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EL MIRADOR
EL MIRADOR T06C197 A bombo y platillo. V Ciclo de conciertos. " De mar, puerto y bandas" (12/06/2026)

EL MIRADOR

Play Episode Listen Later Jun 12, 2026 5:44


La banda, que cuenta actualmente con una plantilla de unos 50 miembros, participará en esta iniciativa de la Federación de Bandas y la Autoridad Portuaria para dar la bienvenida a los viajeros que llegan al puerto. El evento, que comenzará sobre las 10:00 con un pasacalles previo, consistirá en un concierto de una hora dividido en tres bloques: uno de bandas sonoras conocidas, otro de patrimonio local con piezas como "Suspiros de España", y un tercer bloque dedicado a lucir secciones de la banda como los trombones, trompetas o la batería. Con el objetivo de que los cruceristas se sientan identificados y acogidos, la agrupación también interpretará temas de compositores de la nacionalidad de los visitantes, cerrando así una de sus últimas actividades antes de su participación en el Festival del Cante de las Minas en julio.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#157- Figure Chiave del Flamenco: Vicente Escudero - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Jun 11, 2026 23:27 Transcription Available


Inauguriamo una rubrica, “Le figure Chiave del Flamenco”, e parliamo di Vicente Escudero, un bailaor fondamentale nella storia del flamenco. Nasce a Valladolid, in Castiglia, nel 1888 lontano dalla cultura del flamenco. Fin da bambino aveva una passione smodata per il baile flamenco, il padre era calzolaio ed era disperato perché Vicente rompeva tutte le scarpe ballando. Qualunque scusa era buona per lui per ballare e soprattutto per creare ritmo. Batteva i piedi sulle bocche dei tombini di ghisa, e ognuna aveva un suono differente e questo lo affascinava tantissimo. Il padre lo inviò ad imparare un mestiere in una tipografia, ma Vicente era più interessato a creare ritmi sulle macchine da stampa che ad imparare ad usarle. Nella sua vita i suoni metallici e delle macchine furono un amore costante. L'approccio al flamenco è totalmente autodidatta, e volle capire la logica profonda del flamenco per cui visse anche per un periodo a Granada, al Sacromonte. Ai cafés cantantes era felice di ascoltare i bravissimi musicisti che ci lavoravano, ma non venne accolto nell'ambiente flamenco perché faceva cose e suoni molto particolari, e i musicisti non si trovavano bene con lui. Incontro fondamentale fu con colui che definì e riconobbe per tutta la vita come il suo maestro, Antonio de Bilbao, al Café de las Columnas di Bilbao. Nel 1908/1909 fugge a Lisbona per evitare di fare il servizio militare, e da lì va a Parigi. A Montmartre vive fra gli artisti delle avanguardie, e diventò amico di tutti gli intellettuali, nonostante non avesse lui stesso una istruzione, scriveva molto male, ma aveva una intelligenza molto acuta e brillante. Veniva molto affascinato da questi artisti, soprattutto pittori, che avevano tanto desiderio di eliminare ciò che non era essenziale. A Vicente interessavano linee rette, geometriche, senza spazio per strizzare l'occhio al pubblico, a differenza di ciò che si faceva all'epoca nei cafés cantantes. Parigi lo consacra come artista flamenco riconosciuto, in America viene considerato come il miglior ballerino del mondo, Manuel de Falla lo contratta per mettere in scena El Amor Brujo a Parigi con Antonia Mercé La Argentina. Ma la Spagna lo riconosce finalmente come ballerino molto tardi, nel 1930, all'età di 42 anni! E comunque il pubblico spagnolo intellettuale lo capiva ma il largo pubblico no. Fin da bambino era affascinato dai suoni meccanici e in un esempio di lotta fra l'uomo e la macchina, danzò con due motori elettrici nascosti dietro le quinte del teatro, circa trent'anni prima che John Cage rendesse celebre il concetto di musica concreta, e che facesse queste opere di rottura, come “4'33””, in cui per 4 minuti e 33 secondi il pianista chiude il pianoforte e la musica diventa i rumori ambientali. L'interesse di Vicente Escudero per il suono lo portò a cercare suoni nel silenzio, fatti con le unghie, con le mani, si costruì nacchere di metallo per aver suoni nuovi. Per primo ebbe il coraggio di ballare por Seguiriya, che era considerato il tempio del cante e che Escudero stesso diceva di ballare senza respirare per non profanare il tempio. Ma da allora in poi divenne possibile ballare por Seguiriya, e la cosa è molto importante: il flamenco non accetta le innovazioni con facilità. Il suo lavoro sulla Seguiriya era anche molto teatrale, nella penombra, con cantaor e chitarrista illuminati in controluce, il bailaor al centro come se fosse la rappresentazione stessa della musica. Ebbe persino un passaggio in cui provò a cantare, con scarso risultato, e anche a dipingere e disegnare, per sperimentare tutto. Di lui restano poche testimonianze in video, soprattutto di quando era già anziano, e irrigidito dall'età e anche da una malattia degenerativa. La cosa più importante del suo lascito è il Decálogo del buen Bailarín, pubblicato nel 1951 a Barcellona, frutto delle sue riflessioni sul baile durate tutta la sua vita professionale. Stabilì 10 regole del baile maschile. Perché solo maschile? Secondo lui la donna, sempre ammesso che abbia profondità e capacità, è sempre bella, ma l'uomo che balla spesso è effeminato, ridondante e troppo ornamentato nei cafés cantantes. La Spagna di quell'epoca aveva in mente una netta distinzione fra i sessi. I principi del decalogo sono: bailar en hombre, senza essere effeminati, sobrietà senza eccessi e passi acrobatici da circo, e il movimento non è solo nel viso ma in tutto il corpo, soprattutto nelle gambe, girare i polsi con le dita unite (se no, se le dita anarchicamente vanno per conto loro sono movimenti da donna), fianchi fermi e verticali, bailar tranquillo e sereno senza correre, mantenendo un'armonia fra piedi, braccia e testa (con il naso fermo e tutto sincronizzato), un'estetica senza mistificazioni, ballare con abiti tradizionali e sobri, senza colori strani, aver varietà di suoni senza fare ricorso a strumenti che amplifichino il suono (forse non usava i chiodi). Difficilmente un bailaor applicava tutti questi punti, neppure Vicente stesso. Rispetto alle avanguardie artistiche, il decalogo arriva tardi, nel 1951. Il corpo si evolve sempre più lentamente rispetto alle avanguardie artistiche, e ha bisogno di più tempo: il pittore può cambiare pennello o colori, e infatti in tutte le avanguardie artistiche si parte sempre dalle arti figurative. Nella sua vita privata fu bohémien, visse con una ballerina flamenca cubana, Carmita García, e quando Carmita morì visse con la bailaora catalana María Márquez a Barcellona, con cui creò una piccola accademia di danza. La sua ultima esibizione come ballerino è del 1969 a 81 anni a Madrid. La sua importanza è di aver portato le avanguardie artistiche europee, cubismo, espressionismo, dadaismo, futurismo nel baile flamenco, senza scopiazzare i balletti russi o la danza moderna, creando un flamenco filosofico, che dialoga con Picasso, con Duchamp, mostrando che il flamenco può essere un sistema estetico con una teoria filosofica. Il suo “Mi Baile” uscito nel 1947 è un testo autobiografico e fu il primo testo del genere scritto da un bailaor. È stato molto studiato da Victoria Cavia Naya, che ha pubblicato nel 2002 per l'Università di Valladolid “Vicente Escudero baile y Vanguardia”, un ottimo studio su questo personaggio. Escudero sostituisce i braceos rotondi con linee rette essenziali, studia lo spazio scenico, cosa nuova nel flamenco, identifica il movimento fisico con l'emozione, in linea con l'espressionismo. Il Decalogo non è una gabbia ma una struttura che possa permettere al flamenco di durare senza snaturarsi. È interessante che un non gitano, non andaluso, autodidatta, riconosciuto più all'estero che in Spagna, parta da Parigi per fare un'operazione del genere! La sua figura ricorda tantissimo Israel Galván, che infatti nei suoi bailes fa un sacco di citazioni fisiche di Vicente. Il punto di vista è lo stesso: il baile come pensiero, come concetto, come filosofia. Le epoche storiche sono molto diverse, Galván nasce quasi un secolo dopo, nel 1973, destruttura il corpo del bailaor, rendendolo grottesco, animalesco, mentre Escudero vuole salvare la virilità sobria del baile maschile dalle frivolezze superficiali dei cafés cantantes. Sono ambedue stati molto radicali e probabilmente sono stati apprezzati più all'estero che in Spagna. Escudero ha segnato un prima e un dopo. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano e Lyrical Arab Dance.Mi ha sempre affascinata Vicente Escudero con la sua esigenza di dare regole precise. All'inizio ho visto più il suo aspetto sessista, ma oggi non c'è più questa grossa distinzione fra i sessi ballando. Ricordo che quando ho iniziato io gli insegnanti correggevano gli allievi maschi dicendo di non muovere le dita o di non alzare troppo le braccia. Ogni elemento ha portato un regalo che ha determinato il cammino dello sviluppo del flamenco. Se vogliamo capirlo, dobbiamo rispettarne tutti gli aspetti.  

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#156- La Serrana - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Jun 6, 2026 48:08 Transcription Available


Prima di tutto ti consiglio di ascoltare l'episodio precedente, il 155, dedicato alla Liviana, il cante che introduce la Serrana. Sono cantes che si muovono sulla modalità flamenca, si accompagnano por arriba e lavorano sul ritmo di siguiriya. La Serrana ha una melodia molto particolare: ricca di ornamentazioni, lunga, complicata e con una estensione vocale poco comune. Forse proprio questa difficoltà tecnica spiega perché non tutti i cantaores la abbiano in repertorio. Se conosci il flamenco sentirai echi di Siguiriya, Liviana, Caña e Polo. Secondo Faustino Núñez e il suo sito flamencopolis la Serrana potrebbe essere una Caña o un Polo adattati al ritmo di siguiriya. Caña e Polo sono palos antichi, con letras lunghe, spezzate in due parti e intervallate da vocalizzi che ritroviamo anche nella Serrana. Usano però il compás di Soleá, mentre la Serrana lavora sulla siguiriya. In passato questi cantes appartenevano alla stessa famiglia: al Concorso de Cante Jondo di Granada del 1922 venivano infatti raggruppati insieme. Dal punto di vista metrico, la Serrana usa versi di 7, 5, 7 e 5 sillabe, come la seguidilla castigliana, diversa dalla tradizione flamenca degli ottosillabi. Le tematiche parlano di sierra, mulattieri, animali da soma, contrabbando, guardie, carcere e personaggi ai margini della legalità. Il linguaggio è castigliano puro, privo di influenze gitane. Tra i personaggi citati nelle letras compare José María Hinojosa Corbacho, El Tempranillo, bandito romantico vissuto fra 1805 e 1833, una sorta di Robin Hood andaluso legato alle terre di Ronda e Sierra Morena. Le prime testimonianze scritte parlano di seguidillas serranas già nella prima metà dell'Ottocento. Sappiamo che El Planeta e Juan de Dios le cantavano e che Estébanez Calderón le cita nel 1847. Probabilmente il palo stava prendendo forma proprio in quel periodo. Verso il 1860 diventa fondamentale Silverio Franconetti, che codificò la sequenza Liviana–Serrana–Cambio e contribuì alla diffusione del cante. Attraverso la sua influenza la Serrana arrivò a numerosi cantaores, da Antonio Chacón a La Parrala, fino ad Antonio Rengel. La prima registrazione conosciuta è del 1898, su cilindro di cera, con Paco el de Montilla. Ascolteremo anche Antonio Pozo El Mochuelo e una versione di Estrellita Castro, segno del successo che la Serrana ebbe anche fuori dall'ambiente strettamente flamenco. Dal 1975 esiste a Prado del Rey il Concurso Nacional del Cante por Serrana. Ancora oggi la tradizione prevede Liviana, Serrana e remate finale, spesso por abandolao. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985, e insegno baile flamenco e Lyrical Arab Dance dal 1990. Il cante por Serrana mi coinvolge profondamente: mi rende felice ballarlo e andare verso la terra, ricordando le terre della zona di Ronda.  

