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Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La flessibilità delle per l'energia nel settore ambientale, UniCredit e il controllo E-Commerce, la pioggia di droni in Ucraina, i migranti trovati carbonizzati dentro a un minivan in Calabria, Per parlare dei temi esteri di primo piano, questa mattina è stato ospite in diretta, Stefano Piazza, giornalista di Panorama e La Verità. Multe e autovelox. Qualche tempo fa alcune sentenze della Corte di Cassazione avevano stabilito come le rilevazioni di autovelox approvati ma non omologati non potessero essere usate per emettere multe valide. I comuni si sono adeguati? Abbiamo approfondito con Alessio Ribaudo, del Corriere della Sera. I Dialetti. In libreria c'è un bel lavoro che fa il punto su quanto siano ancora diffusi nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Franco Brevini, docente di Letteratura italiana all'Università di Bergamo, che ha dedicato importanti studi alla tradizione dialettale. In libreria con: "In parole povere. I dialetti italiani tra memoria e futuro" (Edito da Bollati Boringhieri). Abbiamo approfondito i temi legati alla lotta alla mafia, con un bel libro, uscito qualche settimana fa: "'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra" (Edito da Feltrinelli), scritto da Pietro Grasso, che è stato giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa nostra, già procuratore nazionale antimafia e presidente del Senato. Il Giro d'Italia Women di cui RTL 102.5 è radio ufficiale. Abbiamo fatto il punto sulla tappa di ieri e abbiamo anticipato quella odierna con la nostra Ludovica Marafini. Spazio anche al racconto del territorio con Valentina Iannicelli. L'attualità, commentata dalla direttrice del Quotidiano Nazionale e dei quotidiani editi dal Gruppo Monrif, Agnese Pini. All'interno di Non Stop News, con Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La nascita della Repubblica Italiana, la flessibilità al patto di stabilità per l'energia, Kiev e l'Italia inclusa nelle trattative di pace, i cinque anni del giornale La Ragione l'addio al cartaceo. 80 anni fa, il 2 giugno del 1946, il popolo italiano scelse con un referendum (in cui per la prima volta poterono votare anche le donne) di abolire la monarchia e diventare una Repubblica. Abbiamo approfondito questo momento storico e e cosa ne è conseguito negli 8 decenni successivi con il prof. Alfonso Celotto, costituzionalista, in libreria con “Viva il Re! Viva la Repubblica!” (Edito da Mondadori). Stamattina alle 9.15, il Presidente Mattarella, alla presenza delle più alte cariche Istituzionali, renderà omaggio all'Altare della Patria con la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto. Il nostro Alberto Ciapparoni, in postazione all'Altare della Patria. Torniamo al Giro d'Italia Women di cui RTL 102.5 è radio ufficiale. Abbiamo fatto il punto sulla tappa di ieri e abbiamo presentato quella odierna con la nostra Ludovica Marafini. Spazio anche al racconto del territorio con Valentina Iannicelli. Le donne esercitarono per la prima volta il diritto di voto il 2 giugno 1946, in occasione del Referendum istituzionale (Monarchia-Repubblica) e delle elezioni per l'Assemblea Costituente. Quindi quella data rappresenta anche una svolta fondamentale nella storia democratica del Paese. Con noi Linda Laura Sabbadini, statistica e studiosa di cambiamenti sociali, editorialista di Repubblica. In libreria con "Il Paese che conta" edito da Marsilio. In occasione della ricorrenza del 2 giugno saranno molti i musei italiani aperti con ingresso gratuito. Ne abbiamo parlato con il direttore del Giornale dell'Arte Luca Zuccala. Quegli italiani e quelle italiane al voto nel 1946 oggi non ci sono più o, se ci sono, hanno più di 100 anni. Siamo riusciti a contattare una di loro: Gianna Pratesi, in collegamento con noi da Chiavari. Oggi ha 106 anni (compiuti il 16 marzo). All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Chaque jour dans l'Heure des Pros, Pascal Praud livre son regard sur l'actualité. Vous voulez réagir ? Appelez-le 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou rendez-vous sur les réseaux sociaux d'Europe 1 pour livrer votre opinion et débattre sur grandes thématiques développées dans l'émission du jour.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Et voilà l'édito tant attendu plein d'anecdotes et de leçons mémorables pour les podcasteurs et auditeurs du monde entier ! Un grand merci à tous ceux qui ont répondu, et j'espère que mes divagations vous plairont. :)Et si je vous ai convaincu de vous abonner (avec le code "JYPENSE" bien sûr), c'est juste ici:https://www.patreon.com/RDVJeuxhttps://www.patreon.com/RDVTechBon week end à tous et toutes.
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Este es el episodio 31 del podcast Minuto cero con Joss Green de @jossgreen, publicado el 21 de mayo de 2026. Puedes dejar comentarios de texto y audio en este enlace. parte 2, bueno, entonces edito ya con esto sin los audífonos, con mis bocines y listo entonces ya es mucho más cómodo, porque a veces tengo que editar, son jornadas a veces de 6 horas ahorita con el proyecto que estoy haciendo de la biblia, pues bueno la verdad es que son muchas horas de trabajo al día entonces pues es más cómodo hacerlo así, bueno, compré un Playstation 5 me llevé estas bocinas el fin de semana para poderlas utilizar en la consola, bueno, fabuloso el sonido, ¿no? Pero, dije, bueno, yo creo que no necesito unas bocinas tan poderosas para tener aquí en mi estudio. Edito con mis audífonos y hay unas bocinas de escritorio. Voy a ver qué tal está el mundo de la computación. Pues compré una Pebble de la marca Creative. ¿Se acuerdan de Creative? Creo que se llamaba Creative Labs hace muchos años. Que era cuando vendían las tarjetas Sound Blaster. Bueno, esas. Voy a tener que hacer otro episodio.
