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Naviga in totale sicurezza con NordVPN https://nordvpn.com/thebull #adv Oggi parliamo di una delle convinzioni più radicate nella finanza personale: che l'oro sia il bene rifugio per eccellenza. Per anni ci siamo raccontati la stessa storia: oro come protezione contro inflazione, debito pubblico fuori controllo e crisi geopolitiche. Tra 2024 e 2025 questa narrativa ha spinto sempre più investitori su ETC ed ETF, trasformandolo nella posizione “più sicura” del portafoglio. Poi però è successo qualcosa di strano. Quando il rischio è diventato reale — tra tensioni geopolitiche e mercati in turbolenza — l'oro non ha fatto il suo lavoro. Anzi, ha perso terreno mentre asset “rischiosi” come l'azionario tenevano meglio del previsto.“Hai comprato l'oro per dormire la notte. E alla fine è stato proprio l'oro a tenerti sveglio.” Da qui nasce la domanda centrale di questo episodio: l'oro è ancora un bene rifugio o è diventato qualcos'altro? Novità assoluta a partire da questo episodio! Tutti i grafici che sono mostrati nei video saranno scaricabili in versione PDF con brevissimo commento di fianco a ciascuno, quindi se poi volete recuperarli li trovate tutti assieme.
In Bolivia sono esplose le proteste contro le riforme liberiste. In risposta, il presidente ha dichiarato lo stato d'emergenza e ha mandato l'esercito a sgomberare le strade, ma i movimenti indigeni promettono che non si fermeranno finché lui non se ne andrà. Intanto in Spagna uno scandalo rischia di travolgere Zapatero, una delle figure più amate della sinistra, sono iniziati i negoziati tra Iran e Stati Uniti e nel Regno Unito oggi potrebbe essere il giorno x, quello della successione a Keir Starmer.INDICE:00:00:00 - Sommario00:00:43 - Le grandi proteste in Bolivia: è stato d'emergenza00:08:11 - Cos'è lo scandalo Zapatero?00:12:33 - Il primo giorno di negoziati Usa-Iran00:15:24 - Regno Unito, oggi è il giorno delle dimissioni di Starmer?Fonti: https://www.italiachecambia.org/podcast/blocchi-stato-emergenza-proteste-bolivia/5x1000: https://www.italiachecambia.org/5x1000/Abbonati a Italia che Cambia: https://www.italiachecambia.org/abbonati/ Iscriviti alla newsletter: https://bit.ly/4v3UjDYVuoi sostenere Io Non Mi Rassegno? Abbonati a Italia che Cambia.
Quando entri davvero nella strada che senti tua, ti immagini gli applausi: hai capito qualcosa di grande col Signore, sarà evidente a tutti. E invece arrivano le critiche, proprio da chi ami di più e da cui volevi conferma. È un errore di percorso o è esattamente il segno che ci sei dentro? Chi entra nella propria vocazione spesso non riceve applausi Quando prendi in mano sul serio la tua chiamata, il consenso degli altri non arriva, e a mancare per primo è proprio quello delle persone più vicine. Spesso la scelta vocazionale divide, e il fatto che ti critichino può essere il segno che ci sei davvero dentro. Saperlo libera dal misurare la propria strada sull’approvazione di chi sta intorno (ma non è sufficiente). Usa prudenza Vai più cauto, dividi la scelta grande in passi piccoli e seriali, e il passo dopo parte solo se quello prima ha portato frutto buono per te e per gli altri. La prudenza è una virtù cristiana, non paura: tasti il campo, guardi come sta il tuo cuore, valuti cosa è successo. Così puoi avanzare in qualcosa di più grande di te restando in cammino con chi ti vuole bene (seppur non ti capisca). Pericoli da cui guardarsi Due movimenti diversi, da riconoscere entrambi: la cieca sicurezza di chi si arroga la parola dello Spirito Santo e va avanti contro tutti, e lo scoraggiamento di chi davanti a un “no” si arrende. La via è aderire alla verità e alla coscienza, con misericordia verso se stessi per tutte le volte in cui manca il coraggio. Il dubbio di aver capito male resta sempre, ma è lì che cammini sul serio col Signore. Buon ascolto!
Chaque jour, nous influençons et nous sommes influencés, que nous en soyons conscients ou non. Comprendre les mécanismes qui se jouent alors, c'est mieux se protéger de ceux qui veulent obtenir de nous ce que nous ne voulons pas faire, mais aussi apprendre à obtenir ce que nous voulons. Et contrairement à ce que l'on croit souvent, cela peut être tout à fait éthique ! J'en parle avec Marwan Mery, négociateur d'élite, ancien du COS et fondateur d'ADN Group.Le livre de Marwan : https://www.lisez.com/livres/lelegance-de-la-manipulation-influencer-et-convaincre-sans-conflit/9782221287033Mon site : https://www.fabricemidal.comReso, mon école de méditation : https://www.reso.coRéalisation, image et son : Alexandre AgostiniMontage : Constance HaondMots clé : INFLUENCER ET CONVAINCRE SANS CONFLITComment faire changer d'avis quelqu'un sans le heurter, là où les arguments et la pression échouent systématiquement ?Pour la première fois, Marwan Mery dévoile des mécanismes de manipulation et d'influence jusqu'ici réservés à sa pratique professionnelle, qu'il n'avait jamais exposés publiquement. Loin des recettes simplistes, ces leviers agissent directement sur les vulnérabilités humaines à l'origine des blocages et des résistances.Ce livre propose une plongée dans les mécanismes profonds de la psychologie humaine afin de comprendre, façonner et faire évoluer les positions des autres sans créer de rupture.Un ouvrage unique et fascinant pour obtenir ce que vous voulez, qu'il s'agisse de détourner un enfant de son écran, de libérer un proche d'une emprise ou de déverrouiller un discours radical." Un pro de la négociation et de la manipulation qui révèle tous ses secrets. Redoutable ! " Yann Barthès, Quotidien" L'un des plus grands experts mondiaux de l'influence " Le Parisien" Un ponte de la négociation " Le Figaro" Des techniques d'influence et de manipulation qui permettent de mieux communiquer au travail, en famille, entre amis " Ali Rebeihi, Grand bien vous fasse !Marwan Mery est l'un des plus grands experts mondiaux de l'influence.Négociateur de crise, il est sollicité aux quatre coins de monde pour mener des négociations de crise, des entretiens stratégiques et des interrogatoires sensibles. Ancien officier® spécialiste de l'influence au Commandement des opérations spéciales, il est consultant pour les Nations Unies et intervient à l'Université d'Harvard.Il dirige ADN Group, une agence internationale de négociation, qui forme chaque année plusieurs milliers de personnes.Ses passages sur LEGEND ont fait des millions de vues.
Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, la bicicletta fu il simbolo più popolare della modernità. Permise a milioni di operai, contadini e artigiani di spostarsi più rapidamente, allargare il proprio orizzonte e conquistare una libertà fino ad allora impensabile. Così nacque il ciclismo e il grande racconto epico dell'Italia popolare. La rivalità tra Gino Bartali e Fausto Coppi incendiò le passioni dell'Italia uscita a pezzi dalla guerra. Diversi per carattere, stile e immagine pubblica, finirono presto per rappresentare qualcosa che andava oltre lo sport. Bartali, cattolico praticante e iscritto all'Azione Cattolica, divenne il simbolo di un'Italia legata alla tradizione. Coppi, innovatore e protagonista di una vita privata che sfidava le convenzioni del tempo, apparve invece come l'emblema di un Paese che guardava al futuro. Erano gli anni della Guerra fredda, quando il mondo era diviso in due blocchi contrapposti e anche gli italiani erano chiamati quotidianamente a scegliere da che parte stare. Stati Uniti e Unione Sovietica, Democrazia cristiana e Partito comunista, Don Camillo e Peppone... In quel clima perfino il ciclismo finì per diventare una metafora della grande divisione del Novecento. Così Bartali e Coppi vennero trasformati, quasi loro malgrado, nei protagonisti italiani di quella contrapposizione. La leggenda del Bartali cattolico e del Coppi comunista era in gran parte una semplificazione, ma milioni di italiani si riconobbero nell'uno o nell'altro come se scegliessero una parte del Paese. La nuova puntata dell'«Ombelico di un mondo» racconta come due corridori siano diventati il simbolo su due ruote di un mondo diviso. Sullo sfondo scorrono la fotografia della borraccia al Tour del 1952, il mito della vittoria di Bartali dopo l'attentato a Togliatti, la vicenda della Dama Bianca e la morte prematura di Coppi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Amici e amiche,inizierò questo breve ringraziamento dicendo una cosa molto semplice: non me l'aspettavo. Quando ho ricevuto la prima email della MOIGE, l'ho ignorata. Ho pensato: "Si saranno sbagliati a mandare l'invito. Staranno cercando Alberto Angela". Quando è arrivata la seconda email di Maria Vittoria Pica ho capito che, incredibilmente, stava succedendo davvero.Il mio stupore è in parte giustificato. "Favole nel traffico" è un progetto che, sulla carta, sembrava destinato a fallire fin da subito. In un tempo in cui i contenuti per bambini sono sempre più veloci, rumorosi e pieni di stimoli visivi, l'idea di un podcast che racconta semplicemente fiabe e favole sembrava quasi fuori dal tempo.Io sono un maestro di scuola dell'infanzia e, nel mio lavoro, ho visto spesso bambini affidati agli schermi nei momenti più spensierati della giornata, proprio come nei viaggi in auto. Questa cosa mi ha fatto riflettere e mi ha spinto a provare a fare qualcosa di diverso. Così ho iniziato a scrivere storie, poi a raccontarle, registrarle e condividerle.Pensavo di fermarmi dopo dieci episodi. Oggi, quattro anni dopo, ho pubblicato più di duecento puntate e continuo a farlo tre volte a settimana. L'affetto ricevuto dai bambini e dalle famiglie mi ha convinto che c'è ancora bisogno di immaginazione, ascolto e narrazione. Per questo motivo, vado avanti.Questo progetto esiste grazie a Ludovica Sodano, che lo porta avanti con me dal primo episodio attraverso le sue splendide illustrazioni, e grazie alla mia famiglia, che mi sostiene ogni giorno e mi sopporta mentre registro di giorno e di notte.Ringrazio il MOIGE e Michele Casella per questo riconoscimento così importante e vi saluto come faccio sempre alla fine delle mie puntate: "Ciao amici, ciao amiche e alla prossima avventura!" FOTO: Michele Casella
