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Il salto con gli sci è uno sport olimpico in cui gli atleti - dopo essere scesi dalla rampa di un trampolino - compiono un salto con l'obiettivo di atterrare il più distante possibile. In questo sport si distinguono quattro fasi: lo slancio, lo stacco, la fase di volo e l'atterraggio. Il record mondiale lo ha stabilito Domen Prevc con un salto di 254,5 metri da un trampolino di ski flying. Ma perché gli atleti saltano a V con gli sci? Come fanno ad atterrare senza farsi male? E quali sono le regole di questo sport invernale? In questo video vedremo come funziona il salto con gli sci e vi spiegheremo, con una ricostruzione 3D, la fisica che c'è dietro uno degli sport più estremi dei Giochi Olimpici Invernali 2026. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN00:00 Cos'è il salto con gli sci, lo sport dei Giochi Olimpici Invernali 00:51 Le fasi dello sport olimpico 01:50 Lo slancio: la posizione a uovo e il trampolino 03:16 Lo stacco: l'apertura del corpo 04:01 Il volo: perché gli atleti volano a V 07:19 L'atterraggio: effetto suolo e telemark 08:15 Le regole del salto con gli sci: il punteggio Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
S.3 Ep. 79 - Quante cose fai ogni giorno… senza esserci davvero? Bere. Camminare. Toccare il telefono. Aprire una porta. Respirare. Gesti semplici, ripetuti, automatici. Così automatici che spesso passano inosservati anche a te. In questa meditazione entriamo proprio lì: nel cuore silenzioso delle abitudini. Non per cambiarle. Non per migliorarle. Ma per vederle davvero. Attraverso una guida lenta, sensoriale e profondamente immersiva, sperimenterai cosa succede quando porti presenza dentro un gesto quotidiano. Quando rallenti. Quando senti. Quando abiti ciò che normalmente fai distrattamente. Scoprirai che non serve trasformare la tua vita per vivere con consapevolezza. A volte basta trasformare un singolo gesto. Questa puntata è uno spazio di ritorno. Al corpo. Al momento. A te.
Viviana Mazza spiega quali sono stati i punti principali dello «speech» sullo Stato dell'Unione pronunciato dal presidente degli Stati Uniti. Renato Benedetto elenca le novità principali contenute nel discusso provvedimento del governo firmato da Mattarella, che ne ha seguito la stesura passo dopo passo. Velia Alvich parla dello scontro tra l'amministrazione Usa e la società di AI sullo sblocco delle potenzialità belliche del sistema ClaudeL'Età dell'Oro di Trump alla prova dei numeri Via libera al decreto sicurezza. Cos'è lo scudo penale, quando scatta, a chi si può applicare la normativa di cui si parla dopo il caso Cinturrino L'ultimatum del Pentagono ad Anthropic: «Sbloccate tutte le funzioni di Claude oppure espropriamo l'intelligenza artificiale»
Dopo quattro anni dall'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, appare ancora lontana una tregua. Facciamo il punto insieme ad Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.A seguire, ci concentriamo su una novità che riguarda il codice della strada: l'introduzione dell'alcolock. Cos'è, chi dovrà installarlo e quanto costa? Proviamo a dare una risposta con Giordano Biserni, presidente Associazione Amici della Polizia Stradale.Infine, torniamo su uno dei casi più controversi della cronaca italiana: la morte di David Rossi, il capo comunicazione di Mps, deceduto il 6 marzo 2013, dopo esser precipitato dalla finestra del suo ufficio. Le nuove perizie volute dalla commissione d'inchiesta hanno rivelato che le lesioni al volto di Rossi non sarebbero riconducibili alla caduta, ma sarebbero compatibili con un' aggressione. Uno scenario che smentirebbe le sentenze che avevano chiuso il caso bollandolo come un suicidio. Ne parliamo con Gianluca Vinci, deputato di FdI e presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla vicenda.
Annalisa De Simone"Ingrata"Nutrimenti Edizioniwww.nutrimenti.netUn romanzo duro, una storia che guarda negli occhi l'ambizione e che, senza paura, la viviseziona. Il desiderio di potere non conosce limiti, e Annalisa De Simone lo racconta con grande maestria.Letizia si trasferisce a Roma per frequentare l'università, poi decide di restarci, dopo la laurea, per trovare un lavoro. Ma non uno qualsiasi, non ha alcuna intenzione di accontentarsi: lei vuole entrare nelle stanze in cui risiede il potere. Così il padre malato, vedovo da tanti anni – la madre di Letizia è morta quando lei era bambina –, la affida al compaesano famoso, al compaesano che ce l'ha fatta: il sindacalista Tonino Giuliante. Lui le farà da mentore, lui la aiuterà. Tra Letizia e Giuliante, però, nasce qualcosa, qualcosa di inaspettato e, per certi versi, sconveniente, qualcosa che va avanti per quasi trent'anni, che segue la parabola discendente di Giuliante – un tempo ragazzo prodigio: dal piccolo agglomerato abruzzese alla segreteria del Psi – e quella ascendente di Letizia che, con spregiudicatezza, punta in alto e tira dritto.Dal 1992 a oggi. La protagonista di questo romanzo racconta quasi trent'anni della propria vita, dall'infanzia in un piccolo paese dell'Abruzzo alla capitale. E racconta la sua ambizione feroce, la sua necessità di riscatto, la sua brama di potere. Ma cosa si cela dietro desideri tanto sfrenati? Il potere è una forma di difesa dalla solitudine, dalla paura dell'abbandono? Cosa ci rimane quando, giunti lì dove abbiamo lavorato per arrivare, capiamo che la vita era altrove, che ne abbiamo dissipato una grande parte inseguendo stelle bugiarde, finte?“Tutti siamo destinati a tornare nei luoghi e dalle persone che abbiamo tradito.”Annalisa De Simone. nata a L'Aquila nel 1983, ma oggi vive a Roma. È stata presidente del teatro Stabile d'Abruzzo e nel consiglio d'amministrazione di Cinecittà, collabora con la Rai. Scrive per Linkiesta e il Riformista. Ha esordito alla narrativa con Solo andata, Baldini&Castoldi, con Marsilio ha pubblicato Non adesso, per favore, nel 2016, Le mie ragioni te le ho dette, 2017, e Sempre soli con qualcuno, 2021.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8463IL LIBRO DI RAVAGNANI: LIBERTA' A PREZZO DI UN'INFEDELTA' di Andrea Zambrano Abbiamo letto il libro di (don) Alberto Ravagnani La Scelta. Andiamo al cuore della faccenda: è la prova che Dio esiste. Esiste, perché se è riuscito ad avvicinare alla conversione decine di giovani, servendosi di un prete sicuramente innamorato di Cristo, ma privo di strumenti spirituali, intellettuali e teologici di "base", allora vuol dire davvero che supplet Ecclesia, cioè la Chiesa supplisce anche di fronte all'eventuale claudicanza del pastore. Si sa, la Chiesa è andata avanti anche grazie a sacerdoti inadeguati, ma inseriti dentro la cornice giusta. «Fate quello che dicono e non fate quello che fanno». È un format rodato.Per il resto, sulla vicenda umana di Ravagnani e di quello che dice nel libro, anticipato allo sfinimento nei podcast, nelle interviste, nei reels e nei post sui social con un afflato di egocentrismo neanche tanto nascosto, bisogna avere rispetto, ma non serve dire molto di più, se non la sensazione di essere di fronte al déjà-vu di una crisi ecclesiale titanica, ma inavvertita dalle gerarchie ecclesiastiche. Lasciare il sacerdozio è un dramma, però reversibile, ma nelle pagine che scorrono manca decisamente il senso di questo dramma che ignora anche la responsabilità di un consacrato. Possibile che sia una scelta come un'altra, intercambiabile a seconda delle circostanze? Frutto di un cammino troppo veloce per uno che è sacerdote da appena 7 anni? Di sicuro nel libro non affiora.Il ragazzo scrive a flusso di coscienza, con realismo, non ci aspettavamo Honoré de Balzac, ma qualcosa di più del diario di sfogo ordinato dallo psicologo, francamente sì. Spiritualmente impalpabile, teologicamente confuso, umanamente povero, frutto, più che di discernimento, di molte sedute da uno psicologo. Lo si capisce da questa insistenza dominante del bravo bambino che fu Ravagnani, e poi bravo seminarista, bravo prete, in una sequenza di prese di coscienza psicologiche dove lo schema è quello del poveretto che deve sempre rispondere alle aspettative degli altri. E per questo non è libero. Che fuffa. Dov'è la virilità? Il valore? Dov'è la virtù che si coltiva abbandonando l'io bambino delle recriminazioni sul mondo che non cambia, sulla vita che non è come la vorrei io e sul fatto che è sempre colpa degli altri?INCAPACE DI UMILTÀIncapace di umiltà, prende a schiaffi la liturgia con le banalità dei primi ribelli anni '60. Una paccottiglia trita e ritrita sulla Chiesa che deve cambiare. Cieco di fronte all'evidenza che la fede si risveglia oggi, e soprattutto nei giovani, laddove la liturgia è vissuta come duro lavoro e stupore di sacro. Il formalismo stantio che lui le rimprovera è in realtà il formalismo figlio di questi anni di creatività liturgica a cui evidentemente anche lui aspira. Niente di nuovo e niente di più scontato e infruttifero.Non poteva mancare il pippotto in salsa gay friendly, di lui che a Parigi scopre che la Chiesa sbaglia sull'omosessualità, pratica o in tendenza che sia. E lo fa in un tête-à-tête con un gay conosciuto in un bistrot. Polacco, tra l'altro, il quale dice di essere scappato dalla patria perché perseguitato. Evidentemente il primo polacco gay perseguitato dai tempi di nazismo e comunismo. Ma siamo seri?Un piagnisteo continuo di lui che era un bravo bambino e di lui che ha fatto tante cose, con i social, con i giovani e la Chiesa che non lo capisce. E che Fraternità è stata osteggiata. Ma figlio mio: San Francesco è stato osteggiato, San Pio, San Josemaria Escrivà sono stati osteggiati. Cosa ti aspettavi? Che i frutti scendessero dall'albero dei reels così senza fatica? Non lo fanno neanche i fichi selvatici in agosto. Pensavi di farcela tu?E poi lui che cede di fronte alla sessualità e non può e quindi dà la colpa alla Chiesa, che non cambia la morale sessuale. E allora "dagli alla Chiesa" da Galileo fino ad oggi, con la Chiesa nella parte della cattiva che ha sbagliato tutto. Conoscenze storiche da bar, luoghi comuni e cliché triti e ritriti secondo lo schema dell'"io so io e la Chiesa nun capisce un..." insomma avete capito.VOGLIA DI LIBERTÀ ASSOLUTAE che vuole essere libero, ma questo abito non glielo permette. Che noia. Una lagna egocentrica, che sembra piuttosto nascondere fallimenti, giustificare peccati, aprirsi ad una libertà intesa non come adesione alla Verità.Ammette, Ravagnani, di non avere avuto amici veri, tra i confratelli che non lo capivano, e qui sta forse il cuore della vicenda perché si dovrebbe aprire il doloroso capitolo dei preti che se non sono sostenuti da una comunità di consacrati, che custodiscano dubbi e fatiche, si va poco lontano. E il più delle volte si sbanda. Così come stupisce nel racconto che il vescovo non sia mai nominato, come se non si fosse mai interessato a lui. I superiori sempre visti come arcigni, incapaci di capirlo. Possibile?E poi l'inno alla "somatolatria", al suo corpo palestrato, pompato a suon di crunch per farci credere che per evangelizzare siano utili anche gli integratori contro una Chiesa che ha sempre condannato il corpo e perciò deve cambiare.Un disprezzo verso la veste da prete che si è accorto di portare - dice - per coprire un ruolo e che non corrisponde più con la sua persona finalmente libera. Un'offesa a quei santi che per rimanere fedeli a quella veste perché rivestimento visibile di Cristo si sono fatti ammazzare. Come Rolando Rivi, il cui libro gli avevo regalato quando lo ospitai in casa mia e che credo non abbia mai letto. Ci speravo, perché avrebbe avuto un esempio davanti agli occhi di martirio. In fondo viene da chiedersi se più che un problema di vocazione, non sia un problema di fede. E come si possa alimentare se persino la preghiera è vista come qualcosa di fastidioso, noioso, ripetitivo.E i giovani? I tanto strombazzati giovani che lui ha seguito, che ha avvicinato alla fede? A loro non sono riservate risposte, eppure sono loro oggi che, seguendo le sue gesta alle prese con le interviste sulla Stampa, Repubblica, sui grandi media che ora lo coccolano e domani lo scaricheranno, si interrogano con sconcerto: ma allora a che cosa è servito? E che senso ha rimanere fedeli ad una scelta se poi questa fedeltà viene infranta come il vetro di un IPhone?Un consiglio e un augurio, sarà anche paternalistico, ma fa lo stesso: guarda a Pietro, che tradì, non pubblicò libri sulla sua infedeltà, ma si mise testa china al servizio di quella chiamata. Tuffandosi nella misericordia di Dio e dando la sua vita.