Par Thierry Sartoretti
Par Florence Grivel
Par Thierry Sartoretti
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La procedura di infrazione dell'UE per l'Italia, la quinta rottamazione delle cartelle che non decolla, la vicenda della dottoressa Bartolozzi che torna a fare il magistrato. Spazio Donna Moderna. Oggi un bell'approfondimento che riguarda i più piccoli: esistono giochi da maschi e giochi da femmine? Ne abbiamo parlato con Donatella Gianforma, di Donna Moderna. Si parla spesso di sanità malata, di liste d'attesa infinite, di mancanza di fondi e personale. in questo scenario ci sono però anche esempi virtuos. Con noi il direttore generale dell'AUSI di Modena, Mattia Altini. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. Il punto sulla delicata situazione in Medio Oriente. Ne abbiamo parlato con Vittorio Emanuele Parsi, politologo, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, in libreria con "Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale" (Edito da Bompiani). Viaggi e di trasporti. Al momento l'estate si prefigura piena di incertezze, con tutte le conseguenze della crisi in Medio Oriente. Ci ha spiegato quali scenari si aprono, Alessandro Sessa, direttore responsabile delle riviste di Altroconsumo. Spazio Calcio. Siamo tornati a occuparci della Coppa Italia, con il nostro Paolo Pacchioni. L'attualità politica, commentata dal leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo e Massimo Lo Nigro.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Il decreto sicurezza, gli insulti della Tv russa a Giorgia Meloni, l'inchiesta tra calciatori e escort. Punto Economico. Dal rischio di shock energetico, ai rincari alla procedura d'infrazione Ue per deficit eccessivo. Ci siamo collegati con la prof.ssa Veronica De Romanis, docente di Economia Europea alla Luiss Guido Carli di Roma e alla Stanford University a Firenze. In libreria con "L'economia della paura" (Edito da Mondadori). Parma. Il comune è tra i primi in Europa ad applicare lo Youth Test: uno strumento per misurare l'impatto delle decisioni sugli under 36 e ridurre il divario generazionale. Ne abbiamo parlato con Michele Guerra, sindaco di Parma. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. L'attualità, commentata dal direttore del giornale Il Tempo, Daniele Capezzone. Oggi 22 aprile è la 56esima Giornata Mondiale della Terra, nata per sensibilizzare la popolazione mondiale sulla tutela dell'ambiente, promuovere la salvaguardia del pianeta e incentivare stili di vita sostenibili. Con noi il dr. Roberto Inghilesi, responsabile del Centro Operativo di Sorveglianza Ambientale dell'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Calcio. Il punto sulle semifinali di coppa Italia, a cura di Nicolo Pompei. Spazio Esteri. Ci siamo collegati con Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Nicolò Pompei e Massimo Lo Nigro.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Tajani e gli interessi dell'Italia, il piano dell'UE per l'energia, Mps e il nuovo Cda, Per lo spazio Donna Moderna, è intervenuta Liliana Di Donato, per parlarci di come rimanere umani. Gli attacchi della Casa Bianca rivolti alla Meloni. Ne abbiamo parlato con il giornalista Antonio Di Bella. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. L'attualità, commentata dal direttore dell'Ansa, Luigi Contu. La famiglia. Spesso la cronaca ci porta ad approfondire questo contesto. Ci siamo collegati con Stefania Andreoli, psicologa, psicoterapeuta, in libreria con "Un'ottima famiglia" (Edito da Rizzoli). All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. Le minacce di Trump di cancellare una civiltà e poi la tregua, la missione Artemis II e il lato oscuro della luna, il comizio di Vance in Ungheria, il Regno Unito respinge Kaney West. Il nostro approccio al mondo dei social pare stia radicalmente cambiando. Molti di noi frequentano delle piattaforme, eppure sempre meno persone pubblicano contenuti. Perché questo? Lo abbiamo chiesto a Rudy Bandiera, esperto di tecnologia. È tornato a trovarci il giornalista scientifico, Luigi Bignami, per darci gli ultimi aggiornamenti sulla missione Artemis II. Siamo tornati sulla situazione in Medio Oriente con Dario Fabbri, direttore di Domino. Quanto sono ricche le famiglie italiane? L'ISTAT ha condotto un'indagine molto interessante, sommando Tfr, successioni, rendite, risparmi, vincite al gioco... insomma, L'elenco delle «voci» del bilancio degli italiani è più largo di quanto si pensi. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Panarari, sociologo. L'attualità. Ci siamo collegati con Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera, in libreria con "Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento" (Edito da Solferino). All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
5. Media mogul William Randolph Hearst, once an uneasy ally, became a formidable foe for Roosevelt leading into the campaign. Boasting a massive empire of newspapers and radio stations, Hearst exercised immense influence through front-page editorials and aggressive "soak the rich" rhetoric. His relationship with FDR soured as the New Deal moved further left, specifically over tax policies targeting multi-millionaires. Hearst's public image was also tarnished by a controversial meeting with Adolf Hitler in 1934. Ultimately, Hearst sought to neutralize Roosevelt by throwing his media weight behind the Republicanopposition. (6)1936 MAYOR BANQUET DC
Le tout tout de suite a contaminé toute la société : politique, consommation, économie, divertissement reposent sur le court termisme. Résultat dans le domaine des séries, on produit trop et mal, du contenu aussitôt vu aussitôt oublié plutôt que des œuvres qui résisteront au temps. Et si on en finissait avec cette tendance dévastatrice ?
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La mancata autorizzazione da parte del governo italiano all'uso della base militare Nato ad alcuni aerei militari USA, il tasso di fecondità in discesa, gli indagati sulla vendita dello stadio di San Siro. Oggi è il primo di aprile! Giornata degli scherzi. Ne abbiamo parlato con Nicola Santini, direttore del settimanale Vero, in libreria con "Un po' d'istruzione e un po' distruzione" (Edito da De Nigris). Il fallimento mondiale della Nazionale italiana. È il momento dell'analisi e dei processi. Ci siamo collegati con Paolo Pacchioni, Massimo Caputi e Nicolò Pompei, della nostra redazione sportiva. Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, regala ogni giorno un pensiero, un suggerimento, una frase agli ascoltatori di RTL 102.5. L'attualità, commentata dal condirettore del giornale La Verità, Massimo De Manzoni. Tempo di vacanze pasquali. Qualche consiglio per le mete, anche dell'ultimo minuto con la nostra prossima ospite, Simona Tedesco, direttrice di Dove. Nelle scorse ore è arrivata la notizia della mancata autorizzazione da parte del governo italiano all'uso della base militare Nato ad alcuni aerei militari statunitensi. Ne abbiamo parlato con la vice direttrice del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini, autrice dell'esclusiva in cui ha raccontato la vicenda. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
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Tous les matins dans Europe 1 Bonjour, Laurent Tessier revient sur le meilleur de l'émission de Pascal Praud et vous de la veille et vous livre en avant-première les sujets sur lesquels vous pourrez réagir en direct entre 11h et 13h.Vous voulez réagir ? Appelez-le 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou rendez-vous sur les réseaux sociaux d'Europe 1 pour livrer votre opinion et débattre sur grandes thématiques développées dans l'émission du jour.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
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Ces derniers mois, l'École vit des moments troublés. Dans cet épisode de "L'Heure de Fourche", nous vous proposons de faire le point et de mesurer les impacts des décisions du gouvernement sur les écoles, les Pouvoirs organisateurs et sur le fonctionnement du SeGEC. Alexandre Lodez, secrétaire général du SeGEC, est venu à notre micro pour décrypter les sujets chauds du moment : mesures d'économie, flous autour du tronc commun, avenir des bâtiments scolaires, gratuité,... Des ressources pour aller plus loin : Un article sur les Ateliers du tronc commun dans le magazine “Entrées libres” : https://www.entrees-libres.be/numeros/206-educateur-en-milieu-scolaire/tronc-commun-en-secondaire-le-reseau-libre-en-ordre-de-marche/Edito d'Alexandre Lodez dans le magazine “Entrées libres” : https://www.entrees-libres.be/numeros/206-educateur-en-milieu-scolaire/confiance-et-soutien-aux-equipes-pour-une-rentree-scolaire-2026-2027-reussie-en-premiere-secondaire/
1: No vendas tu servicio, vende el resultado. Producción de Podcast: mal.Cómo hacer que tus clientes gasten 3 veces más en tu tienda: bien. Créate un podcast: mal.Cómo mejorar la confianza con tus clientes y hacer que te compren tres veces más. Bien. Y luego crear un podcast y editarlo es la solución. Aporta datos reales.2: Ofrece tu servicio gratis al inicio a clientes que elijas.Edita su podcast gratis el primer episodio sin compromiso. En una hora lo tienes mándame el audio. Descarga un episodio y lo editas y se lo mandas a varios.Si no vendes ofrece algo con lo que pierdas dinero al inicio o que la gente realmente vea que va a pagar mucho menos de lo que debería durante un tiempo. 3: Entiende que la gente necesita pensarlo o estar justo en un momento de decisión de compra.Y necesitas un mínimo número de alcance y de repetición.Para que compren ahora tienen que tener justo una necesidad muy específica y que alguien te haya recomendado o que tengan confianza, por tanto es importante que haya esa ventaja de tomar acción ahora mismo limitando la oferta en el tiempo y dando una garantía total. 4: No digas en cada episodio algo como “Te ofrezco un servicio de SEO para posicionar tu web” o “Edito tus vídeos” o “Contrátame desde mi web”. Cuenta casos particulares sobre el antes y el después (la transformación) o como ayudaste a cada cliente en cada episodio. Cuenta la lección nueva del curso que lanzas cada semana. Cuenta una nueva estrategia que has aplicado con un cliente, el tiempo que le ahorraste y el dinero y el resultado.Cuanta lo que revelas en el episodio premium de la semana.Cuenta un resumen de lo que se ha comentado en tu comunidad. Por ejemplo, esta semana en el Club Triunfers hemos hablado de un negocio con IA que mandas una foto de tu cara y te analiza la piel y te da consejos. Cómo Víctor utiliza herramientas para analizar las emociones de los clientes. Sandra busca opiniones sobre mejoras de su web de moda. Myrian Sanz trae una reflexión sobre el impacto de las redes en el bienestar y Víctor presenta un Producto Mínimo Viable para una plataforma de seguridad de contraseñas.Trata de conseguir confianza de gente que ya llega a tu publico para que ellos te recomienden. Por ejemplo haciendo que te entrevisten en Podcasts que tú escuchas o busca e investiga podcasts y después les escribes.La siguiente pregunta que debes hacerte es ¿por qué no mantienes los clientes? Si dices todas las empresas para las que has trabajado y ahora estás buscando clientes implica que no siguen contigo. Esto trasmite que algo no les ha funcionado y por eso no siguen contigo. Por eso es importante tener cuidado con tu forma de comunicar.Debes aclarar la razón por la que no sigues con esos clientes por ejemplo, les monté la web y les enseñe a usarla y ya no me necesitan.Pero si eres editor de podcasts, vídeos o haces mantenimiento y te quedas sin clientes es porque no siguen contigo.Es mejor decir que tienes solo disponibilidad para un nuevo cliente al mes o poner lista de espera.Para que sea real crea otros modelos de negocio como patrocinadores, membresía, libros…Ten en cuenta que muchos Podcasters empiezan diciendo esto y creando listas de espera falsas como hacen muchas discotecas contratando a gente para crear colas o en Bingos para que veas a mucha gente y que se lleven el premio los contratados. Si no ves mucha gente no confías ni te unes. ¿Entras en un restaurante lleno o en uno vacío? Puedes poner ofertas por tiempo limitado. Pero si quieres aprender sobre ventas escucha el episodio de mi podcast Marketing Digital titulado “No vendes por no aplicar esto”. Debes generar la sensación de que trabajar contigo es una suerte y que mucha gente paga el precio que tienes. Si otros lo pagan es porque es rentable y bueno.Conviértete en un supporter de este podcast: https://www.spreaker.com/podcast/marketing-digital-para-podcast--2659757/support.Newsletter Marketing Radical: https://marketingradical.substack.com/welcomeNewsletter Negocios con IA: https://negociosconia.substack.com/welcomeMis Libros: https://borjagiron.com/librosSysteme Gratis: https://borjagiron.com/systemeSysteme 30% dto: https://borjagiron.com/systeme30Manychat Gratis: https://borjagiron.com/manychatMetricool 30 días Gratis Plan Premium (Usa cupón BORJA30): https://borjagiron.com/metricoolNoticias Redes Sociales: https://redessocialeshoy.comNoticias IA: https://inteligenciaartificialhoy.comClub: https://triunfers.com
Épisode 1414 : C'est le début de l'année et depuis déjà plusieurs semaines je suis officiellement harcelé par des pompiers, la poste et les scouts de France.Devant votre porte à vosu aussi, j'en suis certain,, c'est le grand défilé. Des chatons, des chiots, des camions rouges. Et puis ce moment gênant où tu ne sais pas combien donner.Mais au fond, ces calendriers ont tous un point commun : ils veulent te rappeler que certaines dates, ça ne se rate pas.Et en marketing aussi, il y a des dates à ne pas manquer.Aujourd'hui, on parle de calendrier marketing. Oui, ce bon vieux “calendrier des marronniers”. Celui qu'on télécharge tous en janvier, qu'on ouvre deux fois, et qu'on oublie aussitôt.Faut-il prendre au sérieux ces calendriers CM ? Est-ce n vrai outil de pilotage pour ta ligne édito 2026 ?On décrypte ça ensemble.. . . Retrouvez toutes les notes de l'épisode sur www.lesuperdaily.com ! Le Super Daily est le podcast quotidien sur les réseaux sociaux. Il est fabriqué avec une pluie d'amour par les équipes de Supernatifs. Nous sommes une agence social media basée à Lyon : https://supernatifs.com. Ensemble, nous aidons les entreprises à créer des relations durables et rentables avec leurs audiences. Ensemble, nous inventons, produisons et diffusons des contenus qui engagent vos collaborateurs, vos prospects et vos consommateurs. Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
Chaque jour dans l'Heure des Pros, Eliot Deval livre son regard sur l'actualité.Vous voulez réagir ? Appelez-le 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou rendez-vous sur les réseaux sociaux d'Europe 1 pour livrer votre opinion et débattre sur grandes thématiques développées dans l'émission du jour.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Chaque jour dans l'Heure des Pros, Eliot Deval nous livre son édito.Vous voulez réagir ? Appelez-le 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou rendez-vous sur les réseaux sociaux d'Europe 1 pour livrer votre opinion et débattre sur grandes thématiques développées dans l'émission du jour.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
« Donald Trump déploie des avions de surveillance au-dessus du Nigeria, prélude à une intervention militaire des États-Unis ? » titre Afrik.com. À l'origine de cette question : des données de suivi de vol, révélées par Reuters, en début de semaine. « Depuis fin novembre, un appareil (...) du Pentagone survole quotidiennement l'espace aérien nigérian. » De quoi alimenter « les spéculations sur les intentions réelles de l'administration Trump ». Tout ça, dans un contexte diplomatique en dents de scie, car les tensions étaient, il y a peu, encore palpables : le « 1ᵉʳ novembre [dernier], Donald Trump a menacé le Nigeria d'une intervention militaire » et accusé « le gouvernement de tolérer le massacre de chrétiens », rappelle Afrik.com. « [Donald Trump] a promis de pulvériser les terroristes islamistes ». Son ministre de la Défense a confirmé que le Pentagone « se prépare à passer à l'action ». Ces déclarations ont été vivement critiquées à Abuja, où les autorités rejettent l'idée d'un « génocide chrétien ». Fin de la brouille diplomatique Et il y a quelques jours, une conférence de presse a eu lieu à Abuja, à l'occasion de la visite d'une délégation américaine. La brouille diplomatique entre les États-Unis et le Nigeria semble passée, si l'on en croit les déclarations du ministre nigérian de l'Information, qui évoque « un engagement ferme et respectueux » des deux parties. Ces collectes de renseignements, au-dessus du Nigeria, ce serait donc le « signe d'une coopération sécuritaire accrue », commente pour sa part le journal nigérian The Guardian. D'après un analyste interrogé par Afrik.com, cette activité aérienne démontre aussi la volonté de Washington de reconstituer son réseau de renseignement, dans la région sahélienne. « Après la fermeture forcée de la base américaine d'Agadez au Niger et la montée en influence de la Russie, les États-Unis cherchent manifestement à maintenir une présence stratégique en Afrique de l'Ouest, via le Ghana et, de fait, au-dessus du Nigeria », peut-on lire. À lire aussiNigeria: la brouille entre Washington et Abuja «largement résolue», annonce le gouvernement Problème de sécurité au Nigéria « Ces opérations de surveillance interviennent également plusieurs mois après l'enlèvement, au Niger voisin, d'un pilote américain travaillant pour une organisation missionnaire », rappelle aussi The Guardian. Le scénario d'une intervention américaine est-il plausible ? C'est la question que se pose Afrik.com. Et le mot clé à retenir, c'est « prudence » : « Le Nigeria reste un allié stratégique de Washington et un acteur clé de la lutte régionale contre le terrorisme. Le président nigérian a rappelé que "la violence touch(ait) toutes les communautés" et rejeté toute accusation de persécution religieuse. » Par ailleurs, le Nigeria traverse aussi une période de forte instabilité. Le président a proclamé l'état d'urgence sécuritaire en novembre, « après une succession d'attaques meurtrières et l'enlèvement de plus de 300 écoliers, dans le nord du pays. » À ce sujet, et dans ses colonnes Edito, le journal burkinabé Le Pays commente : « Si l'on en croit les autorités nigérianes, aucun élève enlevé ne se trouve encore entre les mains des groupes armés. Tous, disent-elles, ont été libérés. » Mais, il y a encore des questions sans réponse pour l'instant : dans quelles conditions ont-ils été libérés ? Y a-t-il eu paiement de rançons ? « Car, il faut le dire, le paiement de rançons ne fait que renforcer la capacité de nuisance des groupes criminels. Franchement, le Nigeria, c'est peu de le dire, a mal à sa sécurité intérieure », écrit Le Pays. Au Bénin, pays voisin du Nigeria, Patrice Talon a « fait son au revoir au Parlement » « Une intervention à forte portée institutionnelle, marquée à la fois par la mise en perspective de dix années de réformes et par un ton d'adieu assumé », selon La Nouvelle Tribune. Le journal béninois La Nation revient aussi sur ce dernier discours sur l'état de la nation, aux allures de bilan mais dont le cœur a été consacré à la tentative de coup d'État manquée du 7 décembre, « date désormais inscrite dans l'histoire politique récente du pays ». Le président a mentionné « des assaillants qu'il a décrits comme des "marginaux insensés", manipulés par des intérêts internes et externes en quête de privilèges perdus », peut-on lire. Pour le journal La Nation, ces mots veulent ainsi « souligner la gravité de l'acte, mais surtout la solidité du rempart républicain que constituent les forces armées et de sécurité ». Alors que de futures élections approchent, le président a également dit croire en une transition apaisée, marquée par le renouvellement des institutions et la continuité de l'État. À lire aussiBénin: le président Patrice Talon défend son bilan dans un ultime discours sur l'état de la nation
Tous les matins dans Europe 1 Bonjour, Laurent Tessier revient sur le meilleur de l'émission de Pascal Praud et vous de la veille et vous livre en avant-première les sujets sur lesquels vous pourrez réagir en direct entre 11h et 13h, au 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou sur nos réseaux sociaux.Vous voulez réagir ? Appelez-le 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou rendez-vous sur les réseaux sociaux d'Europe 1 pour livrer votre opinion et débattre sur grandes thématiques développées dans l'émission du jour.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Tous les matins dans Europe 1 Bonjour, Laurent Tessier revient sur le meilleur de l'émission de Pascal Praud et vous de la veille et vous livre en avant-première les sujets sur lesquels vous pourrez réagir en direct entre 11h et 13h, au 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou sur nos réseaux sociaux.Vous voulez réagir ? Appelez-le 01.80.20.39.21 (numéro non surtaxé) ou rendez-vous sur les réseaux sociaux d'Europe 1 pour livrer votre opinion et débattre sur grandes thématiques développées dans l'émission du jour.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Alors que l'IA progresse à un rythme effréné, les signaux d'alarme se multiplient : licenciements, automatisation accélérée et visions opposées des leaders tech interrogent notre rapport au travail et son avenir.Les signaux d'alerte qui ravivent les peursLa vague récente d'annonces liées à l'IA alimente un climat de nervosité croissante. HP prévoit de réduire 10 % de ses effectifs, motif : l'intelligence artificielle. À Las Vegas, AWS a exhibé des agents capables de superviser des infrastructures ou de diagnostiquer des incidents en continu. Ces innovations se veulent rassurantes, présentées comme un soutien aux équipes débordées, mais elles réveillent inévitablement l'idée d'une automatisation qui grignote les métiers, comme en témoignent traducteurs, graphistes ou rédacteurs dont l'activité a déjà été transformée, voire absorbée.Entre angoisse futuriste et optimisme technologiqueDeux camps s'opposent. Elon Musk prédit la fin du travail forcé : d'ici vingt ans, selon lui, l'emploi deviendra purement facultatif. Une perspective spectaculaire qui nourrit davantage la peur que la sérénité. À l'inverse, Jensen Huang (Nvidia) défend une vision plus lumineuse : l'IA ne remplacerait pas l'humain, mais lui offrirait plus d'espace pour créer, inventer et poursuivre des idées. Une opposition de visions qui cristallise parfaitement l'incertitude actuelle.Ce que disent réellement les étudesLe FMI estime que 40 % des emplois des pays développés seront touchés, mais toucher ne signifie pas nécessairement supprimer. Certains postes seront automatisables, d'autres améliorés, beaucoup transformés. L'OCDE rappelle que les régions très automatisées ne sont pas celles qui perdent le plus d'emplois : l'automatisation détruit des postes, certes, mais elle en crée aussi. Nous assistons moins à une disparition du travail qu'à un gigantesque rebattage de cartes.Vers un monde d'humains superviseurs d'IA ?L'IA peut désormais remplacer un nombre croissant de tâches, et certains métiers monotâches pourraient disparaître. L'humain deviendrait alors “résolveur de problèmes”, intervenant lorsque la machine s'enraye. Sera-ce un appauvrissement ou au contraire une évolution vers des missions à plus forte valeur ? La vraie question est celle de l'accompagnement : formation, adaptation, prise de conscience de nos forces face aux limites des systèmes. La transformation est inévitable ; c'est notre capacité collective à la maîtriser qui déterminera si elle sera un levier ou une menace.-----------♥️ Soutien : https://mondenumerique.info/don
L'Union européenne lance un vaste “omnibus numérique” pour simplifier ses règles, mais derrière la promesse d'allègement administratif se profilent inquiétudes, paradoxes et accusations de recul sur la protection des données.La grande promesse de simplification réglementaireLa Commission européenne engage une réforme baptisée “omnibus numérique” destinée à refondre ou ajuster plusieurs textes majeurs, du RGPD à ePrivacy, en passant par le Data Act. L'objectif : réduire la complexité réglementaire qui étouffe l'écosystème européen. Entre bannières de consentement incessantes, obligations labyrinthiques et formalités chronophages, les entreprises réclament depuis longtemps plus de cohérence. Bruxelles promet des procédures allégées, des interfaces plus claires et un environnement propice à l'innovation. Une promesse séduisante, à condition de ne pas vider les textes de leur substance.Cookies : vers la fin de la fatigue du clicL'une des mesures les plus concrètes concerne les cookies. L'idée est de permettre aux utilisateurs de définir leurs préférences une fois pour toutes dans leur navigateur — Chrome, Safari, Firefox ou Edge. Fini les pop-ups répétitifs. Les choix seraient appliqués automatiquement pour les usages les moins sensibles. Cette simplification répond à une fatigue collective bien réelle. Mais elle soulève une inquiétude majeure : confier aux géants du numérique ce pouvoir revient à leur attribuer un rôle de gatekeeper supplémentaire, avec le risque de biais, d'abus ou d'opacité.Intelligence artificielle : un glissement réglementaire sensibleAutre changement majeur : consacrer l'entraînement des modèles d'IA comme un “intérêt légitime” pour les entreprises. Cela permettrait d'exploiter de larges ensembles de données sans demander un consentement explicite à chaque fois. Sur le plan technique, c'est cohérent avec les besoins des modèles génératifs et des systèmes d'apprentissage. Mais pour les défenseurs des libertés numériques, c'est une brèche inquiétante dans le cadre de l'AI Act. Ils redoutent un recul du modèle européen, ouvrant la voie aux pratiques plus permissives des géants américains.Trouver la nuance pour ne pas sacrifier les droits fondamentauxCe débat illustre un paradoxe typiquement européen : construire une forteresse réglementaire jugée étouffante, puis être accusé de reniement dès qu'on tente de l'alléger. La voie raisonnable semble être celle de la nuance : simplifier sans renoncer. Cela implique des interfaces de consentement honnêtes, des outils publics pour aider les PME à être conformes, et un encadrement très clair des usages sensibles liés à l'IA. Alléger le train réglementaire sans décrocher les wagons des droits fondamentaux : un exercice délicat dont dépend l'avenir numérique du continent.-----------♥️ Soutien : https://mondenumerique.info/don
Entre prouesses technologiques et chutes spectaculaires, 2025 marque le véritable départ de la robotique humanoïde. Une course mondiale s'engage entre États-Unis, Chine et Europe.La chute d'A.I.Dol, symbole d'une robotique en apprentissageEn novembre à Moscou, le robot russe A.I.Dol s'est effondré dès son entrée en scène. Pensé pour incarner la puissance technologique du pays, il est devenu malgré lui le symbole des limites actuelles de la robotique humanoïde. L'épisode a fait rire le monde entier, mais il illustre surtout une vérité : la route vers des machines capables d'évoluer naturellement dans notre environnement humain reste longue et semée d'embûches.2025, du laboratoire à la mise en situation réelleCette année, les humanoïdes sortent enfin des labos. Aux États-Unis, Tesla teste Optimus dans ses usines ; Figure AI, soutenue par OpenAI, présente un robot capable d'effectuer des tâches ménagères. En Chine, la mobilisation est massive : des dizaines d'entreprises, soutenues par l'État, développent des robots pour l'industrie et la santé. Même les « marathons de robots » se multiplient à Pékin, preuve d'une émulation sans précédent. La robotique humanoïde est devenue un enjeu stratégique national.L'Europe avance prudemment mais sûrementSur le continent européen, la philosophie est différente : prudente, humaniste, réfléchie. En France, Wandercraft prépare Calvin 40 pour les usines ; au Royaume-Uni, Ameca fascine par ses expressions réalistes ; en Norvège, 1X Technologies commercialise Iron, un humanoïde encore maladroit mais prometteur. L'Europe mise sur la coopération homme-machine plutôt que sur la substitution. Cette approche, parfois jugée lente, pourrait pourtant s'avérer payante sur le long terme.Une course mondiale encore balbutianteAucun humanoïde n'est encore autonome. Tous sont partiellement télécommandés, corrigés par des opérateurs humains. Mais chaque chute, chaque essai, alimente les algorithmes d'apprentissage. 2025 n'est pas l'année des robots parfaits, mais celle du coup d'envoi. Et comme toujours dans la tech, celui qui part au bon moment – ni trop tôt, ni trop tard – pourrait bien remporter la course.-----------♥️ Soutien : https://mondenumerique.info/don
La mort à San Francisco d'un chat écrasé par un taxi autonome a provoqué l'émotion de tout un quartier. Une affaire en apparence anodine, révélatrice de nos craintes face à une technologie irresponsable.L'émotion était grande, fin octobre, dans le quartier de Mission Street, à San Francisco, après la mort du chat Kitkat, tué accidentellement par un robotaxi de la compagnie Waymo. L'animal, qui passait ses journées dans une supérette, était la mascotte du quartier, si l'on en croit le média local San Francisco Standard.Technologie irresponsableCe n'est pas tant la mort de l'animal qui a bouleversé les habitants, que l'absence totale de réaction humaine. Pas de conducteur pour descendre, pas de mot d'excuse, pas de visage à accuser. Juste une machine qui redémarre. L'intelligence artificielle est plus précise, rapide et plus sûre que l'humain mais elle est aussi incapable d'empathie et de regret.Qui est responsable ? L'IA ne peut pas être coupable. Alors, est-ce le concepteur ? L'entreprise qui exploite le véhicule ? Le régulateur ? Cette dilution de la responsabilité augmente au fur et à mesure que les machines prennent des décisions. Un monde où plus rien ni personne ne répond des erreurs commises.Près de 900 incidents en 2025Kit Kat n'est pas le premier animal victime d'un robotaxi à San Francisco. D'autres chats, des chiens et aussi des cyclistes ou des piétons ont été heurtés de manière plus ou moins grave. On déplore près de 900 incidents chez Waymo cette année. Chacun de ces cas révèle la même faille : la difficulté pour ces systèmes, pourtant calibrés au millimètre, à gérer les imprévus du réel.La mésaventure du chat Kitkat incarne le tiraillement entre deux visions du progrès : d'un côté, une technologie qui nous protège, et, de l'autre, un futur qui, parfois, nous échappe.-----------♥️ Soutenez Monde Numériquehttps://donorbox.org/monde-numerique
Emmanuel Macron plaide pour un encadrement plus strict des plateformes, mais jusqu'où faut-il aller sans basculer dans la censure ?Extrait de L'Hebdo du 1er novembre 2025Un discours présidentiel sans détourLors du Forum de la Paix à Paris, Emmanuel Macron a livré une violente charge contre les réseaux sociaux. Il a dénoncé un modèle économique fondé sur la manipulation de l'attention, accusant les plateformes américaines – et en particulier X – de favoriser les contenus les plus extrêmes. Selon lui, cette dérive menace directement nos démocraties, car l'émotion y supplante la vérité et l'argumentation.Vers une nouvelle ère de régulation ?Le chef de l'État appelle à “reprendre le contrôle” de notre vie démocratique et informationnelle. Transparence des algorithmes, suppression des faux comptes, fin de l'anonymat total… autant de pistes qui s'inscrivent dans un mouvement européen plus large, initié avec le Digital Services Act.Mais ce discours de fermeté révèle aussi un paradoxe : comment encadrer les géants du numérique sans freiner l'innovation ? Et surtout, comment réguler des entreprises souvent hors de portée du droit européen ?Le risque d'un glissement autoritaireImposer l'identité réelle sur les réseaux pose une question fondamentale : faut-il renoncer à l'anonymat pour plus de sécurité ? Ce serait oublier que le pseudonymat protège aussi la liberté d'expression, notamment celle des lanceurs d'alerte ou des citoyens ordinaires. Lutter contre les dérives en ligne ne peut se faire au prix d'une surveillance généralisée.Les réseaux sociaux, toujours sources d'informationEmmanuel Macron affirme que “les réseaux sociaux ne sont plus des lieux où l'on peut s'informer”. Je ne partage pas ce constat. Entre les médias traditionnels, les médias alternatifs et les témoignages directs, ces plateformes restent des espaces d'expression essentiels. Le vrai enjeu, c'est l'éducation au discernement : apprendre à reconnaître la désinformation, à vérifier les sources, à penser contre soi-même.Réguler, oui — mais sans oublier de former les citoyens à exercer leur esprit critique.-----------♥️ Soutienhttps://donorbox.org/monde-numerique
