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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8440CINQUANT'ANNI DI REPUBBLICA, IL QUOTIDIANO LAICISTA CHE PIACE ALLA GENTE CHE PIACE di Giuliano Guzzo Da giorni si celebra un compleanno rilevante per il mondo dell'informazione italiana: quello dei 50 anni di Repubblica. Mezzo secolo di stampa che piace alla gente che piace, il primo quotidiano di cui vale forse la pena leggere i titoli e senz'altro l'ultimo nel quale, per chi abbia a cuore i principi non negoziabili, è raccomandabile riconoscersi. Abortista, divorzista, pro eutanasia di Stato, pro fecondazione in vitro, ovviamente pro ddl Zan e rivendicazioni Lgbt e chi più ne ha più ne metta, il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari (1924-2022) fin dalle origini sta orgogliosamente dalla parte «giusta» della storia.È spesso il giornale dei professori (presenti, futuri e in pensione), a volte quello di chi vuol darsi un tono, sempre quello dei radical chic. Ha di certo pubblicato grandi firme, ma soprattutto enormi ego; a partire da quello del suo fondatore, il già citato Scalfari, che coi suoi interminabili editoriali della domenica - un'omelia laica imperdibile per i maggiorenti dell'amichettismo di casa ai Parioli e a Capalbio - spaziava dalla politica alla filosofia al costume, non di rado incorrendo nella gaffe. Non a caso sugli errori scalfariani sono stati pubblicati perfino libri. Eppure, va detto, Repubblica era Scalfari e Scalfari era Repubblica.DOPO SCALFARIEzio Mauro, il primo a succedere al fondatore nel 1996, non ha più avuto - forse per un suo senso della misura sabaudo -, il carisma da sommo sacerdote, da patriarca del laicismo appunto di Scalfari; e i successori del successore meno ancora. Risultato: dopo 50 anni Repubblica è sempre Repubblica, la bibbia quotidiana dei «sinceramente democratici», ma i lettori calano. Eccome: dei dati ufficiali piuttosto recenti (Ads, settembre 2025) parlano di crisi nera: sotto le 100.000 copie, meno della metà di quelle del Corriere. Aggiungiamoci le ultime novità sul cambio di proprietà, e si capisce quanto sia ora amaro, il cinquantesimo compleanno di questo giornale che sicuramente la storia l'ha fatta. Però si tratta di capire quale.Senza voler risultare sprezzanti né voler semplificare, si può osservare come a Repubblica la cosa riuscita meglio, sul piano politico, sia sempre stata la demonizzazione dell'avversario politico più in vista: per molti anni è stato Silvio Berlusconi, il Cavaliere, poi è venuto Matteo Salvini, oggi tocca naturalmente a Giorgia Meloni, domani chissà. Ma in fondo neppure importa chi: ciò che conta, per la linea di questa testata, è rilanciare un sentimento di ostilità ideologica viscerale e talmente insistita da far apparire, dopo un po', simpatico il bersaglio di tutti quegli editoriali e quelle inchieste.UN PRESENTE INCERTO E UN FUTURO INCERTISSIMOPer quanto riguarda invece l'antropologia sposata da Rep, beh, come già si diceva in apertura è in buona sostanza quella del permissivismo più assoluto. Non c'è opzione bioetica che il giornalone fondato da Scalfari non consideri percorribile. E chi, a fronte di tutto ciò, si fosse per caso meravigliato del fatto che giovedì anche Papa Leone XIV abbia inviato i suoi (brevi) auguri alla testata, facciamo osservare che nel messaggio papale - dove non manca un elegante ma eloquente richiamo alla «diversità di opinioni, dei punti di vista» - si trova l'augurio alla testata di «costruire sempre una comunicazione libera e dialogante, animata dalla ricerca della verità e senza pregiudizi».Ora, già richiamare apertis verbis «la verità» nel tempio editoriale del relativismo può essere una piccola frecciata, ma forse lo è ancor più quel «costruire» al posto di «continuare a costruire»: vuol dire che forse la comunicazione «libera e dialogante», nel giornalone radical chic per eccellenza, manca ancora? Chissà. Conoscendo lo stile molto misurato di Papa Leone XIV non lo si può né affermare né escludere. Ciò che è sicuro è che per Repubblica i tempi d'oro in cui Scalfari intervistava Papa Francesco (o Papa Francesco intervistava Scalfari, non si è mai davvero capito) sono acqua passata. Con il pontefice statunitense le vere o presunte «aperture della Chiesa» fanno oggi molta, moltissima fatica a finire in pagina.Dopo mezzo secolo di storia editoriale anche gloriosa, ma con un presente incerto e un futuro incertissimo, a Repubblica, il fu giornale-partito scalfariano, non resta dunque che giocarsi la carta della demonizzazione o lo spauracchio del «fascismo eterno» di Umberto Eco (sua storica firma), a danno ora di Giorgia Meloni ora di Donald Trump, che ogni giorno prende a picconate qualcosa di caro alla testata. Che, con alcune firme, continua ad esprimere qualità: nessuno lo nega. Ma dopo decenni di veleno sputato quasi ovunque, sulla morale naturale e sulla Chiesa (la cotta scalfariana per Papa Bergoglio non cancella il passato), ecco, oggi quel veleno sembra essere rimasto nel giornale. Un quotidiano che vende sempre meno e potrebbe, in un ironico boomerang, vivere un'eutanasia di quelle per cui ha sempre tifato. Tanti auguri.
Cosa c'entra l'inventore del microprocessore con il finale più misterioso della storia del cinema? Nel 1968 Kubrick chiude 2001 Odissea nello spazio con una sequenza che nessuno ha mai capito davvero. Cinquant'anni dopo Federico Faggin pubblica una teoria sulla coscienza che improvvisamente illumina tutto. HAL 9000 ha davvero paura o la simula? Il monolito nero cos'è veramente? E quello star child che osserva la Terra? Scopriamo perché Kubrick non faceva fantascienza ma filosofia quantistica.00:00:00 Introduzione00:00:47 Il finale enigmatico di 200100:02:04 HAL 9000 e l'intelligenza artificiale00:03:35 Faggin su coscienza e computer00:05:11 Il riconoscimento non è comprensione00:05:56 Il monolite nero e il mistero00:08:00 La teoria quantistica di Faggin00:10:33 Coscienza e fisica quantistica00:13:06 Il simbolismo dello Stargate00:15:39 La stanza barocca e il viaggio interiore00:17:51 Lo star child e l'evoluzione00:19:24 Fantascienza o filosofia perenne00:20:33 Il viaggio verso l'UnoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Negli anni Ottanta il giornalista Enzo Tortora è una delle figure più popolari della televisione italiana e il suo programma, “Portobello”, in onda il venerdì sera su Rete 2, conquista 28 milioni di spettatori. Tortora è il re di un mercatino colorato e pazzerello, dove si scambiano cose, ideee amori e tutto può succedere. Fino al 17 giugno 1983. All'alba di quel venerdì, al Plaza Hotel di Roma, Tortora viene arrestato con l'accusa di traffico di droga e associazione camorristica. È l'inizio di una vicenda giudiziaria costruita su pentiti dai nomi come “o pazzo” e “o animale” pronti a fare il suo nome, elastici di mutande rotti e centrini ricamati. È il momento in cui il mercatino pazzerello lascia il posto alla follia di una spirale nera. Fonti: video “Piero Angela difende Enzo Tortora” pubblicato sul canale Youtube AccasFilm il 24 maggio 2024; video “Giuseppe Margutti: L'accusatore di Tortora smascherato da Enzo Biagi (1983)” pubblicato sul canale Youtube AccasFilm il 20 ottobre 2025; video “Il caso Enzo Tortora - Doc ita (2012)” pubblicato sul canale Youtube Indimenticabile TV il 18 maggio 2023; video “Quaranta anni fa l'arresto: il caso Tortora” pubblicato sul sito rainews.it il 16 giugno 2023; video “Storie della TV - Enzo Tortora - Documentario” pubblicato sul canale Youtube Chiamatemi Oscar il 29 maggio 2020; video “C'era una volta Portobello - Doc ita (2007)” pubblicato sul canale Youtube Indimenticabile TV il 20 dicembre 2022; video “Renzo Villa Inaugurazione Antenna3 Legnano 3 novembre 1977” pubblicato sul canale Youtube Wally Giambelli il 17 novembre 2010; video “Enzo Tortora presenta Ricchi e Poveri Come vorrei TV programma Portobello 1982” pubblicato sul canale Youtube firdus kochbekyan il 7 ottobre 2022; video “Portobello (sigla completa)” pubblicato sul canale Youtube FoxLince Channel il 26 marzo 2013; video “Portobello Puntata del 12 12 1980” pubblicato sul canale Youtube asrael1888 il 23 maggio 2018; video “PAOLA BORBONI ( in questo