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#154- Los Caracoles - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 28, 2026 45:22 Transcription Available


Los Caracoles sono un palo della famiglia delle cantiñas (regione di Cadice), in modalità maggiore e ritmo di amalgama in 12 tempi.Ti consiglio di ascoltare prima gli episodi 152 e 153 dedicati alle cantiñas. È la cantiña più barocca, influenzata dal fatto che il flamenco a fine Ottocento si sia trasferito in massa a Madrid per spettacolarizzarlo: nei caffè dell'epoca gli stili più profondi erano intervallati a stili più brillanti e allegri, e Caracoles era perfetto. Ascoltiamo subito Naranjito de Triana con la chitarra di Rafael Riqueni.L'atmosfera è caratterizzata dalla chitarra in Do maggiore, che crea un clima più brillante ed energetico rispetto al Mi o al La usati nelle altre cantiñas. Ma il flamenco non è prevedibile: finché non compare il cante non possiamo essere certi al 100% di essere in Caracoles. Ascoltiamo un'introduzione in Do maggiore che poi corrisponde invece a un Mirabrás cantato da Rafael Romero el Gallina. Lavorando sul Do maggiore, se il cantaor non ha una voce super intonata non può scappare in imperfezioni espressive, come sarebbe più possibile in La o in Mi.Caracoles ha una letra molto lunga, metrica variegata e struttura complicatissima, che permette di ripetere più volte versi o parole. I testi parlano di vita urbana, personaggi del mercato e pregones (i canti del mercato) di fine Ottocento e inizio Novecento a Madrid. Nasce a Cadice ma si sviluppa a Madrid, cristallizzando quell'ambiente, quindi difficilmente si potrebbe modernizzarlo.Esploriamo la letra: "Como reluce la gran Calle de Alcalá cuando suben y bajan los andaluces" (come risplende la gran via di Alcalá quando salgono e scendono gli andalusi tra Andalusia e Madrid). Anticamente la strofa parlava di Santa Cruz de Mudela (Ciudad Real), dove c'era lo scambio ferroviario per prendere il treno per Madrid.Ascoltiamo Pericón de Cádiz con Perico el del Lunar (chitarrista chiave per questo palo). La prima parte è un'introduzione con una melodia complessa, subito ripetuta. Nella strofa c'è poi un passaggio più cupo in modalità flamenca, che ascoltiamo da Chano Lobato, ma poi si torna alla modalità maggiore. Si parla di tre importanti toreri dell'epoca, Curro Cuchares, El Tato e Juan León, per richiamare l'attenzione del pubblico madrileno. Il finale può essere il pregón "Caracoles, caracoles", oppure la letra: "Eres bonita, el conocimiento la pasión me quita, te quiero yo más que a la mare que me parió" (sei bella e la passione mi toglie la ragione, ti amo più di mia madre), che detta da un andaluso ha un peso enorme. Alla fine il chitarrista torna un momento alla modalità flamenca per chiudere il cerchio.La letra è barocca, piena di melismi e ornamentazioni. Richiede un'estensione vocale non comune: normalmente il flamenco si svolge su un'ottava o un'ottava e mezza adatta a qualunque voce, mentre qui servono una voce speciale e un cantaor preparato. Questo stile vicino a cose più serie come la malagueña o la granaína ha suscitato pareri discordanti negli aficionados, che lo sentono troppo operistico e influenzato dalla zarzuela, il che è storicamente vero, anche per il lessico più forbito.Il nome viene dalla melodia perduta La Caracolera, di cui si conserva il testo di Manuel Sanz del 1845 su El Genio de Andalucía: "¡Caracoles! ¡Caracoles! hermano ¿qué ise osté? que son mis ojos dos soles, vamos viviendo chorré" (andiamo vivendo alla giornata, arrangiandosi senza pensieri). Il creatore del cante fu Tío José el Granaino, banderillero che, perso il lavoro nella tauromachia, si buttò nel canto per vivere; questo spiega i toreri nelle letras! Probabilmente conosceva la melodia per tradizione orale.Caracoles ha un'origine teatrale nella zarzuela del 1843 "Jeroma la Castañera" di Soriano Fuertes, di cui resta il testo sulla venditrice di castagne: "Aunque venda castañas asaas... soy la reina para mi querío...". Chi conosce i Caracoles ci ritrova la famosa letra con tipiche parole popolari andaluse. Questa musica preflamenca era una tonadilla orchestrale, da cui viene il tassello del cante por caracoles come pregón di vita quotidiana. Altri cantaores poi lo copiarono da Tío José el Granaino e lo diffusero.La svolta fu di Antonio Chacón (classe 1869), che sistemò il cante appoggiandosi su altre cantiñas, rendendo il ritmo più pausato e trasformandolo in qualcosa da ascolto e non solo da baile. Chacón "madridizzò" i versi, sostituendo Santa Cruz de Mudela con la Calle de Alcalá. Nel 1928 incise due Caracoles, con Ramón Montoya e con Perico el del Lunar.Ci sono però antecedenti storici: nel 1922 El Mochuelo cantò un brano già Caracoles (chiamato nel disco "Alegría Como Reluce") e nel 1923 Manuel Pavón registrò "Como Reluce" con Montoya (brani recuperati dalla Sociedad de Pizarras).Nato per il baile, si evolve in cante da ascolto con Chacón. Il baile por Caracoles fu inventato da Romero el Tito (nipote di Tío José), che ne stabilì il codice: rispetto alle alegrías è più lento, meno aggressivo, senza obbligo di finale in bulería, silencio o castellana.Essendo un cante arzigogolato, il baile (soprattutto femminile) usa mantón, ventaglio e bata de cola.La prima fu La Macarrona: nel disco del 1922 El Mochuelo la incita con i jaleos. Su YouTube guarda Milagros Menjíbar e, per il baile maschile, Manuel Liñán (anche se con un'energia più esplosiva simile a un'alegría).Altro punto importante è la registrazione del Niño de Almadén con Perico el del Lunar nell'Antología del Cante Flamenco del 1954 (Hispavox), una Bibbia per il flamenco. Perico era stato chitarrista di Chacón e ne custodiva la memoria storica. Molti cantaores lo hanno fatto proprio, come Chocolate, Fosforito e José Menese, ma altri non lo hanno in repertorio.Antonio Mairena lo considerava poco flamenco e troppo barocco, adatto a chi non conosceva bene questo mondo. Ma a Londra la sua esecuzione ricevette un'ovazione di 15 minuti. Forse aveva ragione Quiñones: non tutti i palos devono esplorare le profondità dell'animo, Caracoles esprime semplicemente la gioia di vivere e la serenità. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e musiche del mondo arabo dal 1985, insegno baile flamenco e Lyrical Arab Dance (un lavoro sull'espressione delle emozioni) dal 1990 a Milano. La letra por caracoles è impegnativa per il bailaor, che deve conoscere benissimo il cante perché il cantaor può fare pause di respiro quando e dove vuole. Per ballare è obbligatorio conoscere il cante, d'altronde se non ti piace alla follia perché dovresti ballare flamenco? Nel baile por caracoles si esplora lo spazio come energia aerea: si può ballare in due metri quadrati, ma l'ampiezza e la gestione dello spazio sono tipici di questo stile.

EL MIRADOR
EL MIRADOR T06C183 La Unión aprueba un presupuesto de 16 millones de euros destinado a inversiones y seguridad ciudadana (25/05/2026)

EL MIRADOR

Play Episode Listen Later May 25, 2026 10:49


El alcalde de La Unión, Joaquín Zapata, ha anunciado la aprobación de los nuevos presupuestos municipales, que ascienden a 16 millones de euros frente a los 13 millones de ejercicios anteriores. Este incremento, logrado mediante una gestión optimizada sin aumentar las tasas ni los impuestos a los vecinos, permitirá alcanzar los 7 millones de euros en inversiones durante la legislatura. Entre las actuaciones más destacadas se encuentra la remodelación integral del antiguo Mercado Público, con una inversión cercana a los 5 millones de euros, y un plan de asfalto y seguridad vial valorado en más de 2 millones de euros.Además de las mejoras en infraestructuras y la musealización del mercado para albergar el Museo del Cante de las Minas, el presupuesto refuerza la seguridad ciudadana ante la reducción de efectivos de la Guardia Civil. El consistorio prevé incrementar la plantilla de la Policía Local hasta los 39 efectivos y adquirir nuevos medios materiales, como cámaras de vigilancia asistidas por inteligencia artificial. Paralelamente, el gobierno local mantiene sus reivindicaciones para la regeneración de la Bahía de Portmán y celebra la expansión internacional del Festival del Cante de las Minas en sedes como Marsella y Roma.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#153- La Famiglia delle Cantiñas (seconda parte) - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 23, 2026 26:07 Transcription Available


Continuiamo a parlare delle Cantiñas, i cantes legati a Cádiz. Se non ci sei mai stato ti posso raccontare come sia Cádiz, ricorda un po' la situazione di Venezia: Cádiz è su un'isola, la Isla de Cádiz, congiunta con l'isola su cui sorge San Fernando, la Isla de León, con una lingua di sabbia circondata da spiagge bellissime, separata dal caño di Sancti Petri. All'entrata di Cádice dalla parte di San Fernando c'è la Cortadura, la muraglia difensiva costruita nel 1801 per difendersi dai francesi, di cui si racconta nelle strofe flamenche. Parlare di flamenco ci obbliga a parlare della storia dell'Andalusia! Dall'altro lato della città, verso nord, un ponte la collega a Puerto Real e alla baia, la famosa bahía di cui si parla nelle letras, e da lì si arriva a Puerto de Santa María. A sud si trova Chiclana. Tutte zone importanti per il flamenco. La luce è particolare, arriva da tutti i lati e molto blu. Ci sono acquitrini, saline, il porto sull'Atlantico, merci dall'Africa, dalle Americhe, gli schiavi, i viaggi per e dai Caraibi. La gente era povera, ma ricca di stimoli culturali molto vari. Quando le armate napoleoniche invasero la Spagna a inizi 800, la morfologia della città diede a Cádice il vantaggio di essere abbastanza inespugnabile e i soldati di diverse regioni confluirono nella zona mescolando le loro culture, anche musicali. Arrivarono le Jotas del nord, in particolare la Jota Aragonesa: un canto ternario, in scala maggiore, allegro e solare che la gente del luogo imparò. La melodia non ha nulla a che vedere con le cantiñas, ma l'atmosfera delle jotas contribuì a formare il terreno su cui si evolsero. Le strofe di Mirabras raccontano di ribellione e liberalismo. Il fatto che questi palos si cantino a velocità sostenuta ha a che fare con l'energia, la solarità e l'ironia tipiche della zona. Le Jotas sono una radice delle cantiñas ma non l'unica. Ecco le altre: i juguetillos, piccole composizioni veloci, semplici e ternarie del repertorio delle tonadillas — frasi buffe, testi ironici, che si cantano come aggiunta alla letra senza nulla a che vedere con il suo tema. I fandangos de Cádiz non esistono più ma si sono disciolti nelle cantiñas; pregones, inni e romances sono confluiti anch'essi. Ci sono poi cantiñas antiche che hanno dato origine a quelle di oggi: la Contrabandista, diffusa nella zona intorno a Gibilterra, zona di contrabbando fra l'Africa e la sierra, di cui ascoltiamo un esempio cantato da Camarón de la Isla. La letra tradizionale dice: "Yo soy la contrabandista / que meto tanto ruío / y cuando voy con mi marío / al Peñón de Gibraltar / si me tiran al resguardo / o me meto en el zipizape / tiro mi jaca al escape / y me voy por donde he venío." Altri cantes che diedero origine alle cantiñas vennero dalla famiglia Bochoque, gitani di Sanlúcar de Barrameda: la cantiña de las Mirris e la cantiña de la Rosa. El Tío Frasco Bochoque, nato all'inizio dell'800, diede probabilmente i semi del Mirabras; la Tía María la Mica, sua parente, creò probabilmente la cantiña de las Mirris. Le stesse Mirris erano sorelle o cugine della Mica, e ogni giorno andavano da Sanlúcar al Puerto de Santa María a portare vettovaglie ai loro uomini carcerati ai lavori forzati. Il cante de las Mirris fu tramandato da Ramón Medrano, macellaio di Sanlúcar cresciuto nel cante grazie alla nonna, la Bisca, che visse 104 anni e fu vera memoria storica del flamenco dalla metà dell'800. "Desde Sanlúcar al Puerto / hay un carril / que lo han hecho las Mirris / de ir y venir. / La Mirri chica y la Mirri grande / estaban hechas de azúcar cande. / ¿Qué es lo que suena? / Los presidiarios con sus cadenas." In mezzo all'immagine triste dei prigionieri, queste due bellissime sorelle — donne di spettacolo. La poesia del flamenco! Ascoltiamo anche Chano Lobato por cantiña de las Mirris, con spirito molto artistico e personale. La cantiña de la Rosa viene dalla stessa famiglia: José Vargas Serrano Bochoque, nipote del Tío Frasco, la creò probabilmente. "Ayudarme caballeros a dibujar esta rosa / que tengo luto y no puedo dibujarla tan hermosa." La letra sopravvisse grazie a Ramón Medrano e a Félix Serrano Medrano, altra memoria storica del flamenco. Ascoltiamo Enrique Morente accompagnato da Sabicas por cantiña de la Rosa. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, e dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance. Ho una passione sconfinata per il flamenco: d'altra parte chi me lo avrebbe fatto fare di mettere in piedi questo podcast così variegato? Solo attraverso l'insegnamento non potrei diffondere così questa cultura. Grazie di ascoltare questi podcast. Io mi impegno il più possibile ma senza di te il mio lavoro sarebbe inutile e molto noioso. 