Dorino Mingutti"Premio Ostana"Premio Cinemawww.premioostana.itVenerdì 26 giugno 2026ore 20:30Friulano sullo schermoLa potenza emotiva delle parole.Conversazione conDorino Minigutti, Premio CinemaA cura di: Antonello Zandalingua friulanaa seguire proiezione dei filmMotivazione PremioIl Premio Ostana viene conferito quest'anno 2026 al regista friulano Dorino Minigutti per la coerenza e la qualità del suo percorso cinematografico, caratterizzato da un'attenzione costante alle lingue minoritarie e in particolare al friulano. Attraverso opere come la serie “Int/Art”, dedicata all'arte contemporanea in Friuli, “Si Vîf – Une vite di musicant” che sublima la storia di un musicista su temi universali, fino ad “Atlante della memoria”, che approda sul versante dell'identità linguistica e del significato della memoria – per citare solo alcuni dei suoi lavori – Minigutti sottolinea come il friulano possa essere lingua viva di narrazione, di riflessione e di resistenza. Così nei suoi lavori il territorio non è semplice sfondo locale, ma radice di un percorso culturale che tocca il rapporto vivo tra lingua e terra. Le persone, le storie e le comunità vivono “per la” e “nella” lingua che è strumento naturale di espressione, senza retorica o deriva folkloristica. La sua opera mostra come l'uso di una lingua minoritaria nel cinema possa uscire dall'intento nostalgico e diventare nodo attuale e consapevole del mondo reale e del suo racconto, del suo essere “alle spalle” e “all'orizzonte” della nostra storia (ad un tempo personale e collettiva). Per questo impegno continuo e per la capacità di coniugare ricerca artistica e responsabilità culturale, gli viene conferito il presente riconoscimento.Dorino Minigutti vive e lavora in Friuli come autore e produttore indipendente. Ha realizzato numerosi documentari, sia in lingua friulana che italiana, collaborando con la RAI e diverse istituzioni pubbliche e private.Per conto dell'Università di Udine ha scritto e diretto fiction didattiche in lingua friulana nell'ambito di progetti UE per le lingue minoritarie. Negli anni approfondisce la sua ricerca sui temi del disagio sociale, dell'identità e della memoria anche ideando e curando laboratori audiovisivi per adolescenti e adulti in progetti psicoriabilitativi e di promozione della salute.Nel 2010 è co-fondatore di Agherose con la quale produce e dirige numerosi documentari tra i quali “Si Vîf – une vite di musicant” (2023) – Premio Italymbas – Babel Film Festival 2025, L' “Atlante della Memoria” (2020) – 69° Trento Film Festival 2021.Nel 2011 realizza“Oltre il filo”, documentario sull'inedita storia dei campi di concentramento italiani nella II^ GM ( II premio “Un Film per la Pace” 2013).Le sue attività in ambito televisivo comprendono diverse serie documentarie in lingua friulana per RAI-FVG. Tra queste: “Nûfcent” (2004-2007), Int/Art (2016-2018),“Feminis” (2022), “Stra-ordenari”(2025) e“Zetaboom” (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Prima di compiere 5 anni, un bambino compare online in media 1.500 volte. Quasi sempre per amore, quasi mai con la consapevolezza di quello che quelle foto portano con sé. In questo video analizziamo il fenomeno dello sharenting, ovvero la pratica di condividere immagini dei figli sui social, distinguendo tra quello che è documentato e quello che è esagerato. Cosa contiene una foto innocente oltre all'immagine? Cos'è il digital kidnapping? Come funzionano i deepfake e perché oggi basta una sola immagine? E poi la parte che quasi nessuno conosce: i tribunali italiani hanno già condannato genitori a risarcire i propri figli per contenuti postati online, incluso un caso in cui un bambino ha ottenuto 10.000 euro di risarcimento. Alla fine resta una domanda sola: quella foto che trovi adorabile oggi, se tuo figlio la trovasse a 18 anni, sarebbe d'accordo? #sponsoredby Scopri il mondo Fineco cliccando sul link https://finecobank.sjv.io/c/7417568/3939107/17904 e inserisci il codice TRD020-S1 per ottenere 20 ordini gratis. Ascolta NowWhat? il podcast di Mia Ceran: https://bit.ly/3Q1rdFc 00:00 Sharenting: cos'è e cosa significa 02:08 Pubblicare foto dei figli sui social 04:47 Foto dei bambini su WhatsApp: ci sono rischi? 06:31 Furto d'identità digitale: uno dei rischi reali 08:30 Digital kidnapping: quando le foto vengono rubate 10:10 AI, deepfake e immagini manipolate 12:30 L'identità digitale dei bambini: il problema del consenso 14:00 Sharenting: i rischi reali e i falsi allarmi 15:50 Cosa dice la legge italiana: sentenze e risarcimenti Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Passione Triathlon n° 362Sara Tambaniprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon, intervista condotta da Dario Daddo Nardone.In questa puntata di Passione Triathlon, il Daddo ospita Sara Tambani, atleta Age Group e colonna portante della Brugherio Triathlon. Sara racconta la sua ultima, durissima fatica all'Ironman di Lanzarote ("El Más Duro"), affrontato insieme a un manipolo di 14 compagni di squadra. L'intervista ripercorre le sue passioni giovanili (tra cui 10 anni di equitazione e salto ostacoli), l'incontro con il marito "Fiore" e il debutto shock nel triathlon a Lecco, dove nuotò tutti i 750 metri a rana. Un racconto genuino e ispirante che mette in luce l'incredibile incastro quotidiano di una donna capace di essere mamma, moglie e "Iron Woman", trovando nel gruppo societario la forza per superare ogni limite.CAPITOLI00:00 - Introduzione: Sara Tambani Passione Triathlon dopo Lanzarote 00:54 - La spedizione a "El Más Duro": 14 matti della Brugherio Triathlon al via 02:28 - Preparare Lanzarote in inverno: i vantaggi dell'allenamento indoor 03:58 - Cronaca della gara: il nuoto splendido e l'australiana camminando 04:31 - L'errore sul Mirador del Río: quando cancelli la salita dalla mente 05:09 - Il mix micidiale: 34 gradi e il vento contrario di Lanzarote 06:20 - Un'isola per i ciclisti: pedalare nel Timanfaya a strade chiuse 07:17 - La maratona: gestire i limiti mentali e la tentazione delle panchine 08:18 - L'emozione della Finish Line dopo 16 ore in ballo 09:18 - Desiderio di riscatto: perché voglio rifarlo tra due anni 10:14 - Le origini di Sara: la piscina in prima elementare e l'equitazione (salto e dressage) 12:53 - L'addio ai cavalli e l'inizio della corsa per... poter mangiare! 13:36 - L'incontro universitario con "Fiore" (quando pesava 90 kg e stava sul divano) 15:46 - La prima maratona a Parigi chiusa in 5 ore 16:46 - Rapporto con l'agonismo e il potere liberatorio delle endorfine nella corsa 19:00 - Il debutto nel Triathlon: l'attacco di panico nel nuoto a rana a Lecco (2018) 21:11 - Odio e amore con la bici da corsa: i primi olimpici con le scarpe da ginnastica 23:38 - Il passaggio al Medio: la festa della mamma al Triathlon di Candia 25:31 - L'equilibrio familiare: fare triathlon insieme senza mettere il muso 27:46 - L'aiuto dei nonni e la gestione dei figli Lollo e Nick 32:24 - Cos'è la fatica? Superare il primo blocco e scindere il cervello dal corpo 35:52 - Alimentazione e "sgarri": la tiella barese (patate, riso e cozze) e la pizza 40:33 - La scelta del primo Ironman a Cervia (2024) 42:21 - I momenti chiave a Cervia: i piedi in ebollizione e il ghiaccio dall'ambulanza 45:40 - Dal furgone per Barcellona alla nascita della Brugherio Triathlon: una famiglia di atleti 54:44 - Consigli per le donne: organizzarsi in cucina, in piscina e coinvolgere i mariti 57:16 - Il sogno nel cassetto: fare triathlon a 86 anni e il significato della triplice oggiPASSIONE TRIATHLON, segui le nuove puntate sul canale youtube @DaddoSport#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #goveganDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.
Ep.376 - In questa puntata di Ospitalità 4.0 si parla di GEO (Generative Engine Optimization), l'acronimo più citato nell'ultimo anno. Tanti sono gli interrogativi che emergono in questo episodio. Cos'è realmente la GEO e perché Google stesso dice che si appoggia alle basi della SEO?
Cultismo tutto. Lo sentite il calore del vezzoso sole mentre vi frigge la pelle? Percepite il tocco malato della bella stagione, mentre tutto si prepara a marcire nuovamente. La falsa promessa della resurrezione. Come se delle falangi potessero ricrescere, come se la frutta matura non diventasse macilenta dopo quelli che sembrano sempre pochi istanti. Così è la vita, senza DucaConte: decadimento. Poi la settimana prossima pure il Cap se ne va a zonzo per la penisola e abbandona l'antro per le spiagge assolate. Debole, certo. Se non avesse fatto così tanto per questo podcast… Tipo una splendida classifica personale degli 8 finalisti del Magnifico 2026. Poi Desperate Oasis e infine Fromage. Voilà. Buona ascolto e come sempre… Ci vediamo dall'altra parte!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dunwich-buyers-club--2814177/support.
Così come la nostra pelle, anche i capelli necessitano di protezione e di cure. Quali?Ce le racconta Alessio Caglioni, il nostro stylist di fiducia!
Iscriviti al periodo di prova a Shopify a un euro al mese su shopify.it // Fable e Mythos sono davvero così pericolosi? Così straordinariamente superiori alla concorrenza di Google, OpenAI e altri da dover addirittura essere bloccati per “questioni di sicurezza nazionale”? In questa storia, in verità, ci sono parecchie cose che non tornano. Parecchie tranne una: la rivalità tra Donald Trump e la Casa Bianca da una parte, e Dario Amodei e Anthropic dall'altra.
Un "vertice importante" per cui si dice "soddisfatta dei risultati". Così la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa al termine del G7 a Evian.