video,anche la sua "storica" partecipazione a Portobello).” pubblicato sul canale Youtube 1961taranto il 10 aprile 2013; video “Cinquant'anni fa la Corrida approdava alla radio" pubblicato sul sito teche.rai.it a gennaio 2018; estratti dal documentario “Enzo Tortora. Ho voglia di immaginarmi altrove” del 2023 e della regia di Tommaso Cennamo, disponibile sul sito raiplay.it; estratti del documentario “Nel nome del padre. Il caso Cirillo” del 2024 e della regia di Edgardo Pistone, disponibile sul sito raiplay.it; estratti dalla registrazione audio integrale dell'udienza di "I troncone della Nco (tra gli imputati Enzo Tortora)" che si è tenuta a Napoli mercoledì 17 aprile 1985, disponibile sul sito radioradicale.it; estratti dal video “Tortora alla prova del quiz (Telematch)” della stagione 1957 disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 27/01/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 02/01/1981, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 12/12/1980, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 06/01/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 06/01/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 17/11/1978, disponibile sul sito raiplay.it; estratto della puntata di Portobello del 22/07/1977, disponibile sul sito raiplay.it; estratti dalla registrazione “Craxi alla trasmissione "Italia parla" di Pippo Baudo ed Enzo Tortora. Tra gli invitati Gino Giugni, Margherita Boniver e Giuliano Amato” del 14 giugno 1983, disponibile sul sito radioradicale.it. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alessandro Barbero ospite del Centro Sociale Askatasuna prima dello sgombero del 18 dicembre 2025: una maxi-operazione che ha portato all'irruzione all'interno del centro sociale, coordinata dalla procura di Torino, ed eseguita da questura carabinieri e guardia di finanza si inserisce nell'ambito dell'inchiesta sugli assalti compiuti nei mesi scorsi durante le manifestazioni pro Palestina a Ogr, stazioni, Città Metropolitana e alla sede de La Stampa. Crediti - Evento organizzato da Centro Sociale Askatasuna: https://www.instagram.com/askatasuna_1996 Festival Culturale Altri Mondi / Altri Modi: https://www.instagram.com/altrimondi_altrimodi/ Registrazione di: https://www.instagram.com/p/CpbD-wEKTz8/ I libri da leggere sull'argomento:
Cinquant'anni fa, l'11 novembre 1975, l'Australia visse la sua più drammatica crisi costituzionale: il governatore generale Sir John Kerr destituì il primo ministro Gough Whitlam, in un gesto che ancora oggi divide il Paese.
Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: Barbara Sorrentini intervista Andrea Segre sul film "Noi e la grande ambizione"; Tiziana Ricci intervista Leonardo Sangiorgi di Studio Azzurro sulla mostra "Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg" al MART di Rovereto; l'edizione 2025 del Wonderland Festival di Brescia; Sara Milanese intervista Adriano Zecca sul suo libro "Cinquant'anni di mondo - Diario di un documentarista"...
Sono passati cinquant'anni dal 29 e 30 settembre 1975, quando Rosaria Lopez e Donatella Colasanti venivano rapite e seviziate per ore da Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira.Il massacro del Circeo è stato un atto di violenza sessuale e di sadismo in una cultura patriarcale che resisteva all'introduzione del divorzio e che, nei processi per stupro, metteva le donne sul banco degli imputati; ma resiste anche una sua interpretazione politica legata alla provenienza dei tre aguzzini, borghesi di estrema destra, sullo sfondo delle fratture che percorrevano la società italiana degli anni Settanta.In questo Fuori Porta, Mariasole Garacci esplora il contesto storico di tale episodio e il linguaggio della violenza di genere con la giornalista Ilaria Amenta, l'avvocato penalista Iacopo Benevieri e lo storico Paolo Mattera, tra gli autori del libro Il massacro del Circeo. 29 – 30 settembre 1975 (TAB edizioni, 2025).Sveja è un podcast di informazione su Roma sostenuto da Periferiacapitale, il programma per Roma della Fondazione Charlemagne.Si ringraziano Ilaria Amenta, Iacopo Benevieri e Paolo Mattera per i loro interventi, Antonio Coletta per il supporto.Testo, voce e montaggio: Mariasole GaracciFoto: Luca DammiccoMusica: apes provided by mobygratis #mobygratis @mobygratisAlcuni estratti audio sono riprodotti ai sensi dell'art. 70 LDA per finalità di critica e discussione.
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Tagliava siepi e pagava in contanti dopo aver scelto con cura frutta e verdura. Eppure dal 1972 aveva una pensione di invalidità in quanto cieco assoluto. Per un 70enne di Arzignano dopo pedinamenti e riprese è scattato il rinvio a giudizio. Ma lo Stato potrà riaversi solo su quanto percepito negli ultimi cinque anni.
1) “Gaza brucia di fronte al suo mare, testimone della sua tragedia”. L'esercito israeliano ha lanciato l'offensiva di terra sulla principale città della striscia. L'esodo in mezzo alle bombe. Quasi 90 i morti da questa mattina. (Valeria Schroter) 2) Israele come Sparta. Mentre l'ONU stabilisce che quello in corso a Gaza è genocidio, Netanyahu ammette l'isolamento internazionale e dipinge un futuro di autarchia e guerra permanente. (Anna Foa, Eric Salerno) 3) Gli Stati Uniti continuano a colpire il Venezuela. Trump punta a rovesciare il regime di Maduro con la scusa della lotta al narcotraffico. (Alfredo Somoza) 4) Cinquant'anni fa l'indipendenza della Papua Nuova Guinea. Il paese oggi è vittima della maledizione della ricchezza e rischia di finire ostaggio di un nuovo braccio di ferro tra occidente e Cina. (Chawki Senouci) 5) Spagna, l'estrema destra torna a riunirsi a Madrid. Il primo passo verso una grande alleanza di tutte le destre europee. (Giulio Maria Piantadosi) 6) Rubrica Sportiva. Julia Paternain, la maratoneta uruguayana entra nella storia vincendo la prima medaglia ai mondiali di atletica per il paese sudamericano. (Luca Parena)
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8197CINQUANT'ANNI FA INIZIAVA L'INCUBO DEI KHMER ROSSI IN CAMBOGIA di Stefano Magni Il 17 aprile di 50 anni fa, cadeva Phnom Penh. La capitale della Cambogia finiva nelle mani dei Khmer Rossi, il movimento comunista, maoista, più letale della storia. Nei tre anni successivi, il regime retto con pugno di ferro da Pol Pot, eliminerà un terzo della sua stessa popolazione. Suo obiettivo dichiarato era quello di realizzare l'utopia comunista entro il 1990, non importava con quali metodi e con quanti morti.L'ascesa al potere dei Khmer Rossi avvenne dopo otto anni di guerra civile. A distruggere il già precario equilibrio di quella regione dell'Asia sudorientale, che aveva ottenuto l'indipendenza nel 1953 dalla Francia, fu soprattutto la guerra del Vietnam. Il principe Sihanouk, succeduto pacificamente al dominio francese, si era barcamenato fra il comunismo (in espansione in tutta la regione) e l'alleanza con gli Stati Uniti, protettori del Vietnam del Sud. Quando il Vietnam del Nord, comunista, nel 1959, incominciò a invadere il Vietnam del Sud (nazionalista) infiltrandovi i suoi militari e guerriglieri, Sihanouk non riuscì o non volle opporsi. Nel 1965, primo anno dell'intervento americano in Vietnam, la Cambogia era già diventata il principale terreno di transito dei nordvietnamiti. Essendo un paese neutrale, lì non potevano essere colpiti dagli americani e dai sudvietnamiti. Sihanouk represse violentemente il comunismo all'interno del suo paese. Nella sola rivolta contadina nel distretto di Samlaut (scoppiata a seguito di espropri arbitrari), dal 1967 al 1970, fece uccidere 12mila persone. I militari tagliavano le teste dei contadini e le mandavano a Phnom Penh, come prova del lavoro eseguito. Fu in quel periodo, in opposizione al regime, che crebbe il movimento armato dei Khmer Rossi, ispirato al maoismo più intransigente. Ma in politica estera, lo stesso Sihanouk si avvicinò alla Cina di Mao e all'Urss di Brezhnev e ruppe con gli americani.REPUBBLICA KHMERNel 1970, quando Sihanouk era a Mosca in visita di Stato, i militari presero il potere. Lon Nol, uno dei peggiori macellai della repressione di Samlaut, divenne presidente, di fatto il dittatore, della nuova "Repubblica