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#152- La famiglia delle Cantiñas (prima parte) - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 21, 2026 22:51 Transcription Available


Le cantiñas sono un argomento grosso quindi lo tratterò in due parti.Il termine indica due cose: un palo a sé stante che si chiama proprio cantiña, e la famiglia di palos che hanno fra loro elementi in comune e alcune differenze. Cantiña, Alegrías de Cadiz, Alegrías de Córdoba, Mirabras, Caracoles, Romera, cantiña del Pinini (in realtà ce ne sono altre personali, ma questa è molto interessante). E altre più antiche che diedero i natali alle cantiña di oggi, delle quali ti parlerò nella seconda parte del podcast: cantiña de las Mirris, de la Contrabandista e de la Rosa.Sulle singole cantiñas farò episodi specifici in futuro.La cantiña più diffusa sono las Alegrías de Cadiz, un'energia fortissima, esplosiva, che rimane in mente anche a chi non conosce nulla del flamenco. E' nel repertorio di tutti i bailaores.Partiamo dall'ascolto della cantiña in quanto tale, cantata da Jeromo Segura. La frase ritmica è in 12 tempi con un compas di amalgama e la modalità musicale di riferimento è centralmente il maggiore. Nella Cantiña non c'è bisogno che ad un compas corrisponda un verso mentre nell'Alegría de Cadiz ad un verso corrisponde una frase ritmica, quindi c'è più energia ma meno libertà interpretativa da parte del cantaor.Ascoltiamo un esempio di Alegría de Cadiz cantata da Chano Lobato, figura emblematica del cante di Cadiz, che lavorò con tutti i più grandi artisti durante una carriera lunghissima: Chano cantò fino a tardissima età e collezionò un'esperienza impagabile in questo campo. Ti parlo di Alegría de Cadiz perché esiste anche la Alegría de Cordoba, che forse la flamencologia preferirebbe chiamare con più precisione Cantiña de Cordoba o cordobesa. Ha una melodia che slitta sulla modalità minore e si avvicina alla modalità flamenca. Ascoltiamo un esempio de El Seneca. Hanno origine dalla Alegría de Cadiz e all'inizio del 900 vengono trasportate a Cordoba ad opera di Onofre, che lavorava nel campo della tauromachia. I primi interpreti furono i suoi figli, gli Onofres. Ha una melodia diversa, sembra quasi una canzone, il cante è più lento e pausato, con atmosfera più tranquilla e sentimentale.Ascoltiamo un esempio di Alegría de Cadiz cantata da Chano Lobato per un confronto diretto. Ascoltiamo anche un cante por Caracoles cantato da El Chocolate e il Mirabras, cantato da Rosario Lopez, cantaora di Cadiz esperta sull'argomento Mirabras.Il Mirabras ha una parte politica e una di Pregon, i cantes del mercato a cui spesso il flamenco fa riferimento.Ascoltiamo una Cantiña del Pinini, cresciuta fuori da Cadice grazie al Pinini, che era di Lebrija, e dopo aver lavorato tanto tempo a Cadice nei mattatoi tornò nella sua terra natale e creò una cantiña personale. La ascoltiamo cantata da Fernanda de Utrera che oltre ad essere una cantaora fondamentale nella storia del flamenco era anche la nipote del Pinini, e certamente la Cantiña del Pinini era per lei storia familiare.Dopo questa carrellata di ascolti voglio parlare in generale delle cantiñas, delle loro caratteristiche. La frase ritmica sta in 12 tempi con una prima parte ternaria e una seconda parte binaria. La modalità musicale usata è principalmente maggiore, ma la tradizione orale si presta molto a modifiche, e il flamenco tipicamente fa passaggi in altre modalità. Lavora centralmente sulla zona di Cadice.Questi cantes nascono come ballabili e conservano una dimensione fisica, ludica, per poi evolversi in una direzione da ascolto. L'Alegría de Cadiz è l'unico dedicato centralmente alla città di Cadice, ha una energia molto incalzante e travolgente. La trovi nel repertorio di ogni bailaor, che può così mettere in mostra anche le sue capacità tecniche.Caratteristica di questo palo è che ad ogni compas corrisponde un verso del cante, cosa che la rende più incalzante e anche più semplice da cantare e da ascoltare.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, e dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance, un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo. Ho una passione sconfinata per il flamenco: d'altra parte chi me lo avrebbe fatto fare di mettere in piedi questo podcast così variegato? Solo attraverso l'insegnamento non potrei diffondere così questa cultura.Ti suggerisco di cercare la Magna Antología del cante flamenco, 20 vinili editi da Hispavox nel 1982, prodotta e diretta da José Blas Vega, ricercatore e flamencólogo con l'anima dell'appassionato: arrivò a registrare in prima persona dei cantes andando direttamente in casa dei cantaores, registrando anche persone non professioniste, che restano a testimonianza della storia del cante.E anche la serie della RTVE spagnola degli anni 70 Rito y Geografía del Cante. C'è una puntata dedicata ai cantes di Cadiz e de los Puertos che ti consiglio di ascoltare. Li trovi su youtube

Clube dos 52
Momentos de Glória. O que fazer no tribunal quando não se está armados? É fugir

Clube dos 52

Play Episode Listen Later May 15, 2026 4:57


Um homem fugiu do tribunal de Ponte de Sor por um simples motivo: estavam a "atazaná-lo" com crimes que não fez. Um paz de alma que cumpriu já duas penas. E foi o inglês a tramar os Bandidos do Cante?See omnystudio.com/listener for privacy information.

Termómetro
Momentos de Glória. O que fazer no tribunal quando não se está armados? É fugir

Termómetro

Play Episode Listen Later May 15, 2026 4:57


Um homem fugiu do tribunal de Ponte de Sor por um simples motivo: estavam a "atazaná-lo" com crimes que não fez. Um paz de alma que cumpriu já duas penas. E foi o inglês a tramar os Bandidos do Cante?See omnystudio.com/listener for privacy information.

Noticiário Nacional
2h Bandidos do Cante falham final da Eurovisão

Noticiário Nacional

Play Episode Listen Later May 13, 2026 6:52


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12 Points - le Podcast qui décrypte l'Eurovision
Eurovision 2026 - 1ère demi : Le Debrief

12 Points - le Podcast qui décrypte l'Eurovision

Play Episode Listen Later May 13, 2026 47:56


Quinze pays sur la ligne de départ, dix qualifiés et déjà les premières polémiques. Dans ce nouvel épisode de 12 Points, nous analysons à chaud les résultats de cette première demi-finale à la Stadhalle de Vienne.Au programme de ce debrief :Nos coups de cœur : Pourquoi la Croatie (Lelek) et la Grèce (Akylas) nous ont transportés.Le duel Thomas vs Vincent : L'Italie de Sal da Vinci divise l'équipe. Chef-d'œuvre ou erreur de parcours ? On s'écharpe en studio.Le scandale suédois : Tout le monde est d'accord, cette qualification est un vol pur et simple au détriment de propositions plus authentiques.Le mur des lamentations : Notre tristesse face à l'élimination du Portugal (Bandidos do Cante) et l'incompréhension de Thomas face au succès de la Serbie.Le doute belge : La Belgique passe en finale, mais à quel prix ? On se questionne sur la solidité du ticket.Climat de tension : Focus sur la qualification d'Israël dans une ambiance électrique, marquée par les slogans "Stop Genocide" scandés depuis la salle et clairement audibles à la télévision.Coup de gueule technique : Manque de moyens, manque d'envie, animation sans charisme et "Interval Acts" interminables... Cette édition 2026 sonne terriblement "cheap".Retrouvez notre analyse complète, nos théories pour la finale et notre déchiffrage des tendances (dont le grand retour des langues nationales) dans cet épisode sans langue de bois.Hébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.

Café com Tulipa
CT 3735 - Cante Louvores

Café com Tulipa

Play Episode Listen Later May 12, 2026 2:51


A Escritura nos convida a louvar ao Senhor de todo nosso coração, ela o faz muitas vezes e por diferentes razões. Louvar é reconhecer os incontáveis e incomparáveis benefícios que recebemos do Senhor e, também, anunciar o seu nome para aqueles que ainda não o conhecem. Louvar é, também, um dever, pois a gratidão é uma evidência de nossa devoção e compromisso com o nosso Deus e Salvador. Cante louvores!

Genlüd
VEJEN TIL ØSTRIG #4

Genlüd

Play Episode Listen Later May 12, 2026 38:54


Din yndlingspodcast om Eurovision Song Contest er tilbage!Vær med, når et veloplagt panel af Eurovision-eksperter lytter til og bedømmer årets 35 bidrag, der skal konkurrere i Wien i midt-maj.Vi garanterer, at det bliver en hyggelig episode med skarpe analyser, gamle anekdoter og kærlighed til verdens ældste musikkonkurrence, som i år fylder 70 år!I dag gennemgår vi:

Nuestro flamenco
Nuestro flamenco - Manuel Vallejo, 100 años de la Llave de Oro del Cante - 12/05/26

Nuestro flamenco

Play Episode Listen Later May 11, 2026 59:38


El especialista e investigador Manuel Cerrejón habla de los 100 años de la concesión de la Llave de Oro del Cante a Manuel Vallejo.Escuchar audio

Merci, Chérie - Der Eurovision Podcast
08.17 Eurovision is on Duty - Mit Satoshi, Felicia, Bandidos do Cante, Linda Lampenius & Pete Parkkonen, Tamara Živković, Essyla, Alicija & Lavina

Merci, Chérie - Der Eurovision Podcast

Play Episode Listen Later May 11, 2026 83:34


Alle in Wien! Sonja ist zu Simon, Alkis und Marco gestoßen und gemeinsam - am einem Tisch! - besprechen sie das Semifinale eins. Wer kommt weiter? Wer wackelt? Wer fliegt? Zu Gast: Satoshi, Felicia, Bandidos do Cante, Linda Lampenius & Pete Parkkonen, Tamara Živković, Essyla, Alicija & Lavina. Unsere Einschätzung nach den Proben und Sonjas Gespräche am Carpet findet ihr auf dem YouTube-Kanal von bleistiftrocker.de   Creators: Marco Schreuder & Alkis Vlassakakis & Sonja Riegel & Simon GraserMerci Chérie Online:www.MerciCherie.atFacebook: MerciCheriePodcastInstagram: mercicherie.atTikTok: @merci_cherie_podcastbluesky: @mercicherie.atBitte bewertet uns und schreibt Reviews, wo immer ihr uns hört.