Denis Isaia"Eugene Berman. Modern Classic"MART Roveretowww.mart.tn.itDa un'idea di Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Scungio. A cura di Sara De Angelis, Denis Isaia, Peter Benson Miller, Ilaria Schiaffini.In collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Lazio, Ministero della Cultura.Il Mart presenta la più grande retrospettiva mai dedicata a Eugene Berman (San Pietroburgo 1899 – Roma 1972). Pittore, scenografo, illustratore e fotografo di viaggio, Berman fu uno dei protagonisti dell'arte neo-romantica del secolo scorso, interprete di un linguaggio che unisce modernità e classicità.La mostra contribuisce alla riscoperta di un grande cosmopolita. Grazie anche al fondamentale coinvolgimento di alcuni tra i collezionisti internazionali più attenti, ripercorre le tre fasi principali della carriera dell'artista: gli esordi parigini degli anni Venti e primi anni Trenta a contatto con le avanguardie europee; la lunga stagione americana (dal 1935 al 1957) segnata dal successo come artista e scenografo; l'approdo definitivo a Roma (dal 1958 al 1972) dove visse fino alla morte.Il percorso espositivo, cronologico e tematico, riunisce oltre cento dipinti accompagnati da disegni, fotografie, documenti e da un importante nucleo di reperti archeologici e oggetti rari collezionati da Berman stesso. Questo straordinario insieme consente di scoprire e ricostruire quell'incredibile miscela di realtà e poesia, di verosimiglianza e visione immaginaria, di passato e modernità che costituisce il tratto caratteristico dell'opera di Eugene Berman.Accanto ai dipinti e alle scenografie per i grandi teatri internazionali, il Mart espone materiali d'archivio che raccontano la poliedricità di Berman: collaborazioni con riviste come Vogue America e Life, appunti di viaggio, fotografie, cataloghi. Ne emerge un diario visivo sospeso tra realtà e visione, capace di connettere l'esperienza del Novecento con la tradizione classica e rinascimentale.Ideata da Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Scungio, la curatela della mostra è affidata alla docente Ilaria Schiaffini e allo storico dell'arte americana Peter Benson Miller insieme a Denis Isaia, per il Mart, e a Sara De Angelis per il Forte Sangallo. L'allestimento è firmato dall'architetto Emiliano Leoni.I curatori sono stati supportati dal prezioso lavoro di critici, studiosi, storici che, insieme agli stessi curatori, hanno costituito un vero e proprio comitato di studio: Gloria Galante, Lindsay Harris, Romina Laurito, Lorenzo Mantovani, Gabriele Quaranta, Eros Renzetti, Martina Rossi, Giulia Tulino.La mostra è accompagnata dal più ricco catalogo mai pubblicato su Berman. Edito da Silvana Editoriale, include un saggio a quattro mani di Vittorio Sgarbi e Denis Isaia, i testi dei curatori Sara De Angelis, Peter Benson Miller e Ilaria Schiaffini; oltre ai contributi di Ester Garasto, Lindsay Harris, Gabriele Quaranta, Eros Renzetti, Martina Rossi, Luca Scarlini e Giulia Tulino, il catalogo delle opere e gli apparati.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Une pétition internationale relance le débat sur les dangers d'une super-intelligence artificielle. Faut-il vraiment appuyer sur le frein ?Des centaines de personnalités — scientifiques, politiques, mais aussi célébrités — réclament un moratoire sur le développement des systèmes d'IA les plus avancés. Mais Dans cet édito, je reviens sur les arguments avancés par les signataires et j'examine, point par point, les menaces réelles ou supposées :L'hypothèse d'une IA « à la Terminator » capable de dominer l'humanité.Les usages malveillants ou déviants : désinformation, cybercriminalité, surveillance massive.Les biais, les dérives psychologiques et la perte d'esprit critique.L'impact environnemental et social d'un déploiement massif de l'IA.Face à ces inquiétudes, la question centrale demeure : faut-il ralentir la recherche ou au contraire accélérer pour mieux comprendre et maîtriser ces outils ?-----------♥️ Soutienhttps://donorbox.org/monde-numerique
Alors que le Français Philippe Aghion vient de recevoir le prix Nobel d'économie, il est temps de se pencher sur une question essentielle : qu'est-ce que l'innovation, et à quoi sert-elle vraiment ?L'innovation, moteur de croissance selon Philippe AghionPour Philippe Aghion, tout juste couronné du prix Nobel d'économie, la croissance durable ne repose ni sur le capital ni sur les ressources naturelles, mais sur l'innovation. Dans la lignée de Schumpeter, il voit dans la destruction créatrice — ce mouvement par lequel les nouvelles idées remplacent les anciennes — la clé du progrès économique et social. Mais encore faut-il savoir ce qu'on entend par innovation, et surtout comment une société choisit de la cultiver.Innover, ce n'est pas inventerOn confond souvent invention et innovation. Une invention, c'est la naissance d'une idée ou d'une technologie nouvelle — comme l'ampoule d'Edison. L'innovation, elle, transforme l'existant pour créer plus de valeur et de sens. L'imprimerie, Internet ou encore l'intelligence artificielle en sont les meilleurs exemples : ce ne sont pas de simples trouvailles, mais des révolutions d'usages qui changent durablement nos sociétés.Le progrès… et le désordreL'innovation, c'est aussi le désordre organisé. Chaque rupture technologique détruit des métiers avant d'en créer de nouveaux : c'est la fameuse destruction créatrice décrite par Schumpeter et revisitée par Philippe Aghion. Aujourd'hui, l'innovation algorithmique bouleverse non seulement l'économie, mais aussi nos relations sociales et nos imaginaires. Elle est devenue une force de transformation à l'échelle mondiale.La France, entre prudence et paralysiePendant que la Chine automatise ses ports et que d'autres pays testent les taxis autonomes, la France se perd dans la régulation et la peur du risque. Notre culture du principe de précaution bride l'audace et l'expérimentation. Pour innover, il faut oser. Replacer la science, la formation et la confiance dans l'avenir au cœur du projet collectif, comme le suggère Philippe Aghion, est plus que jamais une urgence.-----------♥️ Soutienhttps://donorbox.org/monde-numerique