Ottieni 4% annuo lordo x 12 mesi fino a €1 Milione se apri Conto Corrente Arancio Business di ING entro il 25/07. Cresciuto nell'azienda fondata dal padre, specializzata nella produzione di arredi e strutture metalliche per il retail, Manuele Perlati avrebbe potuto limitarsi a continuare il business di famiglia. Invece ha deciso di costruire qualcosa di suo. Così nasce HIRO, un brand di design italiano che oggi vende in tutta Europa e che nel 2025 ha superato i 4 milioni di euro di fatturato, crescendo del 60% in un solo anno. In questa puntata di Making IT ripercorriamo la nascita di HIRO, dagli esperimenti iniziali con una semplice barchetta fermacarte fino alla costruzione di uno dei brand di design italiani più interessanti del momento. Parliamo di validazione, crescita, errori, prodotto, e-commerce e delle sfide che si affrontano quando si trasforma una competenza manifatturiera in un marchio riconoscibile. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Valeria Usala"Nelle case degli altri"Garzanti Editorewww.garzanti.itAl numero 78 di via Geras, una ragazza si ferma davanti a un palazzo che conserva il ricordo di una caparbia eleganza. Sulla sua piccola Moleskine color panna annota dettagli che ancora resistono allo sguardo: il portone in ferro battuto, gravato dagli anni; il pomello dorato, levigato da generazioni di mani, in cui sopravvive una luce stanca. Tutto il resto ha ceduto con discrezione: l'intonaco si sfoglia agli angoli, crepe sottili attraversano in silenzio le pareti. Come il palazzo, anche le vite degli inquilini sembrano reggersi per abitudine, in un equilibrio fragile e ostinato. Al primo piano vive Luciano, che nella vita è stato fedele soltanto alle parole crociate e alle Lucky Strike. Adesso divide le sue giornate trai rimorsi e il merlo indiano Pepito, l'unico che ancora gli rivolga la parola. Di fronte, abitano Aldo e Nora, che hanno condiviso un'esistenza intera e ora si spartiscono la stanchezza del tempo. Al piano superiore c'è Ugo, orologiaio scorbutico, capace di riparare qualunque meccanismo, ma disarmato quando a rompersi è qualcosa nelle persone. Più su ancora si susseguono porte chiuse, dietro cui si consumano altre vecchiaie. Si sfiorano appena, eppure qualcuno, negli anni, ha imparato a conoscerli più di quanto immaginino. È la ragazza con l'agendina bianca: solo lei custodisce ciò che resta di quelle vite dimenticate.Nel suo romanzo, Valeria Usala entra nelle case degli altri e racconta generazioni che si credono lontane, ma finiscono per assomigliarsi. Con una scrittura intima e precisa, l'autrice scava nelle crepe dell'abitudine, nella grazia ferita dei piccoli gesti, nella solitudine testarda che separa e insieme accomuna. E mentre quelle esistenze si sfaldano lentamente, una ragazza scopre che non basta custodirei ricordi degli altri per dare forma alla propria vita. Così, ciò che per qualcuno somiglia a una fine può diventare, per lei, l'inizio di qualcosa di nuovo.Valeria Usala (1993) si è laureata in Lingue e Comunicazione presso l'Università di Cagliari, diplomata in Filmmaking presso l'Ateneo del Cinema di Roma, e in Storytelling presso la Scuola Holden di Torino. Dopo il suo primo romanzo, La rinnegata, pubblicato da Garzanti nel 2021, ha scritto racconti per le raccolte Una vita vale tutto, Kappa vol.3 e I racconti della locanda. Insegna scrittura creativa, sia in presenza sia online, tra Cagliari e Torino. Nelle case degli altri è il suo secondo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
SERIE: El Evangelio de Jesucristo, el Hijo de Dios#8 | El fruto del reino de Dios | Marcos 11:1-26Predicador: Pr. Juan José CorreaDomingo, 14 de junio de 2026La iglesia es el grupo de personas que Cristo salvó y redimió mediante Su obra en la cruz del calvario y en Su resurrección de entre los muertos. La iglesia, reunida o dispersada, glorifica, exalta y rinde adoración solamente a Dios. Ven y gózate junto a nosotros en este gran privilegio de adorar a Cristo desde dónde estés y por la eternidad...- - - - - SÉ PARTE DEL ESFUERZO DE NUESTRO MINISTERIO - - - - -Nuestro sabio Dios ha decidido que Su obra se realice con la participación activa y alegre de aquellos que son Su pueblo. A algunos Él los llama a ir a hacer la obra, mientras que a otros los llama a apoyar enviando. La Biblia dice que Dios ama al dador alegre y se ha comprometido a proveer siempre lo suficiente para aquellos que abundan en la generosidad, lo cual trae gloria a Su nombre (2Co 9:6-15).Si eres parte del @redildelpoblado o has sido beneficiado con la predicación de la Palabra de Dios desde nuestro ministerio, te invitamos a ser parte de este esfuerzo de manera que más personas puedan recibir Su Palabra. Realiza tus ofrendas por medio de nuestra cuenta de ahorros Bancolombia No. 24554697913Iglesia Comunidad Cristiana El Redil del PobladoEnvía tu comprobante al correo: administracion@redil.org.coSí desea más información, por favor escríbenos al WHATSAPP: +57 3103645315@redildelpoblado#Redildelpoblado #ElRedilenCasa #elevangeliodejesucristo Conoce más sobre nosotros en: http://www.redildelpoblado.orgEnglish Site: https://redildelpoblado.org/en/
In ginocchio sul molo di Ashdod, le mani legate dietro la schiena, mentre un ministro cammina tra loro e ne riprende il video per metterlo sui propri profili. Quel filmato, girato dopo l'abbordaggio del 18 maggio in acque internazionali, ora è agli atti di un fascicolo della procura di Roma. L'8 giugno i magistrati hanno iscritto Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, nel registro degli indagati. Tre le ipotesi di reato: sequestro di persona, tortura, tentato omicidio. Così la magistratura italiana scrive una parola, "tortura". La politica italiana ne scrive un'altra. Oggi, 15 giugno, il dossier sanzioni contro lo stesso ministro arriva al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. Serve l'unanimità dei ventisette, e la Repubblica Ceca si oppone, con Germania e Austria che frenano. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha definito la scena degli attivisti inginocchiati una cosa che «si vede solo nelle dittature». Eppure, dice, «isolare Israele sarebbe un errore grave»: niente rottura dell'accordo commerciale tra Unione europea e Israele, e l'auspicio di «un governo di unità nazionale» a Gerusalemme che isoli gli estremisti. Una sanzione su un solo uomo, e pure quella ferma a Praga. Lo Stato resta intatto, lo scambio pure. Ben-Gvir intanto risponde che l'Italia «è diventata il Paese delle ciabatte» e che l'accordo Usa-Iran «non vincola Israele». A Bengasi, in un sito segreto, restano detenuti dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, e Dina Alberizia, 67, del convoglio di terra della Sumud. L'udienza del 9 giugno è saltata senza preavviso. La parola che il fascicolo già contiene, il governo non la mette in conto. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8575CIECA, STORPIA E ABBANDONATA DAI GENITORI, MA SCELTA DA DIO Il Castello della Metola, dove nacque Margherita nel 1287, era una fortezza posta sulla cresta di un'alta montagna, situata nella parte meridionale di Massa Trabaria. In quell'epoca tardo-medioevale Massa Trabaria, già possedimento dello Stato Pontificio, incuneata tra le potenti città di Firenze, Arezzo e Perugia, era stata proclamata Repubblica da Papa Innocenzo III e solidamente fortificata per la sua posizione strategica. Tutta la regione era aspramente montagnosa e coperta da fitte boscaglie; le strade erano scarse e primitive; i villaggi sorgevano isolati. Il castello della Metola dominava dall'alto tutta la zona godendo di una splendida vista sulla via maestra che univa le città di Mercatello e di Sant'Angelo in Vado; era stato costruito con un sistema tale di difesa da risultare pressoché inespugnabile.Per questo, quando il padre di Margherita, Parisio, lo aveva conquistato togliendolo agli abitanti di Gubbio, aveva suscitato un tale entusiasmo per la sua valorosa impresa che gli era stata offerta la fortezza e tutto il vasto possedimento che la circondava. Lassù, Parisio aveva portato la giovane sposa Emilia ed aveva atteso con gioia la nascita di un erede che perpetuasse il suo nome. Quale nobile condottiero, ricco ed orgoglioso, pieno di sogni gloriosi per l'avvenire di quel figlio, aveva ordinato grandi festeggiamenti per il lieto evento, ma la delusione dei due sposi non poté essere più cocente quando s'accorsero che era nata una bambina cieca e deforme, destinata ad essere gobba e storpia.L'orgoglio chiuse il loro cuore ai sentimenti di amore materno e paterno: decisero di nascondere a tutti la loro disgrazia affidando la bimba ad una donna di servizio e ordinandole di tenerla sempre nascosta. Nel modo più segreto possibile fu portata alla cattedrale di Mercatello per essere battezzata col nome di Margherita, soltanto perché il cappellano della fortezza lo aveva chiesto.UNA CELLA VICINO ALLA CHIESAMargherita, crescendo, manifestò una straordinaria intelligenza e imparò ben presto ad orientarsi girando per il castello, senza mai avvicinarsi alle stanze dei genitori che non volevano correre il rischio di incontrarla. Un giorno - Margherita aveva sei anni - vennero alla Metola alcuni visitatori e mentre la piccola si recava nella cappella a pregare, fu vista da una delle dame ospiti, che ovviamente fu incuriosita dalla presenza di quella bambina cieca e storpia.Per evitare in futuro di correre ancora il rischio che quella sua figlia deforme venisse scoperta, Parisio escogitò un piano: fece costruire una cella vicino alla chiesa di Santa Maria della Fortezza, che si trovava a quattrocento metri dal castello, in piena boscaglia, e vi rinchiuse la figlia costringendola a vivere come una reclusa, con l'unica possibilità di passare il tempo a pregare, in attesa che da una finestrella