Manhã com Bach - USP
Manhã com Bach #313: Ouça a música que aparece no mais famoso retrato de Bach

Manhã com Bach - USP

Play Episode Listen Later May 11, 2026 53:54


No mais famoso retrato de Johann Sebastian Bach - produzido pelo pintor alemão Elias Gottlob Haussmann (1695-1774) -, o compositor segura na mão direita uma partitura. Nela está escrito o Cânone Triplo a Seis Vozes (BWV 1076), que é exibido nesta edição de Manhã com Bach. O programa apresenta ainda outros sete cânones de Bach, além da cantata Man singet mit Freuden vom Sieg, "Cante-se com alegria pela vitória" (BWV 149). O retrato foi pintado por Haussmann em 1746 por encomenda de Bach. O compositor havia aceitado um convite para se filiar à Correspondierende Societät der musikalischen Wissenschaften (Sociedade Correspondente de Ciências Musicais), de Leipzig, dirigida pelo crítico de música alemão Lorenz Christoph Mizler. Para entrar nessa sociedade, havia a exigência de que cada novo membro fornecesse a ela um retrato de si mesmo. Em 1748, Haussmann produziu uma cópia do mesmo retrato. A obra original, de 1746, se encontra no Museu de História da Cidade de Leipzig, na Alemanha, desde 1913. Ela está danificada por restaurações malsucedidas e repinturas realizadas na segunda metade do século 19. Já a cópia feita em 1748, que está em ótimo estado, tem uma história curiosa. Após a morte de Bach, em 1750, o quadro foi herdado por um dos filhos do compositor, Carl Phillipp Emanuel Bach, que o repassou para o compositor alemão e ex-aluno de Bach Johann Christian Kittel. No início do século 19, o quadro foi adquirido por uma família de origem judaica, os Jenke, da cidade de Breslau, a atual Wrocklaw, na Polônia. Nos anos 30 do século 20, a família Jenke, fugindo do nazismo na Alemanha, se transferiu para a Inglaterra. Ali, para evitar que o quadro fosse destruído por bombardeios na Segunda Guerra Mundial, um descendente dos compradores da obra, Walter Jenke, entregou o quadro à família Gardiner, que possuía uma propriedade rural em Dorset, na costa do Canal da Mancha, onde a obra ficou guardada. Curiosamente, um dos membros da família Gardiner era um menino que se tornaria um dos maiores especialistas em Bach, o maestro inglês John Eliot Gardiner. Em 1952, um milionário de Princeton, nos Estados Unidos, chamado William Scheide, comprou o quadro num leilão. Quando Scheide morreu, em 2014, aos 100 anos de idade, a obra foi transferida dos Estados Unidos para o Museu Bach de Leipzig, onde se encontra hoje, conforme o milionário determinou no seu testamento. O tipo de música que aparece no retrato de Bach - o cânone - é uma composição contrapontística, ou seja, uma obra musical em que duas ou mais vozes se sobrepõem. Nele, uma voz principal é seguida pelas outras vozes, em intervalos de tempo diferentes, causando um intrincado entrelaçamento de vozes. Por isso, esse tipo de composição é visto também como um exercício de harmonização vocal. O cânone serve ainda como uma espécie de jogo ou exercício intelectual, em que o compositor oferece enigmas para o intérprete resolver. São os chamados cânones-enigmas, como os cânones de Bach apresentados nesta edição de Manhã com Bach. Ouça o podcast no link acima. Este podcast reproduz o programa Manhã com Bach, da Rádio USP (93,7 MHz), transmitido nos dias 9 e 10 de maio de 2026. Dedicado à divulgação da música do compositor alemão Johann Sebastian Bach (1685-1750), Manhã com Bach vai ao ar pela Rádio USP (93,7 MHz) sempre aos sábados, às 9 horas, com reapresentação no domingo, também às 9 horas, inclusive via internet, através do site da emissora. Às segundas-feiras ele é publicado em formato de podcast no site do Jornal da USP. As edições anteriores do podcast Manhã com Bach estão disponíveis neste link.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
151- Los palos de Ida y Vuelta La Colombiana -Flamenco Chiavi in Mano podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 9, 2026 34:32


La Colombiana appartiene alla famiglia dei palos de Ida y Vuelta, i generi di origini miste fra Spagna e le regioni spagnole d'America. Non “colonie”, ma “regioni”, che la Madrepatria ha sempre integrato culturalmente.Ti rimando prima di tutto all'ascolto dell'episodio 110, in cui ti racconto della salida del cante por Colombiana.La Colombiana in realtà non ha niente a che fare con la Colombia, ma è uno dei pochi palos di cui si conosce l'origine, ovviamente con approssimazione, dato che sempre nel flamenco le cose si mescolano e si perdono un po' i confini. La paternità è certamente di Pepe Marchena, intorno al 1930. È un cante molto allegro ed orecchiabile in 4/4 in modalità maggiore. È forse il palo flamenco più allegro e spensierato.La sua origine nella cultura musicale spagnola è da trovarsi nella Habanera. Nominando la Habanera viene subito in mente la famosissima aria della Carmen di Bizet, forse uno dei brani più conosciuti al mondo, ma ascoltiamo anche una habanera spagnola. È un canto di origine popolare, nel quale troviamo il ritmo dondolante e un po' sincopato della Colombiana.Da dove viene il nome? Partiamo da Pepe Marchena stesso, che raccontò di averlo creato nel 1927, a partire da melodie messicane sentite canticchiare da Juan Bringas, un amico del famosissimo torero messicano Rodolfo Gaona, con l'intenzione di farle conoscere al pubblico spagnolo. Probabilmente la melodia era “El Venadito”, una melodia popolare messicana molto famosa.Rafael Nogales, il chitarrista, disse che Marchena prese questa melodia da una canzone basca, ma purtroppo non l'ho trovata, quindi non posso fartela ascoltare.Come sempre, parlando di flamencologia è importante il riferimento al lavoro di Faustino Nuñez e del suo bellissimo sito Flamencopolis. Ci narra di un episodio in cui il chitarrista Sabicas, che collaborò tanto con Pepe Marchena, raccontò che Pepe canticchiava diverse melodie per cercare di dar loro una propria impronta personale, e che un giorno cantava una melodia che Sabicas non aveva mai sentito, affermando “Son colombianas”. La risposta probabilmente era del tutto casuale. Ma rimase il nome.Altri sostengono che il cante sia di origine venezuelana o del Guatemala...Juanito Valderrama, amico e seguace di Marchena, diede un proprio contributo forte alla Colombiana e raccontò che a Madrid c'era un duo colombiano che cantava in un cabaret un brano che Marchena amava e che obbligò gli amici flamenchi ad ascoltarlo più volte.Nuñez osserva che forse più che “Colombiana” si sarebbe dovuta chiamare più genericamente “Colombina” in onore di Colombo e delle Americhe in generale. Il cante ebbe subito un grande successo e probabilmente Pepe Marchena, con il nome d'arte di Niño de Marchena, lo presentò in pubblico per la prima volta al Cinema Pathé di Siviglia prima del 1930, secondo quello che racconta il giornalista e critico del flamenco sivigliano Manuel Martín Martín nel libretto che accompagna una bellissima antologia di 17 CD dedicata a Pepe Marchena e pubblicata verso il 2014/15.La prima incisione probabilmente fu quella del 1931, in cui cantava con El Niño de la Flor, accompagnati dal chitarrista Rafael Nogales. La registrazione è già molto flamenca, e mi pare strano che sia la prima registrazione del cante di Colombiana.La seconda registrazione che venne fatta di questo cante, sempre dal duo di cantaores ma con l'accompagnamento di Ramón Montoya nel 1932, mi sembra “meno evoluta” dal punto di vista flamenco, e mi sembra più “canzone”.Non ho trovato informazioni per dirimere questo dubbio. Il primo chitarrista che incise la Colombiana fu Nogales, come si può ascoltare da una frase detta da una persona del pubblico durante una incisione di un cante por fandango di Pepe Marchena.Ti faccio ascoltare la versione suonata con il sassofono al posto della voce da Fernando Vilches nel 1932, che dimostra come la Colombiana sia stata famosa. Le creazioni, come vedi, nel flamenco non sono tipiche soltanto della nostra epoca!La colombiana si canta in maniera molto flamenca, sulla scia di Pepe Marchena, o anche alla maniera più vicina alla copla, o alla rumba. Forse per questa sua caratteristica, non viene spesso cantata in un recital flamenco.Pepe Marchena, José Tejada Martín, nacque nel 1903 a Marchena, in provincia di Siviglia, ed era un bambino prodigio che ebbe da subito successo. Debuttò come El Niño de Marchena. Il lavoro musicale non gli lasciò tempo per andare a scuola, e infatti fu analfabeta, ma poté imparare i testi delle letras senza mai ripetersi e recitare in film. Era molto brillante e personalissimo: apportò al flamenco diverse innovazioni, come cantare in piedi, essere accompagnati da un'orchestra, cantare in duo o in trio, introdurre testi poetici, anche composti da lui stesso. Cantò in maniera molto recitativa, stile che venne poi copiato da uno stuolo di fan. Era una persona creativa, che si vestiva in modo eccentrico.Pare che Charlie Chaplin abbia detto di invidiarlo perché le donne con lui ridevano, mentre con Pepe Marchena si emozionavano.Ovviamente fu molto criticato dai puristi, e la Colombiana infatti soffrì un po' di questo giudizio. Pepe Marchena lavorò tantissimo su tutti i palos de Ida y Vuelta.Ascoltiamo una colombiana molto flamenca cantata dalla Niña de los Peines, un'altra suonata da Sabicas e cantata da Carmen Amaya per sentire l'evoluzione di questo cante, e ovviamente Juanito Valderrama, voce imprescindibile nella esplorazione della Colombiana.Questo cante è stato esplorato tanto da cantanti al confine fra il flamenco e la copla: ascoltiamo Ana Reverte, che ne fece davvero un cavallo di battaglia, e la regina della copla, Rocío Jurado.Ti faccio ascoltare Paco de Lucía, con la sua famosissima versione chitarristica di Colombiana "Monasterio de Sal", e la versione super poetica ed emozionante di Sandra Carrasco con David de Arahal, che hanno studiato il lavoro di Pepe Marchena con grande profondità.La colombiana è una melodia sola, quindi non si può dire “canto por colombianas” ma “canto la Colombiana”.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e musiche e danze del mondo arabo dal 1985 e insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance, un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso danze e musiche arabe. Per capire la Colombiana l'ho dovuta esplorare parecchio, perché all'inizio ne sentivo solo l'aspetto legato alla copla. Ma davvero la Colombiana esplora un colore emozionale interessante che aggiunge una sfumatura di serenità e gioia al flamenco: ascoltiamo un famoso ritornello che dice “cantando la Colombiana se pasa la vida mucho mejor”.

