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Settant'anni fa, nel 1956, il mondo visse uno dei momenti più drammatici del dopoguerra. Due eventi, verificatisi a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, segnarono profondamente quell'anno: la rivolta contro il regime comunista in Ungheria, il 23 ottobre, e lo scoppio della guerra arabo-israeliana, con la crisi di Suez il 29 dello stesso mese. Questi avvenimenti, e in particolare le immagini della resistenza anticomunista ungherese, suscitarono una profonda emozione nell'opinione pubblica e spinsero il Papa Pio XII a rivolgere al mondo intero tre brevi ma importanti encicliche.Con la prima, Luctuosissimi eventus del 28 ottobre, il Pontefice, indisse pubbliche preghiere affinché al popolo ungherese oppresso dal comunismo fosse concessa una pace fondata sulla giustizia. Con la seconda, Laetamur admodum, del 1° novembre, il Papa espresse la sua preoccupazione anche per l'altro conflitto armato che nel frattempo era scoppiato in Medio Oriente, non lontano dalla Terra Santa. Nella terza enciclica, Datis nuperrime, del 5 novembre, dopo la tragica repressione dell'insurrezione ungherese da parte dell'Armata Rossa, Pio XII affermò solennemente che “il sangue del popolo ungherese grida al Signore, il quale, come giusto giudice, se punisce spesso i peccati dei privati soltanto dopo la morte, tuttavia colpisce talora i governanti e le nazioni stesse anche in questa vita, per le loro ingiustizie, come la storia ci insegna.”Il 10 novembre il Pontefice, nel radiomessaggio Per la libertà e la pace, elevò un nuovo accorato appello in favore del popolo ungherese. Ma l'intervento più impegnativo fu il Radiomessaggio natalizio del 23 dicembre in cui Pio XII rivelò di avere pensato alla possibilità di bandire una crociata per difendere l'Ungheria oppressa. Queste le sue parole: “Noi da parte Nostra, come Capo della Chiesa, abbiamo evitato al presente, come in casi precedenti, di chiamare la Cristianità ad una crociata”. Il Papa dunque rivendica il diritto dei Capi della Chiesa di promulgare una crociata e, anche se egli ha deciso di non farlo, ha seriamente valutato questa ipotesi. Aggiunge poi: “Possiamo però richiedere piena comprensione del fatto che, dove la religione è un vivo retaggio degli antenati, gli uomini concepiscano la lotta, che viene loro dal nemico ingiustamente imposta, anche come una crociata”. La crociata è più di una guerra giusta, è una guerra santa, e secondo Pio XII, è lecito concepirla, dove la religione di un popolo è ancora viva, quando è in gioco una causa che tocchi, quelli che egli definisce “i valori assoluti dell'uomo e della società”. “Per la Nostra grave responsabilità - continua il Papa - non possiamo lasciare che questo si nasconda nella nebbia degli equivoci”. Infatti spiega: “Con profondo rammarico dobbiamo a tal proposito lamentare l'appoggio prestato da alcuni cattolici, ecclesiastici e laici, alla tattica dell'annebbiamento, per ottenere un effetto da essi stessi non voluto. Come si può ancora non vedere che questo è lo scopo di tutto quell'insincero agitarsi, che va sotto il nome di «colloqui» ed «incontri»? A che scopo, del resto, ragionare senza un comune linguaggio, o com'è possibile d'incontrarsi, se le vie divergono, se cioè da una delle parti ostinatamente si respingono e si negano i comuni valori assoluti, rendendo quindi inattuabile ogni «coesistenza nella verità»? Già per il rispetto del nome cristiano si deve desistere dal prestarsi a quelle tattiche, poiché, come ammonisce l'Apostolo, è inconciliabile il volersi assidere alla mensa di Dio e a quella dei suoi nemici (cfr. 1 Cor. 10, 21)”. L'appello ai colloqui, agli incontri, alle negoziazioni diviene non solo inutile, ma nocivo, di fronte a un nemico che si serve di questi mezzi come tattica dilatoria per fiaccare lo spirito dei cristiani. Dice Pio XII: “Se la triste realtà Ci costringe a stabilire con chiaro linguaggio i termini della lotta, nessuno può onestamente muoverCi il rimprovero quasi di favorire l'irrigidimento dei fronti opposti, e ancor meno di esserCi in qualche modo allontanati da quella missione di pace che deriva dal Nostro Apostolico Officio. Se tacessimo, ben più dovremmo temere il giudizio di Dio. Rimaniamo fermamente legati alla causa della pace, e Dio solo sa quanto brameremmo di poterla annunziare pienamente e lietamente con gli Angeli del Natale. Ma appunto per salvarla dalle presenti minacce, dobbiamo indicare dove si cela il pericolo, quali sono le tattiche dei suoi nemici e ciò che li addita per tali”. Infatti, “di fronte ad un nemico risoluto ad imporre, in un modo o nell'altro, a tutti i popoli una particolare e intollerabile forma di vita, soltanto l'unanime e forte contegno di tutti gli amanti della verità e del bene può salvare la pace, e la salverà. Sarebbe un fatale errore ripetere ciò che in una simile contingenza avvenne negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, quando ognuna delle nazioni minacciate, e non soltanto le più piccole, cercò di salvarsi a spese delle altre, quasi facendosene scudo, e anzi cercando di trarre dalla altrui angustia vantaggi economici e politici assai discutibili. L'epilogo fu che tutte insieme vennero travolte nella conflagrazione”.Pio XII condanna con tutta chiarezza il cosiddetto spirito di Monaco, ovvero l'atteggiamento delle nazioni occidentali che nel 1938, di fronte all'espansionismo di Hitler si illusero di evitare la guerra, cedendo alle pretese del dittatore nazista: “L'epilogo fu che tutte insieme vennero travolte nella conflagrazione”.Lo scrittore francese Jean Madiran in un editoriale apparso sulla rivista “Itinéraires” del febbraio 1957, a commento del Radiomessaggio di Pio XII lo sottolineava bene: la prima ragione per la quale il Papa non ha chiamato la Cristianità a una crociata non sta nel fatto che si dovrebbe dialogare, venire a patti, intendersi con il comunismo: questa prima ragione sta nel fatto che si può e si deve evitare la guerra mondiale, non con il cedimento però, ma grazie ad una ferma e unanime resistenza alle iniziative, alle manovre, alle infiltrazioni dei sovietici. Il comunismo è un nemico della civiltà cristiana e contro di esso non servono compromessi o dialoghi illusori, ma una resistenza morale, politica e spirituale fondata sulla tradizione religiosa dell'Occidente. II messaggio che Pio XII ci affida è chiaro: sarebbe una grande disgrazia se la guerra mondiale divenisse inevitabile. Ma vi sarebbe una disgrazia ancora peggiore: il silenzio e l'abbandono della lotta di fronte al nemico che attacca. Chi cede per non perdere, è spesso travolto dalla sconfitta e dalla vergogna. A chi combatte per la verità e la giustizia, non manca mai la vittoria. (Roberto de Mattei) Questo episodio include contenuti generati dall'IA.
Barbara Frale"La regola segreta di San Francesco"Sulle tracce di un documento perdutoUtet Libriwww.utetlibri.itAgli inizi del Trecento, a meno di un secolo dalla morte del santo, l'ordine francescano è in guerra. Da una parte i “conventuali”, una fazione diventata ormai ricca e potente, insediata nei palazzi del potere e nelle università; dall'altra gli “spirituali”, un'agguerrita minoranza di frati che accusa i vertici di aver tradito il messaggio originale del fondatore.Al centro della contesa c'è un mistero che dura da un secolo: l'esistenza di una “Regola perduta”, un testo autografo di Francesco d'Assisi, prima che le ingerenze della Curia romana e i compromessi politici ne annacquassero la portata rivoluzionaria.Barbara Frale, storica e paleografa nota a livello internazionale, attraverso documenti inediti, pergamene dimenticate e protocolli segreti della cancelleria apostolica, ricostruisce la vera storia di quel foglietto “scandaloso” che Francesco portò a Roma nel 1209.Cosa accadde davvero quando il santo si trovò faccia a faccia con Innocenzo III, il papa più potente del Medioevo, tra gli ori e i mosaici del Laterano? Perché quel primo testamento, basato sulla povertà assoluta e sull'imitazione letterale del Vangelo, fu respinto e poi insabbiato per decenni? E quale ruolo giocarono cardinali ambiziosi e manovre di palazzo nel trasformare una fraternità di “pazzi di Dio” in un ordine disciplinato al servizio della Chiesa?Dal “conciliabolo delle latrine” che decise un conclave alle strategie per screditare i testimoni scomodi come Ubertino da Casale e Angelo Clareno, l'autrice svela i retroscena di una battaglia secolare. La Regola segreta di san Francesco non è solo la storia di un documento scomparso, ma il racconto vivido di un dramma umano e politico: la lotta impari tra il sogno radicale di un uomo che voleva vivere “senza nulla di proprio” e la realpolitik di un'istituzione millenaria che governava il mondo intero.Barbara Frale, storica e paleografa nota a livello internazionale, dove ha potuto approfondire gli studi sui Templari e la storia della Chiesa direttamente sulle carte originali. Ha collaborato con quotidiani ed emittenti televisive per la realizzazione di servizi e documentari. Autrice di fortunati romanzi storici, tra i suoi numerosi saggi ricordiamo: I Templari e la Sindone di Cristo (il Mulino, 2009), Il principe e il pescatore. Pio XII, il nazismo e la tomba di San Pietro (Mondadori, 2011), Crimine di Stato. La diffamazione dei Templari (Giunti, 2014) e La congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici (con Franco Cardini, 2017).Per Utet ha pubblicato anche L'inganno del gran rifiuto. La vera storia di Celestino V, papa dimissionario (2013) e La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (2016).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8503LOURDES E FATIMA CONTRO IL CATTOLICESIMO ANNACQUATOLa Madonna non è apparsa per distribuire consolazioni facili, ma per chiedere penitenza, preghiera e conversione ai peccatoridi Roberto de Mattei Il nome di Lourdes, assieme a quello di Fatima, evoca una delle più grandi apparizioni mariane della storia. In questo comune francese, ai piedi dei Pirenei, tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858, nella grotta di Massabielle, la Madonna apparve diciotto volte a una contadina di quattordici anni, Bernadette Soubirous. Il carattere miracoloso dell'evento fu riconosciuto da Pio IX e da tutti i Papi suoi successori, alcuni dei quali visitarono Lourdes. Bernadette fu canonizzata dalla Chiesa e sul luogo delle apparizioni furono costruite tre basiliche, che formano un unico santuario, il terzo al mondo per il numero dei pellegrini, dopo la basilica di San Pietro e quella di Guadalupe.Il nome di Lourdes è legato innanzitutto all'Immacolata Concezione, perché la Beata Vergine Maria vi confermò il dogma che Pio IX aveva solennemente definito, quattro anni prima, l'8 dicembre 1854. Il 25 marzo 1858, Bernadette così si rivolse alla misteriosa signora che ormai da tempo le appariva: "Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?". Per tre volte Bernadette rinnovò la domanda finché, come ella stessa racconta, la Madonna allargò le braccia verso terra, alzò gli occhi verso il cielo e nel medesimo tempo, elevando le mani e congiungendole all'altezza del petto, disse: "Io sono l'Immacolata Concezione". "Sembra - commenterà un secolo dopo Pio XII - che la stessa Beata Vergine Maria abbia voluto, in maniera prodigiosa, quasi confermare, tra il plauso di tutta la Chiesa, la sentenza pronunziata dal Vicario del suo divin Figlio in terra" (Enciclica Fulgens Corona dell'8 settembre 1953).Le parole di Lourdes: "Io sono l'Immacolata Concezione". confermano anche la preghiera che la stessa Beata Vergine volle incisa sulla Medaglia Miracolosa, rivelata a santa Caterina Labouré a Rue du Bac, il 27 novembre 1830 e che, da allora è stata ripetuta milioni di volte da generazioni di cattolici: "O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi". Gli uomini sono concepiti nel peccato e, per salvarsi, devono ricorrere all'intercessione della Beata Vergine Maria, piena di grazia e priva di ogni ombra di peccato.PENTITEVIMa accanto a queste parole "Io sono l'Immacolata Concezione", vi è un'altra parola che viene pronunciata con forza dalla Madonna a Lourdes durante l'apparizione a santa Bernadetta del 24 febbraio 1858. Pio XII così lo ricorda: "La Vergine immacolata, mai sfiorata dal peccato, si manifesta a una fanciulla innocente, in una società, che non ha affatto coscienza dei mali che la divorano, che copre le sue miserie e le sue ingiustizie con apparenze di prosperità, di splendore e di spensieratezza. In materna comprensione, ella volge uno sguardo su questo mondo riscattato dal sangue del Figlio suo, dove, purtroppo, il peccato ogni giorno accumula tante stragi, ed ella, per tre volte, lancia il suo vibrante richiamo: «Penitenza, penitenza, penitenza!». Chiede inoltre atti significativi: «Andate a baciare la terra in penitenza per i peccatori». E agli atti occorre aggiungere la preghiera: Pregherete Dio per i peccatori». Come al tempo di Giovanni Battista, come all'inizio del ministero di Gesù, lo stesso invito, forte e perentorio, indica agli uomini la via del ritorno a Dio: «Pentitevi» (Mt 3, 2; 4,17). Chi oserebbe dire che questo appello alla conversione del cuore abbia perduto nei giorni nostri qualche cosa della sua efficacia?". (Enciclica Le pélérinage de del 2 luglio 1957, nel centenario delle apparizioni)La penitenza, come spiega Pio XII, è innanzitutto un appello alla conversione del cuore, un pentimento profondo, una riconciliazione dell'uomo con Dio. E' solo in questa prospettiva che possiamo comprendere il significato dei miracoli che caratterizzano Lourdes, fino dalle sue origini, rendendola un punto di riferimento mondiale per i malati e i sofferenti. Per evitare ogni forma di sensazionalismo, la Chiesa volle fin dall'inizio un rigoroso discernimento di queste guarigioni. Nel 1905, san Pio X istituì ufficialmente il Bureau des constatations médicales, l'Ufficio delle constatazioni mediche del santuario, dov, medici di diversa formazione e convinzione religiosa esaminano con criteri scientifici le guarigioni dichiarate.CHI RIFIUTA IL PENTIMENTO E LA PENITENZASecondo Alessandro De Franciscis, presidente del Bureau dal 2009, negli archivi del santuario sono conservate le documentazioni di circa 7.500 guarigioni considerate inspiegabili dal punto di vista medico. Di queste, solo 72 sono state riconosciute ufficialmente dalla Chiesa come miracoli, a conferma di un discernimento estremamente prudente. Il 16 aprile 2025, il santuario ha accolto la proclamazione dell'ultimo miracolo ufficiale di Lourdes: la guarigione, avvenuta nel 2009, di Antonia Raco, affetta da Sclerosi Laterale Primaria.Tuttavia, ridurre Lourdes a un semplice "luogo di miracoli" sarebbe fuorviante: le guarigioni fisiche, pur straordinarie, sono inserite in un orizzonte più ampio, dove il vero centro è la conversione del cuore. Quando Gesù dice al paralitico: "Ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mc 2,5), e poi lo guarisce nel corpo, manifesta che la guarigione fisica è segno di un'autorità più alta. "Cristo - spiega san Tommaso d'Aquino - compì miracoli corporali per mostrare che aveva il potere di compiere miracoli spirituali, che sono più grandi" (Summa Theologiae, III, q. 44, a. 2). Chi è in grado di guarire i corpi, può guarire l'anima, restituendo alla vita ciò che sembra inesorabilmente destinato alla morte. Per essere guariti dobbiamo però accogliere le grazie di pentimento e di conversione che Gesù ci offre.L'appello alla penitenza e alla conversione di Lourdes non è diverso da quello di Fatima, dove, secondo il "Terzo Segreto", i tre pastorelli videro "al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!". Tre volte, come a Lourdes sono ripetute queste parole, non dalla Madonna però, ma da un Angelo che impugna una spada di fuoco.Chi rifiuta il pentimento e la penitenza, attira su di sé non la misericordia, ma la giustizia di Dio. A rue du Bac, a Lourdes, a Fatima, il messaggio del Cielo non cambia: è una pressante richiesta agli uomini affinché ritornino a Dio, prima di provare le terribili conseguenze dell'allontanamento da Lui. Quando e come avverrà la risposta della terra alle richieste misericordiose del Cielo?
