poi chiunque abbia assistito a una strage fatta da una volpe sa a cosa mi sto riferendo, non c'è bisogno che lo racconti qui, però quando è una volpe a fare la strage è la natura. Le volpi fanno questo, è il loro mestiere, il loro mestiere istituzionale, la volpe che fa il massacro di galline. Però, non c'erano tracce di nessun tipo, quindi pensiamo che qualcuno se le sia rubate.Ci sono i rubagalline ancora nel duemila e ventiquattro, ci sono i rubagalline, quindi la mia oca tanto amata è rimasta da sola e la famiglia ha deciso di darla via, portandola in una fattoria dove ci sono altre galline. Ma soprattutto, ci sono altre oche anche di sesso maschile, quindi potrà anche procreare, fare insomma quello che fanno le oche.Mi dispiace molto, perché quest'oca che era incredibile. Appena si arrivava a Pula, parcheggiavo la macchina, giuro, tempo di aprire lo sportello e lei starnazzava fortissimo. Ma riconosceva evidentemente il rumore della macchina perché lo spazio dove era alloggiata era dietro la casa, quindi non poteva assolutamente vedere né la macchina né tanto meno la mia personcina.Quindi va bene, la prossima volta che andrò nella fattoria non ci sarà l'oca. Mi dispiace tantissimo. Avrei voglia di andare a visitarla nella sua nuova casa per vedere se le è passata questa follia che aveva nei miei confronti, che mi aggrediva. E io cercavo da dietro la rete di portarla a volevo farmi, volevo piacerle. Ecco, volevo farmi perdonare. Chissà quale cosa ho commesso senza saperlo. Comunque sta bene. E se mi capiterà di vederla e di avere sue notizie, sicuramente ve le riferirò.TRANSLATIONUh, my goose is no longer with me. Well, don't worry, she's alive and well. Nothing happened to her, but I no longer have direct access to her. Why? What happened then?For those who haven't followed the events of the assassin goose that pursued me, attacked me, and even wounded me, causing blood to flow from my arm, she was housed on my mother-in-law's farm, about forty kilometers from Cagliari. When we used to visit my husband's mother, I naturally spent time with this fantastic goose.However, after the last raid by, we're not sure if it was a fox or a fox on two legs, as my husband says, because last week all the hens that were there disappeared, leaving only the goose. Indeed, we don't know if it was a fox.We don't think it was a fox because foxes, and we know this from past experience, anyone who has witnessed a massacre by a fox knows what I'm referring to, there's no need to tell the story here. But well, when a fox does the massacre, it's nature. Foxes do this; it's their job, their institutional job, the fox that massacres hens. However, there were no traces of any kind, so we think someone stole them.Chicken thieves still exist in 2024; chicken thieves are still around. So, my beloved goose was left alone, and the family decided to give her away, taking her to a farm where there are other chickens. But more importantly, there are other male geese, so she may also reproduce, do what geese do.I'm very sorry because this goose was incredible. As soon as we arrived in Pula, I parked the car, I swear, the moment I opened the door, she honked loudly. But she evidently recognized the sound of the car because the space where she was housed was behind the house, so she couldn't see the car or, even less, my person.So, well, the next time I go to the farm, there won't be the goose. I'm very sorry. I would like to go visit her in her new home to see if she has overcome this madness she had towards me, attacking me. And I was trying from behind the fence to bring her around, I wanted to please her. That's it; I wanted to make amends. Who knows what I did without knowing it.Anyway, she's fine. And if I happen to see her and have news, I will certainly report them to you.
Utilizzare i taxi in Italia è un'esperienza conveniente e affidabile per spostarsi comodamente in città. In questa guida scoprirete come chiamare un taxi, cosa dire all'autista e come comportarsi durante il viaggio. Cosa dire e cosa fare quando si prende un taxi in Italia Se durante il vostro soggiorno in Italia vi serve un taxi, potete cercarlo in vari modi. 1 - Chiamare i numeri dedicati (basta cercare su Google) 2 - Usare una delle app dedicate 3 - Recarvi alle fermate dedicate, riconoscibili attraverso un cartello arancione Se siete in un albergo o un ristorante, potete chiedere a chi è in struttura di chiamare un taxi per voi, dicendo: Può chiamare un taxi (per me/noi) per favore? Se invece dovete chiamare voi, niente panico! L'importante è prepararsi prima: magari potreste memorizzare frasi fatte, come quelle che vedremo tra poco, o addirittura potreste scriverle, così da non dimenticarle! Per esempio, se vi serve un taxi subito, potete dire: Avrei bisogno di un taxi il prima possibile. Quando sarebbe possibile avere un taxi? Potrebbe mandare un taxi il prima possibile? Ovviamente, la persona dall'altro lato vorrà sapere più informazioni su dove siete: Mi trovo in via… (Roma, 9) / presso piazza… (San Carlo) / al ristorante… (Sfizio) a… (Napoli). Spesso non è necessario specificare la città. Generalmente non serve dire al telefono qual è la vostra destinazione. Però, se si tratta di una destinazione “facile” (come la stazione o l'aeroporto), potete aggiungerla. Per esempio: Salve, avrei bisogno di un taxi per l'aeroporto il prima possibile. Mi trovo in via Dante n 8. Se avete molta fretta, potete chiedere: Quanto tempo ci mette ad arrivare più o meno? Saprebbe dirmi all'incirca tra quanto tempo arriva? C'è molto da aspettare? Se invece volete prenotare un taxi per un giorno e un orario fissati, potete dire: Posso prenotare un taxi per il giorno … alle ore …? Vorrei prenotare un taxi per il giorno … alle ore … Ho bisogno di un taxi per il giorno … alle ore … Una volta che siete nel vostro taxi, dovrete dire all'autista dove volete andare: Mi può portare a… (alla stazione) / in via… (Roma), per favore? Mi porti a… (all'aeroporto) / in via… (dei Faggi numero 165), per favore. Vado / Devo andare / Ho bisogno di andare a… (al Colosseo) / in… (Piazza Navona), grazie. Se la vostra destinazione è un po' generica (come una piazza), avrete bisogno, una volta arrivati, di dare indicazioni al tassista su dove volete esattamente scendere: Scendo qui, grazie. Mi lasci qui, per favore. È proprio qui che devo andare, grazie. E infine, è il momento di pagare: Quanto le devo? Qual è il costo della corsa? (corsa = percorso di un mezzo pubblico) Posso pagare con carta / in contanti? La pago in contanti / con carta. Va bene? In Italia, poi, non è necessario, ma se volete, potete anche aggiungere la mancia per il tassista: Ecco la mancia! Tenga pure il resto (come mancia)! Detto questo, vediamo alcuni consigli su cosa fare e come comportarsi quando si deve prendere un taxi in Italia: 1. È possibile sapere in anticipo quanto pagherò la corsa? Non sempre. Ci sono delle tariffe fisse, ma di solito sono valide per percorsi specifici, come dalla stazione all'aeroporto o dal centro allo stadio. Altrimenti, potete chiedere al tassista: Quanto costa andare… (in centro / al Colosseo / al centro commerciale X) ? Qual è la tariffa per la corsa da qui a… ? (tariffa = prezzo fisso per un determinato servizio) Ha un'idea di quanto mi verrebbe a costare la corsa per… ? 2. L'indirizzo Se non vi sentite completamente a vostro agio con il vostro italiano, vi consiglio di preparare l'indirizzo in anticipo. Cercate di perfezionare la pronuncia il più possibile, così che sia chiaro al tassista quando glielo dite. E non dimenticate di imparare i numeri!
Il film del 2003 Love Actually lo ricordavo (evidentemente male) come una commedia leggera e romantica. Ho fatto l'errore di riguardarlo e, OMG, se mi sbagliavo! Il film è pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, le storie dei personaggi sono offensive, le figure femminili stereotipate e sottomesse. Ma la cosa più allucinante è che non me ne fossi accorta già 20 anni fa quando lo vidi per la prima volta.TRASCRIZIONE [ENG translation below]Ci sono dei film che invecchiano bene, è possibile riguardarli a distanza di cinque, dieci, venti, 30 anni, e funzionano sempre benissimo. Io, non tantissimo tempo fa ho rivisto per l'ennesima volta Jesus Christ Superstar, che è una delle mie commedie musicali preferite, e per me funziona sempre.Ieri ho commesso l'errore di riguardare il film, che è una specie di classicodel periodo natalizio che il titolo inglese penso che sia uguale anche in italiano 'Love Actually'. Avrei preferito non guardarlo perché la prima volta che lo vidi quando uscì, non lo vidi al cinema, non andai a vederlo al cinema, ma probabilmente lo presi in affitto quando ancora c'erano i posti dove si andavano ad affittare i film.Comunque, avevo un ricordo abbastanza positivo di Love Actually, non dico che fosse il mio film preferito, però ricordavo di averlo visto e ricordavo che mi aveva lasciato una bella sensazione. Quindi, ieri notte, avevo del tempo davanti a me e ho detto ma sì, dai, guardiamoci questa commedia romantica che ci sta pure col periodo prenatalizio. Mai l'avessi fatto! Diciamo che mi sono costretta a guardarlo fino alla fine per vedere fino a che punto arrivava.È pieno di battute di pessimo gusto e di body shaming, quindi, questa qua è grassa, ma visto quanto è grassa questa qua, cose veramente allucinanti. Ma io ero lì che guardavo, e la cosa più allucinante, è che non riuscivo a capire come tutte queste battutacce, che sono solo una parte delle cose negative del film, poi ce ne sono anche altre, come non me ne fossi accorta nel 2003, quando lo vidi per la prima volta, mi sono veramente scioccata.Ma veramente eravamo così? Non ci rendevamo conto di quanto fossero inopportune, inappropriate, offensive tutte queste battute!Poi vabbè, anche le storie dei diversi personaggi, non mi ricordo quante siano le coppie, tutte eterosessuali, naturalmente, quanto fossero brutte. Il tipo che si innamora della moglie, del migliore amico, si sono appena sposati, va dietro le spalle dell'amico, dopo che si sono sposati dice, Ah, ma sei il mio amore... Ma stiamo scherzando? Cioè, siamo adulti? Oppure, tutte le figure femminili sono degli organi sessuali che camminano perché non hanno nessun tipo di conversazione se non parlando degli uomini e dei loro amori, accettano tutto quello che i mariti, i compagni fanno senza mettere niente in discussione. I maschi ci fanno una pessima figura.È un filmaccio, ma è un film terribile. È un film veramente... E ripeto, sono rimasta scioccata come io non me ne fossi accorta nel 2003. Aiuto! Ma ero un mostro, ero un mostro. Vabbè, comunque è un filmaccio, non guardatelo se non per criticarlo.TRANSLATIONSome films age well, you can watch them again five, 10, 20, or 30 years later, and they always work beautifully. I not so long ago rewatched for the umpteenth time Jesus Christ Superstar, one of my favourite musical comedies, and it always works for me.Yesterday I made the mistake of re-watching the movie, which is a kind of Christmas classic that the English title I think is also the same in Italian 'Love Actually'. I would have preferred not to watch it because the first time I saw it when it came out, I didn't go to see it in a movie theatre, I didn't go to see it in a movie theatre, but I probably rented it when there were still places where you went to rent movies.Anyway, I had a fairly positive memory of Love Actually, I'm not saying it was my favourite movie, however, I remembered seeing it and I remembered that it left me with a good feeling. So, last night, I had some time to spare and I said but yeah, come on, let's watch this romantic comedy that even fits with the pre-Christmas season. Never had I done that! Let's say I forced myself to watch it to the end to see how far it went.It's full of bad jokes and body shaming, so, this one is fat, have you seen how fat this one is, really hallucinating stuff. But I was there watching, and the most hallucinating thing is that I couldn't understand how all these bad jokes, which are just a part of the negative things in the movie, then there are others as well, like I didn't notice in 2003, when I first saw it, I was really shocked.But were we really like that? We didn't realise how inappropriate, improper, and offensive all these jokes were!Then whatever, even the stories of the different characters, I can't remember how many couples, all heterosexual, of course, how bad they were. The guy who falls in love with the wife, the best friend's wife, they just got married, he goes behind the friend's back after they get married he says, Ah, but you are my love... Are you kidding me? That is, are we adults? Or, all female figures are walking sex organs because they do not have any kind of conversation except talking about men and their loves, they accept everything that husbands, and partners do without questioning anything. Males come out very bad It is a bad movie, but it is a terrible movie. It is truly a film... And I repeat, I was shocked as I didn't notice in 2003. Help! But I was a monster, I was a monster. Whatever, it's a bad movie anyway, so don't watch it except to criticise it.
Margherita Loy"Delia o un mattino di giugno"Barta Edizioniwww.barta.it««Lo vedevo ogni mattina. Immobile, elegante, fermo all'incrocio che fumava. Avrei voluto chiedergli: “Scusi, ma cosa aspetta?”. Non ho mai avuto il coraggio di fermarmi, così ho scritto la sua storia».».La vita di Delia, rimasta sola con due bambini, corre veloce. A fermare lo scorrere di un «chiasso in cui il mio dolore dormiva» e dove l'esistenza e il corpo sono incapsulati in notti insonni e chili in eccesso, è la presenza di un uomo all'angolo di un trafficato crocevia, il suo mistero. Ogni giorno Delia passa di lì, ogni giorno lo vede fermo, in piedi, a fumare una sigaretta dopo l'altra. «L'ho soprannominato l'uomo-pinguino per la sua corporatura compatta, con il grande ventre che parte dallo sterno e si estende pacifico fino all'inguine. I pinguini […] hanno la straordinaria capacità di attendere all'infinito la schiusa delle loro uova. Calmi, imperturbabili».L'appuntamento quotidiano con quell'uomo elegante all'angolo di una provinciale, nei giorni dell'estate, rompe in un dialogo lo spazio dello sguardo e diventa un modo per dare voce a un'altra sé, per restituire il suono a parti seppellite sotto strati di tempo pieno e vuoto.Attraverso passaggi incuriositi, dolorosi e vitali, Delia ricontatterà dentro di sé il ricordo della madre, la scomparsa del compagno, la propria femminilità dimenticata per anni, mentre la relazione con l'uomo-pinguino germoglia, cresce, diventa respiro in un percorso che condivide narrazioni, ricordi e fantasie, fino a preparare i semi di una nuova esistenza.In copertina: da Domenico Gnoli, Bottone sbottonato, 1969, collezione privata.Copyright Archivio Domenico Gnoli. E grazie, di cuore, a Mimì Gnoli.Margherita Loy – Scrittrice. Nata a Roma, vive nella campagna lucchese. Ha pubblicato per l'editore Gallucci libri di arte per bambini e, per i tipi di Atlantide, Una storia ungherese (2018), La dinastia dei dolori (2020) e Dio a me ha dato la collina (2022). È in uscita per Hopefulmonster Tutto quel che resta. Tre racconti.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Oggi vorrei parlarti di persone straordinarie, straordinarie nel vero senso della parola: persone che hanno fatto o stanno facendo cose fuori dal comune, che hanno vissuto o stanno vivendo vite fuori dall'ordinario e, allo stesso tempo, aiutando e contribuendo al bene di questo mondo. Se potessi scegliere con chi andare a cena domani, con chi andresti? C'è qualcuno che stimi tanto e che vorresti tanto conoscere? _______ Le trascrizioni di tutti gli episodi del podcast e gli esercizi sono disponibili sulla mia pagina Patreon: https://www.patreon.com/vaporettoitaliano Sul profilo Patreon di Vaporetto Italiano troverai: pdf con spiegazioni ed esercizi relativi ai video pubblicati su YouTube; le trascrizioni degli episodi del podcast con il lessico più importante (usato in contesto); cruciverba per memorizzare il lessico nuovo di ogni episodio; tante lezioni in diretta durante le quali parleremo, faremo attività di comprensione orale, quiz e molto di più! Con i materiali di Vaporetto Italiano potrai imparare l'italiano sempre di più e parlare in modo sempre più naturale. Sono felice di averti qui con me!
Il massese Alex Favali prosegue il racconto della sua esperienza di migrazione. Della creatività declinata in vari ambiti, Alex ha fatto il suo segreto per la nuova vita down under, iniziata nel 1987.