Nuestro flamenco
Nuestro flamenco - El cante después del cante. Chemi López - 07/05/26

Nuestro flamenco

Play Episode Listen Later May 6, 2026 59:37


Presentación del libro "El cante después del cante. La era acústica 1878-1926" y entrevista con su autor, Chemi López.Escuchar audio

Manual de canções
Bandidos do Cante

Manual de canções

Play Episode Listen Later May 6, 2026 17:32


A 7 de março, ganharam um bilhete para irem representar Portugal na Eurovisão 2026. Antes de partirem para Viena, os Bandidos do Cante passaram pelo Manual de Canções.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Pillole di...
Pillole di Eurovision 2026: Ep. 5 Bandidos do Cante

Pillole di...

Play Episode Listen Later May 2, 2026 5:33


I protagonisti di questo episodio di "Pillole di Eurovision" sono i Bandidos Do Cante, in gara per il Portogallo all'Eurovision Song Contest 2026 con il brano "Rosa"".Iscriviti alla nostra lega del Fantaeurovision "Sarà per sempre Yes" a questo link: https://fantaeurovision.com/leagues/69f3a3f5f87119b6e999eab2  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/pillole-di--4800610/support.

Expresso - Blitz Posto Emissor
Vizinhos: “Temos um grupo no WhatsApp com os Bandidos do Cante, os Descendentes, o Trigacheiro e o Buba. Chama-se ‘só se estraga uma casa'”

Expresso - Blitz Posto Emissor

Play Episode Listen Later May 1, 2026 73:17


Juntaram-se há pouco mais de um ano e tornaram-se um fenómeno de popularidade com a canção ‘Pôr do Sol’. O primeiro álbum sai na próxima semana e os Vizinhos estreiam-se no Posto Emissor a falar do sucesso repentino, da paixão pelo Alentejo e do caminho até ao sonho de encher o Coliseu. No 279º episódio do podcast da BLITZ, falamos ainda das novidades dos Foo Fighters e Rolling Stones.See omnystudio.com/listener for privacy information.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#149- I Tangos de Malaga - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 29:30


Malaga è il porto più grande che si affaccia sul Mediterraneo in Andalusia. Di fronte a questa città ci sono le coste africane, e Malaga è una città di passaggio, di mescolanze: fenici, romani, arabi, catalani... tutto ciò che veniva dall'Africa e anche dalle colonie americane, ad esempio i contadini andalusi che avevano fatto fortuna nelle Americhe e che riportavano con sé nella Madre Patria i propri schiavi preferiti. Malaga era un punto importante di imbarco per le merci, cotone, tabacco, argento, e quindi un punto di contatti culturali, e in definitiva anche di contatti musicali.Nella città di Malaga la gente povera viveva in contatto nei corralones, comunità di vicini che vivevano in immobili con una parte comune, intorno ad un corral, un cortile. Luoghi di scambi e condivisioni, come in una famiglia allargata.Due parole per definire cosa siano i Tangos. Ritmi di 4/4 contaminati da un'origine africana (in questo senso anche il tango argentino ha un antenato comune con il tango flamenco!), sia attraverso influenze africane dirette che attraverso le colonie americane. In Spagna arrivano verso metà 800 e sono una sorta di adattamento delle melodie tradizionali andaluse, i jaleos, che però avevano ritmi ternari. E invece il tango è binario! La stragrande maggioranza di melodie di tango flamenco è in modalità flamenca, ma esplorano anche il maggiore e il minore. I tangos de Malaga usano anche la modalità minore: d'altra parte nel flamenco non ci sono regole imperative, ma c'è sempre creatività e influenze eterogenee.Parlando di tangos de Malaga si deve far riferimento al quartiere popolare del Perchel, e alle fondamentali figure di Piyayo, Pirula e Repompa. Nel Perchel si viveva nei corralones, in cui tutti sapevano tutto di tutti e c'era una grandissima comunicazione, anche fra gitani e non gitani. Il nome del quartiere deriva dal perchel, un bastone sul quale si appendevano i pesci da salare ed essiccare, attività lavorativa che dava da mangiare alla maggioranza degli abitanti della zona.Rafael Flores Nieto El Piyayo nasce al Perchel nel 1864. Ebbe una vita particolare, di strada, emigrò per un periodo a Cuba, probabilmente nel 1892, dove finì anche in prigione, e lì imparò melodie caraibiche che influenzarono profondamente la sua musicalità. Una volta tornato a Malaga continuò a cantare in maniera del tutto personale, creando dei tangos con sonorità cubane, tangos aguajirados. Morì nel 1940 malato di arteriosclerosi. Non incise nulla, non era senza dubbio qualcuno che volesse costruire sistematicamente qualcosa che dovesse durare per i posteri. Cantava con una "chitarrina appesa con lo spago", come raccontava di lui Antonio Mairena, ma i suoi cantes sono giunti a noi grazie ad alcuni suoi tantissimi "discepoli", in particolare Manolillo el Herraor, Angel de Alora e El Trinitario. Forse la versione più fedele dei cantes del Piyayo è quella di Manolillo el Herrador, che ti faccio ascoltare. Ecco che i cantes del Piyayo arrivano a noi attraverso il tipico sistema del flamenco: di bocca in bocca. El Piyayo resta una figura importante di Malaga, c'è una peña flamenca a lui dedicata, un premio flamenco.La Pirula, Dolores Campos Heredia, nata al Perchel nel 1915, non ha inciso nulla ma i suoi cantes sono stati divulgati da Enriqueta de la Santísima Trinidad de los Reyes Porras La Repompa, personaggio passato alla storia. Nata nel 1937, morì a soli 21 anni per una peritonite, ma riuscì ad incidere 7 cantes, fra i quali tangos che vengono oggi conosciuti come Tangos de la Repompa, ma in realtà erano della Pirula. La flamencologia di Malaga lo sa, ma quella generale non tanto. I cantes della Pirula e della Repompa sono giunti a noi attraverso queste incisioni della Repompa, e anche attraverso l'opera della Repompilla, Rafaela Reyes, sorella della Repompa e della Cañeta, figlia della Pirula.I tangos della Repompa sono prevalentemente in modalità flamenca. Notiamo che le melodie che cantava la Repompa sono oggi spesso definite come "Tangos de Granada". Ma se le cantava la Repompa era perché erano di Malaga! Granada le ha adottate, poiché l'energia vitale, di influenza caraibica e terrena del tango de Malaga ben si adattava a rendere più carnale e africanoide, e quindi più ballabile il tango, magari per presentarlo nelle cuevas del Sacromonte, sovrapponendolo alla Zambra del Sacromonte, che ha sicuramente atmosfere molto più arabeggianti. Granada deve tantissimo a Malaga, e ha profondamente fatto proprie queste melodie.Antonio Mairena ha avuto un grosso ruolo nei tangos de Malaga: amava molto ascoltare i cantes del Piyayo, ma decise ad un certo punto di fare di questi cantes una sua versione. Decise di chiamarli Tangos Malagueños, li rese più organizzati e "apprendibili", togliendo el Piyayo da un possibile rischio di oblio, ma cambiandogli un po' i connotati. Cantaores che hanno tanto diffuso il Tango de Malaga, come Menese, Sordera e praticamente tutti i cantaores "moderni" cantano la versione di Antonio Mairena. Quindi se facciamo riferimento a ciò che cantava Manolillo el Herraor, ha senso chiamarli Tangos del Piyayo, ma se si fa riferimento alla versione di Antonio Mairena è più corretto definirli Tango de Malaga.La caratteristica del Tango de Malaga è di lavorare su un 4/4 lento in minore e poi, dopo un cambio di sentido, diventare più veloce e lavorare sulla modalità maggiore.In questo senso, possiamo fare un paragone con il tango guajira: vai ad ascoltare l'episodio del podcast precedente a questo per approfondire!Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Insegno a Milano baile flamenco e un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso la danza che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Il tango de Malaga ha queste interessantissime influenze multietniche. Avvicinandomi al flamenco ho pensato che i Tangos de Malaga fossero soltanto la versione di Antonio Mairena, e che quella fosse la versione del Piyayo.Per apprezzare la ricchezza dei tangos de Malaga ti consiglio invece di ascoltare la Repompa e la Cañeta, la figlia della Pirula, su Youtube trovi parecchie cose.Ultimo consiglio, ascolta l'episodio 106 di questo podcast, nel quale ti racconto della salida del cante in modalità minore, e faccio riferimento al tango de Malaga, versione Antonio Mairena.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#148- Palos de Ida y Vuelta il Tango-Guajira - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Apr 28, 2026 37:10


Il Tango-Guajira è un palo pochissimo diffuso. In comune con la guajira ha le melodie, l'atmosfera, la scala maggiore, i temi legati a Cuba, ma si svolge su un compás di 4/4, come il tango. I flamencologi non ne parlano, quindi è un palo conosciuto solamente da alcuni cantaores. Ti consiglio di ascoltare l'episodio 110 di questo podcast che tratta della salida del cante por colombiana e Tango-Guajira. La prima volta che si parla di Tango-Guajira è il 1989 su Canal Sur, nella trasmissione televisiva La Puerta del Cante in cui Naranjito de Triana si esibì in un Tango-Guajira. Esiste una catena storica che ci racconta da dove potrebbero essere venute le melodie del Tango-Guajira, una traccia senza certezze matematiche. Iniziamo con il contributo imprescindibile di Pastora Pavón, la Niña de los Peines, che lo incise nel 1927 per la prima volta con el Niño Ricardo, ma il disco è introvabile perché era stato regalato a chi comprava un grammofono. Venne rieditato nel 1935, e te lo faccio ascoltare. Il titolo era "Maduralo - La Mora", ed era definito come tango rumba. Le atmosfere sono caraibiche e ci ricordano tantissimo le sonorità della guajira. Accanto alla Niña de los Peines, è importante ricordare il nome di Pepe el de la Matrona, personaggio di cui già ti ho parlato nei podcast dedicati alla guajira (che spero tu conoscessi a prescindere dai miei podcast!). Pepe incide nel 1969 per la Hispavox questa melodia che forse aveva imparato prima ancora di Pastora, e il brano venne poi ripubblicato come "Recuerdos de la Habana" con il sottotitolo "Rumbas flamencas del 1914" nel 1982 nella "Magna Antología del Cante Flamenco". I testi sono molto sconnessi fra loro e indicano che sono grida del mercato. Ti traduco qualche frase: se mi chiedi il pesce te lo do, per pantaloni e giacca appendini a poco prezzo, una tunica mezza corta e "zapatitos de a centén", scarpette per un centén, una moneta cubana del valore di circa un dollaro. Chiunque abbia provato a cantare o anche solo ascoltato questa letra, o nella versione della Niña de los Peines o anche in quella di Naranjito de Triana e dei suoi allievi, che diceva "zapatitos de Asensé", si è sicuramente chiesto di che cosa si trattasse... ed ecco spiegato il senso! Il ritornello "Maduralo" o all'andalusa "Mauralo", nella versione di Pepe el de la Matrona viene accompagnato da "aguacate grande", avocado grande. Ecco che si capisce che si riferisce al banco della frutta del mercato. Pepe el de la Matrona viene accompagnato da Manolito el Sevillano, con accordi molto semplici e ripetitivi, e con la tecnica chitarristica di stoppare le corde tipica della rumba. Pepe portava sempre con sé l'enorme rispetto per la tradizione del cante, e quando andò a Cuba apprese melodie locali e le riportò in Spagna. Torniamo a José Sánchez Bernal, Naranjito de Triana, un cantaor enciclopedico che aveva anche il gusto di recuperare cantes poco diffusi. Riprese queste melodie e queste letras e cominciò a nominarle "Tango-Guajira", e le fece precedere da una sorta di introduzione, resa famosa da Manuel Vallejo come "La Catalina" o "Quítate de mi presencia", che la incise nel 1926. Nell'incisione il brano è definito "tangos arrumbados".Per gossip dico che questo cante è diventato molto famoso grazie alla cantante Rosalía, che lo ha cantato a cappella nei suoi show, diffondendolo fra i giovanissimi che si sono così avvicinati al cante flamenco, e magari sono andati ad ascoltare Manuel Vallejo. Evidentemente non si tratta di flamenco, ma può essere interessante ascoltare! L'operazione che fece Naranjito fu di accostare due melodie diverse, creando un palo ibrido tra le letras di tango de Triana di Manuel Vallejo e le letras della Niña de los Peines, intravedendo una vicinanza fra le due melodie. Ti faccio sentire il brano di cui ti raccontavo all'inizio della puntata: quello della trasmissione "La Puerta del Cante". Presta attenzione alle doti di Naranjito e alla meravigliosa chitarra di Rafael Riqueni che lo accompagna. La cantaora Laura Vital nel 2020 ha fatto uno studio interessante su questo cante, e forse è la prima persona che ne ha parlato. Descrive le letras cantate da Pepe el de la Matrona o dalla Niña de los Peines come un "popurrí cubano morisco". Il popurrí è mettere insieme canti di tipo eterogeneo. Naranjito fu insegnante alla Fundación Cristina Heeren a Siviglia, istruendo generazioni di allievi cantaores che hanno conosciuto il cante por Tango-Guajira da lui e lo hanno inserito nel proprio repertorio. Chissà se fu Naranjito a creare questo cante: difficilmente nel flamenco ci sono certezze! Mi vengono in mente solo alcuni casi di paternità certe, come la colombiana, la canastera o la galera, ma sono casi rarissimi. Probabilmente Naranjito prese una sedimentazione che la storia del flamenco aveva già creato. Ti faccio sentire il cante por Tango-Guajira di una allieva di Naranjito, Virginia Gámez, che si sente che lo canta con tanto piacere. Altro allievo di Naranjito che canta questo bellissimo cante e lo insegna ai suoi allievi è Jeromo Segura. Il cante por Tango-Guajira non è banale, richiede una certa bravura tecnica, e forse anche per questo non è molto diffuso. Ciò che ha fatto Naranjito non è molto diverso da quello che successe nel tango de Málaga, di cui ti parlerò nel prossimo episodio, che passa da minore a maggiore. Una piccola curiosità: il Tango-Guajira può essere cantato su ritmo di guajira. La melodia resta quella del Tango-Guajira, il ritmo è di guajira, quindi il palo sarebbe Tango-Guajira por guajira. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, insegno a Milano dal 1990 baile flamenco e un lavoro di ricerca delle radici espressive attraverso danze e musiche del mondo arabo che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Cerco sempre di andare a fondo di qualsiasi cosa nel flamenco per capirne di più. Il Tango-Guajira mi ha fatto impazzire, visto che l'unica a parlarne è Laura Vital. Altri flamencologi non ne parlano. Il cante por Tango-Guajira è molto vivo, vivace, emozionante e rotondo e questa è una qualità rara nel flamenco, che spesso ha atmosfere buie. 