Khmer". Promise lotta alla corruzione e cacciata dei vietnamiti e chiese subito agli Usa di intervenire in suo aiuto. In meno di un mese, Nixon autorizzò un intervento di terra, segreto, in territorio cambogiano. Militarmente fu un successo: i nordvietnamiti vennero cacciati dalle aree di confine. Politicamente fu un disastro: i comunisti di Ho Chi Minh si dispersero nel paese e insegnarono ai Khmer Rossi come si combatteva contro un esercito regolare. Lon Nol si alienò ulteriormente la popolazione, prima di tutto perché si dimostrò ancora più corrotto del predecessore. Poi perché fu ancora più violento, perseguitò tutti i vietnamiti del paese, i cattolici e le altre minoranze religiose e represse nel sangue ogni manifestazione di dissenso. Contro di lui si allearono monarchici e comunisti: Sihanouk e i Khmer Rossi formarono un Fronte di Unità Nazionale. Nel 1973 controllavano già metà del paese e Lon Nol chiese di nuovo l'aiuto degli americani. Nixon autorizzò una campagna di bombardamenti aerei (anche questa segreta), in cui perirono decine di migliaia di civili, oltre ai guerriglieri. Fu un successo effimero: l'avanzata dei comunisti venne solo temporaneamente arginata, ma come reazione ai bombardamenti le popolazioni contadine si arruolarono in massa nei Khmer Rossi, anche se ormai era chiaro, nelle aree che avevano occupato, che il loro regime fosse molto più letale di quello nazionalista di Lon Nol.LA KAMPUCHEA DEMOCRATICANell'aprile del 1975, quando il Vietnam del Sud era in procinto di essere sopraffatto dal Nord e gli americani se ne erano ormai andati, i Khmer Rossi vinsero la guerra civile. Sihanouk rimase ufficialmente il capo di Stato ancora per un anno, poi venne costretto agli arresti domiciliari. Nasceva la Kampuchea Democratica, Khieu Samphan era il presidente, ma il vero uomo al comando era il primo ministro, leader del movimento armato comunista, Saloth Sar, detto Pol Pot. Educato a Parigi (aveva Jean Paul Sartre quale mentore), volle creare l'utopia comunista dal giorno uno del suo regno. Tutte le città, a partire da Phnom Penh, vennero evacuate con urgenza. Anche i malati e i feriti ricoverati negli ospedali furono gettati in strada. Agli evacuati le nuove autorità dissero che si trattava di una misura temporanea e di portarsi dietro il minimo indispensabile. In realtà erano destinati a partecipare a un gigantesco esperimento sociale: trasformare i cittadini in contadini. Le evacuazioni, effettuate con metodi da deportazione, costarono decine di migliaia di vittime. Ed era solo l'inizio della sofferenza.Tutta la popolazione cambogiana venne riorganizzata in comunità contadine. Non era possibile alcuna libertà di movimento: di fatto erano prigionieri di campi di lavoro. I turni andavano dalle 12 alle 14 ore al giorno, senza pause se non per subire il lavaggio del cervello ideologico nelle sessioni di rieducazione. Tutti i membri del vecchio regime e le loro famiglie vennero sterminati. Tutti i religiosi, a qualunque religione appartenessero, vennero uccisi. Per il resto, ogni comandante e funzionario locale aveva diritto di vita e di morte sui suoi contadini. I più sadici e sospettosi uccidevano anche chi solo portava gli occhiali, simbolo di degenerazione borghese. Poteva essere ucciso anche chi fosse considerato "pigro" nel lavoro dei campi, chi non aveva abbastanza calli sulle mani, chi non rispondeva in modo appropriato nelle sessioni di rieducazione, chi conosceva lingue straniere, chi esercitava professioni liberali prima dell'anno zero della nuova era.GESTI D'AMORE VIETATI E PUNITINon era permesso parlare in prima persona singolare: l'Io era bandito. Non era permesso l'affetto personale: parole dolci e gesti d'amore erano vietati e puniti. Doveva essere amato solo il partito. Dall'inizio del 1977, i matrimoni furono solo combinati dai quadri del partito, fra uomini e donne che fra loro non si conoscevano. I figli furono separati dai genitori, educati dal partito. Tutto era in comune, le coltivazioni destinate al catasto, il cibo razionato e consumato in mense collettive. La morte per fame divenne la regola e i contadini che cercavano di rubare il cibo o di consumarlo mentre lo coltivavano erano condannati a morte.Nemmeno i quadri e i dirigenti dei Khmer erano esenti dalla paura. I tentativi di colpi di Stato furono molto numerosi, almeno nove in tre anni. Pol Pot rispose con purghe periodiche. Le vittime principali erano i comunisti rientrati dall'estero, invogliati dalla propaganda di Phnom Penh. Quasi tutti finirono sotto la scure della repressione. Il carcere di Tuol Sleng, destinato agli epurati, divenne il simbolo dello sterminio cambogiano, l'unico luogo in cui l'identità delle vittime e la data della loro esecuzione venne documentata minuziosamente. La quasi totalità degli internati a Tuol Sleng venne uccisa, dai plotoni d'esecuzione o nelle camere di tortura.Il regime Khmer era anche profondamente razzista. Nonostante l'alleanza con Pechino, sterminò la quasi totalità dei cinesi residenti in Cambogia (circa 200mila perirono in questo genocidio nel genocidio), la minoranza musulmana Cham e decine di migliaia di vietnamiti. E fu proprio per salvare questi ultimi dall'annientamento che, alla fine del 1978, il Vietnam invase la Cambogia. In poco più di un mese spazzò via l'infernale regime. Ma nel paese non tornò la libertà, si instaurò un altro regime comunista, guidato da Samrin (un ex Khmer Rosso fuggito in Vietnam) e solo meno repressivo e letale del precedente. Per questo è così difficile, ancora oggi, fare luce sul crimine immenso dei Khmer Rossi e punire i suoi responsabili. Il colpo di spugna sul passato, comunque, non cancella i due milioni di morti, assassinati in appena tre anni, con un'intensità senza precedenti. Uccisi nel nome di un'utopia, di un paradiso in terra che garantì l'inferno a un popolo intero.
Seconda parte dell'intervista al cantante italoaustraliano Peter Ciani, premiato nel 2024 all'età di 90 anni con la Medaglia dell'Ordine d'Australia.
Il mese dedicato al colore rosso non poteva esimersi dal festeggiare il cinquantennale di uno dei film più rilevanti del giallo all'italiana, Profondo Rosso di Dario Argento. Buon ascolto| Soundtraccia: Odd Theme - Fabio Bortolotti / Pengo (Locomotive Mix) - Andrea Babich / Notti fotoniche - Fabio Bortolotti Vuoi darci una mano? Abbonati su Twitch: https://www.twitch.tv/outcastvideo Fai acquisti su Amazon: https://amzn.to/3pGObEq Fai acquisti su Fusion Retro Books: https://fusionretrobooks.com/?ref=pzxtr4vyfzsy Usa il codice outcastlive su Epic Games Store. Compra le nostre felpe e magliette: https://outcastlive.threadless.com/ Supportaci su Patreon: https://www.patreon.com/outcast?ty=h Supportaci con PayPal: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=K9TL85M7PDN4Y
Cinquant'anni fa, usciva al cinema il film horror italiano più famoso di sempre: Profondo rosso. Il suo regista, Dario Argento, lo riempie di riferimenti magici, esoterici e perfino paranormali e lo ambienta in quella che da molti è considerata la città magica per eccellenza: Torino. Ma dove si nascondono di preciso tutti questi elementi magici e occulti?Una produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaLEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
27 marzo 2025 - Franco Fabbri
È il 30 aprile del 1975, l'ultimo elicottero con a bordo militari e cittadini americani decolla da Saigon: è la fine della Guerra del Vietnam. Una guerra lunga, una guerra devastante per la popolazione del Vietnam e per i veterani americani, una guerra entrata nelle case con la televisione e con le immagini, una guerra contestata, una guerra raccontata nella musica e nei film, una guerra entrata nell'immaginario collettivo di chiunque. Torniamo indietro di 50 anni per ripercorrere un evento che ha fatto da spartiacque nella storia mondiale del secondo Novecento. undefined
Il modello in gesso del capolavoro “perduto” dei Musei Civici bassanesi è una delle ultime imprese del genio di Possagno e unica al mondo per imponenza ed eccezionalità. Ora riprenderà posto tra le sale del Museo Civico grazie ad un importante restauro del valore di 340 mila euro, frutto di un impegno di pubblico e privato.