« Monsieur le président sortez la tête haute ! ». C'est le titre de la couverture du Point cette semaine. Selon le magazine, c'est un triple effondrement qui se joue en ce moment : économique, social et politique, et seule une démission et une présidentielle anticipée en mai 2026 pourraient permettre de sortir ce cette crise. « Aujourd'hui, le président de la République concentre tous les pouvoirs mais n'en exerce aucun » écrit un avocat essayiste, « Emmanuel Macron parade et pérore mais n'agit pas, chef d'un État obèse et impuissant dont la faillite financière s'affirme comme un risque existentiel pour notre pays ». L'essayiste attire notamment l'attention sur deux choses : d'abord, la France n'a plus aujourd'hui ni gouvernement pour conduire la politique de la nation, ni de Parlement pour voter les lois et contrôler l'exécutif. Une présidentielle en mai 2026 laisserait le temps nécessaire pour travailler sur des projets crédibles pour relever le pays. En résumé, pour Le Point : Emmanuel Macron « doit partir et laisser les français reconstruire ce qu'il a détruit ». Le magazine Marianne, consacre aussi un dossier entier sur Macron cette semaine, et le surnomme « Le Forcené de l'Élysée ». Il décrit un président qui perd la raison et qui est surtout « désynchronisé ». Ce qui faisait sa force - rester calme dans la tempête - est devenu sa faille... « Glorieuses ou désastreuses, les crises sont son décor préféré : Macron aime quand l'Histoire se referme sur lui. Sa présidence n'est plus une fonction, mais une identité (...). Il ne démissionnera pas : ce serait abolir la tension sans laquelle il ne respire pas. (...) Certains rois n'ont eu d'autre projet que d'être rois. Emmanuel Macron est de ceux-là. Reste la question : à quoi bon ? » Et puis cette autre interrogation qui ressort : « Et si nous arrêtions de nous regarder le nombril ? » demande le directeur de la rédaction de L'Express dans un Edito. Il décrit : « Au Portugal, en Grèce, en Espagne ou en Italie, les mêmes maux ont semé les mêmes doutes. Fin de la comparaison. Car de Madrid à Athènes en passant par Rome ou Lisbonne, les gouvernements ont su établir - parfois dans la douleur - les bases du redressement. Suivons leur exemple, avant que, faute d'action, les portes du pouvoir s'ouvrent aux extrêmes ». La priorité, c'est donc de « relever la tête, d'adopter un budget et de redonner aux français l'envie du politique. Retrouver de la grandeur d'âme, celle qui a prévalu en juillet 2024 » au moment des JO. Le vainqueur du Vendée Globe 2024 Charlie Dalin en lutte contre un cancer C'est « le Destin » qui se joue diront certains... « La Force du Destin » c'est d'ailleurs le nom d'un livre qui fait parler : celui du vainqueur du Vendée Globe 2024 - Charlie Dalin. Dans un portrait plein d'espoir dans le Nouvel Obs, que le navigateur se livre : il raconte son combat contre le cancer, à 41 ans, et comment il a pu gagner le Vendée Globe, tout en luttant contre la maladie : une tumeur gastro intestinale. Les premiers symptômes remontent à 2023 avec « des maux de ventre, qui passent avec un Spasfon, mais reviennent » et des douleurs qui s'intensifient et qui persistent. Charlie Dalin constate dans la foulée qu'il a perdu 4 ou 5 kilos. Après des analyses, un médecin lui annonce que sa tumeur mesure 15 centimètres. Il en informe son équipe et son partenaire - la Macif. « Il y a vingt ans on en mourrait » raconte-t-il « ça me glace rien que d'en parler ». Son traitement consiste à avaler un comprimé par jour, et passer la douleur, la course en solitaire finit par s'inviter dans son esprit. « Le 10 Novembre 2024, il est sur la ligne de départ ». Il se livre : « C'était inespéré ! Je pense que j'étais le plus détendus des 40 candidats, tellement j'étais simplement heureux d'être là ». La suite on la connaît : la victoire, mais l'euphorie est de courte durée, car la tumeur a regrossi pendant la course. Opéré en Mars, le cancer semble revenir, mais un autre traitement est proposé à Charlie Dalin. Aujourd'hui, son état est stable. Et comme beaucoup de malades il « a appris à vivre, au jour le jour ». L'art africain contemporain, un intérêt et des prix en hausse Et après ce beau portrait, direction justement les galeries d'art. Cette semaine dans l'Express, l'Art africain contemporain est mis en valeur au sens propre comme au sens figuré. À l'image de l'immensité du continent Africain, les artistes sont nombreux, tout comme l'offre... Collage, dessin, gouache, peinture, textile, matériau de récupération et photos abondent au cœur de cet art. « L'art contemporain est essentiellement figuratif » explique une spécialiste d'Artcurial dans les colonnes de l'Express : « La représentation de l'homme, la femme et des enfants est partout présente dans les tableaux et les photographies » mais, « Leur image est originale. Les artistes s'inspirent des canons occidentaux de la peinture ancienne pour les retranscrire à la mode africaine ». Et tout ça attire les curieux, les amateurs et les collectionneurs d'art. Un intérêt verni d'une hausse des prix. La palette financière est variée comme les couleurs : à partir de quelques milliers d'euros pour des belles pièces comme celles de l'Ivoirien Saint-Etienne Yeanzi. Et ça peut aller jusqu'à 30 000 à 100 000 euros pour des peintres reconnus comme le Congolais Chéri Samba ou l'Ivoirien Aboudia. Un conseil, si vous voulez investir : mieux vaut miser sur des artistes « présents dans les musées et les fondations privées » car « leur production devrait se valoriser au fil du temps ».
Un texte explosif secoue Bruxelles : le projet “Chat Control”, qui doit être examiné le 14 octobre par la Commission européenne, prévoit de scanner les messages privés sur WhatsApp, Signal, Messenger ou Telegram pour détecter les contenus pédopornographiques. Mais la méthode soulève une onde de choc : pour fonctionner, le dispositif impliquerait l'installation d'un logiciel espion capable d'analyser les messages avant même leur envoi.Les défenseurs des libertés numériques crient à la surveillance de masse, évoquant une atteinte directe à la confidentialité des communications et au droit fondamental à la vie privée. Le texte divise profondément les États membres : l'Allemagne, les Pays-Bas ou la Belgique s'y opposent, tandis que d'autres pays, dont la France, restent plus nuancés.Entre protection des enfants et risque de dérive autoritaire, “Chat Control” illustre parfaitement le dilemme européen : jusqu'où peut-on aller pour garantir la sécurité sans sacrifier nos libertés ?-----------♥️ Soutienhttps://donorbox.org/monde-numerique
L'Europe devient peu à peu une zone où les nouveautés technologiques arrivent en retard, voire pas du tout. Entre Apple Intelligence, Meta AI ou encore certaines fonctions de Google, les innovations américaines sont de plus en plus bloquées aux frontières européennes.En cause : la réglementation du vieux continent. Le DMA, le DSA ou encore l'IA Act ont pour objectif de protéger les citoyens et d'assurer une concurrence équitable. Mais en retour, les géants de la Silicon Valley préfèrent retarder, adapter, voire abandonner leurs lancements européens.Résultat : un bras de fer qui laisse les consommateurs sur le carreau, et qui pose une question cruciale : l'Europe est-elle en train de se transformer en forteresse numérique, au risque de décrocher dans la course mondiale à l'innovation ?-----------♥️ Soutienhttps://donorbox.org/monde-numerique
Alors qu'OpenAI annonce un film d'animation pour 2026, co-réalisé avec l'intelligence artificielle, la profession s'alarme : et si Critterz annonçait l'ère d'un cinéma sans humains ?En 2023, un court-métrage mystérieux apparaît sur YouTube : Critterz, des créatures poilues et mignonnes dans une forêt stylisée façon Pixar. Mais ce n'est pas Pixar : c'est OpenAI. Et ce n'est qu'un début.Un long-métrage est annoncé pour 2026, avec l'ambition de concourir dans les festivals. Réalisé à partir d'images générées par DALL·E, puis animées de manière classique, Critterz n'est pas un film "100% IA". L'écriture a été assistée par ChatGPT, mais ce sont encore des humains qui tiennent les manettes.Pourtant, la polémique enfle. Des professionnels dénoncent une menace pour la création et les emplois. Faut-il avoir peur ? Ce n'est pas la première fois que la technologie bouleverse l'industrie du cinéma — on l'a vu avec le montage numérique, les effets spéciaux ou encore l'arrivée du son.La véritable rupture ? Critterz coûtera cinq à dix fois moins cher qu'un film d'animation traditionnel… et pourra être produit en moins d'un an. C'est peut-être là que le bât blesse.Dans cet édito, je reviens sur ce cas emblématique qui cristallise toutes les inquiétudes autour de l'intelligence artificielle dans la création artistique.
