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Episodio 378 - Troppo Ego, Poco Spazio: la formula del malessere relazionale

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Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 58:28


Perché soffriamo così tanto nelle relazioni? Perché molte emozioni negative sembrano nascere dal nulla? Perché tutto diventa personale, pesante, carico di significato? Siamo immersi in un'epoca che ci sprona costantemente a "trovare spazio per noi stessi", a rivendicare tempo e attenzioni. È un invito legittimo, persino necessario: prendersi cura del proprio benessere è un atto di responsabilità. Tuttavia, esiste un confine sottile, spesso invisibile, oltre il quale la sana cura di sé scivola in una forma di ipertrofia dell'Ego. Senza accorgercene, finiamo per costruire un mondo in cui ogni pensiero, ogni emozione e ogni evento ruotano attorno a un unico centro gravitazionale: noi stessi. Questa condizione non è una scelta consapevole, ma un meccanismo automatico che si manifesta attraverso tre distorsioni principali:L'Egocentrismo Percettivo: È come guardare il mondo attraverso una lente deformante che riporta tutto al "me". Ogni sguardo altrui, ogni parola non detta, ogni coincidenza viene interpretata come un messaggio diretto alla nostra persona. Iniziamo a vivere la vita come una continua bilancia tra ciò che sentiamo di meritare e ciò che ci viene "tolto".L'Attribuzione di Ipersignificato: Ogni piccolo intoppo o successo diventa una prova schiacciante della nostra identità. Se falliamo in un compito, non è un evento isolato, ma la "conferma" di non valere nulla; se qualcuno ci critica, diventa la "dimostrazione" che il mondo è contro di noi.L'Ipercontrollo Difensivo: Viviamo in uno stato di allerta permanente. Sentiamo il bisogno costante di spiegarci, di vincere ogni confronto, di difendere il nostro territorio emotivo. È l'incapacità di accettare che la vita ha un suo flusso che prescinde dai nostri desideri e che non tutto può (o deve) essere governato.Quando l'Ego diventa rigido e poco flessibile, la sofferenza non è più un evento passeggero, ma una condizione cronica. Questo "mal di vivere" si manifesta con segnali precisi:l'offesa facile: Sentirsi costantemente punti sul vivo, come se ogni interazione fosse un attacco potenziale.rabbia e tristezza: Emozioni che, invece di fluire via, si stratificano e si induriscono, rendendo le nostre relazioni drammatiche e pesanti.la falsa Sensibilità: Spesso confondiamo la nostra sofferenza con l'eccessiva sensibilità. In realtà, non stiamo soffrendo perché siamo "troppo aperti" al mondo, ma perché siamo troppo chiusi in noi stessi.Ridimensionare l'ego non significa annullarsi, ma diventare più flessibili. Significa smettere di personalizzare ogni folata di vento e imparare a respirare insieme alla realtà, invece di lottare costantemente contro di essa per riaffermare la nostra presenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 377 - Gestire e combattere lo stress: che fare?

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Play Episode Listen Later Feb 13, 2026 59:23


Come si può gestire lo stress? Cosa possiamo fare concretamente per gestire lo stress?Quando ci troviamo difronte ad un evento stressante la prima cosa da fare è distinguere i fatti (ciò che accade) da pensieri ed emozioni che scaturiscono dall'evento. Un evento è definito stressante sulla base della percezione delle proprie risorse cognitive ed emotive adatte ad affrontarlo. Lo stress dipende dunque dalla percezione che noi abbiamo dell'evento e delle risorse necessarie per poterlo gestire. Il modo in cui viviamo l'evento è legato a delle valutazioni soggettive: chi valuta l'evento? La parte bambina? Allora utilizzeremo degli atteggiamenti come lamentela, pretesa e accusa. La parte adulta? Allora saremo in grado di guardare ciò che accade, valutare e mettere in atto delle strategie per fronteggiare lo stress al meglio.Come possiamo fronteggiare lo stress? Per prima cosa è necessario prevenire lo stress. Come?1) dedicarsi del tempo piacevole: se non coltiviamo il piacere saremo più esposti allo stress2) coltivare relazione significative: le relazioni che sostengono, con cui puoi condividere, scaricare la tensione, potersi aprire ad un altro essere umano sentendosi ascoltati, visti, riconosciuti, in una dimensione di ascolto3) alternare attività/passività: se non sappiamo alternare attività e passività siamo più soggetti allo stress; saper creare equilibrio tra il fare e fermarsi ci consente di gestire al meglio lo stress.4) Dedicarsi al silenzio, alla meditazione e alla preghiera: vuol dire fermarsi e fare silenzio dentro e fuori, accumulare l' energia necessaria per fronteggiare l'eventuale evento stressante.Il secondo passaggio consiste nel monitorare lo stress. Come? Facendosi alcune domande chiave. 1) Ricavandosi del tempo per se stessi: quanto tempo dedichiamo a noi stessi? Tempo in cui non dobbiamo produrre nulla. Tempo non strumentale.2) Qual è il nostro umore di base? La quota costante che abbiamo di umore….quanto tempo passo nella serenità? quanto nella gioia? Nella rabbia?3) Qual è il livello di reattività emotiva: quanto siamo reattivi?4) Quanta energia e vitalità abbiamo? Qual è il livello dell'energia? Quanta energia e vitalità ho in questo momento?Quindi possiamo finalmente fronteggiare lo stress, in questo modo:1) pensare ai successi passati: di solito tendiamo a tornare su eventi negativi, ma dobbiamo riportare la mente al ricordo di tutte le volte che abbiamo affrontato cose simili e siamo riusciti.2) Sviluppare pensiero critico: tornare ai fatti, a ciò che è e rimanere sul fatto.3) Saper chiedere aiuto, che non è lamentarsi, ma chiedere cose concrete.4) Spostare il focus sulle soluzioni: razionalizzare, valutare i fatti, tornare adulti.5) Occuparci della gestione dell'emotività: saper gestire le emozioni è una delle risorse principali per fronteggiare lo stress. È frutto di tutte le altre risorse.E tu, come gestisci lo stress?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 376 - 4 Tecniche per Farsi Rispettare dagli altri

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Play Episode Listen Later Feb 6, 2026 63:01


Farsi rispettare è importantissimo.Cosa è il rispetto? Come farsi rispettare?Il termine rispetto etimologicamente deriva dal latino 'respicere' e può essere tradotto con guardare indietro. Possiamo dare due interpretazioni a questo “guardare indietro”: per aver rispetto dobbiamo sapere guardarci indietro, ma può voler dire anche sguardo che ci torna dall'altro, ovvero come l'altro mi guarda. Per comprendere cosa sia per noi il rispetto dobbiamo partire dal tipo di linguaggio che associamo al concetto di rispetto, soprattutto ai verbi che usiamo per parlare di rispetto. Esigere rispetto, pretendere, ottenere, guadagnare, dare, concedere il rispetto: questo linguaggio è figlio di una cultura deformata al livello relazionale. Il linguaggio poi diventa un modo di pensare e di agire. Rispetto non è sottomissione, non è paura. Non è un oggetto da scambiare da dare o ricevere.Allora cosa è? Qual è il linguaggio giusto da utilizzare quando parliamo di rispetto?È creare. Creare rispetto. È un valore relazionale che si crea, appunto, in una relazione.Come si crea una relazione di rispetto? 4 modi per farsi rispettare, o meglio, per creare rispetto:1) Costruisco trasparenza: quando sono congruente e trasparente creo rispetto nella relazione: conosco i miei bisogni, ma per conoscerli bisogna che io mi ascolti. 2) Mi rispetto e rispetto l'altro: se non ti rispetti gli altri si sentiranno autorizzati ad avere atteggiamenti poco rispettosi. Come posso rispettarmi? Innanzitutto imparando a conoscermi, imparando ad amarmi, a prendermi cura di me stesso.3) Mostro i miei bisogni all'altro: nella relazione indago i miei bisogni e quelli dell'altro, e non li giudico, li rispetto. Come mostriamo i nostri bisogni? Li mostriamo o li lasciamo intuire? Che linguaggio utilizziamo? Con la pretesa? Con la lamentela? Con l'accusa? Come accogliamo i bisogni dell'altro?4) Stabilisco confini chiari: se un confine non è chiaro, in che modo si può rispettarlo? È impossibile rispettare un confine quando non è ben definito. È necessario, nelle relazioni, chiarire i confini a noi stessi e chiarirli con l'altro. E saperli difendere.Poiché non sappiamo definire in modo chiaro i nostri confini e a volte non sappiamo comunicarli, rischiamo di incorrere in questi due errori:1) Pretendo: accumulo rabbia senza esprimere i miei bisogni o stabilire i miei confini e quindi arrivo al punto di pretendere il rispetto. 2) Mendico: accumulo tristezza, cercando di ottenere il rispetto compiacendo l'altro. Entrambe queste strategie sono fallimentari, poiché essendo il rispetto un bene relazionale, può essere soltanto costruito, non preteso o mendicato.Farsi rispettare è fondamentale ma come farlo è la vera chiave.E tu, quali strategie utilizzi per farti rispettare? In che modo crei il rispetto nelle relazioni?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 375 - Gli impedimenti all'Amore: come riconoscerli?

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Play Episode Listen Later Jan 30, 2026 60:03


Perché non riesco ad amare? Che cosa mi impedisce di amare? Di amare pienamente, di amare come vorrei, di amare tutti?Per poter provare a rispondere a queste domande, occorre partire da una considerazione principale: noi funzioniamo in un certo modo, ci muoviamo secondo uno schema ben preciso che parte dal pensiero e ci conduce all'azione.La prima azione è il pensiero: pensiamo qualcosa. In base ai pensieri che abbiamo, proviamo delle emozioni specifiche. A seconda delle emozioni che proviamo, noi avremo un determinato tipo di comportamento, agiremo cioè in certo modo. Quindi, PENSIERO – EMOZIONE – AZIONE. Il nostro pensiero è frutto delle conoscenze che abbiamo, cioè di ciò che conosciamo, che, a sua volta, deriva dalle nostre esperienze. Anche rispetto all'amore, nel corso della nostra vita, abbiamo formulato dei pensieri che ci hanno fatto costruire il "nostro" concetto dell'amore, ovvero le nostre convinzioni sull'amore. E sulla base di questo concetto, di queste convinzioni noi costruiamo gli impedimenti all'amore. In modo nevrotico, confondiamo i falsi bisogni con i veri bisogni, non riuscendo ad arrivare al nucleo di noi stessi e procurandoci una enorme sofferenza. La nevrosi ha la propria radice in bisogni non riconosciuti e non soddisfatti e produce l' incapacità di rinunciare. Questi sono falsi bisogni: se li soddisfo sto male, perché scatta l'autogiudizio, poichè non riesco a rinunciare a questo bisogno. Se non li soddisfo sto male lo stesso, perché sento un senso di vuoto. Sono sostanzialmente in un doppio legame: se faccio in un modo sto male, se faccio l'opposto sto male. In questo atteggiamento nevrotico, vedo solo due possibilità opposte ed entrambe procurano sofferenza.Cosa fare? Per prima cosa è necessario individuare i Veri bisogni: quando c'è un vero bisogno se lo soddisfo (cioè non rinuncio al mio bisogno) io sto bene; se non lo soddisfo sto male e provo tristezza. Bisogna partire da questa domanda: quali sono i nostri veri bisogni? Quali sono i veri bisogni? Li riconosciamo perchè è qualcosa che fa stare bene me e le persone intorno a me, è ecologico per me e le mie relazioni. Per individuarli, poiché tendiamo all'amore, possiamo osservare una situazione win –win. Sono bisogni naturali. Il falso bisogno è sempre in una logica di potere: c'è chi vince e chi perde, è competitivo. E' un bisogno culturale. La lotta è comprendere che qualcosa ci fa male e cercare di agire sul falso bisogno. Vedere che quando sto male se faccio e sto male se non faccio non sono in contatto con i veri bisogni: si tratta di individuare qual è il bisogno profondo.Cosa mi impedisce di amare in questo momento?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 374 - 5 cose da fare per lasciare andare

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Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 62:31


Cosa vuol dire lasciare andare? Quali sono i passaggi necessari a lasciare andare? Perché lasciare andare? Lasciar andare richiede calma, apertura e disponibilità. Generalmente lasciare andare produce dentro di noi la paura per qualcosa che non conosciamo. Lasciare andare vuol dire anche fare spazio. Vorremmo qualcosa di nuovo, ma non abbiamo spazio interno, perché siamo aggrappati a quello che abbiamo. Per questo non riusciamo a lasciare andare. Tutto ciò che non è più utile, funzionale, che non ci fa bene, che è di ingombro, occupa solo spazio ed è fondamentale imparare a lasciarlo andare. Può capitare che ci ripetiamo che non ci riusciamo; ma qui entra in gioco la nostra volontà: lasciar andare richiede un atto di volontà da parte nostra. Quali sono i passaggi per imparare a lasciare andare? 1) Riconoscere gli attaccamenti: se non sappiamo quali sono i nostri attaccamenti, non sappiamo cosa lasciare andare; sentiamo la sensazione di pesantezza, di insoddisfazione, debolezza, ci sentiamo sfiancati, ma non sappiamo cosa è che ci fa stare così. Per rintracciare i nostri attaccamenti, chiediamoci: a cosa sto restando attaccato? A cosa penso spesso? Su cosa la mia mente va in automatico? Quali sono i pensieri che emergono automatici durante la giornata? 2) Rintracciare il vantaggio: Noi siamo fatti di parti, qual è la parte che vuole lasciare andare? Quali sono invece le altre parti che non vogliono lasciare andare? Molte parti di noi si aggrappano a qualcuno o qualcosa, perché ogni parte vede in un determinato modo e le parti di noi che non vogliono mollare, vedono un vantaggio nel non farlo. Chiediamoci, dunque, quali sono i nostri vantaggi nel non mollare? Restare attaccato alla storia, alla persona, al pensiero o alla convinzione che vantaggio mi da? Restare attaccati ci da sicurezza e lasciare andare richiede responsabilità, rischio, paura e noi tendiamo sempre al beneficio, a quello che ci sembra una cosa buona per noi. 3) Fare spazio per accogliere: la paura nel mollare è paura del vuoto. Modificando questa visione, cioè se lascio andare sento il vuoto, noi ci focalizziamo solo sulla mancanza di qualcosa, sullo spazio da riempire. E il vuoto ci fa paura: resta un buco. Modificare il linguaggio dicendo “faccio spazio”, “lascio andare per fare spazio, per accogliere” ci fa concentrare sul nuovo, sull'accogliere la novità. Cambia completamente la visione e la percezione delle cose. Chiediamoci: che cosa è ingombrante dentro di me? Cosa è che oggi è inutile a cui dedico energia, pensieri? 4) Imparare ad affidarci: abbiamo paura perché abbiamo il bisogno di controllare. Non riusciamo ad affidarci alla vita. Per lasciare andare è necessario fare un atto di fede, provare fiducia. Fare piccole cose senza avere il controllo di tutto. 5) Accettare e accogliere: spesso l'attaccamento a qualcosa o qualcuno è perché non riusciamo ad accettare che è passata, che una cosa è finita. Non riusciamo ad accettare che l'impermanenza è una legge fondamentale della vita: tutto cambia. Come si fa ad accettare? Accettare è un atto di volontà. Accettare si fa accettando. Accettare vuol dire accontentarsi, nel senso di essere contento, di farsi contento di ciò che c'è. Quali sono le resistenze che ti impediscono di lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 373: Relazioni d'Amore: domande e risposte

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Play Episode Listen Later Jan 16, 2026 66:12


Quando una relazione può essere considerata una relazione di Amore? Cosa è l'amore? E cosa distingue le relazioni di Amore da quelle che non lo sono? Dialoghiamo, in questo video, con domande e risposte, sul tema fondamentale delle relazioni. Le relazioni sono il cuore della nostra vita. Siamo sempre in relazione con tutto ciò che ci circonda. È fondamentale chiedersi, allora, che tipo di relazioni abbiamo. Le nostre relazioni sono nutrienti? Viviamo relazioni costruttive? Le relazioni che abbiamo sono evolutive? Sono relazioni di Amore? Le relazioni evolutive sono quelle relazioni in cui noi siamo disposti in prima persona a metterci in gioco, a guardare a noi stessi, alle nostre reattività, alle nostre parti egoiche, e abbiamo la voglia di impegnarci a generare dialogo. Stiamo parlando di relazioni di Amore, con la A maiuscola, dell'amore che nasce ed è un bisogno del sè superiore. Quali sono le sue caratteristiche? Innanzitutto è un AMORE che richiede conoscenza, cura responsabilità e dono. L'amore frutto del nostro piccolo ego è, invece, un amore infantile: si basa, infatti, sulle aspettative (non esplicitate), sul potere sull'altro, sul controllo e sul risentimento. Come possiamo sostanzialmente distinguerli? Guardando alla comunicazione, al tipo di comunicazione che utilizziamo. Se parliamo di Amore la comunicazione sarà di questo tipo: è la comunicazione tra chi ascolta, esplicita, parla di sé. Se parliamo di amore, allora la comunicazione sarà egoica: è la comunicazione tra chi accusa, recrimina, chiede la ragione (vuole aver ragione). E', inoltre, importante considerare che quando siamo in relazione, entrano in gioco sia il nostro se superiore che il nostro ego: si intrecciano tra di loro e si manifestano nella relazione con l'altro, che, a sua volta, entra in relazione con noi con il suo ego e la sua anima intrecciati. Nelle relazioni evolutive, quello che fa la differenza è l'osservazione di questi nostre parti interne che entrano in relazione tra di loro e con l'altro. Osservazione con l'occhio pulito dal giudizio che ci consente di accogliere ed accettare quello che osserviamo, ovvero la parte animica e la parte egoica, mia e dell'altro. E tu, che relazioni hai?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 372 - Come gestire i momenti difficili

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Play Episode Listen Later Jan 9, 2026 57:36


Come gestisci le difficoltà? Come gestire i momenti difficile della vita? Quali sono le emozioni che ti accompagnano nei momenti difficili? Qual è il tuo atteggiamento quando vivi situazioni difficili? Capita ad ognuno di noi di vivere delle difficoltà ed ognuno ha un proprio modo di provare a superarle; ognuno di noi cerca di reagire come può e come sa per poter superare i momenti difficili nel miglior modo possibile. Cosa possiamo fare per gestire al meglio questi momenti? Vi sono quattro passi che possono aiutarci a vivere il momento della difficoltà in modo costruttivo ed evolutivo. Il primo passo è costituito dall'esame di realtà: quando stiamo vivendo un'esperienza dolorosa e difficile possiamo ritornare ai dati di realtà, a ciò che sta accadendo davvero, non alla percezione che abbiamo noi di ciò che sta accadendo. Questo consente di avere la lucidità per affrontare al meglio le nostre difficoltà. Il secondo passo è l'acquisizione di padronanza emotiva: avere padronanza emotiva vuol dire evitare il pendolo tra negare le emozioni oppure controllarle. La padronanza è diversa dal controllo. Vuol dire sentire l'emozione, riconoscerla, accoglierla, padroneggiarla, saperla gestire, ma solo dopo averla riconosciuta e accolta. In questa fase è importante imparare a distinguere tra emozioni di primo livello ed emozioni di secondo livello. Il terzo passaggio è trovare la centratura: come facciamo a capire che non siamo centrati? Quando viviamo solo emozioni negative e basta. In questo caso siamo totalmente in balia della nostra mente. Cosa possiamo fare? Respirazione controllata-meditazione-preghiera-relazioni...ci prendiamo la responsabilità di occuparci della nostra centratura. La centratura è essere presenti a se stessi, stare nel momento con l'emozione che c'è. Non avere la pretesa di controllare tutto e di cacciare via le emozioni spiacevoli. Il quarto passo consiste nel dirigere con padronanza il condominio interno: dentro di noi ci sono tante parti, ognuna con le proprie esigenze, con le proprie emozioni, con le proprie ragioni; ci sono le parti giudicanti, la parte spaventata, la parte arrabbiata, la parte pessimista…possiamo ascoltarle ma non andargli dietro. Infine, il passo più difficile, ma allo stesso tempo necessario è l' affidamento, il mollare il controllo, accogliere ed accettare la realtà per quella che è. Qual è il passo per te più difficile da concretizzare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 371 - Come coltivare il benessere: 5 passi

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Play Episode Listen Later Jan 2, 2026 60:20


Nella società attuale siamo abituati al tutto e subito e vorremmo il benessere immediato ed istantaneo. Non esiste, però, la pozione magica per risolvere i problemi, avere benessere e stare bene. Arrivare al benessere è un processo: non è istantaneo, non è per sempre, poiché ogni cosa è impermanente, ed è tangibile e reale, a patto che venga coltivato.Ma come si può coltivare benessere? Ecco 5 passi:Primo passo: prepara il terreno. Cosa rende il terreno incoltivabile? La rigidità. Tutto ciò che è rigido ci impedisce di fiorire. Ci sono tanti comportamenti, atteggiamenti che accrescono le nostre rigidità; ciò che possiamo chiederci è: perché non fiorisce la vita dentro di me? Cosa impedisce la vita dentro di me? Trova le tue rigidità! Rendere il terreno pronto vuol dire imparare ad essere recettivi e flessibili.Passo due: scegli cosa piantare. Spesso noi non pratichiamo questo verbo: il verbo scegliere. È la prima responsabilità che la vita ci mette davanti; noi giudichiamo e pensiamo di scegliere, ma giudicare non è piantare. Per poter scegliere è necessario impegnarci e mettere energia nel discernimento, vedere le cose per come sono. Da dove si parte? Dal chiedersi: che cosa mi fa bene? Spesso questo non coincide con quello che ci piace.Terzo passo: impara come coltivare il seme scelto. Abbiamo bisogno di conoscere cosa uccide il seme e cosa lo nutre e imparare a discernere.Quarto passo: cura terreno e seme. Curare vuol dire essere attenti ai nostri nemici interni ed esterni: pensieri intrusivi, le svalutazioni, la convinzioni limitanti, etc… Bisogna saperle tenere d'occhio. E per farlo possiamo chiederci: che cosa è che mina il mio progetto di benessere? Prendersi cura vuol dire anche saper mettere e mantenere i confini.Quinto passo: goditi la pianta e i frutti. Molto spesso abbiamo incapacità a godere del nostro benessere e non sappiamo provare piacere. Appena raggiungiamo un risultato, appena stiamo bene, la mente ci proietta in un prossimo obiettivo e temiamo lo stare nel piacere quasi come quanto lo stare nel dolore. Anche il benessere non ce lo sappiamo godere. Quali sono i frutti del benessere? Più sto bene e più ho possibilità relazionali con me e con gli altri. Quando il benessere fiorisce i frutti sono maggiori possibilità di scegliere, di donare, di prendere, di vivere pienamente la vita che siamo.Su quale di questi passi pensi di dover lavorare di più?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 370 - Come svuotare il Natale per riempire il cuore

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Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 64:40


Il Natale può diventare un carico pesante, un contenitore che riempiamo compulsivamente per timore del vuoto. Il cosiddetto Christmas Blues non è solo un calo d'umore passeggero: è quel senso di malinconia, ansia e stanchezza che bussa alla porta proprio quando il mondo fuori si accende.Spesso scompare solo con l'Epifania, portando con sé i sintomi di un vero disagio: insonnia, inappetenza e il desiderio di fuggire dai festeggiamenti.Ma perché accade? Perché riempiamo il Natale all'inverosimile. Lo carichiamo di aspettative irrealistiche, attività frenetiche e relazioni forzate, cercando disperatamente di costruire la "festa perfetta".Cosa manca in un Natale troppo pieno?Manca lo spazio per noi. Manca il silenzio interiore necessario per ascoltarsi. In questa corsa all'accumulo, dovremmo fermarci e chiederci: cosa stiamo aggiungendo solo per non deludere gli altri?La regola del 20%: Se togliessi il 20% degli impegni, dei regali e delle formalità a questo Natale, cosa resterebbe di autentico? Per vivere le feste con più leggerezza, prova a osservare questi quattro pilastri della tua vita:• L'Agenda: Quante cose fai solo "perché si deve"? Cosa cancelleresti se non avessi i sensi di colpa? Prova a uscire dalle convenzioni sociali: non è egoismo, è protezione della propria serenità. La Tavola: Mangi per il piacere della condivisione o per "anestetizzare" le emozioni? Spesso il cibo diventa un tappo per non sentire il disagio di ciò che ci circonda.• Le Relazioni: Con chi desideri stare davvero? In quali contesti ti senti costretto a recitare un ruolo che non ti appartiene?• Le Aspettative: Metti a confronto l'idea del Natale che "dovrebbe essere" con quella di ciò che "è davvero". Accettare la realtà toglie potere alla delusione.Infine, prova a rispondere con onestà a questa domanda: Escludendo gli oggetti materiali, quale dono farò a me stesso questo Natale? Potrebbe essere un pomeriggio di silenzio, il permesso di dire un "no" difficile o semplicemente il diritto di essere triste in un giorno in cui tutti sorridono.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 369 - Il senso della morte: come trasformare la paura in speranza

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Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 72:12


La morte fa paura? Perchè ne siamo così spaventati?Insieme a Padre Guidalberto Bormolini, monaco cristiano e tanatologo, abbiamo affrontato il tema dell' importanza di cambiare prospettiva quando si parla di morte.Padre Bormolini ribalta la domanda sull'interesse per la morte, chiedendosi invece perché questo interesse sia scomparso nella civiltà moderna. Ricorda che la storiografia individua il sorgere della civiltà umana proprio nell'inizio della relazione con i propri morti (non solo la sepoltura, ma il viaggio spirituale del defunto).Egli sostiene che l'abitudine di visitare i morenti e i cimiteri, un tempo ordinaria, è stata preclusa alla maggior parte dei cittadini occidentali, un fatto che "disumanizza" la società.La sua passione per l'accompagnamento nasce da un'esperienza giovanile. Dopo aver incontrato la meditazione e chiesto al suo maestro come approfondire l'esperienza, si aspettava sfide estreme (come andare sull'Himalaya), ma ricevette l'indicazione di visitare i malati terminali. Questa sorpresa lo ha convinto che l'esperienza spirituale autentica emerge quando la vita ci meraviglia.Ha imparato dai morenti ciò che nessun altro avrebbe potuto insegnargli. L'esperienza insegna che morire, in senso simbolico, è un guadagno. La meditazione, con l'immobilità del corpo e della mente, è un morire a una condizione ordinaria per vivere uno straordinario, un eccellente addestramento integrale alla morte. La paura della morte spesso è accresciuta dal non voler simbolizzare le piccole morti che si sperimentano nella vita (il bambino che muore per far nascere l'adolescente, l'adolescente che muore per il trentenne, ecc.).Padre Bormolini concorda che la nostra vita è una successione di morti e rinascite. L'assenza di questa consapevolezza rende la morte finale un atto drammatico. Il change tanto ricercato nelle discipline di cura è possibile solo se si muore a ciò che si era: il cambiamento è dinamica vitale, e quindi motore della morte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 368 - Blocchi del passato: perché il corpo trattiene il dolore (cos'è il dolore?)

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Play Episode Listen Later Dec 12, 2025 66:04


Hai mai pensato che il tuo corpo potesse trattenere il dolore emotivo del tuo passato?Il nostro corpo non mente: i traumi, le paure e i bisogni negati della nostra infanzia non svaniscono.Si cristallizzano in "corazze muscolari" e blocchi energetici, intrappolando le emozioni e il dolore del bambino ferito proprio lì, nelle tue spalle, nel bacino, nella respirazione...Cosa fare per sciogliere questi blocchi?Ne parliamo con Daniela Campolmi, fisioterapista e osteopata, posturologa chinesiologa e coaching IgeeDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 367: Le relazioni: il segreto per una vita felice.

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Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 64:52


Spesso sottovalutiamo l'importanza delle relazioni nella nostra vita. Eppure le relazioni hanno un impatto enorme sul nostro benessere psicologico. E vi è una ricerca che dimostra la validità di questa affermazione. La ricerca parla dell'importanza delle relazioni nella nostra vita e di come esse possano influenzare la nostra felicità, salute e longevità. Robert Waldinger, insieme ad un gruppo di ricercatori, ha studiato la vita di un gruppo di persone con differenti caratteristiche per 75 anni e ha scoperto che coloro che hanno curato le proprie relazioni hanno tratto molti benefici. Tra questi benefici ci sono:la riduzione dello stressil miglioramento dell'umoreil rafforzamento del sistema immunitariol'aumento della resilienzail miglioramento della salute mentale.Al contrario, chi ha relazioni tossiche può avere un deterioramento fisico ed emotivo e vivere meno. Ma quali sono le caratteristiche delle relazioni sane? Le relazioni sane sono quelle in cui è presente:una comunicazione aperta e onesta: vuol dire parlare di sé, del proprio sentire;supporto: devo sapere di poter contare sull'altro;empatia: so sentire il sentire dell'altro? noto cosa l'altro prova e sente?affetto fisico: sono presenti contatto fisico o abbracci nelle mie relazioni?tempo di qualità insieme: la qualità delle relazioni ha un impatto positivo sulla felicità e consente di costruire relazioni forti, durature e di qualità.risoluzione dei conflitti: le buone relazioni non sono quelle in cui non ci sono conflitti, ma quelle in cui i conflitti vengono risolti.Quale di questi elementi è presente nelle tue relazioni?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 366 - Ascoltare le emozioni: supera il blocco che ti impedisce di amare

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Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 64:06


Un'eccessiva distanza emotiva nelle relazioni, la difficoltà a lasciarsi andare, o l'essere travolti dalle emozioni altrui indicano la costruzione di un Muro Emotivo, una barriera che impedisce l'intimità vera.Questo muro si erige quando non padroneggiamo i quattro pilastri della gestione emotiva.Il primo passo è la consapevolezza, ovvero sentire le emozioni: riconoscere la sensazione nel corpo ("un nodo allo stomaco") e darle un nome. Il blocco nasce quando soffochiamo o etichettiamo male ciò che proviamo, scambiando rabbia per "stress."Segue la tollleranza o reggere le emozioni: la capacità di stare nel disagio emotivo, anche quando è intenso, senza ricorrere immediatamente all'evitamento (come mangiare o scrollare il telefono) per scacciarlo.Quando si arriva a esprimere le emozioni (la vulnerabilità), scegliamo come comunicare il nostro stato interiore in modo autentico. La chiusura sopraggiunge per la paura del giudizio e il terrore di essere "troppo," esponendo la nostra fragilità per evitare il rifiuto.Infine, l'intimità richiede la capacità di empatizzare senza essere sopraffatti, ovvero riconoscere il dolore altrui senza confonderlo con il nostro. Se i confini sono labili, si verifica un contagio emotivo dove l'emozione dell'altro è percepita come una minaccia alla nostra stabilità.L'Intimità Vera non è sesso o costante vicinanza, ma la libertà di essere pienamente se stessi in presenza dell'altro, senza temere punizioni o giudizi. Il muro emotivo, sebbene percepito come ostilità, è in realtà un meccanismo di difesa automatico, eretto dopo ferite passate per proteggerci dal dolore futuro.E tu, come gestisci le tue emozioni?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 365 - Erotismo e sessualità in coppia

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Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 15:04


In questo video di "Sentieri d'Amore," si parla di come mantenere vivi l'erotismo e la sessualità nella vita di coppia.Erotismo e sessualità sono due concetti diversi.L' erotismo è l'arte della seduzione e del desiderio mentale; la sessualità è, invece, l'espressione fisica del desiderio.E' di fondamentale l'importanza mantenere accesi entrambi questi aspetti per una relazione sana.Per risvegliare l'erotismo, è utile evitare la routine, sorprendere il partner e dedicarsi a momenti di intimità, come una cena romantica o una passeggiata sotto le stelle.È importante anche comunicare apertamente i propri desideri e bisogni sessuali, cosa spesso trascurata nelle coppie. La sessualità, spesso bloccata dalla monotonia, può essere riattivata attraverso una buona comunicazione e connessione emotiva.Donne e uomini vivono questi aspetti in modo diverso: gli uomini tendono a focalizzarsi sulla sessualità, mentre le donne sulla connessione emotiva.Quindi per gli uomini è il caso di connettersi maggiormente sul piano emotivo e per le donne di mantenere vivo il desiderio erotico.Infine, un ultimo aspetto da tenere in considerazione è la comunicazione: è necessario parlare apertamente dei propri bisogni sessuali e dedicarsi momenti esclusivi per la coppia per mantenere la relazione sana e soddisfacente.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 364 - Psicologia, fede e spiritualità: quale legame

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Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 1:43


In questa diretta, insieme a don Luigi Epicoco, abbiamo affrontato un tema fondamentale: l'integrazione tra Psicologia (intesa come vera cura dell'animo umano) e Spiritualità.Per noi, non c'è benessere completo se la psicologia non tende all'Amore e allo Spirito. Allo stesso tempo, una Fede priva di conoscenza di sé rischia di trasformarsi in arido ritualismo.È qui che nasce il confronto.Abbiamo parlato di come l'idea di un Dio che esaudisce i nostri desideri (la cosiddetta "fede psicologica") crolli dolorosamente di fronte alla vita e al dolore. Questa delusione è in realtà una buona notizia perchè può essere un'occasione per incontrare il vero Dio di Gesù Cristo, non la proiezione del nostro ego.Abbiamo inoltre toccato il tema del Senso di Colpa: è uno dei temi centrali del lavoro terapeutico e spirituale. Il senso di colpa non è Fede, ma un "alfabeto diabolico" che tiene imprigionati.La vera Redenzione è l'azione liberatrice di Gesù, che ci solleva dalla colpa e dall'angoscia di morte, portandoci a una libertà da Figli, non da soldatini.Infine abbiamo visto che l'Incontro, la relazione è tutto: perché la Fede non è un ragionamento da capire, ma una esperienza personale di relazione con Gesù, che ti sceglie per primo. Proprio come nella terapia, è la relazione che guarisce e salva.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 363: Social network: come prevenire la dipendenza giovanile

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Play Episode Listen Later Nov 7, 2025 2:50


Oggi l'onnipresenza dello smartphone è un dato di fatto, specialmente tra preadolescenti e adolescenti, i quali hanno tutti accesso ai social media. Non è più possibile prescindere da questi strumenti; la vera sfida, dunque, non è eliminarli, ma imparare a usarli in modo consapevole e costruttivo.Uno dei motori principali dietro l'uso incessante dello smartphone è la FOMO (Fear of Missing Out), ovvero l'ansia di esclusione o la paura di essere tagliati fuori. Questo timore spinge i ragazzi a rimanere costantemente connessi e attentissimi a ogni notifica o evento sui loro dispositivi.Gli effetti di questa costante vigilanza sono tangibili: si manifestano con stress, compulsione e una marcata difficoltà a rimanere presenti nel mondo reale. La compulsione a prendere il telefono è tale che i ragazzi non riescono a controllarsi, provocando un ciclo di stress e gratificazione immediata.Questa dinamica svela una vera e propria dipendenza: ogni interazione sui social media rilascia una dose di dopamina, l'ormone del piacere e della gratificazione. Questo rinforzo positivo spinge a ripetere il comportamento che ha generato piacere, rendendo sempre più difficile la resistenza e l'astensione.L'uso eccessivo ha ripercussioni significative. Si assiste a una riduzione della soglia di attenzione (che si traduce in difficoltà a leggere o seguire un film) e a un aumento dell'impulsività. Si riscontrano anche potenziali danni alla corteccia prefrontale – la sede delle azioni consapevoli e dell'autocontrollo – causando, di fatto, una minor capacità di autoregolazione.A livello emotivo e fisico, si manifestano: disturbi del sonno; danno della memoria e dell'umore, aumento di ansia e depressione.In sostanza, si rischia di vivere in un mondo irreale, perdendo di vista la fondamentale dimensione del contatto reale.Il principio guida non deve essere "spegnere lo schermo," ma "accendere la coscienza." Lo smartphone è un dato di fatto tecnologico; il nostro compito è educare all'uso di questo strumento.Per fare ciò, è essenziale: offrire alternative, come creare e promuovere spazi ulteriori di aggregazione e attività al di fuori del digitale. Esserci in modo non giudicante: Stabilire una presenza adulta di supporto e comprensione. Dare delle regole e cercare accordi: Non imporre divieti assoluti, ma negoziare l'uso e creare momenti di condivisione. Giocare con loro: condividere tempo di qualità non mediato dalla tecnologia.La disconnessione deve essere presentata non come una fuga, ma come una scelta consapevole di rimanere presenti nella vita reale. L'esperienza dimostra che questo approccio ha effetti positivi: una buona percentuale di ragazzi dichiara di aver provato sollievo dall'ansia digitale e un aumento della consapevolezza riguardo ai danni e alle emozioni negative derivate dallo smartphone, semplicemente stando più tempo con gli altri.È necessario, quindi, promuovere interventi mirati per aiutare questi ragazzi a navigare l'era digitale in modo sano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 362 - Capire e Gestire le Relazioni Difficili

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Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 66:04


Le relazioni umane, siano esse sentimentali, familiari, amicali o professionali, sono intrinsecamente complesse e non sempre scorrono lisce. È naturale imbattersi in dinamiche che possono causare sofferenza.Il punto non è evitare le difficoltà (le relazioni "facili" sono un mito), ma imparare a riconoscerne i segnali, comprendere i meccanismi che le alimentano e gestirle in modo più costruttivo e sano.Ci sono quattro principi fondamentali da considerare per navigare la complessità relazionale:L'Illusione della Relazione Facile: Dobbiamo abbandonare l'ideale della "relazione perfetta" o totalmente priva di attriti. Le relazioni facili non esistono nella vita reale, ma sono spesso il frutto di un'idealizzazione.I Conflitti Sono Fisiologici: Il conflitto non è un sintomo di fallimento, ma una parte naturale di ogni interazione significativa. Poiché l'altro è un individuo separato, non può esserci una compatibilità totale al 100%. Una buona relazione non è definita dall'assenza di conflitto, ma dalla capacità di gestirlo, sia che implichi un adattamento consapevole o inconscio tra i partner.Le Aspettative Irrealistiche: Uno dei maggiori ostacoli è proiettare sull'altro la responsabilità di colmare le nostre mancanze o soddisfare ogni nostro bisogno. Le aspettative su "cosa l'altro dovrebbe fare per me" sono spesso irrealistiche e fonte di delusione.La Crescita Risiede nelle Difficoltà: Paradossalmente, sono proprio le sfide e le difficoltà incontrate nelle relazioni a offrire le maggiori opportunità di crescita personale. Lamentarsi delle complessità ci impedisce di cogliere il potenziale evolutivo insito in esse.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 361 - Incarnazione umana: qual è lo scopo della tua vita?

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Play Episode Listen Later Oct 24, 2025 72:58


Quante volte ci siamo interrogati sullo scopo della nostra esistenza?L'esperienza dell'incarnazione umana non è un evento isolato, ma si inserisce in un ciclo più ampio, che include un "prima" e un "dopo". Il "prima" si riferisce a una serie di esperienze pregresse, necessarie per il passaggio di una coscienza che è in costante formazione. Questa coscienza si sviluppa e cresce attraverso diverse incarnazioni, con lo scopo di acquisire strumenti sempre più sofisticati. Il culmine di questo processo è il raggiungimento dell'autocoscienza, che si configura come un vero e proprio centro di consapevolezza e di espressione.A questo punto, l'essere umano inizia a riflettere su sé stesso e, attraverso le esperienze che compie e il confronto con il mondo esterno, raffina progressivamente il suo modo di vivere. La crescita della coscienza è spinta dalla necessità di ampliare la propria visione ed evoluzione, manifestando così una migliore capacità di affrontare la vita, intesa metaforicamente come una scuola. L'essere è costituito da diversi corpi: quello fisico, quello astrale (legato alle emozioni), quello mentale (dedicato alla riflessione e alla ragione) e il corpo acasico (il veicolo della coscienza stessa).Mentre i primi tre vengono abbandonati ad ogni incarnazione, il corpo acasico trattiene il "succo" e la sintesi delle esperienze fatte, permettendo alla coscienza di accrescersi costantemente.Di incarnazione in incarnazione, questa coscienza evoluta acquisisce una migliore capacità e maggiori possibilità di sperimentare ulteriormente.Qual è lo scopo ultimo di questo ciclo? Manifestare una coscienza sempre più vasta. Questo si traduce in un'evoluzione che porta l'individuo a passare da una visione egoica dell'esistenza a una prospettiva in cui gli altri acquisiscono sempre maggiore importanza, sviluppando una profonda e matura capacità di altruismo.Per Arrivare a sentire gli altri come te stesso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 360 - Psicologia: COME CAMBIARE VITA con la Comunicazione Efficace (Trasforma le Relazioni)

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Play Episode Listen Later Oct 17, 2025 74:19


Spesso siamo convinti di comunicare bene, ma poi capita che non ci sentiamo capiti e non riusciamo a vivere bene le nostre relazioni. Come comunicare bene? Come rendere la nostra comunicazione efficace?Più impariamo a comunicare in modo efficace con noi stessi, con gli altri e con la vita, più miglioriamo la qualità della nostra esistenza e la capacità di gestirla con consapevolezza.Il primo requisito per una comunicazione efficace è dare una finalità alla comunicazione.Ogni buona comunicazione nasce da uno scopo chiaro. Prima di parlare o ascoltare, chiediamoci: perché sto comunicando? e cosa desidero ottenere da questo scambio?Inoltre dobbiamo imparare a gestire le difficoltà comunicative.Quando incontriamo difficoltà nel comunicare, è utile chiederci:Come posso affrontare questa situazione in modo costruttivo?Quali errori potrei evitare per rendere il dialogo più fluido?Infatti nella nostra comunicazione commettiamo spesso errori.Tra gli sbagli più frequenti troviamo:Interrompere l'altro mentre si sta esprimendo.Offrire soluzioni immediate invece di ascoltare davvero.Comunicare bene, infatti, significa ascoltare e ascoltarsi.Significa anche imparare a porre le domande giuste, a sé stessi e agli altri, per favorire una comprensione autentica e una relazione più profonda.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 359 - Il lato segreto di Jung

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Play Episode Listen Later Oct 10, 2025 66:25


Chi era davvero Carl Gustav Jung? Le sue scoperte hanno rivoluzionato il modo di guardare alla psiche e oggi sono diventate patrimonio di chiunque sia in cammino verso la conoscenza di sé e la propria evoluzione interiore.La vita di Carl Gustav Jung, infatti, è stata affascinante da molti punti di vista e, insieme a Paola Giovetti, abbiamo avuto modo di approfondirne alcuni aspetti fondamentali.Tra tutti, resta centrale e di straordinaria attualità il messaggio legato al processo di individuazione, che Jung condivide, nella sua essenza, con tutti i grandi maestri sapienziali.Individuarsi significa non lasciare che la vita ci scorra accanto, ma imparare a viverla in pienezza, ampliando la coscienza e avvicinandoci sempre di più a ciò che realmente siamo.Non si tratta semplicemente di curare un sintomo o risolvere un problema contingente, bensì di un cammino di crescita interiore che porta il singolo a evolvere, con un effetto benefico anche per l'intera collettività.Un passo decisivo in questo percorso è l'integrazione delle nostre ombre, la consapevolezza di avere dei doveri nei confronti di noi stessi: non possiamo vivere passivamente, ma siamo chiamati a tirar fuori i talenti e le ricchezze interiori che custodiamo, senza sprecarli. Solo così la vita acquista significato, e solo così ciascuno può contribuire a rendere il mondo un luogo migliore.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 358 - Tornare in Sé: Come Ritrovare l'Equilibrio tra Vita Interiore ed Esteriore

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Play Episode Listen Later Oct 3, 2025 64:53


Quante volte ti sei sentito/a lontano/a da te stesso, preso/a solo dalla vita esteriore?Quante volte, invece, ti sei rifugiato/a solo nella vita interiore?Parlare di vita interiore e di vita esteriore significa, innanzitutto, distinguere tra la vita vera, vissuta nel presente, e la vita mentale, che si muove tra passato e futuro.Il presente è l'unico spazio reale.Il passato è una ricostruzione: un ricordo diventa un racconto, un film interiore più o meno fedele a ciò che è accaduto.Anche il futuro appartiene alla mente, poiché non è altro che immaginazione o previsione.Ritrovare il gusto di vivere significa tornare in contatto con sé, con la propria radice interiore. La maggior parte delle persone vive proiettata all'esterno. Ma quando l'esterno prende il sopravvento, nasce l'ansia: tentiamo di controllare ciò che accadrà e, nel farlo, alimentiamo il caos interiore, perdendo il legame con la nostra essenza.È importante riconoscere che non siamo i nostri pensieri, né i nostri ricordi. Siamo la coscienza che osserva quei pensieri, la presenza silenziosa dietro di essi.La vita interiore consiste proprio nel contatto con questa presenza, con la coscienza dietro la mente. Tuttavia, questo può far paura all'ego, che percepisce in ciò una minaccia alla propria esistenza. Nella vita esteriore entriamo facilmente in un circolo vizioso:partiamo dalla paura di non essere riconosciuti,questa paura si trasforma in timore di non avere abbastanza competenze, sicurezza o amore,da lì nasce la lotta per ottenere ciò che crediamo mancarci,quando otteniamo ciò che volevamo, sorge la paura di perderlo.Restare in questo schema significa dipendere costantemente dall'approvazione altrui.Ci perdiamo, ci sentiamo vuoti senza stimoli esterni.Ritornare al vero gusto della vita significa riscoprire un sapore profondo anche nelle difficoltà. Perché, in fondo, ciò che conta non è tanto ciò che facciamo, ma la capacità di respirare, di tornare presenti a noi stessi e di essere felici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 357 - Solitudine e Dipendenze: l'interruttore nascosto nel cervello

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Play Episode Listen Later Sep 26, 2025 69:55


Solitudine e dipendenze sono due facce della stessa medaglia e scatenano un circolo vizioso che oggi riguarda milioni di persone in Italia. Che cosa accade veramente nel cervello quando mancano relazioni autentiche? Qual è il legame profondo tra isolamento sociale, solitudine cronica e la nascita o il peggioramento di dipendenze comportamentali e da sostanze? In questo video affrontiamo, grazie alle ultime scoperte delle neuroscienze sociali, come la mancanza di rapporti umani profondi porti ad attivare nel cervello i circuiti delle ricompense immediate, da cui derivano comportamenti compulsivi: smart addiction, alcol, cibo, shopping, social network, pornografia, gioco d'azzardo e altro ancora. Scopri insieme ad Antonio Quaglietta perché la dipendenza non è solo “questione di volontà”, ma il risultato di un cambiamento strutturale nei meccanismi cerebrali. Vedremo perché il cervello umano, quando isolato, cerca piaceri sostitutivi e come il ritiro sociale sia quasi sempre associato alla comparsa di dipendenze. In questa diretta: Analizziamo la differenza tra normalità, patologia e spettro della dipendenza. Capirai il ruolo decisivo dello “striato”, delle gratificazioni, dell'impulsività e della fame emotiva. Scoprirai il potere degli abbracci, dell'ossitocina e delle carezze emotive come antidoto naturale ai vuoti riempiti dal craving. Commentiamo gli esperimenti chiave che mostrano come gli animali sociali—uomini compresi—sperimentano comportamenti compulsivi in assenza di legami e contatti umani. Soluzioni concrete: Il video offre prospettive pratiche sulle possibilità di recupero grazie alla neuroplasticità cerebrale, la riprogrammazione delle abitudini e soprattutto i percorsi di crescita psico-spirituale in community. Coinvolgiamo tutti in un'iniziativa per creare gruppi di sostegno reale—non semplici incontri, ma veri percorsi di confronto, condivisione e abbracci che riattivano il benessere profondo. Se ti riconosci nelle difficoltà di solitudine, isolamento, dipendenza da social, gioco, cibo o relazionali, questo contenuto ti offre nuove chiavi di lettura e strumenti per il cambiamento. Iscriviti al canale, esplora le playlist dedicate a neuroscienze, psicologia delle relazioni, mindfulness, evoluzione personale. Condividi nella community le tue esperienze, partecipa ai percorsi e aiutaci a diffondere consapevolezza. Le ricerche più recenti dimostrano che la soluzione c'è—ed è nella socialità consapevole, negli abbracci e nei gruppi di crescita, non nell'illusione della forza di volontà individuale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 356 - Scopri chi sei veramente oltre i tuoi pensieri

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Play Episode Listen Later Sep 19, 2025 21:14


Chi sei oltre i tuoi pensieri? Rivela la verità su te stesso. Chi sei veramente? Spesso abbiamo pensieri costanti e ricorrenti, nei quali ci identifichiamo e sui quali costruiamo la nostra storia. Fondamentale è riscoprire quello che noi siamo oltre la mente, oltre i nostri pensieri, capire che la mente è uno strumento e che ha due possibilità: uno è essere utilizzata da noi come un computer, ed è uno strumento meraviglioso. Spesso dobbiamo gestire pensieri automatici negativi, dobbiamo gestire i pensieri ossessivi. La mente è lo strumento migliore che abbiamo per certi fini, quando la utilizziamo consapevolmente. Scoprire chi sei veramente, rivelare la verità su te stesso, non può prescindere dalla gestione dei pensieri che è il limite più grande alla conoscenza di sé. Prendere consapevolezza di sé significa rendersi consapevoli dei pensieri automatici negativi e andare oltre questi. Inoltre, la seconda possibilità, è considerare che, è quando la mente inizia a usare noi e non viceversa che la cosa si complica. The work di Byron Katie, il lavoro, ci aiuta notevolmente in questo nostro compito. Byron Katie infatti mostra come andare oltre i pensieri ossessivi per rintracciare quella profonda consapevolezza di sé che rivela la verità su noi stesso, che ci fa riscoprire chi siamo veramente. La domanda è: vuoi davvero conoscerti?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 355 - Psicologia e problemi di coppia: coppia in crisi e inganni dell'ego

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Play Episode Listen Later Sep 12, 2025 62:54


Che cos'è l'amore e come la coppia dovrebbe funzionare? Le relazioni tossiche in amore, come funzionano? Crisi di coppia come superarla? Come uscire da un amore malato? Queste domande sono sempre più frequenti come lo sono le crisi di coppia di cui la psicologia si occupa. In questa diretta vediamo come la psicologia di coppia cerca di fornire strumenti utili a trovare le proprie risposte. Antonio Quaglietta, psicologo di coppia, mostra proprio come nessuno possa sapere per certo che cos'è l'amore e come la coppia dovrebbe funzionare perché questo dipende da molti fattori e dai meccanismi relazionali specifici di una relazione. Si può però capire come superare la crisi di coppia, se una relazione d'amore è tossica e se siamo vittime di un amore malato. Spesso viviamo relazioni tossiche in amore come in famiglia o crisi di coppia passeggere o durature che non sappiamo come superare. Questo nasconde gli inganni dell'ego. Ignoriamo che la sensazione di insoddisfazione e i problemi nelle relazioni di coppia, la rabbia e la tristezza che si scatenano quando viviamo relazioni tossiche in famiglia, sono frutto della nostra inconsapevolezza relazionale. Ingannati dal nostro ego tendiamo solo ad accusare l'altro senza riuscire a guardare a noi. Conoscere i meccanismi relazionali del nostro ego può condurci verso relazioni armoniche e soddisfacenti. Vediamo insieme come funzionano i nostri meccanismi relazionali nella coppia. La coppia spesso scoppia perché non conosciamo noi stessi e l'altro. La psicologia delle relazioni e soprattutto la psicologia di coppia ci mostra come migliorare la relazione ma soprattutto come riconoscere i sintomi di un amore malato. Ecco come si supera la crisi di coppia: spesso la terapia di coppia si basa proprio sul percorso qui descritto, sull'individuazioni delle dinamiche e dei meccanismi relazionali che ognuno dei due porta nella relazione di coppia e che creano poi i problemi della coppia. Un lavoro psicologico e terapeutico, della coppia in crisi, prevede infatti la consapevolezza di se stessi, del partner e della coppia che abbiamo formato. Ci vuole la convinzione e la voglia di prendere i problemi di coppia come la spia che ci dice che c'è una crisi di coppia da superare per crescere insieme. Si può uscire dalle relazioni tossiche in amore se riconosciamo i meccanismi che hanno prodotto questo amore malato. In questa diretta Antonio Quaglietta, psicologo di coppia, ci mostra come, nella coppia si hanno diverse idee sull'amore e su come la coppia dovrebbe funzionare. La coppia inizia ad andare in conflitto e la relazione diventa tossica proprio per le diverse idee, esperienze, immagini, convinzioni sull'amore e su come la coppia funziona che i due partner hanno dentro e non portano a consapevolezza. Come risolvere una crisi di coppia? Che fare in una relazione ormai tossica? Come uscire da un amore malato? Per lo psicologo di coppia queste domande non hanno in realtà una semplice risposta. Una coppia in crisi può essere una coppia che scoppia o una coppia in crisi che vuole evolvere e solo l'analisi dei meccanismi relazionali in atto può fornirci una ipotesi per una terapia di coppia che produca risultati. Lo psicologo che si occupa della coppia sa bene che la coppia in crisi non è un amore malato da salvare ma una relazione tossica da far evolvere. In questo video vediamo come la partendo dalla conoscenza di se, dalla consapevolezza dei propri meccanismi relazionali e delle dinamiche relazionali del partner e della coppia si può creare una nuova relazione sentimentale che evolva da relazione tossica a relazione nutriente, più armonica e funzionale. Ecco come risolvere la crisi di coppia, vedendo i problemi specifici che sorgono e sfruttandoli per aumentare la consapevolezza di se, dell'altro e della coppia. Sei disposto a farlo?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 354 - Stabilire confini o libertà

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Play Episode Listen Later Sep 5, 2025 69:24


Cosa vuol dire stabilire i confini? Che relazione c'è tra confini e libertà? In ogni relazione è fondamentale stabilire dei confini. Questo significa costruire uno spazio di libertà entro cui vivere le proprie relazioni. Ma come si fa a stabilire i propri confini? E perché è così importante? Il termine Confine deriva dal latino cum+finis: finis vuol dire fine, limite; cum significa con, concetto che ci rimanda all'idea di qualcosa di condiviso; il confine è un limite condiviso. Nelle relazioni, se c'è un io il confine presuppone che ci sia un altro. Il confine delimita uno spazio, ma unisce. È un luogo, uno spazio di unione, in cui posso entrare in contatto e conoscere l'altro. E' un luogo in cui si rende possibile la relazione. Senza confini, infatti, non è possibile entrare in relazione. Perché? Se non delimitiamo il nostro confine non è possibile avere un'identità. Se io non sono io e l'altro non è l'altro si rischia di andare nella con-fusione. Quanto più ho chiaro il mio confine, tanto più potrò entrare in relazione e amare l'altro. L'amore, infatti, è una qualità relazionale. Cosa c'è nei nostri confini? Avere dei confini significa, innanzitutto, conoscersi. Quindi è importante divenire consapevoli di ciò che comprendiamo all'interno dei nostri confini. Nei nostri confini, mettiamo:Bisogni: se non conosco i miei bisogni non so mettere confini e non posso mettere confini ben definiti; rischio di sconfinare nei bisogni dell'altro;Valori: cosa è importante per me? Se non so cosa è importante per me, non saprò mettere dei confini e tenderò a prendere come valori ciò che altri presentano come valori. Se, invece, metto un confine inizio a identificare i miei valori;Idee: io cosa penso? Sviluppare il pensiero critico è essenziale per definire i confini. Pensare in modo critico è un'attività volontaria, che va esercitata. Il rischio, se non sviluppiamo il nostro pensiero critico, è aderire alle idee degli altri senza nessuna consapevolezza;Sentimenti: qual è il nostro sentire? Sappiamo riconoscere il nostro sentire? Se non mettiamo dei confini rischiamo di confondere il nostro sentire con quello dell'altro;Aspirazioni: quali sono le nostre aspirazioni? Cosa desideriamo? Sappiamo riconoscere le nostre e distinguerle da quelle dell'altro?Nel momento in cui impariamo a conoscere cosa mettiamo nei nostri confini, in termini di bisogni, idee, valori, aspirazioni e sentimenti, possiamo definire noi stessi, la nostra identità. Definendo noi stessi, i nostri confini, possiamo andare oltre il rischio di con-fonderci con l'altro e oltre la possibilità dell'invasione nella relazione. Avere confini sfumati, infatti, può determinare che ci facciamo invadere nella relazione, ci lasciamo invadere nel nostro spazio dall'altro o che invadiamo l'altro nel suo spazio. Inoltre, avere confini sfumati spesso porta a utilizzare la dinamica della compiacenza, per cui, per paura, andiamo contro il nostro sentire e il nostro pensiero, e diventiamo accondiscendenti con l'altro. L'amore, invece, è libertà. Di esprimere ciò che sento, ciò che penso. Senza paura di perdere l'altro. Come possiamo fare allora a mettere dei confini? Possiamo iniziare MAPPANDO i nostri confini, a partire dall'analisi delle nostre relazioni. In che modo? Su un foglio, tracciamo un puntino al centro, che rappresenta noi stessi e successivamente disponiamo, a partire dal puntino, i nomi delle persone con cui siamo in relazione ad una certa distanza. In questo modo, ci rendiamo consapevoli degli estremi, di chi è vicino, chi è lontano, chi è troppo vicino, etc. E tu, sai mettere dei confini? Dalla risposta si può cominciare a migliorare la capacità di farlo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 353 - Perché ci comportiamo come prodotti. Il marketing nelle relazioni umane

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Play Episode Listen Later Aug 1, 2025 60:44


Il marketing ha trasformato profondamente il modo in cui viviamo le nostre relazioni. Ma come è successo?Attraverso l'uso dell'inconscio, il marketing non si limita a vendere prodotti: modifica la percezione della realtà per indurre bisogni. Non si tratta di soddisfare esigenze reali, ma di crearle. In sostanza, è una forma di manipolazione.Il marketing non vende oggetti, ma vuoti da riempire. Prima si genera un senso di mancanza, poi si propone una soluzione. E questo meccanismo si è trasferito anche nel modo in cui ci relazioniamo con gli altri.Nelle relazioni umane avviene un fenomeno simile: sentiamo il bisogno di posizionarci, come se fossimo un marchio. Vogliamo apparire al meglio, mostrarci vincenti, desiderabili. Ma quando siamo con l'altro, cosa desideriamo davvero? Conoscerlo o “venderci” a lui?Sempre più spesso non ci interessa conoscerci per ciò che siamo davvero. Nelle amicizie e nei legami affettivi cerchiamo tratti specifici, funzionali, utili. Le persone diventano mezzi, strumenti per raggiungere qualcosa: relazioni usa e getta.Cosa significa avere relazioni non strumentali?Vuol dire stare con qualcuno non per colmare i propri vuoti, ma per esserci davvero, anche per l'altro. Ma la cultura del consumo ha invaso il nostro inconscio: ci hanno convinti che ogni vuoto possa essere riempito da un prodotto, e ora ci comportiamo così anche nei legami affettivi. Tutto viene monetizzato. Anche la relazione di coppia è diventata una performance, una vetrina da mostrare. Viviamo nell'epoca dell'autenticità strategica: tutto è spettacolarizzato, anche le emozioni. Non esprimiamo ciò che sentiamo, ma ciò che “funziona”, ciò che “converte” come in una campagna pubblicitaria. Anche la fragilità, se raccontata, diventa uno strumento per attrarre, non più un momento di verità.In questo contesto, la manipolazione non solo è accettata, ma viene vista come un'abilità utile. È diventata la base di molte delle nostre relazioni.È tempo di cambiare prospettiva. Dobbiamo smettere di pensarci come prodotti.Le relazioni autentiche non si costruiscono sul bisogno di ottenere, ma sulla volontà di esserci, reciprocamente.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 352 - Siamo tutti eroi? Come superare le sfide quotidiane.

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Play Episode Listen Later Jul 25, 2025 69:32


Ogni giorno ci troviamo ad affrontare ostacoli, incertezze, paure. E spesso non sappiamo da dove cominciare per superarli.In questo video, attraverso la condivisione di Gladiola Biduli, una partecipante al seminario in presenza di giugno 2025 sul Viaggio dell'Eroe, abbiamo toccato con mano l'efficacia di un potentissimo strumento di trasformazione personale e di crescita: il viaggio dell'eroe, appunto.Questo percorso può renderci capaci di attivare un cambiamento reale e duraturo.Ci sono passi da fare, ostacoli da superare, competenze da acquisire, conoscenze da apprendere.Ed alla fine si arriva ad una profonda conoscenza di sé. Cosa cambia quando accendiamo finalmente la luce e iniziamo a guardarci dentro con chiarezza?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 351 - Colesterolo e convinzioni: oltre i numeri, oltre le etichette

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Play Episode Listen Later Jul 18, 2025 82:59


Il colesterolo non è solo un valore da monitorare, è anche una parola carica di paure, giudizi e convinzioni.Quante volte, dietro a un'etichetta clinica, si nascondono storie, sensi di colpa, autoimmagini distorte?Nella prossima diretta, insieme alla Dr.ssa Manuela delle Noci, parleremo di colesterolo, ma anche di ciò che credere di essere malati può generare nella nostra mente e nel nostro corpo.Un dialogo per smascherare le convinzioni limitanti e fare spazio a un nuovo sguardo: più integrato, più consapevole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 350 - Le ferite del bambino interiore: come guarire da dentro

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Play Episode Listen Later Jul 11, 2025 58:18


Nella scorsa diretta abbiamo visto come spesso i nostri comportamenti attuali siano legati a ferite del nostro bambino interiore.In questa puntata abbiamo approfondito cosa possiamo fare per occuparci del nostro bambino.I sistemi di difesa che attiviamo oggi sono spesso una risposta alle esperienze che abbiamo vissuto nel passato, specialmente durante l'infanzia. Questi meccanismi diventano filtri inconsapevoli che influenzano il nostro modo di vivere le relazioni nel presente.Come capire quando è il bambino interiore ad agire?Il modo più diretto per scoprirlo è osservare le nostre reattività. Quando ci sentiamo feriti, incompresi, rifiutati o reagiamo in modo impulsivo, spesso è il nostro bambino ferito a prendere il comando.Ci sono delle tecniche per entrare in contatto, educare e guarire il bambino interiore Meditazione sul respiro: crea uno spazio di silenzio e presenza per incontrare il bambino interiore, senza giudizio.Scrittura di una lettera al bambino: l'adulto scrive al bambino ferito, lo ascolta, lo ringrazia, lo rassicura. È un atto di riconciliazione e cura. Dialogo allo specchio: guardarsi negli occhi e pronunciare frasi positive rivolte al proprio sé bambino: "Ti vedo, ti ascolto, ti proteggo". Linea temporale dell'infanzia: tracciare le tappe più importanti della propria infanzia e dare un punteggio emotivo a ciascun momento per individuare i traumi e le ferite più significative. Stabilire confini interni: chiedersi: Cosa non è più accettabile nella relazione con me stesso? Imparare a dire "no" alle vecchie dinamiche autodistruttive. Diario riflessivo: scrivere ogni giorno per ascoltarsi, riconoscere emozioni, pensieri ricorrenti, bisogni nascosti. Che fare, allora? Agire ora!È il momento di diventare noi stessi i genitori delle nostre parti più vulnerabili. Quelle che hanno ancora bisogno di amore, protezione, ascolto.Solo così possiamo liberarci dai vecchi schemi e iniziare a vivere una vita più consapevole e autentica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 349 - Guarire il Bambino Interiore: ritrova la tua libertà emotiva

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Play Episode Listen Later Jul 4, 2025 64:14


Ti è mai capitato di farti queste domande: perché continuo a sabotare le mie relazioni?Perché ripeto sempre gli stessi errori, anche quando penso di aver imparato la lezione?Questo è spesso legato al nostro bambino interiore e alle sue ferite.Molte persone iniziano un percorso terapeutico per affrontare ferite profonde che risalgono all'infanzia. Anche se non possiamo cambiare ciò che è successo in passato, possiamo prenderci cura di quella parte vulnerabile e fragile dentro di noi: il nostro bambino interiore. È lì che risiedono i nostri primi condizionamenti, le esperienze originarie che hanno modellato il nostro modo di percepire il mondo e di relazionarci agli altri.Quando questo bambino interiore prende il sopravvento, può sembrarci un nemico, un sabotatore che ci spinge a comportarci in modi che ci feriscono o ci fanno soffrire. Ma come possiamo riconoscere quando è lui a parlare o ad agire?In apparenza, le nostre relazioni sembrano tra adulti. In realtà, molto spesso, sono dinamiche tra due parti bambine che si incontrano, si attraggono e si scontrano. Le ferite passate si riattivano nei legami presenti, e i comportamenti che oggi mettiamo in atto possono essere un indizio prezioso per risalire a quelle ferite originarie.Riconoscerle è il primo passo per iniziare a guarire. Ci sono alcuni segnali chiari che ci aiutano a capire quando è il nostro bambino interiore a reagire:Reazioni sproporzionate rispetto alla situazione reale: ci sentiamo colpiti nel profondo anche da piccoli gesti o parole.Paura dell'abbandono e bisogno ossessivo di controllo nelle relazioni: temiamo di essere lasciati, abbiamo bisogno continuo di rassicurazioni e viviamo il legame in modo centrato su noi stessi.Autocritica eccessiva: dentro di noi risuona una voce severa, che ci giudica costantemente.Perfezionismo: cerchiamo di essere sempre impeccabili nel tentativo (inconscio) di ottenere amore, approvazione e sicurezza.Tendenza a mettere i bisogni degli altri prima dei nostri: cerchiamo di essere "bravi" per non perdere l'affetto degli altri.Anche il corpo parla e ci indica quando è il bambino interiore a reagire: tensioni croniche, disturbi del sonno, ipersensibilità emotiva sono segnali fisici del bambino ferito. Le emozioni sono così intense che facciamo fatica a gestirle. Il corpo reagisce a questi "trigger" emotivi, spesso legati a esperienze passate che non abbiamo mai realmente elaborato.Tutti noi abbiamo bisogni primari fondamentali: essere visti, riconosciuti, amati, sentirci al sicuro. Se questi bisogni non sono stati soddisfatti durante l'infanzia, il bambino dentro di noi ha dovuto trovare strategie per adattarsi e sopravvivere. Queste strategie – come negare la sofferenza, reprimere le emozioni, costruire una maschera – si fissano nel subconscio. E anche se oggi, da adulti, non ci servono più, continuiamo ad agire secondo quei vecchi schemi, inconsapevolmente.Allora, cosa possiamo fare?Dobbiamo diventare noi i genitori del nostro bambino interiore. Significa imparare ad ascoltarlo, proteggerlo, educarlo con amore. Non per reprimere ciò che prova, ma per aiutarlo a sentirsi finalmente al sicuro. Solo così possiamo interrompere il ciclo della ripetizione e costruire relazioni più sane, autentiche e consapevoli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 348: Distacco emotivo: creare spazio senza chiudere il cuore

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Play Episode Listen Later Jun 27, 2025 62:26


Il distacco viene spesso percepito come qualcosa di negativo, un'emozione da evitare. Tuttavia, essere distaccati non significa non provare emozioni. Anzi, quando ci allontaniamo da noi stessi, ciò che spesso sperimentiamo è stress.Di fronte a emozioni intense, tendiamo a reagire in due modi: o esplodiamo o ci chiudiamo. Queste sono reazioni automatiche che indicano una mancanza di presenza e consapevolezza. In quei momenti, non siamo davvero connessi a noi stessi: agiamo per impulso, senza comprenderci.Esistono però due forme di distacco: una sana e una difensiva.Il distacco sano non è evitamento. È la capacità di osservare ciò che accade dentro di noi, di riconoscere l'emozione, darle un nome e lasciarla fluire. Osservare significa essere presenti, prendersi una pausa per ascoltarsi. Dare un nome alle emozioni è un passaggio essenziale per affrontare ciò che viviamo. Solo così possiamo lasciar andare, senza restare aggrappati a ciò che proviamo.Al contrario, il distacco difensivo ci spinge a evitare. È ciò che ci porta a bloccare o anestetizzare le emozioni, a rimandare l'incontro con il nostro sentire. Questo tipo di evitamento è spesso alla base del nostro malessere: soffriamo perché ignoriamo o non riconosciamo ciò che proviamo.Ma cosa succede se impariamo a praticare un distacco emotivo sano? Tra i principali benefici ci sono una maggiore capacità di autoriflessione e la possibilità di stabilire confini più chiari e rispettosi, sia verso gli altri che verso noi stessi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 347 - L'ego si oppone al cambiamento con i sensi di colpa

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Play Episode Listen Later Jun 20, 2025 16:50


Accettare la paura e accrescere il benessere è possibile e può essere anche semplice.Il nostro ego però reagisce come può per ripristinare il sistema facendoci sentire sbagliati e procurandoci sensi di colpa e di inadeguatezza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 346 - Problemi di coppia e inganni dell'ego

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Play Episode Listen Later Jun 13, 2025 62:54


Che cos'è l'amore e come la coppia dovrebbe funzionare?Le relazioni tossiche in amore, come funzionano?Crisi di coppia come superarla?Come uscire da un amore malato?Queste domande sono sempre più frequenti come lo sono le crisi di coppia di cui la psicologia si occupa. In questa diretta vediamo come la psicologia di coppia cerca di fornire strumenti utili a trovare le proprie risposte. Nessuno può sapere per certo che cos'è l'amore e come la coppia dovrebbe funzionare perché questo dipende da molti fattori e dai meccanismi relazionali specifici di una relazione. Si può però capire come superare la crisi di coppia, se una relazione d'amore è tossica e se siamo vittime di un amore malato.Spesso viviamo relazioni tossiche in amore come in famiglia o crisi di coppia passeggere o durature che non sappiamo come superare. Questo nasconde gli inganni dell'ego.Ignoriamo che la sensazione di insoddisfazione e i problemi nelle relazioni di coppia, la rabbia e la tristezza che si scatenano quando viviamo relazioni tossiche in famiglia, sono frutto della nostra inconsapevolezza relazionale. Ingannati dal nostro ego tendiamo solo ad accusare l'altro senza riuscire a guardare a noi.Conoscere i meccanismi relazionali del nostro ego può condurci verso relazioni armoniche e soddisfacenti. Vediamo insieme come funzionano i nostri meccanismi relazionali nella coppia. La coppia spesso scoppia perché non conosciamo noi stessi e l'altro. La psicologia delle relazioni e soprattutto la psicologia di coppia ci mostra come migliorare la relazione ma soprattutto come riconoscere i sintomi di un amore malato.Ecco come si supera la crisi di coppia: spesso la terapia di coppia si basa proprio sul percorso qui descritto, sull'individuazioni delle dinamiche e dei meccanismi relazionali che ognuno dei due porta nella relazione di coppia e che creano poi i problemi della coppia.Un lavoro psicologico e terapeutico, della coppia in crisi, prevede infatti la consapevolezza di se stessi, del partner e della coppia che abbiamo formato. Ci vuole la convinzione e la voglia di prendere i problemi di coppia come la spia che ci dice che c'è una crisi di coppia da superare per crescere insieme.Si può uscire dalle relazioni tossiche in amore se riconosciamo i meccanismi che hanno prodotto questo amore malato. Nella coppia si hanno diverse idee sull'amore e su come la coppia dovrebbe funzionare.La coppia inizia ad andare in conflitto e la relazione diventa tossica proprio per le diverse idee, esperienze, immagini, convinzioni sull'amore e su come la coppia funziona che i due partner hanno dentro e non portano a consapevolezza.Come risolvere una crisi di coppia? Che fare in una relazione ormai tossica? Come uscire da un amore malato?Per lo psicologo di coppia queste domande non hanno in realtà una semplice risposta. Una coppia in crisi può essere una coppia che scoppia o una coppia in crisi che vuole evolvere e solo l'analisi dei meccanismi relazionali in atto può fornirci una ipotesi per una terapia di coppia che produca risultati.Lo psicologo che si occupa della coppia sa bene che la coppia in crisi non è un amore malato da salvare ma una relazione tossica da far evolvere. In questo video vediamo come la partendo dalla conoscenza di se, dalla consapevolezza dei propri meccanismi relazionali e delle dinamiche relazionali del partner e della coppia si può creare una nuova relazione sentimentale che evolva da relazione tossica a relazione nutriente, più armonica e funzionale.Ecco come risolvere la crisi di coppia, vedendo i problemi specifici che sorgono e sfruttandoli per aumentare la consapevolezza di se, dell'altro e della coppia. Sei disposto a farlo?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 345 - Relazioni insoddisfacenti: come riconoscerle, uscirne e coltivare relazioni sane

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Play Episode Listen Later Jun 6, 2025 23:56


Hai mai vissuto una relazione insoddisfacente? Che si tratti di una relazione di coppia, di amicizia o sul lavoro, è un'esperienza comune.Ma come possiamo identificare e affrontare queste situazioni?Ecco cinque punti chiave, con riflessioni e pratiche utili.Il Ciclo della Speranza Infinita: le relazioni insoddisfacenti spesso si basano su un meccanismo ripetitivo: speranza, delusione, giustificazione. Si entra in una relazione con aspettative positive, ma si finisce per accettare comportamenti inadeguati, giustificando continuamente l'altro e sperando che le cose cambino. Pratica concreta: osserva quante volte giustifichi comportamenti che ti deludono. Domandati: “Sto aspettando che le cose cambino senza basi concrete?”. Immagina di innaffiare una pianta secca: se non ci sono radici sane, non crescerà mai.2. Radici dell'Infanzia: molti schemi disfunzionali nascono durante l'infanzia. Da bambini, impariamo a giustificare genitori distanti o anaffettivi come meccanismo di sopravvivenza. Da adulti, riproduciamo inconsciamente questi comportamenti nelle relazioni. Pratica concreta: quando giustifichi qualcuno, chiediti: “Cosa mi ricorda della mia infanzia?”. Identifica eventuali somiglianze tra il comportamento attuale e quello vissuto da bambino. Ricorda: oggi sei adulto, e puoi scegliere di interrompere questo schema.3. La Falsa Concezione dell'Amore: l'idea di “amore” e “relazione” si forma nell'infanzia, influenzata dall'ambiente familiare. Se abbiamo visto lotte, tradimenti o giustificazioni continue, tendiamo a considerare queste dinamiche come normali. Pratica concreta: scrivi una lista delle caratteristiche di una relazione sana secondo te. Sii sincero: se pensi che litigi o tradimenti siano normali, includili. Analizza questa lista e chiediti se rispecchia la tua esperienza passata o i tuoi desideri attuali.4. Il Coraggio di Lasciare Andare: la paura della perdita spesso supera il desiderio di migliorare. Questo ci spinge a restare in relazioni insoddisfacenti, anche quando non ci portano alcun beneficio. Pratica concreta: valuta oggettivamente la tua relazione attuale: i tuoi bisogni sono soddisfatti? Fai una lista delle volte in cui hai sperato in un cambiamento senza risultati. Immagina la relazione come una casa che crolla: meglio uscire subito che restare intrappolati.5. Abbracciare Relazioni Sane: cambiare significa uscire dalla zona di comfort, anche se questa comfort zone è fatta di conflitti e abitudini tossiche. Le relazioni sane potrebbero sembrarti “noiose” all'inizio, ma sono il punto di partenza per un vero benessere. Pratica concreta: identifica nella tua vita persone gentili, rispettose e tranquille. Dedica loro più tempo ed energia, anche se inizialmente non ti attraggono come altre relazioni. Pensa alle relazioni sane come a una lingua nuova: richiede pratica, ma il risultato vale lo sforzo. Le relazioni insoddisfacenti ci intrappolano in schemi che spesso derivano dal nostro passato. Riconoscere questi cicli, riflettere sulle loro radici e impegnarsi per abbracciare relazioni sane è un percorso di crescita personale. Inizia oggi con piccoli passi: osserva, analizza e scegli il tuo benessere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 344: Comunicazione consapevole: il potere nascosto delle parole

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Play Episode Listen Later May 30, 2025 63:44


Le parole hanno un potere enorme, ma spesso non ne siamo consapevoli e le usiamo in modo distratto o dannoso.La comunicazione oggi, soprattutto tramite messaggistica, riduce l'efficacia del linguaggio perché manca il confronto diretto e il feedback immediato, legato alla presenza e alla comunicazione faccia a faccia con tutto quello che è ad essa collegato. Questo può portare a incomprensioni e ferite, perché non vediamo l'impatto delle nostre parole sull'altro.Il linguaggio è uno strumento potente che rivela la nostra interiorità e può creare connessione oppure distanza. Per questo, è fondamentale dare attenzione all'ascolto: spesso non ci sentiamo ascoltati, e questo ci fa soffrire. L'ascolto autentico è raro e difficile, ma necessario per relazioni sane.Le forme di "non ascolto", come il pilota automatico o il pensare di sapere già tutto, generano solitudine e sofferenza.Per migliorare la comunicazione, dobbiamo fare un "controllo di qualità" delle nostre parole: usarle con consapevolezza, intenzione pacifica e verità. Le parole "disarmate" non solo disinnescano l'aggressività, ma ci aiutano anche a purificare noi stessi e a costruire pace nelle relazioni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 343 - Trasforma le sfide in crescita: il viaggio dell'eroe

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Play Episode Listen Later May 23, 2025 73:15


Ti è mai capitato di sentire di essere davanti ad una svolta nella tua vita e di non sapere da dove iniziare?Tutta la nostra vita è, in fondo, la narrazione che ci raccontiamo giorno dopo giorno. Viviamo immersi in una trama che dà senso agli eventi e alle scelte che compiamo. Ma da dove nasce questa narrazione universale?Joseph Campbell, con il suo lavoro sul "Viaggio dell'Eroe", ha scoperto che esiste una struttura narrativa comune a tutte le culture. Una sorta di mappa interiore che riflette le dinamiche fondamentali del nostro mondo interno.Questa struttura si articola in otto tappe fondamentali, che ognuno di noi, consapevolmente o meno, attraversa nel corso della propria vita.La Vita Ordinaria: è il punto di partenza: ciò che conosciamo, la nostra zona di comfort. Una realtà che offre sicurezza e stabilità, ma che allo stesso tempo può diventare limitante. Dentro di noi convivono due forze opposte: da un lato, il desiderio di restare dove tutto è noto e prevedibile, legato al bisogno di sicurezza. Dall'altro, una spinta inquieta verso il cambiamento, alimentata da un senso di insoddisfazione o da una domanda profonda: "È tutto qui?" Questa tensione segna il preludio alla fase successiva.La Chiamata all'Avventura: qualcosa rompe l'equilibrio della vita ordinaria: può essere una crisi, una perdita, un'intuizione improvvisa, o anche solo una stanchezza sottile ma persistente. Non è solo un cambiamento esterno: è una parte di noi che vuole nascere. Un impulso interno che ci spinge oltre i confini conosciuti.Il Rifiuto della Chiamata: la prima reazione, spesso, è la paura. L'attaccamento a ciò che conosciamo ci trattiene: temiamo di perdere ciò che abbiamo. L'esitazione prende il sopravvento: molti restano fermi per anni, sostenuti da scuse razionali come "Non ho tempo". Ma la chiamata persiste. A volte cambia forma, ma continua a bussare.L'Incontro con il Mentore: a un certo punto, arriva un aiuto. Qualcuno o qualcosa che ci offre una nuova prospettiva. Il mentore non sempre è una persona: può essere un libro, un'intuizione, un sogno, un segno. Il suo ruolo non è darci risposte, ma accendere una luce, mostrarci che un altro cammino è possibile.L'Attraversamento della Soglia: è il momento in cui diciamo sì alla chiamata. Accettiamo la sfida, riconosciamo le nostre paure e lasciamo il vecchio mondo alle spalle. Con questo passo, la nostra energia e vitalità aumentano: inizia davvero il viaggio.Prove, Alleati e Nemici: nel nuovo mondo incontriamo ostacoli, ma anche compagni di viaggio. Le prove che affrontiamo sono lezioni: ci insegnano, ci modellano, ci rafforzano. Accanto a noi ci sono alleati — amici, guide, persone che ci sostengono — e nemici, che spesso rappresentano le nostre resistenze interne. Con ogni sfida, cresciamo.Avvicinamento alla Caverna Più Profonda: è il punto centrale del viaggio. Qui risiedono sia il nostro più grande potere, sia le nostre paure più profonde. Entrare in questa caverna significa affrontare ferite antiche, verità nascoste, parti di noi che abbiamo evitato. Solo affrontando ciò che temiamo possiamo trasformarci davvero. La trasformazione avviene dentro, e richiede il coraggio di guardare in profondità.La Ricompensa e il Ritorno: dopo aver affrontato la caverna, ne usciamo con un dono. È una nuova comprensione di noi stessi, un senso di pace, una nuova identità. Siamo trasformati. Quello che abbiamo imparato non è solo per noi: è un dono che possiamo condividere con gli altri. Il ritorno segna un nuovo inizio, ma anche la consapevolezza che ci saranno altre chiamate, altri viaggi, altri cicli. Ogni ricompensa porta con sé la responsabilità di usarla al servizio del mondo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 342 - Il corpo ti parla, ma tu lo ascolti?

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Play Episode Listen Later May 16, 2025 63:04


Il corpo ti parla, ma tu lo ascolti?Cosa si nasconde dietro il dolore nel corpo? Ne abbiamo parlato in diretta con Daniela Campolmi.Spesso pensiamo al dolore e alla malattia come nemici da combattere, ostacoli da eliminare il prima possibile.Ma cosa accadrebbe se iniziassimo a guardarli con occhi diversi, come segnali preziosi che il nostro corpo ci invia per raccontarci qualcosa?Il dolore non è semplicemente un malfunzionamento da correggere, ma una modalità attraverso cui il nostro organismo ci parla, una forma di comunicazione che merita ascolto e comprensione.Il corpo umano non è composto solo da materia fisica: accanto alla dimensione tangibile dei muscoli, degli organi e delle ossa, esiste anche una parte più sottile, più astratta, fatta di emozioni, pensieri, esperienze e vissuti interiori.Questi due aspetti – fisico e psico-emotivo – sono profondamente intrecciati. Il corpo, infatti, non reagisce soltanto a stimoli esterni o a traumi visibili, ma anche a ciò che viviamo interiormente: stress, paura, rabbia, tristezza, traumi non elaborati, conflitti nascosti. Ogni emozione trattenuta può lasciare un'impronta nel corpo, fino a trasformarsi in un sintomo.Il dolore e la malattia, quindi, non sono mai qualcosa che il corpo genera “contro” di noi. Al contrario, sono un tentativo di adattamento, un campanello d'allarme, un invito ad andare più a fondo.Ogni sintomo ha un significato, ogni disagio fisico porta con sé un messaggio. Non si tratta solo di "curare" il dolore, ma di decifrarlo, di comprenderne le radici, per poter davvero guarire.Il corpo ci parla continuamente: imparare ad ascoltarlo è il primo passo per ristabilire un equilibrio autentico tra mente, corpo e spirito.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 341 - Libertà da automatismi e dipendenza

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Play Episode Listen Later May 9, 2025 61:51


Ognuno di noi ha le proprie dipendenze. Ma come funziona la dipendenza?  La dipendenza ha una struttura ben precisa ed è legata al circuito della gratificazione: abbiamo una parte del nostro cervello che gestisce la gratificazione, la ricompensa, per certi comportamenti in modo da promuoverli. Questa parte dà un rinforzo al piacere. La finalità più intrinseca è la conservazione della specie. Abbiamo però anche un'altra parte del cervello, la corteccia prefrontale, più evoluta, che è preposta alla valutazione e previsione delle conseguenze, una specie di supervisore. Il terzo elemento della struttura psichica della dipendenza a cui prestare attenzione è il craving, ovvero il desiderio smodato irresistibile di una esperienza, che leghiamo ad una sostanza, ad un comportamento, ad una persona. Il craving si gestisce imparando a riattivare la coscienza.In particolare, quando parliamo di dipendenze si attiva in modo più forte il circuito della gratificazione/piacere e si abbassa l'attivazione della valutazione: so che qualcosa che mi farà male ma non riesco a non farla e non riesco a valutare correttamente se ci sono eventuali rischi nel farlo, né a gestire il craving.Ma come fa il piacere a superare il controllo del supervisore? Lo fa attraverso delle convinzioni che diventano inconsce e bypassano il livello della coscienza.Come possiamo uscire da una dipendenza? Ecco alcuni passi che ci possono aiutare ad uscire dalla dipendenza:• Decisione: non si esce da una dipendenza se non si vuole farlo. Se non c'è la volontà di farlo, un preciso atto di volontà, non si può uscire dalla dipendenza.• Allenarsi al presente: creare una nuova abitudine che ci riporti nel presente.• Estrarre le convinzioni (senza giudizio): trovare il pensiero che c'è dietro l'azione che abbiamo compiuto spinti dal piacere/gratificazione. Non si può fare se sprechiamo la nostra energia nel giudizio. È necessario scrivere le nostre convinzioni per poterci lavorare.• Indagare le convinzioni: una volta estratte le convinzioni, possiamo farci questa domanda: questa convinzione, questo pensiero, è vero? Bisogna, sempre sospendendo il giudizio, semplicemente indagare le nostre convinzioni per potare a coscienza le cose inconsce e poterci finalmente lavorare consapevolmente.E tu, come gestisci la dipendenza?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 340 - Come uscire dalle dipendenze

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Play Episode Listen Later May 2, 2025 66:47


Ognuno di noi ha le proprie piccole dipendenze. Ma perché è così importante lavorarci su?Poiché cambiando la comprensione che abbiamo dei nostri fenomeni interni, di come funzionano alcuni meccanismi interni, possiamo cambiare i nostri comportamenti.Liberarsi dalle dipendenze vuol dire liberarsi da qualcosa che ci ruba la vita. Vuol dire iniziare a lavorare sul come ci procuriamo il nostro malessere.La dipendenza è una struttura di pensiero che si basa sul sistema della gratificazione. Il sistema della gratificazione regola il piacere e permette al nostro cervello di apprendere nello specifico qualcosa di evolutivo per poterlo ripetere. Provando piacere, non fine a se stesso, ma finalizzato a registrare ciò che ci porta all'esperienza, c'è un apprendimento che motiva a ripetere l'esperienza.Quando c'è una dipendenza questo sistema viene alterato in maniera artificiale. Quando il sistema è naturale, lo schema è provo piacere - lo voglio; quando il sistema è dipendente, lo voglio, ma non c'è piacere, che viene sostituito dal craving, dal desiderio smodato. A forza di provare quel tipo di piacere, si crea tolleranza e quindi avrò bisogno di più per avere lo stesso piacere. E allo stesso tempo proviamo meno piacere nelle attività che facciamo normalmente.Nella dipendenza l'oggetto da cui siamo dipendenti diventa l'unica fonte di piacere.L'obiettivo è riequilibrare la chimica del cervello. Come possiamo ritornare all'equilibrio? Per riequilibrarsi innanzitutto ci vuole il riconoscimento di quello che sta succedendo.È un processo, un percorso.Poi bisogna decidere di uscirne e ci vuole la volontà di farlo; il passo successivo è allenarsi al presente e a staccarsi dai propri pensieri; il passo seguente è trovare ed estrarre le proprie convinzioni; infine indagare le proprie convinzioni.Uno degli aspetti fondamentali per poter uscire dalle dipendenze è avere una rete sociale: la condivisione è fondamentale.Qual è la tua dipendenza?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 339 - I nuovi inizi: il potere della rinascita interiore

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Play Episode Listen Later Apr 25, 2025 65:15


Cosa è la rinascita? Cosa vuol dire rinascere?Rinascere implica, prima di tutto, morire a noi stessi.Ma cosa significa realmente morire? Morire a se stessi vuol dire lasciare andare. E lasciare andare non è semplice: l'ego si oppone con forza, perché non vuole rinunciare a convinzioni, relazioni, sicurezze, certezze.Lasciare andare richiede coraggio, perché abbiamo paura di perdere ciò a cui siamo attaccati. Eppure, è necessario accettare che tutto è impermanente. Solo attraverso questa accettazione può avvenire una vera trasformazione, un autentico cambiamento.Spesso desideriamo cambiare, ma senza affrontare quella "morte" interiore che il cambiamento stesso richiede. Tuttavia, non esiste rinascita senza passare attraverso questo processo. E soprattutto, la rinascita non è mai un ritorno: l'evoluzione esige di procedere in avanti, senza voltarsi indietro.L'atto più rivoluzionario della resurrezione è essere pienamente presenti. Fermare il trambusto, concentrarsi sul respiro, vivere intensamente il momento, senza lasciarsi dominare dalla mente.Spesso immaginiamo la rinascita come qualcosa di teatrale, spettacolare, simile a una vittoria clamorosa. In realtà, la rinascita avviene nel silenzio, nella cura, nella pazienza. Si rinasce quando si riesce a stare nel silenzio, a restare ancorati al respiro, a percepire quel silenzio interiore che va oltre la mente e il rumore del mondo.La rinascita non si può progettare né forzare: si può solo permettere. Per rinascere occorre abbandonare la pretesa di capire tutto, affidarsi al flusso della vita, coltivare la pazienza e l'ascolto, soprattutto verso se stessi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 338: Quanto l'inconscio decide per te?

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Play Episode Listen Later Apr 18, 2025 53:54


In questa dirette parleremo di quanto l'inconscio decida per noi. Parlare di questo tema è molto attuale, molto utile e anche un poò controverso perchè va a toccare un modo molto profondo a cui il nostro inconscio, e sopratutto il nostro piccolo amico ego, è molto sensibile.Il tema che tratteremo in questo video è quello delle doverizzazioni, molto semplicemente parleremo di tutto ciò che crediamo di dover fare. Questo è un tema fondamentale nella nostra vita ed è un tema che tutti gli approcci psicologici, tutti gli approcci all'umano, in modi a volte molto diversi, trattano, perchè rimanda ai primi imprinting familiari, alla nostra famiglia d'origine, ma rimanda anche al rapporto con Dio e con l'infinito e quindi si rispecchia nel rapporto con noi stessi e con gli altri.Con il verbo DEVO andiamo a toccare in modo molto profondo, dentro di noi, un tema che si rifà anche alla logica sacrificale, a quella che storicamente tutti conosciamo per i sacrifici agli dei, cioè se io offro qualcosa, se faccio qualcosa avrò delle conseguenze positive, se non lo faccio avrò delle conseguenze negative.Cosa deriva dall'idea dell'obbligo?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 337 - Muoversi per evolvere come: l' attività fisica trasforma corpo e mente

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Play Episode Listen Later Apr 11, 2025 64:43


In questo video abbiamo approfondito il legame tra movimento ed evoluzione personale. L'ospite, Angelo La Placa, personal trainer e counselor, abbiamo visto come l'allenamento fisico e la crescita personale hanno molte somiglianze: entrambi sono processi di ascolto di sé, richiedono disciplina, continuità e perseveranza, e nessuno può farli al posto nostro. La palestra, come il lavoro interiore, è un percorso che si costruisce nel tempo e che porta benefici solo se affrontato con dedizione e costanza.Ma perché molte persone abbandonano la palestra o un percorso di crescita personale? Secondo Angelo, il motivo principale è la mancanza di un'intenzione chiara e di una motivazione forte. Se una persona non ha un obiettivo profondo, difficilmente riuscirà a mantenere la costanza. Alcuni iniziano con motivazioni temporanee, come rimettersi in forma per un evento specifico, ma spesso smettono appena raggiunto l'obiettivo. Al contrario, chi sviluppa un legame più profondo con il proprio corpo e la propria salute riesce a trasformare l'allenamento in una parte integrante della vita.Un altro punto importante della discussione è l'importanza del movimento con l'avanzare dell'età. Angelo sottolinea come oggi molte persone anziane frequentino la palestra non solo per mantenersi in forma, ma anche per socializzare e vivere meglio. Il movimento diventa un mezzo per invecchiare più lentamente e in modo più sano, prevenendo problemi di salute e mantenendo un buon livello di energia e vitalità.Il movimento non è solo un'attività fisica, ma un vero e proprio strumento di crescita personale. Se affrontato con il giusto intento e con costanza, può portare benefici profondi a livello fisico, psicologico ed emotivo, migliorando la qualità della vita a qualsiasi età.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 336 - Stress e paura: un metodo per trasformarli in forza (domande e risposte)

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Play Episode Listen Later Apr 4, 2025 41:52


Nella scorsa diretta abbiamo visto che stress e paura sono reazioni fisiologiche a stimoli dell'ambiente in cui ci troviamo, ai nostri pensieri e al modo in cui ci relazioniamo ad essi.In questa diretta abbiamo continuato a parlare di come poter gestire al meglio stress e paura utilizzando un metodo paradossale: sottoporci ad essi volontariamente.La paura e lo stress fanno parte della vita, ma quando non impariamo a gestirli, rischiano di diventare cronici e condizionarci ogni giorno.Ma cosa significa davvero affrontare le proprie paure? E, soprattutto, come si fa?Spesso il vero problema non è la paura in sé, ma l'evitamento: più evitiamo ciò che ci spaventa, più quella paura prende il controllo su di noi.Fortunatamente, esistono diversi modi per affrontarla, e ognuno può trovare la strategia più adatta a sé:Esposizione graduale per chi ha bisogno di avvicinarsi alla paura un passo alla voltaTecniche immaginative per chi riesce a elaborare le paure nella mente prima di affrontarle nella realtàNarrazione e simbolizzazione, per dare una forma concreta alle proprie paureMindfulness e consapevolezza, per imparare a osservare la paura senza lasciarsene travolgereMa c'è un aspetto fondamentale: la paura non è mai nel presente. La nostra mente proietta immagini drammatiche che spesso non corrispondono alla realtà.È per questo che dobbiamo distinguere le paure utili, che ci proteggono da un pericolo reale (come l'altezza o il fuoco), da quelle dannose, come la paura del giudizio degli altri, che spesso ci impediscono di vivere pienamente.Come capire quando una paura ci sta bloccando? Chiediti: “Questa paura cosa mi sta impedendo di fare?” Se la risposta è che ti sta togliendo più di quanto ti sta dando, allora è arrivato il momento di affrontarla.E qui entra in gioco il coraggio.Molti pensano che essere coraggiosi significhi non avere paura, ma non è così. Il coraggio è la capacità di agire nonostante la paura. Ed è qualcosa che possiamo allenare.Basta evitare la paura! Comincia ad affrontarla e l'attraverserai fino a superarla!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 335 - Stress e paura: un metodo per trasformarli in forza

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Play Episode Listen Later Mar 28, 2025 66:28


La paura e lo stress sono reazioni fisiologiche del nostro organismo, attivate da stimoli ambientali. Ma da dove hanno origine?La paura è una risposta del sistema nervoso che coinvolge sia cambiamenti fisici (battito cardiaco accelerato, pupille dilatate) sia aspetti cognitivi (pensieri e ricordi).L'amigdala svolge un ruolo chiave nell'elaborazione della minaccia, fornendo informazioni basate sulle esperienze passate. Per poter superare il meccanismo di risposta automatica possiamo agire sulla nostra memoria e imparare a rispondere in modo più adeguato agli stimoli esterni.Uno stimolo inizialmente neutro può diventare fonte di paura se associato a un'esperienza negativa. Questo processo può portare a risposte automatiche che, se non gestite, rischiano di diventare croniche.Tuttavia, è possibile allenarsi alla gestione dello stress e della paura esponendosi volontariamente a questi stimoli per brevi periodi ogni giorno.Volontariamente e consapevolmente ci esponiamo allo stress e alla paura, in condizioni di sicurezza, per arrivare ad imparare a gestirle.Una delle strategie più efficaci per affrontare la paura è la narrazione, preferibilmente scritta. Scrivere consente di rielaborare e dare un nuovo significato agli eventi, portando alla luce ciò che spesso resta nascosto nell'inconscio.Questo processo aiuta a mettere ordine nei pensieri e a ridurre l'impatto emotivo della paura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 334 - Cibo e Ormoni: Come l'alimentazione influenza il tuo benessere

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Play Episode Listen Later Mar 21, 2025 74:45


Sai davvero quanto il cibo influisce sul tuo benessere?Quello che mangiamo influenza energia, umore, sonno e persino il modo in cui reagiamo allo stress. Alimentazione e benessere, infatti, sono più legati di quanto pensiamo!In questo video abbiamo parlato proprio dell'importanza dell'alimentazione per il benessere fisico e psicologico, con un focus sugli ormoni. Ospite della trasmissione è Manuela delle Noci, medico endocrinologo.La dott.ssa Delle Noci ha spiegato che gli ormoni sono segnali chimici che regolano molte funzioni vitali, come metabolismo, crescita, riproduzione e risposta allo stress. Il loro equilibrio è influenzato da diversi fattori, tra cui alimentazione, stile di vita e ambiente circostante. L'ipofisi, governata dall'ipotalamo, riceve segnali dal corpo e regola le ghiandole endocrine, tra cui tiroide, surreni e pancreas.L'alimentazione può correggere squilibri ormonali, migliorando la qualità della vita. Tuttavia, l'ambiente moderno spesso crea stress e stimoli che il nostro sistema endocrino interpreta come minacce, scatenando reazioni fisiologiche non sempre utili. Per questo, è essenziale adottare uno stile di vita consapevole, che tenga conto dell'equilibrio tra corpo e mente.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 333 - Come riconoscere il narcisismo nelle relazioni

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Play Episode Listen Later Mar 14, 2025 65:51


Cosa è il narcisismo?Il narcisismo è un tratto, una subpersonalità, che ha uno sviluppo nel corso del tempo e comprende diversi livelli che partono da quello che è sano narcisismo (giusto amore e giusta visione di sé, visione ed ecologica-fa bene a me e agli altri) fino ad arrivare al disturbo narcisistico di personalità.Come riconoscere i tratti narcisistici in noi e negli altri?Ci sono alcuni segnali che possiamo imparare a conoscere per poter riconoscere il narcisismo nelle relazioni. Eccone alcuni: • Comunicazione unilaterale: parlo solo io e parlo di me.• Il bisogno di ammirazione: abbiamo bisogno di approvazione e la ricerchiamo continuamente.• Svalutazione degli altri: cerchiamo la grandezza sminuendo gli altri• No empatia e comprensione: mancanza di interesse per il vissuto dell'altro.• Manipolazione e coercizione: il segnale che siamo preda di una parte narcisista si manifesta nella mancanza di voglia e capacità di entrare in una relazione libera, vera e profonda, autentica, di connessione emotiva; per non entrare in una relazione vera scelgo la manipolazione o la coercizione. Quando usiamo la manipolazione o la coercizione siamo preda delle nostre parti narcisistiche. Non esiste la vittima ma esiste la codipendenza. Mancano i meccanismi di comunicazione, si esasperano i tratti narcisistici.Come rendersi conto di quanto è grave e sviluppato il tratto? Valutare• La frequenza e intensità dei comportamenti• E quanto è ecologico il comportamento Si tratta si supervisionare le parti interne ed educarle, dar loro il giusto spazio, senza lasciare alle parti piccole al comando.Possiamo distinguere due tipi di narcisismo:1) Narcisismo grandioso: è caratterizzato da un senso di grandiosità e superiorità; ha una eccessiva autostima, domina le conversazioni parlando principalmente di se stesso; mostra esibizionismo e ricerca costante ammirazione e attenzione; mostra poca empatia e ha comportamenti arroganti e prepotenti.2) Narcisismo vulnerabile: è caratterizzato da un senso di inadeguatezza e di insicurezza: ha una bassa autostima e di pende dall'approvazione degli altri; è ipersensibile alle critiche e al rifiuto; usa la manipolazione attraverso comportamenti passivo-aggressivi; manifesta difficoltà nelle relazioni intime.Entrambi i tipi di narcisismo sono forme di indisponibilità e incapacità ad una relazione vera intima e profonda.Vi è un meccanismo che il narcisista mette in atto, chiamato gaslighting. Consiste nel:• Negare eventi e conversazioni passate: mina il senso di realtà• Sminuire sentimenti e preoccupazioni• Creare confusione: menzogne e falsità. Inserendo qualcosa di non vero, aumenta la confusione.• Promuovere Isolamento sociale• Proiezione dei comportamenti negativiE tu, in quale di questi comportamenti sei caduto?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-podcast-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 332: INTELLIGENZA ARTIFICIALE. OPPORTUNITA' E RISCHI

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Play Episode Listen Later Mar 7, 2025 74:36


Quanto sei consapevole che la rivoluzione dell'intelligenza artificiale è in corso?L'Intelligenza Artificiale sta trasformando il nostro mondo a una velocità senza precedenti. Ma quali sono le opportunità reali? E quali i rischi che dobbiamo affrontare?Cosa è l'intelligenza artificiale? L'intelligenza artificiale cerca di riprodurre le capacità umane, ma in contesti diversi. Al suo interno racchiude molteplici aspetti e, senza rendercene conto, la utilizziamo già da anni nella nostra vita quotidiana.Oggi assistiamo a un uso sempre più diffuso dell'IA generativa, un ramo specifico che permette di creare da zero testi, musica, video e immagini.La vera rivoluzione, però, sta nell'integrazione del linguaggio naturale nelle applicazioni di uso comune: ora possiamo interagire con esse attraverso un'interfaccia conversazionale.Ma cosa significa tutto questo per l'intelligenza umana? C'è il rischio di un appiattimento delle nostre capacità?L'IA è senza dubbio un'innovazione che dobbiamo comprendere e affrontare. Le competenze restano essenziali per sfruttare al meglio questi strumenti: l'IA ci affianca, ma non ci sostituisce.Mantenere un pensiero critico è fondamentale, perché "spegnere il cervello" è una scelta personale.L'intelligenza artificiale sta davvero prendendo il nostro posto? No, non lavora al posto nostro, ma dipende da come scegliamo di utilizzarla.Che ruolo vogliamo darle? Vogliamo rimanere protagonisti attivi in questo cambiamento?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-podcast-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

Raffaele Gaito, il podcast.

Qualche giorno fa sono stato intervistato dallo psicologo Antonio Quaglietta per il suo canale YouTube.Abbiamo parlato di intelligenza artificiale, delle sue grandi potenzialità, ma anche dei grossi rischi collegati.Una chiacchierata ricca di spunti interessanti, che ti consiglio di ascoltare fino alla fine.Trovi il canale di Antonio qui__________

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Episodio 331: Lascia andare i rimpianti: vivi il presente con serenità

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Play Episode Listen Later Feb 28, 2025 64:47


Ti sei mai sentito bloccato dal passato, come se i rimpianti ti impedissero di vivere appieno il presente?Spesso rimaniamo intrappolati in pensieri e schemi che ci ancorano, rendendo difficile affrontare il qui e ora con leggerezza.Cos'è un rimpianto? E un rimorso?Sono manifestazioni diverse di una stessa struttura psicologica.Il rimpianto riguarda ciò che abbiamo fatto o non fatto e che tocca direttamente noi.Il rimorso riguarda maggiormente l'altro.Quando ci soffermiamo su rimpianti o rimorsi, spostiamo il focus dal presente al passato.Questo spostamento non è necessariamente sbagliato: il rimpianto può essere utile come strumento di apprendimento e crescita personale.Tuttavia, dimorare nel rimpianto diventa dannoso. Invece di usare il rimpianto in modo costruttivo, spesso ci lasciamo travolgere da quello distruttivo, che alimenta sensi di colpa e ci blocca.Le aree più comuni a cui sono legati i nostri rimpianti includono:scelte di carriera (decisioni lavorative e professionali)relazioni personali (amori, amicizie, legami familiari)sviluppo personale (esperienze non vissute)decisioni legate alla salute (rimpianti relativi al benessere fisico e mentale)Come possiamo superare le convinzioni legate ai rimpianti?Esistono diverse tecniche per affrontarli. una di queste è il modello abc:a: evento scatenanteb: interpretazione e pensieri legati all'eventoc: reazioni emotive e comportamentaliAttraverso il modello abc, possiamo ristrutturare il modo in cui interpretiamo i nostri rimpianti, trasformandoli in occasioni di crescita invece che in fardelli emotivi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-podcast-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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Episodio 330: Cosa Resta di Noi Dopo la Morte? Anima e Piani di Esistenza

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Play Episode Listen Later Feb 21, 2025 78:03


Ti sei mai chiesto/a cosa rimane di noi dopo la morte?Spesso ci soffermiamo a riflettere su questi interrogativi, senza riuscire a trovare risposte definitive. Viviamo la vita affidandoci ai nostri sensi, percependo il mondo entro i limiti delle frequenze che il nostro corpo fisico può cogliere. Ma i sensi hanno confini ben precisi. Quando ci spingiamo oltre questi limiti, oltre la fisicità del corpo, possiamo scoprire che la vita continua: siamo presenti in una realtà diversa, percepita attraverso sensi più sottili.In questa dimensione, incontriamo una materia più malleabile, modellata dalla sensibilità del corpo astrale. È ciò che avviene, ad esempio, in esperienze di pre-morte, dove la percezione cambia radicalmente. Si accede a una visione amplificata, quasi stroboscopica, che permette di osservare gli eventi dall'alto e di cogliere ciò che con i nostri sensi ordinari ci rimane invisibile.Questo passaggio può essere definito come un entrare nella "trasparenza", ovvero diventare invisibili agli occhi di chi rimane, ma vivi in una dimensione diversa: quella astrale. Proseguendo nel percorso verso la sottigliezza, si arriva al corpo mentale, una dimensione in cui l'esperienza della realtà fisica si trasforma e viene trascritta nella coscienza e nel "sentire". Tuttavia, spesso non siamo pienamente consapevoli di questa coscienza: è una parte di noi più profonda, che risiede al centro della nostra esperienza, guidando il nostro essere al di là del visibile.Attraverso il ciclo di successive esperienze e passaggi in diversi corpi fisici, questo sentire evolve. Ogni vita, ogni esperienza ci rende più consapevoli e arricchisce la nostra capacità di comprendere e di amare. È un cammino continuo, un processo di crescita interiore che ci porta a riconoscere sempre di più la nostra essenza più autentica e spirituale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-podcast-di-antonio-quaglietta--3209964/support.