È nato il canale Whatsapp di UIV!
Se solo avessi saputo 20 anni fa le cose che so ora!Quanti rimpianti per esserci arrivato un po' tardi ma anche quanto entusiasmo pensando a tutta la strada che ho ancora davanti.In questo episodio parliamo delle 5 cose che avrei voluto sapere 20 anni fa sui soldi, sul risparmio e sull'investimento per raggiungere molto prima l'ambito traguardo della libertà finanziaria.Il potenziale futuro del denaro, la pianficazione, il rendimento dei mercati finanziari, il mio capitale umano e il significato ultimo della ricchezza.I 5 pilatri da tramandare di padre e madre in figlio e figlia per un futuro finanziario migliore.Seguiteci anche su Instagram!https://instagram.com/thebull_finance?igshid=OGQ5ZDc2ODk2ZA=========================================================================#ad #ScalablecapitalPiani di accumulo automatici in ETF senza costi d'ordine e interessi sulla liquidità del 2,6% all'anno con SCALABLE CAPITAL!Clicca sul link di seguito!https://partner.scalable-capital.de/go.cgi?pid=576&wmid=126&cpid=4&prid=14&subid=&target=defaultIl link è sponsorizzato da Scalable Capital e l'Autore potrebbe percepire una commissione legata all'apertura di un account presso questo broker.Investire comporta dei rischi.=======================================================================ATTENZIONE: nessun contenuto di questo podcast deve essere inteso come una raccomandazione di investimento.La citazione di determinati ETF è a mero scopo esemplificativo e non deve essere intesa in alcun modo come una sollecitazione all'acquisto di specifici prodotti finanziari.L'autore non è un consulente finanziario e non intende presentarsi come tale.Affidatevi sempre a dei professionsti e/o assicuratevi sempre di aver compreso pienamente il funzionamento, le implicazioni e i rischi di ciascun prodotto finanziario prima di investirvi del denaro.L'autore non è inoltre collegato ad alcuna società emittente di prodotti di investimento.
Franco Buffoni"Invettive e distopie"Interlinea Edizionihttps://interlinea.comPordenoneleggeVenerdì 15 settembre 2023, ore 18:00Poetica e criticaPordenone | La Libreria della Poesia, Palazzo GregorisCon Franco Buffoni e Italo Testa. Presenta Tommaso Di DioDi che cosa parliamo quando parliamo di verità? Di una verità di fatto, di un'evidenza da salvaguardare, oppure di una verità ancora da svelare? Italo Testa nel suo Autorizzare la speranza indaga sulle forme e sulla capacità della parola attuale di rapportarsi alla realtà e al futuro. Franco Buffoni, nelle sue Invettive e distopie, riesce a "tradurci" in spazi e tempi passati e presenti, nella speranza che la trasformazione della morfologia umana, la clonazione e la criogenizzazione non giungano a riabilitare l'eugenetica e a liquidare lo stato di diritto.Babel Festival, BellinzonaDomenica 17 settembre 2023, ore 10:00La poesia è un'isola. Leta Semadeni (Gran premio svizzero di letteratura 2023), Ailbhe Ní Ghearbhuigh e Francesco Ottonello sono poeti delle isole. Isole geografiche e linguistiche. Tra romancio, gaelico e sardo, e la lingua della poesia che, come l'ha definita Derek Walcott, “è un'isola che si stacca dalla terraferma”.Ad accompagnarci nel viaggio, il poeta e traduttore Franco Buffoni.Qual è l'esperienza della lettura nella nostra società tra invettive e distopie, guerre e sovranismo, censure e reticenze, omofobia e stato di diritto? Dalla Ferrara degli Estensi all'Inghilterra di Huxley e Orwell, Franco Buffoni propone un personalissimo viaggio nella letteratura e nella cultura perché «il nostro Paese ha bisogno come il pane di una normalizzazione delle reazioni emotive di fronte alla non univocità del desiderio amoroso». Così gli scrittori, da Dante a Pasolini, aiutano nella ricerca del senso profondo non soltanto di un libro ma di un'intera esistenza.Franco Buffoni, nato a Gallarate nel 1948, vive a Roma. ha pubblicato le