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ARCHIVO MEXICANO DEL TERROR. Moscas (2012) La narrativa de Bernardo Esquinca (Guadalajara, 1972) se distingue por fusionar lo sobrenatural con lo policiaco. En Almadía ha publicado la Trilogía del Terror, conformada por los volúmenes de cuentos Los niños de paja, Demonia y Mar Negro; la Saga Casasola, integrada por las novelas La octava plaga, Toda la sangre, Carne de ataúd, Inframundo y Necropolitana; la antología Ciudad fantasma. Relato fantástico de la Ciudad de México (xix-xxi), El libro de los dioses y Asesina íntima. Las increíbles aventuras del asombroso Edgar Allan Poe recibió el Premio Nacional de Novela Negra de México en 2017. Su relato “Señor Ligotti” fue nominado al prestigioso Shirley Jackson Award 2020. Sus libros aquí: https://editorialalmadia.com/detalle/autor/bernardo-esquinca Novelas Belleza roja (FCE, 2005). Los escritores invisibles (FCE, 2009). La octava plaga (Zeta, 2011). Toda la sangre (Almadía, 2013). Carne de ataúd (Almadía, 2016). Los niños de paja (Almadía, 2008). Demonia (Almadía, 2012). Mar Negro (Almadía, 2014). Carretera perdida. Un paseo por las últimas fronteras de la civilización (Nitro-Press, 2001). Ciudad fantasma. Relato fantástico de la Ciudad de México (XIX-XXI), proyecto de dos volúmenes realizado junto a Vicente Quirarte, y publicado por Almadía en 2013. Podéis encontrarle en Instagram: @bernardo.esquinca Sonido y voz: Olga Paraíso Música Epidemic Sound con licencia premium para este podcast. 🛑BIO Olga Paraíso: https://instabio.cc/Hleidas Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals
Los Caracoles sono un palo della famiglia delle cantiñas (regione di Cadice), in modalità maggiore e ritmo di amalgama in 12 tempi.Ti consiglio di ascoltare prima gli episodi 152 e 153 dedicati alle cantiñas. È la cantiña più barocca, influenzata dal fatto che il flamenco a fine Ottocento si sia trasferito in massa a Madrid per spettacolarizzarlo: nei caffè dell'epoca gli stili più profondi erano intervallati a stili più brillanti e allegri, e Caracoles era perfetto. Ascoltiamo subito Naranjito de Triana con la chitarra di Rafael Riqueni.L'atmosfera è caratterizzata dalla chitarra in Do maggiore, che crea un clima più brillante ed energetico rispetto al Mi o al La usati nelle altre cantiñas. Ma il flamenco non è prevedibile: finché non compare il cante non possiamo essere certi al 100% di essere in Caracoles. Ascoltiamo un'introduzione in Do maggiore che poi corrisponde invece a un Mirabrás cantato da Rafael Romero el Gallina. Lavorando sul Do maggiore, se il cantaor non ha una voce super intonata non può scappare in imperfezioni espressive, come sarebbe più possibile in La o in Mi.Caracoles ha una letra molto lunga, metrica variegata e struttura complicatissima, che permette di ripetere più volte versi o parole. I testi parlano di vita urbana, personaggi del mercato e pregones (i canti del mercato) di fine Ottocento e inizio Novecento a Madrid. Nasce a Cadice ma si sviluppa a Madrid, cristallizzando quell'ambiente, quindi difficilmente si potrebbe modernizzarlo.Esploriamo la letra: "Como reluce la gran Calle de Alcalá cuando suben y bajan los andaluces" (come risplende la gran via di Alcalá quando salgono e scendono gli andalusi tra Andalusia e Madrid). Anticamente la strofa parlava di Santa Cruz de Mudela (Ciudad Real), dove c'era lo scambio ferroviario per prendere il treno per Madrid.Ascoltiamo Pericón de Cádiz con Perico el del Lunar (chitarrista chiave per questo palo). La prima parte è un'introduzione con una melodia complessa, subito ripetuta. Nella strofa c'è poi un passaggio più cupo in modalità flamenca, che ascoltiamo da Chano Lobato, ma poi si torna alla modalità maggiore. Si parla di tre importanti toreri dell'epoca, Curro Cuchares, El Tato e Juan León, per richiamare l'attenzione del pubblico madrileno. Il finale può essere il pregón "Caracoles, caracoles", oppure la letra: "Eres bonita, el conocimiento la pasión me quita, te quiero yo más que a la mare que me parió" (sei bella e la passione mi toglie la ragione, ti amo più di mia madre), che detta da un andaluso ha un peso enorme. Alla fine il chitarrista torna un momento alla modalità flamenca per chiudere il cerchio.La letra è barocca, piena di melismi e ornamentazioni. Richiede un'estensione vocale non comune: normalmente il flamenco si svolge su un'ottava o un'ottava e mezza adatta a qualunque voce, mentre qui servono una voce speciale e un cantaor preparato. Questo stile vicino a cose più serie come la malagueña o la granaína ha suscitato pareri discordanti negli aficionados, che lo sentono troppo operistico e influenzato dalla zarzuela, il che è storicamente vero, anche per il lessico più forbito.Il nome viene dalla melodia perduta La Caracolera, di cui si conserva il testo di Manuel Sanz del 1845 su El Genio de Andalucía: "¡Caracoles! ¡Caracoles! hermano ¿qué ise osté? que son mis ojos dos soles, vamos viviendo chorré" (andiamo vivendo alla giornata, arrangiandosi senza pensieri). Il creatore del cante fu Tío José el Granaino, banderillero che, perso il lavoro nella tauromachia, si buttò nel canto per vivere; questo spiega i toreri nelle letras! Probabilmente conosceva la melodia per tradizione orale.Caracoles ha un'origine teatrale nella zarzuela del 1843 "Jeroma la Castañera" di Soriano Fuertes, di cui resta il testo sulla venditrice di castagne: "Aunque venda castañas asaas... soy la reina para mi querío...". Chi conosce i Caracoles ci ritrova la famosa letra con tipiche parole popolari andaluse. Questa musica preflamenca era una tonadilla orchestrale, da cui viene il tassello del cante por caracoles come pregón di vita quotidiana. Altri cantaores poi lo copiarono da Tío José el Granaino e lo diffusero.La svolta fu di Antonio Chacón (classe 1869), che sistemò il cante appoggiandosi su altre cantiñas, rendendo il ritmo più pausato e trasformandolo in qualcosa da ascolto e non solo da baile. Chacón "madridizzò" i versi, sostituendo Santa Cruz de Mudela con la Calle de Alcalá. Nel 1928 incise due Caracoles, con Ramón Montoya e con Perico el del Lunar.Ci sono però antecedenti storici: nel 1922 El Mochuelo cantò un brano già Caracoles (chiamato nel disco "Alegría Como Reluce") e nel 1923 Manuel Pavón registrò "Como Reluce" con Montoya (brani recuperati dalla Sociedad de Pizarras).Nato per il baile, si evolve in cante da ascolto con Chacón. Il baile por Caracoles fu inventato da Romero el Tito (nipote di Tío José), che ne stabilì il codice: rispetto alle alegrías è più lento, meno aggressivo, senza obbligo di finale in bulería, silencio o castellana.Essendo un cante arzigogolato, il baile (soprattutto femminile) usa mantón, ventaglio e bata de cola.La prima fu La Macarrona: nel disco del 1922 El Mochuelo la incita con i jaleos. Su YouTube guarda Milagros Menjíbar e, per il baile maschile, Manuel Liñán (anche se con un'energia più esplosiva simile a un'alegría).Altro punto importante è la registrazione del Niño de Almadén con Perico el del Lunar nell'Antología del Cante Flamenco del 1954 (Hispavox), una Bibbia per il flamenco. Perico era stato chitarrista di Chacón e ne custodiva la memoria storica. Molti cantaores lo hanno fatto proprio, come Chocolate, Fosforito e José Menese, ma altri non lo hanno in repertorio.Antonio Mairena lo considerava poco flamenco e troppo barocco, adatto a chi non conosceva bene questo mondo. Ma a Londra la sua esecuzione ricevette un'ovazione di 15 minuti. Forse aveva ragione Quiñones: non tutti i palos devono esplorare le profondità dell'animo, Caracoles esprime semplicemente la gioia di vivere e la serenità. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e musiche del mondo arabo dal 1985, insegno baile flamenco e Lyrical Arab Dance (un lavoro sull'espressione delle emozioni) dal 1990 a Milano. La letra por caracoles è impegnativa per il bailaor, che deve conoscere benissimo il cante perché il cantaor può fare pause di respiro quando e dove vuole. Per ballare è obbligatorio conoscere il cante, d'altronde se non ti piace alla follia perché dovresti ballare flamenco? Nel baile por caracoles si esplora lo spazio come energia aerea: si può ballare in due metri quadrati, ma l'ampiezza e la gestione dello spazio sono tipici di questo stile.