Habemus Podcast! CCXXX puntata di Anima Latina con padre Enrico Cattaneo SI (Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale), che legge la Pasqua, nella tradizione dei Padri e nella liturgia, come transitus de morte ad vitam e richiama la riforma di Pio XII, che ha restituito unità al Triduo pasquale favorendo una partecipazione più piena dei fedeli; e Marco Di Battista (Radio Vaticana), che traccia un percorso musicale del Triduo fino alla Pasqua articolato in tre passaggi — dolore, attesa, gioia — dallo Stabat Mater al silenzio, fino alla sequenza Victimae paschali laudes. Ospiti: Padre Enrico Cattaneo, gesuita, docente emerito di teologia patristica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (sez. San Luigi di Napoli), studioso dei Padri della Chiesa e traduttore di Atanasio e Agostino. Marco Di Battista, giornalista e musicologo, responsabile dei programmi musicali di Radio Vaticana. Gli ascoltatori possono inviare domande, curiosità o proposte di temi futuri con un messaggio WhatsApp al 335 124 3722 Conducono: Fabius Colagrande & Maria Milvia Morciano Puoi ascoltare tutti i podcast di Radio Vaticana - Vatican News cliccando qui: https://www.vaticannews.va/it/podcast/radio-vaticana.html
El presidente de la asociación de víctimas del terrorismo etarra Ego Non, Íñigo de la Fuente, expresó este miércoles en Buenos Días Madrid de Onda Madrid su “dolor” por la “indiferencia” que está mostrando gran parte de la sociedad vasca tras la excarcelación de varios de los presos más sanguinarios de la banda terrorista. La última, Soledad Iparaguirre Anboto, que fue jefa de ETA. “Esta gentuza tiene información sobre crímenes que siguen sin resolver”, criticó. La política penitenciaria en el País Vasco pasó a manos del gobierno vasco en 2001. En el artículo 100.2 de ese código se establece que para acceder al régimen de semilibertad al que se están acogiendo estos condenados por terrorismo se requiere arrepentimiento, pero, aseguró De la Fuente, “no se ha visto ni se va a ver porque no lo necesitan”. Además, señaló que “tal vez ese perdón les dejaría de convertir en héroes y en heroínas en el pueblo vasco”. María José Rama, viuda de una víctima de ETA: "No hay un Gobierno que quiera que se cumplan las condenas" Lamentó el presidente de Ego Non que esa “nauseabunda” política penitenciaria se ejecuta “a cambio de presupuestos o a cambio de lo que el PSOE decida”. Recordó a su vez que Arnaldo Otegui, líder de EH Bildu y condenado por terrorismo aseguró en 2021 que “su objetivo número 1 era la liberación de presos y que no tendría ningún problema en darse la mano con el PSOE para conseguirlo”. “La dispersión ya ha terminado y dentro de nada habrán salido todos los etarras de la cárcel”, añadió. La asociación que preside ha puesto en marcha un programa, ‘Tu historia, mi memoria', para dar charlas y conferencias en colegios mayores universitarios y acercar a los jóvenes lo que pasó en España. “Se está dando por lógico y por positivo que salgan de la cárcel”, dijo De la Fuente, pero “hay quiénes queremos seguir recordando quién es de verdad esta gentuza”. La exjefa de ETA Soledad Iparraguirre, Anboto, sale de prisión en semilibertad Esta iniciativa comenzó el pasado lunes en el colegio mayor Pio XII y constará de otras 13 sesiones en las que participarán miles de jóvenes. Reconoció Íñigo de la Fuente el “enorme desconocimiento” que tiene sobre lo que pasó, aunque sí matizó que las últimas películas y libros sobre la materia que se han publicado “han ayudado a que entiendan esta realidad”.
O governo do Espírito Santo assinou, na última semana, a ordem de serviço para construir três novas estações do Aquaviário em Vitória: uma na altura da Praça Pio XII, no Centro; a segunda no antigo Terminal Dom Bosco, na Ilha de Santa Maria; e a terceira em São Pedro. Já a estação da Praça do Papa, na Enseada do Suá, será ampliada para receber mais passageiros. Além dessas estruturas, há outra em construção na Rodoviária de Vitória, prevista para ser inaugurada até o fim do primeiro semestre deste ano. Em entrevista à CBN Vitória, o secretário estadual de Mobilidade e Infraestrutura, Fábio Damasceno, fala sobre o assunto.
Se la tua crush si sta ancora riprendendo dallo scempio della morte di Galerio (puntata 124, l'episodio più schifoso so far) o dalla grottesca imbalsamazione di Pio XII (instant classic, puntata 103), e nonostante tutto ti frequenta ancora, complimenti. Detto ciò, affondale il dito nella piaga raccontandole con dovizia di dettagli il funerale esplosivo del primo re d'Inghilterra Guglielmo il Conquistatore: ultimo test prima di chiederle di sposarti.See omnystudio.com/listener for privacy information.
El resumen de la actualidad navarra del jueves 25 de septiembre
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8285DON LEONARDO MARIA POMPEI, L'OBBEDIENZA CHE MANCA E L'ESEMPIO DEI SANTI di Daniele Trabucco La sospensione a divinis comminata a don Leonardo Maria Pompei non è riconducibile a un singolo atto materiale di disobbedienza, ossia la violazione del precetto penale del 2 settembre 2025, ma trova il suo fondamento canonico, teologico e filosofico in una pluralità di fattori convergenti. Il provvedimento, infatti, non può essere letto solo come reazione a un atto di insubordinazione circoscritto: è la conseguenza di una scelta più radicale, ossia la dichiarata non sottomissione alla gerarchia ecclesiastica e il rifiuto di celebrare secondo il rito promulgato dall'autorità della Chiesa, che equivale a un atto di rottura della comunione gerarchica e liturgica.Sul piano teologico, è bene ricordarlo, l'obbedienza gerarchica non è un mero vincolo disciplinare, dal momento che si radica nella costituzione divina della Chiesa, la quale, secondo Lumen gentium (n. 20-21 e, prima ancora, secondo la Mystici Corporis Christi del 1943 di Pio XII), è governata dai Vescovi in comunione con il Romano Pontefice e richiede dai presbiteri una sincera subordinazione e cooperazione. Rifiutare tale comunione significa porre in discussione l'unità visibile della Chiesa, che si manifesta appunto nella sottomissione al Magistero e alla disciplina ecclesiastica. La sospensione, pertanto, si presenta come misura volta a tutelare non solo l'ordine giuridico interno, quanto, soprattutto, la comunione ecclesiale.L'obiezione secondo cui non si dovrebbe obbedire alla gerarchia quando questa «deraglia» non regge né sul piano canonico, né su quello teologico e filosofico. È vero che l'obbedienza non è cieca, ma ordinata alla Verità; tuttavia, la Chiesa cattolica insegna che l'assistenza dello Spirito Santo preserva indefettibilmente il Magistero da errori nei dogmi e questo resta un fatto innegabile: nessun dogma di fede è stato mai messo in discussione, neppure oggi.La crisi attuale tocca orientamenti pastorali, documenti (si veda, a titolo esemplificativo, Fiducia supplicans) e indicazioni catechetiche, ma non ha scalfito il deposito della fede. In questi ambiti, che appartengono al magistero autentico ordinario e non al magistero solenne, il fedele e il sacerdote devono prestare l'«ossequio religioso dell'intelletto e della volontà» (Pio XII, Humani generis del 1950), cioè rispetto e adesione interiore proporzionata al grado dell'insegnamento, ma senza rinunciare ad interrogativi critici. Il can. 212, paragrafi 1-3, del vigente Codex iuris canonici del 1983, che riconosce ai fedeli il diritto di manifestare le proprie perplessità, impone che ciò avvenga sempre con rispetto e riverenza, mai con atteggiamenti di rottura.La posizione, pertanto, secondo cui si può obbedire solo quando si ritiene che l'autorità «stia nella verità» conduce inevitabilmente alla dissoluzione dell'unità ecclesiale e a un criterio soggettivo che trasforma la Chiesa in una somma di opinioni private (lo stesso mondo della tradizione, pur nella sua ricchezza, è attraversato da particolarismi e personalismi, quasi una sorta di affannosa rincorsa a chi è più «tradizionalista» degli altri ed ha il seguito maggiore).SUBORDINARE L'AUTORITÀ ALL'ARBITRIO INDIVIDUALEFilosoficamente, questo equivale a subordinare l'autorità all'arbitrio individuale, negando il principio che l'autorità è mediazione dell'ordine oggettivo voluto da Cristo. Teologicamente, significherebbe ridurre la promessa di Cristo sulla indefettibilità della sua Chiesa a una formula vuota. Eppure, è proprio Cristo che, come scrive l'apostolo Paolo, «factus oboediens usque ad mortem» (Fil 2,8). Canonisticamente, infine, rifiutare l'obbedienza al legittimo Ordinario per le ragioni sopra indicate rischia, sebbene il decreto di sospensione a divinis di Mons. Crociata non lo affermi formalmente, di perfezionare il grave delitto di scisma di cui al canone 751 sul quale, eventualmente, interverranno le autorità ecclesiastiche davanti alle quali don Pompei ha il diritto-dovere di difendersi.Detto in altri termini, l'obbedienza, pur sofferta e a volte «martiriale», non è un atto di debolezza, bensì di fede nel Cristo che non abbandona la sua Chiesa. Senza questo sguardo soprannaturale, l'istituzione ecclesiale apparirebbe solo come un corpo umano, fragile e fallibile; ma con esso, si coglie che dietro e dentro le vicende della storia, spesso contraddittorie e sofferte, rimane sempre presente il Signore che ha promesso: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).Neppure il ricorso al cosiddetto «criterio dell'eccezione» regge come fondamento per giustificare la posizione di don Pompei. L'idea di fondo, presa in prestito da categorie giuridico-politiche moderne, sarebbe che, in situazioni straordinarie di crisi, la coscienza del singolo o del gruppo possa sospendere l'obbedienza dovuta all'autorità legittima per salvaguardare la verità. Tuttavia, questo criterio, che può avere una sua funzione nello Stato, non è applicabile all'ordine ecclesiale. Dal punto di vista canonico, infatti, lo ius publicum ecclesiasticum non contempla uno «stato d'eccezione» che autorizzi a negare la sottomissione alla gerarchia.La Chiesa non si fonda sul consenso dei fedeli, né su dinamiche emergenziali, quanto sulla promessa indefettibile di Cristo, che ne garantisce la continuità. Pretendere di sospendere l'obbedienza in nome di un presunto «stato d'eccezione» (e chi lo proclamerebbe?) significa misconoscere che il Signore non abbandona la sua Chiesa e che il deposito della fede non è stato, né può essere intaccato, anche quando vi sono documenti pastorali controversi. Filosoficamente, inoltre, il criterio dell'eccezione implica un primato del soggettivo sull'oggettivo, della volontà individuale sul principio ordinante dell'autorità. Applicarlo alla Chiesa significherebbe dissolverne la natura soprannaturale e ridurla a società umana che si regge sull'eccezione e non sulla grazia. La Chiesa, però, non è un ordinamento umano che si salva «nonostante» la regola: è sacramento universale di salvezza, che permane nella sua verità proprio attraverso la fedeltà al principio gerarchico, anche nei tempi di confusione e smarrimento.SAN GIOVANNI BOSCO E SAN PIO DA PIETRELCINAGli esempi di san Giovanni Bosco (1815-1888) e di san Pio da Pietrelcina (1887-1968) mostrano con chiarezza come l'obbedienza, anche quando imposta in circostanze dolorose o umanamente incomprensibili, non sia mai vana, ma diventi via di santità e di fecondità ecclesiale. Don Bosco visse nel cuore del XIX secolo, un'epoca tutt'altro che compatta dal punto di vista ecclesiale: al tempo di Pio IX, pontefice dal 1846 al 1878, la Chiesa era attraversata da gravi tensioni interne ed esterne, dal conflitto con lo Stato unitario italiano alla questione romana, dalle controversie sul ruolo del Sillabo e del Concilio Vaticano I (mai concluso) alle divisioni tra intransigenti e conciliatoristi.Lo stesso nuovo slancio delle opere educative e caritative suscitava diffidenze e sospetti: al santo torinese vennero imposti controlli e limitazioni, gli si chiese di non intraprendere iniziative senza l'esplicita approvazione dei superiori e dovette affrontare accuse di imprudenza e di eccessiva autonomia. Egli avrebbe potuto interpretare tali misure come ingiuste o come un soffocamento del carisma ricevuto, eppure scelse l'obbedienza, confidando che la Provvidenza avrebbe comunque fatto fiorire l'opera. Il risultato fu che proprio attraverso quell'umiltà, i Salesiani divennero una delle realtà più vaste e feconde della Chiesa.Padre Pio da Pietrelcina, a sua volta, sperimentò un'epoca segnata da tensioni non meno profonde. Nel primo Novecento e nel pontificato di Pio XI e Pio XII la Chiesa fu attraversata da conflitti interni legati al modernismo, alla nuova teologia, alle reazioni disciplinari spesso dure, alle divisioni tra clero progressista e clero intransigente. Egli stesso fu vittima di provvedimenti severissimi: interdizione dalle celebrazioni pubbliche, proibizione di confessare, isolamento dal popolo, controlli medici umilianti e accuse infamanti. Anche qui sarebbe stato facile denunciare la gerarchia come ingiusta o corrotta; eppure, Padre Pio non dichiarò mai di non riconoscere l'autorità dei suoi superiori, ma obbedì in silenzio, vivendo quel tempo come un martirio nascosto. La sua fedeltà, nonostante la durezza delle misure, fu la chiave stessa della sua santità e rese più limpida la sua testimonianza davanti alla Chiesa e al mondo.Nei due casi, dunque, non si può liquidare l'obbedienza dei santi con la debole obiezione che «allora c'era Pio IX» o che allora non c'era modernismo e la crisi attuale». In realtà, tanto nel XIX quanto nel XX secolo, la Chiesa era attraversata da tensioni dottrinali, disciplinari e pastorali di grande portata: le controversie sul primato papale, le diffidenze verso nuovi apostolati, le fratture sul modernismo, le contrapposizioni tra correnti teologiche.Nonostante questo, don Bosco e Padre Pio scelsero di non rompere la comunione, di non erigersi a giudici della Chiesa, ma di vivere l'obbedienza come partecipazione al mistero di Cristo obbediente. Ignorare il loro esempio significa svuotare la santità di un tratto decisivo e illudersi che la disobbedienza sia soluzione alle crisi. Essi mostrano che la vera forza non sta nel contrapporsi alla gerarchia, quanto nel rimanere fedeli nella prova, credendo che Cristo non abbandona la sua Chiesa e che, anche attraverso i limiti umani d
Como que as igrejas, tanto a católica quanto as protestantes se comportarem durante o maior conflito da História? Os padres e pastores agiram de forma unificada ou se dividiram? Separe trinta minutos do seu dia e aprenda com o professor Vítor Soares (@profvitorsoares) -Se você quiser ter acesso a episódios exclusivos e quiser ajudar o História em Meia Hora a continuar de pé, clique no link: www.apoia.se/historiaemmeiahoraConheça o meu canal no YouTube, e assista o História em Dez Minutos!https://www.youtube.com/@profvitorsoaresConheça meu outro canal: História e Cinema!https://www.youtube.com/@canalhistoriaecinemaOuça "Reinaldo Jaqueline", meu podcast de humor sobre cinema e TV:https://open.spotify.com/show/2MsTGRXkgN5k0gBBRDV4okCompre o livro "História em Meia Hora - Grandes Civilizações"!https://a.co/d/47ogz6QCompre meu primeiro livro-jogo de história do Brasil "O Porão":https://amzn.to/4a4HCO8PIX e contato: historiaemmeiahora@gmail.comApresentação: Prof. Vítor Soares.Roteiro: Prof. Vítor Soares e Prof. Victor Alexandre (@profvictoralexandre)REFERÊNCIAS USADAS:- CORNWELL, John. O Papa de Hitler: a história secreta de Pio XII. São Paulo: Companhia das Letras, 2000.- FRIEDLÄNDER, Saul. Os anos do extermínio: a Alemanha nazista e os judeus, 1939–1945. São Paulo: Companhia das Letras, 2008.- KERSHAW, Ian. Hitler. São Paulo: Companhia das Letras, 2010.- KERTZER, David. O Papa em guerra: as tramas secretas de Pio XII com Hitler e Mussolini. São Paulo: Editora Intrínseca, 2023.- LAPIDE, Pinchas. Três Papas e os Judeus. Rio de Janeiro: Imago, 1967.- PHAYER, Michael. A Igreja Católica e o Holocausto, 1930–1965. Rio de Janeiro: Imago, 2003.- RIEDEL, Dirceu. Pio XII e o Holocausto: um debate necessário. Petrópolis: Vozes, 2005.- RYCHLAK, Ronald. Pio XII e o Holocausto: a verdade oculta. São Paulo: Quadrante, 2001.- STEIN, Edith. A ciência da cruz. São Paulo: Loyola, 1998.
M51 Programa T5X32 Pio XII El Papa de los Nazis, o no. Universos Paralelos, Historia, Mitos y Leyendas. En esta reposición de M51, retomamos el polémico episodio T5X32: “Pío XII, ¿el Papa de los nazis, o no?”. Una exploración rigurosa y sin concesiones del papel del Vaticano durante la Segunda Guerra Mundial. ¿Silencio cómplice o diplomacia estratégica? Documentos, testimonios y visiones contrapuestas. Nos adentramos en los universos paralelos de la historia, donde mito y realidad se confunden. Desde los archivos secretos hasta las teorías más controvertidas, todo queda expuesto. Un Papa entre la cruz y la esvástica, en el epicentro del horror europeo. Misterios aún sin resolver que siguen dividiendo a historiadores y creyentes. Una reposición imprescindible para quienes buscan comprender más allá de lo oficial.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8195SANTA CATERINA DA GENOVA, LA MISTICA CHE CONVERTI' SUO MARITO di Roberto de Mattei Santa Caterina nacque a Genova il 5 aprile 1447, ultima di cinque figli. Suo padre era Giacomo Fieschi, di un'illustre famiglia ligure, che diede alla Chiesa due Papi, Innocenzo IV e Adriano V. La profonda vita interiore di Caterina sbocciò all'età di tredici anni. Si sentiva attratta dal convento, ma obbedendo ai genitori, sposò, nel 1463, a sedici anni, Giuliano Adorno, di una famiglia che a Genova era altrettanto ricca e importante della sua. Il marito si dimostrò però un uomo dalla vita sregolata, che sperperò i beni familiari nel gioco d'azzardo e la maltrattò, rendendola infelice. Caterina abbandonò la sua vocazione e condusse per molti anni la vita di una donna che cercava rifugio alla sua amarezza nel mondo. Ernest Hello fa un'osservazione che ci fa riflettere, perché si applica alla vita di tante anime chiamate alla santità, che non devono scoraggiarsi nei momenti in cui sembrano trovarsi sull'orlo dell'abisso.: "C'è nella vita dei santi contemplativi, una serie di false partenze a noi assolutamente inintellegibili. Esitano, brancolano, si sbagliano, avanzano, indietreggiano, cambiano strada. Sembra che perdano tempo. Le vie insondabili per cui sono attratte sembrano d'infinita lunghezza. Ci si chiede perché lo Spirito che le guida non indichi loro immediatamente la strada, corta e diritta, per il traguardo. Perché? La domanda è senza risposta".Dopo anni di errori, nell'anima confusa di Caterina scese un improvviso raggio di sole. Il 20 marzo 1473, recatasi alla chiesa di san Benedetto, per confessarsi, inginocchiandosi davanti al sacerdote, "ricevette - come ella stessa scrive - una ferita al cuore, d'un immenso amor di Dio", con una visione così chiara delle sue miserie e dei suoi difetti e, allo stesso tempo, della immensa bontà divina, che quasi ne svenne. Fu una di quelle numerose estasi o rapimenti mistici che si ripeteranno anche in seguito. Caterina prese la decisione che orientò tutta la sua vita, espressa nelle parole: "Non più mondo, non più peccati". Ebbe l'orrore del peccato e comprese la bellezza della grazia divina. Aveva ventisei anni, ma si abbandonò in modo così totale nelle mani del Signore da vivere, per i successivi venticinque anni - come ella scrive - "senza mezzo di alcuna creatura, dal solo Dio istruita et governata" (Libro de la Vita mirabile et dottrina santa, 117r-118r). LA CONVERSIONE DEL MARITOPrimo effetto di questa svolta spirituale fu la conversione del marito Giuliano, che entrò nei Terziari Francescani. Non avevano figli. Di comune accordo, lasciarono la loro grande dimora e si ritirarono in una casa molto più modesta vicino all'ospedale di Pammatone, il più grande complesso ospedaliero genovese, nel quale Caterina iniziò a servire come sguattera e divenne poi direttrice, caso raro a quel tempo per una donna. La sua esistenza fu dunque totalmente attiva, nonostante le grazie mistiche che riceveva e la profondità della sua vita interiore. Attorno a lei si formò un gruppo di fedeli discepoli, tra i quali di distinse il notaio genovese Ettore Vernazza, sposato con tre figlie, ma che, come lei scelse di seguire interamente il Signore, servendo gli ammalati. Insieme fondarono a Genova, nel 1497, la Compagnia del Divino amore, prima di una rete spirituale di confraternite, che presto avrebbe coperto l'Italia. L'associazione era composta soprattutto di laici, che in segreto, si dedicavano ad un fervente apostolato nei confronti di poveri, malati e infermi, ma soprattutto a radicare nell'unione dei cuori, "il divino amore, cioè la carità". Fra le prove per le quali Dio fece passare Caterina, fu quella di non trovare spesso persona che potesse comprenderla e consigliarla. Negli ultimi anni della sua vita patì una malattia straordinaria alla quale i medici non potevano trovar rimedio. Era come un martirio continuo. Nelle feste dei santi sentiva tutti i dolori che questi santi avevano sofferto. Negli ultimi tempi non poteva prendere altro cibo che la Santa Comunione, ricevuta ogni giorno, cosa allora non comune. PATRONA SECONDARIA DEGLI OSPEDALI ITALIANILa morte "dolce e soave e bella" arrivò il 15 settembre 1510, quando aveva 63 anni. Fu sepolta nella chiesa della Santissima Annunziata a Genova, oggi nota come chiesa di Santa Caterina da Genova. Fu proclamata beata nel 1675 da papa Clemente X e canonizzata nel 1737 da papa Clemente XII. Nel 1943, Pio XII la dichiarò patrona secondaria degli ospedali italiani.La sua Vita, il Dialogo spirituale e il Trattato del purgatorio, sono le opere che ne compendiano la profonda dottrina. Parlando ai suoi figli spirituali disse: "Se parlo dell'amore mi pare di insultarlo, tanto le mie parole sono lontane dalla realtà. Sappiate solo che se una goccia di ciò che contiene il mio cuore cadesse nell'Inferno, l'inferno sarebbe cambiato in Paradiso". L'influenza spirituale di santa Caterina da Genova e delle Compagnie del Divino Amore fu più profonda di quanto ella avrebbe mai potuto immaginare. Alla Compagnia del Divino Amore di Roma, appartenne e si alimentò san Gaetano di Thiene, fondatore dei Teatini, il primo istituto religioso di sacerdoti che, pur professando i voti religiosi, non facevano vita conventuale, ma svolgevano il loro apostolato nel mondo. Al loro modello di vita religiosa si ispirarono, nel XVI secolo, i Barnabiti di sant'Antonio Zaccaria, i Somaschi di san Girolamo Emiliani, e i Ministri degli Infermi di san Camillo de' Lellis, inaugurando nella Chiesa, l'esperienza dei "chierici regolari", caratterizzata dalla ricerca della perfezione evangelica nell'equilibrio tra la contemplazione e l'azione.Le regole dei chierici regolari prevedevano che essi non potessero essere "questuanti", ovvero che non potessero domandare sostegno finanziario, ma dovessero vivere solo di ciò che ricevevano senza chiedere. Ciò sviluppò nella loro congregazione ed in altre, quell'abbandono alla Divina Provvidenza, che contraddistingue la spiritualità italiana. Caterina da Genova, la santa del Divino Amore, può essere considerata, all'alba del Cinquecento, la madre spirituale di una invisibile corrente di santità che salvò l'Italia dai veleni dell'umanesimo e del luteranesimo, riverberandosi nei secoli successivi fino ai nostri giorni.
O Silêncio e a Cruz: O Papel dos Papas Pio XI e Pio XII diante do Nazismo: Teria o papa Pio XII sido cúmplice do nazismo?
Sau khi Đức Phanxicô qua đời, kể từ ngày 07/05/2025, vào lúc 16 giờ 30 phút, 133 hồng y trên toàn thế giới sẽ bước vào nhà nguyện Sistina, bắt đầu vòng bỏ phiếu đầu tiên của Mật nghị Hồng y để chọn ra người kế nhiệm thứ 267 của thánh Phê-rô, cho Giáo hội Công giáo. Đây là mật nghị thứ 76 trong lịch sử Giáo hội và là lần thứ 26 diễn ra dưới tác phẩm Ngày Phán Xét Cuối Cùng của Michelangelo. Khi Đức giáo hoàng qua đờiĐức giáo hoàng là người đứng đầu Giáo hội Công giáo và quốc gia Vatican. Tổ chức của Giáo hội không chỉ gói gọn tại Tòa Thánh Vatican mà trải rộng trên toàn thế giới nơi có các hồng y và giám mục cộng tác với Giáo hoàng trong việc điều hành Giáo hội tại địa phương. Vậy khi đức giáo hoàng qua đời, tức là Tòa Thánh không có người đứng đầu, gọi là thời kỳ Trống Tòa, thì chuyện gì sẽ xảy ra ?Theo Tông huấn Praedicate evangelium (2022) của Đức Phanxicô, thì « khi Trống Tòa, tất cả những người đứng đầu các tổ chức và thành viên giáo triều đều phải dừng các chức vụ ». Nhưng hồng y Chánh án Tòa Ân giải Tối cao chịu trách nhiệm về các vấn đề liên quan đến bí tích giải tội và hồng y phụ trách các vấn đề bác ái vẫn « tiếp tục thực hiện các công việc bác ái, theo cùng các tiêu chí đã được tuân thủ trong thời kỳ giáo hoàng và vẫn phục vụ Hội đồng Hồng y cho đến khi bầu ra giáo hoàng mới ».Tuy nhiên, trong thời gian chờ đợi, các văn phòng và các bộ của Tòa Thánh vẫn tiếp tục làm việc để xử lý các vấn đề thường nhật. Như Phủ Quốc vụ khanh Tòa Thánh, cũng như các bộ Giáo lý Đức tin, bộ Phụng tự và Kỷ luật Bí tích, bộ Giám mục, bộ Giáo sĩ, Tòa Ân giải Tông Tòa và Phủ Thống đốc Thành Vatican.Nhưng trong thời kỳ vắng giáo hoàng, quyền lực dân sự của Tòa Thánh thuộc về Hồng y đoàn, cơ chế có trách nhiệm bàn luận và quyết định về lễ tang cũng như ngày giờ cho việc bầu chọn giáo hoàng mới, điều mà cả thế giới hiện đang hướng về Vatican để chờ đợi.Mật nghị Hồng yLịch sử Giáo hội Công giáo có hơn 2000 năm, nhưng cho đến hiện tại chỉ có 76 mật nghị với 266 vị giáo hoàng, cũng như mới có 26 lần mật nghị diễn ra ở nhà nguyện Sistina. Trong hơn 1200 năm đầu của lịch sử Giáo hội, người kế nhiệm thánh Phê-rô, với tư cách là giám mục Roma, được chọn với sự tham gia của các cộng đoàn địa phương. Các giáo sĩ xem xét các ứng viên do các tín hữu đề xuất và giáo hoàng mới được các giám mục chọn ra.Năm 1059, Đức Nicola II ra sắc lệnh In nomine Domini quy định cụ thể rằng chỉ có hồng y mới có quyền bầu giáo hoàng. Sắc lệnh đã được phê chuẩn một cách chắc chắn bởi tông hiến Licet de vitanda do Đức Alexandro III ban hành năm 1179. Theo đó, giáo hoàng phải được chọn với đa số hai phần ba số phiếu, một yếu tố quan trọng trong cuộc bầu cử giáo hoàng vẫn còn tồn tại cho đến ngày nay.Thuật ngữ mật nghị trong tiếng việt có nguồn gốc từ tiếng Latin « cum-clave », nghĩa là một không gian trong nhà, được « khóa chặt ». Trong ngôn ngữ của Giáo hội, nó được dùng để chỉ địa điểm kín nơi Hồng y đoàn quy tụ để bầu giáo hoàng mới.Thuật ngữ này bắt nguồn từ cuộc bầu chọn giáo hoàng sau cuộc mật nghị dài nhất trong lịch sử vào năm 1268. Phải mất đến hai năm chín tháng mới bầu được giáo hoàng. Vì quá lâu, nên người dân Viterbo vô cùng tức giận và quyết định nhốt 18 vị hồng y trong Dinh Tông tòa. Tất cả cửa ra vào và cửa sổ bị xây kín, mái nhà đã bị dỡ bỏ và lương thực bị cắt giảm.Cuối cùng, Đức Gregorio X đã được bầu chọn. Và ngài ban hành tông hiến Ubi periculum năm 1274, chính thức thành lập Mật nghị và quy định rằng Mật nghị phải được tổ chức ở một nơi thực sự được « khóa » cả bên trong và bên ngoài.Cuộc mật nghị chính thức đầu tiên diễn ra vào năm 1276 tại Arezzo để bầu ra Đức Innocente V. Kể từ đó, đã có thêm nhiều quy định về mật nghị. Đức giáo hoàng Gregorio XV (1621), đưa ra yêu cầu bỏ phiếu kín và bằng văn bản, và Đức Pio X buộc các hồng y phải giữ bí mật những gì xảy ra trong và sau mật nghị.Những thay đổi sau Thế Chiến IIĐến thời hiện đại, nhất là từ sau Chiến tranh thế giới II, đã có nhiều cải tổ trong việc bầu giáo hoàng. Năm 1945, Đức Piô XII ban hành tông hiến Vacantis Apostolicae Sedis liên quan đến thời điểm “Sede Vacante” (Trống Tòa) như đã nói ở trên.Trong điều đại của Đức Phaolô VI, quy định việc các hồng y chỉ có thể là cử tri cho đến trước 80 tuổi, đồng thời ấn định « số lượng hồng y cử tri tối đa không được vượt quá 120 » đã được ban hành.Văn bản luật hiện hành có hiệu lực đối với việc bầu giáo hoàng là tông hiến Universi Dominici Gregis, được Đức Gioan Phaolô II ban hành năm 1996 và được Đức Benedicto XVI sửa đổi vào năm 2013. Trong đó có quy định rằng Mật nghị Hồng y phải được tổ chức tại Nhà nguyện Sistina.Đức Benedicto XVI ra cũng quy định rằng, sau 34 lần bỏ phiếu mà vẫn không bầu được giáo hoàng, thì hai hồng y nhận được nhiều phiếu bầu nhất sẽ vào chung kết, nhưng vẫn duy trì quy tắc đa số hai phần ba phiếu bầu, để bầu ra vị mục tử mới của Giáo hội.Mật nghị tháng năm 2025Lần mật nghị này sẽ có 135 hồng y cử tri của Hồng y đoàn đến từ 71 quốc gia trên khắp các châu lục. Nhưng 2 người trong số họ sẽ không bước vào nhà nguyện Sistina vì lý do sức khỏe hay pháp lý. Trong số 135 cử tri, có 39% số hồng y đến từ châu Âu, giảm đáng kể so với tỷ lệ 52% trong lần Mật nghị năm 2013. Các hồng y người Ý, tuy vẫn là nhóm đông nhất, 17 cử tri, ít hơn tới 11 người so với năm 2013.Châu Phi, châu Á và châu Đại Dương cũng ghi nhận sự gia tăng trong Mật nghị lần này. Ngoài ra còn có các hồng y đến từ 15 quốc gia lần đầu tiên có đại diện tham dự Mật Nghị. Những con số này đã khẳng định sự quan tâm và chú ý mà Đức giáo hoàng Phanxicô dành cho Giáo hội, cũng như số lượng tín hữu Ki-tô giáo đông đảo nhất ở châu Á và châu Phi.Làm sao chọn lựa giữa các ứng viên ?Tính đến ngày 07/12/2024, có 253 hồng y trong toàn Giáo hội Công giáo. Việt Nam có 2 hồng y. Theo nguyên tắc, tất cả 253 vị này sẽ về Roma sau khi Đức Phanxicô qua đời để tham gia Hội đồng Hồng y. Nhưng vì nhiều lý do, đa số vì sức khỏe, nên chỉ có hơn phân nửa số này quy tụ về Roma.Hội đồng Hồng y, do hồng y niên trưởng chủ trì các buổi họp sau khi giáo hoàng qua đời để có những quyết định về tang lễ cũng như ngày giờ diễn ra Mật nghị bầu giáo hoàng mới. Hội đồng Hồng y nhóm họp mỗi ngày trước khi diễn ra Mật nghị để các hồng y bàn thảo về tương lai của Giáo hội. Đó cũng là thời gian để các hồng y làm quen với nhau và chờ đợi các hồng y cử tri đến Roma.Trong các Hội đồng Hồng y, các hồng y tham dự nhất là các hồng y cử tri, tức là những vị dưới 80 tuổi, đều phải đăng ký phát biểu ý kiến của mình về những vấn đề của Giáo hội. Một cách nào đó, đây là cách tự giới thiệu ứng viên cho chức vụ kế vị thánh Phê-rô. Trong các hội nghị này, các ngôn ngữ Anh, Pháp, Ý, Tây Ban Nha và Đức được dùng phát biểu và thông dịch, nhưng khi vào Mật nghị thì sẽ không còn thông dịch nữa.Ngày 7 tháng Năm năm 2025Mật nghị Hồng y bắt đầu vào ngày 7 tháng 5 lúc 10 giờ sáng tại Vương cung thánh đường Thánh Phêrô, sau Thánh lễ « pro eligendo Pontifice » cầu nguyện cho việc chọn lựa giáo hoàng. Sau đó, 133 hồng y cử tri sẽ được « khóa » ở Nhà Thánh Marta - Casa Santa Marta, nơi họ sẽ ở trong thời gian bỏ phiếu. Việc chia phòng cho họ do rút thăm ngẫu nhiên và họ sẽ được xe buýt chở đến nhà nguyện Sistina. Và dĩ nhiên, trong suốt thời gian này, điện thoại, máy tính và các phương tiện liên lạc đều bị thu giữ.Ngoại trừ ngày 7 tháng 5, khi cuộc bỏ phiếu đầu tiên và duy nhất trong ngày diễn ra vào buổi chiều, những ngày tiếp theo của Mật nghị sẽ có 4 cuộc bỏ phiếu, 2 cho buổi sáng và 2 vào buổi chiều. Mỗi ngày sẽ có 2 lần khói bốc lên từ ống khói, một cuối buổi sáng và một vào cuối buổi chiều, trừ khi giáo hoàng được bầu trước và trong trường hợp đó, khói sẽ được bay lên sớm hơn. Khói đen là chưa có giáo hoàng và khói trắng là tin vui.Bình thường, vị hồng y niên trưởng sẽ là người chủ trì các cuộc bỏ phiếu. Nhưng năm nay, vị này đã quá 80 tuổi nên ngài sẽ không được vào trong nhà nguyện Sistina, mà thay vào đó hồng y Pietro Parolin là người điều hành.Tại mỗi chỗ của các hồng y cử tri trong nhà nguyện Sistina, sẽ có sách nguyện để các vị đọc kinh phụng vụ và danh sách của 133 vị hồng y cử tri. Vì sao số hồng y năm nay lại đông hơn mức quy định là 120 ? Điều này do Hội đồng Hồng y quyết định chứ không nhất quyết phải theo đúng quy định của Đức Phaolô VI. Mỗi lá phiếu bằng tiếng la tinh theo mẫu : Tên (hồng y) xin chọn …. làm giáo hoàng. (ký tên)(https://fr.wikipedia.org/wiki/Conclave#/media/Fichier:Folded_conclave_ballot.jpg)Khi giáo hoàng được chọn, tất cả các hồng y còn lại của cử tri đoàn sẽ đến trước vị tân giáo hoàng và quỳ xuống để hôn nhẫn của ngài như cử chỉ chúc mừng và tỏ lòng vâng phục. Sau đó vị chưởng nghi, tức người điều phối các buổi cử hành phụng vụ của giáo hoàng, sẽ hỏi tên hiệu của tân giáo hoàng.Rồi ngài sẽ được dẫn qua Phòng Than Khóc – salla della Lamentazione để thay phẩm phục giáo hoàng trước khi ra chào toàn thể Dân Chúa tại ban công chính của Vương cung thánh đường Thánh Phê-rô. Tại đây, vị hồng y đẳng phó tế sẽ thông báo bắt đầu bằng công thức “Habemus papam”. Lần này sẽ là hồng y Dominique Mamberti, một người Pháp, nếu như ngài không được bầu làm giáo hoàng.Bất ngờ sẽ luôn xảy ra Từ sau chiến tranh, chỉ có hai vị được bầu mà không gây bất ngờ lớn là đức Pio XII (1939) và Đức Benedicto XVI (2005). Còn lại thì luôn là sự bất ngờ. Chính Đức Benedicto XVI, người đã rất bất ngờ trước kết quả của mật nghị 2013 mặc dù ngài và người kế nhiệm ngài đều vào chung kết của mật nghị 2005. Vì thực sự, không hề có tiêu chí cụ thể để có thể tiên đoán về kết quả. Và ở Roma có câu thành ngữ la tinh cổ nói về Mật nghị “Chi entra ner conclave papa, ne risorte cardinale” nghĩa là “Ai bước vào Mật nghị như là giáo hoàng, thì trở ra vẫn sẽ là hồng y”. Tức là những ứng viên mà nhiều người đặt hy vọng nhất sẽ không trở thành giáo hoàng. Đối với các hồng y bước vào Mật nghị để làm việc của Chúa Thánh Thần !
***TRIGGERONE ALERTONE! Cenno storico assolutamente non adatto ai deboli di stomaco! Si parla di cadaveri con tutti gli annessi e i connessi. CRUSH AVVISATA, MEZZA SALVATA!*** Se la tua crush è un'egittologa (o semplicemente un'appassionata di conservazione di corpi umani…) le farà sicuramente piacere sapere che, almeno fino al 1958, c'erano ancora principi, anzi, Papi che, da morti, si affidavano a tecniche d'imbalsamazione direttamente uscite dalle piramidi con risultati... esplosivi!See omnystudio.com/listener for privacy information.
VIDEO: Pierina Morosini ➜ https://www.youtube.com/watch?v=Rnj0rXeoC1E&list=PLolpIV2TSebVM7CoAHtiTvbPX4t2opTUUTESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=8103BEATA PIERINA MOROSINI, MARTIRE DELLA PUREZZA COME SANTA MARIA GORETTIPrimogenita di nove figli, a 16 anni partecipa a Roma alla beatificazione di Santa Maria Goretti e dieci anni dopo un giovane tenta di violentarla, ma respinto la uccide (VIDEO: Pierina Morosini)di Gianpiero Pettiti ed Emilia Flocchini Pierina Morosini nasce il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, nella bergamasca; viene battezzata il giorno seguente, coi nomi di Pierina Eugenia. È la primogenita di una famiglia di nove figli. Suo padre, Rocco Morosini, rimane invalido e guadagna qualcosa facendo il guardiano notturno in uno stabilimento. Sua madre, Sara Noris, invece bada, oltre che ai figli propri, anche a quelli degli altri, solo in cambio del pane con cui riempire la bocca della sua nidiata.Con simili premesse Pierina cresce, imparando da subito ad archiviare i sogni senza troppi rimpianti: deve rinunciare a studiare ed a diplomarsi maestra, anche se ne avrebbe i numeri; deve rinunciare a entrare tra le Suore delle Poverelle di Bergamo, anche se tutti trovano che la sua vocazione sia solida e ben fondata; deve rinunciare anche al sogno missionario, il cui solo pensiero le fa battere il cuore come se fosse il primo amore.Il 18 marzo 1946, poco più che quindicenne, fu assunta nel Cotonificio Honegger di Albino, un'azienda di circa 1300 dipendenti. Qui cominciò a lavorare prima come addetta alle pulizie del reparto e dei telai, poi come apprendista e aiutante delle altre operaie, infine divenne operatrice ai telai. Questo stipendio è l'unica entrata fissa su cui può contare la sua famiglia. Per il primo turno deve svegliarsi alle quattro del mattino, ma invariabilmente trova ancora il tempo di prendere un "pezzo" di Messa e soprattutto di fare la Comunione, che l'accompagnerà per tutto il giorno. Pierina prega lungo la strada, prega quando è al telaio, prega quando riesce a scappare per qualche minuto in chiesa. Durante un ricovero ospedaliero dovuto a un incidente sul lavoro, conobbe padre Luciano Mologni, del Convento dei frati minori Cappuccini di Albino, che sarebbe diventato il suo padre spirituale. Pierina viene nominata dirigente parrocchiale di Azione Cattolica ed è attivissima in parrocchia, il suo specifico campo di apostolato. Trova, così, in famiglia, il convento cui ha dovuto rinunciare; nella fabbrica, la scuola in cui aveva sperato di insegnare; nella sua parrocchia, la missione in cui aveva sognato di andare.PICCOLO REGOLAMENTO QUOTIDIANOSi dà un regolamento di vita e soprattutto traccia per se stessa alcuni propositi che, nella loro semplicità, danno la misura di quest'anima innamorata di Dio. Tra le altre cose, si propone di «tener la pace in famiglia», di «mostrarsi sempre allegra» e di «cercare di non sapere le cose altrui». Tra i suoi appunti spicca una frase in cui è condensata tutta la sua vita: «il mio amore, un Dio Crocifisso; la mia forza, la Santa Comunione; l'ora preferita, quella della Messa; la mia divisa, essere un nulla; la mia meta, il cielo». In questo periodo manifestò alla mamma il desiderio di farsi suora ma venne distolta da questo proposito in quanto il suo lavoro e la sua presenza erano necessari alla famiglia.Nel 1947 è a Roma, per la beatificazione di Maria Goretti, la piccola martire delle Paludi Pontine, che su indicazione di papa Pio XII venne proposta come modello di virtù cristiane per le nuove generazioni. Alla nuova beata e futura santa Pierina "ruba" il segreto che l'ha portata sugli altari, lasciandolo maturare lentamente in lei. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, professò i voti privati di castità, povertà e obbedienza. Nel 1948 approfondì il suo impegno spirituale e il suo servizio alla Chiesa. S'iscrisse all'Apostolato della Riparazione e alle Figlie di Maria. Indossò lo scapolare carmelitano e aderì al Terz'Ordine francescano. Nel 1950 provò ancora una volta a chiedere ai genitori il permesso di entrare tra le Suore delle Poverelle di Bergamo, ma anche questa volta ricevette un fermo diniego. Continuò senza soste il suo impegno in famiglia, sul lavoro e a servizio della parrocchia; diventò zelatrice dell'Opera San Gregorio Barbarigo che aiuta il seminario diocesano di Bergamo.IL MARTIRIODieci anni dopo la beatificazione di Maria Goretti confida ad uno dei suoi fratelli: «Piuttosto che commettere un peccato mi lascio ammazzare». Che questo non sia solo un pio desiderio lo dimostra appena un mese dopo aver pronunciato questa frase. Pierina, nella freschezza dei suoi 26 anni, anche se volutamente vestita in modo dimesso, non può nascondere la sua avvenenza, che accende insani desideri in una mente malata.Il 4 aprile 1957, pochi minuti prima delle 15, Pierina è di ritorno dal suo turno di lavoro in fabbrica. Lungo i sentieri solitari del monte Misna, viene assalita dal violentatore nel castagneto che abitualmente, due volte al giorno, attraversa da undici anni per recarsi al lavoro. È inutile il suo tentativo di fuga, perché l'uomo le fracassa il cranio a colpi di pietra. Trasportata in ospedale a Bergamo, vi muore due giorni dopo, senza aver ripreso conoscenza.È fin troppo facile, per la gente, vedere in lei una nuova Maria Goretti; ed è infatti proprio la sua gente ad impedire che Pierina resti a lungo sottoterra e che il suo omicidio venga semplicemente archiviato come un pur tragico fatto di cronaca nera.Così, mentre la giustizia umana compie il suo corso nei confronti del giovane di Albino individuato come l'omicida, la Chiesa comincia invece ad interessarsi di lei. Il vescovo di Bergamo, monsignor Clemente Gaddi, l'8 dicembre 1975 avvia l'iter per la causa di beatificazione. [...] Il 3 luglio 1987 il Papa san Giovanni Paolo II ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui l'uccisione di Pierina Morosini era da considerare un autentico martirio. Lo stesso Pontefice ha celebrato la sua beatificazione il 4 ottobre 1987, durante l'assemblea del Sinodo dei Vescovi dedicata al tema «Vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo», proponendola come autentica icona di un laicato maturo e coerente, anche a costo della vita.Nella diocesi di Bergamo la memoria liturgica della Beata Pierina Morosini si celebra il 6 maggio, un mese dopo la sua nascita al Cielo, perché il 6 aprile può corrispondere ai giorni della Settimana Santa o dell'Ottava di Pasqua.Il 10 aprile 1983 i resti mortali di Pierina erano stati traslati dal cimitero di Fiobbio alla chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Antonio di Padova, e posti in un sarcofago di marmo bianco, situato vicino al banco dove solitamente lei s'inginocchiava a pregare. Dopo la beatificazione, sono stati collocati sotto l'altare maggiore della chiesa di Sant'Antonio di Padova a Fiobbio.Nota di BastaBugie: negli scritti di Pierina si trovano il prezioso "Piccolo regolamento quotidiano" e "I sette propositi". Eccoli qui riportati.I SETTE PROPOSITI1) Mi sforzerò di tenere la pace nella famiglia.2) Quando la stanchezza m'avrà vinta, mi mostrerò sempre allegra.3) Avrò sommo rispetto verso la mamma, la obbedirò e non risponderò sgarbatamente.4) Non prenderò nessuna golosità.5) Durante la giornata mi terrò alla presenza di Dio, farò Comunioni spirituali e reciterò giaculatorie.6) Non cercherò di sapere cose altrui.7) Non dirò mai parola in mia lode e procurerò di star nascosta agli occhi degli uomini.PICCOLO REGOLAMENTO QUOTIDIANO1) Mi alzerò per tempo, senza poltrire e, vestendomi modestamente, offrirò la mia giornata a Gesù per le mani di Maria SS.2) Preghiere del mattino - Santa Messa e - possibilmente, Comunione quotidiana.3) Meditazione di almeno 15 minuti raccoglimento, amore, propositi pratici per il giorno.4) Tornata a casa, attenderò con la massima fedeltà e serenità alle mie faccende domestiche e al mio lavoro.5) Al suono di ogni ora penserò a Gesù e a Maria con una giaculatoria o uno sguardo d'amore.6) Ogni mia azione la farò in unione con Maria; e nelle contrarietà mi abbandonerò, come una bambina sul suo Cuore materno, invocando il suo aiuto e quello del mio caro Angelo custode.7) Dirò il S. Rosario o almeno una corona, secondo le mie possibilità.8) Ogni giorno mi sforzerò di offrire a Maria Santissima qualche "fiore" profumato e nascosto una mortificazione di lingua, di occhi, di gola, soprattutto di volontà.9) Non mi metterò mai a tavola senza aver fatto una piccola preghiera, né mai mi alzerò senza aver compiuto una mortificazione di gola.10) Mi sforzerò di sorridere a tutti e di cedere, con amabilità, al giudizio degli altri, specialmente dei miei genitori e superiori.11) Curerò sommamente la modestia nel vestito, nello star seduta e nel camminare; con nessuno mi permetterò leggerezze di parole o di mani.12) Prima di coricarmi, secondo le possibilità, farò un po' di lettura spirituale e scriverò il resoconto dell'esame di coscienza; quindi, recitata la preghiera della sera mi addormenterò pensando alla Comunione dell'indomani o a qualche buona cosa.N.D. Tutto questo mi propongo di metterlo in pratica fedelmente, con amore e gioia, ma senza eccessive preoccupazioni; pronta ad omettere qualche devozione o ad interromperla, quando l'ubbidienza ai superiori o ai miei doveri lo richiede, sicura che la Madonna preferisce da me, sua piccola schiava d'amore, l'offerta del mio cuore e della mia volontà in tutte le circostanze della vita.
La primera llamada del día con Alexia Canto, responsable de Movilidad del Ayuntamiento de Pamplona, con motivo de las obras de asfaltado de la Avenida de Pio XII.
O Governo do Estado começou mais uma etapa da modernização da região onde funcionava a antiga praça de pedágio da Terceira Ponte, em Vitória. As obras incluem, por exemplo, a remoção das antigas cabines de cobrança. Ao mesmo tempo, a Secretaria de Mobilidade e Infraestrutura (Semobi) inicia a reforma da Rodoviária de Vitória e a instalação de uma estação do Aquaviário no mesmo local. Em entrevista à CBN Vitória, o secretário de Mobilidade e Infraestrutura do Espírito Santo, Fábio Damasceno, explica os próximos passos das obras. Além da Rodoviária, as embarcações terão outros dois pontos de parada em Vitória nos próximos anos: terminal Dom Bosco e a Praça Pio XII. Ouça a conversa completa!
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7962MIRACOLI RARI: I SANTI CON I CORPI INCORROTTI di Roberto de MatteiLo scorso 12 settembre 2024, al termine del Sinodo della Chiesa Armena Cattolica, è avvenuta la traslazione da Roma a Beirut, in Libano, delle spoglie mortali del Servo di Dio, cardinale Gregorio Pietro (in armeno Krikor Bedros) Agagianian, quindicesimo patriarca di quella Chiesa, morto a Roma nel 1971. Il feretro è stato accolto nella capitale libanese dal Patriarca Minassian, dal Primo ministro Najīb Mīqātī e dalle massime personalità religiose e politiche. Ciò che ha reso straordinaria questa traslazione è che il corpo del cardinale Agagianian, oltre mezzo secolo dopo la sua morte, malgrado non sia stato imbalsamato, è incorrotto, perfettamente integro. Il suo volto è tranquillo e sorridente. Sul blog di Padre Livio troverete alcune immagini veramente sorprendenti.Il corpo del cardinale Agagianian, ha attraversato la città di Beirut, in un 'urna trasparente, applaudito dalla folla che lanciava petali di rose come al passaggio di un santo, fino alla cattedrale armena dei Santi Elia e Gregorio Illuminatore, dove è stato sepolto.IL CARDINALE AGAGIANIANMa chi era il cardinale Agagianian? Nato in Georgia nel 1895, Gregorio Pietro Agagianian studiò a Roma fin da giovanissimo presso il Pontificio Collegio Armeno, di cui fu in seguito sia vice-rettore che Rettore e venne ordinato sacerdote nel 1917. Nominato Vescovo l '11 luglio 1935 da Papa Pio XI, il 30 novembre 1937 fu eletto Patriarca di Cilicia degli Armeni cattolici.Il 18 febbraio 1946 Papa Pio XII lo creò cardinale assegnandogli il titolo di San Bartolomeo all 'Isola. Alla morte di Pio XII, Silvio Negro, vaticanista del "Corriere della Sera", lo indicava come favorito dai pronostici in conclave, per la sua conoscenza della curia, la sua competenza di giurista e la sua pietà esemplare. Fu eletto invece Giovanni XXIII. Il cardinale Agagianian, sostenuto dai conservatori, fu un papabile anche nel conclave del 1963 che elesse Paolo VI. Guidò in veste di prefetto, la Congregazione di Propaganda Fide dal 1958 al 1970 e partecipò al Concilio Vaticano II. Morì a Roma il 16 maggio 1971, in fama di santità. Nel 2022 è stata avviata la sua causa di beatificazione e ha quindi il titolo di Servo di Dio.Nei processi di beatificazione e canonizzazione è prevista la ricognizione canonica dei resti dei candidati alla santità e quando, al momento della riesumazione, il corpo appare non decomposto, senza che vi sia stata un 'imbalsamazione, la Chiesa considera il corpo incorrotto come un segno soprannaturale. Il corpo incorrotto non è in sé stesso una prova di santità, ma ne costituisce una conferma, tanto che la Chiesa lo dichiara al momento della canonizzazione.I santi con i corpi incorrotti sono comunque rari. Infatti i santi canonizzati dalla Chiesa negli ultimi cinque secoli sono stati circa 1700 e di essi poco più di un centinaio sono stati trovati incorrotti. Tra questi santa Cecilia, il cui corpo fu scoperto intatto oltre 1500 anni dopo la morte, santa Chiara da Montefalco e santa Caterina da Bologna, santa Caterina Labouré e santa Bernadette Soubirous, san Giovanni Bosco e san Luigi Orione. Nel bel libro di don Charles Murr L 'anima segreta del Vaticano (Fede e Cultura, Verona 2024), tra i numerosi episodi che Suor Pascalina racconta al giovane sacerdote americano suo amico vi è anche questo. Quando nel 1956 Pio XII volle aprire la causa di beatificazione di Pio IX e fu riesumato il suo corpo, mandò la sua collaboratrice a rivestire il corpo del Papa, dopo che monsignor Enrico Dante e la commissione ne ebbero esaminato lo stato. «Quando la bara fu aperta - ricorda suor Pascalina - non riuscivo a credere ai miei occhi. Sembrava non morto, ma addormentato! Il corpo era perfettamente intatto! Non solo, ma le dita, i polsi, le braccia erano morbidi, flessibili». Suor Pascalina dovette tagliare i capelli, radere la barba e spuntare le unghie di Pio IX, prima di rivestirlo con gli abiti pontifici.Si è parlato di incorruttibilità del corpo anche per Giovanni XXIII, ma il corpo di papa Roncalli, a differenza di quello di Pio IX fu imbalsamato e quando i corpi dei Papi subiscono questo trattamento il fenomeno non può essere definito di origine soprannaturale e l 'ipotesi dell 'incorruttibilità viene esclusa.IL GIUDIZIO UNIVERSALEPerché il numero dei santi che sono sfuggiti al processo di decomposizione è così esiguo? La risposta sta nel dogma centrale della Chiesa cattolica, che è quello della Risurrezione dei morti. I corpi degli uomini sono destinati a decomporsi dopo la morte per poi ricongiungersi con le loro anime alla fine del mondo. La morte è la separazione dell 'anima dal corpo e quando il corpo degli uomini è privato dell 'anima, che è il suo principio unitario e vivificatore, si decompone e torna in cenere. Però, il giorno del Giudizio universale, tutte le anime si riuniranno con i loro corpi che verranno resi incorruttibili, sia quelle degli eletti che quelle dei dannati. In Paradiso e all 'Inferno si andrà con anima e corpo per l 'eternità. Tuttavia, solo i corpi di coloro che saranno in Paradiso riceveranno un corpo glorioso, spirituale, conforme a quello di Cristo risorto. Per questo san Paolo dice «E i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d 'incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d 'immortalità» (1 Cor 15, 52-53).Dio, che destina gli uomini alla corruzione dei corpi, per renderli incorruttibili quando risorgeranno, ha disposto tuttavia che alcuni di essi, eccezionalmente, sfuggano al processo di decomposizione. I loro corpi possono essere accompagnati anche da altri fenomeni soprannaturali, quali il profumo che emanano, il ringiovanimento e talora il movimento. Nel caso del cardinale Agagianian colpisce, ad esempio il ringiovanimento. Basta paragonare le immagini del suo volto riesumato e quelle delle sue ultime fotografie per rendersi conto che il corpo del cardinale dimostra molto meno dei 76 anni che aveva quando è morto. Ciò che è inspiegabile deve rimandarci all 'esistenza di Dio Creatore, che nella sua infinita Sapienza ha la capacità di modificare le leggi della natura per il bene delle anime. Per questo non dobbiamo trascurare i segni che la Divina Provvidenza mette spesso davanti ai nostri occhi. Nel caso del Servo di Dio Gregorio Pietro Agagianian fa riflettere anche il suo arrivo nella Terra dei Cedri, il Libano, proprio nel momento in cui il Medio Oriente è in fiamme, come a significare che solo la santità può spegnere quelle fiamme che rischiano di incendiare il mondo.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7958IL PAPA CREERA' 21 NUOVI CARDINALI... MA COS'E UN CARDINALE? di Roberto de MatteiL'8 dicembre la Chiesa Cattolica avrà 21 nuovi cardinali. Il Sacro Collegio conterà quindi 256 membri, di cui 141 con diritto di voto nel prossimo conclave. L'annuncio della creazione dei nuovi cardinali è stato dato il 6 ottobre da Papa Francesco, che il giorno dell'Immacolata imporrà loro la berretta color porpora, segno della disponibilità a versare il sangue, pronunciando la solenne formula: "A lode di Dio onnipotente e a decoro della Sede Apostolica ricevete la berretta rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa."Questa solenne formula non è solo un modo di dire: indica la responsabilità dei cardinali, che sono i più diretti collaboratori e consiglieri del Papa e formano una sorta di Senato della Chiesa. Per comprendere questa altissima missione dei cardinali è illuminante un episodio che traggo dal bel libro di don Charles T. Murr, L'anima segreta del Vaticano. Il profondo legame tra Pio XII e suor Pascalina, pubblicato nel 2024 dalle Edizioni Fede e Cultura di Verona (pp. 84-88).IL PRIMO CARDINALE CINESELa storia dunque è questa. Nel 1946 il Papa Pio XII elevò alla dignità di cardinale l'arcivescovo di Pechino Thomas Tien Ken-Sin (1880-1967), dando alla Chiesa cattolica il primo porporato cinese.Nel 1949 la Cina cadde sotto il controllo del rivoluzionario marxista-leninista Mao Zedong, uno dei più feroci dittatori comunisti, che tenne il potere fino alla sua morte, nel 1976. In coerenza con i princìpi del marx-leninismo, Mao intendeva eliminare ogni presenza religiosa dalla nuova Repubblica popolare cinese. Tra tutte le religioni non gradite in Cina, il cattolicesimo romano era particolarmente odiato da Mao, che non solo detestava la dottrina della Chiesa, ma aveva timore della sua organizzazione a livello nazionale e internazionale. Tutti i vescovi e i preti cinesi furono invitati a rinnegare la loro fede per contribuire all'edificazione dello Stato socialista. Morte, prigionia, rieducazione nei campi di lavoro attendevano coloro che avessero voluto rimanere fedeli alla Chiesa di Roma.Quando il cardinale arcivescovo di Pechino Tien Ken-Sin apprese che il presidente Mao aveva intenzione di accusarlo di tradimento e di farlo arrestare, riuscì a fuggire nottetempo e a raggiungere la città di Roma.Una mattina il cardinale si presentò al portone di bronzo della Città del Vaticano, con le insegne cardinalizie, vestito di rosso dalla testa ai piedi. Si aspettava forse una calorosa accoglienza da parte del Papa, ma non fu così.È a questo punto che interviene la testimonianza di Suor Pascalina, che era una fedelissima collaboratrice di papa Pacelli e al giovane don Murr, che la frequentava negli anni Settanta, raccontò: "Il Santo Padre mi chiamò nel suo ufficio quella mattina e mi disse che alla porta c'era un visitatore di eccezione. Poiché monsignor Tardini aveva in precedenza informato Sua Santità che il cardinale Tien era fuggito dalla Cina per salvarsi la vita, l'arrivo del cardinale alla soglia del Santo Padre non era stata una completa sorpresa. "Ad ogni modo - continua suor Pascalina - il Santo Padre non ne era affatto contento" e diede alla suora precise istruzioni per trasmettere un messaggio all'illustre porporato cinese . "Riferito da una donna - aggiunse il Papa - sarà più chiaro e la nostra rabbia sarà meno evidente".PERCHÉ I CARDINALI VESTONO DI ROSSOSuor Pascalina, alquanto nervosa, si presentò al cardinale Tien, che attendeva notizie in segreteria di Stato e, vincendo la sua ritrosia, gli disse: "Vostra Eminenza, il Santo Padre non può riceverla oggi, né in nessun giorno nel prossimo futuro"."Ma io devo parlare a Sua Santità personalmente", protestò il cardinale. "Temo che non sarà possibile", rispose la suora. "Qualunque cosa desidera dire al Santo Padre, può dirla a monsignor Tardini appena rientrerà. Il Santo Padre mi ha chiesto però di porle una questione che lo lascia perplesso. Il Santo Padre desidera sapere a che cosa ha pensato quando ha accettato la berretta rossa. Vorrebbe anche chiederle perché pensa che i cardinali di Santa Romana Chiesa vestano di rosso. Se pensava che significasse qualcosa di diverso dalla disponibilità a versare il proprio sangue per Cristo e la sua Chiesa, allora qual'era per lei il significato di quel colore?".Il cardinale non rispose e chiuse gli occhi rimanendo in silenzio. Suor Pascalina, prima di allontanarsi dalla stanza, diede un ultimo consiglio al cardinale. Gli disse che il Santo Padre era estremamente rattristato che avesse abbandonato il suo gregge nel momento in cui il suo popolo aveva più bisogno di lui. Avrebbe dovuto restare al posto che gli era stato assegnato. Se questo avesse significato la prigione o la morte, allora sarebbe dovuto ritornare in Cina, correndo tali rischi, invece di starsene seduto nella Città del Vaticano vestito di rosso. "Se decide di non tornare in Cina - aggiunse - credo che dovrebbe rassegnare le dimissioni al Santo Padre e lasciare la tonaca a qualcuno che sappia perché è rossa".Il cardinale non si dimise e si ritirò a Chicago. Si può immaginare quanto severo fu il giudizio di Pio XII nei suoi confronti. Ma che avrebbe detto Pio XII sapendo che oggi il Vaticano collabora apertamente con gli eredi dei persecutori comunisti di allora? Eredi che non rinnegano, ma anzi rivendicano con orgoglio, il lascito di Mao Zedong e l'ideologia comunista del loro paese.Intanto consiglio vivamente di leggere il libro di don Charles Murr, un sacerdote americano che, tra il 1971 e il 1979, ha passato la sua vita a Roma. Don Murr ha già pubblicato nel 2023, sempre per le edizioni Fede e Cultura, un importante libro dedicato a Massoneria vaticana. Logge, denaro e poteri occulti nell'inchiesta Gagnon.Il nuovo libro è ricco di molti altri episodi e aneddoti che ci aiutano a leggere la storia della Chiesa dall'interno. Il pregio delle due opere di don Murr è che sono scritte con stile brillante, serietà storica e soprattutto vero amore alla Chiesa.
L'8 dicembre la Chiesa Cattolica avrà 21 nuovi cardinali. Il Sacro Collegio conterà quindi 256 membri, di cui 141 con diritto di voto nel prossimo conclave. L'annuncio della creazione dei nuovi cardinali è stato dato il 6 ottobre da Papa Francesco, che il giorno dell'Immacolata imporrà loro la berretta color porpora, segno della disponibilità a versare il sangue, pronunciando la solenne formula: “A lode di Dio onnipotente e a decoro della Sede Apostolica ricevete la berretta rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa.”
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7942NEL MATRIMONIO VIENE PRIMA IL FINE PROCREATIVO E SOLO POI QUELLO UNITIVOIl fine primario del matrimonio è la procreazione. Negli ultimi tempi non si dice più così e i due fini, procreazione ed unione dei coniugi, vengono messi alla pari, anzi con una prevalenza almeno nell'ordine del secondo sul primo. Con conseguenze pericolose, perché in tal modo, cioè se è primario il valore unitivo e quindi quello procreativo diventa secondario, si apre piano piano la strada ad una sessualità sganciata dalla procreazione e quindi via libera a contraccezione, rapporti omosessuali, ecc. E se può essere possibile una sessualità senza procreazione, perché non potrebbe essere possibile anche una procreazione senza sessualità? Si pensi al cosiddetto "utero in affitto" o, per dirla in maniera più elegante, alla "maternità surrogata" o "gestazione per altri".A tal proposito leggiamo cosa disse Papa Pio XII in un suo discorso alle partecipanti del Congresso della Unione Cattolica Italiana delle Ostetriche, pronunciato in Vaticano il 29 ottobre del 1951: "La verità è che il matrimonio, come istituzione naturale, in virtù della volontà del Creatore non ha come fine primario ed intimo il perfezionamento personale degli sposi, ma la procreazione e la educazione della nuova vita. Gli altri fini, per quanto anch'essi intesi dalla natura, non si trovano nello stesso grado del primo, e ancor meno gli sono superiori, ma sono ad esso essenzialmente subordinati".Pio XII fa anche riferimento ai matrimoni infecondi, affermando che tale stato di cose, vale anche per questi: "Ciò vale per ogni matrimonio, anche se infecondo; come di ogni occhio si può dire che è destinato e formato per vedere, anche se in casi anormali, per speciali condizioni interne ed esterne, non sarà mai in grado di condurre alla percezione visiva".Nello stesso discorso Pio XII precisa che tale verità è ciò che è sempre stato insegnato ed è patrimonio della tradizione. Egli dice: "Redigemmo Noi stessi alcuni anni or sono (10 marzo 1944) una dichiarazione sull'ordine di quei fini, indicando quel che la stessa struttura interna della disposizione naturale rivela, quel che è patrimonio della tradizione cristiana, quel che i Sommi Pontefici hanno ripetutamente insegnato".Ovviamente, parlare della procreazione come fine primario, non vuol dire omettere, trascurare o addirittura pensare come inutili i fini secondari. I quali, anzi, sono necessari. Pio XII dice sempre nello stesso discorso: "Si vuole forse con ciò negare o diminuire quanto vi è di buono e di giusto nei valori personali risultanti dal matrimonio? Certamente no, poiché alla procreazione della nuova vita il Creatore ha destinato nel matrimonio esseri umani fatti di carne e di sangue, dotati di spirito e di cuore, ed essi sono chiamati in quanto uomini e non come animali irragionevoli, ad essere gli autori della loro discendenza. A questo fine il Signore vuole l'unione degli sposi".
Chi ha mai sentito nominare Ausonio Franchi? Probabilmente pochi. Eppure fu un uomo celebre e acclamato al suo tempo. La sua vita merita di essere raccontata. Il suo vero nome era Cristoforo Bonavino. Nacque a Pegli in Liguria il 27 febbraio 1821, da una famiglia numerosa e profondamente cristiana. A sedici anni fu accolto in seminario dove si distinse per il fervore dei suoi studi e specialmente per la devozione alla Madonna. Nel novembre del 1840 entrò nella Congregazione degli Oblati di S. Alfonso per la riforma del clero, da poco fondata dal vescovo di Bobbio Antonio Maria Giannelli (1879-1846), una grande figura dell'episcopato cattolico dell'Ottocento, proclamato santo da Pio XII nel 1951.
Il 2 giugno 1944 Pio XII rivolgeva un discorso ai cardinali che gli avevano presentato gli auguri in occasione della festa di Sant'Eugenio. Era il quinto anno della Seconda guerra mondiale e il Papa affermava che: “La Città eterna, cellula madre di civiltà, e lo stesso territorio sacro intorno al sepolcro di Pietro, hanno dovuto sperimentare e provare quanto lo spirito degli odierni metodi di guerra, per molteplici cause fattisi sempre più feroci, si sia allontanato da quelle indefettibili norme, che un tempo erano ritenute come leggi inviolabili.” Il bombardamento di San Lorenzo era già avvenuto e il Papa levava il suo ammonimento: “Chiunque osasse levare la mano contro Roma, sarebbe reo di matricidio dinanzi al mondo civile e nel giudizio eterno di Dio”.
Tesouros da Igreja
A cura di Ferruccio Bovio La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del capo della Chiesa cattolica. Se poi, a partecipare al summit che riunisce i rappresentanti delle principali potenze occidentali, è anche il pontefice, storicamente, meno vicino alle sensibilità dell'Occidente, allora il fatto assume dei connotati che vanno ben oltre i tradizionali e formali scambi di buoni auspici o di sorrisi diplomatici. Quanto è diverso e quanto è distante dal pensiero che permea l'odierno vertice internazionale, questo gesuita argentino, rispetto a tutti gli altri cardinali che – almeno da Pio XII in poi – lo hanno preceduto sul soglio pontificio...Egli stesso si è, almeno una volta, auto definito come “il papa venuto dalla fine del mondo”...Quanto diverso e quanto distante è, ad esempio, dal quel papa polacco così attento al rispetto dei diritti umani sui quali, specialmente quando si parla di Islam, Bergoglio sorvola spesso e volentieri. Quanto è diverso e distante dal teologo Ratzinger che esaltava la cultura giuridica occidentale, intesa come la risultante di un felice incontro avvenuto tra cristianesimo, filosofia greca e diritto romano… Non sapremo mai quali siano, effettivamente, stati gli scambi di opinione che papa Francesco può avere avuto ieri nei suoi incontri privati con i vari Biden, Macron o Zelensky... certo è che, da sempre, il Vescovo di Roma esprime una priorità che prevale, in modo netto e chiaro, su tutte le altre: ed è quella della pace, in nome della quale non ha esitato – infastidendo, talvolta, interlocutori politici e parte dell'opinione pubblica mondiale – ad esortare, costi quel che costi, i grandi decisori sul campo di battaglia a sventolare la “bandiera bianca”. Ci domandiamo se l'esordio pontificio al G7 organizzato in terra di Puglia, sia destinato a segnare una sorta di svolta in grado di riavvicinare vecchi amici che sembrano avere perso dimestichezza tra di loro, oppure non comporterà alcuno sviluppo positivo, lasciando le cose come stavano. Per parte nostra, pur avendo una visione completamente laica sia della vita privata, che di quella pubblica, non vi nascondiamo che guardiamo con estremo favore a quei (per la verità non molti) pensatori che sottolineano quanto l' Europa stia oggi pagando , in termini di coesione sociale, il distacco dai valori fondativi del cristianesimo e quanto, viceversa, stia perdendo, in termini di consenso religioso, una Chiesa che non presta il dovuto ascolto alle istanze di indipendenza e di libertà dei popoli. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
A cura di Ferruccio Bovio La presenza, per la prima volta, di un papa ad un vertice del G7 è già, di per sé, un evento che non può certamente passare inosservato, a prescindere dalla persona che, in quel determinato momento, incarni la figura del capo della Chiesa cattolica. Se poi, a partecipare al summit che riunisce i rappresentanti delle principali potenze occidentali, è anche il pontefice, storicamente, meno vicino alle sensibilità dell'Occidente, allora il fatto assume dei connotati che vanno ben oltre i tradizionali e formali scambi di buoni auspici o di sorrisi diplomatici. Quanto è diverso e quanto è distante dal pensiero che permea l'odierno vertice internazionale, questo gesuita argentino, rispetto a tutti gli altri cardinali che – almeno da Pio XII in poi – lo hanno preceduto sul soglio pontificio...Egli stesso si è, almeno una volta, auto definito come “il papa venuto dalla fine del mondo”...Quanto diverso e quanto distante è, ad esempio, dal quel papa polacco così attento al rispetto dei diritti umani sui quali, specialmente quando si parla di Islam, Bergoglio sorvola spesso e volentieri. Quanto è diverso e distante dal teologo Ratzinger che esaltava la cultura giuridica occidentale, intesa come la risultante di un felice incontro avvenuto tra cristianesimo, filosofia greca e diritto romano… Non sapremo mai quali siano, effettivamente, stati gli scambi di opinione che papa Francesco può avere avuto ieri nei suoi incontri privati con i vari Biden, Macron o Zelensky... certo è che, da sempre, il Vescovo di Roma esprime una priorità che prevale, in modo netto e chiaro, su tutte le altre: ed è quella della pace, in nome della quale non ha esitato – infastidendo, talvolta, interlocutori politici e parte dell'opinione pubblica mondiale – ad esortare, costi quel che costi, i grandi decisori sul campo di battaglia a sventolare la “bandiera bianca”. Ci domandiamo se l'esordio pontificio al G7 organizzato in terra di Puglia, sia destinato a segnare una sorta di svolta in grado di riavvicinare vecchi amici che sembrano avere perso dimestichezza tra di loro, oppure non comporterà alcuno sviluppo positivo, lasciando le cose come stavano. Per parte nostra, pur avendo una visione completamente laica sia della vita privata, che di quella pubblica, non vi nascondiamo che guardiamo con estremo favore a quei (per la verità non molti) pensatori che sottolineano quanto l' Europa stia oggi pagando , in termini di coesione sociale, il distacco dai valori fondativi del cristianesimo e quanto, viceversa, stia perdendo, in termini di consenso religioso, una Chiesa che non presta il dovuto ascolto alle istanze di indipendenza e di libertà dei popoli. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7826LO SPIRITO ROMANO DELLA CHIESA CATTOLICA di Roberto de MatteiLo spirito romano è quello che si respira solo a Roma, la città sacra per eccellenza, centro del Cristianesimo, patria eterna di ogni cattolico, che può ripetere «civis romanus sum» (Cicerone, In Verrem, II, V, 162), rivendicando una cittadinanza spirituale che ha come confini geografici quelli non di una città, ma di un Impero: non l'Impero dei Cesari, ma quello della Chiesa cattolica, apostolica e romana.Un tempo i vescovi delle diocesi più lontane mandavano i loro seminaristi e sacerdoti a Roma, non solo per studiare nelle migliori facoltà teologiche, ma per acquisire questa romanitas spirituale. Per questo Pio XI, rivolgendosi ai professori e agli studenti della Gregoriana, così si esprimeva: «La vostra presenza Ci dice che la vostra suprema aspirazione, come quella dei vostri Pastori che qui vi inviarono, è la vostra formazione romana. Che questa romanità che siete venuti a cercare in quella Roma eterna della quale il grande Poeta - non solo italiano, ma di tutto il mondo, perché poeta della filosofia e teologia cristiana (Dante, n.d.r.) - proclamava Cristo Romano, si faccia signora del vostro cuore, così come Cristo ne è Signore. Che questa romanità vi possieda, voi e l'opera vostra, così che tornando nei vostri paesi ne possiate essere maestri ed apostoli» (Discorso del 21 novembre 1922).Lo "spirito romano" non si studia sui libri, ma si respira in quell'atmosfera impalpabile che il grande polemista cattolico Louis Veuillot (1813-1883) chiamava «le parfum de Rome»: un profumo naturale e soprannaturale che emana da ogni pietra e memoria raccolta nel lembo di terra in cui la Provvidenza ha posto la Cattedra di Pietro. Roma è allo stesso tempo uno spazio sacro e una sacra memoria, una "patria dell'anima" come la definiva un contemporaneo di Veuillot, lo scrittore ucraino Nikolaj Gogol, che visse a Roma, a via Sistina, tra il 1837 e il 1846.LA CITTÀ CHE OSPITA LE TOMBE DEI SANTI DI DUE MILLENNIRoma è la città che ospita le tombe degli apostoli Pietro e Paolo, è la necropoli sotterranea che nelle sue viscere contiene migliaia di cristiani. Roma è il Colosseo, dove i martiri affrontarono le belve feroci; è San Giovanni in Laterano, ecclesiarum mater et caput, dove si venera il solo osso di sant'Ignazio risparmiato dai leoni. Roma è il Campidoglio, dove Augusto fece innalzare un altare al vero Dio che stava per nascere da una Vergine e dove fu elevata la basilica dell'Aracoeli, in cui riposa il corpo di sant'Elena, l'imperatrice che ritrovò le reliquie della Passione oggi custodite nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Roma sono le vie, le piazze, le case e i palazzi, dove vissero e morirono santa Caterina da Siena e santa Francesca Romana, sant'Ignazio e san Filippo Neri, san Paolo della Croce e san Leonardo da Porto Maurizio, san Gaspare del Bufalo e san Vincenzo Pallotti, san Pio V e san Pio X. A Roma puoi visitare le stanze di santa Brigida di Svezia a piazza Farnese, di san Giuseppe Benedetto Labre a via dei Serpenti, di san Stanislao Kotska a S. Andrea al Quirinale. Qui puoi venerare la culla di Gesù bambino a santa Maria Maggiore, il braccio di san Francesco Saverio nella Chiesa del Gesù, il piede di santa Maria Maddalena nella chiesa di san Giovanni dei Fiorentini.Roma ha subito flagelli di ogni ordine nella sua lunga storia: fu messa a sacco dai Goti nel 410, dai Vandali nel 455, dagli Ostrogoti nel 546, dai Saraceni nell'846, dai Lanzichenecchi nel 1527. La invasero i giacobini nel 1799 e i piemontesi nel 1870, fu occupata dai nazisti nel 1943. Roma porta nel suo corpo le cicatrici di queste profonde ferite, e di altre ancora, come la Peste Antonina (180), la Peste Nera (1348), l'epidemia di colera del 1837 e l'influenza spagnola del 1917. Secondo lo storico americano Kyle Harper (Il destino di Roma, Einaudi, Torino 2019), il crollo dell'Impero romano non fu causato solo dalle invasioni barbariche ma anche dalle epidemie e dagli sconvolgimenti climatici che caratterizzarono il periodo che va dal secondo al sesto secolo dopo Cristo. Queste guerre ed epidemie, anche nei secoli successivi, furono sempre interpretate come castighi divini. Così Ludwig von Pastor scrive che universalmente, presso gli eretici e presso i cattolici, «si vide nel terribile Sacco di Roma un giusto castigo del Cielo sulla capitale della cristianità sprofondata nei vizi» (Storia dei Papi, Desclée, Roma 1942, vol. IV, 2, p. 582). Ma Roma sempre si rialzò, purificata e più forte, come nella medaglia che nel 1557 fece coniare Paolo IV, dedicata a Roma resurgens, dopo una terribile carestia. Di Roma si può dire quello che si dice della Chiesa: impugnari potest, expugnari non potest: sempre combattuta, mai abbattuta.COSA FARE OGGIPer questo, nei giorni inquieti che viviamo, e che ancor più ci aspettano, dobbiamo sollevare lo sguardo verso la Roma nobilis, la cui luce non tramonta: la nobile Roma, che un antico canto di pellegrini saluta come signora del mondo, rosseggiante per il sangue dei martiri, biancheggiante per i candidi gigli delle Vergini: «O Roma nobilis, orbi et domina, Cunctarum urbium excellentissima, Roseo martyrum sanguine rubea, Albi et virginum liliis candida».La Roma cristiana raccoglie ed eleva sul piano soprannaturale le qualità naturali della Roma antica. Lo spirito del romano è quello dell'uomo giusto e forte, che affronta con calma e imperturbabilità le situazioni più avverse. Il romano è l'uomo che non si lascia scuotere dal furore che lo circonda, è l'uomo che rimane impavido, anche se l'universo cade in frantumi sopra di lui: «si fractu inlabatur orbis, impavidum feriant ruinae» (Orazio, Carme III, 3). Il cattolico che eredita questa tradizione, afferma Pio XII, non si limita a rimanere in piedi nelle rovine, ma si sforza di ricostruire l'edificio abbattuto, impiega tutte le sue forze nel seminare il campo devastato (Allocuzione alla Nobiltà romana del 18 gennaio 1947).Lo spirito romano è uno spirito fermo, combattivo, ma prudente. La prudenza è il retto discernimento intorno al bene e al male e non riguarda il fine ultimo dell'uomo, che è oggetto della sapienza, bensì i mezzi per conseguirlo. La prudenza è dunque la sapienza pratica della vita e tra le virtù cardinali è quella che occupa il posto centrale e direttivo. Perciò san Tommaso la considera il coronamento di tutte le virtù morali (Summa Theologiae, II-II, q. 166, 2 ad 1).La prudenza è la prima virtù richiesta ai governanti è tra tutti i governanti nessuno ha una responsabilità più alta di chi guida la Chiesa. Un Papa imprudente, incapace di governare la navicella di Pietro, sarebbe la più grave delle sciagure, perché Roma non può essere senza un Papa che la governi e un Papa non può essere privo dello spirito romano che lo aiuti a governare la Chiesa. Se ciò accade, la tragedia spirituale è maggiore di qualsiasi sciagura naturale.Roma ha conosciuto disastri di ogni genere, ma li ha affrontati come fece san Gregorio Magno, nel 590, di fronte alla violenta epidemia di peste, che si era abbattuta sulla città. Per placare la collera divina, il Papa, appena eletto, ordinò una processione penitenziale del clero e del popolo romano. Quando il corteo giunse al ponte che unisce la città al Mausoleo di Adriano, Gregorio vide sulla sommità del Castello san Michele, che, in segno del cessato castigo, riponeva nel fodero la spada insanguinata, mentre un coro di angeli cantava: "Regina Coeli, laetare, Alleluja - Quia quem meruisti portare, Alleluja - Resurrexit sicut dixit, Alleluja!". San Gregorio rispose ad alta voce: « Ora pro nobis Deum, Alleluja!».Nacque così l'armonia che ancora risuona da un capo all'altro dell'orbe cattolico. Possa questo canto celeste infondere nei cuori cattolici un'immensa fiducia in Maria, protettrice della Chiesa, ma anche di quello spirito romano, forte ed equilibrato, di cui più che mai abbiamo bisogno in questi giorni terribili.
Angela Maria Lupo, Caterina Ciriello"La mistica della sofferenza"Itinerario biblico-spirituale per ri-definire il volto di Dio e dell'uomo.Prefazione di Gianni SgrevaEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itLe riflessioni delle autrici, senza pretese di verità, indicano la sofferenza non come un incidente di percorso, ma come una via mistica d'incontro con Dio, e invitano il credente a trasformare la sofferenza in amore. Se il dolore, la sofferenza, il male mettono in crisi ognuno di noi, compresi i credenti, queste pagine mettono ogni lettore dinanzi a una verità sconcertante: Dio stesso soffre! La sofferenza di Dio deriva dal suo amore per noi, un amore sofferto perché solidale con colui che soffre.Scrive Gianni Sgreva, direttore della rivista “La Sapienza della Croce”, nella prefazione al volume: “Già il titolo dice l'impegno delle autrici a voler offrire una lettura della sofferenza non lasciata dentro il bozzolo della sua enigmaticità. Non si finirà mai di indicare le finestre attraverso le quali leggere l'esperienza umana del dolore, dal punto di vista filosofico, teologico, psicologico, medico, o semplicemente umano. Quello delle autrici è il tentativo di illustrare dal punto di vista biblico e spirituale la mistica della sofferenza, con il risultato forte di legare indissolubilmente la sofferenza umana alla sofferenza divina. Mistica della sofferenza significa infatti accostare la sofferenza all'identità divina, ma non semplicemente per trovare in Dio un supporto di consolazione, una via di uscita, o semplicemente la forza di affrontare la sofferenza con l'aiuto dall'Alto, e supponendo sempre che si tratti di persone credenti. Fuori della fede, infatti, la sofferenza distrugge. L'unico obiettivo e capacità del postumanesimo e del trans umanesimo è quello di cancellare, di cremare la sofferenza. Mistica della sofferenza significa invece scoprire che la sofferenza qualifica Dio stesso, ne descrive l'identità, almeno secondo la teologia giudaico-cristiana”.Caterina Ciriello è docente di teologia spirituale e storia della spiritualità presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma. Ha pubblicato: Dorothy Day. Le scelte dell'amore (2011); Pietro Pavan. Le metamorfosi della dottrina sociale nella Chiesa durante il pontificato di Pio XII (2012); Donne ed evangelizzazione in Europa (2018); Essere donna nella città attuale (2020).Angela Maria Lupo, passionista di san Paolo della Croce, è professoressa ordinaria di Sacra Scrittura nell'Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria della Pontificia Università Urbaniana e membro ordinario del Comitato scientifico della Cattedra «Gloria Crucis» alla Pontificia Università Lateranense. È autrice di contributi nel campo della teologia biblica e della spiritualità veterotestamentaria. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: «Sia luce!». Itinerario biblico-teologico dalle tenebre alla luce (2023); La donna e il femminile di Dio nell'Antico Testamento (2022); Le piaghe d'Egitto. Dalla schiavitù del faraone al servizio di Dio (2021).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Pio XII, el Papa de Hitler, el protector de nazis junto al vaticano
Liliana Segre ha 93 anni e negli ultimi 30 ha testimoniato ovunque, sempre con forza e decisione, l'orrore della guerra, dell'olocausto, del campo di concentramento di Auschwitz. La storia del respingimento alla frontiera svizzera, il carcere, la deportazione e la separazione da suo papà, che non avrebbe più rivisto, a soli 13 anni, sono racconti che non possono lasciare indifferenti. Oggi apre un altro capitolo, inedito, della sua vita: l'udienza con papa Pio XII al quale chiese di informarsi sulla sorte di suo padre. Da qui ne nasce una riflessione profonda, intima, commovente sul tormentato e discusso ruolo del papa della Seconda Guerra Mondiale e sul ruolo della Chiesa cattolica durante lo sterminio degli ebrei.
Caterina Ciriello"Il Dio che pensiamo di conoscere"Edizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itCome possiamo descrivere Dio? Qual è il suo aspetto? È davvero buono, come afferma il Catechismo?Spesso, nella nostra mente, costruiamo immagini erronee del Dio che pensiamo di conoscere. In questo breve viaggio, aiutati anche dalle parole di Papa Francesco, esploreremo gli stereotipi che abbiamo creato su Dio e scopriremo che Egli non è un vitello d'oro, non è sadico né crudele, non si diverte a prenderci in giro e non è cattivo né vendicativo. In realtà, Dio è misericordia e tenerezza, un amore infinito che si manifesta nel volto di Gesù.Caterina Ciriello, nata a Sessa Aurunca (CE) nel 1964 è docente di teologia spirituale presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma. Tra le sue pubblicazioni: Dorothy Day. Le scelte dell'amore, LUP 2011; Pietro Pavan. Le metamorfosi della dottrina sociale della Chiesa durante il pontificato di Pio XII, Il Mulino 2012; Donne ed evangelizzazione in Europa, UUP 2018.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itQuesto show fa parte del network Spreaker Prime. Se sei interessato a fare pubblicità in questo podcast, contattaci su https://www.spreaker.com/show/1487855/advertisement
Un'indagine delll'intelligence canadese indica un diretto coinvolgimento del governo di Narendra Modi nell'omicidio di un leader Sikh che viveva in Canada. Il Corriere della Sera ha annunciato il ritrovamento negli Archivi vaticani di una lettera del 1942 che dimostrerebbe che il papa era a conoscenza dello sterminio degli ebrei nei campi nazisti.CONJunko Terao, editor di Asia di Internazionale Paolo Soldini, giornalistaLINKVideo Canada:https://www.nytimes.com/video/world/canada/100000009092683/trudeau-canada-india-nijjar.html?action=click>ype=vhs&version=vhs-heading&module=vhs®ion=title-area&cview=true&t=30Video Pio XII: https://www.youtube.com/watch?v=GrjifGU6vsQDisco della settimana: Róisín Murphy - "Hit Parade"Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni, con Vincenzo De Simone.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.
No podcast ‘Notícia No Seu Tempo', confira em áudio as principais notícias da edição impressa do jornal ‘O Estado de S.Paulo' desta segunda-feira (18/09/2023): Senadores incharam tanto seus gabinetes com funcionários sem concurso público que já empregam tanto quanto empresas de médio porte, informa Natalia Santos. O caso mais extremo é o do ex-deputado federal Eduardo Gomes (PL-TO), que começou seu mandato de senador em 2019 com 54 servidores comissionados. Em quatro anos, aumentou o gabinete para 82 assessores. Segundo o Serviço Brasileiro de Apoio às Micro e Pequenas Empresas (Sebrae), uma empresa média tem de 50 a 99 funcionários. Levantamento do Estadão identificou que outros 12 senadores também tem mais de 50 assessores, o limite regulamentado, pagos com dinheiro público E mais: Economia: Economistas ensinam como o governo pode gastar menos, se quiser Metrópole: Com uma ação contra planos a cada 25 minutos, TJ aposta em conciliação Internacional: Carta a Pio XII reabre debate sobre resposta ao Holocausto Esportes: São Paulo vence o Fla e fica a um empate da 1ª Copa do BrasilSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Comienza la cuenta atrás para las fiestas de San Lorenzo y los Danzantes calientan motores. Como nos cuenta el mayoral Francisco San Emeterio, esta tarde de lunes tiene lugar el ensayo general.
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Alberto Melloni"Persino la luna"11 ottobre 1962: Come papa Giovanni XXIII aprì il ConcilioUtet Librihttps://www.utetlibri.it/«Cari figliuoli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero; qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata, stasera – osservatela in alto! – a guardare a questo spettacolo. Vi è che noi chiudiamo una grande giornata di pace; di pace: “Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà”.» Papa Giovanni XXIIIGiovanni XXIII – il papa del concilio caramellato nella formula del “papa buono” – era stato eletto per essere un papa “di transizione” dopo il lungo pontificato di Pio XII. E invece decise di convocare la Chiesa a concilio, prima e unica assemblea globale di pari sul pianeta: un'assise che lasciò preparare alla curia romana, trattenendo per sé pochissime decisioni e pochissimi nodi, fino all'apertura l'11 ottobre 1962, quando già sapeva della sua malattia. E quando decise di “aprire” il concilio: non solo in senso formale ma sostanziale.Alberto Melloni, una delle voci più autorevoli della ricerca storica sul cristianesimo, racconta quel momento, quel giorno nel quale il papa fa due discorsi, tanto diversi quanto epocali: la mattina in San Pietro, all'episcopato di tutto il mondo e agli osservatori delle altre Chiese, definendo le ragioni del concilio che aveva voluto; e la sera, nonostante non fosse preventivato, a una piazza affollata per una fiaccolata di saluto che ha segnato la storia del papato.Si svelano così subito i due lati della struttura spirituale di Giovanni XXIII: la sua capacità di cogliere e riformare il patrimonio della grande tradizione, ma anche di essere maestro dei fedeli comuni. All'allocuzione di inizio del Vaticano ii, pronunciata in latino, studiata al millimetro, scritta e riscritta, risponde il discorso informale della sera, improvvisato in italiano, nella sua cadenza bergamasca, in cui riprende e quasi traduce le dimensioni di paternità e fraternità che il concilio chiede alla Chiesa. Negli annali televisivi resta la frase celeberrima, in cui la carica più alta di una delle istituzioni più longeve mostra un cristianesimo dal volto umano: «Date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del papa”». Ancora non lo sapevamo, ma era l'inizio di una rivoluzione.Alberto Melloni (Reggio Emilia, 1959) è professore ordinario di Storia del cristianesimo all'Università di Modena e Reggio Emilia, titolare della cattedra unesco sul pluralismo religioso e la pace dell'Università di Bologna e dal 2017 fa parte dell'Accademia dei Lincei. È Chief Scientific Advisor della Commissione Europea. Tra le sue opere: Tutto e niente. I cristiani d'Italia alla prova della storia (Laterza 2013); Amore senza fine, amore senza fini (Il Mulino 2015) e Tempus visitationis. L'intercomunione inaccaduta fra Roma e Costantinopoli (Il Mulino 2019).IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
El Padre Charles Murr nos comparte su testimonio de una correspondencia escrita enviada a la Madre Pascalina de parte del Padre Pío, afirmando que él había visto al recién fallecido Papa Pio XII entrar al Cielo.Pulsa aqui para ver el video¡Convierte en Miembro Cristero de Nuestro Canal Hoy!! Pulsa aquíSiguenos en todos los medios y canales aquiHaz click para suscribirte y escucharnos en: AndroidRSSSpotify:TuneInStitcherPlayer FMCastbox Pocket Casts OvercastBeyondPod PandoraApoya mi trabajo y recibes regalos (Haz click en el enlace o link): www.patreon.com/ConoceamayvivetufeRecibe el Libro Mana de Aliento para el Cristiano GRATIS ¡Haz click aqui!Support the show
Bem vindo ao SanarCast, um podcast médico da Sanar. Aqui, toda semana, o Prof. Vinícius e Convidados falam sobre preparação para as provas, estratégias de estudo, escolha da especialidade, provas práticas, desafios do dia a dia médico e como está o mercado de trabalho das diversas especialidades médicas no Brasil.
Enquanto a mídia em geral se concentra na disputa entre Lula e Bolsonaro, o dilema que paira sobre a consciência do católico é entre nulo e Bolsonaro. Qual a melhor opção, seguindo a reta consciência? Ou será que deveríamos dar uma chance a Eymael, que já afirmou se basear na Doutrina Social da Igreja? Além de nos apresentar o que os papas condenam e orientam quanto ao voto, o Professor Eduardo Cruz nos expõe detalhes do programa de alguns dos candidatos à presidência. Embora certos candidatos não sejam abordados, os programas mostrados aqui nos dão um norte para entender todos em geral, devido aos vários pontos (e problemas) em comum entre eles. MATERIAL COMPLEMENTAR: Sermão "O Voto do Católico em Eleições" - Pe. Daniel Pinheiro, IBP 00:00:00 Apresentação 00:10:06 1 - Questão doutrinal 00:15:48 1.1 - Condenação à maçonaria 00:22:10 1.2 - A omissão 00:26:40 1.3 - Podemos deixar de votar? 00:33:15 1.4 - Condenações aos liberalismos 00:45:15 1.5 - Conclusão doutrinária 00:49:13 2 - Os programas dos candidatos à presidência 00:49:38 2.1 - Lula (PT) 01:21:44 2.2 - Jair Bolsonaro (PL) 01:22:58 2.2.1 - Ingresso do Brasil na OCDE 02:11:59 2.2.2 - Independência do Banco Central 02:31:08 2.2.3 - Mais propostas de Bolsonaro 02:38:39 2.3 - Ciro Gomes (PDT) 02:53:01 2.4 - Felipe d'Avila (NOVO) 03:17:28 2.5 - Constituinte Eymael (DC) 03:24:58 3 - Considerações finais Para contato e doações (Pix/PayPal): tradtalk [arroba] mail.com Telegram: https://t.me/tradtalk Spotify: https://bit.ly/TradTalkSpot Anchor: https://bit.ly/AnchorTrad CastBox: http://bit.ly/CastBox1 FONTES CITADAS Encíclica Humanum Genus, 20 de abril de 1884 Alocução do Papa Pio XII ao Sagrado Colégio de Cardeais, 16 de março de 1946 Livro 'El liberalismo es pecado', do Pe. Félix Sardá y Salvany, com destaque para as páginas 33 e 6 Encíclica Divinis Redemptoris, 19 de março de 1937 Radiomensagem do Papa Pio XII na Solenidade de Pentecostes, 50º aniversário da Rerum Novarum, 1º de junho de 1941 Alocução de Pio XII no cinqüentenário do Instituto Romano de Habitação Popular, 21 de novembro de 1953 Roteiro para o processo de adesão do Brasil à OCDE Lições do Barão de Gambôa sobre a construção naval Documentos Oficiais da Dinastia Carlista Autonomia do Banco Central: 1 e 2 Anteprojeto enviado pelo Professor ao dep. Bolsonaro Luiz Felipe D'Ávila, Embaixador da Human Rights Watch Conexão de Armínio Fraga, conselheiro do Partido Novo, com a agenda ambientalista internacional Adérito Sedas Nunes - Princípios de Doutrina Social José Borrell y Maciá - El intervencionismo del Estado en las Actividades Económicas : Su Extensión y sus Límites Episódios relacionados O Liberalismo e o Governo Bolsonaro (com Prof. Carlos Nougué) O Governo Lula (com Prof. Eduardo Cruz) Gabriel García Moreno (com Prof. Marcel Barboza)
Palavras Proféticas de Pio XII descrevem perfeitamente o Cenário Atual! Homilia - Padre Bráulio D'Alessandro.
El Papa Pío XII, con la encíclica Munifientissimus Deus, declaraba el día 1 de noviembre de 1950 el dogma de la Asunción de María en cuerpo y alma a los cielos. Las palabras más importantes de la Bula de Pio XII, después de traer toda clase de argumentos sacados de la Teología, Sagrada Escritura, los Santos Padres, la Tradición, las Liturgias, etc... son estas: "Pronunciamos, declaramos y definimos ser dogma de revelación divina que la Inmaculada Madre de Dios, siempre Virgen María, cumplido el curso de su vida terrena, fue asunta en cuerpo y alma a la gloria celeste".
Il 29 agosto 1953 a Siracusa un'immagine della Madonna, che si trovava nella casa di un giovane operaio sposato da pochi mesi, sopra il letto matrimoniale, cominciò a piangere. Il pianto continuò fino al 1° settembre. Le lacrime vennero esaminate e furono dichiarate essere vere lacrime umane. Tutti si chiesero che senso avessero quelle lacrime. Nel 1954 papa Pio XII disse: «Comprenderanno gli uomini l'arcano linguaggio di quelle lacrime?». Negli anni seguenti si è svelato il messaggio legato a quelle lacrime, come spiega il cardinale Angelo Comastri in questa omelia. L'omelia è stata proclamata a Corridonia (MC) il 2 giugno 2017, dove il cardinale si era recato per benedire una icona della Sacra Famiglia che era stata appena collocata all'interno della chiesa della zona industriale della città.
Enquanto há quem ignore a possibilidade de fatores sobrenaturais em transtornos psiquiátricos, não poucos católicos podem cair no erro oposto, de ignorar também a importância da medicina para combater tais males. É fato que as doenças da alma também causam alterações físicas no cérebro humano e, certas vezes, os remédios e os bons hábitos são de grande utilidade para a saúde mental. O André Messias também trata, neste episódio, de descrever o que são tais transtornos e como eles se manifestam. ERRATA: aos 32 minutos, é falado que a anedonia se refere à perda de sentido e à apatia. Na verdade, o significado certo é a perda total de prazer nas coisas. Referências O sacerdote que fundou o primeiro hospital psiquiátrico do mundo https://www.nossasenhoradosprazeres.com.br/sabia-que-um-sacerdote-fundou-o-primeiro-hospital-psiquiatrico-do-mundo/ Condenação de Pio XII à psicanálise freudiana http://www.oprincipedoscruzados.com.br/2015/12/pio-xii-contra-pscanalise-freudiana-e.html A religiosidade e a proteção contra depressão https://oglobo.globo.com/saude/pessoas-religiosas-tem-cerebro-mais-espesso-maior-protecao-contra-depressao-11187248 Para contato e doações (Pix/PayPal): tradtalk [arroba] mail.com Telegram: https://t.me/tradtalk Spotify: https://bit.ly/TradTalkSpot Anchor: https://bit.ly/AnchorTrad CastBox: http://bit.ly/CastBox1 0:00 Apresentação 3:51 Transtornos mentais 14:42 O papel da religião 24:19 Psicanálise 29:23 Depressão 47:07 Ansiedade, TOC e escrúpulos 58:30 Conclusão
Mons. Comastri racconta il martirio di Santa Maria Goretti e la conversione del suo assassino Alessandro Serenelli. Maria Goretti (Corinaldo, 16 ottobre 1890 – Nettuno, 6 luglio 1902), è venerata come santa e martire dalla Chiesa cattolica. Vittima di omicidio a seguito di un tentativo di stupro da parte di Alessandro Serenelli che viveva nella sua stessa casa. Fu canonizzata nel 1950 da papa Pio XII.
A Comissão Bíblica assegurou três características das Sagradas Escrituras: Inspiração divina, inerrância absoluta e autoridade última da Igreja sobre o depósito e interpretação, em especial a interpretação da historicidade dos Evangelhos. Desde o século XIX, reformadores buscaram alterar a interpretação das Escrituras, propagando erros para dentro da estrutura da Igreja. Embora houvessem sido condenados pelos papas antiliberais, especialmente Pio XII, nada os deteve de distorcer Pio XII e contaminar o mundo após o Vaticano II. 00:00 Apresentação 07:10 A Bíblia, segundo o Magistério da Igreja 26:23 Condenações às novas exegeses modernistas 46:47 Decisões da Comissão Bíblica Pontifícia 01:05:53 Primeiros ataques contra a Comissão 01:32:42 Traição jesuíta ao Instituto Bíblico 01:56:48 Cronologia das ações dos inovadores 02:27:08 Reações do Santo Ofício 02:37:23 Os frutos da nova exegese 02:46:44 Pequeno comentário à consagração de 2022 02:51:53 Considerações finais Para contato e doações (Pix/PayPal): tradtalk [arroba] mail.com Telegram: https://t.me/tradtalk Spotify: https://bit.ly/TradTalkSpot CastBox: http://bit.ly/CastBox1 Episódios relacionados O Reino de Deus no Humanismo Integral (com Prof. Carlos Nougué) A doutrina do Mistério Pascal e a Missa Nova (com Prof. Carlos Nougué) A mente de João Paulo II e Bento XVI (Com Prof. Carlos Bezerra)
Se abren dos caminos opuestos. Cuál quieres elegir? Empieza a caminar el buen camino hoy, hasta el fin. Síguenos en Miles Christi MX (YouTube, Instagram y Facebook). Ayúdanos con tu donación! DONACIONES Para depósitos y transferencias bancarias: Banco: SANTANDER TITULAR: FUNDACION PAMPA, AC Número de cuenta: 65-50723619-3 CLABE: 014320655072361937 Para depósitos en OXXO: Banco: SANTANDER Número de tarjeta: 5579 0890 0052 8581 PayPal * https://boton-donar.netlify.app/ *PayPal tiene un costo financiero del 4% de la donación, que es un cargo de procesamiento que cobra PayPal. Si desea hacer su donación deducible de impuestos por favor proporcione los siguientes datos Nombre completo o Razón social: RFC: Correo electrónico: Muchas gracias, P. Gonzalo Viaña, Miles Christi --- Send in a voice message: https://anchor.fm/fr-gonzalo/message
San Juan Bosco (XI). Nuestro santo comprende providencialmente que debe empezar a abrir colegios también para niñas, funda las "Hijas de Mª Auxiliadora". La primera superiora, María Mazzarrello, posteriormente fue canonizada por Pio XII. Fundó también la "Obra de María Auxiliadora para las vocaciones tardías". Así la obra de don Bosco tiene tres ramas: salesianos, salesianas y Tercera Orden o Cooperadores Salesianos. Italia estaba muy revuelta políticamente y don Bosco es requerido muchas veces como mediador, por otra parte, al poco de comenzar el Concilio Vaticano I tuvo un revelador sueño, bastante preocupante.