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8461SAN GIUSEPPE ALLAMANO SMASCHERA L'ILLUSIONE DI EVANGELIZZARE SENZA CONVERSIONE di Roberto de Mattei Il 25 gennaio, Papa Leone XIV ha pubblicato un messaggio per celebrare il centesimo anniversario della Giornata Missionaria Mondiale del 2026, che si svolgerà il prossimo 16 ottobre. Questa giornata istituita da Papa Pio XI nel 1926, ci ricorda la vocazione missionaria della Chiesa, riassunta dalle parole di Nostro Signore ai suoi discepoli: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 18-20).Pochi sanno che l'istituzione di questa giornata si deve anche ad un santo che non fu mai missionario, ma che alle missioni dedicò la sua vita: san Giuseppe Allamano, la cui festa si celebra il 16 febbraio. Giuseppe Allamano nacque a Castelnuovo d'Asti il 21 gennaio 1851, nella stessa terra benedetta che aveva dato i natali a san Giovanni Bosco e fu uno degli ultimi frutti di quello straordinario filone di spiritualità piemontese, costellato da nomi come quelli di san Giuseppe Cafasso, san Giuseppe Benedetto Cottolengo, san Leonardo Murialdo, e, tanti altri beati e servi di Dio. La spiritualità piemontese è sempre concreta, radicata nella fedeltà alle grazie ricevute ogni giorno, senza mai essere intellettuale o sentimentale. Ciò che la caratterizza è il primato della vita interiore, l'amore per la Chiesa, una profonda devozione mariana, una fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza. Ordinato sacerdote nel 1873, Giuseppe Allamano, fu presto colpito dalla sofferenza: una grave malattia lo costrinse ad abbandonare l'insegnamento, ma ciò che sembrava una sconfitta diventò, nelle mani di Dio, un seme fecondo. Nominato rettore del Santuario della Consolata di Torino, Allamano trasformò quel luogo in un centro vivo di rinnovamento sacerdotale. Davanti all'immagine della Madonna Consolata, maturò in lui una chiamata decisiva: formare missionari santi per annunciare il Vangelo fino ai confini della terra. Nel 1901 fondò l'Istituto Missioni Consolata (oggi Missionari della Consolata) e, pochi anni dopo, l'Istituto delle Missionarie della Consolata. Non partirà mai personalmente per le missioni, ma il suo cuore le abbraccerà tutte. LA GIORNATA MISSIONARIANel 1912, si rivolse direttamente a san Pio X, per cercare di sensibilizzare il clero e i fedeli sulle attività delle missioni, chiedendo anche l'istituzione di una giornata a questo dedicata. La risposta arriverà con l'istituzione della Giornata Missionaria, poco dopo la sua morte, che avvenne a Torino, il 16 febbraio 1926. Quest'anno ne celebriamo il centenario. Fu beatificato da Giovanni Paolo II e proclamato santo da papa Francesco il 20 ottobre 2024. Oggi la sua famiglia missionaria è diffusa in molti Paesi del mondo.Per comprendere la profonda spiritualità missionaria di san Giuseppe Allamano sono preziosi i suoi scritti. Essa può essere riassunta nel suo celebre motto: «Prima santi, poi missionari». «L'opera della missione - scrive Allamano - esige grande santità. Non basta una santità mediocre, occorrono, come missionari, santi in modo superlativo. Le anime si salvano con la santità... Certe conversioni non si ottengono che con la santità. Non dimenticate mai che la conversione dei cuori è opera della divina grazia, e solo chi ne è ripieno, opererà prodigi di conversione...Prima santi e poi missionari. Non bisogna scambiare i termini. Non è affatto presunzione il voler farsi santo; è presunzione il confidare nelle proprie forze. I santi non sono nati santi, ma si sono fatti santi. Quelli che vogliono farsi veramente santi, il Signore li aiuta e li fa santi.Per essere santi occorre pregare. Bisogna pregare sempre, giorno e notte senza interruzione: il che vuol dire essere come investiti dello spirito di preghiera, come l'abito riveste il corpo. Dobbiamo formarci lo spirito della preghiera, avere l'abito della preghiera, che non consiste nel pregare sempre vocalmente, dal mattino alla sera, ma nel riferire tutto al Signore. Così il nostro lavoro sarà preghiera. Si fa più in un quarto d'ora dopo aver pregato, che in due ore senza preghiera. La preghiera deve essere perseverante. Bussiamo alla porta; se non ci viene aperto, bussiamo più forte; rompiamo la porta, se occorresse. È il Signore che ci insegna a fare così. Quando non riceviamo ciò che chiediamo, pensiamo che neppure un filo, una parola della nostra preghiera è caduta nel vuoto».PER MEZZO DELLA CROCEAggiunge il nostro santo: «È per mezzo della croce che ci santifichiamo, non per mezzo delle parole e neppure solo delle preghiere; queste giovano anche, ma il più importante è portare bene la croce. La spiritualità però non deve essere triste, ma profondamente serena e fiduciosa nella Provvidenza». «La confidenza - sottolinea il nostro santo - è la quintessenza della speranza. Confidare è speranza robusta, viva. Nella via della perfezione essa ha una grande parte. Senza confidenza in Dio non si può far nulla; d'altra parte, facciamo torto a Dio non confidando in lui. Ci vuole una confidenza da pretendere miracoli, una confidenza tale, da essere un po' audaci, "prepotenti". Il Signore non si offende di ciò. Iddio provvede a tutto per coloro che in lui confidano».La devozione alla Madonna Consolata è uno dei pilastri della spiritualità di san Giuseppe Allamano, che vede nella Consolata una Madre che guida, sostiene e corregge, e a Lei affida ogni difficoltà. «Se uno non sentisse amore verso la Madonna, lo domandi: non aver amore alla Madonna è cattivo segno. Se non avete la devozione alla Madonna, e non dico solo devozione, ma una tenera devozione - dice - non vi farete santi!»L'energia è una dote caratteristica della Madonna. «Maria nei suoi dolori non si lasciava abbattere, ma aveva energia: "stava preso la croce di Gesù" (Gv 19, 25), partecipe delle sofferenze del figlio. Generosità, coraggio - esorta - ma anche allegrezza! Dio vuole anime forti e risolute, che si mettano interamente a disposizione di lui! Guai a chi mette riserve nella santificazione! Il Paradiso non è fatto per i fiacchiChe cos'è la nostra vita? É un'ora. Almeno in quest'ora lavoriamo con tanta intensità, con tanto spirito, di modo che un'ora sola valga tutta la giornata. Non è tanto il cadere nella debolezza che è male, ma il non sollevarsi; invece bisogna sempre cominciare di nuovo, non stancarsi. Coraggio sempre. Avanti nel Signore».
A cosa serve il defibrillatore? Che effetti ha la sua scarica elettrica sul cuore? Il defibrillatore è un dispositivo salvavita in grado di riconoscere alcune aritmie cardiache potenzialmente fatali e, quando necessario, erogare una scarica elettrica per “resettare” l'attività elettrica del cuore. Negli ultimi anni i defibrillatori automatici esterni (DAE) sono diventati sempre più presenti negli spazi pubblici: stazioni, aeroporti, scuole, impianti sportivi e persino strade, all'interno di teche segnalate. Questa diffusione è cruciale, perché in caso di arresto cardiaco ogni minuto senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. In questo video spieghiamo cos'è un defibrillatore, come funziona l'attività elettrica del cuore e cosa succede realmente quando viene erogata la scarica. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN00:00 Cos'è il defibrillatore e a cosa serve 01:00 Come funziona il cuore e il ritmo cardiaco 02:40 Aritmie cardiache: quando serve il defibrillatore 03:44 Quando si usa il defibrillatore: i 2 casi in cui salva la vita 04:32 Defibrillatore automatico (DAE): perché si trova nei luoghi pubblici 05:38 Come usare il DAE e perché è fondamentale il massaggio cardiaco Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ospite del 195° episodio di Illuminismo Psichedelico è Alex Trip Club, ovvero Alessando, un divulgatore attivo da anni su Instagram e YouTube con degli eccellenti canali dedicati alla riduzione del rischio e alla conoscenza consapevole delle sostanze, del loro uso e delle loro controindicazioni. Alessandro vive a Berlino, una città dove la scena psichedelica è particolarmente vivace – tanto che la cultura techno di Berlino è stata addirittura riconosciuta come patrimonio immateriale dall'Unesco – ma pur vivendo in un contesto così avanzato Alessandro ha notato che tra chi frequentava i locali e anche tra i suoi amici l'uso consapevole di alcune sostanze psicotrope era ancora un miraggio. Così un giorno ha deciso di aprire i suoi canali di divulgazione, e in questa puntata ci racconta com'è andata.
Per sei mesi, il meccanismo di aggiornamento di Notepad++ è stato dirottato da un gruppo hacker cinese. Vi racconto come hanno fatto, cosa hanno installato, e cosa ci insegna sulla fragilità dell'open source.Fonti e approfondimenti:- Kaspersky Securelist: https://securelist.com/notepad-supply-chain-attack/118708/- The Register: https://www.theregister.com/2026/02/02/notepad_plusplus_intrusion/- The Hacker News: https://thehackernews.com/2026/02/notepad-hosting-breach-attributed-to.html- Palo Alto Unit42: https://unit42.paloaltonetworks.com/notepad-infrastructure-compromise/- Notepad++ chiarificazione ufficiale: https://notepad-plus-plus.org/news/clarification-security-incident/- ACN/CSIRT Italia: https://www.acn.gov.it/portale/en/w/compromissione-dell-infrastruttura-di-aggiornamento-di-notepad-- Notepad++ scuse e timeline: https://notepad-plus-plus.org/news/hijacked-incident-info-update/- CISA KEV Catalog: https://www.cisa.gov/news-events/alerts/2026/02/12/cisa-adds-four-known-exploited-vulnerabilities-catalogLa mia app: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.edodusi.coderoutine&hl=it-it00:00 Intro01:40 Cos'è un supply chain attack (e perché Notepad++)04:42 Sei mesi dentro la catena di aggiornamento07:11 La fix e la lezione10:03 Outro#notepad #cybersecurity #lotusblossom #chrysalis #opensource #cina
Cos'è la commedia dell'arte italiana? Chi sono i suoi personaggi indimenticabili? E perché ha dato origine al teatro moderno? Ve lo racconto in questo episodio. The post 168: La commedia dell'arte italiana e la nascita del teatro moderno first appeared on .
