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Stefano Zecchi"Nel cuore della pace"Giustizia sociale e spiritualità profeticaPrefazione di Riccardo SaccentiGabrielli Editoriwww.gabriellieditori.itConversazioni con: Enzo Bianchi, Mariano Borgognoni, Giancarlo Bruni, Aldo Cazzullo, Paolo Ciani, Amaro della Quercia, Espérance Hakuzwimana, Wolfgang Fasser, Enrico Fink, Antonio Floridia, Valentina Furlanetto, Gherardo Gambelli, Delfina Licata, Luciano Locatelli, Alberto Maggi, Ludwig Monti, Edi Natali, Derio Olivero, Pif, Agnese Pini, Marinella Perroni, Vanessa Roghi, Marilena Umuhoza DelliNegli incontri raccolti in questo libro emerge lo sforzo di fare tesoro di una consapevolezza profonda: la pace e la verità non sono qualcosa che si possiede, né tanto meno qualcosa che ciascuno può fabbricare liberamente. C'è lo sforzo di custodire questa coscienza, riconoscendo che l'unico modo per intraprendere questo cammino è insieme all'altro, senza il quale si rischia davvero la solitudine del cuore.Stefano Zecchi non si limita a rivolgere domande ai suoi interlocutori – persone pensanti, uomini e donne che con la loro vita, spesso in modo semplice e inconsapevole, stanno contribuendo a cambiare la storia – ma entra con ciascuno di loro in una relazione autenticamente amicale.La lettura di queste pagine è un invito a liberarsi dal conformismo e ad abitare il presente con quella lucidità che una stagione di grandi timori richiede – una stagione che costringe ad abbandonare certezze e sicurezze, ma che diventa anche l'occasione per riscoprire il grande destino degli esseri umani: quello evangelico di avere sempre fame e sete di giustizia.Stefano Zecchi, nato a Settignano (Firenze) il 23 aprile 1959, da sempre attento al mondo ecclesiale e socio-politico fiorentino, membro del Comitato Scientifico della Fondazione “Ernesto Balducci”, del direttivo dell'Associazione “Casa Alta”, socio della Fondazione “don Lorenzo Milani” e membro dell'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età Contemporanea. Collabora con il mensile “Jesus” e con il quindicinale “Rocca” della Pro Civitate Christiana di Assisi. Per la casa editrice SEF ha pubblicato “Volersi bene malgrado tutto” e “Don Lorenzo Milani. Biografia per immagini”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'anno scolastico all'insegna della musica per la scuola Grande Quercia di Thiene si conclude giovedì 4 giugno alle 20.30 al teatro Comunale di Vicenza dove con un concerto dal vivo gli alunni presenteranno “Icaro”, il loro primo album in vinile nato da un intero anno vissuto a tempo di musica. Un battesimo del fuoco per l'istituto thienese, che dal prossimo anno diventerà ufficialmente una scuola a indirizzo musicale.
"En un mundo devastado, que crece y se reproduce sobre las ruinas de ciudades olvidadas y enterradas, Víctor es uno de los últimos eslabones clandestinos sobrevivientes de la Sociedad de Pueblos Libres. El éxito de su misión representa la última esperanza de la humanidad ante el reinante totalitarismo político, mediático y comercial. La resistencia está en riesgo y sólo queda un nodo de la red en existencia: Neurón. La misión de Víctor es custodiar aquel remanente, pero es traicionado y cae entre las garras de la policía central y sus robots carcelarios. Nivia, la policía encubierta que ha logrado infiltrar la red de resistentes, es a la vez un instrumento de poderes incluso más oscuros y siniestros que los que ella misma conoce."Conversamos en el #TraficantesDeCultura con Boris Quercia, autor de Cama 32, su último libro editado por CEIBO EDICIONES.Conduce: Humberto Fuentes
Ermanno Giraudo"Sotto la vecchia quercia"Dodici fiabe da una memoria di famigliaEdizioni Primalpewww.primalpe.it11 Dicembre 2025, ore 17:30Sala Costanzo MarinoVia Senator Toselli, 2 bis - Cuneopresentazione del libro "Sotto la vecchia quercia"Si tratta di una raccolta di 12 fiabe inedite, una per ogni mese dell'anno, scritte con struttura e tecnica classiche.“Un giorno sarai grande abbastanza da ricominciare a leggere le favole.” Clive Staples Lewis.Le fiabe che il nonno raccontava erano a volte davvero crudeli, altre decisamente spaventose, ma ai nipoti piacevano proprio per questo. Era bravo a narrarle, anche perché riusciva in ogni fiaba a inserirsi tra i protagonisti, rendendo le storie del tutto verosimili. E dal suono della sua voce prendevano vita personaggi fantastici come Giovannino Cattivo, Pictein e il Droju, Prezzemolina, Bistino il ciabattino, la principessa Serena, Maria di Legno, Angiolina che troppo cantava. Con la fantasia si poteva così viaggiare nel tempo e nello spazio, in mondi incantati e in luoghi remoti, dove tutto era possibile e il bene, di sicuro, trionfava. Quando i nipoti si erano seduti intorno alla vecchia quercia, lui, in piedi, cominciava a muoversi e a gesticolare come fosse su un palcoscenico teatrale. E ogni storia, ogni suo racconto, cominciava sempre allo stesso modo: «Quando ne capitavano di tutti i colori e io abitavo ai Bricchi…»La fiaba di gennaio: Giovannino cattivo. “Qual è la differenza tra bontà e cattiveria?” – chiesi un giorno al nonno. “Non sempre chi appare cattivo lo è veramente, e viceversa” – mi rispose. Lo guardai perplesso senza capire. Lui me lo spiegò con questa fiaba.La fiaba di febbraio: Pictein e il Droju. Non può esistere una raccolta di fiabe, senza la presenza di un orco. La gigantesca creatura, spaventosa nell'aspetto, condannata ad avere sempre fame… di carne umana…La fiaba di marzo: Fratellino e sorellina. A volte le leggi della natura sembrano spietate, ma con il giusto rispetto, nei boschi come nelle foreste, possono nascere solidarietà e fratellanza.La fiaba di aprile: Le tre galline. Vivere bene la quotidianità non significa accontentarsi, ma saper apprezzare i doni della vita e farli fruttare in disponibilità verso gli altri.La fiaba di maggio: Il ragazzo d'oro. Le promesse vanno rispettate. Non come il marinaio che passato il pericolo del mare in tempesta, si dimentica delle promesse fatte, ai santi protettori, per scongiurarlo.La fiaba di giugno: L'incredibile storia di Prezzemolina. Nelle fiabe capita spesso di incontrare le fate. Creature buone che talvolta si oppongono a streghe cattive. Ma è così vero che le fate sono sempre buone?La fiaba di luglio: Bistino il ciabattino. Questa è una delle fiabe preferite dal nonno. Forse perché, in fondo in fondo, in Bistino il ciabattino un po' si rispecchiava. Per il carattere sempre allegro e per la volontà nel lavorare.La fiaba di agosto: Il sorriso della principessa Serena. Per perseverare nella fiducia a volte ci vuole coraggio. Il coraggio di crederci fino in fondo, malgrado le difficoltà.La fiaba di settembre: Maria di legno. A volte si cerca la felicità puntando a realizzare desideri impossibili, quando invece la felicità è già così vicina a noi, incapaci di vederla…La fiaba di ottobre: Tutto per colpa di un cece. Qualcuno sostiene che nel mondo c'è tutto ciò che serve per soddisfare le necessità dell'uomo, ma non per accontentare la sua avidità.La fiaba di novembre: La principessa e il capriolo. Quando le apparenze cambiano, diventa differente il modo di pensare e di agire. E si cerca l'essenza in ogni cosa: il luogo dove il sentimento non cambia.La fiaba di dicembre: Angiolina che troppo cantava. Spesso è difficile per un bambino distinguere tra fantasia e realtà. Fortunatamente la storia di Angiolina ci può aiutare a capirlo meglio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Messa in voce di Gaetano Marino Continue reading
Io sono Francesco Cecchetti, consulente paesaggistico e agronomico e aiuto le persone a fiorire insieme al proprio giardino. Stai ascoltando Giardino Rivelato, da cinque anni il podcast per chi crede fermamente che tutte le persone hanno bisogno di un giardino.In questo episodio, andiamo oltre la semplice analisi delle piante per svelare l'idea di natura che si nasconde dietro le nostre città. Perché alcune specie iconiche come tigli e querce non riescono più a resistere? E che dire di platani e pini, simboli del nostro paesaggio urbano?Scopri come il nostro rapporto con la tradizione e con una natura "perfetta" ci sta rendendo ciechi di fronte al cambiamento climatico. Questo è un invito a ripensare il paesaggio come un sistema vivo, imperfetto, in costante evoluzione. Un paesaggio adattivo che accetta la complessità è un paesaggio sano, sia nel tuo giardino che nella tua città.Unisciti alla conversazione: sei disposto a cambiare l'idea che hai di "bello" per abbracciare un futuro più resiliente?Sostieni e finanzia Giardino Rivelato: https://www.patreon.com/francescocecchetti Vieni a trovarmi su giardinorivelato.it
La historia de un amor apasionado, entre un músico bohemio y una prostituta, que luego se convertiría en leyenda en el país. Este nuevo largometraje de Boris Quercia ("Sexo con amor") lo acerca una vez más a la vida y obra de Roberto Parra Sandoval, a quien ya interpretó en el teatro en la afamada "La negra Ester". En esta ocasión la historia se centra en el romance, que luego daría vida a las décimas que inspiran el montaje teatral, con Daniel Muñoz en el rol del "Tío Roberto" y Carmen Gloria Bresky como la negra Ester. Ya disponible en salas de cine.
Recibimos al actor, escritor y director chileno, Boris Quercia, para conversar sobre su nueva película, "Me rompiste el corazón", que narra la historia de amor entre Roberto Parra y la Negra Ester, y que se estrena este 21 de agosto en cines nacionales. La película es protagonizada por Daniel Muñoz y Carmen Gloria Bresky, y la música fue compuesta por Álvaro Henríquez.
Patrizia Carrano"Il cuore infranto della quercia"Aboca Edizioniwww.abocaedizioni.it“Questa mattina ho scoperto che nel bosco di Manziana è stato abbattuto un albero centenario a me molto caro.Un'altra me stessa, ma molto più forte e robusta.Era una quercia sotto le cui fronde mi sentivo in salvo”.Chi è la donna che attraversa con passo rapido un grande bosco a nord di Roma? Cosa la spinge a raggiungere una quercia secolare sotto la cui ombra finalmente si sente in salvo dalle ferite dell'esistenza? Carlotta è una donna consapevole e intelligente, un'apprezzata traduttrice di testi naturalistici, è stata fortemente impegnata nella salvaguardia dei lupi, ha una figlia ancora giovane che insegna in una università americana. Eppure cerca salvezza sotto le fronde di un albero, simbolo vivente e meraviglioso dell'ambiente selvatico cui è indissolubilmente legata. Quando scopre che il “suo” albero è stato abbattuto, il dolore è tale da costringerla in ospedale, dove le viene diagnosticata una “sindrome del cuore infranto”. Per raccogliere le fila della propria vita, questa donna con il cuore in pezzi deve sciogliere nodi antichi e assai intricati: un amore dissolto nel tempo e la recente, tragica fine di un familiare. Dal reparto di terapia intensiva dov'è ricoverata, Carlotta riuscirà ad attraversare il suo passato e alla ricerca di un nuovo modo per vedere le cose del mondo. Patrizia Carrano si consegna un'opera che, quasi francescanamente, ci invita a ristabilire il nostro rapporto con la natura e con la parte più selvatica presente in ognuno di noi. Poiché scrivere e leggere di ciò che si ama è la maniera migliore per avvicinarlo, conoscerlo e possederlo, senza attentare alla sua libertà.Patrizia Carrano vive a Roma. Giovanissima ha lavorato per il settimanale “Noi donne”, poi ad “Amica”, “Anna”, “Elle”, “Max”, “Panorama” e “Sette”. Per Rai3 e Rai1 ha raccontato oltre venti edizioni del Festival del cinema di Venezia. È stata una voce di Radio2, dove ha narrato le donne del '900 in una trasmissione intitolata Amiche mie. Ha scritto una ventina di romanzi, quasi tutti con protagoniste femminili, da Baciami Stupido a Illuminata – La storia di Elena Lucrezia Cornaro, prima laureata nel mondo. Ha firmato alcune fiction di grande ascolto nel prime time di Rai1. I suoi libri sono tradotti in cinque lingue. Per Vallecchi- Firenze ha pubblicato nel 2022 La bambina che mangiava i comunisti giunto in pochi mesi alla sesta edizione e nel 2023 una biografia di Magnani Tutto su Anna (cinque edizioni).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Boris Quercia, actor y director de "Cuando te vas?", entregó detalles en Una Nueva Mañana sobre su más reciente trabajo cinematográfico que cuenta con un destacado elenco nacional comandado por Álvaro Rudolphy y Francisca Imboden. Conduce Cecilia Rovaretti.
Ilide Carmignani, Elena Battista"Saltare nelle pozzanghere"Parole intraducibili per raccontare la felicitàIllustrazioni di Anna GodeassiRizzoli Libriwww.rizzolilibri.itSamar, kilig, ailyak, curglaff… Sono parole intraducibili che arrivano da tutto il mondo a indicarci quelle gioie semplici, quotidiane, che in italiano non hanno nome ma che spesso fanno la felicità più dei grandi traguardi. Tutte assieme raccontano “il piacere delle piccole cose”, merak in serbo, e ci offrono una vita più piena e significativa. Il senso di leggerezza alla fine di una giornata di lavoro, l'effervescenza che si prova parlando con qualcuno che ci piace, il gusto di assaggiare qualcosa di buono direttamente dai fornelli, l'energia di un tuffo nell'acqua fresca…Un piccolo tesoro da regalarsi e da regalare, un viaggio affascinante nelle lingue del mondo, un piccolo catalogo – da arricchire quanto si vuole – di parole intraducibili e di felicità (quasi) indicibili.Ilide Carmignani è una delle più importanti traduttrici italiane, voce italiana, tra gli altri, di Roberto Bolaño e Luis Sepúlveda. Nel 2000 ha vinto il Premio di Traduzione Letteraria dell'Istituto Cervantes, nel 2013 il Premio Nazionale di Traduzione del Ministero per i Beni Culturali, nel 2018 il Premio "Bodini" per la sua nuova traduzione di Cent'anni di solitudine (Mondadori), nel 2020 il Premio di traduzione "Quercia del Myr", nel 2021 il Premio di traduzione "Lettura - Corriere della Sera" e nel 2022 il Premio "Cultura del Mediterraneo". Per ragazzi ha pubblicato Storia di Luis Sepúlveda e del suo gatto Zorba (Salani, 2021). Vive a Lucca.Elena Battista è consulente editoriale e traduttrice letteraria. Per Rizzoli ha pubblicato Londramania, viaggio sentimentale scritto con Carl Lawrence e illustrato da Monica Auriemma (2021).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente tedesco Frank Walter Steinmeier non è stata solo una visita seppur formale nel luogo della strage, ma anche un pellegrinaggio laico per mai dimenticare. “A nome del mio Paese vi chiedo perdono, provo dolore e vergogna”, scandisce Steinmeier. Tutti si alzano in piedi e applaudono. “I fantasmi della storia non hanno lasciato la storia. Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l'antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini. Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell'operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all'attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all'assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all'inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage. Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente tedesco Frank Walter Steinmeier non è stata solo una visita seppur formale nel luogo della strage, ma anche un pellegrinaggio laico per mai dimenticare. “A nome del mio Paese vi chiedo perdono, provo dolore e vergogna”, scandisce Steinmeier. Tutti si alzano in piedi e applaudono. “I fantasmi della storia non hanno lasciato la storia. Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l'antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini. Una strage contro civili inermi. Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell'operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all'attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all'assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all'inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
Send us a textWhat does it look like across three mediums when a new style harmonizes, and the conventions of the Middle Ages take a new form? Looking at three diverse artists and three different patrons, as well as an example of painting, sculpture, and architecture, this episode argues for the legibility of new stylistic concepts that constitute the modernity of the 15th century. Ultimately, this interaction gives insight to the intentions of the patrons in question, Cosimo de' Medici, Paolo Guinigi, and the Uzzano family. In doing so, works like Michelozzo's Palazzo Medici can be seen in conjunction with Domenico Veneziano's Saint Lucy Altarpiece, or with Jacopo della Quercia's sculptural works. With radical innovation and antique revival at the center, this episode evaluates the artist-patron relationship and the effects of multi-medium stylistic solidification against the Quattrocento public eye.Works Discussed:Michelozzo, Palazzo Medici, ca. 1446.Jacopo della Quercia, Monument to Ilaria del Carretto, 1406.Domenico Veneziano, Saint Lucy Altarpiece, ca. 1446.Get additional content by becoming a Patron: patreon.com/TheItalianRenaissancePodcast Support the show
Nailers Forward Matthew Quercia (May 10) by The Toolbox: Wheeling Nailers Podcast
Una grande quercia fà ombra sul campo di calcio di Don Luca, dove si seguono le regole del rispetto e dell'amicizia. Ma un brutto temporale cambia le cose. Come farà Luca a completare il suo Torneo Intergalattico?
Scopri la storia di Marco Valenti, amministratore di condominio con oltre 20 anni di esperienza, e le sfide quotidiane che affronta nel Condominio La Quercia.Approfondiamo come la formazione continua e la stretta collaborazione con validi consulenti, siano fondamentali per gestire le dinamiche condominiali; la vicenda sottolinea inoltre l'importanza cruciale del codice civile.Inoltre, immergiti nel mistero dell'ascensore fantasma, un racconto che unisce realtà e finzione, seguendo Marco nelle sue indagini su eventi inspiegabili.Ascolta l'audio allegato e visita Condominio Semplice per scoprire nuovi contenuti:https://www.patreon.com/CondominioSemplice
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7671SE ''LOVE IS LOVE'' PERCHE' NON INNAMORARSI DI UN ALBERO?Le scuole della California promuovono attivamente il transgenderismo nei minori tramite materiali audiovisivi, sollevando preoccupazioni e sdegno tra i genitori e gli attivisti pro family. Il distretto scolastico di Hayward, infatti, che serve oltre 19.000 studenti dalla scuola materna alle superiori, ha adottato un approccio educativo controverso, incoraggiando gli studenti a guardare film che normalizzano il transgenderismo infantile e promuovono trattamenti come i bloccanti della pubertà.In particolare, l'HUSD ha creato un elenco di "film inclusivi LGBTQ", inclusi film destinati agli studenti dalla quinta elementare in su, che mirano a mostrare "la diversità delle esperienze di genere". Uno di questi film, per fare un esempio, è incentrato su una ragazza di 12 anni che esplora la sua identità di genere e riceve un trattamento medico per ritardare lo sviluppo fisico. Un vero e proprio tentativo di indottrinare i bambini su questioni di genere e sesso, spingendo attivamente l'ideologia di genere e sovvertendo i valori scientifici e biologici.Le preoccupazioni crescono anche a causa della promozione di film che criticano le concezioni tradizionali del sesso. Un altro esempio è "Straightlaced: How Gender's Got Us All Tied Up", un film che mette in discussione i ruoli di genere tradizionali e incoraggia alla fluidità di genere.Il distretto sta anche promuovendo un programma di libri per le scuole elementari che si concentra su storie che includono strutture familiari non tradizionali, come famiglie con due mamme o due papà, e temi di identità di genere. Questo approccio è stato denunciato da genitori e associazioni come un'intrusione ideologica nell'educazione dei bambini, distogliendo l'attenzione da temi educativi fondamentali.Inoltre un documento del distretto sulle risorse "inclusive, anti-pregiudiziali, antirazzisti, LGBTQIA+" vorrebbe indirizzare a elenchi di libri LGBT per bambini piccoli. Questo orientamento pedagogico è dunque un tentativo di plasmare e influenzare le giovani menti su temi delicati e complessi, senza un'adeguata considerazione delle implicazioni etiche e psicologiche a lungo termine.Un modo, da parte del distretto scolastico, per promuovere un'agenda pro-transgender tra i giovani studenti, ignorando le preoccupazioni dei genitori e la necessità di un approccio più equilibrato e attento alla questione dell'identità di genere e del benessere dei minori.Nota di BastaBugie: nell'articolo seguente dal titolo "Sono ecosessuale" si parla di una canadese (una donna, non una tenda, perché in tal caso poteva essere) che si è innamorata di una quercia e prova per essa un'attrazione sessuale.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 15 gennaio 2024:La canadese Sonja Semyonova, 45 anni, è ecosessuale. Ossia si è innamorata di una quercia e prova per essa un'attrazione sessuale.La quercia, a suo dire, la riempie di «un'energia erotica ». L'incontro con la quercia è avvenuto nelle sue passeggiate quotidiane nel bosco fuori casa. La donna spiega che «c'era in essa un erotismo con qualcosa di così grande e così vecchio che mi attraeva. Ho notato una connessione con l'albero. Mentirei se dicessi l'opposto».L'ecosessualità è una delle infinite conclusioni logiche dell'omosessualità, anzi: del principio che ogni affetto è amore ed è dunque sano. Se una persona si può innamorare di una persona dello stesso sesso perché non può innamorarsi di una pianta? Si obietterà che nell'omosessualità si prova attrazione verso una persona e non verso un vegetale. Ma, volendo fare l'avvocato del diavolo, è discriminatorio affermare che l'amore possa essere confinato solo nello stretto recinto della nostra specie, escludendo così i vegetali e gli animali. Come l'amore vero può essere espresso per una persona dello stesso sesso o di sesso differente e, così l'amore vero può essere espresso per un essere della stessa specie o di specie differente. Tra l'altro, come l'omosessualità è per sua natura infeconda, parimenti anche l'ecosessualità.Continuando ad argomentare secondo la logica LGBT, è solo una sovrastruttura culturale ecofoba, una ristrettezze di vedute che ci spinge ad escludere le piante dal raggio del nostro amore. Chi siamo noi alla fine per giudicare la signora Semyonova? Fa del male a qualcuno con il suo amore ecosostenibile? E non è forse questo un'alta espressione dell'ambientalismo? Non dobbiamo forse noi amare il creato? E allora questa donna canadese non sta semplicemente dando forma particolare a questo nostro doveroso amore? "Love is love" is green.
El conocido cineasta y escritor de policiales chileno Boris Quercia vuelve a Francia con su quinta novela, la segunda de ciencia ficción. Tras su trilogía del detective Santiago Quiñones y su distópico 'Electrocante', presenta 'Les derniers maillons' (Asphalte, 2023), que en español quiere decir 'Los últimos eslabones'. Se trata de una novela despiadada en la que el protagonista, Víctor, tiene como misión salvar a Neurón, una especie de red alternativa que va a emancipar a la sociedad de los hombres libres.