- Che cosa ne sarebbe della fede cristiana senza l'amore? La meditazione biblica di Angelo Cassano, pastore riformato a Locarno, prende le mosse da un passo dell'apostolo Paolo, in cui si afferma che la fede sarebbe sterile, arida, se non accompagnata da amore e che quest'ultimo non avrà mai fine. Ma la parola amore è insidiosa. Che cosa significa concretamente? Non rischia di essere un generico sentimento? Per il pastore Cassano l'amore di Dio di cui parla l'apostolo non tramonta mai, perché è Dio stesso che entra nel flusso della storia umana per condividerne la sofferenza e offrire speranza.- “500+50” è lo slogan che racconta un doppio anniversario che verrà celebrato con varie iniziative nel corso del 2025. Cinquant'anni fa la Chiesa evangelica riformata nel Ticino (CERT) veniva riconosciuta come ente di diritto pubblico. E 500 anni fa nascevano le prime chiese riformate, in Sassonia e a Zurigo. Parliamo di questi anniversari con il pastore Stefano D'Archino, presidente della Chiesa riformata ticinese.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden l'ha definita "un'opportunità storica per il popolo siriano", invocando giustizia e auspicando una punizione per Assad, che ha nel frattempo ottenuto asilo politico in Russia.
Liliana MadeoDonne "cattive"Cinquant'anni di vita italianaMiraggi Edizioniwww.miraggiedizioni.itIl mondo va ripensato anche dalle donne, e non solo per ciò che le riguarda: infatti non c'è niente che, riguardando le donne, non riguardi anche gli uomini.« L'Italia che esce dalla guerra, l'Italia che entra nel nuovo millennio. Cambiano i costumi, il modo di produrre e di pensare, l'immaginario, le regole della convivenza. Con amori, sangue, vendette, illusioni, utopie, crudeltà, coraggio, inventiva: un romanzo che attraversa mezzo secolo. Da una parte ci sono le istituzioni con i loro ritardi e lentezze, la misoginia dei politici, il moralismo dei giudici, la scuola repressiva, la Chiesa ancorata alla tradizione, la scomunica di ogni ribellione, i faticosi e appassionanti itinerari del rinnovamento, le resistenze del potere al nuovo. Dall'altra parte ci sono i personaggi che – magari in maniere sgradevoli o addirittura criminali, per improvvise esplosioni, a segmenti – trasgrediscono la norma e precorrono i tempi, contribuiscono a far crollare tabù e convenzioni, portano alla luce quanto sta maturando nelle pieghe della società […] Figure femminili.Sono loro – le donne che rifiutano un destino predeterminato e scelgono di buttare all'aria tradizione, gerarchie, persino il rispetto della legalità – le protagoniste delle tante Italie che […] si scontrano, si ignorano, convivono. […] Non eroine intemerate. Non vittime. Non controfigure […]. Donne scomode. Le madri delle ragazze del nuovo millennio. »Liliana Madeo è nata a Genzano di Lucania (Potenza) e vive a Roma. Inviata del quotidiano «La Stampa», ha scritto per le pagine culturali, quelle dello spettacolo, quelle in cui ogni giorno si affronta l'attualità nelle sue innumerevoli pieghe e si è occupata di terrorismo, criminalità organizzata, carceri, femminismo, fattacci di cronaca nera, alluvioni, tutela dei beni ambientali, iter legislativo delle norme su violenza sessuale, aborto, traffico della droga, chiusura dei manicomi. È stata collaboratrice della rivista «Sipario» e ha diretto il periodico femminista «Differenze». Dal 1990 al '92 ha lavorato come consulente al programma del Tg2 « Mafalda – Dalla parte delle donne ». Tra i suoi libri ricordiamo: Gli scariolanti di Ostia Antica. Storia di una colonia socialista (Camunia 1989); Bianco, rosso e verde. L'identità degli italiani (a cura di Giorgio Calcagno, Laterza 1993); Ottavia. La prima moglie di Nerone (Mondadori 2006); I racconti del Professore. Antonino Di Vita (Iacobelli 2013); Si regalavano infamie. Antonina e Teodora, le potenti di Bisanzio (Tullio Pironti 2021). Con Miraggi edizioni ha pubblicato Donne di mafia. Vittime, complici, protagoniste e Donne “cattive”. Cinquant'anni di vita italiana.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Cinquant'anni di impegno serrato e di lotta contro quell'indifferenza e le tante difficoltà, burocratiche e logistiche, che non hanno però fatto arretrare di un centimetro chi invece aveva pensato che il tempo di occuparsi degli ultimi fosse finalmente arrivato. Perfino a costo di sacrifici e di sforzi anche personali che negli anni non sono mancati. E così in questi giorni si è celebrato l'atteso anniversario di Anffas Schio, culminato con il convegno negli ampi locali del Faber Box, per riflettere sul percorso di crescita dell'associazione e sulle sfide future a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
All'interno di PNR Buongiorno Weekend, la Presidente della Croce Verde di Villalvernia, ci racconta gli eventi di sabato 7 settembre per festeggiarne il cinquantesimo compleanno.
"Giovani e donne in azione" è il titolo di un convegno internazionale sulla prevenzione dei conflitti e l'uguaglianza di genere organizzato a Giugno dall'ONG ACRA.
Ili ci racconta la gara regina più antica d'Italia.
"So italiano, embè!". Cinquant'anni fa, in "Pane e Cioccolata", un bravissimo e biondissimo Nino Manfredi si lasciava andare a un urlo liberatorio davanti a un gol della Nazionale, fiero emigrato che goffamente aveva provato a fingersi svizzero. Ma i tempi cambiano e ora sono gli svizzeri, anche se calciatori, a cercare fortuna a casa nostra. E c'è chi l'ha trovata. Come i bolognesi Ndoye, Aebischer e Freuler, grandi protagonisti nella cavalcata rossoblù verso la storica qualificazione alla Champions: Ndoye, pescato da Sartori al Basilea, origine senegalese, dopo qualche mese di apprendistato si è preso minuti e scena nell'attacco di Thiago Motta, mentre Aebischer e Freuler, quest'ultimo riportato in Italia dopo i sei anni a Bergamo, hanno rappresentato il motore pulsante della macchina rossoblù. L'Italia l'aveva conosciuta al Milan Ricardo Rodriguez, poi sbarcato a Torino sponda granata: lì Ivan Juric lo ha trasformato da terzino sinistro in "braccetto" della difesa a tre, evoluzione di cui ha beneficiato anche il ct Yakin che in quel ruolo lo ha proposto in tutte e tre le gare del girone. Attaccante esterno ma all'occorrenza prima punta, Noah Okafor rappresenta la bella gioventù rossocrociata: cresciuto nel Salisburgo, ha convinto il Milan a investire su di lui un anno fa, dopo aver colpito i rossoneri in Champions. La sua è stata un'annata di ambientamento ma quando Pioli lo ha chiamato in causa quasi mai si è fatto trovare impreparato: sei i centri in campionato, quattro dei quali partendo dalla panchina. In serie A è arrivato 12 mesi fa anche Yann Sommer, a cui l'Inter ha affidato la pesante eredità di Onana: missione compiuta per l'esperto portiere classe '88, quasi nove anni al Gladbach prima della chiamata del Bayern per far fronte all'infortunio di Neuer, non uno qualunque. Mai appariscente ma sempre affidabile, Sommer è stata una delle chiavi dello scudetto nerazzurro e anche in questo primo scorcio d'Europeo ha dimostrato di essere una garanzia. Dall'Italia sono passati anche l'ex udinese Widmer e le meteore Zakaria e Shaqiri, il primo alla Juve e l'altro all'Inter, a conferma di quanto i nostri vicini di casa ci conoscano abbastanza bene. "Tieniti stretto gli amici, ma ancora di più i tuoi nemici", recita il proverbio. Ma forse era meglio quando eravamo noi gli emigrati...glb/gm/gtr
ISERLOHN (GERMANIA) (ITALPRESS) - "So italiano, embè!". Cinquant'anni fa, in "Pane e Cioccolata", un bravissimo e biondissimo Nino Manfredi si lasciava andare a un urlo liberatorio davanti a un gol della Nazionale, fiero emigrato che goffamente aveva provato a fingersi svizzero. Ma i tempi cambiano e ora sono gli svizzeri, anche se calciatori, a cercare fortuna a casa nostra. E c'è chi l'ha trovata. Come i bolognesi Ndoye, Aebischer e Freuler, grandi protagonisti nella cavalcata rossoblù verso la storica qualificazione alla Champions: Ndoye, pescato da Sartori al Basilea, origine senegalese, dopo qualche mese di apprendistato si è preso minuti e scena nell'attacco di Thiago Motta, mentre Aebischer e Freuler, quest'ultimo riportato in Italia dopo i sei anni a Bergamo, hanno rappresentato il motore pulsante della macchina rossoblù. L'Italia l'aveva conosciuta al Milan Ricardo Rodriguez, poi sbarcato a Torino sponda granata: lì Ivan Juric lo ha trasformato da terzino sinistro in "braccetto" della difesa a tre, evoluzione di cui ha beneficiato anche il ct Yakin che in quel ruolo lo ha proposto in tutte e tre le gare del girone. Attaccante esterno ma all'occorrenza prima punta, Noah Okafor rappresenta la bella gioventù rossocrociata: cresciuto nel Salisburgo, ha convinto il Milan a investire su di lui un anno fa, dopo aver colpito i rossoneri in Champions. La sua è stata un'annata di ambientamento ma quando Pioli lo ha chiamato in causa quasi mai si è fatto trovare impreparato: sei i centri in campionato, quattro dei quali partendo dalla panchina. In serie A è arrivato 12 mesi fa anche Yann Sommer, a cui l'Inter ha affidato la pesante eredità di Onana: missione compiuta per l'esperto portiere classe '88, quasi nove anni al Gladbach prima della chiamata del Bayern per far fronte all'infortunio di Neuer, non uno qualunque. Mai appariscente ma sempre affidabile, Sommer è stata una delle chiavi dello scudetto nerazzurro e anche in questo primo scorcio d'Europeo ha dimostrato di essere una garanzia. Dall'Italia sono passati anche l'ex udinese Widmer e le meteore Zakaria e Shaqiri, il primo alla Juve e l'altro all'Inter, a conferma di quanto i nostri vicini di casa ci conoscano abbastanza bene. "Tieniti stretto gli amici, ma ancora di più i tuoi nemici", recita il proverbio. Ma forse era meglio quando eravamo noi gli emigrati...glb/gm/gtr
Preparatevi a una puntata DELICATISSIMA. Ebbene sì, Christian De Sica è passato dal BSMT. Christian De Sica, nato a Roma il 5 gennaio 1951, è un attore, regista, scrittore e musicista italiano, figlio del celebre regista Vittorio De Sica. Ha raggiunto il successo negli anni '80 con commedie come "Borotalco" e "Sapore di mare", diventando un'icona del genere "cinepanettone". Nel 2010 ha vinto il Nastro d'Argento come miglior attore per il film "Il figlio più piccolo". Attivo anche come regista, ha diretto film come "Faccione" e "The Clan", e ha dimostrato la sua passione per il canto partecipando al Festival di Sanremo e al musical "Un americano a Parigi". Continuando a recitare in film di successo, è rimasto una figura centrale del cinema italiano, con lavori recenti come "I limoni d'inverno", "Natale a tutti i costi" (2023) e il suo sequel, “Ricchi a tutti i costi”, uscito proprio il 4 Giugno su Netflix. Cinquant'anni di carriera, ben 114 film all'attivo e un successo conquistato con la capacità innata di saper entrare nel cuore di tutti. Volevamo raccontare la carriera di un'icona del cinema italiano e ci siamo ritrovati a viaggiare in un mondo di storie, risate e aneddoti indimenticabili. Buona visione! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A cinquant'anni dall'attentato di Piazza della Loggia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto visita a Brescia per ricordare i fatti accaduti il 28 maggio 1974. In quella occasione alle 10.
Marco Ferrari"Alla rivoluzione sulla Due Cavalli"con ritorno a Lisbona 50 anni dopoEditori Laterzawww.laterza.itCinquant'anni fa Victor e Vasco partirono da Parigi alla volta di Lisbona per assistere al trionfo della Rivoluzione dei garofani. Cinquant'anni dopo tornano sulle strade di Lisbona alla ricerca di un nuovo sogno per ricominciare. La storia di una generazione che insegue la possibilità di un mondo diverso a bordo di una Due Cavalli.Un libro di culto da cui è stato tratto un film di grande successo, vincitore del Festival di Locarno.Il 25 aprile 1974, una data che pare ormai lontana anni luce, avvenne in Portogallo un fatto straordinario: sulle note di Grândola, vila morena di José Afonso, un gruppo di ufficiali dell'esercito diede avvio a una rivoluzione che pose fine alla più longeva dittatura d'Europa, durata quarantasette anni, dieci mesi, ventiquattro giorni e qualche ora.I fiori nelle canne dei fucili, simbolo della Rivoluzione dei garofani, furono un momento di speranza per un'intera generazione che, dopo il golpe del Cile del 1973, le feroci repressioni in Grecia, il fallimento della Primavera di Praga del 1968 e la guerra del Vietnam, vedeva finalmente trionfare i propri ideali. Furono in molti, come i protagonisti di questo libro Victor e Vasco, a partire da ogni parte d'Europa per assistere, almeno una volta nella loro vita, al trionfo della rivoluzione. Ma ogni viaggio, anche o soprattutto se fatto su una mitica Due Cavalli, senza navigatori e fuori autostrada, è un'avventura, un tragitto fatto di incontri, inconvenienti e sorprese per «seppellire i tiranni con una risata».Cosa resta oggi di quel viaggio iniziatico? Lo scopriranno i lettori che ritroveranno Victor e Vasco cinquant'anni dopo ancora sulle strade di Lisbona, sempre alla ricerca di un nuovo sogno per ricominciare. Come se la gioventù fosse un'eterna nostalgia.Marco Ferrari, giornalista e scrittore spezzino, ha esordito nella narrativa nel 1988 con il romanzo Tirreno (Editori Riuniti), a cui hanno fatto seguito: I sogni di Tristan,Grand Hotel Oceano eTi ricordi Glauber per Sellerio; La vera storia del mitico undici per Ponte alle Grazie; Cuore Atlantico e Morire a Clipperton per Mursia; Le nuvole di Timor per Cavallo di Ferro; Sirenate per Il Melangolo; Un tango per il duceper Voland; Rosalia Montmasson. L'angelo dei Mille per Mondadori.Con Arrigo Petacco ha firmato Ho sparato a Garibaldi e Caporetto per Mondadori. Per Laterza è autore di Mare verticale. Dalle Cinque Terre a Bocca di Magra, L'incredibile storia di António Salazar, il dittatore che morì due voltee Ahi, Sudamerica! Oriundi, tango e fútbol.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci.Cinquant'anni di show televisivi e di film di consumo hanno raccontato - e consacrato come eroi positivi - quei poliziotti che si considerano, e agiscono, al di sopra della legge. Dall'Ispettore Callaghan ai poliziotteschi italiani degli anni ‘70, da Die Hard e Arma Letale a The Punisher a Robocop, da 24 a The Shield. Una mitizzazione narrativa che ha allargato i limiti di ciò che riteniamo eticamente accettabile, anestetizzandoci rispetto all'esercizio della violenza e sdoganando progressivamente la militarizzazione della polizia - in America e non solo.“Attraverso lo specchio” è una serie di racconti che esplorano in profondità temi e fenomeni dell'immaginario seriale.Leggi il nostro articolo sul tema: https://www.mondoserie.it/poliziotti-violenti/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcastCollegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoseriehttps://www.instagram.com/mondoserie.it/https://twitter.com/mondoserie_ithttps://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQhttps://www.linkedin.com/in/mondoserie/
References Sergio Bologna, "Class composition and struggle in Italian Autonomist Marxism." Trans: Arianna Bove, Generation Online (first appeared in German in Sozial.Geschichte and was then translated for Strategies), https://www.generation-online.org/t/stormingheaven.htm Giorgio Garuzzo. Fiat: i segreti di un'epoca. Roma: Fazi Editore, 2012. Matt Myers. "Time, Deindustrialisation and the Receding Horizon of Working-Class Activism in Late Twentieth-Century Italy (Fiat, 1979–1980)." Contemporary European History (2023): 1-18. Antonio Preti and Paola Miotto. "Suicide and unemployment in Italy, 1982-1994." Journal of Epidemiology and Community health 53, no. 11 (1999): 694. Cesare Romiti and Paolo Madron. Storia segreta del capitalismo italiano: Cinquant'anni di economia finanza e politica raccontati da un grande protagonista. Longanesi, 2020. Andrea Tanturli, La parabola di Prima linea: violenza politica e lotta armata nella crisi italiana (1974-1979). Dottorato di ricerca in Culture umanistiche Curriculum Storia dei partiti e dei movimenti politici. Urbino: Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, 2017. Benedetta Tobagi, Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre. Torino: Einaudi, 2009.Sergio Zavoli, La notte della Repubblica. Milano: Mondadori, 2017.