le venisse porto un po' di cibo.In quella gelida prigione, consapevole di essere rifiutata per il suo fisico anormale, Margherita avrebbe potuto crescere con l'odio in cuore per il trattamento subito, ma Dio vegliava su quell'anima a Lui cara e illuminò la sua intelligenza con la divina sapienza, facendole comprendere che era stata creata per amarLo e trovare così eterna e perfetta felicità. La bimba capì che per raggiungere un alto grado nell'amore di Dio, non è necessaria la vista, né un fisico perfetto, ma soltanto seguire l'esempio di Gesù Crocifisso e unire le nostre sofferenze alle sue. Nove anni rimase in quella cella, ricevendo frequenti visite dal cappellano che la istruiva nelle vie di Dio e rare visite dalla mamma.Per amore di Gesù si impose dei lunghi digiuni e riuscì a procurarsi anche un cilicio. Mantenne il suo temperamento allegro e luminoso, accettando il dolore fisico e morale come una grazia speciale del Signore.Fu tirata fuori da quell'orribile luogo a causa della guerra: Massa Trabaria era stata invasa dai nemici e se fossero arrivati vicini al castello, avrebbero scoperto la fanciulla prigioniera. Margherita finì in un luogo peggiore, cioè nella cantina del palazzo di suo padre a Mercatello, con un pagliericcio ed una vecchia panca per arredamento e le regole dei carcerati da osservare. Niente più conforti religiosi, come Santa Messa, Comunione, visite del cappellano, ma una tremenda solitudine e tanta angoscia per gli esiti della guerra. La fede e la fiducia in Dio l'aiutarono a superare la prova di quelle tribolazioni e a fortificarsi per il terribile cambiamento di vita che l'aspettava.CITTÀ DI CASTELLOCessato il pericolo della guerra, i genitori decisero di condurla a Città di Castello, sulla tomba di Fra Giacomo, un francescano morto da poco tempo in fama di santità, nella speranza che un miracolo potesse donare la luce agli occhi spenti della loro figlia e guarirla dalla sua deformità.Il viaggio attraverso gli Appennini per giungere nella valle del fiume Tevere, sulle cui sponde sorge Città di Castello, fu lungo e disagevole, né Margherita poté godere della vista del panorama; il peggio però l'attendeva proprio là dove il seme della speranza avrebbe dovuto fiorire in gioia per l'avvenire: delusi dal mancato miracolo, i nobili castellani della Metola presero la via del ritorno di nascosto, abbandonandola a se stessa per liberarsi per sempre di lei.Quando la ragazza (era intorno ai quindici anni) se ne rese conto, il buio intorno a lei fu più fitto e il gelo le morse il cuore: possibile che fosse stata abbandonata in quella città del tutto sconosciuta? Eppure questa era l'amara realtà!«Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto» dice il salmista: fu così anche per lei. Dopo un breve tempo trascorso come mendicante, senza un tetto sotto il quale ripararsi dalle intemperie, Margherita trovò una calda accoglienza presso le famiglie povere della città che la ospitarono a turno, ammirandone la gentilezza, la pazienza e l'inalterabile serenità. Con la preghiera continua ella ricompensava i suoi benefattori, ottenendo grazie di ordine materiale e morale alle loro famiglie.IL RIFIUTO DI OGNI COMPROMESSOIntorno ai vent'anni fu accolta in un monastero dove, con il cuore traboccante di gioia, iniziò il suo cammino di perfezione spirituale impegnandosi ad osservare la Regola propria di quell'Ordine di cui l'antico biografo non ci rivela il nome. Purtroppo in quel monastero si era spento il primitivo fervore e le monache vivevano nella rilassatezza e nello spirito mondano; dopo un po' di mesi, la condotta di quella novizia cieca che si atteneva in fatto di silenzio, di povertà, di clausura e di raccoglimento alle prescrizioni della Regola, divenne un fattore di disagio nel convento, un tacito ma eloquente rimprovero per la comunità.Poiché Margherita rifiutava ogni compromesso con la sua coscienza pur sapendo che rischiava di perdere ancora una volta la sicurezza di un tetto per l'avvenire, fu dimessa dal monastero e si ritrovò sola e abbandonata per la via. La grazia di Dio l'aiutò ancora una volta a superare il difficile momento col pensiero che anche Gesù era stato rifiutato dai suoi e che lei ora non poteva ritirare l'offerta che aveva fatto di se stessa a Dio fin da piccola.Un nuovo genere di sofferenza l'attendeva: la derisione e il disprezzo pubblico di chi spargeva chiacchiere malevole sul suo conto, insultandola con frasi sprezzanti e motivando la sua cacciata dal monastero col fatto che non era stata in grado di adattarsi alla vita delle monache per mancanza di virtù.Fu in questo doloroso periodo che la povera cieca incontrò nella chiesa della Carità, affidata ai Frati Domenicani, le Mantellate, laiche appartenenti all'Ordine della Penitenza di San Domenico, che vivevano in casa propria ma osservavano una Regola austera ed indossavano l'abito religioso domenicano.CONTEMPLARE DIO E TRASMETTERLO CON LA PREGHIERA E LA PENITENZAMargherita vi fu accolta, benché venissero ammesse soltanto donne vedove in età matura, perché ella dava prova di seria virtù e perché il suo fisico menomato la metteva al riparo da qualsiasi leggerezza di gioventù. Così la povera mendicante senza tetto divenne anche pubblicamente sposa di Cristo: quale sorte migliore poteva desiderare colei che agli occhi degli uomini pareva un brutto scherzo della natura? Come San Paolo, ella poteva proclamare: «Chi mi separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la fame... la cecità, il fisico deforme? Ma in tutte queste cose sono più che vincitrice per virtù di Colui che mi ha amata».Entrando a far parte di una famiglia religiosa, Margherita trovò fratelli e sorelle ed un grande ideale per cui spendersi: contemplare Dio e trasmetterLo con la preghiera e la penitenza, poiché la cecità le impediva lo studio. Le preghiere, compresi tutti i 150 salmi, le aveva imparate a memoria. Di penitenze non era mai sazia, soprattutto dopo aver scoperto che San Domenico le praticava quale mezzo potente per ottenere la salvezza delle anime.Nonostante le sue disgrazie fisiche, praticava un intenso apostolato di misericordia presso i malati e i moribondi e sollevava i cuori afflitti con una conversazione opportuna che tutto riconduceva all'Amore di Dio. Aveva una predilezione particolare per San Giuseppe e di lui parlava sempre volentieri, finché l'interlocutore era disposto ad ascoltarla!Entrando nel Terz'Ordine Domenicano, cessarono per Margherita le difficoltà economiche perché fu accolta nella casa di una famiglia appartenente all'alta società, gli Offrenducci. Per un po' di anni visse co
Così la costruzione di centri dati sta cambiando il volto delle nostre città Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
We're back in Leicester, this time with the hilarious Seeta Wrightson, whose opening story earns her the seal of approval from everyone in the room, not a dry eye in the house. She then aids and abets Taylor and Hannah get to the heady heights of a criminal act from the early 80s... are you sitting comfortably? Cos, our perp certainly was. We then round off the evening by hearing from an audience member who has never fought crime for The Queen... which is exactly what someone who fought crime for The Queen would say. Hannah and Taylor are on tour during the spring and summer of 2026...Each show is a double record, so that's TWO crimes to solve, TWO fantastic guests and TWO chances to win a set of DWSC coasters!For all info, dates and tickets have a look here Drunk Women Solving Crime - The UK's hit true crime comedy podcast Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
I retroscena dei fatti più importanti degli ultimi 7 giorni in ItaliaL'inchiesta sul Ponte sullo Stretto. Così l'imprenditore «arruolava» i giudici contabili: «Vieni, ti presento tre top manager pubblici»Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, Tommaso Miele si dimette dall'incarico al Csm. Indagato, lascia il ruolo di presidente del Collegio dei revisoriLe accuse contro Elisabetta Pellegrini, la «ministra ombra» dei Trasporti indagata nell'inchiesta Milano-Cortina
La sartoria è uno dei mestieri alla base dell'intero sistema moda, eppure l'Arte sartoriale resta spesso poco conosciuta rispetto alla sua reale importanza.In questa puntata entriamo nel mondo della sartoria con il Maestro Sarto Giuseppe Pino Peluso, Presidente Moda Confartigianato Napoli, membro dell'Accademia Nazionale dei Sartori e Segretario Generale della World Federation of Master Tailors. Con lui scopriamo cosa significa davvero costruire un abito, lavorare sulla forma, interpretare il corpo e trasformare una materia prima in un capo capace di raccontare identità, cultura e competenza.Un viaggio dentro un mestiere fatto di tecnica, sensibilità, precisione e memoria, dove il tempo non è solo produzione, ma cura. Perché dietro ogni cucitura c'è una visione, e dietro ogni abito ben fatto c'è un sapere che merita di essere conosciuto, preservato e tramandato.I contatti del Maestro Sarto Giuseppe Pino Peluso:il suo sito web: www.pinopelusosartoria.itil profilo instagram: @pinopeluso_officialla pagina facebook: https://www.facebook.com/pino.peluso.1Le risorse citate dal Maestro:il personaggio di Tommaso campanella Così parlò ZarathustraL'Io interioreSe invece ti va di chiacchierare mi trovi su instagram: @ravenousfashionpodcastVuoi venire sul podcast? Compila questo modulo: https://forms.gle/J4aDTPu6CU27RSft5https://forms.gle/J4aDTPu6CU27RSft5Ti piace la nuova sigla? Si chiama The Best Jazz Club In New Orleans ed è stata creata dal talentuoso Paolo Argento, lo trovi qui e qui.Infine, se ti è piaciuta questa puntata, ti invito a iscriverti al canale e, se stai ascoltando l'episodio su Spotify o Apple Podcast, a lasciare una recensione a cinque stelline :)Un abbraccio,B.
Lavoro in aumento ma stipendi in calo per i laureati italianiPiù occupati rispetto a un anno fa, ma meno retribuiti. Con un vantaggio lavorativo e stipendiale che privilegia i laureati rispetto alle laureate e i residenti al Centro-Nord invece che al Sud. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione presentato all università della Basilicata durante il convegno dal titolo Efficacia della formazione universitaria .Nel complesso, le due rilevazioni hanno coinvolto, per i percorsi di laurea, quasi 335 mila persone che hanno completato gli studi nel 2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio, e quasi 700mila per gli esiti occupazionali, intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso occupazionale dei laureati è in aumento. A un anno arriva all 81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e all 80,8% nel secondo livello (in crescita, rispettivamente, di +2,6 e +2,2 punti rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea l occupazione tocca il 91,7% nel primo livello, contro il 92,8 per cento del 2024. Nel secondo livello si arriva al 94,4%, che è il valore più alto dell ultimo quindicennio e rappresenta un miglioramento del 4,7% rispetto ai 12 mesi precedenti. Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno cala al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione precipita fino al 2,6 per cento. Lo stesso segno positivo registrato sul fronte del lavoro non si registra però sugli stipendi. A un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta è in media di 1.491 euro nel primo livello e 1.495 nel secondo; al netto dell inflazione, le retribuzioni reali sono risultate in lieve calo nell ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Dopo cinque anni per fortuna il quadro migliora. La retribuzione mensile netta è pari a 1.796 euro per i laureati di primo livello e a 1.903 euro per quelli di secondo livello. Con un aumento dell 1,6% per questi ultimi e una sostanziale stabilità per i primi. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio EmiliaLa Bce alza costo denaro di 25 punti base Dopo 13 mesi fermi al 2%, i tassi d interesse nell area dell euro sono tornati a salire oggi dello 0,25%, a distanza di un anno esatto dall ultimo taglio. Il tasso sui depositi presso la Bce, mediante il quale il Consiglio direttivo orienta la politica monetaria, passerà dal 2% - livello sul quale è rimasto per 12 mesi- al 2,25 per cento. Come si legge nel comunicato, «Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l inflazione si stabilizzi sull obiettivo del 2% a medio termine. In linea con questo impegno ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l area dell euro». In conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato: "La decisione che abbiamo preso non è una decisione drastica": un aumento di 25 punti base dei tassi "è una decisione che, chiaramente, invia un segnale ed è necessaria data la situazione economica in cui ci troviamo, l'incertezza che stiamo affrontando, le prospettive inflazionistiche e le proiezioni elaborate dall'Eurosistema". Lagarde ha anche aggiunto: Con una crescita 2026 rivista allo 0,8% da 0,9% precedente "non è che ci troviamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo". Lagarde ha citato "i numeri che abbiamo, le prospettive inflazionistiche, i rischi al rialzo sull'inflazione, la solidità della decisione in tutti gli scenari quello negativo, quello molto negativo e quello meno negativo e il fatto che questa decisione regga in tutte le circostanze". Lagarde ha ricordato che per la crescita "si può fare molto di più attraverso riforme strutturali, favorendo un mercato europeo senza ostacoli al commercio, l'unione dei risparmi e degli investimenti e così via". Approfondiamo il tema con Franco Bruni, presidente dell'Ispi e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.Fabi, su Mps priorità alla tutela a lavoratori e professionalità"Le eventuali evoluzioni degli assetti societari che riguardino il Monte dei Paschi di Siena non possono prescindere dalla tutela dell'occupazione, delle professionalità e delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo". Così lunedì il coordinatore Fabi del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, Guido Fasano, circa le operazioni che riguardano il settore bancario e coinvolgono Mps. "Le lavoratrici e i lavoratori di Mps - aggiunge - hanno contribuito in modo determinante al rilancio e alla stabilizzazione della banca e rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che deve essere valorizzato e preservato. Riteniamo fondamentale salvaguardare l'integrità del Monte dei Paschi di Siena, la sua identità storica, il suo radicamento nei territori e il valore economico e sociale che continua a rappresentare per il Paese. Qualsiasi progetto futuro dovrà riconoscere e tutelare questo patrimonio, evitando che logiche esclusivamente finanziarie ne compromettano il valore industriale, occupazionale e territoriale. Per questo riteniamo indispensabile un confronto costante con le organizzazioni sindacali, il cui ruolo resta centrale per governare ogni possibile ricaduta sull'occupazione, sull'organizzazione del lavoro e sulle prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori. La Fabi continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione, per garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie". Dello stesso tenore le dichiarazioni di ieri di Luigi Vaudo, ex coordinatore Fabi in Piazzetta Cuccia, oggi membro della segreteria Fabi in Mps: "È ormai da oltre un anno e mezzo che le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Mediobanca vivono in una situazione di forte incertezza sul proprio futuro". "Prima l'Ops promossa da Mps - ha aggiunto - oggi le nuove operazioni straordinarie che coinvolgono il settore bancario e che potrebbero determinare ulteriori rinvii e nuove attese incertezze per gli oltre 5.000 dipendenti del Gruppo. Ricordiamo che, poco prima dell'avvio dell'Ops di Mps, era stata approvata all'unanimità la piattaforma per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Un percorso negoziale che è stato successivamente sospeso a causa dell'assenza delle necessarie condizioni di governance", afferma. "Dopo diciotto mesi di instabilità e di continui interrogativi sul futuro societario, riteniamo che sia giunto il momento di riportare al centro dell'attenzione le persone che ogni giorno garantiscono con competenza, professionalità e impegno i risultati del Gruppo Mediobanca", sottolinea. Ne parliamo con Lando Maria Sileoni, segretario generale FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).
Era il 10 giugno 1981, quartantacinque anni fa, quando Alfredino Rampi cadde accidentalmente in un pozzo artesiano nelle campagne di Vermicino, vicino Roma. Per tre giorni l'Italia intera seguì con il fiato sospeso il tentativo di salvarlo nella prima grande diretta televisiva continua della storia del Paese, un evento che segnò profondamente l'opinione pubblica italiana. Ma la tragedia di Vermicino non è solo una drammatica vicenda umana. È anche una storia di geologia, di soccorsi d'emergenza, di errori tecnici e organizzativi e di un territorio che, all'epoca, era ancora poco conosciuto dal punto di vista del sottosuolo. In questo video ricostruiamo in 3D cosa accadde 45 anni fa a Vermicino attraverso documenti ufficiali, testimonianze e ricostruzioni tecniche. Analizzeremo la struttura del pozzo artesiano, le difficoltà incontrate durante le operazioni di soccorso, i tentativi di raggiungere il bambino e le criticità che emersero in quelle ore drammatiche. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 L'incidente di Vermicino: la tragedia di Alfredino Rampi 01:08 Cos'è successo a Vermicino il 10 giugno 1981: la caduta nel pozzo 03:15 Perché c'era un pozzo artesiano di circa 80 m 05:15 Le operazioni di salvataggio: le trivellazioni 07:57 I tentativi di afferrare il bambino 08:30 La morte di Alfredino dopo 3 giorni (63 h) nel pozzo: le cause 08:56 Come hanno tirato fuori il corpo 10:07 Le conseguenze della tragedia: la protezione civile 11:16 Il progetto CARG Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Be careful what you wish for. Especially if what you wish for is your ex to come to your house party and cause some drama. Cos there'll be drama. Just not the kind you wanted! Petty Crimes is hosted by Ceara Jane O'Sullivan and Griff Stark-EnnisHave a crime that should be heard in the Petty Crimes Court? Submit it to pettycrimespodcast@gmail.comBuy our Merch!Join our Patreon for exclusive BONUS EPS, AD-FREE EPISODES, and more!Keep up with us on Instagram and TikTok to see evidence, events, behind the scenes, and other petty bullsh*t …This episode was produced and edited by Riley Madincea. Additional production support from Meghan Hinna.=== SPONSORS ===LittleSpoonGive them meals + snacks that are actually right for where kids are developmentally—balanced, intentional and made to support real growth. Go to littlespoon.com/PETTYCRIMES and enter code PETTYCRIMES for 30% off your first order.Mood20% off your entire purchase for first-time buyers. Use code PETTY at checkout.Omaha SteaksGo to https://OmahaSteaks.com and use promo code PETTYCRIMES at checkout for $35 off. Minimum purchase may apply.ProgressiveVisit Progressive.com and see if you can enjoy a little cash back.RocketMoneyJoin at rocketmoney.com/pettycrimesRulaRula patients typically pay $15 per session when using insurance. Connect with quality therapists and mental health experts who specialize in you at https://www.rula.com/pettycrimes #rulapodShopifySign up for your $1/month trial today at shopify.com/pettycrimesSkimsShop Everyday Cotton, and all of my favorite bras and underwear athttp://www.skims.com #skimspartnerQuinceGo to quince.com/pettycrimes for free shipping and 365-day returns.See Privacy Policy at https://art19.com/privacy and California Privacy Notice at https://art19.com/privacy#do-not-sell-my-info.
Le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) in Italia sono spesso influenzate tanto dalla politica e dalle personalità quanto dalla massimizzazione del profitto. Questo rende l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Intesa, per un valore di 30 miliardi di euro, una rara eccezione." È quanto scrive il Financial Times in un editoriale pubblicato nella sezione Lex dal titolo "L'offerta di Intesa per il Monte dei Paschi di Siena ripristina un po' di buon senso nella scena delle Fusioni e Acquisizioni italiane". "Intesa ha scelto l'obiettivo giusto, nel senso che le prospettive di MPS, istituto di credito toscano, non sono brillanti. La banca è alle prese con la complessa integrazione della rivale Mediobanca, acquisita lo scorso anno. Inoltre, la sua governance è estremamente fragile: gli azionisti, in perenne conflitto tra loro, hanno recentemente estromesso e reintegrato l'amministratore delegato Luigi Lovaglio in rapida successione. La scorsa settimana, secondo i dati di S&P Capital IQ, Mps è stata quotata a un prezzo inferiore al suo valore contabile tangibile, risultando quindi sottovalutata rispetto agli standard bancari europei", osserva il quotidiano della City. Nella sua mossa su Mps "Intesa sarà difficile da battere: secondo i calcoli di Lex, potrebbe migliorare la sua offerta di un paio di miliardi senza compromettere il valore dell'azienda. Ma la finanza non racconta tutta la storia. Se la banca dovesse avere successo, si ritroverebbe anche con la quota del 16% di Mediobanca in Generali, ampiamente considerata un asset strategico per l'Italia. Per questo motivo, una vittoria di Intesa potrebbe essere allettante anche per il Primo Ministro Giorgia Meloni, in quanto ridurrebbe le possibilità che Generali finisca in mani straniere. La differenza rispetto ad altri accordi graditi a Roma è che anche il capitalismo italiano potrebbe considerare questo un successo", scrive il Financial Times.Il commento di Salvatore Rossi, economista, dal 2013 al 2019 ha ricoperto la carica di direttore generale di Banca d'Italia e Daniel Gros, direttore Institute for European Policy Making, Bocconi.Brennero, maxi danni dai divieti «serve l'arbitro Ue per i valichi»Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l'economia italiana, l'export, l'agroalimentare, la manifattura, la continuità delle forniture verso il Nord Europa e gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati alle nostre industrie di trasformazione. Il Brennero è l'asse portante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo e un'infrastruttura europea strategica per il sistema economico. Sul tema Brennero servono soluzioni europee condivise, non divieti unilaterali. Tra le richieste: il completamento nei tempi previsti del tunnel ferroviario di base (Bbt) e delle relative tratte di accesso per ampliare la capacità del trasporto su rotaia, investimenti per rendere l'autostrada A22 del Brennero ancora più moderna, l'eliminazione dei divieti di transito notturno in Tirolo. Così Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l'industria del Turismo, sintetizza il sentimento delle imprese. Destro è a Trento, ospite di un convegno organizzato da Confindustria Regionale Tentino-Alto Adige dove si discute di Brennero e dell'importanza di questo corridoio alpino per tutta l'economia italiana. Presenti, tra gli altri, i presidenti di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper; Confindustria Trento, Lorenzo Delladio; Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini; il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti. In un videomessaggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ribadisce l'attenzione del governo verso i territori del Trentino-Alto Adige e annuncia: «Siamo al 95% degli scavi della nuova galleria ferroviaria del Brennero (linea Fortezza-Innsbruck), con l'obiettivo di aprire l'opera nel 2033 per ridurre i tempi di collegamento tra l'Italia e il cuore dell'Europa». È intervenuto Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo.Ponte sullo Stretto, la procura di Roma indaga per corruzioneLa Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall ufficio giudiziario, l ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, Tommaso Miele, (in quiescenza dal febbraio scorso), l'avvocato già Consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa , Giacomo Francesco Saccomanno, e l'imprenditore Vincenzo Virgoglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria". Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l esame di legittimità della Corte dei Conti sull approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell opera pubblica. Secondo quanto emerge dalla nota diffusa dalla Procura capitolina l avvocato e l imprenditore indagati al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa , avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell esigenza citata . Secondo l impianto accusatorio i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa . Inoltre il magistrato contabile avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell interesse della Stretto di Messina Spa , una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata. Il commento di Ivan Cimarusti, Il Sole 24 Ore.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».Parola del Signore.
Mai come oggi si parla di alimentazione, allenamento e salute.Eppure, mai come oggi è così difficile capire a chi credere. Tra guru improvvisati, diete miracolose, consigli contrastanti e trend che cambiano ogni settimana, fare chiarezza è diventato quasi impossibile. Per questo al BSMT abbiamo deciso di partire dalla scienza. Il Doc Scara è passato dal BSMT.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:«Beati i poveri in spirito,perché di essi è il regno dei cieli.Beati quelli che sono nel pianto,perché saranno consolati.Beati i miti,perché avranno in eredità la terra.Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati.Beati i misericordiosi,perché troveranno misericordia.Beati i puri di cuore,perché vedranno Dio.Beati gli operatori di pace,perché saranno chiamati figli di Dio.Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli.Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».Parola del Signore.
Perché non riusciamo a buttare via le cose? Secondo lo psicologo Russell Belk, gli oggetti sono un riflesso della nostra identità: noi siamo quello che abbiamo. Proprio per questo motivo proviamo disagio nel buttarli via. Quando l'attaccamento alle cose compromette la vita quotidiana, si sfocia nel Disturbo da accumulo. In questo episodio di Specchio Giallo, Mia Ceran ci spiegherà quando il disagio dell'accumulo diventa disposofobia, cos'è l'Hoarding Disorder, quali sono i numeri e i dati in Italia e perché una persona diventa accumulatore seriale secondo gli studi di psicologia clinica. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Intro 00:54 Il nostro rapporto con gli oggetti 01:59 Gli studi di psicologia: siamo quello che possediamo 03:28 L'esperimento di economia comportamentale 05:11 Cos'è il disturbo da accumulo compulsivo 07:00 Le stime sul disturbo d'accumulo in Italia ed Europa 08:32 Perché si diventa accumulatori seriali: le cause 10:51 Come si tratta la disposofobia secondo la scienza 12:40 Disagio a separarsi dalle cose: il parere dei terapeuti Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
America's Constitution Coach Rick Green (President of Patriot Academy) joins us for a spellbinding interview on his BIG plans for America250 in collaboration with Convention of States and other patriotic groups across the country. PLUS, two young leaders within the movement invite listeners to get more members of the rising generation to apply for our internship programs. All that and much more on this month's episode of COS at Home with your host Jonathan Viaud, the Director of Grassroots for Convention of States Action. Minutemen Mailbag Emerging Leaders Program Leaders Launchpad Freedom250 Patriot Academy
Espressioni come "c'ho fame!" o "Vieni qui che ti dico una cosa" sono comunissime nell'italiano parlato, ma difficilmente le troverai in un manuale di grammatica. In questo articolo analizziamo due fenomeni tipici dell'italiano parlato e informale — il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE — per aiutarti a riconoscerli e capirli nel contesto reale. CHE POLIVALENTE e CI ATTUALIZZANTE: L'Italiano Informale Parte 1 — Il CI ATTUALIZZANTE: "C'Ho Fame!" Forme come "c'ho fame", "c'ho sonno", "c'ho fretta" o "non c'ho voglia" sono molto frequenti nell'italiano parlato. Il dubbio che sorge spontaneo è: "Ma quel 'ci' cosa sta facendo lì?". Vale la pena capirlo. Cos'è il CI ATTUALIZZANTE? In italiano standard, il verbo "avere" non ha bisogno di nessun "ci": "Ho fame." "Ha il biglietto." "Non ho voglia di studiare." Ma nell'italiano parlato e informale, moltissimi italiani — una tendenza diffusa soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, ma presente in tutta la penisola — aggiungono un "ci" davanti al verbo "avere". Questo "ci", chiamato appunto CI ATTUALIZZANTE, non aggiunge nessun significato nuovo: serve solo a rendere la frase più enfatica, più immediata, più viva. Italiano standardCon CI ATTUALIZZANTE"Ho fame.""C'ho fame!""Ha il biglietto.""C'ha il biglietto.""Non ho voglia.""Non c'ho voglia!""Non ho più 18 anni.""Non c'ho più 18 anni!" La versione con il "ci" suona più spontanea, più espressiva: il CI ATTUALIZZANTE aggiunge una piccola carica emotiva alla frase, rendendola più vivace nel parlato. Come Si Forma il CI ATTUALIZZANTE? La formazione è semplicissima: si aggiunge "ci" davanti alle forme del verbo "avere". Nella pronuncia parlata, "ci" e "ho/ha/hanno" si fondono insieme: PersonaForma con CI ATTUALIZZANTEEquivalente standardIoc'hohoTuc'haihaiLui / Leic'hahaLoroc'hannohanno Attenzione: questa forma si usa soprattutto con le persone singolari e la terza persona plurale. Con "noi" e "voi" nel parlato si tende ad evitarla. Esempi Pratici del CI ATTUALIZZANTE "C'ho una fame incredibile!" "Marco, c'hai cinque euro? Ho dimenticato il portafoglio." "Mia nonna dice sempre che non c'ha più l'età per certe cose." "Quei due c'hanno qualcosa — si vede chiaramente!" È Corretto o Scorretto? Il CI ATTUALIZZANTE è considerato sub-standard, cioè non è accettato nella grammatica ufficiale dell'italiano. Non lo troverai in testi scritti formali, giornali o documenti ufficiali. È importante però distinguere tra scorretto e raro: questa forma è comunissima nel parlato informale di moltissimi italiani. Ascoltando conversazioni quotidiane, film o serie TV, la sentirai continuamente. Riconoscerla è quindi fondamentale, anche se puoi scegliere di non usarla. Parte 2 — Il CHE POLIVALENTE Il CHE POLIVALENTE è uno degli elementi più caratteristici dell'italiano parlato. Gli italiani lo usano al posto di diverse congiunzioni e pronomi perché è breve, immediato e versatile. Vediamo i casi principali. 1. CHE POLIVALENTE al Posto di "Perché" o "Così" — Il "Che" Finale Questo è forse il caso più comune. In italiano informale, il CHE POLIVALENTE si usa alla fine di un'esortazione o di un'affermazione per spiegarne il motivo, esattamente come "perché" o "così": Con CHE POLIVALENTESignificato equivalente"Sbrigati, che è tardi!"Sbrigati, perché è tardi!"Vieni qui che ti dico una cosa."Vieni qui, così ti dico una cosa."Mettiti la giacca che fuori fa freddo."Mettiti la giacca perché fuori fa freddo."Abbassa la voce che c'è gente che dorme."Abbassa la voce perché c'è gente che dorme."Mangia che si raffredda!"Mangia prima che si raffreddi! Questa costruzione è tipica del parlato quotidiano: è diretta e immediata. Gli italiani la usano frequentemente per dare istruzioni, consigli o inviti, specialmente in contesti familiari e informali. 2. CHE POLIVALENTE Consecutivo — Quando il "Così" è Sottinteso Un altro uso tipico è quello in cui il CHE POLIVALENTE introduce la conseguenza di qualcosa — una situazione così intensa da produrre un risultato. Nei primi due esempi il "così" è esplicito; negli ultimi due è sottinteso — ed è qui che il fenomeno diventa davvero informale: TipoEsempio"così" esplicito"Era così stanca che non si reggeva in piedi.""così" esplicito"Ridevo così tanto che mi faceva male la pancia.""così" sottinteso"Fa un freddo che non si riesce nemmeno a uscire!""così" sottinteso"C'era una fila che non finiva mai." Negli ultimi due esempi il "così" iniziale è completamente sottinteso: si passa direttamente alla conseguenza, rendendo la frase più espressiva e immediata. È una caratteristica tipica dell'italiano parlato, che tende a comprimere la struttura sintattica a favore dell'efficacia comunicativa. 3. CHE POLIVALENTE al Posto di "In Cui" — Il "Che" Relativo Informale Nella grammatica ufficiale, per indicare il tempo o il luogo si dovrebbe usare "in cui": "L'anno in cui mi sono laureata è stato bellissimo." "Il giorno in cui ci siamo conosciuti era d'estate." Ma nell'italiano parlato, quasi nessuno dice "in cui" — si usa direttamente il CHE POLIVALENTE: Con CHE POLIVALENTEForma grammaticale standard"L'anno che mi sono laureata è stato bellissimo."L'anno in cui mi sono laureata…"Il giorno che ci siamo conosciuti ero nervosissima."Il giorno in cui ci siamo conosciuti…"La settimana che siamo stati a Roma è volata!"La settimana in cui siamo stati a Roma…"Quella volta che mi sono persa a Milano… non ne parliamo!"Quella volta in cui mi sono persa… Anche questo uso è tecnicamente scorretto nella grammatica formale, ma è universalmente diffuso nel parlato italiano. L'uso di "in cui" in una conversazione informale tende a suonare più formale del necessario: il CHE POLIVALENTE rimane la scelta più naturale e spontanea. Riepilogo: CI ATTUALIZZANTE e CHE POLIVALENTE a Confronto FenomenoFunzioneEsempioRegistroCI ATTUALIZZANTE"ci" davanti ad "avere" per enfasi"C'ho fame! / C'hai ragione."Informale / Sub-standardCHE POLIVALENTE finaleAl posto di "perché" / "così""Vieni qui che ti dico una cosa."Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE consecutivoIntroduce una conseguenza (così sottinteso)"Fa un freddo che non si esce!"Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE relativoAl posto di "in cui" per tempo/luogo"Il giorno che ci siamo conosciuti…"Informale / Parlato Domande Frequenti Posso Usare il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE Quando Parlo Italiano? Puoi farlo nelle conversazioni informali con amici, colleghi o nelle situazioni quotidiane. Evita queste forme in contesti formali — colloqui di lavoro, esami, documenti scritti — dove è preferibile usare l'italiano standard. Il CI ATTUALIZZANTE si Usa in Tutta Italia? È particolarmente diffuso nel Centro e nel Sud Italia, ma si sente anche al Nord, soprattutto nelle conversazioni più spontanee e informali. È comunque un fenomeno pan-italiano del parlato. Il CHE POLIVALENTE ha Sempre lo Stesso Significato? No! Il CHE POLIVALENTE è "polivalente" proprio perché assume significati diversi a seconda del contesto: può significare "perché", "così", "in cui" o introdurre una conseguenza. Il significato si capisce dal contesto della frase. Questi Fenomeni si Trovano Anche Nello Scritto? Il CI ATTUALIZZANTE è quasi esclusivamente orale — rarissimo anche nello scritto informale. Il CHE POLIVALENTE invece può apparire nei messaggi di testo, nelle chat e nei social media, specialmente nelle sue forme finale e relativa, perché rispecchiano il ritmo del parlato. Pronto a scoprire un'altra delle costruzioni più particolari dell'italiano? Leggi l'articolo dedicato al dativo etico. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo: “Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul CI Attualizzante e CHE Polivalente", "description": "Quiz interattivo sui fenomeni tipici dell'italiano parlato informale: il CI attualizzante con il verbo avere e i diversi usi del CHE polivalente.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale verbo accompagna sempre il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avere" } }, { "@type": "Question", "name": "In quale registro si usa il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Informale parlato" } }, { "@type": "Question", "name": "Cosa significa 'che' in: 'Sbrigati, che è tardi!'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "perché" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante aggiunge un nuovo significato alla frase.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma standard corrisponde a 'l'anno che mi sono laureata'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "l'anno in cui mi sono laureata" } }, { "@type": "Question", "name": "In 'Fa un freddo che non si riesce a uscire', il CHE introduce una...", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "conseguenza" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante si usa comunemente con 'noi' e 'voi'.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Perché il CHE si chiama 'polivalente'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Perché assume significati diversi a seconda del contesto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il CHE polivalente al posto di 'in cui'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il giorno che ci siamo incontrati era d'estate." } }, ...
L'epilazione laser è la tecnologia più innovativa sul mercato per la rimozione dei peli: è un trattamento estetico che li rimuove in maniera progressiva e che usa un fascio di luce per colpire il bulbo pilifero, riscaldandolo e impedendo la ricrescita del pelo. Ma come funziona esattamente? È davvero definitiva? Quanto dura? Ma soprattutto, è dannosa? E quanto costa? In questo video facciamo un viaggio nel mondo dei peli e della loro rimozione analizzando la tecnologia della rimozione laser, partendo da come è formato un pelo, passando per i diversi metodi di rimozione per arrivare alla spiegazione del laser, di come funziona, quanto è efficace e se può essere considerato dannoso. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 L'epilazione laser: come funziona e quanto dura 00:39 Cos'è un pelo: cheratina, follicolo pilifero e matrice 02:12 Il ciclo di vita del pelo 03:26 La differenza tra depilazione ed epilazione 04:12 Ceretta, rasoio e ricrescita del pelo 05:17 Cos'è un laser: la spiegazione scientifica 06:16 Come funziona: la fototermolisi selettiva 07:35 Quanto è efficace il trattamento: il tipo di pelo 08:27 Alexandrite e Nd Yag: le tipologie di laser 09:05 L'epilazione laser è definitiva e quante sedute dura? 09:54 Il laser è sicuro? Gli effetti 11:50 I costi in base alla zona Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Giuliano Zanchi"Il bene che vince"L'Apocalisse,libro di speranzaVita e Pensierowww.vitaepensiero.itL'apocalisse oggi è sulla bocca di tutti e anche negli occhi di molti. Ma non si tratta di quell'Apocalisse evangelica e cristiana che ha trovato posto nel canone della Scrittura: è piuttosto l'ombra dei fraintendimenti che nei secoli hanno trasformato questa parola in un termine quasi tecnico per indicare la fine catastrofica del mondo. In questo suo nuovo libro, Giuliano Zanchi accompagna il lettore a riscoprire il significato autentico del libro dell'Apocalisse, intendendolo per quello che è, un libro di speranza. È un percorso chiaro e accessibile, quasi un'introduzione per principianti, pensato per avvicinare chiunque a uno dei testi più affascinanti e misteriosi della Bibbia, capace di unire attrazione e oscurità, seduzione ed enigma. Collocandola nella tradizione storico-biblica che ne ha preparato la nascita, l'autore restituisce profondità storica, culturale e teologica all'apocalittica e al genere letterario da cui essa prende forma: ne ripercorre le radici e ne mostra la trasformazione decisiva nell'Apocalisse cristiana, dove il linguaggio visionario diventa prospettiva escatologica. Così, riletta nel suo orizzonte originario, l'Apocalisse torna a essere ciò che il suo nome indica: rivelazione, apertura di senso, promessa che attraversa il presente e lo orienta al compimento.Giuliano Zanchi (1967), prete di Bergamo, licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, è direttore della «Rivista del Clero Italiano» e si occupa di temi ai confini tra estetica e teologia. È direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo e direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (Brescia). Tra i suoi libri pubblicati da Vita e Pensiero: Rimessi in viaggio. Immagini da una Chiesa che verrà (2018); La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo (2020); Icone dell'esilio. Immagini vive nell'epoca dell'Arte e della Ragione (2022); Di questi tempi. Sette pezzi utili con due divagazioni sportive (2023); La vita sotto il cielo. Figure e temi della sapienza biblica (2024); Dare luogo alla grazia. Sugli spazi della liturgia (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sino e Dom tornano finalmente per un nuovo episodio tra 2 giugno e 80 anni di repubblica italiana, i catastrofismi annunciati dai media nelle settimane precedenti che non si sono avverati, la situazione carburante e compagnie aeree tra risultati record e possibili fallimenti, l'importanza dell'hedging finanziario, la strana crisi delle banane in Giappone, la notizia terribile dell'attacco terroristico a Modena e la situazione in Italia dell'integrazione tra realtà e falsi miti, tra successi e pericoli e tra empatia suicida e buonismo naive. Infine notizie che lasciano ben sperare: torna il nucleare in Italia? Come funzionano i nuovi reattori al torio, il problema del mantenimento della rete elettrica, come le famiglie potranno realmente risparmiare in bolletta e le batterie in silicone allo stato solido. Si passa poi all'avvento del computing fotonico: la tecnologia passa alla velocità della luce e quello che ne conseguirà, Neuralink impianta il primo chip visivo per dare la vista ai ciechi e si espandono i programmi di BCI (Brain - Computer interface) per ridare mobilità ai tetraplegici, genomica e medicina personalizzata e ancora di più la laboriosità e il ruolo umano in un mondo sempre più avanzato tra paradossi e innovazioni incredibili.(00:00:00) Intro(00:05:57) 80esimo anniversario della repubblica italiana(00:07:18) I catastrofismi mediatici che non si sono avverati(00:08:01) Carburante, vacanze e compagnie aeree(00:11:11) Cos'è l'hedging finanziario(00:14:43) Notizie giapponesi(00:16:27) Ritorna il nucleare in Italia? Il futuro della tecnologia energetica(00:18:33) Perché il nucleare non risolverà i prezzi dell'energia ai cittadini(00:20:56) L'attentato a Modena(00:28:29) L'integrazione in Italia(00:30:19) L'empatia suicida in occidente e il buonismo naive(00:42:02) Spesa pubblica e perché tassare ulteriormente i super ricchi è matematicamente inefficace(00:44:41) Computing fotonico e come rivoluzionerà la tecnologia(00:47:56) Neuralink dà la vista ai ciechi e ridà la mobilità ai tetraplegici(00:49:00) Genomica e ricerca scientifica in silica(00:49:43) L'incredibile dote degli esseri umani(00:51:50) Il paradosso tecnologico sull'umanità(00:54:13) Risolvere problemi globali e migliorare la condizione umana(01:01:32) Situazione in CinaApri il link per sottoscrivere ad un piano Zencastr usufruendo dello sconto Expatriati del 30%https://zen.ai/u1PcslG4r8g7s1ZYsg35qw
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Sconto Digital Journalismfest codice HACKING15https://digitaljournalismfest.it/Scrolli per ore, poi entri in un teatro, si spengono le luci, e per novanta minuti non riesci a staccarti. Cos'è successo?In questa puntata non c'è un ospite, ci siamo noi, che come in tutte le puntante di Link vi parliamo di quello che stiamo leggendo, vedendo, pensando.E senza volerlo, finiamo sempre nello stesso posto: siamo circondati di storie, le consumiamo a raffica, eppure nessuna ci resta davvero addosso.Si parte da un mazzo di carte che contiene l'universo, da un ristorante giapponese che sbaglia gli ordini di proposito e ha il 99% di clienti soddisfatti, da tre libri che vale la pena leggere tutti e tre.Si passa per Pablo Trincia che riempie l'Arcimboldi con una storia vera e un microfono. Si arriva a chiedersi se il problema sia le storie, o noi.Nel mezzo: la Biennale, i Lego come investimento, Francesco Oggiano con il Digital Journalism Fest del 13 giugno, e la newsletter di Fede al numero 100.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
Passione Triathlon n° 360Riccardo Malagninoprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon, intervista condotta da Dario Daddo Nardone.In questa puntata di Passione Triathlon, il Daddo intervista Riccardo, un vero e proprio "Steelman" e atleta ibrido capace di compiere un'impresa pazzesca a Gaeta: vincere la gara H12 individuale e, a poche ore di distanza, conquistare la H24 in coppia con la sua compagna Chiara. Riccardo definisce cosa significa essere un atleta ibrido oggi, spaziando tra forza e ultra-endurance (corsa, nuoto, kayak, slitta, mountain bike, CrossFit, vogatore). Nell'intervista racconta anche il suo background nella pallanuoto, il suo incredibile debutto nel triathlon direttamente con l'Ironman di Nizza e il traumatico ritiro all'ICON di Livigno che lo aveva allontanato dallo sport, prima del riscatto totale a Gaeta.00:00 - Introduzione: Riccardo, lo Steelman di Gaeta00:39 - Cos'è lo Steelman: 8 prove per atleti ibridi01:40 - La durezza dei ritmi serrati nell'H1202:25 - Chi è l'atleta ibrido? Espressività a 360 gradi04:44 - Il ruolo della testa nelle ultra distanze e la gestione dei 90 kg06:08 - Il percorso verso Gaeta con il coach Vincenzo Di Meo08:05 - L'infortunio prima della gara: Tendine rotuleo infiammato e avambraccio ko11:14 - Il "miracolo" del venerdì mattina: Scomparsa totale del dolore12:45 - La cronaca della H12: Dal nuoto al kayak singolo con la pagaia in carbonio15:46 - Slitta di potenza, mountain bike e il trionfo nel WOD segreto di CrossFit19:16 - Il vogatore (Rowing ergometer) e la vittoria finale nell'H1220:16 - Affrontare la H24 in coppia con la propria compagna Chiara21:55 - Gestione dello stress e della pressione a Gaeta22:28 - Cronaca della H24: Nuotare in scia nel mare piatto27:27 - Superare le crisi in mountain bike e il recupero muscolare dei fisioterapisti30:43 - La maratona di vogatore (42 km) a mezzanotte e mezza35:56 - La routine quotidiana: Sveglia alle 5:27 e rulli indoor38:08 - Come ho scoperto il Triathlon: Un Ironman come regalo di compleanno39:41 - Preparare la maratona di Firenze in quattro settimane a 23 anni41:45 - Il background sportivo: Pallanuoto, nuoto master e CrossFit Competitor44:22 - La salita del Monte Grappa e l'esplosione per la bici da corsa48:41 - Ironman Nizza: Il debutto shock tra catene rotte e 37 gradi55:39 - Il dramma di ICON Livigno: Il virus intestinale e il ritiro forzato1:03:53 - Il blocco psicologico e la rinascita grazie alla chiamata dello Steelman1:07:21 - Il significato della fatica e l'obiettivo finale: Il ritorno all'ICON passando per l'eagleXmanPASSIONE TRIATHLON, segui le nuove puntate sul canale youtube @DaddoSport#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #goveganDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.
Abbiamo scelto di dedicare la puntata 95 a un titolo forte, non perché non se ne fosse parlato nei precedenti episodi, bensì per la necessità di chiarire ancora una volta come i Carabinieri furono venduti dal regime di Salò e dai fascisti repubblichini e dai militi della milizia, ben lieti di eliminare definitivamente un problema dato dalla fedeltà alle Istituzioni monarchiche e statuali del regno d'Italia che i Carabinieri simboleggiavano. Dunque il titolo “I Carabinieri in Nord Italia: 4 agosto 1944(l'ultima presenza)”. In questo caso, abbiamo guardato a contenuti già toccati, magari solo parzialmente, ma che in questa occasione abbiamo messo a sistema. Così si parla di Torino, dell'alessandrino, del Veneto e del Grappa, della Lucchesia. Fonti consultate:Ferdinando Angeletti, I Carabinieri nella Resistenzaalessadrina. Presenza e numeri, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp. 200-201.Egidio Ceccato, La Resistenza sul Grappa. I Carabinieri del Tenente Giarnieri, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp. 255-257. (Vedi anche l'episodio 87. I Carabinieri al Nord. Il Massiccio del Grappa)Maria Garbari, Il Gruppo Carabinieri di Trento, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze alregime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp, p. 283. (Vedi anche l'episodio 88. La Resistenza dei Carabinieri. I Carabinieri di TrentoGiuseppe Pardini, Il nuovo Corpo della Guardia NazionaleRepubblicana. I Carabinieri di Lucca, in Flavio Carbone (a cura di), I Carabinieri del 1944. Le Resistenze al regime collaborazionista, Numero Speciale della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, 2024, pp. 128-129.Giovanni Salierno, La deportazione dei Carabinieri dall'Italia del Nord: la legione di Torino, in Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri, a. VII (2022), n. 2, pp. 14-23.Vi aspettiamo sui principali canali. A presto!
Sofia ha cinquant'anni, vive in provincia di Como e ogni mattina attraversa la frontiera per andare a lavorare in Svizzera. Per capire la sua storia, bisogna partire da molto più indietro - da una famiglia in cui i soldi non c'erano.Sofia nasce da due genitori appena diciottenni. I soldi sono pochi, le tensioni molte, e quando i suoi si separano lei frequenta il liceo classico di Como in mezzo a figli di medici e avvocati. È lì che la mancanza di denaro diventa una sofferenza vera. «Le mie compagne avevano le Superga del colore della maglietta. Io avevo i vestiti dei sacchi. Ho fatto il primo anno di superiori con il Montgomery che mi era stato comprato e quando ero in classe non l'ho mai tolto». È in quegli anni che si forma la convinzione che ancora oggi guida Sofia: i soldi danno libertà, e quella libertà bisogna guadagnarsela da soli. Sua madre trova un lavoro come bibliotecaria e non vacilla: i suoi figli faranno l'università. Sofia ottiene la borsa di studio massima, si laurea in Scienze dell'Educazione alla Cattolica, poi si iscrive a un master a Venezia in Integrazione degli stranieri. Per fare lo stage obbligatorio, nessuno in Italia risponde. Così prova a telefonare in Svizzera e trova subito lavoro in un centro, dove lavora ancora adesso. Oggi Sofia dirige venticinque persone e guadagna seimila euro al mese. È una posizione che gestisce con una discrezione quasi assoluta: quasi nessuno sa quanto guadagna. E quando la differenza con gli altri emerge, cerca di stemperarla. Ma dentro la famiglia il meccanismo si complica: paga sempre lei le pizze, fa sempre i regali più grandi, e sente che qualcosa nelle relazioni, piano piano, viene falsato. «Se guadagni tre volte quello che guadagna la persona con cui mangi la pizza, è anche normale che a un certo punto paghi e basta. Ma poi le relazioni vengono condizionate da questo, perché si insinua quel tarlo secondo cui sono sempre io quella che paga».Il privilegio di cui sa di godere, Sofia cerca di farlo ricadere indirettamente anche sul resto della società. «Di mestiere lotto contro l'ingiustizia sociale tutto il giorno. E cerco anche di fare in modo che la qualità della vita delle persone che mi sono più vicine sia migliore grazie al mio lavoro».
Roberto Rossi Precerutti"Un silenzioso dispendio"Manni Editoriwww.mannieditori.itOrganizzata in tre sezioni, la raccolta poetica introduce il lettore in una complessità di strumenti lirici. L'accostamento a Petrarca, ma anche la forma e l'ausilio di una più libera sperimentazione, rimandano all'io e agli altri, in una visione del mondo drammatica, caratterizzata costantemente dal segno della perdita. Così volti amati e luoghi della memoria rimangono reliquie di tempi felici. Le poesie dicono tristemente il buio della perdita, sono matrici di un dialogo muto che racconta il congedo e tenta un bilancio esistenziale, ma al cospetto di una natura partecipe. Le parole, come pietre sorde ed inerti, una dopo l'altra, sono forti, con versi di nervi e di ossa inseriti in comunione e corrispondenza fra i vivi e chi non c'è più. Poi, la grazia di un luminoso accadere può essere la scrittura, immaginata come figura di donna irraggiungibile e, pur nella ricerca, può riscattare la finitudine umana.Roberto Rossi PreceruttiÈ nato nel 1953 a Torino, dove vive.Medievista per formazione e da sempre votato agli studi letterari, ha scritto saggi critici, traduzioni dal francese, dallo spagnolo e dall'antico provenzale, pubblicate anche sulla rivista “Poesia” e in antologie edite da Crocetti, e varie raccolte poetiche. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Le uova centenarie, con colori particolari e dall'odore fortissimo di ammoniaca e formaggio stagionato: sono davvero marce? E soprattutto… perché si chiamano così se non hanno 100 anni? In questo video scopriamo il pidan, uno degli alimenti più curiosi della cucina tradizionale cinese,. Analizziamo come viene prodotto, perché assume quei colori così particolari e quali trasformazioni chimiche e biochimiche trasformano un normale uovo in qualcosa di completamente diverso. Non è marcio, non viene fermentato dai batteri e non servono cento anni per prepararlo. Ma è davvero sicuro mangiarlo? Sì, e vi spieghiamo anche perché. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Uova centenarie: cosa sono davvero? 01:05 Cos'è il pidan e come viene prodotto 02:51 La tradizione cinese dell'uovo centenario 03:37 Abbiamo assaggiato il pidan: gusto e reazioni 07:28 Come si produce: la chimica della soda caustica 10:00 La prova del DeNa (andata male) 13:40 L'uovo centenario è sicuro da mangiare? 14:41 Perché il pidan ha questi colori? 17:50 Perché si chiama “uovo centenario” Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio di mitologia in italiano vi parlo di due storie collegate tra loro, quella di Prometeo e quella di Pandora. Cos'hanno in comune questi miti? The post 175: Mitologia in italiano: il mito di Prometeo e di Pandora first appeared on .
Brian is back from the National Convention, where some major motions were made, and later is joined by Mary Hebert and Josh Castro of the California Convention of the States. Is the time right for a COS, and is this the only way we'll finally reign in government abuses of power? Check out the COS: https://conventionofstates.com/ Buy my new card game: WOKE WORD WARS - https://www.amazon.com/dp/B0FLF8Y16S...
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Cos'è cambiato per voi da settembre? Le storie degli ascoltatori al Volo del Mattino.
Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se, improvvisamente, ci fosse una crisi energetica in Italia? Nelle ultime settimane si fa un gran parlare di "lockdown energetico" a causa dell'instabilità nello Stretto di Hormuz dovuta alla guerra in Iran e oggi facciamo chiarezza in merito. Anche se al momento non è in programma alcuna soluzione di questo tipo, nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare potrebbero scattare misure di emergenza coordinate a livello europeo, incluse limitazioni dei consumi, riduzione dei voli di linea e un aumento del prezzo dei carburanti. In questo video vi spiegheremo cosa comporterebbe il lockdown energetico in Italia, di cosa si tratta e quando potrebbe scattare a seconda di regolamenti e direttive sulle scorte di petrolio e gas naturale. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Intro 00:48 Cos'è il lockdown energetico 01:56 Italia e importazioni estere 04:36 Chiusura dello Stretto di Hormuz: le conseguenze 06:00 Cosa comporterebbe il lockdown energetico in Italia 06:30 DaD per le scuole, smart working e circolazione a targhe alterne 08:02 Illuminazione pubblica e condizionatori 09:00 Quando potrebbe esserci il lockdown 09:19 I regolamenti sul petrolio 12:00 Le direttive sul gas naturale 14:00 Quali paesi sono già in lockdown energetico 15:39 La crisi energetica in UE e il piano d'azione Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices