High speed rail under construction between Italy and France
POPULARITY
Nuova puntata dell'appuntamento domenicale di «Giorno per giorno»: le repliche dell'editorialista alle domande e osservazioni che avete mandato via WhatsApp al 345 6125226 No Tav, identificazione di massa a Venaus: filmati in 1500, fermati due tedeschi. Si valuta l'aggravante del terrorismoUna investitura pesante per Mancini: serviranno risultati subito per cancellare i brutti ricordiIn Italia il 42% dell'acqua viene sprecata e ci costa quasi 10 miliardi di euro all'anno
Emergenza migranti a Ceuta, in migliaia arrivati a nuoto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dopo le violenze No Tav che si sono consumate sabato 25 luglio, divieto di campeggio libero nell'intero territorio di Susa e Bussoleno. La decisione del prefetto di Torino, Donato Cafagna, si riferisce all'iniziativa di campeggio annunciata da oggi dai manifestanti No Tav e da esponenti dell'ex centro sociale Askatasuna, per la durata di tre giorni.
Il 25 luglio, durante il corteo annuale del movimento No Tav in Val di Susa, ci sono stati violenti scontri tra un gruppo di manifestanti e le forze dell'ordine nei pressi dei cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione. Con Leonardo Bianchi, giornalistaIn Venezuela, mentre si continuano a cercare i dispersi del terremoto del 24 giugno, stanno per cominciare i colloqui tra il regime chavista e l'opposizione sotto la supervisione degli Stati Uniti, che da gennaio controllano le esportazioni del petrolio venezuelano. Con Antonella Mori, economistaOggi parliamo anche di:Disco • New avatar di KelelaCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Quello che doveva essere un pacifico corteo di protesta si è trasformato in guerriglia a causa di antagonisti infiltrati dall'estero. La premier Meloni grida "Attacco allo Stato" e il dibattito politico sulla sicurezza si infiamma. Il punto di Carlo Fusi.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Sul diesel sconto da 17 centesimi fino al 6 agosto, Fi-Lega contro aumento tabacchi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ogni canale è sintonizzato sull'unico grande tema della settimana, declinato in ogni sua forma: quello che riguarda la sicurezza. Dalla morte di Fakir, passando per la sentenza Roggero e arrivando agli scontri di Bologna e quelli dei NoTav degli ultimi giorni. Ma come funziona la metamorfosi della paura? Ce lo spiegano Ezio Mauro e Michele Serra su La Repubblica. Nessuno comincia una guerra pensando che durerà per sempre. Eppure, fin dal Vietnam, i presidenti statunitensi sono ripetutamente entrati in conflitti che sembravano poter durare all'infinito. Donald Trump sta facendo lo stesso? Un libro per l'estate: L'angelo in fiamme di Lawrence Osborne. Nove racconti tra personaggi fuori posto, ambienti stranieri o marginali, atmosfere perturbanti e improvvisi rovesciamenti morali. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Zuppa di Porro dell'27 luglio 2026: rassegna stampa quotidiana
Ucciso dalla polizia l'attentatore del Pride, 'simpatizzava per l'Isis'. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dopo le violenze scoppiate durante la protesta No Tav in Val di Susa, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, hanno effettuato questa mattina un sopralluogo nel cantiere dopo gli assalti di sabato in cui sono rimasti feriti 120 tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di finanza.
La puntata di Non Stop News si apre con la Formula 1 e il Gran Premio d'Ungheria: Carlo Vanzini commenta la vittoria di Norris, il podio di Antonelli e la delusione Ferrari con Leclerc e Hamilton, per leggere una gara intensa e ricca di colpi di scena. Subito dopo si torna in Val di Susa, dove il weekend è stato segnato da scontri e tensioni legati alle frange estremiste del movimento No Tav; Fabio Tanzilli, direttore di Valsusaoggi, aiuta a ricostruire quanto accaduto. A seguire, spazio all'attualità con Claudio Cerasa de Il Foglio e poi al tema della sportività delle città italiane, con la classifica del Sole 24 Ore raccontata da Giacomo Bagnasco. In chiusura torna Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, per l'ultimo blocco di attualità e politica.
Il weekend dei titoli di giornale è dedicato in buona parte alla Val di Susa, dove sono tornati in piazza i No Tav, con ventimila persone, cortei pacifici, ma anche scontri, fermi e feriti. Ed è interessante osservare come media diversi scelgano di mostrare cose diverse. Poi vi portiamo in Sicilia, a Santa Teresa di Riva, per scoprire come il comune più colpito dal ciclone Harry si è rimesso in piedi in soli cinque mesi. E infine, in India, il movimento nato per scherzo che si chiama Partito degli Scarafaggi ottiene la sua prima, grande vittoria politica.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:54 - La grande manifestazione No Tav00:13:29 - Siamo tornati nei luoghi colpiti dal ciclone Harry00:21:20 - Una prima grande vittoria politica degli "scarafaggi" indianiFonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/ritorno-no-tav-racconto-media/5x1000: https://www.italiachecambia.org/5x1000/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Alberto Giulini fa il punto sulle indagini sull'attacco dei Black Bloc al cantiere di Chiomonte della linea ferroviaria Torino-Lione, in cui sono rimasti feriti quasi 130 agenti. Davide Frattini racconta le continue violenze ai danni dei palestinesi in Cisgiordania, dove ieri sono state bruciate due moschee. Guido De Franceschi parla dell'uccisione da parte della polizia di Abdul Ballout, che sabato sera si era scagliato con un furgone sui partecipanti al PrideScontri in Val di Susa, verso 130 i feriti tra le forze dell'ordine. Un milione di euro di danni a Chiomonte e 450 violenti identificati. No Tav: «Grande giornata di lotta»Quasi tutti francesi, con maschere antigas: chi sono i No Tav del «blocco nero» protagonisti della guerriglia a ChiomonteL'attentato al Pride di Berlino: l'auto sulla folla e la fuga di Abdul Ballout. Il presunto attentatore ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia
Tra le notizie di oggi: oltre 250.000 persone evacuate tra Francia e Spagna a causa degli incendi, in India gli "Scarafaggi" ottengono le dimissioni del ministro dell'Istruzione, in Italia, una manifestazione No Tav sfocia in violenza e nello sport, polemiche sulla nomina di Andrea Pirlo a CT della nazionale italiana di calcio, oggi atteso il quinto trionfo di Tadej Pogacar al Tour de France.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Momenti di forte tensione in Val di Susa durante la manifestazione organizzata dal movimento No Tav contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Il corteo, partito da Venaus, è sfociato in scontri tra alcuni gruppi di manifestanti e le forze dell'ordine schierate a protezione dei cantieri di San Didero e Chiomonte.