De la prudence, des interrogations et même du scepticisme… Dans la presse africaine ce matin, la reconnaissance de la Palestine par le Royaume-Uni, le Canada, l'Australie et le Portugal, beaucoup de questions subsistent : « Cette reconnaissance va-t-elle faire bouger les lignes ? Rien n'est moins sûr », commente notamment au Burkina Faso, le journal Le Pays dans ses colonnes édito. L'un des points soulevés est la place de Washington sur l'échiquier géopolitique : « Tant que le pays de l'Oncle Sam continuera de mettre Israël sous son parapluie, il ne faut pas rêver d'une solution à deux États dans cette partie du monde. (…) Du reste, on est fondé à croire que l'action des dix pays occidentaux, vise à se donner bonne conscience. En tout cas, elle est loin d'être sincère car, nombre parmi ces pays, à commencer par la France, soutenaient ouvertement Israël dans sa folie meurtrière dans la bande de Gaza. Si ce n'est pas de l'hypocrisie, cela y ressemble fort », peut-on lire. Et si la grande majorité des pays africains a reconnu l'État palestinien dès 88, après la déclaration d'indépendance de la Palestine par l'OLP de Yasser Arafat, aujourd'hui « Ils ont beau crier leur ras-le-bol, leur voix reste inaudible. Le seul pays dont l'action a secoué l'Israël, c'est l'Afrique du Sud qui avait saisi la Cour internationale de justice. Mais la suite, on la connaît. Le pays de Cyril Ramaphosa a été sanctionné plus tard par le président américain... » Dans le journal du Niger, la reconnaissance de la Palestine par le Royaume-Uni, le Canada, l'Australie et le Portugal est un événement diplomatique majeur. Le média souligne « une décision prise sous le poids des victimes et de la pression internationale », après deux ans de guerre à Gaza et rappelle que des organisations comme Amnesty International ont accusé Israël de crimes de guerre, ce qui accentue l'urgence d'une action diplomatique. Le soutien historique de l'Afrique à la Palestine La presse met aussi en avant le lien particulier entre l'Afrique et la Palestine, tout comme son soutien historique. Une mise en relief nécessaire : avec 52 pays sur 54 ayant officiellement reconnu l'État palestinien (les exceptions sont le Cameroun et l'Érythrée) « L'Afrique est le principal soutien diplomatique du peuple palestinien sur la scène internationale », déclare le média Sénégalais Sénéplus. « Cette cohésion remarquable ne relève pas du hasard. Elle puise ses racines dans l'histoire commune des luttes anticoloniales et anti-impérialistes qui ont marqué le XXe siècle. Les peuples africains, ayant vécu l'expérience de la domination coloniale, reconnaissent dans le combat palestinien un écho de leurs propres luttes pour l'indépendance et la dignité », peut-on lire. Alors que l'Afrique du Sud a saisi dès le mois de Décembre 2023 la CIJ - l'organe judiciaire des Nations unies. Le média Sénéplus y analyse aussi une « continuité historique, la détermination du continent à porter la voix palestinienne dans les instances internationales ». La Guinée après le référendum constitutionnel Oui, avec cette question « Le vote et après » ? C'est même le titre d'un Edito dans le média guinéen ledjely... D'après ce dernier « On s'achemine vers le retour à l'ordre constitutionnel. Car même si l'on n'a encore aucun résultat, l'approbation de la nouvelle Constitution ne fait l'ombre d'aucun doute ». Le journal guinéen rappelle aussi un contexte de suspension des principaux partis politiques du pays « le "Oui" est assuré de l'emporter » déclare-t-il. « D'autant que les partisans de cette tendance sont les seuls à avoir battu campagne au cours des trois dernières semaines. Ainsi donc, (…) on scrutera tout particulièrement le taux de participation. Celui-ci se révélant pertinent en raison de l'appel au boycott lancé par Cellou Dalein Diallo, Alpha Condé et Sidya Touré, à la veille du scrutin ». « Mais plus que ces réformes, ce qui intrigue, c'est que la nouvelle Constitution n'aborde pas la question de la candidature des militaires. Et comme on le sait, ce qui n'est pas interdit par la loi, est autorisé », commente l'observateur Paalga. Le média du Burkina Faso - pays dirigé par des militaires - précise que « selon les spécialistes de la scène politique guinéenne... la candidature du général Mahamadi Doumbouya ne fait plus de mystère ».
Le Premier ministre albanais a promu une IA baptisée Diella au poste de ministre des Marchés publics. Si elle était déjà utilisée sous forme de chatbot pour simplifier les démarches administratives, Diella devient désormais un visage politique officiel – virtuel, certes, mais au cœur du pouvoir.Derrière cette nomination, une promesse : celle d'une gouvernance plus transparente, débarrassée de la corruption qui gangrène les appels d'offres dans de nombreux pays. Une IA, par définition, n'a pas d'intérêts personnels, pas de tentation de s'enrichir. Voilà un argument séduisant pour un pays comme l'Albanie, en quête de respectabilité sur la scène européenne. Mais suffit-il d'être une machine pour être incorruptible ?Car très vite, les questions s'enchaînent. Quelles seront les prérogatives réelles de cette IA ? Prendra-t-elle seule des décisions ? Sur quels critères attribuera-t-elle les marchés publics ? Et surtout, pourra-t-elle être manipulée à l'insu de tous ? On le sait, une IA n'est jamais neutre : elle dépend de la qualité de ses données, de ses concepteurs, et peut très bien reproduire des biais humains… voire amplifier certaines dérives.
Elon Musk veut faire de Grok, son chatbot dopé à l'IA, un instrument d'influence idéologique. Mais lui-même a du mal à le contrôler.Dans cet édito, je reviens sur les mésaventures d'Elon Musk avec Grok, l'intelligence artificielle développée par sa société xAI et intégrée au réseau social X. Présenté comme un concurrent à ChatGPT, Grok est censé être politiquement neutre. Pourtant, malgré des ajustements répétés, il dérape régulièrement, alternant les biais politiques et allant jusqu'à encenser Adolf Hitler.Un article du New York Times révèle comment Musk tente désespérément de "recadrer" son chatbot à coups de mises à jour et d'instructions secrètes. Mais peut-on vraiment modeler une IA à son image ? Et surtout, que révèle cette quête de contrôle sur la vision idéologique d'Elon Musk ?-----------♥️ Vous aimez ce podcast ? Soutenez-le !https://donorbox.org/monde-numerique
Et si l'intelligence artificielle, en apprenant à partir de contenus générés par d'autres IA, finissait par tourner en rond ? Ce scénario inquiétant n'est plus de la science-fiction. À mesure que l'IA se nourrit de ses propres productions, elle risque de perdre en qualité, en originalité, et même en cohérence. C'est ce qu'on appelle une boucle de rétroaction négative — ou l'autoréférence qui mène à la folie algorithmique.Dans cet édito, on aborde un phénomène encore peu visible, mais potentiellement dévastateur : la régression modale. Lorsque les contenus d'entraînement cessent d'être humains, c'est toute l'innovation qui vacille. On revient sur les solutions envisagées pour préserver une “base de données” humaine dans l'univers numérique : filigranes numériques, métadonnées, corpus multiculturels et multilingues, IA anti-boucle... sans oublier la nécessité absolue de conserver l'humain dans la boucle.-----------
Hello à tous et toutes ! Retour à l'audio pour cet édito "public" où je vous détaille le programme de l'été pour tous les podcasts (et je vous parle aussi des raisons de ce break).Passez d'excellentes vacances, et on se retrouve en septembre.
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