Dai 3343 metri di Capanna Punta Penia è il primo a veder sorgere il sole e l'ultimo a salutarlo al tramonto: ecco cosa rende felice Carlo che, per oltre cento giorni l'anno, vive in un luogo estremo al ritmo della natura.Dal 2018 è la “Sentinella delle Dolomiti”, perché trascorre oltre cento giorni - da giugno a settembre - sulla cima della Marmolada (3343 m). È Carlo Budel, gestore di Capanna Punta Penia, che molti hanno imparato a conoscere, grazie ad albe e tramonti che diffonde sui canali social, video a lui dedicati che gli hanno dato grande popolarità così come i tre libri in cui racconta la sua storia: da operaio in fabbrica a rifugista. Cinquant'anni compiuti lo scorso 9 agosto, proprio sulla Regina delle Dolomiti, Carlo è una persona diretta, genuina, generosa. Ha accolto subito l'invito a lasciare una sua testimonianza in Quota, luogo d'eccellenza per persone appassionate, come lui, di montagna. Pharmacia delle Erbe, Crezzo (VI) di Francesco Fagiani: https://www.facebook.com/erboristeriacreazzo/https://www.instagram.com/pharmaciadelleerbe/Contatto mail: andataeritorno.podcast@gmail.com - quota.stories@gmail.comSito e blog: https://www.quotastories.comNewsletter: https://andataeritornopodcast.substack.com/Music by Epidemic Sound
Una storia lunga cinquant'anni ma che affonda le sue radici in un tempo ancora più remoto. Quello del ristorante Il Guercio di Puglia è il racconto di una tradizione di famiglia che è legata con un filo diretto alle vicende storiche di Alberobello (BA), località conosciuta in tutto il mondo per i suoi trulli patrimonio Unesco, e la sua tradizione.
26 settembre 2023 - A cura di Fondazione Casa America ETS
Il 6 ottobre del 1973, giorno della festa ebraica dello Yom-Kippur, le truppe egiziane e siriane attaccavano quelle israeliane dando avvio a quella che venne definita la guerra del Kippur. La conseguenza fu l’impennata del prezzo del petrolio che provocò la prima crisi petrolifera degli anni Settanta. Ne parliamo con Gaetano Sabatini, docente di Storia economica e geopolitica economica all’Università Roma Tre.
Cinquant'anni dopo la guerra di Yom Kippur, Hamas ripete il copione attaccando a sorpresa Israele. Immediata la reazione dello Stato ebraico contro la Striscia di Gaza. Ne abbiamo parlato con Nello Del Gatto, giornalista freelance a Gerusalemme, Roberto Bongiorni, inviato del Sole 24Ore a Gerusalemme, Lorenzo Kamel, professore all'Università di Torino e autore di "Terra contesa. Israele, Palestina e il peso della storia", Lorenzo Trombetta, corrispondente Ansa da Beirut, Haggai Matar, direttore esecutivo di 972 Magazine, e Efraim Inbar, ex militare israeliano e direttore dell'Istituto di Strategia e Sicurezza di Gerusalemme.
L'11 settembre 1973 un colpo di stato guidato dal generale Augusto Pinochet e appoggiato dagli Stati Uniti rovesciò il governo di Salvador Allende, il primo presidente marxista eletto democraticamente in America Latina. Il suicidio di una maestra ha fatto esplodere un dibattito sull'atteggiamento aggressivo dei genitori degli alunni, che secondo gli insegnanti non gli permette più di fare bene il loro lavoro. CONEvgeny Morozov, sociologo esperto di tecnologia e informazioneCecilia Attanasio Ghezzi, giornalista LINKCile:https://www.raiscuola.rai.it/storia/articoli/2021/08/Il-Golpe-Cileno-449530dd-068a-43a1-ad0d-6c7aad9d56ba.htmlCorea del Sud: https://www.nytimes.com/2023/09/05/world/asia/south-korea-teachers-rally.htmlSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/podcast Scrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni, con Vincenzo De Simone.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.
Il negozio è diventato un punto di riferimento per chi cerchi un tocco di originalità e un sorriso accogliente come quello della proprietaria, la signora Gina Bartolin Papa, considerata un'icona della comunità italiana a Sydney.
Abbonati a questo canale per accedere ai vantaggi:https://www.youtube.com/channel/UCL9LuGdVwo7qCc95ogATiQg/join*** Iscriviti al Canale ➜ http://bit.ly/Lucadeejay ****** Qui trovi tutto: https://linktr.ee/ilucadeejay ***Cari Lettori,Ogni anno, a metà maggio, enormi banchi di tonni scelgono le tiepide acque della Sicilia per portare a compimento il loro “viaggio d'amore” e deporre le uova. Da secoli, i tonnaroti si preparano alla grande mattanza di Favignana, che tinge il mare e le loro mani di rosso. Nel maggio del 1992, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone tornano in Sicilia da Roma per assistere a questo spettacolo. Nel libro "Solo è il coraggio" di Roberto Saviano, viene onorata la memoria di Falcone, ricostruendo la sua storia e il suo impegno nella lotta contro la mafia.Cinquant'anni prima, a Corleone, una famiglia viene sterminata mentre tenta di disinnescare una bomba degli Alleati. L'unico sopravvissuto è un ragazzino di nome Totò Riina, destinato a diventare uno dei più spietati capi della mafia. Nel presente, Saviano esplora il contesto in cui si sviluppa la storia di Falcone, attingendo a numerose fonti, atti dei processi e testimonianze di chi ha conosciuto il giudice.Il libro offre un'intima prospettiva su Giovanni Falcone, mostrandolo come un uomo isolato nonostante la sua brillante carriera. Dopo aver raccolto l'eredità dei suoi colleghi caduti nel pool di Palermo, Falcone si immerge completamente nella lotta contro Cosa Nostra. Affronta le trappole dell'apparato statale, vive minacce costanti e dipende dalla scorta per la sua sicurezza. La sua quotidianità è segnata dalla paura e dalla necessità di proteggere la sua famiglia.Nonostante tutto, Falcone è innamorato della sua terra e del suo popolo. Il suo amore per la Sicilia si manifesta nel suo incrollabile impegno per difendere la bellezza e la cultura dell'isola dalla corruzione e dal potere malavitoso. Falcone è un uomo coraggioso che dedica la sua vita a combattere le radici della mafia, affrontando gli interessi criminali che si estendono oltre i confini di Palermo.Saviano sottolinea la complessità degli interessi in gioco, la corruzione presente nella società civile e l'immensità del coraggio dimostrato dai protagonisti di questa storia. Il libro offre una prospettiva dettagliata sugli anni cruciali in cui Falcone ha svolto la sua opera, contribuendo a far comprendere al lettore l'importanza della sua battaglia e l'eredità che ha lasciato.Attraverso la narrazione di Saviano, emerge anche il ruolo di Francesca Morvillo nella vita di Falcone. Francesca è una presenza costante e un sostegno per il giudice, condividendo con lui la sua missione e sostenendo le sfide che affronta. La loro relazione è intima e profonda, caratterizzata da un amore che va oltre la paura e la minaccia che li circondano.Il libro di Saviano ci invita a riflettere sul coraggio di Giovanni Falcone e sulla sua lotta contro la mafia.#lucadeejay #manga #fumetto #fumetti #comics #dylandog #domande #test #comix #batman #superman #bonelli #dc #marvel