El conocido cineasta y escritor de policiales chileno vuelve a Francia con su quinta novela, la segunda de ciencia ficción. Tras su trilogía Santiago Quiñones y su distópico 'Electrocante', presenta 'Les derniers maillons' (Asphalte, 2023), que en español quiere decir 'Los últimos eslabones'. Se trata de una novela despiadada en la que el protagonista, Víctor, tiene como misión salvar a Neurón, una especie de red alternativa que va a emancipar a la sociedad de los hombres libres. ¿Puede transmitirse la conciencia? ¿Hay conciencia sin cuerpo? ¿La conciencia cabe en una cajita? A estas preguntas intenta responder Quercia en su último libro en el que el protagonista, Víctor, es uno de los eslabones de la Sociedad del Pueblo Libre. Su misión es entregar la última copia de Neurón, que es una especie de red alternativa para las personas, la última esperanza ante un mundo feroz.Una trama en la que se mezclan operaciones policiales, intriga, violencia y tecnología en torno al destino de Neurón en una sociedad despótica y de traición. Como si el mundo que no espera en el futuro fuera despiadado.“Creo que el mundo de la política y del poder es así. Es una mirada también bastante latinoamericana. Es una novela distópica, pero creo que tiene una raíz latinoamericana fuerte. Y hemos visto cómo en Latinoamérica todos aquellos grandes caudillos libertarios que luchan por la libertad finalmente se convierten en unos pequeños monstruos que se apoderan del poder y no lo sueltan nunca más. Es esta ambivalencia de los buenos y los malos, cuando los buenos se convierten en malos y se convierten en aquello que odiaban”, nos explica Boris Quercia que estuvo en Francia promocionando el libro y participando en eventos tan importantes de literatura ficción como el Festival Utopiales donde cada año se reúnen 100.000 apasionados.Boris Quercia nos confiesa que la literatura de ficción le brinda mucha libertad para hacer crítica. “En la ciencia ficción, de alguna manera, uno puede hablar del presente sin ser tan panfletario, porque crea una sociedad imaginaria. Entonces, es más factible que llegue el mensaje sin que haya un rechazo hacia él y se pueden ver las cosas de manera más objetiva”, agrega el escritor.Si bien en su anterior novela distópica ‘Electrocante, Quercia invitaba al lector a hacer un viaje de un androide hacia la conciencia humana, en este libro propone el viaje contrario, propagar la conciencia a través de una máquina. “Es un guiño a la inmortalidad, no del cuerpo, sino de lo que nos hace seres humanos, que es la conciencia”, explica.“A las cinco de la tarde…”, el guiño de Quercia a García LorcaEn la historia de Neurón hay otros guiños, a parte del de la inmortalidad y de los regímenes latinoamericanos, como el que hace el autor al poeta español Federica García Lorca y a su poema Llanto por Ignacio Sánchez Mejías. “Las cinco de la tarde, ésta es tu hora siempre, todo lo malo ocurre a las cinco en punto de la tarde”, escribe en la novela.“Mi mamá fue profesora de castellano, ya está jubilada, tiene 93 años, pero siempre recitaba y recita hasta el día de hoy poesía. Y García Lorca era uno de sus preferidos. Así que yo desde muy niño escuché a García Lorca y la musicalidad de sus palabras es algo que a mí me impresionó siempre mucho”, recuerda.Después de haber dedicado el principio de su carrera literaria a los policiales con la saga de Santiago Quiñones, el autor chileno parece ya instalado en la literatura de ciencia ficción con este segundo libro. “Ha habido una escalada de violencia muy fuerte en los países latinoamericanos en general. Países como Ecuador, que eran países muy tranquilos, han sido tomados por las mafias del narcotráfico. En Chile, de alguna manera, también ha crecido muchísimo la violencia. Yo cuando partí haciendo los policiales tenía que inventar un país quizás más violento del que es ahora”, reconoce.Vuelta a los orígenes con una película sobre Roberto ParraBoris Quercia no sólo está de actualidad por la publicación de su novela, también acaba de grabar un filme sobre la vida de Roberto Parra. Una manera de volver a los orígenes puesto que debutó en el musical ‘La Negra Ester'. Una especie de homenaje a este clan conformado por Roberto, Violeta, Nicanor e Hilda, que son uno de los cimientos de la cultura popular chilena.“Roberto Parra es alguien muy sensible que a través de la poesía rescata la vida de aquellos que están en este borde de la sociedad, de los bajos fondos, los bares, los puertos, los prostíbulos en las calles y es alguien que tiene una pulsión de creación muy fuerte”, explica.“La modernidad arrasa con todo y se van olvidando las raíces. Así que para mí es súper importante el rescate de su obra”, concluye Boris Quercia.#EscalaenParís también está en redes sociales Coordinación editorial: Florencia Valdés Realización: Yann Bourdelas, David Brokway
El conocido cineasta y escritor de policiales chileno vuelve a Francia con su quinta novela, la segunda de ciencia ficción. Tras su trilogía Santiago Quiñones y su distópico 'Electrocante', presenta 'Les derniers maillons' (Asphalte, 2023), que en español quiere decir 'Los últimos eslabones'. Se trata de una novela despiadada en la que el protagonista, Víctor, tiene como misión salvar a Neurón, una especie de red alternativa que va a emancipar a la sociedad de los hombres libres. ¿Puede transmitirse la conciencia? ¿Hay conciencia sin cuerpo? ¿La conciencia cabe en una cajita? A estas preguntas intenta responder Quercia en su último libro en el que el protagonista, Víctor, es uno de los eslabones de la Sociedad del Pueblo Libre. Su misión es entregar la última copia de Neurón, que es una especie de red alternativa para las personas, la última esperanza ante un mundo feroz.Una trama en la que se mezclan operaciones policiales, intriga, violencia y tecnología en torno al destino de Neurón en una sociedad despótica y de traición. Como si el mundo que no espera en el futuro fuera despiadado.“Creo que el mundo de la política y del poder es así. Es una mirada también bastante latinoamericana. Es una novela distópica, pero creo que tiene una raíz latinoamericana fuerte. Y hemos visto cómo en Latinoamérica todos aquellos grandes caudillos libertarios que luchan por la libertad finalmente se convierten en unos pequeños monstruos que se apoderan del poder y no lo sueltan nunca más. Es esta ambivalencia de los buenos y los malos, cuando los buenos se convierten en malos y se convierten en aquello que odiaban”, nos explica Boris Quercia que estuvo en Francia promocionando el libro y participando en eventos tan importantes de literatura ficción como el Festival Utopiales donde cada año se reúnen 100.000 apasionados.Boris Quercia nos confiesa que la literatura de ficción le brinda mucha libertad para hacer crítica. “En la ciencia ficción, de alguna manera, uno puede hablar del presente sin ser tan panfletario, porque crea una sociedad imaginaria. Entonces, es más factible que llegue el mensaje sin que haya un rechazo hacia él y se pueden ver las cosas de manera más objetiva”, agrega el escritor.Si bien en su anterior novela distópica ‘Electrocante, Quercia invitaba al lector a hacer un viaje de un androide hacia la conciencia humana, en este libro propone el viaje contrario, propagar la conciencia a través de una máquina. “Es un guiño a la inmortalidad, no del cuerpo, sino de lo que nos hace seres humanos, que es la conciencia”, explica.“A las cinco de la tarde…”, el guiño de Quercia a García LorcaEn la historia de Neurón hay otros guiños, a parte del de la inmortalidad y de los regímenes latinoamericanos, como el que hace el autor al poeta español Federica García Lorca y a su poema Llanto por Ignacio Sánchez Mejías. “Las cinco de la tarde, ésta es tu hora siempre, todo lo malo ocurre a las cinco en punto de la tarde”, escribe en la novela.“Mi mamá fue profesora de castellano, ya está jubilada, tiene 93 años, pero siempre recitaba y recita hasta el día de hoy poesía. Y García Lorca era uno de sus preferidos. Así que yo desde muy niño escuché a García Lorca y la musicalidad de sus palabras es algo que a mí me impresionó siempre mucho”, recuerda.Después de haber dedicado el principio de su carrera literaria a los policiales con la saga de Santiago Quiñones, el autor chileno parece ya instalado en la literatura de ciencia ficción con este segundo libro. “Ha habido una escalada de violencia muy fuerte en los países latinoamericanos en general. Países como Ecuador, que eran países muy tranquilos, han sido tomados por las mafias del narcotráfico. En Chile, de alguna manera, también ha crecido muchísimo la violencia. Yo cuando partí haciendo los policiales tenía que inventar un país quizás más violento del que es ahora”, reconoce.Vuelta a los orígenes con una película sobre Roberto ParraBoris Quercia no sólo está de actualidad por la publicación de su novela, también acaba de grabar un filme sobre la vida de Roberto Parra. Una manera de volver a los orígenes puesto que debutó en el musical ‘La Negra Ester'. Una especie de homenaje a este clan conformado por Roberto, Violeta, Nicanor e Hilda, que son uno de los cimientos de la cultura popular chilena.“Roberto Parra es alguien muy sensible que a través de la poesía rescata la vida de aquellos que están en este borde de la sociedad, de los bajos fondos, los bares, los puertos, los prostíbulos en las calles y es alguien que tiene una pulsión de creación muy fuerte”, explica.“La modernidad arrasa con todo y se van olvidando las raíces. Así que para mí es súper importante el rescate de su obra”, concluye Boris Quercia.#EscalaenParís también está en redes sociales Coordinación editorial: Florencia Valdés Realización: Yann Bourdelas, David Brokway
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7633L'ALBERO DI NATALE SOSTITUISCE LA QUERCIA DI THOR ABBATTUTA DA SAN BONIFACIO di Paola BellettiL'Avvento è un tempo di attesa e preparazione e si può spendere bene anche raccontando e ascoltando storie. Quella sulla vera origine dell'albero di Natale fa al caso nostro. Intanto non c'è vera opposizione tra presepe e albero, non siamo la versione cattolica e secolare di Coca Cola vs Pepsi. Nemmeno la velata (di zucchero) ostilità tra i supporter del Panettone e quelli del Pandoro. Siamo una civiltà piena di storie avvincenti, santi eroi, simboli potenti, i soli ancora a poter dire che Qualcosa da festeggiare c'è eccome. Il primo albero di Natale come lo intendiamo noi, prima ancora che le lucine le accendesse Alexa ad un nostro comando (al terzo, quarto tentativo di sicuro), lo ha inventato e realizzato un vescovo e martire nel 724: si tratta di San Bonifacio 680-754), inglese di nascita e ricordato con gratitudine dalla Chiesa universale come l'Apostolo della Germania.La sua storia, la sua indole e l'opera di evangelizzazione che ha compiuto sono la cosa più lontana dalla svenevolezza che molti detrattori attribuiscono allo stereotipo del santo cattolico. (Ecco una battaglia contro gli stereotipi che ha senso fare, grazie San Bonifacio et alii). In un bel contributo riproposto su Churchpop, originale di Mountain Catholic, troviamo una gradevole e sintetica versione delle vicende che diedero origine all'abete addobbato che ora scalda tante case nel mondo. Nato intorno al 680 in Inghilterra, Bonifacio entrò in un monastero benedettino prima di essere incaricato dal papa di evangelizzare la Germania moderna, prima come sacerdote e infine come vescovo.Sotto la protezione di Carlo Martello (quello che fermò i musulmani nella famosa battaglia di Poitiers del 732, per intendersi), Bonifacio viaggiò attraverso tutta la Germania, irrobustendo la fede di quelli che avevano già incontrato l'annuncio cristiano e annunciando la vera salvezza a quelli che ancora erano nell'oscurità della fede pagana, detta così papale papale, come si può fare almeno parlando di Medioevo, quando non si era obbligati a rispettare glossari di parole consentite e galatei impossibili per non rischiare di offendere qualcuno.IL PRIMO ALBERO DI NATALELo stesso Benedetto XVI, che era in debito con lui per aver incontrato la fede cattolica maturata per secoli nella sua terra, ci ricordava in un'udienza generale del 2009 i grandi risultati della sua opera di evangelizzazione, grazie alla «sua instancabile attività, il suo dono per l'organizzazione e il suo carattere adattabile, amichevole, ma fermo». Ecco come viene descritto in un racconto di fine ‘800, "Il primo albero di Natale" (1897) di Henry Van Dyke: «Che uomo era! Bello e leggero, ma dritto come una lancia e forte come un bastone di quercia. Il suo viso era ancora giovane; la pelle liscia era abbronzata dal vento e dal sole. I suoi occhi grigi, puliti e gentili, lampeggiavano come il fuoco quando parlava delle sue avventure e delle cattive azioni dei falsi sacerdoti con cui litigava».Ora immaginiamoci un uomo giovane, bello, forte, incurante delle intemperie, virtuoso e tutto teso alla propagazione del Regno di Dio che attraversa foreste, accende fuochi, veglia in preghiera (e a noi invece è toccata l'epoca dei reels con l'hashtag #Jesus su TikTok): eccolo durante uno dei suoi viaggi insieme ad un piccolo gruppo; si trova nella regione della Bassa Assia e siamo intorno al 723. Sapeva di una comunità di pagani vicino a Geismar che, in pieno inverno, avrebbe fatto un sacrificio umano (un bambino, in genere) al dio del tuono Thor (quel Thor!) alla base della loro sacra quercia, la "quercia del tuono".Un vescovo amico gli aveva consigliato di distruggere la quercia sia per salvare la vita al bambino, sia per mostrare che di Dio ce n'è uno solo: era certo che nessun fulmine lo avrebbe colpito e Thor se ne sarebbe andato con le ossa e il suo famoso martello rotti. Così avvenne: impugnando il pastorale Bonifacio si avvicinò alla folla pagana che aveva circondato la base della Quercia del Tuono, dicendo al suo gruppo: «Ecco la Quercia del Tuono, e qui la croce di Cristo spezzerà il martello del falso dio, Thor». Il carnefice era vicino al bambino destinato al sacrificio e stava alzando il martello per abbatterlo su di lui, ma mentre stava per sferrare il colpo mortale Bonifacio stese il suo pastorale, lo bloccò e miracolosamente ruppe il grande martello di pietra. Ciò che si narra disse dopo è una meravigliosa sintesi della novità di Cristo: il Figlio di Dio è venuto a salvare tutto, persino il sacrificio, cambiandolo definitivamente, rivelando l'inutilità di ogni sanguinoso sacrificio compiuto dagli uomini: «Hearken, figli della foresta! Nessun sangue scorrerà questa notte se non quello che la pietà ha tratto dal seno di una madre. Perché questa è la notte della nascita di Cristo, il figlio dell'Onnipotente, il Salvatore dell'umanità. Più bello è di Baldur il Bello, più grande di Odino il Saggio, più gentile di Freya il Buono. Da quando è venuto il sacrificio è finito. L'oscurità, Thor, che hai vanamente chiamato, è morto. Nell'orlo della Niffelheim si perde per sempre. E ora in questa notte di Cristo comincerai a vivere. Questo albero di sangue non scurirà più la tua terra. Nel nome del Signore, lo distruggerò.» Bonifacio prese un'ascia e non solo abbatté la quercia ma, secondo il racconto, con l'aiuto del vento la sradicò del tutto.LA QUERCIA DI THOR ABBATTUTA DA SAN BONIFACIOSenza perdere altro tempo, consapevole della vastità della messe da raccogliere, Bonifacio riprende il suo viaggio di apostolo e continua a portare l'annuncio di Cristo, unico salvatore, ai popoli germanici. Sui quali da quel momento poteva esercitare un ascendente più forte di prima: erano decisamente persuasi o almeno disposti a sentire cosa avesse da dire uno che, pur avendo abbattuto la quercia di Thor, non era stato annientato dalla rabbiosa potenza del suo tuono. E fu così che, al posto della quercia, Bonifacio scelse un albero che continua ad avere più fortuna di quella: Bonifacio guardò oltre dove si trovava la quercia, indicando un piccolo, modesto abete, dicendo:«Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il tuo albero santo stasera. È il legno della pace... È il segno di una vita infinita, perché le sue foglie sono sempre verdi. Guarda come punta verso l'alto verso il cielo. Che questo sia chiamato l'albero del Cristo-bambino; raccogliti, non nel bosco selvaggio, ma nelle tue case; lì non riparerà azioni di sangue, ma doni amorevoli e riti di gentilezza.» Abbiamo dunque un altro stereotipo da abbattere, magari chiedendo l'intercessione di quel gran santo di Bonifacio: è proprio ai nostri fratelli tedeschi, ingiustamente ritenuti tutto rigore e niente fantasia, che dobbiamo la bellezza e la dolcezza, la magia e il calore di uno dei simboli più belli del Natale. A loro dobbiamo gli addobbi, le lucine, i piccoli assembramenti di pacchi colorati, le caramelle e alcuni canti tra i più belli della tradizione. A Dio e alla sua infinita bontà l'impensabile trovata di regalarci Suo Figlio e in Lui la vita eterna.Un'ultima nota storica, più recente ma altrettanto gradevole da ricordare intorno alla vasta fortuna dell'Albero di Natale. Fu San Giovanni Paolo II, nel 1982, a dare il via alla tradizione di collocare un abete addobbato in Piazza San Pietro, vicino al presepe.Quell'abete era un dono di un contadino polacco, che lo trasportò fino a Roma sul suo camion. Da allora in poi, per espresso volere del Santo Padre, puntualmente si ripete la tradizione a ricordo della Natività di Gesù: un presepe viene allestito ai piedi dell'obelisco e alla sua destra viene eretto l'albero di Natale, donato ogni anno da una regione montana diversa dell'Europa.