L'equilibrio personale non è una chimera, ma una realtà. Uno stato interiore che sei e percepisci, e riesce a portarti con forza e serenità anche in dimensioni nuove. Che nel vero equilibrio c'è coraggio, ma anche prudenza, speranza, ma anche ponderatezza: l'equilibrio è la capacità di gestire la vita, con ciò che la vita porta con sé. E più equilibrio sei, più equilibrio hai e puoi dare. Così, l'equilibrio personale, reale e concreto, è imparare a gestire te stesso, inclusi impulsi e tendenze, senza esserne padrone ma canalizzando energie, pensieri luminosi e pensieri oscuri, verso la direzione che scegli, che è la direzione che sei “Non cercare la soluzione, trova l'equilibrio: esso porterà la soluzione” (S. Satchidananda)- Puoi leggere qui la trascrizione dell'audio: https://annarosapacini.com/valore-equilibrio-personale/ - E da questa pagina puoi iscriverti liberamente al mio podcast Comunicare per essere®: https://annarosapacini.com/podcast/ una filosofia di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda- Comunicazione valoriale, Relazioni, Professione, Benessere. Scrittura evolutiva®, grafologia evolutiva®, soluzioni e percorsi sempre e solo su misura. Per informazioni sul progetto, sui contenuti, sugli strumenti e sui percorsi attivabili scrivi a info@annarosapacini.com- Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi su Meta-Facebook e sul tuo social preferito, cerca “Annarosa Pacini”➡️ E non dimenticare di iscriverti al mio canale YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini
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I titoli: “La pace non può essere rimandata!”. Così il Papa alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina Il Battesimo ci rende liberi, l'amore prevale sul potere: lo ha detto Leone nell'omelia celebrata alla Basilica del Sacro Cuore, a Roma E nella prima domenica di Quaresima l'invito del Santo Padre a “far tacere un po' gli smartphone” in questo tempo di grazia
SERIE: El Evangelio de Jesucristo,el Hijo de Dios#1 | Las buenas noticias de Jesús, el Mesías | Marcos 1:1-15 | 15/02/2026Predicador: Pr. Juan José CorreaDomingo, 15 de febrero de 2026La iglesia es el grupo de personas que Cristo salvó y redimió mediante Su obra en la cruz del calvario y en Su resurrección de entre los muertos. La iglesia, reunida o dispersada, glorifica, exalta y rinde adoración solamente a Dios. Ven y gózate junto a nosotros en este gran privilegio de adorar a Cristo desde dónde estés y por la eternidad...- - - - - SÉ PARTE DEL ESFUERZO DE NUESTRO MINISTERIO - - - - -Nuestro sabio Dios ha decidido que Su obra se realice con la participación activa y alegre de aquellos que son Su pueblo. A algunos Él los llama a ir a hacer la obra, mientras que a otros los llama a apoyar enviando. La Biblia dice que Dios ama al dador alegre y se ha comprometido a proveer siempre lo suficiente para aquellos que abundan en la generosidad, lo cual trae gloria a Su nombre (2Co 9:6-15).Si eres parte del @redildelpoblado o has sido beneficiado con la predicación de la Palabra de Dios desde nuestro ministerio, te invitamos a ser parte de este esfuerzo de manera que más personas puedan recibir Su Palabra. Realiza tus ofrendas por medio de nuestra cuenta de ahorros Bancolombia No. 24554697913Iglesia Comunidad Cristiana El Redil del PobladoEnvía tu comprobante al correo: administracion@redil.org.coSí desea más información, por favor escríbenos al WHATSAPP: +57 3103645315@redildelpoblado#Redildelpoblado #ElRedilenCasa #ElEvangelioDeJesucristoConoce más sobre nosotros en: http://www.redildelpoblado.orgEnglish Site: https://redildelpoblado.org/en/
Hoy ponemos el foco en los posibles sustitutos de Lagarde y las posibilidades reales que tiene el español Hernández de Cos.
"Pedro"Un cane scomparso, una speranza che resiste, la storia di un amore che salvaSperling & Kupferwww.sperling.itDopo la morte improvvisa del padre, il giovane Teo vive sospeso tra il peso delle responsabilità, la fatica quotidiana nel bar di famiglia e una tristezza che scava dentro senza fare rumore. Accanto a lui restano solo sua madre, una donna forte e fragile allo stesso tempo, e un vuoto che sembra impossibile da colmare. Finché un giorno, quasi per istinto, decide di adottare un cane. Non uno qualunque, ma uno come lui: timido, segnato, in cerca di una seconda possibilità. Così entra nella sua vita Pedro, un meticcio salvato dal canile. Pedro corre, aspetta, guarda. E resta. Insieme costruiscono una quotidianità fatta di piccoli gesti, di fiducia reciproca, di presenza e ascolto. Un miracolo che sembra finalmente rimettere ordine nel caos, che diventa una cura. Ma un giorno Pedro scompare. Da quel momento inizia una corsa disperata attraverso Roma e la sua periferia. La città fa da sfondo e da specchio: quartieri, parchi, notti insonni, incontri che tengono insieme i frammenti di un'esistenza. Cercando Pedro, Teo è costretto a guardare in faccia il dolore, l'amore e il rischio che comporta affidarsi a qualcuno. Una ricerca che toglie il respiro, un viaggio emotivo che diventa una resa dei conti con il passato, con le paure più profonde e con l'idea stessa di speranza. Perché perdere Pedro significa rischiare di perdere di nuovo tutto.Roberto Errichetti è nato a Roma nel 1973. Conosciuto con lo pseudonimo di Teo, è un cantautore, rapper e interprete cresciuto artisticamente alla scuola poetica di Franco Califano. Nel suo percorso personale ricco di collaborazioni e contaminazioni, fonde musica e scrittura in un linguaggio intimo e autentico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Par interpretāciju smalkumu un precizitāti slavētais britu diriģents Dankans Vords, ar kuru tiekamies "Klasikas" studijā, savās programmās tiecas būvēt tiltus starp dažādiem laikmetiem un muzikālajiem stiliem. Minēto var attiecināt arī uz orķestra "Sinfonietta Rīga" koncertu 21. februārī pulksten 19 LU Lielajā aulā, kurā jauneklīgais talants aicinās viesoties gan kameriskas svečugaismas ieskautajā 18. gadsimta Vīnē, gan tās pēcākajā versijā ar greznu lustru apspīdētām ballēm un spožu laternu izgaismotām ielām. Līdzās romantiķa Franča Šūberta Sešām vācu dejām, kas jaunu elpu ieguvušas, pateicoties Antona Vēberna stilistiski iejūtīgajai instrumentācijai, viņš licis klasiķa Jozefa Haidna koķeti ironiskā humora caurstrāvoto 83. simfoniju "Vista", kas gan tapusi pēc Parīzes pasūtinājuma. Simfonijas žanrs nodarbinājis arī Jaunās Vīnes skolas aizsācēja Arnolda Šēnberga prātu, ko aplieciena arīdzan viņa Pirmā kamersimfonija, kas pilna melodiska vijīguma, nospriegotu harmoniju un veldzējošas apskaidrības. Savu jaunrades ceļu šis 20. gadsimta mūzikas reformators aizsāka kā vēlīnā romantisma ideju turpinātājs un tieši šis opuss uzskatāms par pagrieziena punktu komponista radošajos meklējumos. Pārmaiņu vējos tapušas arī Volfganga Amadeja Mocarta koncertārijas, kurās ieaustos liesmojošos mīlas pilnos tēlus atklās par emocionālu dziļumu un žilbinošu tehnisko varēšanu slavētais poļu soprāns Monika Bučkovska-Vorda. Ieva Zeidmane: Savās programmās jūs nereti līdzās liekat dažādu stilus, dažādu laikmetu skaņdarbus. Vai vienmēr nepieciešama kāda saikne, kas programmu vieno? Dankans Vords: Manuprāt, ir ļoti aizraujoši, ja ir kontrastējoši elementi. Ir jauki, ja pastāv kāda saikne, iemesls, kāpēc skaņdarbi sader kopā un kāpēc tie izceļ noteiktas īpašības. Un vai šoreiz tāda saikne ir? Protams! Šoreiz programma saistīta ar Vīni un abām Vīnes skolām. Un ļoti skaisti abas saista šis Šūberta mazo vācu deju cikls, ko orķestrējis Antons Veberns, kad deju partitūra laimīgā kārtā tika atrasta tikai 1930. gadā. Notis ilgu laiku bija zudušas, un Vēberns tās savā miniatūru perfekcionista manierē ļoti rūpīgi orķestrēja. Tas, ko viņš darīja, nav radikāli, bet tas ir ļoti perfekcionistiski. Izmantojot ļoti klasisku orķestri, viņš šīm dejām izveidojis skaistu 20. gadsimta orķestrāciju. Manuprāt, Vēberns šo darbu veicis brīnišķīgi. Lai gan, acīmredzot, tas viņam sagādājis zināmas grūtības.Viņš rakstījis Šēnbergam, ka viņam patiešām nācies ieguldīt laiku, lai visu paveiktu pareizi un sajustu, ka ir notvēris īsto noskaņu. Šēnberga Pirmā kamersimfonija ir viendaļīgs darbs, tomēr tajā var saskatīt piecdaļības iezīmes. Komponists arī tās iezīmējis ar mēģinājumu cipariem. Šī piecdaļība ir svarīga? Jā, es domāju, ka šī struktūra ir diezgan skaidra, kopējais viendaļīga darba plūdums šķiet ļoti organisks. Jūs vienmēr tiekat aizvests nākamajā ceļojuma posmā. Ir daudz tēmu, kuras jūs iemācāties atpazīt, tās vienmēr savijas savā starpā, izvijas starp ārkārtīgi virtuozajām līnijām 15 solo instrumentos. Jā, es domāju, ka šis kompaktais formāts, kāds izmantots jau arī agrāk tapušos darbos, piemēram, Šūberta “Ceļinieka fantāzijā”, spēj ietvert plašāku formu mūzikas nepārtrauktajā plūdumā. Mani pārsteidz emociju un intensitātes amplitūda, ko Šēnbergs panāk. Es domāju, tā līdzinās, piemēram, Mālera Septītajai simfonijai, kas komponēta ap to pašu laiku, pabeigta šķiet, gadu iepriekš. Vienīgi Šēnberga darbs ir 20 nevis 90 minūšu garš. Emociju ziņā kamersimfonija ir īsti amerikāņu kalniņi. Sarežģīts skaņdarbs? Grūtāks orķestra mūziķiem vai diriģentam? Visiem šis skaņdarbs ir liels izaicinājums. Katra partija ir ārkārtīgi virtuoza, daudzviet uz robežas ar neiespējamo. Liela daļa jāspēlē galvu reibinošā ātrumā, ar neticamiem tempiem un plūdumu. Tomēr katrai līnijai, gluži kā atskaņojot kādu no Riharda Štrausa lielajām operām, ir jābūt ārkārtīgi skaistai. Šī nav nekāda agresīva divpadsmittoņu mūzika. (4:05) Tās ir patiesi dziļi romantiskas līnijas, kurām jābūt ne tikai perfekti intonētām un ar fantastisku ritmu, bet arī ļoti izteiksmīgām. Un, protams, viens no izaicinājumiem man ir ļoti pārliecinoši izveidot tempu formu un struktūru, lai viss būtu ļoti plūstoši un organiski. Nereti varam dzirdēt, ka šī darba atskaņojumi ir pārāk saraustīti, bet ir arī tādi diriģenti, kas vienkārši izbrāžas darbam cauri, un jūs neko nejūtat. Tāpēc ir tik svarīgi atrast īsto līdzsvaru starp šīm pasaulēm. Un vēl viena ļoti būtiska lieta, ko prasa instrumentācija: ir jāatrod īstais balanss. Protams, komponists sniedz ļoti konkrētas norādes, bet ir tikai pieci stīdzinieki, pret ievērojami lielāku koka pūšaminstrumentu un mežragu skaitu, tāpēc vienmēr nākas mazliet pacīnīties. Un nav brīnums, ka nereti atskaņojumos stīgu instrumentu skaits tiek palielināts. Vēlāk, protams, kompnists šo kamersimfoniju to pārorkestrēja, lai varētu baudītu šo brīnišķīgo mūziku episkā orķestra mērogā. Un līdzās šai mūzikai jūs programmā iekļaujat arī Haidnu un Mocartu. Jā, tie ir iepriekšējo gadsimtu Vīnes ideāli. Brīnišķīgi programmā iekļaut vienu no Haidna Parīzes simfonijām – tā ir 83.simfonija, pazīstama arī ar nosaukumu "Vista". Man patīk izcelt humoru un pārsteiguma elementus Haidna mūzikā. Manuprāt, viņš ir absolūts "gaidiet negaidīto" meistars. No sešām Parīzes simfonijām, šī ir vienīgā, kas rakstīta minorā, tā sākas "Sturm und Drang" garā kā dramatisks vigoroso. Bet pavisam drīz nonākam jau pie otrās tēmas, kad oboju partijā un stīgās dzirdam klukstošas vistas, kas knābā. Šī simfonija ir īsts meistardarbs, katrs posms ir kā dārgakmens. Man tiešām prieks pēc vairāku gadu pārtraukuma atgriezties pie šī darba. Un, tad protams, Mocarta mūzika – koncertārijas. Esmu priecīgs šoreiz būt Rīgā kopā ar savu sievu Moniku. Mēs iepazināmies, tieši atskaņojot Mocartu. Es diriģēju "Così fan tutte" Strasbūrā, kādu vakaru saslima Fjordilidži lomas atveidotāja un Monika ieradās no Polijas, lai viņu aizvietotu. Tā mēs iepazināmies, un viņai, tāpat kā man, ir ļoti plašs repertuārs. Bet – jā, Mocarts joprojām ir svarīgs. Nesen viņa Frankfurtē dziedāja galveno lomu Mocarta pirmajā operā "Mitridats – Pontas karalis": jau šajā operā Mocarts ir ceļā uz to virtuozitāti, kas dzirdama koncertārijās. Koncertārijas Mocarts parasti rakstīja vai nu kādam soprānam, ko uzskatīja par ārkārtīgi talantīgu, vai arī otrādi – dziedātājas viņu pierunāja un dīca, lai Mocarts uzraksta ko tādu, kas atklātu visu, ko viņu balsis spēj. Un īpaši pēdējā no ārijām, ko atskaņosim, ir neprātīgi virtuoza – koloratūras, ātrums, tesitūra, vienmēr augšup un augšup, mūzika ir enerģijas un krāsu pārpilna. Tie ir brīnišķīgi skaņdarbi, un ir patiess prieks tos iekļaut programmā. Kā tas ir – atrasties uz vienas koncertskatuves ar sievu? Jūs vieno īpaša saikne un saprotaties bez vārdiem? Vai arī uz skatuves esat vienkārši profesionāli mūziķi? Mēs esam profesionāļi, bet, protams, pastāv īpaša saikne. Mums gan ne pārāk bieži iznāk muzicēt kopā, bet, kad tāda iespēja rodas, vienmēr priecājamies. Protams, starp mums valda ļoti instinktīva saprašanās arī mūzikā. Mēs precīzi zinām, kurp otrs dosies, ko nozīmē elpa, emocijas, temps, un mums ir ļoti atklāts dialogs. Tā ir ļoti laba darba sadarbība. Šī nav pirmā reize, kad esat Rīgā – esat pie mums jau viesojies. Jā, diemžēl tikai vienu reizi esmu bijis šajā skaistajā pilsētā, un tas bija krietni sen, pirms gadiem 18, tad es aktīvāk darbojos kā komponists. Man lūdza uzrakstīt solo skaņdarbu akordeonam manai senajai, mīļajai draudzenei Ksenijai Sidorovai, un manu darbu atskaņoja festivāla ietvaros vienā no jūsu skaistajām baznīcām. Šķiet, kopš tā laika pilsēta ir ļoti mainījusies, ir lieliski to no jauna atklāt. Jūs jau pieminējāt repertuāra daudzveidību, jūs atskaņojat laikmetīgos opusus, baroku, iesaistāties džeza un tautas mūzikas projektos, pievēršaties mūzikai no Indijas un Kubas. Pasaulē ir tik daudz mūzikas! Kā jūs atrodat tieši sev tuvo? Var taču viegli apmaldīties visā daudzveidībā! Tas ir labs jautājums! Patiesībā – jo vairāk iedziļinies kādā mūzikas virzienā, jo vairāk saproti, cik daudz vēl neesi atklājis un iepazinis. Man dažreiz tā naivi jautā – jūs droši vien esat diriģējis gandrīz visus lielos skaņdarbus? Nu, protams, nē. Katras atvērtās durvis paver vēl vienu koridoru – gluži kā grāmatā "Alise Brīnumzemē" – ar miljoniem citu durvju. Šī iespēju bagātība nozīmē, ka šajos ceļos katra komponista daiļradei pievēršos ar lielāku atlasi. Es nejūtu īpašu vajadzību diriģēt pilnīgi visas kāda skaņraža simfonijas. Lai gan tas ir bijis visai klasisks modelis ierakstu industrijā, kur valda noteikti programmu veidošanas stereotipi. Bet patiesībā – jā, protams, katram komponistam ir virsotnes un arī dažādība viņa rakstītajā. Ir skaņdarbi, kas jūs uzrunās vairāk, ne vienmēr tie ir visslavenākie, bet es parasti meklēju novārtā atstātus darbus, kas būtu pelnījuši lielāku atzinību, nekā saņem. Tas ir viens no maniem mērķiem, izvēloties no šī neskaitāmo iespēju klāsta. Un tad, kā jau sākumā minēju, cenšos atrast darbus, kas, manuprāt, ļoti labi sader kopā, bet varbūt nav tā acīmredzamā izvēle, liekot kopā dažādu tautu, dažādu laikmetu un stilu kompozīcijas. Un nav arī tā, ka diriģents vienkārši sēž, sapņo un var darīt, ko vēlas. Mēs nedzīvojam vakuumā, un katrs lēmums par programmu rodas diskusijās ar orķestra vai opernama vadību, konkrēta festivāla vai radio kompānijas pārstāvjiem vai pašiem mūziķiem. Un jāatzīst, ka tas ne vienmēr ir ierobežojums. Dažkārt labākās idejas rodas tieši šādās diskusijās un mijiedarbībā. Jūs pats esat rakstījis mūziku, spēlējis mežragu arī orķestrī. Vai, stājoties orķestra priekšā, diriģentam šī pieredze palīdz? Noteikti – tā ir ļoti svarīga! Pirms mēģināju spēlēt mežragu – es saku – mēģināju, jo šo instrument spēlēt nav viegli –, es spēlēju arī klavieres un sākumā daudz ko apguvu pašmācības ceļā. Es klausījos ierakstus un izspēlēju melodijas, un komponēju pats savas. Vai klavieres spēlēt ir vieglāk, nekā mežragu? Citādāk. Ja nospiežat fadiēza taustiņu, tad arī skanēs fadiēzs, un jums nav jācer, ka lūpas nostrādās pareizi un elpa balstīsies īstajā vietā. Bet, protams, sēdēt kameransamblī vai orķestrī kopā ar kolēģiem un zināt, ko nozīmē kopā elpot, precīzi intonēt, radīt vienotu skaņu, brīnišķīgu ansambļa skanējumu un bagātīgu tembru sajaukumu – tas ir ļoti vērtīgi. Un, protams, vadot dziedātājus vai kori kādā operā vai oratorijā, vokālisti ir pateicīgi, ka es kā diriģents arī elpoju kopā ar žestu un palīdzu viņiem justies ērti, viņi jūt atbalstu un sapratni. Tāpēc mana pieredze noteikti ir bijis liels ieguvums. Un es domāju, ka komponēšana, ar ko visai aktīvi nodarbojos no apmēram septiņu līdz 25 gadu vecumam, arī bija ārkārtīgi noderīga un būtiska vēlāk man kā diriģentam. Tas palīdz laikmetīgajā mūzikā, lai saprastu tehnikas un domāšanas procesus, un noder arī citu laiku repertuārā, lai palūkotos uz notiekošo ar komponista acīm. Tas var būt ļoti vērtīgi. Jūs pats sacerējāt savu mūziklu vienpadsmit gadu vecumā, divpadsmit gadu vecumā to iestudējāt savā skolā. Vai šī pieredze kaut kā noderēja vēlāk, kad pats jau diriģējāt citu komponistu operas? Pieredze vēlāk bija ļoti līdzīga un ļoti, ļoti noderīga. Toreiz, kad radīju savu mūziklu, es nekad iepriekš nebiju diriģējis... Mans skolotājs apskatīja manis atnesto partitūru manam mūziklam "Alise Brīnumzemē" – šo divu stundu garo darbu biju sarakstījis vasaras brīvlaikā – un teica: "Izskatās ļoti labi, Dankan. Man žēl, jo ir mācību gada sākums, tāpēc esmu ļoti aizņemts, bet, ja vēlies to atskaņot, tev pašam jāķeras pie darba." Tā nu es sapulcēju kori, saaicināju skolotājus solistu lomās, izveidoju orķestri jeb bigbendu un sāku mēģinājumus. Tobrīd no diriģēšanas neko nesapratu, man nebija diriģēšanas stundu, un es pat īsti nebiju redzējis daudz diriģentu, bet domāju — es šo mūziku zinu, es to esmu sarakstījis un vēlos, lai šie cilvēki to atskaņo. Un skolēni labprāt nāca uz mēģinājumiem! Viņi visi bija vecāki par mani, un mēs iestudējām šo izrādi. Es pat nesen satiku cilvēkus, kas to joprojām atceras ar prieku. Šodien droši vien par šo mūziku nejustos pārāk lepns, bet toreiz es tik daudz iemācījos – rakstot, atskaņojot, vadot mēģinājumus. Tas bija patiešām svarīgi un vērtīgi, un es sapratu – man tas ļoti patīk, tā arī kopš tā laika esmu mūzikas pasaulē. Vai varat teikt, ka diriģenta galvenais uzdevums ir iedvesmot mūziķus? Jo jūs pats neradāt skaņu, jums jāpanāk, lai mūziķi rada skaņu, kādu vēlaties jūs. Iedvesmošana – tas ir ļoti svarīgs vārds un būtiska īpašība diriģentam. Tas nozīmē – izcelt vislabāko, atraisīt maksimumu, ko spēj mūziķi, ar kuriem sadarbojaties. Katram mūziķim ir savs stāsts, savas īpašības, savs talants savā specialitātē, bet diriģenta māksla ir apvienot visus šos talantus vienas idejas vārdā un pulcēt cilvēkus kopīgā redzējumā par to, kas ir šis konkrētais skaņdarbs. Tādā ziņā šī ir ļoti socioloģiska profesija, spēlēšanās ar telpā esošo cilvēku enerģiju. Ir jāatrod veids, kā izcelt mūziķos visu to labāko un caur viņu sniegumu ļoti spilgti nodot mūzikā pausto jau tālāk klausītājiem. Kā jūs izceļat labāko no mūziķiem? Nav taču tāda slēdža, ko ieslēgt, tas jāpanāk kaut kā maģiski. Jā, dažreiz gribētos, lai būtu slēdzis. Viens no profesionāla diriģenta priekiem ir iespēja ceļot un strādāt ar ļoti dažādiem orķestriem, jo katram ir savs raksturs. Mēs sakām, un zināmā mērā tā ir taisnība, ka ierakstu industrijas un multikulturālisma dēļ daži orķestri skan starptautiskāk, bet cilvēku un darba kultūras ziņā atšķirības joprojām ir lielas. Un jums ir ļoti maz laika, ienākot jaunā telpā, tiekoties ar jaunu cilvēku grupu, lai saprastu, kā strādāt šajā nedēļā. Protams, ir dažas dienas līdz koncertam, bet, lai sajustu grupas garu un pielāgotu savu darba veidu un izteiksmi konkrētajam skaņdarbam, lai mūziķi būtu jūsu pusē, jābūt ļoti elastīgam un ātri jāatrod ceļš. Diriģēšana ir fiziska māksla. Lielākā daļa diriģenta darba notiek caur klātbūtni un žestiem, un arī sejas izteiksmi, bet neatkarīgi no valodas barjeras būs arī sarunas. Un tas katrā orķestrī tās būs citādākas. Vai tas ir tikai diriģenta talants – vai nu tas ir, vai nav, vai arī to var iemācīties? Es domāju, daudz ko var iemācīties ar pareizu iedrošinājumu un īsto skolotāju, bet galvenokārt ar pieredzi. Diriģēšanu nevar iemācīties no grāmatas vai savā istabā vienatnē. Vienīgais veids, kā attīstīties, ir iegūt pieredzi ar cilvēkiem. Jaunie diriģenti man bieži jautā padomu, un es vienmēr saku: “Nav svarīgi, ko jūs diriģējat – bērnu grupu, amatieru kori, jebkuru