raccolte di poesia Suora carmelitana (Guanda, Parma 1997, 20192), Il profilo del Rosa (Mondadori, Milano 2000), Theios (Interlinea, Novara 2001), Guerra (Mondadori, Milano 2005), Noi e loro (Donzelli, Roma 2008), Roma (Guanda, Parma 2009), Jucci (Mondadori, Milano 2014), O Germania (Interlinea, Novara 20152), Avrei fatto la fine di Turing (Donzelli, Roma 2015), La linea del cielo (Garzanti, Milano 2018). L'Oscar Poesie 1975-2012 (Mondadori, Milano 2012) raccoglie la sua opera poetica.Per Marcos y Marcos Franco Buffoni dirige il semestrale “Testo a fronte” e ha tradotto Una piccola tabaccheria. Quaderno di traduzioni, 2012. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). È autore dei romanzi Più luce, padre (Sossella, Roma 2006), Zamel (Marcos y Marcos, Milano 2009), Il servo di Byron (Fazi, Roma 2012), La casa di via Palestro (Marcos y Marcos, Milano 2014), Due pub tre poeti e un desiderio (Marcos y Marcos, Milano 2019), Silvia è un anagramma (Marcos y Marcos, Milano 2020). Con Interlinea ha pubblicato anche Con il testo a fronte. Indagine sul tradurre e l'essere tradotti (2016) e Gli strumenti della poesia. Manuale e diario di poetica (2020)https://francobuffoni.comIL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Aspettative, dubbi, gioie e difficoltà dei primi giorni di viaggio nella nostra inesplorata vanlife.
Dopo aver calcato i campi di quasi tutta Italia, l'attaccante cresciuto nel club bergamasco fa un bilancio della sua carriera.
Loretta Napoleoni, classe 1955, è famosa in tutto il mondo come economista, esperta dei sistemi attraverso cui il terrorismo si finanzia. Da ragazzina, però, sognava di fare la scrittrice di romanzi. Lo ha sognato fino al giorno in cui un primo tradimento finanziario ha cambiato il corso della sua vita. Quando lei ha 10 anni, il socio di suo padre, imprenditore edile, scappa in Libano con la cassa e la sua famiglia si ritrova povera improvvisamente. «Da quel momento ho percepito il denaro come una cosa sporca». E così, quando grazie ai suoi studi e alla sua bravura inizia a lavorare in Borsa e a guadagnare benissimo, delega la parte finanziaria a suo marito, ingegnere petrolifero, che guadagna ancora più di lei. «Le persone intellettuali, di cultura, non maneggiano il denaro, mi dicevo…». Quando Loretta sposa il secondo marito, replica lo stesso schema: gli delega totalmente la parte finanziaria. Per 25 anni di matrimonio conduce una vita agiata, senza risparmiare nulla. Tutto cambia un giorno di gennaio del 2019 in cui scopre che lui, trader di professione, ha perso tutto in affari sbagliati. «In realtà per me è stata una liberazione perché a quel punto ho capito che io e nessun altro doveva prendere in mano la situazione. Ed è stata una cosa incredibile. Perché ho risolto tutto nel giro di sette mesi. L'ho fatto, lo potevo fare. Avrei dovuto farlo tanti anni fa, nel senso che io ero più brava di lui. Oggi gestisco i miei soldi da sola». --- Send in a voice message: https://podcasters.spotify.com/pod/show/rame-platform/message
Prima parte dell'intervista a Maurizio Parenzan, manager di una multinazionale farmaceutica e YouTuber Con Maurizio tocchiamo tantissimi temi davvero interessanti: l'impatto che la scelta del luogo in cui viviamo può avere sulla nostra carriera l'importanza di scegliere ambienti in cui imparare e con "marche note" all'inizio della nostra carriera il vantaggio di aver fatto il lavoro di chi "subisce" il nostro lavoro per meglio relazionarci e comprendere le complessità dei nostri colleghi la differenza tra il lavoro in headquarter e in filiale un modo creativo per fare esperienze all'estero il vantaggio di avere profili versatili e molto altro! Trovi show notes e link discussi su https://it.officeofcards.com/podcasts Scopri la Newsletter di Office of Cards! Segui il canale YouTube di Office of Cards! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quando ho scelto di cambiare il mio stile genitoriale, abbracciando il respectful parenting, sono partita in quarta. Pensavo che con la buona volontà e qualche libro, tutto sarebbe andato per il verso giusto. Ero convinta che il cambiamento in questione avrebbe portato un miglioramento immediato nella mia famiglia. Poi, però, sono rimasta delusa. Come mai continuavo a scontrarmi con tanti ostacoli? Dovevo continuare su questa strada o abbandonare il desiderio di educare i miei figli in maniera diversa? Mi sono resa conto che per cambiare lo stile genitoriale mi serviva qualche informazione (e supporto) in più, che non si trovava necessariamente nei libri di respectful parenting. Premi play per scoprire 3 cose che avrei voluto sapere prima di avviarmi nel mio percorso di cambiamento. ***Lo sponsor di questo episodio è Nosiboo Go. Con il codice "pinguino" ottieni fino al 10 dicembre 2022 il 20% di sconto su questo utilissimo prodotto. Fai clic qui per acquistarlo: https://amzn.to/3fYxmAe *** MSH Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero MSH Instagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/ MSH Blog:
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Tu come hai vissuto la tua adolescenza? Senti di aver avuto persone che hanno supportato il tuo percorso di crescita? Gli adolescenti sono il nostro futuro. Sono future madri, futuri padri, futuri professionisti. E quanto prima riescono a conoscersi, esplorarsi e credere in loro stessi, quanto più avranno la possibilità di essere adulti realizzati, con una missione, in grado di vivere in maniera equilibrata e senza la paura di sentirsi una "voce fuori dal coro". Nell'episodio 57 del podcast Healthy Busy Life, ho intervistato Chiara Granzi, una delle mie studentesse di Habits & Mind Evolution Academy nonché Teen Coach. Chiara ha dedicato la sua carriera agli adolescenti - è da anni insegnante di scuole superiori ed ha deciso di portare la sua missione di supportare adolescenti nella loro crescita ed evoluzione al livello successivo certificandosi come coach. In questo episodio parliamo dei conflitti che i giovani d'oggi attraversano, di come spesso si sentano incompresi e di come, basti veramente poco, per lasciare loro la libertà di esplorare e scegliere la persona che vogliono essere. Per conoscere meglio Chiara clicca qui -> www.istagram.com/clairefrontiere
33 consigli che avrei voluto ricevere da giovane
Luca Discacciati mi ha chiesto quello che avrei voluto sapere a 20 anni, ma che nessuno mi ha detto. Ecco quindi quali sono i 3 consigli che mi sarei dato al me stesso di 20 anni per avere successo:11:30 1) Le ore non sono tutte uguali: ci sono ore da 10, 100, 1000 €, ed è la loro programmazione a fare la differenza nella tua direzione di crescita. Chi raggiunge obiettivi importanti e riesce a ottenere di più da se stesso è colui che ha individuato le ore da 1000 € e ha investito lì tempo, sforzi ed energie. 19:20 2) La mia vita sarà migliore quando io sarò migliore. Questa frase mi ricorda di considerarmi causa di ciò che nella mia vita non sta funzionando. Dare la colpa agli altri è la grande tentazione che abbiamo di fronte a ciò che non va come vorremmo. Quindi chiediti: cosa puoi fare, a partire da oggi, per migliorare la tua vita senza dare la colpa agli altri, ma assumendoti la piena responsabilità di ciò che non sta andando come vorresti? 28:30 3) Scopri la quarta variabile per la felicità. In ogni fase della nostra vita, da giovani, adulti e poi anziani, tendiamo a ricercare la felicità su un gioco a tre variabili: il tempo il denaro e la salute. Il punto è che non puoi mai averle tutte e tre contemporaneamente. La buona notizia è che c'è una quarta variabile: il valore. Più tu ti adoperi per distribuire valore alle persone, più la tua vita acquisisce un senso più profondo e importante, e ti avvicinerai così alla felicità: più dai più hai.