Salvatore Natoli"Per un consenso etico tra culture"Memoria Festival, Mirandola26 Maggio 2023 ore 18:00Per un consenso etico tra cultureCon Salvatore Natoli e Alberto MelloniCome conciliare la lettura secolare e critica delle scritture giudaico-cristiane con la consapevolezza della presenza di altre culture? Ne discutono il filosofo Salvatore Natoli e lo storico Alberto Melloni seguendo le riflessioni di Pier Cesare Bori sull'universalità degli orizzonti ermeneutici a partire dall'antico modello della lettura come ricerca di sapienza e dunque fonte di incontroPier Cesare Bori"Per un consenso etico tra culture e lettera sui monoteismi"Prefazione di Alberto MelloniMarietti Editorehttps://mariettieditore.itL'incontro con le culture è oggi diventato un fatto quasi ovvio. Non occorre andare più ‘altrove' per incontrare lingue, modi, usanze tra loro diverse, che possono far nascere conflitti. Più di un tempo, sorge la domanda sul valore universale dei concetti e, ancor più, dei sistemi etici. Il testo risponde a tali questioni con uno sguardo ermeneutico, a somiglianza di un lettore che si accosta ad un mondo testuale da lui diverso, nello stesso tempo lasciandolo parlare e facendolo proprioPier Cesare Bori (1937-2012) ha insegnato Storia delle dottrine teologiche, Filosofia morale, Diritti umani nella globalizzazione alla Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bologna. Si è occupato per molto tempo del rapporto tra culture. Per Marietti ha pubblicato: Per un consenso etico tra culture (1995), la raccolta di saggi Universalismo come pluralità delle vie (2004) e Incipit. Cinquant'anni, cinquanta libri (2005), Lampada a se stessi (2008). Ha svolto per lunghi anni attività culturale e formativa per i detenuti del carcere di Bologna con i suoi studenti del gruppo “Una via”.Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia teoretica all'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Tra i suoi libri recenti: Scene della verità (Morcelliana, 2018), L'animo degli offesi e il contagio del male (Il Saggiatore, 2018), Il fine della politica (Bollati Boringhieri, 2019). Dolore (Il Margine, 2023; con MichaelDavide Semeraro). Con EDB ha pubblicato L'uomo dei dolori (2020), Sperare oggi (2021; con Franco Mosconi) e Il Mondo a venire (2021; con Francesco Brancato).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Seconda parte della storia di Roberto Ricci, arrivato da bambino a Sydney nel 1974.
Chiudiamo il 2022 di Retroutcast con il primo di due episodi dedicati ai cinquant'anni di Atari. Oggi si chiacchiera di Atari Lynx e, nello specifico, di California Games e Todd's Adventures in Slime World. Buon ascolto! Soundtraccia: Tanaka - Alessandro Mucchi
Works Cited Jeffrey Bale, The Darkest Sides of Politics: Postwar Fascism, Covert Operations, and Terrorism (London: Routledge 2018). Anna Cento Bull, Italian neofascism: The strategy of tension and the politics of nonreconciliation (New York: Berghahn Books, 2008). Aldo Giannuli, Bombe a inchiostro. Milan: Rizzoli, 2008. Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism, and the Politics of Identity (New York: NYU Press, 2001). Benito Mussolini, Opera Omnia di Benito Mussolini, Vol. 6, Eds. Eduardo e Duilio Susmel, Firenze: La Fenice, 1953. Benito Mussolini, Opera Omnia di Benito Mussolini, Vol. 12, Eds. Eduardo e Duilio Susmel, Firenze: La Fenice, 1953. Benito Mussolini, Opera Omnia di Benito Mussolini, Vol. 14, Eds. Eduardo e Duilio Susmel, Firenze: La Fenice, 1953. Nicola Rao, Trilogia Della Celtica (Milan: Sperling & Kupfer, 2014). G.I. Salvini, "Ordine Nuovo – sentenza ordinanza, 1995," found in La strage dell'Italicus – 4 agosto 1974, June 11, 2014, https://4agosto1974.wordpress.com/2014/06/11/ordine-nuovo-sentenza-ordinanza-g-i-salvini-1995/ Cinquant'anni di Stampa e Propaganda della Destra Italiana (1945-1995), Rome: Biblioteca del Senato "Giovanni Spazzolini," 2020. found at: https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVIII/convegno_20_02_11.pdf Photo from Sandro Forte, "Ordine nuovo parla," Leggi fuoco, February 9, 2021, https://leggifuoco.it/2021/02/09/ordine-nuovo-parla-e-svela-alcuni-inediti-su-evola/
Works Cited Jeffrey Bale, The Darkest Sides of Politics: Postwar Fascism, Covert Operations, and Terrorism (London: Routledge 2018). Anna Cento Bull, Italian neofascism: The strategy of tension and the politics of nonreconciliation (New York: Berghahn Books, 2008). Nicholas Goodrick-Clarke, Black Sun: Aryan Cults, Esoteric Nazism, and the Politics of Identity (New York: NYU Press, 2001). Nicola Rao, Trilogia Della Celtica (Milan: Sperling & Kupfer, 2014). Cinquant'anni di Stampa e Propaganda della Destra Italiana (1945-1995), Rome: Biblioteca del Senato "Giovanni Spazzolini," 2020. found at: https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg18/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVIII/convegno_20_02_11.pdf
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci.Cinquant'anni di show televisivi e di film di consumo hanno raccontato - e consacrato come eroi positivi - quei poliziotti che si considerano, e agiscono, al di sopra della legge. Dall'ispettore Callaghan ai poliziotteschi italiani degli anni ‘70, da Die Hard e Arma Letale a The Punisher a Robocop, da 24 a The Shield. Una mitizzazione narrativa che ha allargato i limiti di ciò che riteniamo eticamente accettabile, anestetizzandoci rispetto all'esercizio della violenza e sdoganando progressivamente la militarizzazione della polizia americana.“Attraverso lo specchio” è una serie di racconti che esplorano in profondità temi e fenomeni dell'immaginario seriale. Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social: https://www.facebook.com/mondoseriehttps://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://twitter.com/mondoserie_it https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Annamaria Malato"Salerno Editrice, da 50 anni una officina di cultura"https://www.salernoeditrice.it/Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.(Dante, Inferno, xxvi 119-20)Son passati cinquant'anni da quel 2 febbraio 1972, quando Enrico Malato entrò nello studio del notaio Dobici e appose la sua firma per l'atto di fondazione della Salerno editrice, con il proposito – originariamente unico – di realizzare la collana «I novellieri italiani» da lui stesso diretta.Son passati cinquant'anni, i propositi si sono moltiplicati, hanno portato a percorrere molte altre strade, ad ampliare gli orizzonti di interesse, a coinvolgere illustri studiosi nel progetto, affidando loro titoli, ricerche e la direzione delle nuove collane. Eppure, in tutti questi anni, c'è qualcosa che è rimasto immutato, com'era nei piani e nella mente del Prof. Malato, e che caratterizza ancora il profilo della Salerno editrice: “il costante e inflessibile riferimento a un concetto alto di editoria di cultura”, per usare le sue parole. Cinquant'anni di Testi e documenti, di Faville, dei preziosi Diamanti; cinquant'anni di Mosaici e di Sestante; cinquant'anni di storia, di Profili – la collana che proprio quest'anno giunge a 100 titoli –, di Aculei, di grandi e Piccoli saggi; cinquant'anni di filologia e critica e cinquant'anni di ricerca storica; di antiche e preziose testimonianze della tradizione culturale italiana e internazionale e di grandi opere di sintesi; cinquant'anni di Dante Alighieri. Il Sommo Poeta ha sempre accompagnato la Salerno editrice e ancora la accompagna, nel grande progetto NECOD della Divina Commedia, a cui il prof. Malato dedica con tenacia e passione il suo instancabile lavoro. E proprio con una citazione dantesca ha inizio il libro creato per l'occasione, Salerno editrice: un'officina di cultura, a cui hanno partecipato coloro che la Salerno la conoscono bene e la vivono ogni giorno: dal contributo di Enrico Malato che ripercorre la storia della casa editrice, a quelli di Annamaria Malato, che ne ha preso le redini, e Andrea Mazzucchi, nuovo direttore editoriale, che ci raccontano il presente e i progetti per il futuro. E non solo.Il libro è arricchito anche dalle parole di stima e di affetto di importanti firme del giornalismo italiano, di grandi intellettuali e importanti personalità istituzionali, alcuni dei quali saranno presenti in sala. A parlare del libro e, soprattutto, a portare la loro preziosa testimonianza saranno poi i Direttori delle collane storiche: Andrea Giardina, Luigi Mascilli Migliorini e Alessandro Barbero. In fondo, la Salerno ha vissuto cinquant'anni “nella logica di un'«officina di cultura», quasi un'istituzione culturale, finalizzata esclusivamente ad attività di ricerca e di studio, sostenuta sempre dalla forte passione di tutti coloro che in essa e per essa hanno speso le proprie energie”.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Franco Di Tizio"I rapporti segreti fra D'Annunzio e Mussolini"nelle rivelazioni di Tom AntonginiIanieri Edizionihttps://www.ianieriedizioni.com/catalogo/Tom Antongini, scrittore e giornalista, ha scritto su d'Annunzio, di cui è stato segretario personale per molti anni, cinque libri. Ha pubblicato, inoltre, a più riprese, in quotidiani e riviste, I rapporti segreti fra D'Annunzio e Mussolini. Questo libro, quindi, raccoglie tutto ciò che l'eclettico segretario del Poeta, in qualità di intermediario, ha rivelato sui rapporti tra i «due duci», definiti da lui anche «due grandi attori». Si tratta di lunghi saggi apparsi nel dopoguerra in importanti riviste dell'epoca.Antongini, però, ha riportato i fatti «ad usum delphini», e quindi ciò che scrive non può prendersi per oro colato ma con il beneficio d'inventario; ed è per questo che, curando il testo, Franco Di Tizio ha rimarcato anche le opinioni di altri biografi dannunziani e le sue, che sono spesso in contrasto con le affermazioni di Antongini, il quale ha avuto il difetto di descrivere il suo datore di lavoro come un personaggio che era riuscito nel suo intento, ossia «a fare della sua vita un'opera d'arte». Alla fine, però, sarà lui stesso ad affermare che vi furono alcuni critici che considerarono la sua biografia di d'Annunzio come «una lettera d'amore di 800 pagine, di un innamorato alla sua innamorata».Di Tizio ha diviso il libro in due parti; nella prima ha riportato notizie su Antongini che, oltre a segretario di d'Annunzio, è stato un importante scrittore e giornalista del Novecento. Egli ricostruisce con dovizia di particolari la sua biografia e descrive minutamente le non poche opere pubblicate, concludendo che la sua figura di scrittore andrebbe maggiormente rivaluta.Nella Parte seconda l'autore riporta, invece, ciò che Antongini ha pubblicato a più riprese sui rapporti fra D'Annunzio e Mussolini, il tutto seguito quasi sempre dal suo commento.Nella Nota conclusiva, poiché lo stesso Antongini ha affermato che d'Annunzio e Mussolini si incontrarono pochissime volte, l'autore ha chiarito in maniera definitiva quanti sono stati i loro incontri e quali sono stati i loro colloqui: interessante argomento che sinora non era stato mai compiuto.Ha scritto Umberto Russo nel risvolto di copertina: «Nei primi decenni del Novecento due uomini emersero alla massa in Italia, suscitando adesioni e dissensi, critiche ed applausi. In una singolare coincidenza, l'uno e l'altro affidarono il loro messaggio alla parola che avvinceva e convinceva: Gabriele d'Annunzio e Benito Mussolini, destinati a tracciare un solco profondo nelle vicende culturali del loro tempo, s'incontrarono, si conobbero, dialogarono, sia pure a distanza di luoghi e nel divario dei rispettivi ruoli. Franco Di Tizio, con la sua consueta perizia e sulla base delle memorie di un solerte testimone quale fu Tom Antongini, ne ricostruisce attentamente la vicenda, offrendo così un ulteriore, valido contributo alla conoscenza della storia del ventesimo secolo».Franco Di Tizio, nato il 14 ottobre 1948 a Francavilla al Mare, è medico umanista. Ha esordito in campo letterario, a vent'anni, pubblicando una raccolta di poesie, Aliquando permutabo (Solfanelli, 1968). Studioso del Cenacolo michettiano e, principalmente, biografo dannunziano, ha dato alle stampe numerosi libri, tra cui: Francesco Paolo Michetti nel cinquantenario della morte (Brandolini, 1980), Francesco Paolo Tosti (Brandolini, 1984), Bibliografia essenziale di Mario Vecchioni (Solfanelli, 1986), Ferdinando Galiani (Solfanelli, 1988), Costantino Barbella (Solfanelli, 1991), Raffaele Paolucci (Solfanelli, 1991), Carte dannunziane (Menabò, 1998), Il Camarlingo e la Camerlengo (Ediars, 2000), L'Attendente e il Vate (Ianieri, 2001), D'Annunzio e Michetti. La verità sui loro rapporti (Ianieri, 2002), Paolo De Cecco e gli amici del Cenacolo michettiano, (Associazione culturale “Amici del libro”, 2002), D'Annunzio e Albertini. Vent'anni di sodalizio (Ianieri, 2003), Lina Cavalieri. La vita (1875-1944) (Ianieri, 2004), Antonietta Treves e d'Annunzio (Ianieri, 2005), Basilio Cascella. La vita (1960-1950) (Ianieri, 2006), D'Annunzio e Mondadori (Ianieri, 2006), Francesco Paolo Michetti nella vita e nell'arte (Ianieri, 2007), La Santa Fabbrica del Vittoriale nel carteggio inedito d'Annunzio-Maroni (Ianieri, 2009), D'Annunzio e Antonino Liberi. Carteggio 1879-1933 (Ianieri, 2009), La tormentata vita di Gabriellino d'Annunzio nel carteggio inedito con il padre (Ianieri, 2010), Giuseppe Mezzanotte e d'Annunzio. Cinquant'anni di amicizia (Ianieri, 2011), Gabriele d'Annunzio e la famiglia d'origine (Ianieri, 2013), Guido Treves e d'Annunzio negli anni del declino della Casa Editrice (Ianieri, 2014), D'Annunzio e la figlia Renata. Carteggio inedito 1897-1937 (Ianieri, 2015), Bibliografia essenziale di Umberto Russo (Ianieri, 2015) e Gabriele Cruillas. Il figlio non riconosciuto da d'Annunzio (Ianieri, 2016).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.it
Alle origini del neoliberismo, due anniversari. Quarant'anni fa l'elezione di Ronald Reagan alla presidenza degli Stati Uniti (3 novembre 1980). Cinquant'anni fa la dottrina Friedman (Milton) e l'impresa neoliberista (responsabilità sociale, no grazie) appare per la prima volta sulle colonne del New York Times (13 settembre 1970). Due anniversari che convergono in un'unica storia, e cioè la rivoluzione conservatrice del neoliberismo. Ospiti: Marzia Maccaferri, storica, docente di Storia e Politica alla Quenn Mary University di Londra; e Emiliano Brancaccio, economista, docente all'Università del Sannio di Benevento.
Qualche anno dopo essere stato ospite di Jazz Anthology in occasione dell'uscita del lbro in cui ha raccolto le sue foto di Keith Jarrett scattate nell'arco di diversi decenni, Roberto Masotti torna nella nostra trasmissione a presentarci Jazz Area, un libro da poco pubblicato da Seipersei. Masotti ha cominciato a fare foto di jazz alla fine degli anni sessanta; quindi nei primi anni settanta il contatto a Milano (dove poi si è trasferito) con la nuova scena del jazz italiano (Mazzon, Liguori, Gaslini) e la folgorazione per l'improvvisazione europea. Cinquant'anni dopo, e dopo tante altre esperienze (fra cui il rapporto con la Ecm e molti anni di lavoro, assieme a Silvia Lelli, come fotografi ufficiali della Scala) la passione è intatta: Masotti ci racconta il suo atteggiamento nel fotografare il jazz e l'improvvisazione e ci spiega come è nato questo libro (nella cui fisionomia non convenzionale e non asettica sembra di vedere una consonanza con le musiche non conformiste che Masotti ha seguito); ma ricorda anche quella volta che a Perugia Sun Ra, in procinto di salire sul palco di Umbria Jazz, in un fuoriprogramma che mise nel panico gli organizzatori entrò in corteo con l'Arkestra a visitare la sua mostra.