Due persone riconducibili al gruppo No-Tav sono state identitificate e denuncate per il blitz dello scorso gennaio nella sede del General Contractor Iricav 2, il consorzio incaricato della realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità Verona-Padova. Le indagini della Polizia di Stato hanno portato all'identificazione di un 32enne e di un 34enne.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8444TORINO IN FIAMME: MARTELLI COMUNISTI E MEZZALUNA ISLAMICA A BRACCETTO di Lorenza Formicola Il giorno dopo, il freddo non basta a ripulire l'aria. Torino puzza ancora di bruciato: cassonetti incendiati e odore della marijuana avvolgono il bollettino che racconta di circa 100 feriti. È l'eredità del corteo convocato in difesa di uno "spazio di libertà", una definizione che stride con ciò che resta sull'asfalto. Ricordiamo che stiamo parlando di un immobile occupato illegalmente per trent'anni per farne un 'centro sociale'. E che la manifestazione non sarebbe stata un corteo pacifico, ce lo avevano raccontato apertamente anche le parole partite dall'occupazione dell'università la scorsa settimana - «ci pensavate prima» -, lo urlavano gli slogan: rompere «gli argini» e «vinciamo noi». Tutto annunciato. Il resto è storia, neanche inedita.Con Askatasuna le pietre ci sono sempre. I fuochi artificiali usati come proiettili portano la firma dell'insurrezionalismo anarchico. Le chiavi inglesi sono grosse, pensate per spezzare il nemico in divisa. Le pietre, belle grosse, piovono con una facilità disarmante. Ci sono persino gli scudi, sormontati da stelle rosse, per resistere agli idranti e ai lacrimogeni. I militari incaricati di garantire la sicurezza lo diranno poi senza esitazioni: non era una folla, era un dispositivo coordinato e militarizzato.La piazza di Torino del 31 gennaio è stata inaugurata dai discepoli dell'imam Mohammad Hannoun, l'uomo indicato come costruttore della cellula italiana di Hamas, e per il quale il riesame ha confermato il carcere. Attorno a loro, i neo-comunisti: compagni di strada e di slogan.Sfilano insieme le bandiere dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), quelle dell'API, dei giovani palestinesi, dei No Tav, dei proPal; falce e martello disegnati, ma anche branditi. La piazza si stringe: «Hannoun libero!». Con loro esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, del Movimento 5 Stelle. Si grida «Palestina libera dal fiume al mare», si punta il dito contro il «governo genocida e sionista» di Giorgia Meloni. «Torino è partigiana», con il premier raffigurata a testa in giù. In strada non ci sono solo le periferie: marcia un'alleanza che salda Potere al Popolo, sigle comuniste, islam organizzato e il partito di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Vecchi militanti comunisti e terze generazioni di maranza marciano insieme, spalla a spalla. In testa, l'imam torinese Brahim Baya proclama, «Questa piazza è l'Italia migliore»; su Instagram precisa: «Essere qui non è estremismo».AGGRESSIONE BRUTALE CONTRO LA POLIZIALa manifestazione è dedicata tutta alla solidarietà per Hannoun e gli altri arrestati nell'inchiesta sulla cellula italiana di Hamas. Sono arrivati i rinforzi anche dalla Francia: un'estrema sinistra che fonde ideologia e islam delle nuove generazioni. Sanno muoversi, contrastare le forze dell'ordine, dispongono di squadre di soccorritori in seconda linea: tattiche già viste al G8 di Genova, con militanti giunti allora da mezza Europa. Parliamo di Askatasuna, che conta veterani di una guerra vera: il nord-est della Siria. Dozzine di anarchici e antagonisti torinesi hanno combattuto al fianco dei curdi, che avevano organizzato un battaglione Antifa a Raqqa. La stessa bandiera sventola ancora, oggi, nelle strade di Torino.E sotto quelle insegne che sventolano ormai nel buio della sera del 31 gennaio, prende forma l'aggressione più brutale contro la polizia: le strade di Torino diventano il proscenio di una violenza esercitata per anni e utilizzata come palestra per addestrare le nuove leve.Non ha ancora trent'anni Alessandro Calista, eppure il suo nome è diventato un simbolo. È il poliziotto più conosciuto d'Italia da quando, tra i mille agenti inviati a Torino, è finito al centro di una piazza feroce e cattiva, esplosa in risposta allo sgombero pre natalizio di Askatasuna. In servizio a Padova, spedito al fronte della guerriglia urbana in salsa verde-rossa piemontese, è diventato il volto di una violenza che, se nessuno avesse filmato, non sarebbe mai esistita.Perché senza le immagini del nugolo di giovani bardati e serrati come una squadra di aguzzini, intenti a ghignare mentre uno di loro lo colpiva a martellate - bacino fratturato, costole spezzate, una coscia lacerata -, Torino oggi non farebbe notizia. Sarebbe tutto già archiviato, dimenticato, normalizzato. Dal momento che quelle, ci hanno già spiegato gli intellò, sono «piazze di risposta», lecite difese di luoghi di «un'alterità intoccabile» (leggi Askatasuna).L'ALLEANZA TRA SINISTRA E ISLAMTutti complici dei terroristi rossi. Perché chi colpisce un uomo inerme a terra è un vigliacco; chi esce di casa con un martello per picchiare, e se capita uccidere, è un terrorista. E chi colpiva sapeva che la pistola sarebbe rimasta nella fondina: in Italia la paura del processo supera spesso quella della morte. Da questa asimmetria nasce l'appello di Andrea Cecchini, segretario Italia Celere, ai magistrati a manifestazione non ancora finita: «scendete in piazza, condividete il rischio con noi, prima di giudicare».Nel cuore di quella piazza già saldata - imam, comunisti islamici, militanti rossi - c'erano anche i volti della politica istituzionale. Il deputato Marco Grimaldi (AVS), che scandisce: «Siamo qui per rispondere a un assedio. La repressione non ha cittadinanza in questa città antifascista», con diversi consiglieri regionali e comunali di AVS e del M5S. Con loro ci sono anche il segretario della CGIL Piemonte e Paolo Ferrero, ex ministro del governo Prodi e oggi dirigente di Rifondazione Comunista. Scende in piazza anche il mondo della nuova intellighenzia per Askatasuna: Zerocalcare (autore della locandina all'asta online, per ora, a 179 euro), Willie Peyote, i Subsonica. E Extinction Rebellion, Fridays for Future, Non Una di Meno.E Torino non è neanche più come le banlieue, ma assomiglia d'un tratto alla Parigi dell'estate 2023, o ancora a quella del 2025. Quanto è andato in scena a Torino racconta così la sintesi di un laboratorio francese ormai divenuto realtà anche in Italia: un'alleanza tra sinistra e islam che ha il sapore di una nuova rivoluzione. Oggi, ai sanpietrini si aggiungono Allah e il Corano, alla garibaldina. Le prove generali della destabilizzazione parlano arabo: l'islamismo radicale come collante nuovo tra autonomi, e terroristi di sinistra che ormai dettano l'agenda politica ai partiti.I protagonisti della piazza di Torino sono i figli di una classe dirigente che per almeno trent'anni li ha educati e giustificati, cullati, accompagnandoli, come continua ancora oggi, con una presenza costante ad ogni loro iniziativa, per non lasciarli mai soli. E mentre la piazza rossa si accende, la loro guida spirituale, Mohammad Hannoun, in carcere come finanziatore di Hamas, si offre al ruolo di martire. Da una cella, continua ad aizzare una piazza che ha già scelto il suo linguaggio: quello dell'odio, organizzato, tra martello e falce.
Nell'autunno 2025 il filosofo e attivista brasiliano Rodrigo Nunes ha girato l'Italia presentando – in italiano – il suo libro Né verticale né orizzontale. Una teoria dell'organizzazione politica (traduzione di Enrico Gullo, Alegre, 2025). Libro e tour sono arrivati con tempismo perfetto, poco dopo le grandi mobilitazioni e gli scioperi generali contro il genocidio palestinese. Nunes è partito da Palermo il 20 ottobre e, risalendo la Penisola, ha toccato diverse città e importanti situazioni di movimento e lotta – come quella dell'Ex GKN a Firenze – per concludere il tour il 7 novembre ad Avigliana (TO), ospite del movimento No Tav valsusino. Wu Ming 1 ha affiancato Nunes in tre occasioni: a Ferrara il 29 ottobre (a cura della Comune di Ferrara), a Bologna il 4 novembre (ospiti dell'Ex Centrale di via Corticella) e, appunto, ad Avigliana. Quest'ultimo evento era nell'ambito di «Avere vent'anni è avere sogni grandi», la rassegna celebrante il ventennale della Battaglia del Seghino (31 ottobre 2005) e della riconquista popolare del presidio di Venaus (8 dicembre 2005). Per approfondimenti, si veda il libro di WM1 Un viaggio che non promettiamo breve (Einaud, 2016). Nella conversazione, durata più di due ore, si è parlato dei movimenti come ecologie; dei cicli di lotte del 2001-02, del 2011 e del 2019; di come dieci anni fa il pendolo delle lotte abbia oscillato tra orizzontalismo e verticalismo, con tentativi di costruire «partiti dei movimenti»; di come si possa avere leadership senza leaderismo, eccetera. Con tanti esempi e racconti, e una coda sulla pandemia. Tra le intervenute, la punkastorie femminista Filo Sottile. Buon ascolto.
Ad annunciarlo è stato il sindaco della città berica, dopo un nuovo confronto con i vertici delle aziende impegnate nella costruzione della linea Tav. Soddisfazione tra i cittadini del quartiere dei Ferrovieri e delle varie sigle ambientaliste. In futuro l'area verde da circa 15 mila mq verrà acquisita dal Comune trasformandola in spazio aperto a tutti.
Giornata di tensione iniziata all'alba con gli incatenamenti ai cancelli , al limitare del quartiere dei Ferrovieri oggetto di discussione da tempo, e proseguita con lo sgombero forzato. Alcuni tra i residenti e gli ambientalisti si oppongono alla cementificazione dell'area boschiva, in ragione della costruzione dei binari per la linea ad Alta Velocità.
Cos'è il Movimento 5 Stelle? Chi compone la sua comunità? Da Luigi de Magistris a Salvatore Borsellino, dai No Tav ai familiari vittime della mafia, Marco e Nicola raccontano come, da un ufficio di Milano, Gianroberto Casaleggio manipolasse attraverso la rete le proteste diffuse sul territorio per incorporarle nella sua nuova creatura politica.Processo al Sistema Casaleggio
A maggio tre uomini giunti dal milanese avevano fermato l'auto del Direttore Tecnico della ditta Salcef di Roma, colpendolo con una mazza da baseball e procurandogli lesioni gravissime. Dopo sei mesi di indagine sono stati arrestati. Si indaga sui motivi del gesto. Escluso dai carabinieri che i tre siano legati al mondo No Tav.
La politica migliora se i cittadini conservano memoria e presentano il conto a chi ha colpe per quel che accade
Il blocco di Ponte Alto è stato sgomberato dalle forze dell'ordine con l'utilizzo ripetuto dell'idrante. Dal presidio resistente si intona «i popoli in rivolta scrivono la storia, No Tav fino alla vittoria».
Valerio Minnella incontrò Achille Croce e altri militanti nonviolenti valsusini alla marcia Milano-Vicenza del 1970. Parlandoci, fu molto colpito dalla loro determinazione e dal fatto che fossero vegetariani. Poco dopo, infatti, lo diventò anche lui. Negli anni successivi, quelli della lotta per l'obiezione di coscienza, Valerio ebbe molti rapporti con Torino, dove l'11 marzo 1972 bruciò la cartolina-precetto e si fece arrestare. Alberto Perino – allora esponente del Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta, nel nuovo secolo uno dei nomi più noti del movimento No Tav – esibì il celebre cartello «HO FATTO IL MILITARE E ME NE VERGOGNO» proprio a un corteo in solidarietà ad alcuni obiettori incarcerati, tra i quali Valerio. Quel cartello gli valse una denuncia e un processo per vilipendio alle forze armate. Quando è venuta l'idea di presentare il libro in valle, ovviamente Condove è il primo posto che ci è venuto in mente. A Condove c'erano Achille Croce, don Giuseppe Viglongo, il GVAN e il giornale «Dialogo in valle». Fu uno degli epicentri della stessa lotta che anche Valerio portò avanti, e fu importante per la sua formazione. La sera del 30 giugno, nella sala della biblioteca comunale Margherita Hack, abbiamo chiuso un cerchio, rendendo omaggio a tutti i suddetti. C'eravamo tutt'e tre: Valerio, WM1 e Filo. Dopo i saluti del sindaco Jacopo Suppo, abbiamo dialogato fittamente con Maurizio Piccione. Sono poi intervenuti Andrea Galli, presidente del Valsusa FilmFest, e lo stesso Alberto Perino. Buon ascolto.
Questa sera parliamo di porno. Con Claudia Ska, che ha scritto il libro "Sul porno. Corpi e scenari della pornografia", e con Diego Tigrotto, regista porno e artivista sexpositive. Con Florencia Di Stefano-Abichain parliamo di "Come godo: Guida avventurosa al piacere femminile", di Lyona, che ha tradotto. In chiusura, parliamo dell'arresto di Cecca, militante No Tav.
8 dicembre 2022 - Italiano in Podcast. Due giorni di brutto tempo e solo due passeggiate veloci per non soffocare dentro casa tutto il giorno. Mercoledì e giovedì passati in casa tra lezioni e lavoro. Oggi è l'Immacolata e molti italiani sono in viaggio per il lungo ponte ma poche emozioni invece per molti altri che sono restati nelle loro città, un tempo davvero deprimente. Due notizie, una sulla prima della Scala di Milano di mercoledì e l'altra sulle proteste NoTav in Val di Susa di oggi. Una frase celebre di un personaggio importante della letteratura italiana per chiudere la puntata. iSpeakItaliano vi da appuntamento al prossimo episodio, il N°600 di Italiano in Podcast. Grazie! Abbonati per dare un contributo e ascoltare gli episodi speciali di Italiano in Podcast https://anchor.fm/ispeakitaliano/subscribe Il negozio di iSpeakItaliano https://www.ispeakitaliano.it/merchandise/ Tutti i collegamenti del progetto iSpeakItaliano Supporta iSpeakItaliano su BuyMeACoffee --- Send in a voice message: https://anchor.fm/ispeakitaliano/message
Il 18 ottobre una cinquantina di attivisti dei movimenti “No Tav” hanno occupato il Municipio di Vicenza con una manifestazione senza preavviso e sono stati poi sgomberati dalla Digos. Chiedevano un Consiglio Comunale straordinario per la discussione del progetto della Linea del Tav (Treno Alta Velocità) Verona / Padova, il cosiddetto "2° lotto - attraversamento di Vicenza".
TAB sì, TAB no… Ma forse bisognerebbe solo dire, TAB quando? Chi frequenta abitualmente Bass Community saprà che mi sono espresso più volte contro l'uso selvaggio delle TAB, realizzando anche il logo di un fantomatico “Movimento No Tab” (ispirato al ben più famoso NO TAV) che ho poi messo anche su maglie e gadget. Ma sono davvero contro le TAB? Cosa penso davvero del loro utilizzo? Scopriamolo insieme in questo video. Buona visione! Vai al Video
durée : 00:17:02 - C'est bientôt demain - par : Antoine CHAO - Antoine Chao était en Savoie dimanche dernier pour une mobilisation contre le projet Lyon-Turin #NOTAV "No Treno Alta Velocità" en italien, Non au TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin) en français
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6875AVVENIRE E ALETEIA CONTRO I CATTOLICI NON ALLINEATI AL POTERE di Paolo GulisanoIl problema della Pandemia, come è sempre più chiaro anche dopo gli ultimi provvedimenti del governo, non è contrastare il virus, ma combattere i No Vax. Questo termine - lo ripetiamo da tempo sulla NBQ - è diventato una sorta di parola magica, un termine per identificare l'antagonista, il nemico. Il capro espiatorio di ciò che sta accadendo, compresi i fallimenti delle strategie di contenimento dell'epidemia. Un termine quasi metafisico, o metapolitico. Non è un caso che l'origine della parola venga proprio dal gergo politico.Fu coniato nel 2017, quando il ministro della Salute Beatrice Lorenzin introdusse l'obbligo coercitivo per dieci vaccinazioni per l'infanzia. Per i genitori che non volevano sottoporre i propri figli a questa pratica, c'erano sanzioni economiche e soprattutto l'allontanamento dei bambini dalle scuole. Eravamo in un clima di piena retorica dell'"inclusione", ma lo Stato cominciava a espellere dalle scuole statali e paritarie chi non si adeguava. E per i genitori che protestavano, venne coniato questo termine spregiativo, "No Vax", che riprendeva il celebre "No Tav" attribuito a coloro che si opponevano alla realizzazione dell'Alta Velocità in Val di Susa, identificati come violenti oppositori del progresso.E così cominciò a far capolino sulla stampa questa parola, No Vax, ora diventata la più usata, la più celebre, la più esecrata dell'era pandemica. Si odia più il No Vax che il virus stesso, e lo si vede dall'odio bestiale presente sulla Rete, sui Social, nelle chiacchiere della gente.CAMPAGNA DI DISCRIMINAZIONE E DI ODIOMa nonostante la palese campagna di discriminazione e di odio nei confronti delle persone che hanno fatto la scelta di non sottoporsi alla vaccinazione, secondo un diritto da sempre riconosciuto nel mondo libero (non dimentichiamo che la vaccinazione obbligatoria era praticata solo nei Paesi dei Regimi Comunisti), c'è chi diffonde narrazioni ancora più offensive nei confronti di queste persone, cercando di screditarle moralmente. E visto che si tratta di morale - o meglio, di moralismo - il lavoro sporco è stato affidato ai cattolici collaborazionisti, alla Chiesa di Stato.Così il quotidiano dell'Episcopato italiano - Avvenire - ha pubblicato nei giorni scorsi un significativo editoriale di Marina Corradi. Il titolo, "Questa letale ansia di guerra", farebbe sperare ad un ripensamento provvidenziale di Avvenire, che in più occasioni ha ospitato editoriali bellicistici del professor Ricciardi, collaboratore del ministro Speranza. L'occhiello poi promette anche di meglio:: "L'ostinato rifiuto delle cure anti-Covid", e il lettore ingenuo spera che finalmente il quotidiano della CEI affronti la vergogna dei medici di base che ancora oggi - nel 2022 - non fanno che prescrivere il solo paracetamolo alle persone malate, o che non rispondono alle chiamate, non sono nemmeno reperibili, lasciando così i pazienti nell'angoscia e nella disperata ricerca di un medico.Niente di tutto questo. L'ansia di guerra è quella dei cosiddetti No Vax. Non sono loro che hanno perso il lavoro, che non possono entrare in molti esercizi commerciali, che non possono salire sui mezzi pubblici, a subire un'aggressione ideologica e sociale senza precedenti: sono invece dei bellicosi, degli aggressivi. E quel che è peggio è che sono aggressivi verso se stessi. La Corradi ci narra di una sedicente voglia di suicidio da parte dei cosiddetti No Vax. Desiderano la morte, e quindi, visto che queste righe sono pubblicate su un giornale cattolico, ecco che viene comminata nei loro confronti una squalifica morale: il suicidio è un peccato grave. Il No Vax pecca gravemente, e questo non è che l'ultima accusa di peccaminosità, dato che già il solo sottrarsi all'"atto di amore" - come definito dal Vescovo di Roma - per molti esegeti è un peccato contro la carità.L'UNICA ANSIA DEI MALATI È DI TROVARE CHI SI PRENDA CURA DI LOROPoco importa che l'andamento epidemiologico ci stia dimostrando che i vaccini non interrompono la trasmissione e la diffusione del virus e quindi non servono a preservare il prossimo tuo: a credere al doverismo moralistico dell'inoculazione è rimasta solo una certa Chiesa, e lo fa lanciando accuse inverosimili.Chi cura sul campo i malati di Covid, vaccinati o meno, perché chi cura davvero non fa discriminazioni, non ha mai trovato questo "cupio dissolvi" presunto dalla Corradi. Chi cura vede invece persone sempre più spaventate dalla narrazione sulla malattia, terrorizzate dalla sofferenza e dalla morte, e tutti chiedono solo di guarire.L'unica ansia dei malati è quella di trovare chi si prenda cura di loro, che non li abbandoni, che dia loro le terapie adeguate per guarire. Non è vero che i sedicenti No Vax "si condannano a morte da soli". Chi cura davvero li ha visti aggrappati alla vita con tutte le forze rimaste loro, così come i loro famigliari.Marina Corradi nel suo editoriale riprende le tesi della Società degli anestesisti italiani,che ha diffuso un comunicato per supportare i propri colleghi impegnati con pazienti "irriducibili". Quella Società che già all'inizio dell'epidemia sosteneva che di fronte al sovraffollamento dei reparti andassero praticate delle "selezioni" con determinati criteri rispetto ai pazienti da assistere in terapia intensiva, un concetto sul quale ci sarebbe molto da discutere. La giornalista prende per buona questa narrazione che vedrebbe una presunta volontà di morte attuata attraverso il rifiuto di cure (non ben precisate), ma forse - da brava giornalista qual è -, dovrebbe andare a raccogliere anche le tante testimonianze di persone - malati o loro famigliari - che sono stati aggrediti verbalmente, insultati, resi oggetto di pesanti sarcasmi da parte di personale sanitario, per il fatto di non essersi fatti vaccinare.Testimonianze impressionanti, che rivelano uno scenario del mondo della Sanità molto meno idilliaco rispetto a quello prospettato da Avvenire. Uno scenario che rivela che, se una guerra c'è, come scrive il quotidiano della CEI, è fatta non a senso unico, ma da due parti. E si scoprirà qual è la parte che sta maggiormente soffrendo, e non certo per propria presunta volontà suicida.Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Se i media cattolici pro vax sono pagati da Soros e Gates" parla del consorzio di media cattolici, catholic-factchecking, guidato da Aleteia, un progetto per silenziare i giornalisti cattolici non allineati al potere.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 10 gennaio 2022:Una ben documentata inchiesta del sito americano Church Militant rivela come Google, Soros e Bill Gates finanziano i media cattolici pro-vax per contrastare chi nella Chiesa non è allineato al verbo vaccinista. E si scopre che a guidare il consorzio di media cattolici che si autonominano fact-checkers (cioèche controllano la veridicità delle notizie, in questo caso sui vaccini anti-Covid) è il sito Aleteia, testata pubblicta in sette lingue, che gode di una stretta collaborazione con il Dicastero vaticano per la Comunicazione oltre che con il Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione.Il consorzio, che comprende una trentina di testate, è attivo da qualche mese e cerca nuove reclute attraverso il proprio sito catholic-factchecking.com (che viene definito "International Catholic Media Consortium on Covid-19 vaccines", ovvero Consorzio internazionale dei media cattolici sul vaccino Covid-19). E il consorzio è uno degli undici progetti (su 309 concorrenti di 74 paesi) a essersi spartiti i 3 milioni di dollari messi a disposizione da Google News Inititative attraverso il Covid-19 Vaccine Counter-Misinformation Open Fund.Insomma, Google è preoccupata di chi mette in dubbio la narrazione secondo cui il vaccino è la sola salvezza dell'umanità e mette in campo tutta la sua potenza per contrastare capillarmente il nemico. Già questo, essendo Google il principale motore di ricerca nel mondo, dovrebbe sollevare qualche preoccupazione. Preoccupazione che dovrebbe diventare inquietudine venendo a conoscenza che dal 2019 il "fratello" di Google (emanazione della stessa compagnia Alphabet), Verily, che si occupa di sanità, ha una «alleanza strategica» con grandi compagnie farmaceutiche, tra cui Pfizer. Peraltro Verily è attualmente partner di Pfizer e del Duke Clinic Research Center nello studio della sicurezza a lungo termine dei vaccini per il Covid.A nessuno curiosamente viene il sospetto che ci sia qualche conflitto di interesse. Per quanto riguarda i cattolici, poi, dovrebbe far venire qualche scrupolo il fatto che Google promuova apertamente i diritti riproduttivi (contraccezione e aborto) e l'agenda Lgbtq… Ma evidentemente pecunia non olet, e di fronte alla necessità di piegare qualsiasi resistenza ai vaccini tra i cattolici non si può andare troppo per il sottile. Del resto Aleteia ha dal 2013 un rapporto consolidato di collaborazione con Google. Ma non solo: per accreditarsi allo scopo di beneficiare dei fondi della Google News Initiative, Catholicfactchecking si avvale della consulenza di un istituto di ricerca spagnolo, l'Instituto de Salud Global (ISGlobal) di Barcellona che, a sua volta, negli anni ha ricevuto 57 milioni di dollari dalla Fondazione Bill e Melinda Gates e 150mila dollari dalla Fondazione Open Society di George Soros, secondo quanto ricostruito da Church Militant.Oltre ad avere interessi diretti nella campagna di vaccinazione (soprattutto Gates), Church Militant giustamente ricorda che entrambe queste fondazioni non più tardi di sei mesi fa hanno sponsorizzato il rapporto "Tip of the Iceberg", volto a screditare i movimenti pro-life europei, inclusa la COMECE (la Commissione delle Conferenze episcopali dell'Unione Europea).
CALCIOPOLI 2, L'INCHIESTA SULLE PLUSVALENZE con Luciano Mondellini direttore di calcioefinanza.com e Pippo Russo sociologo dello sport. BERLUSCONI E LA CORSA AL QUIRINALE con Daniela Preziosi giornalista di Domani e Gianfranco Pasquino emerito di scienza politica all'Università di Bologna. PROCESSO ALLA SOLIDARIETA' in diretta dai suoi arresti domiciliari a Bussoleno lo storico attivista No Tav e No Border Emilio Scalzo che sarà presto estradato in Francia per aver percosso un gendarme francese durante una manifestazione di solidarietà ai migranti al Monginevro LOMBARDIA, APPROVATA LA RIFORMA SANITARIA. LA BATTAGLIA CONTINUA con il prof Marcello Crivellini docente di controllo e gestione dei sistemi sanitari al Politecnico di Milano, Vinicio Peluffo segretario del PD lombardo e Marco Caldiroli di Medicina Democratica, tra i promotori della campagna Dica 32
CALCIOPOLI 2, L'INCHIESTA SULLE PLUSVALENZE con Luciano Mondellini direttore di calcioefinanza.com e Pippo Russo sociologo dello sport. BERLUSCONI E LA CORSA AL QUIRINALE con Daniela Preziosi giornalista di Domani e Gianfranco Pasquino emerito di scienza politica all'Università di Bologna. PROCESSO ALLA SOLIDARIETA' in diretta dai suoi arresti domiciliari a Bussoleno lo storico attivista No Tav e No Border Emilio Scalzo che sarà presto estradato in Francia per aver percosso un gendarme francese durante una manifestazione di solidarietà ai migranti al Monginevro LOMBARDIA, APPROVATA LA RIFORMA SANITARIA. LA BATTAGLIA CONTINUA con il prof Marcello Crivellini docente di controllo e gestione dei sistemi sanitari al Politecnico di Milano, Vinicio Peluffo segretario del PD lombardo e Marco Caldiroli di Medicina Democratica, tra i promotori della campagna Dica 32
durée : 00:58:30 - LSD, la série documentaire - par : Perrine Kervran, Alain Lewkowicz - Depuis 30 ans, ceux qu'on appelle les opposants « NO TAV » se battent contre la construction de la ligne Lyon-Turin. Leur détermination est telle que pas un seul centimètre de voie ferrée n'a encore vu le jour. - réalisation : Marie-Laure Ciboulet
TALK: ALTO MARE - SARA GARINO - ANDREA CECCHINI - ALESSANDRO GIGLIO VIGNA - VALTER MARIN - FRANCO CECCONI - 03/08/2021 - dalle 12:00 alle 13:00 Ogni giorno la Polizia di Stato, con tutti gli uomini e le donne in divisa che la compongono, scende in strada e nell'agone dei contesti più critici, per difendere l'incolumità dei Cittadini, il rispetto delle regole e l'ordine pubblico. Spesso nell'indifferenza dei più, anche delle Istituzioni, quando queste ultime omettono di definire regole di ingaggio certe che difendano e tutelino chi ci difende. Il caso delle violenze perpetrate dai NO-TAV in Valsusa lo scorso fine settimana ne rappresenta, purtroppo, solo l'ultimo, lampante e infelice esempio. La situazione è stata a più riprese denunciata da Italia Celere, fra i più importanti Sindacati della Polizia di Stato, che ha altresì messo in luce come le Forze di Polizia manchino ancora di dispositivi per svolgere al meglio i loro compiti, nonché di quelle tutele che pure sarebbero – e sono – indispensabili per consentire loro di svolgere con serenità il proprio lavoro. Se ne discuterà oggi, dalle 12:00 alle 13:00, su RPL – La Tua Radio durante ALTO MARE, il programma di approfondimento politico e socio-economico condotto da SARA GARINO. In collegamento, il Segretario Generale Nazionale di ITALIA CELERE, ANDREA CECCHINI; il Deputato piemontese ALESSANDRO GIGLIO VIGNA, Capogruppo per la Lega in XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea; il Consigliere Regionale del Piemonte VALTER MARIN, Lega, già Sindaco di Pragelato e Sestriere in Valsusa. Ospite della diretta anche FRANCO CECCONI, Presidente Nazionale di A.I.S.S. (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria), il quale presenterà inoltre il protocollo d'intesa sottoscritto ieri a Milano, per contrastare la movida selvaggia e favorire sinergie virtuose con la Polizia Locale e le Forze dell'Ordine in caso di necessità.
TALK: ALTO MARE - SARA GARINO - ANDREA CECCHINI - ALESSANDRO GIGLIO VIGNA - VALTER MARIN - FRANCO CECCONI - 03/08/2021 - dalle 12:00 alle 13:00 Ogni giorno la Polizia di Stato, con tutti gli uomini e le donne in divisa che la compongono, scende in strada e nell'agone dei contesti più critici, per difendere l'incolumità dei Cittadini, il rispetto delle regole e l'ordine pubblico. Spesso nell'indifferenza dei più, anche delle Istituzioni, quando queste ultime omettono di definire regole di ingaggio certe che difendano e tutelino chi ci difende. Il caso delle violenze perpetrate dai NO-TAV in Valsusa lo scorso fine settimana ne rappresenta, purtroppo, solo l'ultimo, lampante e infelice esempio. La situazione è stata a più riprese denunciata da Italia Celere, fra i più importanti Sindacati della Polizia di Stato, che ha altresì messo in luce come le Forze di Polizia manchino ancora di dispositivi per svolgere al meglio i loro compiti, nonché di quelle tutele che pure sarebbero – e sono – indispensabili per consentire loro di svolgere con serenità il proprio lavoro. Se ne discuterà oggi, dalle 12:00 alle 13:00, su RPL – La Tua Radio durante ALTO MARE, il programma di approfondimento politico e socio-economico condotto da SARA GARINO. In collegamento, il Segretario Generale Nazionale di ITALIA CELERE, ANDREA CECCHINI; il Deputato piemontese ALESSANDRO GIGLIO VIGNA, Capogruppo per la Lega in XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea; il Consigliere Regionale del Piemonte VALTER MARIN, Lega, già Sindaco di Pragelato e Sestriere in Valsusa. Ospite della diretta anche FRANCO CECCONI, Presidente Nazionale di A.I.S.S. (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria), il quale presenterà inoltre il protocollo d'intesa sottoscritto ieri a Milano, per contrastare la movida selvaggia e favorire sinergie virtuose con la Polizia Locale e le Forze dell'Ordine in caso di necessità.
TALK: ALTO MARE – SARA GARINO – ANDREA CECCHINI – ALESSANDRO GIGLIO VIGNA – VALTER MARIN – FRANCO CECCONI – 03/08/2021 – dalle 12:00 alle 13:00 Ogni giorno la Polizia di Stato, con tutti gli uomini e le donne in divisa che la compongono, scende in strada e nell'agone dei contesti più critici, per difendere l'incolumità dei Cittadini, il rispetto delle regole e l'ordine pubblico. Spesso nell'indifferenza dei più, anche delle Istituzioni, quando queste ultime omettono di definire regole di ingaggio certe che difendano e tutelino chi ci difende. Il caso delle violenze perpetrate dai NO-TAV in Valsusa lo scorso fine settimana ne rappresenta, purtroppo, solo l'ultimo, lampante e infelice esempio. La situazione è stata a più riprese denunciata da Italia Celere, fra i più importanti Sindacati della Polizia di Stato, che ha altresì messo in luce come le Forze di Polizia manchino ancora di dispositivi per svolgere al meglio i loro compiti, nonché di quelle tutele che pure sarebbero – e sono – indispensabili per consentire loro di svolgere con serenità il proprio lavoro. Se ne discuterà oggi, dalle 12:00 alle 13:00, su RPL – La Tua Radio durante ALTO MARE, il programma di approfondimento politico e socio-economico condotto da SARA GARINO. In collegamento, il Segretario Generale Nazionale di ITALIA CELERE, ANDREA CECCHINI; il Deputato piemontese ALESSANDRO GIGLIO VIGNA, Capogruppo per la Lega in XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea; il Consigliere Regionale del Piemonte VALTER MARIN, Lega, già Sindaco di Pragelato e Sestriere in Valsusa. Ospite della diretta anche FRANCO CECCONI, Presidente Nazionale di A.I.S.S. (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria), il quale presenterà inoltre il protocollo d'intesa sottoscritto ieri a Milano, per contrastare la movida selvaggia e favorire sinergie virtuose con la Polizia Locale e le Forze dell'Ordine in caso di necessità.
- Introduzione di Margherita Furlan - Nasce “L'Alternativa c'è” di Margherita Furlan - La casa ora è all'asta di Gianmarco Maotini - Chi volete salvare, il Gesuita o l'Artigiano? di Jeff Hoffman - Il mondo dello spettacolo in protesta di Fabio Belli - Il doppiatore non serve più: ci pensa l'AI di Fabio Belli - L'esproprio dei terreni NO Tav per mano francese di Gionata Chatillard - Biden affida l'Irak a Draghi di Gionata Chatillard - Balcani: obiettivo preservare l'unità della Chiesa serbo-ortodossa di Velimir Tomovic - Alleanza Big Tech per un pensiero unico globale di Gionata Chatillard
00:00 Carabiniere ucciso, quei garantisti “interessati” per la (brutta) foto del delinquente americano bendato. 05:47 L'ideona del ministro Costa, aumentare le accise sul diesel. 07:13 Il problema dell'Europa? La parità […]
00:00 Lo scandalo di Bibbiano, una brutta storia con bambini sottratti illecitamente alle famiglie naturali da assistenti sociali Lgtb. E il Pd accusa Lega e 5stelle di strumentalizzare i bambini. […]
00:00 Continua il giallo dei rubli alla Lega 01:40 Di Maio si becca gli schiaffoni dai No Tav e l’Appendino perde il Salone dell’auto 03:00 La modella Imane Fadil prima […]
00:00 Tav, i soldi da ridare e il caso del video del sottosegretario pentastellato Stefano Buffagni sulla Milano-Brescia. 04:17 Venezuela, anche Salvini ammette la figuraccia del governo. 05:25 Reddito di […]
00:00 Sulla Tav si danno botte da orbi: e poi leggi il cosiddetto super esperto prof Ponti (commissario nominato da Tonielli) e capisci perché la TAV è morta. 03:00 Giravolta […]
00:00 Tragedia in discoteca ad Ancona. 00:50 Scontri a Parigi, ma Macron non era il beniamino degli intellettò? 04:25 L'arroganza di Laura Castelli (adesso si inventa la decrescita in panda […]