El Podcast de Robotania 439Miércoles 27 mayo 20261:45 Mentiras El Musical con Itatí Cantoral en Teatro Galerías5:40 Ballets Jazz Montréal presenta: Dance Me con música de Leonard Cohen en Conjunto Santander9:00 Libro: Todos los fines del mundo de Andrea Chapela15:30 Ecohes festival18:20 En vivo desde el Met de NY: El último sueño de Frida y Diego en Conjunto Santander22:00 Jumbo en Teatro Diana25:12 Libro: Memorias del comienzo de Julieta Venegas de Almadía
Tenemos nuevo ganador. Almadén se ha alzado con la victoria en Pueblos especiales y ha conseguido colarse en la lista de los pueblos más molones de España. Repasa cómo ha quedado el ranking de la semana y no dejes de participar en el concurso de Cuerpos especiales.
Población - 1.300 habitantes | Reclamo - las minas de Almadén, mayor yacimiento de mercurio (cinabrio) del mundo | Otras cosas típicas - el carnaval, la Semana santa y la expresión salir de bacas que se dice cuando se va de pinchos.
La actualidad nos lleva a Barcelona donde líderes progresistas de todo el mundo se reúnen para intentar frenar el avance de la ultraderecha y defender la democracia. De América Latina han llegado los presidentes de Colombia, Brasil, México y Uruguay. Al mismo tiempo se han celebrado cumbres en paralelo como la mantenida entre el presidente español Pedro Sánchez y su homólogo brasileño Luiz Ignacio Lula da Silva. Además, el mandatario colombiano Gustavo Petro ha sido el protagonista del programa 'Los Desayunos', organizado por Radio Televisión Española y la Agencia EFE.Después, charlamos con nuestra colaboradora Kirely Macedo sobre cómo la comida, en América Latina, es más que un alimento. Se trata de historia, identidad y también crecimiento económico. Y, a continuación, nos acompaña en el estudio la escritora mexicana iraní Rosa Ramírez para presentarnos su primera novela Material inflamable, publicada por la editorial Almadía.Escuchar audio
Presentamos un programa un poco diferente... Vamos a dejar hablar a los monumentos, a escuchar lo que nos cuentan los 46 enclaves que, en España, son Patrimonio de la Humanidad, según la declaración de la Unesco: Atapuerca, Cuenca o las minas de Almadén... Lo ha plasmado en palabras el historiador Eduardo Manzano Moreno en su libro España Monumental, convencido de que es posible narrar de otra manera lo que ocurrió. España Monumental está editado por Planeta. Escuchar audio
En este episodio conversamos con Mariantuá Correa sobre Ciudad Láser, su primera novela, publicada por Almadía, una obra que explora con gran intensidad temas como la desaparición, el cuerpo femenino, la violencia estética, el deseo, la manipulación y la experiencia de habitar la ciudad desde la extrañeza.A lo largo de la conversación hablamos del origen de la novela en una sala de depilación láser, de la relación entre belleza e infantilización, de la influencia de su formación en Derecho y Literatura, y de la manera en que Bogotá, Barranquilla y Barcelona atraviesan su escritura. También hablamos de los registros del lenguaje, de la oralidad urbana y de la construcción de una novela noir profundamente contemporánea.Además, Mariantuá nos cuenta sobre su reciente Premio Nacional del Libro de Cuentos Julio Paredes y sobre su próximo libro de relatos.Una conversación sobre literatura colombiana contemporánea, cuerpo, miedo, clase, deseo y los mecanismos silenciosos con los que la sociedad modela nuestra idea de lo deseable.#MariantuaCorrea #CiudadLaser #LiteraturaColombiana #EscritorasColombianas #Almadia #EntrevistaLiteraria #NovelaColombiana #LiteraturaLatinoamericana #CuerpoFemenino #LibrosRecomendados
Hablamos de nuestra deriva como especie y de la necesidad de recuperar el asombro a propósito de El corazón habitante (Ed. Almadía), novela de Daniela Tarazona en la que la escritora mexicana sorprende por su capacidad para condensar en apenas ciento veinte páginas el devenir de la humanidad, desde la prehistoria hasta el futuro.Luego, Javier Lostalé nos recomienda Los versos de mi amiga (Ed. Galaxia Gutenberg), el nuevo poemario de la escritora palentina Esperanza Ortega, que llevaba más de una década sin escribir un libro de poemas exento.Además, Ignacio Elguero nos sugiere la lectura de dos ensayos muy andariegos: Caminos de agua (Ed. Fórcola), volumen en el que el catedrático de geografía Fernando Peña explora la relación entre la creación literaria y algunos de los ríos más conocidos del mundo y América y sus poetas (Ed. Taurus), una cartografía lírica del continente realizada por el reconocido profesor Edgardo Dobry.En la sección de Sergio C. Fanjul escuchamos a Marco Vidal, editor en La tortuga búlgara, quien nos pone al tanto de los desafíos que enfrentan los pequeños sellos independientes como el suyo, especializado en literatura en lenguas del este de Europa.Terminamos el programa Desmontando el poema con Mariano Peyrou, que elogia Breve tratado sobre la profundidad de los cuerpos (Ed. Isla de Siltolá), poemario en el que el joven poeta madrileño Juan Ángel Asensio inventa una forma nueva de decir la muerte.Escuchar audio
Réplica de una galería del siglo XVIII, con el entibado de madera típico de la época. Parque Minero de Almadén.