stilu, jebkuru laikmetu – svarīgs ir fiziskais kontakts ar cilvēkiem un spēja viņus apvienot savas idejas vārdā. Atvērti, elastīgi un ieinteresēti - tā jūs raksturojat savu orķestri – "Dienvidnīderlandes filharmoniķus". Jūs esat šī orķestra galvenais diriģents. Vai šīs ir īpašības, ko visvairāk novērtējat orķestrantos? Jā, tās ļoti palīdz, neatkarīgi no tā, cik izcils ir orķestris. Ja nedēļas sākumā visi sanāk kopā ar attieksmi – mēs atskaņojam šo meistardarbu, varbūt jau simto reizi, bet kā tas būs šoreiz; ja ir atvērtība un sajūsmas enerģija, tad mēs varam sasniegt augstākās virsotnes. Ja cilvēki vēlas spēlēt kopā, būt iedvesmoti un iedvesmoties, paskatīties uz mūziku ar svaigu skatījumu, tas ir ļoti aizraujoši. Šī ir mana pirmā reize, strādājot ar orķestri "Sinfonietta Rīga". Es biju dzirdējis labas atsauksmes un šorīt bija aizraujoši sākt ar Haidna simfoniju un uzreiz sajust šo garu: kā Dankans to vēlas? Kurp mēs ejam? Ak, krāsa, tas bija negaidīti! Lieliski – atvērts prāts un gatavība pieņemt jaunas idejas. Brīnišķīgi mūziķi un lieliskas viņu spēlētās solo partijas! Jūtama izcila kameransambļa sajūta, vēlme satikt jaunu draugu, jaunu iedvesmotāju, kolēģi un radīt aizraujošu koncertu. Dažos ļoti slavenos orķestros var būt sajūta: mēs šo mūziku spēlējam tā, un tā to atskaņojam jau 200 gadus. Kāpēc kaut ko mainīt? Dažreiz var izveidot brīnišķīgu dialogu ar šo vēsturi, jo bieži tā ir izcila vēsture. Bet reizēm tas ir grūtāk. Es ļoti novērtēju, ja pat visizcilākie orķestri saglabā degsmi un atvērtību, vēlmi attīstīties jaunā virzienā. Un vēl viena lieta, ko iemācījos kā jauns diriģents, ir – nekad neuztvert personīgi tās izpausmes, ko, iespējams, redzat cilvēku sejās. Es agrāk naktīs modos, domādams – tas vijolnieks uz mani skatījās dīvaini: varbūt es kaut ko daru nepareizi? Un bieži tieši šis cilvēks pēc koncerta pienāca klāt un teica, ka tas bijis iedvesmojošākais concerts! Un tu domā – ko?! Lūdzu, saved kārtībā savas grimases! (Smejas.) Tas var būt pārsteidzoši. Protams, stereotipi par jauniem mūziķiem pastāv, bet mūzika ir universāla un bez vecuma ierobežojumiem. Kad es savos divdesmit gados biju Saimona Retla asistents Berlīnes filharmoniķos, bija jauni akadēmijas mūziķi, kas 19 gadu vecumā ieguva vietu orķestrī un uzreiz iemantoja pārējo kolēģu cieņu, jo viņi bija lieliski mūziķi. Tas pats attiecas arī uz diriģēšanu. Nevienam nebūs iebildumu, ja vien jūs patiesi dziļi pazīstat un mīlat šo mūziku un skaidri parādāt, ko vēlaties, un jums ir talants. Tad, neatkarīgi no vecuma, cilvēki parasti būs jūsu pusē.
Nous sommes en 1508, à Nuremberg, cité artistique et berceau de l'Humanisme dans le Saint-Empire. Christoph von Scheurl, juriste et diplomate, écrit : « Que dois-je dire au demeurant du Nurembergeois Albrecht Dürer qui de l'avis général occupe en notre siècle le plus haut rang tant en peinture qu'en sculpture ? Alors qu'il était récemment en Italie où j'ai souvent servi d'interprète, il a été salué par les artistes de Venise et de Bologne comme un deuxième Apelle (Apelle de Cos est un peintre grec du Ve siècle avant notre ère). Les Allemands qui résident à Venise font remarquer que le tableau le plus réussi de la ville a été exécuté par lui, celui où il a représenté l'empereur si précisément que seul le souffle semble lui manquer. Trois tableaux décorent aussi la très sainte église de Wittenberg près de l'autel. Avec ces trois peintures, il pensait pouvoir rivaliser avec Apelle. Comme chez nous, ces anciens peintres habités par une nature joyeuse — comme d'ailleurs tous les gens instruits — notre Albrecht est aussi social amical, aimable et très droit, ce qui explique qu'il soit très apprécié par les hommes les plus remarquables et aimé par-dessus tout comme un frère par Willibald Pirckheimer, un homme hautement instruit en grec et en latin, un orateur remarquable membre du conseil de la ville et chef militaire ». En 1508, il reste vingt années à vivre à Albrecht Dürer. Le peintre est reconnu internationalement, il est un personnage en vue dans sa ville, adoubé par les plus hautes sphères du pouvoir et l'auteur d'une sorte d'autobiographie en images qui le cache plus qu'elle ne le révèle. A quoi est due la fascination qu'exerce encore aujourd'hui l'œuvre de Dürer ? Invitée : Anne Hustache, historienne de l'art sujets traités : Albrecht Dürer, Saint-Empire, Nuremberg, peintre, Apelle Merci pour votre écoute Un Jour dans l'Histoire, c'est également en direct tous les jours de la semaine de 13h15 à 14h30 sur www.rtbf.be/lapremiere Retrouvez tous les épisodes d'Un Jour dans l'Histoire sur notre plateforme Auvio.be :https://auvio.rtbf.be/emission/5936 Intéressés par l'histoire ? Vous pourriez également aimer nos autres podcasts : L'Histoire Continue: https://audmns.com/kSbpELwL'heure H : https://audmns.com/YagLLiKEt sa version à écouter en famille : La Mini Heure H https://audmns.com/YagLLiKAinsi que nos séries historiques :Chili, le Pays de mes Histoires : https://audmns.com/XHbnevhD-Day : https://audmns.com/JWRdPYIJoséphine Baker : https://audmns.com/wCfhoEwLa folle histoire de l'aviation : https://audmns.com/xAWjyWCLes Jeux Olympiques, l'étonnant miroir de notre Histoire : https://audmns.com/ZEIihzZMarguerite, la Voix d'une Résistante : https://audmns.com/zFDehnENapoléon, le crépuscule de l'Aigle : https://audmns.com/DcdnIUnUn Jour dans le Sport : https://audmns.com/xXlkHMHSous le sable des Pyramides : https://audmns.com/rXfVppvN'oubliez pas de vous y abonner pour ne rien manquer.Et si vous avez apprécié ce podcast, n'hésitez pas à nous donner des étoiles ou des commentaires, cela nous aide à le faire connaître plus largement. Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
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Questo episodio è dedicato a come riconoscere la modalità minore.Ascoltiamo subito Bella ciao. E' l'esempio migliore in assoluto della modalità minore perché è una canzone famosissima, conosciuta internazionalmente, ed essendo anche cantata è più facile da ricordare. La conosce anche chi non la ascolta attivamente, cioè anche chi non sceglie di ascoltarla, chi non ha studi musicali, ed è un tema transgenerazionale, che conoscono tutti a prescindere dall'età che hanno. E' un canto chiaramente in minore: non espande, non addolcisce, guarda in faccia alla realtà nella sua crudità e proprio per questo non consola, non è depressivo né lamentoso. E' seria. E' una dichiarazione di ciò che la realtà è. Giusto una curiosità di tipo culturale: Bella ciao deriva da un canto popolare di lavoro delle mondine nelle risaie italiane, con testi sulla fatica e lo sfruttamento, e solo dopo la Seconda Guerra mondiale è diventato l'inno simbolico della Resistenza partigiana contro fascismo e nazismo. Ti faccio sentire un brano di questo canto nella versione di una cantante, Milva, appassionata cultrice di canti popolari! Milva ha amato, interpretato e valorizzato canti popolari e “impegnati”, portandoli anche nei palcoscenici principali e incidendoli nei suoi album. Quella che nasce dalla fatica e dalla durezza del lavoro delle mondine, e che negli anni è stata poi trasformata in un canto di lotta politica e simbolo di libertà. Oggi, è diventata un inno cantato in tutto il mondo, oltre che per questioni politiche e sociali anche grazie alla serie “La casa de Papel”. In questo episodio del podcast ti faccio ascoltare brani che sono già nella tua memoria sonora e ti aiuto a creare una categoria identificativa della modalità minore. Sono tutti brani tratti di una selezione sonora intuitiva, immediatamente riconoscibile e internazionale, tutta roba che “suona minore” anche a chi non sa cosa sia una scala.Non sono musicista, non ho intenzione di usare tecnicismi che non padroneggio neppure io. Il mio mantra resta lo stesso: zero tecnicismi, sentire prima di sapere e sfruttare competenze e conoscenze che hai già, in modo da organizzarle.Ascoltiamo Greensleeves. E' una delle melodie più antiche e riconoscibili della tradizione europea. Famosa anche per essere stata affiancata alle melodie natalizie.Intima, narrativa, essenziale. Il minore qui non è drammatico, non è teatrale: è raccolto, ti accompagna dentro una storia, non ti spinge chissà dove nella fantasia. Altro esempio famosissimo, di cui forse non conosci il titolo ma di certo conosci il tema musicale: Sonata al chiaro di luna – primo movimento, di Ludwig van Beethoven. E' probabilmente uno dei brani in minore più conosciuti al mondo. Lento, ipnotico, sospeso. Il minore qui non chiede azione, non chiede energia: chiede ascolto interno, presenza, silenzio. Continuiamo con un esempio pop internazionale: Eleanor Rigby dei Beatles. Il minore, in questo brano racconta un clima sobrio, reale, quotidiano. Enuncia semplicemente le cose come un dato di fatto: è spoglio, umano, diretto, non cerca commozione facile, niente di melodrammatico. Proseguiamo con una sigla che conosciamo da sempre: Heidi Una sigla per bambini, eppure chiaramente in minore. Esprime una atmosfera nostalgica, tenera, intima. Il minore qui racconta di una realtà, non spaventa, non opprime, è quindi accessibile anche all'infanzia. Parla di casa, memoria, legame. Non c'è tristezza o clima “pesante” ma solo calma e fotografia di una realtà. Ascoltiamo una ninnananna che definirei universale, forse la più cantata. Forse ce l'hai in mente così: suonata con il carillon. E' la ninnananna di Brahms. Originariamente cantata (ti faccio sentire un brano), viene tradott ain altre lingue e cantata ovunque, riconosciuta da chiunque. Il minore qui è avvolgente, rassicurante, non stimola ma calma. Il minore non è tristezza obbligatoria. Così come il maggiore non è “allegria obbligatoria”! È interiorità, è densità emotiva, è uno spazio più raccolto. Se il maggiore è piena luce in un giorno di sole con il cielo azzurro, il minore è come stare in una stanza con una luce più morbida. Non stai peggio. Respiri diversamente. Se facciamo un'analisi percettiva, possiamo dire che il minore ha alcune caratteristiche molto chiare: lo spazio sonoro si contrae e diventa intimo, privato, quindi l'attenzione si sposta verso l'interno, non genera una spinta immediata all'azione, e porta invece alla presenza. Gli esempi che ho usato appartengono a un repertorio occidentale, non sono universali in senso assoluto. Ma la sensazione che producono, di raccoglimento, presenza, descrizione di una immagine reale, è riconosciuta da moltissimi esseri umani, anche in culture musicali molto diverse. Cambiano i sistemi musicali. Cambiano i nomi. Ma corpo ed emozioni no. Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, a Il Mosaico Danza, e un lavoro sull'espressione delle emozioni che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Vediamo come si utilizza il minore nel flamenco. Dato che il flamenco non nasce per rassicurare, ma per raccontare l'esperienza umana per come è, il minore si adatta perfettamente, descrivendo la presenza nell'esperienza. Pochissimi palos vivono stabilmente nel minore molti lo attraversano, lo evocano. I palos che si svolgono su modalità minore: Farruca, Tango de Malaga, lo stile di Fandango de Huelva di Cabezas Rubias, tango de Triana o del Titi, Milonga, Vidalita. La petenera gioca sulla modalità minore, ma non è solo in modalità minore: utilizza un linguaggio tonale instabile in area minore. Vai ad ascoltare i podcast sulla Petenera, se hai la curiosità. Ci sarà un podcast dedicato a chiarire il concetto di tonale e di modale, queste parolacce che fanno impazzire noi che abbiamo la formazione di teoria musicale che si limita alla teoria musicale delle medie con il flauto dolce. Ossia: zero.Molti palos utilizzano in parte il linguaggio minore: Mariana, Granaina, Media granaina, Mirabrás (attraversa maggiore, minore e modalità flamenca), Alegrías de Córdoba, alcuni Fandangos personales, Fandango de Huelva (molte strofe in area minore, con remate in modalità flamenca). Come sempre, ti invito a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuto a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa
Cos d'Estournel est un château qui ne laisse personne indifférent, que ce soit en raison de la qualité de ses vins ou de son architecture orientale, de ses éléphants et ses célèbres pagodes.Hébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Jane Nartare Beaumont, 9 anni, Arnna Kathleen Beaumont, 7 anni, e Grant Ellis Beaumont , 4 anni, sono tre fratelli australiani che il 26 gennaio 1966 vengono visti per l'ultima volta nei pressi di una spiaggia, in compagnia di un uomo, prima di svanire nel nulla. Cos'è successo quel giorno a questi tre bambini?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/true-crime-mistery--5398711/support.
Jane Nartare Beaumont, 9 anni, Arnna Kathleen Beaumont, 7 anni, e Grant Ellis Beaumont , 4 anni, sono tre fratelli australiani che il 26 gennaio 1966 vengono visti per l'ultima volta nei pressi di una spiaggia, in compagnia di un uomo, prima di svanire nel nulla. Cos'è successo quel giorno a questi tre bambini?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/true-crime-mistery--5398711/support.
SERIE: EL FRUTO DEL ESPÍRITU#10 | Dominio propio|Tito 2:11-15 | 08/02/2026Predicador: Pr. Carlos MendivelsoDomingo, 8 de febrero de 2026La iglesia es el grupo de personas que Cristo salvó y redimió mediante Su obra en la cruz del calvario y en Su resurrección de entre los muertos. La iglesia, reunida o dispersada, glorifica, exalta y rinde adoración solamente a Dios. Ven y gózate junto a nosotros en este gran privilegio de adorar a Cristo desde dónde estés y por la eternidad...- - - - - SÉ PARTE DEL ESFUERZO DE NUESTRO MINISTERIO - - - - -Nuestro sabio Dios ha decidido que Su obra se realice con la participación activa y alegre de aquellos que son Su pueblo. A algunos Él los llama a ir a hacer la obra, mientras que a otros los llama a apoyar enviando. La Biblia dice que Dios ama al dador alegre y se ha comprometido a proveer siempre lo suficiente para aquellos que abundan en la generosidad, lo cual trae gloria a Su nombre (2Co 9:6-15).Si eres parte del @redildelpoblado o has sido beneficiado con la predicación de la Palabra de Dios desde nuestro ministerio, te invitamos a ser parte de este esfuerzo de manera que más personas puedan recibir Su Palabra. Realiza tus ofrendas por medio de nuestra cuenta de ahorros Bancolombia No. 24554697913Iglesia Comunidad Cristiana El Redil del PobladoEnvía tu comprobante al correo: administracion@redil.org.coSí desea más información, por favor escríbenos al WHATSAPP: +57 3103645315@redildelpoblado#Redildelpoblado #ElRedilenCasa #ElFrutoDelEspirituConoce más sobre nosotros en: http://www.redildelpoblado.orgEnglish Site: https://redildelpoblado.org/en/
Alessandra Mauro"Irving Penn. Photographs 1939 - 2007"Centro della Fotografia, RomaFino al 29 giugno 2026Ad inaugurare il programma espositivo del neonato Centro della Fotografia di Roma è la grande mostra IRVING PENN. PHOTOGRAPHS 1939 – 2007, che presenta al pubblico una selezione di 109 stampe provenienti dalla prestigiosa collezione della Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi, realizzate tra il 1939 e il 2007. La collezione della MEP è il risultato di un lungo rapporto di collaborazione con l'artista e, negli anni più recenti, di un dialogo continuo con la Irving Penn Foundation, istituzione fondata dallo stesso Irving Penn per preservare e promuovere il suo lascito artistico.La mostra è curata da Pascal Hoël, Head of Collections MEP, Frédérique Dolivet Deputy to Head of Collections MEP e Alessandra Mauro curatrice per il Centro della Fotografia di Roma.Irving Penn (1917–2009) è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi maestri della fotografia del Novecento. Per oltre sessant'anni protagonista della scena internazionale e firma storica della rivista Vogue, Penn ha rivoluzionato i generi della fotografia di moda, del ritratto e della natura morta, con uno stile inconfondibile fatto di rigore formale, eleganza essenziale e straordinaria attenzione ai dettagli. Le sue immagini, per lo più realizzate in studio, sono celebri per la loro apparente semplicità e per la capacità di restituire, con la stessa intensità, soggetti famosi e persone comuni. Accanto ai ritratti di artisti, scrittori e celebrità, Penn ha dedicato grande attenzione a progetti personali diventati iconici, come le nature morte con mozziconi di sigarette o oggetti abbandonati, trasformati in immagini di sorprendente bellezza.La mostra, articolata in sei sezioni, offre una panoramica completa della sua opera, mettendo in luce non solo la potenza della sua visione artistica, ma anche la sua straordinaria abilità di stampatore. Penn seguiva, infatti, ogni fase del processo con estrema cura, sperimentando tecniche raffinate come la stampa al platino, per ottenere immagini senza tempo, oggi considerate pietre miliari della storia della fotografia.Il percorso espositivo si apre con i Primi lavori (1939-1947), cioe le prime fotografie che realizza lungo le strade di New York, poi nel sud degli Stati Uniti e poi ancora in Messico nel 1941. Nel 1945 e in Europa e in Italia, come autista volontario di ambulanze dell'esercito americano e utilizza la sua macchina fotografica per raccogliere testimonianze visive di quel periodo travagliato. In mostra anche la celebre fotografia dedicata al “gruppo d'intellettuali italiani al Caffe Greco” realizzata a Roma da Irving Penn per Vogue nel 1948. La seconda sezione e dedicata ai numerosi Viaggi tra il 1948 ed il 1971 per Vogue, dal Peru al Nepal, dal Camerun alla Nuova Guinea, nei quali realizza ritratti degli indigeni immersi nella luce naturale, dopo averli isolati dal loro ambiente in uno spazio neutro. La sezione numero tre riguarda invece i Ritratti (1947 – 1996) soprattutto delle celebrità e che vengono fotografate per lo più nel suo studio, dove Penn crea i suoi set. Nella quarta sezione troviamo i Nudi (1949 – 1967): una serie molto personale di fotografie di nudi femminili, per i quali sceglie modelle professioniste per pittori e scultori con l'obiettivo di inquadrare i corpi il piu da vicino possibile, senza mai mostrare i volti, celebrando la loro bellezza scultorea. Sottopone poi i suoi negativi a tecniche di stampa sperimentali, sbiancando e rielaborando le sue stampe fino a ottenere toni diafani che variano sempre da una stampa all'altra. La sua forza creativa e evidente anche nel lavoro che realizza nel 1967 per il Dancers' Workshop di San Francisco in cui non cerca di dare un preciso significato a una coreografia specifica, ma piuttosto sceglie un'interpretazione piu libera dei corpi in movimento che si esibiscono solo per essere fotografati. Infine, le ultime due sezioni: Moda e bellezza (1949 – 2007), durante la sua lunga carriera per Vogue, la moda e parte essenziale del suo lavoro e Still Life (1949 –2007), nella quale dimostra grande creativita nella messa in scena di oggetti inanimati, con una costante determinazione a rimuovere il superfluo. Spesso include nelle sue realizzazioni riferimenti alla Vanitas e al memento mori dell'arte antica, che conferiscono alle sue immagini un potere e una presenza senza tempo. E anche interessato a soggetti che a prima vista possono sembrare banali, insignificanti o ripugnanti, come i mozziconi di sigarette trovate in strada o le gomme da masticare usate, che Penn glorifica in sontuose stampe al platino-palladio. Così, esplorando nuovi soggetti con nuove tecniche, continua sempre a forzare i confini creativi del mezzo fotografico.Accompagna la mostra un booklet in vendita al bookshop del Centro di Fotografia.La mostra è promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzata da Civita Mostre e MuseiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: "Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro".Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: "Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?". Così rendeva puri tutti gli alimenti.E diceva: "Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo".Parola del Signore.
