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Podcast Loescher. Voci D'Italia
Voci d'Italia 2026 - Episodio 74 - Il lucano

Podcast Loescher. Voci D'Italia

Play Episode Listen Later May 29, 2026 7:26


Voci d'Italia - Il lucano La voce di Potenza, capoluogo della Basilicata o meglio della Lucania. Città bellissime, panorami scelti da registi internazionali per la loro bellezza. Ascoltiamo la voce di questa regione. Voci d'Italia il podcast per ascoltare la voce autentica degli italiani. Incontra con Marta Koral e Pierpaolo Bettoni persone da diverse città italiane, ascolta le inflessioni regionali, gli accenti e scopri le interessanti curiosità locali. Il podcast è realizzato in collaborazione con l'ANILS, l'Associazione Nazionale Insegnanti di Lingue Straniere. Il podcast è pensato per studenti di lingua italiana di tutti i livelli, come esercizio di ascolto individuale o con la guida dell'insegnante.Realizzazione interviste: Marta Koral, Pierpaolo BettoniMontaggio audio: Patrik Ugone

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 97 - essere vivi

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later May 28, 2026 4:03


Com'è difficile non preoccuparsi di quello che pensano gli altri di noi e della nostra arte. Ma non è per questo che facciamo arte.Ascoltiamo cosa ci dice Brianna Wiest nel suo “Ascolta la tua voce”, edizioni Sonzogno.Se questo podcast ti piace, aiutami a farlo arrivare da qualcuno che potrebbe trovarlo utile. Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#154- Los Caracoles - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 28, 2026 45:22 Transcription Available


Los Caracoles sono un palo della famiglia delle cantiñas (regione di Cadice), in modalità maggiore e ritmo di amalgama in 12 tempi.Ti consiglio di ascoltare prima gli episodi 152 e 153 dedicati alle cantiñas. È la cantiña più barocca, influenzata dal fatto che il flamenco a fine Ottocento si sia trasferito in massa a Madrid per spettacolarizzarlo: nei caffè dell'epoca gli stili più profondi erano intervallati a stili più brillanti e allegri, e Caracoles era perfetto. Ascoltiamo subito Naranjito de Triana con la chitarra di Rafael Riqueni.L'atmosfera è caratterizzata dalla chitarra in Do maggiore, che crea un clima più brillante ed energetico rispetto al Mi o al La usati nelle altre cantiñas. Ma il flamenco non è prevedibile: finché non compare il cante non possiamo essere certi al 100% di essere in Caracoles. Ascoltiamo un'introduzione in Do maggiore che poi corrisponde invece a un Mirabrás cantato da Rafael Romero el Gallina. Lavorando sul Do maggiore, se il cantaor non ha una voce super intonata non può scappare in imperfezioni espressive, come sarebbe più possibile in La o in Mi.Caracoles ha una letra molto lunga, metrica variegata e struttura complicatissima, che permette di ripetere più volte versi o parole. I testi parlano di vita urbana, personaggi del mercato e pregones (i canti del mercato) di fine Ottocento e inizio Novecento a Madrid. Nasce a Cadice ma si sviluppa a Madrid, cristallizzando quell'ambiente, quindi difficilmente si potrebbe modernizzarlo.Esploriamo la letra: "Como reluce la gran Calle de Alcalá cuando suben y bajan los andaluces" (come risplende la gran via di Alcalá quando salgono e scendono gli andalusi tra Andalusia e Madrid). Anticamente la strofa parlava di Santa Cruz de Mudela (Ciudad Real), dove c'era lo scambio ferroviario per prendere il treno per Madrid.Ascoltiamo Pericón de Cádiz con Perico el del Lunar (chitarrista chiave per questo palo). La prima parte è un'introduzione con una melodia complessa, subito ripetuta. Nella strofa c'è poi un passaggio più cupo in modalità flamenca, che ascoltiamo da Chano Lobato, ma poi si torna alla modalità maggiore. Si parla di tre importanti toreri dell'epoca, Curro Cuchares, El Tato e Juan León, per richiamare l'attenzione del pubblico madrileno. Il finale può essere il pregón "Caracoles, caracoles", oppure la letra: "Eres bonita, el conocimiento la pasión me quita, te quiero yo más que a la mare que me parió" (sei bella e la passione mi toglie la ragione, ti amo più di mia madre), che detta da un andaluso ha un peso enorme. Alla fine il chitarrista torna un momento alla modalità flamenca per chiudere il cerchio.La letra è barocca, piena di melismi e ornamentazioni. Richiede un'estensione vocale non comune: normalmente il flamenco si svolge su un'ottava o un'ottava e mezza adatta a qualunque voce, mentre qui servono una voce speciale e un cantaor preparato. Questo stile vicino a cose più serie come la malagueña o la granaína ha suscitato pareri discordanti negli aficionados, che lo sentono troppo operistico e influenzato dalla zarzuela, il che è storicamente vero, anche per il lessico più forbito.Il nome viene dalla melodia perduta La Caracolera, di cui si conserva il testo di Manuel Sanz del 1845 su El Genio de Andalucía: "¡Caracoles! ¡Caracoles! hermano ¿qué ise osté? que son mis ojos dos soles, vamos viviendo chorré" (andiamo vivendo alla giornata, arrangiandosi senza pensieri). Il creatore del cante fu Tío José el Granaino, banderillero che, perso il lavoro nella tauromachia, si buttò nel canto per vivere; questo spiega i toreri nelle letras! Probabilmente conosceva la melodia per tradizione orale.Caracoles ha un'origine teatrale nella zarzuela del 1843 "Jeroma la Castañera" di Soriano Fuertes, di cui resta il testo sulla venditrice di castagne: "Aunque venda castañas asaas... soy la reina para mi querío...". Chi conosce i Caracoles ci ritrova la famosa letra con tipiche parole popolari andaluse. Questa musica preflamenca era una tonadilla orchestrale, da cui viene il tassello del cante por caracoles come pregón di vita quotidiana. Altri cantaores poi lo copiarono da Tío José el Granaino e lo diffusero.La svolta fu di Antonio Chacón (classe 1869), che sistemò il cante appoggiandosi su altre cantiñas, rendendo il ritmo più pausato e trasformandolo in qualcosa da ascolto e non solo da baile. Chacón "madridizzò" i versi, sostituendo Santa Cruz de Mudela con la Calle de Alcalá. Nel 1928 incise due Caracoles, con Ramón Montoya e con Perico el del Lunar.Ci sono però antecedenti storici: nel 1922 El Mochuelo cantò un brano già Caracoles (chiamato nel disco "Alegría Como Reluce") e nel 1923 Manuel Pavón registrò "Como Reluce" con Montoya (brani recuperati dalla Sociedad de Pizarras).Nato per il baile, si evolve in cante da ascolto con Chacón. Il baile por Caracoles fu inventato da Romero el Tito (nipote di Tío José), che ne stabilì il codice: rispetto alle alegrías è più lento, meno aggressivo, senza obbligo di finale in bulería, silencio o castellana.Essendo un cante arzigogolato, il baile (soprattutto femminile) usa mantón, ventaglio e bata de cola.La prima fu La Macarrona: nel disco del 1922 El Mochuelo la incita con i jaleos. Su YouTube guarda Milagros Menjíbar e, per il baile maschile, Manuel Liñán (anche se con un'energia più esplosiva simile a un'alegría).Altro punto importante è la registrazione del Niño de Almadén con Perico el del Lunar nell'Antología del Cante Flamenco del 1954 (Hispavox), una Bibbia per il flamenco. Perico era stato chitarrista di Chacón e ne custodiva la memoria storica. Molti cantaores lo hanno fatto proprio, come Chocolate, Fosforito e José Menese, ma altri non lo hanno in repertorio.Antonio Mairena lo considerava poco flamenco e troppo barocco, adatto a chi non conosceva bene questo mondo. Ma a Londra la sua esecuzione ricevette un'ovazione di 15 minuti. Forse aveva ragione Quiñones: non tutti i palos devono esplorare le profondità dell'animo, Caracoles esprime semplicemente la gioia di vivere e la serenità. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e musiche del mondo arabo dal 1985, insegno baile flamenco e Lyrical Arab Dance (un lavoro sull'espressione delle emozioni) dal 1990 a Milano. La letra por caracoles è impegnativa per il bailaor, che deve conoscere benissimo il cante perché il cantaor può fare pause di respiro quando e dove vuole. Per ballare è obbligatorio conoscere il cante, d'altronde se non ti piace alla follia perché dovresti ballare flamenco? Nel baile por caracoles si esplora lo spazio come energia aerea: si può ballare in due metri quadrati, ma l'ampiezza e la gestione dello spazio sono tipici di questo stile.

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 96 - rompere la gabbia

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later May 27, 2026 2:48


A volte avete la sensazione che la vostra creatività sia come bloccata o ingabbiata.Ascoltiamo cosa ci consiglia Haruhiko Shiratori nel suo libro “Per una mente libera”, edizioni Vallardi.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni. Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro 

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#153- La Famiglia delle Cantiñas (seconda parte) - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 23, 2026 26:07 Transcription Available


Continuiamo a parlare delle Cantiñas, i cantes legati a Cádiz. Se non ci sei mai stato ti posso raccontare come sia Cádiz, ricorda un po' la situazione di Venezia: Cádiz è su un'isola, la Isla de Cádiz, congiunta con l'isola su cui sorge San Fernando, la Isla de León, con una lingua di sabbia circondata da spiagge bellissime, separata dal caño di Sancti Petri. All'entrata di Cádice dalla parte di San Fernando c'è la Cortadura, la muraglia difensiva costruita nel 1801 per difendersi dai francesi, di cui si racconta nelle strofe flamenche. Parlare di flamenco ci obbliga a parlare della storia dell'Andalusia! Dall'altro lato della città, verso nord, un ponte la collega a Puerto Real e alla baia, la famosa bahía di cui si parla nelle letras, e da lì si arriva a Puerto de Santa María. A sud si trova Chiclana. Tutte zone importanti per il flamenco. La luce è particolare, arriva da tutti i lati e molto blu. Ci sono acquitrini, saline, il porto sull'Atlantico, merci dall'Africa, dalle Americhe, gli schiavi, i viaggi per e dai Caraibi. La gente era povera, ma ricca di stimoli culturali molto vari. Quando le armate napoleoniche invasero la Spagna a inizi 800, la morfologia della città diede a Cádice il vantaggio di essere abbastanza inespugnabile e i soldati di diverse regioni confluirono nella zona mescolando le loro culture, anche musicali. Arrivarono le Jotas del nord, in particolare la Jota Aragonesa: un canto ternario, in scala maggiore, allegro e solare che la gente del luogo imparò. La melodia non ha nulla a che vedere con le cantiñas, ma l'atmosfera delle jotas contribuì a formare il terreno su cui si evolsero. Le strofe di Mirabras raccontano di ribellione e liberalismo. Il fatto che questi palos si cantino a velocità sostenuta ha a che fare con l'energia, la solarità e l'ironia tipiche della zona. Le Jotas sono una radice delle cantiñas ma non l'unica. Ecco le altre: i juguetillos, piccole composizioni veloci, semplici e ternarie del repertorio delle tonadillas — frasi buffe, testi ironici, che si cantano come aggiunta alla letra senza nulla a che vedere con il suo tema. I fandangos de Cádiz non esistono più ma si sono disciolti nelle cantiñas; pregones, inni e romances sono confluiti anch'essi. Ci sono poi cantiñas antiche che hanno dato origine a quelle di oggi: la Contrabandista, diffusa nella zona intorno a Gibilterra, zona di contrabbando fra l'Africa e la sierra, di cui ascoltiamo un esempio cantato da Camarón de la Isla. La letra tradizionale dice: "Yo soy la contrabandista / que meto tanto ruío / y cuando voy con mi marío / al Peñón de Gibraltar / si me tiran al resguardo / o me meto en el zipizape / tiro mi jaca al escape / y me voy por donde he venío." Altri cantes che diedero origine alle cantiñas vennero dalla famiglia Bochoque, gitani di Sanlúcar de Barrameda: la cantiña de las Mirris e la cantiña de la Rosa. El Tío Frasco Bochoque, nato all'inizio dell'800, diede probabilmente i semi del Mirabras; la Tía María la Mica, sua parente, creò probabilmente la cantiña de las Mirris. Le stesse Mirris erano sorelle o cugine della Mica, e ogni giorno andavano da Sanlúcar al Puerto de Santa María a portare vettovaglie ai loro uomini carcerati ai lavori forzati. Il cante de las Mirris fu tramandato da Ramón Medrano, macellaio di Sanlúcar cresciuto nel cante grazie alla nonna, la Bisca, che visse 104 anni e fu vera memoria storica del flamenco dalla metà dell'800. "Desde Sanlúcar al Puerto / hay un carril / que lo han hecho las Mirris / de ir y venir. / La Mirri chica y la Mirri grande / estaban hechas de azúcar cande. / ¿Qué es lo que suena? / Los presidiarios con sus cadenas." In mezzo all'immagine triste dei prigionieri, queste due bellissime sorelle — donne di spettacolo. La poesia del flamenco! Ascoltiamo anche Chano Lobato por cantiña de las Mirris, con spirito molto artistico e personale. La cantiña de la Rosa viene dalla stessa famiglia: José Vargas Serrano Bochoque, nipote del Tío Frasco, la creò probabilmente. "Ayudarme caballeros a dibujar esta rosa / que tengo luto y no puedo dibujarla tan hermosa." La letra sopravvisse grazie a Ramón Medrano e a Félix Serrano Medrano, altra memoria storica del flamenco. Ascoltiamo Enrique Morente accompagnato da Sabicas por cantiña de la Rosa. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, e dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance. Ho una passione sconfinata per il flamenco: d'altra parte chi me lo avrebbe fatto fare di mettere in piedi questo podcast così variegato? Solo attraverso l'insegnamento non potrei diffondere così questa cultura. Grazie di ascoltare questi podcast. Io mi impegno il più possibile ma senza di te il mio lavoro sarebbe inutile e molto noioso. 

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 93 - comincia a copiare

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later May 22, 2026 3:28


Per cominciare a mettere in fila i primi passi sulla nostra strada creativa, possiamo darci il permesso di copiare, almeno un po'.Ascoltiamo che ci dice Austin Kleon nel su “Ruba come un artista”, edizioni Vallardi.Se ti piace questo podcast, condividilo e parlane con qualcuno a cui possa interessare.Ti auguro una buona giornata e un buon fine settimana.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#152- La famiglia delle Cantiñas (prima parte) - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 21, 2026 22:51 Transcription Available


Le cantiñas sono un argomento grosso quindi lo tratterò in due parti.Il termine indica due cose: un palo a sé stante che si chiama proprio cantiña, e la famiglia di palos che hanno fra loro elementi in comune e alcune differenze. Cantiña, Alegrías de Cadiz, Alegrías de Córdoba, Mirabras, Caracoles, Romera, cantiña del Pinini (in realtà ce ne sono altre personali, ma questa è molto interessante). E altre più antiche che diedero i natali alle cantiña di oggi, delle quali ti parlerò nella seconda parte del podcast: cantiña de las Mirris, de la Contrabandista e de la Rosa.Sulle singole cantiñas farò episodi specifici in futuro.La cantiña più diffusa sono las Alegrías de Cadiz, un'energia fortissima, esplosiva, che rimane in mente anche a chi non conosce nulla del flamenco. E' nel repertorio di tutti i bailaores.Partiamo dall'ascolto della cantiña in quanto tale, cantata da Jeromo Segura. La frase ritmica è in 12 tempi con un compas di amalgama e la modalità musicale di riferimento è centralmente il maggiore. Nella Cantiña non c'è bisogno che ad un compas corrisponda un verso mentre nell'Alegría de Cadiz ad un verso corrisponde una frase ritmica, quindi c'è più energia ma meno libertà interpretativa da parte del cantaor.Ascoltiamo un esempio di Alegría de Cadiz cantata da Chano Lobato, figura emblematica del cante di Cadiz, che lavorò con tutti i più grandi artisti durante una carriera lunghissima: Chano cantò fino a tardissima età e collezionò un'esperienza impagabile in questo campo. Ti parlo di Alegría de Cadiz perché esiste anche la Alegría de Cordoba, che forse la flamencologia preferirebbe chiamare con più precisione Cantiña de Cordoba o cordobesa. Ha una melodia che slitta sulla modalità minore e si avvicina alla modalità flamenca. Ascoltiamo un esempio de El Seneca. Hanno origine dalla Alegría de Cadiz e all'inizio del 900 vengono trasportate a Cordoba ad opera di Onofre, che lavorava nel campo della tauromachia. I primi interpreti furono i suoi figli, gli Onofres. Ha una melodia diversa, sembra quasi una canzone, il cante è più lento e pausato, con atmosfera più tranquilla e sentimentale.Ascoltiamo un esempio di Alegría de Cadiz cantata da Chano Lobato per un confronto diretto. Ascoltiamo anche un cante por Caracoles cantato da El Chocolate e il Mirabras, cantato da Rosario Lopez, cantaora di Cadiz esperta sull'argomento Mirabras.Il Mirabras ha una parte politica e una di Pregon, i cantes del mercato a cui spesso il flamenco fa riferimento.Ascoltiamo una Cantiña del Pinini, cresciuta fuori da Cadice grazie al Pinini, che era di Lebrija, e dopo aver lavorato tanto tempo a Cadice nei mattatoi tornò nella sua terra natale e creò una cantiña personale. La ascoltiamo cantata da Fernanda de Utrera che oltre ad essere una cantaora fondamentale nella storia del flamenco era anche la nipote del Pinini, e certamente la Cantiña del Pinini era per lei storia familiare.Dopo questa carrellata di ascolti voglio parlare in generale delle cantiñas, delle loro caratteristiche. La frase ritmica sta in 12 tempi con una prima parte ternaria e una seconda parte binaria. La modalità musicale usata è principalmente maggiore, ma la tradizione orale si presta molto a modifiche, e il flamenco tipicamente fa passaggi in altre modalità. Lavora centralmente sulla zona di Cadice.Questi cantes nascono come ballabili e conservano una dimensione fisica, ludica, per poi evolversi in una direzione da ascolto. L'Alegría de Cadiz è l'unico dedicato centralmente alla città di Cadice, ha una energia molto incalzante e travolgente. La trovi nel repertorio di ogni bailaor, che può così mettere in mostra anche le sue capacità tecniche.Caratteristica di questo palo è che ad ogni compas corrisponde un verso del cante, cosa che la rende più incalzante e anche più semplice da cantare e da ascoltare.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, e dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance, un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo. Ho una passione sconfinata per il flamenco: d'altra parte chi me lo avrebbe fatto fare di mettere in piedi questo podcast così variegato? Solo attraverso l'insegnamento non potrei diffondere così questa cultura.Ti suggerisco di cercare la Magna Antología del cante flamenco, 20 vinili editi da Hispavox nel 1982, prodotta e diretta da José Blas Vega, ricercatore e flamencólogo con l'anima dell'appassionato: arrivò a registrare in prima persona dei cantes andando direttamente in casa dei cantaores, registrando anche persone non professioniste, che restano a testimonianza della storia del cante.E anche la serie della RTVE spagnola degli anni 70 Rito y Geografía del Cante. C'è una puntata dedicata ai cantes di Cadiz e de los Puertos che ti consiglio di ascoltare. Li trovi su youtube

Flamenco Chiavi in Mano podcast
151- Los palos de Ida y Vuelta La Colombiana -Flamenco Chiavi in Mano podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later May 9, 2026 34:32


La Colombiana appartiene alla famiglia dei palos de Ida y Vuelta, i generi di origini miste fra Spagna e le regioni spagnole d'America. Non “colonie”, ma “regioni”, che la Madrepatria ha sempre integrato culturalmente.Ti rimando prima di tutto all'ascolto dell'episodio 110, in cui ti racconto della salida del cante por Colombiana.La Colombiana in realtà non ha niente a che fare con la Colombia, ma è uno dei pochi palos di cui si conosce l'origine, ovviamente con approssimazione, dato che sempre nel flamenco le cose si mescolano e si perdono un po' i confini. La paternità è certamente di Pepe Marchena, intorno al 1930. È un cante molto allegro ed orecchiabile in 4/4 in modalità maggiore. È forse il palo flamenco più allegro e spensierato.La sua origine nella cultura musicale spagnola è da trovarsi nella Habanera. Nominando la Habanera viene subito in mente la famosissima aria della Carmen di Bizet, forse uno dei brani più conosciuti al mondo, ma ascoltiamo anche una habanera spagnola. È un canto di origine popolare, nel quale troviamo il ritmo dondolante e un po' sincopato della Colombiana.Da dove viene il nome? Partiamo da Pepe Marchena stesso, che raccontò di averlo creato nel 1927, a partire da melodie messicane sentite canticchiare da Juan Bringas, un amico del famosissimo torero messicano Rodolfo Gaona, con l'intenzione di farle conoscere al pubblico spagnolo. Probabilmente la melodia era “El Venadito”, una melodia popolare messicana molto famosa.Rafael Nogales, il chitarrista, disse che Marchena prese questa melodia da una canzone basca, ma purtroppo non l'ho trovata, quindi non posso fartela ascoltare.Come sempre, parlando di flamencologia è importante il riferimento al lavoro di Faustino Nuñez e del suo bellissimo sito Flamencopolis. Ci narra di un episodio in cui il chitarrista Sabicas, che collaborò tanto con Pepe Marchena, raccontò che Pepe canticchiava diverse melodie per cercare di dar loro una propria impronta personale, e che un giorno cantava una melodia che Sabicas non aveva mai sentito, affermando “Son colombianas”. La risposta probabilmente era del tutto casuale. Ma rimase il nome.Altri sostengono che il cante sia di origine venezuelana o del Guatemala...Juanito Valderrama, amico e seguace di Marchena, diede un proprio contributo forte alla Colombiana e raccontò che a Madrid c'era un duo colombiano che cantava in un cabaret un brano che Marchena amava e che obbligò gli amici flamenchi ad ascoltarlo più volte.Nuñez osserva che forse più che “Colombiana” si sarebbe dovuta chiamare più genericamente “Colombina” in onore di Colombo e delle Americhe in generale. Il cante ebbe subito un grande successo e probabilmente Pepe Marchena, con il nome d'arte di Niño de Marchena, lo presentò in pubblico per la prima volta al Cinema Pathé di Siviglia prima del 1930, secondo quello che racconta il giornalista e critico del flamenco sivigliano Manuel Martín Martín nel libretto che accompagna una bellissima antologia di 17 CD dedicata a Pepe Marchena e pubblicata verso il 2014/15.La prima incisione probabilmente fu quella del 1931, in cui cantava con El Niño de la Flor, accompagnati dal chitarrista Rafael Nogales. La registrazione è già molto flamenca, e mi pare strano che sia la prima registrazione del cante di Colombiana.La seconda registrazione che venne fatta di questo cante, sempre dal duo di cantaores ma con l'accompagnamento di Ramón Montoya nel 1932, mi sembra “meno evoluta” dal punto di vista flamenco, e mi sembra più “canzone”.Non ho trovato informazioni per dirimere questo dubbio. Il primo chitarrista che incise la Colombiana fu Nogales, come si può ascoltare da una frase detta da una persona del pubblico durante una incisione di un cante por fandango di Pepe Marchena.Ti faccio ascoltare la versione suonata con il sassofono al posto della voce da Fernando Vilches nel 1932, che dimostra come la Colombiana sia stata famosa. Le creazioni, come vedi, nel flamenco non sono tipiche soltanto della nostra epoca!La colombiana si canta in maniera molto flamenca, sulla scia di Pepe Marchena, o anche alla maniera più vicina alla copla, o alla rumba. Forse per questa sua caratteristica, non viene spesso cantata in un recital flamenco.Pepe Marchena, José Tejada Martín, nacque nel 1903 a Marchena, in provincia di Siviglia, ed era un bambino prodigio che ebbe da subito successo. Debuttò come El Niño de Marchena. Il lavoro musicale non gli lasciò tempo per andare a scuola, e infatti fu analfabeta, ma poté imparare i testi delle letras senza mai ripetersi e recitare in film. Era molto brillante e personalissimo: apportò al flamenco diverse innovazioni, come cantare in piedi, essere accompagnati da un'orchestra, cantare in duo o in trio, introdurre testi poetici, anche composti da lui stesso. Cantò in maniera molto recitativa, stile che venne poi copiato da uno stuolo di fan. Era una persona creativa, che si vestiva in modo eccentrico.Pare che Charlie Chaplin abbia detto di invidiarlo perché le donne con lui ridevano, mentre con Pepe Marchena si emozionavano.Ovviamente fu molto criticato dai puristi, e la Colombiana infatti soffrì un po' di questo giudizio. Pepe Marchena lavorò tantissimo su tutti i palos de Ida y Vuelta.Ascoltiamo una colombiana molto flamenca cantata dalla Niña de los Peines, un'altra suonata da Sabicas e cantata da Carmen Amaya per sentire l'evoluzione di questo cante, e ovviamente Juanito Valderrama, voce imprescindibile nella esplorazione della Colombiana.Questo cante è stato esplorato tanto da cantanti al confine fra il flamenco e la copla: ascoltiamo Ana Reverte, che ne fece davvero un cavallo di battaglia, e la regina della copla, Rocío Jurado.Ti faccio ascoltare Paco de Lucía, con la sua famosissima versione chitarristica di Colombiana "Monasterio de Sal", e la versione super poetica ed emozionante di Sandra Carrasco con David de Arahal, che hanno studiato il lavoro di Pepe Marchena con grande profondità.La colombiana è una melodia sola, quindi non si può dire “canto por colombianas” ma “canto la Colombiana”.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e musiche e danze del mondo arabo dal 1985 e insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance, un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso danze e musiche arabe. Per capire la Colombiana l'ho dovuta esplorare parecchio, perché all'inizio ne sentivo solo l'aspetto legato alla copla. Ma davvero la Colombiana esplora un colore emozionale interessante che aggiunge una sfumatura di serenità e gioia al flamenco: ascoltiamo un famoso ritornello che dice “cantando la Colombiana se pasa la vida mucho mejor”.

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 81 - la verità

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later May 6, 2026 3:48


Raccontare la verità può essere una strada per risvegliare la nostra creatività.Ascoltiamo le parole di Vasco Brondi in: “Una cosa spirituale”, edizioni Einaudi.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni.Dalla scorsa settimana puoi ascoltare il primo episodio del mio nuovo podcast: “SAPORE: arte e creatività in cucina”. Ti lascio qui il link:SAPORETi auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro 

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 78 - l'opposto

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later Apr 30, 2026 3:29


A volte val la pena tentare l'esatto opposto.Ascoltiamo questo consiglio da Rick Rubin, nel suo “L'atto creativo”, edizioni Mondadori.Se questo podcast ti piace, aiutami a farlo arrivare da qualcuno che potrebbe trovarlo utile.Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro 

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#147 - Palos de ida y vuelta: La Guajira (seconda parte) - Flamenco Chiavi in Mano podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Apr 23, 2026 18:03


Continuiamo a parlare della Guajira. Ascolta il podcast n. 146 e anche il n. 109 che era dedicato alla salida del cante por guajira.La Niña de los Peines ha reso il cante por guajira molto più flamenco, cosa che ha fatto con tantissimi palos. D'altra parte in 258 incisioni fra il 1910 e il 1950 non c'è da stupirsi che abbia arricchito tantissimi palos. Nel 1917 incide due guajiras con Currito de la Jeroma. Portò dignità jonda al palo attraverso una tecnica vocale scura e solenne, che diede una svolta al palo in una direzione artistica. Con il suo apporto, il cante flamenco rimane ancorato alle sue origini vere, non corrotte da esigenze commerciali.Specifichiamo che si tratta di un cante che si svolge in modalità maggiore, con atmosfere allegre e serene. La chitarra suona in Mi maggiore, quindi "por arriba", e se non accompagna il cante può suonare por medio, in La maggiore, ma nell'accompagnamento por arriba si sentono di più le note gravi della chitarra, che offrono un'atmosfera particolare.La frase ritmica è il compás di amalgama, 123 123 12 12 12, cosa che troviamo nella storia di gran parte del flamenco. Parlando della guajira non si può prescindere dal prezioso contributo del genio creativo di Pepe Marchena: creatore della "guajira marchenera", quasi più recitata che cantata, non ballabile. Da lui nacque un'intera maniera di cante por guajira. Ascoltiamo la sua versione di "La mulata es un terron", che poi ascolteremo cantata da Juanito Valderrama: Valderrama, essendo un grande ammiratore e "erede" stilistico di Pepe Marchena, prese lo schema della décima cubana e lo arricchì con melodie che evocavano i paesaggi tropicali (il palmar e il bohío, ovvero la capanna tipica dei guajiros cubani). Ha fissato lo standard moderno di precisione vocale. Lo stile odierno è molto influenzato dalla sua forma chiara e formale, più stabile rispetto all'improvvisazione libera di Marchena. Il suo modo di cantare la stessa letra che hai ascoltato dalla voce di Pepe Marchena è più quadrato, stabile e stilizzato, e quindi anche più copiabile da altri cantaores. Infatti ha influenzato i cantaores di oggi. La voce di Valderrama ha chiarito un modo di cantare, lo ha reso più comprensibile e meno "stra-personale", come era quello di Marchena.La guajira è un baile tradizionalmente femminile, ma questo non significa che non lo possano ballare anche gli uomini. Usa accessori: ventaglio e mantón de Manila e anche una piccola coda, che permettono movimenti rotondi e continui, che somigliano molto al cante stesso, che è pieno di melismi. Ovviamente della evoluzione coreutica si sa poco: le origini più sensuali ed istintive di Pepa de Oro e la stilizzazione della Mejorana, bailaora elegante e bella, attenta a ogni dettaglio. La guajira si è sviluppata come baile nella Scuola Sevillana, rappresentata da Matilde Coral (uso del ventaglio e bata de cola), e portata al vertice moderno da Merche Esmeralda e Milagros Menjíbar. Si trovano su youtube delle registrazioni.Per quanto riguarda la chitarra por guajira, è interessante notare il lavoro di Ramón Montoya e Niño Ricardo che crearono le falsetas che imitano il laúd cubano, con il pizzicato, definendo l'armonia solare del palo. Le esigenze del baile hanno generato anche la Guajira Breve: Variante metrica che riduce lo schema da 10 a 4 versi (solitamente una quartina ottosillaba), e la letra che dura 6 compás. Nonostante la contrazione testuale, mantiene intatta la struttura musicale e il compás di amalgama, servendo spesso come chiusura o cambio dinamico soprattutto durante il ballo. Trovi queste letras brevi solo dal vivo quando c'è il baile. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, ed un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo che ho chiamato Lyrical Arab Dance. La guajira non è il palo più emozionante e drammatico, flamenco, ma affrontarne lo studio ci aiuta a giocare con gli accessori con cui si balla e a ricamare la danza esattamente come fa il cante, in modo respirato, fluido, ispirandosi tanto al cante. Affrontare queste modalità di baile dinamiche e fluide aiuta ad avere più carte espressive che permettono una migliore padronanza interpretativa del cante, anche di palos molto diversi.

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#146 - Palos de ida y vuelta: La Guajira (prima parte) - Flamenco Chiavi in Mano podcast

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Play Episode Listen Later Apr 17, 2026 23:35


Cominciamo a parlare dei palos de ida y vuelta, partendo dalla Guajira, che divido in due parti. I palos de Ida Y Vuelta sono generi partiti dalla Spagna, andati nelle Americhe, in cui la Spagna aveva regioni (non solo colonie!), e ritornati in Spagna, integrandosi nel flamenco. Guajira è una parola che conosci già, anche se non associata al flamenco: la famosissima canzone Guajira Guantanamera. Il termine viene dalla lingua tainio degli indigeni delle Antille, del gruppo Arahuaca, significa "signore, uomo potente" e veniva usata per definire i contadini bianchi, spagnoli, che lavoravano lì.I Guajiros erano prevalentemente di origine andalusa o canaria, e arrivano a Cuba nel XVI e XVII secolo. Quando arrivarono a Cuba, questi contadini spagnoli avevano ovviamente una tradizione musicale e culturale, e trovano a Cuba cultura e situazioni di vita diversi. La loro musica si basava su uno schema letterario anche piuttosto complesso, la Decima. Questo genere poetico è piuttosto complesso stato creato da Vicente Espinel nel 1591, e aveva appunto 10 versi. Espinel era un sacerdote, scrittore e musicista spagnolo (fu colui che aggiunse la quinta corda alla chitarra!).A Cuba diventa un genere nuovo, il "Punto cubano o Guajiro, o De la Habana". Lo strumento musicale su cui si basa il Punto è il laud cubano, che arrivò a Cuba dalle Canarie, ed è più piccolo, sottile e con una voce acuta rispetto al suo progenitore, il liuto arabo. Si suona in maniera particolare, usando il pizzicato, che in spagnolo si chiama punteado: ecco da dove viene il nome "Punto".Durante la guerra di indipendenza cubana, la decima venne utilizzata per raccontare le cronache politiche e sociali. Il punto cubano si cantava su ritmo di amalgama, come tutti i canti che provenivano dalla Spagna.Verso la prima metà dell'800, questa musica viene riportata in Spagna, come musica popolare urbana e teatrale, in Andalusia, soprattutto a Cordoba, dove comincia ad avere un certo successo per le sue atmosfere esotiche e romantiche. Viene chiamata "Punto de la Habana".Esistevano partiture di muisa classica intitolare Guajira, brani di Zarzuelas dedicati, ben prima di entrare nel flamenco, nei cafes cantantes di fine 800-inizio 900. Ascoltiamo un esempio del 1907 di un Punto de la Habana!Abbiamo una prima testimonianza storica di Jean Charles Davillier, nobile francese dei primi dell'800, collezionista ed esperto ispanista, che pubblicò un resoconto di viaggio, "L'Espagne" nel 1874, in cui descrisse una gitana che cantava il Punto de la Habana a Siviglia nel 1862.Una seconda testimonianza dell'esistenza di questo genere musicale è stato il chitarrista di Madrid Rafael Marin, allievo di Paco de Lucena, nato nella seconda metà dell'800. Compilò un importante metodo di chitarra nel 1902 "Metodo de guitarra por musica y cifra", in cui indicò che la guajira flamenca era più lenta rispetto alla guajira cubana, quindi significa che in quell'epoca il ritmo di guajira era già ben definito e che si poteva ancora fare un confronto con la sua origine!Forse questo successe perché il cante flamenco, con i suoi melismi, richiedeva una maggiore lentezza. Come tutto ciò che è stato afflamencato, c'è stato sempre un intervento importante da parte di alcuni cantaores: il primo a contribuire allo sviluppo della guajira è stato Silverio Franconetti, che ha aperto il primo café cantante, e per primo inserì nel suo cuadro flamenco Juan Patron Lopez "El Guajiro", il primo esperto del genere. El guajiro era del 1849, nacque a Cadice, collaborò con Silverio ma viaggiò come artista e portò in giro la guajira come artista specializzato. Andò anche in America, ma da lì perdiamo le sue tracce. Altro cantaor importante è un imitatore del Canario, "El Canario CHICO", che è importante perché, con uno stile personale e una bellissima voce, ci dice come era eseguita la guajira all'epoca in cui nacque, senza banalizzarla, solo perché è in maggiore ed è piuttosto allegra. Fernando de Triana, nelle sue cronache, dice che cantava molto bene e che aveva molto successo, cosa che contribuì alla diffusione della Guajira. Secondo Gaspar Nunez de Prado, quando il Canario Chico cantava la guajira la sua voce vibrava come se venisse dalle viscere che si stavano strappando, e questo aiutò la diffusione della guajira e il suo cammino nel flamenco. Fernando el de Triana racconta anche di Curro Dulce, classe 1816, nacque a Cadice e fu il nonno di Manolo Caracol. Fu il primo cantaor gitano (o forse l'unico dell'epoca) ad eccellere nei cantes de ida y vuelta. E il suo sopranome gli venne attribuito proprio per la dolcezza che aveva nel cantare la Guajira.Altro artista da ricordare nello sviluppo del cante por guajira è stato Juan Breva, che diede a questo stile una grande maestria melodica, avvicinandolo sempre di più al flamenco. La stella della nascente industria discografica, Antonio Pozo El Mochuelo incise per primo una guajira. Te ne faccio ascoltare un esempio del 1906, in cui El Mochuelo canta con La Rubia, come spesso faceva. Le incisioni ovviamente sono importanti per la memoria del cante!La bailaora e cantaora Pepa De Oro, classe 1871, viaggiò molto nelle americhe con suo padre torero, e riportò in Spagna un suo stile di guajira, e forse lo ballò per prima: la sua importanza nell'evoluzione dei cantes de ida y vuelta è dimostrato dal fatto che il premio per i cantes de Ida y Vuelta del Concorso di Cordoba è intitolato proprio a lei. Pepa non incise nulla ma la sua eredità artistica si è tramandata attraverso un cantaor enciclopedico, un archivio vivente del cante, che era proprio un cultore della tradizione: Pepe de la Matrona. Questo cantaor sivigliano, nato nel 1887, era figlio di Manolita la Matrona. La matrona è l'ostetrica, ed era nella storia un personaggio che le famiglie ammettevano con accoglienza nel proprio seno e che aveva quindi potuto imparare dei cantes di primissima mano (soprattutto di Triana), in una versione non professionale, che trasmise a suo figlio fedelmente. Pepe de la Matrona non amava i teatri e le situazioni formali, incise poco e soltanto da anziano, quindi non ne conosciamo le vere qualità vocali. Aveva lavorato con tutti i cantaores storici, e in particolare con Antonio Chacon, quindi aveva grosse competenze dirette. Amava e rispettava la tradizione senza far l'occhiolino a nessuna modernità, a nessun tentativo di compiacere il pubblico. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985, dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, e un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo che ho chiamato Lyrical Arab Dance. la Guajira è un palo fondamentale da affrontare per un bailaor, anhce perché esplorare l'energia positiva e serena di questo palo è importante per arricchire la propria emozionalità espressiva nel flamenco. 

Focus economia
Oggi Focus Economia, in osservanza dello sciopero dei giornalisti va in onda con una puntata ridotta e che non tratta la cronaca della giornata

Focus economia

Play Episode Listen Later Apr 16, 2026


Vinitaly: meno visitatori ma più buyer e priorità agli eventi internazionaliIeri si è chiusa la 58esima edizione di Vinitaly a Veronafiere. Oltre novantamila sono stati i visitatori da 135 diversi Paesi (cinque in più dello scorso anno) ma soprattutto è stata confermata la presenza dei mille top buyer selezionati da Veronafiere e Ita-Agenzia per gli incontri b2b con le 4mila imprese espositrici. Un risultato tutt'altro che scontato considerate le difficoltà nei trasporti aerei di queste settimane. Si consolida quindi l'impostazione ormai sposata da qualche anno da Veronafiere che punta sulla valorizzazione degli eventi collaterali alla fiera come Vinitaly and the City e OperaWine per il pubblico dei wine lover (ben 50mila i ticket degustazione staccati) col parallelo potenziamento delle occasioni di business all'interno della manifestazione. Ascoltiamo le voci dei produttoriBattuta d'arresto per le rinnovabili: nuove installazioni in caloNel 2025 le nuove installazioni di rinnovabili in Italia sono calate per la prima volta, da 7,5 a 7,2 GW, dopo anni di crescita progressiva, segnando un calo di quattro punti percentuali. Una battuta d arresto che precede la crisi energetica scatenata dall attacco di Usa e Israele all Iran, i cui effetti in bolletta si vedranno solo nei prossimi mesi. Fare previsioni è difficile ma, come ha detto la scorsa settimana la portavoce della Commissione europea Anna-Kaisa Itkonen, «non dobbiamo farci illusioni: questa crisi che sta incidendo sui prezzi elevati dell energia non sarà di breve durata». Il dibattito pubblico alterna voci di austerità energetica, ritorno al carbone, extradazi sul passaggio delle forniture attraverso lo stretto di Hormuz. In questo contesto i dati della piattaforma CIRO aggiornati al 2025 dalla rete Italy for Climate dimostrano che le energie rinnovabili hanno già consentito al Paese di evitare 3,5 miliardi di euro l anno in costi energetici aggiuntivi. Grazie al raddoppio della potenza installata tra il 2008 e il 2024 (da 24 a 51 GW) e all aumento della produzione di elettricità da rinnovabili (da 54 a 112 miliardi di kWh), l Italia è riuscita a tagliare la quota del fabbisogno energetico soddisfatta da importazioni dall 83 al 76 per cento. Si tratta, in termini concreti, di oltre 30 milioni di barili di petrolio o 5-6 miliardi di metri cubi di gas naturale in meno ogni anno. La situazione attuale ci mostra la spirale della dipendenza energetica: petrolio e gas sono concentrati nelle mani di pochissimi Paesi e le forniture sono minacciate dai nuovi conflitti. Le rinnovabili sono una delle chiavi per migliorare la sicurezza energetica e stabilizzare i prezzi dell energia. In base al monitoraggio di Italy for Climate nel 2025 i nuovi impianti fotovoltaici hanno garantito una produzione aggiuntiva di elettricità di 9 miliardi di kWh, ma la mappa delle rinnovabili viaggia a velocità molto differenziate sul territorio nazionale. Michelangelo Lafronza, Segretario di ANIE Rinnovabili e Andrea Barbabella, Coordinatore Responsabile Scientifico Italy for Climate. Ne parliamo con Michelangelo Lafronza, Segretario di ANIE Rinnovabili e Andrea Barbabella, Coordinatore Responsabile Scientifico Italy for Climate

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 64 - l'attenzione

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Play Episode Listen Later Apr 10, 2026 2:53


Una vita creativa richiede una gran quantità di attenzione.Ascoltiamo questo respiro tratto da in “La via dell'artista” di Julia Cameron, edizioni Longanesi."RESPIRO" è la striscia quotidiana del podcast "Il Mondo Invisibile" dedicata ad artisti, creativi e non solo.Se ti piace questo podcast, condividilo e parlane con qualcuno a cui possa interessare.Ti auguro una buona giornata e un buon fine settimana.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro 

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RESPIRO 60 - la tigre

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Play Episode Listen Later Apr 3, 2026 2:47


L'ispirazione corre al galoppo verso di noi e sta a noi essere pronti a prenderla al volo. Ascoltiamo questo respiro racchiuso in “Big Magic” di Elisabeth Gilbert, edizioni Tea.“RESPIRO” è la rubrica quotidiana del podcast “Il Mondo Invisibile” dedicata ad artisti, creativi e non solo.Se ti piace questo podcast, condividilo e parlane con qualcuno a cui possa interessare.Ti auguro una buona giornata e un buon fine settimana.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro

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RESPIRO 58 - non lo so

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Play Episode Listen Later Apr 1, 2026 2:59


L'ispirazione nasce da un continuo “non lo so”.Ascoltiamo un respiro tratto da “C'è una poesia che ti aspetta” di Silvia Vecchini, edizioni Topipittori."RESPIRO" è la rubrica quotidiana del podcast "Il Mondo Invisibile" dedicata ad artisti, creativi e non solo.Se trovi questo podcast interessante, parlane e condividilo con qualcuno a cui tieni.Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 57 - Twyla Tharp

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later Mar 31, 2026 3:09


Un lavoro creativo può essere sostenuto da rituali e routine.Ascoltiamo le abitudini della ballerina e coreografa Twyla Tharp, da una pagina di “Rituali quotidiani”, di Mason Currey, edizioni Vallardi."RESPIRO" è l'appuntamento quotidiano del podcast "Il Mondo Invisibile" dedicato ad artisti, creativi e non solo.Se ti piace questo podcast, parlane con qualcuno a cui possa interessare.Ti auguro una buona giornataA presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro 

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RESPIRO 56 - una volta di più

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Play Episode Listen Later Mar 30, 2026 2:52


Gli errori fanno paura a tutti, mentre invece possono essere i nostri migliori alleati.Ascoltiamo una storia esemplare tratta da “La specie creativa” di Anthony Brandt e David Eagleman, Codice edizioni.“RESPIRO” è l'appuntamento quotidiano del podcast “Il Mondo Invisibile” dedicato ad artisti, creativi e non solo.Se ti piace questo podcast, aiutami a farlo arrivare a chi può trovarlo interessante.Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro  

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RESPIRO 54 - il blocco

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Play Episode Listen Later Mar 26, 2026 2:49


Molti di noi possono sentirsi bloccati creativamente.Ascoltiamo cosa ne pensa Julia Cameron nel suo “La via dell'artista”, edizioni Longanesi."RESPIRO" è la rubrica giornaliera del podcast “Il Mondo Invisibile”, dedicata ad artisti, creativi e non solo.Se questo podcast ti piace, aiutami a farlo arrivare da qualcuno che potrebbe trovarlo utile.Ti auguro una buona giornata.A presto!Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro 

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 52 - Willa Cather

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Play Episode Listen Later Mar 24, 2026 2:15


Un lavoro creativo può avere gli stessi ritmi di un lavoro regolare?Ascoltiamo come andava per la scrittrice Willa Cather, da una pagina di “Rituali quotidiani”, l'autore è Mason Currey, edizioni Vallardi."RESPIRO" è la rubrica giornaliera del podcast “Il Mondo Invisibile”, dedicata ad artisti, creativi e non solo.Se ti piace questo podcast, parlane con qualcuno a cui possa interessare. Ti auguro una buona giornataA presto! Alessandro#ilmondoinvisibilepodcast #respiropodcast #arte #creatività #ispirazione #podcastitaliani #respiro

I podcast di Radio Tandem
Ground zero del 14 marzo 2026

I podcast di Radio Tandem

Play Episode Listen Later Mar 14, 2026 0:09


A volte ritornano Ascoltiamo un po di vecchie conoscenze con alcune delle loro ultime uscite Per diffondere questa puntata: https://www.radiotandem.it/ground-zero-del-14-marzo-2026 Tutti i podcast di Ground zero: https://www.radiotandem.it/ground zero

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#145- Come riconoscere la modalità minore - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Feb 13, 2026 19:22


Questo episodio è dedicato a come riconoscere la modalità minore.Ascoltiamo subito Bella ciao. E' l'esempio migliore in assoluto della modalità minore perché è una canzone famosissima, conosciuta internazionalmente, ed essendo anche cantata è più facile da ricordare. La conosce anche chi non la ascolta attivamente, cioè anche chi non sceglie di ascoltarla, chi non ha studi musicali, ed è un tema transgenerazionale, che conoscono tutti a prescindere dall'età che hanno.  E' un canto chiaramente in minore: non espande, non addolcisce, guarda in faccia alla realtà nella sua crudità e proprio per questo non consola, non è depressivo né lamentoso. E' seria. E' una dichiarazione di ciò che la realtà è.   Giusto una curiosità di tipo culturale:  Bella ciao deriva da un canto popolare di lavoro delle mondine nelle risaie italiane, con testi sulla fatica e lo sfruttamento, e solo dopo la Seconda Guerra mondiale è diventato l'inno simbolico della Resistenza partigiana contro fascismo e nazismo. Ti faccio sentire un brano di questo canto nella versione di una cantante, Milva, appassionata cultrice di canti popolari! Milva ha amato, interpretato e valorizzato canti popolari e “impegnati”, portandoli anche nei palcoscenici principali e incidendoli nei suoi album.  Quella che nasce dalla fatica e dalla durezza del lavoro delle mondine, e che negli anni è stata poi trasformata in un canto di lotta politica e simbolo di libertà. Oggi, è diventata un inno cantato in tutto il mondo, oltre che per questioni politiche e sociali anche grazie alla serie “La casa de Papel”. In questo episodio del podcast ti faccio ascoltare brani che sono già nella tua memoria sonora e ti aiuto a creare una categoria identificativa della modalità minore. Sono tutti brani tratti di una selezione sonora intuitiva, immediatamente riconoscibile e internazionale, tutta roba che “suona minore” anche a chi non sa cosa sia una scala.Non sono musicista, non ho intenzione di usare tecnicismi che non padroneggio neppure io. Il mio mantra resta lo stesso: zero tecnicismi, sentire prima di sapere e sfruttare competenze e conoscenze che hai già, in modo da organizzarle.Ascoltiamo Greensleeves. E' una delle melodie più antiche e riconoscibili della tradizione europea. Famosa anche per essere stata affiancata alle melodie natalizie.Intima, narrativa, essenziale. Il minore qui non è drammatico, non è teatrale: è raccolto, ti accompagna dentro una storia, non ti spinge chissà dove nella fantasia. Altro esempio famosissimo, di cui forse non conosci il titolo ma di certo conosci il tema musicale: Sonata al chiaro di luna – primo movimento, di Ludwig van Beethoven. E' probabilmente uno dei brani in minore più conosciuti al mondo. Lento, ipnotico, sospeso. Il minore qui non chiede azione, non chiede energia: chiede ascolto interno, presenza, silenzio. Continuiamo con un esempio pop internazionale: Eleanor Rigby dei Beatles. Il minore, in questo brano racconta un clima sobrio, reale, quotidiano. Enuncia semplicemente le cose come un dato di fatto: è spoglio, umano, diretto, non cerca commozione facile, niente di melodrammatico. Proseguiamo con una sigla che conosciamo da sempre: Heidi Una sigla per bambini, eppure chiaramente in minore. Esprime una atmosfera nostalgica, tenera, intima. Il minore qui racconta di una realtà, non spaventa, non opprime, è quindi accessibile anche all'infanzia. Parla di casa, memoria, legame. Non c'è tristezza o clima “pesante” ma solo calma e fotografia di una realtà.  Ascoltiamo una ninnananna che definirei universale, forse la più cantata. Forse ce l'hai in mente così: suonata con il carillon. E' la ninnananna di Brahms. Originariamente cantata (ti faccio sentire un brano), viene tradott ain altre lingue e cantata ovunque, riconosciuta da chiunque. Il minore qui è avvolgente, rassicurante, non stimola ma calma. Il minore non è tristezza obbligatoria. Così come il maggiore non è “allegria obbligatoria”! È interiorità, è densità emotiva, è uno spazio più raccolto.  Se il maggiore è piena luce in un giorno di sole con il cielo azzurro, il minore è come stare in una stanza con una luce più morbida. Non stai peggio. Respiri diversamente. Se facciamo un'analisi percettiva, possiamo dire che il minore ha alcune caratteristiche molto chiare: lo spazio sonoro si contrae e diventa intimo, privato, quindi l'attenzione si sposta verso l'interno, non genera una spinta immediata all'azione, e porta invece alla presenza. Gli esempi che ho usato appartengono a un repertorio occidentale, non sono universali in senso assoluto. Ma la sensazione che producono, di raccoglimento, presenza, descrizione di una immagine reale, è riconosciuta da moltissimi esseri umani, anche in culture musicali molto diverse. Cambiano i sistemi musicali. Cambiano i nomi. Ma corpo ed emozioni no. Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, a Il Mosaico Danza, e un lavoro sull'espressione delle emozioni che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Vediamo come si utilizza il minore nel flamenco. Dato che il flamenco non nasce per rassicurare, ma per raccontare l'esperienza umana per come è, il minore si adatta perfettamente, descrivendo la presenza nell'esperienza. Pochissimi palos vivono stabilmente nel minore molti lo attraversano, lo evocano. I palos che si svolgono su modalità minore: Farruca, Tango de Malaga, lo stile di Fandango de Huelva di Cabezas Rubias, tango de Triana o del Titi, Milonga, Vidalita. La petenera gioca sulla modalità minore, ma non è solo in modalità minore: utilizza un linguaggio tonale instabile in area minore. Vai ad ascoltare i podcast sulla Petenera, se hai la curiosità. Ci sarà un podcast dedicato a chiarire il concetto di tonale e di modale, queste parolacce che fanno impazzire noi che abbiamo la formazione di teoria musicale che si limita alla teoria musicale delle medie con il flauto dolce. Ossia: zero.Molti palos utilizzano in parte il linguaggio minore: Mariana, Granaina, Media granaina, Mirabrás (attraversa maggiore, minore e modalità flamenca), Alegrías de Córdoba, alcuni Fandangos personales, Fandango de Huelva (molte strofe in area minore, con remate in modalità flamenca).  Come sempre, ti invito a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuto a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa 

Podcast Loescher. Voci D'Italia
Voci d'Italia 2026 - Episodio 66 - Il salentino

Podcast Loescher. Voci D'Italia

Play Episode Listen Later Feb 6, 2026 6:46


Il Salento. Sole mare ma anche tradizione . Ascoltiamo la voce di questi luoghi meravigliosi con Vincenzo  . Voci d'Italia il podcast per ascoltare la voce autentica degli italiani. Incontra con Marta Koral e Pierpaolo Bettoni persone da diverse città italiane, ascolta le inflessioni regionali, gli accenti e scopri le interessanti curiosità locali. Il podcast è realizzato in collaborazione con l'ANILS, l'Associazione Nazionale Insegnanti di Lingue Straniere. Il podcast è pensato per studenti di lingua italiana di tutti i livelli, come esercizio di ascolto individuale o con la guida dell'insegnante.Realizzazione interviste: Marta Koral, Pierpaolo Bettoni Montaggio audio: Patrik Ugone

Trasmissione Radio
Riflessione sul SINODO con i Presidenti delle associazioni dei laici

Trasmissione Radio

Play Episode Listen Later Jan 31, 2026 21:16


Lo scorso 16 gennaio si è svolto a Roma (nella foto Vincenzo Saccà per il Masci e Francesco Scoppola per l'Agesci) l'incontro dei presidenti delle aggregazioni laicali presenti nella CNALAll'incontro si è avviato il confronto sul Sinodo.Prendono la parola i rappresentanti, ci si ascolta e, accogliendo questo clima di rinnovamento, si cercano strade nuove per camminare insieme! Ascoltiamo la relazione della Segretaria Generale della CNAL, Maddalena PrevaioliBuon ascolto!

Podcast Loescher. Voci D'Italia
Voci d'Italia 2026 - Episodio 65 - Il bolognese

Podcast Loescher. Voci D'Italia

Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 6:44


 Bolognia città dei giovani. Ma si parla ancora il dialetto bolognese? e quali sono le espressioni assolutamente da conoscere? AScoltiamo insieme a vincenzo la risposta a queste ed altre domande dalla voce di un bolognese DOC Voci d'Italia il podcast per ascoltare la voce autentica degli italiani. Incontra con Marta Koral e Pierpaolo Bettoni persone da diverse città italiane, ascolta le inflessioni regionali, gli accenti e scopri le interessanti curiosità locali. Il podcast è realizzato in collaborazione con l'ANILS, l'Associazione Nazionale Insegnanti di Lingue Straniere. Il podcast è pensato per studenti di lingua italiana di tutti i livelli, come esercizio di ascolto individuale o con la guida dell'insegnante.Realizzazione interviste: Marta Koral, Pierpaolo BettoniMontaggio audio: Patrik Ugone

Due di denari
Parliamo di lavoro, PMI e fuga dei "cervelli"

Due di denari

Play Episode Listen Later Jan 21, 2026


Una ricerca portata avanti nei mesi passati da Confindustria Ancona si è data l'obiettivo di mappare il fenomeno dei "cervelli in fuga" dalla regione per verificare a quali condizioni questi talenti sarebbero disposti a ritornare. Commentiamo i risultati con Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona. Ascoltiamo ai nostri microfoni anche Fausto Bianchi, Presidente Piccola Industria Confindustria, a cui chiediamo quanto è urgente per le piccole e medie imprese italiane la mancanza di competenze e dove si concentrano le maggiori criticità.

Radio Spirito Santo by www.jhso.net
Spirito 410 – Commento 12 | Isaia 52: Il Servo Glorificato e la Buona Novella

Radio Spirito Santo by www.jhso.net

Play Episode Listen Later Jan 21, 2026 25:26


Spirito 410 – Commento 12: approfondimento e riflessione sul capitolo 52 del profeta Isaia. In questo episodio della serie "Spirito" continuiamo l'esegesi del Libro di Isaia, focalizzandoci su Isaia 52: il capitolo che annuncia la glorificazione del Servo del Signore dopo la sofferenza, la bellezza dei piedi di chi porta la buona novella e l'invito al risveglio di Sion. Ascoltiamo insieme la Parola di Dio e meditiamo su: • Isaia 52:7 – «Quanto sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace!» • Isaia 52:13-15 – L'esaltazione del Servo che sconvolgerà le nazioni • Il collegamento con il capitolo successivo (Isaia 53) e la profezia messianica su Gesù Cristo Un commento spirituale per nutrire la fede, adatto a chi cerca catechesi biblica, meditazione cristiana, studio dell'Antico Testamento e predicazione sulla redenzione.

Il Mondo Invisibile
RESPIRO 2 - la cicogna

Il Mondo Invisibile

Play Episode Listen Later Jan 13, 2026 4:19


Qualche minuto di ispirazione per artisti, creativi, e non solo.Regalati un pò di ossigeno, una boccata d'aria prima di buttarti a capofitto in questo martedí.Ascoltiamo ancora estratti dal libro "Questo immenso non sapere" di Chandra Candiani, edizioni Einaudi, e compaiono anche le parole di Anna Maria Ortese e di Karen Blixen.Ti auguro una buona giornata!a presto, Alessandro

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Venezuela, Trentini e Burlò liberi

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Jan 12, 2026


Alberto Trentini liberato dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. Con noi Don Renato Mazzuia, parroco della Chiesa di Sant'Antonio al Lido di Venezia. Ascoltiamo anche un contributo dell'ex Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Proteste in Iran, il regime spara sulla folla. "Se gli Stati Uniti attaccano risponderemo". Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

La mia vita spaziale
Luciano Floridi: il suo paper sulle allucinazioni è sconvolgente! Un confronto con Faggin

La mia vita spaziale

Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 38:14


Le allucinazioni dell'AI sono davvero errori da correggere? Quando ChatGPT inventa un libro che non esiste o racconta un evento mai accaduto, la nostra reazione immediata è pensare che abbia sbagliato. Ma cosa succederebbe se scoprissimo che quelle allucinazioni non sono bug da sistemare, ma caratteristiche strutturali inevitabili di come funzionano i modelli linguistici? In questa puntata analizziamo un paper straordinario uscito dall'Università di Yale, firmato da Luciano Floridi, uno dei filosofi più influenti nel dibattito sull'intelligenza artificiale. Usando la matematica della teoria delle categorie, Floridi dimostra perché le allucinazioni sono inevitabili e cosa ci rivelano sulla vera natura dell'AI. Il cuore del problema sta nel radicamento simbolico: i modelli linguistici operano esclusivamente con contenuti, con ombre della realtà create da esseri umani, mai con il mondo diretto. Anche quando analizzano immagini, processano solo pixel e correlazioni, non l'esperienza di accarezzare un cane o sentirlo abbaiare. Come dice il paper: ereditare non è possedere. L'AI manipola i frutti del radicamento umano senza possedere l'albero. Ma c'è una seconda parte ancora più affascinante: questo paper, senza saperlo, conferma matematicamente qualcosa che Federico Faggin sostiene da anni sulla coscienza. Mentre Floridi lascia uno spiraglio teorico alla possibilità che l'AI possa un giorno sviluppare coscienza attraverso la complessità, Faggin lo chiude definitivamente. Nel suo modello CIF (Coscienza, Informazione, Fisico), la coscienza è una proprietà quantistica fondamentale, irriducibile, che non può emergere da computazione classica. Il più non può venire dal meno. La distinzione è ontologica: i computer operano su fisica classica e deterministica, la coscienza richiede stati quantistici puri, non clonabili e intrinsecamente privati. Una cellula è fatta di materia quantistica dinamica, un computer di materia classica permanente. Questa puntata ti offre una prospettiva completamente nuova su cosa significa davvero intelligenza artificiale e perché la strada verso una coscienza sintetica potrebbe essere matematicamente impossibile, non solo tecnologicamente lontana. Ascolta questa puntata se vuoi capire: Perché le allucinazioni dell'AI sono inevitabili secondo la matematica Cosa significa davvero che l'AI non ha radicamento nel mondo Come il paper di Floridi conferma (senza volerlo) le tesi di Faggin Perché la coscienza potrebbe essere irriducibile alla computazione Buon ascolto e buona riflessione. Se questa puntata ti ha fatto pensare, condividila con chi sta cercando di capire davvero cosa sono le intelligenze artificiali al di là dell'hype. 00:00:00 Introduzione: le allucinazioni di ChatGPT 00:00:30 Sigla del podcast 00:00:42 Perché le allucinazioni nascondono qualcosa di più profondo 00:01:00 Il paper di Luciano Floridi da Yale 00:01:42 Ascoltiamo cosa dice Notebook LM 00:02:35 Il concetto di allucinazione nell'AI 00:04:10 La teoria delle categorie applicata all'AI 00:08:15 Il problema del radicamento simbolico 00:12:30 Contenuto vs mondo: la distinzione fondamentale 00:17:29 I modelli multimodali e il limite dell'esperienza 00:19:00 Ereditare non è possedere 00:27:05 Il confronto con Federico Faggin 00:28:00 La coscienza come proprietà quantistica 00:31:00 Riflessioni finali sul paperDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

Doppia Visione
Perché ascoltiamo altri parlare di Cinema

Doppia Visione

Play Episode Listen Later Dec 4, 2025 66:03


“Perché guardare un'opera quando è così bello parlarne soltanto?” è il nostro slogan provocatorio, una chiara rivisitazione di una celebre citazione pasoliniana. Quando abbiamo avviato questo progetto, ci siamo posti molte domande che continuano a seguirci ancora oggi. Una di queste è stata: “Ma perché le persone dovrebbero ascoltarci parlare di Cinema?” ed è una riflessione che ci siamo posti anche in termini più generali e che discutiamo in questo episodio. Ne è nata una conversazione che ci ha riportato alle origini del progetto, ci ha mostrato come siano cambiate le nostre intenzioni e il nostro modo di stare online e ci ha condotti a un caotico e incomprensibile intreccio di discorsi.Con Federico Allocca e Simone CortiRiprese Gianlorenzo Bernabò Di NegroMusica e sound design DEMONA alias Andrea Evangelista e Delio GallmannAnimazione sigla Ida CortiLogo design Chiara QuagliarellaPost-produzione audio Matteo FusiCon il sostegno di Associazione La Terza Via e SidereusUn grazie a Raffaele Allocca, Elisabetta Marrocco, Riccardo Romano, Andrea Sestu

Due di denari
Educazione finanziaria: gli insegnanti vanno sensibilizzati

Due di denari

Play Episode Listen Later Nov 27, 2025


Educazione finanziaria: gli insegnanti vanno sensibilizzatiLa legge prevede che all'interno delle ore dedicate all'educazione civica si possa fare anche educazione finanziaria e AIPB (Associazione Italiana Private Banking) si è proposta di portare gratuitamente (attraverso la sua divisione AIPB Schola) l'educazione finanziaria nelle scuole superiori. Non è stato facile, però, avere un riscontro dagli stessi insegnanti. Antonella Massari, segretaria generale di AIPB ci porta oggi un esempio significativo: in seguito all'invio di una proposta da parte dell'associazione alle scuole superiori di Milano e dintorni ad oggi si contano sulle dita di una mano le scuole che hanno risposto e scelto di inserire l'attività. Si spera che da queste poche realtà possa partire una sensibilizzazione maggiore.Di recente, anche una ricerca Doxa ha affermato che il problema non sono gli studenti, ma la mancanza di professori formati sulla materia e AIPB si muove proprio in questo senso.Investire informati: il mondo bancario alle prese con il "mal di budget"Il settore è da molti percepito come quel mondo che vende prodotti ma non eroga consulenza, quel settore che cerca di incassare risultati senza curare l'aspetto della relazione e dei bisogni finanziari reali della clientela. Ascoltiamo la posizione e le proposte di un sindacato di categoria.Ci colleghiamo con Riccardo Colombani, Segretario Generale FIRST Cisl.

Flamenco Chiavi in Mano podcast
#142- La musica arabo andalusa - Flamenco Chiavi in Mano Podcast

Flamenco Chiavi in Mano podcast

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 29:18


Abbiamo spesso incontrato il termine "musica arabo-andalusa" e potremmo pensare che indichi una fusion fra musica araba e flamenco.  Si tratta di tutt'altra coas, invece.Iniziamo l'analisi con un brano di Paco de Lucía dedicato a Ziryāb. Nel 1990 Paco de Lucía pubblicò un intero CD dedicato a Ziryāb, e in un concerto a Siviglia suonò  con due chitarristi, suo nipote, José María Bandera e Juan Manuel Cañizares.Ma chi era Ziryāb?Ziryāb, ossia Abū al-Ḥasan ʿAlī ibn Nāfīʿ, nasce intorno al 789 nell'area dell'attuale Iraq, probabilmente vicino a Baghdad; l'origine etnica è dibattuta (persiano, curdo, africano o arabo). Il nome d'arte significa “usignolo nero” o “merlo”, indicazione della dolcezza della voce e della carnagione scura. Da giovane si formò alla corte abbaside di Hārūn al‑Rashīd a Baghdad, presso il maestro di musica ʿIshāq al‑Mawsilī, e si distinse perle sue qualità artistiche. Lasciò Baghdad, forse in fuga per rivalità con il suo maestro. Dopo un periodo in Nord Africa, intorno al 822 si trasferì alla corte di ʿAbd al‑Raḥmān II a Córdoba, allora centro politico e culturale dell'Islam occidentale.A Córdoba Ziryāb non si limitò alla musica: promosse innovazioni nella musica e divenne un vero influencer dell'epoca, tanto che lo stile estetico e di vita della corte andò modellandosi su di lui. Morì intorno all'857 d.C. a Córdoba, lasciando un'eredità che abbraccia costume, moda, gastronomia e performance.A Córdoba la musica classica araba di Baghdad si fuse con tradizioni visigote-cristiane e berbere nord-africane: questo è il seme della musica che oggi definiamo “musica arabo-andalusa”.Nel contesto di al-Andalus e grazie all'impulso dato da Ziryab, sorsero nuove forme poetico-musicali: il muwashshah (che significa ornato, ricamato) canto accompagnato da musica, in lingua colta e lo zajal in lingua dislettale. Lo zajal è una cantillazione più che un canto. Ascoltiamo un esempio di zajal del più famoso poeta del genere, Ibn Qūzmān (Córdoba ca. 1080-1160). Ti ricordo il Trovo, forma poetica che esiste ancor oggi in Spagna.Per capire come suona un muwashshah ascoltiamo la voce della cantante libanese Fairuz nell'esecuzione di “Jādaka al-Ghaithu”, panegirico dedicato al sultano Muhammad V of Granada verso la fine del 1300.Con il declino del potere arabo in Spagna nel XIII secolo e la caduta dell'ultimo emirato musulmano a Granada nel 1492, la cultura musicale trovò rifugio nel Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia).  Da tempo gli arabi avevano perso potere in Al Andalus ed era iniziato un processo di espulsione, conversione forzata e migrazione delle comunità musulmane (e spesso ebraiche) verso il Maghreb. Queste migrazioni portarono con sé tradizioni musicali e culturali dell'Andalusia.La "musica arabo andalusa" o “musica ispano-araba” era musica colta, di corte. Le narrazioni che la collegano direttamente al flamenco appartengono al mito: utili come simboli, non come fatti documentati.L'evoluzione della musica di Al Andalus nel mondo arabo generò le forme della nūba in Nord Africa  e della wasla in Medio Oriente.Nūba (plurale nūbāt) significa “turno” o “successione”: è una suite musicale colta della tradizione di al-Andalus trasmessa nel Maghreb, costruita su un maqām (modalità musicale) con sezioni ritmiche (mīzān/wazn) che cambiano e spesso accelerano. Wasla (plurale waslat) significa “connessione” o “sequenza”: indica un concerto o suite della tradizione classica araba orientale, centrata su un maqām, concatenazione di brani strumentali/vocali, introdotta tramite dulab, un fenomeno paragonabile al compas. Il compas è un modo di esprimere la frase ritmica e gli accordi principali della chitarra inun paricolare genere flamenco, il dulab esprime l'atmosfera musicale di un maqam attraverso un motivetto orecchiabile e facile da ricordare, che si ripete più volte nel concerto, a ricordare il tema ai partecipanti.Interessante nella Wasla è l'uso di improvvisazioni vocali: il Layālī (lett. o notti) che gioca sulla improvvisazione su due parole, ya leil ya ain (o notte o occhio) da cui la salida del cante flamenco è stata molto influenzata (soprattutto tiento e tango) e il Mawwāl, un canto poetico con melodia improvvisata, che ricorda un fandango grande, di melodia più libera.E anche del Taqsīm, improvvisazione strumentaleStrumenti tipici del complesso di musica, il Takht, sono: liuto arabo (ūd), flauto nay, la cetra qanūn, il violino kamanja o rababa, tamburelli (deff o riqq) e tamburi a cornice, la voce solista e il coroSpesso si definisce “musica arabo-andalusa” qualche concerto in cui musicisti arabi e flamenchi mescolano repertori, includendo brani famosi di musicisti arabi contemporanei o canzoni modaiole, con pezzi di “fusione”. Alla fusione dedicherò un altro episodio.Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e danze e musiche del monndo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno a Milano baile flamenco e Lyrical Arab Dance, un lavoro ull'espressione delle emozioni attraverso le danze e le musiche del mondo arabo.In conclusione: le storie su Ziryāb e sulla continuità diretta fra l'arte arabo-andalusa e il flamenco appartengono al mito: utili come simboli, non come fatti documentati. La musica arabo-andalusa è un ponte fra culture e tempi, non una linea ininterrotta. E tutto ciò pone le basi per comprendere anche le influenze che, nel tempo, hanno arricchito tradizioni come il flamenco. 

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Sicurezza nei cantieri, arriva l'obbligo di badge

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Oct 28, 2025


Oggi in cdm il decreto sicurezza sul lavoro con le norme sui cantieri (badge per i lavoratori e raddoppio delle multe in assenza di patente a crediti) e sulle molestie sul luogo di lavoro. Amazon verso il licenziamento di 30mila dipendenti. Con noi Maurizio Del Conte, professore di Diritto del Lavoro all'Università Bocconi. Nuovi casi di deepnude sono saliti alla ribalta dopo la denuncia della giornalista Francesca Barra (ospite di Uno Nessuno Centomilan qui su Radio 24). Ascoltiamo parte del suo intervento e un'intervista realizzata dalla nostra Livia Zancaner a Maria Rosaria Romano, Direttrice della Seconda Divisione del Servizio Polizia Postale. Prosegue l'allarme carenza medici di famiglia: al trend in costante calo dal 2013 si aggiunge il calo dei partecipanti al concorso per i nuovi dottori. Ne scrive su Il Sole 24 Ore di oggi Marzio Bartoloni.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti
Tutto o quasi sulla Manovra

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025


Medio Oriente: contrariamente a quanto circolato nelle ultime ore, il valico di Rafah per gli aiuti non sarà riaperto oggi. Ci colleghiamo con Gerusalemme dove c'è Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24 Ore. Ascoltiamo anche la testimonianza di Leila Ezzat El Shana, insegnante 22enne di Gaza, raccolta dalla nostra inviata Valentina Furlanetto. Apriamo poi una pagina sulla Manovra. Con Giuseppe Latour de Il Sole 24 Ore ci concentriamo sugli aspetti relativi alla casa e, nel giorno dell'accensione dei riscaldamenti, agli incentivi per le pompe di calore. Con Alberto Orioli, editorialista de Il Sole 24 Ore, allarghiamo lo sguardo alle misure principali, prima fra tutte quelle relative ai tagli Irpef, per poi commentare il maxi investimento di Stellantis negli Stati Uniti.

Pagine Esteri
Tsunami politico in Giappone, l'ultranazionalista Sanae Takaichi sarà premier

Pagine Esteri

Play Episode Listen Later Oct 6, 2025 5:27


Seguendo la tendenza politica che si registra in buona parte dei Paesi occidentali, anche il Giappone svolta verso destra. E lo fa con l'ultraconservatrice Sanae Takaichi, 64 anni, che ha clamorosamente sconfitto il favorito Shinjiro Koizumi alle elezioni per la presidenza del Partito liberaldemocratico (Pld) che domina la politica giapponese da decenni. Al ballottaggio, Takaichi ha raccolto maggiori consensi tra i deputati fedeli agli esclusi al primo turno, battendo Koizumi per 185 voti contro 156. Sarà la prima donna premier del Giappone. Ascoltiamo la corrispondenza da Shanghai del giornalista e analista Michelangelo Cocco. 

Le favole della buonanotte
Topo Tippi e il corvo

Le favole della buonanotte

Play Episode Listen Later Sep 28, 2025 5:28


Cos'avrà combinato Topo Tippi questa volta? Conoscendolo, non mi aspetto nulla di buono... E infatti, Topo Tippi si è arrabbiato, ma chissà perché ?Ascoltiamo la sua storia, prima di darci la buonanotte.

Pagine Esteri
All'Onu la via alternativa della Cina a Trump

Pagine Esteri

Play Episode Listen Later Sep 26, 2025 4:40


Pechino si candida a guidare il sud del mondo e propone le sue iniziative globali. Per la prima volta, la Cina promette di ridurre le emissioni di gas serra. Contro Donald Trump che nega l'esistenza di una crisi climatica, il presidente Xi Jinping ha dichiarato, durante la conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che il suo Paese cercherà di ridurre le emissioni di almeno il 7-10 percento entro il 2035. Ascoltiamo la corrispondenza da Shanghai di Michelangelo Cocco.

Italiano per Stranieri con Marco | Il Podcast di Italiano Avanzato | Advanced Italian Podcast
212 - Vi piacciono i viaggi? Ascoltiamo Roby che ci parla dell'Islanda e dell'India.

Italiano per Stranieri con Marco | Il Podcast di Italiano Avanzato | Advanced Italian Podcast

Play Episode Listen Later Aug 10, 2025 20:01


italiano per Stranieri con Marco⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ è il blog di riferimento per gli studenti d'italiano di livello intermedio che vogliono raggiungere il livello avanzatoOggi nel nostro podcast d'italiano avanzato parliamo di: Viaggi, un intervista con Roberto.Vuoi prendere lezioni private d'italiano online? Contattami su Italki cliccando su ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠QUESTO LINK⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠. Sto accettando nuovi studenti!Se ti piace il podcast e vuoi supportare il mio progetto e aiutare altre persone a migliorare il loro italiano, puoi farlo mandando una donazione ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠QUI⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠.Ti piacerebbe ascoltare un podcast su un certo argomento? Scrivimi su marcopolla1955@gmail.com.Un saluto, Marco

MELOG Il piacere del dubbio
L'estate a bordo di un camion

MELOG Il piacere del dubbio

Play Episode Listen Later Jul 11, 2025


L'estate, per la maggior parte degli italiani che si riversano su strade e autostrade, è sinonimo di viaggi e vacanze, per chi la passa a bordo di autocarri, tir e camion la cosa è diversa, perché facilmente diventa un moltiplicatore di disagi. Ascoltiamo i nostri ascoltatori direttamente coinvolti sul tema.

Pinocchio
Ascoltiamo una conversazione tra funghi

Pinocchio

Play Episode Listen Later Jul 9, 2025 4:28


Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni
256 - Ascoltiamo la radio ma pochi sanno cosa c'è dietro; siamo passati da Radio d d d d Deejay!

Geopop - Le Scienze nella vita di tutti i giorni

Play Episode Listen Later Jun 19, 2025 17:34


Andrea Moccia ci porta dentro gli studi di una delle emittenti radio più famose d'Italia, Radio Deejay, insieme allo station manager Matteo Curti, per scoprire come funziona una radio: dal microfono in studio all'antenna, dal palinsesto artistico alle modalità in cui una radio guadagna. Incontriamo il direttore della radio Linus, esploriamo lo studio principale, scopriamo con Francesco Quarna come vengono scelti i brani che passano in radio e vi facciamo scoprire quanta tecnologia e organizzazione servono per mandare in onda una trasmissione radiofonica. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

MELOG Il piacere del dubbio

Ascoltiamo dalla stentorea voce di Giuseppe Sansonna, regista e saggista, la storia, dentro e fuori dallo stadio, del calciatore Andrea Carnevale, protagonista del calcio italiano tra gli anni '80 e '90 e dello scudetto del Napoli di Maradona.

Obiettivo Salute - Risveglio
La memoria di prosa: come ricordiamo ciò che leggiamo e ascoltiamo

Obiettivo Salute - Risveglio

Play Episode Listen Later Apr 29, 2025


Ogni giorno siamo esposti a una quantità enorme di informazioni: ma cosa succede nel nostro cervello quando memorizziamo un fatto, una storia, una spiegazione? È merito della cosiddetta memoria di prosa, quella forma di memoria che ci consente di trattenere e richiamare alla mente contenuti verbali complessi, come discorsi, racconti, testi informativi. In questa puntata di Obiettivo Salute risveglio scopriremo come funziona, perché è così importante nello studio e nella vita quotidiana, e come possiamo allenarla e proteggerla nel tempo. Con il prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente all'Università Statale di Milano e presidente di Assomensana e autore con Nicoletta Carbone di “Strategicamente” (Sole24Ore) capiremo quali strategie aiutano davvero a ricordare meglio.

MELOG Il piacere del dubbio

Ascoltiamo oggi una rievocazione autobiografica, visiva e soprattutto olfattiva, legata ai riti familiari e ai preparativi pasquali in un contesto agreste.

MELOG Il piacere del dubbio
Letali trappole casalinghe

MELOG Il piacere del dubbio

Play Episode Listen Later Apr 17, 2025


È tempo di pulizie di Pasqua e chi ci è passato lo sa: niente è più propizio per inaspettati, improvvidi, letali incidenti domestici, dai più curiosi ai più drammatici. Ascoltiamo i racconti autobiografici degli ascoltatori in merito.

VENGO ANCH’IO
L'orgasmo Vaginale esiste davvero?

VENGO ANCH’IO

Play Episode Listen Later Mar 11, 2025 26:27


Orgasmi vaginali che non arrivano, perchè forse non esistono? Ascoltiamo quello che dice la scienza Prenota una consulenza con me: https://lenipsicologasessuologa.com/prenota/ Acquista il mio libro: https://amzn.eu/d/fz6l4nD Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

SBS Italian - SBS in Italiano
La vita e il lavoro delle italiane nell'Australia rurale

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Oct 15, 2024 22:23


Avete mai pensato di lasciare tutto e trasferirvi in campagna? Ascoltiamo le testimonianze di donne italoaustraliane che hanno lasciato la città alle spalle in questo "International Day of Rural Women".

MELOG Il piacere del dubbio
La digital advertising che (non) fa paura

MELOG Il piacere del dubbio

Play Episode Listen Later May 21, 2024


La pubblicità digitale si è diffusa su scala globale presentandosi con un appeal rivoluzionario, fatto di interattività, personalizzazione, misurabilità dei risultati, soppiantando gli investimenti fatti sui media tradizionali come giornali e tv. Ma ha mantenuto le sue promesse? Ascoltiamo la risposta, critica, di Marco Carnevale, copywriter e direttore creativo in agenzie internazionali di pubblicità.

Tutti Convocati
In finale ci va la Dea

Tutti Convocati

Play Episode Listen Later May 10, 2024


Nella finale di Dublino ci sarà solo un'italiana: è l'Atalanta del Gasp che ha annichilito il Marsiglia. Per la Roma resta la delusione dell'eliminazione, dopo l'illusione del 2-0 poi ripreso dal Leverkusen. Ne parliamo con Ivan Zazzaroni, direttore Corriere dello sport.Iniziano i playoff della Serie A di Basket e l'Olimpia Milano di Pippo Ricci lotterà per difendere il titolo. Ascoltiamo le sue sensazioni. Raggiungiamo il duo Stagi-Gatti sulle vie del Giro d'Italia, con il buon Cristiano giustamente euforico per il risultato della sua Atalanta.