Enlaces relacionados:La Protesta: Denuncian uso ilegal y peligroso de pirotecnia durante las fiestas deTorreagüerahttps://laprotesta.es/2025/09/30/denuncian-uso-ilegal-y-peligroso-de-pirotecnia-durante-las-fiestas-de-torreaguera/El Español: Lola, la opositora a la Policía que lucha por su vida en la UCI tras quemarsepor las carretillas de unas fiestas de Murciahttps://www.elespanol.com/reportajes/20251002/lola-opositora-policia-lucha-vida-uci-quemarse-carretillas-fiestas-murcia/1003743951206_0.htmlColumna Digital: Accidente pirotécnico deja herido grave en Almadénhttps://columnadigital.com/accidente-pirotecnico-deja-herido-grave-en-almaden/Detonación. El coste oculto de la pirotecnia (Crowdfunding)https://www.animalsview.org/documental-pirotecnia/
Los españoles descubrieron América en 1492 por error. Cristóbal Colón buscaba una ruta occidental a Asia, pero su cálculo erróneo del diámetro terrestre le llevó a un continente desconocido. En principio creyeron haberse encontrado con las islas asiáticas cercanas a Japón, pero estaban muy lejos de allí. Para rentabilizar el hallazgo buscaron especias como la pimienta, el clavo o la nuez moscada, que los portugueses traían de la India y vendían con gran beneficio en Lisboa. Pero en América no había especias. Para compensarlo decidieron colonizar las islas grandes del Caribe, pero sus cultivos traídos de Europa no arraigaban bien. Se pusieron entonces a buscar metales preciosos, que eran dinero en efectivo en la Europa de la época. Durante las primeras décadas se dedicaron a la rapiña, pero eso no podía durar eternamente. Tuvieron entonces varios golpes de suerte. El primero fue que, con una mezcla de audacia y ambición, conquistaron los dos grandes imperios que había en América y, sobre sus cenizas, crearon dos virreinatos, el de Nueva España y el de Perú, hechos a la imagen y semejanza de Castilla. El segundo golpe de suerte llegó poco después. Se encontraron con dos grandes yacimientos de plata. Uno en los Andes, en Potosí, y otro en el interior de México, en Zacatecas. La extracción era en origen muy rudimentaria hasta que en 1554 un comerciante sevillano llamado Bartolomé de Medina innovó con el método de patios, un proceso de amalgama en frío con mercurio, sal y sulfato de cobre. Esto permitía procesar mucho más mineral más rápido, lo que multiplicó la producción. El mercurio necesario lo obtenían de las minas de Almadén, en la península ibérica, y en las de Huancavelica, en Perú, lo que abarató aún más el proceso. Para que la plata pudiese cruzar el océano crearon un sistema de flotas: dos convoyes anuales desde Sevilla, que era el único puerto autorizado para comerciar con América. Una parte de la flota iba a Veracruz, en Nueva España, la otra a Portobelo, en Panamá, y se reunían en La Habana para el regreso. Cargaban productos europeos en la ida. La vuelta la hacían con colorantes como la cochinilla y el añil y metales como el oro y la plata. El sistema de flotas fue muy efectivo para evitar los asaltos de los piratas, pero el contrabando era la norma, tanto mediante navíos sueltos como dentro de las mismas flotas en las que los comerciantes sólo declaraban una parte de la plata que llevaban a bordo. Esa plata viajaba en panes o en monedas. Estas últimas se acuñaban en los virreinatos. La denominación más acuñada era el real de a 8, una moneda de gran tamaño y unos 27 gramos de peso inspirada en los táleros alemanes. El real de a 8 no era la mejor moneda del mundo, de hecho presentaba muchos defectos de acuñación y no era especialmente atractiva, pero era muy abundante y generaba confianza en todos los comerciantes del mundo, que la empleaban de forma rutinaria en sus negocios. Durante cerca de tres siglos estos reales españoles acuñados con plata americana se convirtieron en la moneda más popular del mundo. Llegaba a Europa y desde allí se distribuía por todo el planeta, casi siempre con dirección a China, que era el mercado al que afluían los mercaderes europeos a proveerse de todo tipo de bienes de lujo. La plata americana en forma de reales de 8 abrió un nuevo capítulo en el comercio internacional, proporcionó liquidez y posibilitó la primera globalización de la economía mundial. Pero sobre España cayó como la lluvia que cae sobre un tejado. Surgieron gracias a ella dos imperios: uno político y otro monetario. El segundo sobrevivió al primero hasta el punto de que en la lejana China al rey de España se le empezó a conocer como el rey de la plata. En La ContraRéplica: 0:00 Introducción 4:11 La plata española 27:03 Contra el pesimismo - https://amzn.to/4m1RX2R 1:07:45 El título de zar de Rusia 1:11:20 La Gran Armada en Irlanda Bibliografía: “La flota de Indias” de Enrique Martínez - https://amzn.to/3VIRIPs “Conquistadores” de Fernando Cervantes - https://amzn.to/4pMroBD “Los conquistadores” de Matthew Restall y Felipe Fernández-Armesto - https://amzn.to/46BkUOw “América hispánica” de Guillermo Céspedes del Castillo - https://amzn.to/4nTqgum · Canal de Telegram: https://t.me/lacontracronica · “Contra el pesimismo”… https://amzn.to/4m1RX2R · “Hispanos. Breve historia de los pueblos de habla hispana”… https://amzn.to/428js1G · “La ContraHistoria del comunismo”… https://amzn.to/39QP2KE · “La ContraHistoria de España. Auge, caída y vuelta a empezar de un país en 28 episodios”… https://amzn.to/3kXcZ6i · “Contra la Revolución Francesa”… https://amzn.to/4aF0LpZ · “Lutero, Calvino y Trento, la Reforma que no fue”… https://amzn.to/3shKOlK Apoya La Contra en: · Patreon... https://www.patreon.com/diazvillanueva · iVoox... https://www.ivoox.com/podcast-contracronica_sq_f1267769_1.html · Paypal... https://www.paypal.me/diazvillanueva Sígueme en: · Web... https://diazvillanueva.com · Twitter... https://twitter.com/diazvillanueva · Facebook... https://www.facebook.com/fernandodiazvillanueva1/ · Instagram... https://www.instagram.com/diazvillanueva · Linkedin… https://www.linkedin.com/in/fernando-d%C3%ADaz-villanueva-7303865/ · Flickr... https://www.flickr.com/photos/147276463@N05/?/ · Pinterest... https://www.pinterest.com/fernandodiazvillanueva Encuentra mis libros en: · Amazon... https://www.amazon.es/Fernando-Diaz-Villanueva/e/B00J2ASBXM #FernandoDiazVillanueva #plata #america Escucha el episodio completo en la app de iVoox, o descubre todo el catálogo de iVoox Originals
De origen búlgaro-mexicano, Myriam Moscona, es una de las escritoras más emotiva, profunda, compleja y elaborada de la literatura contemporánea. Ella juega con la plasticidad que tiene la lengua cuando va de un idioma a otro. Otra poeta la entrevista, Julia Santibañez, y conversan sobres las diferencias entre el ladino y el español, la manera de acercarse al mundo entre una y otra lengua y de una trayectoria llena de premios como la beca Gugemheim (2006), el Manuel Lewinsky (2017), Xavier Villaurrutia de Escritores para Escritores (2012). Algunos de sus libros son: Ansina (Editorial Vaso Roto, 2016), La muerte de la lengua inglesa (Almadía, UNAM, 2020) y León de Lidia (Tusquets, 2022). Y ella nos pregunta "¿Por qué no usar un lenguaje que surgió en el sigo XV para escribir poesía contemporánea?". Con esta gran escritora celebramos nuestro episodio 650 que honor tenerla en este proyecto.
El Podcast de RobotaniaMiércoles 03 septiembre 20253:57 Concierto: Tania Libertad en Teatro Diana6:00 Libro: Niña Pájaro Glaciar de Mariana Matija de Almadía Editorial14:20 Concierto: Ben Wendel Quartet en Conjunto Santander21:00 Música y discos de Iraida Noriega34:00 Calaverandia en Guadalajara38:00 Panic Park en ExBolerama La Minerva40:00 Exposición Fábulas Fantásticas en MUSA de GDL46:14 Kid Koala The Storyville Mosquito en Conjunto Santander
El último episodio de la temporada de El Placer de Viajar nos lleva a espacios casi siempre vedados al turista: lugares imprescindibles bajo tierra. El Placer de Viajar se centra en este episodio, el ultimo de la cuarta temporada, en un espacio en el que habitualmente no suele estar al alcance de los turistas, pero que no por ello deja de ser, al menos en algunas ocasiones, absolutamente impresionante: bajo la superficie de la tierra. Espacios que pueden llegar a ser aterradores, pero al mismo tiempo fascinantes, como los osarios de la República Checa. Que en muchas ocasiones son impresionantes, como la Catedral de Sal de Zipaquirá; que son una apasionante lección de historia como las minas de Almadén; o también en, el Pozo Sotón, en la cuenca minera de Langreo. Otros incluso nos llevan casi físicamente a episodios históricos concretos, como ocurre con los búnkeres de Melieha en el norte de Malta; o las maravillosas Churchill War Rooms en el centro de Londres. Y, por supuesto, las cuevas naturales, como las de Valporquero, en León; o las de Mira el Aire, en el centro de Portugal, muy cerca de Fátima. Escríbenos, explícanos qué te gusta más y si hay algo que no te gusta tanto de El Placer de Viajar, dinos de qué destinos quieres que hablemos y si quieres que tratemos algún tema y, por supuesto, pregúntanos lo que quieras en el correo del programa: elplacerdeviajar@libertaddigital.com.
El podcast de RobotaniaMiércoles 06 agosto 20252:15 Mentiras el musical nueva fecha en Teatro Galerías GLD6:00 Libro: NiñaPájaroGlaciar de Mariana Matija de Almadía Editorial11:40 The Warning en Cinépolis16:15 El Lago de los Cisnes Acrobático en Conjunto Santander20:40 Película: La hora de la desaparición de Warner Bros Pictures29:30 Festival Día de Campo en GDL35:40 Ben Wendel en Conjunto Santander40:00 Película: Un viernes de locos de Disney
Seguimos descubriendo las plazas de Castilla-La Mancha. Almadén, en Ciudad Real es la parada de este viernes
Miguel Ángel Risco entrevista a la alcaldesa de Almadén, Raquel Jurado, en el último jueves que toma el fresco con sus vecinos
'El verano de Cervantes' es el último libro de Antonio Muñoz Molina (Seix Barral) y nos lo ha presentando en la biblioteca de Hoy por Hoy. El autor nos lleva a sus lecturas veraniegas del gran clásico de las letras españolas. Es un libro que lee desde niño y a través de sus lecturas nos cuenta episodios de su vida y la relación de Don Quijote de la Mancha con la cultura española y universal. También nos descubre como es un libro donde siempre es verano, solo llueve una vez o que Cervantes nunca describe el paisaje. Un ensayo apasionante en el que siempre que te pones frente a una obra de Antonio Muñoz Molina aprendes, y no sólo de literatura. Más allá de 'El verano de Cervantes' nos regalo otros dos libros para nuestras estanterías: 'Middlemarch' de George Eliot (Alba Editorial) y 'Antología poética' de Vicent Andrés Estellés (Visor). Nuestro bibliotecario Antonio Martínez Asensio nos trajo tres libros que relaciona con la crisis de la inmigración en Estados Unidos : 'Genealogía' de María Teresa Andruetto y Santiago Guevara (Libros del zorro rojo) , 'Americanah' de Chimamanda Ngozi Adiche (Random House) y 'Solito' de Javier Zamora ( Random House). A estos tres libros Martínez Asensio sumó el libro que nos contará en 'Un libro, una hora', un clasicazo "Celia en la revolución' de Elena Fortún (Renacimiento). Las novedades las trajo Pepe Rubio , dos : 'Aquellas noches eternas' de Silvia Grijalba (Ediciones B) y 'Apuntes para una despedida" de Javier Serena (Almadía) . Pascual Donate rescató de nuevo un libro abandona en la redacción de la SER, bueno tres 'Mapas del tesoro' (I, II y III) de j. Miguel Espinosa Infante (Caligrama). Tres tomos en el que el autor deja en herencia todo su saber a sus hijos. Por último las donaciones de los oyentes que fueron: 'La vida exagerada de Martín Romaña" de Alfredo Bryce Echenique (Anagrama) , 'Tinta invisble' de Javier Peña (Blackie Books) y 'Cometas en el cielo" de Kalhed Hosseini (Salamandra)
'El verano de Cervantes' es el último libro de Antonio Muñoz Molina (Seix Barral) y nos lo ha presentando en la biblioteca de Hoy por Hoy. El autor nos lleva a sus lecturas veraniegas del gran clásico de las letras españolas. Es un libro que lee desde niño y a través de sus lecturas nos cuenta episodios de su vida y la relación de Don Quijote de la Mancha con la cultura española y universal. También nos descubre como es un libro donde siempre es verano, solo llueve una vez o que Cervantes nunca describe el paisaje. Un ensayo apasionante en el que siempre que te pones frente a una obra de Antonio Muñoz Molina aprendes, y no sólo de literatura. Más allá de 'El verano de Cervantes' nos regalo otros dos libros para nuestras estanterías: 'Middlemarch' de George Eliot (Alba Editorial) y 'Antología poética' de Vicent Andrés Estellés (Visor). Nuestro bibliotecario Antonio Martínez Asensio nos trajo tres libros que relaciona con la crisis de la inmigración en Estados Unidos : 'Genealogía' de María Teresa Andruetto y Santiago Guevara (Libros del zorro rojo) , 'Americanah' de Chimamanda Ngozi Adiche (Random House) y 'Solito' de Javier Zamora ( Random House). A estos tres libros Martínez Asensio sumó el libro que nos contará en 'Un libro, una hora', un clasicazo "Celia en la revolución' de Elena Fortún (Renacimiento). Las novedades las trajo Pepe Rubio , dos : 'Aquellas noches eternas' de Silvia Grijalba (Ediciones B) y 'Apuntes para una despedida" de Javier Serena (Almadía) . Pascual Donate rescató de nuevo un libro abandona en la redacción de la SER, bueno tres 'Mapas del tesoro' (I, II y III) de j. Miguel Espinosa Infante (Caligrama). Tres tomos en el que el autor deja en herencia todo su saber a sus hijos. Por último las donaciones de los oyentes que fueron: 'La vida exagerada de Martín Romaña" de Alfredo Bryce Echenique (Anagrama) , 'Tinta invisble' de Javier Peña (Blackie Books) y 'Cometas en el cielo" de Kalhed Hosseini (Salamandra)
La escritora colombiana Mariana Matija publica su primer ensayo titulado 'Niñapájaroglaciar' con la editorial Almadía. Se trata de un libro autobiográfico donde responde a preguntas personales respecto al vínculo que nos une con todos los seres vivos. A modo de diario la autora reflexiona sobre los sentimientos de amor y dolor que le genera la naturaleza desarrollando el concepto de paisaje interno.Escuchar audio
La escritora argentina Corina Bistritsky presenta 'El gran danés' publicado por la editorial Almadía. Un libro que cuenta la historia de una mujer de unos 30 años que no pasa por su mejor momento. La protagonista acaba de romper con su pareja, y su abuela antes de fallecer le cuenta un secreto gran familiar. Para remontar el ánimo se apoya en un gran danés que adopta y en su mejor amigo.Escuchar audio
Dejamos atrás Peñalsordo en Badajoz para volver a tierras de Ciudad Real, y tras solo 46 kms por la EX-233/CM-4200, hacia el este llegamos a la localidad Ciudadrealeña de Almadenejos. Es una localidad situada en el llamado valle de la Alcudia, cerca de Almadén y muy cerca ya de la provincia de Córdoba. Cuenta con 393 habitantes, y su gentilicio es almadenejense. Como vemos es un gentilicio neutre, algo que era de esperar por que si alcalde es Pepillo Hidalgo Renato de Podemos. Podríamos decir que Almadenejos es Venezuela. A pesar de estar situada en la antigua calzada romana que unía Chillón con Fontanosas…y esto te lo cuenta Wikipedia como si Chillón y Fontanosas fuesen Nueva York y Chicago. EL origen de la población parece ligado a las explotaciones mineras, y es un municipio relativamente nuevo, ya que su origen está situado en el siglo XVII con el descubrimiento y explotación de la llamada mina de Concepción Vieja, que generó varias chozas de la gente que trabajaba en ellas, donde se resguardaban cuando llegaba una Dana. Mazón tampoco estuvo allí. Con la regularización de las faenas mientras, se construyeron almacenes, edificios de servicios y finalmente viviendas para la gente que trabajaba allí y sus familias. Y ese es el origen de Almadenejos. La toponimia no la he encontrado en ningún lado, pero si me la invento creo que voy a fallar poco. La población más cercana, y a la que perteneció hasta 1835 es Almadén, así que está claro que el origen del nombre es esa población. Al ser tan nuevo este municipio aquí no podemos hablar ni de Pedro I el cruel, ni de Alfonso X el sabio ni de su hijo Alfonso XI el menos sabio. El municipio como era en origen un lugar donde vivían los mineros creció sin ninguna planificación urbanística, como Marbella. Más tarde se descubrieron nuevas minas como la de Gilobreros, también conocida como Nueva Concepción. La Vieja Concepción se agotó en 1800. Principalmente lo que se extraía de esas minas era Mercurio. Hoy día las minas están abandonadas tras su agotamiento. Su patrimonio está relacionado con el pasado minero, con el Baritel de San Carlos, un edificio circular donde se situaba un torno de madera con el cual se extraía el mineral. Es un edificio circular de 16 lados. Por supuesto se conservan muchos Hornos de Mercurio, donde se introducía el material para sacar el propio mercurio. Debió ser una población nada tóxica, para nada. Hay un muralla del siglo XVIII que rodea totalmente la población, que contaba con 4 puertas de las que hoy solo se conserva la llamada de Almadén. Sus fiestas principales son el primer domingo de octubre con la Santísima Virgen del Rosario (aquí perdieron la oportunidad de que fuese la virgen de la Concepción) y a primeros de Agosto se celebra la feria del Emigrante. Como dato, buscando sitios a los que llamar, ví la Estación de Servicio Cepsa, con un 1 en Google Maps. La razón son los dos siguientes comentarios: Me pegué 3 km caminando ida y vuelta desde la estación para descubrir no solo que no había gasolinera si no que además me habían robado los calzoncillos que llevaba en el equipaje. En esta dirección no existe ninguna gasolinera
El Colegio oficial de veterinarios de Jaén se ha concentrado para exigir la derogación del decreto que les prohíbe recetar y vender ciertos medicamentos para los animales. Hablamos de otra protesta, la de las asociaciones de madres y padres de los centros Alfonso Sancho y Almadén por la eliminación de una línea de escolarización en infantil. La Policía Nacional ha detenido en Andújar a un hombre de 41 años por un delito contra la salud pública. El hombre, vecino de Marmolejo, tenía en su poder una cantidad de 300 gramos de cocaína, que en el mercado ilícito costaría más de 20.000 euros La Universidad de Jáen abre una nueva línea de investigación en Egipto dirigida por la investigadora Gersande Eschenbrenner Diemer. Será el segundo proyecto que la universidad de Jaén va a desarrollar en Egipto junto con Proyecto Qubbet el-Hawa en Asuán, algo que sitúa a esta institución en la cima de la investigación arqueológica.Escuchar audio
En #HoyEsRisco del lunes 3 de marzo, el doctor Rafael Fernández de Castro, comentó que hay que esperar los alcances de los aranceles del 25 por ciento a las importaciones proveniente de México y Canadá; la reacción del gobierno mexicano debe ser con la cabeza fría y no caer en su juego. Con Camila Martínez, Secretaria de Comunicación, Difusión y Propaganda nacional de Morena, hablo de la discusión en la Cámara de Diputados sobre la iniciativa presidencial para poner fin al nepotismo y elevarlo a nivel constitucional. En el partido vamos a reforzar los estatutos para que ningún candidato pueda suceder a un familiar en el cargo a partir de 2027, tal cual lo envió la presidenta Claudia Sheinbaum y no en 2030, como lo aprobó el Senado en primera instancia, precisó. Con Alejandro Magallanes, diseñador de la editorial Almadía, habló sobre los 20 años de la editorial. Sobre la ceremonia de los premios Óscar, la especialista en cine, Fernanda Solórzano, quien comentó que fue una premiación bastante equilibrada. Anora, la ganadora a mejor película es una muestra del cine independiente que queremos seguir viendo y el premio a Zoé Saldaña, a mejor actriz de reparto por su participación en la película Emilia Pérez, fue merecido, pero su discurso no me gustó mucho, puntualizó. Finalmente, en los deportes, Marion Reimers comentó sobre el despido de Veljko Paunovic como DT de los Tigres de la UANL y la llegada de Efraín Juárez como timonel de los Pumas de la UNAM.
Charlamos con Carlos Castaño Senra de su segunda novela, Cuatro escayolas (Ed. Sloper), peculiarisima historia que combina absurdo y reflexión filosófica con la que se desmarca de los cauces habituales de la narrativa española contemporánea. Luego, Javier Lostalé nos pone tras la pista del misterioso poeta Fernando Plata, que acaba de debutar con Himnos a los altos (Ed. Vandalia), un poemario cuya dicción recuerda "sospechosamente" a la de José Luis Rey. En su sección, Ignacio Elguero nos habla de la revista Zenda, que acaba de celebrar la primera edición de sus premios. También nos recomienda la lectura de La belleza del otro (Ed. Visor), obra del poeta y sacerdote Antonio Praena distinguida con el Premio de Poesía Hermanos Argensola en 2024, y Una teoría del todo (Ed. Pre-Textos), el ambicioso poemario con el que Rodrigo Sancho Ferrer ha ganado el IV Premio Internacional de Poesía Francisco Brines. En Peligro en La estación nuestro colaborador Sergio C. Fanjul pone sobre la mesa varios títulos que confirman el estupendo momento que vive la ciencia ficción en Latinoamérica. Entre ellos destaca Área protegida (Ed. Almadía), la nueva novela del escritor boliviano Edmundo Paz Soldán. Una historia ambientada en un parque temático abandonado en la selva amazónica al que van a parar los seguidores de una secta apocalíptica. Terminamos el programa en compañía de Mariano Peyrou, que -por paradójico que resulte- hoy nos habla de poesía a propósito de una novela, Agua viva (Ed. Siruela), obra de la escritora de culto brasileña Clarice Lispector que ahora podemos leer en una traducción de Elena Losada.Escuchar audio
En Hoy es Risco del miércoles 4 de diciembre:Isabel Zapata nos comparte cómo cuento que era para su pequeña hija, se convirtió en una novela que narra la historia con su perra que esta omnipresente en la historia con un contexto social en la década de los 90, ¿tú también vivías la infancia en ese momento?Javier Martín Reyes pone los puntos sobre las íes, de una Constitución dormida en el régimen hegemónico a la joven democracia en México, ¿Es válida una la lealtad política absoluta?Sin duda no podemos dejar pasar la intervención de Primo Olvera, quien nos habló de la Corte en la FIL y las manifestaciones de ideas en contra de la reforma judicial.Además de la imperdible recomendación de Juan Pablo Villalobos “Algunas de estas cosas no son ciertas” de la editorial Almadía de Vicky González.
Entrevista a Paco Cabrera, concejal de educación, patrimonio y turismo de Almadén
Hay quienes conocen la luz, el estar bien, porque han abrazado la oscuridad. Autores como Matías Candeira, que miran, feroces, crueles, irónicos, inteligentes, un poco mentirosos también... Y nos preparan para que todo salte por los aires. Hablamos con Matías Candeira de 'Un Dios con el estómago vacío', su nuevo libro de cuentos que publica Almadía. Vamos también al debut en la zarzuela de la directora mexicana Alondra de la Parra, que ha tomado la batuta este año de la Orquesta de la Comunidad de Madrid y que hoy ha presentado en el Teatro de la Zarzuela, nos lo va a contar Olga Baeza, 'La del manojo de rosas'.Además, escucharemos a Miquel Barceló, porque 24 horas después de saber que hará 3 tapices para la renovada Notre Dame de París. El balear ha estado en Madrid presentando su biografía.Después con Sonia Castelani nos iremos a IFEMA, donde se celebran los 85 años de MARVEL con una muestra que analiza el impacto de sus cómics en la cultura estadounidense y mundial.Y terminamos en el little corner of the world de Laura Fernández.Escuchar audio
España es uno de los países con mayor diversidad biológica de la Unión Europea. Esa enorme cantidad de especies animales y vegetales que atesoramos no sería posible sin un gran patrimonio geológico que la sustente. De hecho, nuestro país es el segundo después de China en número de geoparques, con un total de 16. Y la semana pasada, el Congreso Geológico Internacional celebrado en Corea incluyó cuatro nuevos enclaves españoles en su lista de Patrimonio Geológico Mundial: el yacimiento paleontológico del Cretácico Inferior de Las Hoyas (Cuenca), el manto tectónico de la Unidad del Esla (León), las estructuras tectónicas del macizo de Monte Perdido (Huesca) y los pliegues alpinos superpuestos en Aliaga (Teruel). Estos lugares se suman a la Caldera de Taburiente (La Palma), el Flysch de Zumaya (Vizcaya) y las mineralizaciones de mercurio de Almadén (Ciudad Real), incluidos en 2022. En "Más cerca" (Radio 5) hemos entrevistado a Juana Vegas, investigadora del IGME-CSIC y secretaria general de la Comisión Internacional de Patrimonio Geológico de la Unión Internacional de Ciencias Geológicas. Escuchar audio
Entrevista a Pepe Monteseirín, fundador de la Unión de Plazas de Toros Históricas, en la que se incluyen, entre otras, las de Toro, Almadén, Béjar y Aranjuez. Monteseirín reivindica la reactivación de la Unión, fundada hace 24 años y en letargo justo antes de la pandemia. Precisamente uno de sus 16 cosos, el de Toro (Zamora), acaba de celebrar 196 años de vida y la próxima semana albergará una interesante novillada: utreros de Domingo Hernández para Jarocho, Manuel Román y Marco Pérez.Escuchar audio
En el siglo XVI, con la llegada a España de Carlos I se abría paso una nueva dinastía, la de los Habsburgo. Dos años más tarde, Carlos lograba ser elegido emperador del Sacro Imperio Romano Germánico, gracias en buena medida al apoyo financiero de Jacobo El Rico, banquero perteneciente a la familia de los Fugger.Junto a los Medici y los Welser, los Fugger fueron las más importantes sagas familiares de banqueros que emergieron al comienzo del Renacimiento.Los Fugger eran originarios de la ciudad de Augsburgo, y formaron una amplia dinastía distribuida entre distintas ramas, con figuras muy destacadas, como Jacobo Fugger (1454-1525), conocido por el apelativo de El Rico, o Anton Fugger (1493-1560). Jacobo había desarrollado un importante emporio financiero gracias a negocios como la minería en el Tirol y con algunos aspectos de la administración pontificia en Roma.Su relación con España comenzó tras el apoyo a Carlos V. Aquí obtuvo el arrendamiento de los Maestrazgos, lo que le permitió disponer de las rentas de las tres órdenes militares de Santiago, Alcántara y Calatrava. En ellos se incluía la explotación de las minas de mercurio de Almadén, de importancia estratégica para economía de la época.Los Fugger, tuvieron presencia activa en España durante más de un siglo, hasta el reinado de Felipe IV, y dejaron huella en la geografía y la sociedad española, donde fueron conocidos popularmente como los Fúcares.El programa de Ana Vega Toscano se acerca a la familia de los Fugger y su relación con España, y cuenta con la participación de Carmen Sanz Ayán, catedrática de Historia Moderna de la Universidad Complutense de Madrid y Académica de Número de la Real Academia de la Historia; Carlos Javier de Carlos Morales, Director del Departamento de Historia Moderna de la Universidad Autónoma de Madrid; y Carlos Álvarez Nogal, catedrático de Historia Económica de la Universidad Carlos III de Madrid.Escuchar audio
Welcome to Talking to Grandma, a weekly podcast that elevates stories, science, and strategies to help you raise and teach multilingual and bilingual children. Hosted by Dr. Veronica Benavides, founder and CEO of Bilingual Generation, an organization that helps children with bilingualism in their bones stay connected to their heritage languages and cultures. In this episode, we explore the vital connection between culture, language, and wellness with Jennifer Velasquez. Jennifer Velasquez is an illustrator and the founder of Almadé, a wellness company that provides BIPOC women with the tools to heal their inner child and break free from their generational curses. Using her background in adult education and love of neuroscience, Jennifer's science-based and abuela-approved tools are used by therapists, social workers, and in classrooms across the country. She creates in the Catskill Mountains of New York with her husband Jake and pup Ruthie. For more on her work visit, www.almadeshop.com and connect with her on Instagram @almadeshop. Join us as she shares how her health led her to discover a side to her heritage language she had yet to uncover and how she plans to bridge generations through her work.
Y en la entrevista "Mano a mano", Carles Mesa conversa con la escritora trans mexicana Frida Cartas, que nos presenta el libro 'Transporte a la infancia' (Ed. Almadía).Escuchar audio
En el espacio "Vida sana" de Julio Basulto abordamos la estrecha relación que existe entre alcohol y cáncer, como acaba de publicar en un informe la OMS (Organización Mundial de la Salud). Además, atendemos las dudas y preguntas sobre alimentación de nuestros oyentes. Y en la entrevista "Mano a mano", Carles Mesa conversa con la escritora trans mexicana Frida Cartas, que nos presenta el libro Transporte a la infancia (Ed. Almadía).Escuchar audio
La actualidad nos lleva hasta Argentina, Ecuador y Colombia. Nos detenemos también en Venezuela donde el Gobierno ha intensificado su llamamiento a que la ciudadanía participe en la consulta del 3 de diciembre sobre la disputa territorial con Guyana por un territorio de casi 160.000 kilómetros cuadrados, ubicado al oeste del río Esequibo. El referendo plantea que los venezolanos respondan cinco veces sí para rechazar los alegatos de Guyana en el pleito y respaldar las acciones del Ejecutivo, entre ellas la creación de una región llamada Guayana Esequiba, para anexionarla al mapa nacional.Conversamos después con la escritora mexicana María José Ramírez, que presenta en la 37 edición de la Feria Internacional del Libro de Guadalajara (FIL) su primera novela, Genética de los monos (Almadía), y que antes ha pasado por España.Escuchar audio
Walk with me
En Madrid se cruzan, no por casualidad, las calles Fúcar y Almadén. Igual que se cruzaron, en el siglo XVI, el milagroso palo santo americano con una familia de banqueros mercuriales: los Fugger.
Nos acompaña la escritora mexicana Clyo Mendoza que presenta su libro Silencio, Premio Internacional de Poesía Sor Juana Inés de la Cruz en 2017, y que ahora ha reeditado en España la editorial Almadía. Un libro basado en una historia real, que tiene como protagonista a Águeda, una joven que llora la muerte de su madre y busca su cuerpo pero que se da cuenta de que en la sierra donde vive y el crimen organizado manda, muchos son los que, como ella, lloran a sus muertos y los buscan. La actualidad nos lleva después hasta Guatemala, Colombia, Argentina y Brasil. Escuchar audio
“El lenguaje se vuelve una huella dactilar porque hace crisis en uno y uno lo que manifiesta es ese lenguaje que ha pasado por un proceso interno y tiene unas deformaciones propias de estilo o de sentido,” cuenta le escritora Vanessa Londoño. Vanessa Londoño es una escritora, periodista y abogada. Tiene una maestría en escritura creativa por la Universidad de Nueva York. Su primer libro Asedio animal, fue publicado en el 2020 por la editorial Almadía. Ganadora del 5to Premio Internacional de Literatura Aura Estrada. En este episodio María Camila Agudelo conversa con Vanessa sobre el proceso de publicar un libro, construir mundos y vivir de la literatura. Esto es Punto y Coma: el podcast de las mujeres que escriben. Conversaciones con escritoras sobre su proceso creativo, sus dudas fundamentales, rituales, miedos y sueños. Un recorrido por el camino y el placer de escribir. Dirige María Camila Agudelo, periodista, abogada y lectora. Este es un podcast original de 070 Podcasts. La edición es de Goldy Levy y Cristián Robayo.
Isla partida, publicado en Almadía en 2021, por la recientemente ganadora del Premio Sor Juana Inés de la Cruz (2022) Daniela Tarazona, nos recuerda su talento y gran profundida. El libro, escrito en episodios fragmentarios, nos desacomoda como lectores con una historia llena de desdoblamientos y múltiples representaciones, de distorsiones de lo que se percibe como “real”, de el navegar dentro de una disfunción cerebral que difícilmente puede acotarse en un electroencefalograma o cualquier otro estudio médico. Los personajes de esta novela nos invitan a asomarnos a ver cómo es ir a esa isla, un espacio interior e individual en donde habita la mente, a la vez que a la vida diaria llena de recuerdos y de objeto que cuentan sobre las relaciones familiares, con la madre, la abuela, con uno mismo. El libro evoca voces de Clarice Lispector, una de las grandes influencias de Tarazona y resonancias de Silvia Plath y Daniel Paul Schreber, otras de las lecturas de esta brillante escritora mexicana. Vengan a www.hablemosescritoras.org a escuchar y leer la reseña completa.
Nos acompaña el escritor estadounidense Francisco Goldman que publica en España su novela Monkey Boy (Almadía), traducida por Daniel Saldaña París, finalista del Premio Pulitzer de Ficción 2022 y ganadora del American Book Award. De padre estadounidense de origen judío y de madre guatemalteca, en él repasa su juventud, la relación con sus padres, su período formativo y su relación con los dos países de origen, mientras viaja en tren desde Nueva York a Boston, su ciudad natal, para visitar a su madre. Escuchar audio
Anayasa değişikliği teklifi kapsamında AKP heyetinin HDP'yi ziyaret etmesi siyaset tartışmalarının gündeminde. MHP Genel Başkanı Devlet Bahçeli'nin ziyarete ilişkin “Doğru bir adımdır” açıklamasının ardından gözler İYİ Parti Genel Başkanı Meral Akşener'e çevrilmişti. Akşener görüşme üzerinden hem AKP'ye hem HDP'ye yüklenirken Bahçeli'ye yönelik hiçbir şey söylemedi. Ruşen Çakır, Akşener'in neden Bahçeli'yi hedef almadığını yorumladı.
Desde el arte visual, Verónica Gerber Bicecci nos ha mostrado que el lenguaje puede llevarse a los límites y que decodificar es proponer otras formas de lectura. Con una formación en la icónica escuela La Esmeralda de la CDMX, ha coordinado programas como el Seminario de producción fotográfica y ha sido parte del equipo docente de SOMA. Ha expuesto en algunos de los centros artísticos más importantes de México y en países como España, Alemania y Uruguay. La compañía (Almadía, 2019) y "La máquina distópica", un oráculo web que trabajó en colaboración con Canek Zapata y Carlos Bergen. Es parte del libro Tsunami, editado por Gabriela Jauregui, en donde interviene el poema que se considera tal vez como el primer poema misógino en occidente. Los invitamos a escuchar a Gisela Heffes quien la entrevista para nuestra sección "Estéticas del Antropoceno", Episodio 350 y visitar su página web.
Bu video 22/01/2017 tarihinde yayınlanan "İTİRAFÇI KILIKLI MÜFTERÎLER VE MEDRESE-İ YÛSUFİYE" isimli bamtelinden alınmıştır. Tamamı burada: https://www.herkul.org/bamteli/bamtel... Hizmet gönüllülerine “terörist” diyen, teröristin ta kendisidir; onları “firak-ı dâlle” gösterenin kendisi dalalete düşmüş bir zavallıdır. Bir gün o zindandakiler, Yusuf gibi çıkacaklar, Allah'ın izni ve inayetiyle. Çünkü onlar, anarşistlerin, teröristlerin (!)… Hani “terörist” de dediler. Bir vandal yazdı, başka vandallar da imza attılar. Karıncaya basmayan insanlara “terörist” dediler. İnsan, Allah'tan korkmuyorsa, hiç olmazsa insanlardan utanır. Yahu, Allah aşkına, haramiler gibi tepelerine bindiğiniz zaman, gidip mallarının üzerine konduğunuz zaman, alın teriyle kazandıkları mallarına konduğunuz zaman, yurt dışında olan paralarını bile bloke ettiğiniz zaman, Allah aşkına söyleyin, birisi size karşı tükürük attı mı?!. Yumruğunu sıktı mı?!. “Allah'tan korkun!” dedi mi?!. Demedi!.. Çünkü hakiki mü'min.. çünkü efendi.. çünkü centilmen.. çünkü karakterinin gereğini sergiliyor. قُلْ كُلٌّ يَعْمَلُ عَلَى شَاكِلَتِهِ “De ki; herkes, kendi karakterini sergiler!” Sen bu karakterde olan insana “terörist” diyorsan, teröristin teki senin kendindir. Sen, bu karakterde olan insana “firak-ı dâlle!” diyorsan, sen firak-ı dâllenin tâ kendisisin. Sen, bu karakterde olan insanlara “yeni bir din…” falan diyorsan, hayatında namazın sünnetini bile kaçırmamış, ağzına bir arpa kadar haram koymamış… Bunları söylemekte mahsur var mı? Fakir, altı sene idarecilik yaptım Kestanepazarı'nda. Orada talebelik yapan insanlar var, şu anda da içinizde varlar. Çıksın birisi bana desin ki, “Talebe için pişen yemekten bir kaşık aldın!” Aldımsa, Allah canımı alsın. Almadım. Çünkü vakıf idi o. Ben, kendi maaşım ile geçindim. Altı sene, orada, günde altı saat derse girdim. Mütalaada başlarında bulundum, yedi-sekiz saat. O günün talebeleri var içinizde bugün. Mesai yaptım. Fakat bir kuruş almadım. Çünkü oraya yardım edenler, vakfa yardım ediyorlardı. Milletin malından arpa kadar şey, ağzıma koyamam. Kıtmir'in levhalarda gezen sözüdür: “Allah'ım, Sana, ağzıma bir arpa kadar haramdan koymuş olarak gelmeme fırsat verme!..” Ben, hiç birinizi, bu anlayışın iki adım gerisinde görmüyorum. Hayatınızı bu çizgide sürdürdüğünüze dair, bütün kalbimi Allah'ın izni ve inayetiyle ortaya koyarım. Hayatını bu anlayış, bu mantık ve bu felsefeye bağlı olarak götüren insanlara, “terörist” diyen insan, dünyada en aşağı insandır. “Firak-ı dâlle!” diyen, bir vandal, mahlûktur. “Farklı bir din ortaya koymaya çalışıyorlar!” diyen… Nafileleri bile kaçırmayan.. hatta yirmi yaşına kadar kıldığı namazlarını kaza eden.. dört yaşından itibaren namaz kılan ama “Bazılarında belki istibraya dikkat etmemişimdir” diye yirmi yaşına kadar olanları kaza eden… Oysaki dört yaşında namaz zaten farz değil. Büyük çoğunluğa göre on beş yaşında namaz farz oluyor. Ama kendi kendine “Madem sen yaptın onu, belki dikkatli yapmamışsındır” diyerek, o süre zarfında kıldığı namazları bile, her gün kırk rekât ilave ederek yeniden kılan… Böyle bir insana sen “terörist” diyorsan, “firak-ı dâlle” diyorsan, dünyada senden daha alçak insan yoktur. O alçaklığınla haşrolacaksın. Evvela tarihe geçeceksin, tarihin sayfalarında, paragraflarında okuyanlar, o paragrafta senin yüzüne tükürecekler; sana, Ziya Paşa gibi, “Yufff!..” çekecekler. Vesselam..
Bu video 22/01/2017 tarihinde yayınlanan "İTİRAFÇI KILIKLI MÜFTERÎLER VE MEDRESE-İ YÛSUFİYE" isimli bamtelinden alınmıştır. Tamamı burada: https://www.herkul.org/bamteli/bamtel... Hizmet gönüllülerine “terörist” diyen, teröristin ta kendisidir; onları “firak-ı dâlle” gösterenin kendisi dalalete düşmüş bir zavallıdır. Bir gün o zindandakiler, Yusuf gibi çıkacaklar, Allah'ın izni ve inayetiyle. Çünkü onlar, anarşistlerin, teröristlerin (!)… Hani “terörist” de dediler. Bir vandal yazdı, başka vandallar da imza attılar. Karıncaya basmayan insanlara “terörist” dediler. İnsan, Allah'tan korkmuyorsa, hiç olmazsa insanlardan utanır. Yahu, Allah aşkına, haramiler gibi tepelerine bindiğiniz zaman, gidip mallarının üzerine konduğunuz zaman, alın teriyle kazandıkları mallarına konduğunuz zaman, yurt dışında olan paralarını bile bloke ettiğiniz zaman, Allah aşkına söyleyin, birisi size karşı tükürük attı mı?!. Yumruğunu sıktı mı?!. “Allah'tan korkun!” dedi mi?!. Demedi!.. Çünkü hakiki mü'min.. çünkü efendi.. çünkü centilmen.. çünkü karakterinin gereğini sergiliyor. قُلْ كُلٌّ يَعْمَلُ عَلَى شَاكِلَتِهِ “De ki; herkes, kendi karakterini sergiler!” Sen bu karakterde olan insana “terörist” diyorsan, teröristin teki senin kendindir. Sen, bu karakterde olan insana “firak-ı dâlle!” diyorsan, sen firak-ı dâllenin tâ kendisisin. Sen, bu karakterde olan insanlara “yeni bir din…” falan diyorsan, hayatında namazın sünnetini bile kaçırmamış, ağzına bir arpa kadar haram koymamış… Bunları söylemekte mahsur var mı? Fakir, altı sene idarecilik yaptım Kestanepazarı'nda. Orada talebelik yapan insanlar var, şu anda da içinizde varlar. Çıksın birisi bana desin ki, “Talebe için pişen yemekten bir kaşık aldın!” Aldımsa, Allah canımı alsın. Almadım. Çünkü vakıf idi o. Ben, kendi maaşım ile geçindim. Altı sene, orada, günde altı saat derse girdim. Mütalaada başlarında bulundum, yedi-sekiz saat. O günün talebeleri var içinizde bugün. Mesai yaptım. Fakat bir kuruş almadım. Çünkü oraya yardım edenler, vakfa yardım ediyorlardı. Milletin malından arpa kadar şey, ağzıma koyamam. Kıtmir'in levhalarda gezen sözüdür: “Allah'ım, Sana, ağzıma bir arpa kadar haramdan koymuş olarak gelmeme fırsat verme!..” Ben, hiç birinizi, bu anlayışın iki adım gerisinde görmüyorum. Hayatınızı bu çizgide sürdürdüğünüze dair, bütün kalbimi -Allah'ın izni ve inayetiyle- ortaya koyarım. Hayatını bu anlayış, bu mantık ve bu felsefeye bağlı olarak götüren insanlara, “terörist” diyen insan, dünyada en aşağı insandır. “Firak-ı dâlle!” diyen, bir vandal, mahlûktur. “Farklı bir din ortaya koymaya çalışıyorlar!” diyen… Nafileleri bile kaçırmayan.. hatta yirmi yaşına kadar kıldığı namazlarını kaza eden.. dört yaşından itibaren namaz kılan ama “Bazılarında belki istibraya dikkat etmemişimdir” diye yirmi yaşına kadar olanları kaza eden… Oysaki dört yaşında namaz zaten farz değil. Büyük çoğunluğa göre on beş yaşında namaz farz oluyor. Ama kendi kendine “Madem sen yaptın onu, belki dikkatli yapmamışsındır” diyerek, o süre zarfında kıldığı namazları bile, her gün kırk rekât ilave ederek yeniden kılan… Böyle bir insana sen “terörist” diyorsan, “firak-ı dâlle” diyorsan, dünyada senden daha alçak insan yoktur. O alçaklığınla haşrolacaksın. Evvela tarihe geçeceksin, tarihin sayfalarında, paragraflarında okuyanlar, o paragrafta senin yüzüne tükürecekler; sana, Ziya Paşa gibi, “Yufff!..” çekecekler. Vesselam..
Nos acompañan la escritora colombiana Vanessa Londoño, con su novela El asedio animal, y la mexicana Andrea Chapela, con el libro de relatos Ansibles, perfiladores y otras máquinas de ingenio (Almadía), que ha presentado en España. Nos detenemos también en el proyecto inclusivo Portalento Latinoamérica que la Organización Nacional de Ciegos Españoles (ONCE) está llevando a cabo a través de su Fundación en Colombia, Costa Rica, Ecuador y República Dominicana. Escuchar audio
En el marco de la Feria del Libro de Madrid recibimos a dos conocidos representantes de la literatura boliviana. Edmundo Paz Soldán presenta en esta ocasión la novela La mirada de las plantas, publicada por Almadía, acompañado por Guillermo Quijas, director de esta editorial mexicana que ha comenzado a publicar en España. En esta novela se entremezclan el pasado y el presente extractivista de la Amazonia en el marco de un ambiente inquietante y lisérgico. Conversamos después con la también escritora boliviana Liliana Colanzi, ganadora, con Ustedes brillan en lo oscuro, del séptimo Premio Internacional Ribera del Duero, organizado por la Denominación de Origen Ribera del Duero y la editorial Páginas de Espuma. Escuchar audio