JOY Eurovision
Previewing the first half of Eurovision 2026 Semi Final 1

JOY Eurovision

Play Episode Listen Later Apr 18, 2026 50:56


It’s time to jump into Eurovision proper as we preview this year’s semi finals. Michael, Bryan and Keith listen to the songs in the first half of Eurovision Semi Final 1, and share their thoughts about the possibilities. You can enjoy the first Semi live on SBS and On Demand on Wednesday 13 May at 5am (AEST) and in prime time (with some added extras) on Friday 15 May at 7:30pm (AEST). In this episode: Get in an argument about Sweden Propose 2026’s range of merch Find out where PSY fits in Get involved  Listen to this year’s entries on your preferred platform Follow JOYEurovision across Facebook, Instagram, Threads, TikTok, Bluesky and X at linktr.ee/joy_eurovision Not in Australia? Grab this podcast via Spotify Podcasts. Make your vote count via the poll – opens 25 May Playlist Moldova: Satoshi – Viva, Moldova! Sweden: FELICIA – My System Croatia: LELEK – Andromeda Greece: Akylas – Ferto Portugal: Bandidos do Cante – Rosa Georgia: Bzikebi – On Replay Finland: Linda Lampenius & Pete Parkkonen – Liekinheitin The post Previewing the first half of Eurovision 2026 Semi Final 1 appeared first on JOY Eurovision.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#146 - Palos de ida y vuelta: La Guajira (prima parte) - Flamenco Chiavi in Mano podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Apr 17, 2026 23:35


Cominciamo a parlare dei palos de ida y vuelta, partendo dalla Guajira, che divido in due parti. I palos de Ida Y Vuelta sono generi partiti dalla Spagna, andati nelle Americhe, in cui la Spagna aveva regioni (non solo colonie!), e ritornati in Spagna, integrandosi nel flamenco. Guajira è una parola che conosci già, anche se non associata al flamenco: la famosissima canzone Guajira Guantanamera. Il termine viene dalla lingua tainio degli indigeni delle Antille, del gruppo Arahuaca, significa "signore, uomo potente" e veniva usata per definire i contadini bianchi, spagnoli, che lavoravano lì.I Guajiros erano prevalentemente di origine andalusa o canaria, e arrivano a Cuba nel XVI e XVII secolo. Quando arrivarono a Cuba, questi contadini spagnoli avevano ovviamente una tradizione musicale e culturale, e trovano a Cuba cultura e situazioni di vita diversi. La loro musica si basava su uno schema letterario anche piuttosto complesso, la Decima. Questo genere poetico è piuttosto complesso stato creato da Vicente Espinel nel 1591, e aveva appunto 10 versi. Espinel era un sacerdote, scrittore e musicista spagnolo (fu colui che aggiunse la quinta corda alla chitarra!).A Cuba diventa un genere nuovo, il "Punto cubano o Guajiro, o De la Habana". Lo strumento musicale su cui si basa il Punto è il laud cubano, che arrivò a Cuba dalle Canarie, ed è più piccolo, sottile e con una voce acuta rispetto al suo progenitore, il liuto arabo. Si suona in maniera particolare, usando il pizzicato, che in spagnolo si chiama punteado: ecco da dove viene il nome "Punto".Durante la guerra di indipendenza cubana, la decima venne utilizzata per raccontare le cronache politiche e sociali. Il punto cubano si cantava su ritmo di amalgama, come tutti i canti che provenivano dalla Spagna.Verso la prima metà dell'800, questa musica viene riportata in Spagna, come musica popolare urbana e teatrale, in Andalusia, soprattutto a Cordoba, dove comincia ad avere un certo successo per le sue atmosfere esotiche e romantiche. Viene chiamata "Punto de la Habana".Esistevano partiture di muisa classica intitolare Guajira, brani di Zarzuelas dedicati, ben prima di entrare nel flamenco, nei cafes cantantes di fine 800-inizio 900. Ascoltiamo un esempio del 1907 di un Punto de la Habana!Abbiamo una prima testimonianza storica di Jean Charles Davillier, nobile francese dei primi dell'800, collezionista ed esperto ispanista, che pubblicò un resoconto di viaggio, "L'Espagne" nel 1874, in cui descrisse una gitana che cantava il Punto de la Habana a Siviglia nel 1862.Una seconda testimonianza dell'esistenza di questo genere musicale è stato il chitarrista di Madrid Rafael Marin, allievo di Paco de Lucena, nato nella seconda metà dell'800. Compilò un importante metodo di chitarra nel 1902 "Metodo de guitarra por musica y cifra", in cui indicò che la guajira flamenca era più lenta rispetto alla guajira cubana, quindi significa che in quell'epoca il ritmo di guajira era già ben definito e che si poteva ancora fare un confronto con la sua origine!Forse questo successe perché il cante flamenco, con i suoi melismi, richiedeva una maggiore lentezza. Come tutto ciò che è stato afflamencato, c'è stato sempre un intervento importante da parte di alcuni cantaores: il primo a contribuire allo sviluppo della guajira è stato Silverio Franconetti, che ha aperto il primo café cantante, e per primo inserì nel suo cuadro flamenco Juan Patron Lopez "El Guajiro", il primo esperto del genere. El guajiro era del 1849, nacque a Cadice, collaborò con Silverio ma viaggiò come artista e portò in giro la guajira come artista specializzato. Andò anche in America, ma da lì perdiamo le sue tracce. Altro cantaor importante è un imitatore del Canario, "El Canario CHICO", che è importante perché, con uno stile personale e una bellissima voce, ci dice come era eseguita la guajira all'epoca in cui nacque, senza banalizzarla, solo perché è in maggiore ed è piuttosto allegra. Fernando de Triana, nelle sue cronache, dice che cantava molto bene e che aveva molto successo, cosa che contribuì alla diffusione della Guajira. Secondo Gaspar Nunez de Prado, quando il Canario Chico cantava la guajira la sua voce vibrava come se venisse dalle viscere che si stavano strappando, e questo aiutò la diffusione della guajira e il suo cammino nel flamenco. Fernando el de Triana racconta anche di Curro Dulce, classe 1816, nacque a Cadice e fu il nonno di Manolo Caracol. Fu il primo cantaor gitano (o forse l'unico dell'epoca) ad eccellere nei cantes de ida y vuelta. E il suo sopranome gli venne attribuito proprio per la dolcezza che aveva nel cantare la Guajira.Altro artista da ricordare nello sviluppo del cante por guajira è stato Juan Breva, che diede a questo stile una grande maestria melodica, avvicinandolo sempre di più al flamenco. La stella della nascente industria discografica, Antonio Pozo El Mochuelo incise per primo una guajira. Te ne faccio ascoltare un esempio del 1906, in cui El Mochuelo canta con La Rubia, come spesso faceva. Le incisioni ovviamente sono importanti per la memoria del cante!La bailaora e cantaora Pepa De Oro, classe 1871, viaggiò molto nelle americhe con suo padre torero, e riportò in Spagna un suo stile di guajira, e forse lo ballò per prima: la sua importanza nell'evoluzione dei cantes de ida y vuelta è dimostrato dal fatto che il premio per i cantes de Ida y Vuelta del Concorso di Cordoba è intitolato proprio a lei. Pepa non incise nulla ma la sua eredità artistica si è tramandata attraverso un cantaor enciclopedico, un archivio vivente del cante, che era proprio un cultore della tradizione: Pepe de la Matrona. Questo cantaor sivigliano, nato nel 1887, era figlio di Manolita la Matrona. La matrona è l'ostetrica, ed era nella storia un personaggio che le famiglie ammettevano con accoglienza nel proprio seno e che aveva quindi potuto imparare dei cantes di primissima mano (soprattutto di Triana), in una versione non professionale, che trasmise a suo figlio fedelmente. Pepe de la Matrona non amava i teatri e le situazioni formali, incise poco e soltanto da anziano, quindi non ne conosciamo le vere qualità vocali. Aveva lavorato con tutti i cantaores storici, e in particolare con Antonio Chacon, quindi aveva grosse competenze dirette. Amava e rispettava la tradizione senza far l'occhiolino a nessuna modernità, a nessun tentativo di compiacere il pubblico. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, e un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo che ho chiamato Lyrical Arab Dance. la Guajira è un palo fondamentale da affrontare per un bailaor, anhce perché esplorare l'energia positiva e serena di questo palo è importante per arricchire la propria emozionalità espressiva nel flamenco. 

Protagonistas de la Economía Colombiana
Carlos Cante, presidente de Fenalcarbón

Protagonistas de la Economía Colombiana

Play Episode Listen Later Apr 9, 2026 4:16


Carlos Cante, presidente de Fenalcarbón by Diario La república

Sem Papas na Língua | Com Deonísio da Silva
Beijo; Antes que o galo cante, me negarás três vezes. Sem Papas na Língua (02/04/2026)

Sem Papas na Língua | Com Deonísio da Silva

Play Episode Listen Later Apr 2, 2026 7:15


Todos nós fomos, somos e seremos beijados, e daremos e mandaremos beijos, mas por que popularizamos a palavra beijo e abandonamos a palavra ósculo?E que galo cantou na madrugada de sexta-feira, se Jesus estava sendo julgado dentro do palácio de Pôncio Pilatos? Havia galinheiro, poleiro e galo naquele ambiente?

EL MIRADOR
EL MIRADOR T06C146 El Festival de Cante Flamenco de Lo Ferro pone a la venta las entradas para su histórica 46ª edición (01/04/2026)

EL MIRADOR

Play Episode Listen Later Apr 1, 2026 8:09


Gabriel Maldonado, director del festival, ha anunciado que las entradas ya están disponibles a través de su página web oficial para un evento que destaca por su filosofía cercana y popular. Con galas individuales a un precio de 20 € y un abono completo por 75 €, los asistentes podrán disfrutar de figuras de la talla de Sandra Carrasco, Jesús Méndez y Antonio Reyes, además de las semifinales y la gran final del concurso de cante, que constituye la verdadera esencia y raíz del certamen. Maldonado subraya que el flamenco atraviesa una "época dorada" y que esta edición en la Región de Murcia será especialmente potente, manteniendo el legado de calidad y humildad que caracteriza a Lo Ferro.

Los conciertos de Radio 3
Los conciertos de Radio 3 - Joni Jiménez - 26/03/26

Los conciertos de Radio 3

Play Episode Listen Later Mar 26, 2026 29:55


Nacido en Cascorro, su escuela es la de Cañorroto, uno de los barrios con más importancia en lo referente a la guitarra flamenca. A los 5 años comenzó a tocar de la mano de su padre, Ángel Jiménez y de su abuelo Vargas Araceli. Sobrino-nieto de Rafael Farina y sobrino de Diego El Cigala. A pesar de su juventud tiene ya a su espalda una excelente trayectoria en la que ha acompañado a grandes figuras del cante como Ramón el Portugués, Israel Fernández, Antonio Reyes, Pedro el Granaíno, Esperanza Fernández, Remedios Amaya, La Fabi, Miguel el Rubio e Ingueta Rubio, Juan Villar y ha colaborado también con Arcángel y Estrella Morente. Actualmente está lanzando su carrera como solista y es el último ganador del Bordón Minero del Festival de Cante de Las Minas, con el que fue galardonado el año 2024.Escuchar audio

Bispa Cléo Rossafa
Fique com a Palavra e cante pela fé! | Mudança de Vida Hoje | 30 anos

Bispa Cléo Rossafa

Play Episode Listen Later Mar 17, 2026 29:59


17 DE MARÇO DE 2026 - TERÇARef.: 1 Crônicas 29.12, Isaías 44.26, Jeremias 32.17, Jeremias 32.20-22, Jeremias 32.42-44

Jovem Conservador de Direita
Episódio 261: a despedida de dr. Marcelo, bandidos do cante, Portugal e o Irão, férias do Dr. Frazão

Jovem Conservador de Direita

Play Episode Listen Later Mar 12, 2026 74:35


Neste episódio, o Doutor:- despede-se do dr. Marcelo, libertando-o no oceano como o menino que libertou a orca Dr. Willy;- faz o balanço dos 10 anos solitários de presidência do dr. Marcelo;- volta a alimentar o beef com o pai da Dra. Rita Matias;- comenta um vídeo do Dr. Pedro Frazão em tronco nu;- analisa a performance musical e política dos bandidos do Cante no festival da canção;- elogia a posição corajosa portuguesa em relação à operação militar no Irão.Bilhetes para o Mundo está Top em: https://ticketline.sapo.pt/evento/o-mundo-esta-top-10-anos-jcd-99267Segmento extra em: https://www.patreon.com/jcdireitaInstagram: https://www.instagram.com/jovemconservadordedireitaLivros da piça: https://www.instagram.com/livrosdapica

ESC kompakt - Der Podcast
My System - Felicia | Regarde! - Monroe | Pray - Alicja | Rosa - Bandidos do Cante

ESC kompakt - Der Podcast

Play Episode Listen Later Mar 10, 2026 101:04


Manhãzitos da 3
Bandidos do Cante

Manhãzitos da 3

Play Episode Listen Later Mar 10, 2026 7:19


Acabadinhos de sair do palco do Festival da Canção, os Bandidos do Cante roubam a antena da 3.See omnystudio.com/listener for privacy information.

The Eurovisionphiles
All the new songs - from Lithuania to Romania, and everything in between

The Eurovisionphiles

Play Episode Listen Later Mar 10, 2026 48:55


Buckle up, because the Eurovision season has shifted into overdrive and we're officially drowning in glitter and key changes! In today's episode, we're tackling the massive wave of entries that have flooded the airwaves since Lithuania kicked things off with Lion Ceccah's "Sólo quiero más." We're diving deep into the high-energy vibes of Norway's Jonas Lovv with "Ya Ya Ya" and the heavy emotional weight behind Poland's Alicja with "Pray." The conversation also explores the traditional textures of Portugal's "Rosa" by Bandidos do Cante and the bold, unapologetic sound of Romania's Alexandra Căpitănescu in "Choke Me."The party continues as we look at the return of the ultimate Eurovision veteran for San Marino, Senhit, and her upbeat entry "Superstar," alongside the sleek, polished pop production of "My System" by Sweden's Felicia. We also spend some time with"Kraj mene" from Serbia's Lavina and the experimental but fun approach of the United Kingdom's Look Mum No Computer with "Eins, zwei, drei." And we cannot forget in our marathon coverage the French sounds of Monroe's "Regarde" and the recently unveiled Azerbaijani entry, "Just Go" by Jiva.Cookie points (in our hearts!) for subscribing on⁠⁠⁠ ⁠⁠⁠Spotify⁠⁠⁠⁠⁠⁠, ⁠⁠⁠Apple Podcasts⁠⁠⁠ or ⁠⁠⁠⁠⁠⁠YouTube⁠⁠⁠⁠⁠⁠! And make sure to follow us on⁠⁠⁠ ⁠⁠⁠Instagram⁠⁠⁠⁠⁠⁠,⁠⁠⁠ ⁠⁠⁠TikTok⁠⁠⁠⁠⁠⁠, and⁠⁠⁠ ⁠⁠⁠Facebook⁠⁠⁠⁠⁠⁠ for daily updates. 

Radio Murcia
Entrevista a Gabriel Maldonado, director del Festival Internacional de Cante Flamenco de Lo Ferro (Programación del 46º Festival)

Radio Murcia

Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 17:23


Entrevista a Gabriel Maldonado, director del Festival Internacional de Cante Flamenco de Lo Ferro (Programación del 46º Festival)

Reyes del Palique
Nuestra personalidad es DAR EL CANTE con Masi | Reyes del Palique 7x19

Reyes del Palique

Play Episode Listen Later Mar 5, 2026 70:51


publi. Gracias a Airbnb por patrocinar este episodio. Hoy viene Masi a Reyes del Palique y hablamos de algo que todos hemos vivido: dar el cante. Momentos tierra trágame, situaciones incómodas, anécdotas vergonzosas, encuentros rarísimos con fans... Si alguna vez has pasado vergüenza en público… este episodio te va a hacer sentir mucho mejor. Compra entradas para Reyes del Palique en el movistar Arena: https://web.fourvenues.com/es/locamente/events/reyes-del-palique-xxl---movistar-arena---madrid-23-05-2026-TPOLNuestro grupo de whatsapp: https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb990H290x33wJNhYZ2nInstagram: @somosreyesdelpalique Tiktok: @reyesdelpalique Twitter: @reyesdelpalique Síguenos en nuestras redes sociales personales: @Fizpireta @Uyalbert.

En pistes ! L'actualité du disque classique
Romancero - Raphaël Godeau, Chœur de chambre Septentrion, Rémi Aguirre Zubiri

En pistes ! L'actualité du disque classique

Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 8:11


durée : 00:08:11 - Le Disque classique du jour du mardi 24 février 2026 - Romancero ramène aux racines de la musique espagnole en remontant aux origines du flamenco et à ce que l'on a appelé le Cante jondo. Ce titre du recueil de Federico García Lorca invite à découvrir cet art vocal ; la poésie et la musique se rejoignent à travers cette pratique ancestrale. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.

Le Disque classique du jour
Romancero - Raphaël Godeau, Chœur de chambre Septentrion, Rémi Aguirre Zubiri

Le Disque classique du jour

Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 8:11


durée : 00:08:11 - Le Disque classique du jour du mardi 24 février 2026 - Romancero ramène aux racines de la musique espagnole en remontant aux origines du flamenco et à ce que l'on a appelé le Cante jondo. Ce titre du recueil de Federico García Lorca invite à découvrir cet art vocal ; la poésie et la musique se rejoignent à travers cette pratique ancestrale. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.

JB Carvalho
#650 - Salmo 98 - Cante um Novo Tempo - O Louvor que Move a História | JB Carvalho

JB Carvalho

Play Episode Listen Later Jan 22, 2026 66:51


#650 - Salmo 98 - Cante um Novo Tempo - O Louvor que Move a História | JB Carvalho by JB Carvalho

Iglesia Adventista del Séptimo Día, Keene, Texas
DEVOCIONAL | 2026.01.13 | "Antes de que el gallo cante"

Iglesia Adventista del Séptimo Día, Keene, Texas

Play Episode Listen Later Jan 13, 2026 4:59


Este devocional es una iniciativa de la Iglesia Adventista del Séptimo Día en Keene, Texas, diseñado para fortalecer tu espíritu y renovar tu fe cada día. A través de reflexiones sencillas pero profundas, encontrarás ánimo para enfrentar los retos diarios con confianza y esperanza. Cada mensaje te invita a recordar las promesas divinas y a disfrutar de momentos íntimos y transformadores en la presencia de Jesús, reconociendo que todo es por Su gracia. Directora: Nancy Rodríguez Referencia: "Por Su gracia" (2025) | Pr. Isaías Espinoza Lector: Daniel Cañizares Redes Sociales: @AdventistaDeKeene Website: www.keenehsda.org Créditos de la Música: "The Hopeful" | Autor: Ivan Luzan ¡Dios le bendiga!

Nuestro flamenco
Nuestro flamenco - Poeta Flamenco. Cómo hacer letras para el cante - 13/01/26

Nuestro flamenco

Play Episode Listen Later Jan 12, 2026 59:46


El escritor y profesor José Cenizo Jiménez presenta su último libro, "Poeta flamenco. Cómo hacer letras para el cante".Escuchar audio

Radio Sevilla
Pepe Pinto, uno de los máximos exponentes del cante flamenco

Radio Sevilla

Play Episode Listen Later Jan 1, 2026 1:07


Hoy por Hoy
Hoy por Hoy | Especial desde Xixona: turrón, recetas y al cante Carmesí | Magazine

Hoy por Hoy

Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 84:03


Se va acercando la navidad y nosotros le tenemos que dar la bienvenida y por eso, el programa de hoy lo hacemos desde Xixona. No hay espumillón, pero si que hay turrón por todas partes. No podía faltar, nuestra chef favorita, Ainhoa Aguirregoitia para enseñarnos varias recetas con el turrón. Y, como siempre, también tenemos música con Neira que en esta ocasión se une a nosotros la cantante y compositora, Carmesí. 

Es la Mañana de Federico
Federico a las 8: Leire Díez, entre el cante jondo y el lamento

Es la Mañana de Federico

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 18:24


Rosana Laviada analiza analiza la corrupción endémica en el PSOE. Incluido el 2% por contrato que cobraba la trama de Cerdán.

Marietta Daily Journal Podcast
Cobb, Marietta teaching excellence pays off — in horsepower | Nathan Deal calls for civility, bipartisanship | GMDT's The Nutcracker will be Thanksgiving weekend

Marietta Daily Journal Podcast

Play Episode Listen Later Nov 12, 2025 10:42


MDJ Script/ Top Stories for November 12th Publish Date:  November 12th Commercial: From the BG Ad Group Studio, Welcome to the Marietta Daily Journal Podcast.    Today is Wednesday, November 12th and Happy Birthday to Al Michaels I’m Keith Ippolito and here are the stories Cobb is talking about, presented by Times Journal Cobb, Marietta teaching excellence pays off — in horsepower Nathan Deal calls for civility, bipartisanship GMDT’s The Nutcracker will be Thanksgiving weekend All of this and more is coming up on the Marietta Daily Journal Podcast, and if you are looking for community news, we encourage you to listen and subscribe!  BREAK: INGLES 7 STORY 1: Cobb, Marietta teaching excellence pays off — in horsepower This week, two of Cobb County’s best teachers got the surprise of a lifetime—a brand-new car to drive for a year. In a tradition that never gets old, the Cobb Chamber, with help from Voyles Automotive Group, handed out free one-year car leases at their monthly luncheon. Hailey Howdyshell, a first-grade teacher at Hickory Hill Elementary, drove off in a sleek Hyundai Santa Fe Hybrid, while Amanda Dillard, a special ed teacher at Pope High, snagged a Kia Telluride. Other honorees? Caleb Garrett (Compton Elementary) got a Honda Passport, and Lakeisha Gray (Betty Gray Middle) scored a Jeep Wrangler. Teachers, you deserve it. STORY 2: Nathan Deal calls for civility, bipartisanship Former Gov. Nathan Deal didn’t hold back this week when he spoke to the Cobb Chamber of Commerce, urging lawmakers to ditch the shouting matches and rediscover bipartisanship. In a candid chat with Superior Plumbing CEO Jay Cunningham, Deal reflected on how politics has changed—and not for the better. “It used to be you had to prove you could govern,” he said. “Now, it’s just about who yells the loudest and raises the most money.” Deal, who led Georgia from 2011 to 2019, highlighted his bipartisan work on criminal justice reform, calling it “the right thing,” not a political win. Before wrapping up, Deal shared a personal project: his children’s book, Veto the Governor’s Cat, inspired by his late wife, Sandra. “Kids listen to animals more than adults sometimes,” he joked. The book teaches lessons on courage, patience, and embracing differences. Cunningham called Deal “a man of humility and integrity,” thanking him for his service to Georgia. STORY 3: GMDT’s The Nutcracker will be Thanksgiving weekend  The Georgia Metropolitan Dance Theatre is bringing the magic of The Nutcracker back to Marietta this holiday season, with performances Nov. 28-30 at the Jennie T. Anderson Theatre. Picture this: the Stahlbaum family’s festive party, a mysterious magician stirring up chaos, toy soldiers battling giant mice, and a journey through a snowy forest to the dazzling Kingdom of Sweets. It’s everything you love about the holidays, wrapped in one enchanting ballet. This year’s cast features dancers as young as seven alongside high school seniors, plus guest artists Alex Gonzaga, Raul Peinado, and D Patton White. Tickets start at $25—grab yours at georgiametrodance.org! We have opportunities for sponsors to get great engagement on these shows. Call 770.799.6810 for more info.  We’ll be right back. Break: STRAND THEATRE STORY 4: Smyrna man accused of DUI after crash leaves driver seriously injured Eriberto Cante, 25, of Smyrna, is facing serious charges after a crash on Oct. 12 at the intersection of Church Street and N. Marietta Parkway. Police say Cante, driving a blue 2003 Toyota Rav4, ran a red light and was hit on the passenger side by another car with the right of way. The collision, caught on Cobb County’s Real Time Crime Center cameras, left a man unconscious with a brain bleed and fractured ribs. Officers reported smelling alcohol on Cante, who admitted to drinking five Modelo beers earlier. His blood alcohol level? A staggering .234. He also didn’t have a valid license. Cante was arrested Oct. 24 and released three days later on a $15,000 bond. STORY 5: Pro women's soccer team could be headquartered in Marietta  Arthur Blank, the billionaire behind Atlanta United and the Falcons, is reportedly bringing an NWSL expansion team to Atlanta, according to The Athletic. The price tag? A record $165 million. The team, set to debut after the 2026 season, will play at Mercedes-Benz Stadium, just like Blank’s other teams. But will it call Marietta home? Atlanta United’s $90 million training facility on Franklin Gateway seems like a natural fit. With six fields, a podcast studio, and plans for hydrotherapy rooms, it’s already top-notch. Plus, Blank owns extra land nearby—plenty of room to grow. Marietta Councilman Johnny Walker is hopeful. “It’d be a win-win,” he said. Break: STORY 6: Mayor Tumlin reelected as Cobb County certifies tight race   It’s official: Steve “Thunder” Tumlin will stay Marietta’s mayor, edging out challenger Sam Foster by just 89 votes. The Cobb County Board of Elections certified the Nov. 4 results Monday, locking in Tumlin’s 50.3% to Foster’s 49.7%. Close? Absolutely. Turnout was low—just 24.9% of Cobb’s 565,686 eligible voters showed up. Most voted on Election Day, but Acting Elections Director Michael D’Itri noted a few hiccups: abandoned ballots, long lines at Thompson Community Center, and a handful of discrepancies. “It was a tough day,” D’Itri admitted, but praised poll workers for pulling it off. Runoffs for Marietta City Council Wards 3 and 5 are set for Dec. 2. Early voting starts Nov. 22. STORY 7: Braves complete coaching staff, retain Hyers, Perez  The Atlanta Braves shook up their coaching staff Tuesday, announcing a mix of familiar faces and fresh hires for Walt Weiss’ first year at the helm. Tim Hyers is back as hitting coach for his second season, and Eddie Perez—yes, the 1999 NLCS MVP—is returning for his 37th year with the organization. That’s loyalty. New faces? Tommy Watkins takes over as third base coach after years with the Twins, Dustin Garneau steps in as catching coach, and Darnell Coles joins as assistant hitting coach, bringing over a decade of experience. Tony Diaz rounds out the group as a major league coach. Oh, and Tony Mansolino, originally hired as third base coach, will now serve as Weiss’ bench coach. Big moves all around. We’ll have closing comments after this. Break: INGLES 7 Signoff-   Thanks again for hanging out with us on today’s Marietta Daily Journal Podcast. If you enjoy these shows, we encourage you to check out our other offerings, like the Cherokee Tribune Ledger Podcast, the Marietta Daily Journal, or the Community Podcast for Rockdale Newton and Morgan Counties. Read more about all our stories and get other great content at www.mdjonline.com Did you know over 50% of Americans listen to podcasts weekly? Giving you important news about our community and telling great stories are what we do. Make sure you join us for our next episode and be sure to share this podcast on social media with your friends and family. 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Nuestro flamenco
Nuestro flamenco - Coplas y discografía del cante minero-levantino - 21/10/25

Nuestro flamenco

Play Episode Listen Later Oct 20, 2025 59:50


El profesor José Francisco Ortega Castejón nos presenta su libro "Coplas y discografía del cante minero-levantino".Escuchar audio

El Mañanero Radio
¿Es hipócrita que Bad Bunny cante en el super bowl despues de decir que no tocaría en usa? - Debate de Bolivar

El Mañanero Radio

Play Episode Listen Later Oct 1, 2025 12:39 Transcription Available


Conviértete en un seguidor de este podcast: https://www.spreaker.com/podcast/el-mananero-radio--3086101/support.

Daniel Ramos' Podcast
Episode 498: 16 de Septiembre de 2025 - Notas de Elena - Material complementario de ES para adultos

Daniel Ramos' Podcast

Play Episode Listen Later Sep 15, 2025 6:02


NOTAS DE ELENAMaterial complementario de la escuela Sabática para adultosNarrado por: Patty CuyanDesde: California, USAUna cortesía de DR'Ministries y Canaan Seventh-Day Adventist ChurchMARTES, 16 DE SEPTIEMBRE"TE RUEGO QUE ME MUESTRES TU GLORIA"[E]nvalentonado por su éxito, se atrevió a acercarse más a Dios, con una santa familiaridad que casi supera nuestra comprensión. Hizo luego una petición que ningún ser humano hizo antes: "Te ruego que me muestres tu gloria". Éxodo 33:18. ¡Qué petición de parte de un ser mortal finito! Pero, ¿es rechazado'? ¿Lo reprende Dios por su pretensión? No; oímos las misericordiosas palabras: "Yo haré pasar todo mi bien delante de tu rostro". Éxodo 33:19. Ningún hombre podía ver la gloria revelada de Dios y sobrevivir; pero a Moisés se le asegura que él contemplará tanto de la gloria divina como puede soportar su estado mortal actual. Esa Mano que hizo el mundo, que sostiene las montañas en sus lugares toma a este hombre del polvo, este hombre de poderosa fe; y, misericordiosa, lo oculta en la hendidura de la peña, mientras la gloria de Dios y toda su benignidad pasan delante de él. ¿Podemos asombrarnos de que "la magnífica gloria" (2 Pedro 1:17) resplandeciera en el rostro de Moisés con tanto brillo que la gente no lo pudiera mirar? La marca de Dios estaba sobre él, haciéndolo aparecer como uno de los resplandecientes ángeles del trono. Este incidente, y sobre todo la seguridad de que Dios oiría su oración, y de que la presencia divina le acompañaría, eran de más valor para Moisés como caudillo, que el saber de Egipto, o todo lo que alcanzara en la ciencia militar. Ningún poder, habilidad o saber terrenales pueden reemplazar la inmediata presencia de Dios. En la historia de Moisés podemos ver cuán íntima comunión con Dios puede gozar el hombre. Para el transgresor es algo terrible caer en las manos del Dios viviente. Pero Moisés no tenía miedo de estar a solas con el Autor de aquella ley que había sido pronunciada con tan pavorosa sublimidad desde el monte Sinaí; porque su alma estaba en armonía con la voluntad de su Hacedor. Orar es el acto de abrir el corazón a Dios como a un amigo. El ojo de la fe discernirá a Dios muy cerca, y el suplicante puede obtener preciosa evidencia del amor y del cuidado que Dios manifiesta por él (Testimonios para la iglesia, t. 4, pp. 524, 525).Dad a conocer a Dios vuestras dificultades. Decidle como Moisés: "No puedo conducir a este pueblo a menos que tu presencia vaya conmigo". Luego pedid aún más; orad con Moisés: "Ruégote que me muestres tu gloria". Éxodo 33:18. ¿Qué es esta gloria? El carácter de Dios. Así lo proclamó el Señor a Moisés. Que el alma se aferre con fe viva a Dios. Cante la lengua sus alabanzas. Cuando os halléis reunidos dedicad vuestra mente con reverencia a la contemplación de las realidades eternas. Así os ayudaréis unos a otros a ser espirituales. Cuando vuestra voluntad esté en armonía con la divina, estaréis en armonía unos con otros; tendréis a Cristo a vuestro lado como consejero. Enoc anduvo con Dios. Así puede andar todo aquel que trabaja por Cristo. Podéis decir con el Salmista: "A Jehová he puesto siempre delante de mí: porque está a mi diestra no seré conmovido". Salmo 16:8. Mientras sintáis que no tenéis suficiencia propia, vuestra suficiencia estará en Jesús (Obreros evangélicos, pp. 431, 432). 

Nuestro flamenco
Nuestro flamenco - El cante de Gaspar de Utrera - 11/08/25

Nuestro flamenco

Play Episode Listen Later Aug 10, 2025 59:33


Un recuerdo al cante de Gaspar de Utrera en sus piezas más representativas.Escuchar audio

Nuestro flamenco
Nuestro flamenco - Reunión de Cante Jondo - 02/07/25

Nuestro flamenco

Play Episode Listen Later Jul 1, 2025 59:01


Noticias sobre la Reunión de Cante Jondo de La Puebla de Cazalla, Sevilla, y de los Cursos Internacionales de Flamenco que se celebran previamente.Escuchar audio