Send your stories to letsnotmeetstories@gmail.com. Stories in this episode:The Creepy Coworker | mawi (0:39)I Locked My Intruder in the House | A.Cos (13:39)Death Valley | RiverChoice3799 (20:14)Be Careful Who You Hire | Ch1ldofSatan (27:18)Encounter with The Backpack Murderer | kattenz (32:46)I Thought They Wanted to Help Me | Sobaby (39:50)Extended Patreon Content:Boarding Group F | KaleighHe Was Not a Worker | bitterpotatoesss27Stationery Shop Stalker | EllaDue to periodic changes in ad placement, time stamps are estimates and are not always accurate.Want Bonus Weekly Stories? Hate Ads? Join our Patreon for only $5 a month for over 100 hours of bonus content, and it's all ad-free!Join the Discord: https://discord.gg/84WXQud4gEFollow:- Twitch - https://twitch.tv/crypticcounty- Website - https://letsnotmeetpodcast.com/- Patreon - https://patreon.com/letsnotmeetpodcast- Instagram - https://www.instagram.com/letsnotmeetcast/Right now, Wildgrain is offering our listeners $30 off your first box, PLUS free Croissants for life, when you go to https://Wildgrain.com/MEET to start your subscription today.Head to mood.com, browse by mood, and find what fits you best. And don't forget to use promo code MEET at checkout to save 20% off your first order.Get 20% off your DeleteMe plan when you go to Joindeleteme.com/notmeet and use promo code NOTMEET at checkout.All of the stories you've heard this week were narrated and produced with the permission of their respective authors. Let's Not Meet: A True Horror Podcast is not associated with Reddit or any other message boards online.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: "Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?".Ed egli rispose loro: "Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:"Questo popolo mi onora con le labbra,ma il suo cuore è lontano da me.Invano mi rendono culto,insegnando dottrine che sono precetti di uomini".Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini".E diceva loro: "Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte".Parola del Signore.
Cos'è Moltbot (ex Clawdbot) e cosa è in grado di fare questo assistente o agente di IA opensource che ha fatto impazzire la rete e preoccupa per i rischi su privacy e sicurezza? Lo ha provato e ci racconta la sua esperienza Roberto Pezzali, giornalista ed esperto di tecnologia della redazione di Dday.it.TikTok cambia assetto negli Stati Uniti: la piattaforma sarà affidata a una nuova società americana e la parte tecnologica passa a Oracle, che avrà il compito di ricostruire e riaddestrare l'algoritmo utilizzando i dati degli utenti USA. Per capire gli effetti tecnologici e politici di questa svolta ne parliamo con Simone Righini, esperto di search marketing e social media.Quanto contano i dati che lasciamo online e come possono essere usati contro di noi? E qual è il ruolo dell'IA? Paolo Dal Checco, esperto di cyber security e di informatica forense, spiega come social, intelligenza artificiale e phishing evoluto forniscono ai criminali nuovi strumenti per profilarci e truffarci. Parliamo anche dei rischi del "social login".E come sempre in Digital News le notizie di innovazione e tecnologia più importanti della settimana.
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Cresciuta in un contesto molto umile a Rovigo, Natalia impara presto che cosa significa mandare avanti una famiglia con un solo reddito: il padre lavorava come autotrasportatore in proprio mentre la madre era casalinga. «Quando avevo diciassette anni aiutavo mio padre a fare le fatture e compilavo quei documenti con il pagamento a centoventi giorni. Solo più tardi ho capito cosa volesse dire mandare avanti una famiglia con un solo reddito, aspettando mesi per essere pagati».Per Natalia, quelle difficoltà si trasformano in un desiderio di libertà e autonomia: «Per me il lavoro è sempre stato, da un lato, una forma di realizzazione personale e, dall'altro, la garanzia di poter scegliere». Così, dopo l'università in Lingue e Traduzione, decide di mettersi in proprio, affrontando senza paura la partita Iva e imparando presto a gestire tasse e contributi: «Dopo il primo anno da libera professionista ho cominciato a segnarmi tutte le domande, anche quelle che mi sembravano stupide. Ho capito che, quando si parla di tasse e calcoli, non c'è davvero nulla di ovvio». Nel frattempo, Natalia si sposa. Suo marito lavora come ferroviere e ha un'entrata fissa ogni mese, un elemento di stabilità che entra nell'equilibrio della famiglia. L'idea di avere dei figli c'è, ed è un desiderio che prende forma poco alla volta. Il desiderio, però, da solo non basta: serve pianificazione, consapevolezza e, soprattutto, coerenza con i propri valori. Questo significa valutare molti fattori, e fare calcoli realistici su quello che è sostenibile senza rinunciare a ciò che si ritiene importante. «Il dibattito sul fatto che non si facciano i figli perché tutto costa è giusto ed è sacrosanto, però io penso che la considerazione economica ci deve essere fino a un certo punto. Quello che non viene detto prima è che ci devono essere delle scelte che uno deve fare a monte: se tu hai almeno un'idea del tuo futuro riesci a fare delle scelte che poi ti aiutano economicamente anche dopo». Per Natalia, quindi, l'equazione figli = costi, per quanto innegabile, resta solo parziale. I soldi servono, certo, ma ancora più importanti sono le decisioni quotidiane e lo stile di vita che si vuole dare alla famiglia, anche quando esso comporta dei sacrifici. Adesso i figli di Natalia hanno 11, 8, e 4 anni, mentre il più piccolo ha solo 8 mesi. In casa, Natalia e suo marito, riescono a portare una cifra mensile di circa 4.500 euro, molto variabile. E tutto quello che possono risparmiare, lo investono per il futuro dei figli, che intanto imparano il valore del denaro attraverso piccole lezioni di educazione finanziaria quotidiane. Ma la lezione più grande che Natalia vuole trasmettere è chiara: «Spero che i miei figli capiscano che le cose materiali contano fino a un certo punto. È importante avere degli obiettivi, e che questi si possano raggiungere anche in modo creativo… i soldi non sono un punto di partenza, ma uno strumento per arrivare a uno scopo».
Possono costare centinaia di euro al chilogrammo, eppure non contengono elementi preziosi. Sono le polveri usate nei processi di stampa 3D in metallo. Oggi questa tecnologia viene usata soprattutto per creare piccole serie o oggetti difficili da realizzare con le tecnologie tradizionali. Ma si prevede che avrà diffusione più ampia in futuro, mano a mano che la velocità delle stampanti 3D in metallo crescerà. Le versioni più diffuse di stampa 3D metallica utilizzano come materia prima delle polveri metalliche opportune, che un laser o un'altra sorgente di energia fonde del tutto o in parte creando il manufatto. Come si producono queste polveri? Cos'hanno di speciale e chi le produce oggi? Ne parliamo questa sera, dando il via a una serie di puntate dedicate alla stampa 3D per fare il punto della situazione a qualche anno dal momento di hype. E lo facciamo con l'aiuto di Daniele Mirabile Gattia, responsabile del Laboratorio Tecnologie e materiali per la manifattura additiva dell'ENEA.
Professors Beck Strah and Eric Bronson discuss being tall, how inmates select their victims of manipulation, secrets between COs and inmates, A Christmas Karen (2022), and stunt spectaculars.
La rivoluzione dell'Ai passa dai chatbot ai robot. Così il mercato prezza lo scenario Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Happy Saturday! Guest David Schneider, Convention of States, joins to discuss the passing of COS in Kansas. Discussion of legal battle to remove the 2/3 majority vote needed, and the years of working to add Kansas to the list. What is the convention of states, and what will happen when more states join the movement? Guest Philip Sarnecki, Republican candidate for Governor, joins to discuss campaign, business ideas for the state, and more. Discussion of economic growth, de-regulating the state, and ways to make Kansas competitive. Guest Pat Proctor, House District 41, joins to discuss election bill to move "off season" elections to even years, synching with Presidential and midterm election seasons. Discussion of saving money for counties, voter turnout, and statewide activism.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player Scarica come HTML Scarica come PDF Vocabolario Scarica come text file Scarica come text file with semicolons (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4 Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia. Come è andata? Dove tornerebbe? Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo. E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio: Tutti i link utili per sapere di più di Fabio: https://fabiocerpelloni.com/ Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G Trascrizione Raffaele: [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo! Matteo: [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio. Raffaele: [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti? Matteo: [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti? Raffaele: [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me? Matteo: [0:58] Non lo so. Raffaele: [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre. Fabio: [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un... Matteo: [3:51] Una serie più che una puntata. Fabio: [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina. Raffaele: [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica? Fabio: [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere. Raffaele: [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro. Fabio: [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco. Raffaele: [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra. Matteo: [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover... Raffaele: [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna. Matteo: [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo? Fabio: [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì. Matteo: [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want? Fabio: [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro. Raffaele: [10:43] In bocca al lupo. Fabio: [10:44] Grazie. Raffaele: [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"! Fabio: [10:47] Crepi, crepi, infatti! Matteo: [10:48] Sei vegetariano? Fabio: [10:50] Io? Sono vegano. Matteo: [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"! Matteo: [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano. Matteo: [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta? Fabio: [11:13] Una ricetta vegana? Matteo: [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana. Raffaele: [11:22] La domanda più difficile delle due puntate. Fabio: [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure. Matteo: [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure. Fabio: [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure. Raffaele: [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana. Fabio: [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto. Raffaele: [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero? Fabio: [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa. Matteo: [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica. Fabio: [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me. Raffaele: [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano. Fabio: [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze. Matteo: [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto. Fabio: [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione. Raffaele: [17:54] E invece sei tornato in Italia? Matteo: [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare? Fabio: [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council. Matteo: [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council. Fabio: [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance. Raffaele: [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero? Fabio: [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai. Raffaele: [19:59] Le dai per scontate. Fabio: [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare. Matteo: [20:10] Questo è interessante, molto interessante. Fabio: [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa. Matteo: [20:23] No no no, continua. Fabio: [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa. Matteo: [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo. Fabio: [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo. Raffaele: [22:03] Cosa? Fabio: [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..." Raffaele: [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori? Fabio: [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers Matteo: [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking. Raffaele: [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio. Matteo: [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè. Fabio: [24:53] Bel piano! Raffaele: [24:54] Ciao a tutti. Matteo: [24:56] Ciao. Fabio: [24:57] Ciao ciao!
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Diciamolo subito: Grotesquerie, distribuita con le sue 10 puntate a fine 2024 (su Disney+) e passata in sordina nonostante la firma di Ryan Murphy, ci è piaciuto da morire. Così tanto da decidere di parlarne con due uscite quasi contemporanea: con questo podcast e con un articolo che troverete già domani sul sito. Una serie horror-apocalittica-investigativa che è uno straordinario e folle sprofondo onirico, tra Seven e Hannibal. Una detective story anomala, che rifiuta spiegazioni rassicuranti e progressioni lineari. E chiede allo spettatore di abitare l'incertezza, di accettare che non tutto venga chiarito, e che l'orrore possa avere una dimensione tanto metafisica quanto reale. “2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Matteo Auciello"Tecniche miste di trasformazione"il ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itDopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, nell'estate del 1978, la tensione degli attentati è continua e palpabile, si respira confusa allo smog e al caos delle città. In questa nube di ansia collettiva si muove lo psicoanalista Nicola Severino, un uomo solitario e introverso, diviso tra l'attrazione per Enrica, sua giovane paziente, e l'amicizia di Monica, vecchia compagna di militanza. Quando Enrica e Michele, il suo ragazzo, si ritrovano arruolati nei Proletari Armati per la Rivoluzione, una scombinata formazione marxista-leninista, tutto precipita. Michele resta ferito in una rapina di autofinanziamento, Enrica scompare di casa, Nicola e Monica si avventurano sulle loro tracce. In questa deriva si compone l'atmosfera di Tecniche miste di trasformazione, che segue i personaggi nelle loro traiettorie instabili, mosse dal caso e dalle intermittenze del desiderio, più che dal rigore dell'ideologia.Combinando introspezione e ironia, il romanzo di esordio di Matteo Auciello mette insieme lotta armata e psicoanalisi, entrambe “tecniche di trasformazione”, per evocare le trasformazioni della società italiana sul finire degli Anni di piombo.*«Così quelle vite individuali si muovevano, quella di Nicola e dei passanti, quella di chiunque altro in quell'ora sonnolenta. Gli attentati si erano fatti più frequenti, alla televisione si vedevano più spesso le vittime, i loro corpi sgranati sullo schermo, le sagome coperte da un lenzuolo. Ma non era facile seguire tutti i fatti, Nicola non guardava la TV. Lui leggeva i quotidiani, L'Unità, qualche volta Il Manifesto. Forse qualcuno teneva il conto delle azioni armate, forse le classificava secondo la matrice, neofascista o comunista rivoluzionaria, forse secondo il tipo di arma, forse secondo il luogo o il giorno, l'ora, la stagione.»Matteo Auciello è nato nel 1969 a Pescara, dove vive e lavora. Come attore teatrale ha realizzato spettacoli da autori come Rimbaud, Büchner, Foster Wallace. Ha pubblicato un libro di poesia, Dove ora sono (Italic, 2013), Premio Gozzano Opera Prima. Tecniche miste di trasformazione è il suo esordio narrativo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sino e uno stanco Dom tornano per un nuovo episodio tra battaglie dell'Antitrust e inflazione, l'accordo di Italo con Starlink di Elon Musk che scherza su X con Ryanair, il futuro delle telecomunicazioni e delle aziende telefoniche, alcuni effetti collaterali positivi dell'Ozempic e poi un focus sul referendum di Marzo per la separazione delle carriere della magistratura tra verità, falsi miti e la situazione della giustizia in Italia tra bias, problematiche e limiti del sistema carcerario. Infine la novita del EU-INC.(00:00:00) Intro(00:06:16) Antitrust contro la Grande Distribuzione Organizzata sull'aumento dei prezzi e la realtà sull'inflazione(00:15:35) Accordo tra Italo e Starlink(00:18:27) Il futuro delle telecomunicazioni e delle aziende telefoniche(00:22:51) Elon Musk vs Ryanair(00:24:46) Effetti inaspettati dell'Ozempic e dimagrimento(00:31:55) Referendum sulla separazione delle carriere della Magistratura(00:40:36) La figura dei giudici in Italia tra difficoltà e bias(00:47:42) I dati sul sovraffollamento delle carceri e i suoi effetti(00:54:14) Cos'è EU-INC e le speranze delle imprese europeeApri il link per sottoscrivere ad un piano Zencastr usufruendo dello sconto Expatriati del 30%https://zen.ai/u1PcslG4r8g7s1ZYsg35qw
Maurizio Zanari"Le scritture del Grande Infante"Sull'opera-vita di Enzo MoscatoCronopio Edizioniwww.cronopio.ita cura di Claudio Affinito, Antonia Lezza, Matteo Palumbo, Maurizio ZanardiL'idea di un libro collettivo dedicato alle scritture di Enzo Moscato è insorta tra noi di Cronopio dopo la pubblicazione di Archeologia del sangue, di cui Moscato prometteva un seguito che aveva già cominciato a scrivere prima della sua scomparsa. Archeologia del sangue ci aveva così colpiti, commossi e rallegrati, da imporci di segnalare che qui, a Napoli, viveva non solo un'ineguagliabile creatura teatrale, ma anche un essere che si dedicava infaticabile, nella luce e nell'ombra, nel rischio dell'andare in scena e nella protezione di uno spazio appartato – quella esigenza di “clandestinità” che aveva condiviso col “compagnello di giocate” Antonio Neiwiller – all'invenzione di scritture, teatrali, filosofiche, linguistiche, letterarie. musicali.Enzo Moscato è stato un drammaturgo, attore e sceneggiatore italiano. Prolifico autore e interprete teatrale nonché cantante, esordisce in Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone. Prete «pop» in Libera (1993) di Pappi Corsicato, è voce melodica di una Napoli tra grazia e perdizione in Rasoi (1993), ancora di Martone, di cui è anche co-sceneggiatore. Surreale Gesù in una sacra rappresentazione a basso costo (Viaggio clandestino - Vite di santi e di peccatori, 1994, di R. Ruiz), in Pozzi d'amore, episodio di I racconti di Vittoria (1995) di A. De Lillo tratto da una sua pièce, monologa sulla morte. Sempre per la De Lillo è il travestito autorecluso protagonista di Maruzzella, episodio del collettivo I vesuviani (1997), e il pensatore illuminista Gaetano Filangieri in Il resto di niente (2005) di A. De Lillo. In Mater natura (2006) di M. Andrei assume le ambigue e divertite vesti di Europa.Come drammaturgo la sua opera è ambientata in larga parte nei Quartieri Spagnoli dove Moscato è cresciuto, come il monologo «Luparella» (1997), «Toledo suite» (2011) e i racconti di «Tempo che fu di Scioscia» (2014).Ha raccontato la sua vita nel libro autobiografico Archeologia del sangue (1948-1961) (Cronopio 2020), finalista al Premio Napoli.«La mia lingua teatrale – in verità un misto multi sonoro e ritmico di napoletano a altri idiomi (italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco, latino, saraceno…) – un po' è inventata, artificiale, costruita “sub vitro” come in un'officina alchemica, privata e segretissima, un po' è il ricalco esagerato, iperbolico, ridondante del caos multietnico-poliglottico che ci gira, ai tempi nostri, attorno».Enzo Moscato è morto a Napoli nel 2023. Così ha dichiarato Mario Martone: «Dobbiamo ricordare Enzo Moscato non solo come grande artista di teatro, ma come poeta. Forse il più straordinario poeta che Napoli abbia espresso negli ultimi decenni».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Cos'è oggi l'editoria indipendente? E come si trasforma una passione in un progetto culturale economicamente sostenibile? In questa puntata live da Roma, ne parliamo con Anna Frabotta, fondatrice di FRAB'S Magazine & More e direttrice artistica di Mag2Mag.Dal background nell'editoria classica alla creazione di un e-commerce focalizzato sull'avanguardia, Anna ha saputo dare voce a un settore in fermento, nonostante la logica le suggerisse di non farlo. Spinta dalla forza delle sue idee, ha fondato Mag2Mag, il primo festival italiano dedicato ai magazine indipendenti, e nel 2024 ha aperto a Milano il suo primo spazio fisico.Nel dialogo ci accompagna alla scoperta di un mondo fatto di carta da toccare, visione internazionale e nuove forme di imprenditoria.I link dell'episodio:– Il sito di FRAB'S Magazine & More https://frabsmagazines.com– L'account Instagram da cui tutto ha preso il via https://www.instagram.com/frabs_magazines– Il manifesto di Frab's https://frabsmagazines.com/pages/chi-e-frabs– Rubbish Famzine di Singapore https://frabsmagazines.com/products/products-rubbish-famzine-13-fanzine-artistica-singapore– Il libro suggerito da Anna, “La coscienza imbrigliata al corpo. Diari e taccuini 1964-1980” di Susan Sontag https://www.edizioninottetempo.it/it/la-coscienza-imbrigliata-al-corpo
Valentina ha 48 anni ed è una giornalista che vive a Como. Cresciuta in Puglia all'interno di una famiglia numerosa, ha sempre avuto il sogno di avere un cavallo. Così, per spronarla a seguire il suo desiderio, fin da giovanissima i suoi genitori la iniziano alla pratica del risparmio per obiettivi. «Ho preso il mio salvadanaio e per tutto l'inverno l'ho riempito con i soldi che mi arrivavano. Poi, d'estate, sono riuscita a fare tre mesi di lezioni».Nonostante la felicità e l'eccitazione per quella disciplina, per molto tempo, quel desiderio viene accantonato. Valentina cresce, si trasferisce prima ad Urbino e poi a Milano, si sposa, e inizia la sua carriera da giornalista, prima come freelance e poi in un'azienda editoriale. Ma intorno ai quarant'anni, in un momento difficile del matrimonio, quel sogno d'infanzia torna a galla. Con suo marito, Valentina inizia a frequentare un maneggio e prendere lezioni di equitazione. La sua passione cresce sempre di più, fino a quando l'istruttrice e proprietaria della cavalla le propone di acquistarla. Valentina accetta e decide di acquistarla pagandola a rate. Questa scelta di rateizzare l'acquisto, la sprona anche a migliorare la sua relazione con il denaro: «ho rivisto il mio budget, ridotto tutte le spese superflue e tuttora per mantenere la cavalla acquisto molto poco. Questa voglia di raggiungere il mio desiderio di bambina mi ha aiutato anche a migliorare la mia condizione lavorativa, perché sono riuscita a chiedere un aumento».Comprare un cavallo a rate può sembrare una scelta fuori dal comune, ma rappresenta un esempio concreto di una tendenza sempre più diffusa tra gli italiani: il credito al consumo non è più riservato solo agli acquisti essenziali, ma viene spesso utilizzato per realizzare desideri, passioni e progetti personali. Ma ogni progetto andrebbe realizzato considerando le proprie possibilità e con responsabilità. Il credito al consumo è uno strumento potente, capace di moltiplicare le possibilità, ma va gestito con consapevolezza. Per capire come usare le rate in modo efficace, nella puntata c'è Martina Moraschi, esperta di educazione finanziaria di Sella Personal Credit. Questo podcast è una co-produzione di Rame e Sella Personal Credit.
Cos'è l'ICE e cosa stanno facendo negli Stati Uniti. In Giappone all'asta i tonni e le ciliegie. Come promesso parliamo del CES di Las Vegas, intanto gli NFT non valgono più nulla. Aldo Rock con la prima pappardella del 2026!
In this episode of The Sound of Economics, host Rebecca Christie sits down with Bruegel's Mario Mariniello and Bertin Martens to discuss technology regulation in the European Union. Brussels hopes to make its complicated rulebook more fit for purpose with digital “omnibus” plans, intended to streamline and improve oversight. But artificial intelligence, data collection and relations with United States tech giants are tricky subjects that may not be so easily addressed. How should companies manage data? What are the consequences for EU citizens, particularly those from minority language groups? And what kind of innovation can policy encourage in Europe? New technologies move fast, and the EU will need to balance precaution with experimentation.Related research: Christie, R., Cipollone, P., Hernández de Cos, P. (2025) 'Digital euro: why now and what's next', Podcast, 18 June, Bruegel, available at https://www.bruegel.org/podcast/digital-euro-why-now-and-whats-next Mariniello, M. (2025) 'The European Commission's Digital Omnibus could increase risks, not growth', First Glance, 13 November, Bruegel, available at https://www.bruegel.org/first-glance/european-commissions-digital-omnibus-could-increase-risks-not-growth Mariniello, M. (2025) 'Efficiency and distribution in the European Union's digital deregulation push', Policy Brief, 20 November, Bruegel, available at https://www.bruegel.org/policy-brief/efficiency-and-distribution-european-unions-digital-deregulation-push Martens, B. (2025) 'The European Union needs more than the digital omnibus to make digital services competitive', Analysis, 8 December, Bruegel, available at https://doi.org/10.64153/NIRG1605
It: Welcome to Derry has just reached its Season One conclusion and the theories are flying as to where the show will go next. I have something like an answer for you. Maybe. Perhaps. Cos the creators, Andy and Barbara Muschietti, are on Talking Scared for a conversation about the show, the movies and how they work within King's story. They talk about their childhood relationship with the book, how they first came to adapt it, and know that there was more story to tell. We discuss some of the most shocking moments in the season, and they give some very tantalising details about what's to come, and how deep into the wider, cosmic mythology they are going to delve. I'll just say… it sounds EXCITING! Enjoy Support Talking Scared on Patreon Check out the Talking Scared Merch line – at VoidMerch Come talk books on Twitter @talkscaredpod, on Instagram, or email direct to talkingscaredpod@gmail.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices