POPULARITY
Categories
Triunfo de México impulsa consumo en restaurantes Tel Aviv celebra el desfile del Orgullo LGBTI México jugó el primer partido mundialistaMás información en nuestro podcast#grc
Michal Sivák získal Cenu verejnosti v ankete Učiteľ roka. Jeho otec pochádza z rómskej osady, on sám s identitou Róma dlho bojoval. Dnes učí na Súkromnej základnej škole pre žiakov so všeobecným intelektovým nadaním v Bratislave. V rozhovore s Veronikou Folentovou hovorí o svojom vzťahu k vzdelávaniu, o predsudkoch voči Rómom aj LGBTI+ komunite, aj o tom ako budovať porozumenie medzi majoritou a menšinami.
A free workshop taking place in Kilrush this week (Thursday, 11th June, 7pm) aims to encourage greater understanding of gender identity, sexual orientation and inclusion within our communities. Hosted by GOSHH, the session will provide an accessible introduction to LGBTI+ identities, explore the importance of inclusive language and pronouns, and offer practical advice on how people can be supportive allies. The workshop is open to everyone, from young people and families to community groups and anyone interested in learning more. To tell us about the event and the work of GOSHH, Alan Morrissey was joined by Outreach Worker Bernie O'Gorman. Image (c) GOSHH
1. Kto sa zastane queer ľudí? 2. Takto nie. 3. Škoda, že Šimkovičová neprišla do divadla.
Macca and Paul talk to David Gibson about a bill introduced into Parliament to address the historic treatment of LGBTI personnel in the Australian Defence Force is being welcomed as a long-overdue step toward justice. The Defence Force Discipline Amendment (RCDVS Implementation) Bill 2026, introduced by Minister for Veterans' Affairs Matt Keogh, will enable eligible Defence personnel convicted solely on the basis of consensual homosexual activity to apply to have those convictions extinguished. “Chair of GRAI (GLBTI Rights in Ageing Inc), David Gibson, said the introduction of the legislation marks an important milestone in recognising the harm caused by past policies that targeted homosexual service members. “As a former Army officer who was discharged back in 1989 because of my sexuality, this is not just policy for me. It is personal,” Gibson said. “Careers were lost. Reputations were damaged. Many former personnel carried that trauma quietly for decades.” The post Sat, 30th, May, 2026: David Gibson, Chair GRAI in Perth, Fmr Army Captain, Dismissed for his Sexuality; Senate inquiry into the Defence Force Discipline Amendment appeared first on Saturday Magazine.
V relácii Európa od A po Z sa proti sebe prvý krát postavili europoslanci z Republiky Milan Mazurek a Milan Uhrík proti europoslancom Progresívneho Slovenska Lucii Yar a Martinovi Hojsíkovi. V mimoriadne ostrom dueli plného osočovania zazneli tvrdé slová o tom ako treba zrušiť Európsky parlament, Milan Mazurek na europoslancov z PS kričal, že hlasovali za zvýšenie peňazí pre mimovádne organizácie, aby mohli voziť imigrantov od brehov Lýbie do Európy, alebo že nepodporili deportácie nelegálnych migrantov z Únie. Lucia Yar z PS ho vyzvala, aby prestal klamať. Martin Hojsík ju doplnil a upozornil, že práve vláda Roberta Fica, s ktorou chce Republika spolupracovať sa chystá na Slovensko doviezť desaťtisíce moslimských pracovníkov z Uzbekistanu. Milan Uhrík kontrolval vyhlásením a obvinil Progresívne Slovensko z toho, že ich blokujú a nechcú pustiť k rokovaniam o tvorbe legislatívy.
Aseguran vehículos blindados y municiones en Reynosa, Tamaulipas Ucrania lanza ataque masivo con drones sobre Rusiaás de un tercio de mexicanos tiene algún créditoMás información en nuestro podcast#grc
Geraldine Fela, author of the award-winning book Critical Care: Nurses on the frontline of Australia's AIDS crisis, talks about the role that health workers and patients play in the battle for bodily autonomy and dignity in the health system. Read more about the fight for LGBTI+ rights. Find out more about Solidarity. This talk was given at Solidarity's Keep Left conference on 4 April 2026.
Au programme de cette émission, dans le cadre de la journée internationale de lutte contre les LGBTIphobies, un rassemblement est organisé sur la place du Ralliement le 17 mai. L'occasion de rappeler que ces discriminations sont encore trop présentes et qu'il faut se mobiliser. Nous parlerons aussi de la Pride 2026 à Angers et de son organisation. Avec nous présents ce soir dans le sous-marin, Maxime et Yvon de l'association LGBTI+ Quazar. Et bien sûr, comme nous sommes mercredi, Isabelle est donc dans le sous-marin pour sa chronique cinéma. Elle va nous parler de la 79ème édition du festival de Cannes. Les bonnes ondes, c’est pour tout le monde ! Playlist : Consume, Produce, Trabaja, Obedece > Super Panela / Nödbroms Farsta C 2013 > Jesper Jarold /
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8531SCONFITTO ORBAN, L'EUROPA IMPONE ALL'UNGHERIA LA PROPAGANDA LGBTdi Luca Marcolivio Dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, l'Unione Europea non perde tempo e ricomincia a fare pressioni sui presunti diritti Lgbt+. Un vero e proprio ultimatum è infatti arrivato dalla Corte di Giustizia dell'UE che, in una sentenza emessa lo scorso 21 aprile, ha ordinato alle autorità magiare di abrogare la norma del 2021, che stabiliva il divieto o la severa limitazione della promozione dell'omosessualità e della transizione di genere nei media accessibili ai minori. L'introduzione della norma da parte del governo Orbán era avvenuta all'atto dell'adozione del regolamento UE sui contenuti audiovisivi e delle sue disposizioni sulla protezione dei minori dai contenuti dannosi.Da parte sua, la Corte di Giustizia dell'UE ha ritenuto che le restrizioni di Budapest sulla propaganda Lgbt+ rappresentino la violazione di una serie di leggi comunitarie e costituirebbero «un'ingerenza particolarmente grave in diversi diritti fondamentali». La Commissione ha deferito il caso alla Corte, con il sostegno di 15 Stati membri e del Parlamento Europeo. Al momento dell'adozione delle norme ungheresi, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva definito il provvedimento «una vergogna» e aveva promesso di usare «tutti i poteri della Commissione per garantire i diritti di tutti i cittadini dell'UE, chiunque essi siano e ovunque vivano». Nonostante le pressioni giunte dall'UE, il governo ungherese era andato avanti, implementando ulteriormente la norma, attraverso il divieto dei Pride, stabilito lo scorso anno.Secondo il principale consulente legale della Corte di Giustizia dell'UE, l'Ungheria «si è discostata significativamente dal modello di una democrazia costituzionale», criticando le norme in quanto «basate su un giudizio di valore secondo cui la vita omosessuale e non cisgender non ha lo stesso valore o status della vita eterosessuale e cisgender». «Accogliamo con favore la storica sentenza odierna della Corte. È la prima volta che la Corte riscontra una violazione di tale disposizione fondamentale di un trattato sui valori dell'UE», ha dichiarato da parte sua la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova. «Ora la palla passa all'Ungheria: spetta al governo ungherese dare attuazione alla decisione».Cosa farà il nuovo premier dell'Ungheria?Starà quindi al nuovo premier ungherese Péter Magyar la scelta se obbedire ai diktat dell'Unione Europea o, al contrario, stabilire una continuità con il suo predecessore. Se da un lato, durante la campagna elettorale, lo sfidante di Orbán aveva usato toni più morbidi dinanzi alla questione Lgbt+, è altrettanto vero che il programma di Tisza (il partito che adesso controlla i due terzi del Parlamento magiaro) - forse per ragioni di opportunità elettorale - non prevedeva l'abolizione delle restrizioni orbaniane.Rimane il fatto che la dissuasione nei confronti di qualunque promozione dell'immaginario Lgbt+ presso i minori (il Pride ne è l'esempio più lampante ma non l'unico, visto che la legge ungherese si focalizza molto sui contenuti attraverso i media) dovrebbe essere un principio universalmente condivisibile e da difendere strenuamente, a prescindere dall'appartenenza politica. La Corte di Giustizia dell'UE si è assunta quindi una responsabilità gravissima nei confronti dei bambini del vecchio continente, mentre il possibile cedimento del nuovo governo magiaro a queste pressioni e a quelle lobby arcobaleno costituirebbe un precedente importante e preoccupante. Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Come previsto: Magyar cambia linea per ingraziarsi l'Ue" parla del nuovo premier ungherese Magyar che va alla corte di Bruxelles e riceve promesse sui soldi, ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. I cambi più vistosi nei ministri meno ostili alla causa Lgbt.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 1 maggio 2026:Peter Magyar va alla corte di Bruxelles, riceve promesse sui soldi ma dovrà vendere l'anima del paese per ottenerli. Alti funzionari dell'UE e il nuovo governo ungherese discutono da mercoledì i cambiamenti legislativi che Budapest dovrà attuare per sbloccare 17 miliardi di euro di fondi UE trattenuti per condizionare la vittoria delle opposizioni e limitare l'azione del governo Orban in questi anni.Alcuni dei fondi congelati, come gli 11 miliardi di euro (13 miliardi di dollari) del Fondo per la ripresa post-pandemia, dovranno essere prelevati entro metà agosto, altrimenti andranno persi irrimediabilmente. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il futuro primo ministro ungherese Peter Magyar partecipano ai colloqui, visto che i funzionari di entrambe le parti si sono già incontrati due volte dopo la vittoria elettorale del partito Tisza del 12 aprile.In questi giorni Péter Magyar, è a Bruxelles per ristabilire le relazioni tra il Paese dell'Europa centrale e i suoi alleati dell'UE per sbloccare la situazione, sostenuto senza mezzi termini anche dal leader del PPE Manfred Weber, a conferma della assoluta politicizzazione delle misure che hanno colpito da un decennio il governo Orban. «Questi incontri sono interamente incentrati su come compiere progressi nello sblocco dei fondi UE destinati all'Ungheria», ha dichiarato lunedì in una conferenza stampa il portavoce della Commissione Olof Gill perchè, ha proseguito, «vogliamo collaborare in modo strutturato e mirato con il nuovo governo ungherese per garantire che, fin dalle prime fasi, vengano intraprese tutte le azioni necessarie affinché il popolo ungherese, a beneficio del quale erano destinati questi fondi, possa usufruirne il prima possibile».Partire col passo giusto è dunque fondamentale, perciò il futuro Premier Peter Magyar ha cambiato idea repentinamente sul prossimo Ministro dell'istruzione ungherese, passando dalla preferenza per la cattolica e stimatissima Rubovszky Rita, alla nomina di Judit Lannert, attivista favorevole all'educazione sessuale ed al gender nelle scuole. La Professoressa Rubovszky Rita, direttrice generale dell'Autorità scolastica cistercense, già vicepresidente degli insegnanti cattolici europei, apprezzatissima dai vertici della Chiesa Cattolica e dall'intera comunità educativa del paese era in pole position sino allo scorso weekend, successivamente, anche a seguito della sentenza del 21 aprile della Corte di Giustizia europea contraria alla legge ungherese che limita propaganda LGBTI e aggrava le pene ai pedofili, il futuro Premier Magyar deve aver capito l'aria che tirava da est e si è immediatamente adeguato.Due giorni dopo la sentenza europea, il 23 aprile, è stata resa nota la notizia della presentazione all'Autorità nazionale per i media e le telecomunicazioni ungherese di una richiesta per il lancio di un nuovo servizio televisivo e social denominato "Rainbow TV" che opererebbe sia come canale televisivo lineare che come piattaforma di streaming online, combinando la trasmissione tradizionale con l'accesso digitale, con una programmazione di 24 ore con contenuti vari ma tutti caratterizzati dal fil rouge della propaganda LGBTI.Successivamente, in questi giorni, la nomina di Ministro dell'Istruzione e degli Affari relativi all'Infanzia per Judit Lannert che sul suo profilo Facebook personale utilizza simboli arcobaleno e ha più volte espresso solidarietà alle comunità LGBTQ in Ungheria. La nomina della Lannert all'incarico, porterà presumibilmente un approccio più "aperto", "inclusivo" e "creativo" all'istruzione ungherese anche con la chiusura delle piccole scuole per far fronte alla carenza di insegnanti in Ungheria e non eccepirà in nulla nei confronti dei desiderata di Bruxelles visto il suo sostegno ai Pride di Budapest e la sua opposizione alla legge ungherese, bocciata dalla Corte europea, che vieta qualsiasi tipo di educazione e propaganda LGBTQI nelle scuole ed in pubblico.Nel frattempo, per meglio affrontare le riforme necessarie nei rispettivi partiti e promuovere il cambiamento necessario nei gruppi parlamentari, molti politici di lungo corso ed i leader dei cristiani democratici (KDNP) Zsolt Semjén e quello di Fidesz Viktor Orban, hanno deciso di rinunciare al seggio parlamentare e lasciare la guida delle agguerrite e preparate pattuglie dell'opposizione a due giovani preparati, rispettivamente all'ex Segretario di Stato Bence Rétvári per i democristiani e all'ex Ministro Gergely Gulyás per Fidesz. Ennesimo esempio di statura politica e morale che nessun critico di Orban mai si sognerebbe di imitare.In ogni caso, Peter Magyar ha celebrato i colloqui avuti a Bruxelles come «estremamente costruttivi e positivi», assicurando un pronto rilascio dei fondi dovuti per rilanciare l'economia ungherese e ad attuare gli interventi necessari per costruire un «paese funzionante e umano». Un prossimo incontro si svolgerà il 25 maggio ma a che prezzo? Al momento le assicurazioni che l'UE non imporrà condizioni in contrasto con gli interessi dell'Ungheria appaiono delle vere e proprie bugie dalla "gambe corte".
Macca and Zoe talk to David Gibson about a bill introduced into Parliament to address the historic treatment of LGBTI personnel in the Australian Defence Force is being welcomed as a long-overdue step toward justice. The Defence Force Discipline Amendment (RCDVS Implementation) Bill 2026, introduced by Minister for Veterans' Affairs Matt Keogh, will enable eligible Defence personnel convicted solely on the basis of consensual homosexual activity to apply to have those convictions extinguished. “Chair of GRAI (GLBTI Rights in Ageing Inc), David Gibson, said the introduction of the legislation marks an important milestone in recognising the harm caused by past policies that targeted homosexual service members. “As a former Army officer who was discharged back in 1989 because of my sexuality, this is not just policy for me. It is personal,” Gibson said. “Careers were lost. Reputations were damaged. Many former personnel carried that trauma quietly for decades.” https://www.outinperth.com/new-bill-aims-to-address-historic-discrimination-against-lgbti-defence-personnel/ The post ANZAC Day 2026: David Gibson, Chair GRAI in Perth, Fmr Army Captain, Dismissed for his Sexuality appeared first on Saturday Magazine.
O relatório da Amnistia Internacional sobre a situação dos Direitos Humanos no mundo, divulgado nesta terça-feira, 21 de Abril, em Londres, denuncia ataques constantes ao multilateralismo, ao direito internacional e à sociedade civil liderados por Estados poderosos e alerta para a degradação dos direitos humanos em 144 países. Em entrevista à RFI, João Godinho Martins, director executivo da Amnistia Portugal, comenta as conclusões do relatório e afirma que a humanidade está sob ataque. Qual é a situação dos direitos humanos no mundo? O que a Amnistia documenta é o colapso em curso, o colapso de uma sociedade, de um mundo que viveu durante 80 anos sob uma ordem internacional, sob um multilateralismo e que agora vemos extinguir-se. O que a Amnistia vem aqui dizer é que a humanidade está sob ataque: ataque de movimentos transnacionais anti-direitos humanos, ataque de predadores, de autocratas como Vladimir Putin, como Benjamin Netanyahu, como Donald Trump, que querem afirmar o seu domínio e o seu poder sobre todo o mundo e sobre toda a gente. No relatório fazem referência às ferramentas de inteligência artificial. De que forma vieram as novas tecnologias contribuir para a deterioração dos direitos humanos? As novas tecnologias e as redes sociais, nomeadamente a inteligência artificial, e a falta de regulação no espaço digital são, sem dúvida, um problema e um factor que potencia o crescimento destes movimentos anti-direitos. Mas não é o único. São também os nossos decisores políticos, os líderes mundiais, que têm o poder de fazer as leis, de as mudar e de definir as práticas. É verdade que a inteligência artificial, bem como o facto de as grandes empresas tecnológicas estarem resguardadas à volta destes líderes autoritários e destes predadores dos direitos humanos, contribuem para esta situação. A Amnistia, ao longo de 2025, também chamou a atenção para diferentes questões, nomeadamente a utilização do TikTok, por exemplo, e de que forma influencia as nossas crianças, mas também para a inteligência artificial a outros níveis. Por exemplo, quando fizemos a investigação sobre o ataque ilegal dos Estados Unidos contra uma escola no Irão, que matou mais de 100 crianças, falámos também sobre a inteligência artificial e sobre o seu papel nos serviços de informação norte-americanos e nas Forças Armadas norte-americanas. E perguntamos: qual é a responsabilidade e qual foi o peso destas novas tecnologias no assassinato que testemunhámos? A Amnistia Internacional faz referências aos Presidentes Donald Trump, Vladimir Putin e ao primeiro-ministro israelita, Benjamin Netanyahu. O que diz o relatório sobre estes líderes políticos? Em 2025, vimos claramente como estes governos poderosos se transformaram em veículos de movimentos anti-democráticos e anti-direitos humanos. Por um lado, Putin e Netanyahu - já vínhamos, ao longo de muitos anos, a observar a sua actuação - tal como vínhamos a observar o Presidente Maduro na Venezuela e o regime chinês. O que vemos hoje, e o que sublinhamos, é que juntamos a nomes como Putin e Netanyahu o nome do Presidente norte-americano, um aliado de Portugal e da Europa, a administração de um país que queríamos democrático e defensor dos direitos humanos e que agora, em 2025, não o demonstra. Por outro lado, não são só estes três líderes: há também quem lhes permite existir, quem permite que continuem a fazer negócios em todo o mundo e a fazer guerras em todo o mundo. Os líderes europeus têm-se demonstrado demasiado submissos a estes ataques à ordem internacional e à actuação destes autocratas, destes predadores. Muitos governos, incluindo Portugal, têm apaziguado os ataques dos Estados Unidos, de Israel e de outros Estados poderosos ao multilateralismo, ao direito internacional e às protecções dos direitos humanos. A secretária-geral da Amnistia Internacional, Agnès Callamard, fala numa “ordem predatória”, alertando para o afastamento de um sistema político baseado em regras internacionais firmes e sublinhando que os países que continuam comprometidos com a democracia e o Estado de direito parecem impotentes. Como se explica este posicionamento? Sem dúvida, vivemos momentos, ao nível internacional, em que estes movimentos antidemocráticos ganham força. Isto é disseminado pelas redes sociais e pelas novas tecnologias, tem impacto nos conflitos de que falamos, mas também na política interna de cada país. Vemos o surgimento de novos partidos e de novos movimentos anti-direitos humanos - movimentos discriminatórios, racistas, patriarcais, conservadores - que procuram fazer regredir os direitos para dimensões em que beneficiam dessa nova situação. O que temos aqui é um efeito em cascata desta erosão da ordem internacional, com reflexos ao nível doméstico, e tudo o que isso significa para as pessoas e para as populações em toda a Europa e em todo o mundo. O documento assinala a degradação dos direitos humanos em 144 países no ano passado. Quais são os conflitos mais urgentes? Se falarmos de conflitos, o genocídio em curso em Gaza, sem dúvida. Os actos de agressão dos Estados Unidos na Venezuela e o assassinato extrajudicial de mais de 150 pessoas em embarcações vindas da Venezuela. A invasão contínua da Rússia na Ucrânia; os protestos no Irão, massivamente reprimidos pelo regime; a participação dos Emirados Árabes Unidos na guerra do Sudão, através de armamento chinês; o envolvimento no Ruanda no Congo; o Líbano, também, obviamente. São todos contextos internacionais de conflito que nos preocupam bastante. Mas também ao nível interno: temos deportações em massa nos Estados Unidos da América; autoridades britânicas que prenderam mais de duas mil pessoas por se oporem pacificamente à proibição de uma ONG; o governo da Sérvia a utilizar software espião; o Quénia a recorrer a tácticas de repressão facilitadas pela tecnologia. Eventos que, há pouco tempo, nos pareceriam extremos e extraordinários e que agora se disseminam por todo o mundo. No relatório fazem igualmente referência a Angola e Moçambique. O que se pode dizer sobre estes dois países? Angola e Moçambique, em 2025, tiveram características bastante comuns, especialmente no que diz respeito ao comprometimento do direito à reunião pacífica e da liberdade de expressão. Em Moçambique, tivemos eleições altamente contestadas que levaram a protestos, os quais foram violentamente reprimidos, causando pelo menos 277 mortos. Houve depois uma repressão pós-eleitoral contínua contra a oposição, com recurso à força excessiva, detenções arbitrárias e desaparecimentos forçados. Um pouco à semelhança do que temos vindo a observar em Angola nos últimos tempos: detenções de activistas, jornalistas e membros da oposição, e forças de segurança que fazem uso ilegal da força em manifestações. Há aqui uma série de ataques ao direito à reunião, ao protesto e à liberdade de expressão, comuns aos dois países. Estes ataques ocorrem em paralelo com outros problemas. Angola enfrenta pobreza extrema, baixos salários e elevado desemprego, especialmente entre os jovens. Moçambique continua a lidar com o conflito no Norte, com o Al-Shabaab, tendo registado dezenas de mortos civis e deslocações massivas de população ao longo de 2025. Quais são as recomendações deste relatório? Os governos têm de resistir e combater o retrocesso na protecção dos direitos humanos. É especialmente importante que combatam os ataques a comunidades racializadas, povos indígenas, refugiados, migrantes, mulheres, meninas e pessoas LGBTI. É necessário enfrentar a discriminação crescente e desenvolver regulamentações mais eficazes para os actores empresariais. As grandes empresas tecnológicas têm de ser reguladas. Todos os Estados, todas as pessoas, em todo o mundo, têm de continuar a fazer tudo o que está ao seu alcance para resistir a estes ataques predatórios. Há uma necessidade urgente de criar alianças globais mais fortes, que juntem diferentes actores e reforcem o sistema multilateral baseado em regras. Sim, há problemas no sistema multilateral - as Nações Unidas têm dificuldades e fraquezas -, mas a solução não é menosprezá-las. A solução é reforçá-las, melhorá-las e dotá-las de melhores meios para defender os direitos humanos das gerações presentes e futuras.
La Mesa de la Ría de Huelva ha solicitado a la Audiencia Nacional paralizar el proyecto de restauración de las balsas de fosfoyesos que impulsa Fertiberia, al considerar que presenta graves riesgos ambientales y deficiencias técnicas.La vicesecretaria general del PSOE en Andalucía, María Márquez, asegura que el presidente Moreno "privatiza" la formación profesional y trunca el futuro laboral de los jóvenes.Y desde hoy Huelva tendrá una escultura de 5 metros en honor a Antonio Herrera, mejor conocido como 'La Moni', ese icono de la labor social y la reivindicación LGBTI que recibió en 2016 la Medalla de Huelva. En nuestro espacio de entrevistas conversamos con el artista que ha dado forma a este monumento, Guillermo Navarro.Escuchar audio
En Haïti, les élections, censées se tenir en août 2026, vont peut-être être reportées. L'instance chargée d'organiser le scrutin a indiqué que l'inscription des électeurs et l'enregistrement des candidats, qui devaient avoir lieu respectivement le 1er et le 13 avril, étaient repoussés. « Pour le moment, on ne sait pas si cela implique que les élections seront aussi décalées », explique Frantz Duval, rédacteur en chef du Nouvelliste. « En tout cas, officiellement, il est prévu qu'elles se tiennent cette année ». Par ailleurs, le quotidien a reçu la visite de Vladimir Paraison, le directeur général de la Police nationale haïtienne, et a abordé avec lui, la question des drones entre autres. « La PNH ne manipule pas de drones explosifs, nous a-t-il expliqué », raconte Frantz Duval. Sans nommer Vectus, la société d'Erik Princ, Vladimir Paraison insiste sur le fait que les policiers haïtiens ne disposent que de drones de surveillance. « Outre la PNH et la Force de répression des gangs (FRG) — avant celle-ci, la Mission multinationale d'appui à la sécurité (MMAS) —, le gouvernement a eu recours à des sociétés militaires privées pour tenter de contrecarrer les gangs. Interrogé pour savoir si ce sont les compagnies privées qui utilisent les drones, Vladimir Paraison a indiqué ne pas pouvoir répondre à leur place », peut-on lire dans Le Nouvelliste. Enfin, les footballeurs haïtiens qui se sont qualifiés pour le prochain Mondial vont finalement toucher une prime. « L'État a fait un chèque de 4 millions de dollars à la Fédération pour les récompenser et pour la préparation de la Coupe du monde », explique Frantz Duval. En Argentine, les glaciers menacés La réforme de la loi dite « des glaciers » a été adoptée dans la nuit de jeudi à vendredi. Après le Sénat, en février, les députés ont, à leur tour, donné leur feu vert à ce texte qui assouplit les règles de protection des zones glaciaires et péri-glaciaires, et permet leur exploitation minière. Alors que Javier Milei et les partisans de cette activité crient victoire, les défenseurs de l'environnement dénoncent une catastrophe. Les précisions de Marine de La Moissonnière et Carlos Pizarro. La communauté LGBTQI+ du Honduras face à la montée des violences Au Honduras, le meurtre d'une femme trans, Gissel Guzmán, sauvagement assassinée dans la capitale au début du mois de mars, relance les inquiétudes de la communauté LGBTI+ du pays, régulièrement visée par des violences, des insultes, des menaces de mort et des assassinats. En dix ans, plus de 300 personnes lesbiennes, gays et transsexuelles ont été tuées, ce qui en fait avec le Brésil, le Mexique et la Colombie, l'un des pays d'Amérique latine les plus violents contre cette population (proportionnellement à sa population de 10 millions d'habitants…). Dans ce pays encore conservateur, les communautés LGBTQI+ n'osent pas s'exposer en public. Reportage de Marie Griffon. Le journal de la 1ère En Martinique, les ambulanciers suspendent leur mobilisation contre le prix du carburant. Hier, (8 avril 2026), le préfet de région leur a promis un soutien pour les aider à traverser la crise.
Dar Voz a esQrever: Pluralidade, Diversidade e Inclusão LGBTI
O DUCENTÉSIMO QUINQUAGÉSIMO NONO EPISÓDIO do Podcast Dar Voz a esQrever
Que nous enseigne la connaissance du passé pour contrer les attaques actuelles et futures aux droits LGBTI+? Avec Joséphine Deneux, doctorante en science politique et Pierre Gauchard, réalisateur de films documentaires. Un rendez-vous enregistré lors du festival Nos futurs 2026 aux Champs Libres.
Por el Mes de la Mujer, estamos lanzando un episodio especial de Latin America Today con una conversación con Collette Spinetti — activista trans uruguaya, profesora de literatura y la primera mujer trans en ocupar un puesto de secretaria de Estado en Uruguay. En este episodio, Collette conversa con Carolina Jiménez Sandoval, Presidenta de WOLA, sobre lo que significa romper barreras históricas como mujer trans en un cargo público, el avance global de los movimientos antiderechos y su trabajo en Uruguay para avanzar en la igualdad en un mundo cada vez más desigual. Sobre Colette Spinetti Collette Spinetti es activista trans uruguaya, profesora de literatura y una figura pionera en la vida pública de América Latina. Fue la primera profesora trans del Uruguay y actualmente es la primera mujer trans en ocupar un cargo de Secretaría de Estado, como Secretaria de Derechos Humanos bajo la presidencia de Yamandú Orsi. Defensora de larga trayectoria de los derechos LGBTQ+, de las mujeres y de las personas privadas de libertad, en su carrera ha liderado organizaciones trans en Uruguay, incluidas la Unión Trans del Uruguay y el Colectivo Trans del Uruguay, y fue electa presidenta del Comité Directivo Trans de ILGA Mundo. También es secretaria general de Corpora en Libertad, una red internacional de organizaciones que trabajan con personas LGBTI+ privadas de su libertad. En este episodio: El avance de los movimientos antiderechos en América Latina y el mundo — y por qué Colette considera que el miedo del patriarcado a perder su poder está en la raíz de este fenómeno La importancia de unir los movimientos sociales — feminista, trans, afrodescendiente y sindical — en torno a objetivos comunes sin perder su especificidad El trabajo en la Secretaría de Derechos Humanos y la lucha dentro de Uruguay por continuar invirtiendo en programas y políticas que promuevan la igualdad, desde la educación hasta los derechos laborales. Lo que significa gobernar desde un enfoque de derechos humanos — y la discriminación que Colette sigue enfrentando, incluso desde un alto cargo
Hablamos con Miguel Ángel Santos, decano de la Escuela de Gobierno del Tec de Monterrey; en Madrid con Javier Moreno, ex director de "El País", y en Bogotá con Mauricio Albarracín, profesor de la Universidad de los Andes y activista LGBTI+
Desde la @almacanarias nos complace invitarles a asistir a nuestro primer evento “Cine con Alma de Mujer”, en colaboración con la Concejalía de Igualdad y LGBTI del @lalagunaayto y @feslalaguna El próximo 26 de marzo a las 17:00 horas podrán disfrutar de una jornada de cine de autoras Canarias con la proyección de 3 cortos y una mes de debate compuesta por figuras relevantes del sector como: @aida.ballmann Carlota Rubio Goretti de León @milenabatas La entrada es gratuita, pero el aforo es limitado. Puedes reservar a través del enlace en nuestra bio. Agradecer a @rumenjusto su participación en este proyecto, que impulsa la visibilización de la mujer en el mundo del cine.
At least 89 countries have laws against blasphemy. Blasphemy laws are a powerful instrument of state repression, not least directed at women. How does the relationship between religious dissent and state power function, and how can a form of resistance be found in blasphemy?Ibtissame Lachgar is serving a prison sentence in Morocco because she wore a T-shirt in London bearing the slogan ‘Allah is a Lesbian.' The Nigerian singer Yahaya Sharif-Aminu faces the death penalty for expressing criticism of religion in song lyrics. In Poland, three LGBTI activists were prosecuted for distributing posters depicting Mary with a rainbow-colored halo.To varying degrees, governments use blasphemy legislation to oppress their citizens. Together with humanitarian activists who have risked their lives in rejecting state-enforced oppression, we will discuss how this relationship takes shape in practice. And we'll explore how, from a feminist perspective, blasphemy can be a form of resistance.Speakers: Speakers: Yasmin Rehman, Human rights activist, writer and researcher; Maryam Namazie, Award winning Iranian-born campaigner and writer living in the UK; Nazmiye Oral, Actress, playwright, director and writer and FarAvaz, Berlin-based Iranian singer, performer and activist.Programme editor: Senna FeliusModerator: Bahram SadeghiSupported by: VfondsZie het privacybeleid op https://art19.com/privacy en de privacyverklaring van Californië op https://art19.com/privacy#do-not-sell-my-info.
1. Európa: Francúzsko mení jadrovú politiku 2. Severná Amerika: Republikáni stoja za Trumpom 3. Latinská Amerika: USA už bojuje proti „teroristom“ aj v Ekvádore 4. Afrika: Problémy s právami LGBTI+ ľudí v Afrike
Dar Voz a esQrever: Pluralidade, Diversidade e Inclusão LGBTI
O DUCENTÉSIMO QUINQUAGÉSIMO QUINTO EPISÓDIO do Podcast Dar Voz a esQrever
Coimisiún na Meán says it is engaging with the European Commission over concerns that X's own AI tool Grok is being used to create sexually explicit images of women and children on the social media platform. Women's Aid, the national organisation working to prevent and address the impact of domestic violence and abuse including coercive control in Ireland, ended its presence on X on Thursday (8th January). The current controversy over Grok has seen the creation and sharing of AI deepfakes, non-consensual intimate imagery, and production of child sexual abuse material, in what Women's Aid says is a breach of the platform's own guidelines and regulations. The organisation says this is the tipping point, after watching with growing unease and concern what it is describing as the increased levels of unchecked hate, misogyny, racism and anti-LGBTI+ content on X. To discuss this further, Alan Morrissey was joined by Siobhán O'Leary, Rape Crisis MidWest Director on Friday's Morning Focus. Photo (c) GNEP PHOTO via Canva
Para vocês não morrerem de saudade do LADO B neste recesso, vamos publicar aqui no feed do podcast LADO B DO RIO alguns episódios do LADO B REVISTA, programa exclusivo do Youtube que foi ao ar em duas temporadas, de julho de 2024 a junho de 2025, com apoio do escritório Normando Rodrigues Advogados.Hoje, você ouve o episódio #08 do LADO B REVISTA com Dani Nunes, atleta amadora e militante LGBTI+, que foi ao ar em outubro de 2024. No papo, os debates e as limitações da ciência na inclusão de mulheres trans no esporte e como o caso da jogadora de vôlei Tiffany Abreu fez a extrema-direita aproveitar para atacar os direitos da população transgênero. Também as estratégias (ou falta delas) para lidar com esses ataques.
Poslanec z klubu KDH František Mikloško vraví, s akými reakciami sa stretol, keď sa rozhodol verejne zastať LGBTI ľudí a čo mu povedal gej na ulici, keď sa s ním stretol. Z diania v parlamente je zhrozený, podľa neho by si mali politici dávať pozor na používanie vulgarizmov. V rozhovore s Máriou Benedikovičovou hovorí aj o tom, ako vidí budúcnosť Roberta Fica, čo si myslí o alternatíve súčasnej moci a prečo vidí osud Európy optimisticky.
On this week's Military Life podcast episode, I speak with Racheal Cosgrove-White Veteran and President of DEFGLIS the Defence LGBTI Information Service. Racheal and I speak about; -Who DEFGLIS is and why such an important organisation exists -Who does DEFGLIS support and represent -How DEFGLIS has changed and evolved over the years -The impact DEFGLIS has had on the lives of LGBTI defence members and their families -Why it is important to have a group like DEFGLIS -The safe and secure space DEFGLIS offers for LGBTI members and their families -Why DEFGLIS are working to stamp out discrimination in the workplace -Some of the ways DEFGLIS have helped change Defence policy & practices -Why it is so important DEFGLIS continue to advocate for policy change & education -The annual events DEFGLIS run to help connect the LGBTI defence community -The impact of not feeling as though you can come to work as your whole self creates -Why feeling misunderstood or unsupported at work leads to a 30% reduction in output, and how that impacts capability -How the LGBTI Defence community can reach out for help and support If you would like to find out more INFO about DEFGLIS or pass on the links to someone who might be interested, there are a few ways to do so; Website- https://www.defglis.com.au/ Facebook- https://www.facebook.com/DEFGLIS Instagram- https://www.instagram.com/defglis/ Ready to join the ML community? Click through the link to get connected xx www.militarylife.com.au
1. Veľký krok na ceste k rovnosti LGBTI+ ľudí 2. To, čo je pre jedných prvým víťazstvom, je pre druhých politický granát 3. Koalícia tlačí pred sebou problémy aj osobné spory
Zagłosujcie na nas w konkursie Dobry Dziennikarz 2025 - "Techstorie" są nominowane do nagrody głównej! Głosować można do 2 grudnia TUTAJ: https://indid.pl/dobry-dziennikarz-2025/ Na pewno widzieliście to zjawisko. Być może nawet byłyście jego celem. Ale prawdopodobnie nie potrafiliście go nazwać. I to całkowicie zrozumiałe, bo różnica między hejtem a dezinformacją ze względu na płeć jest bardzo rozmyta i trudna do zdefiniowania. Ale skutki takiej dezinformacji można już łatwo wskazać. To chociażby wypychanie kobiet z życia publicznego. Co potem kończy się m.in. tak, że na 15 najpopularniejszych w Polsce influencerów polityczno-informacyjnych jest tylko jedna kobieta - Anna Lewandowska. Zatem z okazji Międzynarodowego Dnia Przeciw Przemocy Wobec Kobiet opowiadamy o tym, jak duży zasięg ma to zjawisko, kto przede wszystkim dezinformuje i jakich grup to dotyczy. GOŚCIE ODCINKA: - Sylwia Spurek prawniczka i działaczka na rzecz praw człowieka, była zastępczyni Rzecznika Praw Obywatelskich ds. równego traktowania oraz europosłanka. Jest prezeską European Fem Institute, niedawno skończyła stypendium w Wilson Center, gdzie badała m.in. przemoc w sieci wobec kobiet i już niedługo ukaże się jej książka na bazie tych badań, - Paweł Prus z medialnego think thanku Instytut Zamenhofa, który przygotował raport o dezinformacji jako systemowej przemocy wobec kobiet, - Anna Matras, prawniczka z polskiego oddziału Amnesty International. AI niedawno opublikowała raport o tym samym zjawisku, tyle że biorący na cel osoby LGBTQ+. NA SKRÓTY: 07:59 o wypychaniu kobiet z polityki 16:35 Nowa twarz starej przemocy 32:37 Po co? Świat bez kobiet 50:37 Także LGBT 59:20 Niewidzialne kobiety 01:03:29 Co zrobić? ŹRÓDŁA: - O premierce, która była na imprezie: https://www.bbc.com/news/world-europe-50712230 - O przypadku Evy Glawischnig-Piesczek: https://legalbrief.co.za/story/eu-courts-historic-hate-speech-ruling-against-facebook/ - O teściu Pełczyńskiej-Nałęcz: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid0WkrzqtzAnzRvMmK556sYz7pCkDdiMrEAPk7iGi1wH5gPvVZrvuXZLshX2Qs3d6mNl&id=100011699604219 - Raport "Cyberprzemoc wobec kobiet w Polsce, Sylwia Spurek, European Fem Institute: https://www.feminstitute.eu/wp-content/uploads/2024/09/raport-cyberprzemoc-EFI.pdf - Raport „Dezinformacja jako forma przemocy wobec kobiet w Polsce”, Instytut Zamenhofa: https://zamenhof.pl/2024/10/16/dezinformacja-jako-forma-przemocy-wobec-kobiet-w-polsce-przeczytaj-raport-instytutu-zamenhofa/ - Raport „Śmierć przez tysiąc cięć. Jak wspomagana technologicznie przemoc na platformie X uderza w polską społeczność LGBTI”, Amnesty International: https://www.amnesty.org.pl/smierc-przez-tysiac-ciec-raport/ - O dezinformacji wokół wojny Izraela i Palestyny: https://open.spotify.com/episode/6b0R4i1xOKunNuHIKw36gv - O dezinformacji wokół Julii Navalnej: https://www.wired.com/story/kremlin-backed-accounts-trying-to-destroy-yulia-navalnaya - Raport Reuters Institute Digital News Report: https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/news-creators-influencers/2025/mapping-news-creators-and-influencers-social-and-video-networks - Eksperyment na LinkedIn: https://www.theguardian.com/technology/2025/nov/22/bro-boost-women-find-linkedin-traffic-drives-if-they-pretend-to-be-men
Valí sa na nás náboženské tmárstvo. Kresťanstvo však nemôže byť obranou bieleho patriarchátu voči LGBTI komunite. Katolícka hierarchia trpí imperiálnym myslením a nevysporiadaným vzťahom k telesnosti, hovorí Tomáš Petráček. Mal Ježiš mocenské ambície a chcel presadiť evanjelium do zákonov? A prečo je katolícka cirkev tak posadnutá sexualitou? "Ukázal silu svojho ramena, rozptýlil tých, čo v srdci pyšne zmýšľajú. Mocnárov zosadil z trónov a povýšil ponížených. Hladných nakŕmil dobrotami a bohatých prepustil naprázdno..."Pripomína doslova revolučný odkaz Magnificat, teda chválospevu Panny Márie, významný český teológ, cirkevný historik a kňaz Tomáš Petráček.Petrifikácia katolíckeho ideálu manželstva, novela Ústavy definujúca legálne pohlavia. Stigmatizácia liberálov či ostrakizácia LGBTI komunity, ale i strach z inakosti alebo akéhokoľvek progresu. Politizácia evanjeliového odkazu, obsedantná snaha riešiť sexualitu spoločnosti, účelová morálka, v ktorej cieľ svätí prostriedky a dokonca i konkubinát cirkevnej hierarchie s mocou. No a k tomu ešte aj moralizovanie bývalých komunistov, ktorí sa dnes oháňajú kresťanskými tradíciami a hodnotami bývalých ideových oponentov.Kde v tomto všetkom môžeme nájsť aspoň štipku posolstva Tesára z Nazaretu a ako celá táto snaha o politickú, mocenskú, ako i kultúrnu hegemóniu vôbec súvisí s evanjeliovým odkazom? Ježiš na púšti čelil trom diablovým pokušeniam. Pokušeniu tela - teda žiadostivosti, pokušeniu viery - teda pýchy a napokon, pokušeniu svetskej slávy a moci.Ako tie naše kresťanské cirkvi obstáli v tejto skúške viery i hodnôt, zvlášť ak centrálny pojem našej najdominantnejšej cirkvi - teda katolícky, znamená univerzalitu a všeobecnosť, ktorá nikoho - zvlášť pre jeho pôvod, postavenie či orientáciu nevylučuje? O čom vypovedá všetok ten strach časti cirkevnej hierarchie a čo hovoria jej imperiálne ambície? Prečo im teda nestačí byť tou biblickou "soľou zeme," ale chcú opäť moc a slávu sveta? No a napokon, ako by malo vyzerať kresťanstvo dnešných dní a kde v tomto čoraz neistejšom a nestabilnejšom svete hľadať pokoj v duši a Boha vo svete?Kresťanstvo nemôže byť o strachu, ale musí byť opäť avangardou. Nikde v evanjeliách sa nehovorí, že meno Boha je zvyk, pripomína beckettove slová Tomáš Petráček. O homosexualite - podľa toho, čo o nej dnes na základe vedy vieme, nevypovedá Biblia vôbec nič. No a z toho vyplývajú i veľké teologické otázky, dodáva.Ráno Nahlas s teológom, cirkevným historikom a kňazom Tomášom Petráčkom. Pekný deň a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
Valí sa na nás náboženské tmárstvo. Kresťanstvo však nemôže byť obranou bieleho patriarchátu voči LGBTI komunite. Katolícka hierarchia trpí imperiálnym myslením a nevysporiadaným vzťahom k telesnosti, hovorí Tomáš Petráček. Mal Ježiš mocenské ambície a chcel presadiť evanjelium do zákonov? A prečo je katolícka cirkev tak posadnutá sexualitou? "Ukázal silu svojho ramena, rozptýlil tých, čo v srdci pyšne zmýšľajú. Mocnárov zosadil z trónov a povýšil ponížených. Hladných nakŕmil dobrotami a bohatých prepustil naprázdno..."Pripomína doslova revolučný odkaz Magnificat, teda chválospevu Panny Márie, významný český teológ, cirkevný historik a kňaz Tomáš Petráček.Petrifikácia katolíckeho ideálu manželstva, novela Ústavy definujúca legálne pohlavia. Stigmatizácia liberálov či ostrakizácia LGBTI komunity, ale i strach z inakosti alebo akéhokoľvek progresu. Politizácia evanjeliového odkazu, obsedantná snaha riešiť sexualitu spoločnosti, účelová morálka, v ktorej cieľ svätí prostriedky a dokonca i konkubinát cirkevnej hierarchie s mocou. No a k tomu ešte aj moralizovanie bývalých komunistov, ktorí sa dnes oháňajú kresťanskými tradíciami a hodnotami bývalých ideových oponentov.Kde v tomto všetkom môžeme nájsť aspoň štipku posolstva Tesára z Nazaretu a ako celá táto snaha o politickú, mocenskú, ako i kultúrnu hegemóniu vôbec súvisí s evanjeliovým odkazom? Ježiš na púšti čelil trom diablovým pokušeniam. Pokušeniu tela - teda žiadostivosti, pokušeniu viery - teda pýchy a napokon, pokušeniu svetskej slávy a moci.Ako tie naše kresťanské cirkvi obstáli v tejto skúške viery i hodnôt, zvlášť ak centrálny pojem našej najdominantnejšej cirkvi - teda katolícky, znamená univerzalitu a všeobecnosť, ktorá nikoho - zvlášť pre jeho pôvod, postavenie či orientáciu nevylučuje? O čom vypovedá všetok ten strach časti cirkevnej hierarchie a čo hovoria jej imperiálne ambície? Prečo im teda nestačí byť tou biblickou "soľou zeme," ale chcú opäť moc a slávu sveta? No a napokon, ako by malo vyzerať kresťanstvo dnešných dní a kde v tomto čoraz neistejšom a nestabilnejšom svete hľadať pokoj v duši a Boha vo svete?Kresťanstvo nemôže byť o strachu, ale musí byť opäť avangardou. Nikde v evanjeliách sa nehovorí, že meno Boha je zvyk, pripomína beckettove slová Tomáš Petráček. O homosexualite - podľa toho, čo o nej dnes na základe vedy vieme, nevypovedá Biblia vôbec nič. No a z toho vyplývajú i veľké teologické otázky, dodáva.Ráno Nahlas s teológom, cirkevným historikom a kňazom Tomášom Petráčkom. Pekný deň a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
The lurch rightwards in our politics has brought a wave of disinformation and discrimination against lesbian, gay, bisexual, trans and intersex people.As well as exacerbating prejudice, the anti-LGBTIQ+ campaigns, many supported by US evangelicals and Russian oligarchs, foment social divisions and aim to weaken liberal democracy. That's why the new era of bigotry should be seen as a strategic threat for Europe, former Irish Prime Minister Leo Varadkar explains in this episode. Leo is currently a Senior Fellow for the Global LGBTQI+ Human Rights Program at the Carr-Ryan Center for Human Rights at the Harvard Kennedy School. He stepped down as Taoiseach last year after serving two terms and making history as Ireland's first openly gay head of government.Among Leo's current concerns: how US diplomats and corporate executives who formerly supported LGBT rights have changed position or melted away, leaving regions like Central and Eastern Europe especially vulnerable."The fact that America is withdrawing from that space has left it open to Russia," says Leo. "That's where I think the European Union needs to come in and needs in many ways I think to fill the space of the Americans."A particular focus is Hungary, the EU state that is the subject of what Rémy Bonny, executive director of Forbidden Colours, calls the largest human rights lawsuit in the bloc's history.That lawsuit concerns a so-called child-protection law that censors inclusive sex education, equates LGBTI lifestyles with pedophilia, blocks adoption for LGBTI couples, and restricts content in media and advertising.A top advisor has already issued a preliminary finding against Hungary and the Court of Justice of the EU is expected to reach a verdict next year.A definitive ruling against Hungary "can't go without a meaningful response" from EU authorities, says Leo. "The treaties are worth nothing if that's the case."When it comes to EU politics, Leo encourages a return to centrist leadership rather than reliance by his political family, the center-right European People's Party, on the possibility of majorities with the far right."I much prefer us being in alliance with Liberals and Social Democrats and Greens."Leo also critiques fellow conservative Ursula von der Leyen, the president of the European Commission, for saying "too little, too late" about homophobia in Hungary — and about Israel's conduct of the war in Gaza.Even so von der Leyen does "come around to the right position eventually, which is better than the reverse."As for Donald Trump, who Leo met several times as Taoiseach, the US president is taking a far more hostile approach to LGBT rights compared to his first term. Whether Trump actually leaves office after 2027 general could come down to the US military."It's a dangerous time."Asked whether he could have done more as Taoiseach to regulate the giant US tech companies that have bases in Ireland, Leo says he oversaw stepped up enforcement during his time in office. There was however a wider failure, where tech companies still are shielded from liability for the illegal and highly polarizing content hosted on their platforms."We allowed them to really get away with this idea that they're not publishers" and "that wasn't right," says Leo, who says he supports a crackdown on algorithms that amplify hate and toxicity.Support the show
"Rovný rovného si hľadá," takto objasňuje šírenie všetkých tých mačistických, vulgárnych či až násilných vzorcov správania sa časti našich politických elít, psychiater Michal Patarák. Podľa neho máme- ako spoločnosť, primalé ambície. Načo by som sa o niečo snažil, keď sa môžem správať aj takto a ani ma to nič nestojí, vysvetľuje. Vymierame, nielen demograficky ale tentoraz aspoň v chápaní vládnej koalície aj občiansky a ľudsko-právne. Tých z nás, ktorí si zaslúžia plné občianske práva, ale aj bazálny rešpekt a úctu štátu - ako i jeho mocných, totiž akosi čoraz viac ubúda. Od transľudí, cez ľudí z LGBTI plus komunity či ľudí s psychickými problémami alebo duševnými chorobami až po tých, čo sú proste iba nejako iní. Nehodia sa sem, nezapadajú do zidealizovaných predstáv o tom, kto je to ten správny Slovák a kto by si mal "zaslúžiť" právo byť našim spoluobčanom. Navyše, to všetko sa deje pod pláštikom kresťanských hodnôt či tradícií, ktoré sa pritom už v samotnom centrálnom pojme našej najpočetnejšej kresťanskej denominácie odvolávajú na slovo "katholikos," teda všeobecný a univerzálny.Kto teda je ešte v tejto krajine tým "správnym Slovákom" či "pravým kresťanom" hodným úcty a rešpektu a kto by tam už azda patriť radšej ani nemal proste iba preto, lebo tak nejak nám do tých našich exkluzívnych predstáv a mýtov nezapadá? Čo má toto všetko spoločné s Ježišom a jeho evanjeliovým posolstvom a prečo sa práve takéto exkluzívne kresťanstvo tak veľmi bojí inakosti? V čom pramení táto permanentná snaha prekresľovať naše dejiny a vytesňovať všetky tie biblické brvná z našich vlastných očí a ako čítať to farizejské vymetanie smietok z očí blížnych? A vôbec, ako sa tento stupňujúci tlak ustavičného kádrovania, rozdeľovania a polarizácie odráža na našom psychickom zdraví? No a napokon, čo to znamená byť duševne zdravým človekom a ako - a kde, v tejto dobe hľadať pramene psychickej pohody a pokoja v duši?Ráno Nahlas s prezidentom Slovenskej psychiatrickej spoločnosti a psychiatrom Michalom Patarákom. Počúvate Ráno Nahlas, pekný deń a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
"Rovný rovného si hľadá," takto objasňuje šírenie všetkých tých mačistických, vulgárnych či až násilných vzorcov správania sa časti našich politických elít, psychiater Michal Patarák. Podľa neho máme- ako spoločnosť, primalé ambície. Načo by som sa o niečo snažil, keď sa môžem správať aj takto a ani ma to nič nestojí, vysvetľuje. Vymierame, nielen demograficky ale tentoraz aspoň v chápaní vládnej koalície aj občiansky a ľudsko-právne. Tých z nás, ktorí si zaslúžia plné občianske práva, ale aj bazálny rešpekt a úctu štátu - ako i jeho mocných, totiž akosi čoraz viac ubúda. Od transľudí, cez ľudí z LGBTI plus komunity či ľudí s psychickými problémami alebo duševnými chorobami až po tých, čo sú proste iba nejako iní. Nehodia sa sem, nezapadajú do zidealizovaných predstáv o tom, kto je to ten správny Slovák a kto by si mal "zaslúžiť" právo byť našim spoluobčanom. Navyše, to všetko sa deje pod pláštikom kresťanských hodnôt či tradícií, ktoré sa pritom už v samotnom centrálnom pojme našej najpočetnejšej kresťanskej denominácie odvolávajú na slovo "katholikos," teda všeobecný a univerzálny.Kto teda je ešte v tejto krajine tým "správnym Slovákom" či "pravým kresťanom" hodným úcty a rešpektu a kto by tam už azda patriť radšej ani nemal proste iba preto, lebo tak nejak nám do tých našich exkluzívnych predstáv a mýtov nezapadá? Čo má toto všetko spoločné s Ježišom a jeho evanjeliovým posolstvom a prečo sa práve takéto exkluzívne kresťanstvo tak veľmi bojí inakosti? V čom pramení táto permanentná snaha prekresľovať naše dejiny a vytesňovať všetky tie biblické brvná z našich vlastných očí a ako čítať to farizejské vymetanie smietok z očí blížnych? A vôbec, ako sa tento stupňujúci tlak ustavičného kádrovania, rozdeľovania a polarizácie odráža na našom psychickom zdraví? No a napokon, čo to znamená byť duševne zdravým človekom a ako - a kde, v tejto dobe hľadať pramene psychickej pohody a pokoja v duši?Ráno Nahlas s prezidentom Slovenskej psychiatrickej spoločnosti a psychiatrom Michalom Patarákom. Počúvate Ráno Nahlas, pekný deń a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
Problémom slovenského kresťanstva je jeho infantilita ako i príklon ku kmeňovej identite. Dve pohlavia v Ústave sú len symbolom strachu, s posolstvom Ježiša, Evanjeliami a ani s hodnotami kresťanstva to nemá nič spoločné, tvrdí kazateľ Cirkvi bratskej Daniel Pastirčák. Najprv prišiel hlas Fica, až potom prišiel hlas Boha, vysvetľuje. Tri vlny masívnej konsolidácie - a napriek tomu zostáva deficit štátneho rozpočtu prakticky rovnako vysoký. Výrazný nárast štátu, ako aj jeho výdavkov - a napriek tomu zostáva diaľnica Bratislava Košice stále nezrealizovaným snom. Rekordné daňovo-odvodové zaťaženie - a napriek tomu rozpadajúce sa mosty, havarujúce vlaky a takmer milión ľudí pod hranicou chudoby. Zvyšovanie zdravotných odvodov a mnohomiliónové zisky súkromných poisťovní - a napriek tomu, neuveriteľne dlhé predoperačné termíny, bujnenie lekárskych poplatkov a masívny počet ľudových zbierok na onkologicky choré deti.Toto - ako i mnoho iného, by sa dalo nazvať tými skutočnými a naozaj reálnymi problémami Slovenska. No a riešenie ponúkané vládnou koalíciou?Hrádza proti progresivizmu, stigmatizácia liberálov či LGBTI komunity ako stelesnenie až metafyzického Zla - no a napokon: Novela Ústavy pojednávajúca o pohlaviach a o tom, kto a čo je to rodina a čo už tzv. "normálnou" rodinou" nie je a nikdy ňou byť ani právne nemôže. No a do diskusie o zmenách nášho základného zákona sa dostali už aj katolícki biskupi či dokonca nadprirodzené poslanecké "momentum." "Božie kráľovstvo nie je z tohto sveta a nie sú naň žiadne záruky. V okamihu keď niekde uvidíš "Božie kráľovstvo", ktoré je z tohto sveta, tak si môžeš byť istý, že to s Kristom nemá nič spoločné," myslí si Daniel Pastirčák.O čom vypovedá aktuálna novela Ústavy a patria vôbec definície muža či ženy do základného zákona štátu? Čo je to vôbec za vládu, ktorá chce stavať hrádze proti svojim vlastným občanom a kto sú vlastne ti, ktorí nám chcú - teraz už aj silou zákona, definovať kto je a kto už nie je normálny? No a napokon, chcel vôbec Ježiš Nazaretský svetskú moc a ak ju on odmietal, kde sa potom Kristus mení na Veľkého inkvizítora a reformátora ústavy? Patrí teda klerikalizmus do modernej politiky a kto sú to dnes tí biblickí farizeji - slepí vodcovia, ktorí "komárov preciedzajú a ťavy prehĺtajú"?"Neverím v Boha, ktorý by nás používal ako bábky a neverím v svet, ktorý by bol bábkovým divadlom. O existencií Boha ma presviedča dar slobody a tá neistota, do ktorej sme vrhnutí - aby sme vnútorne rástli a učili sa, čo je dobré a čo zlé, aby sme poznávali Pravdu a slobodne za ňou kráčali," tvrdí kazateľ Pastirčák.Ráno Nahlas s kazateľom Cirkvi bratskej a básnikom Danielom Pastirčákom. Pekný deň a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
Problémom slovenského kresťanstva je jeho infantilita ako i príklon ku kmeňovej identite. Dve pohlavia v Ústave sú len symbolom strachu, s posolstvom Ježiša, Evanjeliami a ani s hodnotami kresťanstva to nemá nič spoločné, tvrdí kazateľ Cirkvi bratskej Daniel Pastirčák. Najprv prišiel hlas Fica, až potom prišiel hlas Boha, vysvetľuje. Tri vlny masívnej konsolidácie - a napriek tomu zostáva deficit štátneho rozpočtu prakticky rovnako vysoký. Výrazný nárast štátu, ako aj jeho výdavkov - a napriek tomu zostáva diaľnica Bratislava Košice stále nezrealizovaným snom. Rekordné daňovo-odvodové zaťaženie - a napriek tomu rozpadajúce sa mosty, havarujúce vlaky a takmer milión ľudí pod hranicou chudoby. Zvyšovanie zdravotných odvodov a mnohomiliónové zisky súkromných poisťovní - a napriek tomu, neuveriteľne dlhé predoperačné termíny, bujnenie lekárskych poplatkov a masívny počet ľudových zbierok na onkologicky choré deti.Toto - ako i mnoho iného, by sa dalo nazvať tými skutočnými a naozaj reálnymi problémami Slovenska. No a riešenie ponúkané vládnou koalíciou?Hrádza proti progresivizmu, stigmatizácia liberálov či LGBTI komunity ako stelesnenie až metafyzického Zla - no a napokon: Novela Ústavy pojednávajúca o pohlaviach a o tom, kto a čo je to rodina a čo už tzv. "normálnou" rodinou" nie je a nikdy ňou byť ani právne nemôže. No a do diskusie o zmenách nášho základného zákona sa dostali už aj katolícki biskupi či dokonca nadprirodzené poslanecké "momentum." "Božie kráľovstvo nie je z tohto sveta a nie sú naň žiadne záruky. V okamihu keď niekde uvidíš "Božie kráľovstvo", ktoré je z tohto sveta, tak si môžeš byť istý, že to s Kristom nemá nič spoločné," myslí si Daniel Pastirčák.O čom vypovedá aktuálna novela Ústavy a patria vôbec definície muža či ženy do základného zákona štátu? Čo je to vôbec za vládu, ktorá chce stavať hrádze proti svojim vlastným občanom a kto sú vlastne ti, ktorí nám chcú - teraz už aj silou zákona, definovať kto je a kto už nie je normálny? No a napokon, chcel vôbec Ježiš Nazaretský svetskú moc a ak ju on odmietal, kde sa potom Kristus mení na Veľkého inkvizítora a reformátora ústavy? Patrí teda klerikalizmus do modernej politiky a kto sú to dnes tí biblickí farizeji - slepí vodcovia, ktorí "komárov preciedzajú a ťavy prehĺtajú"?"Neverím v Boha, ktorý by nás používal ako bábky a neverím v svet, ktorý by bol bábkovým divadlom. O existencií Boha ma presviedča dar slobody a tá neistota, do ktorej sme vrhnutí - aby sme vnútorne rástli a učili sa, čo je dobré a čo zlé, aby sme poznávali Pravdu a slobodne za ňou kráčali," tvrdí kazateľ Pastirčák.Ráno Nahlas s kazateľom Cirkvi bratskej a básnikom Danielom Pastirčákom. Pekný deň a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
Dar Voz a esQrever: Pluralidade, Diversidade e Inclusão LGBTI
O DUCENTÉSIMO QUADRAGÉSIMO TERCEIRO QUINTO do Podcast Dar Voz A esQrever
Dar Voz a esQrever: Pluralidade, Diversidade e Inclusão LGBTI
O DUCENTÉSIMO QUADRAGÉSIMO TERCEIRO QUARTO do Podcast Dar Voz A esQrever
Je najvyšší čas sa rozhodnúť či tento štát chceme. Ak ho naozaj chceme, je najvyšší čas začať na tom pracovať, hovorí šéf Inštitútu sociálnej kohézie Pavol Kosnáč. Z čoho pramení narastajúca polarizácia spoločnosti a prečo sme tak málo odolná spoločnosť?Miera polarizácie slovenskej spoločnosti dramaticky narastá. Naopak, miera dôvery rapídne mizne. Atentát na premiéra, predtým dvojnásobná vražda pred LGBTI klubom v Bratislave, ale už sú tu i vraždy- či vynútené samovraždy, na školách.Kde sa to celé zastaví a čo to o nás vlastne vypovedá? Vieme kto sme a kam chceme smerovať? No a hlavne, chceme to vôbec vedieť?Chýba nám to, čomu Fíni hovoria "Sisu", teda odolnosť, vnútorná sila a odhodlanie čeliť náročným situáciám. Vedomie toho, kto sme a čo stojí za to brániť, hovorí šéf Inštitútu DEKK. Nemáme žiadny spoločný príbeh, za ktorým by sme stáli my všetci, celé spoločenstvo. No a nielenže sa na takomto príbehu vôbec nevieme zhodnúť, ale my ho dnes už ani nehľadáme. Víťazia polarizačné algoritmy sociálnych sietí, krátkozraká konfrontačná politika a klanová mentalita. Takto odolná spoločnosť nevyzerá, tvrdí Pavol Kosnáč.Aka veľka je miera polarizácie našej spoločnosti a prečo u nás rastie počet ľudí, ktorí sú ochotní siahnuť až ku krvavým a násilným riešeniam? Čo ich k tomu vedie a do akej miery sa démonizácia oponentov prelieva do každodennej reality? No a kde je tá povestná hranica zlomu, v ktorej sa to môže pretaviť až do občianskej vojny? Kto to živí a kto nesie kľúčovú zodpovednosť, ale najmä: Ako to zastaviť a zvrátiť?Na Slovensku približne každý tretí človek rozviazal osobné vzťahy kvôli názorovým nezhodám a zhruba polovica rodín sa doma o kontroverzných témach radšej ani nerozpráva pretože by to mohlo viesť až k rozpadu ich rodinných väzieb, tvrdí Kosnáč.Počúvate Ráno Nahlas, pekný deň a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
Je najvyšší čas sa rozhodnúť či tento štát chceme. Ak ho naozaj chceme, je najvyšší čas začať na tom pracovať, hovorí šéf Inštitútu sociálnej kohézie Pavol Kosnáč. Z čoho pramení narastajúca polarizácia spoločnosti a prečo sme tak málo odolná spoločnosť?Miera polarizácie slovenskej spoločnosti dramaticky narastá. Naopak, miera dôvery rapídne mizne. Atentát na premiéra, predtým dvojnásobná vražda pred LGBTI klubom v Bratislave, ale už sú tu i vraždy- či vynútené samovraždy, na školách.Kde sa to celé zastaví a čo to o nás vlastne vypovedá? Vieme kto sme a kam chceme smerovať? No a hlavne, chceme to vôbec vedieť?Chýba nám to, čomu Fíni hovoria "Sisu", teda odolnosť, vnútorná sila a odhodlanie čeliť náročným situáciám. Vedomie toho, kto sme a čo stojí za to brániť, hovorí šéf Inštitútu DEKK. Nemáme žiadny spoločný príbeh, za ktorým by sme stáli my všetci, celé spoločenstvo. No a nielenže sa na takomto príbehu vôbec nevieme zhodnúť, ale my ho dnes už ani nehľadáme. Víťazia polarizačné algoritmy sociálnych sietí, krátkozraká konfrontačná politika a klanová mentalita. Takto odolná spoločnosť nevyzerá, tvrdí Pavol Kosnáč.Aká veľká je miera polarizácie našej spoločnosti a prečo u nás rastie počet ľudí, ktorí sú ochotní siahnuť až ku krvavým a násilným riešeniam? Čo ich k tomu vedie a do akej miery sa démonizácia oponentov prelieva do každodennej reality? No a kde je tá povestná hranica zlomu, v ktorej sa to môže pretaviť až do občianskej vojny? Kto to živí a kto nesie kľúčovú zodpovednosť, ale najmä: Ako to zastaviť a zvrátiť?Na Slovensku približne každý tretí človek rozviazal osobné vzťahy kvôli názorovým nezhodám a zhruba polovica rodín sa doma o kontroverzných témach radšej ani nerozpráva pretože by to mohlo viesť až k rozpadu ich rodinných väzieb, tvrdí Kosnáč.Počúvate Ráno Nahlas, pekný deň a pokoj v duši praje Braňo Dobšinský.
Dar Voz a esQrever: Pluralidade, Diversidade e Inclusão LGBTI
O DUCENTÉSIMO QUADRAGÉSIMO TERCEIRO EPISÓDIO do Podcast Dar Voz A esQrever
This moment is bigger than Mitch Brown.
Luis Enrique Becerra, miembro de la Red Global de Católicos Arcoiris y vocal de la Junta Directiva de Crishom, habló en La W sobre la inclusión de los homosexuales católicos en la Iglesia.
Depuis une quinzaine d'années, le nombre de vasectomies ne cesse d'augmenter, multiplié par 15 en 12 ans. Après des siècles de luttes pour que les femmes et les personnes LGBTI+ puissent disposer de leur corps, la vasectomie émerge comme un signe de prise de conscience : les hommes aussi devraient prendre en charge la contraception. Pourtant, les idées reçues autour de cette pratique persistent et empêchent un profond changement.Qui sont les hommes qui choisissent la vasectomie, et pourquoi tant d'autres s'y refusent encore ? Quel impact cette opération a-t-elle sur leur rapport à la masculinité ? Quels enjeux politiques se cachent derrière la vasectomie et, surtout, sa généralisation permettrait-elle vraiment de tendre vers plus d'égalité ? Dans ce dernier épisode de la série en cinq volets « Tout sur le sperme », Naomi Titti reçoit Élodie Serna, docteure en histoire contemporaine, chercheuse indépendante associée à l'Université de Lille et autrice du livre « Opération Vasectomie. Histoire intime et politique d'une contraception au masculin » (Éd. Libertalia, 2021). Ensemble, elles explorent toutes les facettes de cette pratique qui, au-delà du choix individuel, recouvre aussi des questions de contrôle des naissances par les États.RÉFÉRENCES CITÉES DANS L'ÉMISSION Retrouvez toutes les références citées dans l'épisode à la page : https://www.binge.audio/podcast/les-couilles-sur-la-table/vasectomie-:-nos-couilles,-nos-choix-(5-5)Crédits :Les Couilles sur la table est un podcast créé par Victoire Tuaillon produit par Binge Audio. Cet entretien a été préparé, mené et monté par Naomi Titti, et enregistré le vendredi 27 juin 2025 au studio Virginie Despentes de Binge Audio (Paris, 19e). Prise de son, réalisation et mixage : Paul Bertiaux. Supervision éditoriale et de production : Naomi Titti. Production, édition Marie Foulon. Communication : Lise Niederkorn. Rédacteur en chef : Thomas Rozec. Direction de production : Albane Fily. Responsable administrative et financière : Adrienne Marino. Générique : Théo Boulenger. Identité graphique : Marion Lavedeau (Upian). Composition identité sonore : Jean-Benoît Dunckel. Voix identité sonore : Bonnie El Bokeili. Direction des programmes : Joël Ronez.Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
En este capítulo hablamos de diferentes facciones de la población LGBTI y sobre todo de los gays
La historia de Azucena es un viaje emocional que comienza con una pérdida devastadora y termina en una transformación personal.Azucena relata cómo la muerte de su madre por insuficiencia renal la sumergió en dolor, alcohol y drogas que la llevó a tomar las peores decisiones de su vida. Desde ser conductora de Uber hasta convertirse en la "volante" de una banda que asaltaba transporte público, su relato expone la cruda realidad de cómo el duelo no procesado puede destruir una vida.Pero esta no es solo una historia de caída. Es también una historia de amor profundo: conoce a Saraí en una fiesta familiar y se enamoran a primera vista. Se casan dentro de la prisión en 2018, pero la tragedia vuelve a golpear cuando Saraí muere de COVID-19 en 2020, dejando a Azucena devastada y enfrentándose al luto desde la cárcel.El episodio revela aspectos íntimos de la vida LGBTI+ en México, el proceso de salir del clóset en una familia conservadora de Jalisco, y cómo tanto ella como su hermano gay enfrentaron el rechazo inicial de su madre. Azucena también comparte su talento musical, cantando rancheras de Jenni Rivera que le han dado propósito dentro de prisión.A través del Programa de Apoyo y Acompañamiento, Azucena ha encontrado la fuerza para reconstruirse. Hoy, a punto de recuperar su libertad, nos habla de sus sueños: abrir un restaurante, estudiar gastronomía y dedicarse profesionalmente a la música.Un testimonio crudo sobre pérdida, amor, redención y la posibilidad de transformación que existe incluso en los lugares más oscuros. Una historia que desafía los estigmas sobre las personas privadas de libertad y demuestra que la reinserción es posible cuando hay voluntad de cambio.Para ver episodios exclusivos, entra aquí: https://www.patreon.com/Penitencia_mx¿Quieres ver los episodios antes que nadie? Obtén acceso 24 horas antes aquí: https://www.youtube.com/channel/UC6rh4_O86hGLVPdUhwroxtw/joinVisita penitencia.comSíguenos en:https://instagram.com/penitencia_mx https://tiktok.com/@penitencia_mx https://facebook.com/penitencia.mx https://x.com/penitencia_mx Spotify: https://spotify.link/jFvOuTtseDbApple: https://podcasts.apple.com/mx/podcast/penitencia/id1707298050Amazon: https://music.amazon.com.mx/podcasts/860c4127-6a3b-4e8f-a5fd-b61258de9643/penitenciaRedes Saskia:https://www.youtube.com/@saskiandr - suscríbete a su canalhttps://instagram.com/saskianino https://tiktok.com/@saskianino https://x.com/saskianino
Bratislavou už najbližší víkend prejde pochod hrdosti - pride. V čase kedy parlament čaká hlasovanie o novele základného dokumentu štátu, ktorá ignoruje existenciu intersex ľudí a čiastočne obmedzuje adopcie, má byť podujatie hlučnejšie a politickejšie. „V súčasnosti je pre nás najväčší zásah snaha zmeniť ústavu. Je problematické, ako sa chápe národná identita, ktorá má byť chránená pred EÚ. Našou národnou identitou má byť homofóbia. Pretože novela ústavy hovorí, že LGBTI ľudia nebudú uzatvárať manželstvá, že transrodoví ľudia nebudú môcť žiť so svojou identitou a meniť si doklady. Argumentuje sa len témami, ktoré súvisia s právami LGBTI ľudí,“ hovorí Martin Macko.
28 de junio, Día del Orgullo LGBTI+: principales actos y celebraciones en España
Happy Pride my beautiful LGBTQIA! Please join me for this very special episode of Q & A & LGBTI (that's clever, you should give me that.) I hope you enjoy this episode, I hope you enjoyed the communal gay Schauer, and I hope you dance. Resources: BDS - Say No to Pinkwashing https://www.bdsmovement.net/pinkwashing Queer Palestine and the Empire of Critique https://pendlehill.org/product/queer-palestine-and-the-empire-of-critique/ Bi - Julia Shaw Ace - Angela Chen Refusing Compulsory Sexuality - Sherronda J. Brown Your Brain on Art: How the Arts Transform Us - Ivy Ross & Susan Magsamen Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
Pour les footeux, Cristiano Ronaldo restera à jamais le buteur au talent hors-normes, l'éternel rival de Lionel Messi et l'homme qui a fait le plus beau retourné acrobatique de l'histoire contre la Juventus en 2018. Pour les non-footeux (dont je fais partie), il est certes un grand footballeur qui a sans doute gagné plusieurs ballons d'or, mais aussi une créature bling bling qui se fait des zig zag dans les cheveux, l'ex petit ami du mannequin Irina Shayk, le nouveau petit ami de l'influenceuse Georgina Rodriguez et l'homme le plus suivi d'Instagram. Et peut-être que cela suffirait, en soi, à écrire un épisode sur le sportif portugais.Mais si on ajoute qu'il est l'un des champions les plus clivants de l'histoire du foot, qu'il a 6 enfants de 3 mères différentes, que son fils aîné s'appelle Cristiano Jr. et qu'il fait un énorme transfert sur lui, et enfin, qu'il a quand même deux trois casseroles aux fesses… Alors oui, cet épisode devait voir le jour. Au micro de Marion Galy-Ramounot se succèdent :Sébastien Ferreira, journaliste sportif pour L'Equipe, Eurosport et Le FigaroPhilippe Liotard, sociologue et titulaire de la chaire LGBTI du laboratoire sur les vulnérabilités et l'innovation dans le sport à l'université Lyon 1Pamela Leyra, journaliste espagnole qui a rencontré plusieurs fois Georgina Rodriguez Scandales est un podcast de Madame Figaro, écrit et présenté par Marion Galy-Ramounot, et produit par Lucile Rousseau-Garcia. Camille Lamblaut a été chargée d'enquête. Océane Ciuni est la responsable éditoriale de Scandales, un podcast produit par Louie Créative, l'agence de contenus audios de Louie Média. Cet épisode est à retrouver sur toutes les plateformes d'écoutes : Apple Podcast, Spotify, Deezer et Amazon Music.Hébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Saskia conversó con Melissa, reconocida defensora de derechos humanos y experta en temas de género, sobre las elecciones judiciales históricas que vivirá México por primera vez.México está viviendo algo nunca antes visto: elegir por voto popular a jueces, magistrados y ministros de la Suprema Corte. Pero detrás de esta reforma constitucional se esconde una realidad compleja que pocos entienden realmente.Melissa explica por qué más del 70% de los casos que realmente importan a los ciudadanos se resuelven en juzgados locales, no federales, y cómo esta transformación afectará desde adopciones y problemas vecinales hasta las grandes decisiones constitucionales.La conversación se vuelve cruda acerca de la realidad detrás de las protestas de los trabajadores del Poder Judicial y por qué muchas madres solteras y magistradas temen por su futuro laboral. Melissa revela el drama humano detrás de una reforma que describe como "una bomba nuclear que estamos tratando de reconstruir".Con una participación esperada del 5 al 10%, cada voto puede literalmente cambiar el futuro del sistema de justicia mexicano. Pero surge la pregunta incómoda: ¿cómo elegir entre miles de candidatos cuando es humanamente imposible conocerlos a todos?El episodio toma un giro alarmante cuando Melissa advierte sobre los peligros reales para los derechos reproductivos y de la comunidad LGBTI+, comparando la situación con lo que ya está ocurriendo en Estados Unidos. La autonomía judicial está en riesgo, especialmente cuando los jueces tendrán que enfrentar reelección cada nueve años, preguntándose si sus decisiones van a "gustarle o no a la gente".Un análisis sin filtros sobre la democracia, la justicia y el futuro de México que expone las contradicciones de un sistema que busca democratizar la justicia pero que podría terminar comprometiendo la independencia judicial que tanto necesita el país.Para ver episodios exclusivos, entra aquí: https://www.patreon.com/Penitencia_mx¿Quieres ver los episodios antes que nadie? Obtén acceso 24 horas antes aquí: https://www.youtube.com/channel/UC6rh4_O86hGLVPdUhwroxtw/join Visita penitencia.comSíguenos en:https://instagram.com/penitencia_mx https://tiktok.com/@penitencia_mx https://facebook.com/penitencia.mx https://x.com/penitencia_mx Spotify: https://spotify.link/jFvOuTtseDbApple: https://podcasts.apple.com/mx/podcast/penitencia/id1707298050Amazon: https://music.amazon.com.mx/podcasts/860c4127-6a3b-4e8f-a5fd-b61258de9643/penitenciaRedes Saskia:https://www.youtube.com/@saskiandr - suscríbete a su canalhttps://instagram.com/saskianino https://tiktok.com/@saskianino https://x.com/saskianino