Arte e vino, un connubio sempre più perfetto. E questa volta è un’Altra Best practice che ci porta alla scoperta delle Tenute Masciarelli, un’esperienza unica che unisce tre artisti internazionali, Smeets, Marcantonio e Iacurci, con le suggestive tenute della regione Abruzzo. Grazie alla collaborazione con questi talentuosi artisti, Tenute Masciarelli ha avviato una residenza artistica nelle proprie tenute, dando vita a un progetto straordinario che trascende i confini tra arte e vino. Durante questa residenza, gli artisti hanno avuto l’opportunità di immergersi nel territorio, tra i vigneti e le cantine, per trovare ispirazione per la creazione di una nuova etichetta per il loro vino di punta, il Montepulciano. Il risultato di questa collaborazione è stato il lancio di tre edizioni limitate del Montepulciano, ognuna con un’etichetta unica, che rappresenta il frutto dell’ispirazione artistica di Smeets, Marcantonio e Iacurci. Queste edizioni limitate testimoniano l’incredibile connubio tra arte e vino e rendono omaggio alla bellezza del territorio abruzzese. Ma le novità non finiscono qui. Le Tenute Masciarelli ha recentemente inaugurato il suo spazio a Milano, diventando un vero e proprio punto d’incontro per tutti gli appassionati di vino. Questo hub nel cuore della città permette di condividere la passione per il vino in un contesto unico, dove arte, design e vino si fondono per creare un’esperienza indimenticabile. Non c’è niente di più appagante di poter degustare un buon bicchiere di vino circondati dalle opere d’arte che hanno ispirato la sua creazione. Grazie a Tenute Masciarelli, il piacere di bere un ottimo vino si unisce all’emozione di contemplare l’arte, trasformando ogni momento in un’esperienza completa per i sensi. E così, brindiamo insieme a questo affascinante connubio tra arte e vino, convinti che sia solo l’inizio di una lunga serie di vini da scoprire, sorseggiare e collezionare. Tenute Masciarelli ci invita a un viaggio sensoriale, dove il gusto e la bellezza si fondono in un’unica esperienza. Cheers! The Harvest – 1°Edizione La prima edizione ha visto protagonista l'artista e designer belga Job Smeets acclamato a livello internazionale per le sue opere che, concepite per il mondo del collezionismo e dei musei, travalicano i confini tra design e arte, coniugando una forza espressiva all'avanguardia con una abilità artigianale unica. L'artista dopo un periodo di residenza nel Castello di Semivicoli ha realizzato un'installazione site-specific “The Harvest” e l'etichetta limited edition per il Montepulciano d'Abruzzo Riserva Villa Gemma 2015. L'opera site-specific The Harvest è un intervento che si innesta nelle finestre cieche del Castello senza stravolgerne l'architettura. Due light box, incastonati nella facciata, arricchiscono l'ingresso principale della tenuta evocando un momento di festa che celebra la vendemmia, una delle ricorrenze più antiche del mondo in cui si raccolgono i frutti della terra. I due soggetti ritratti rappresentano la cantina Masciarelli a diversi livelli narrativi, storico e naturale: da un lato, la croce rossa ispirata alla conversione del castello in ospedale durante la seconda Guerra Mondiale e dall'altro il cinghiale, animale selvatico spesso minaccia per le vigne. Riecheggiando contemporanee decorazioni art nouveau, ad incorniciare entrambi i soggetti, Job Smeets ha inserito elementi naturali come api, rose, lombrichi e una coccinella, che appartengono al delicato ecosistema delle vigne. Mantenendo una continuità iconografica con l'installazione, l'artista ha creato l'etichetta della limited edition del Villa Gemma Montepulciano d'Abruzzo DOC Riserva 2015in cui elementi come il cinghiale, la rosa e la croce sono stati riproposti e disegnati rigorasamente a mano in ogni dettaglio. Dall'esecuzione classica il risultato è attuale e inedito. Ad Naturam – 2°Edizione La seconda edizione del Masciarelli Art Project 2022 ha visto protagonista l'artista-designer Marcantonio, tra le figure di spicco nel panorama internazionale dell'arte contemporanea, celebre per la sua ricerca che indaga la connessione tra uomo e natura. Dopo un periodo di residenza presso il Castello di Semivicoli, Marcantonio ha realizzato l'installazione site-specific “Ad Naturam”, costituita da quattrocento piccole installazioni dorate dalla forma di piccoli esseri viventi (germogli di piante e animali presenti in vigna) che si integrano perfettamente nell'atmosfera magica del palazzo con il preciso intento di non intaccarne la forte identità e storia. In linea con l'installazione, Marcantonio ha realizzato l'etichetta della limited edition del Villa Gemma Montepulciano d'Abruzzo DOC Riserva 2017in cui si delineano i rami della “Quercia di Gianni”, un albero secolare simbolo dell'azienda posizionato tra i ventennali vigneti di Montepulciano nella contrada Schiavone a S. Martino sulla Marrucina. Marcantonio, ispirato dal luogo suggestivo in cui Gianni Masciarelli amava meditare e osservare le sue vigne, ha voluto infatti ritrarre per l'etichetta la maestosità sprigionata dalla pianta, che avvolge come in un abbraccio dall'atmosfera unica. Una piccola coccinella dorata – in continuità con gli elementi dell'installazione Ad Naturam – sovrasta l'etichetta come se si fosse appena delicatamente posata sulla bottiglia. Vite – 3°Edizione In occasione della terza edizione dell' Art Project, la famiglia Masciarelli ha invitato l'artista Agostino Iacurci che, dopo la residenza al Castello di Semivicoli, ha realizzato Vite, installazione site-specific che, sottoforma di una stele totemica, si erge a difesa delle vigne della cantina. Realizzata in ferro verniciato nero e acciaio specchiante, l'opera si presenta come una stele totemica dal profilo ibrido tra una pianta di vite e una figura antropomorfa che, svettando dal suolo, si innalza per un'altezza di oltre due metri e mezzo. Grazie a un principio di decostruzione e scomposizione della figura umana emerge così il tema della metamorfosi, intesa in chiave positiva e orientata a raffigurare l'alleanza tra essere umano e natura. L'artista ha inoltre disegnato una speciale etichetta limited edition per il Villa Gemma Montepulciano d'Abruzzo Doc Riserva 2018, caratterizzata da un'eleganza grafica in cui il tratto netto divide accostamenti di colori poetici e traduce su carta la scultura site-specific Vite. L'articolo Arte e Vino con le Tenute Masciarelli proviene da Andrea Concas - Il mondo dell'arte come nessuno ti ha mai raccontato.
Bentornati al podcast “Storie di Celti intorno al fuoco” un podcast realizzato dalla Celtic Harp International Academy in collaborazione con English Galore School. In questa puntata diamo il benvenuto ad un nuovo ospite, Federica Gai, che ci racconterà del passato mitico d'Irlanda, introducendoci alla figura di un'importante divinità del pantheon irlandese: Óengus, il dio dell'amore. Attraverso un viaggio che parte dal racconto mitologico, passando per l'archeologia e la letteratura, approderemo infine ai giorni nostri, con le riscritture degli autori del Revival Celtico irlandese. Dunque, mettetevi comodi intorno al nostro fuoco e preparatevi per una puntata ricca di antichi misteri e curiosità! Le musiche che ci accompagnano in questa puntata sono a cura di Elisa Petruccelli per la sigla e dell'ensemble di arpe celtiche Compagnia del Piccolo Popolo con due brani arrangiati da Valerio Nicosia, con la partecipazione di Claudia Fassina, nelle registrazioni live del nostro Festival Internazionale di Arpa Celtica di Pamparato, 5a edizione, svoltosi a luglio 2023. Visita il nostro sito e seguici sui social: https://www.celticharpacademy.com/ https://englishgalore.school Facebook: https://www.facebook.com/storiedicelti https://www.facebook.com/celticharpacademy https://www.facebook.com/EnglishGaloreSchool Instagram: https://www.instagram.com/storiedicelti/ https://www.instagram.com/celticharpacademy/ https://www.instagram.com/englishgaloreschool/ Bibliografia: ⁃ Anthony Murphy,The Mythical Ireland: new light on the ancient past, Liffey Press 2017 ⁃ Anthony Murphy, Mythical Ireland Monograph No.2: Bóinn, goddess of the Boyne and Milky Way, Anglo Printers 2021 ⁃ Melita Cataldi (a cura di), Antiche storie e fiabe irlandesi, Einaudi 1985 ⁃ Riccardo Taraglio, Il Vischio e la Quercia, L'Età dell'Acquario 2001 ⁃ Miranda Green, Dizionario di mitologia celtica, Bompiani 2003 ⁃ Miranda Green, Celtic goddesses, British Museum Press, 1995 ⁃ Jeffrey Gantz, Early Irish Myths and Sagas, Penguin Classics 1981 ⁃ Muireann Ní Bhrolchain, An Introduction to Early Irish Literature, Four Courts Press Ltd 2009 ⁃ W.B. Yeats, L' opera poetica, traduzione di A.Marianni, I Meridiani, A.Mondadori Editore, 2005 ⁃ Jean Markale, Il Druidismo, religione e diviità dei Celti, ed. Mediterranee 2005 ⁃ John Waddell, Archeology and Celtic Myth, Four Court Press Ltd, 2014 Musica: ⁃ The Humours of Ballymanus (Elisa Petruccelli) ⁃ Bridget O' Malley (Compagnia del Piccolo Popolo, Claudia Fassina) ⁃ South Wind (Compagnia del Piccolo Popolo, Claudia Fassina) Performer: Elisa Petruccelli, Compagnia del Piccolo Popolo, Claudia Fassina Testi di Federica Gai e Paolo Rolfo Editing di Valentino Barbareschi Copyright Paolo Rolfo, Elisa Petruccelli, Federica Gai, Compagnia del Piccolo Popolo, Claudia Fassina e Celtic Harp International Academy
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Le chêne des sorcières est un arbre à la forme bien particulière. La légende que si ses branches poussent en parallèle du sol, c'est à cause d'un groupe de sorcières ! Comment est-ce possible me direz-vous ? Et bien c'est partie pour découvrir une nouvelle curiosité ! --------------------------- Si vous souhaitez soutenir la chaine : https://www.youtube.com/c/Occulture/membership Tous les liens utiles de la chaine : linktr.ee/occulture_ytb ---------------------------- Sources : Atlas Obscura - Joshua Foer, Dylan Thuyas, Ella Morton ( https://amzn.to/39kNYPr ) https://www.capannori-terraditoscana.org/ https://www.atlasobscura.com/ https://www.wikipedia.org/ https://www.vagabondisquattrinati.it http://boowiki.info/ https://www.welcome2lucca.com/ https://www.vivendointoscana.it/ https://www.renneritalia.com/ https://www.monumentaltrees.com/ Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
Mauro Garofalo"L'ultima foresta"Aboca Edizionihttps://abocaedizioni.itSalone Internazionale del Libro, TorinoLunedì 22 maggio 2023, ore 14:30Presentazione de "L'ultima foresta" di Mauro GarofaloPad Ovalcon Mauro Garofalo e Danilo Zagariahttps://salonelibro.it“Da qualche parte oltre le montagne c'è un campo. Prendete le vostre cose, gli indica, è tutto ciò che resta della loro vita fin qui: Maglioni e coperte”.Per anni abbiamo atteso la post-apocalisse finché un giorno, semplicemente, i ghiacciai hanno cominciato a fondere, i mari si sono alzati in Indonesia, tifoni sulle coste della Florida, mentre in Italia la siccità colpisce cinematograficamente Roma, fiumi di fango sull'Appennino, quale il futuro di Venezia, domani.Lungo le frontiere del mondo, uomini e donne tentano di passare i confini: sono i migranti del clima, dopo i nomadi raccontati da Steinbeck, costretti ad abbandonare la propria terra a causa delle catastrofi ambientali a cui, ci dicono gli scienziati, dovremmo abituarci nei prossimi anni. Vagano per i boschi, allo strenuo delle forze, senza meta. Un padre, una madre e i loro bambini attraversano i campi, sulla rotta balcanica, l'antica foresta di Białowieža, vedranno la furia degli uomini e la forza ultima della Natura selvaggia.Mauro Garofalo, nato a Roma nel 1974, cresciuto in Maremma, vive a Milano. Collabora con Il Sole 24 Ore-Nòva, La Stampa-Viaggi, La Stampa-Tuttoscienze e Huffington Post-Terra. Come giornalista ha lavorato anche per l'Unità e la Rai. Da qualche anno si occupa esclusivamente di reportage e tematiche ambientali. Ha scritto romanzi per adulti, giovani adulti e bambini, il suo ultimo libro è il Manuale per supereroi green (Il Battello a Vapore). Insegna Scrittura al Centro Sperimentale di Cinematografia sede Lombardia e Storytelling alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Llega la navidad... y con ello las películas ambientadas en esta noble festividad del año. Y hoy en el #TraficantesDeCultura conversamos con Boris Quercia, director de #UnLikeDeNavidad, película protagonizada por Sara Buzeta, Rodrigo Salinas y la creadora de contenidos Ignacia Antonia. Conduce: Benjamín Scott
Lo scorso 10 ottobre, nell'ambito della rubrica GeoEurope diretta da Paolo Quercia, Stroncature ha ospitato la presentazione del volume “Il conflitto in Ucraina. Una cosa troppo seria per certi generali ma specialmente per certi politici” di Luigi Chiapperini (Francesco D'Amato Editore, 2022).
Per anni il futuro della storica scuola privata di Thiene era stato in bilico, schiacciato dalla difficoltà di garantire la prosecuzione dell'attività formativa. Grazie all'impegno delle due cooperativa coinvolte nella gestione e del Comune si è trovata la nuova sede nella struttura di Casa Insieme, con lezioni iniziate a settembre per 100 alunni.
253: Hugh Van Cuylenberg | Brussels Diamond League, State Half Mara Champs This episode of the Inside Running Podcast is brought to you by PILLAR Performance – Australia's leading sports micronutrition brand, as an exclusive offer for Inside Running listeners, head to pillarperformance.shop use the code SKIPSICK to receive a $10 off ULTRA IMMUNE C Brad sickness goes through the Croker household. Julian comes up with some additional social features for Strava. Brady catches the Magpies and Cats then recaps his race at Burnley Half. Stewy McSweyn became the second Australian to run under 13 minutes for 5000m, clocking 12:56.50 at the Brussels Diamond League, just missing Craig Mottram's national record by .74 of a second. In the Women's 1500m Georgia Griffith ran 4:02.96 with Jessica Hull posting 4:07.20 while Brett Robinson withdrew during the One Hour run on the track. Brussels Diamond League Results https://www.runnerstribe.com/latest-news/53940/ Burnley Half Marathon won by Seth O'Donnell for Mentone over Tony Menday and Abere Belay, a week after taking the National Cross Country Title. Melissa Duncan for Box Hill took the win in her half marathon debut, over Rachel McGuinness and Kate Mason. For Men's Premier Division, Geelong took their first win of the season ahead of Melbourne University and Box Hill, while Women's Premier Division was won by Glenhuntly ahead of South Melbourne & Box Hill. Aths Vic ResultsHub https://www.youtube.com/watch?v=iC1GTaMGQx0 Sydney Half Marathon Ed Goddard 63:26 while it was a sprint finish for second between Aiden Hobbs and Ben St Lawrence; Marnie Ponton won in 76:09, which was the fastest race time in th 15 years ahead of Rebecca Lowe and Rosie Webb. Athletics NSW Report Results Jessica Stenson takes the win at Fitzy's 5k hosted by Athletics SA in 15:29 ahead of Tara Palm and Brooke Hines. Riley Cocks, representing Flinders Athletics Club took out the men's race in 14:14, ahead of Max Stevens and Jacob Cocks. Results Morgan McDonald ran 13:19.21 for fourth place in the 5000m at the Palio Città della Quercia in Italy with Matt Ramsden Official Results In the leadup to the Nike Melbourne Marathon Festival the boys get talking about the features, strengths and challenges of the marathon and half marathon course, then answer some listener questions about gels and pace groups. Moose goes Loose on the last-minute announcement of the Australian Marathon Championships to be held at the Sydney Marathon on Sunday 18th September, in less than two weeks time at time of recording. Sprinter and founder of The Resilience Project Hugh van Cuylenberg joins Brady on a varied and interesting conversation, chatting about finding sprinting as a 38 year old and rekindling his passion for athletics from his days as a junior before pursuing cricket. Hugh chats about running fits into his life, and the benefits that come with it and his occasional forays in longer distances, before recounting how he came into contact with Catriona Bisset and her training squad, awestruck by the quality of athletes training. He evaluates his relationship with coach Peter Fortune, learning the culture of athletics and their training squads coming over from team sports, and the tenuous relationship with athletics in mainstream media, as well as how it's changed over the years and lamenting some aspects such the lack of pathways and social support. Hugh and Brady highlight why staying flow state is so important for mental wellbeing and how it relates to running,as well as prioritising internal validation over external and staying in awe of nature before they discuss how Hugh's shoe obsession started at primary school and the story of his first pair of spikes and the shoes he loves at the moment. The conversation wraps up with what Hugh hopes to achieve in the 400m, then analyse “if-then” model of happiness and goal setting, his favourite workout and athletes who inspire him and what books he's currently reading. Feed the Cats sprint training mentioned throughout here on Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=We_3Jv9BzpI The Imperfects podcast with Catriona Bisset: https://theresilienceproject.com.au/at-home/podcasts/season-2-episode-2-catriona-bisset/ You can find more of what Hugh does via The Resilience Project as well as The Imperfects Podcast https://theresilienceproject.com.au/ Patreon Link: https://www.patreon.com/insiderunningpodcast Opening and Closing Music is Undercover of my Skin by Benny Walker. www.bennywalkermusic.com Join the conversation at: https://www.facebook.com/insiderunningpodcast/ To donate and show your support for the show: https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=9K9WQCZNA2KAN
Después de cerrar la trilogía de Santiago Quiñones, el escritor y actor chileno, Boris Quercia, publica su cuarta novela policial ‘Electrocante', esta vez con una historia de ciencia ficción ambientada en un mundo distópico que podría situarse en cualquier metrópolis latinoamericana. Natalio, un policía de clase 5, uno de los más despreciados de ese mundo, deberá resolver un caso en los bajos fondos de esa ciudad imaginaria.
Después de cerrar la trilogía de Santiago Quiñones, el escritor y actor chileno, Boris Quercia, publica su cuarta novela policial ‘Electrocante', esta vez con una historia de ciencia ficción ambientada en un mundo distópico que podría situarse en cualquier metrópolis latinoamericana. Natalio, un policía de clase 5, uno de los más despreciados de ese mundo, deberá resolver un caso en los bajos fondos de esa ciudad imaginaria. “Desde niño siempre fui muy fanático de Isaac Asimov y de Ray Bradbury, de los grandes clásicos de la ciencia ficción… siempre tuve esa pasión por este tipo de historias, así que me gustó mucho mezclar lo que yo venía haciendo que es el policial con estos elementos distópicos de un futuro un poco fallido y que nos asusta un poco también. La ciencia ficción viene a tratar de limpiar un poco la niebla y a mostrar cómo puede ser el futuro”, nos cuenta en Escala en París, Boris Quercia, quien ha estado varios meses recorriendo la geografía europea en salones y encuentros de novela policial. El protagonista de esta cuarta novela de Boris Quercia es Natalio, un policía de clase 5, uno de los más bajos del cuerpo, que arrastra una fractura: “Todo héroe o mejor dicho anti héroe de la novela negra arrastra una herida interna que no tiene cura, pero a pesar de eso logra seguir viviendo”. El policía tiene que resolver un caso muy complicado y para ello cuenta con la ayuda de su robot, un ‘Electrocante', que tiene ciertas anomalías, unas fallas que van a jugar un papel importante en la trama. “Todos tenemos ciertas anomalías y en la vida nos vamos encontrando con quienes tienen nuestras mismas anomalías y nos entendemos. En la novela la anomalía del robot es que le hace entrar en unos pensamientos que lo lleva a algo parecido a la conciencia, al darse cuenta que por ejemplo uno está vivo. Hace poco estaba leyendo que la conciencia tiene que ver con un mecanismo cuántico y estamos al borde de una gran revolución de la humanidad que es la computación cuántica. En la novela trato de hacer un robot que logra la conciencia”, explica el novelista. ‘Electrocante' se inscribe en la tradición del ciberpunk como la película Matrix. Hay muchas referencias por ejemplo a Matrix (1999) con personajes conectados a un mundo paralelo o referencias a Blade Runner (1982) inspirada en el libro ‘Sueñan los androides con ovejas eléctricas' de Philippe K Dick, con robots, clases sociales y revueltas. “La novela de Dick es claramente un policial neto en un mundo distópico, donde puede haber alguna novedad en mi libro es que yo trato de poner mi realidad latinoamericana. Lo que hago es mirar mi país poner un punto cuando era pequeño y poner un punto ahora, que ya tengo cincuenta y tantos, y esa línea la prolongo hasta el futuro y pienso cómo sería esta urbe en el futuro, espero que tenga ciertos tintes latinoamericanos”, analiza Boris Quercia. Ray Bradbury en 1995 decía esto en una entrevista con el Borwn Daily Herald: “La ciencia ficción es la literatura más importante en la historia del mundo, porque es la historia de ideas, la historia de nuestra civilización dándose a luz a sí misma. La ciencia ficción es central en todo lo que hemos hecho”. “Tremenda frase”, reconoce el chileno. “Yo creo que los géneros como la ciencia ficción o el policial al menos en Latinoamérica no tienen ese carácter, son más bien un apartado muy pequeño en las librerías. Pero sí, este tipo de libros puede ayudar para quitar las angustias del lector que acaba el libro, lo cierra y dice: Ah era sólo un libro. Los libros de ciencia ficción nos preparan a los miedos futuros y nos hacen más fuertes”, nos dice en la entrevista. Hay algo del Metaverso en este mundo distópico de la novela de Quercia, que anuncia un mundo que ya está prácticamente aquí, que es inminente con las herramientas de realidad virtual. “Una de las cosas que me dan tristeza de morirme es no ver cómo a seguir avanzando la humanidad y las cosas que se van a inventar”, se lamenta. ‘Electrocante' fue publicado en la editorial Penguin Random House y su version en francés ‘Les rêves qui nous restent (Los sueños que nos quedan) en la editorial Asphalte. Escala en París también está en redes sociales. Un programa coordinado por Florencia Valdés, presentado por Aída Palau y realizado por Souheil Khedir, Vanessa Loiseau y Fabien Mugneret.
Después de cerrar la trilogía de Santiago Quiñones, el escritor y actor chileno, Boris Quercia, publica su cuarta novela policial ‘Electrocante', esta vez con una historia de ciencia ficción ambientada en un mundo distópico que podría situarse en cualquier metrópolis latinoamericana. Natalio, un policía de clase 5, uno de los más despreciados de ese mundo, deberá resolver un caso en los bajos fondos de esa ciudad imaginaria. “Desde niño siempre fui muy fanático de Isaac Asimov y de Ray Bradbury, de los grandes clásicos de la ciencia ficción… siempre tuve esa pasión por este tipo de historias, así que me gustó mucho mezclar lo que yo venía haciendo que es el policial con estos elementos distópicos de un futuro un poco fallido y que nos asusta un poco también. La ciencia ficción viene a tratar de limpiar un poco la niebla y a mostrar cómo puede ser el futuro”, nos cuenta en Escala en París, Boris Quercia, quien ha estado varios meses recorriendo la geografía europea en salones y encuentros de novela policial. El protagonista de esta cuarta novela de Boris Quercia es Natalio, un policía de clase 5, uno de los más bajos del cuerpo, que arrastra una fractura: “Todo héroe o mejor dicho anti héroe de la novela negra arrastra una herida interna que no tiene cura, pero a pesar de eso logra seguir viviendo”. El policía tiene que resolver un caso muy complicado y para ello cuenta con la ayuda de su robot, un ‘Electrocante', que tiene ciertas anomalías, unas fallas que van a jugar un papel importante en la trama. “Todos tenemos ciertas anomalías y en la vida nos vamos encontrando con quienes tienen nuestras mismas anomalías y nos entendemos. En la novela la anomalía del robot es que le hace entrar en unos pensamientos que lo lleva a algo parecido a la conciencia, al darse cuenta que por ejemplo uno está vivo. Hace poco estaba leyendo que la conciencia tiene que ver con un mecanismo cuántico y estamos al borde de una gran revolución de la humanidad que es la computación cuántica. En la novela trato de hacer un robot que logra la conciencia”, explica el novelista. ‘Electrocante' se inscribe en la tradición del ciberpunk como la película Matrix. Hay muchas referencias por ejemplo a Matrix (1999) con personajes conectados a un mundo paralelo o referencias a Blade Runner (1982) inspirada en el libro ‘Sueñan los androides con ovejas eléctricas' de Philippe K Dick, con robots, clases sociales y revueltas. “La novela de Dick es claramente un policial neto en un mundo distópico, donde puede haber alguna novedad en mi libro es que yo trato de poner mi realidad latinoamericana. Lo que hago es mirar mi país poner un punto cuando era pequeño y poner un punto ahora, que ya tengo cincuenta y tantos, y esa línea la prolongo hasta el futuro y pienso cómo sería esta urbe en el futuro, espero que tenga ciertos tintes latinoamericanos”, analiza Boris Quercia. Ray Bradbury en 1995 decía esto en una entrevista con el Borwn Daily Herald: “La ciencia ficción es la literatura más importante en la historia del mundo, porque es la historia de ideas, la historia de nuestra civilización dándose a luz a sí misma. La ciencia ficción es central en todo lo que hemos hecho”. “Tremenda frase”, reconoce el chileno. “Yo creo que los géneros como la ciencia ficción o el policial al menos en Latinoamérica no tienen ese carácter, son más bien un apartado muy pequeño en las librerías. Pero sí, este tipo de libros puede ayudar para quitar las angustias del lector que acaba el libro, lo cierra y dice: Ah era sólo un libro. Los libros de ciencia ficción nos preparan a los miedos futuros y nos hacen más fuertes”, nos dice en la entrevista. Hay algo del Metaverso en este mundo distópico de la novela de Quercia, que anuncia un mundo que ya está prácticamente aquí, que es inminente con las herramientas de realidad virtual. “Una de las cosas que me dan tristeza de morirme es no ver cómo a seguir avanzando la humanidad y las cosas que se van a inventar”, se lamenta. ‘Electrocante' fue publicado en la editorial Penguin Random House y su version en francés ‘Les rêves qui nous restent (Los sueños que nos quedan) en la editorial Asphalte. Escala en París también está en redes sociales. Un programa coordinado por Florencia Valdés, presentado por Aída Palau y realizado por Souheil Khedir, Vanessa Loiseau y Fabien Mugneret.
Nesse episódio: Construção do negócio; Como surgiu a ideia da marca; Criando uma empresa digital; Erros do empreendedorismo; Sociedade; Benefícios de uma DNVB; Educando o consumidor sobre um produto novo; Beleza limpa; Movimento waterless (sem água). Hoje Thais entrevista Andreia Quercia, fundadora da BOB, marca de cosméticos para cabelos sem água na composição. Elas conversaram sobre a importância de uma marca nativa digital, os diferenciais de uma empresa com um propósito claro, a proposta da companhia e a expansão para o mercado internacional. Vambora pegar essa carona? Toda semana tem novo episódio no ar, pra não perder nenhum, siga: https://www.linkedin.com/in/thaisroque/ ||| https://www.instagram.com/thaisroque/ ||| https://www.instagram.com/decaronanacarreira/ Newsletter Assine a nossa news! http://eepurl.com/hSpO4D Links da Camila: Instagram BOB: https://www.instagram.com/use.bob/ Instagram BOB - EUA: https://www.instagram.com/barsoverbottles/ Site: https://www.usebob.com.br/ Mala de viagem Livro: A marca da vitória: https://amzn.to/3HRvTFB Equipe que faz acontecer: Criação, coordenação e apresentação: Thais Roque Consultoria de conteúdo: Alvaro Leme Supervisão: José Newton Fonseca Sonorização e edição: Felipe Dantas Identidade Visual: João Magagnin *Contém links afiliados
These are all of the Unified Bank Profiles aired on Nailers broadcasts during the 2021-22 season.
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Lo scorso 16 maggio, Stroncature ha ospitato una nuova puntata della rubrica diretta da Paolo Quercia “Geo-Europe”, dedicata alla discussione di libri di rilevanza geopolitica e strategica per l'Unione Europea. Ospite della puntata, Stefano Marcuzzi autore del volume “The EU, NATO and the Libya Conflict. Anatomy of a Failure” (Routledge, 2021).
O que são Charter Cities e quais suas diferenças em relação às cidades privadas? Quais são os projetos em andamento? Como essas novas formas de desenvolvimento propõem resolver os desafios atuais dos ambientes urbanos? Para responder a essas e outras perguntas, recebemos Francisco Litvay, especialista no assunto, e Rodrigo Quercia, membro do conselho de dois projetos de Charter Cities, Prospera e Tipolis. Apoie o Caos Planejado. Confira os links do episódio no site. Episódio produzido com o apoio de Loft.
Testo e foto di Mario Cipollone Audio (progetto cultura per ipovedenti) di @tepare
Quando non c'era Tinder, bastava un albero.
"En un caótico futuro indeterminado, en un lugar impreciso, pero demasiado reconocible, Natalio aprovecha una licencia en su trabajo policial para hacer una investigación privada. Ha sido contactado por Sueños especiales, la enorme empresa de realidad virtual en la que 2.400.000 almas evaden sus vidas anodinas encapsulados en sueños imposibles. Alguien está vendiendo cupos usando identidades robadas." Conversamos en el #TraficantesDeCultura con el escritor #BorisQuercia, autor de #Electrocante, editado por SUMA DE LETRAS. Conduce: Humberto Fuentes
Oggi ti invito a creare una piccola foresta acquatica, al solo scopo di osservarla, di vedere come nasce una vita.E capire di più sul tuo giardino!Sicuramente ti sarà capitato di fare la stessa cosa con le lenticchie, magari a scuola, ma prova a raccogliere una ghianda!__________________________________________Io credo che abbiamo tutti bisogno di un giardino
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal libro della Gènesi +In quei giorni, il Signore disse ad Abram:«Vattene dalla tua terra,dalla tua parentelae dalla casa di tuo padre,verso la terra che io ti indicherò.Farò di te una grande nazionee ti benedirò,renderò grande il tuo nomee possa tu essere una benedizione.Benedirò coloro che ti benedirannoe coloro che ti malediranno maledirò,e in te si diranno benedettetutte le famiglie della terra».Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abram prese la moglie Sarài e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso la terra di Canaan. Arrivarono nella terra di Canaan e Abram la attraversò fino alla località di Sichem, presso la Quercia di Morè. Nella terra si trovavano allora i Cananei.Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Alla tua discendenza io darò questa terra». Allora Abram costruì in quel luogo un altare al Signore che gli era apparso. Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. Poi Abram levò la tenda per andare ad accamparsi nel Negheb.Parola di Dio.Parola del Signore.
Author Jacopo della Quercia discusses creativity during a global pandemic and his three books. --- This episode is sponsored by · Anchor: The easiest way to make a podcast. https://anchor.fm/app Support this podcast: https://anchor.fm/sorryforrambling/support
In questa puntata "On the Road" vi porterò con me in mountain bike per la campagna e le colline emiliane. Ascolterete i momenti salienti delle 2 ore di viaggio necessarie per salire al cospetto della Grande Quercia.Perdonate i fruscii del vento, con il microfono da viaggio non sono riuscito ad eliminarli. Il rumore di lamiera che sentite in sottofondo è il disco del freno anteriore, solo dopo la registrazione ho notato che si era storto e toccava.-Se volete approfondire gli argomenti di questa puntata vi linko di seguito il dossier di Legambiente e la news sull'aria imbottigliata canadese.Dossier Mal'aria (2019): https://rep.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_malaria2019.pdfAria canadese imbottigliata: https://www.focus.it/comportamento/economia/in-cina-comprano-aria-in-bottiglia-dal-canada-VUOI SUPPORTARMI?▷ Consiglia Il Pollaio ai tuoi amici▷ Lascia una recensione a 5★ su iTunes: https://podcasts.apple.com/it/podcast/il-pollaio/id1456015774?mt=2CONTATTI▷ info@ilpollaiopodcast.itSOCIAL▷ https://www.instagram.com/ilpollaio.podcast/▷ https://www.facebook.com/ilpollaio.podcast
El Podcast de Emprende 365: Emprendimientos | Podcasting | Tecnología
Hoy nos acompaña Antonella Quercia de felizcontenidos.com y nos explica como decidió cobrarle a sus clientes a la gorra. Notas del programa Buen día, Antonella. ¿Cómo estás? Antonella: Buen día, ¿cómo estás, Moses? Moses: Muy bien. Muy bien. Quiero agradecerte por tomarte el tiempo de estar acá conmigo. Y espero que disfrutes de la charla. Voy a tomarme un minutito para presentarte en base a la bio que me mandaste, que me pareció muy buena y que la gente te conozca. Igual después te voy a dar la palabra para que te sus playeras, porque tenés para contar bastante, me imagino. Antonella es Licenciada en Relaciones Públicas en la UADE, cursó estudios de posgrado en la UBA, estudió “Estudio del Consumo e Investigación de Mercado”, y también “Responsabilidad social e inclusión y sostenibilidad en la Universidad Torcuato Di Tella, ¿correcto? – Correcto. – Bueno. – Bienvenida, contame quién sos y a qué te dedicás ahora. – Soy Antonella y desde enero que soy emprendedora. ¿Viste que este concepto está en auge y está de moda? Entonces desde Enero que soy emprendedora. En enero creé “Feliz”, que es una productora de contenidos y de comunicación para artistas, para marcas y para pymes a la gorra. Básicamente eso. Moses: ¿Por qué a la gorra? En Antonella: Me parece que está movida del emprendedurismo, la que me estoy embarcando, después de muchos años de trabajar en agencias, incorporaciones chiquititas, grandes, internacionales, no internacionales… Me parece que, nada. Que en esta cosa del emprender y de intentar hacer cada uno lo que le gusta y lo que ama. Entiendo que eso tiene que ver con el emprendedurismo, me parece fantástico. Hay que potenciarlo. Nos tenemos que ayudar y potenciar. Entonces en estas cosas de que las pymes, los artistas, las marcas pequeñas… estamos remando con poco presupuesto, sin poder por ahí tener las áreas que las grandes empresas tienen, por una cuestión de costos básicamente. Me parece que es como muy interesante poder aportar y colaborar. Yo amo lo que hago, que es comunicación, hace unos quince años seguro y me pareció que estaba bueno poder ayudar y potenciar otros proyectos. Y que esa persona a través del trabajo que hacemos aporte lo que quiere, lo que tiene o lo que considera que nuestro trabajo vale o que le sirvió. Entonces básicamente es por eso. Moses: ¿Y qué resultados tuviste hasta ahora? ¿Te sorprendiste con lo que algunas personas te pagaron? Antonella: (Risas) Moses: La pregunta es: “Y, ¿alguno te tirooooo…? “ Antonella: Sí, sí, sí. Moses: Y eso lo hablé con Jesi, una amiga en común que tenemos… y me comentó un poquito, pero quiero escucharlo de vos. Porque es interesantísimo. Antonella: Jesi está totalmente…. Sí, sí, decime. Perdón. Moses: Que es interesantísimo saber cómo reacciona la gente, te digo la verdad. Yo te hubiera conocido hace tres meses cuando diseñé la tapa de arte del Podcast y no sé cuánto te hubiera pagado. Te soy sincero. Antonella: (Risas) Moses: Sé porque me cobraron X pesos…. Antonella: Claro, es eso básicamente. Cuando llegas a “Feliz” ya es por recomendación, o porque viste algo, o porque un amigo te dijo, o porque mi vecina, en el caso de Jesi, tenemos una amiga en común…. Moses: Sí… Antonella: Tengo una amiga en realidad que es vecina de Jesi, y por eso llegó a mí, totalmente sorprendida, como diciendo: “¿Cómo es eso de la guerra?”, “Y cómo hago”, “¿Y cuánto sale?”… Y justamente no sale ninguna cifra concreta. ¿Te sorprendés? Sí, hasta ahora no me pasó de sorprenderme para mal. Básicamente uno sabe más o menos lo que sale un laburo porque es como vos decís: “Yo pagué X por mi tapa”. “O por mi servicio de las tarjetas personales”, por decirte algo, y tengo dos o tres presupuestos, no llega a “Feliz” con la nada, ¿me entendés? Más allá de que por ahí está bueno el concepto, y que tengo poca guita, y quisiera esto, y me cae bien, y me cierra como trabaja “Feliz”, porque tenemos páginas, tenemos redes, tenemos todo para que la gente pueda ver cómo laburamos, porque el resto es como cualquier agencia digamos. Presentamos una propuesta de trabajo, lo llamo yo, sea en tiempo, sea en objetivos, sea en desarrollo. Así que bueno, cuando la gente llega a “Feliz”, cuenta lo que necesita, avanzamos como si fuese cualquier otra agencia, como si fuese otro profesional haciendo un trabajo, con un desarrollo, con un presupuesto, si lo queremos llamar así, que al final en vez decir “Dos pesos”, dice “A la gorra”. Moses: (Risas) Antonella: Y se avanza. Moses: ¿Pero cómo fue ese primer cliente a la gorra? Quiero saberlo. Antonella: En realidad, ¿sabes lo que pasa? Es que yo soy “Doña Ayuda a todo el mundo” en general, en mi vida. Entonces yo vengo haciendo esto. Aparte, en mis laburos formales en empresas, de los 20 a ahora, que tengo 36, siempre fue tipo “Anto, ¿me ayudás con esto?” “Tana, ¿me ayudás con lo otro?”. Entonces yo voy y vengo, redacto, diseño, deshago, me siento y planificamos, pensamos estrategias, cuestiones comerciales. Lo que sea que necesiten mis amigos que son de profesiones diversas, que me parece entretenido también porque voy como aprendiendo un montón de cosas. “Pero, no, tu tiempo vale”, “¿cuánto te pago?” “No, nada, nada”… Entonces, venían los vinos, venía los chocolates, las entradas para recitales que a mí me encantan… que como mi atención a mi ayuda, digamos. Así es que como que ahí empecé como maquinar, y dije: “Claro, yo puedo hacer esto, transformarlo en un negocio, transformarlo en mi negocio, en mi producto, en mi emprendimiento, también para poder ser como libre, sin (honorarios), y en decisiones, y en un montón de cosas…”. Y ahí es que me cayó la ficha, de que yo lo hacía como naturalmente, y dije, “Esto es una oportunidad. Lo tengo que transformar en algo rentable”. Y bueno, acá estamos con “Feliz” desde enero. Moses: Entonces, específicamente ustedes se dedican al “branding” de una empresa, PYME o persona en este caso, ¿no? Antonella: Sí, tenemos varias áreas de influencia. Moses: A ver, contame. Antonella: Nos asociamos. En un principio el proyecto, ¿viste que todo tiene como su momento y tiempo de incubación? Como que un día te despertada y decís “Bueno listo voy a renunciar y voy hacer esto”. ¡Fantástico!, pero en el medio, por lo menos soy bastante precavida en un punto. Como que vas planificando, fui trayendo mis alianzas con gente amiga que también ama lo que hace, que es la idea, y el eje de “Feliz”, y fui armando diferentes equipos de trabajo para las áreas que queríamos abarcar. Por un lado tenés todo lo que es branding, que es imagen e identidad de marca básicamente, es social media, y estas cuestiones como más marketineras. Comunicación pura, digamos. Después tenemos toda una parte de cursos, de couching, y sería una consultoría en recursos humanos, si queremos llamarlo así para que se entienda fácilmente. Y después tenemos toda esta parte de producción de eventos y contenidos audiovisuales. Así que estamos como en esas tres grandes áreas. Entendemos que con eso podemos darle soporte a cualquier pyme o cualquier artista. Por eso te digo que en una organización están todas esas áreas, porque la pueden tener a nivel económico. Las pymes van remando “Cómo motivo a estos 3 empleados que tengo”. Capaz que con un curso, nos sentamos y pensamos cómo puede ser de otra manera. Capaz que es re formular algunas áreas de la compañía, entonces hay como un juego entre consultoría y curaduría o planificación estratégica, que básicamente son como los tres pilares que manejamos. Nos sentamos, vemos cuál es la situación, y vamos como avanzando sobre eso y por eso tenemos todos estos equipos conformados, que es como “un 360º” que le acercamos a los emprendedores como a los otros. Moses: Contame una cosa, ¿a qué te referís con “curaduría” en este contexto? Antonella: Te voy a poner un ejemplo que creo que es simple. Hay muchas veces que las empresas o sus áreas van encaminadas, con muchas cuestiones, pero le falta como la vuelta de rosca. Como que algo no cierra y vos sabes que algo no cierra, o como que lo podés mejorar y no sabes cómo. Entonces no es generar un contenido desde cero, sino curar un contenido, como un exposición de arte, digamos. Donde decimos “Este cuadro va acá, y el otro va a allá, y la pared la vamos a pintar en fucsia, y la tipografía va a ser tal”. Entonces es como si fuese que vos me acercas un folleto y me decís: “Anto, necesito esta información. No me gusta, es feo, los colores ya no son los que nos identifican, ¿bueno qué hacemos?”. Curamos este contenido, no lo generamos de cero. Moses: Perfecto. Gracias, gracias. Está bien. Antonella: Antonella: ¿Se entiende? ¿Me explico? Moses: Sí, sí. Ahora cuando se te prendió la lamparita y llevaste esto o a la realidad, ¿cuánto tiempo tardaste en hacer esto? “Esto puedo hacerlo así…. Bueno, a la gorra, no, en realidad me pagan porque yo soy bondadosa y yo ayudo a todos, pero me pagan de otra forma….” ¿Cuánto tiempo pasó desde que vos dijiste “lo podría hacer” hasta que dijiste en enero de este año….? Antonella: Yo creo que desde que elegí la carrera y empecé a estudiar, allá a fines de los noventa. ¿Viste cuando tenés una luz, como un faro, que te dice…? Moses: Totalmente. Antonella: En aquel entonces (parezco de sesenta años), la idea no era tanto como emprender o no existían las redes sociales, entonces no te enterabas de tantas cosas. Moses: Es cierto. Antonella: Tiene mucho que ver el avance de la tecnología con que nosotros podamos conectarnos de la manera que nos conectamos ahora y saber qué es lo que anda sucediendo por el mundo. Entonces se te vienen muchas más ideas si estás atento. Yo creo que desde ahí. Me parece que está bueno ir laburando en una empresa, siempre fui bastante movediza, y la verdad que poco formato corporativo tengo. Moses: Te iba a decir “¿cómo fue esto?”, porque estuve leyendo tu CV y decía esto de que trabajaste para muchas corporaciones, para muchas empresas muy importantes, y ahora…. ¡Hasta para el gobierno trabajaste! Tuviste una función pública… ¿Cómo fue este switch y qué es lo que te pasaba en ese momento que decías “No, pero para”? ¿Algo dentro tuyo no te cerraba? ¿O quizás no estabas en tu eje? ¿Cómo fue? Contanos eso. Antonella: Creo que todo se trata como una cuestión de rediseño y autoconocimiento, y de buscar algo que a uno lo hace feliz, justamente. Un día me desperté y dije “Lo que sea que emprenda se va a llamar “Feliz”, porque voy a hacer feliz con lo que haga. Como intento de hacer algo, y por eso me moví tanto también de laburo, y bueno, como decís vos, en ámbito público, privado, también hago voluntariado en ONG hace ya unos cuántos años. Es algo que me encanta y me parece que se trata de eso. De un mundo y que construyamos sociedades realmente responsables, donde cada uno se haga cargo de sus actos, que básicamente si estás bien, lo contagias. Es como un efecto contagio, sin lugar a dudas. Y mi hermano me causa gracia que dice: “Las compañías, las empresas, son una porquería”. Las empresas no son un ente pensante. Las personas las conformamos. Si no nos gustan las empresas que tenemos, sino nos gusta el mundo que tenemos… pensemos qué hago yo para construir eso que no me gusta. Siempre en mi mundo y en “mi día a día”, cada vez que me levanto pienso en eso: “Dónde quiero vivir”, “Qué quiero hacer”, “Qué quiero contagiar” “Y de quienes me quiero rodear”. Parece muy utópico capaz lo que digo. Moses: Te voy a decir una cosa: suena muy utópico, el nombre es muy utópico… “Ser feliz”… Es una palabra muy pesada para mucha gente, pero me parece que hay que atreverse. Yo también empecé este proyecto y me estoy aprendiendo. Para mí es eso, punto. Moses: Antonella: Sí, es simple en realidad. No es tan complejo. Moses: Lo complicamos nosotros. Antonella: Hay gente que se enrosca. Lo complicamos nosotros, lo complicamos nosotros. Moses: Es cierto. Antonella: Vos que me preguntabas de las gorras, que es como lo sorprendente por ahí de “Feliz”. No nos enrosquemos con la plata. Y empiezan “¿y cuánto es?” “Y cómo te pago”, “Pero, ¿vos no me podés decir más o menos cuánto?”, “No, no, yo no te puedo decir nada, por eso es a la guerra”. (Risas) Yo cuento opciones en las que pueden averiguar precios, tipo googleas, te acercás a otra agencia y preguntás. En el caso de la tarjeta personal, o de gráfica, te vas a la imprenta y preguntás. No sé, tenés un montón de opciones. Pero bueno, sí, es simple en realidad. Moses: Y desde que empezaste en enero de este año, ¿en algún momento sentiste “Ya está, despegó mi idea”. Antonella: Sí, en realidad ha sido bastante natural, yo pensaba arrancar “Feliz” a mitad de año y aprovechar a hacer un viaje en el primer semestre. Me gusta mucho viajar. Y se dio sólo. Se fueron dando laburos solos. Y dije “Bueno, bueno, bueno… y empezamos con “Feliz” desde enero…” Moses: Ya estamos a mitad de año. Antonella: Claro, ya estamos a mitad de año. Ahora “Feliz” se va de vacaciones, por lo menos yo, un buen rato, en agosto. Pero arrancó… arrancó solo. Esta cosa de que venía funcionando sin querer. Esta cosa de que yo venía trabajando a la gorra sin saber. Por decirlo así. Por suerte comenzó solito y después es cuestión de que uno construya redes. Ahora hay un montón de eventos vinculados con emprendedurismo. Cantidad. Muchas charlas. Muchos grupos de networking dónde está buenísimo también vincularse, entender lo que le pasa al otro, saber que no sos el único que le pasa ciertas cosas, y en nuestro caso brindar nuestra ayuda o nuestros soporte que es como la idea principal, potenciarnos entre emprendedores. Moses: ¿Y cómo medís tus logros en este momento? ¿Tenés una forma de medirlos? Y no hablo de plata, ¿eh? Antonella: Básicamente los proyectos con los que avanzamos hasta ahora fueron muy felices, valga la redundancia. La gente quedó contenta, nosotros quedamos contentos, no vemos ni un “sí” ni un “no”. Es como que pasa a veces, se pone medio áspero. Muchas cosas. Por una cuestión de tiempo, por una cuestión de plata. Por una cuestión de “No es lo que dijimos que me ibas a hacer”. No, nada de eso. Entonces lo mido así, que la gente está conforme y que no recibimos, después de un semestre, ninguna queja por suerte. Y hemos hecho de todo en estas áreas que te conté. Moses: No me parece que hayas tenido algo que te frenó, ¿pero qué pensás que frena a la mayoría de la gente? ¿Qué pensás que es el impedimento número uno? Antonella: ¿Para emprender? Moses: Sí, para emprender. Para empezar algo propio. Antonella: Yo creo que el switcheo social que venimos teniendo hace décadas o centenares de años, que creo que se está rompiendo un poco ese formato o está cambiando el paradigma. Estamos como en una época bastante bisagra con eso. De “empiezo a laburar acá y me jubilo ahí”; nuestros abuelos, para la generación del 30 y pico. Eso ya no sucede. Y a nosotros medio que también nos educaron con ese librito: después del secundario, si podés vas a la universidad, y después te recibís, y después te casás, y después tenés un pibe. Y si te embarcás en ese proyecto, en mi caso yo no tengo hijos, por ejemplo, (no es mi objetivo en la vida), facilita un montón de cosas también. Podés tomar otras decisiones, no depende de vos una persona todos los días: en ánimos, en dinero, en un montón de cosas. Entonces por un lado te sentís más libre de tomar ciertas decisiones, pero independientemente de eso, tenga o no pibes, es como que venimos con ese librito, que intentamos cumplir y tenemos que parar la pelota y decir “Yo realmente quiero la chata y el perro, tener pibes, quiero irme de viaje…. ¿Qué quiero hacer?”. Creo que ese es el impedimento. No frenar la pelota y ponerse a pensar qué es lo que uno realmente le gusta hacer e intentarlo. Moses: Cómo quiero vivir, también. Antonella: Exacto. Moses: Totalmente, totalmente. ¿Qué aplicaciones utilizás en tu vida diaria para hacer “Feliz”? Antonella: ¿Aplicaciones….? Moses: Web, del celular. Me imagino que tenés en el celular. Antonella: Sí, estoy conectada todo el tiempo. Moses: Aunque dicen que sos más feliz sin celular, ¿no? Antonella: Depende. Todo en su justa medida, todo es bueno y todo es sano. Los extremos no están buenos. Entonces mientras uno esté en una cena, y esté en la cena, y no esté cenando con el celular acá, enfrente de la nariz, está todo bien, yo creo. Uso de todo. Estoy muy conectada en redes. Moses: ¿Cuál es la que más usas? Antonella: Cada vez recibo menos llamados, que me di cuenta que es otra tendencia actual, yo creo. El whatsapp cortó todo tipo de llamado telefónico ya. Vas charlando como en partes, cuando uno puede, cuando el otro puede, cuando no sé qué. Soy de recibir mucho mail. Por una cuestión de laburo. Como que hago muchas cosas también. Y en organizarse es lo que más me conviene. Si del otro lado también se manejan por mail, cosas que no pasan con otras cosas… Yo manageré una banda. Soy manager de una banda de pop, y los pibes no son de la generación del mail. Tienen 20 y pico de años y no hay manera. Moses: ¿Y cómo se manejan? Antonella: Por whatsapp, tenemos algunos documentos en XX Drive. Fuimos encontrando la manera, pero no les pidas que te respondan un mail porque no sucede. Puede ser que otros sí. No digo que sea. A mí me pasó eso, me dicen “Tana, mail no”. Entonces “Busquemos formas. No pasa nada”. Pero veamos la manera. Porque hay cosas que no son para whatsapp. O sea: desarrollo, pensamientos, más allá de reuniones semanales que podés tener. Seguir proyectos por ahí en la red social. Un whatsapp no te lo resuelve. Es una cuestión de sentarse, de plantear lo que sucede y buscar otros caminos. Pero mail básicamente, sí. Moses: Está bien. Me extrañó eso de los chicos de 20 y pico que no usan mail. No puedo entender por qué no lo usan. Porque hoy en día están con el celular todo el tiempo. Es mucho más fácil hablar el mensaje que escribirlo, capaz. Antonella: Pero obvio, ellos nacieron con las aplicaciones ya. Básicamente, digo. Moses: Con Whatsapp debajo del brazo. Antonella: Nosotros conocimos el email directamente y es como que no fuimos acostumbrando. Y los pibes nacieron con el email 19:52 que existe, como para nosotros las cartas en los 80. Moses: Yo escribía muchas cartas antes. Muchísimas cartas. Antonella: Obvio. Moses: Sí. Antonella: Yo tengo recuerdos de ir al correo, dejar la carta, de ponerme contenta porque le escribía a uno. Moses: Recibir la carta. Antonella: Era una genialidad encontrarla ahí en la puerta. Moses: ¿Cuál fue el mejor consejo de negocios que recibiste y de quién fue? Antonella: Yo creo que no tengo, ¿sabés? Yo creo que fueron muchas conversaciones las que me sirvieron, digamos. Hablamos de negocios en esta cosa de emprender, ¿no? Moses: Sí, de emprender. O cómo manejarte en tu rubro en realidad. Más que de negocios, ¿no? Antonella: Son muchas charlas y muchas experiencias de personas, más grandes, más chicas. Amigos, conocidos, en los trabajos que tuve. Vas charlando qué le pasa a uno, qué le pasa al otro, cuáles son los problemas, por qué uno emprendió y por qué el otro no, por qué yo quisiera, por qué no quisiera. O charlas más formales como la economía, el dólar. Insisto, uno tiene que estar como atento, y me parece que todo se aprende, creo que es lo productivo de cada día nuestro. Las 24 horas para emprender y para intentar hacer algo que te guste, yo creo. Moses: ¿Te parece que una persona puede emprender teniendo un trabajo full time? Antonella: Sí, yo creo que sí porque lo vas como craneando, es lo que me pasó a mí también. Estamos diciendo “Esto sí, esto no” “Yo no hubiera hecho esto, y yo no hubiera hecho lo otro”. Más- menos vas armando el formatito de tu emprendimiento en la cabeza del rubro que sea. Moses: ¿Aunque le puedas dedicar 2 ó 3 horas por día? Antonella: Sí. Yo creo que depende de cada uno. Pero mientras vas en el bondi, mientras vas manejando, mientras te bañás, mientras que cocinás. En el tiempo que mientras estás haciendo una actividad, tu cabeza puede estar en otras cosas también. Ajustando y desajustando. Sí querés encarar algo solo. El tiempo es como bastante tirano. Moses: Sí, a full, por eso te pregunto. Antonella: Yo creo que más o menos lo vas craneando. Después tenés como más operativas de averiguar. En el caso que quieras poner un lugar a la calle, bueno, tengo que ir a ver locales, tengo que conseguir la plata, tengo que conocer gente en el networking y no sé qué. Y vas viendo cómo hacés con tu agenda y de eso depende también en cuánto demores en activar o no. Moses: Imagínate que despertás mañana en un mundo nuevo idéntico a la Tierra, pero no conocés a nadie, poseés toda la experiencia y el conocimiento que tenés actualmente. Tu alimentación y vivienda están resuelto. Todo lo que tenés es: una laptop, un smarthphone, 500,00 dólares, y obviamente acceso a Internet ¿cómo empezarías tu negocio o emprendimiento nuevamente? Antonella: ¡Tengo alimentación y vivienda cubierta! Moses: ¡Cubierta! Antonella: ¡Por qué no me pasó en este mundo! Moses: Hay una persona que dijo que no haría nada por un tiempo. Antonella: Yo sí. Haría lo mismo, yo creo. Arrancaría “Feliz” como lo arranqué. Con amor, felicidad y a la gorra. Moses: Acordate que no te conoce nadie. ¿Qué sería lo primero que harías? ¿Qué acción tomarías? Antonella: Hay internet, ¿dijiste? Moses: Sí, sí, tenemos… Antonella: Tenemos red, tenemos todo. Moses: Estamos así. Te podés conectar, podés comenzar a conocer gente por la web. Antonella: Yo creo que haría un exploración por internet de lo que existe, qué existe, de contactos, y de qué charlas hay, y dónde puedo conocer gente. Arrancaría por ésta movida de vincularme con el otro. Si tengo como vivienda y comida resuelta, digo “Ay, qué tranquilidad”. Me voy a todos lados donde encuentre que quiero ir. Me voy a todos lados y creo que ahí ya está. Ahí como que arrancas. Vas generando con el otro. Yo creo que te vas como juntando como xxxcando… Dios los cría, el viento los amontona. Con gente que tiene tus intereses, o tus valores o tu filosofía. Yo vería lo que está existiendo por ahí, en el mundo real digamos, e iría a vincularme con personas que tengan mis mismos intereses. Moses: ¿Y con los 500 dólares? Antonella: Iría viendo cómo los invierto. Paso a paso. Yo primero iría a ver qué onda, y después ir a hablar qué hago con quién, digamos. Que en mi cabeza estaría “Feliz”, seguramente. Moses: Es una pregunta muy difícil, igual no hay una respuesta correcta. Antonella: No, para nada hay una respuesta correcta. Yo creo que en muy pocas cosas. Cada uno, con lo que se sienta cómodo creo. Es más podríamos juntar los 500 dólares de todos e ir viendo que se (hace?). Qué sé yo. Es una cuestión de charlar, justamente. De ver qué hacer. Moses: ¿Tu libro favorito? Antonella: Tengo un montón. Me encanta leer. No tengo uno, se me vino a la mente Un Mundo Feliz de Huxley Aldous Es un escritor alemán. Moses: ¿Por qué te gusta ese? Me imagino que es porque está la palabra “feliz” aparte. Moses: Antonella: Tiene que ver con que te cuenta básicamente sobre sociedades. Tiene, para ponerlo en contexto de situación,… George Orwell lo escribió en 1984, en el siglo pasado…. Estaba pensando que estamos en 2017… Moses: 2017, para mí por lo menos. Antonella: Tiene que ver con los formatos de sociedades y con las dicotomías que se suceden, básicamente. Hay como una línea de escritores que llevan como ese tipo de descripciones, digamos, del ser humano, y cómo vive, y qué le gusta y qué no le gusta. Como un área problemática que a mí me interesa mucho. Entonces todo lo que tenga que ver con eso, ando leyendo. Sí, me gusta ese libro. Moses: Está bien. ¿Cuál es la mejor forma de contactarse con vos? Antonella: Nosotros estamos respondiendo mails de “Feliz” en “hola@felizcontenido.com Pueden pispiar nuestros trabajos y esas cosas en: www.felizcontenido.com Y si no también, nos encuentran en redes sociales. Y en nuestra web está el teléfono también, que es: 5061-5140. Así que en todas esas vías no pueden contactar. Moses: Perfecto. Vamos a poner todo en las notas del programa también. Bueno, te agradezco muchísimo. Y si querés agradecer y saludar a la audiencia lo podés hacer, por favor. Antonella: Bueno, esperemos que esta charla despierte mucho entusiasmo de emprender a aquellos que están ahí con la duda. En lo que pueda ayudar, no a la gorra, sino una charla de café y hablar de emprendimientos, no hay ningún problema. ¿Viste que hay esta cosa que por ahí necesitas un empujoncito tipo “¿vos cómo hiciste? “Ché, me quedé pensando…”? Moses: Sí. Antonella: Bienvenidas esas consultas. No hay ningún problema si quieren venir a “Feliz” y nos cuentan que nos escucharon en 365 y “que escuché de cómo podemos hacer”, encarar algo o lo que sea, siempre disponible para ayudar. Moses: Después de terminar la charla te quiero comentar algo que quizás te interese, que estoy pensando hacer justo. Antonella: ¡Ay, mirá qué bueno! ¿Viste? Moses: Sí, yo, a ver… Yo ya te contrato, te aviso, yo te contrato para mi branding, ya estás contratada. Después vamos a charlar cuando tengamos un poco más de tiempo. Bueno, Tana…. Antonella: La gente va a querer saber, después te van a pedir que subas esa charla nuestra. (Risas) Moses: Y seguramente la vamos a subir. Y aparte esto no tiene que ser la única vez que estés acá. La idea es que esto siga y, que pueda justamente, inspirar y motivar a emprendedores. Pero que no suene cursi. Que nos suene tan cursi el tema, sino que es cierto, necesitamos empuje. A mí me pasa todos los días. Me dicen “Pero vos sos tan energético… Tenés una energía para hablar”…. Sí, sí. Pero también hay momentos en los que me siento solo y uno tiene sus dudas y siempre está tratando de buscar la mejor manera de hacer algo. Desde presentar a un invitado. A mí me pasa…. ¿Viste que me tomé mi tiempo para presentarte? Todo se aprende, tiene razón la Tana acá. Pero bueno, vamos a tener una charla seguramente. Y te agradezco mil. Te agradezco mucho. Antonella: Gracias a vos. Gracias a vos por esta oportunidad, a todos los emprendedores de contar lo que hacemos, y seguir vinculándonos. Moses: Sí, sí. Totalmente. Gracias. Hasta luego. Antonella: Gracias Moses. Después hablamos. Un beso grande. Moses: Un beso grande. Chau. Correo: hola@felizcontenidos.com Libre Favorito: Un Mundo Feliz de Huxley Aldous Si te gustó el programa: Suscribite al Podcast en iTunes o Spotify para enterarte cuando publico nuevos episodios. Podés calificar el programa en iTunes escribiendo una breve reseña desde acá. Seguime en: Instagram Facebook Twitter Gracias por escuchar! Hasta la próxima semana! Moses Levy